Nuovo Masada

gennaio 21, 2016

MASADA n° 1723 21-1-2016 SCATENATE L’INFERNO BANCARIO

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MASADA n° 1723 21-1-2016 SCATENATE L’INFERNO BANCARIO

Blog di Viviana Vivarelli

Renzi-Boschi e la P2, P3, P4…- Il padre di Renzi è il gran signore della Massoneria toscana – Papà Renzi e papà Boschi in combutta coi massoni – La gonfiatura dell’affare di Quarto per coprire lo scandalo delle banche – In arrivo un’ondata di scandali bancari – Le Borse in profondo rosso. Milano peggio di tutti – Il terzetto malefico: La P2 sopra lo Stato – Flavio Carboni – La crisi di Banca Etruria voluta da Renzi per favorire un interesse privato – L’Ue attacca il sistema bancario italiano – le grandi banche distruggeranno quelle piccole e noi saremo perduti – Crisi di Renzi
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Federico Rampini: “I banchieri sono i grandi banditi del nostro tempo. Nessun bandito della storia ha mai potuto sognarsi di infliggere tanti danni alla collettività quanti ne hanno fatti i banchieri».
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Luciano Gallino: “Il colpo di Stato di banche e governi. L’attacco alla democrazia in Europa“.
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Fabrizio Centofanti
Qualcuno ci spiega perché le banche sono sempre al primo posto nella scala delle priorità e nella gerarchia universale dei valori? C’è un motivo per cui si debbano salvare istituti che consumano veri e propri crimini e non le persone che ne sono vittime, costrette a pagare, con le tasse, le malefatte altrui? Perché lo Stato dovrebbe restaurare e riportare in vita le lobbies che coi loro sporchi giochi alimentano la peggiore crisi degli ultimi decenni? La finanza, da strumento, è diventato fine. E nessuno si azzarda a contestare le trame oscure di società segrete in combutta coi più alti poteri dello Stato.
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Gad Lerner: “L’ambiente governativo olezza sempre più di massoneria toscana. Ora spuntano anche le visite di papà Boschi a Flavio Carboni!”.
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Gianmario Ferramonti: “Carboni mi disse di aiutare Etruria su richiesta di Boschi” – Repubblica.it
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Ma è una mossa opportuna per il padre di un ministro, con una poltrona che conta nell’Etruria, rivolgersi a Carboni per avere consigli sulle nomine bancarie?

« Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza. »
(Errico Malatesta)
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Un’apposita legge, la numero 17 del 25 gennaio 1982, sciolse definitivamente la P2 e rese illegale il funzionamento di associazioni segrete con analoghe finalità, in attuazione del secondo comma dell’articolo 18 della Costituzione Italiana, che dice: “Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.”
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MASSONERIA AVANTI!
Mariele
“Per risolvere la crisi di Banca Etruria il padre della Boschi fa una riunione di massoneria, con tre grembiulini della P2: Valeriano Mureddu, Flavio Carboni e Gianmario Ferramonti? E’ normale che il Pd, per salvare una banca in cui Pierluigi Boschi diventa vicepresidente appena la figlia è fatta ministro, accetti senza batter ciglio che la sorte di migliaia di persone sia decisa in un convegno di tre grembiulini della P2? Sarebbe questo affiliato alla P2 “persona tanto perbene”? Ci siamo dimenticati che far parte di una associazione segreta come la P2 è reato?
Oggi, l’altro carissimo amico di Renzi, il Carrai, è stato messo a capo dei servizi e controllerà direttamente le intercettazioni. Se il giorno si vede dal mattino…
Scrive Davide Vecchi su IFQ a proposito della riunione di Pierluigi Boschi con membri della P2 su Banca Etruria: “Ci sono tutti: Flavio Carboni, faccendiere, ‘generale’ della presunta loggia (deviata) P2, Denis Verdini (affogato nello scandalo della P3, associazione segreta finalizzata al pilotaggio di appalti, sentenze e al dossieraggio), Valeriano Mureddu, massone dichiarato molto amico di Matteo Renzi come di papà Boschi, Gianmario Ferramenti, storico amico di Gelli tanto da essere presente ai suoi funerali.
Mancava solo Bisignani della P4, associazione a delinquere che faceva nomine
nella pubblica amministrazione e nella giustizia!
P2, P3, P4 ecco cosa significa quel P del Partito Democratico!
Ed ecco perché i servetti del Pd puntano tanto su un sottotetto a Quarto!
E’ per nascondere i reati che ci sono sotto il tetto del Pd e che stanno per rovesciare la baracca.
P2, P3, P4.. Renzi non si fa mancare niente.”
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Da lettera 43
Nei siti di controinformazione papà Renzi, ex consigliere comunale della Margherita, viene addirittura definito «gran signore della Massoneria in Toscana», nel feudo del Valdarno. Per Verdini invece Repubblica ha parlato di «lunga militanza massonica», confermata anche dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi. Lo stesso Raffi che rivelò l’esistenza, nel Pd, di almeno 4 mila affiliati «su quasi 21 mila iscritti in 744 logge, il 50% dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, con la maggiore densità assoluta a Livorno e Firenze».
(Quanta sporcizia c’è nel sottotetto del Pd?)

PAPA’ RENZI E PAPA’ BOSCHI IN AFFARI COI MASSONI
Daniela Santagata

Loggia P2, lista P3: tutta bella gente, il più pulito è dietro le sbarre. Ma a spiccare, in questa seconda lista, che altro non è se non una Loggia P2 rivisitata e corretta, è Flavio Carboni, 84 anni, in passato in rapporti con personaggi del calibro del boss mafioso Pippo Calò, di Silvio Berlusconi, di vari esponenti della banda della Magliana, oltre che di Licio Gelli.
Sembra che questa personcina per bene, il nuovo re dei faccendieri, nell’estate del 2014, abbia ospitato nel suo studio romano di via Ludovisi, alcune riunioni con i vertici di Banca Etruria. Presenti, dunque, l’allora presidente Lorenzo Rosi, attualmente indagato ed il vicepresidente, papà Boschi ai quali Carbone avrebbe elargito preziosi consigli: le conseguenze le abbiamo viste tutti.
Sì, esattamente Boschi, quel signore che sua figlia, ministro della Repubblica di Pulcinella, ha descritto alla Camera, come galantuomo d’altri tempi.
Ma non finisce qui. A mettere in contatto Pier Luigi Boschi con il faccendiere Carboni, sarebbe stato tale Valeriano Mureddu, anche lui massone, che vive a pochi passi dalla residenza di papà Renzi, con cui pare abbia fatto diversi affarucci.
Finora dal governo non una sillaba di smentita sulla questione, ma, se, come appare in tutta evidenza, la cosa dovesse rivelarsi fondata, ci troveremmo di fronte ad una verità sconfortante, quanto presagita: un governo dove il più pulito ha la rogna. Nella Repubblica di Pulcinella, d’altra parte, cosa potremmo aspettarci se non un governo di burattini, mossi da mani luride?
In un paese serio, le dimissioni, da parte del presidente Renzi e della sua bella addormentata nei Boschi, sarebbero immediate. Ma siamo in Italia e dunque tutto tace, con la speranza, per altro fondata, che il tempo faccia dimenticare tutto, che la notizia passi sotto banco.
Noi, però, non dimentichiamo, caro signor presidente burattino Renzi. Noi, all’interno delle istituzioni, vogliamo gente pulita, onesta e capace. Ma abbiamo fiducia, ci arriveremo.

DALLA P2 ALLA B2
Alberto Statera da Repubblica
La Banca Etruria dagli anni 70 era chiamata la banca di Licio Gelli, perché gli affiliati della Loggia P2 ci versavano le proprie quote. La Banca Etruria, per la quale sono state richieste le dimissioni della Boschi, è all’insegna di «indicibili accordi massonici» tra l’ala massonica e quella cattolica della finanza e del potere locale. Prima con i massoni al comando e i cattolici a fare da sponda, poi, dopo il “golpe bianco” del 2009, con gli ex democristiani al potere e i massoni di scorta. Ma attenzione, ad Arezzo, una delle capitali massoniche d’Italia, spesso vige la doppia affiliazione in quel groviglio d’interessi e di solidarietà trasversali che hanno prosperato intorno alla Banca per 130 anni
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Dice nulla che i primi sostenitori di Matteo Renzi erano l’Opus dei, la Compagnia delle Opere e Berlusconi tramite Verdini?

