Nuovo Masada

marzo 5, 2016

MASADA n° 1744 5-3-2016 BALLE E BALLISTI

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MASADA n° 1744 5-3-2016 BALLE E BALLISTI
Blog di Viviana Vivarelli

Il tradimento della sinistra europea – Benvenuti nella giungla di Calais – Il portierato di quartiere – Il Governo spara numeri a caso – L’Italia in guerra – Espulsione della Bindi – Caos nelle candidature di Roma – Le balle di Sala – Renzi, i mutui e i regali alle banche – Elezioni americane – La Costituzione che non c’è più – Bambini e bambini – Il favoloso aereo di Renzi

Bersani: “Non è vero che abbiamo bisogno di Verdini come non avevamo bisogno di Berlusconi. Renzi scelga se vuol fare quello che rottama o quello che resuscita“.
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Pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.”
Enrico Berlinguer
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Può un vero cristiano amare il capitalismo? Perché se è vero che da un lato è stato possibile quantificare le vittime del comunismo, le vittime del capitalismo, invece non vengono quantificate da nessuno.”
Camilleri
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Risanamento dei conti = la corsa degli Stati a tagliare tutto ciò che è assistenza pubblica, settore pubblico e previdenza sociale, con conseguenze catastrofiche per tutti noi, ma… anche e soprattutto col vantaggio per i medesimi capitalisti di poter poi comprare a prezzi stracciati ogni sorta di impresa pubblica, servizio pubblico, bene pubblico. Avete compreso bene: la privatizzazione selvaggia.”
Paolo Barnard

La globalizzazione è stata per il capitalismo una tappa decisiva sulla strada della scomparsa di ogni limite. Infatti permette di investire e disinvestire dove si vuole e quando si vuole, in spregio degli uomini e della biosfera.”
Serge Latouche
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La «democrazia reale», quella che concretamente viviamo, non corrisponde a nessuno dei presupposti su cui afferma di basarsi. È un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia e asservisce l’individuo, già frustrato e reso anonimo dal micidiale meccanismo produttivo di cui la democrazia è l’involucro legittimante.”
Massimo Fini
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Gao Xinjiang, unico autore cinese che ha ottenuto il Nobel per la letteratura. Leggete il suo bellissimo “La montagna dell’anima”.

«…È l’uomo a far paura, non la natura! La natura ti è molto vicinale entri in sintonia con essa, l’uomo è invece una bestia! Certo, è molto intelligente, capace di inventare di tutto, dalle calunnie ai bambini in provetta, ma poi stermina due, tre specie al giorno. Questo è il paradosso dell’uomo». In realtà l’uomo è un animale: ferito può diventare crudele. Ma ciò che lo terrorizza maggiormente è la follia. Una volta impazzito l’uomo è stritolato dalla sua stessa follia”.

LULU, A PARIGI IL PORTIERATO DI QUARTIERE CHE RISOLVE OGNI PROBLEMA
Dominella Trunfio

A Parigi nasce il portierato di quartiere. Avete bisogno di una mano per montare le tende, innaffiare le piante, riparare i rubinetti, preparare la cena e così via? Se vivete a Parigi la soluzione a tutti i vostri problemi si chiama “Lulu dans ma rue”.
Sembra un’edicola ma in realtà, è il primo portierato di quartiere parigino a due passi dalla Place de Vosges e di fronte alla chiesa di Saint Paul, nel Marais. Ha il sostegno del comune della Capitale francese e dalla sua apertura, la primavera dello scorso anno, ha già risolto più di 4mila problemi quotidiani.
Un successo che fa ben sperare nell’apertura di altri 120 portierati di quartiere in altre zone della città.
Come è nata l’idea del portierato di quartiere? Lulu dans ma rue (Lulu nella mia strada) è un’idea dell’economista Charles-Edouard Vincent. Abbiamo voluto ridare umanità alla vita quotidiana. L’obiettivo è di risolvere piccoli e anche un po’ più grandi problemi degli abitanti del quartiere, dice. Dalla manutenzione ordinaria della propria casa fino a servizi di doposcuola per bambini e accompagnamento alle persone anziane.
Il sistema è molto semplice: gli abitanti del quartiere possono telefonare, inviare una mail o semplicemente passare dal chiosco spiegando ciò di cui hanno bisogno. A quel punto, uno dei 48 portieri di turno trova il Lulu che fa al caso loro, ovvero idraulici, colf, pensionati, esperti informatici e così via, pronti a risolvere ogni problema. A oggi Lulu ci sono più 11mila clienti. Le tariffe vanno dai 5 e i 10 euro per venti minuti e in base al lavoro, detraibili al 50% dalle tasse. Chi di noi non sogna la persona giusta al momento giusto? Speriamo che il portierato di quartiere arrivi presto anche in Italia!

diMartedì – La copertina di Crozza: “Immobili a 20€ al mese? Non siamo corrotti, siamo generosi” (a Roma 24.000 appartamenti a 50 euro in media al mese, con 300 euro di spesa dello stato per tenerli in ordine)

