Nuovo Masada

dicembre 28, 2015

MASADA n° 1718 28-12-2015 L’ITALIA E’ FUORI DALLE SECCHE ?

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:52 pm

MASADA n° 1718 28-12-2015 L’ITALIA E’ FUORI DALLE SECCHE ?

L’Italia scende dal 5° al 22° posto tra i Paesi industriali – 45.000 morti in più come in una guerra – Sono 92 giorni che non piove. Lo smog è altissimo – L’arroganza dei governanti – La Troika vuol requisire i risparmi dei cittadini- Sarebbe meglio occupare militarmente le banche – Dopo l’attacco ai risparmiatori, l’attacco ai pensionati – La resa al capitalismo della sx europea – Sostituzione dell’economia finanziaria all’economia reale – Esproprio dei risparmi dei cittadini – Conseguenze nefaste della deregolamentazione finanziaria – Bisogna tornare alla divisione tra banche di risparmio e banche di investimento – La Glass-Steagall Act – Sta per scoppiate la bolla dei derivati

(Nelle immagini le foto peggiori dell’anno)
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Le soluzioni per la crisi sono poche, sarebbero immediatamente produttive, farebbero immediatamente stare meglio i popoli europei, ma chi governa non le vuole, perché è al soldo di quella piccola cricca di magnati che possiede il 90% della ricchezza occidentale e se ne frega della crisi e della rovina dei popoli europei.

Le soluzioni sono:
-dividere di nuovo banche di risparmio da banche di investimento;
-vietare l’uso dei derivati nelle banche di risparmio e negli enti locali;
-combattere in ogni modo i paradisi fiscali e realizzare una vera giustizia nel campo fiscale con una reale lotta alla grande evasione;
-difendere i lavoratori, i risparmiatori, i malati e i deboli;
-opporsi a qualunque riduzione dello stato sociale;
-difendere le Costituzioni democratiche;
-aumentare il grado di democrazia in Europa e nei singoli Stati;
-togliere il comando della Germania sui Paesi europei;
-staccare l’Europa dagli ordini del Fondo Monetario;
-farla finita con l’austerità e il pareggio del bilancio a favore di una campagna roosveltiana di investimenti pubblici, come nel New deal per far riprendere produzione, lavoro e consumi.
-passare gradualmente dalla democrazia parlamentare alla democrazia diretta;
-dare agli elettori il diritto del recall sui politici disonesti.
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Non è stato D’Alema a dire che: «Il Pd è diventato un partito di spartizione del potere»?
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Istituto Cattaneo sulle ultime politiche: «La maggior parte dei voti finiti al M5S viene dagli ex sostenitori del Pd. In maniera più marcata, questo è avvenuto, nelle città tradizionalmente più rosse. A Bologna, il Pd ha regalato il 48% degli elettori a Grillo; a Firenze il numero si è alzato ulteriormente, arrivando fino al 58%. Generalmente, ad essere stati attratti dai lidi a cinque stelle sono stati gli elettori del csx. Non è significativo (quasi nullo al nord) l’apporto dato dagli elettori azzurri al M5S».


(Le ruspe all’attacco)

Rob
sotto Natale si è fermata la Metro mezza giornata, e i grandi media italiani “fedeli alla riga” non hanno alzato neppure un sopracciglio. Tutto un meraviglioso scodinzolare.
Fosse capitato un bordello simile con quell’infelice di Marino sarebbe stato lapidato (ma visto che ci sono gli uomini di Renzi al comando…).
Sono a distanza di sicurezza da Roma, ma preoccupato lo stesso per un Paese in larga parte senza coscienza delle sue necessità e delle sue aspirazioni.
Battiato è sempre attuale (“quanti perfetti e inutili buffoni”)…la primavera intanto, tarda ad arrivare..
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Prima della crisi, nella classifica delle economie di tutto il mondo, l’Italia occupava il 5° posto, ora siamo sprofondati al 12° (Wall Street Italia).
Va meglio di noi persino il Brasile. Lo dice anche il Fm.
“L’Italia, con le condizioni attuali, non è un paese per cui si possa assicurare un futuro radioso, o quantomeno sereno”, ha detto il direttore esecutivo Fmi, Andrea Montanino, presentando il bilancio del nostro paese. “La crescita potenziale dell’Italia di fatto crolla per gli anni futuri, siamo inchiodati allo 0,5%”. Il consiglio del Fm, purtroppo, è di tagliare le pensioni. Tutti i pensionati piddioti avranno una brutta sorpresa.
“L’Italia al rallentatore rischia di uscire dal G8 delle maggiori al mondo.”, lo dice uno studio del Center for Economics Business and Research inglese.
“A pesare sull’Italia è la crescita piatta, che la rende l’economia con la crescita più lenta fra i paesi avanzati. L’Italia ha inoltre il secondo debito più alto nell’area euro, al 132% del pil, dopo la Grecia.
Grazie Renzi!! Il peggior presidente che l’Italia abbia mai avuto!
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Alessandro
Renzi ci distrae a difendere la Boschi. Intanto il debito pubblico è arrivato a ottobre a 2.211 miliardi di euro che comporta un interesse di 80 miliardi di euro l’anno, di tasse, tolti ai servizi pubblici essenziali.
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Bric 44
“Resta il fatto che c’è una “coda lunga” che oggi vota PD convinta di votare Pci-Ds-Pds così come “… si va a letto con una ottantenne, pensando che a 20 anni era una gran gnocca!”
(Aggiungerei che l’ottantenne è decrepita e ha pure la gonorrea).

(La Boschi al mare)

MISERICORDIA PER GLI UOMINI
Paolo De Gregorio

Rifletto sulle statistiche ISTAT pubblicate da Repubblica: nei primi 8 mesi dell’anno 2015 ci sono stati 45.000 morti in più rispetto ai primi 8 mesi del 2014. Per avere un episodio analogo si deve tornare al 1943.
La sensazione, non certo scientifica, è che si sommano diversi fattori: la diminuita capacità del Servizio Sanitario Nazionale di soddisfare le richieste di accertamenti diagnostici, con attese di mesi e anche di anni, gli aumenti dei ticket, le voci insensate di chi rinuncia alle vaccinazioni, il consumo di cibi scelti non con criteri di una alimentazione sana ed equilibrata, ma scelti per il prezzo basso e spesso dimenticando frutta e verdura, la rinuncia alle cure odontoiatriche che come si sa costano un occhio.
Se aggiungiamo la venefica aria che si respira nelle città e il clima che ormai ci riserva picchi di caldo e di freddo, ecco emergere le cause di tutti quei morti: la crisi economica e l’inquinamento prodotto dalla follia di uno “sviluppo” insostenibile, con porcherie che troviamo nell’aria, nell’acqua, nella terra, nei cibi, che colpisce soprattutto i più poveri.
Inceneritori, discariche, terra dei fuochi dove si bruciano rifiuti tossici del nord industriale, concorrono a formare, nei giovani soprattutto, la sensazione di non avere un futuro, proprio in termini di sopravvivenza e queste statistiche (che verranno immediatamente minimizzate e distorte), secondo me parlano di un mondo ammalato terminale.
Eppure i responsabili di questo disastro hanno nomi e cognomi, sono le multinazionali dei combustibili fossili che vedono nelle energie rinnovabili la loro fine, sono le multinazionali del cibo spazzatura, pieno di chimica e coloranti cancerogeni, che fabbricano obesi e malati per la gioia ed i profitti delle multinazionali farmaceutiche, che vedono nell’agricoltura biologica e nella prevenzione delle malattie la loro fine.
Papa Francesco, che parla tanto di “misericordia”, provasse ad invocare misericordia ai consigli amministrazione delle multinazionali, comprese quelle delle armi, per la vita e la salute degli uomini della terra, trattati senza pietà da coloro che si arricchiscono sulla malattia e sul dolore!

(Renzi e Orfini alla play station)

