Nuovo Masada

febbraio 2, 2016

MASADA n° 1732 2-2-2016 BATTAGLIE DI CIVILTA’

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MASADA n° 1732 2-2-2016 BATTAGLIE DI CIVILTA’

La Chiesa deve sempre chiedere perdono per qualcosa – Paesi europei che riconoscono le unioni civili – E Freud, Jung e Hilman sugli omosessuali come la pensavano? La storia terribile di Alan Turing . La lenta marcia dei diritti omosessuali nel mondo – Storia del matrimonio nel cristianesimo – Storia del celibato dei preti – Chi sono gli omofobi della piazza? – Difendete i vostri figli dall’intolleranza! – Banche a rischio fallimento nel mondo – Benigni vota sì allo stupro sul Senato. Confronta l’art. 79 prima e dopo Renzi – Elite finanziaria e banchieri. Ma che vadano a comandare nelle patrie galere! – Anno giudiziario: migliaia di processi troncati dalla prescrizione. La giustizia negata – Elezioni americane: lo Iowa

Poco dopo si è qui come sai bene,
fila d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene
.

Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare
. “

(Mario Luzi)

Sempre meno capisco quelli che governano il mondo. C’è metodo nella loro follia”.
Viviana
.
Ci sono persone che, in nome della religione,si aggrappano a concezioni fuori moda del passato nella maniera più letterale, e queste hanno grossi problemi. Ci si può dispiacere per loro, fintanto che non cercano di appioppare la loro follia agli altri individui che hanno la capacità di pensare” – I.A.
.
I cattolici rivendicano la loro libertà in base ai nostri principi (quelli laici) e negano le nostre libertà in base ai loro principi (quelli religiosi)”!
Mi sono ricordato di questa citazione, che qualcuno dice sia di Gaetano Salvemini, a ridosso della manifestazione del Family Day.
Non ho seguito le cronache non solo perché ero fuori sede ma anche e soprattutto perché non mi interessava e non volevo avvelenarmi più di tanto.
Finché i cattolici (cosiddetti o sedicenti tali) non imparano a convivere con chi le pensa diversamente da loro e a partecipare a lotte “comuni”, resteranno sempre e solo una fazione!
Pace e bene!”

Don Aldo

Gaber
Non insegnate ai bambini

non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo.

LA CHIESA CHIEDE SEMPRE PERDONO PER QUALCOSA
Da un articolo di Dario Pretini

La Chiesa ha chiesto perdono per troppe cose: le crociate, le guerre di religione, le persecuzioni contro gli ebrei, il tifo per il colonialismo, la discriminazione etnica, quella sessuale, i silenzi sulle ingiustizie sociali. Wojtyla si era chiesto se l’Olocausto non fosse stato “facilitato dai pregiudizi antigiudaici presenti in certi settori cristiani”.
Nel 2000 l’arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa, spinse la Chiesa argentina alla pubblica penitenza per le barbarie commesse dalla dittatura.
Nel 2010 Benedetto XVI, condannò i comportamenti del fondatore dei Legionari di Cristo, Ma la Chiesa cattolica continua sempre a schierarsi contro le battaglie di libertà. Appena c’è odore di libertà, si fiondano dalla parte opposta. Quando le libertà devono essere estese, difese, tutelate, rivendicate, la Chiesa che conta si contrappone, resiste o, più spesso, sceglie il silenzio. E in certi casi, dopo decenni, dopo secoli, quando magari non se lo ricorda più nessuno, tocca chiedere anche scusa. Come Wojtyla. Come Bergoglio. Come Ratzinger.
Si pensi alla caccia alle streghe, all’Inquisizione, a Giordano Bruno, a Galilei, alla collusione della Chiesa con Hitler, con Mussolini, con Franco. Al silenzio sull’Olocausto.
Si pensi a Romero, il vescovo di El Salvador, che è stato fatto beato ben 35 anni dopo il suo assassinio. O a Escrivà, fondatore della famigerata Opus dei, che nessuno pensava si potesse beatificare. Si pensi alla battaglia sul divorzio.
Per due volte negli ultimi quattro giorni il capo dei vescovi italiani, che su altri temi (la corruzione, la mafia, la vendita di armi delle aziende italiane o magari gli scandali nelle diocesi) si affida al silenzio quasi perfetto, ha ribadito che non si può equiparare il matrimonio alle unioni omosessuali. Ma non sono equiparabili, dicono i vescovi, “perché la Costituzione parla di matrimonio tra uomo e donna” (e la dottrina?). Chissà quando qualcuno si deciderà a spiegare al cardinale Bagnasco che proprio la Consulta ha fatto a brandelli la legge sulla fecondazione assistita perché violava 6 articoli della Carta e 2 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Era proprio la legge che fu blindata da Ruini, predecessore di Bagnasco e suo buon maestro, che invitò i cattolici a non presentarsi alle urne per far fallire il referendum.
La Chiesa dice sempre di no al progresso civile, dal testamento biologico all’eutanasia fino alla fecondazione assistita.
Chi manifesta al Family Day manifesta a favore di una cosa che c’è già e che nessuno ha intenzione di toccare. La questione è matematica: dare più diritti allarga la platea dei cittadini pienamente compiuti e inclusi, mentre il Family Day difende solo una parte di cittadini. E forse crede che i valori (sulla vita, sulla morte, sull’amore) siano un bagaglio solo dei credenti, mentre i non credenti – empi, privi della luce – si lasciano guidare dal caos, dal cinismo, dalla moda del momento, dal nichilismo.
Mentre è solo una questione di libertà. E le battaglie di libertà sono battaglie per tutti, perché estendono i diritti di tutti senza limitare i diritti di nessuno. Lasciano fuori (cioè dentro le chiese) i precetti di una fede perché possano essere comprese non solo tutte le fedi, ma anche le persone che non ne hanno nessuna. La legge deve essere per tutti e non derivare dai testi sacri di una parte. Si potrebbe consigliare agli uomini che hanno sposato la Chiesa cattolica e ne sono diventati principi di abbassare il tono della voce, per una volta, di aprire le orecchie, gli occhi, le finestre almeno. Si potrebbe, ma le speranze – ancora una volta – rischiano di restare tali. Al massimo toccherà aspettare qualche secolo.