LA GONFIATURA DELL’AFFARE DI QUARTO
Viviana Vivarelli

I servi di regime si alternano vergognosamente in tv in un lavoro a catena di diffamazione del M5S. Costoro tentano, con stupidità e scelleratezza, di far credere che il M5S si sia sputtanato per un condono malfatto del suocero di un sindaco a 5stelle, e tentano ancor più protervamente di far credere che un illecito amministrativo sia un reato addirittura peggiore delle malefatte di Renzi e dei reati, quelli sì penali, di 84 membri del Pd in presenza di un centinaio di amministrazioni piddine chiuse, quelle sì, per mafia.
Sono tutti lì a sbrodolarsi addosso merda pura come “Persa la purezza del M5S”,”Il M5S non può fare la morale a nessuno”,”Il M5S si è smarcato da una purezza ariana” (L’Unità), “Caduto il mito della purezza razziale”(Il Foglio),”Vertici in silenzio su Quarto”, “L’onestà si è fermata a Quarto” e altre facezie simili.
Silenzio assoluto sui 250 Comuni sciolti per mafia, sugli 84 membri del Pd arrestati o indagati, sulla truffa di Renzi/Visco ai risparmiatori con la complicità alle 4 banche, la dissoluzione dei dritti dei lavoratori e della democrazia, il furto ai risparmiatori.
Il fumo della persecuzione ammorba l’aria e serve, oltre che a fini elettorali e a sgamare il sorpasso del M5S sul Pd nei sondaggi, con Di Maio che assomma più preferenze di Renzi, a creare una gigantesca opera di distrazione di massa che distolga l’attenzione dal problema, enorme e centrale, che solo i più sciocchi non vedono e che sta nei perversi giochi della finanza, che di democrazia, diritti civili e futuro della Nazione proprio se ne sbatte.
Franco Bechis affaccia l’ipotesi che Consob, Bankitalia e governo renziano siano stati complici per lasciare impuniti i bankster assassini, chiudendo tutti e due gli occhi sui diritti dei risparmiatori, con lesione gravissima dell’art. 47 della Costituzione, che dice solennemente: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla ..”, là dove di disciplina, coordinamento e controllo non c’è stata nemmeno l’ombra.
Scrive dunque Bechis: Le banche in crisi potevano essere salvate. Si poteva evitare in altri modi la procedura fallimentare. Ma se il Governo renziano, Bankitalia e Consob hanno lasciato che le cose travalicassero a tal punto, aumentando le sofferenze senza controlli, lasciando che i debiti inesigibili diventassero una montagna e ubbidendo poi, addirittura un mese prima, alla feroce disposizione della Bce di penalizzare non i fautori bancari della grande truffa ma gli ignari risparmiatori, salvando i banchieri assassini e lasciando loro intatto il bottino, ciò ha seguito gli interessi di qualcuno che
-prima ha fortemente guadagnato sul percorso fallimentare, frodando i 250.000 obbligazionisti, poi coi giochi speculativi e il decreto sulle Popolari e la frode dell’identità tra controllori e controllati che del conflitto di interessi proprio se ne frega
-e che domani ci guadagnerà ancora di più comprando con forte svalutazione i conti in rosso( la bad bank), cioè le cambiali a vuoto e addirittura le stesse banche in crisi col loro valore crollato al minimo.
Oggi IFQ lancia l’ipotesi che siano gli Emirati arabi la potenza oscura pronta a comprare Banca Etruria (e si sa che nel business Isis o terrorismo scompaiono).
Sia Bechis che IFQ, ma oggi anche Repubblica, hanno cominciato a parlare dei rapporti del padre della Boschi con la P2.
E sarebbe bello che le indagini sulla loggia massonica che sta dietro a questi giochi finanziari portassero a risultati tangibili.
Si dice che Qatar e Abu dhabi potrebbero essere i possibili acquirenti di Banca Etruria. Appare il solito mediatore, certo Mureddu, quello stesso che portò papà Boschi da Flavio Carboni, un Mureddu che si dice far parte dei servizi segreti e che è grande amico di Tiziano Renzi, Matteo Renzi e Pier Luigi Boschi (bel terzetto!).
Il puzzle si compie. I fili svelano la trama.
Finanza e P2 sono andate sempre a braccetto.
Licio Gelli è morto ma i suoi epigoni non mancano.
Berlusconi fu l’uomo-immagine di Licio Gelli. Renzi gli succede nella primogenitura.
Questo è lo scandalo. Altro che Quarto!

Da 10 giorni i media non fanno che parlare di Quarto ed è proprio strano, perché Quarto è un paesino di 40.000 abitanti e non ha senso tanto furore mediatico su un abuso edilizio tutto sommato piccolo, che riguarda il suocero del sindaco, su cui la camorra ha impiantato un ricatto locale peraltro respinto dal sindaco stesso. Ma perché si è voluto che questo fatterello andasse in prima pagina?
La cosa è troppo esigua per meritare tanto accanimento mediatico e in un Comune sciolto due volte per mafia e in una Regione dove non esiste una famiglia senza abusi edilizi come la Campania è del tutto sproporzionata e grottesca. La Campania e i sindaci piddini hanno visto ben di peggio! I Comuni sciolti in Italia per mafia e per reati penali (non certo per condoni di famigliari) sono 250 con 84 membri del Pd arrestati o indagati per reati penali, altro che illeciti amministrativi! Come mai tanta attenzione solo a Quarto? I 5stelle sono attaccati in modo feroce ma non si capisce nemmeno che abbiano fatto Di Maio o Di Battista o Fico di tanto terribile.
Il fatto è che le cose per Renzi vanno male. Nei sondaggi il Pd batte in testa, il 12 gennaio EMG-Tg, per La7, dava il M5S al 52% e il Pd al 48%. Il 30 dicembre, per Piepoli, Di Maio superava col 40% Renzi al 39. Ciò in parte spiega perché Renzi abbia dato fuoco alle polveri per rovesciare la tendenza che vedeva tutti i partiti in discesa e l’odiato M5S che invece aumentava nel favore degli italiani. E lo spreco di cannoni mediatici in parte è giustificabile. Anzi desta meraviglia che nel Movimento il peggio che sono riusciti a trovare sia una cosa tanto minuscola come un sottotetto difettoso per la data dalla richiesta di condono. Se il massimo di accuse che i piddini riescono a trovare è un condono edilizio pasticciato, vuol dire che questo M5S è una perla di onestà! E la sfilza di servi che in tv si sbraca per attaccarlo risulta ridicola e senza pudore.
Certo tra 2 mesi ci sono le amministrative e i favori del governo ai banchieri truffatori e i 250.000 risparmiatori truffati non aumentano il consenso.
Ma per il giornalista Iannulli di IFQ c’è di peggio: si sta creando un diversivo perché si avvicina un’ondata di scandali bancari che li travolgerà tutti. Iannuli è sicuro che siamo alla vigilia di una tempesta bancaria di misura enorme. Il danno di Banca Etruria sprofonderà tutte le banche italiane come un domino e i conti correnti di tutti i risparmiatori saranno a rischio. Finora lo Stato pagava per salvare le banche in crisi e copriva il rosso coi nostri soldi. Bankitalia dava soldi alle banche all’1%, queste lo davano al credito al 12% e si rifacevano con la differenza. Ma ora, col bail in, la Bce vieta questo giro di soldi. Stop agli aiuti di Stato. E quando una banca andrà troppo in rosso, i debiti, per legge, saranno pagati dai correntisti. Ma questo apre la rivoluzione. E’ un fatto gravissimo che manda all’aria il risparmio. Renzi ha tentato di tamponare la crisi delle banche col decreto salvabanche, ma la Bce glielo vieta. Tra Renzi e l’Ue i rapporti hanno cominciato a stridere. Non è vero, come dicono i giornali, che si stanno litigando sui migranti. Non è vero che le banche possono fare un Fondo interbancario (e con quali soldi se non ne hanno nemmeno per i loro debiti?). Non è vero che Bankitalia, Consob, Corte dei Conti e Ministero del Tesoro sono in grado di fermare la frana. Sta per arrivare il finimondo. Ed ecco che salta fuori che Renzi, suo padre e il padre della Boschi erano in combutta col peggior delinquente d’Italia, quel Flavio Carboni, mafioso e della P2, coinvolto in tutti i peggiori scandali d’Italia, che detta le nomine di Banca Etruria, in perfetto stile pidduista. Com’è che salta fuori ora? Si vuole affossare Renzi?
Scoppia una finta lite tra Renzi e quel protettore di fondi neri e di evasori fiscali di Juncker. Volano parole grosse. Juncker tratta Renzi male, come non aveva mai trattato nessun capo di governo europeo. I compari si litigano sul bottino? Juncker tratta a pesci in faccia Renzi. E quand’è che Juncker si è arrabbiato così tanto con un capo di Governo? Scalfari (un altro buono! accusato anche lui di stare nella P2) accusa Renzi di ‘scarso europeismo’. E quando mai? Visto che, a differenza del primo Tsipras, Renzi ha applicato di corsa, senza discuterle e anzi in anticipo, tutte le porcate che la Bce e l’Unione europea hanno addossato ai poveri cittadini euro! Anzi il bail in Renzi lo ha applicato un mese prima! Così come il Pd è stato il primo in Europa a mettere il pareggio del bilancio in Costituzione!
Che sta succedendo? Sentono tutti puzzo di cadavere? Il castello bancario sta franando? Ma il popolo non deve sapere. Se si scopre che i conti correnti sono in pericolo come in Argentina, ci sarà la corsa agli sportelli come a Cipro. Allora si cercano freneticamente i più vari espedienti di distrazione di massa. E intanto le borse cedono, la speculazione perde miliardi ogni mattina, la finanza vacilla. L’Europa delle banche traballa. Altro che Quarto!
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Questo disse a ‘Bersaglio mobile’ Esposito: “Sapete quanti Comuni a guida Pd ci sono in Italia? 5000. Cosa volete che siano 120 Comuni Pd sciolti per mafia e 84 arrestati/indagati?”
Sarebbe come se uno dicesse: “Sapete quanti sono i padri di famiglia in Italia? E cosa volete che sia se un bambino su 5 ha subito molestie sessuali?”
Indecente!


(Flavio Carboni)

Marco e basta
Il PD sta da tempo precipitando dal baratro delle centinaia tra arrestati, indagati e processati. La verità sul “caso Quarto” è che la camorra aveva da tempo una solida collaborazione col PD, ma, per irregolarità nelle presentazione delle liste, il PD non poteva presentare candidati, per cui la camorra ha tramite il piddino Ferro cercato di avvicinare un candidato (De Robbio) riuscendoci grazie alla promessa di dirottare molti voti sul suo nome. Il M5S ha vinto con 9500 voti, di cui 800 di De Robbio, l’unica lista civica ammessa.
Al voto solo 4000, quindi i voti a De Robbio non sono stati determinanti per l’elezione del sindaco Capuozzo. Successivamente De Robbio ha provato a fare pressioni per far assegnare l’appalto per lo stadio e le assunzioni al cimitero agli “amici” non riuscendoci, ed ecco che è passato dalle pressioni politiche ai ricatti, da cui la decisione di espellerlo, ben prima che venisse ufficialmente indagato dal pm Woodcock. Dalla vicenda si evince che comunque la camorra uno disposto a farsi corrompere lo può trovare ovunque, ci mancherebbe altro, siamo tutti essere umani più o meno corruttibili, ma la differenza tra il M5S e un PD qualsiasi (che si chiami PD, PDL, FI o SEL, tanto siete tutti uguali) è che mentre a voi non fa specie candidare alla presidenza della regione un condannato, anche col sostegno della camorra tramite Cosentino, il M5S espelle chiunque sia anche solo indagato.

