Nuovo Masada

febbraio 20, 2016

MASADA n° 1739 20-2-2016 LA RABBIA DELLA GENTE

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(Dario Gambarin)

MASADA n° 1739 20-2-2016 LA RABBIA DELLA GENTE
Blog di Viviana Vivarelli

Renzi vuol tagliare le pensioni di reversibilità alle vedove – La legge sulle unioni civili subisce continui rinvii: truffe e bugie – Cos’è questa foia di voler cambiare la Costituzione? – Storpiare il Senato ci porta a una democrazia dimezzata – Il M5S viene attaccato dai media qualunque cosa faccia, Renzi viene elogiato dai media qualunque cosa faccia: il Principato è anche questo – Al di là dei media: la rabbia della gente – I Talebani cristiani di Radio Maria attaccano le Iene – Il fallimento europeo visto dal Telegraph – Italia: la crescita non tornerà mai più- L’Unione europea debole è un progetto statunitense

Roma, ma che sta succedenno?
La tua maestosità la stai perdenno.
Eri ‘na reggina superba e rispettata…
emmo’ me pari… ‘na pora disgrazziata!
De tutto Roma mia t’hanno spojata,
er campidojo è peggio de ‘na stalla…
però puro cosi’ nuda e…violata,
der monno arimani la più bella!
Fa male ar core sentisse ‘mpotente,
vedé ‘sti ladri e nun poté fà ‘gnente!
Mortacci de ‘sti fij de mignotte…
che nun zo’ degni manco de guardatte!
Nun t’avvili’ ch’er tempo nun cià torto…
ripija fiato…nun abbassà la testa,
le tue campane risonerann’à festa,
mentre pe’ lloro rintoccherann’à…morto!
stì delinquenti rinchiusi in quer palazzo…
se credeno li padroni ma… cor cazzo
je la daremo vinta. E ‘n giorno a ‘sti sozzoni…
je romperemo l’ossa e li… cojoni!

Maria Pia Caporuscio

TAGLIARE LE PENSIONI DI REVERSIBILITA’
Viviana Vivarelli

Io vivo con la pensione di reversibilità di mio marito e senza non avrei di che vivere.
Sono sola e non ho nessuno che provvederebbe a me.
Alla sua prima Leopolda Renzi disse che avrebbe ELIMINATO completamente le pensioni di reversibilità, io l’ho sentito dire questo alla televisione e ho avuto un soprassalto.
Mi sono sempre meravigliata che lo stesso soprassalto non lo abbiano avuto le vedove italiane e che non abbiamo immediatamente cominciato a vederlo come un loro nemico.
Ora questo bieco proposito torna attuale e si parla al momento di TAGLI alle pensioni delle vedove.
Credo che le pensioni di reversibilità alle vedove italiane siano un diritto di 4 milioni di persone.
Ci sono già 10 milioni di poveri in Italia
Vogliamo farli diventare 14 milioni???
Consideriamo anche che questa pensioni integrano anche i mancati guadagni di quanti, figli o nipoti, sono disoccupati o guadagnano poco con lavori precari.
Io sono profondamente arrabbiata per tali propositi infami e non capisco come il M5S non promuova qualcosa di forte e di eclatante per far sapere agli Italiani cosa sta succedendo, un vero saccheggio alla parte debole della popolazione, che non potrebbe attuarsi in nessun Paese civile del mondo. Inutile dire che Renzi è come la DC. La DC la pensioni agli Italiani la dette. Renzi la taglia.
E questo mentre si depenalizzano reati per lasciare in libertà delinquenti, si depenalizzano soprattutto la corruzione e il furto, e questo mentre i tg si sgolano a parlare della spaventosa corruzione italiana (ma non uno che accenni a Renzi che l’ha depenalizzata), si danno miliardi alle banche, si ruba ai risparmiatori truffati, non si taglia un euro alla costosissima macchina della politica, non si pagano i creditori per 70 miliardi, si lasciano sprechi ed abusi ai politici locali e nazionali, si troncano processi, si calpesta la Costituzioni, si tagliano diritti elettorali e sociali…
ITALIANI, MA SIETE SORDI E MUTI?
RIBELLATEVI!!!

(Beniamino Giannini)

La legge sulle unioni civili subisce continui rinvii (ormai sono due anni che è in ballo), mentre i parlamentari sono passati dalla settimana corta a quella cortissima, e se ne vanno a casa già il giovedì, incuranti dei moniti di Napolitano, Renzi si gingilla e non prende per la Cirinnà quei provvedimenti di velocizzazione che pure ha usato per l’Italicum o per le banche e accusa gli unici che la legge per le unioni civili la vogliono veramente, i 5stelle, solo per essersi opposti al provvedimento incivile e antidemocratico del canguro, che gli emendamenti li taglia senza discuterli. Ma i 5stelle rifiutarono questa operazione di imbavagliamento per l’Italicum e non si vede per quale incoerenza dovrebbero accettarla per la Cirinnà. Ma tutte le scuse per attaccare il M5S e creare alibi per Renzi sono buone, e i media pecorini seguono a ruota, infamando il Movimento che è poi l’unico che la legge richiesta dall’Europa la vuole davvero.
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L’ORA DARIA
Marco Travaglio

Ultime dal fronte dell’informazione all’italiana, casomai qualcuno ancora non capisse perché siamo sempre in fondo alle classifiche europee in materia, anche dopo la dipartita di B.
1) Il Pd di Renzi presenta la legge Cirinnà sulle unioni civili, contro cui manifestano al Family Day vari esponenti del Pd di Renzi, della maggioranza di Renzi e del governo Renzi. Da Lepri in giù, i “catto-dem” sono quasi tutti renziani della prima ora, che infatti nel 2007 marciavano all’altro Family Day a braccetto con Renzi, il quale ora ha cambiato idea mentre gli altri no. Però Renzi lascia al Pd libertà di coscienza sulla legge del Pd di Renzi. A quel punto la lasciano anche i 5Stelle: ma solo su una parte della legge Cirinnà (la stepchild adoption), e anche se, diversamente dal Pd di Renzi, sono quasi tutti favorevoli alla legge del Pd di Renzi (stepchild adoption compresa). Il Pd di Renzi e tutta la stampa strillano contro il presunto “voltafaccia” dei 5Stelle, che in realtà non hanno affatto cambiato idea e si dicono pronti a votare tutta la Cirinnà. Lo conferma quel che accade appena la legge arriva in aula: M5S compatto sul Sì e Pd spaccato con i catto-dem sul No, ben protetti da Mattarella sul Colle e da Napolitano nei paraggi. Per occultare lo sfacelo Pd, che diverrebbe evidente votando gli emendamenti, il renziano Marcucci vuole incenerirli tutti con un supercanguro ultimo modello: un trucco antidemocratico, incostituzionale e vietato dai regolamenti parlamentari, che impedirebbe la discussione in aula.
I 5Stelle, come ogni opposizione che si rispetti, l’hanno combattuto quando fu usato contro di loro e contro la Costituzione per far passare l’Italicum e il nuovo Senato. Dunque restano fedeli a se stessi: annunciano il No al canguro e ribadiscono il Sì alla legge. Che va approvata rispettando le regole, esaminando e – si spera – bocciando gli emendamenti che la snaturano: ci vorrà una settimana in più, ma si arriverà in porto comunque. Già, ma così si spappolerebbe definitivamente il Pd. Che infatti s’inventa un inesistente No dei 5Stelle alla Cirinnà, conferma il canguro e rinvia il voto di una settimana anziché usarla per discutere gli emendamenti e approvare la legge. Se esistesse una stampa libera, smaschererebbe l’impostura. Ma siamo in Italia. Corriere: “Unioni civili, stop dei 5Stelle”. Repubblica: “Unioni, dietrofront di M5S”. La Stampa: “Unioni civili, lo sgambetto di Grillo”. Messaggero: “No M5S, unioni civili a rischio”.
Nessuno, dicesi nessuno, racconta la verità: i No alle unioni civili sono nel Pd e nella maggioranza (sennò M5S sarebbe ininfluente), i soli compatti sul Sì sono Sel e 5Stelle.
2) Arrivano le nomine alla Rai. Siccome Renzi aveva promesso di departitizzarla, il suo Dg personale Antonio Campo Dall’Orto, noto desertificatore di ascolti quando dirigeva La7, nomina a Rai3 Daria Bignardi. “Nomine basate su competenza, esperienza, merito e autonomia dai partiti, nel segno della valorizzazione delle risorse interne”, assicura. Come no: basta scorrere il curriculum della Bignardi. Quanto a “competenza, esperienza e merito”, dopo il rutilante debutto come presentatrice del Grande Fratello su Canale5, la Daria divenne una sfollagente che manco Cdo. Dove passa lei, non cresce più lo share. Attila, al confronto, era un dilettante: da cui il titolo del suo programma su La7, Le invasioni barbariche, poi esportato a Rai2 identico in tutto, anche negli ascolti da prefisso telefonico, fuorché nel titolo (L’era glaciale), infine riesumato su La7 fino alla tragica chiusura per estinzione dei telespettatori. Il che fa ben sperare per la nuova Rai3. Anche perché l’arrivo della Daria a Rai3 chiude la lunga èra buia dei raccomandati, del familismo e delle lobby.
Leopolda Bignardi infatti è la nuora di Adriano Sofri, il che la rende invisa al giro di Lotta continua; ha lavorato per Mediaset, Rai e La7, quindi ha nemici dappertutto; pubblica romanzi per Mondadori, ma in odio a B.; è amica di famiglia di Renzi; e scalpita nella scuderia del bravo e potente Beppe Caschetto, quindi conta meno della piccola fiammiferaia. Ma soprattutto è “autonoma dai partiti”. Infatti nel maggio 2009, quando B. era al governo, tagliò d’intesa col direttore leghista di Rai2 Antonio Marano un’intera intervista a Vauro e Beatrice Borromeo perché osavano criticare B., dunque violavano la par condicio. Invece nel gennaio 2014, quando era al governo Letta, domandò al pentastellato Di Battista che cosa si provasse ad avere un padre fascista: avrebbe potuto raccontarlo benissimo anche lei, visto che anche suo padre era fascista; e, quando i 5Stelle le chiesero che cosa provasse ad avere un assassino come suocero, fu difesa nientemeno che da Letta in trasferta a Doha. Mal ne incolse al povero Enricostaisereno (tweet lanciato da Renzi proprio alle Invasioni): la Daria era già passata armi e bagagli al renzismo. Le sue interviste-scendiletto, ma sempre molto barbariche, all’amico Matteuccio sono già leggenda: “Lei piace alle mamme delle fidanzate. Con le ragazze come andava?”, “E se la chiamasse Belén Rodriguez?”. Al termine di una di queste il signor Bignardi, al secolo Luca Sofri, incontrò Renzi nel backstage e lo salutò virilmente: “Ciao, capo! Ottima, ottima!”. Intanto la Daria dichiarava di averlo quasi inventato lei: “Mi sento un po’ come Baudo. Si intuiva il desiderio di Renzi di cambiare le cose e ce l’ha fatta”. Ora ce l’ha fatta anche lei, grazie a lui. Che ha mantenuto la promessa: “Fuori i partiti dalla Rai”. Ora c’è solo lui. Ciao, capo

(Silvia Stella)

Alessandro
Forse la Leopolda è la fabbrica dove nascono bugie se è vero com’è vero che Renzi ha detto:
– “Via i partiti dalla Rai, via da Finmeccanica via dalle nomine nei CDA. L’ho detto a Servizio Pubblico, ma lo diciamo fin dalla LEOPOLDA.”
– “Costi quel che costi, la toglierò ai partiti. Il mio Pd non metterà mai bocca.”
– “La Rai non è il posto dove i singoli partiti vanno e mettono i loro personaggi, ma è un pezzo dell’identità culturale ed educativa del Paese”, (febbraio 2015).
– “La Rai va tolta ai partiti per ridarla al Paese”. (30 luglio 2014)
Poi Renzi ha nominato direttore generale Rai Antonio Campo Dall’Orto, suo amico di antica data e, alla faccia della spending review, ha cancellato il tetto di 240mila agli stipendi voluto dal precedente presidente Gubitosi e ha regalato a Campo Dall’Orto 650 mila euro garantiti ogni anno per tre anni, e 360 mila euro alla presidente Monica Maggioni.