OLTRE LA MISERICORDIA
Paolo De Gregorio

Desidero dare seguito alla mia riflessione di ieri 26 dicembre, sulle cause dell’aumento anomalo della mortalità tra la popolazione italiana nel corrente anno 2015, pubblicato dall’Istat.
Anzitutto si tratta di un allarme che doveva essere dato da chi avrebbe il compito istituzionale di proteggere la salute degli italiani rivelatosi un organismo affarista, composto da politici anziché da funzionari del Ministero della salute, intenti solo a truffare lo Stato con le convenzioni tra pubblico e privati, a trescare con esponenti di Comunione e liberazione per mettere i loro esponenti nei posti chiave, disinteressati alla salute dei cittadini fino al punto di non aver istituito un registro dei tumori, che consentirebbe di avere un quadro certo del rapporto tra territorio, inquinamento, e incidenza delle patologie tumorali, ben sapendo che questi dati sono indispensabili ai magistrati per procedere penalmente contro gli inquinatori.
Ciò dimostra, oltre ogni dubbio, quanto la politica sia subalterna al modo di produrre le merci, cercando in ogni modo di non disturbare gli inquinatori, che, oltre a dare il lavoro, decidono della vita, della salute, spesso della morte di moltissime persone, lasciando a pochi valorosi magistrati l’immane compito di cercare di fermare questa logica criminale.
Se comprendiamo a fondo questo meccanismo e allarghiamo lo sguardo al mondo globalizzato, vediamo che le grandi multinazionali che dominano un mondo, che solo i ciechi definiscono democratico, si muovono nella stessa logica malvagia, contro la salute umana, contro l’ambiente, contro la pace.
E continuiamo a bestemmiare definendo l’America democratica, quando è evidente che la maggior parte dei deputati, repubblicani o democratici (fa lo stesso) sono finanziati da gruppi economici che pretendono tassativamente che non sia toccato il sistema delle assicurazione della sanità privata (che lascia 40 milioni di americani a crepare senza aiuto), dimostrando che il presidente Obama non conta nulla, che non sia toccato il libero commercio delle armi malgrado le stragi, che non sia toccata la politica estera americana basata su 900 basi militari all’estero ed un bilancio spaventoso delle spese militari, che non sia toccato il potere delle banche in mano soprattutto alla lobby ebraica, che non sia toccata l’oligarchia capitalista che possiede tutto il sistema televisivo con cui riesce ancora a far passare per democrazia la feroce dittatura delle multinazionali.
Nessun progresso sarà possibile nel mondo fino a quando ogni paese non uscirà da alleanze militari di qualunque tipo, avrà come strategia l’indipendenza energetica con le rinnovabili, l’indipendenza alimentare con cibi biologici prodotti a km zero, la prevenzione delle malattie per abbattere i costi statali della sanità, l’educazione sanitaria, sessuale, alimentare nelle scuole, la diminuzione dell’orario di lavoro per “lavorare meno, lavorare tutti”, la pensione a 60 anni, utilizzando tutto il denaro che si butta negli eserciti e negli sprechi di ogni tipo, a cominciare dall’8 per mille alle religioni.
L’anno prossimo saremo sommersi nei media dalla interminabile parodia della democrazia, in occasione della elezione del nuovo presidente USA, che spero sia guardata con occhi nuovi, con contorno di risate di scherno in grado di uccidere qualsiasi retorica che inneggia alla “libertà”, rendendosi finalmente conto che il cittadino è un suddito che non conta nulla, il politico è un servo venduto, tutte le decisioni vengono prese nei santuari del potere multinazionale e capitalista, che, consapevolmente, uccide uomini e creato.

(A colloquio col ministro Madia)

StepBack
In Italia non si avverte alcuna mancanza di “un cdx “classico”, liberale e liberista, nonché limpidamente conservatore”.
In Italia esiste una immarcescibile dx di cacciatori di froci e di lettori di Mein Kampf, che conta esattamente come la “sx sx”, cioè una cippa. In Italia moderati, conservatori, etc furono, sono e sempre saranno democristiani. Ricordo solamente un’altra puttanata altrettanto sesquipedale del “non moriremo democristiani” di Pintor, ovvero la decouberteniana “si gioca per partecipare”.
A Pintor sfuggì il trascurabile dettaglio che in Italia, da circa 1.700 anni, c’è il Vaticano. Per i primi 40 anni repubblicani i Democristiani si sono “limpidamente” chiamati democristiani. A fine ‘80/inizio’90 l’establishment finanziario internazionale (corsi e ricorsi) si stufa di interessi sul debito pubblico oltre al 20% (mio padre ci ha estinto il mutuo), andazzo più consono ad una dittatura da isolotto caraibico che alla settima potenza industriale del pianeta. Invitano pertanto i democristiani ad accomodarsi in sala d’attesa con cortese sollecitudine. Nasce quindi il Berlusconismo, unicum assoluto ed irripetibile nella storia patria. Il Berlusconismo rappresenta infatti quanto di più simile ad “un centrodx “classico”, liberale e liberista, nonché limpidamente conservatore” che l’Italia possa permettersi. Ovvio, niente a che spartire coi Tories britannici o con la CDU tedesca. Loro sono noiosi barbogi, noi schioppettanti e improvvisatori, santi e navigatori. Il Centrodx berlusconiano ha avuto quale linea guida il perizoma di Belen, più che la cofana della Thatcher. Ma, incontrovertibilmente, NON è stato democristiano, al punto di guadagnarsene sul campo il meritato riconoscimento sotto forma di espliciti strali della CEI e di Famiglia Cristiana. Nel frattempo grazie (o per colpa) ai vincoli imposti dall’establishment finanziario, il colossale debito pubblico ed i relativi interessi hanno assunto proporzioni da paese europeo. Berlusconi non serve più, possono tornare i democristiani. Renzi è più democristiano di Forlani, il quale aderiva all’ideologia di non avere ideologie. Renzi, di volta in volta, aderisce all’ideologia cui il potere sopra di lui gradisce che egli aderisca. E agli italiani, democristiani sino ai gangli del sistema nervoso periferico, povera buonanima di un Pintor, sono felici e contenti di quel buco nero di ignoranza che li rappresenta senza essere stato eletto.

(La donna carota di Sgarbi)

Carletto
Per continuare a governare, la minoranza parassitaria nepotistica lobbystica ricca e ladra, e legiferare contro gli interessi legittimi del 75% della popolazione europea, non potrà che continuare ad esacerbare le divisioni fra questo 75%, con strategia della tensione, minacce esterne (presunte o vere o create apposta e creazione ed uso del terrorismo), xenofobia e separatismi ed appoggio della potente lobby degli omosessuali ricchi con il contestuale uso e raggiro avverso gli omosessuali poveri e degli anticlericali o atei o di religioni minoritarie.
Ma stavolta dovrà anche aggiungerci riforme elettorali come il porcellum o peggio l’italicum, come già si sta portando avanti in Italia con il renzismo (dato che in Italia già era tutto predisposto: dalla debolezza delle istituzioni democratiche ed infiltrazioni derivate dal programma P2 in tutte le istituzioni di garanzia ed alla stampa asservita) e per dare una maggioranza che possa governare al 25% dello scarso 50% dei votanti che ancora andranno a votare per loro interessi (cioè lo scarso 10% della popolazione effettiva, i ricchi, si daranno per legge il diritto di governare contro il 90% della popolazione).
Cosa ne deriverà? Autoritarismi, violenze contro la maggioranza, ulteriori limitazioni di libertà di stampa e libertà personali (con la scusa del terrorismo) ritorno al passato di welfare, diritti, distribuzione delle ricchezze, differenze sociali, violenza guerre e rivolte, insicurezza e persecuzioni.
La trasformazione di questa farsa di democrazia in una dittatura della minoranza va sempre più avanti.
Altro che grillismo (questo è il vero fascismo nazismo, ciò che sottende il renzismo o la dittatura della finanza e delle banche)! Altro che populisti o giustizialisti! Questa è la vittoria della minoranza dei disonesti e delinquenti immorali sulla maggioranza degli onesti.

(Il senato salva dal carcere Azzollini)

E diciamole una volta per tutte la parole giuste per definire il Pd. “Nuovo carrozzone di DX, più che di cdx”, l’unica vera dx italiana al momento in Italia e con l’aggravante di tendenzafascistoidorenzianobancaria (sì che da una finta sx socialista di dx esce sempre fuori il fascismo del leader che mette alla berlina gli oppositori purgandoli come giornalisti disfattisti, gufisti, fossilizzati antiprogressisti), contrapponendosi a loro come avanguardisti, futuristi, progressisti ed uomini del fare. Meno male che ci siete voi e per voi che ci siano loro, sennò da un pezzo vi si sarebbero arenate le alleanze amministrative e tutte le vostre controriforme di stampo destrofascista, ad iniziare dalla vostra auspicata legge elettorale peggiorativa di quella di mussoliniana memoria e di tutte le proposte antisciopero ed antiliberi sindacati (per voi andrebbero bene i fasci e le camere del lavoro dei vostri alleati e ben pagati della triplice, con l’autorizzazione preventiva a scioperare solo quando lo direte voi).
E guai a non allinearsi che subito si viene additati da gufi disfattisti, contro l’uomo del fare, contro le avanguardie futuriste della italica grandezza delle grandi opere, del’expo, della tav.
Pubblicamente si mettono alla berlina i giornali colpevoli di non leccare e si pagano unità strafritte per comprarsi propaganda giornalistica.
Non credevo che avrei avuto la possibilità nella mia vita di ritornare a sentire la vecchia retorica degli avanguardisti e degli uomini del “partito”, neanche dei repubblichini, ma di quelli della prima ora, snocciolata dai figli degeneri di incroci bastardi del Pci con la dx.
Siete molto più vicini voi al fascismo, di loro. (con l’aggravante che lo state già praticando e sdoganando. Del resto l’italicum, la buona scuola, la futura buona università, il beil in, la deresponsabilizazione degli amministratori delle banche, gli 80 euro, i 500 euro ai diciottenni (mance elettorali) degne della singola scarpa del destro Lauro, jobs act la regolamentazione restrittiva degli scioperi, la mancia ai pubblici dipendenti con stipendi bassi ed il mantenimento di scatti anzianità prebende, indennità, premi di produzione e risultato a go go, recupero di inflazione più un supplemento automatici e diritto alla carriera e ufficio, inamovibilità e libertà di esercizio per i pubblici dipendenti di casta (non contrattualizzati, da 3000€/mese in su e senza obbligo di presenza) ed esclusione nei fatti per ora solo per loro dal jobs act (le caste non contrattualizzate ed ad es: prof universitari, magistrati, ff.o, militari, boiardi di stato ). Per ultima la legge mancia, ex finanziaria.
Riduzione: tasse obblighi fiscali e sui trasferimenti monetari, carcere cautelare, per loro stessi e gli amichetti loro, e favori ad evasori imbroglioni armaioli petrolieri editori amici i proprietari di beni di lusso barche di lusso e case di lusso ecc. Riduzione di politiche di welfare sanità e pensione e stipendi detrazioni e deduzioni in favore di soggetti deboli.
Mi sa che qualificano questo governo a sx e di sx esattamente come lo era quello di Berlusconi. Nei fatti perfino più a dx, dato i tempi in cui si attivano queste politiche di favoritismi, tempi i cui sarebbe più giusto togliere a chi a di più per dare a chi ha di meno invece del contrario (proprio in virtù della crisi) e favorirne l’uscita aumentando la domanda interna e sanzionando più gravemente i malversatori finanziari e la corruzione.

