Nuovo Masada

gennaio 18, 2016

MASADA n° 1722 18-1-2016 L’INSOSTENIBILE CORRUZIONE DEL PD

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MASADA n° 1722 18-1-2016 L’INSOSTENIBILE CORRUZIONE DEL PD
Blog di Viviana Vivarelli

I numeri della corruzione pubblica italiana – La persecuzione del M5S – Il servilismo abietto della stampa – L’elefantiasi del caso di Quarto – La corruzione dilaga e Renzi la ‘depenalizza’!? – I pesanti reati penali che Renzi ha trasformato in ‘illeciti amministrativi’ – Quanto ci costano i ritardi di Stato? – Dieci cose sul caso Quarto – Ma quanti sono i senza-tetto in Italia? – Il microcredito e il M5S – 261 Comuni sciolti per mafia – Manovre di distrazione di massa – L’agonia del parlamentarismo- L’asservimento mediatico- L‘orrenda televisione italiana- Bipartitismo e bipolarismo, il suk ideologico

I DATI SULLA CORRUZIONE ITALIANA
Viviana Vivarelli

Ma davvero oggi in Italia ci sono solo due argomenti di cui parlare, Checco Zalone e il caso di Quarto?? Non ci posso credere! E’ questo il livello in cui siamo caduti??
L’Italia è considerata il paese più corrotto d’Europa. Ma la corruzione non ci costa 60 miliardi, cioè quanto la metà di tutta la corruzione europea, come è stato scritto, bensì 100 miliardi!
(http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/01/corruzione-in-italia-perche-non-costa-60-miliardi-lanno-forse-100/1554155/)
E anche l’evasione fiscale non è di 120 miliardi come dichiarato ma superiore. E fatichiamo per pagare 90 miliardi ogni anno solo per gli interessi del debito! Con Monti, Letta e Renzi il debito pubblico è aumentato di 300 miliardi. E Renzi sa solo aumentare le tasse, oscurare i diritti e tagliare lo stato sociale!
Malgrado ciò, la corruzione viene ferocemente tutelata dai politici italiani considerati i peggiori d’Europa e Renzi li batte tutti appoggiando i colpevoli, depenalizzando i reati e troncando i processi!
E c’è ancora chi lo difende!?

Con Renzi l’Italia è scesa in soli 2 anni di ben 24 punti nella libertà di stampa e l’indecenza e la falsità dei media aumentano di giorno in giorno. Il caso di Quarto è eclatante.
261 Comuni sono stati sciolti per mafia. Il primato della collusione mafiosa se lo contendono alla pari Pd e Pdl.
120 membri del Pd sono stati cacciati dagli enti locali non per reati ma per aver mosso critiche ai capi, a Renzi o alla nuova linea del Pd che più pidduista di così non si può.
Un anno fa erano 235 i parlamentari voltagabbana ‘acquisiti’ da altri partiti, di questi 185 sono stati ‘acquisiti’ dal Pd (scoutizzati? il neologismo è di Bersani).
Intere commissioni parlamentari sono state licenziate da Renzi per averi opposto veti ai decreti indecenti e sostituite con yesman.
Non passa giorno che qualche capetto del Pd non sia indagato per corruzione.
E Renzi che fa? DEPENALIZZA il reato di corruzione assieme all’evasione fiscale fino al 3% dell’imponibile, la guida senza patente, la truffa delle banche che hanno ingannato i risparmiatori, chi licenzia senza giusta causa, le lesioni personali colpose, la somministrazione a minori di veleni, il riciclaggio, l’appropriazione indebita, il commercio di medicinali guasti, la corruzione di minore, il disastro doloso, la frode processuale, il furto, l’intralcio alla giustizia, le lesioni personali, la violenza privata.. Dice che lo fa per alleggerire i processi visto che le direttive dell’Ue contro di noi fioccano per malagiustizia ed eccesso di carcerati. Renzi depenalizza i reati penali ma non fa nulla per allungare le prescrizioni, diminuire i gradi di giudizio, assicurare le pene, combattere la corruzione o l’evasione fiscale, dare più risorse a forze dell’ordine e magistratura, combattere la mafia, eliminare i corrotti dalla casta…
Mancano ancora leggi su
E IL PROBLEMA DI CUI TUTTI PARLANO SAREBBE QUARTO?? Ma ci prendete per scemi?

Questi sono i corrotti! Quelli che erano peccatori come tutti noi, ma hanno fatto un passo avanti, come se fossero proprio consolidati nel peccato: non hanno bisogno di Dio, loro stessi si sentono Dio”.
(Papa Francesco)
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QUANTO CI COSTANO I RITARDI DELLO STATO
Da repubblica

Sintetizzando più fonti economiche, la Ccga di Mestre (ottima nel fare le analisi economiche) mette in fila i principali ritardi della cosa pubblica:
-i debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti dei fornitori ammontano a 70 miliardi
-il deficit della logistica e delle infrastrutture penalizza il nostro sistema economico per 42 miliardi ogni anno
-il peso della burocrazia grava sulle Piccole e medie imprese per 31 miliardi l’anno
-il costo del carrozzone dello Stato non fa che aumentare e ci sono 24 miliardi di spesa pubblica in eccesso che non ci consentono di ridurre le tasse per riportarle alla media europea
-solo nella sanità gli sprechi e la corruzione ci costano 23,6 miliardi l’anno
-la lentezza della nostra giustizia civile costa al sistema Paese 16 miliardi di euro l’anno.

http://www.repubblica.it/economia/2016/01/09/news/pa_inefficienze_corruzione_debiti_fornitori-130883613/
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Come era nella previsione di Grillo, il duo Grillo-Casaleggio sta uscendo progressivamente dalla gestione del Movimento.
Al contrario, Renzi sta progressivamente distruggendo la democrazia (e lo stravolgimento del Senato con la terza eliminazione del voto dei cittadini va nella stessa direzione).
Ma i cani con la catena al collo delirano su collari inesistenti ai cani che girano liberi e, non riconoscendo la propria schiavitù, millantano su una servitù presunta dei cani liberi e senza collare.
Così avviene a volte nelle patologie psichiche: che quello che non si riesce a riconoscere su di sé lo si proietta sugli altri.
“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? (Luca 6, 41). Come può un renziano delirare sulla democrazia, se è qualcosa che non riesce nemmeno a capire, dal momento che applaude ogni atto di Renzi che la sta assassinando?
(Viviana)

La corruzione italiana è un fenomeno che deriva direttamente dall’estraneità dello Stato rispetto al popolo, dall’esistenza d’una classe dirigente barricata a difesa dei suoi privilegi, dall’appropriazione delle risorse pubbliche da parte dei potenti di turno, dal proliferare delle corporazioni con proprie deontologie, propri statuti, propri privilegi; dalla criminalità organizzata e governata da leggi e codici propri.”
(Eugenio Scalfari)
(E pure lui nella difesa del Pd non scherza. “Poscia, più che ‘l dolor poté ‘l digiuno”.
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Ecco la traduzione di un articolo francese su Le Monde :
“Il Partito Democratico (PD) intende utilizzare questo caso per mostrare che il Movimento 5 Stelle non è così “puro” si dice di essere. “Lui non ha il monopolio della morale”, apertamente felice che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sostenere Capuozzo Rosa nel suo rifiuto di dimettersi. Attivisti PD denunciano “omertà” all’interno dei M5S. In risposta, Beppe Grillo pubblica sul suo sito web l’elenco di tutte Partito Democratico eletto del condannato o posto sotto inchiesta. Ha chiesto il maggior numero di figure dei media M5S a partecipare a ogni possibile trasmissioni televisive per condurre un’offensiva contro.Dietro la battaglia di Quarto, in realtà, è davvero è il destino delle elezioni comunali di giugno che si gioca. Questi si svolgeranno in 1.000 città tra cui Milano, Torino, Bologna, Napoli e Roma. La capitale d’Italia, martoriato da caso capitali mafiosi è considerata “può vincere” dai sondaggisti ed esperti elettorali del Movimento 5 stelle. Reputazione forniti fino a quel momento senza macchia, del partito di Beppe Grillo resiste lontano.”
Philippe Ridet