Ieri la Cirinnà disse: “Se legge diventa schifezza, lascio politica” …”con il tentativo Pd di confermare la corsa preferenziale del supercanguro e (quindi) il dietrofront dei Cinque Stelle.” (da Repubblica 17 febbraio 2016)
Oggi la Cirinnà dice di essere “Tradita dai renziani che volevano un premio”, e non lascia più la politica.
Il M5s non ha presentato nessun emendamento alla legge Cirinnà. Ha chiesto 13 volte al Pd di calenderizzarla.
Il vero problema è del Pd, dove sono divisi tra di loro… e molti strumentalizzano contro il M5s! Il M5s contesta l’abuso dei metodi, e non della legge.
Con la “tagliola”, la “ghigliottina”, il “canguro” e l’uso esagerato dei “voti di fiducia” del governo Renzi il Parlamento è stato esautorato di una sua prerogativa, che è quella di discutere le leggi, e non solo di votarle!
Il M5s è per i diritti e per la democrazia.
Molti non sanno che cosa è la ghigliottina parlamentare?
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LA PENSIONE DELLE VEDOVE NON SI TOCCA
Per il Bomba le pensioni d’oro sono un diritto acquisito intoccabile, le pensioni di reversibilità per le vedove invece un odioso privilegio da intaccare. Il mondo al contrario del Pd. No alla #TassaSulleVedove
Danilo Toninelli

Il governo sta per mettere ancora una volta le mani nelle tasche degli italiani. Lo sta facendo alla solita maniera di Renzi: il gioco delle tre carte. Da una parte risparmia sui diritti tagliando le pensioni, dall’altra fa l’elemosina ai poveri. E lo fa introducendo una tassa sulle pensioni di reversibilità che è giustissimo chiamare “tassa sulle vedove”, perché lui sta andando a ricalcolare il reddito ISEE per tagliare le pensioni di reversibilità agli anziani.
E sapete perché lo fa? Lui vuole pagare una elemosina a un milione di poveri per ottenere un riscontro elettorale e vincere le elezioni amministrative, 320 euro per un milione di poveri, quando in Italia i poveri sono ben 9 milioni, e quando l’unica proposta utile e necessaria per risolvere il problema della povertà in Italia è il Reddito di Cittadinanza del M5S, che Renzi e il suo governo stanno tenendo bloccato da mesi al Senato.
La loro malafede è talmente evidente che hanno bocciato la proposta del M5S di tagliare le pensioni d’oro, e hanno utilizzato come coperture il taglio delle pensioni di reversibilità. La nostra l’hanno bocciata dicendo che si trattava di diritti acquisiti, quindi per il governo Renzi i diritti sono acquisiti e garantiti quando si tratta di pensioni d’oro, e non si tratta di diritti garantiti acquisiti e garantiti quando sono pensioni di reversibilità da 500 euro.
Il M5S combatterà con tutte le proprie forze per bloccare questa ennesima introduzione di tasse nuove a carico degli italiani, soprattutto a carico della categoria degli anziani, e lotteremo con la stessa forza perché finalmente in Italia venga approvata una legge sul reddito di cittadinanza.


(Silvia Stella)

Mariapia Caporuscio
Se per davvero questa “cosca” arriva a togliere o ridurre quella misera reversibilità a gente che se l’è pagata per una vita intera, quando non riducono di un centesimo i loro osceni privilegi, né il vitalizio (di migliaia di euro) ottenuto con meno di un anno di finto lavoro e quando schiattano se lo godono i discendenti per generazioni, necessita studiare un modo per liberarci di loro. A che serve uno governo che invece di prendersi cura e difendere i suoi cittadini gli passa sopra lo schiacciasassi? A che serve questa macchina mangiasoldi che deruba chi lavora per strafogare dei luridi parassiti usurai?
Da quando col terzo colpo di Stato ci è stato imposto, questo mastro Titta i cittadini di questo disgraziato paese stanno facendo la fine della rana bollita.
Ma come caxxo si può solo pensare una simile barbarie? Siamo tornati al tempo di Erode con la strage degli innocenti? Dove ce l’ha la coscienza questo cialtrone? Abbiamo combattuto una guerra mondiale con milioni di morti, per conquistarci la libertà di vivere dignitosamente questa vita, che non ci ha regalato nessun governo, per ritrovarci al punto di prima? Oppure questo moderno Ali Babà (con un milione di ladroni) ci sta sfidando a riprendere le armi e ricominciare a sparare? Nel nome di quale diritto si permette di rastrellare tutte le ricchezze lasciando a mani vuote chi le produce? Come fa ad accanirsi contro chi lo mantiene alla bella vita per favorire dei ladroni? Non si vergogna di agire peggio di Giuda, che perlomeno ha avuto il coraggio di impiccarsi, rendendosi conto di quello che aveva fatto? I giovani scappano da questo paese, i pensionati fanno la stessa cosa e se non saremo capaci di sterminarli, questi miserabili stermineranno noi e l’Italia diventerà un reperto archeologico come Pompei.
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Alberto Borgarelli
Egr. D. Toninelli,
Non è una tassa sulle vedove è ben altro. Riflettiamo. l’ISTAT ha denunciato una diminuzione della vita media nell’ultimo periodo, guarda caso coincidente con i pesanti tagli imposti alla sanità. Ora il governo vuole togliere le pensioni di reversibilità. Accadrà che le vedove che si vedranno togliere la reversibilità per continuare a campare dovranno, se li hanno, attingere ai loro risparmi e una volta esauriti svendere la casa, sempre che la posseggano. Che fine faranno quelle che non hanno figli o li hanno lontani o non in grado di aiutarle in una nazione dove non esistono strutture sociali per assistere gli anziani bisognosi? Provai ad immaginare. È ovvio che la vita media diminuirà ulteriormente, ci vuol poco a capirlo. Attenzione, non rubano solo agli anziani, tolgono un diritto anche alle nuove generazioni.
Mettendo insieme questi elementi sembrerebbe piuttosto l’ennesimo tassello di un disegno cinico d’impoverimento della popolazione tendente a toglierle diritti, risparmi, immobili e a diminuire le aspettavate di vita. La misura è colma è ora di far sentire agli illegittimi al governo la forza del popolo sovrano.

(Rothko)

Don Aldo Antonelli
«Cosa c’è dietro questa frettolosa voglia di cambiare la Costituzione del 1948?
C’è, come osservano personalità del calibro di Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, don Luigi Ciotti, Lorenza Carlassese l’idea:
– che essa sia ormai superata,
– che impedisca l’ammodernamento del nostro Paese,
– che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico,
– che la solidarietà sia un’anticaglia,
– che le nuove povertà siano un prezzo inevitabile da pagare,
– che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli,
– che i governi debbano preoccuparsi solo di realizzare un’efficiente politica economica a servizio degli investitori,
– che tutto debba subordinarsi al volere del Mercato.
C’è la determinazione a far sì che sia la “tecnica” economico-finanziaria, e non la “politica” democratica a governare popoli e paesi. Da qui l’induzione di un clima tendente a convincere l’opinione pubblica che le riforme sono “ineludibili”».
Così scriveva Romolo Meneghetti su numero 19 Rocca del 2013.
Io penso che noi non possiamo stare a guardare, spettatori passivi di fronte ad una politica da lestofanti.
Allego il documento nazionale di cui anch’io sono stato uno dei primi firmatari e invito anche voi a firmarlo, diffonderlo e farlo firmare.
Aldo

Possono firmare questo appello sia persone singole che riviste, gruppi, circoli, associazioni.
La sede del Comitato dei cattolici del NO è in Via Acciaioli 7, 00186, Roma tel. 066868692, fax 066865898, mail: cattolicidelno@gmail.com, e in ogni computer o cellulare che fungerà dacampana per avvertire del pericolo.
Il Comitato aderisce al Comitato per il No nel referendum e al Coordinamento per la
Democrazia Costituzionale.
Chi, pur senza firmare questo appello, vuole partecipare alla battaglia per il NO, può
aderire al Comitato per il No nel referendum costituzionale a questo link:
http://coordinamentodemocraziacostituzionale.net, oppure http://www.iovotono.it, o scrivere a:segreteria.comitatoperilno@gmail.com
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Storpiare il Senato ci porta a una democrazia dimezzata
Comitato Cattolici del NO: “Nel referendum costituzionale

NO alla democrazia dimezzata.
La posta in gioco tra il Sì e il No nel prossimo referendum costituzionale non è il Senato ma è l’abbandono della Costituzione vigente e la sua sostituzione con un sistema di democrazia dimezzata in cui i valori e i diritti riconosciuti nella prima parte della Carta, da cui dipendono la vita, la salute e la possibile felicità del cittadini, sarebbero isolati e neutralizzati per lasciare libero campo al potere del denaro e delle sue istituzioni nazionali e sovranazionali. Questo, col supporto di una legge elettorale congegnata per dare tutto il potere a un solo partito, è il disegno delle riforme istituzionali oggi sottoposte al popolo come nuove, ma concepite da vecchi politici, nostalgici dei modi spicciativi di governo di un lontano passato.
Mettendo mano alla Costituzione questi politici vogliono riaprire vecchie questioni di democrazia risolte da tempo e da cui non si può tornare indietro: divisione dei poteri, sovranità popolare, fiducia parlamentare ai governi senza vincolo di disciplina di partito, libertà e diritti sottratti all’arbitrio dei poteri, anche se espressi dalle maggioranze. Si sarebbero dovute fare al contrario riforme rivolte al futuro, a partire dalla domanda sul
perché i diritti al lavoro e a condizioni economiche e sociali che non impediscano il pieno sviluppo della persona umana, pur sanciti in Costituzione, non si sono mai realizzati, e non certo per colpa solo del Senato. È questa domanda, non quella sul numero dei senatori, che avrebbe risvegliato la coscienza pubblica, a cominciare dai giovani oggi così disperati, e curato la piaga sociale dell’assenteismo e dell’indifferenza.
La Costituzione è un bene comune e, pur provenendo ciascuno da parti diverse, comune deve essere la battaglia di uomini e donne per la sua cura e la sua difesa, ognuno lottando però con i suoi colori e con le sue bandiere. I cristiani già altre volte, in momenti cruciali della storia della Repubblica, sono stati determinanti con le loro scelte nei referendum per un avanzamento della democrazia e della laicità e per tenere aperta la via di vere riforme. Oggi come cattolici ci sentiamo di nuovo chiamati a votare NO alle spinte restauratrici, e così ci saranno dei “Cattolici del NO” in questo referendum. Allo stesso modo speriamo
nell’impegno di molti altri cristiani di ogni denominazione e confessione. Ugualmente voteranno NO moltissimi che cristiani o credenti non sono, magari anche più motivati e determinati di noi. Ma noi, che pur non siamo soliti nominare la fede nella lotta politica, questa volta diciamo NO proprio come cattolici, rispettando in ogni caso quanti saranno spinti da motivazioni diverse.
Prima di tutto votiamo NO per una questione di giustizia. Se, nel suo significato più elementare, la giustizia è “la correttezza di una pesata eguale”, lo scambio che ci viene proposto, di dar via metà della Costituzione per avere in cambio ancora Renzi al potere, non è giusto. Renzi e la Costituzione non hanno lo stesso peso, e mentre il primo non ci è costato niente (non lo abbiamo nemmeno eletto) la Costituzione ci è costata molto, in pensiero e martiri anche nostri. Perciò, come voto di scambio, Renzi contro la Costituzione è uno scambio ineguale. Di conseguenza se in questo gioco d’azzardo con la Costituzione Renzi, perdendo, vorrà lasciare il potere, ce ne faremo una ragione. Ma avremo salvato l’idea che ci vuole un minimo d’equità anche in un baratto.
In secondo luogo votiamo NO per una questione di verità. Non è vero che la Costituzione vigente è vecchia, tant’è che da vent’anni si cerca di cambiarla. Vero è che da vent’anni essa resiste, anche grazie a imponenti voti popolari. Vecchia è invece la proposta Costituzione nuova, che dà più potere al potere e meno potere ai cittadini, in ciò tornando allo Statuto albertino concesso dal re e finito in Mussolini. Ma è un’illusione che dia più potere a Renzi e alla Boschi, che già conosciamo; in realtà darà più potere e forza esecutiva a uno di quei mangiapopoli arruffoni e razzisti che oggi circolano in Europa e che facilmente, col marketing delle agenzie pubblicitarie e dei telefonini scambiati per modernità, potrà insediarsi a palazzo Chigi e nei 340 seggi di replicanti assegnatigli per legge nella Camera residua, con tutti i poteri compreso il diritto di guerra.
Non è vero che con la nuova Costituzione si ridurranno i costi della politica. I deputati restano 630, le spese delle province ricadranno su altri enti, il Senato rimane a gravare sul
bilancio pubblico col suo palazzo e tutto il suo apparato, anche se viene ridotto ad un club nobiliare per consiglieri regionali e sindaci che passeranno a Roma uno o due giorni alla settimana (sicché il Senato sarà il primo Ufficio Pubblico a rillare per l’assenteismo del suo personale).
In terzo luogo votiamo no per una questione di patriottismo costituzionale. Consideriamo la Costituzione la nostra Patria, sia come cittadini che come cattolici. Come cittadini temiamo che il crollo dell’architettura della Repubblica causato dalla ristrutturazione in corso travolga anche i diritti e i valori fondamentali. Come cttolici ci sentiamo figli della Costituzione perché, benché inattuata, mette al di sopra di tutto la persona umana e perché fa del lavoro, che una volta era considerato il compito abbrutente del servo, il fondamento stesso della Repubblica e il diritto col quale sta o cade la dignità del cittadino.
Infine votiamo NO per coerenza storica. Per secoli si è chiesto alla Chiesa di riconoscere la sovranità del diritto e la divisione dei poteri, e sarebbe assurdo che proprio ora che il papa le ha solennemente proclamate all’ONU, i cattolici italiani ne abbandonassero la difesa per tornare a quella vecchia, decrepita, infausta cosa che è l’uomo solo al comando e tutti gli altri a dire di sì.
Ma coerenza storica ci impone di votare no anche perché i cattolici in Italia hanno messo il meglio di sé nella Costituzione repubblicana. È la cosa migliore che hanno fatto nel Novecento. Dopo la scelta antiunitaria e revanscista della uestione romana, dopo la sconfitta del Partito popolare, dopo l’acquiescenza al fascismo, e grazie alla partecipazione alla Resistenza, la Costituzione è stato il dono più alto che i cattolici, certo non da soli, hanno fatto all’Italia. Ora si dovrebbe cambiarla per portarla su posizioni più avanzate (più diritti, più sicurezza sociale, lavoro, cultura, più garanzie contro la cattiva “governabilità” e l’arroganza della politica), non certo sfasciarla.
Queste sono le ragioni, laiche e sacrosante, del nostro NO alla rottamazione costituzionale.