IL TERZETTO MALEFICO-LA P2 SOPRA LO STATO

Dunque Matteo Renzi, suo padre Tiziano Renzi e il padre della Boschi, Pierluigi Boschi, sono GRANDI AMICI DI FLAVIO CARBONI. Segnatevelo! Per la serie: dimmi con chi vai e ti dirà chi sei.
Flavio Carboni, già inquisito per rapporti con la mafia, è uno degli italiani peggiori di tutti i tempi ed entra in tutti i grossi scandali italiani.
Ebbe rapporti con l’agente segreto Francesco Pazienza, il capo della P2 Licio Gelli, il boss mafioso Pippo Calò, l’ex gran maestro della massoneria Armando Corona, e fu socio di Berlusconi in Sardegna. Carboni e Gelli si occupavano di investire il denaro sporco di Pippo Calò (clan dei Corleonesi). Per dichiarazione del pentito Antonio Mancini della banda della Magliana, Carboni era l’anello di raccordo tra la banda della Magliana, la mafia di Pippo Calò e la P2 di Gelli. Davvero una brava persona!
Nel 1982 Carboni subisce numerosi arresti, sconta brevi periodi di pena, è imputato di molti crimini, come l’omicidio di Roberto Calvi, ma, grazie a leggi permissive e giudici compiacenti, viene sempre assolto, soltanto è condannato a 8 anni e 6 mesi per concorso nel fallimento del Banco Ambrosiano, poi, grazie a varie amnistie, anche qui, liberato.
Nel 2010 è arrestato di nuovo per gli appalti dell’eolico in Sardegna e (in base alla legge Anselmi sulle società segrete) è accusato di aver costituito la P3, organizzazione segreta sospettata di condizionare le istituzioni.
Nel 1997, i magistrati di Roma collegano Carboni e Pippo Calò all’omicidio del banchiere Roberto Calvi. Il Carboni avrebbe ricettato la borsa di Calvi, rivendendola a un alto prelato, che ha così nascosto le magagne finanziarie del Vaticano, ma che è stato scagionato “per ragioni di Stato”. Carboni è accusato e poi assolto per l’omicidio di Calvi, mentre la magistratura inglese emette un verdetto definitivo con cui dichiara che la causa della morte non è il suicidio ma uno strangolamento fatto da più persone. La borsa coi documenti di Calvi, guarda caso, ce l’ha il Carboni, che la rivende al Vaticano. Nel processo per il crack del Banco Ambrosiano, Flavio Carboni è condannato a 8 anni, Umberto Ortolani e Licio Gelli a 12, Francesco Pazienza a 8 anni. Ma poi Carboni il carcere non lo fa perché la giustizia italiana è un colabrodo. Licio Gelli nemmeno.
Nell’inchiesta sull’eolico in Sardegna, Flavio Carboni è insieme al Presidente della Sardegna Cappellacci e al coordinatore PdL Denis Verdini. E’ stato lui a mettere come presidente dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, Ignazio Farris, anch’egli indagato. Gli incontri avvenivano alla presenza di Dell’Utri (poi condannato a 9 anni per mafia). Nel processo risulta che il Carboni comprometteva le sentenze e faceva pressioni sulla Consulta per una sentenza favorevole a Berlusconi.
Fu sempre Carboni che fece riammettere nella lista del Pdl, malgrado le liste truccate, Formigoni, che poi diventò Governatore della Lombardia, malgrado gli imbrogli. Fu lui che sostenne Cosentino come Governatore della Campania (camorra), lui che screditò Caldoro e che fece i dossier su Marrazzo. E sempre lui che favorì, come presidente della Corte d’appello di Milano, Marra.
Ora ritroviamo questo bel soggetto nello scandalo di Banca Etruria, come migliore amico, guarda caso, di Renzi, di suo padre e del padre della Boschi.

Lo capite ora perché tanta grancassa sullo ‘scandalo’ di Quarto? Ma credono davvero di buttare contro il M5S un piccolo condono edilizio per coprire un gigantesco cumulo di corruzione e di menzogne?
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Franco Bechis
Direi che il banchetto massonico consumato su Etruria dai vertici dell’epoca, Pierluigi Boschi compreso, sia assai più interessante e rilevante per la democrazia italiana delle piccole cose di Quarto.”

Il 24 settembre 2014, Ferruccio de Bortoli lascia Il Corriere con un editoriale che resta famoso:

IL NEMICO ALLO SPECCHIO

Devo essere sincero: Renzi non mi convince. Non tanto per le idee e il coraggio: apprezzabili, specie in materia di lavoro. Quanto per come gestisce il potere. Se vorrà veramente cambiare verso a questo Paese dovrà guardarsi dal più temibile dei suoi nemici: se stesso. Una personalità egocentrica è irrinunciabile per un leader. Quella del presidente del Consiglio è ipertrofica. Ora, avendo un uomo solo al comando del Paese (e del principale partito), senza veri rivali, la cosa non è irrilevante.
Renzi ha energia leonina, tuttavia non può pensare di far tutto da solo. La sua squadra di governo è in qualche caso di una debolezza disarmante. Si faranno, si dice. Il sospetto diffuso è che alcuni ministri siano stati scelti per non far ombra al premier. La competenza appare un criterio secondario. L’esperienza un intralcio, non una necessità. Persino il ruolo del ministro dell’Economia, l’ottimo Padoan, è svilito dai troppi consulenti di Palazzo Chigi. Il dissenso (Delrio?) è guardato con sospetto. L’irruenza può essere una virtù, scuote la palude, ma non sempre è preferibile alla saggezza negoziale. La muscolarità tradisce a volte la debolezza delle idee, la superficialità degli slogan. Un profluvio di tweet non annulla la fatica di scrivere un buon decreto. Circondarsi di forze giovanili è un grande merito. Lo è meno se la fedeltà (diversa dalla lealtà) fa premio sulla preparazione, sulla conoscenza dei dossier. E se addirittura a prevalere è la toscanità, il dubbio è fondato.
L’oratoria del premier è straordinaria, nondimeno il fascino che emana stinge facilmente nel fastidio se la comunicazione, pur brillante, è fine a se stessa. Il marketing della politica se è sostanza è utile, se è solo cosmesi è dannoso. In Europa, meno inclini di noi a scambiare la simpatia e la parlantina per strumenti di governo, se ne sono già accorti. Le controfigure renziane abbondano anche nella nuova segreteria del Pd, quasi un partito personale, simile a quello del suo antico rivale, l’ex Cavaliere. E qui sorge l’interrogativo più spinoso. Il patto del Nazareno finirà per eleggere anche il nuovo presidente della Repubblica, forse a inizio 2015. Sarebbe opportuno conoscerne tutti i reali contenuti. Liberandolo da vari sospetti (riguarda anche la Rai?) e, non ultimo, DALLO STANTIO ODORE DI MASSONERIA. Auguriamo a Renzi di farcela e di correggere in corsa i propri errori. Non può fallire perché falliremmo anche noi. Un consiglio: quando si specchia al mattino, indossando una camicia bianca, pensi che dietro di lui c’è un Paese che non vuol rischiare di alzare nessuna bandiera straniera (leggi troika). E tantomeno quella bianca. Buon lavoro, di squadra.
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Perché il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli attacca così frontalmente il premier Matteo Renzi? Perché evoca la troika, i segreti del patto del Nazareno e, a questo proposito, sente lo “stantio odore della massoneria”?

CLAUDIO MARTELLI, POCHI GIORNI FA

Onorevole Claudio Martelli, lei ha conosciuto Gelli e ne è stato anche vittima. Cosa resta, 35 anni dopo, di quel ciclone politico-istituzionale che fu suscitato nel maggio del 1981 dalla pubblicazione della lista degli iscritti alla Loggia P2, sequestrata due mesi prima, a Castiglion Fibocchi nella villa di Licio Gelli?
«35 anni dopo c’è ancora un tramestio di legami sospetti, coperti, tra gruppi di interesse, grande finanza e politici. Poi, a parte, ci sono delle continuità locali, per esempio in Toscana. Penso anche all’articolo con cui Ferruccio de Bortoli si è congedato dal Corriere della Sera con l’accenno, tutt’altro che mascherato, all’odore stantio di logge massoniche. Dunque, uno dei più autorevoli giornalisti italiani ci dice che, 35 anni dopo, i vertici del potere politico puzzano di massoneria, deviata o non deviata che sia».
“C’erano carte di gran lunga più compromettenti che non fecero scandalo. Ad esempio, quelle che riguardavano il patto di spartizione della stampa italiana, patto siglato tra Licio Gelli e Caracciolo, editore di Repubblica ed Espresso, interessatissimo all’acquisizione del Messaggero. Tra le carte della P2 spiccavano quelle sul Banco Ambrosiano. Tra queste carte c’erano fogli compromettenti per il Psi, per De Benedetti e per lo stesso Scalfari. Secondo gli appunti di Gelli, in cambio del silenzio stampa, Calvi avrebbe garantito un miliardo a settimana al gruppo editoriale Caracciolo. In istruttoria il giudice Squillante escluse responsabilità di Scalfari»