QUARTO, UN TEST DI DEMOCRAZIA
Paolo De Gregorio

In questi giorni si parla moltissimo dei fatti del paesino campano di Quarto, dove la sindaca 5stelle è stata sfiduciata dal Movimento perché non aveva denunciato il ricatto con pressioni ricevute dal consigliere De Robbio (esponente dello stesso M5S che lo ha espulso) in odore di rapporti con la camorra.
Tale campagna mediatica è stata guidata da tutti i giornali, televisioni, partiti con in testa il PD e con la tesi di fondo che finalmente il M5S è diventato un partito come gli altri, visto che la sua onestà faceva veramente paura ai politicanti vecchi e nuovi.
Senza entrare nel merito del fatterello di Quarto, che in una zona ad alta densità camorrista è un evento quasi normale e prevedibile, ciò che diverte è vedere il teatrino messo su dai partiti e dai loro trombettieri nei giornali e TV, che mette in scena nella parte dei moralisti dirigenti politici che vantano nelle loro organizzazioni decine e decine di indagati per i più vari reati commessi utilizzando le proprie funzioni politiche, per fustigare una sindaca che al massimo ha omesso di denunciare pressioni ricevute.
Ma, se vogliamo ragionare da persone serie, bisogna ammettere che è quasi impossibile impedire infiltrazioni di ogni tipo nelle organizzazioni politiche e l’unica differenza tra partiti seri e partiti marci è che quelli sani buttano fuori immediatamente le mele marce, mentre gli altri se le tengono strette pensando ai pacchetti di voti che portano.
Sono rimasto profondamente colpito dal fatto che un giornalista, non asservito, del livello di Travaglio abbia parlato della esigenza di una migliore selezione del personale politico del M5S, come se il giudizio degli iscritti sul territorio non fosse la migliore garanzia per l’elezione nei Comuni, nelle Regioni, in Parlamento di coloro che con loro iniziative, idee programmi, si sono fatti conoscere nei territori di appartenenza.
Immaginare di togliere agli iscritti del M5S questo potere, squisitamente democratico e sconosciuto a tutti gli altri partiti, significa tentare di demolire questa organizzazione che è l’unica a cercare di praticare la democrazia, questa sconosciuta nella politica italiana.
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DIECI COSE DA SAPERE
Andrea Scanzi

Dieci cose sul caso Quarto.
1. Il M5S ha impiegato troppo tempo a chiedere le dimissioni del sindaco. Di Battista, stamani sul Fatto, mi dice: “Se la stessa cosa fosse accaduta a un sindaco Pd, avremmo chiesto le dimissioni? Sì”. Appunto: non c’era bisogno di aspettare una settimana, come non c’era bisogno di fare quel primo post autoassolutorio sul blog di Grillo.
2. Bruttino anche il video in cui tre dei cinque del Direttorio parlano seduti su una panchina. A non convincere non è tanto il contenuto, quanto la “resa visiva”. Di Battista è l’unico convincente, mentre Fico è imbarazzatissimo e Di Maio pare Tyrell Biggs dopo la mattanza con Tyson alla settima ripresa. A volte la comunicazione dei 5 Stelle sembra in mano agli stessi che commissionarono il leggendario “Lo smacchiamo!” della bersaniana Geloni.
3. Per i M5S, il caso Quarto è una sorta di fine dell’età dell’innocenza. Dimostra che, per quanto ci si provi (e loro ci provano), le infiltrazioni fanno breccia qua e là anche laddove c’è una forza che prova a restare pulita. Anche per questo la reazione dei 5 Stelle doveva essere immediata e netta. Dire che “il Pd ci ha messo un anno con Mafia Capitale e noi solo una settimana” non basta: superare il Pd sulla questione morale è come superare Bondi in coerenza. Son capaci tutti. Avendo tutti contro, il M5S non può sbagliare neanche una virgola.
4. Il sindaco Rosa Capuozzo si è opposta alle pressioni e ha agito nel giusto, stando almeno a oggi. Lo ha detto anche Cantone. E’ onesta, ma “nel M5S essere onesti non basta” (cit.). Altrimenti non avrebbe avuto senso chiedere le dimissioni di Marino. Non dico che sia gusto o sbagliato, anzi capisco la rabbia della Capuozzo: ma la spina andava staccata subito. Per loro non c’erano altre strade. E’ stata giusta la “soluzione finale”, però tardiva e mal comunicata.
5. Secondo giornali e tivù, i 5 Stelle a Quarto erano a braccetto con la camorra col beneplacito di Fico e Di Maio. Un delirio generalizzato e interessato. Non si capisce bene poi perché Di Maio “doveva sapere per forza” e per questo “si deve dimettere” (è la tesi, tra i tanti, di Fabris Orfini e del capezzone debole Andrea Romano). Ieri, a Otto e mezzo, Damilano sosteneva più o meno che Di Maio doveva accorgersi immediatamente della vera natura di De Robbio e che la sua dabbenaggine dimostra la sua inadeguatezza. Può essere, ma da cosa doveva capirlo? Dagli astri, dalla cabala, dalla fisiognomica? De Robbio – innocente fino a prova contraria – era incensurato e pure pluridecorato. Boh. Se poi Di Maio è una sorta di ebete perché doveva sapere, allora Renzi cos’è, visto che in un anno gli indagati piddini – tra sindaci e consiglieri – son più di 80?
6. Il Pd, spesso bipolare, prima demolisce Saviano se attacca De Luca e poi lo reinventa intellettuale se attacca il M5S. Idem la Commissione Antimafia presieduta della Bindi, ora vile e ora divina. Il bipolarismo è testimoniato anche dalla Picierno, intendo non solo dalla sua esistenza ma anche dal suo manifestare per le dimissioni della Capuozzo. La Picierno intende per caso chiedere le dimissioni anche del sindaco di Como (e mille altri)? Notevole anche Renzi: dice che la Capuozzo non doveva dimettersi, però doveva denunciare il ricatto. Ha ragione, ma ha detto lo stesso al suo amico De Luca quando la Squadra Mobile perquisì gli uffici della Regione Campania il 19 ottobre? Due Renzi e due misure.
7. Esaltante l’erezione di quasi tutti i media, infoiati come ricci erotomani, nel trasformare il caso Quarto nello scandalo del secolo. Sono gli stessi media che hanno minimizzato il caso Boschi, il caso banche, gli scontrini di Firenze e i Rolex arraffati. E’ lo stesso giornalismo che trova vergognoso se una forza subisce un caso (respinto) di infiltrazione in sei anni, mentre si gira dall’altra parte per Mafia Capitale, per le cene di finanziamento con Buzzi o per i tanti indagati piddini ancora al loro posto. Ed è quello stesso giornalismo che spesso non dice che la camorra ha provato a cannibalizzare i 5 Stelle (senza riuscirci) solo perché il M5S, con un ricorso, aveva eliminato dalla contesa politica il referente primo della malavita a Quarto. E quindi non restavano che loro. Volete sapere chi fosse quel “referente primo”? Il Pd. Ops.
8. Renzi dice che la Capuozzo era stata eletta dal popolo. Probabilmente ne è geloso, perché lui al massimo è stato eletto come Paciocco Mannaro del Mese. In ogni caso, se basta essere investiti dal voto popolare per governare a prescindere, urge rimettere Marino al suo posto. Grazie.
9. Paragonare Quarto a Mafia Capitale, oppure equiparare M5S a Pd è esercizio di una disonestà intellettuale senza pari. Sono fatti gravi, ma non sovrapponibili. Anche se fa molto comodo raccontarli così.
10. Il Direttorio (soprattutto Di Maio, Fico e Di Battista) conta ormai più di Grillo e Casaleggio: il secondo, se comandasse davvero, avrebbe cacciato la Capuozzo dopo 7 secondi netti. Questo provocherà sempre più mugugni nel M5S, che perderà consensi e sarà costretto a porsi ulteriori domande su come gestire una crescita enorme. E’ però un Movimento che, anche nella difficoltà, non attacca i magistrati, non demonizza le intercettazioni (anzi ne domanda la pubblicazione integrale), chiede (anzitutto a se stesso) un controllo ancora più spietato delle liste, allontana subito indagati e “chiacchierati”, preferisce la coerenza alle poltrone (Quarto, Gela). Forse ci riesce e forse no, ma che gli altri – quelli che blindano De Luca, che promuovono gli indagati sottosegretari del Governo, che bruciano le intercettazioni, etc. – siano migliori o anche solo più credibili: boh, la vedo un po’ complicata come tesi.
Buona Picierno a tutti.
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Ministri, gente di direzione, industriali, gente incriminata in tangenti, in furti, una schifezza; tanto che sui giornali fanno più presto a fare la lista dei ministri che quel giorno non hanno rubato.
(Dario Fo)

