Nuovo Masada

gennaio 18, 2016

MASADA n° 1721 17-1-2016 IL CASO DI QUARTO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:25 am

MASADA n° 1721 17-1-2016 IL CASO DI QUARTO
Blog di Viviana Vivarelli

La ricostruzione del caso di Quarto a Bersaglio mobile: una rappresaglia politica – Ma davvero si può continuare ad andare avanti così?

Ormai in Italia ci sono solo due dibattiti:
Checco Zalone
e il caso Quarto.
Solo questo ci dovrebbe far precipitare di altri 24 posti nella libertà di stampa.
Ma ci dovrebbe dare anche il primato europeo per le patologie mentali.
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“L’uomo è fatto di quello in cui crede”
(Ma parecchio anche di ciò che gli fanno credere)
(Viviana)
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Per farsi dei nemici non è necessario dichiarare guerra, basta dire la verità”.
(Lincoln)
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Il potere corrompe, ma il potere assoluto corrompe assolutamente.”
(Montesquieu)
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Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice.”
(George Orwell)

La corruzione è una tassa occulta, frena gli investimenti esteri, distorce i mercati, umilia il merito e calpesta la cittadinanza.”
(Ferruccio de Bortoli)
(Però anche lui sta dalla parte dei corrotti).
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Il complice del crimine della corruzione è spesso la nostra stessa indifferenza.”
(Bess Myerson)

Elezioni politiche del 2013 : 11,6 milioni di elettori non votano
Elezioni europee 25 maggio 2014 : il 42 % degli elettori non vota
Elezioni regionali del 2015 : il 47, 8 % degli Italiani non vota
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Settimo comandamento: non rubare. Dio ci ha fatto un trattamento di favore, perché ha scritto questo comandamento proprio per noi italiani, è una norma ad personam, anzi pare lo abbia scritto direttamente in italiano. E’ quello al quale si obbedisce di meno, in Italia lo capiscono anche i bambini, ma forse solo quelli. Oggi essere ladri non fa più nessun effetto, eppure vendere la propria anima è il punto più basso della storia dell’umanità.
(Roberto Benigni)
(Ma non è rimasto della parte dei ladri pure lui?)
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In un popolo generalmente corrotto, la libertà non può esistere a lungo.”
(Edmund Burke)
Depenalizziamo il reato. Resteremo ‘diversamente liberi’.
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Agghiacciante. Gli ho chiesto: “Ma perché vuoi emigrare in Australia?”. Ha risposto: “Perché quando un uomo odia la gente tra cui vive, non gli resta che andarsene”.
(Viviana)
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Le gare d’appalto sono, per alcune persone, una vera passione. Appena ne sentono parlare, partono per la tangente!
(Anonimo)
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L’Italia è un paese che si basa sul voto di scambio, la tangente e l’omertà.
Ti sarò fedele finché dura il mio interesse.
(Viviana)
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Ormai non ci sono alternative.
O diventi come loro, o vai all’estero, o ti droghi.
La prima e la seconda che ho detto si equivalgono.
L’opzione straordinaria è restare in Italia e combattere per l’onestà, anche se diventa ogni giorno più difficile.
Ci regge la convinzione che sono state le soluzioni più combattute quelle che poi hanno vinto nella storia.
(Viviana)
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LA RICOSTRUZIONE DEL CASO DI QUARTO A BERSAGLIO MOBILE
UNA RAPPRESAGLIA POLITICA E UNA ENORME DISTRAZIONE DI MASSA

Protagonisti:
Mentana, Valeria Ciarambino (maggiore rappresentante 5stelle nel Consiglio regionale campano), Stefano Esposito (senatore piddino che si dichiara non renziano, supercommissario ad Ostia e che Renzi impone alla giunta di Marino per affossarlo), Vincenzo Iurillo (giornalista di IFQ che parla per primo di Quarto e che il 23 dicembre pubblica integralmente le intercettazioni), Franco Bechis (vicedirettore di Libero, che ha riaperto la vicenda con nuove scoperte).