E Freud, Jung e Hilman sugli omosessuali come la pensavano?
La lenta marcia dei diritti omosessuali nel mondo
LA STORIA TERRIBILE DI ALAN TURIN
G

La psicoanalisi ai primi del ‘900 era ai suoi esordi. Freud aderiva alle mentalità puritana del suo tempo e pensò all’inizio che l’omosessualità fosse una perversione sessuale grave da curare, considerandola una fissazione pulsionale, poi arrivò a dire che l’omosessuale era sottoponibile a terapia solo se le sue pulsioni gli procuravano sofferenza (e il riscontro sociale?). Nel 1935 scrive in una lettera alla madre di un gay: “L’omosessualità non è di certo un vantaggio, ma non c’è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante, non può essere classificata come una malattia, riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni sono stati omosessuali, molti dei quali sono stati grandi uomini“. Ma dopo di lui molti freudiani ebbero atteggiamenti negativi e persecutori nei confronti del mondo gay.
Jung dell’omosessualità proprio non si occupa.
Solo negli anni ’80 il panorama comincia a cambiare: sull’onda del crescente successo del movimento di liberazione gay, i primi analisti omosessuali cominciano a uscire allo scoperto, denunciando l’ipocrisia e il conformismo istituzionale. Con l’inizio degli anni ’90 l’ammissione delle persone omosessuali alla formazione analitica viene liberalizzata, e agli analisti omosessuali viene concessa visibilità.
Nel 1987 Musatti (Chi ha paura del lupo cattivo?) afferma una tesi condivisa ormai dall’assoluta maggioranza degli psicoanalisti: l’omosessualità non è una patologia e un analista non può cercare di porsi come obiettivo la trasformazione dell’omosessuale in eterosessuale.
Per Hillman noi siamo molto più che un insieme di proteine e amminoacidi (DNA), siamo fatti anche dalla società in cui viviamo, dalla nostra cultura, dall’apparato spirituale cui aderiamo, dall’insieme delle esperienze fatte e da quelle non fatte, dall’accettazione o dal rifiuto che gli altri possono avere verso di noi. Insomma, non c’è solo la natura, ma è forte il peso della cultura e dell’ambiente sociale.
Oggi la psicoanalisi si è aperta ad una visione più ampia. Quello che la Chiesa più bigotta pensa e tenta di imporre è un oscurantismo crudele e obsoleto, rifiutato dalle persone colte e di buon senso, siano o no cattoliche.
Il bel saggio di Musatti mette in maniera drastica e irrevocabile la parola fine alle cosiddette terapie riparative, che insistono crudelmente nel voler vedere nell’omosessualità un peccato mortale o un’orribile perversione (vedi quanti oggi tentano di equipararla alla pedofilia) e tentano di riportare l’omosessuale a una identità di genere che non gli appartiene.

Ricordiamo la storia terribile e recente di ALAN TURING, uno dei più grandi matematici e scienziati del ‘900 che contribuì in maniera decisiva alla sconfitta del nazifascismo nella seconda guerra mondiale. Egli riuscì a decifrare il codice segreto, detto Enigma, con cui le forze tedesche dominavano l’Atlantico, determinando la vittoria degli alleati. Ma Alan Turing era omosessuale e in Gran Bretagna per tutti gli anni 50 l’omosessualità era un reato, penalizzato o col carcere o con la castrazione chimica. Era l’accusato a decidere la sanzione. Turing, dopo un breve periodo di carcerazione, accettò la castrazione chimica, un devastante bombardamento ormonale che sviluppò le sue parti femminili, facendogli crescere il petto. Turing si trasformò in un’altra persona, sgradevole e odiosa, in una situazione di tale sofferenza che il 7 giugno 1954 si suicidò mangiando una mela al cianuro. Non stiamo parlando del Medioevo, ma del 1954, appena 60 anni fa, e della civile Gran Bretagna.
Turing fu riabilitato (termine sovietico), nel 2009 da Gordon Brown, che disse: «Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio, dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini….”
E oggi è la civile e unita Italia di oggi, cattolica e progressista, che sventola la bandiera dell’omofobia sotto l’incitamento della Chiesa peggiore.
Che un figlio cresca bene, sufficientemente bene, non dipende forse in primo luogo dalla personalità, dalla qualità morale e dall’amore dei genitori, omosessuali che siano oppure eterosessuali?

In Inghilterra nel 1533 Cromwell aveva imposto Il Buggery Act, che condannava tutti coloro che praticavano atti sessuali non procreativi all’impiccagione. La pena fu abolita solo nel 1861, quando molti Paesi civili avevano decriminalizzato gli atti omosessuali. L’ultima impiccagione per sodomia in Gran Bretagna fu nel 1831.
Oscar Wilde fu accusato di ‘Grande Indecenza’ e condannato a due anni di carcere, ma la sua vita sociale era finita e morì pochi anni dopo in miseria e grande depressione.
Ancora ai primi del 1900 si potevano prendere 20 anni di carcere per sodomia. Nel 1927 il fascismo italiano condannava i gay al confino.
Ma dopo il 1927 la cultura gay prende a diffondersi in America. Il nazismo significò la persecuzione degli omosessuali che nei lager furono torturati, usati come cavie e trucidati. Essi erano spediti nei gulag in URSS, ma forse nessuno sa che quando gli alleati vinsero e liberarono i superstiti dei campi, gli omosessuali furono spediti in galera a scontare il resto della pena, in base al paragrafo 175. Dopo il 1942, fine della guerra, i Paesi più civili cominciano a decriminalizzare l’omosessualità: Islanda, Svizzera, Svezia, Paesi Bassi, Polonia, Danimarca… Nel 1951 la Grecia.
Nel 1957 lo psicologo Evelyn Hooker pubblica uno studio che mostra come gli omosessuali siano psicologicamente sani quanto gli altri, fattore fondamentale per l’Associazione Psichiatrica Americana, che rimuoverà per prima, nel 1973, l’omosessualità dal suo manuale di disturbi mentali, ma fino al 1969 eminenti autorità psichiatriche applicarono ‘terapie di conversione’ molto aggressive sugli omosessuali, che non erano non solo inefficaci ma anche dannose. Rimasero attivi i fanatici di alcune religioni, primariamente islamici e cattolici.
Nel 1958 la Corte Suprema americana vota a favore del Primo emendamento per i diritti di una rivista gay (prima legge positiva a favore degli omosessuali).
1961: Il Vaticano dichiara che a chiunque sia “affetto dall’inclinazione perversa” non dovrebbe essere permesso di prendere i sacramenti religiosi né essere ordinato nella Chiesa Cattolica Romana (l’ipocrisia è al massimo).
1968-69 il comportamento omosessuale viene decriminalizzato in Germania est, Canada, Polonia…
Il 10 settembre 1970 Il Messaggero pubblica l’articolo «Furore», di Guido Maria Baldi, che parla di «simboli demoniaci della nostra età: la bomba atomica e l’orgoglio spavaldo della omosessualità»: «di fronte ad un siffatto verminoso male, quali sono i rimedi? I gendarmi e le carceri o magari la forca e la frusta?». Baldi è contrario a «l’inaudita richiesta di profanare il matrimonio consentendo un crisma legale ad unioni abominevoli contro natura».
L’omosessualità viene decriminalizzata in Austria, Costa Rica e Finlandia. I Paesi Bassi cambiano l’età di consenso omosessuale a 16 anni, la stessa per quella eterosessuale.
Nel 1993 anche la Russia decriminalizza l’omosessualità.
1991: la Norvegia diviene il primo Stato al mondo ad emanare una legge che prevenga la discriminazione contro gli omosessuali.
1985, per la prima volta, dopo 40 anni, qualcuno parla dell’olocausto nazista degli omosessuali.
1988: Doriano Galli «contrae nuova convivenza legale» con Pino Cavallo. Il caso dimostra, erroneamente, all’opinione pubblica che «mentre i vari movimenti gay italiani si accaniscono per avere una legge sulle convivenze civili, questa legge già c’è: basta chiedere che venga applicata». Galli fa la richiesta, e il cancelliere della Pretura di Roma riconosce la convivenza «more uxorio»; il 28 maggio il Comune di Roma accetta la sua «domanda di partecipazione al Bando per la categoria Famiglie di Nuova Formazione… per l’assegnazione ad equo canone ed a canone sociale di alloggi comunali». Si tratta però di un caso una tantum e voluto per propaganda dalle autorità, dato che nulla si sa riguardo ad altri casi simili.
Gli Emirati Arabi fanno una legge secondo cui “Chiunque commetta violenza sessuale su una donna o sodomia con un uomo sarà punito con la morte”. Molti emiri applicano la lapidazione.
La Svezia è la prima nazione ad approvare leggi che proteggono gli omosessuali riguardo ai servizi sociali, alle tasse e all’eredità.
1992, in Italia, le elezioni politiche danno un deputato apertamente gay, Nichi Vendola (RC), accusato infondatamente nell’87 di pedofilia dalla democristiana On. Silvia Costa.
1993, abolizione dell’articolo 121 in Russia. Le ultime condanne in base a questa legge furono nei confronti di 227 uomini nel 1992.
Il Canada garantisce asilo politico agli omosessuali non benvenuti nelle loro nazioni.
Il famigerato Paragrafo 175 viene revocato in Germania dopo 123 anni.
La corte suprema israeliana definisce i diritti della coppia omosessuale equivalenti a qualsiasi comune legge sui diritti di una coppia.
1995: la Svezia legalizza le unioni civili, seguono l’Islanda e l’Ungheria, la Gran Bretagna, l’Australia, la California, la Francia, Israele…
Nel 2001 il matrimonio omosessuale entra in vigore quasi dappertutto.
Nel 2016 la parità del matrimonio omosessuale è pratica comune di quasi tutti i Paesi del mondo. L’Italia è ancora fuori.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_della_storia_LGBT_nell’Et%C3%A0_contemporanea