(Razzi)

Denunciò le spese allegre dentro Ferrovie Nord. Per premio lo mettono a fare il passacarte
Annamaria

Esautorato il funzionario che presentò l’esposto sugli sprechi nella controllata della Regione Lombardia. Il capo dei revisori (tra gli indagati) lo avvertì: “Te l’avevo detto di non insistere, ora sei messo male”. Grazie a lui i ladri sono stati cacciati da Ferrovie Nord Milano. Grazie a lui le spese pazze per auto, quadri, scarpe, viaggi e pranzi sono state scoperte dai magistrati e l’ex presidente Norberto Achille è indagato per peculato e truffa. Per premio, il funzionario dell’audit Andrea Franzoso è stato messo fuori gioco. Niente più controlli per lui, ma un incarico da passacarte. E nelle intercettazioni il capo dei revisori (indagato e costretto alle dimissioni) si lasciava andare a sgangherati paragoni con il campo di sterminio di Auschwitz…”(Marco Lillo, il FQ).
Ecco, appunto. A proposito di nazismi e di ‘come’ vengono evocati da parte della feccia avvezza a mestare nella merda dei tombini, per intimidire e distruggere chi si permette di denunciare e di apprezzare cose come onestà e pulizia. Così siamo messi. E’ la logica del potere, bellezza…Ehi, dico, non staremo mica qui a far storie e scandalizzarci…
Il tombino è caldo, il tombino è confortevole e il tombino è protetto da disdicevoli intromissioni. Chi non si adegua è solo un nazista da distruggere. Chiaro?

(Il funerale dei Casamonica)

Alessandro
Dice il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia, esponente della minoranza Pd: “Si chiude un periodo non facile, ma in grado di dare una sferzata al Paese in un momento molto delicato”. Una sferzata in tutti i sensi: Renzi taglia ancora alla Sanità e l’Italia ha la pressione fiscale più alta d’Europa.
Renzi ci distrae a difendere la Boschi. Intanto il debito pubblico è arrivato a ottobre a 2.211 miliardi di euro che comporta un interesse di 80 miliardi di euro l’anno, di tasse, tolti ai servizi pubblici essenziali.
E, a differenza di quello che dice Renzi, aumenta il numero di persone senza fissa dimora. Alla Caritas fanno sempre più ricorso impensabili concittadini del ceto medio. Inoltre, dice l’ISTAT: oltre 1 italiano su 4 resta a rischio povertà o esclusione.
Ora, grazie alle dissennate politiche di austerità imposte dalla Troika e supinamente applicate da Renzi, una persona su quattro in Italia è a rischio povertà o esclusione sociale. E’ il 28,3% della popolazione, secondo la stima dell’Istat, un dato stabile rispetto al 2013. In particolare il 19,4% è a rischio povertà, l’11,6% vive in famiglie gravemente deprivate e il 12,1% in famiglie a bassa intensità lavorativa… e Renzi dice che va tutto bene!

(Salvini re magio)

Mortalità, impennata misteriosa nel 2015: “Quei 45mila scomparsi come in una guerra”

Istat: Nei primi 8 mesi dell’anno i morti sono stati 45.000 in più rispetto ai tempi precedenti. decessi aumentati dell’11%, ai livelli degli anni 40. E gli esperti si interrogano: ci ammaliamo di più o ci curiamo peggio? Come durante la guerra, ma senza la guerra. Come se vivessimo sotto i bombardamenti. Nel 2015 il numero di morti nel nostro Paese è salito dell’11,3%. In un anno sarebbero 67mila decessi in più rispetto al 2014, con un aumento che non si vedeva da decenni. E’ qualcosa di abnorme! Il numero è impressionante. Per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare al 1943 o agli anni 15-18.
(E’ questa la famosa ripresa di Renzi-Poletti?)

SONO 92 GIORNI CHE NON PIOVE. LO SMOG E’ ALTISSIMO

I grandi responsabili della trappola smog sono due assenti: il vento e delle leggi sul trasporto pubblico. Il vento è stato inghiottito dal cambiamento climatico che ce lo restituisce raramente, spesso in forma violenta, qualche volta come tromba d’aria. Il problema del traffico è sempre stato snobbato dai vari governi, privando gli italiani di un’alternativa di trasporto dignitosa e rinchiudendoli in una nuvola di polveri sottili che corrodono i polmoni. Ma come è stato possibile ignorare per tanti anni la legge a tutela della salute pubblica? E come mai i venti sono cambiati in modo così radicale? Il direttore di Legambiente Stefano Ciafani e Riccardo Valentini, membro dell’Ipcc, la task force degli scienziati Onu che studiano il clima, ci aiutano a ricostruire la ragnatela delle dimenticanze colpose.
A Milano, alla fine è dovuta intervenire la magistratura condannando la città per più di un mese a tagliare i trasporti.
Perché è sparito il vento? È cambiata la circolazione dei venti di alta quota che danno un contributo determinante al clima. L’allargamento dell’area tropicale li ha spostati verso Nord, creando in Italia una situazione di alta pressione che ormai è stabile da un tempo anomalo, eccezionalmente lungo. Le alluvioni in Gran Bretagna, nell’area ancora esclusa dalla tropicalizzazione che ha investito il Mediterraneo influenzando gli anticicloni, costituiscono l’altra faccia dello stesso fenomeno.
Una novità imprevista? Al contrario. Rientra nel quadro di evoluzione climatica disegnato da più di 20 anni dall’Ipcc. Ma per fermare il caos climatico servono misure drastiche di diminuzione dell’uso dei combustibili fossili. Solo con l’approvazione dell’accordo di Parigi sul clima, si sono create le premesse politiche che potrebbero portare al cambiamento delle politiche energetiche in direzione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza.
Quanto tempo abbiamo avuto per metterci in regola con i limiti violati da molte città? Un tempo molto lungo. La direttiva europea che vieta di superare per più di 35 giorni all’anno il tetto di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo è del 2002. In Italia è stata recepita con un decreto entrato in vigore il primo gennaio 2005. Ma è stato un atto formale: si è fissato un obiettivo e si è continuato a spendere in direzione opposta.
Gli esempi di trasporto innovativo messi in campo da alcune città non sono serviti?
Hanno ottenuto buoni risultati a livello locale, ma non sono riusciti a cambiare verso alla spesa pubblica. A Milano la decisione di introdurre l’ingresso a pagamento in centro ha ridotto le emissioni nocive: meno 38% di polveri sottili nel 2014 rispetto al 2010, meno 59% di black carbon. Non è bastato. Come non sono bastate le zone con il limite a 30 km all’ora a Torino e i rigorosi standard energetici imposti a Bolzano sulle nuove costruzioni per abbattere il consumo energetico.
Quanto abbiamo investito in questi anni per pulire l’aria delle città? Molto poco. Nel periodo 2012-2014 la legge obiettivo ha destinato il 66% dei finanziamenti a strade e autostrade, il 15% alle metropolitane, il 12% alle ferrovie, il 7% all’alta velocità. Del programma “mille treni per i pendolari”, lanciato dal governo Prodi nel 2006, si sono perse le tracce: una buona quota dei 3 milioni di pendolari continua a essere costretta a usare la macchina.
Si potrebbe invertire la rotta? Certo. Basterebbe invertire gli investimenti. In Italia tre quarti del trasporto merci avviene sulla gomma, imputato numero uno per lo smog: bisognerebbe riallinearsi con l’Europa scendendo al 50%. Ma da un decennio i governi hanno distribuito circa 400 milioni di euro l’anno (250 nell’ultima legge di stabilità) in sgravi fiscali, riduzione del costo del carburante e minori pedaggi a vantaggio dei camion. Con i 4 miliardi di euro di fondi pubblici girati al trasporto su gomma si sarebbe potuto costruire una rete di tram in tutte le principali città: 200 chilometri.
Cosa rischia l’Italia? L’Italia è stata messa in mora dall’Ue nel 2014 per aver disatteso le direttive sulla qualità dell’aria. Se non correggiamo le politiche di trasporto e di edilizia spenderemo sempre di più in costi sanitari aggiuntivi e in multe. Pagheremo di più per respirare peggio.