DDL CIRRINNA’: IL M5S COME SI MUOVE SI MUOVE MALE
Andrea Scanzi

Che è successo ieri in Senato? La solita mestizia, tra congiuntivi disattesi, sfoghi rancidi e un caleidoscopio di umanità avariata che mette depressione anche solo a guardarla.
Quasi tutti i giornali e tivù hanno così riassunto: “I 5 Stelle bloccano le unioni civili”. E’ vero? No. E’ la narrazione che Renzi sta provando a imporre. Ieri non è saltata la legge ma il canguro, che era e resta un artificio bieco perché nega la discussione parlamentare. Fu schifoso quando il Pd lo usò vilmente per il ddl Boschi e resta concettualmente irricevibile anche se si cerca di applicarlo per velocizzare una legge “buona”. Se il ddl Cirinnà è a rischio, è perché il Pd – che lo ha proposto – ci crede così poco da dare la libertà di coscienza. Avete mai visto un partito proporre una legge e poi sperare intimamente che non passi? Io sì: il Pd. Non tutto, ovvio, ma una buona parte sì. Se il Pd ci credesse, imporrebbe il “sì” senza tanti sofismi. Altro che libertà di coscienza. E’ una legge che tutti a “sx” (va be’) dicono di volere, ma che effettivamente vogliono in pochi. A partire dal Pd, che infatti è sempre più diviso. Ancor più dopo ieri. Renzi proverà a dare la colpa ai 5 Stelle se la legge non passerà e se ne attribuirà unicamente il merito se passerà: il solito film. Ma la realtà è diversa. E la sua timidezza nell’attaccare le ingerenze di Bagnasco, o il suo non mettere mai il faccione su unioni civili e stepchild adoption, la dice lunga sulla sua natura smisuratamente democristiana. Quindi tutto bene dalle parti del M5S? No. Per almeno due motivi: il primo è che il loro essere “parlamentaristi”, cioè propensi alla discussione parlamentare (anche quella più snervante e ostruzionistica), è lecito e condivisibile, ma ieri a cosa ha condotto? A ricevere gli applausi da Calderoli e Formigoni, e io se fossi applaudito da due così qualche domanda me lo porrei. Mi si dirà che “la coerenza non è merce di scambio”, e che fa parte della vita politica votare ora come la Boschi (cioè come Verdini) e ora come Gasparri (cioè come niente). Certo. Però siam sempre lì: se persegui costantemente la “iper-coerenza” senza mai adattarti al contingente, rischi di tagliarti gli zebedei per far dispetto alla moglie. E questo è tremendo, soprattutto se la moglie è Giovanardi. Il secondo motivo è che qui non si parla solo di coerenza “anti-canguro”, ma anche e soprattutto di mera tattica. Dietro il paravento del canguro, i 5 Stelle hanno (tardivamente) agito così per non urtare il loro elettorato di centro-dx e per mettere in difficoltà Renzi. Sono passati dal “la votiamo sicuro” al “la votiamo forse”. E’ evidente come siano scivolati dalla coerenza alla tattica: lecito pure questo, e il nervosismo di Renzi è per loro una vittoria, ma i 5 Stelle dovrebbero ammetterlo chiaramente. Dovrebbero dire: “Lo stiamo facendo per impantanare il Pd”. E nel dire questo, dovrebbero forse anche valutare se alla lunga questa mossa possa trasformarsi in boomerang. Di fatto, per i 5 Stelle, il ddl Cirinnà è un cul de sac: come si muovono, si muovono male. Se votavano il canguro, facevano un favore a Renzi (ma anche alle unioni civili). Se votavano contro il canguro, come poi è accaduto, non sporcavano la loro coerenza (ma regalavano un orgasmino ad Adinolfi). E adesso? Idem come sopra. Se votano il ddl Cirinnà urtano metà del loro elettorato, se non la votano fanno perdere al paese una grande possibilità per essere meno bigotto. Per loro una pessima situazione e per il paese una brutta sensazione: quella di vedere un Movimento giocare allo “scacchista” su un tema che dovrebbe vedere unita tutta la “buona politica” (ammesso che ne esista una “buona”). Con tutte le volte che potevate essere tattici e cinici, cari M5S, dovete farlo proprio sulla ddl Cirinnà?
P.S. Per sgombrare il campo da qualsivoglia equivoco: io, se fossi un parlamentare, voterei la Cirinnà coLa disinformazione mediatica e l’isteria di massa sta impedendo una equa riforma delle pensioni di reversibilità

LA RABBIA DELLA GENTE
Claudio Martinotti Doria

In passato ero io che per effettuare sondaggi e test sociali ed antropologici approfittavo dell’opportunità di fare la spesa per introdurre qualche argomento e vedere le reazioni delle persone, in prossimità della cassa dove immancabilmente si formano code. Un modo per “attingere” dalla realtà e dalla gente comune, cui ispirarsi per elaborare forme di pensiero e scrivere, come fanno gli scrittori, i saggisti, gli studiosi in genere.
Adesso non occorre più che introduca un argomento, che “accenda la miccia”, anzi sono io che cerco di sottrarmi o di placare gli animi. In confronto sono divenuto ottimista e moderato e quasi silenzioso.
Tenete conto che faccio ogni volta il giro di 3 o 4 discount e/o supermercati alla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo per ogni singolo articolo (tutto computerizzato e frutto di anni di esperienza, un know how di un certo valore, indotto dal passaggio della Cometa Fornero, cui sarò eternamente grato per questo salto di qualità), quindi di gente ne vedo parecchia.
Non occorre più innescare una miccia ed introdurre un argomento, ormai arrivo alle casse e pur non riconoscendomi (se non il cassiere, ovviamente) essendo sempre ogni volta clienti diversi, sono i clienti stessi che manifestano la loro totale disapprovazione su qualche argomento di attualità che li tocca da vicino, come le pensioni.
Occorre solo disporre di un atteggiamento aperto e disponibile, forse trapela dalla mimica facciale o forse sono campi elettromagnetici o frequenze che emetto a livello biochimico, fatto sta che è praticamente impossibile che io non venga coinvolto in qualche animata discussione in merito alle ultime porcate attribuite alla politica.
La base di partenza è sempre la disinformazione, perché in questo immaturo e grottesco paese nessun media fa informazione, tutti fanno disinformazione e mistificazione, sparano titoli e sottotitoli come se dovessero presentare un romanzo o un film, facendo promozione e propaganda.
Ieri il tema erano le pensioni di reversibilità. Lo dico per i giovani che non si sono mai occupati di un tale problema essendo ben lungi dai loro orizzonti. Sarebbe la pensione cui ha diritto il coniuge superstite quando muore uno dei due, che viene drasticamente ridotta secondo il reddito del superstite, attualmente non è mai superiore al 60 %. Ipotizzando, come avviene solitamente nella realtà, che il defunto sia il marito e che percepiva 100 di pensione, alla moglie andranno nella migliore delle ipotesi 60.
La gente era convinta che volessero ridurle se non toglierle del tutto, perché la fiducia riposta nella classe politica, lo dico abbastanza spesso anche se mi rendo conto del forte impatto che produce, è pressappoco la stessa che si potrebbe avere verso un’organizzazione di pedofili, la reputazione è la stessa.
La politica italiana ispira attualmente la stessa simpatia e fiducia che nell’alto medioevo si poteva avere verso i Saraceni, loro saccheggiavano tramite incursioni, i politici lo fanno più comodamente e legittimamente, prendendoci pure per i fondelli ogni giorno.
Personalmente sono una ventina di anni che non guardo la tv, cioè non seguo alcun programma prodotto e trasmesso dalla tv che non siano film o documentari storici, per cui mi informo esclusivamente in internet, ed ero decisamente molto più informato delle decine di persone con cui ho interagito ieri alle casse dei discount.
Nonostante io legga pochissimo di quanto riguarda argomenti in itinere, perché preferisco attendere che siano alla fine del loro iter, cioè quando stanno per diventare realtà e non prima quando è solo cazzeggio, pourparler e mezzi di distrazione di massa. Eppure, nonostante queste premesse, ero meglio informato di tutti coloro che affrontavano l’argomento prevalente di ieri che era la riforma in corso in Commissione Lavoro della camera sulle pensioni di reversibilità. Molto probabilmente la loro fonte di disinformazione era la tv ed i giornali (che mi risulta siano pure letti in tv, in una sorta di correo giro di disinformazione).
Sapevo che in Commissione Lavoro si intendeva portarle al 100 % dal 60 % medio attuale per i superstiti che hanno pochi o nessun redditi, cioè per capirci coloro che hanno solo la minima o poco più, la pensione del coniuge defunto la percepirebbero tutta intera, senza tagli.
Ovviamente per finanziare una simile e direi molto sensata riforma previdenziale, occorre attingere da qualche parte, e purtroppo in Italia pare che nessuno, neppure i privilegiati indegni senza alcun merito, sia disposto a rinunciare a qualcosina per favorire i meno fortunati, dimostrandosi un paese poco evoluto civilmente, molto egoista e poco solidale, almeno nelle classi più agiate (come dimostra il pressoché nullo mecenatismo).
In questo caso hanno pensato di attingere le risorse necessarie riducendo le pensioni di reversibilità dei coniugi superstiti con redditi medio alti. Ma la stampa tutta, anche in internet, hanno tutti taciuto la prima parte, cioè che l’intento della riforma era una più equa distribuzione delle pensioni di reversibilità in base ai redditi, dando il 100 % ai più indigenti, ed hanno tutti quanti i media gridato allo scandalo perché la volevano ridurre o addirittura togliere anche a chi disponeva di una casetta di proprietà, scatenando un panico premeditato. Se lo avesse fatto un privato cittadino lo avrebbero denunciato per procurato allarme.
Questo è il modo in cui in Italia forniscono le notizie alla massa.
E’ il motivo per cui da almeno una ventina di anni non seguo e non credo a nulla di quanto trasmettono in tv o scrivono i giornali, che possono tuttalpiù servire per accendere la stufa a legna. La casta politica in questo modo ha buon gioco a non fare mai qualcosa di decente, che sarebbe comunque poco, perché la reazione isterica ed inopportuna della massa manipolata, indotta dai media e dalle opposizioni che strumentalizzano opportunisticamente, impedisce di fare qualsiasi riforma in questo paese.
Così la casta politica si sente sempre più legittimata a continuare nel cazzeggio mediatico e nella più totale sciatteria politica ponendosi l’unico scopo di conservare i propri privilegi permanendo il più a lungo possibile in carica.
Morale della storia?
Che in questo paese con una simile distorsione mediatica ed ignoranza culturale e spirituale delle genti, non cambierà mai nulla, nessuna riforma con intenti di equità ed eticità potrà mai essere attuata e la gente continuerà a lamentarsi pur essendo corresponsabile della situazione in cui versa, senza minimamente capirlo. E le ripercussioni di quanto avverrà di deleterio a livello globale, in ambito soprattutto economico, finanziario, monetario e bellico, saranno molto più gravi nel nostro paese che altrove, proprio perché totalmente disinformati ed impreparati. Saremo alla mercé degli eventi.