Berluscameno
Renzi mente sapendo di mentire? Ha cambiate tutte le garanzie a favore delle Banche.
Le Banche sono solo Enti inutili, o meglio molto utili per chi di mestiere è uso a riciclare i fondi ricevuti da esportare nei paradisi fiscali ! Spiegatemi perché un cittadino qualunque (anche piccolo imprenditore, PMI) che investe in una azienda dando lavoro e creando ricchezza, che per qualsiasi motivo, non truffaldino e premeditato, vada in disgrazia, ci rimetta tutti i suoi averi e anche quelli familiari, debba essere abbandonato, non solo, ma anche vessato dallo stato e dalle banche. Mentre se una “banca fallisce” debba essere salvata con aiuti di stato (cioè da noi, con i soldi pagati attraverso il prelievo fiscale) o attraverso l’assorbimento da parte di un altro istituto di credito (che vive con i nostri risparmi). Il Renzi dice: “abbiamo salvato posti di lavoro”. Quali? Quelli di coloro che per paura di perdere il posto di lavoro” hanno truffato vecchi e sprovveduti”, vendendo carta straccia, quindi aiutando il sistema bancario (ossia i banchieri ladri ) a fottere le persone? Complimenti a tutti questi personaggi! Qualcuno al posto di Renzi avrebbe mandato tutti quei ‘gaglioffi impuniti ‘a pascolare le pecore, senza stipendio e facendogli pagare personalmente i danni creati, con relativo sequestro dei loro beni e degli emolumenti, trattamento di fine rapporto e pensionistici. Così capirebbero che cosa vuol dire comportarsi secondo etica (come fanno tutti i cittadini onesti) e cosa consegue se si tradisce il principio che a essa si lega, rientrando –in tal modo – nella ‘categoria dei vigliacchi’, cioè quelli che per salvare il loro deretano fottono quello degli altri.
C’è un documento ‘fatto circolare dal ministero delle finanze tedesco’, che recita:
“È di fondamentale importanza minimizzare i rischi a carico dei contribuenti di un paese Ue. Occorre assicurare un credibile bail-in, invece di ‘mettere in comune di tutti i paesi deboli della UE’ i rischi bancari”.
Berlino ‘teme di dover pagare per salvare le banche italiane e dà mandato alla Commissione UE di essere ‘inflessibile’. E Renzi sta attaccando la Merkel da diverso tempo su tre punti:
1)-banche,
2)- migranti
3)-politica energetica.
Le tensioni sono venute allo scoperto all’ultimo vertice dei capi di Stato e di governo
Renzi dice alla Merkel: “Non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa!”
Merkel continua ad accusare l’Italia di barare sulla nazionalità dei migranti per scaricarli sui paesi nordici. Dice che non ci stiamo sbrigando a preparare i centri d’accoglienza, dove si deve procedere all’identificazione di ognuno prima dello smistamento.
Renzi ha risposto: “I numeri di migranti della redistribuzione sono inaccettabili. Siamo al 50% dei centri e allo 0,2% dello smistamento”. Contesta anche i ‘tre miliardi da dare alla Turchia’, con contributi anche nostri, che servirebbero ad evitare l’arrivo di due milioni di siriani soprattutto in Germania.
Poi c’è la questione energia: la Ue a trazione tedesca ha bloccato il gasdotto ‘South Stream’ che avrebbe trasportato il metano russo attraverso i Balcani e l’Italia. Ma lascia che si faccia il gasdotto ‘North Stream’, che passerà invece per la Germania. Una evidente contraddizione. Berlino si attende che tutti gli stati Ue prolunghino le sanzioni economiche alla Russia senza fiatare, salvo procedere essa stessa al raddoppio del gasdotto.
Ma è la questione delle banche europee, la bomba atomica pronta ad esplodere in Italia qualora non si trovasse un accordo politico.
UNIONE BANCARIA UE: I primi due passi sono stati fatti, e cioè abbiamo una sorveglianza bancaria unica e uguale per tutti e un criterio condiviso per risolvere la crisi di un istituto: se si vuole salvare una banca in fallimento con del denaro pubblico, bisogna prima eliminare in tutto o in parte il valore di azioni e obbligazioni secondarie e dei depositi in conto corrente nella parte eccedente i centomila euro. Questo dal prossimo 1° gennaio.
Renzi acconsentì con la Merkel in cambio della promessa che poi si sarebbe messo in piedi un terzo pilastro, ossia “una ‘garanzia comune dell’area euro su tutti i conti correnti della banche UE di importo inferiore a 100.000 euro.

Berluscameno
Ora Renzi teme il referendum contro le sue riforme.
Mentre – in piena catastrofe Euro-zona – il presidente della Repubblica indica l’evasione fiscale come il vero problema del disastro economico che sta retrocedendo l’Italia (folle super-tassazione imposta dalla moneta unica, e quindi crollo del Pil, fallimenti, chiusure, licenziamenti), Renzi porta avanti la favola dell’esaltazione ridicola di quel +0,8% di Pil con cui si chiuderà il 2015 (dopo 4 anni di segni meno, e in presenza di circostanze eccezionalmente favorevoli come il quantitative easing della Bce e il tracollo del prezzo del petrolio) e guarda al referendum confermativo sulla sua riforma costituzionale che sostanzialmente abolisce la Costituzione nata dalla Resistenza, quella a cui lo stesso Mattarella non manca di rendere continuamente omaggio.
Inutile stare a ricordare che quelli che Renzi considera successi sono solo macelleria sociale, a partire dal Jobs Act e dall’abolizione dell’articolo 18, che hanno consegnato la vita e la dignità di ogni singolo lavoratore dipendente al capriccio delle singole imprese o addirittura dei singoli capetti e caporali.
Inutile anche insistere sulla nauseante vicenda delle quattro-banche salvate, sacrificando i correntisti più ingenui, truffati allo sportello con l’offerta di obbligazioni-carta-straccia.
“Renzi lo abbiamo messo lì noi”, rivendicò allegramente Marchionne “per distruggere definitivamente il patto costituzionale del dopoguerra, già duramente sfibrato dal ventennio berlusconiano e dalla lenta scomparsa di una qualsiasi rappresentanza politica di sx.
Dunque Renzi legherà al referendum d’autunno il suo destino politico.
Ma non c’è solo il nefasta proposito di legare il proprio nome a una svolta reazionaria di portata storica, che disegna una Terza Repubblica repubblichina in cui soltanto i ‘CETI BANCARI E FINANZIARI DOMINANTI ‘ (con le loro varie Lobby) possono disporre di rappresentanza e accedere ai palazzi del potere. C’è anche la probabile certezza di una catastrofe del Pd alle elezioni amministrative di primavera. Soprattutto in quelle città dove il partito del premier è quasi scomparso dalla scena politica: Roma e Napoli. Due città opposte, con Roma che ha visto il Pd gestire l’amministrazione all’interno di Mafia Capitale, e Napoli che lo aveva espulso già 4 anni fa, scegliendo De Magistris anziché uno dei tanti maneggioni del Pd.
Il rottamatore quindi lascia che siano i suoi uomini a gestire e forse perdere la partita di primavera, svalutandone il significato politico generale 5 mesi prima delle elezioni.
E cerchia in rosso la data del referendum per stabilire se la reazione – con lui al balcone – avrà davvero vinto o no.
Sarà una partita complicata, perché la retorica del nuovo che avanza (le riforme, i giovani ministri sempre sorridenti, le facce ignote che ammoniscono il popolo ogni giorno dallo schermo) ha in genere facile gioco contro tutto quello che viene racchiuso sotto l’etichetta del vecchio. Ma non c’è nulla di più vecchio di una società in cui chi non possiede una grande impresa reale o bancaria non ha nemmeno diritto di parola. Non c’è nulla di più preistorico di un rapporto di lavoro in cui il lavoratore deve essere sempre flessibile e muto, liquido e sostituibile in ogni istante. È il mondo disegnato dalla èlite finanziaria e bancaria multinazionale del potere globale e dall’Ue complice, a cui Renzi presta temporaneamente solo la faccia e le battutine.

SU DE LUCA
Carletto
Non potremmo dire che la sx è diventata la dx perché a forza di cogestire il potere e tramandarlo in eredità nepotistica in tutti i settori, coloro che hanno gustato troppo a lungo poteri e privilegi hanno deciso che il pensiero destro sia più conveniente per quelli che detengono beni (accumulo e accentramento) nei confronti del pensiero sinistro (solidarietà e redistribuzione) ovvero “ora che facciamo parte del club guai a ci tocca il nostro maltolto”.
Come dice Grillo, non bisogna consentire a nessuno di stare al potere troppo a lungo.
Vincenzo de Luca è il classico esempio 20 anni di amministrazione del condominio Salerno ed ora oggettivamente i cittadini di Salerno si ritrovano che prima avevano un Comune con un ricchissimo patrimonio di beni immobili e mobili e un bilancio in attivo, spiagge luoghi pubblici parcheggi gratuiti, sottosuolo pubblico ed aziende pubbliche di trasporto funzionanti, e ora hanno parcheggi a 3 euro l’ora, posti auto per residenti a pagamento, sottosuolo svenduto per farne box privati venduti poi a prezzi da appartamenti, patrimonio immobiliare sfitto e a prezzi da capogiro e lavoratori e famiglie sfrattate per fine locazione, edilizia residenziale pubblica nulla, housing sociale affidato con regalo di superfici pubbliche in periferie degradate alle famigerate cooperative che poi fittano a 600 euro/mese appartamenti da 65 metri quadrati realizzati in modo indecente, spiagge occupate da colate di dighe foranee per porticcioli da diporto o con colate di cemento dei lidi e con il più bel lungomare d’Italia deturpato da mostri di cemento che sono connessi per proprietà societarie ai parenti di de Luca e ai figli, patrimonio immobiliare e mobiliare totalmente svenduto e nullo, partecipate che offrono servizi indispensabili in monopolio a prezzi da furto, disoccupazione a crescita esponenziale, tranne per i pochi amici degli amici e a carico di soldi pubblici, suolo pubblico regalato agli amici, bilancio in rosso con la necessità di vendere la centrale del latte e i residui di immobili pubblici, le tasse più alte di Italia, seconda a Napoli (ma considerando il costo dei servizi indispensabili riversati a carico dei cittadini al primo posto assoluto) e da ulteriormente innalzare causa sfascio totale dell’economia comunale, giustizia totalmente asservita, ticket sanitari alle stelle e chiusura di pressi ospedalieri e crollo perfino del sistema di assistenza dell’emergenza sanitaria.
Se De Luca fosse un amministratore i condominio e non un sindaco, i condomini lo aspetterebbero sotto casa per costringerlo a restituire il maltolto, altro che presidente abusivo della regione in virtù della non pronuncia del sistema giudiziario!
Il paradigma della sx sarebbe in realtà l’unico che potrebbe salvare l’economia mondiale, ma è rifiutato da tutti perché la politica mondiale è in mano al 10 % della popolazione mondiale a cui le cosa van meglio così e in nessun luogo delle democrazie occidentali si e mai praticata una democrazia di sx. Ne tanto meno in Cina o in Russia.
Tant’è che Grillo viene tacciato di essere di dx e populista oltre che giustizialista da quelli che praticano politiche di dx e propaganda populista: Berlusconi Renzi Salvini ecc. e proprio di una onesta giustizia hanno più paura.