(La Santanchè alla Scala)

L’ARROGANZA DEI GOVERNANTI
Berluscameno (sunto)

Giubileo. Papa Francesco: “Dio libererà il popolo dall’arroganza dei governanti”. Il Papa apre la Porta Santa con un monito contro “l’arroganza dei governanti”. “Davanti a soprusi non prevalga la stanchezza: Dio libererà il suo popolo”.
Possibile che si parli solo della guerra all’Isis e non si faccia niente per la nostra sicurezza in materia economica? Il Governo dovrebbe autorizzare Polizia e Finanza a prendere il comando effettivo di tutte le nostre BANCHE !
Qualcuno sa che le banche italiane non prendono ordini operativi dal nostro Governo ma ubbidiscono a una ‘associazione privata’ a delinquere e straniera? quale è di fatto la UE con le relative BCE e BRI.
Dal 1° gennaio 2016, in caso di fallimento di una banca italiana, si applicherà il BAIL-IN, la nuova disposizione UE, coinvolgendo gli azionisti, gli obbligazionisti e i titolari dei conti correnti sopra i 100 mila euro. Ma se alla Banca verranno a mancare i soldi, non è previsto un “adeguato fondo di garanzia”, per cui si colpiranno tutti correntisti anche sotto i cento mila euro. C’è solo uno Stato al mondo che ha previsto un autentico fondo di garanzia per tutti i correntisti, sopra e sotto i 100 mila dollari: gli USA, tramite l’intervento diretto della FED che può stampare denaro. Ma, guarda caso, BANKITALIA il diritto di stampare moneta non ce l’ha.
Siamo proprio in buone mani … straniere!
Eppure non abbiamo perso nessuna guerra …almeno recentemente.

(Il mitologico sindaco di Albettone con il suo inseparabile fucile: mister Joe Formaggio)

ATTACCO AI RISPARMIATORI
Berluscameno

Secondo i TECNOCRATI NEO-FEUDALI del Fm, per ridurre l’enorme debito nazionale, i governi hanno il diritto di requisire direttamente i risparmi dei cittadini. Non importa che si tratti di risparmi, di assicurazioni o di immobili, almeno il 10% potrebbe essere espropriato. E, dato che il debito pubblico dei paesi dell’Eurozona, impoverita disastrosamente dalla recessione economica indotta dalla moneta unica, è aumentato più del 90% del Pil, tutta la popolazione dovrebbe sacrificare i propri risparmi, per “salvare” lo Stato lasciato in bolletta dall’euro. Come al solito, la “ cupola politico-finanziaria europea “ esegue fedelmente: già a gennaio, la Bundesbank ha aderito al progetto del Fm, concentrandosi su una “tassa sulla ricchezza”. “Nella situazione eccezionale di un ‘imminente fallimento dello Stato’ – ha dichiarato – un ‘prelievo di capitale una tantum’ potrebbe rivelarsi un taglio più conveniente rispetto a qualsiasi altra opzione”, nel caso in cui aumenti delle tasse o altre drastiche limitazioni della spesa pubblica non fossero sufficienti a soddisfare i bisogni.
A giugno, il Fmi ha preparato un altro progetto, per estendere d’imperio la scadenza delle obbligazioni: cedole biennali potrebbero diventare ventennali. «Semplicemente, tu non puoi riscattare la tua obbligazione”. I tuoi soldi se li tengono in ostaggio loro,naturalmente con lo stesso tasso di interesse. E la stampa non spiegherà mai i rischi reali di certe notizie: sono troppo noiose.
Quindi, nei paesi in cui ci sono delle pensioni da lavoro, ci si potrebbe svegliare improvvisamente e scoprire che si sta pagando un contributo al governo – che ringrazia per il patriottismo. Una cosa è certa: per anni, tutti i fondi pensione hanno comprato titoli di Stato perché erano considerati tranquilli e senza rischi. Ma non sarà più così. E il crollo dei debiti sovrani potrebbe mandare in crash anche i mercati finanziari. Chi decide? Il Fm, purtroppo. Il Fmi è una dittatura non eletta da nessuno, che però può gestire la vita della gente.

E ora la Lagarde presenta il nuovo profilo della sua strategia: tutti i debiti pubblici – per la prima volta nella storia moderna – dovranno trovare una copertura, come se lo Stato fosse una famiglia o un’azienda, e non un’autonoma istituzione finanziaria pubblica. Questo è un ordine di liquidazione del debito pubblico a spese degli obbligazionisti e a loro insaputa.
Per salvarsi la poltrona, gli euro-leader stanno con gli oligarchi del Fm, guardandosi bene dal tutelare i cittadini. Così presto l’Eurozona sarà colpita direttamente.
Secondo gli analisti, la situazione è gravissima: la soluzione finale prospettata dalla Lagarde potrebbe produrre anche dei disordini civili, ma solo dopo che il fatto sarà avvenuto. Questo taglio corto fatto ai creditori privati è una sorta di condizione preliminare che gli Stati in bancarotta devono rispettare prima di ottenere ulteriori prestiti.
Prendere o lasciare. “E’ quanto il Fmi sta facendo in Ucraina o che hanno fatto a Cipro.
Se lo Stato non controlla più il debito, avendolo ceduto agli usurai della finanza privata globale, il carico fiscale diventerà così opprimente che ci avvicineremo rapidamente al crollo della democrazia. Milioni di ignari pensionati saranno letteralmente rapinati dai signori del Fmi.


(Marino)

LA RESA AL CAPITALISMO DELLA SX EUROPEA E LA DISTRUZIONE DELLO STATO
Berluscameno

Tutti i partiti di sx in Europa sono diventati neoliberisti, ciòè sostengono la libertà del mercato e l’impresa privata, diminuendo sempre più l’opera pubblica dello Stato. Abbracciano entusiasticamente la teoria dello stato minimo. Il fatto è incredibile! La teoria economica globalista dall’élite del Potere finanziario e bancario globale (1 % dell’umanità che ha il 99% della ricchezza) impone la propria visione neoliberista anche a chi dovrebbe combatterla! Quella élite distrugge sistematicamente i diritti e i poteri degli stati nazionali sovrani, pretendendo il dominio assoluto e schiavistico dei popoli della Terra.
Nell’Ue tutti i partiti presenti nel parlamento si professano ‘neo liberisti’ come la Merkel e Schaeuble e impongono la teoria neo-mercantilista tedesca di marca nazista. Ci chiediamo come sia possibile che il Pd, alleato in UE con i socialisti tedeschi stia anche con il partito CDU della Merkel e Schaeuble. Il loro neoliberismo non ha nulla a che vedere col grande economista liberale Milton Friedman. Eppure i danni macroscopici della teoria errata dell’ Austerity e del Rigore in presenza di recessione, deflazione e con enorme disoccupazione stanno sotto gli occhi di tutti! Ed è nazismo puro!
Oggi tutti chiedono la libertà del mercato e considerano lo Stato sovrano una forza inerziale, troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico. Eppure è lo Stato l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico, quello che finanzia la ricerca e che produce le tecnologie più rivoluzionarie, quello che spinge settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica. È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’ origine delle nuove tecnologie. Sono i finanziamenti pubblici che possono creare nuove attività produttive con alti rendimenti reali. È lo Stato a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti. Ed è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’iPhone così ‘smart’: internet, touch screen e gps. E’ lo Stato che finanza la rivoluzione verde delle energie alternative.
Ma se lo Stato è il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati?
Ormai la finanza globale ha preso il sopravvento sulla produzione reale. Wall Street ha battuto sei a zero Main Street. Commerciando prodotti finanziari taroccati come i derivati.

(Caduta di Berlusconi)

IL MERCATO FINANZIARIO HA SOSTITUITO L’ECONOMIA REALE

Le banche non finanziano più la produzione di beni reali. Ci guadagnano poco e rischiano molto. E se poi i prestiti finanziari effettuati alle PMI non vengono restituiti? Nella realtà il recupero delle somme investite dalle BANCHE nelle PMI è di difficile effettuazione se l’economia reale rimane in recessione e in deflazione di fatto. Ma senza investimenti monetari l’economia reale muore!
La finanza può procurarsi tutta la moneta necessaria per giocare con i derivati e ha deciso di guadagnare solo con quelli, impiegandoci cifre folli, e usando le banche ombra con sede nei Paradisi Fiscali, dove può fare operazioni finanziarie tutte rigorosamente in NERO.
La produzione non serve più alla ‘finanza globale’.
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Ma un nuovo pensiero economico si sviluppa in Gran Bretagna.

Mariana Mazzucato, docente di Economia dell’innovazione nell’università del Sussex, fa parte della squadra di consulenti economici d’élite, da Joseph Stiglitz a Thomas Piketty, chiamata da James Corbyn a delineare le proposte di politica economica del partito laburista nuova versione, quello che sfiderà i Tories per il governo britannico. “La chiave del nostro nuovo messaggio economico per la G.B. è semplice: la Gran Bretagna cresce, ma noi vogliamo che questa crescita sia più omogenea, più inclusiva, con meno finanza e più industria e soprattutto meno diseguaglianze”.
“Lei è stata citata dal cancelliere ombra John McDonnel alla Labour Conference per il suo libro sullo Stato “entrepeneur”: qualcosa di più di imprenditore, uno Stato che ha la mentalità e la vocazione dell’industriale.” “Lo Stato non è un’entità molesta nel business privato, che lasciato a se stesso ed al libero mercato farebbe meglio. Va sfatato il mito dello Stato lento e polveroso contro l’impresa dinamica e moderna. Cameron si lasciò scappare l’espressione “il civil servant è nemico dell’impresa”, poi l’ha ritirata ma la mentalità resta quella. A certe condizioni, lo Stato deve essere un partner con pari se non maggior dignità dei soci privati, e assumere una funzione guida nella politica industriale. Purché sappia dove andare. (Non certo dove vuole andare la Merkel e Schaeuble con la loro politica economica errata del Rigore e dell’Austerity non adatta per i paesi deboli della UE !). Vanno fissati obiettivi precisi di politica economica, con una visione. La Silicon Valley (USA)è nata perché con interventi pubblici si è perseguita l’eccellenza nell’hi-tech, l’attuale mole di investimenti nelle nuove energie in Germania deriva dalla scelta “verde”. C’è una sostanziale presenza dello Stato negli investimenti importanti”. In fondo è quello che ha detto ‘Obama’ alla Fiat di Montezemolo: “prenditi la Chrysler (che era stata salvata dal governo Usa ) però investi nei motori ibridi”.
Per tutto questo servono ministeri, agenzie e dipartimenti, ben strutturati con personale dello stato qualificato, forte e coerente”.