(Nielly)

L’ATTACCO DEI FONDAMENTALISTI DI RADIO MARIA ALLE IENE
Don Aldo Antonelli

La notizia dell’aggressione di quelli di Radio Maria nei confronti di Mauro Casciari e della sua troupe delle Iene mi ha fatto vergognare ma non mi ha sorpreso né meravigliato.
Io, prete, solidarizzo con la troupe delle Iene, e provo vergogna di certi cattolici che non hanno niente del cristiano e che sono infettati dal fondamentalismo religioso, violenza verniciata di “fedeltà”! Intolleranza spacciata per “fedeltà”! Feticismo scambiato per fede! Fascismo ideologico camuffato da “Verità”!
I dati Radio Monitor stimano più di un milione di ascoltatori medi giornalieri di Radio Maria che è la radio privata italiana con il maggior numero di ripetitori: 850 sparsi in tutto il territorio nazionale. Questo fa sì che la copertura sia superiore a quella della RAI, raggiungendo anche zone sperdute, non coperte da altri segnali radiofonici.
Ho avuto modo di ascoltare alcune trasmissioni, sufficienti per avvelenarmi la giornata. Cosa ci si può aspettare da una radio che ritengo diseducativa, politicamente fascista, con delle pennellate anche di nazismo e di razzismo, antisemitismo. E, dal punto di vista religioso ed ecclesiale, ante e anti-conciliare. Questa emittente, 24 ore su 24, dispensa rifiuti tossici, trasmissioni diseducative, che imprigionano la fede all’interno di una religiosità parolaia e feticista, nella quale esiste solo lui, Don Livio Fanzaga, l’uomo che parla e dialoga con la sua pancia. Dio fa da pass-partout! Si tratta di una religiosità fatta di un lurido scambio, indecente commercio tra preghiere e offerte. Basta recitare un bel po’ di rosari, di giaculatorie, qualche benedizione, e chiedere un’offerta: e si viene sommersi da un diluvio di soldi.
Mi chiedo se non sia il caso di denunciare questa radio per circonvenzione di incapaci, considerato che è seguita da persone sole, deboli e di età avanzata. Mi chiedo anche del perché Radio Maria abbia i suoi conti correnti depositati in Svizzera… Ed è, comunque, spontaneo il dubbio che questa radio sia più preoccupata a rastrellare soldi che aiutare gli ascoltatore nella crescita e nella maturazione della loro fede. La quale fede, di sicuro, non si nutre di devozioni a basso prezzo, Padre Pio o Medjugorje che siano, ma quell’etica evangelica che alla logica della concorrenza e dello scontro sostituisce il sogno della convivenza per l’incontro.

Dal blog di Grillo:
EUROPA: STORIA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO
Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph

“Il momento di massimo pericolo per la democrazia parlamentare britannica è stato 13 anni fa, il punto di maggiore “hybris” e trionfalismo europeo. Gli eventi si sono succeduti a velocità esorbitante dal Trattato di Maastricht del 1992 fino alla frenetica conclusione del Convegno europeo “stile Filadelfia” del giugno 2002, e sempre nella stessa direzione: quella di un’unione sempre più stretta. Che vi piaccia o meno parlare di un “superstato”, la direzione era sistematicamente contraria al principio di sovranità e auto-governo degli Stati nazionali europei.
Nessuno può dire che alle élite europee mancasse vigore. In un febbrile susseguirsi di trattati sono passati dalla creazione dell’euro a una nascente politica estera e unione dei sistemi di difesa ad Amsterdam nel 1997. A Bruxelles furono creati un centro di intelligence e di personale militare, con nove generali e 57 colonnelli, e con il progetto di un esercito europeo formato da 100.000 soldati, 400 aeroplani e 100 navi da distribuire in tutto il pianeta.
Hanno avviato un sistema satellitare europeo (Galileo) in modo che l’Europa non dovesse più essere un “vassallo” di Washington, secondo le parole del leader francese Jacques Chirac. Hanno costituito una sorta di FBI (Europol) e un dipartimento di giustizia europeo, sul modello delle strutture governative federali negli Stati Uniti. Stavano preparando un intero apparato statale europeo.
Quando l’Irlanda votò “no” al trattato di Nizza – annullando legalmente il voto – gli irlandesi furono ignorati. Nulla poteva fermare l’avanzata di questo colosso.
Il punto più avanzato fu la Convention europea finalizzata a definire “il Trattato di tutti i Trattati”, cioè la Costituzione Europea. A parole doveva essere istituita per avvicinare l’Europa ai suoi cittadini, dopo le violente proteste anti-UE a Gothenburg, e nel momento in cui si cominciavano a sentire i primi rulli di tamburi della ribellione populista.
La Convention fu immediatamente dirottata e servì allo scopo opposto a quello per la quale era iniziata; fu una vicenda che vidi coi miei occhi in quanto corrispondente da Bruxelles. Il testo diceva nero su bianco che “la Costituzione deve avere il primato rispetto alle leggi dei singoli Stati nazionali”.
Il documento doveva portare per la prima volta tutte le legislazioni europee – al contrario della più ristretta “legge comunitaria” – sotto la giurisdizione unica della Corte Europea, di fatto creando una corte suprema. La Carta dei Diritti Fondamentali, che secondo un ministro britannico non aveva più autorità legale di quanta ne avesse il “Sun or the Beano” [fumetti per bambini, NdT], sarebbe diventata giuridicamente vincolante, e con il suo Articolo 52, che permetteva che qualsiasi diritto potesse essere sospeso “nell’interesse generale” dell’Unione – la Magna Carta era stracciata.
Doveva dare all’UE “personalità giuridica”, permettendole di concordare trattati a proprio nome. Doveva portare a stabilire un presidente eletto. Era il salto da un club di paesi sovrani legati dai trattati all’equivalente di uno Stato unitario, o meglio un “mostro anarco-imperialista”, secondo le parole dell’ex-commissario europeo Bernard Connolly.
Quando le prime bozze iniziarono a circolare, mandai un messaggio a Charles Moore, che allora era il direttore del Telegraph, avvertendolo che secondo me la Gran Bretagna si trovava di fronte a un’emergenza nazionale.
Col senno di poi non avevo gran motivo di stare in allarme. Adesso è del tutto ovvio che l’UE stava facendo il passo più lungo della gamba, e l’Inno alla Gioia, suonato alla conclusione di quella stralunata Convention, segnò il punto di svolta, il momento in cui il Progetto Europeo si estinse in quanto forza motivante nella Storia, e iniziò a scendere verso la crisi esistenziale che vediamo ora.
Le proposte furono rifiutate dagli elettori francesi e olandesi. Sebbene i leader europei abbiamo provato a far rientrare il testo successivamente tramite quel Golpe mascherato che fu il Trattato di Lisbona, si trattava davvero di un passo troppo lungo da fare. Ha finito per ritorcerglisi contro. Il rifiuto di accettare l’evidente giudizio popolare ha solo cristallizzato un latente sospetto che l’intero Progetto fosse sfuggito dal controllo democratico.
Quando arrivarono i paesi dell’est-Europa, seguiti dai paesi con sistemi politici pre-moderni dei Balcani, finì del tutto l’illusione che l’UE potesse mai funzionare come unione politica affiatata e centralizzata.
Dieci anni dopo il premier ungherese Viktor Orban e il polacco Jaroslaw Kaczynski fanno semplicemente quello che gli pare, prendono il controllo dei media nazionali e gestiscono come vogliono i tribunali, liberandosi con una scrollata di spalle di qualsiasi avvertimento formale da parte di Bruxelles.
Sopra tutto questo c’è l’unione monetaria, che si è dimostrata maligna e incurabile; ha diviso l’eurozona in due fazioni aspramente opposte, quella dei creditori e quella dei debitori. Era resistita a lungo, nei circoli europei, la convizione fideistica che una crisi dell’eurozona potesse infine essere gestita in modo da servire a uno scopo superiore, in modo cioè da portare ad un successivo passo in avanti verso un’unione politica e fiscale.
Anche questo era un giudizio errato. La Germania ha bloccato qualsiasi possibile iniziativa di una maggiore mutualizzazione del debito o dei bilanci pubblici. L’unione bancaria ha un nome semplicemente fuorviante: le responsabilità e i carichi finanziari pesano ancora del tutto sulle spalle degli Stati sovrani in difficoltà, lasciando perfettamente al suo posto il circolo vizioso tra banche e governi, che si spingono reciprocamente nella crisi. Quando a Berlino si parla di “Fiskalunion” si intende una sola cosa: il potere di controllare e punire i peccatori.
George Osborne aveva torto, a Davos, quando parlava di “logica inesorabile” dell’integrazione europea sulla falsariga del federalismo fiscale di Alexander Hamilton alla fine del ‘700. Ha certamente una logica, e dovrebbe essere inesorabile, ma di fatto non sta succedendo nulla. L’eurozona continuerà a zoppicare con una pietra appuntita infilata dentro la scarpa, fino a che il dolore non si dimostrerà insopportabile per qualcuno, probabilmente per gli Italiani.
Una cosa è cambiata. Berlino ha accettato che la Banca Centrale Europea agisse da prestatore di ultima istanza nel luglio 2012, facendo così terminare immediatamente la crisi dei debiti sovrani. Ma il danno era ormai irreversibile. Anni di contrazione fiscale e monetaria avevano trasformato la recessione in depressione, finendo per farla durare più di quella degli anni ’30. I rapporti tra debito e PIL nei vari paesi sono oggi ancora più alti, in modo preoccupante se si considera il ciclo economico. Gli effetti di “isteresi” della disoccupazione di massa hanno intralciato la ripresa.
Non fatevi ingannare dal temporaneo rimbalzo ciclico, dovuto al petrolio ai minimi, all’euro ai minimi, alla sospensione dell’austerità e al quantitative easing (arrivato con cinque anni di ritardo). L’intera regione è impantanata nella deflazione del debito, ed è priva di qualsiasi difesa quando arriverà il colpo del prossimo rallentamento globale.
Un recente studio del Fondo Monetario Internazionale – “I Rischi di Stagnazione nell’Eurozona” – avverte che gli effetti conseguenti alla crisi amplificheranno qualsiasi shock negativo, “creando un circolo vizioso e mantenendo l’economia bloccata in un equilibrio di stagnazione”.
Lo studio, scritto dall’economista cinese Huidan Lin, argomenta che l’Europa è seriamente a rischio di assistere ad un secondo “decennio perduto”, che potrebbe durare fino alla metà degli anni ’20 del nuovo millennio; la sofferenza maggiore ricadrebbe sui paesi del sud dell’eurozona. Qualcuno pensa che il sistema politico europeo possa reggere una cosa del genere? I battibecchi tra David Cameron e Bruxelles sembrano ridicolmente irrilevanti di fronte a una tale catastrofe auto-inflitta in Europa. E ora sto parlando solo dell’unione monetaria, per non dire del contemporaneo fallimento di Schengen.
Non c’è niente di male nella fila di richieste avanzate da Cameron. È importante che la condizione speciale della Gran Bretagna, che ha una moneta propria, sia stata confermata e mantenuta, se non altro per l’onestà della Corte Europea. Donald Tusk ha dimostrato buona volontà.
Però la decisione “se stare o non stare insieme” – come l’ha messa giù Tusk – non si può decidere sulla base di queste formalità. Ciò che conta è come possiamo preservare la concordia in queste isole, inclusa la Scozia e l’Irlanda, e come possiamo salvare la nostra democrazia sovrana stando sotto il Trattato di Lisbona e una corte imperiale.
Dobbiamo decidere se riusciamo a gestire meglio la nostra eterna conflittualità nelle relazioni con il Continente stando dentro o fuori dall’Unione Europea, e come possiamo gestire nel migliore dei modi i rapporti con una Cina in crescita e una Russia revanscista. In definitiva dobbiamo decidere se questa unione disfunzionale meriti di essere salvata, o se non sia meglio lasciarla morire e tornare sul terreno sicuro delle democrazie nazionali.
La distrazione sulle quattro note a margine fatte da Cameron è andata troppo oltre. Prima decidiamo di affrontare le questioni strategiche fondamentali meglio è”.