Viviana
Mi immagino la scena se la Capuozzo fosse stata del Pd.
Prima di tutto avrebbe preso il voti della camorra e zitta, concedendo qualche appaltino o appaltone (tant’è che il primo referente della camorra doveva essere un piddino ma il Pd non ha potuto avere il piacere di favorire la camorra essendo stato escluso dalle elezioni per liste irregolari. Cominciava bene!). Poi, se ci fossero stati dei guai, Renzi avrebbe chiuso tutti e due gli occhi e magari, se i guai erano belli grossi, avrebbe candidato la Capuozzo a governatore della Campania. E tutti i piddini beoti a ululare: “Bravo, bravo, bis!”
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Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna, ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito, anzi benemerito, in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalità formale, quindi, non escludeva una superiore legalità sostanziale.”
(Italo Calvino)
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Viviana
Per la serie ‘un chiodo scaccia un altro’, cosa resterà nella storia?
Che il grande scandalo italiano del 2016 fu un allargamento abusivo di piano terra, in nome del quale si ricattò un sindaco 5stelle di un piccolo paesino, Quarto, che il ricattatore fu espulso subito, la ricattata solo dopo una settimana. Mentre rimase oscurato il fatto che 4 banche avevano truffato 2.500 risparmiatori rubando loro i soldi investiti e Renzi ha disposto per le banche assassine 3,6 miliardi penalizzando per centinaia di milioni i piccoli risparmiatori e rimase oscurato che nel fataccio ci stavano dentro la vicepresidente Boschi e suo padre.
Hanno tentato di coprire una voragine con uno sputo.
Spero solo che lo sputo gli torni contro, affogandoli tutti.
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Lorenzo
Immaginiamo se lo spazio che è stato dato dai media al caso Quarto… venisse dato a tutti gli inquisiti in casa PD.
Una sera la notizia di apertura sarebbe quella del sindaco di Como del PD indagato, poi quella del sindaco di Brenta del PD arrestato, poi quella del consigliere del PD di Marsala indagato per voto di scambio, poi quella dell’euro deputato PD Caputo indagato per voto di scambio.
In questo modo il partito sparirebbe nel giro di un paio di settimane.
Se il PD, partito non più di centrosinistra ma della conservazione di un sistema e dei privilegi che comporta, è ancora in vita… lo si deve a dei media faziosi e schierati che riportano solo alcune notizie in modo eccessivo e altre per nulla.

Non abbiamo sconfitto i corrotti, abbiamo solo selezionato la specie.”
(Piercamillo Davigo a proposito di “Mani Pulite”)
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Annamaria
La Quarto del Pd si trova ad appena 25 chilometri di autostrada e si chiama Villa di Briano (Caserta). Ma non vi scorgerete le folle dei cronisti e le dirette di piazza. Qui tutto è avvolto nel lavoro di una commissione prefettizia che è arrivata a ottobre in silenzio, senza crepitii mediatici. Qui, infatti, non si poteva dare addosso ai grillini, nessuna loro responsabilità in una giunta democrat che si è sciolta in estate dopo le dimissioni del sindaco, quindi le inchieste sul voto di scambio politico mafioso e le infiltrazioni della camorra nelle amministrazioni comunali non fanno notizia. Nemmeno se tra gli indagati c’è un europarlamentare, Nicola Caputo, promosso a Strasburgo con 85.897 voti dopo quasi due legislature nel consiglio regionale campano.”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/14/camorra-leurodeputato-pd-nicola-caputo-indagato-per-voto-di-scambio-tra-feste-voti-e-clan/2375224/
Nicola Caputo chi???Nicola Caputo cosa??? Nicola Caputo dove???
Già, Nicola Caputo dove?
Al Parlamento europeo, bellezza. Che vuoi che sia, essere rappresentati in Europa da un europarlamentare sotto indagine per voto di scambio politico mafioso e per infiltrazione camorristica…E’ una cosa del tutto irrilevante e naturale, una cosa che non fa, anzi, NON DEVE FARE notizia.
Infatti, nessuno ne sa nulla. A parte pochi ‘consumatori abusivi di ossigeno’ amanti del rischio, la notizia non la dà nessuno, meno che mai il plotone di esecuzione del Tg3, organo ufficiale del nuovo PNF.
Il silenzio è d’oro, in questi casi. Vero carissimi (o carissime, fa lo stesso) sicofanti di stretta osservanza renziana più o meno manifesta? Sssss..
QUARTO QUARTO QUARTO QUARTO QUARTO!!
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La corruzione dilaga»: i moralisti tripudiano e la gente se n’infischia.”
(Roberto Gervaso)

MA QUANTI SONO I SENZA TETTO IN ITALIA?
Viviana

Mentre i media, i troll e i partiti si sgolano per far diventare il topolino di Quarto una montagna, in una campagna feroce e sciagurata, per impedire l’avanzata del M5S, continuano ad aggravarsi i già gravissimi problemi di troppi italiani emarginati da una civile sopravvivenza.
Pisapia a Milano promette 450 € a ogni famiglia che ospiti “un profugo”.
A gennaio 2015, dunque un anno fa, a Milano, prima città d’Italia, i senzatetto “registrati” e di cui è “certificata” la presenza erano 2.263 e da allora il numero è solo aumentato!
La cosa più tragica, e di cui nessun tg parla e nemmeno il furbastro Salvini, è che la maggior parte di questi senzatetto non sono profughi ma ITALIANI !
Lo sapete che quando uno non ha residenza lo Stato gli toglie anche l’assistenza sanitaria e se uno non vive in una casa non ha nemmeno una residenza?
Quante persone senza tetto ci sono in Italia?
Perché non è su questo che i media si sgolano in un’inchiesta durissima invece di fare articoli falsi pro Pd?
Lo sapete che basta una separazione e dover pagare degli alimenti ai figli per buttare sul lastrico una persona? Lo sapete che basta un piccolo reato, un licenziamento, una malattia, un lavoro precario e mal pagato (in Italia non c’è nemmeno il salario minimo garantito) per impedire a chicchessia di mantenersi un alloggio? E che trovare un alloggio in affitto è spesso più difficile che trovare un ago nel pagliaio? E che nessuna finanziaria prevede più nulla sulle case popolari o l’aiuto agli indigenti? Lo sapete che ci sono 10 milioni di poveri in Italia? Uno ogni 6 persone!
Quanta gente non ha casa e vive nella massima precarietà e senza assistenza sanitaria in tutta Italia?
E si ha ancora la faccia di negare il reddito minimo di cittadinanza e di fare regali e regaletti dati come mancia elettorale!?

Un miliardo buttato solo nell’ultima finanziaria agli amici e agli amici degli amici!
11 miliardi con gli 80 euro!
250 milioni la mancetta ai diciottenni!
Un miliardo e mezzo il bonus bebé!
3,6 miliardi alle banche!

Poi lo scandalo sarebbe Quarto!??

C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente, cioè chiedendoli a chi li aveva in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori, in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo di una sua autonomia.”
(Italo Calvino)
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Mi scuso per aver scritto che c’erano dubbi sugli appalti della Capuozzo, sindaco di Quarto. La notizia era sul Fatto Quotidiano (Travaglio) ma era falsa. Cantone sugli appalti ha escluso ogni irregolarità. Mi sono fidata del Fatto Quotidiano credendolo onesto e mi sono sbagliata. Altro che dire che IFQ è l’organo del M5S! E’ accanito contro di lui come gli altri!
Vi posto il magnifico intervento di Di Battista a Piazza Pulita, mitragliato dalle interruzioni a raffica malevoli di Formigli e De Bortoli (Sull’empietà cinica di Formigli non avevo dubbi, ma anche De Bortoli mi ha schifata, un altro che credevo migliore. Del resto, non solo i media italiani con Renzi sono scesi di altri 24 posti nella classifica della libertà e verità in soli 2 anni ma per la paura di perdere i finanziamenti e i benefit pubblici hanno un vero odio contro il M5S e si vede.)