LA POLITICA USA
Berluscameno

Ma dobbiamo proprio aspettare che i tradimenti dell‘Élite del potere globale bancario e finanziario ci riducano solo a polvere per farci finalmente coraggio e ribellarci a questo crudele ed inutile destino ?
I BANCHIERI Rothschild-Rockefeller guidano il Cartello della Federal Reserve, che a sua volta controlla le valute mondiali e le banche della potente élite finanziaria globale.
Inoltre giungono notizie sull’Isis, Cia, Mossad e sui vari gangster al potere con Obama.
Perché il mondo dovrebbe preoccuparsi della politica estera americana?
La risposta è piuttosto semplice: se morirete mentre siete a casa vostra, se sarete fatti a pezzi insieme alla vostra famiglia, probabilmente sarà stata l’America ad uccidervi.
Gli americani sono consapevoli di tutto questo.
La maggioranza della popolazione USA non approva la folle politica estera americana, ma l’opposizione costituita dalla dx repubblicana (guidata dai famosi neo-con) non solo la sostiene, ma crede che Obama non stia ammazzando a sufficienza – e certamente non ovunque sia necessario. Il mondo, di conseguenza, è costretto a vivere e a morire all’ombra della politica di Washington, minacciato dalle spaventose politiche di Obama (che rappresenta, oltretutto, il punto di vista moderato negli USA) e da una dozzina di pazzi che, dietro le quinte, è in attesa sia degli eserciti promessi dagli americani in Africa e in Medio Oriente che dell’imposizione dell’egemonia statunitense in tutta l’Asia – oltre che dell’annientamento nucleare di tutti coloro che osassero disapprovare.
E’ un pezzo di storia che si sta ripetendo.
Le migliori informazioni che potete trovare là fuori, i dettagliati rapporti investigativi trapelati dal governo degli Stati Uniti, indicano tutti che le vicende del 9/11/2001 ( N.Y-torri gemelle) furono una congiura internazionale e che, sì, l’Arabia Saudita era pienamente coinvolta.
Nel maggio del 2014, quando i documenti prodotti dalla Russia furono pubblicati (peraltro solo da “Veterans Today”, dopo essere stati rifiutati dalla Cnn), nessuno prestò attenzione a quello che non voleva sentirsi dire. Quei documenti facevano riferimento non solo all’Arabia Saudita, ma anche ad una cabala costituita da leader politici e finanziari americani, canadesi, israeliani e sudafricani – sostenuta dai gruppi-canaglia presenti nella Cia e nel Pentagono, ma anche dai servizi segreti sauditi e israeliani. In quei documenti non si parlava degli Stati estremisti islamici (e nemmeno di Osama Bin Laden), ma si faceva il nome di alcuni personaggi riservati e potenti, come ad esempio Bronfman o Netanyahu. Nessuno si nascondeva nelle caverne, non i veri colpevoli, gli stessi che oggi sostengono l’Isis. Questo gruppo terroristico segreto proviene dalle sale di rappresentanza di Zurigo e Londra, non dai tunnel sotto Mosul.
La ragione per cui ancora una volta occorre tornare su questa vicenda USA del 9/11/2001 è che l’era Bush potrebbe ripetersi. Suo fratello Jeb è uno dei capofila nelle prossime elezioni presidenziali statunitensi. Anche Donald Trump potrebbe essere eletto e, insieme a lui, anche degli altri … ma lavorano tutti per la Koch Brothers e per il losco padrone israeliano del gioco d’azzardo, Sheldon Adelson. Sono tutti alla ricerca di una nuova guerra mondiale. Hanno tutti questa cosa in comune, vogliono dichiarare guerra alla Russia. Vogliono che il mondo diventi uno Stato di polizia caratterizzato dalla sorveglianza universale ed auspicano (fatto che si capisce ancor meno) il collasso ambientale che, a sua volta, porterebbe inesorabilmente allo spopolamento del mondo.
La ragione per cui vengono qui citati gli eventi USA del 9/11/2001 ed alcuni fatti largamente provati (l’esplosivo posto sulle ‘tre torri’, l’arresto in tutta New York di personaggi appartenenti al Mossad, il disturbo ed il blocco delle trasmissioni-radio, la fuga dal paese delle persone sospette, i due aerei carichi di sauditi e israeliani etc.), è che quelle vicende si stanno ripetendo. Vengono raggruppate sotto il nome di ‘Isis’, ma si tratta della stessa ‘unione’ fra i servizi segreti israeliani e sauditi che abbiamo visto all’ opera in USA il 9/11/2001 e che questa volta coinvolge anche il prode Erdogan.
Lavorando a stretto contatto con la Cia ed il Pentagono, l’unione comanda le unità dell’Isis, le rifornisce di armi e paga il petrolio in contanti, nell’ ambito di quell’enorme commercio che è stato provato dalla Russia, ma di cui tutti sapevano da molto tempo.
I protagonisti sono sempre gli stessi, che si parli di Isis, di Ucraina, di Boko Haram o di al- Shebab in Kenya e in Africa Orientale, di guerra allargata in Afghanistan o di guerra al terrore in Europa e negli Stati Uniti. E allora, che ha a che fare tutto questo con la politica americana e con Barak Obama?
Sette anni fa, Obama, entrando sulla scena politica, si rivolse al mondo offrendo ai musulmani la pace e agli americani una migliore giustizia sociale ed una nuova direzione.
In America, la sua politica interna ha portato a relativi successi economici – Obama ed il Partito Democratico hanno lottato per i diritti dei lavoratori, per la salute, per l’istruzione e, in generale, per un ritorno dei diritti degli elettori.
Sotto la sua presidenza, tuttavia, gli omicidi commessi dalla polizia sono notevolmente aumentati. Le Primavere Arabe hanno portato centinaia di milioni di persone verso il disastro politico e infine una nuova Guerra Fredda, basata sull’ ennesimo complotto fra Mossad e Cia, questa volta in Ucraina, incombe spaventosa su di noi.
Quelle che sono delle cose un po’ da pazzi sono le mosse che il presidente Obama sta facendo in direzione opposta: l’accordo nucleare con l’Iran e il recente accordo in Siria con la Russia, tanto per citarne due. E così, se da un lato Obama e Kerry sputano le bugie più goffe ed evidenti perseguendo delle palesi politiche genocide (in particolare verso Iran, Siria, Russia e Cina), dobbiamo prendere atto che, poco tempo dopo, si presentano al tavolo delle trattative con iniziative competenti e razionali! Questa è schizofrenia allo stato puro.
Ad esempio, non c’è dubbio che la Russia sia stata letteralmente spinta a tracciare una linea di demarcazione in Siria, contro l’aggressione americana. Ma quelli che sono più preoccupati per lo Stato Islamico sono gli stessi che l’hanno fondato e lo sostengono. E non stiamo parlando solo di Israele, Arabia Saudita e Turchia, ma anche della dx NEO-CON americana, di quelle stesse persone che hanno contribuito agli eventi USA del 9/11/2001 per creare un clima di paura.
Infine, chiediamoci: qual’é la differenza fra la Nsa (National Security Agency), che intercetta le comunicazioni mondiali, e la Google Corporation? Nessuna.
Il presidente Obama, in sette anni, non è riuscito a portare l’America alla pace. Al contrario, ha spinto il mondo verso una nuova Guerra Fredda ed ha precipitato l’Europa in un periodo di follia politica.
Ancor oggi sono gli stanchi protagonisti di allora ad esercitare il potere reale: i gangster politici americani, il cartello McCain- Romney legato alla famiglia messicana dei Salinas, l’impero Adelson di Macao e infine i BANCHIERI “Rothschild-Rockefeller “che guidano il Cartello della Federal Reserve, che a sua volta controlla le valute mondiali e le banche.
Questo è ciò a cui che stiamo vedendo: un’ America governata dai criminali e dagli ‘SCAMSTER’ (coloro che ingannano gli altri per prendere i loro soldi, ossia li truffano), dagli interessi dell’industria del petrolio, della difesa, delle assicurazioni, dell’energia nucleare e del carbone, dei cartelli della droga e di alcune potenti famiglie, come quella del gruppo Walton-Walmart.
E dietro a tutto questo non c’è l’America in quanto tale, ma un ‘fronte’ sottile (dell’ 1 % ) che vuol porre la potenza militare americana nelle mani della “CRIMINALITA’ ORGANIZZATA GLOBALE” .

IL BAIL IN
Marcello Foa

Dal 1 gennaio 2016 è entrato in vigore il meccanismo del bail-in, in base al quale saranno i correntisti a pagare in caso di fallimento di una banca e non lo Stato. Marcello Foa, AD del gruppo editoriale svizzero Corriere del Ticino-Media Ti e docente di Comunicazione e Giornalismo, evidenzia i rischi della sua introduzione.
“Immaginiamo uno scenario da incubo, immaginiamo che la banca in cui avete i vostri conti vada in difficoltà, ecco voi in quel momento rischiate, senza saperlo, di perdere una parte anche importante dei vostri conti.
Fino ad oggi se una banca falliva, logica voleva che, intendo se aveva grosse difficoltà di bilancio, che a subirne le conseguenze fossero soprattutto, innanzitutto, o esclusivamente gli azionisti e gli obbligazionisti perché gli azionisti sono i proprietari della banca e gli obbligazionisti sono persone che hanno preso dei bond, delle obbligazioni della banca stessa e sono parte in causa. Purtroppo il risparmiatore pensa, quando compra delle obbligazioni, di prendere un prodotto sicuro ed invece non è sempre così. Lo abbiamo visto nel caso dell’Argentina e altre volte, quando importanti banche sono fallite, gli obbligazionisti hanno perso soldi come gli azionisti.
Col bail-in si introduce un concetto nuovo e molto pericoloso. Se la banca sbaglia con operazioni molto pericolose come quelle che ci sono state nelle banche statunitensi nel 2007-2008, che molti ricorderanno perché hanno causato un vero e proprio Tsunami sull’economia mondiale, ecco, dal 1 gennaio a pagare saranno non più solo gli azionisti e gli obbligazionisti ma anche i correntisti con più di 100mila euro sul conto.
Questo è un principio molto pericoloso e poco democratico perché il correntista è un semplice cliente e dovrebbe essere semmai tutelato fino in fondo. Questa tutela da ora in avanti non ci sarà!
Il problema è che la maggior parte dei cittadini non lo sa. Se molti casi, come Monte Paschi di Siena, piuttosto che Banca Etruria, fossero esplosi dopo il 1 gennaio probabilmente i danni che già oggi molti risparmiatori lamentano sarebbero di gran lunga superiori.