COS’E’ IL PROGRESSO
Viviana

Variazione delle leggi o riforma non vuol dire necessariamente progresso.
Civiltà è ampliamento della sfera dei diritti per un numero maggiore di persone, diritti che non ledano la sfera di libertà altrui.
Aver lasciato alle spalle la schiavitù è stato un progresso.
Il voto alle donne è stato un progresso.
Sostituire la diplomazia alla guerra, dove è stato fatto, è stato un progresso.
Che il pater familias non avesse più diritto di proprietà su mogli e figli è stato un progresso.
Che le nozze non fossero ordinate dalle famiglie ma scelte dagli sposi è stato un progresso.
Il parlamentarismo al posto della democrazia è stato un progresso.
E anche riconoscere uguali diritti ai neri.
Come dare dei diritti di tutela ai lavoratori.
Dare riconoscimento giuridico alle unioni civili e farla finita con questa demonizzazione e emarginazione degli omosessuali sarà finalmente un altro progresso.
.
ADOZIONI: Il testo Cirinnà estende alle unioni civili la cosiddetta stepchild adoption, ossia l’adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni. Nessuna modifica al testo sulla fecondazione assistita.
Questo è stato previsto per tutelate il minore figlio di uno dei due in caso di morte del genitore biologico.
Perché i cattodem continuano ad insistere su adozioni fantasmatiche e uteri in affitto?
..
Utero in affitto. Bibbia
“Siccome Sara non ha figli offre al marito Abramo la propria schiava; da questa unione nasce Ismaele”.
Appellarsi alla Bibbia non sempre giova.

MATRIMONIO E CRISTIANESIMO

Ma di quale matrimonio cristiano stanno parlando i cattodem? Per i primi mille anni del cristianesimo, il matrimonio non fu un sacramento ma solo un patto privato fra due interessati, come nel diritto romano, non avveniva in chiesa né era amministrato da un sacerdote.
Nel 1184 (Concilio di Verona) il matrimonio divenne un sacramento ma solo nel 1215 (Concilio Lateranense IV) la Chiesa cattolica regolò la liturgia e gli aspetti giuridici.
facendo derivare il sacramento del matrimonio cristiano dalla Genesi 2,24 (indissolubilità del vincolo coniugale e complementarità di uomo e donna).
Col Concilio Lateranense IV nel 1215, la Chiesa cattolica regolamentò il matrimonio:
impose l’uso delle pubblicazioni (per evitare i matrimoni clandestini), ribadì l’indissolubilità del matrimonio per evitare divorzi o ripudi, chiese il consenso libero e pubblico degli sposi, impose un’età minima (per evitare il matrimonio di bambini),
regolò le cause di nullità del matrimonio (violenze, rapimento, non consumazione, matrimonio clandestino…).
Queste regole furono poi riprese nel matrimonio civile, istituito in Francia nel 1791 durante la rivoluzione francese. Le regole non esistono ab aeterno, sono nate col tempo.

IL CELIBATO DEI PRETI

Nei primi secoli del cristianesimo come non esiste il matrimonio cristiano, non esiste nemmeno il celibato dei preti, tanto che molti preti, vescovi o papi avevano moglie e figli. Anche tra i 12 discepoli alcuni erano sposati e si parla della suocera di Pietro.
Nel 306, il Concilio di Elvira dichiarò che ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi era proibito avere relazioni sessuali con le proprie mogli e generare figli ma il celibato al più era ‘consigliato’. Per molto tempo si fecero chierici anche gli sposati e il popolo non si scandalizzava se vescovi o papi avevano mogli, concubine e figli (si pensi al papa Borgia). Nell’Impero bizantino l’imperatore Giustiniano I proclamò la nullità degli eventuali matrimoni di chierici negli ordini maggiori ma in Occidente essi restarono validi fino al 1139, quando il Concilio Lateranense II li dichiarò nulli. In Oriente addirittura il matrimonio era obbligatorio prima dell’ordinazione dei chierici. Se un chierico diventato vedovo, doveva dimettersi. Questo dovere restò nella chiesa russa per 163 anni.
Papa Leone IX (1049-1054), oltre a deporre vescovi che avevano comprato la loro nomina, riaffermò il divieto dei rapporti coniugali ai presbiteri e ai diaconi e ordinò che le concubine (!) del clero di Roma fossero confinate al palazzo Lateranense come serve. Nel 1322, papa Giovanni XXII chiese che non si facesse sacerdote un uomo sposato “senza il consenso della moglie”. Il Concilio di Trento (1545-1563) vietò che ci si potesse sposare dopo l’ordinazione.