Hanno fatto di tutto per non far parlare Di Battista e martellarlo in modo smisurato. Non era un’intervista; era un plotone di esecuzione. Tutta la mia ammirazione per l’energia, la pulizia morale, la dignità e la bravura di Di Battista.
E magari altri partiti avessero personaggi come lui! Ne ha dette di cose! E pure senza riferimenti a De Luca o ad altri piddini chiaramente collusi con mafia e camorra o indagati dalla magistratura a cui il Pd ha dato una difesa ad oltranza, sbattendosene le scatole della moralità, della giustizia e della lotta alla mafia! Com’è che su quei personaggi del Pd i modi di Formigli e di De Bortoli (e non parliamo di Vespa che è vergognoso) sono totalmente diversi?

Questa è un’intervista precedente di Alessandro Di Battista da Vespa.


13/01/2015

Notate come il metodo unanime di questi servi del potere sia quello di non far mai finire al 5stelle la sua risposta, stoppandolo sempre mentre sta chiarendo i fatti come un bavaglio costante che si tenta di mettere sulla sua bocca per non farlo parlare? Mentre gli altri si ascoltano in religioso silenzio.
Bello Di Battista, intelligente, pulito, eroico!
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Tanto per sottolineare la falsità e l’abiezione dei media, riporto il famoso video su Quarto di Fico, Di Maio, Di Battista, video che tutti i media hanno tempestato, attaccando ‘i tre scolaretti’, l’eccessiva ‘semplicità’ della comunicazione, i suoi errori ‘tecnici’, i difetti di immagine, mentre nessuno è intervenuto sulla sostanza, come se il quid della situazione consistesse solo nel ‘modo’ con cui la comunicazione veniva data, nella sua apparenza formale e non sul suo oggetto, e nessuno ha rettificato invece sulle calunnie mediatiche, che le dichiarazioni dei tre 5stelle facevano a pezzi.
Si sposta l’attenzione su qualcosa di secondario, come la forma comunicativa, per oscurare qualcosa di essenziale: la verità dai fatti. Un po’ come i calzini turchesi del giudice Mesiano che dovevano distrarre l’attenzione dai processi di Berlusconi.

La grottesca difesa di Craxi fu: “Perché volete punire noi come ladri, se tutti rubano?”
Nel 2011 un italiano onesto, Giorgio Bocca, in un’intervista si sentiva chiedere: “Vede analogie tra il Pd e i tempi d’oro del Psi piglia-tutto?” e rispondeva: “Macché analogie! Vedo un’assoluta identità. Craxi diceva: I mariuoli ci sono ma i soldi servono ai partiti. L’unica cosa che si capisce da questa vicenda è che la sinistra è la stessa cosa della destra, quanto a onestà. Rubano tutti. Tutti i politici hanno lo stesso interesse: avere il potere e fare soldi. La via è comune.”
Ieri la cosiddetta sx di Craxi diceva: “Se tutti rubano, nessuno è ladro”.
Oggi la ‘diversamente sx’ di Renzi dice: I voti mafiosi fanno bene a tutti. I voti della mafia li pigliano tutti e dunque perché espellere Di Robbio o la Capuozzo? Se li pigliano tutti, è come se fossero tutti innocenti”.
“Con la mafia bisogna convivere”, come disse Lunardi. E il Pd ci convive senza ombra di vergogna. Per questo il M5S gli sta tanto sulle scatole e si fa di tutto per far passare il messaggio che esso è corrotto come il Pd. Se passa quel messaggio, cade l’onorabilità del Movimento e diventa tutto una notte in cui tutte le vacche sono nere.
Oggi il Pd attacca il M5S e Renzi dice che la Capuozzo non doveva dimettersi né il M5S doveva cacciarla (e probabilmente De Robbio, se fosse un piddino sarebbe ancora al suo posto, perché il Pd i collusi con la mafia li sostiene quando non li candida. E intanto il pm inquisisce anche Di Maio e Di Battista come fossero complici in reato.).
Ma i media cosa attaccano? Forse il ricatto o la camorra? No, certo. Attaccano gli errori di ‘comunicazione’ formale di Di Maio, Fico e Di Battista!!??
A questo è ridotta la Repubblica? A portare ogni attenzione sugli artifici della comunicazione televisiva, allontanando dalla verità dei reati? Davvero una bella lezione di civiltà da parte di chi il senso della giustizia e della verità lo ha perduto da tempo!

QUARTO, A CHE SERVONO QUESTI GRILLINI?
Marco Travaglio

Nella commedia A che servono questi quattrini, Eduardo De Filippo racconta un apologo: “Una volta a un contadino cinese fuggì il cavallo. E tutti vennero a fargli le condoglianze. ‘E chi vi dice che sia una disgrazia?’, rispose il contadino. Infatti il cavallo tornò con altri sette. Tutti tornarono per congratularsi. ‘E chi vi dice che sia una fortuna?’, rispose il contadino. Infatti, cavalcando uno dei sette cavalli, il figlio cadde e si ruppe una gamba. Tutti tornarono a fare le condoglianze al contadino, che rispose: ‘E chi vi dice che sia una disgrazia?’. Infatti scoppiò la guerra e il figlio, grazie alla gamba rotta, fu riformato”. La storia pare scritta per i 5Stelle, ma anche per quei partiti che volessero eventualmente fare tesoro del “caso Quarto”.
C’era una volta un’avvocatessa, Rosa Capuozzo, che voleva cambiare le cose nella sua città, Quarto, Comune inquinatissimo alle porte di Napoli. E scelse il M5S che predicava legalità e trasparenza. Il Meet up locale la candidò, Grillo e Casaleggio le concessero il simbolo. Il capobastone Alfonso Cesarano, che faceva il bello e il cattivo tempo in città, si preoccupò e si diede da fare per sostenere il Pd, con cui si era sempre trovato bene, scartando Forza Italia ma solo perché era in crisi nera e non poteva vincere. Il Pd però presentò liste irregolari e fu escluso dalle elezioni. Mentre tutti facevano le condoglianze al boss, uno che la sapeva lunga lo consolò: “E chi ti dice che sia una disgrazia?”. Infatti il clan chiese aiuto a un ex consigliere Pd, Mario Ferro, per avvicinare un candidato M5S, Giovanni De Robbio, e cooptarlo in cambio di 900 voti. La Capuozzo stravinse il ballottaggio col 70% e De Robbio fu il consigliere più votato. Mentre il capobastone si fregava le mani, il solito bene informato lo gelò: “E chi ti dice che sia una fortuna?”. Infatti la Capuozzo cominciò a governare all’insegna della legalità. Il ras si disperò, ma il solito amico lo rincuorò: “E chi ti dice che sia una disgrazia?”. Infatti saltò fuori che la sindaca viveva nella casa del suocero con una mansarda abusiva e subito la cosa finì in un dossier distribuito a consiglieri e giornali. De Robbio la avvicinò minacciando altre rivelazioni se lei non avesse affidato un impianto sportivo e regalato nomine ai compari.
Convinto di averla in pugno, il capobastone stappò lo spumante, ma il consigliori lo ammonì: “E chi ti dice che sia una fortuna?”. Infatti la Capuozzo negò i favori richiesti, la Procura scoprì i rapporti di De Robbio (e di Ferro) con il clan e i 5Stelle lo espulsero.
Il boss prese a testate il muro, ma l’amico lo rallegrò: “E chi ti dice che sia una disgrazia?”. Infatti la sindaca commise l’errore di non denunciare il ricatto ai pm, che però lo scoprirono dalle intercettazioni. Il caso deflagrò su giornali e tv, con la grancassa del Pd cui non sembrava vero di rivendicare non la propria trasparenza (non esageriamo), ma almeno l’altrui connivenza. Infatti, dopo qualche giorno, i 5Stelle chiesero alla Capuozzo e alla sua giunta di dimettersi per rispedire Quarto alle urne. Il capobastone era al settimo cielo. Ma ecco il guastafeste: “E chi ti dice che sia una fortuna?”. Infatti la Capuozzo & C. decisero di resistere. “E chi ti dice che sia una disgrazia?”, sibilò il consigliori al boss ricaduto in depressione. Infatti, più i ribelli restano in carica, più diventa improbabile un’altra vittoria dei 5Stelle.
La storia finisce qui in attesa delle prossime puntate. Il M5S si lecca le ferite. Ha perso un punto nei sondaggi e soprattutto – come scrive compiaciuta la stampa governativa – “la verginità”. Ma chi gli dice che sia una disgrazia? Chi ha trasformato in caso nazionale questo scandaletto locale sperava di veder uscire con le ossa rotte Di Maio e Fico. I quali invece hanno dimostrato che mai avevano saputo del ricatto alla Capuozzo: non demonizzando le intercettazioni, ma chiedendo di pubblicarle tutte e giocando d’anticipo con l’esibizione degli screenshot con tutti gli scambi di messaggi con la sindaca. Tant’è che, persa la speranza di liberarsi del pericoloso rivale Di Maio, lo stesso Renzi ha dovuto chiudere il caso con la tragicomica difesa della Capuozzo. Casomai però i 5Stelle fossero tentati di festeggiare lo scampato pericolo, qualcuno dovrebbe domandargli: “E chi vi dice che sia una fortuna?”. Perché, è vero, Di Maio e Fico non sapevano nulla del ricatto, ma per troppo tempo hanno sottovalutato il caso politico che stava esplodendo a Quarto, anziché precipitarsi sul posto a informarsi e risolverlo. Ed è vero che il M5S ha confermato la sua diversità espellendo il consigliere colluso e la sindaca reticente, ma è pure vero che le espulsioni arrivano sempre tardi. Specie in zone così inquinate dalla criminalità organizzata, non solo i 5Stelle, ma tutti i partiti che davvero schifano i voti mafiosi devono studiare meccanismi più efficaci per selezionare i candidati e tener fuori non solo i collusi, ma anche gli avvicinabili e i ricattabili, con filtri molto più stretti. I meet up e il web non bastano.
Un tempo i partiti avevano strutture sul territorio capaci di sapere tutto di tutti. Oggi non più, e per giunta i 5Stelle non vogliono diventare partito. Ma possono replicare su scala regionale l’esperimento del direttorio, dando a persone fidate l’ultima parola sulle candidature: per tener d’occhio una giunta votata dal 70% in zone ad alta densità mafiosa; per respingere una brava donna che vuol fare il sindaco, ma abita in una casa con sospetti abusi edilizi; per dirimere le beghe locali che inevitabilmente sorgono quando si governa da soli contro tutto e contro tutti. Il che può essere una fortuna, ma anche una disgrazia.
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Secondo lei quanti sono i corrotti in Italia?”
“Intende al metro quadro?