(Salvini-day a Roma)

LA DEREGOLAMENTAZIONE FINANZIARIA
Berluscameno

Nel 1998 un signore di nome Sandy Weill riuscì a far cambiare una legge americana per introdurre il Gramm-Leach-Bliley Act del 1999, detto così dal senatore Gramm, che ricevette sostanziosi aiuti dal settore finanziario. La legge ebbe sostegni politici anche dal democratico Rubin, già co-chairman di Goldman Sachs. La norma consentì la nascita di Citigroup col fine di estendere le proprie attività finanziarie che precedentemente costituivano illeciti. Questa storia insegna come sia stato facile far nascere le regole che hanno fatto crescere l’industria finanziaria, quell’industria che ha distrutto migliaia di posti di lavoro per l’avidità di pochi individui. La deregolamentazione ha consentito la diffusione di strumenti come le auction rate securities che svolgono la stessa funzione del credito ordinario senza essere assoggettate alle regole tradizionali, sono gli strumenti usati anche dalla Lehman Brothers. La recessione che stiamo vivendo nasce, cresce e si sviluppa per l’effetto di questa deregolamentazione finanziaria che ha consentito di truffare risparmiatori e investitori per accentrare ricchezze nelle mani di pochi. Nel 2007 il “sistema bancario ombra” diventa molto più grande e pesante del sistema tradizionale e condiziona le scelte politiche globali e nazionali.
Cito da un disegno di legge presentato in parlamento:
“Chiediamo la riforma dell’ordinamento bancario attraverso la separazione delle attività bancarie commerciali da quelle speculative, al fine di tutelare le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l’economia reale e differenziarle da quelle legate all’investimento e alla speculazione sui mercati finanziari
E’ in atto una grave crisi economica globale che ha minato e sta minando, oltre ai salari delle famiglie, la base produttiva delle imprese. Assistiamo al collasso delle imprese e delle famiglie, alla revoca dei crediti, al no da parte delle banche ai nuovi crediti, ad un aumento vertiginoso delle procedure concorsuali e a disastrosi tagli occupazionali.
Si tratta di una crisi che ha un carattere strutturale e trova la sua radice nelle disfunzioni del sistema bancario-finanziario e nel suo contrastato rapporto con l’economia reale. Gli organi di vigilanza nazionali e internazionali e i mercati finanziari hanno contribuito a generare la crisi principalmente attraverso la creazione di un eccesso di rischio e a prolungarla attraverso l’assorbimento di fondi pubblici destinati ai salvataggi bancari che avrebbero potuto avere una diversa e migliore destinazione. Il funzionamento del sistema bancario, con le sue pericolose ripercussioni sull’economia reale, rappresenta uno dei più seri problemi strutturali.
Con l’ondata di fusioni e di acquisizione rese possibile dalla deregolamentazione, gli istituiti bancari sono diventati grandi a tal punto che il loro fallimento viene considerato come una eventualità tanto disastrosa da utilizzare i soldi dei contribuenti per evitarlo.
Le banche hanno abdicato alla funzione di sostegno all’economia per dedicarsi alla finanza speculativa, alimentata da banche di investimento internazionali, e consentita nel recente passato da alcune zone di ombra di applicazione delle norme prudenziali. I problemi nel sistema bancario e creditizio sono nati proprio quando le banche hanno smesso di fare le banche ed hanno cominciato a fare i “TRADERS”.
Per questo motivo bisogna ritornare al più presto alla netta separazione tra banche commerciali e banche d’investimento: le prime devono tornare a raccogliere il denaro dei risparmiatori a favore del credito alle piccole imprese ed investire i risparmi depositati dai correntisti a servizio della economia reale remunerando i depositi e concedendo i prestiti; le seconde dedicarsi a fare le loro scommesse e le loro speculazioni senza rischiare a scapito dei correntisti.

Dopo lo scoppio della questione riguardante il Monte dei Paschi, il tema della separazione tra funzioni commerciali e quelle di investimento di una banca è tornata prepotentemente di attualità. Anche la Bce si è fatta carico del problema, tanto da decidere di accelerare sulla strada di una chiarificazione che sembra ormai ineludibile, con il chiaro obiettivo di evitare che i salvataggi riguardanti il sistema bancario vadano a riverberarsi sui contribuenti e di fare in modo che le banche non possano usare i depositi dei risparmiatori nell’espletamento di operazioni che comportino rischi.
Va ricordato che il tema non è discusso solo nel vecchio continente, ma anche al di là dell’oceano, tanto che Sandy Weill, fautore dell’abrogazione della legge Glass-Steagall, che prevedeva la separazione bancaria, alcuni mesi fa non ha avuto eccessive remore ad ammettere lo sbaglio compiuto tanto da auspicare il ritorno ad una separazione netta e completa tra le banche d’affari e quelle commerciali.
Fu Roosewelt nel 1933, dopo la grande depressione, a volere la legge detta Glass-Steagall Act, che pose fine agli eccessi finanziari e volle contenere gli eccessi della finanza e l’azzardo morale dei banchieri, la cui avidità e sete di guadagno ha causato la crisi più grave del 1929. La legge divideva banche di affari da banche di risparmio, perché la loro unione era stata la principale causa della crisi del 19, e averla abrogata ha portato alla crisi attuale. Da quando è esplosa la bolla dei derivati, strumenti puramente speculativi completamente slegati dagli investimenti produttivi, dirottando risorse dall’economia reale ad un vera e propria bisca mondiale, il rischio del fallimento delle banche ha portato i Governi e le banche centrali ad una serie di salvataggi a spese della collettività.
Ora urge rimettere in funzione quella divisione tra banche. Di guai ne ha fatti abbastanza. Occorre anche vietare drasticamente che gli enti locali investano in derivati i soldi nostri amplificando il debito.

In mancanza di norme vigenti, nel 2012 abbiamo assistito ai seguenti scandali finanziari: JP Morgan 2 miliardi di dollari di perdite in scommesse derivate; in USA venne scoperta la
manipolazione del Libor/Euribor (il tasso di sconto che regola tutti i prestiti dai mutui a quelli al consumo in USA -libor -ed in Europa – Euribor -) da parte delle grandi banche per finanziare le perdite dei derivati, venne alla luce che Honk Kong Shangai Banking (HSBC) riciclò 7 miliardi di narcodollari (scandalo rivelato da una commissione del Senato Usa)
In Italia con il Testo Unico Bancario del 1993 è stata di fatto rimessa in piedi una commistione tra Banche commerciali e Banche d’affari, abolendo la Legge Bancaria del 1936 con cui fu introdotto in Italia lo standard americano della Legge Glass–Steagall. In particolare con il processo che va dalla legge Amato (1992) alla legge Draghi (1998) si è passati ad un regime in cui, abolite le specializzazioni, le Banche sono diventate Banche universali, e cioè fanno tutto, compresa l’attività bancaria di affari. Le porcherie che sono successe sarebbero state limitate se ci fosse stata una regolamentazione bancaria, se ci fosse stata una divisione totale e netta tra i due rami operativi di una banca, 1° perché non ci sarebbero stati fondi per concludere tali operazioni, 2° non avrebbe coinvolto i depositi costituiti con le attività produttive reali (industria e commercio).
Il governo deve solo proteggere gli investimenti nell’economia fisica (reale) e non fornire linee di credito alle banche senza che queste abbiamo preventivamente separato le loro attività. Es. 3,9 Miliardi di Euro erogati a MPS.
Prima il governo sottopone MPS ad una “radiografia” finanziaria per porre in luce le attività speculative e commerciali, poi si divide in due la banca, quindi la parte commerciale riceve fondi pubblici per garantire depositi e prestiti erogati, l’altra parte verrà fatta fallire in modo controllato (gran parte dei debiti dovranno essere “cancellati”).
L’Italia può iniziare una nuova fase tornando all’origine

La separazione tra le banche ordinarie (commerciali) da quelle (di affari) che operano sui mercati speculativi, oltre ad evitare che famiglie, imprese e comuni risparmiatori possano pagare il conto per l’avidità dei banchieri adusi a generare bolle speculative mondiali, avrebbe la funzione di far uscire il Paese dalla cultura del guadagno facile giocando d’azzardo sui mercati, vera e propria ubriacatura collettiva che ha catturato i legislatori di tutto il mondo al mito della ricchezza senza sacrifici, con o spregiudicato utilizzo dei derivati e la creazione del denaro dal nulla. L’economia reale, ed il sudore del risparmio non possono essere fagocitati dalla finanza speculativa; per questo è urgente più che mai ripristinare quella muraglia cinese che separi la finanza speculativa di banche e banchieri di affari, che hanno fatto affari con i soldi dei correntisti e dei risparmiatori, dalle banche commerciali che prestano all’economia reale.