BERLUSCAMENO
Bail in. Ecco come la Germania si salva e umilia l’Italia
A metà del 2014, la Commissione Ue programmò cinicamente le regole Ue del bail in, su precisi ordini della Germania e stabilì che, a partire dal gennaio 2015, non ci sarebbero stati più salvataggi bancari con soldi pubblici. I Tedeschi decisero che ciò ostacolava la concorrenza, cioè loro. Per questo la Bce ordinò che le banche sarebbero state salvate coi soldi degli azionisti, obbligazionisti subordinati e correntisti con più di 100 mila euro. Ciò avvenne in due tappe: dal 1°gennaio 2015 le banche centrali nazionali sarebbero diventate le esecutrici del bail in per le banche minori, dal 1° gennaio 2016 si sarebbero rapinati i soldi dei privati. La Germania ha usato sfacciatamente un criterio di doppi pesi e doppie misure, per arricchire se stessa e rovinare le banche piccole, nel modo più anti-europeo e anti-solidale immaginabile. Prima del bail in concesse alla proprie banche aiuti di Stato per 238 miliardi (8,2% del pil tedesco), contro un solo miliardo dell’Italia (UNO!), interamente restituito. Gli altri Paesi fecero lo stesso e dettero generosi aiuti di Stato alle banche, tra il 2008 e il 201. La Spagna 52 miliardi, l’Irlanda 42, la Grecia 40, l’Olanda 36, l’Austria 28, Portogallo 19, il Belgio 19. NOI UNO!!! Non solo. Tra il 2008 e il 2014 la Commissione Ue dette 450 autorizzazioni di aiuti pubblici nazionali a favore delle banche, per 3.800 miliardi.
Intanto l’Italia dormiva! Dormivano i governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, così come dormiva Bankitalia e Abi, che potevano servirsi degli aiuti di Stato, e non l’hanno fatto. Del resto nella Commissione Ue l’Italia valeva come il due di picche (Renzi ai convegni europei non lo invitano nemmeno più). Ora le regole sono cambiate, hanno introdotto il bail in e gli stress test e l’Italia è fregata! Le maggiori banche europee e mondiali hanno preparato un grande attacco contro le banche italiane deboli, acquisendo per poco quelle più solide e appropriandosi del risparmio italiano, uno dei più ricchi al mondo. Una crisi sistemica, di cui la banca Etruria e le altre tre di cui si discute sono solo l’antipasto.

Mario
Ricordo a tutti che negli ultimi anni i vari governi che si sono succeduti (Monti, Letta ed ora Renzi) hanno NOTEVOLMENTE DISINCENTIVATO IL RISPARMIO.
Portare la tassazione sugli interessi maturati dal 12.5% di 6-7 anni fa agli attuali 26% non è certo INCENTIVARE il risparmio. STANNO RASTRELLANDO GLI ULTIMI SPICCIOLI DELLA POVERA GENTE, quelli che hanno alti capitali depositati li hanno messi da tempo al sicuro. Possiamo tranquillamente fare un paragone tra grande industria/PMI e
“magnate”/piccolo risparmiatore. Sappiamo tutti che l’Italia economicamente sta a galla grazie alle PMI, non certo alle grandi industrie. Allo stesso modo, i “magnati” (cioè chi dispone di grandi capitali) non li investe risparmiando sui prodotti italiani, ma li investe e/o li nasconde all’estero (sui conti correnti cifrati), il piccolo risparmiatore investe nei prodotti statali e deposita i propri guadagni in banche italiane (anche perché ormai obbligato da anni ad avere un conto ove il datore versa lo stipendio, così come i pensionati per le loro pensioni). Però quando si deve accoltellare qualcuno alle spalle il governo che fa???
Accoltella le PMI ed accoltella i piccoli risparmiatori.
.
Lino Viotti
Poche chiacchiere. Se vogliamo salvare gli Italiani (e i nostri soldi ) bisogna fuggire dalle grinfie dell’UE (e dell’Euro ovviamente), riprenderci la Sovranità Nazionale (e la Sovranità della moneta con una Banca Centrale Statale ). Occorre:
a) respingere il debito pubblico in modo unilaterale
b) nazionalizzare le banche
c) creare una garanzia di sopravvivenza per tutti con un reddito minimo di cittadinanza di1000 euro al mese.
Il Debito Pubblico non è cresciuto negli anni recenti a causa dell’eccesso di spesa . . .
Es.: Tra il 1980 e il 2011, la spesa è stata più bassa di 484 miliardi, rispetto agli introiti delle tasse, ma i pagamenti dell’interesse (sul debito di 2141miliardi) che dovevamo pagare in quel periodo, ci hanno resi poveri !! E il debito aumenterà sempre di più !!.
In Islanda, Argentina, Ecuador, Russia, ecc. il rifiuto del debito pubblico ha salvato i cittadini con successo .

Claudio
Facciamo un po’ di chiarezza. Partiamo dal fatto che Bankitalia e BCE sono due associazioni a delinquere PRIVATE che hanno il potere di attivare il bail in… basandosi su cosa? sulla base di parametri patrimoniali decisi da chi? dai cittadini tramite referendum? dai sindaci? No, dai banchieri e ministri dell’economia mondiali (tutti banchieri, ex o next) che tramite il comitato di Basilea impongono alle banche cosa fare dei propri soldi.
Quindi appurato che alcuni banchieri, i più grossi, decidono per gli Stati e per le banche più piccole le norme relative alla emissione e gestione della moneta, il bail in sarà una frode che metterà in ginocchio la rimanente industria italiana e gli enti locali.
Chi pensate che possa avere più di 100.000€ sui propri conti correnti? a parte pochissimi privati, è sufficiente una azienda con 10 dipendenti (o un Comune, una regione) per trovarsi esposti al rischio bail in, e quindi fallimento.
Ricapitolando: basta che Bankitalia o la BCE decidano di alzare, modificare, o inventare valutazioni farlocche come con lo scippa/salva banche, e interi comuni e imprese vanno gambe all’aria per una norma voluta da banchieri e lobbisti multinazionali.
Altro che i C/C: questi ci stanno fottendo il Duomo di Milano, il Colosseo, le spiagge e pure l’aria!