(Origone)

Viviana
Magari sarebbe meglio che i vari troll ricordassero che Quarto è stato sciolto per ben due volte per infiltrazione camorristica, nel 1992 e nel 2013, come territorio di riferimento per le attività criminali del clan Polverino-Nuvoletta. E il Pd intanto che faceva? E risulta che in due anni Renzi abbia fatto qualcosa per contrastare la mafia?
Copio da un post:
“Quando un partito politico riconosciuto come il più corrotto d’Europa si spinge oltre i limiti della decenza, come sta facendo il PD, significa che ciò che viene reso noto della collusione tra politica e mafia è solo la punta dell’iceberg. Solo a partire da mafia capitale, gli indagati e condannati del PD sono un piccolo esercito che si è infiltrato come una piovra nei gangli delle istituzioni facendo da cavallo di Troia per le organizzazioni criminali. Tutto ci saremmo aspettati tranne che vedere un partito che dovrebbe essere sciolto per mafia, salire sul pulpito del moralismo, dell’etica e della legalità…Per il Pd un indagato (non imputato!) della parte opposta è colpevole, mentre un loro indagato è innocente. C’è nel Partito democratico di Renzi una combriccola di inquisiti che resiste.”

Ecco la tribù dei mascalzoni del Pd alle prese con grane giudiziarie:
https://it-it.facebook.com/LatiumMCM/posts/876616482413009:0
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Questa società italiana appare putrefatta e moralmente fiacca. Tutta, non soltanto il governo e il sottogoverno: tra chi sta dentro il palazzo e chi sta fuori c’è una corrispondenza. La corruzione dei politici e dei loro manager è una costante della vita politica italiana e forse non soltanto italiana: nasce soprattutto dal bisogno di procurarsi l’enorme quantità di soldi che i partiti e le loro correnti divorano, coinvolge tutti o quasi, creando una ragnatela di reciproci ricatti.”
(Norberto Bobbio)

IL POSTO FISSO
Viviana
Gli Italiani quando pensano al posto fisso hanno in mente quei fancazzisti degli impiegati statali che non sono mai dove dovrebbero essere e sbafano lo stipendio facendo timbrare il cartellino dal collega. A un sondaggio del tg di Sky se chi falsifica i timbri del cartellino dovesse essere licenziato in 48 ore, il 97,5 % (!!) ha risposto di sì.
La percentuale è così alta che persino gli stessi impiegati di Stato devono aver risposto di sì 🙂
Ma stiano tranquillo che ora Renzi assieme alle Madia sta per fare la riforma della PA e dopo il battibecco con Junker su chi fa più flessibilità, ho forti timori sul “posto fisso” degli impiegati dello Stato!!
Ho paura che il film di Zalone diventerà emblematico di una svolta molto pericolosa in questo campo.
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MICROCREDITO
Luigi Di Maio, Mattia Fantinati e Carla Ruocco – portavoce M5S Camera

Il M5S non ci ha messo solo i soldi degli stipendi degli eletti. Ma con il Microcredito ha messo in campo una vera e propria manovra economica, un modello di sviluppo alternativo. Abbiamo intessuto accordi con i consulenti del lavoro, con gli istituti di credito, siamo in fase di dialogo avanzato con l’Ordine dei commercialisti. E teniamo il fiato sul collo delle banche affinché applichino condizioni effettivamente vantaggiose a chi richiede il finanziamento.
Il M5S ha curato ogni aspetto del meccanismo, ha battuto palmo a palmo il Paese e le categorie professionali coinvolte per spuntare le migliori condizioni possibili in favore dei piccoli imprenditori, dei professionisti, dei giovani senza Rolex che vogliono provarci.
Intesa Sanpaolo, a partire dal 18 gennaio, offrirà dunque un tasso fisso davvero vantaggioso: al 5,50% (Taeg 5,894%) indipendente dalla valutazione del merito di credito. Non ci sono spese di istruttoria e non è richiesta alcuna garanzia reale. In più, l’istituto aiuterà gratuitamente il beneficiario nella valutazione della fattibilità dell’idea, nella redazione del business plan e, via via, nella fase di avanzamento dell’attività. Dal 25 gennaio, poi, saranno disponibili anche un call center (800.303306) e un canale web dedicati al Microcredito, per ogni richiesta di informazione.
Governo e partiti hanno messo il Paese al servizio delle banche. Con il M5S le banche tornano al servizio dell’economia reale.

Viviana
Schengen ormai non esiste più di fatto.
Francia, Gran Bretagna, Austria, Svezia, Finlandia, Danimarca …
Era il più significativo risultato dell’Unione europea e ora aumenta il numero di Paesi che mettono barriere al passaggio degli uomini da uno Stato all’altro.
L’Unione europea sta andando in pezzi.
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COMUNI SCIOLTI PER MAFIA
Viviana Vivarelli