IL GOVERNO DA’ I NUMERI
Blog di Grillo

Il Governo ama Manipolare a piacimento quelli sull’occupazione è il suo sport preferito.
Partiamo dalle basi: il 2015 è stato un anno particolare nel contesto della Grande Crisi iniziata nel 2008. Il prezzo del petrolio è crollato a una velocità molto più sostenuta di quella prevista dal Governo nei documenti ufficiali. Draghi ha stampato moneta a profusione per tenere in vita la moneta unica e in questo modo si sono abbassati i tassi di interesse sui titoli di Stato. L’euro, infine, si è svalutato nei confronti del dollaro e di altre valute internazionali, favorendo le esportazioni extraeuropee dell’Italia. Questi tre eventi, del tutto indipendenti dall’azione di Governo, hanno permesso all’Italia di uscire dalla recessione, con una crescita molto modesta: +0,8%. Tutti lo sanno, anche se in pochi lo dicono: senza i fattori esterni anche nel 2015 la crescita sarebbe stata negativa. I dati sull’occupazione vanno quindi analizzati in questo contesto eccezionale e sono comunque molto meno rassicuranti di quanto sembri in superficie.
L’aumento degli occupati, infatti, nasconde un lato oscuro strutturale: diminuisce l’occupazione giovanile, sia nella fascia 15-24 anni che in quella, assolutamente decisiva, 35-49. In particolare, nella fascia 15-24 anni si sono persi 7 mila posti di lavoro rispetto al 2014, anno di per sé molto negativo per l’occupazione. Nella fascia 35-49 anni il calo è stato addirittura di 69 mila unità. Il tasso di disoccupazione giovanile si rialza a gennaio 2016 e si avvicina nuovamente alla soglia del 40%, nonostante i 100 mila emigrati italiani del 2015, in massima parte giovani, avrebbero dovuto tenere basso il parametro. Tutta la crescita di cui si vanta il Governo è concentrata sugli over 50, in particolare a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile.
Una crescita di questo tipo non può che essere fragile. L’agonia dell’occupazione giovanile è una realtà terribile sul medio periodo, anche considerando la bassissima qualità dei nuovi posti di lavoro, dato che il Jobs Act ha trasformato gli stessi posti “fissi” in precariato di fatto.
Il tasso di disoccupazione, all’11,5%, rimane a livelli altissimi e non conta i milioni di lavoratori che non cercano lavoro nonostante siano in età lavorativa e sarebbero disposti a lavorare (i cosiddetti “scoraggiati”, che rientrano fra gli inattivi).
Questa condizione ormai strutturale di alta disoccupazione produce distorsioni anche nel bilancio pubblico, come nota la recente relazione della Corte dei Conti. L’Inps ha prodotto disavanzi intorno ai 13 miliardi di euro l’anno sia nel 2013 che nel 2014, mettendo a dura prova il patrimonio netto, sostenuto solo dai trasferimenti dello Stato. Se i 764 mila contratti stabili in più che vanta il Governo fossero nuovi posti di lavoro tutto ciò non accadrebbe, ma la grandissima parte sono semplici trasformazioni di contratti a termine in contratti a tutele crescenti, favorite peraltro da una spesa totale di circa 12 miliardi per la decontribuzione previdenziale alle imprese. Una crescita modesta dei nuovi posti di lavoro, e pure drogata! Quando fra due anni gli sgravi si esauriranno è molto probabile che il tasso di disoccupazione torni al suo livello reale, intorno al 13%, trascinando definitivamente nel baratro l’Inps e il bilancio pubblico. La soluzione del Governo è già sul tavolo: attaccare le pensioni di reversibilità. È solo questione di tempo, ma non lo permetteremo.

IL TRADIMENTO DELLA SINISTRA EUROPEA
Berluscameno

Se tutti gli scrittori di sx fossero così appassionatamente portati a difendere le ragioni di convivenza pacifica di una civile umanità credo che i nostri problemi (anche economici) potrebbero trovare una pregevole definizione per tutti.
Eccone un esempio.
Questa sx che obbedisce agli atroci macellai tedeschi.
Abbiamo guardato increduli e SCHIFATI a come un partito socialista dopo l’altro si sia immolato sull’altare dell’unione monetaria, per difendere un progetto che favorisce quelle élites economiche che la sx storica chiamava un branco di banchieri.
Ambrose Evans-Pritchard, notista economico del Telegraph, spiega che ormai il velo è caduto, perché la Grecia ha rotto l’incantesimo: “«La sx è diventata il gendarme delle ‘politiche reazionarie e della disoccupazione di massa’ generate dall’ euro”.
Se l’Europa non è nient’altro che la versione cattiva del Fmi, che cosa resta del progetto d’integrazione europea?
I tedeschi, peraltro, volevano solo la sottomissione rituale della Grecia. Punizione a cui, peraltro, la sx anche italiana non si è mai sottratta: ancora una volta, i leader socialdemocratici sono stati sorpresi a “difendere un regime pro-ciclico di tagli di bilancio, imposto all’Euro-zona da un manipolo di reazionari finti ordo-liberisti, come il ministro delle finanze tedesco, un truce figuro degno della Trama del Macbeth di Shakespeare, tragedia dedicata ai temi dell’ambizione e dell’assassinio.
Se la Germania è ormai una guida disastrosa e SUICIDA per l’Europa, come afferma l’economista Philippe Legrain, già redattore di Foreign Policy, per uno strano scherzo del destino, la sx è diventata anch’essa il gendarme di una struttura economica che ha portato a livelli di disoccupazione una volta impensabili per un governo social-democratico, dotato di una propria moneta e di tutti gli strumenti sovrani.
La sx europea, con RIBUTTANTE INCOERENZA ha trovato il modo per giustificare un tasso di disoccupazione giovanile che, nonostante l’emigrazione di massa, è ancora al 42% in Italia, al 49% in Spagna e al 50% in Grecia, e ha accettato la Lunga Depressione degli ultimi sei anni, più profonda di quella del 1929-1935. Ha infine docilmente approvato il Fiscal Compact, sapendo che esso obbliga i paesi dell’Euro-zona a ridurre drasticamente il loro debito pubblico, ogni anno, del 1,5% del Pil in Francia, del 2% in Spagna e del 3,5% in Italia ed in Portogallo, per i prossimi due decenni. Una formula per la depressione permanente e SECOLARE, che vieta qualsiasi politica economica di tipo keynesiano, violando anche i principi dell’economia classica. Questo è ciò che la sx prima ha concordato e poi difeso, perché non ha osato mettere in discussione almeno fino ad ora, la sacralità omicida dell’unione monetaria.
Ma è sacralità o truffa organizzata a tavolino dalle Lobby bancarie ed affaristiche il fatto che si spartiscono i gruzzoli raggranellati dalla vorace burocrazia di stanza a Bruxelles?
E così, quello che una volta era il potente Partito Laburista Olandese è ormai ridotto ad una specie di pietosa reliquia marcita del passato. Anche il Pasok è stato letteralmente cancellato, in Grecia, mentre il Partito Socialista Spagnolo ha perso la sua ala sx in favore di Podemos da poco vittorioso a Barcellona.
Il leader socialista francese Hollande (illustre traditore della causa socialista) raggiunge a stento, nei sondaggi, il 24%, dopo che la classe operaia francese ha dovuto (per il disgusto) spostarsi in direzione del Front National.
Owen Jones, sul Guardian, scrive giustamente che “i progressisti dovrebbero essere sconvolti dalla rovina della Grecia per mano dell’Unione Europea. ORMAI e’ giunto il momento di appoggiare- in tutti i modi possibili – la causa degli euro-scettici”.