Tutto comincia nel giugno 2014 quando a Quarto, piccolo Comune di 44.000 abitanti, commissariato due volte per mafia, il M5S vince col 70,6 % il ballottaggio e fa diventare sindaco Rosa Capuozzo. Un consigliere, De Robbio, comincia a ricattarla minacciandola di rivelare un abuso edilizio fatto dal suocero e chiedendole in cambio del silenzio la carica di presidente del consiglio, incarichi di assessori a persone collegate alla camorra e che lo Stadio sia assegnato al clan dei Cesarano, allo stesso imprenditore funerario che curò i funerali del capoclan dei Casamonica. A un certo punto il De Robbio fa arrivare ai consiglieri di Quarto un dossier che mostra l’abuso edilizio attraverso delle foto aeree. Un altro candidato del M5S si era ritirato due mesi prima le elezioni proprio per un abuso edilizio. Il suocero della Capuozzo aveva fatto un allargamento del piano terra dove è situata la tipografia del marito, chiedendo e ottenendo un condono edilizio, ma sembra che al momento della richiesta non avesse ancora completato il sotto tetto dell’estensione.
Tutti i fatti cruciali si svolgono in un mese, dai primi di novembre ai primi di dicembre
Il 6 di gennaio (giorno della Befana), Renzi decide di ‘scatenare l’inferno’.
Segue una vicenda giudiziaria che porterà alla luce una serie di intercettazioni, tutto è pubblico e anche oggetto di denunce, ma fa scattare una indagine del pm Woodcock, già autore di molte inchieste roventi. L’oggetto del contendere è minimale: un piccolo condono edilizio con qualche data taroccata, ma il 6 gennaio scatta una gigantesca campagna mediatica per distruggere moralmente il M5S. I fatti erano sotto gli occhi di tutti, addirittura su facebook, ma la campagna denigratoria parteil caso scatta quando Renzi, il giorno della Befana, decide di farne un caso nazionale, con decine di articoli sulla stampa, interrogazioni parlamentari, dibattiti su tutti i talk show… La Capuozzo aveva pubblicato quasi tutto: la lettera anonima, la documentazione, il ricatto… ma ciò non bastava.