L’accanimento mediatico su Quarto è veramente miserabile, sia da parte della stampa che dai partiti che dei troll a libro paga dei medesimi col solo scopo di sputtanare il M5S. Capisco che in guerra e in amore tutto sia permesso, ma qui si esagera.
Sono 261 i Comuni, oltre alle Asl, commissariati in 25 anni: 88 in Campania, 76 in Calabria e 62 in Sicilia; il primo al Nord fu Bardonecchia in Piemonte. Tra Pd e Fi se la giocano alla pari anche nei comuni sciolti per mafia. Nel 2015 sono state 7 le amministrazioni rispedite a casa (6 Comuni più il Municipio romano di Ostia): 4 del csx, 3 del cdx, Arzano poi, commissariato nel 2008 quando era guidato dal cdx, è passata al csx, anche quello commissariato. E, per legge, avrebbe dovuto essere sciolta per mafia anche Roma. Tra il 2012 e il 2013 i Comuni sciolti furono 24. In tutto sono stati sciolti 261 Comuni in 25 anni senza contare le Asl. Tra questi anche capoluoghi di provincia, come Reggio Calabria. Ci sono Comuni che “in 25 anni sono stati governati più da commissari che da rappresentanti eletti. Con sindaci sciolti che, spesso, tornano in sella”
I record spettano a 8 Comuni che vantano ben 3 scioglimenti: Casal di Principe, Casapesenna, Grazzanise, Melito di Porto Salvo, Misilmeri, Roccaforte del Greco, San Cipriano d’Aversa e Taurianova. Ma ci sono anche 38 Comuni che sono stati sciolti due volte. Se aggiungiamo le proroghe (che possono arrivare a 48 mesi) si capisce che in Comune spesso il sindaco è stato una presenza sporadica.
Quarto è stato già sciolto due volte, nel 1992 e nel 2013 (più due proroghe del commissariamento).
A Taurianova ci fu un delitto di ’ndrangheta particolarmente efferato: nel 1991 un uomo fu decapitato e la sua testa venne usata per un tiro a segno. Ecco, qualcuno che faceva parte dell’amministrazione sciolta all’inizio degli anni 90 era ancora nelle stanze del potere al secondo scioglimento nel 2009 (il terzo arrivò nel 2013).
Carlo Esposito (all’epoca Pd) sindaco di Crispano: il Comune viene sciolto nel 2005, ma lui si candida nel 2010 e vince ancora. Altri amministratori sciolti per mafia sono finiti sulla scena politica nazionale. Non sarebbe questo lo scandalo, eh??? altri che Quarto!
Abbiamo di tutto: sindaci che costruiscono case abusive davanti al municipio, capi dei vigili urbani che lavorano part-time per il Comune e per i clan. Intere cittadine abusive. Nel 75% dei Comuni infiltrati si era di fronte a fenomeni di devastazione ambientale: abusivismo ed
ecomafie impegnate nel business dei rifiuti.
Disse una volta Pietro Grasso: “Ci sono Comuni in cui a infiltrarsi dovrebbe essere lo Stato”. L’elenco per regioni mostra che il record di amministrazioni sciolte spetta alla Campania (98 di cui 10 annullate), quindi Calabria (84 di cui 8 annullate), Sicilia (66 e 4 annullate), Puglia (9), Piemonte (3, il primo Comune sciolto per mafia al Nord è Bardonecchia nel 1995), Lazio (2), Liguria (2 di cui 1 annullata), Lombardia (1), Basilicata (1). E mi volete dire che lo scandalo sta a Quarto??
La protervia, l’ipocrisia e la corruzione dei guastatori piddini non è più tollerabile!
Ma come? Il Pd ha una lista lunghissima di Comuni e di Assl sciolti per mafia, difende i mafiosi in pieno Parlamento e li salva dalle intercettazioni e dalle sentenze, conserva nelle Camere ben 84 indagati&condannati, persino la capitale avrebbe dovuto essere sciolta per mafia e si è salvata solo per il veto di Renzi, e si ha la sfacciataggine di fare questa aggressione feroce senza pudore al Comune di Quarto dove il sindaco 5stelle ha resistito ai ricatti della camorra, dove il consigliere De Robbio è stato immediatamente espulso e dove con estremo rigore si chiedono persino le dimissioni del sindaco innocente???? Ma voi siete davvero i peggiori della Terra! Siete proprio la feccia delle bestie! I difensori del Male che lo sostengono a tutti i costi e sanno solo aggredire l’onestà!! Voi siete il peggio del peggio e meritate di cadere solo in basso nel demerito di tutti gli Italiani!!
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Questo è un elenco dei comuni sciolti per mafia fino al 2015.
http://www.wikimafia.it/wiki/index.php?title=Consigli_Comunali_sciolti_per_infiltrazione_mafiosa

Non ti fa riflettere il fatto che Renzi per acquisire qualsiasi tipo di voto abbia regalato un miliardo, abbia depenalizzato reati gravissimi e addirittura la corruzione e abbia riaperto persino le promesse sul Ponte di Messina? Ponte fortemente voluto dalla mafia siciliana e dalla ‘ndrangheta calabrese che si sono già spartite gli appalti?
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Ho sentito un uomo onesto dire:
Invidio gli americani perché possono comprare liberamente un fucile. Non andrei a fare una strage in una scuola o in un supermercato, ma direttamente a Roma“.
(Viviana)

GRANDI MANOVRE DI DISTRAZIONE DI MASSA
Viviana Vivarelli

Di fronte alle violente inquisizioni sul M5S mi cadono proprio le braccia. Ma soprattutto mi cadono su una stampa allineata ferocemente sul caso di Quarto per distogliere l’attenzione dal piano malefico che sta cadendo sull’Italia, perpetrato dalle banche maggiori USA e Ue, sotto ordine di Schauble.
Io capisco che i piddini o sono ormai immersi in una collusione senza scampo col peggio, da difendere fino alla morte, o sono degli idioti che non capiscono nulla di criminalità finanziaria, ma ci sono dei limiti anche all’idiozia e non è accettabile che continuino a osannare un Renzi, un Padoan, un Visco, che non hanno mai mosso un dito per difendere i loro risparmi o i loro diritti tutelati dalla stessa Costituzione, con un Governo succube alla Troika e complice di organi di non-controllo bancario delinquenziali che ora mettono a rischio i risparmi dei cittadini senza battere ciglio, mentre il governo Pd difende a spada tratta i banchieri gangster e le loro figlie passate alla politica.
Ma sembra che il grande scandalo di cui tutti parlano sia l’infiltrazione della camorra a Quarto (40.000 abitanti), mentre si stanno perpetrando delitti ben più atroci sull’intero Paese (60 milioni di abitanti). E anche Salvini, invece di pensare solo ai furti dei migranti, mettesse qualche felpa per attaccare i furti dei Bankster non sarebbe male, salvo che la Lega, tra le porcherie della Banca di Lodi, le rapine sulle casse di partito e i fondi neri esportati all’estero non è che ci faccia una bella figura, per non parlare di Berlusconi, le sue mega evasioni fiscali, i suoi acquisti parlamentari da suk arabo, i magistrati comprati, le sue assicurazioni rapinose e i sequel di leggi ad personam. Per cui ci sono tutti dentro fino al collo e fanno tutti egualmente schifo. C’è proprio poco da osannare!! Renzi, per primo è sotto accusa, come un Giuda traditore. E Padoan e Visco a ruota, come gli assassini di questo Paese! Altro che fare processi alla Capuozzo!! Per questo fa più gioco riempire le pagine dei giornali con lo scandalo di Quarto e tacere sul capestro Ue che ci rapinerà i risparmi di una vita e manderà nel burrone l’Italia. Altro che aumento dello 0,7 vagheggiato da Renzi! Il ladruncolo extracomunitario o lo stupratore di Colonia diventano sulla stampa più importanti della grande rapina della Bce e della Germania sui conti di 28 Paesi, perché così va il mondo. I citrulli guardano le cose inferiori e si distraggono da quelle superiori, a prova di quanto deboli siano le teste e di quanto poco funzioni l’intelligenza umana.
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L’AGONIA DEL PARLAMENTARISMO
Francesco Maria Toscano
http://www.ilmoralista.it/2016/01/05/lagonia-del-parlamentarismo/