CHI SONO GLI OMOFOBI IN PIAZZA

Contro il ddl Cirinnà si agitano nel Pd pezzetti rilevanti dell’area cattolica. Se il partito si frantuma, si riapre la vecchia ferita tra cattolici e laici.
Poi ci sono gli alfaniani, un piccolo gruppo di ex berlusconiani che alle europee passa a malapena il 4% (dopo i troppi scandali non gli resta altro che attaccarsi alla famiglia!) con in testa la portavoce Valentina Castaldini. Alle amministrative si presenta con il Pd, ha percentuali bassissime ma Renzi dà loro 3 ministri, 2 viceministri e 7 sottosegretari e ora ha fatto altri regali. In questo momenti i senatori alfaniani non ancora passati a Verdini sono 31, i deputati sono (forse) 29. Renzi non li può perdere o scontentare sennò il Governo cade, per cui ha regalato loro un’infornata di poltrone da sottosegretario più un ministero per gli Affari Regionali “con delega alla famiglia”! La sorte della legge sulle unioni civili dipende da loro.
Con loro Beppe Fioroni (quello che si è fregato i soldi della Margherita!).
Mancano dalla piazza i “vorrei ma non posso”: Rosy Bindi, Franco Monaco, Francesco Garafani ed Ernesto Preziosi (promotore del documento dei parlamentari cattodem per stralciare la stepchild adoption). Non sono andati in piazza per evitare tensioni nel Pd, dopo l’ordine di Renzi al Senato di votare il ddl Cirinnà. Si rifaranno col voto segreto, se ci sarà.
Tra i centristi hanno dato l’adesione Maurizio Sacconi (quello che sputava sopra i lavoratori), Eugenia Roccella, il presidente del Comitato parlamentari per la famiglia Alessandro Pagano, Rocco Buttiglione (quello buttato fuori dall’Europa per la sua omofobia), Lorenzo Cesa (indagato per finanziamento illecito), Paola Binetti (quella dell’Opus dei che porta il cilicio), Gianpiero D’Alia (uno che voleva oscurare i blog), Angelo Cera (condannato a sei mesi per falsi rimborsi), Giuseppe De Mita (famoso per corruzione). Nnon proprio belle persone!. Ha partecipato Quagliarello.
Forza Italia e Lega erano in prima fila ma senza leader, viste anche le biografie da divorziati di Berlusconi e Salvini (e vogliamo parlare delle nozze celtiche di Calderoli?). Poi ci sono quelli di Casa Pound e Forza Nuova.
Roberto Fiore in persona, capo di Forza Nuova, rivendica per l’estrema dx il diritto a difendere “la legge divina e naturale” attaccando un ordine “radicalmente immorale e rivoluzionario”.Insomma c’è tutta l’estrema dx fascista, xenofoba e omofoba. I promotori del Family day non hanno fatto una piega: anche una testa rasata fa numero
L’Italia delle piazze ha toccato ieri uno dei suoi livelli più bassi, per la nostra vergogna europea!

Reznor
Certo che avere dalla propria parte il gotha della peggior politica italiana (Giovanardi, Gasparri, Brunetta, Alfano, Schifani, Maroni, Meloni, Toti, Santanchè, Capezzone…nonché l’imbarazzante Casapound) dev’essere un piacere immenso! Son soddisfazioni eh!
E non dimentichiamo Adinolfi che da solo ha alzato la media spettatori e, se si fosse stato anche Ferrara, avrebbero occupato buona parte della piazza!
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Free.jack
Chi sostiene il “FAMILY DAY” esprime la presunzione di sapere come Dio intende la famiglia. Affidarsi al Vecchio e Nuovo Testamento è pericoloso, anche ammettendo una improbabile ispirazione divina, e richiederebbe una lettura filologicamente corretta e storicamente situata. Tale interpretazione potrebbe raccontare una storia completamente diversa da quella che tanti credono (vedi gli studi di Mauro Biglino). Il concetto di famiglia e società è cambiato tantissimo nei corso dei secoli e i conservatori più ottusi hanno sempre considerato la situazione loro contemporanea come quella definitiva e giusta o anche eterna nel tempo. Dare diritti alle minoranze non significa perdere i propri. Quando vedo certe prese di posizione ottuse e bigotte, spero sempre che dietro ci siano umanissimi interessi personali o di parte perché altrimenti sarebbe una offesa all’intelligenza umana. Quando poi certe idee vengono sostenute dalle donne che, nella visione di famiglia biblica, valevano meno di una capra e lo stesso San Paolo invitava a tacere in questioni spirituali, le braccia, per non essere volgare, mi cadono per terra.
E’ curioso notare come ad una coppia che vuole adottare un bambino vengano richieste caratteristiche molto restrittive e selettive; mentre qualsiasi idiota può procreare, e spesso lo fa, in maniera abbondante, complice di un concetto, quello del “crescete e moltiplicatevi”, sicuramente mal interpretato.
Consiglio la divertente lettura del racconto di C. M. Cornbluth, Gli Idioti In Marcia: nel futuro la stragrande maggioranza della popolazione terrestre è composta da idioti, discendenti degli strati meno colti di popolazione che hanno continuato a moltiplicarsi esponenzialmente. Il pianeta va avanti solo grazie al lavoro dei pochi discendenti di un ristretto gruppo di genetisti che aveva capito la situazione e il destino verso cui l’umanità stava precipitando.

Condivido e faccio mia la LETTERA APERTA DI AGEDO AI PARTECIPANTI DEL FAMILY DAY
DIFENDETE I VOSTRI FIGLI DALL’INTOLLERANZA
Agedo Nazionale

Cari manifestanti del Family Day,
come soci dell’A.GE.D.O. (Associazione di genitori, parenti e amici di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender ) vogliamo, insieme alle altre associazioni (Lgbt e non) che firmano questo appello, lanciarvi un messaggio a poche ore dall’avvio del vostro corteo.
Noi, prima di essere attivisti, siamo madri e padri che, ad un certo momento della loro vita, hanno dovuto fare i conti con l’orientamento sessuale o con l’identità di genere dei propri figli. Per alcuni il coming out dei propri ragazzi e ragazze è stato un momento di gioia, per altri di disorientamento, per altri ancora di disagio, paura e vergogna ed è stato necessario un cammino a volte anche lungo per comprendere . Per tutti è, o dovrebbe essere, il momento in cui un genitore fa sapere al proprio figlio che sarà sempre amato per quello che è.
Oggi sarete in piazza in migliaia; nonostante facciate fatica ad immaginarlo, è statisticamente sicuro che tra i vostri figli vi siano molti ragazzi e ragazze che, anche se non vi hanno mai confidato nulla, sono gay, lesbiche, bisessuali e transgender e che, in questo momento, si stanno chiedendo se avranno una vita felice come tutti i loro fratelli e amici, oppure no.
Quali stati d’animo pensiate possano prevalere quando vi sentiranno urlare in piazza che c’è una sola famiglia e che essere omosessuali, bisessuali, transessuali, “non è naturale”? Da anni una delle principali attività del nostro movimento è combattere contro il bullismo nelle scuole: pensiamo che quella dei giovani che soffrono e in qualche caso arrivano al suicidio perché vittime di pregiudizi sia una realtà intollerabile che dovrebbe scandalizzarci e mobilitarci tutti. È molto difficile però intervenire a sostegno di ragazzi e ragazze che non possono raccontare ai genitori cosa subiscono perché temono che i sentimenti che provano vengano giudicati sbagliati, perversi, da condannare.
Per questo vi diciamo oggi: se come dite voi volete difendere i vostri figli, astenetevi dal chiedere allo Stato di negare la possibilità ai giovani gay, lesbiche, bisessuali e transgender di avere gli stessi diritti dei loro coetanei eterosessuali. Sono parole che non fanno male solo a noi, ma, prima di tutto, fanno male alle migliaia di giovani italiani che ancora non hanno il coraggio di dichiararsi nelle loro famiglie e non riescono a vivere serenamente e alla luce del sole la loro affettività.
Voi siete in piazza perché dite di difendere la famiglia tradizionale. Noi vorremmo che tutte le famiglie che ci sono oggi, concretamente, in Italia, fossero rispettate per quello che sono. Per voi domani è il Family Day, per noi ogni giorno è buono per far crescere il rispetto e la comprensione dentro ogni famiglia e per ogni famiglia.