WELCOME TO THE JUNGLE

Le persone che vivono nelle baraccopoli di Calais e in Normandia (come anche i profughi respinti al confine con la Macedonia) hanno attraversato migliaia di chilometri, affrontato pericoli, speso magari tutti i loro risparmi. Vengono da lontano, dall’Afghanistan, dal Pakistan, dall’Iraq. Paesi molto lontani dalle nostre democrazie: se non ci fossero state le guerre occidentali, quando volevamo esportare la democrazia con l’esercito e le armi, nemmeno sapremmo dove si trovano.
Pensiamo che ora sia sufficiente alzare questi muri, il filo spinato, usare i lacrimogeni per disincentivare il loro desiderio di una terra promessa?
Ce la prendiamo con loro, con queste persone che scappano da una guerra e che dietro lasciano solo macerie (non dimentichiamolo mai) mentre invece dovremmo mettere fine alle cause di questo esodo. Mettere fine alle guerre e alle ambiguità dei nostri alleati, penso alla Turchia.
Smetterla di applicare la realpolitik in questi paesi per cui meglio un dittatore rispetto ad un governo islamico fondamentalista.
Sono persone che muoiono nei naufragi davanti le nostre coste e nemmeno sappiamo come contrastare i trafficanti di uomini, i trafficanti di armi, di petrolio.
L’Europa sta precipitando, non solo dal versante economico.
Non è che siccome vivono nella jungle, devono essere trattati come animali.

Da unoenessuno.blogspot.it
diMartedì – Crozza-Renzi: Già 2 anni di governo, come passa il tempo quando non ti ha votato nessuno

L’ITALIA IN GUERRA
Viviana

Qualcuno ha mai sentito di un intervento militare che abbia ottenuto qualche buon risultato? Stiamo da 15 anni in Irak e da 13 in Afghanistan. Spendiamo già 35 miliardi l’anno in armi, siamo uno dei Paesi che hanno la spesa militare più alta del mondo, e a che scopo? Compriamo anche i famigerati F35 che non funzionano, non si alzano neppure in volo e vengono stornati da tutti i Paesi europei. In economia dobbiamo servire gli interessi della Germania,calpestiamo i diritti dei cittadini per gli interessi bancari, in politica estera siamo succubi degli Americani. Mentre la Costituzione ci ordina la neutralità, andiamo a portare la guerra in 50 punti del globo solo per compiacere l’imperialismo USA e ora gli USA vogliono scaricarci le spese di una guerra in Libia a cui Renzi acconsentirebbe di nascosto, vigliaccamente, senza mai pronunciare la parola guerra, una guerra a due passi da casa e senza nemmeno consultare il Parlamento o i cittadini, una guerra le cui ripercussioni non voglio nemmeno immaginare, con l’Isis praticamente fra di noi aumentando solo la disperazione e il numero di profughi, l’ennesima guerra che non ci possiamo permettere e aumenterebbe il rischio di vittime e di attentati. Siamo succubi degli interessi tedeschi e americani senza nessun vantaggio personale. Intanto l’Italia va sempre peggio e siamo il Paese europeo col più basso livello di crescita, che tra poco saccheggeranno come hanno fatto con la Grecia. Ma questa guerra decisa solo da Renzi ce la possiamo permettere?
Dunque Renzi al Paese di questa guerra in Libia non dice nulla, anzi la parola ‘guerra’ si guarda bene dal pronunciarla. Nessuna commissione sulle difesa e nessuna aula parlamentare è stata chiamata a discutere su una eventuale guerra in Libia, eppure dal 10 febbraio è pronto un decreto di Renzi “secretato” dove si parla di un contingente di 3000 soldati e si dettano le regole d’ingaggio, la linea di comando, i reparti scelti da mandare in Libia…, ue non si tratta più di permettere ai droni USA di bombardarla partendo dalle basi americane in Italia. Tutto fatto all’insaputa dei cittadini italiani.
I 5stelle hanno accusato il Governo: “Siamo in guerra a nostra insaputa? E contro chi e a fianco di chi?”
La Costituzione nell’art. 11 dice solennemente che “L’Italia ripudia la guerra”, ma la Costituzione, lo abbiamo visto, è per Renzi solo un intralcio da abbattere. La Libia non esiste. Un Governo regolare non esiste. Un esercito regolare non c’è. Il generale Mini, a Otto e mezzo, ha detto senza mezzi termini: se non ce lo chiedo l’Eni e non lo chiede la Libia, che ci andiamo a fare?
Ma avvisare almeno le Camere, no?
Così apriremo un altro centro di spesa. E di morte. Ma tanto si possono sempre tagliare le pensioni alle vedove, no?
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ESPULSIONE DELLA BINDI
Viviana

Rosy Bindi è sempre stata una delle più fiere oppositrici alle riforme di Renzi, da quelle sul lavoro alle altre sulla legge elettorale e sul Senato, fino alla durissima polemica sul caso del governatore De Luca. Così ora Renzi la defenestra, scalzandola dal suo posto di Presidente antimafia e sostituendola con uno dei suoi fedelissimi, Emanuele Fiano. Ovviamente Orfini dice di non saperne nulla. La Bindi fa parte di queste epurazioni interne di cui Renzi fa uso per spegnere ogni possibilità di dissenso dentro il Pd, mentre negli enti locali le espulsioni dei dissidenti alla linea renziana superano i 120. Ma ovviamente i piddini sanno scandalizzarsi solo per le espulsioni nel M5S, dovute a trasgressione dei principi basilari del Movimento. Lo strapotere di Renzi che governa ormai l’Italia come un satrapo con la sua corte a loro gli fa un baffo.

diMartedì – Crozza: Sulle unioni civili accordo tra Bagnasco e Renzi. E’ il patto del Nazareth

SEMPRE PIU’ NEL CAOS LE CANDIDATURE DI ROMA
Viviana

Casino sul candidato della dx a Roma: fallimento dei gazebo di Salvini. Contro tutte le scelte dei capi vince Marchini. Salvini invoca le primarie, Bertolaso rivendica di essere il candidato, Storace gli ricorda i processi, la Pivetti lo declassa e si autocandida, Bossi chiede l’intervento di Berlusconi ma quest’ultimo è dato per disperso o corre dietro la sua ventunenne, la Meloni partoriente supplica tutti di farle sapere solo chi diavolo deve sostenere. Come se non bastasse, dopo che per mesi Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord hanno rifiutato qualsiasi collaborazione con l’outsider Alfio Marchini, il risultato delle mini-primarie ai gazebo del Carroccio dice che proprio il costruttore cementificatore è il preferito su una base di 15mila persone mentre il candidato ufficiale, Bertolaso, non è né secondo né terzo, ma quarto.
Il M5S ha scelto Virginia Raggi, su cui tutti si accaniscono perché ha fatto il tirocinio da avvocato nell’ufficio Previti, come se uno potesse scegliere dove farlo e come se fare un praticantato presso il signor Rossi volesse dire abbracciare in toto le idee politiche e morali del signor Rossi. La cosa curiosa è che quelli che si accaniscono contro questo praticantato sono gli stessi che non battono ciglio sui verdiniani, gli alfaniani o il patto del Nazareno.
Tre anni fa a Roma il Pd non seppe presentare un proprio candidato e vinse Marino, che era una figura anomala, col 50% dei voti e 100.000 votanti. A Milano vinse l’anomalo Pisapia di Sel e a Bari Emiliano, uno che il Pd, se può, lo critica, tutte figure non scelte dai vertici di partito. Oggi il Pd a Roma presenta 6 candidati, di scarso spessore: Domenico Rossi, Roberto Giachetti, Gianfranco Mascia, Roberto Morassut, Stefano Pedica e Chiara Ferraro, figurine deboli e insignificanti, una compagnia di guitti che in sei non fanno una persona seria.
La dx è pure peggio: un Bertolaso inquisito e francamente antipatico che all’Aquila non ha certo brillato per efficienza e onestà, una Meloni al 7° mese di gravidanza che dopo i danni di Alemanno a Roma non avrebbe dovuto nemmeno farsi vedere, Storace che è meglio non parlarne e l’immobiliarista Alfio Marchini, che non è nemmeno di csx.
La sx non vince nemmeno di per sé, figuriamoci col tremolante Fassina!
Come facciano i piddini a Roma a votare il Pd dopo quello che ha fatto a Marino è un mistero. Come facciano i romani di dx a votare per la dx dopo i danni di Alemanno è un altro mistero.