Un tabù ormai da rompere riguarda l’intangibilità del sistema parlamentare’ quale unico modello possibile per regolare la vita di un Paese.
In linea di principio, l’idea di costruire un luogo che risulti essere lo specchio fedele della volontà popolare è sacrosanta.
Fino a poco tempo fa il concetto di democrazia camminava di pari passo con il desiderio di “parlamentarizzare” il dissenso, con la diffusione di sistemi volti ad affidare responsabilità di governo anche a partiti e gruppi ‘storicamente esclusi dai processi decisionali’.
La vittoria finale del ‘socialismo riformista’ su quello ‘più marcatamente rivoluzionario ‘ è il frutto più evidente di una prassi dimostratasi capace di assorbire progressivamente i fermenti “anti-sistemici”, prima depotenziati per il ‘tramite di crescenti ed interessate concessioni’ , poi completamente annichiliti all’ indomani della caduta del Muro di Berlino e della fine in Europa dello ‘spauracchio bolscevico’.
Una volta disarticolati a dovere i ‘nemici di classe’, i padroni e i BANCHIERI hanno potuto tranquillamente mostrare il loro vero volto- famelico, cinico, ipocrita e violento- restaurando quello stesso modello classista ed elitario di fine Ottocento, sempre pronto ad auto-legittimarsi ricorrendo all’ occorrenza alle baionette brandite da macellai e carnefici come ‘Bava Beccaris’.
Cosa è, a parte la retorica, oggi il Parlamento?
Un luogo di bivacco, popolato da mediocri, idioti, saltimbanchi e opportunisti, pronti a passare da un partito all’ altro per mero calcolo ed interesse contingente, sostenuti e facilitati nel prostituirsi dalla “assoluta mancanza di una qualsivoglia idea di società possibile ”.
In nome e per conto di chi parlano i ‘tanti nullafacenti’ che, alleggeriti dalla responsabilità di dover rappresentare gli interessi legittimi di gruppi organizzati, si dimenano senza costrutto a Montecitorio?
In nome di niente e di nessuno, difesi solo da una valanga di consuetudini e luoghi comuni tenuti in vita dall’altrui pigrizia e indolenza, essendo evidente e innegabile il ‘carattere profondamente autoritario ‘ed eversivo di un ‘modello di comando ’ che, non avendo mai avuto rispetto per la sostanza, “non si preoccupa ora neppure di salvare le forme”.
Se il parlamentarismo è oggettivamente agonizzante, non meno ‘ridicolo’ sarebbe riproporre al giorno d’oggi il mito della ‘dittatura del proletariato’.
A parte il ‘fallimento storico del socialismo reale’, rivelatosi nei fatti uguale e forse peggiore dei sistemi capitalisti e liberisti, è il caso di prendere atto della scomparsa in radice del concetto stesso di “proletariato”, suggestione divenuta oggi più che mai oltremodo evanescente.
Chi sono gli “ultimi” contemporanei? Gli operai? Non lo crediamo.
Conosciamo realtà dove molti giovani farebbero a pugni pur di ottenere
un ‘posto da metalmeccanico ‘retribuito con poche centinaia di euro al mese.
La situazione è così disperata da trasfigurare persino l’immagine di quelle che una volta erano considerate e avvertite quali “classi subalterne”,
adesso guardate ‘quasi con invidia ‘da una miriade di disoccupati, piccoli commercianti falliti, partite Iva senza una lira e senza prospettiva, tutti ridotti in una condizione così pietosa da far apparire “privilegiati” quelli che fino a ieri avremmo a buon diritto definito “sfruttati” .
Non a caso sono proprio le “organizzazioni tipiche del proletariato novecentesco”, a partire dalla Cgil, quelle che si ergono a bastione e sentinelle di un sistema che ’usa i penultimi per bastonare gli ultimi’, dando vita ad una sorta di ‘corporativismo politico e sindacale‘ che trova la sua ‘perfetta e malefica sintesi ‘in governi di ‘sedicente sinistra ‘ come quelli di Monti, Letta e Renzi, tutti non a caso benedetti da un ‘ex comunista senza scrupoli’ come Giorgio Napolitano.
Per queste ragioni non dobbiamo da soli limitare il nostro potenziale spazio di manovra e di intervento, rivolgendo il nostro appello all’unità non soltanto alla classe lavoratrice,’ tradita e venduta dai capi di quelle stesse organizzazioni sindacali ‘ che banchettavano allegramente con Monti e Fornero, ma più in generale a tutti i ‘nuovi poveri e non garantiti’.
Non ha più senso chiedere di ‘espropriare i mezzi di produzione’.
Ha senso invece “spostare la battaglia dal piano dell’economia reale“ a quello più “specificatamente finanziario e bancario ” (che tanti danni –con l’impossibilità di ottenere o conservare il credito o fido bancario – sta provocando nel mondo reale delle PMI!) – riconsegnando nelle “mani del popolo i principali centri speculativi bancari e assicurativi”, divenuti al tempo stesso strumento di controllo dei bilanci delle PMI e quindi di comando di fatto e di sopraffazione.
E questi ultimi sono ‘STRUMENTI PERICOLOSI ED INVASIVI ‘ proprio perché “riservati” esclusivamente a ‘LORO‘ (Concorrenza ? Quale concorrenza ?) e sono di fatto ‘disconosciuti’ al resto della popolazione .
Ma arriverà -e forse è molto vicino – il giorno del ‘redde rationem’ anche per ‘LORO.

Mario Mincarini
Se la corruzione continuerà a dilagarsi come un pericoloso virus e senza trovare il giusto vaccino c’e’ il rischio che somiglierà più a un nuovo mestiere piuttosto che a un fattore illegale.”
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VERSO UN’ECOLOGIA DELLA MENTE
Viviana Vivarelli

Concordo sull’agonia del parlamentarismo.
Sull’asservimento mediatico, penso che l’abietta degenerazione televisiva ne sia un’appendice importante, specie per gli anziani, i poco colti e le casalinghe, uno dei tanti strumenti per l’uccisione progressiva della democrazia, in quanto l’antidemocrazia del Principato ha bisogno di teste non pensanti, manipolate e consenzienti, private dell’abitudine a funzioni critiche e morali. Come diceva Lac, “Il potere odia l’essere pensante”. Tutto questo svuotarsi mediatico di conoscenza, bellezza e moralità è organico a quell’instaurazione di fatto di un Principato (non ancora istituzionale ma quasi) che ormai viene denunciato anche da costituzionalisti importanti e osservatori ben maggiori di me. “PRINCIPATO” è il termine esatto. Si cominciò a parlarne con Berlusconi, ma con Renzi questa forma di potere monocratico sta soverchiando la repubblica italiana come una melma in piena (avete presente la fanghiglia nera di Blob?).
Il Principe si avvale di una corte e il sistema mediatico italiano è da tempo solo la sua corte, con scopi di slinguazzamento, vacuità e rimbambimento generale. I media sono gli spot pubblicitari del governo e, se si confronta l’Unità di Gramsci con quella di Erasmo d’Angelis, o l’Espresso quando era un quotidiano su cui scriveva Pasolini ed esplodevano inchieste roventi col settimanale su cui scrivono Giampaolo Pansa, Giorgio Bocca, Umberto Veronesi o Luigi Zingales, e si consiglia il migliore yacht o vino o il ristorante a 6 stelle, una notevole differenza la marchiamo.
Da qui i tg ridotti ormai a pochi minuti di assenza di informazione e formazione o l’inflazione dei talk show insulsi e monopartitici, dove il vacuo pappagallume italiano si spreca o i tempi maggiorati a manetta della pubblicità quotidiana ormai invasiva, priva di qualunque contenuto morale o estetico (e non mi dite che ciò è paradossale perché all’estero riescono a dare degli spot di buon livello con piccoli apologhi persino etici).
Insomma la televisione è un vuoto a perdere, anzi, peggio, è uno strumento letale di scemizzazione di massa che agisce sui teleutenti più assidui con una specie di rimbambimento, come una droga quotidiana e letale.
Tolte le grancasse, le esagerazioni, le finzioni, le balle trionfali, le disinformazioni, le falsificazioni, le stupidaggini assolute, quel che resta è il buio.
Casaleggio ha insegnato a Grillo che il cambiamento può avvenire usando un mezzo di comunicazione diverso dai giornali (che il M5S non ha) e dalla televisione (che il M5S non controlla). Ma la presa televisiva sulle teste degli Italiani è talmente grande che anche Grillo si è dovuto convincere che, non entrando nel video televisivo, i 5stelle avrebbero avuto meno chance. “Se non li puoi battere, usa i loro stessi strumenti e rivoltaglieli contro”. Mi pare che questo aggiustamento abbia cominciato ad andare in onda, dopo le ingenuità e le impreparazioni iniziali (l’es. dello sciocchissimo Favia docet). E, come i 5stelle sono entrati in tv, i loro sondaggi sono migliorati. Il luddismo autarchico del primo Grillo che scassava un televisore ha lasciato posto a strategie più avvedute. L’auto può anche inquinare, ma se vai a un appuntamento a piedi, puoi anche non arrivare mai. Ecologici sì, ma non idioti.
Come esiste un’ecologia dell’ambiente, così dovrebbe esserci un’ecologia della mente, che renda più sano e meno inquinato il nostro modo di pensare e lo sottragga al colonialismo mentale.
Se l’uomo è ciò in cui crede, occorre far sì che ciò che l’uomo crede non vada nel verso del suo sfruttamento e della sua rovina.
Per questo l’evoluzione verso il futuro passa necessariamente attraverso l’ecologia della mente. Mi si scusi se prendo questo termine da un grandissimo antropologo contemporaneo, Gregory Bateson, il quale diceva che “le idee sono in certo modo esseri viventi, soggette a una peculiare selezione naturale e a leggi economiche che regolano e limitano il loro moltiplicarsi entro certe regioni della mente”.
Batheson diceva anche che “Stiamo imparando sulla nostra pelle che l’organismo che distrugge il proprio ambiente distrugge sé stesso.”
Ebbene, lo Stato che distrugge la produzione del pensiero, distrugge la propria libertà.