Riflessione su un articolo di Franco Berardi: LA CRESCITA NON TORNERA’ MAI PIU’
Giovanni Scavazza

La crescita non tornerà mai più, se per crescita si intende ciò che si intendeva negli ultimi 200 anni, intesa come aumento del PIL, come produzione di beni e servizi che soddisfano una domanda, come aumento del reddito un po’ per tutti. Non tornerà più perché questa crisi non è una delle crisi periodiche cui il capitalismo ci ha condannato ogni tanto, che serve per aumentare l’inflazione, costringere il lavoro salariato a più miti pretese etc. – E’ una crisi di sistema. Il sistema capitalistico, dominante sul pianeta Terra, basato sullo sfruttamento (dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla donna, del forte sul debole, del bianco sul negro, del nord sul sud, dell’uomo sulla natura, del ricco sul povero e così via) non funziona più, e più passa il tempo, meno funzionerà. Non funziona più perché c’è sempre meno da sfruttare: le risorse umane ed economiche del pianeta non sono illimitate, l’impoverimento di sempre più larghe masse di popolazione deprime la domanda e alla lunga l’azzera.
Come se ne esce?
Siamo in uno degli snodi della storia umana, già vissuta alcune altre volte, in cui dopo un evo (ormai al capolinea) se ne deve costruire immediatamente un altro, nuovo, radicalmente diverso da quello precedente. Come è già accaduto più volte nella storia, le possibilità sono due: o una soluzione civile, sana e propulsiva, o una soluzione regressiva, incivile e barbarica. La seconda, lacrime e sangue, la conosciamo già, è quella capitalista che non si arrende: guerre totali, morti, colonialismo, pareggio di bilancio mediante i morti, abbattimento di diritti, garanzie, stato sociale, benessere diffuso, allo scopo di ricominciare da capo con i sopravvissuti.
Io propugno una soluzione diversa, progressista: fine dello sviluppo basato sugli sfruttamenti, estirpazione del cancro della speculazione finanziaria e la sua nefasta influenza sulla politica e l’economia mondiale, suddivisione al meglio e giusta delle risorse disponibili, stato sociale aggiornato alle caratteristiche moderne e contemporanee (salario di cittadinanza, lavoro socialmente utile, proprietà pubblica dei beni strategici, perseguimento del massimo del bene comune e non del massimo profitto e convenienza etc.). Purtroppo ancora non si vede una forza mondiale che può indirizzare in questo senso le masse popolari. Qua e là c’è qualcosa, a macchia di leopardo: i paesi BRICS, Cuba, Venezuela, Ecuador, la Grecia, alcuni circoli culturali e movimenti sociali e intellettuali in Spagna, Portogallo, Irlanda, Francia, Polonia e Paesi scandinavi. Addirittura in USA esistono forze culturali e sociali in sintonia con una soluzione nuova, diversa dal passato e civile. Ma ancora non c’è un blocco sociale coordinato e agguerrito, su base mondiale, cioè una nuova Internazionale Socialista, anticapitalista. E’ questo che rende drammatica la situazione.
Aspettiamo che la situazione evolva in un senso o nell’altro da coloro che sono in grado di organizzare e guidare le masse. In Italia ne vedo pochini, in Europa anche, ma la speranza è l’ultima a morire.

ECONOMIA ITALIA
Berardo Bifo

L’orizzonte economico che si presenta nel primo scorcio dell’anno 2016 suscita vivo sgomento negli osservatori. Mario Draghi ripete l’esorcismo estremo: « Whatever it takes». Ma il pericolo attuale non è più quello di un collasso finanziario come nel 2008. Il pericolo è quello di una crisi di sovrapproduzione globale, e di una stagnazione di lungo periodo. Il crollo delle borse non è che un segnale. Da sei anni le banche centrali prestano denaro a costo zero, e da un paio di anni il petrolio scende ininterrottamente. Ciò nonostante la domanda cala, e la stagnazione persiste, si aggrava, tende a divenire recessione.
Il 10 gennaio il New York Times ha pubblicato un articolo di Clifford Kraus dedicato agli effetti che il calo della domanda cinese produce sull’economia globale: «Per anni la Cina s’è ingozzata di ogni tipo di metalli e di energia perché la sua economia si espandeva rapidamente; le grandi aziende hanno ampliato aggressivamente le loro operazioni di estrazione e produzione, scommettendo sulla prospettiva che l’appetito cinese sarebbe continuato per sempre. Adesso tutto è cambiato. L’economia cinese si contrae . Le compagnie statunitensi, che tentano disperatamente di pagare i loro debiti mentre aumentano i tassi di interesse, debbono continuare a produrre. Questo eccesso spinge i prezzi verso il basso, e colpisce le economie dipendenti dalla produzione di merci di consumo come il Brasile e il Venezuela, ma anche i paesi sviluppati come l’Australia e il Canada».
Negli anni passati le grandi corporation hanno investito somme enormi nell’estrazione di petrolio, nella raffinazione dello shale gas, nelle tecnologie necessarie per il fracking, e così via. Il sistema bancario globale ha finanziato queste operazioni. Tutti pensavano che la domanda sarebbe cresciuta indefinitamente. Ma ora il rallentamento dell’economia cinese non significa solo che l’incremento annuo del prodotto cinese, pur continuando ad essere elevato (6,9 %), tende a diminuire. Significa soprattutto che la domanda di energia si è ridotta considerevolmente e tende a ridursi di più. Siamo di fronte alla più classica delle crisi di sovrapproduzione.
Scrive ancora Kraus: «I bassi tassi di interesse hanno alimentato il boom produttivo. La compagnia brasiliana Petrobras ha accumulato 128 miliardi di dollari di debito, raddoppiando i costi annuali di indebitamento durante gli ultimi tre anni per produrre sempre più petroli. Poi la storia è cambiata quando la crescita cinese ha iniziato a recedere. Nel 2015 i prezzi hanno avuto un rallentamento continuo. Il nickel, il ferro il palladio, il platino e il rame sono scesi del 25 % o più. I prezzi del petrolio sono scesi di più del 60 % negli ultimi diciotto mesi. Anche i prezzi del grano e del frumento sono precipitati».
D’altra parte le aziende si sono indebitate con le banche per poter avviare i loro investimenti, e non si possono fermare. Le banche hanno prestato somme colossali, e non possono riaverle indietro. «Decisioni di Investimento multimiliardarie prese anni fa, come lo sfruttamento delle sabbie oleose in Canada o le miniere di ferro in Africa occidentale, debbono necessariamente continuare. Non si possono semplicemente chiudere progetti di quell’entità. L’eccesso potrebbe continuare per anni» (ancora Kraus).
Può durare per anni, dice sempre Kraus. Ma forse dovremmo fare un’ipotesi più radicale, e insieme più realistica: durerà per sempre, perché la crescita è divenuta impossibile, e non tornerà mai più. L’ossessione capitalistica impedisce di vedere la realtà: siamo di fronte a una crisi di sovrapproduzione di dimensioni inimmaginabili. Nessuna delle tendenze oggi leggibili nel sistema-mondo permette di prevedere che se ne possa venire fuori nel corso del prossimo decennio.
Il 17 gennaio «Le Monde» ha pubblicato un articolo dal titolo eloquente: Le grand vertige des marchés: «Nel 2015 il barile di petrolio potrà costare 380 dollari, avevano preconizzato gli economisti Patrick Artus e Mocef Kaabi nel 2005, tenendo conto dell’aumento del consumo mondiale e della scarsità di riserve… Invece il barile di petrolio è costato mediamente 40 dollari nel 2015. Il 15 gennaio 2016 è sceso a 29 dollari». Il fatto che gli economisti Artus e Kaabiu prevedessero dieci anni fa che il petrolio sarebbe cresciuto fino a 380 dollari dimostra in primo luogo che gli economisti sono scienziati allo stesso titolo della Sibilla Cumana e del Mago Otelma, e che la scienza economica è soltanto una forma di legittimazione ideologica di una tecnica rivolta al massimo sfruttamento della vita umana . In secondo luogo, che la sovrapproduzione non poteva essere prevista entro le categorie del sapere capitalistico, ma solo a partire da un altro punto di vista: quello del valore d’uso sottratto alla logica dell’accumulazione, dei bisogni sociali effettivi sottratti alla codificazione finanziaria. Non c’é più bisogno di crescita né di lavoro, questa è la verità inammissibile nel contesto della codificazione capitalistica .
L’occupazione è destinata a calare ovunque, nonostante i patetici sforzi rivolti a dare lavoro; aumentare l’occupazione significa poi soltanto costringere la gente a lavorare sempre di più per guadagnare sempre di meno. La forma del lavoro salariato non ha più nessun fondamento di necessità e solo un reddito scollegato dall’erogazione di inutile lavoro permetterebbe di garantire la sopravvivenza , e anche di rilanciare la domanda.
«Il flusso di materie prime mette i prezzi sotto pressione, e provoca dolorose conseguenze. Le compagnie petrolifere hanno lasciato senza lavoro 250.000 operai nel mondo . Alcune aziende cominciano a dichiarare bancarotta» (Kraus).
D’altra parte le nuove prospettive di produzione sono generalmente caratterizzate da un’altissima intensità di tecnologia e da una bassa necessità di lavoro. Per rilanciare la crescita e sostenere l’occupazione le banche centrali hanno investito somme immense, negli ultimi 5 anni. Invano.
«Le banche centrali sorreggono l’economia con una quantità incredibile di liquidità che la FED, la Banca d’Inghilterra, la Banca del Giappone e infine la Banca centrale europea hanno iniettato sui mercati per evitare lo sprofondamento dei mercati. Oggi queste liquidità costituiscono il 30 % del prodotto lordo mondiale, mentre erano il 6 % alla fine degli anni Novanta. Un aumento fenomenale che ha la conseguenza che i mercati sono diventati dipendenti da questo denaro facile, angosciati dal timore che il rubinetto si chiuda» («Le Monde»).
Fiumi di denaro pubblico vengono sottratti alla società per destinarli a imprese che producono quantità crescenti di beni per i quali la domanda è calante, nonostante la riduzione del costo del petrolio che favorisce una diminuzione dei prezzi. «Gli statunitensi comprano meno apparecchi elettronici (– 0,2 %), meno alimentari e bevande (– 0,3 %) meno vestiti (– 0.9 %). L’annuncio che Wal Mart chiude 154 magazzini in tutto il paese e licenzia 10.000 dipendenti non ha certo rassicurato. D’altra parte le vendite di Macy’s sono diminuite del 4.7 % e quelle di Gap del 5 %, durante i due ultimi mesi del 2015» («Le Monde»).
Perché la domanda crolla? Prima di tutto perché non abbiamo più bisogno di comprare, e questa dovrebbe essere una buona notizia. Abbiamo un numero sufficiente di pantaloni e abbiamo mangiato troppi hamburger. Buone notizie per l’ambiente e per la nostra salute, e sarebbe una buona notizia anche per i lavoratori che potrebbero lavorare meno. Ma no. Il capitalismo non può concepire una riduzione della domanda, né una riduzione del tempo di lavoro, senza considerare questi eventi come segno di una crisi che va affrontata nella solita maniera: riducendo il salario, aumentando lo sfruttamento.
La crescita si ferma, rincula, crolla. Il tempo di lavoro necessario è precipitato dovunque, e non riprenderà mai a salire, grazie alle tecnologie che riducono lavoro. Ma il capitalismo è incapace di organizzare queste due tendenze (che il marxismo ha previsto da 150 anni). Il capitalismo è incapace di semiotizzare l’innovazione, perché le categorie di cui dispone sono quelle di lavoro salariato e di accumulazione.
Il tempo di lavoro necessario si riduce. E questo potrebbe aprire le porte a una liberazione di tempo sociale. Ma siccome il capitalismo si fonda sulla superstiziosa identificazione della sopravvivenza con il salario, la benedizione delle tecnologie labor-saving, anziché tradursi in liberazione di tempo sociale, si traduce in disoccupazione di massa, miseria. E guerra.
Sezioni crescenti della popolazione non hanno più un salario perché il lavoro è diventato inutile, perciò si organizzano in forma criminale. Cos’è in ultima analisi lo Stato Islamico se non una possibilità di occupazione e reddito per milioni di lavoratori giovani delle periferie del mondo arabo e d’Europa? Cosa sono le organizzazioni narcos, che straziano distruggono terrorizzano aree del territorio messicano, se non una possibilità di occupazione e reddito per centinaia di migliaia di disoccupati delle aree più povere del Messico?
È sempre stato vero che il capitalismo porta la guerra come la nube porta la tempesta, ma oggi il processo presenta caratteri originali, rispetto a un passato in cui la guerra aveva un carattere riconoscibile, dichiarato, e cominciava in un certo giorno per finire quando si firmava la tregua. Non c’è più inizio, non c’è più tregua, non c’è più territorio né confine. La guerra è ovunque .
Non soltanto gli stati organizzano la guerra come investimento di capitali che non trovano sbocco. È la società medesima a produrre la guerra: masse di giovani privi di futuro si organizzano in forma criminale per garantirsi un reddito dato che il capitalismo non è più in grado di fornirgli un salario, mentre il ricatto del lavoro persiste, anche se il lavoro è divenuto inutile.
Cosa accadrà nel sistema finanziario quando lo shock raggiungerà le grandi banche che hanno investito sulle aziende che producono petrolio che nessuno vuole più comprare? Il 2016 è cominciato con una generale caduta delle Borse. Siamo solo all’inizio. Le conseguenze posso rivelarsi estremamente dolorose per la società.
Solo l’autonomia della sfera sociale dall’economia di accumulazione potrebbe permetterci di trovare una via d’uscita da questo labirinto. Solo la ricomposizione sociale può imporre un quantitative easing for the people, come lo chiama Christian Marazzi. Mario Draghi è l’eroe delle Banche e delle Borse, ma i soldi che lui regala alla finanza sono sottratti alla società. La liquidità, con cui l’autorità monetaria ha alimentato finora l’ingordigia del sistema finanziario, dovrebbe semplicemente essere diretta in un’altra direzione: reddito di cittadinanza , soldi per rilassare l’aggressività e permettere all’attività collettiva di rimediare alla devastazione psichica culturale ambientale prodotta dal ricatto del salario.
..
Berluscameno
Gilioli dice: “È la sx a non esistere più perché ha emulato il suo avversario storico (cioè la dx) sposandone le politiche economiche e, quindi, il determinismo storico del Tina, del There is no alternative”.
L’UNIONE EUROPEA è –ormai- per coloro che ancora ragionano – una pura ILLUSIONE .
Meglio, una fraudolenta presa in giro, che grida VENDETTA.
I PADRI FONDATORI
Unione Europea voluta dalla Cia. Ecco le prove del coinvolgimento dei padri fondatori.
In questa fase di crisi acuta dell’Euro e dell’Europa sentiamo troppo spesso dire che questa non è l’Europa che volevano i padri fondatori.
Vogliono farci credere che quella che stiamo vivendo è una fase transitoria, difficile e tortuosa a causa di qualche errore di percorso ma sicuramente superabile dato che non è questa l’Europa che i padri fondatori avevano concepito e presto si realizzerà il progetto iniziale di un’Europa nata con l’intento di unire i popoli.
Tutto falso, la realtà documentata venuta fuori da documenti ufficiali incontrovertibili di cui i media non hanno mai parlato, testimonia l’esatto contrario.
Chi ha concepito, creato e finanziato l’Unione Europea aveva bisogno di un’Europa debole, di un Europa in crisi, di Stati e Governi senza potere decisionale e di popoli senza sovranità. L’Europa Unita doveva essere dominata e gestita dalle elite americane che l’hanno voluta e doveva essere caratterizzata da una ’sinarchia’ invisibile che avrebbe continuato a mantenere in maniera ingannevole l’involucro della democrazia.
Se le élite anglo americane fungevano da padrini di questo processo alle élite franco-tedesche era affidato il ruolo di “capozona” dell’Unione europea.
E’ un progetto franco-tedesco, infatti, quello da cui nasce l’Unione Europea con la CECA (comunità economica del carbone e dell’acciaio) promosso proprio da Francia e Germania (Shuman e Monnet) poi portato avanti da Mitterand e Kohl.
Ed è palese che un progetto franco-tedesco preveda il dominio della Francia e della Germania sugli altri paesi europei fatta esclusione per l’Inghilterra che come anticipato appartiene ad un livello gerarchico superiore insieme agli USA.
Questa Europa che stiamo vivendo oggi è esattamente la realizzazione di quel progetto e soprattutto l’euro che è palesemente un fallimento dal punto di vista dei popoli e dei lavoratori è il successo di chi lo ha concepito.
Chi sono i padri fondatori dell’Unione Europea ? Chi c’è dietro di loro e quali intenti volevano perseguire ?
Jean Monnet
Nel 1950, Monnet decise fosse venuto il momento di tentare un passo irreversibile verso l’unione dei paesi europei. Prepara, con alcuni collaboratori, il testo di quella che sarà la Dichiarazione Schuman dove per la prima volta verrà ufficialmente annunciato il progetto dell’Unione Europea. Nel 1952 Jean Monnet diventò il primo presidente dell’Alta Autorità della Comunità europea del carbone e dell’acciaio del 1952 giudicata il primo importante passo di cessione di sovranità statali ad un ente sovranazionale. Egli sosteneva che: “Non ci sarà mai pace in Europa se gli stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale”. E’ Monnet ad aver redatto il “Victory program per l’America “durante la seconda guerra mondiale dove si dice chiaramente che “L’America deve diventare l’arsenale della democrazia”. Possibile che chi professa l’egemonia americana possa parallelamente aver contribuito a formare l’Unione Europea che se fosse diventata davvero ricca e forte avrebbe contrastato quell’egemonia stessa ?
Robert Schuman
Presidente del Consiglio francese, fu ministro degli esteri ed è stato il primo presidente dell’Assemblea Parlamentare Europea. La Dichiarazione Schuman portò alla creazione della CECA e costituì il punto di partenza del processo di integrazione europea che condusse poi alla formazione dell’Unione Europea. E’ stato Presidente del Movimento Europeo (il cui fondatore e primo Segretario nazionale è stato Joseph Retinger fondatore del Club Bilderberg).
Giscard D’estaing
E’stato Presidente della Repubblica francese ed ha presieduto la Convenzione Europea dalla quale poi è nata la Costituzione europea (bocciata nei paesi dov’è stata proposta con il referendum com’è’ avvenuto nella stessa Francia.) Sarà poi Il Trattato di Lisbona del 2007 approvato senza referendum a riprendere quasi totalmente le disposizioni della bocciata Costituzione.) E’ stato Presidente del Movimento Europeo.
Per l’Italia sappiamo che tra i padri fondatori si annoverano De Gasperi (Movimento Europeo/Bilderberg) poi Spinelli (Movimento Europeo/Bilderberg) poi Prodi (Bilderberg). Per la Germania Adenauer (Bilderberg). Ma perché nessuno ci racconta chi c’era dietro questi uomini ? Perché se lo facessero diventerebbe chiaro a tutti chi ha voluto l’Europa Unita, quali erano gli scopi precisi; perché è stato accelerato il processo di unificazione e soprattutto perché volevano un’Europa debole, in perenne crisi e subordinata agli USA.
L’unica volta che sui media hanno parlato delle vere origini dell’Europa Unita è accaduto 14 anni fa ossia il 19 Settembre del 2000 quando un articolo del Telegraph britannico mai ripreso da altri media ha rivelato che: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/1356047/Euro-federalists-financed-by-US-spy-chiefs.html
Documenti governativi americani resi di dominio pubblico mostrano che i servizi segreti americani condussero una campagna negli anni ’50 e ’60 per dare impulso ad un’Europa unita. Finanziarono e diressero il movimento federalista europeo. I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore della Georgetown University di Washington. Essi comprendono file resi pubblici dai National Archives. Il principale strumento di Washington per forgiare l’agenda europea fu l’ìAmerican Committee for a United Europe [ACUE], costituito nel 1948’. In pratica l’organizzazione che ha dato ufficialmente vita all’Unione Europea era in realtà un ‘Comitato americano nato è finanziato proprio dagli Usa ‘(Rockefeller Fondation e Ford Foudation)che più di ogni altra nazione avrebbe dovuto temere che un Europa unita ed una moneta unica forte potevano scardinare l’egemonia statunitense e quella del dollaro negli scambi internazionali. Questa è la prima grossa anomalia. Ma chi era il Presidente dell’Acue e da dove provenivano i suoi membri ?
Primo Presidente del “Comitato” fu William Donovan, capo dell’ufficio USA dei servizi strategici durante la Seconda Guerra mondiale (Office of Strategic Services, OSS), precursore della CIA. Vice presidente fu Alen Dulles, direttore della CIA dal 1953 al 1961.
Presente nel consiglio troviamo anche Walter Smith, nominato nell’ottobre 1950 primo direttore della CIA. Poi abbiamo Paul Hoffman, ex ufficiale dell’OSS, capo dell’amministrazione del “Piano Marshall” e presidente della Fondazione Ford, che divenne capo dell’ACUE verso la fine degli Anni Cinquanta. In pratica i fondatori del ACUE che è stata la culla dell’Unione Europea erano tutti uomini dei servizi segreti americani e quindi l’integrazione europea è stata una creatura del Dipartimento di Stato e della CIA.