Il problema della Germania. Che è anche nostro
Maurizio Blondet

La Germania accumula un avanzo commerciale enorme ogni anno. Lo fa dal 2002, ossia da quando esiste l’euro: che gestisce come la sua moneta nazionale e non come la moneta comune europea. Esporta moltissimo – anzi ogni anno di più – portando via quote di mercato ai suoi concorrenti che hanno avuto la stoltezza di farsi chiudere nell’euro, moneta non loro. Non è questa però la versione che i tedeschi accettano: nella loro versione, esportano più di tutti gli altri paesi europei, perché loro sono efficienti formiche mentre gli altri sono fannullone cicale. Loro sono frugali, gli altri spreconi. Loro onesti, gli altri no; loro sono efficienti, gli altri mantengono un sacco di parassiti, e per questo importano più di quanto esportano, perdendo quote di mercato. Se quelli hanno dei disavanzi, dunque, rientrino dai debiti, spendano meno, riducano i salari interni, paghino i debiti crescenti a forza di austerità.
Questa versione – a cui l’Europa deve la grave recessione-deflazione in corso – conferma i tedeschi nella convinzione che la loro ricchezza dipende esclusivamente dalle loro virtù morali. Ciò ha un vantaggio non da poco: che possono rifiutarsi, per alti motivi morali ed educativi, di condividere con gli altri europei le loro ricchezze in surplus.
Eppure glielo imporrebbero le normative europee, oltre che le regole dell’economia di una zona monetaria: la quale viene destabilizzata non solo se dei paesi accumulano troppo a lungo dei passivi commerciali troppo forti (come Grecia, Portogallo, Francia, Italia…), ma anche se alcuni paesi accumulano degli attivi, ossia esportano troppo per troppo tempo. Come la Germania. Sono nove anni (diconsi 9) ormai che la Germania sistematicamente “sfora”, come Grecia, Francia, Portogallo o noi; solo che se noi sforiamo per disavanzo, lei sfora al contrario, perché supera l’attivo commerciale fissato dalla UE al 6% del prodotto interno lordo. Chi sfora per 3 anni di fila, secondo le regole, deve incorrere in sanzioni ed essere obbligato a correggere; ma la Germania le sanzioni le impone agli altri, lei le sfugge. Già anni fa ha fatto aumentare il limite (originariamente fissato al 4% del Pil) a suo vantaggio, facendolo alzare al 6; e nel 2013 ha aumentato al suo eccesso di attivo al 7,3%; nel 2015 toccherà l’8 % del Pil.
Cifre colossali accumulate, cifre colossali che la Germania incamera ogni anno: 195 miliardi di euro nel 2013, saliti a 217 nel 2014, cresciuti a 250 nel 2015….in nove anni di accumulo, ha messo da parte almeno 1500 miliardi.
Che cosa dovrebbe fare per correggere lo squilibrio? Darne un po’ agli altri. Indirettamente, ossia importando un po’ di più dai paesi vicini; lanciando lavori pubblici; accrescendo i consumi interni attraverso l’aumento dei salari e quindi del potere d’acquisto dei suoi lavoratori. Anzi, a dirla tutta, per fare dell’euro una zona monetaria vera, Berlino dovrebbe trasferire denaro ai paesi del Sud e alla Francia; nelle zone monetarie vere si fa così, in Usa gli Stati in attivo trasferiscono a quelli in passivo; in Italia il Nord trasferisce al Meridione 50 miliardi di euro annui; piaccia o non piaccia, chi vuole “Più Europa”, chi aspira ai mitici Stati Uniti d’Europa, deve porre il tema dei trasferimenti della Germania agli altri. Tanto più che la Germania è in infrazione.
Sapete come ha risposto la Germania? “I nostri soldi agli altri? Mai! Mettere al comune i debiti pubblici di noi onesti e virtuosi coi fannulloni che vivono alle nostre spalle? Nein, nein, nein! Sono nostri soldi, mica vostri! Li abbiamo guadagnati con le nostre virtù! E’ il nostro tessoro!”.
Che cosa ha fatto del suo tesoro, la Germania? Ovviamente l’ha messo in banca, come comuni risparmiatori. Sono “i nostri risparmi”, infatti, per il gretto popolo tedesco. Tutte le centinaia di miliardi che hanno lucrato con l’export, gli esportatori l’hanno affidati alle banche, anno dopo anno. E precisamente nelle virtuose, oneste, efficienti banche tedesche. Eccovi “i nostri risparmi”, li diamo a voi, i soli di cui ci fidiamo. Perché li facciate fruttare ancor di più, sempre di più. Non bastano 1500 miliardi tesaurizzati; devono rendere, crescere ancora. Ora, quando le banche ricevono depositi, sono obbligate a investirli finanziariamente per farli rendere. Per la banca, un deposito è un “passivo” (perché ci deve pagare un interesse al risparmiatore depositante), e le è utile solo se lo presta, moltiplicato per dieci, a qualcuno che ha bisogno di soldi e paga alla banca gli interessi – solo allora la banca ha un “attivo”.
Già questo dovrebbe farvi intuire che per un sistema bancario, ricevere 1500 miliardi di depositi è quasi una maledizione: come investire la cifra moltiplicata per 10? Chi indebitare per ricavarne interessi? Ecco come hanno “investito” le splendide banche tedesche: ve lo dico copiando-incollando un articolo di Icebergfinanza:
http://icebergfinanza.finanza.com/2016/01/06/germania-lora-del-senno-di-poi/
“…Durante il boom del debito i banchieri tedeschi sono andati oltre i loro standard, ma solo fuori dalla Germania. Hanno prestato i soldi per i mutuatari subprime americani, per gli speculatori del boom immobiliare in Irlanda, per il magnate bancario islandese che ha fatto cose che nessun tedesco avrebbe mai fatto. Le perdite tedesche sono all’ultimo conteggio di 21 miliardi di dollari con le banche islandesi, 100 miliardi di dollari con le banche irlandesi, 60 miliardi di dollari per vari subprime statunitensi e ancora non si bene per i titoli greci. Nel loro paese, tuttavia, questi banchieri apparentemente folli all’estero si sono comportati con moderazione. Il popolo tedesco non ha permesso loro di comportarsi diversamente. Quello che le loro banche hanno fatto con i soldi dei tedeschi tra il 2003 e il 2008 non sarebbe mai stato possibile farlo in Germania, perché non c’era nessuno ad abboccare e prendere a prestito tutti questi soldi come facevano in California o in Grecia. Hanno perso ingenti somme dal 2003 in tutto ciò che hanno fatto fuori dalla Germania.”
La finanza di Wall Street per anni ha inventato “strumenti finanziari complicatissimi”, praticamente per spacciarli a caro prezzo alle banche tedesche, ossessionate da quella montagna di depositi da far rendere. “E’ stato come mettersi improvvisamente a giocare a poker grosse somme con dei giocatori professionisti. Il risultato era prevedibile. Quando quelli di Goldman Sachs hanno aiutato John Paulson, fund manager di fondi hedge a costruire dei bonds contro poi scommettere andando short, dei bonds che Paulson sperava e contava andassero in default, il compratore dall’altro lato era una banca tedesca chiamata IKB. IKB, insieme ad un altro idiota famoso al tavolo da poker di Wall Street chiamato WestLB, ha sede a Düsseldorf, è per questo che, quando si chiede ad un astuto trader di Wall Street di obbligazioni e derivati esotici chi stava comprando tutto questa spazzatura (” shit ” in inglese di Wall Street) durante il boom, in genere si dice semplicemente “Degli stupidi tedeschi di Düsseldorf”.
(…) Erano ancora li a comprare quando il mercato si è schiantato.
“Solo oggi nel 2015/2016 a distanza di oltre quattro anni, quotidianamente l’informazione “mainstream” vi mette a conoscenza del senno di poi, solo ora che tutto ciò comporta un rischio evidente per le nostre banche, …le loro banche.
Salvare le banche tedesche è costato il 7% del Pil
È uno dei paradossi più eclatanti della Germania Uber Alles. All’economia strutturalmente più forte dell’eurozona corrisponde uno dei sistemi bancari tra i più fragili, puntellato costantemente dalla mano pubblica che ha sorretto le proprie banche, dall’avvio della crisi nel 2008, con la bellezza di 197 miliardi di denaro pubblico, tra aumenti di capitale e titoli tossici rilevati dallo Stato federale o dai vari Land. Una cifra che vale oltre il 7% del Pil tedesco. Se poi alle iniezioni di denaro pubblico si aggiungono le garanzie statali e le linee di liquidità offerte la cifra balza addirittura a 465 miliardi: ossia il 17% della ricchezza annua prodotta. Un’enormità che disvela la particolare struttura del sistema creditizio teutonico.

Tanto per cominciare, è evidente che le banche tedesche non sono in buona salute. L’ultimo siluro piovuto sul sistema bancario tedesco riguarda Deutsche Bank. L’indagine interna commissionata dal nuovo ceo, l’inglese John Cryan, ha preso atto che il «buco» delle operazioni della filiale di Mosca è di almeno 10 miliardi di euro. Gli ammanchi sono legati a operazioni tese a consentire l’esportazione illegale di capitali da parte della clientela privata russa. Si tratta dell’ultima infrazione, al termine di un anno nero, che ha visto l’ammiraglia del sistema del credito tedesco coinvolto, in pratica, in tutte le indagini contro gli illeciti bancari condotti dalle autorità Usa ed europee.
Ciò fa sì che Icebergfinanza chiami la Deutsche Bank “un buco nero con una banca attorno”. Definizione perfetta, quando si ricorda che “l’ammontare di strumenti derivati in mano alla Deutsche Bank abbia raggiunto la stratosferica cifra di 54.700 miliardi di euro, pari a venti volte il Pil tedesco e cinque volte quello dell’eurozona.
Ora, vero è che Berlino ha tassato tutti noi europei allo scopo di salvare le banche tedesche dai loro “investimenti” demenziali e rovinosi (per “salvare la Grecia”, ossia perché la Grecia restituisca alle banche tedesche i soldi che le hanno stupidamente prestato, noi italiani abbiamo cacciato 80 miliardi…). Ma capite che con queste cifre, nessun salvataggio basterà. Le banche tedesche sono in bancarotta.
Hanno sprecato, distrutto, volatilizzato i “sudati risparmi” che i virtuosi esportatori tedeschi avevano affidato loro. E l’hanno fatto prestando in modo non solo irresponsabile, ma incompetente e truffaldino. Hanno prestato denaro facile a Islanda, Irlanda, Grecia, Stati Uniti, a debitori inaffidabili: senza la minima intelligenza, hanno alimentato “le varie forme di follia consumistica e speculativa”, senza valutare minimamente se quelli che indebitavano sarebbero stati capaci di “servire il debito”, restituendo ratei e interessi.
Hanno finanziato le Cicale, quelle che l’opinione pubblica tedesca disprezzava, e che i banchieri gli hanno insegnato a disprezzare. L’hanno fatto di nascosto dalla stessa opinione pubblica tedesca. Così questa e loro, le banche, hanno potuto mantenere davanti a se stesse l’immagine di rettitudine, proporsi a modello agli altri stati e popoli spreconi e neghittosi. Una classica doppia morale, una ipocrisia molto protestante. Nel 2011 le virtuose banche tedesche hanno scaricato in massa i titoli pubblici italiani nei loro portafogli – per far cadere Berlusconi e dire che non si fidano più del paese-Cicala – mentre avevano prestato per i subprime americani e gli “strumenti finanziari” inventato apposta dai furboni di Wall Street, il Gatto e la Volpe anglo-ebraici, per spennarli.
Le banche tedesche, come polli al tavolo di poker, si sono giocate i “sudati risparmi” dei tedeschi virtuosi – che poi tanto virtuosi non erano, come comprova la truffa per cui la Volkswagen dovrà pagare decine di miliardi agli Stati Uniti.
Sono loro che li hanno scialacquati al casinò globale, da scemi, e li hanno persi. Invece di saltare al collo dei banchieri loro – come hanno fatto ad esempio gli islandesi – il governo tedesco nasconde la falla, il buco nero, ed accusa gli altri europei. Pretende che stringano la cinghia, e detta le norme, avendo come scopo una sola cosa: che gli restituiscano i quattrini. Chiamare questo “mafia” è dir poco. Ci hanno trascinato nella deflazione, il che rende ancor meno possibile pagare servire i debiti; ma nulla servirà. Quei soldi sono perduti. Lo si vedrà quando la deflazione si aggraverà ancora un po’.. Basta che succeda qualcosina, e i derivati in pancia alla Deutsche, ti prosciugano in un lampo l’intero Pil tedesco.
Ora, viene da dire che se avessero “trasferito” i soldi agli altri paesi europei, se avessero ”messo i debiti pubblici in comune”, i loro soldi sarebbero stati impiegati meglio: perché si trattava di una forma di finanziamento alla clientela. La crescita degli altri avrebbe aumentato virtuosamente il benessere tedesco. Invece hanno voluto ”tenersi tutto”, ammucchiare, non fare parte a nessuno. Capisco che la cifra può far paura: Sapir ha calcolato che per fare dell’euro una zona monetaria reale, i paesi del Nord dovrebbero trasferire dai 280 e 320 miliardi l’anno ai paesi del Sud, e la Germania dovrebbe sostenere l’80 % della spesa, ossia tra l’8 e il 12 % del Pil. Ma quanto del Pil tedesco ha dilapidato la sola Deutsche Bank, per tacere delle altre banche germaniche che si sono fatte spennare al casinò di Wall Street? Senza produrre sviluppo? Se solo i tedeschi avessero condonato il debito ai greci (una trentina di miliardi, una briciola) staremmo tutti meglio, forse la UE non avrebbe crisi; e loro ci avrebbero guadagnato vendendo più VW e BMW a tutti noi. No, i loro banchieri hanno voluto i soldi indietro: il risultato è che ci sono costati 300 miliardi, e la Grecia è in rovina.
San Bernardino da Siena – il più grande economista del Medio Evo – insegnava (nelle sue prediche ai fiorentini, in mano ai loro banchieri) –che a forza di “ragunare”, ossia di accumulare con l’usura, di non dare agli altri, il denaro si sarebbe trasformato in quello che in fondo: in sterco del dimonio. Senza valore, perché il valore non sta in esso, ma nello scambio e nel consumo.
Ma l’Europa oggi è laicamente lontana da queste “superstizioni”. Noi laicissimi e razionali, mettiamo i soldi in banca e crediamo che siano davvero lì, a nostra disposizione. Mica siamo superstizioso, noi. L’oro accumulato diventa sterco del demonio?! Ma non fateci ridere! Noi siamo al servizio di Bundesbank, del popolo Gollum. La gretta tirchieria germanica che ci ha rovinato, è per noi una virtù, un modello.
Noi non crediamo più alle favole con la morale, ad Esopo, a Fedro. A San Bernardino, figuriamoci.
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MauriB
Purtroppo era proprio questa l’Europa che i tecnocrati come Draghi, Monti e Prodi avevano in mente negli anni 90.
E sono riusciti a costruirla.
Per anni ci hanno raccontato che un’unione economica e monetaria avrebbe inevitabilmente portato all’unione politica. Ovviamente mentivano sapendo di mentire. Nel frattempo hanno lavorato per l’allargamento a est e hanno creato i presupposti per l’Europa dei 28, stroncando di fatto nella culla qualunque possibilità di unione politica. Oggi l’UE è un guscio vuoto che ha depotenziato gli Stati nazionali, creando un vuoto di potere di cui hanno approfittato i mercati, le mafie e gli Stati Uniti, che in teoria dovrebbe essere, economicamente e geopoliticamente, un nostro acerrimo rivale.