Paolo Celata ricostruisce i fatti così: il 4 novembre, durante la trasmissione Ballarò, dopo che Di Maio era stato intervistato e un sondaggio aveva mostrato che in un ballottaggio col Pd, il M5S avrebbe vinto e che stava sopravanzando il Pd, il piddino (ex di Scelta Civica) Andrea Romano aveva detto oscuramente: “A Quarto la sindaca del M5S è stata presa con le mani nella marmellata e ha cercato di sanare un abuso edilizio con un geometra ammanicato con la camorra (il De Robbio). E’ uno dei casi di malgoverno dei 5stelle”.
Il giorno dopo, 5 novembre, il Fatto Quotidiano, insieme al Mattino e all’Unità, riprende la cosa: “La Capuozzo nei guai per la casa del marito”.
Iurillo di IFQ scrive: “Ditemi che caciara avrebbero fatto i grillini, se fossero stati all’opposizione in un Comune dove il sindaco e il marito vivono e lavorano in una palazzina il cui condono edilizio viene gestito da un tecnico implicato in un’indagine di mafia. Sarebbe una valanga di interrogazioni e richieste di dimissioni, forse anche da Grillo”.
Il M5S minaccia querele. La Capuozzo si dice estranea alla vicenda ed è pronta a querelare chi scrive falsità.
Lo stesso giorno 5 novembre il Pd presenta una interrogazione parlamentare di Esposito e di Rosaria Capacchione (la giornalista campana minacciata di morte dalla mafia). Il Pd parte con un attacco frontale. I parlamentare 5stelle reagiscono e in un primo momento difendono la Capuozzo; sono solo fango e dossier costruiti ad arte. Nel direttorio a 5stelle ci sono 4 campani (Fico, Di Maio, Sibilia e la Ruocco). Dicono di non sapere nulla, ma non li leggono i giornali? Perché sui giornali la storia su De Robbio è già uscita. Com’è possibile che nessuno li abbia informati di quel che si sta scatenando contro Quarto, unico baluardo del M5S in Campania?
Di Maio e Fico in quelle elezioni ci hanno messo la faccia, sostenendo la Capuozzo. Quarto doveva essere il fiore all’occhiello del M5S. L’accusa per loro è di aver sottostimato tutto, essendo il fatto in sé insignificante. Richiesta sull’abuso edilizio, la Capuozzo li aveva tranquillizzati dicendo che col condono era a posto e le avevano creduto. Così, per quanto il ricatto del De Robbio stesse sui giornali, il direttorio a 5stelle non fece niente subito e aspettò a prendere posizione. Sulla stampa si parlava di altro: era il momento delle dimissioni di Marino, cominciava il Giubileo… in Campania si parlava di De Luca o della candidatura di Bassolino.
Il 14 dicembre De Robbio, indagato dalla magistratura, viene espulso dal M5S.
Intanto arriva il crack delle 4 banche e il decreto di Renzi che le salva con quasi 4 miliardi. Il 14 dicembre i 5stelle chiedono le dimissioni della Boschi per conflitto di interesse. Ed ecco che il caso Quarto torna improvvisamente a galla.
Il 24 dicembre, IFQ e Il Mattino danno gli aggiornamenti. Si profila il reato di voto di scambio mafioso, il pm Woodcock interroga per 5 volte la Capuozzo, anche per 5 ore di fila. Vengono fuori altri particolari, escono le intercettazioni in cui la Capuozzo viene ricattata dal De Robbio. Le dichiarazioni della Capuozzo cambiano nel tempo, nello sconcerto del direttorio grillino che non sa cosa fare.
Arriviamo a Natale. Il Parlamento va in pausa e anche la stampa. Il giorno della Befana, 6 gennaio 2016, Renzi convoca i suoi e alle 4 del pomeriggio lancia l’attacco congiunto al M5S. La Stampa pubblica: “La camorra vota il M5S, portate al voto anche le ottantenni”. “Le intercettazioni dicono: Hanno vinto. E ora rispettino gli impegni!”
Ruotolo pubblica le intercettazioni che raccontano i rapporto tra la Capuozzo e i 5stelle che evidentemente sono all’oscuro di tutto. Ma è chiaro che la camorra si è infiltrata nella gestione del Comune. Il patto è stato sottoscritto dal De Robbio ma i voti sono andati alla Capuozzo. In cambio dei voti offerti, la camorra sarebbe entrata nella gestione del Comune, De Robbio se ne faceva garante.
De Robbio è stato espulso ma il nuovo direttorio 5stelle non sa cosa fare con la Capuozzo (non si può licenziare un sindaco per un piccolo condono edilizio non in regola deel suocero) e cambia le decisioni via via che arrivano nuove informazioni. Il 6 dicembre la difendono anche sul blog, considerandola parte lesa, ma le sue dichiarazioni cambiano e vengono fuori altri elementi. Tutti i piddini intanto attaccano a fronte unito: la Serracchiani, Esposito, Romano, Bonafé, Orfini.. Il M5S si arrocca in difesa e attacca il Pd “che con la mafia ci è andato a braccetto e ha candidato De Luca, condannato e pulir indagato che si presenta con una ammucchiata sostenuta da De Mita. Senza parlare di Orfini, colpevole non solo di aver trascinato Roma nel fosso, ma soprattutto di aver difeso fino all’ultimo il presidente di Ostia, Andrea Tassone, legato a clan mafiosi. Dal 91 ad oggi c’è stato un continuo di Comuni gestiti dal csx commissariati per infiltrazioni mafiose e si ha anche il coraggio di dispensare lezioni di democrazia? La verità è che sono decenni che la mafia è infiltrata nella politica e col Pd e FI ci ha fatto affari. Quando ha provato ad avvicinarsi al M5S, è stata messa alla porta. E De Robbio è stato espulso prima di essere indagato.”
L’8 gennaio il blog difende ancora la Capuozzo ma circola lo sbigottimento. Ma come? Si salva la Capuozzo quando, per molto meno, Pizzarotti è stato emarginato e tanti parlamentari sono stati espulsi? Non è stato Casaleggio a Cernobbio a mettere l’onestà al primo posto e a chiedere leggi contro la corruzione?
Il 9 gennaio Saviano chiede le dimissioni della Capuozzo. Il 10 un nuovo post di Beppe Grillo detta la correzione di linea: la Capuozzo si deve dimettere ma è ancora considerata una vittima. La macchia che ha intaccato la purezza del Movimento deve essere cancellata in ogni modo. Lei rifiuta. Grillo le toglie l’uso del simbolo. La giunta è con lei, poi cominciano le defezioni. Lei si rivolge a Fico e Di Maio senza successo, poi i due assieme a Di Battista fanno il famoso comunicato della panchina, piuttosto pietoso. Sono contriti e imbarazzati. “L’errore è stato non aver preso subito le distanze dalla Capuozzo che resta una vittima, ma il voto a Quarto è stato inquinato”. Sono pronti a querelare chi dice che loro sapevano.
Il 12 gennaio Toninelli parla in tv, il 13 Giulia Grillo, poi Di Battista ecc.
Grillo dice seccamente: “Dite tutto quello che volete. Il caso Quarto è chiuso”.
Sul blog attacca il Pd, “partito degli indagati. Renzi che non vede quello che gli accade attorno… fino alla sorella del premier accusata di difendere un politico indagato…” Saviano è invitato a guardare in casa Pd. Lo scontro diventa sempre più duro.
Di vicende come quella di Quarto ce ne sono state a centinaia, ma questa colpisce il Movimento e va sfruttata. I campioni dell’onestà sono fatti a pezzi.