UNIONE EUROPEA VISTA DAGLI AMERICANI.
Un progetto ad ogni evidenza che completava il piano di dominio americano e che i membri delle stesse èlite e gli stessi finanziatori hanno diviso in tre fasi:
“Piano Marshall”, nel 1948-1952, (dominio economico).
NATO dal 1949 (dominio militare) e Unione Europea (dominio politico-commerciale-culturale).
E come ha annunciato Brzezinski , Consigliere Usa per la sicurezza nazionale nonché fondatore della ‘Commissione Trilaterale’ nel suo saggio “La grande scacchiera”.
“L’europa Unita doveva fungere da strumento di colonizzazione Usa e testa di ponte verso il continente asiatico”.
Per capire ulteriormente i legami basti pensare che il ministro degli esteri belga Paul-Henri Spaak (Presidente Movimento Europeo; Membro Bilderberg) che presiedette nel 1955 il Comitato preparatore del “rapporto Spaak” che portò, due anni dopo, alla creazione dell’Euratom e della Comunità Economica Europea, il 6 maggio 1957, ossia 42 giorni dopo aver firmato i due succitati Trattati di Roma (sottoscritti da Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) diviene Segretario generale della NATO dove si parlava di Europa “ancora alle prese con i fantasmi della sovranità nazionale” definitivamente da “trasferire” ad un’entità sovranazionale altrimenti verrebbe fortemente penalizzata la “vitalità dell’alleanza atlantica”.
I popoli non vengono menzionati, le priorità sono il dominio Usa e la vitalità della NATO.
Quali sono le prove evidenti e documentate del legame tra’ Acue ‘ed i padri fondatori dell’Unione Europea ?
La succursale europea dell’Acue si chiama Movimento Europeo ed era la più importante organizzazione federalista del dopoguerra.
I documenti divulgati da Joshua Paul dimostrano che Acue era il grande finanziatore del Movimento in questione infatti nel 1958 ha fornito il 53%5 dei fondi del Movimento Europeo e questi finanziamenti arrivavano principalmente dalle’ fondazioni Ford e Rockefeller’ che abbiamo già visto essere legate a doppio giro con Acue (Hoffman è stato Presidente di Acue e Ford).
Il leader del Movimento Europeo era Joseph Retinger ossia colui che qualche anno più tardi fonderà il Club Bilderberg.
Come riporta il sito dell’organizzazione -www.europeanmoviment.org – il Movimento Europeo ha giocato un ruolo essenziale nel processo di colonizzazione/integrazione europea «esercitando influenza sulle istituzioni nazionali e comunitarie».
Chi faceva parte di questo ‘Movimento Europeo’ ?
Come abbiamo visto sono stati Presidenti di questo Movimento proprio alcuni degli uomini ritenuti i padri dell’Europa Unita come Schuman, Henry Spaak e Giscard D’Estaing ex presidente della Convenzione Europea ma ne hanno fatto ufficialmente parte anche Konrad Adenauer, Winston Churchill, François Mitterrand, gli italiani considerati padri fondatori dell’Europa come Spinelli, De Gasperi che ne è stato presidente onorario; Giorgio Napolitano che è stato il “Presidente del Consiglio italiano del Movimento Europeo”.
La relazione Movimento Europeo/Unione Europea è incontrovertibile e non è mai stata messa in dubbio, quello che viene celato è che è stato però l’ACUE come scrive Joshua Paul a «gestire i programmi del Movimento e a dirigerne i leader», tra cui politici “europei” di primo piano, «rilasciando fondi solamente una volta che l’esecuzione proposta fosse stata approvata e dirigendo il Movimento mantenendolo dipendente dall’America».
È proprio Donovan (Acue /Servizi segreti OSS) con un memorandum datato 26 luglio 1950, a dare istruzioni per una campagna a favore del Parlamento europeo.
Ed è una comunicazione del Dipartimento di Stato USA datata 11 giugno 1965 e inviata al vice presidente della Comunità Economica Europea (CEE), Robert Marjolin, ad invitare a «portare avanti in segreto» i progetti di Unione monetaria:
“non se ne deve parlare fino a che l’adozione di proposte del genere diventerà praticamente inevitabile“. “Proposte” che sono sfociate nel varo dell’euro, considerato dagli USA uno strumento di dominio sulle economie degli Stati europei, essendo più semplice controllare –piuttosto che una pluralità di valute ed istituti di emissione– un’unica valuta emessa da una sola Banca Centrale, a sua volta pressoché svincolata dalle esigenze politiche e finanziarie di ogni singolo Stato.
Ma come potevano portare avanti il progetto in silenzio se per farlo avevano bisogno di incontri continui con tutti i leader europei ?
Fu a quel punto che ‘Rockefeller finanziatore del ACUE e Retinger del Comitato Europeo ‘diedero vita nel 1954 al Gruppo Bilderberg per proseguire gli interessi degli USA nella creazione di una Unione Europea delle élite sovranazionali e non dei popoli.
Chi troviamo, infatti, alla prima riunione del Bilderberg?
Troviamo Alcide De Gasperi, poi sostituito da Altiero Spinelli poi sostituito da Romano Prodi ossia quelli che noi consideriamo i padri fondatori italiani dell’Unione Europea.
E’ importante ricordare che tra i fondatori del Bilderberg (dove prenderà forma l’euro e l’Unione Europea) oltre a Retinger c’era il Principe Bernardo D’Olanda membro del partito nazista fino al 1934 proveniente dall’industria chimica IG Farben produttrice del gas usato per causare la morte di migliaia di persone nei campi di concentramento.
E’ stato il Presidente del Bilderberg Etienne Davignon (poi Commissario Europeo) ad ammettere in una intervista del 16 Marzo 2009 che il Bilderberg aveva favorito la nascita dell’euro. Fu il Presidente stesso del Consiglio Herman Van Rompuy ad essere scelto durante una conferenza organizzata a porte chiuse da Davignon e dal Bilderberg presso il Castello di Val-Duchesse, la stessa location dove fu negoziato il Trattato di Roma del 1957 e dove si tenne la prima riunione della Commissione Europea. Gli ultimi Presidenti del Consiglio (non eletti) in Italia provengono dal Bilderberg.
Monti è stato membro del direttivo; Letta fu chiamato a sostituire Monti nel 2012 prima di sostituire Monti al governo del paese.
Se come abbiamo visto l’Unione Europea doveva servire per portare alla dissoluzione degli stati Nazionali, ad una moneta unica che permettesse alle élite assolutiste di tenere i Governi ed i popoli sotto scacco, e alla spoliazione delle sovranità nazionali, oggi che tutto questo è stato realizzato perché continuiamo a dire che l’Unione Europea e l’euro stanno fallendo andando in una direzione che non era quella che volevano i padri fondatori ?
Credete abbia senso interrogarsi sull’uscita o meno da questa Europa quando ci sono prove così evidenti che questa Europa è stato un’ golpe finanziario’ ?
Perché ridurre la questione della permanenza nell’euro e nell’Europa ad una mera questione di scelte economiche e politiche nei dibattiti tra pro euro e contro euro quando è evidente che l’economia è stato solo un mezzo usato per portare avanti questo ‘piano distruttivo’ che può essere arginato solo rivendicando l’indipendenza nazionale da questa’ euro trappola’ tutt’altro che democratica come dimostra il fatto che due istituzioni ( Commissione e Consiglio) che sono dominate da pochi personaggi hanno il pieno potere e tutti i capi ufficiali dell’unione europea non sono mai stati eletti dai popoli degli stati membri che invece eleggono solo il’ Parlamento che infatti è stato spogliato di ogni potere’ divenendo quasi solo un’istituzione di facciata.