Berluscameno
L’Ue “che si picca con tracotanza di non dover rispondere ai cittadini europei (Gilioli)”, come è attualmente concepita, l’hanno voluta così proprio i Banchieri! E’ l’Europa delle Banche e non dei Popoli dei Paesi UE.
La TRUFFA in doppio petto realizzata dai Banchieri è questa: tramite la leva bancaria che per l’Italia è 18, possono creare MONETA ELETTRONICA dal nulla senza chiedere il permesso a nessuno! E’ un potere che si sono autoattribuiti .
Un risparmiatore che deposita mille euro su un suo conto corrente bancario riceve zero interessi sulla somma depositata. Il Banchiere è autorizzato però dalla legge a prestare 18 volte (leva bancaria) la somma che il risparmiatore ha depositato in banca (ovviamente senza dirgli nulla!). A un tasso di interesse medio del 10% il Banchiere alla fine dell’anno ricava 1.800 euro di interessi dalle mille euro del risparmiatore, cioè (senza nulla dare al risparmiatore) guadagna il 180% di interessi. Ma che bella vita! Guadagnano cifre folli “SOLO “ con il denaro fornito dai risparmiatori e tutto in perfetta legalità !
In Italia MANI PULITE E’ SERVITA PER DECRETARE IL PREDOMINIO DEL POTERE dell’élite del potere globale FINANZIARIO e BANCARIO SU QUELLO DEMOCRATICO e POLITICO. E DA ALLORA NULLA E’ CAMBIATO.
O predomina il potere politico, legittimato dal consenso conferito nelle urne dal popolo sovrano, o comanda il potere dell’ èlite globale economica finanziaria dei Banchieri, molto bravi nell’ organizzarsi (vedi la attuale UE) secondo rituali e schemi occulti.
In Italia la “rivoluzione” di Mani Pulite, è servita soltanto a sancire il ‘primato del potere privato’ su quello pubblico, con la realizzazione di un sommovimento reazionario ed elitario pensato ed attuato con il preciso e dissimulato obiettivo di comprimere gli spazi democratici e sterilizzare la capacità delle masse di influenzare i processi decisionali.
Il ‘Parlamento e i partiti continuano debolmente a rappresentare una cinghia di trasmissione tra rappresentanti e rappresentati, mentre il “gotha oligarchico – massonico e finanziario – bancario poggia il proprio dominio (anche nella UE) sull’uso sapiente e mai casuale di due potenti strumenti: il potere mediatico e il potere giudiziario.
Non a caso, al tempo in cui venivano strumentalmente fucilati i partiti storici e i vertici della massoneria mondiale si incontravano sul Britannia per spartirsi i nostri gioielli di Stato (Privatizzazioni a go-go), entrò in voga l’uso di una fortunata immagine: “il corto circuito politico-giudiziario”. Oggi, a distanza di oltre venti anni, non è cambiato nulla.
Quelle stesse forze che ‘depredarono allora la ricchezza italiana’ (chi ricorda le famose “privatizzazioni all’ italiana”?) grazie alla complicità interessata di alcuni, continuano a dettare legge nell’ ombra.
Durante il biennio 92/93, acme della restaurazione oligarchica, quelli come Craxi venivano mandati in esilio, mentre quelli come Napolitano acquisivano benemerenze agli occhi dei padroni dell’ èlite globale finanziaria; quelli come Galloni finivano con l’essere depotenziati e isolati, mentre quelli come Draghi (ex direttore generale del Tesoro) imbandivano la tavola guadagnandosi future ricompense.
Da allora i premier susseguitisi al governo hanno recitato perlopiù la parte dei burattini manovrati a distanza, costretti ad applicare ricette e politiche decise all’interno di consessi tecnocratici, antidemocratici ed anti stati nazionali (attuale UE) autonomi e sovrani.
Da qualche anno, da quando cioè Draghi ha preso gusto ad inviare lettere minatorie ai diversi capi di governo (vd lettera inviata dalla Bce a Berlusconi nell’agosto del 2011) non si salvano neppure le forme.
Viviamo schiacciati da una dittatura UE felpata di banchieri in doppiopetto.
Nessuno, per giunta, ha più né la voglia né il tempo di negarlo (pensate al tragicomico referendum greco sulle politiche di austerità indetto da quel pagliaccio di Tsipras).
Un proverbio cinese dice che la “giustizia è come una lampada. Fa luce solo nel punto in cui si decide di posizionarla”; e siccome la lampada ce l’hanno in mano i vertici della élite mondiale bancaria finanziaria e massonica, i cui principali portavoce visibili in Europa sono Draghi, Schaeuble e la Merkel, i politici restii ad eseguire gli ordini rischiano sempre presto o tardi di finire al centro di inchieste o scandali.
Il potere attuale dei Banchieri abbraccia un concetto di verità molto relativo da brandire strumentalmente per legittimare agli occhi dei terzi operazioni basate soltanto sulla forza.
Messe così le cose, si può analizzare la proposta di Renzi circa il possibile ed imminente avvio di una “COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA CHE INDAGHI -A PARTIRE DAL 2010 -SULLE BANCHE “.
Per caso- il nostro prode Renzi – ci avrà già ripensato ?
..
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Cara Vivarelli, posso dirlo? Difendere a spada tratta la Costituzione repubblicana del 1948 e poi sparare bordate di fuoco contro la partitocrazia è un controsenso madornale!
    L’articolo uno comma secondo della Costituzione sancisce lo scippo della sovranità dal popolo ai partiti: sono loro i veri depositari della decisione politica fondamentale che consiste essenzialmente nel decidere le competenze politiche del parlamento (alias la compagine dei partiti) e quelle del popolo referendario: è un’assurdità quella di parlare di sovranità popolare per poi escludere – in termini costituzionali!!! – la popolazione dalle decisioni di base!!! Non per niente i nostri costituenti si sono guardati bene dal sottoporre a “referendum costituzionale” il prodotto dei lavori dell’Assemblea costituente!
    Un movimento politico apartitico (anzi anti-partitocratico) dovrebbe avere come unico punto programmatico quello di realizzare un referendum abrogativo del comma secondo del primo articolo della Costituzione del 1948. Nient’altro! Poi in seconda battuta occorrerebbe mettere in moto un processo di conversione della Repubblica italiana in Repubblica federale ispirato al “modello cattaneano” (grosso modo “di ispirazione elvetica”, con le debite – essenziali – modifiche, ma è un argomento da affrontare a parte).
    Una questione essenziale che invece dev’essere chiarita subito è un’altra. Bisogna stare molto, molto, attenti a parlare di “democrazia diretta” perché si presta maledettamente a far passare una linea assolutamente auto-lesiva. È quello che i nazional-centralisti elvetici (ci sono anche in-i-Svizzera!) hanno subdolamente cercato di fare due anni or sono sopponendo a referendum il progetto della “elezione diretta” dei consiglieri federali da inviare a Berna in rappresentanza dei Cantoni. Se fosse passata la proposta il risultato politico sarebbe stato quello di DE-LEGITTIMARE LA SOVRANITÀ CANTONALE a favore del TRASFERIMENTO DELLA SOVRANITÀ POLITICA AGLI ORGANI CENTRALI, con la conseguenza che LA FEDERAZIONE DEI CANTONI SI SAREBBE TR5ASFORMATA – AUTOMATICAMENTE! – IN UNA STRUTTURA FEDERALE SOVRANA, in grado di esercitare la sua sovranità sui cantoni, togliendo ai cantoni il potere di controllare l’Amministrazione federale! Non sarebbe più stata la “federazione inter-cantonale” a controllare la capitale Berna, ma sarebbe diventata Berna il centro politico dominante, capace, appunto, di colonizzare dei liberi cantoni ridotti a territorio provinciale!!!
    Gli svizzeri, dopo secoli di consumata esperienza politica non si sono lasciati imbrogliare da dei politici ipocriti e infingardi e hanno felicemente salvato un modello politico-territoriale che deve ancora fare molta scuola a tutte le comunità territoriali del pianeta! In campo finanziario il modello svizzero non è certamente da seguire, ma gli svizzeri, proprio perché devono gestire un paese piccolo – e povero di risorse naturali – non ha la forza di sostenere strutture economico-sociali molto evolute e deve, tutto sommato, adeguarsi alle strutture sociali esterne. Per l’Europa, diventasse una Repubblica federale, il discorso potrebbe essere radicalmente diverso. E di questo i potentati dominanti la scena mondiale se ne rendono perfettamente conto e ne hanno paura. E’ la loro paura che dobbiamo temere ma non dobbiamo lasciarci intimidire, o ne usciremo veramente malconci!
    Stammi bene.
    Francesco Introzzi

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2016 @ 7:12 am | Rispondi


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