Agedo – Famiglie Arcobaleno-Arcigay-ARC Cagliari- Cild –Condividilove –Arci – Gay Center -Rete Genitori Rainbow – Gaynet Italia – Certi Diritti -Coordinamento Torino Pride – Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – Azione gay e lesbica -Equality Italia –Edge -La Fenice gay –Ireos – Circolo Tondelli –Anddoss
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Questi sono i paesi europei che, come l’Italia, non hanno ancora una legge per il riconoscimento dei diritti legali alle unioni civili:
Albania, Bulgaria, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Lettonia, Lituania, Moldavia, Monaco, Montenegro, Polonia, Macedonia, Romania, Serbia, Slovacchia,Turchia,Ucraina, Città del Vaticano
Credo non ci sia bisogno di commentare.
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La questione delle unioni civili è uno dei principi cardine dell’UE: “Tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale,credo religioso o orientamento sessuale.” Già dal 1994 la Comunità Europea ha emanato una risoluzione per la parità dei diritti dei gay e delle lesbiche.
Oltre alla richiesta di favorire il riconoscimento di coppie delle coppie di fatto, eterosessuali od omosessuali, l’Ue ha sollecitato gli Stati membri ad attuare il diritto al matrimonio e all’adozione di minori da parte di persone omosessuali (punto77).

Riconoscono le unioni civili:
Austria, Belgio, Croazia, Estonia, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Inghilterra, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Danimarca, Islanda, Andorra, San Marino, Svizzera, Norvegia…
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Sauro
La gente fa fatica a quadrare i conti
Molti non ce la fanno
Gli stipendi medi sono da morti di fame a cominciare dal mio
Il lavoro non c’è se una persona di 53 anni come me perde il lavoro è fottuto
Le pensioni non ce le daranno più
La sanità fa ogni giorno più schifo
Il degrado avanza
Il sistema bancario scricchiola…. con i rischi del bail-in
Il sistema scolastico crea ignoranza e mostri… Ma
con tutto questo il problema sono i diritti della minoranza dei gay….??
E riescono a smuovere due milioni di persone che nemmeno la CGIL nei tempi migliori….!?
Se fossi un investitore estero scommetterei sul fallimento di un paese simile!

Ieri sera mia madre guardava le tristi immagini proposte dal TG3 di profughi, non si capiva provenienti da dove e diretti dove, girovagavano in un improbabile paese dell’est europeo.
Le immagini mostravano persone, uomini, donne, vecchi e bambini, che camminavano a piedi come una sorta di zombie, portando pacchi, valigie, in mezzo alla nebbia. L’impressione è che la temperatura fosse rigida, erano tutti quanti intabarrati.
Mia madre ha soltanto detto: “Beat qui qui guèrdàn chi hàn i pì sattà una tèvlà. Povrà zànt”. (“Beati quelli che guardano e che hanno i piedi sotto una tavola. Povera gente”).
Le immagini mi stridevano alquanto, il servizio successivo mostrava spezzoni relativi ai campi di concentramento.
Non è che dopo tutto quello che è successo in quegli anni dell’Olocausto l’umanità sia poi tanto migliorata, se favorisce un fenomeno come quello della massa di persone che fuggono disperate da situazioni di guerra come quella che l’occidente (cioè NOI) ha provocato in paesi come la Siria.
Sentendo interviste di superstiti dei campi di concentramento, che raccontavano le loro atroci sofferenze e allucinanti esperienze nei campi, il mio pensiero è andato alla storia del film “La finestra di fronte”, e mi sono commosso…

CRISI DELLE BANCHE OCCIDENTALI

Se noi piangiamo, gli altri non ridono
Standard Chartered taglia 4mila posti di lavoro
La banca britannica soffre il rallentamento delle economie asiatiche dove opera maggiormente. Previsto un piano di taglio dei costi da 400 milioni, per recuperare dopo aver perso il 40% di valore sul mercato. Stop alla divisione ‘global equities’, saracinesche su 100 filiali
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LE BANCHE A RISCHIO COLLASSO NEL MONDO

Deutsche Bank in Germania. Banco Santander in Spagna. Banif in Portogallo. Fino a JpMorgan e Citi negli Usa. Gli istituti più a rischio dall’Ue all’America.
Francesco Pacifico