NON VI E’LIMITE ALLA ‘TRUFFA’ DELLA UE.
Volete ancora altre prove? Sapete chi è il ‘vero padre fondatore dell’unione Europea ‘universalmente riconosciuto da tutti i leader europei ma per nulla menzionato nei libri di storia e assolutamente sconosciuto ai cittadini ? Il suo nome è Richard Coudenhove Kalergi, massone di alto grado che nel 1922 fonda a Vienna il movimento “Paneuropa” che mira all’instaurazione di un” Governo Mondiale” basato su una Federazione di Nazioni guidata dagli Stati Uniti. Documentato è l’appoggio che ebbe da Wiston Churchill nel suo lavoro dietro le quinte per arrivare all’Europa Unita ed alla moneta unica. Il movimento Panaeuropeo si unisce al Movimento Europeo e Kalergi comincia a muovere le fila di quelli che noi chiamiamo i padri fondatori dell’Europa ed infatti è lui a fondare’ l’Unione parlamentari europei ‘e a spingere Schumann nel progetto della CECA.
Ma perché nessuno parla mai di Kalergi? Non possono farlo perché Kalergi è uno che ha sempre dichiarato apertamente i suoi intenti come nel suo libro «Praktischer Idealismus», dove si evince non solo la sua volontà di arrivare ad un ‘Governo mondiale a guida USA’;
la sua idea di eliminare gli stati nazionali ma è evidente anche il suo disprezzo verso i popoli europei che secondo lui “ vanno resi facilmente dominabili per la supremazia dell’élite” e perciò “con la mobilitazione dei parlamenti bisogna forzare i governi a costruire la Paneuropa”. Ci sono prove che i leader europei riconoscano davvero in questo personaggio sconosciuto il padre fondatore dell’odierna Unione Europea? Certo, il premio più prestigioso istituito per le personalità “con meriti particolari in favore dell’integrazione e unione europea” si chiama premio Carlo Magno. Il primo ad aver ricevuto il premio Carlo Magno è stato proprio Kalergi ed a seguire tutti quelli che noi chiamiamo i padri fondatori dell’unione europea da Schuman a Monnet, a De Gasperi, Ciampi, Adenauer, ma anche Churchill, Kissinger,(incredibile a kissinger il premio per l’Europa) ma anche Beatrice dei Paesi Bassi figlia del fondatore del Bilderberg insomma tutti quelli che facevano parte del piano iniziale della Cia e che lo hanno portato avanti. Come se non bastasse per rendere ancora più chiara l’importanza che ricopre Kalergi agli occhi dei leader europei, in suo onore è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano (ad avviso di alcuni criminale). Volete sapere chi è stato premiato ultimamente ? La ‘Società Europea Coudenhove-Kalergi’ ha assegnato alla ‘Cancelliera Federale Angela Merkel’ il Premio europeo nel 2010 mentre il 16 novembre 2012 è stato conferito al Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy il premio europeo Coudenhove-Kalergi 2012 durante un convegno speciale svoltosi a Vienna proprio per celebrare i novant’anni del movimento paneuropeo. In conclusione, è evidente che ciò che si vorrebbe far apparire come un ‘frutto ineluttabile della storia’ è in realtà un piano studiato a tavolino e preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente.
Oggi abbiamo un debito pubblico inestinguibile, dei “privati che creano dal nulla la nostra moneta attraverso le banche centrali come la Banca Centrale Europea che emette la moneta ed è un entità senza controllo da parte degli stati guidata da uomini non eletti”, con poteri superiori a quelli dei governi. Essa non è menzionata neppure tra le istituzioni europee ma il trattato gli riconosce la più ampia capacità di agire in ciascuno degli stati membri ovviamente solo per” tutelare i propri interessi perché non può però concedere, per nessun motivo, crediti agli Stati, o alla comunità europea o a qualsiasi altro soggetto pubblico, e quindi gli è proibito acquistare titoli di Stato, sia al momento dell’emissione che successivamente. “Tutte le banche centrali dipendono solo dalla BRI (la banca per i regolamenti internazionali) ossia la banca centrale delle banche centrali, un organismo dai poteri immensi che nessuno conosce e di cui nessuno parla”.
La perdita della sovranità monetaria e legislativa, che sono parti essenziali della sovranità nazionale, da parte degli Stati europei, è stata stabilita in Italia in maniera irrevocabile e senza che il popolo neanche se ne accorgesse come sottolineò Ida Magli su “il Giornale” dell’11 marzo 2001, spiegando che “nella legge di riforma della Costituzione, approvata dalla maggioranza di sx in gran fretta poche ore prima dello scioglimento delle Camere, c’è un passo fondamentale e che pure non è stato portato a conoscenza dei cittadini né prima né dopo della sua approvazione”.
Si tratta dell’articolo 117 in cui si stabilisce: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”. In queste tre righe è codificata la “perdita della sovranità legislativa dell’Italia”.
Per questo l’articolo 117 non è stato discusso apertamente:
GLI ITALIANI NON DEBBONO SAPERE”.
Non preoccupatevi :
sono tutti figli di buona donna.
.
http://masadaweb.orh

20 commenti »

  1. Cara Viviana anch’io la penso come te, la cosa non mi fa dormire la notte,per me si tratta di sopravvivenza, lo trovo oltremodo ingiusto,si mettono sul lastrico dei poveri e non si fa nessun taglio alle pensioni d’oro. Svegliamo i 5stelle o comunque una una petizione va fatta e subito!un caro saluto
    Maria

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:35 pm | Rispondi

  2. … e’ già la terza volta che, ascoltando la televisione, dicono che
    le pensioni reversibili non verranno toccate, e quando dicono queste
    cose, che non prenderanno nessun provvedimento, significa che lo
    stanno pensando e tasseranno fortemente tali pensioni e lo faranno
    presto.
    I sindacati non esistono più per difendere i lavoratori, ma solo per
    aumentare i propri stipendi, come del resto fannno i nostri
    rappresentanti politici,
    Sono amici tutti questi nostri rappresentanti e si sostengono uno con
    l’altro, sono amici, son parenti, non si fanno colplimenti.

    Ti abbraccio.
    Mariapia

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:36 pm | Rispondi

  3. Cara Viviana
    Purtroppo hai ragione , gli italiani non si muoveranno finche ‘ i poveri non raggiungeranno il 51% della popolazione , e forse nemmeno a quel punto
    Paola

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:37 pm | Rispondi

  4. Concordo
    Giuseppe

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:38 pm | Rispondi

  5. E’ verissimo che gli sprechi sono altrove, che l’evasione fiscale è alle stelle e che i ricchi sono in aumento esponenziale, quindi per logica il problema non sono certo le pensioni di reversibilità , pensa che lo ha scritto anche Boeri, presidente dell’INPS. Ma ti prego non arrabbiarti così tanto , Renzi è un guappo che spesso spara ” cazzate” però a mio avviso non è stupido e quindi … le pensioni resteranno. Forse lo scopo era fare arrabbiare molto un bel po’ di persone così magari ci
    scappava qualche infartino taglia costi.
    Baci Rosanna

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:39 pm | Rispondi

  6. Cara Viviana,
    io sono d’accordo con te trovandomi nella tua stessa situazione.
    Ma cosa possiamo fare per far sentire il nostro dissenso e la nostra rabbia? Se hai delle idee comunicamele, io ti seguirò.
    Giulia

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:39 pm | Rispondi

  7. Che gli italiani siano ormai delle larve ridotte a homo videns demens dalle tv berlusconiane non ho dubbi, ma comunque le cose non stanno esattamente (anzi quasi mai) come le descrivono i media
    Ciao
    claudio

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:40 pm | Rispondi

  8. Eliminare la pensioni di reversibilità fa parte del gioco delle Unioni Civili e ideologia del Gender portato avanti da questo governo illegittimo.
    I soldi per sperperare li devono pur prendere da qualche parte, e poi come farebbero a non dare la pensione di reversibilità alle unioni civili? verrebbero tacciati di discriminazione.
    Togliendole a tutti risolvono in un sol colpo 2 problemi.
    Mica possono permettersi che, per esempio, due amici/amiche/parenti eterosessuali che vogliono salvaguardare la propria pensione utilizzino il trucco dell’unione civile per farlo?
    Tutto questo è il classico gioco denominato “La Finestra di Overton”.
    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=319907&Itemid=100021
    Ti invito a guardare interamente questo video, se non l’hai già fatto, e poi eventualmente, se ti va, mi farai avere i tuoi commenti.

    Ho letto tutto quello che hai scritto sulle unioni civili e Family Day, concordo con tutto.
    Tutto e vero.
    Solo che quelle sono solo parole, blà blà blà, battaglie tra poveri.
    Quello che ci sta sotto è molto di più.
    Ma veramente credi che questo “Non Governo” abbia a cuore gli Omosessuali e i Bambini? tanto da tutelarli e condizionarli come meglio credono? Questi sono la volpe alla guardia del pollaio.
    Se “ce l’hanno a cuore” è solo per un preciso loro tornaconto.
    E conoscendoli non è nulla di buono per la massa dormiente.
    Questo è il mio umile pensiero, da assolutamente non schierato su nessuno dei 2 fronti.
    Rispetto tutti e mi tengo fuori dai loro giochi/gioghi duali.
    Con affetto
    Dario Lesca

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:41 pm | Rispondi

  9. Brava Viviana!!!
    Io non sono italiana e purtroppo non ho voce al capitolo,
    Ma se lo fossi avrei già iniziato una campagna di ribellione!!!!
    Un caro saluto,
    Evelyne

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:41 pm | Rispondi

  10. Ciao Viviana,
    sono ancora vivo ti leggo spesso, non incazzarti ,pensavamo esserci liberati dalla demokrazia kristiana …col ca..o ! gli Italiani oltre che sordi e muti, come scrivi sopra, sono anche ciechi !!! Continuo a diventare sempre piu’ vecchio, spero riuscire un giorno vedere qualcuno di onesto che ci governi,ho i miei dubbi che si chiamano mass media, riescono a mettere ovatta dappertutto, sono bravi , sono pagati per farlo: nessuna coscienza,nessun rimorso.
    Un abbraccio.
    Ennio Capovin
    Charles Bukowski

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:42 pm | Rispondi

  11. Carissima Viviana,

    non e’ mai simpatico, quando sentiamo qualcuno dire: ” … io l’ avevo detto …”.