LA TELEVISIONE ITALIANA
Viviana Vivarelli

Credo che quella italiana sia una delle peggiori televisioni d’Europa. Berlusconi ha un po’ smesso con la pornografia, le trasmissioni da bordello, i nudi quasi integrali, le barzellette demenziali, ma i talk show impazzano in modo insopportabile inframezzati da spot inguardabili e da telenovele da quarto mondo. Credo siano pessime anche le televisioni spagnola e francese. Non so nulla di quella tedesca. E’ di livello molto basso la tv inglese, anche se la BBC ha un canale dedicato solo all’informazione con tg lunghissimi sempre aggiornati e a ciclo continuo, e i suoi documentari sulla natura sono bellissimi e ripetibili, come i suoi splendidi film sulla storia dell’Inghilterra e i programmi per bambini sono buoni e distinti per età e in genere istruttivi e interessanti e senza spot pubblicitari.
Ma la televisione italiana non fa che declinare verso il peggio. E’ squallida quando pretende di divertire. E’ falsa quando si propone di informare. E’ ripetitiva in modo ossessivo, riproponendo anche per 5 volte lo stesso serial, per risparmiare. Ha una produzione quasi ridotta a zero e non fa che comprare format altrove, rinunciando a far lavorare i suoi 14.000 dipendenti e rincretinendo con i suoi programmi di quiz a premi, i falsi riabbracci, le telenovele sterminate, i film ormai scaduti e visti mille volte, i ripescaggi dal passato persino dal cinema muto, ma soprattutto il livello indecente dei talk show, l’invenzione più deteriore dell’era moderna per manipolare i cervelli e renderli passivi e non pensanti.
Forse la televisione migliore in Europa è quella svizzera (ne vorrei conferma) e sicuramente è sulla televisione svizzera che ho visto dei servizi bellissimi, delle inchieste scottanti, dei bellissimi film, e mi chiedo se, anche qui, non ci sia un rapporto preciso tra democrazia diretta e modo di far televisione.

BIPARTITISMO E BIPOLARISMO, IL SUK IDEOLOGICO
Viviana Vivarelli

Il mio docente di Scienza della politica, Giovanni Sartori, diceva che i due partiti maggiori statunitensi erano come due bottiglie con lo stesso contenuto ma etichette diverse, lo diceva mezzo secolo fa, ma non credevamo che l’esempio americano sarebbe dilagato anche in Italia.
La storia ha provato che in certi settori (come quello sanitario) Obama sembrava essere diverso da Bush, ma in altri (guerre in Medio Oriente) ha prodotto una politica identica. L’unica diversità eclatante fu nei due discorsi di insediamento e forse il Nobel per la pace Obama lo ebbe grazie a quello, perché poi gli atti successivi non confermarono le sue promesse.
Sia gli Stati uniti d’America che la Gran Bretagna sono sistemi bipartitici, cioè hanno due partiti maggiori che si alternano al potere più un terzo che oscilla attorno a loro come un satellite.
In Italia sembrava prevalere il bipartitismo, ma la decadenza di Berlusconi e l’ascesa del M5S hanno disegnato un sistema a tre, scompaginando le carte, e, mentre furbizia vorrebbe che il nuovo sistema elettorale si orientasse piuttosto sul bipolarismo, ovvero sul governo delle coalizioni, Renzi al momento è fisso sull’Italicum, basato sui partiti e non sulle coalizioni, un sistema che aumenta i motivi di incostituzionalità del Porcellum marciando in senso contrario alla democrazia (assenze di preferenze, abnorme premio di maggioranza, assassinio programmato della sovranità popolare) e non risolve il problema della governabilità.
Nell’annullamento di una Camera fatta ormai di nominati e dove la compravendita ha sostituito l’ideologia, il Senato era rimasto il punto debole del potere dove la contrapposizione ideologica poteva mettere in crisi il governo. Così la pretesa riforma costituzionale non è stata certo finalizzata a un risparmio economico quanto a menomare la forza oppositiva del Senato, il quale resterebbe al suo posto, con ben scarso guadagno economico e un vero aggrovigliamenti nell’iter legislativo, ma sarebbe devitalizzato nei confronti di un Governo che sta concentrando tutto su di sé, surrogando la funzione legislativa del Parlamento, nella formazione progressiva di un Principato che spezza l’equilibrio dei poteri, pernio essenziale di ogni democrazia.
I sistemi bipartitici puri sono rari nel mondo. In Europa, è la situazione stessa, col progressivo annullamento ideologico di dx e sx e la carenza di un partito veramente trascinante che catturi l’elettorato, a produrre situazioni complesse e faticose.
In Gran Bretagna si è prodotto un bipartitismo tendenziale, non di rado condizionato proprio dalle coalizioni di piccole formazioni locali che riescono a mandare al potere i loro rappresentanti spesso a scapito di partiti più robusti.
In USA abbiamo storicamente una polarizzazione del consenso attorno a democratici e repubblicani che sono prioritari, ma ciò non ha impedito l’avanzata di movimenti e candidati outsider (si pensi a Ross Perot).
L’Europa è dominata da un pluripartitismo particellare con aumento dell’astensione, e siamo arrivati al paradosso per cui in Grecia come in Germania chi vuole governare può farlo solo unendosi a forze di opposizione. Nel caso italiano, le forze maggiori sono tre e l’Italicum risulta abbastanza bizzarro perché punta sul partito e non sulla coalizione, sul bipartitismo e non sul bipolarismo, mentre sarebbe immediata la vittoria di Renzi unendo il Pd al cdx, cosa che ormai non è ostacolata da alcuna differenza ideologica, visto che, a parte alcune quisquilie di facciata, Renzi sta realizzando un programma totalitario di destra, anzi sta realizzando proprio il piano pidduista di Licio Gelli.
L’Italicum vuole imporre un modello di bipartitismo là dove l’evidenza mostra tutt’altro. Ormai l’opinione pubblica italiana, col suo 47% di assenteismo elettorale e le sorprese che possono uscire dai tre partiti maggiori, è andata ben oltre la contrapposizione dx-sx. E l’affermarsi del M5S come seconda forza politica separata dal Pd solo da un punto ha scombinato tutte le carte (si ricordi che nel voto interno, senza gli Italiani all’estero, il M5S prese 44.000 voti più del Pd).
Il mondo moderno acutizza la contrapposizione secolare tra capitale e lavoro ma la cosiddetta sx italiana non si muove più da tempo a tutela dei diritti del lavoro, anzi è proprio la forza che li uccide, per la sua mancata opposizione alla distruzione dell’articolo 18, ai licenziamenti ormai senza freni, alla scomparsa del posto fisso, ai grotteschi lavori precari ‘a tutele crescenti’, allo spregevole jobs act che santifica i licenziamenti senza giusta causa, alle leggi sul lavoro fatte senza i sindacati, alla scomparsa di investimenti pubblici, alla progressiva menomazione dello stato sociale. Se ci aggiungiamo gli aiuti paradossali alle banche e la dipendenza dalla grande finanza, la succubannza alla Troika, il meschino attacco alla poltrona dei membri del potere e il loro cinismo morale, i conflitti di interesse del premier e della sua vice, abbiamo un quadro squallido di opportunismo e rampantismo senza colore né forma, in cui tutti gli espedienti di arrampicata politica sono possibili con tutte le unioni contro natura possibili.
Dove le ideologie latitano, resta solo il peggio del suk.
E in Italia nel suk politico ci siamo dentro con tutti i piedi.
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