La Ciarambino dice: “Avete montato ad arte una notizia che non c’era, perché il Pd potesse dire “Siete come noi”. Invece risulta chiaramente cosa è il Pd e quali sono i suoi valori. E’ falso che i vertici sapessero tutto. Quando è venuto fuori l’abuso edilizio, la sindaca disse che era stato condonato da suo suocero e presentò una denunzia contro ignoti. Nel frattempo la sindaca dichiara di aver avvertito Di Maio e gli altri dei fatti (quali?). Loro smentiscono. Ai primi di dicembre la Capuozzo incontra Fico che è già stato sentito dal pm. Ma escono le intercettazioni che evidenziano il reato di scambio politico mafioso. De Robbio viene iscritto nell’albo degli indagati. Ma la sua espulsione era già avvenuta da parte del M5S che oraparte con la richiesta di dimissioni per la Capuozzo. I cittadini di Quarto assistono rassegnati.
Grillo passa dal dichiarare che “i voti della camorra non sono stati determinanti” a “bisogna dire No anche per un solo voto della camorra”. Nessuna delle richieste della mafia è stata realizzata. La Capuozzo ha detto No su tutto. Dal M5S la camorra ha ottenuto ZERO.

(Mentana: “Ma se uno pensa di non aver fatto nulla di male, di aver resistito e di non aver danneggiato il suo partito, perché chiedere le sue dimissioni? )
Perché, dice la Ciarambino, è stata eletta anche coi voti della camorra, perché chi ha votato lei ha votato un progetto che era contro ogni mafia.
Ma il 12 gennaio escono le intercettazioni che convalidano il ricatto e le dimissioni le vengono chieste per non averlo denunciato. (Obiezione: ma come poteva farlo senza prove, visto che non sapeva delle intercettazioni? Avrebbe rischiato una denuncia per calunnia).

Iurillo: “La Capuozzo è stata sottovalutata per tutto il mese che va da ottobre a novembre, quando ci fu il primo tentativo di ricatto di De Robbio con le aereofotogammetrie. Quando poi il dossier esce sui giornali, le foto sono esibite pubblicamente. Quello che succede in quel mese smentisce la Ciarambino, quando dice che le carte del condono erano a posto. Fu presentata una integrazione di condono firmata 21 ottobre, e dunque successiva alla prima foto e venne allegata alla pratica. La perizia giurata era di un geometra coinvolto in un’inchiesta di camorra con accusa di falsificazione di perizia. Ciò fa pensare che la famiglia della Capuozzo abbia cercato di sanare la situazione nel mese intercorso tra l’inizio del ricatto e la pubblicazione del dossier. Il sindaco dunque non aveva detto tutto. I documenti la smentivano.”

Esposito: “Il M5S si presentava come un campione di purezza contro gli altri partiti che erano descritti come covi di malfattori. Il M5S governa 16 amministrazioni comunali. Di fronte a un problema abdica. Ma la politica non è il web. La politica è la realtà.”
(Mentana obietta che il Pd a Roma ha fatto lo stesso, ma Esposito risponde che a Roma la giunta si dimise).
“Il M5S ha mitizzato la selezioni dei candidati onesti sul web. Il risultato è l’infiltrazione della camorra. E’ evidente, dice Esposito, che le informazioni c’erano nel mese tra ottobre e novembre.”
Chiede come mai se certe cose accadono al Pd, Grillo dice che il Pd è marcio, e se accadono al M5S allora il Movimento è parte lesa.