LE BALLE DI SALA
Viviana

A Milano il Pd candida Sala, ex presidente di Expo 2015. Finora, sappiamo che sotto di lui ha proliferato uno scandalo mica male con mazzette a go go. Non si presenta esattamente bene, a parte il fatto che più che una persona di csx era una persona della Moratti. Assolutamente falsi i suoi dati sugli introiti della Fiera, sugli ingressi e tutto il resto, senza contare quello che ha nascosto e quello che non ha controllato. Pochi stranieri, molti lombardi e un numero di visitatori raggiunto solo con forti sconti sui biglietti. I benefici economici sono molto ridotti. Si prevedeva un guadagno di 3,5 miliardi destinati ad attivare 4,3 miliardi di valore aggiunto, con un guadagno totale di quasi 8 miliardi per il Paese e un contributo al Pil fino a 30 miliardi, invece Expo è andata in rosso, con un buco di 237 milioni. Si aspettavano 30 milioni di visitatori con ricavi per 520 milioni di euro e sono stati 18. Si prevedeva un 30% di visitatori stranieri e sono stati il 16%. Una parte dei ricavi da biglietti (ben 19,9 milioni di euro) non è ancora stata incassata e forse non lo sarà mai. Ancora da incassare anche 51,4 milioni da sponsorizzazioni. A questi vanno aggiunti i soldi che Arexpo, la società che detiene i terreni, deve dare a Expo spa (153,3 milioni: 86,8 per l’infrastruttura dell’area, acquisto aree minori e bonifiche su cui c’è accordo; e 66,5 milioni per le bonifiche contestate), ma che non le darà perché, ormai diventata “sviluppatore immobiliare” del dopo Expo, ingloberà Expo spa e dunque non pagherà. Insomma la solita truffa all’italiana. E ora il compartecipe di questa truffa viene presentato a Milano come sindaco. Chissà quante belle balle riuscirà a raccontare!
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Cimo60
Cercando di capire:
il PD ha avuto primarie a 5 cifre ma “piene” di cinesi
la Lega ha avuto primarie a 5 cifre ma “piene” di cinesi
il M5S ha avuto primarie a 3 cifre “senza” cinesi
Ergo: o le primarie si svolgono a pechino o l’Italia, questa povera Italia, è oramai popolata interamente da cinesi.
E poi uno si disinnamora della politica… ma per favore!
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Esasperato
Visto che i cosiddetti partiti che non hanno grandi capacità amministrative, hanno indebitato le città e le hanno consegnate alle mafie di varia natura, trovano ancora chi li vota, ci deve essere nel dna italico qualcosa che lo porta al masochismo e all’autoflagellazione!!!
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Zpomello
Come al solito in Italia, non si parla di programmi neppure per sbaglio. L’importante è una faccia più o meno presentabile da sbattere lì per i gonzi nella speranza che abbocchino. Ma qualcuno mi sa dire il programma di Bertolaso, o quello di Marchini, o quello della Pivetti per Roma? E cosa pensa di fare la Meloni col suo partitello per rimediare ai disastri fatti dal suo camerata Alemanno? O FI? O la Lega?
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Angelo Brunetti
Se penso a tutti i Romani che si sono fatti ammazzare dai cannoni dei Francesi al Gianicolo o dai Tedeschi durante la Resistenza per poi ritrovarsi ‘sti soggetti, mi coglie una “leggera” inquietudine.
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Michele Tamburrino
Meloni: “Ragazzi che si fa?”
Un bel suicidio di massa tutti voi?
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Marcorossi
Potrebbero chiamarle le casinarie…
Non sono nemmeno in grado di trovare un candidato… figuriamoci guidare Roma!
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Alessandro
Dice Luciano Gallino: ‘Fine della democrazia? Iniziò con Thatcher. E continua con Renzi’.
“Le tornate elettorali cominciano a diventare un optional. Governi conservatori o progressisti, europei o statunitensi, agiscono tutti verso la stessa direzione: smantellare lo stato sociale e privatizzare i servizi pubblici. Tanto ci pensa il mercato.”

RENZI CONTRO CHI HA UN MUTUO E A FAVORE DELLE BANCHE

Sempre in linea col solito aiutino alle banche che massacra i cittadini, Renzi tenta di introdurre un decreto con cui, quando un utente non paga il mutuo per 7 mensilità, la banca creditrice gli prende la casa senza il passaggio ad un giudice e la vende per rientrare dei soldi con perdita totale di quanto quel soggetto ha versato.
I 5stelle si oppongono e il decreto slitta. Si dice che è una direttiva Ue ma è falso. Il testo di questo obbrobrio è stato scritto con la complicità di Bankitalia e si aggiunge a quello per cui lo Stato fa uno sconto fiscale sulle aste, per cui quando una banca vende l’immobile pignorato, invece di pagare il 9% del valore dell’immobile pagherà solo 200 euro. Come al solito, sul pignoramento veloce e non giudiziale i membri del Pd non hanno fiatato e gli unici ad opporsi sono stati i 5stelle che hanno fatto un putiferio in aula (3 espulsi), impedendo ai colleghi l’accesso alla commissione Finanze: il parere sulle nuove norme è slittato di una settimana e ora si parla di modifiche. Ma certo è che ogni volta che Renzi si muove fa sfracelli, non prende mai provvedimenti a favore dei cittadini e favorisce sempre e solo banche e fruitori di grossi capitali. E poi i ‘fascisti’ dovrebbero essere i 5stelle!
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ELEZIONI AMERICANE
Michele Serra