La Bce ha inviato in Italia i suoi ispettori per scoprire l’impatto degli oltre 200 miliardi di sofferenze.
In Germania si scommette da tempo sulla necessità di un fallimento pilotato con le regole del bail in per dividere gli oneri di risanamento del settore con i correntisti.
Gli investitori (i fondi comuni come gli Hedge funds) scommettono contro realtà – Monte dei Paschi, Carige – che mantengono un forte radicamento con il territorio.
OCCHI PUNTATI SULL’ITALIA. Non passa giorno che le grandi istituzioni o gli ambienti finanziari internazionali non lancino allarmi sulle banche italiane, che nonostante abbiano resistito alla grande crisi, sono ormai considerate il buco nero nel quale sprofonderà l’Europa dopo i fallimenti di Etruria, CariMarche, Carichieti e Carife.
Ma a ben guardare non è che le cose vanno meglio nel resto d’Europa o del mondo.
In fondo non ha torto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, quando scrive che «quasi in ogni altro Paese d’Europa si sono verificate ben più gravi crisi bancarie con forti interventi di salvataggio dei rispettivi Stati».
DEUTSCHE BANK HA PERSO 6 MLD IN UN ANNO. Tra questi c’è il governo tedesco, lo stesso che vuole bloccare la creazione di una garanzia sui depositi sotto i 100 mila euro e vuole aumentare gli interessi dei titoli pubblici dell’area mediterranea detenuti dagli istituti di Italia, Spagna o Portogallo.
Nella Germania dove il contribuente ha pagato 144 miliardi di euro per il salvataggio di istituti piccoli e colossi del settore (64 miliardi gli interventi diretti) fanno paura non poco le condizioni di Deutsche Bank. Che nonostante l’ingresso del governo ha perso 6 miliardi in un anno, ha dovuto accantonare 1,2 miliardi per i contenzioni legali e ha svaluto asset per oltre 600 milioni. E in fondo le cose non potrebbero andare diversamente visto che in pancia titoli l’istituto ha derivati del valore di quasi 55 miliardi. Un record a livello mondiale.
PREOCCUPANO LE LANDSBANK. Soltanto gli interventi pubblici evitano il crac, che la Ue permette se nel capitale delle banche sono presenti governi o enti locali.
Ma nel Paese locomotiva d’Europa c’è, sul versante bancario, un’altra mina che potrebbe esplodere da un momento all’altro: le Landsbank, che hanno esposizioni su titoli spazzatura vicini ai 30 miliardi di euro.
A rendere le cose più complesse c’è anche il fatto che la Bce non può esercitare la vigilanza su questi istituti. Ultima a fallire, in questo sistema magmatico e poco trasparente, è stata la NordBank di Amburgo. A salvarla, va da sé e senza fare affidamento al bail in, la cancelliera di Berlino.
Altro Paese che non ha lesinato fondi pubblici alle sue banche è stata la Spagna.
Qui sono piovuti circa 100 miliardi dal Fondo Salva Stati, mentre il governo è dovuto intervenire iniettando 54 miliardi di euro.
LA CRISI DI SANTANDER. Nonostante questo fa molta paura il futuro del colosso Santander (secondo fonti finanziarie molto attivo sul dossier Mps). Lo scorso anno ha lanciato un aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro per frenare il declino iniziato con la morte dello storico presidente, Emilio Botin, per anni azionista forte di Generali.
L’ultimo stress test effettuato sull’istituto, quello della Fed e riferito alla sede americana, ha messo in risalto «ampie e sostanziali debolezze nei piani di capitale», l’incapacità nel prevedere perdite e valutare rischi, eccessivi dividendi per la casa madre e gli azionisti in generale.
Sorvegliato speciale anche il vicino Portogallo. Qui, dopo il crac del Banco di Espirito Santo costato ai contribuenti 4,99 miliardi, le autorità locali e quelle comunitarie si sono dimostrate a dir poco rigide. Infatti sono stati coinvolti nel fallimento anche gli obbligazionisti senior ben prima dell’introduzione del bail in pur di alleggerire il conto della newco e la clientela retail.
IN PORTOGALLO ARRANCA BANIF. Sempre sul territorio lusitano, e parallelamente, il governo segue il salvataggio del Banif (Banco Internacional do Funchal). L’istituto di Madeira, tra i primi dieci del Paese, ha già visto un’iniezione pubblica di quasi 2,3 miliardi di euro e una ristrutturazione che, dopo la cessione degli asset più problematici, ha portato alla cessione delle attività al Santander. Ma potrebbe non bastare.
Sull’altro versante dell’Atlantico, in America, torna lo spettro del “too big to fail”. Al Congresso democratici e repubblicani discutono se dare il potere al governo di effettuare spezzatini di banche e assicurazioni per ridurre i rischi sistemici.
Intanto la crisi borsistica cinese (mercato legato a doppio filo con quello statunitense) ha fatto perdere circa 130 milioni di dollari ai titoli delle prime sei banche del Paese. E la cosa rischia di incidere non poco sulle stesse realtà protagoniste nel crac del 2008 (JpMorgan, Citigroup o Well Fargo), che guadagno molto, ma capitalizzano poco.
IL PARALLELO TRA AMERICA E CINA. Proprio guardando alla grande crisi c’è chi fa non pochi paralleli tra l’America e la Cina.
La Bce ha ipotizzato che le banche dell’ex Celeste Impero dovranno chiedere al mercato, con emissioni apposite, capitale cuscinetto pari a 500 miliardi di euro.
E la cosa non deve sorprendere perché il denaro pompato nell’economia dalla People Bank of China è servito soltanto a riempire i cassieri degli istituti, che a loro hanno finanziato le operazioni a scoperto in Borsa.
Il sistema finanziario con i suoi 15 miliardi vale quasi il doppio di quello manifatturiero (meno di nove miliardi). E se da un lato questa crescita è dettata dalla voglia dei cinesi di fare soldi in fredda, dall’altro ci sono le varie province che non lesinano emissioni di debito, senza che ci sia un sistema di rating affidabile ad accompagnarle.
Non a caso parliamo di un Paese dove ormai ci sono più borsini che iscritti al locale partito comunista.

Twitter @FrrrrrPacifico

Sauro: “Occhio, nel 2008 per il fallimento della sola LEHMAN BROTHERS il sistema del CREDITO andò in tilt. Per una sola banca!
Provate a fare un esercizio di fantasia di che cosa potrebbe, MALAUGURATAMENTE, accadere se qualcuna, anche solo una, di queste banche importanti….
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BENIGNI, L’YES MAN DI RENZI
PANCHO PARDI

Benigni ha dichiarato che voterà Sì alla deformazione costituzionale del Senato. Ricordo che Benigni ha svolto in TV un programma di illustrazione della “Costituzione più bella del mondo”. Voglio sperare che non abbia letto una riga del testo che modifica la Costituzione. Se l’avesse letto voglio sperare che non avrebbe parlato così. Lo sfido a leggere davanti al suo pubblico l’articolo 70 originale e subito dopo la sua modifica. Ecco qui sotto il confronto tra i testi. Forza Benigni, provaci!

Art. 70 originale:
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere.

Art. 70 modificato:
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali in materia di referendum popolare, per le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, secondo comma, lettera p), per la legge di cui all’articolo 122, primo comma e negli altri casi previsti dalla Costituzione. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati, entro i successivi venti giorni, si pronuncia in via …definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. Per i disegni di legge che dispongono nelle materie di cui nelle materie di cui agli articoli 114, terzo comma, 117, commi secondo, lettera u), quarto, sesto e decimo, 118, quarto comma, 119, 120, secondo comma e 132, secondo comma, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei suoi componenti. I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. Per tali disegni di legge le disposizioni di cui al comma precedente si applicano solo qualora il Senato della Repubblica abbia deliberato a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni.”
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Qualunque paragone tra la Costituzione come la scrissero i Padri Costituenti, semplice, bella, chiara, democratica, comprensibile a tutti e perfettamente applicabile, e gli stupri successivi lascia sbigottiti.