Se le Banche venissero nuovamente separate, come disponeva il testo unico bancario del 1936, si creerebbe un nuovo ordine finanziario e gli speculatori sarebbero lasciati alla loro sorte senza compromettere i flussi finanziari connessi alle attività della economia reale ed i nuovi crediti emessi non finirebbero nel grande gioco d’azzardo della finanza speculativa. Per far fronte alla crisi economica in atto è urgente garantire l’accesso al credito alle famiglie ed alle imprese e ridimensionare, con gli opportuni strumenti legislativi, il potere della finanza speculativa.

Samuele
C’è un problema di fondo molto importante, che rende ambigua la posizione di Podemos e ha alla fine provocato la resa di Tsipras: assumere una posizione chiara sulla moneta unica. Pare che questo argomento debba essere per definizione della dx radicale, mentre la Sx (quella vera) avrebbe tutte le ragioni per reclamare il ritorno alle monete nazionali – ma attenzione! Non in un’ottica da barricata ed erezione di muri alle frontiere, ma proprio per avviare un REALE discorso di integrazione europea, basato sulla collaborazione e non sulla competizione sfrenata e sulla gara a “chi ce l’ha più lungo” come è stato fino ad oggi.
In questo momento nei paesi dominanti non pare ci sia l’interesse ad andare in questa direzione – e a questo punto sarebbe da capire quanto si può massacrare i propri paesi per seguire regole assurde, di stampo puramente neoliberista. Ma ad ogni modo il punto di partenza non può che essere abbandonare la moneta unica, qualunque sia la direzione da intraprendere, che deve venire dopo.
Podemos non ha una posizione chiara sul tema. Tsipras non l’ha avuta e si è visto. E persino il M5S ondeggia e ogni tanto si nasconde. Perché lasciare in mano a Le Pen e Salvini questo argomento cruciale?
L’euro non è solo un’unità di misura, ma col suo sistema di regole e con i vincoli che impone è un evidente strumento politico.
La moneta, come diceva Marx, è un “rapporto sociale”

(Fassino-Natale)

Berluscameno
Cosa fanno ora le banche? Ci dice il Prof. Pezzani – insegnante alla BOCCONI di Milano – che i problemi che stanno investendo il mondo della finanza e del credito negli ultimi anni e la “recente situazione fallimentare di alcune banche locali italiane con conseguenti drammi sociali, vengono visti e commentati con una miopia sconcertante, incapace di capire le vere cause che ci hanno portato ad essere ostaggio di un ‘modello socioculturale collassato. Le vere radici di questo “disastro culturale, sociale e finanziario” dipendono dal ruolo che la finanza -con epicentro a Wall Street – ha cominciato ad assumere nel tempo diventando “sovra- ordinata all’ economia reale” e totalmente deregolamentata.
Il vento della finanza che vuol dominare sull’ “economia reale” è stato alimentato da decenni di deregolamentazione, preparati dai Nobel degli anni novanta e dalla Fed che nel 1999 ha contribuito ad abbattere il muro che con fatica Roosevelt aveva eretto per dividere il campo di attività delle “banche d’affari loro “ dai tradizionali istituti di credito.
Alan Greenspan (al comando della FED) in quell’anno aveva condiviso l’abolizione della “Glass – Steagall Act” pensata da un italoamericano – Ferdinand Pecora, legale della commissione bancaria del Senato Usa al tempo della Grande Depressione – ed adottata dal governo Roosevelt nel 1933 per porre un freno alla ‘speculazione finanziaria’ che aveva creato la Grande Depressione. La legge aveva due finalità determinanti per stabilizzare i mercati finanziari e teoricamente, ‘rafforzare il ruolo della Fed a controllore’ come la sua finalità istitutiva le aveva assegnato.
“a)-La prima finalità della legge era l’istituzione del “Federal Deposit Insurance Corporation” per garantire i depositi e prevenire le possibili corse agli sportelli in caso di panico dei risparmiatori”.
b)-La seconda era funzionale a separare l’attività delle banche d’affari e gli istituti di credito tradizionali per evitare che le due attività non fossero contemporaneamente esercitate dallo stesso intermediario ed evitare che l’ “economia reale fosse esposta alla ‘pura speculazione’ finanziaria”.
I fatti che avevano generato la ‘Grande Depressione’ erano legati all’ eccesso di attività speculativa “collocando la finanza sopra l’economia reale”, erodendo i risparmi esattamente come si sta verificando oggi.
Roosevelt, con la collaborazione di Keynes, aveva avviato un percorso virtuoso che sarebbe servito a ricomporre il sistema sociale frammentato e preparare il grande sviluppo del dopoguerra fondato sull’ economia reale, chiudendo così con una speculazione fine a se stessa.
L’abrogazione della “Glass- Steagall Act” che separava l’ambito di attività delle due differenti categorie di banche avviene nel 1999, sostituita dalla “Gramm-Bliley Act”, ricreando le condizioni che avevano portato alla ‘Grande Depressione’: scatenando la bufera finanziaria con i ‘derivati ‘ ed i sub-prime e tutto il resto dell’ “armamentario di una finanza tossica ed amorale”.
Greenspan (FED) deregolamentò i derivati e gli altri prodotti tossici come i sub-prime perché li considerava un’innovazione finanziaria positiva per il funzionamento del libero mercato, vantaggiosi per i consumatori (!) e senza conseguenze.
Infatti la crescente deregulation – affermava – sarebbe stata temperata dalla razionalità (con la inesistente concorrenza ) dei mercati”.
Come si è puntualmente visto, quando un organo ufficiale come la Fed legittima l’attività speculativa fine a se stessa, alimenta nei mercati aspettative di crescita infinita ed illusoria, ed a quel punto il mercato dei derivati è esploso.
La strada dell’occupazione della finanza e delle banche d’affari era già stata preparata nel 1971 quando gli Usa, unilateralmente, dichiararono finito il tempo della convertibilità del dollaro in oro, 20 dollari ogni grammo d’oro. La moneta venne sganciata dall’ economia reale (ossia dall’ ORO) potendo assumere un volume non controllato e quindi infinito con la stampa della moneta di carta: la Fiat Money.
Da lì il percorso è stato breve e devastante perché la finanza è diventata dominante sull’economia reale dando a tutti l’impressione di ‘essere nel campo dei miracoli, esattamente quello che il gatto e la volpe indicano a Pinocchio per sotterrare le monete d’oro e far crescere la pianta dello zecchino d’oro.
Il fine della massimizzazione del profitto ha giustificato sia la deregulation che un liberismo sfrenato (senza concorrenza) che alla fine fa vincere i più forti e ricchi – non i migliori – e fa perdere gli altri. Un liberismo finanziario senza regole- eretto come fine – ha fatto saltare tutti i controlli giustificando la normalizzazione di comportamenti illeciti (l’ Italia attuale docet!). Le immagini del crollo della Lehman nel 2008 erano solo la punta dell’iceberg come si è poi visto: i controllori sono diventati collusi con i controllati e così è saltato tutto.
(La Banca Centrale d’Italia cosa ha controllato prima che le quattro banche fallissero?)
“Quis custodiet ipsos custodes?”
Quel modello di finanza ha consentito alle banche d’affari (Loro) di riprendere il ruolo speculativo alimentato dal mantra “creare valore per gli azionisti” che fino al 1999 era stato mitigato dalla Glass-Steagall Act. Il neo-liberismo finanziario della Èlite globale dominante col suo neo-mercantilismo schiavistico tedesco di matrice nazista ha poi separato il capitale dal lavoro delocalizzandolo per rincorrere l’infinito aumento dello stesso e mettere la ricchezza reale dei Paesi dominati in una dimensione sovranazionale, per cui si deve distruggere la sovranità degli stati nazionali e soggiogare così ed in modo definitivo i popoli schiavizzati in quanto non più difesi dalla sovranità di uno Stato moderno.

(Berlusconi senza trucco)