Sanders è magnifico. Mite, spiritoso, profondo, ambientalista, perfino socialista. Hillary Clinton nessuna di queste cose. È solo una intelligente, affidabile, bene introdotta professionista della politica, estera in particolare. Come tutti o quasi i progressisti del mondo, in tutte o quasi le elezioni del mondo, i democratici americani devono scegliere tra un candidato entusiasmante, ma troppo radicale per la media dell’opinione pubblica e quasi sicuramente perdente nello scontro finale per la Casa Bianca, e un candidato probabilmente vincente (perché non radicalizza il conflitto sociale) ma di scarso appeal ideale (perché non radicalizza il conflitto sociale).
La necessità di battere Trump, qualora conquisti la nomination repubblicana, rende ancora più grande la responsabilità della scelta. Fossi americano non saprei che pesci pigliare. Probabilmente alla fine voterei Hillary, senza entusiasmo e con il cuore per Bernie. Tutto, pur di non vedere Trump diventare capo del mondo. Ma c’è da domandarsi — americani, italiani e altri — se questa scissione tra sconfitta virtuosa (Sanders) e vittoria viziata da compromessi e moderatismo (Clinton) sia, per la sx, una eterna condanna; oppure se esista una maniera di ricucire, prima o poi, il doloroso strappo tra speranza e realtà.

LA CARTA NON C’E’ PIU’
Marco Travaglio

La Costituzione dice che “la sovranità appartiene al popolo”. Ma sulla stepchild adoption decide il Vaticano, sulla caduta del governo B (e forse non solo di quello) mettono lo zampino gli spioni Usa e sulla guerra in Libia decidono pure gli Stati Uniti, i quali ci fanno gentilmente sapere che non solo combatteremo a Tripoli bel suol d’amore, ma, se faremo i bravi, avremo anche il “ruolo di guida”.
La Costituzione dice che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, cioè autorizza al massimo le guerre difensive. E qui non si capisce bene chi ci stia attaccando.
La Costituzione dice che “le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”, ma nessuno ha ancora avvertito le Camere che siamo in guerra. Combatteremo aumma aumma.
La Costituzione dice sempre che “la sovranità appartiene al popolo”, ma con l’Italicum due terzi della Camera saranno nominati dalle segreterie dei partiti, mentre con la “riforma costituzionale” i senatori saranno nominati dai consigli regionali, cioè dalle segreterie dei partiti.
La Costituzione dice ancora che “la sovranità appartiene al popolo”, ma se il popolo elegge un sindaco di Roma che non piace al premier, questo lo fa sfiduciare dai consiglieri comunali, e non in consiglio comunale, ma davanti al notaio, per metterci al suo posto un bel prefetto scelto da lui.
La Costituzione dice che per arrestare un parlamentare occorre l’“autorizzazione della Camera di appartenenza”, ma le norme di accompagnamento specificano che il Parlamento può negarla solo se dimostra il fumus persecutionis, cioè l’intento dei magistrati di perseguitare politicamente un eletto. Le Camere invece continuano a salvare i propri membri senza neppur tentare di dimostrare che sono perseguitati: ancora l’altroieri al Senato Pd, FI, Ncd e tutto il cucuzzaro hanno risparmiato le manette al forzista Domenico De Siano contro la decisione di 3 pm, un Gip e 3 giudici del Riesame, arrogandosi il potere – che non hanno – di sindacare sulla fondatezza dei gravi indizi e stabilendo che, essendo il collega indagato “solo” per corruzione e per turbativa d’asta, e non più per associazione a delinquere, allora che volete che sia.
La Costituzione dice che le Camere approvano le leggi “articolo per articolo”.
Ma quasi sempre il governo le fa passare in blocco, prendere o lasciare, imponendo fiducie o canguri con la scusa di evitare l’ostruzionismo anche quando non c’è. È accaduto per le unioni civili (500 emendamenti, votabili in tre giorni), è riaccaduto ieri per l’omicidio stradale (3, diconsi tre emendamenti).
La Costituzione dice che in Parlamento vige il principio di maggioranza. Ma, per la Cirinnà, il governo ha posto la fiducia per impedire alla maggioranza del Senato di votare a favore la stepchild adoption, mentre per l’Italicum aveva posto la fiducia e per la controriforma costituzionale aveva sfoderato il canguro per impedire alla maggioranza di votare contro.
La Costituzione dice che “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge”. Ma i figli di genitori che si uniscono a persone dello stesso sesso o di coppie gay che procreano con la maternità surrogata sono meno uguali degli altri.
La Costituzione garantisce “l’imparzialità dell’amministrazione”. Ma poi nella PA il governo nomina solo amici del premier, possibilmente fiorentini. Siccome l’imparzialità e la trasparenza sono strettamente collegate, la legge assicura la trasparenza degli atti amministrativi, cioè il diritto di accesso a cittadini, stampa e opposizioni. Ma provate a chiedere gli scontrini di Renzi sindaco o i costi dell’Air Force Renzi, se avete tempo da perdere. E provate a capire quanti sono i nuovi posti di lavoro creati dal Jobs Act, visto che è lo stesso governo a manipolare i dati.
La Costituzione dice che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Ma in Parlamento siedono 80-90 fra pregiudicati, inquisiti e imputati, senza contare i prescritti. E dei sindaci, governatori, assessori e consiglieri nei guai con la giustizia s’è perso il conto. Si aspetta, per tutti, la Cassazione, e poi non basta nemmeno quella. E che disciplina e che onore possono garantire uomini di governo che mentono spudoratamente ogni giorno appena respirano? Disciplina e onore sono rinviati a data da destinarsi.
La Costituzione dice che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, ma se critichi il governo sei un gufo e, se lo fai alla Rai, ti chiudono il programma.