    Sono stato da tempo costretto a rinunciare al proposito di essere simpatico: probabilmente non e’ nel mio DNA. E’ invece probabilmente nel mio DNA la tendenza a esaminare, criticare, (nel senso etimologico, non solo in quello acquisito successivamente), commentare, prevedere (ma solo come immancabile sviluppo futuro della situazione attuale), progettare.

    Avevo scritto sovrabbondantemente, circa l’ INDISPENSABILITA’ E L’ URGENZA, per il popolo italiano, allo scopo di evitare il ritorno di un qualche “fascismo”, di darsi una nuova Costituzione, finalmente DEMOCRATICA E NON DEMAGOGICA (come e’ invece quella attuale). Dai piu’ sono stato a dir poco dileggiato; oggi sono io che rido (amarissimo).

    E veniamo a Renzi e alle pensioni. Caratteristica di qualsiasi forma di assolutismo e’, che la “cricca” al potere continua a rubare, MA SOLO LORO. Nel troiaio della politica italiana precedente all’ avvento di Benitino Renzi, invece, rubavano tutti e tutti rubavano il piu’ possibile, perche’ il “consenso”, fonte del potere in demagogia, era ed e’ tutt’ ora basato sulla possibilita’, PER ME POLITICANTE CON QUALSIASI NOME E PARTITO, di far partecipare alla “mensa” coloro, che debbono per COSTITUZIONE fornire il loro appoggio al MIO potere: in ultima analisi le forze politiche che debbono sostenerMi nel Parlamento e, prima di loro, i personaggi minori, all’ interno del partito, che debbono sostenere la MIA candidatura alle elezioni, piuttosto che quella di un altro membro del partito (il quale, da cio’, imparera’ la lezione, che deve imparare a rubare di piu’, per far “mangiare” tutti meglio di quanto non sia stato capace di fare IO …).

    Come puo’, pertanto, Benitino Renzi (e tutti coloro che lo hanno preceduto, dal governo Dini in poi) far quadrare i conti dello stato (minuscolo), se nel frattempo non puo’, carta costituzionale alla mano, sottrarre ai politicanti di tutto il paese (ancor piu’ minuscolo, se possibile) la “magneria” che essi sono COSTRETTI DAL LORO RUOLO COSTITUZIONALE a operare? Non potendo, per costituzione (sempre minuscolo) mandarli tutti a pascere pecore, puo’ SOLTANTO FINIRE DI FARE A PEZZI I PIU’ DEBOLI (i quali, di solito, se lo meritano appieno, per aver concesso a quella massa di ladri il proprio voto, quando non anche i contributi sindacali, altro capitolo dolentissimo).

    Tu temi, giustamente, che un giorno o l’ altro Ti tolgano in tutto o in parte quella pensione, che senti di meritare. Sappi che a me il “combinato disposto” dei vari governi, da quel ladro di Dini in poi, di pensione ne hanno gia’ rubati sette anni! Di tali sette anni, soltanto l’ ultimo (anzi, un po’ meno dell’ ultimo) per azione del governo Renzi! I sei anni abbondanti residui mi sono stati rubati principalmente dal governo Dini (con l’ appoggio della sinistra), qualcosina anche dal grande economista, chiamato a Palazzo Chigi da quell’ altro figuro di Napolitano, quando NESSUN POLITICANTE era piu’ disponibile a rovinare la propria candidabilita’ con provvedimenti atroci, quali quelli che Monti prese.

    La morale di tutto cio’? Visto che non siamo un Popolo, pronto per la VERA DEMOCRAZIA (non sappiamo neppure cosa sia), ma siamo un populicchio, dove ciascuno sa solo badare al proprio minuscolissimo orticello (finche’ la “cupola” non ci togliera’ anche quello), sarebbe addirittura bene per noi se Renzi si scoprisse essere non Benitino, ma BENITONE (colui, cioe’, che costrinse all’ Aventino i ladri di quell’ epoca) e rimase a “rubacchiare” soltanto lui, con i Fascisti, i Massoni delle loggie dell’ Italia settentrionale, i “nobili” e, dopo i patti lateranensi (minuscolissimo) il vaticano (il piu’ minuscolo di tutti). In altre parole, la difesa della Tua pensione sara’ piu’ efficace, visti gli italiani, se appoggerai l’ azione “fascista” contro tutte le dissidenze parlamentari. Assurdo? Non in quell’ italia, popolata da quegli italiani, che mi dileggiavano (a dir poco), quando cercavo di far capire loro come il paese sia “bacato” PROPRIO PER COLPA DI UNA COSTITUZIONE SCRITTA DA LADRI E MIRATA AL LADRUCINIO POLITICO!

    Un solidale abbraccio, nella speranza che le mie parole Ti abbiano non certo consolata (non vedo come sia possibile, nella situazione attuale), ma mostrato aspetti della realta’ attuale, che forse tuttora Ti sfuggivano. Per quanto possibile, sappi che sono comunque dalla parte dei diritti UMANI, per cui anche dei tuoi (e, tra i diritti umani e’ fondamentale quello, a vedere rispettati dagli altri gli impegni presi nei nostri confronti).

    Enzo LUZI

    P.S.: Il governo Renzi non mi ha, in teoria, “rubato” quasi un anno di pensione: semplicemente mi ha “congelato sine die” il corrispondente importo. Peccato che, nel frattempo, la GERIT mi stia richiedendo ESECUTIVAMENTE varie migliaia di euri di arretrati, e che, per legge VOLUTA DALLA SINISTRA io non possa far presente alla GERIT, per fermare la loro azione esecutiva nonche’ il calcolo degli interessi, che i soldi per pagare i miei pretesi debiti me li sta trattenendo il governo! Che bella italia! Che bella costituzione!

    P.P.S.: puoi certamente non rispondermi, ma non potrai sottrarti agli eventi che stanno per accadere; spera solo, ANCHE NEL TUO PERSONALE INTERESSE, che il nuovo “fascismo” non tardi molto: e’ quanto il popolo italiano ti puo’ offrire di meglio (il che, secondo me, e’ proprio “tutto dire”)!

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 5:44 pm | Rispondi

  12. Quando ce la faremo a tornare a una discreta civiltà con un potere
    “impolitico” come quello vigente nel nostro paese.
    Non vedrò la svolta poiché il cancro è profondo e durerà ancora per lungo tempo.
    Baci
    MPia

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 6:08 pm | Rispondi

  13. Ho sentito anch’io la faccenda delle pensioni di reversibilità. dopo i primi allarmi però, pare che la cosa si stia ridimensionando.
    intanto pare che, se mai si decidessero a metterci mano, non lo faranno per quelle già in essere. quindi almeno chi come te già la prende dovrebbe stare abbastanza tranquillo. e dico “abbastanza” perchè da questi porci traditori non c’è da aspettarsi tanta fedeltà alla parola data.
    per quelle future è lo stesso una carognata, perchè già quando andrà a regime il sistema contributivo per tutti saranno talmente basse le pensioni che si percepiranno, che quelle di reversibilità, che hanno già adesso molte decurtazioni, saranno solo pochi spiccioli.
    oltre tutto, se tutto è legato all’isee, allora l’ingiustizia sarà massima, perchè si sa come funziona l’isee in italia, gli evasori passano per poveri e prendono tutte le prestazioni sociali, e chi, dichiarando tutto supera anche di un centesimo i ridicoli tetti stabiliti da loro, sarà cornuto e mazziato.
    io sarò la solita complottista, ma a me è venuto un sospetto.
    faccio una premessa. riguardo alle unioni civili ho una mia idea, suffragata da moltissimi scambi di idee con le persone contrarie.
    e gira e rigira, alla fine delle discussioni sai cosa salta fuori? che poi, una volta approvata questa legge, c’è grande preoccupazione per le pensioni di reversibilità che, secondo loro, chiederanno in massa i beneficiari di questa legge.
    insomma, ragioni ideologiche, religiose, di coscienza, tutte ipocrisie, la vera avversità a questa legge è dettata solo da ragioni economiche. naturalmente nessuno lo ammetterà, neanche sotto tortura, preferiscono di più sbandierare presunte ragioni di coscienza, mettere avanti chiese e santini, piuttosto che fare la figura dei meschini.
    sono anni che minacciano di riformare la reversibilità, perchè questa bomba è scoppiata proprio adesso che si sta faticosamente cercando di tirar fuori una legge sulle unioni civili? non ci senti puzza di bruciato? io sì. secondo me stanno facendo accordi sottobanco per arrivare a sistemare tutte e due le questioni. ci sarà un do ut des tra forze politiche contrapposte, io ti voto la cirinnà, ma tu mi ridimensioni la reversibilità.
    non so, mi pare quasi di sentirli mentre nelle segrete stanze, al riparo da orecchie indiscrete, fanno questo mercimonio di diritti. mi dispiace che i grillini si stiano dimostrando ancora una volta troppo ingenui tra gli squali del parlamento, non si rendono conto che stanno facendo il loro gioco, se la legge non si farà più la colpa la faranno ricadere solo su di loro, ottenendo così due piccioni con una fava. lasciar cadere una legge che sotto sotto non vuole nessuno, nè a destra nè a sinistra, e gettarne tutta la colpa a pericolosi avversari politici che continuano a macinare consensi nonostante tutti i media contro.

    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2016 @ 7:49 pm | Rispondi

  14. concordo con molti di voi, purtroppo non vedo abbastanza sdegno nella gente, una parte consistente sembra intontita dalla televisione e addormentata dal consumismo. Mi pare chiaro che siamo governati da matti, cinici, anaffettivi, servi di chi ha inventato la cosidetta “crisi economica” per toglierci i nostri diritti facendoli passare per privilegi.

    Antonio

    Commento di Antonio — febbraio 20, 2016 @ 9:54 pm | Rispondi

  15. @Viviana
    Sottoscrivo anche le virgole, e aggiungerei soltanto che, inopinatamente, il bacino di voti più grande in cui pescano l’infame conducator al governo ed i suoi complici, è proprio quello dei pensionandi e pensionati. Poi, Boeri e Poletti che giocano al poliziotto buono e quello cattivo, come nei più scontati telefilm USA, hanno creato la guerra tra vecchi e giovani, come se molti di questi ultimi avessero dimenticato che anche i loro nonni e genitori li hanno “campati” grazie alla pensione ricevuta dopo decenni di lavoro. Non c’è speranza, perché gli italioti si fanno infinocchiare dalla vulgata generale creata dal 99% dell’informazione, in mano quasi tutti ad editori che arraffano anche i nostri soldi in forma di contributi all’editoria.
    Pippo

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 21, 2016 @ 7:57 am | Rispondi

  16. Salve,
    è da tempo che leggo i suoi articoli, sia quelli di attualità sociale e politica sia quelli di ambito “esoterico”, che trovo molto interessanti e stimolanti. Colgo l’occasione della richiesta alla Newsletter per complimentarmi vivamente per il suo prezioso lavoro.
    Saluti e salute.
    Ettore

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 21, 2016 @ 12:55 pm | Rispondi

  17. SIAMO UN PAESE ALTAMENTE INCIVILE E, QUEL CHE E’ PEGGIO, SENZA SPERANZA!!!!!
    Carmela Tosto

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 24, 2016 @ 11:15 am | Rispondi

  18. Ti ringrazio carissima Viviana dell’onore di pubblicare una mia protesta sulla tua splendida MASADA.

    Commento di mariapiacaporuscio — febbraio 25, 2016 @ 8:59 am | Rispondi

  19. Carissima Mariapia Caporuscio
    tutto quello che scrivi è il distillato sapiente di una mente sana e di un cuore buono. I miei lettori hanno imparato a conoscerti e mi parlano di te
    Io sarò sempre onorata di riportare il tuo pensiero che, per quanto tu sia tanto giovane, è frutto di una saggezza matura e innovatrice
    con affetto
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 25, 2016 @ 1:17 pm | Rispondi

  20. Cara Viviana leggere quello che hai scritto di me mi ha fatto venire i brividi, perché sapessi quanto sono io ad ammirare quello che scrivi tu. Sei stata la prima persona che ho conosciuto sul blog di Grillo e devo a te se ho trovato il coraggio di ricominciare a scrivere come facevo al liceo, dove il professore e i miei compagni mi avevano soprannominata “Pasquina” perché come Pasquino non mi stancavo di protestare contro le ingiustizie sociali. Grazie.

    Commento di mariapiacaporuscio — febbraio 26, 2016 @ 8:30 am | Rispondi


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