Ciarambino allora domanda cosa intende fare il Pd col voti di scambio di Caputo, uno degli europarlamentari del Pd più votati, e come mai sui giornali non se ne parla e non si sono chieste né dimissioni né espulsioni. “Capisco che avere 84 indagati e arrestati è un problema. Mi rendo conto che per voi la questione morale non esiste. Siete solo degli opportunisti senza regole e agite secondo la convenienza del momento, come avete fatto con Marino che avete fatto dimettere dopo un anno e davanti a un notaio.
Questo è solo un gioco mediatico che avete montato ad arte per buttare fango su chi è pulito. Il M5S, quando ha anche solo un sospetto, butta fuori le persone. Non fa patti con la camorra. Il Pd è pieno di arrestati e non parliamo di mafia capitale dove il partito è stato decapitato, a partire dal presidente del Municipio di Ostia e dal presidente del Consiglio comunale. Ci avete messo un anno a dimettere Marino”. (Mentana: E nemmeno loro si erano accorti delle infiltrazioni).
“Chiedo ad Esposito, dice la Ciarambino, come il Pd intende affrontare la propria corruzione (al momento Renzi l’ha depenalizzata!) e come intende affrontare il tema della legalità. Il massimo di legalità di cui il Pd è stato capace è stato mandare la Picierno con dei cartelli con su scritto “Onestà” a Quarto. La mandassero a Bruxelles, visto che lì non c’è mai! Ora il M5S comincerà un tour in tutti i Comuni dove il Pd è indagato.”
Ma qual’è il peccato che il M5S ha commesso, visto che quando scopre la camorra, la butta fuori? O butta fuori un sindaco perché non denuncia un ricatto?

Esposito cita l’imprenditore legato alla camorra che vota per la Capuozzo e nelle intercettazioni ciò risulta.

Ciarambino: “Perché non parliamo degli 84 indagati o arrestati del Pd che invece alla mafia hanno detto di sì? Perché Esposito non parla di un passo delle intercettazioni in cui si dice che la prima scelta di Cesarano era Mario Ferro, ex assessore del Pd? Poi non fu candidato e la lista del Pd non poté andare al voto perché conteneva firme false.
Dice Cesarano: “Noi avremmo dovuto votare Mario”, perché l’illegalità del Pd spazia su tutta la gamma del codice penale, ma Mario Ferro non c’era. La camorra sceglie il suo elementi di riferimento privilegiato, ma non c’è e allora infiltra De Robbio. Questo si vede anche dai numeri, quando tra comunali e regionali c’è una differenza di 2000 voti che vanno al Pd.”
(Mentana: “Dunque, anche senza Ferro, la prima scelta sarebbe stata il Pd”).
De Robbio, tra l’altro, venne contattato dallo stesso Ferro che gli passa le richieste dalla camorra. Ferro è indagato da Woodcock, ma nemmeno Ferro è stato espulso dal Pd.”

Bechis: “A prescindere dai fatti, che sono esigui, il caso è politico. Il M5S aveva attaccato la Boschi, come se le colpe di un padre ricadessero sui figli, ora abbiamo le colpe di un suocero che ricadono sulla nuora. (Sì, però l’entità del reato è molto diversa!).
Il M5S ha chiesto le dimissioni della Boschi. Questa feroce campagna mediatica è la risposta di Renzi. Una rappresaglia politica!”
(Mentana: “Non è un caso che il giorno della Befana, alla stessa ora, 4 del pomeriggio,arrivano tutte le dichiarazioni di tutti i membri di spicco del Pd sullo stesso tema “Scatenate l’inferno” (come nel film ‘Il gladiatore’), una sorta di rappresaglia politica per la Boschi. Era troppo ghiotto che il marito di un sindaco 5stelle fosse indagato.
La Campania ha una forte presenza di criminalità organizzata. Quando la Capuozzo vince in un Comune che per due volte è stato sciolto per mafia, accade un fatto strano: si tenta di entrare in una scuola dove sono raccolte pratiche edilizie e, non riuscendoci, si abbatte un muro e non si capisce cosa venga sottratto. Ma siccome si votava, si suppone che il peccatuccio dell’abuso edilizio in famiglia fosse su molte spalle. E chi è quel candidato che si ritira perché lo ha fatto qualcuno in famiglia? Su questo anche la Capuozzo tace. E dimostra una cosa evidente: che la selezione perfetta del candidato perfetto non esiste.
Tanto meno è impossibile dire: io non prendo i voti della mafia in una zona come quella ad alta densità camorrista (Mentana aggiunge: “Ma ha senso dire: se hai un voto della camorra non puoi essere eletto?”)
Non è quello il peccato. Il peccato, o meglio il reato, è fare l’accordo prima. Ma non si può fare la guerra dicendo: tu hai preso i voti della mafia. (Mentana: “I voti della mafia li hanno presi tutti”. Se a Quarto la lista maggiore era quella del M5S, là la camorra si infilava. Ma il M5S, quando arriva la prima lettera anonima, perché non ha chiamato la Capuozzo e non l’ha interrogata?”).