Crozza nel Paese delle Meraviglie – OMOFOBIA E OMOSESSUALITA’

AUTOELOGIO SENZA FINE. RENZI DA’ I NUMERI SU LAVORO, PIL, DEFICIT
Marco Palombi

Nuovo post propagandistico del premier che tenta di usare i dati come gli fa più comodo: “Le chiacchiere stanno a zero”.
Un quotidiano è una brutta bestia. Ti costringe a seguire qualunque cosa accada, anche la più superflua. Ieri, per dire, Matteo Renzi – stavolta via Facebook e in un italiano tanto volgare quanto legnoso – ha fornito la solita pletora di numeri anti-gufi per dimostrare che lui è “il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni” (copyright: Silvio B.). Fuori da un quotidiano uno potrebbe ignorare il cherry picking – scegliersi il dato che fa più comodo – del premier, lasciando che sia la realtà a rimetterlo a posto. In un quotidiano no: tocca ogni volta tentare di separare la realtà dalla propaganda (“le chiacchiere stanno a zero”, come dice lui) e spiegare, per quanto è possibile, come sta l’Italia a marzo 2016.
Magari servirà anche a Renzi il giorno che gli diranno che il suo tempo è scaduto.
PIL. “A inizio 2015 avevamo immaginato una crescita del 0,7%. È stata invece di +0,8%. Meglio delle previsioni” (segue bullismo contro i governi Monti e Letta, durante i quali eravamo in recessione).
Vero, anche se grazie alla correzione al ribasso di Istat del Pil 2014 (s’è scoperto improvvisamente che lo Stato ha speso meno di quanto diceva). Problema: il 2015 era partito molto bene – interventi della Bce, petrolio ai minimi – ma ora l’Italia è ferma. Leggendo i dati del Pil per trimestre la cosa è evidente: +0,4% nel primo; +0,3 nel secondo; +0,2 nel terzo; +0,1 nell’ultimo. L’Italia, come sa anche il governo, sta spendendo in importazioni dalla Germania quel che guadagna grazie alle politiche espansive. Lo stop di fine anno si vede dappertutto: la produzione industriale – come fatturato e ordinativi – è scesa negli ultimi due mesi 2015 e l’ultimo trimestre ha il segno meno (-0,1%); pure i consumi hanno chiuso l’anno in contrazione. Non a caso l’Italia, a febbraio, risulta in deflazione.
Deficit. “È sceso per la prima volta da anni sotto il 3%: quest’anno abbiamo fatto il 2,6% (miglior risultato degli ultimi dieci anni). E nel 2016 scenderemo ancora”.
In realtà sotto al 3% di deficit rispetto al Pil – ammesso che sia un valore – ci siamo arrivati coi governi Monti e Letta. Quest’anno abbiamo fatto il 2,6% (segno, peraltro, che Renzi sta facendo austerità, seppur moderata, e non manovre espansive come dice). Nel 2016 – sostiene la Commissione europea – saremo al 2,5%. Sempre che, va ricordato, il Pil cresca dell’1,6% come prevede il governo (l’Ocse, per dire, dice +1% se va bene): se non sarà così, bisogna rifare tutti i conti.
Lavoro. “Il boom del Jobs Act è impressionante. Nei due anni del nostro governo abbiamo raggiunto l’obiettivo di quasi mezzo milione di posti di lavoro stabili in più. E Inps ricorda come siano aumentati i contratti a tempo indeterminato nel 2015 di qualcosa come 764.000 unità”.
L’ultimo dato è amministrativo: sono flussi, non teste (lo ha ricordato a Renzi, senza successo, anche il presidente dell’Istat). Vediamo il resto: nel 2015 il governo ha distrutto lo Statuto dei Lavoratori (licenziamenti, demansionamento, controlli a distanza, etc) e regalato 12 miliardi in tre anni alle imprese che assumevano a tempo indeterminato. Ieri sono usciti i dati preliminari Istat di gennaio: gli occupati sono tornati al livello di agosto dopo il calo di dicembre, il tasso relativo è fermo al 56,8% di un anno fa. In un anno si parla di 299mila lavoratori in più, ma l’aumento è tutto nella fascia d’età over 50 (359mila), mentre aumentano i senza lavoro tra i giovani (15-24 anni) e nella fondamentale fascia 35-49 anni. Ha spiegato su Lettera 99 la ricercatrice Marta Fana: “Si conferma l’ipotesi che la riforma Fornero giochi un ruolo predominante sull’andamento dell’occupazione in Italia” (tradotto: in quella fascia d’età prima si andava in pensione, ora non più). Il tasso di disoccupazione è fermo dall’estate, così come il numero dei disoccupati (poco sotto i 3 milioni). Va segnalato che a gennaio i dati sulla Cassa Integrazione dicono: +12,8% su un anno e +33,8% su dicembre (e con dati incompleti). Nessun tweet di Renzi.
Evasione fiscale. Il 2015 è stato l’anno record nella lotta all’evasione con 14,9 miliardi di euro recuperati dallo Stato, alla faccia di tutti quelli che criticavano il nostro governo su questo”.
Fino a quest’anno eravamo in recessione e la sentono pure gli evasori: nel 2014 (Pil a -0,4%), comunque, il recupero dell’Agenzia delle Entrate era 14,2 miliardi. Piccola nota a margine: piano a parlare di evasione, in questa cifra finisce pure il recupero di Equitalia delle multe non pagate.
Tasse. “Abbiamo impedito ogni aumento di tasse (l’ultimo fu nel settembre 2013, con altro governo) e bloccato anche l’aumento delle tasse locali” (seguono esempi a partire dagli 80 euro).
La pressione fiscale era al 43,6% nel 2014 ed è scesa dello 0,3% l’anno scorso: le entrate generali, però, sono aumentate di quasi 7 miliardi (a 709 totali). Un certo ruolo nella diminuzione percentuale ce l’ha l’aumento del Pil.

Pil, tasse, lotta all’evasione e mutui: i “veri numeri” di Renzi e quelli che al premier non piacciono
Chiara Brusini