ELITE FINANZIARIA E BANCHIERI. (MA CHE VADANO A ‘COMANDARE’ NELLE PATRIE GALERE!”
berluscameno

Vorrei una Petizione popolare per arrestare i Banchieri che si appropriano dei risparmi dei cittadini. Oggi si chiama “bail-in”, una volta si chiamava “TRUFFA” .
Già negli anni 20 e 30 la JP Morgan e altre banche USA truffarono i propri clienti, inducendoli ad acquistare titoli della loro banca che stava per dichiarare fallimento. Alcuni banchieri andarono in galera per questo, grazie ad un decreto di Roosevelt. Ma ora il contesto è cambiato e i banksters hanno i loro rappresentanti nei governi, con i politici che sono fiduciari dei banchieri e stanno sul libro paga delle grandi banche ed istituzioni finanziarie.
Si dovrebbero arrestare i banchieri e i loro complici per essersi organizzati nel furto ai risparmiatori per salvare le banche.
Qualche anno fa, le principali banche spagnole, inclusa Santander, hanno tentato la stessa truffa vendendo ai propri clienti obbligazioni di banche in via di fallimento, imponendo enormi perdite ai clienti. La truffa fu scoperta e denunciata grazie dai comitati a difesa dei risparmiatori. All’inizio dell’anno, a Portorico, alcune delle principali banche, incluse UBS e, di nuovo, Banco Santander, sono state colte con le mani nel sacco mentre cercavano di rifilare ai propri clienti obbligazioni tossiche. Se la cavarono con una multa.
Da noi in Italia lo stesso Tesoro si è premurato di acquistare ‘DERIVATI TOSSICI’
facendoci perdere 98 miliardi di euro! Ma quando mai il Tesoro può giocare al Casinò con i nostri soldi?
I Banksters perdono il pelo ma non il vizio, quello di truffare i risparmiatori.
In Italia 4 banche (fra cui Banca Etruria e Banca Marche) sono state salvate confiscando i risparmi di 10 mila clienti, grazie alle leggi predisposte dal governo Renzi- Padoan- Boschi, complice dei banchieri, che ha escluso, per legge, la responsabilità degli amministratori e dirigenti. Questa pratica fraudolenta è divenuta legale da quando, dal 1° gennaio 2016 i salvataggi delle banche non vengono più finanziati dallo Stato, bensì dagli istituti stessi, cioè in prima battuta dagli azionisti, poi dagli obbligazionisti, infine dai correntisti con depositi superiori ai 100 mila euro.
Il testo recepisce 56 direttive e 9 decisioni quadro della Ue, con un’ulteriore riduzione delle procedure d’infrazione a carico dello Stato. La norma è stata emanata da Bruxelles sotto dettatura della Germania che, dopo aver salvato le sue banche con soldi pubblici, pretende di poter addossare ai risparmiatori dei paesi deboli, come Italia, Spagna e Portogallo, l’onere del salvataggio delle banche oberate da debiti inesigibili. Questo risulta tanto più grave in quanto le stesse banche tedesche si erano giovate del Fondo Salva Stati per cui l”Italia aveva dovuto sborsare circa 63 miliardi. In realtà il fondo era destinato a salvare dalla bancarotta le banche tedesche e francesi.
La lunga crisi ha fatto salire enormemente il numero dei debiti non onorati, finanziamenti e mutui, per cui le banche italiane, che una volta erano solide, sono entrate in sofferenza, oltre che per le allegre gestioni clientelari fatte erogando prestiti ad amici e clienti politici (vedi Monte dei Paschi di Siena e Banca Etruria).
Il vero ed unico scopo del provvedimento è trasferire gli effetti delle crisi prodotte dalla incompetenza italiana e europea ai piccoli risparmiatori, quelli che le autorità avrebbero dovuto tutelare come prescrive la Costituzione (art. 47).
Così vengono penalizzati i risparmiatori e le famiglie, che già erano state messe a dura prova dalla recessione economica e dall’incapacità dimostrata dalle autorità di gestire la crisi. Questo avviene per proteggere i conti pubblici ed evitare di sforare i limiti stabili del bilancio. In sostanza, per permettere al governo Renzi di fare una bella figura in Europa (rimanendo nei limiti del 3% del bilancio) ed eseguire alla lettera le direttive della Commissione, si getta quindi la croce sui piccoli risparmiatori.
Oltre al danno la beffa: l’effetto prevedibile di questo provvedimento sarà, fra gli altri, quello di aumentare il costo dei servizi prestati dalle banche visto che queste dovranno costituire ora un fondo presso l’organismo di tutela dei depositi, e un onere imprevedibile per quanto riguarda il possibile utilizzo. Facile scommettere che le banche trasferiranno l’onere in forme più subdole alla clientela per ricostituire il rendimento del loro capitale ed evitare i contraccolpi negativi sulla loro capacità di concedere credito alle imprese produttive e all’ intero sistema economico. Di conseguenza tenderà a diminuire la remunerazione del risparmio ed aumenterà il costo dei servizi prestati, che in Italia è già record se confrontato con gli altri paesi europei.
Lo stesso accade in America, anche se la maggior parte degli americani è così povera che non ha neanche dei risparmi da farsi sottrarre. Quasi il 62% degli americani non ha nulla per le emergenze e il 57% di quelli che avevano dei risparmi prima del crac del 2008 li ha spesi. E’ la situazione finale che si prospetta in Italia: un sistema omologato al modello americano dove la gente vive sempre più indebitata e sottoposta al salasso delle banche in modo da essere sempre più docile, disponibile ad adattarsi ai lavori umili, sottopagata e ricattabile dai poteri pubblici.
Intanto l’oligarchia finanziaria-bancaria con le crisi e la speculazione è divenuta sempre più ricca. L’1 % diventa più ricco, il 99% più povero.

ANNO GIUDIZIARIO
L’allarme dei magistrati: “Migliaia di processi troncati dalla prescrizione”

A causa della prescrizione nuovamente accorciata da Renzi, a Roma sono stati cancellati in un anno il 30% dei processi, a Venezia il 49%.
Il procuratore generale di Roma dice: “Interi settori della legalità quotidiana sono sommersi dalla prescrizione”. A Napoli si parla di “amnistia strisciante”.
Anche a Palermo l’argomento più scottante è la prescrizione. Sempre più processi si concludono con l’estinzione del reato. Sono stati 1.692 i procedimenti eliminati dai Gip o Gup, 1.569 i processi eliminati dai Tribunali e 280 in Corte di Appello. Per la maggior parte si è trattato di fatti che hanno richiesto lunghe attività d’indagine o una lunga istruttoria dibattimentale in primo grado. Per l’appello, il fattore determinante è stato il ritardo nel deposito della sentenza o nella trasmissione del fascicolo del primo giudice. “È stato più volte sottolineato – dice Natoli – che i termini di prescrizione dovrebbero decorrere ex novo ad ogni passaggio processuale, senza limiti temporali massimi, se non quelli correlati alla fase o al grado di processo in corso”.
“Interi settori dell’illegalità quotidiana sono sommersi dalla prescrizione arrivando alla vanificazione della sanzione penale e della sua stessa minaccia, proprio nelle aree di maggior interesse per il cittadino”.
A Milano, boom di cause dei risparmiatori contro le banche e a Palermo.
Sempre da Palermo allarme sull’aumento del numero dei reati legati al fenomeno dell’immigrazione clandestina, tanto da richiedere l’istituzione presso la Procura della Repubblica di Palermo di un apposito gruppo di lavoro. Aumentano del 160% i procedimenti per riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani.
Le indagini della Dda di Milano hanno consentito di accertare il definitivo radicamento della ‘ndrangheta in Lombardia perseguendo centinaia di persone affiliate. Le indagini svolte hanno quasi sempre riscontrato la presenza di figure riconducibili alla cosiddetta borghesia mafiosa, costituita anche da imprenditori, professionisti, pubblici funzionari e politici”.
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Ecco come i Tedeschi ci prendono anche per i fondelli spiegandoci nel modo più chiaro e divertente che cosa sono austerità e crisi e a cosa serve il debito

ELEZIONI AMERICANE
Primo round nel piccolo stato dello Iowa. Clinton-Sanders alla pari. Trump è terzo.