Berluscameno
I cittadini italiani -a cui i signori Banchieri italiani hanno provveduto ad annullare (ossia rubare) i risparmi depositati in banche AMICHE’, e agli ordini della BCE, devono sapere alcune cose che –forse – i loro avvocati non hanno potuto spiegare molto bene.
Nel mondo attuale i mercati finanziari globali -comprese tutte le banche e relativi banchieri – sono stati trasformati in un “casinò dalla speculazione “che compra e vende in continuazione.
Il “trading” finanziario ad elevata frequenza è diventato un commercio elettronico basato su modelli matematici che prendono le decisioni in un mondo infinito dove le scommesse non s’incrociano mai con la realtà ma finiscono sempre per distorcerla per orientare e manipolare i mercati, e creare un progressivo processo di indebitamento globale per tenere sotto scacco le politiche e le decisioni globali e assoggettare a un solo potere gli stati sovrani.
“Quando lo sviluppo del capitale di un Paese diventa un sottoprodotto delle attività di una casa da gioco, è probabile che ci sia qualcosa che non va”, ricordava nel 1931 Keynes, ma l’avidità dell’uomo ha sempre la memoria corta.
La finanza d’affari e la cultura del mercato hanno scardinato il sistema americano e poi hanno invaso come uno tsunami gli altri Paesi, a partire dalla vecchia Europa la cui cultura era opposta perché legata al sistema di welfare e non a quella del mercato come gli Usa.
I burocrati di Bruxelles (UE) non hanno voluto capire l’onda dello tsunami che stava per arrivare e hanno subito passivamente la nuova colonizzazione culturale che andava contro la storia cancellandola con un colpo di spugna.
L’onda ha poi colpito il nostro Paese Italia in cui la cultura millenaria del risparmio, dell’economia reale e delle Casse di Risparmio avevano consentito la tenuta dei conti bancari fino allora.
La cultura dominante è diventata verità assoluta da non mettere mai in discussione, da imitare stolidamente –e i “derivati di Stato del 1993” in Italia ne sono l’esempio evidente.
Quella cultura, assunta in modo acritico, ha cominciato a produrre i primi danni a partire dalla più antica banca del Paese, il Monte dei Paschi di Siena, che in 5 anni di derivati’ ha vuotato il raccolto del risparmio fatto nei 450 anni precedenti.
È saltata la linea di faglia che divideva le banche d’affari dagli istituti di credito tradizionali in un Paese che non aveva la cultura e le competenze per farlo; per incanto ci siamo trasformati da artigiani vincenti straordinari in finanzieri perdenti, senza cultura e competenza a vendere prodotti finanziari governati e quindi controllati da altri paesi.
Nessuno ha avuto il coraggio di provare a fare un minimo di autocritica, così i media hanno fatto di ogni erba un fascio accomunando nel termine di banca sia quelle che hanno mantenuto la vecchia strada innovandola continuamente e consolidandosi come nei fatti, sia quelle che hanno fatto e fanno risultato più con la finanza che con l’economia reale.
Oggi è necessario chiarire ai cittadini la DIFFERENZA che intercorre tra banche preposte al credito per l’economia reale in periodi lunghi e banche con una visione della finanza d’affari in una logica di breve o brevissimo tempo, con rischi sistemici sempre più alti.
È necessario definire in modo rigoroso le specifiche aree di attività e di prodotto e di scopo per le differenti tipi di banche e le responsabilità correlate. Occorre che per legge il governo delle Banche italiane sia sotto lo stretto controllo di ufficiali della guardia di finanza. Gli ordini alla dirigenza bancaria nazionale dovranno pervenire tramite disposizioni del governo nazionale e non più da un governo straniero come l’UE o una sua appendice come la BCE.
E questo per dare una certa garanzia e credibilità bancaria ai cittadini italiani risparmiatori.
..
Convengo sulla debolezza di Podemos e Tsipras nella critica alle attuali istituzioni europee (Troika, finanzcapitalismo, predominio delle banche più forti europee e strapotere invasivo delle banche d’affari americane e dei circuiti gas-petroliferi militari che risolvono le crisi in sempre nuove guerre).
Proprio su questo punto (Troika) abbiamo misurato l’incapacità di Tsipras di liberarsi dal giogo della Merkel col mozzato slancio di Podemos che non riesce a proporre un cambio totale e innovativo nelle relazioni europee e a convincere del tutto come una radicale e rivoluzionaria forza di mutamento.
E’ chiaro a tutti il fallimento della sx di Tsipras che ha tradito il suo stesso mandato elettorale e le sue stesse radici ideologiche permettendo alla fine la cessione totale del suo Paese, ma anche la limitatezza della visione rivoluzionaria di Iglesias che non oltrepassa i paradigmi economici e di pratica politica attuali, e l’alterità assoluta, invece, del M5S rispetto alle etichette tradizionali dx/sx, rispetto alla tradizionale visione partitica, rispetto alla corrosione tragica della sovranità popolare delle tutele dei diritti e valori democratici e rispetto all’asservimento dei Paesi mediterranei alla Germania.
Per cui dei tre il M5S si presenta, alla fine, come la vera rivoluzione contro un quadro tetro di ipertrofia capitalista.

Viviana Vivarelli
Il M5S si radica in quel no-globalismo che finora è stato il maggior movimento mondiale contro l’ipercapitalismo, la finanziarizzazione del mondo e il dominio delle multinazionali, esso richiama la parte migliore e più colta del Paese, si appoggia a premi Nobel dell’economia, e ha dei rappresentanti eletti che saranno pur giovani ma sono al momento i più forti contestatori del regime in corso in nome di qualcosa di totalmente innovativo e rivoluzionario come la democrazia diretta, che è l’unica novità certa contro un parlamentarismo europeo ormai fatiscente e malato, pregno di corruzione, incapace di produrre governi stabili o partiti di forte maggioranza e volto solo alla distruzione sistematica dei principi, dei valori e delle tutele della democrazia, in un parlamentarismo illegittimo e confuso dove socialismi e sociademocrazie hanno perso tutti i loro caratteri primari di difensori dei popoli per diventare le stampelle dei ducetti di turno, proni ai vertici finanziari di una Europa delle banche e dei poteri neri.
Può essere che la democrazia diretta sia un concetto in teoria facile da capire ma difficilissimo da fare (e gli svarioni del duo Renzi-Casaleggio lo provano), ma a me pare, stando ai fatti, che credere nella possibilità di una democrazia diretta che rovesci le falsità del parlamentarismo attuale richieda un livello di coscienza e di capacità critiche ben maggiori di quelli dimostrati nei fatti dalle sinistre-sinistre, gran parolaie ma che alla fine in Italia mettono i loro voti nell’alveo oscuro e indifferenziato del csx renziano, dove tutte le vacche sono nere, e non sto nemmeno a parlare di quante ideologia etica o critica ci siano in Monti, Salvini, Casini, Verdini, Alfano e compari vari.
Non mi sembra proprio che Islanda e Svizzera, che sono al momento le uniche due democrazie dirette esistenti al mondo, una antica di 35 anni, l’altra nuovissima e ancora in fieri, diano esempi di populismo interclassista, basso livello di coscienza e basse capacità critiche delle masse.
Mi piacerebbe molto che certi stereotipi falsi e ripetuti a manetta venissero a cessare e che certuni cominciassero a farsi una sana autocritica, sempre, si intende, che le loro vie neuronali non si siano incistate in circuiti ormai standardizzati e irrecuperabili a reali livelli di coscienza etica e critica.

E MATTARELLA CONTINUA AD APPOGGIARE LE ORRENDE RIFORME DI RENZI
Viviana
Siamo la terra della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, il paese che ha il più alto indice di corruzione politica e con la classe di governo peggiore di tutta Europa, con la bellezza di 80 parlamentari condannati o inquisiti, e in carcere abbiamo ‘solo’ 11 persone condannate per corruzione contro gli 8700 della ligia Germania!!!! E con un Renzi che i criminali li depenalizza e i bancari truffatori li premia!!!! E tu ci vieni a parlare di grande responsabilità e di massima severità!!!???? Ma ci volete proprio prendere per scemi?????
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Alessandro
Dice Luciano Gallino: “Le riforme di Renzi si collocano tra il dramma e la barzelletta. Rispetto alle dimensioni del problema, alla gravità della crisi, il Jobs Act è una stanca ricucitura di vecchi testi dell’Ocse pubblicati nel 1994 e smentiti dalla stessa Ocse: la flessibilità non aumenta l’occupazione. Abbiamo perso il 25% della produzione industriale, il 10-11% di Pil, gli investimenti in ricerca e sviluppo sono penosamente modesti.
I giochetti delle riforme sono l’apoteosi preoccupante del fatto che il governo non ha la più pallida idea dei problemi reali del paese; o forse ce l’hanno ma procedono per la loro strada di passiva adesione alle politiche di austerità.”
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L’EFFERATEZZA DELLE BANCHE ITALIANE
Viviana Vivarelli

Qui abbiamo dei criminali che con la connivenza di governi corrotti hanno tessuto delle reti truffaldine con chiaro intento di frode. Addirittura i cosiddetti consulenti hanno plagiato gli stessi impiegati delle banche.
Un istituto di credito deve essere affidabile, deve obbedire a leggi certe di tutela del risparmiatore e deve avere un’onestà di base. Non è una bisca clandestina. Il risparmio è garantito e protetto addirittura dalla Costituzione. Una banca non è un casinò segreto della mafia dove si fanno scommesse illegali. E pure quello, se viene scoperto, deve essere punito. Questa gente ha calpestato anche il minimo della correttezza. Ha nascosto verità eclatanti che era tenuta a dire. Ha ingannato sapendo di ingannare. Ha concesso crediti ai politici oltre ogni misura di ragionevolezza. Ha sforato ogni regola esponendo i risparmi che aveva avuto in affidamento comportandosi come un clan criminale. E, mentre truffava e imbrogliava, mandando scientemente in fallimento la banca, i vertici si davano premi e regali oltre ogni dire. Schiere di auto blu. Consulenze milionarie. Premi al fallimento. Un jet addirittura! La spudoratezza di questa gentaglia è sotto gli occhi di tutti. E Renzi che fa? Si precipita a depenalizzarli e a vietare ogni ritorsione dei truffati ai vertici colpevoli che si godranno il bottino e la reputazione senza subire alcun danno!!! Tutto ciò, fatto o no con la connivenza dell’Ue che altro non è che una cricca di grandi banche, è immorale, illegittimo e dovrebbe essere anche illegale. Se la Troika voleva mostrare in chiaro la sua natura criminogena, con questa legge ci è riuscita.