Renzi pubblica su Facebook un post “urticante per i gufi” in cui rivendica di voler fare chiarezza sui dati dell’economia italiana. Ma la sua selezione lascia fuori, su ogni argomento, molte informazioni altrettanto importanti. Per es. l’Italia è quartultima in Ue per crescita del prodotto, che resta inferiore a quello del 2000. E se le imposte indirette sono scese, quelle dirette sono salite, Irpef compresa.
Renzi invoca “chiarezza sui veri numeri dell’economia italiana” nel giorno in cui l’Istat ha diffuso i numeri definitivi su pil e conti pubblici del 2015, oltre che sugli occupati e sull’andamento del mercato del lavoro, mentre l’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato i risultati della lotta all’evasione, che lo scorso anno ha portato nelle casse dello Stato 14,9 miliardi. Ma la sua è una selezione dei dati più favorevoli scelti tra quelli diffusi da diverse fonti.
Il Pil torna a salire, ma siamo quartultimi nella Ue – “A inizio del 2015 avevamo immaginato la crescita del +0,7%. La crescita è stata invece del +0,8%. Meglio delle previsioni. Il Governo Monti aveva chiuso con -2,3%; il Governo Letta con -1,9%”. Tutto vero, ma Renzi omette alcune informazioni. Per prima cosa, la crescita del +0,7% era prevista dal Def di aprile2015, ma la nota di aggiornamento del Documento, approvata a settembre dello scorso anno, l’ha alzata allo 0,9%. Solo a dicembre Renzi ha informalmente rivisto al ribasso la previsione a +0,8%, nonostante le resistenze di Padoan che lo sollecitava a “tenere il punto”. Per interpretare il valore del dato, poi, sono indispensabili un confronto con gli altri Paesi e uno sguardo al livello assoluto del prodotto. Istat rileva che “i dati disponibili per i principali paesi sviluppati indicano un aumento del pil in volume del 2,4% negli Stati Uniti, del 2,2% nel Regno Unito, dell’1,7% in Germania, dell’1,2% in Francia”. Nel resto dell’Ue, solo Grecia, Austria e Finlandia sono cresciute meno dell’Italia. Quanto all’andamento del pil in volume, nonostante il lieve recupero il livello resta più basso di quello registrato nel 2000.
Il deficit cala ma è più alto di 1,2 punti rispetto a quanto promesso a Bruxelles – “Il deficit è sceso per la prima volta da anni sotto il 3%: quest’anno abbiamo fatto il 2,6% (miglior risultato degli ultimi dieci anni). E nel 2016 scenderemo ancora”. Ma l’obiettivo inizialmente concordato con Bruxelles era dell’1,4%. La differenza, che vale oltre 19 miliardi, è la famosa “flessibilità“, gran parte della quale è ancora sub iudice. Il governo lo scorso anno ha infatti ottenuto di poter aumentare il rapporto dello 0,4% invocando il fatto di aver messo in atto “riforme strutturali”, ma nella legge di Stabilità ha rivendicato un altro 0,1% per lo stesso motivo più uno 0,3% a fronte degli investimenti. E si è anche preso uno 0,2% aggiuntivo per le spese a fronte della “emergenza migranti“. Il dato definitivo è più alto di due decimi di punto, che valgono oltre 3 miliardi. Tutti da giustificare davanti alla Commissione Ue, il cui giudizio sulla manovra è atteso a maggio. Nel frattempo il debito è salito a 2.169 miliardi, lo 0,1% in più rispetto al 2014.
Lotta all’evasione: recuperati 14,9 miliardi su 51 – “Il 2015 è stato l’anno record nella lotta all’evasione con 14,9 miliardi di euro recuperati dallo Stato, alla faccia di tutti quelli che criticavano il nostro Governo su questo”. Il dato arriva dell’Agenzia delle Entrate ed è in effetti il più alto della storia. Ma va confrontato con la montagna di 841 miliardi di ruoli affidati a Equitalia dalla pubblica amministrazione (tolti i debiti non dovuti e le cartelle annullate), di cui circa 51 effettivamente recuperabili.
Le tasse: giù le imposte indirette, su quelle dirette. Irpef compresa – “Abbiamo impedito ogni aumento di tasse e bloccato anche l’aumento delle tasse locali. In due anni siamo intervenuti con 80 euro a più di dieci milioni di persone, Imu e Tasi prima casa, Irap costo del lavoro, superammortamento fiscale al 140%, incentivi fiscali del Jobs Act, tasse agricole, credito di imposta per il Sud”, scrive Renzi citando come fonte “la legge di Stabilità“. Ma l’Istat rileva che, mentre “le imposte indirette sono diminuite dello 0,5%” per effetto della “riduzione dell’Irap e dell’imposta sull’energia elettrica, in parte compensata dall’incremento del gettito Iva”, quelle dirette “sono risultate in aumento dell’1,9%, per effetto della marcata crescita dell’Irpef, dell’andamento positivo dell’Ires e delle imposte sostitutive”. Nel complesso, la pressione fiscale è scesa dal 43,6 al 43,3%, ben sopra la media europea che secondo la Commissione si attesta al 39%.
“I mutui a più 97%”. Ma l’ammontare complessivo è salito solo dello 0,7% – Renzi rispolvera infine il dato dell’Abi sui mutui per sostenere che “sono a più 97%”, un risultato che il premier lega all’aumento dei posti di lavoro stabili. Ma il dato si riferisce all’incremento dello stock delle nuove erogazioni registrato nel 2015 rispetto al 2014. Se si guarda invece all’ammontare complessivo dei mutui in essere, la variazione positiva è stata solo dello 0,7%.

BAMBINI
Michele Serra

I bambini randagi delle megalopoli, i bambini annegati nel Mediterraneo, i bambini che muoiono sotto le bombe e i bambini soldato, le bambine kamikaze, le bambine vendute come spose, i bambini ladri e i bambini accattoni, i bambini rapiti e uccisi per venderne gli organi hanno, in questo momento, molta meno fama (e meno tutori) del bambino nato in America su commissione di Nichi Vendola e del suo compagno. Ne taccio il nome perché è diventato il nome di un “caso”. Non di un bambino. Di un “caso”. Lo scempio dell’infanzia, nel mondo, non si occupa dei modi del concepimento e della gestazione.
È del tutto indifferente al dibattito prenatale, men che meno si interessa di religione e/o di morale familiare. Colpisce la vita così come la trova. Usa i bambini (i bambini poveri, ovviamente) come merce o carne da cannone o cavie da sperimentazione. Li compra e li vende. Desta qualche sospetto, dunque, udire la definizione di “supermarket dei bambini” (Di Maio) per polemizzare contro la pratica della maternità surrogata, in alcuni Stati ammessa solo come donazione, in altri anche dietro pagamento, in altri ancora (il nostro) vietata. Il vero supermarket dei bambini è un milione di volte più grande, più potente, più calcolatore. Se ci si occupasse dei bambini già nati con lo stesso vigore etico, la stessa passione politica che circonda, in questi giorni, le tecniche di gravidanza, la condizione dell’infanzia farebbe un grande balzo in avanti.