Berluscameno

Gli Stati Uniti devono temere l’ascesa di Donald Trump, ma l’Europa deve preoccuparsi della miopia di Angela Merkel.
Si può definire la campagna elettorale attuale USA come la più pazza delle campagne elettorali di sempre! È la prima volta che un candidato chiede il bando dagli Stati Uniti di una intera religione, un miliardo di Musulmani. Ed è la prima volta che, dopo questa proposta, Trump continui ad essere il capoclassifica e ad essere trattato seriamente dai media. L’estremismo diventa sistema. Estremisti ce ne sono dappertutto ma qui i media trattano Trump come un candidato legittimo.
Alcuni lo hanno a lungo relegato nel settore intrattenimento. Poi hanno dovuto ricredersi. Ogni volta che Trump viene nominato si ripete come un mantra che è un sessista e razzista, e si cercano nuovi modi per denunciarlo. E’ stato fatto, ad es., un video con un ragazzo di 13 anni, che ha raccontato perché non vuole crescere nell’ America di Trump. Una testimonianza molto emozionante, che ha raccolto 2.2 milioni di visite. Trump, come tutti i demagoghi, fa appello alla paura. Il nostro è un tempo di grande transizione, siamo nel mezzo della terza e forse quarta rivoluzione industriale e i salari della classe media non sono cresciuti, mentre è cresciuta la diseguaglianza, e poi gli Usa hanno perso due guerre, in Afganistan e in Iraq; è la fine della Super America. Ma quante probabilità ci sono che Trump diventi Presidente? Ciò significherebbe un grande fallimento del Partito Democratico e dell’establishment, che non ha capito le paure e le ansie di milioni di americani. Quando Obama ed altri dicono che l’economia va bene, sanno che in realtà non è vero. I salari sono troppo bassi e che la gente è molto provata, anche mentalmente.
I media dicono che la divisione fra dx e sx è obsoleta. Le grandi questioni del nostri tempo, clima, disuguaglianza, rivoluzione tecnologica, non sono né di dx né di sx, ma hanno a che fare con la stabilità del mondo. Ma so finge di non capirlo..
Sanders parla ai giovani, ai ‘millennials’ (i giovani nati intorno al giro del secolo), che chiedono un paese più giusto, meno diviso. In Usa c’è ancora forte l’idea che Wall Street non abbia pagato per la distruzione di case e pensioni di milioni di Americani. I millennials sono la forza maggiore di Sanders, un 70enne come Corbyn in Uk. Sanders è percepito come una persona autentica, Hillary no.
Quando si vuole fare il Presidente si fa uso di tutto, ma molti in USA vorrebbero sapere meglio quel che Hillary sostiene, dove traccia la sua linea, quali sono le cose su cui non accetterà mai compromessi. Con Sanders è chiaro, con Hillary no. E tuttavia Hillary è molto brava, ha grande appoggio delle donne, e un grande patrimonio a cui attingere. Può vincere anche se perde nello Iowa e nel New Hampshire.
La stampa liberal USA pensa che la posizione tedesca in Europa sia insostenibile ed esecra la distruzione della Grecia. E’ pensiero comune che non si possa crescere e sviluppare l’economia solo tagliando le spese senza fare forti investimenti nella produttività e nel mercato. E poi che il Fondo monetario della Lagarde voglia che l’Italia e la Grecia applichino oggi un altro taglio alle pensioni è inumano, oltre che un disastro tragico: quelle pensioni servono a mantenere (durante questa crisi bestiale) anche le altre generazioni. Se l’UE prende misure che destabilizzano la Grecia e l’Italia, e l’ultima è quella sui migranti, cosa si ottiene? La Merkel non piace per la sua mancanza di comprensione della storia e della realtà contemporanea. Se la Germania non avesse potuto cancellare a suo tempo il suo debito immane, non avrebbe mai avuto il suo miracolo economico! Ora nega il futuro agli altri. E il sogno della Merkel è solo quello di costruire la Grande Germania sulle macerie di tutti gli altri con la tassativa distruzione economica degli Stati nazionali. E questa è solo un’autentica ‘schifezza’ politica!

RIDIAMARO : – )

I RACCONTI DI FANTAPOLITICA
DI ALESSANDRA DANIELE

Una nuova serie che mescola fiction e cronaca per raccontare un pezzo di storia del nostro paese.
Trama: una banda di giovani rampanti e famelici, sostenuti da loschi appartenenti ai poteri occulti, dà la scalata alla capitale.
Personaggi principali:
Matteo detto Er Bomba, il capo. Parlantina facile, manie di grandezza, e una passione per le serie USA e l’inglese maccheronico degna del Nando Moriconi di Sordi.
Maria Elena, ‘A Giaguara. Figlia d’arte e fashion victim, considerata la Jackie Kennedy della banda.
Graziano, Er Patriarca. Nove figli e un solo credo. Braccio destro e consigliori di Matteo.
Marianna, ‘A Perla de Labuan. Riccioli d’oro e nervi d’acciaio, ammanigliata oltretevere.
Deborah detta Frangetta, e Luca Er Lampadina, capi del gruppo di fuoco. Fedelissimi di Matteo, che li usa per rottamare e rimpiazzare i vecchi boss della zona.
Pier Carlo, Er Cravatta, cassiere della banda. Coriaceo come una tartaruga centenaria.
Flavio, Er Carbonaro. Faccendiere piduista, consulente del padre di Maria Elena per il fallimento della Banca Etruria.
Silvio, Er Nano. Istrionico miliardario puttaniere e piduista, fra i principali sostenitori di Matteo attraverso i suoi uomini più o meno doppiogiochisti, Denis Er Tassinario, e Angelino detto Igor.
Pippo il Roscio. Primo pentito della banda, e neo alleato di Sergio Er Cinese, uno dei vecchi boss scalzati da Matteo, tutti in cerca di vendetta.
Accanto ai protagonisti, una schiera di personaggi di contorno, spie, affaristi, scribacchini, leccaculo, cardinali, primedonne, speculatori, e faccendieri, non meno importanti per la caratterizzazione di un’epoca e d’un ambiente all’apparenza così pittoreschi, e in realtà così brutali e oscuri.
Matteo piazza i suoi uomini ovunque, ad occupare bulimicamente ogni posto di potere visibile e invisibile, ma quanti di questi uomini (e donne) sono davvero suoi, e quanti appartengono invece a quei poteri più o meno occulti che lo stanno usando come lui cerca d’usare loro?
Matteo è davvero il burattinaio, o piuttosto uno dei burattini, il più esposto sulla scena, e quindi in fondo il primo a logorarsi e dover essere rimpiazzato, come una gomma liscia o un fusibile bruciato?
Nei flashback sgranati come un vecchio VHS, lo spettro di Enrico Er Nipote, una delle prime vittime di Matteo, continua a ricorrere come un sarcastico memento mori.
Uno dei principali punti di forza della serie consiste nell’accurata ricostruzione d’epoca, da scenografia e costumi, alla colonna sonora. Particolarmente azzeccato l’uso di alcuni dei brani, per esempio “Space Oddity” come commento straniante e beffardo alla sanguinosa eliminazione al rallenty di Ignazio Er Marziano da parte di Matteo, o “Sympathy for the Devil” per il patto col Nano, nell’episodio “Er Nazareno”.
Nel finale di stagione, dopo un’ascesa fulminante e un declino altrettanto rapido, la banda tenta il tutto per tutto con un colpo in banca che fallisce disastrosamente.
Er Bomba si trova così ad affrontare l’ira della temibile boss internazionale Angela, detta Kaiser Sise.
Romanzo Cazzaro sarà rinnovato?

[La maggior parte dei soprannomi è autentica]
.
Uccelli

il vento è un’aspra voce che ammonisce
per noi stuolo che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti, viola
scavato nel viola inesauribile,
miniera senza fondo dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell’azzurro che s’apre oltre l’azzurro,
nel tempo ch’è di là dal tempo; alcuni
mandano grida acute che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia è il moto delle cime
nell’ora – quasi non si può pensare
né dire – quando su steli invisibili
tutt’intorno una primavera strana
fiorisce in nuvole rade che il vento
pasce in un cielo o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia, la schiarita.

(Mario Luzi)
.
http://masadaweb.org

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