Iurillo: “E perché il Pd si sveglia solo il 6 gennaio dopo che le intercettazioni erano state pubblicate un po’ dappertutto e lascia passare 14 giorni prima di occuparsi del caso? Lo fa per distogliere l’attenzione da altre cose che erano successe. Mi sembra abbastanza strana una reazione tanto forte dal momento che in Campania era successo molto di peggio.

Ma Esposito dichiara che lui e la Capacchione si erano mossi ben prima del 24 in Commissione antimafia.

“vien da pensare- osserva Iurillo, una strumentazione del caso legata a quanto era successo e veniva a detrimento di Renzi: Il crack delle 4 banche, Banca Etruria e il padre della Boschi, Ostia, Roma capitale ecc. in cui, anche con l’assunzione di responsabilità del Pd, si erano sentiti dire che erano dei mascalzoni. Il caso Quarto veniva molto utile per distogliere l’attenzione pubblica dal Pd.”

Mentana ribadisce che tutti sapevano tutto.
Di fronte all’articolo su La stampa di Ruotolo si decide di partire all’attacco del M5S. E in quel pomeriggio Renzi decise di scatenare l’inferno e dà la stura di un twitter. I suoi partono all’attacco.

Mentana: “Ma 4 membri del direttorio grillino sono campani. Questo crea delle difficoltà. Non ci sono indagini su di loro, ma il pm potrebbe sentirli come persone informate dei fatti. Capuozzo negli interrogatori e nelle intercettazioni dice di non aver detto loro niente, di aver parlato sì con Fico e Di Maio ma di altre cose. Loro non sapevano del ricatto.”
Il procuratore Giuseppe Borrelli coordina l’inchiesta sul voto di scambio e dice che tutto si chiuderà in poche settimane e che la Capuozzo è stata sentita solo per puntualizzare alcuni aspetti delle sue dichiarazioni che erano rimasti vaghi.

Ciarambino: “Perché il Pd si sveglia il 6 gennaio? Tutto quanto è successo a Quarto dimostra che la camorra dal Pd aveva avuto quello che voleva e che il M5S era l’unico partito che le si era opposto. E’ stata una campagna mediatica diffamatoria creata ad arte per distogliere l’attenzione dai problemi che il Pd si trovava ad affrontare: Banca Etruria, migliaia di risparmiatori truffati, il governo che dava soldi alle banche e non ai risparmiatori, la riforma costituzionale che distrugge le democrazia di questo Paese, i sondaggi che davano il M5S vincitore ai sondaggi e il gradimenti di Di Maio che superava quello di Renzi, il bisogno di attaccare perché loro difendono le lobby e il M5S difende i cittadini… così hanno cercato di buttare addosso del fango ma questa cosa gli si ritorcerà contro. La camorra non dà i suoi voti a caso, vuole un utile. Là dove la camorra trova un NO, la prossima volta i voti non li dà più. Questo diventa un presidio ulteriore per la tutela della legalità, perché ora la camorra ha la certezza che votarci non serve a niente.”

Esposito mette in dubbio la capacità del M5S di governare il Paese:
“Quando è sorto un problema, siete scappati. La realtà è una cosa diversa da un blog”.