IL FAVOLOSO AEREO DI RENZI

Il contratto faraonico di leasing con Etihad era stato secretato da Palazzo Chigi.
15 milioni di euro. Tanto costerà nel solo 2016 il mega aereo di Stato Airbus 340-500 che Matteo Renzi ha ordinato di comperare e che sta parcheggiato a Fiumicino in attesa di poter un giorno volare. Un acquisto avvolto nel segreto più che nel mistero, nel senso che tutti sapevano del lussuoso capriccio del nostro premier, ma nessuno conosceva l’importo. Il contratto di acquisto, appunto, è stato secretato. Dunque, Palazzo Chigi non ha mai fornito elementi esatti per sviscerare la spesa né le modalità contrattuali. Ma se il diavolo sta nei dettagli, adesso probabilmente qualcuno alla Presidenza del Consiglio starà chiedendosi come un qualche oscuro ragioniere abbia potuto mettere nero su bianco, in un documento ufficiale, il vero e segretissimo prezzo del gigantesco Airbus chiamato già Air Force Renzi. A dircelo, con tutta la solennità di un atto ministeriale, è la “Nota aggiuntiva per la Difesa 2016” trasmessa qualche tempo fa ai presidenti delle Camere.
“Trasporto aereo”: +622% sul 2015. In una delle ultime pagine del fascicolo che illustra le spese del dicastero gestito da Roberta Pinotti, sepolto tra altre voci relative alle cosiddette “funzioni esterne”, dal rifornimento idrico alle isole ai contributi vari a enti e associazioni, dalle servitù all’assistenza al volo, c’è anche un “trasporto aereo di Stato”. Di solito sono 2,5-3 milioni di euro l’anno. Nel 2016 fa un balzo di 15 milioni, a 17,4 milioni, un aumento del 622% rispetto al 2015 mentre quasi tutte le altre poste hanno il segno negativo. Nessuna spiegazione viene data nel documento per questa inusuale moltiplicazione dei fondi. Ma nella serie storica c’è un solo precedente analogo, nel 2010 quando il trasporto di Stato passa, anche quella volta senza giustificazioni, dai 6 milioni del 2009 a 36,8. Sapremo più tardi, nel 2014, che quella trentina di milioni in più era attribuibile all’acquisto di due elicotteri per il 31° Stormo dell’Aeronautica, lo stesso che opererà il nuovo mega Airbus renziano. Anche quel contratto venne allora segretato, e l’importo relativo al 2010 per l’acquisto fu di 31,3 milioni di euro su un totale di 37,8, come risulta dalla relazione 2012 sulla gestione dei contratti pubblici segretati della Corte dei conti. Non è stato difficile dedurre che anche i 15 milioni di quest’anno fossero destinati a una spesa straordinaria e segretata. Una rapida verifica con Palazzo Chigi ci ha confermato la nostra deduzione: “L’aumento di questa voce di spesa è dovuto al costo del leasing dell’Airbus di Etihad e da una più ampia esigenza per la manutenzione straordinaria della flotta. Per episodi simili alla rottura del finestrino dell’aereo che ha trasportato la delegazione italiana in visita in Argentina”, così ci ha risposto una fonte ufficiale della Presidenza del Consiglio da noi interpellata.
15 milioni sono un investimento spropositato tenendo conto che si tratta di una acquisizione in leasing. È vero che l’Airbus 340-500 viene quotato nel listino prezzi ufficiale 2011 (l’ultimo in cui appare, poi esce di produzione) del costruttore franco-tedesco a 261.8 milioni di dollari, ma è anche vero che il “nuovo” velivolo renziano ha volato per la prima volta il 31 marzo 2006, dieci anni fa. Per cui probabilmente nei quindici milioni c’è anche la riconversione del jet dalla versione per 380 passeggeri alla versione executive con camera da letto, salottino, sala conferenze oltre a apparati radio cifrati e predisposizioni di sicurezza varie.
I funzionari di governo spiegano un po’ maldestramente che nei 15 milioni ci sono anche i finestrini rotti. Naturalmente è una audacissima mossa per alleviare l’impatto mediatico (e chissà se politico) del denaro versato a Etihad. Il bilancio è stato scritto 8-10 mesi prima della rottura del finestrino in Argentina. E i finestrini rotti sono all’ordine del giorno su qualsiasi aereo: il loro costo è già considerato nei normali stanziamenti di esercizio. Se dai 15 milioni sottraiamo 5-6 milioni di lavori per gli allestimenti dell’aereo (cifra suggeritaci da un progettista di allestimenti interni per aerei), restano dai 9 ai 10 milioni che sono probabilmente il vero costo annuale del leasing. Molto, ma molto di più dei 2-4 milioni circolati come ipotesi nelle scorse settimane. Con questi numeri in ballo è chiaro che Renzi cerchi di evitare il più possibile che si sappia quanto costa veramente il suo inutile passatempo. Che, oltretutto, farà schizzare in alto i costi di funzionamento della flotta aerea che trasporta ministri e dignitari vari e che oggi può contare su tre Airbus 319CJ (uno è messo in naftalina dopo il tentativo andato a vuoto di venderlo), sette bimotori executive Falcon e i due elicotteri AgustaWestland VH-139A di cui abbiamo parlato prima.

RIDIAMARO : – )

Antonio Carano
Il governo Renzi si allarga. E’ normale in presenza dei movimenti peristaltici.
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Spadino
Renzi vuole la banda larga.
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Marcthulhu
Il nuovo slogan è nessun nemico a destra
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Canetta
Il piccolo lard.
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Montales
Alemanno sprona l’Italia a vendicarsi della Libia: “Facciamola ricostruire a Bertolaso”.
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Donna felicità
Italia, Francia e Gran Bretagna stanno pensando di spartirsi la Libia. Invece dei migranti.
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Alberto
Si chiama Lavinia, il nuovo utero ventenne in affitto di Berlusconi.
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In Israele, chi cambia gruppo in Parlamento non può più ricandidarsi alle elezioni. In Italia si estinguerebbero i politici.
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Tangenti sanità lombarda, a casa di Rizzi soldi anche nel congelatore. 4 salti in bustarella.
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Scoperte le onde gravitazionali. Intanto il digitale terrestre continua a non prendere un cazzo.
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Padre Pio non ce l’ha fatta, è arrivato a Roma esanime.
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Che nome vi piacerebbe per il figlio della Meloni?
41% : Mohamed
15 %: due
44%: Adottatemi, vi prego.
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Maurizio Agazzi
Pare che per rispettare la nostra sensibilità al prossimo viaggio all’estero copriranno i Rolex come le statue per Rouhani

Alberto
Dopo i fatti di corruzione di Quarto emerge una sconcertante verità: anche quelli del M5S sono italiani.
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Renzi: “Dipendenti pubblici assenteisti licenziabili in 48 ore”. Parlamento svuotato in un weekend.
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Renzi: “Il sistema bancario è solido”. Galleggia.
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Renzi: “Siamo usciti dalla crisi” “…il bello è che ci siamo riusciti così, senza fare un cazzo.”
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La luce in fondo al tunnel è lo smartphone di Renzi mentre twitta.
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De Luca salvato dall’Isis, Marino a saperlo prima aspettava.
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Francesco Bucaniere
Mi sarebbe piaciuto vivere nel ’42 perché all’epoca i fascisti stavano a destra…
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http://masadaweb.org

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