Ciarambino: “Mi rendo conto che per voi governare con la camorra è normale. In Campania avete candidato un presidente plurindagato e condannato di cui noi abbiamo chiesto le dimissioni. Ora De Luca è addirittura coinvolto in una indagine sulla presunta corruzione del giudice che gli ha consentito di restare sulla sua poltrona. E il Pd non ha detto una parola. Il Pd a Quarto si è stracciato le vesti con cartelli che inneggiavano all’onestà. Noi ora chiederemo la sfiducia su De Luca. Voglio vedere se in aula il Pd ha intenzione di liberare la mia regione dall’illegalità.”

Iurrillo alla Ciarampino: “Ma quando in un paginone del Mattino sono uscite le due aerofotogrammetrie con il confronto della casa tra maggio 2003 e adesso ed è uscito il dossier, non le è venuto in mente che c’era qualcosa che non andava, che non si stava parlando di un banale condono edilizio ma c’era sotto il reato di voto di scambio? non le è venuto in mente di andare a controllare di persona?

Lei: “Noi abbiamo chiesto alla Capuozzo ma ci aveva rassicurati e aveva detto che c’era stato un condono. Fico l’ha incontrata e non aveva elementi di valutazione. Ci è stato risposto che era tutto in regola e l’abuso riguardava il suocero. (Del resto un abuso edilizio è solo un illecito amministrativo, non è un voto di scambio che è un grave reato penale).

Mentana: “Eppure la Capuozzo l’8 novembre scrive una lettera al Mattino spiegando chiaramente che stava subendo un dossieraggio. Nessuno ha pensato che un dossier sottintende un ricatto? Perché il M5S non ha reagito subito?

Lei. “Ma noi le abbiamo chieste e Rosa ha risposto e ha anche fatto una denuncia contro ignoti. Questo per noi era sufficiente. Ai primi di dicembre abbiamo espulso De Robbio. Sulla sindaco abbiamo deciso via via che si presentavano le notizie e la vicenda si chiariva.”
(Mentana: “Io non l’avrei fatta dimettere).

Bechis: “C’è stata una titubanza da parte di 5stelle, Non sarà questo a cambiare la storia, con le banche che perdono il 3% in un giorno, con le prospettive nere per l’economia.. In Gomorra questo piccolo caso avrebbe occupato due righe. Dei 5stelle possiamo solo dire che hanno perso il tempo del gioco. MA ALLA FINE HANNO FATTO LA COSA GIUSTA.

Esposito lancia un elogio al sistema informativo italiano (???)

Mentana: “Diciamo piuttosto che ci siamo fatti una bella dormita. Veramente quando Bechis è andato a vedere su facebook cosa aveva postata la Capuozzo, ha sgranato gli occhi perché c’era già tutto, eppure tutti, a cominciare dai 5stelle, si sono comportati come se non sapessero niente.

Biechi: “Io mi dicevo: eppure questo io l’ho già letto da qualche parte. La cosa era già emersa. ALLA FINE I 5 STELLE HANNO FATTO LA COSA GIUSTA, PUR TENTENNANDO UN PO’. E QUESTA COSA GIUSTA NON E ARRIVATA IN TEMPI BIBLICI”. .

Ciarambino: “Abbiamo parlato di onestà e legalità. E ora incalzeremo il Pd perché le faccia. Hanno 84 indagati negli enti locali. Vedremo cosa faranno. Noi le abbiamo messe in pratica. Loro?”

Esposito: “Ma lo sapete quanti sono i Comuni amministrati dal Pd? 5000. Cosa volete che siano 84 indagati o arrestati su 5000! (ah, beh, allora…)
Bechis ribatte che l’anno prima erano anche il doppio e gli indagati sono l’80% dei consiglieri, ma Esposito insiste che la legalità loro la praticano in migliaia di Comuni. (come se bastasse citare gli onesti per scagionare i colpevoli).

Chiude Iurillo, giornalista de Il Fatto Quotidiano: “Il M5S è arrivato alla risposta giusta nel modo sbagliato, lasciando la sindaco sola per due mesi a resistere alle pressioni della camorra. LEI, PERO’, SI DEVE DIRLO, è RIMASTA FERMA NELLE SUE POSIZIONI CON GRANDE CORAGGIO NEL TERRORE DI QUESTO RICATTO E NON HA CEDUTO MAI.
..
“Chiedere ai 100 parlamentari indagati per corruzione di votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna D’Arco di andare a far legna per il falò.”
(Maurizio Crozza)
.
http://masadaweb.org

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