(Fico-Razzi-Malgioglio. Il tridente delle meraviglie)

Berluscameno
I nostri nemici sono le Banche ed i banchieri Tedeschi ed italiani.
La Ue e la Bce sono potenze straniere (entrambe associazioni private con scopi molto loschi ) che ci vogliono solo ‘distruggere’ ,in quanto non siamo abbastanza ubbidienti e silenziosi quando ci operano nel didietro!
Le banche ed i banchieri italiani (da ottimi traditori ed agenti del nemico) prendono gli ordini solamente dalla Bce e dalla Bri. Hanno ordinato (per legge o per ordine superiore ) che la nostra guardia di finanza (Ufficiali fedeli alla Patria e di alto grado) possa controllare gli ‘affaracci LORO’ dei banchieri italiani. E ciò in particolare in merito al ‘riciclaggio di denaro’ più o meno sporco! Col silenzio assoluto sulle LORO Banche Ombra situate nei paradisi fiscali e sui giochini di società- con i denari dei nostri risparmiatori- (depositati ingenuamente nelle loro banche in Italia) nel mercato infido e perverso dello’ Shadow Bancking’. Noi –popolo italiano-non dobbiamo essere ‘SOLO’ controllati e diretti.
Occorre che possiamo disporre di tutte le conoscenze possibili per non far passare nel “silenzio COMPLICE” tutti gli abusi sfacciati compiuti da ‘LORO’ contro il nostro INTERESSE .
Coloro che siedono ‘IN ALTO LOCO ‘ compiono spudoratamente ogni giorno operazioni economiche bancarie e finanziarie che risultano per NOI sempre estremamente ‘DANNOSE ‘.
Dobbiamo diventare seri e competenti in tutte le materie per cercare di impedire a ‘LOR SIGNORI’ di sfruttarci selvaggiamente senza darci MAI nulla in cambio.
Il risparmio vuol dire FIDUCIA … ma COSA NON VA NELLA FINANZA?
Goldman Sachs ed i fondi comuni (derivati) degli hedge funds stanno spingendo “la leva finanziaria” fino al punto di non ritorno.(Si avvicina a mille. Ossia con ‘un euro di capitale proprio si scommette per mille euro’ !).
Negli ultimi anni, i grandi ‘hedge fund’ e le banche “too big to fail” (con i relativi Banchieri) hanno preso in prestito denaro per fare profitti enorm i(compreso i Banchieri tedeschi). Ma quando si usa il debito per moltiplicare potenzialmente i propri profitti, si crea anche la possibilità che le perdite si moltiplichino se i mercati si rivoltano contro.
Quando ci sarà il prossimo crollo del mercato azionario e la gigantesca piramide del rischio, del debito e della leva finanziaria di Wall Street (e Berlino) comincerà a crollare, le banche con alte leve finanziarie come Goldman Sachs chiederanno al governo federale di intervenire in loro aiuto?
L’utilizzo della leva finanziaria è una delle più grandi minacce al nostro sistema finanziario e tuttavia la maggior parte delle persone non sa nemmeno cosa sia.
Ecco la definizione di base di “leva finanziaria” in ‘Investopedia’: “L’uso di diversi strumenti finanziari o di capitale preso in prestito per aumentare i potenziali rendimenti di un investimento”. La leva finanziaria permette di fare scommesse sui mercati finanziari molto più grandi di quanto potrebbero fare altrimenti e, a questo punto, Goldman Sachs e i grandi ‘hedge fund ‘stanno spingendo la leva a estremi ridicoli ma enormi per dimensioni.
Quando i mercati finanziari crescono e vincono con quelle scommesse, possono vincere davvero tanto. Per esempio, i ricavi di Goldman Sachs sono aumentati di circa il 30% nel 2014 e le azioni Goldman sono salite di più del 40% negli ultimi 12 mesi. Sono numeri strabilianti. Ma la leva finanziaria è un’arma a doppio taglio. Quando i mercati cambieranno, Goldman Sachs e molti di questi grandi hedge fund potrebbero affrontare perdite astronomiche. Purtroppo, sembra che Wall Street (e Berlino) non abbiano imparato alcuna lezione dalla crisi finanziaria del 2008.
Gli ‘hedge fund’ hanno un effetto leva aumentato fino a livelli folli che non si vedevano da prima del crollo dell’ultimo mercato azionario.
Quello che segue è un estratto di un recente articolo di ‘Bloomberg’ intitolato
“La leva degli Hedge Fund sale al massimo dal 2004“…
Gli ‘hedge fund ‘stanno prendendo in prestito di più per comprare azioni mentre i prestiti da parte dei broker della Borsa di New York raggiungono il livello più alto in quattro anni, segni di maggiore fiducia dopo che gli investitori professionali hanno inseguito il mercato dal 2008. La leva tra i gestori che speculano sull’ aumento e il calo delle azioni è salita al livello più alto dal 2004, secondo i dati raccolti da Morgan Stanley. Il margine di debito delle aziende della Borsa di New York è salito nel mese di novembre 2015 al livello massimo dal febbraio 2008, mostrano i dati’ NYSE Euronext’.

Alcuni studiosi della materia bancaria – con riguardo alla prossima ed inevitabile bolla dei derivati- hanno fatto notare la ‘quantità assurda di esposizione dei derivati che alcune di queste banche troppo grandi per fallire (anche tedesche!) hanno rispetto al loro patrimonio complessivo …Secondo il Comptroller of the Currency, 4 delle più grandi banche statunitensi stanno camminano sul filo del rasoio di rischio, leva finanziaria e debito per quanto riguarda i derivati. E’ sufficiente vedere quanto sono esposti …

“JPMorgan Chase”. Attivo totale: $ 1,812,837,000,000 (poco più di 1.800 miliardi di dollari)
Esposizione totale ai derivati: $ 69,238,349,000,000 (più di 69.000 miliardi di dollari)
“Citibank”. Attivo totale: $ 1,347,841,000,000 (un po’ più di 1.300 miliardi di dollari)
Esposizione totale ai derivati: $ 52,150,970,000,000 (più di 52.000 miliardi di dollari)

“Bank Of America”. Attivo totale: $ 1,445,093,000,000 (un po’ più di 1.400 miliardi di dollari). Esposizione totale ai derivati: $ 44,405,372,000,000 (più di 44.000 miliardi di dollari)

“Goldman Sachs”. Attivo totale: 114.693 milioni dollari (un po’ più di 114 miliardi di dollari – sì, avete letto bene). “Esposizione totale ai derivati”: $ 41,580,395,000,000 (più di 41.000 miliardi di dollari).

Date un’altra occhiata alle cifre di Goldman Sachs. Se fate i conti, ‘Goldman Sachs’ ha un’esposizione verso contratti derivati “362 volte superiori “al totale dell’attivo. “Questa è follia assoluta, ma non abbiamo ancora avuto un “crollo dei derivati” e quindi tutti possono continuare facendo finta che il re sia, in effetti, vestito”. Quando arriverà la “crisi dei derivati”, il crollo sui mercati finanziari (anche tedeschi)avverrà alla velocità della luce.
Un recente articolo pubblicato su “goldsilverworlds.com “ spiega che un incidente derivati può accadere … Quando una grande banca dovrà affrontare qualche difficoltà le banche con la più grande esposizione ai derivati (si pensi a JP Morgan, Citygroup, Goldman Sachs) si renderanno conto che la banca controparte non sarà più adeguata. Tutto ad un tratto la posizione coperta diventa una posizione scoperta. La posizione netta diventa una posizione lorda. Il rischio esplode istantaneamente. I mercati si rendono conto che le loro posizioni coperte in realtà non sono più coperte, e tutti i partecipanti al mercato iniziano a vendere quasi contemporaneamente. L’intero settore bancario e il sistema finanziario si bloccano.
Potrebbe iniziare in Asia o in Europa, nel qual caso gli americani si sveglieranno al mattino per scoprire che i loro mercati non funzionano più; i mercati azionari rimangono chiusi, il denaro presso le banche diventano inaccessibile, ecc. Ma per ora la festa continua.
Goldman Sachs e molti dei grandi ‘hedge fund ‘stanno facendo palate di soldi. Infatti, secondo il ‘Wall Street Journal’, Goldman Sachs ha recentemente dato ad alcuni dei suoi dirigenti 65 milioni di dollari in azioni vincolate … ‘Goldman Sachs Group Inc.’ ha passato ai soci tra cui l’amministratore delegato Lloyd Blankfein e i suoi luogotenenti un totale di 65 milioni di dollari in azioni vincolate poche ore prima che i tassi d’imposta più elevati di quest’anno entrassero in vigore. La società di intermediazione mobiliare di New York ha dato a 10 dei suoi amministratori e dirigenti un anticipo di interessi su 508.104 azioni precedentemente liquidate come parte del compenso anni precedenti, secondo una serie di documenti depositati presso la “Securities and Exchange Commission” lunedì scorso.
“E i bonus che i dipendenti di Goldman ricevono sono assolutamente osceni”.
Un recente articolo del Daily Mail spiega che i dipendenti di Goldman nel Regno Unito si aspettano di ricevere bonus da record quest’anno … “L’esercito di banchieri britannici riaccenderà la furia pubblica per i premi sontuosi, come il personale di Goldman Sachs che prevede di premiare se stesso con 8,3 miliardi di sterline di bonus mercoledì”.
La banca d’affari americana, che impiega 5.500 persone in Gran Bretagna, sarà la prima a svelare i suoi premi in cifre da numero telefonico – una media di 250.000 sterline a persona – come parte dell’ultima tornata di aggiornamenti di bonus. L’aumento, rispetto alle 230.000 sterline dello scorso anno, arriva nel momento in cui le “famiglie britanniche” stanno ancora lottando per far quadrare il bilancio 5 anni dopo che le banche hanno portato l’economia sull’ orlo del tracollo.
Non piacerebbe anche a voi ottenere un bonus del genere?
La vita è bella per queste imprese, mentre i mercati stanno salendo. “Ma cosa succederà quando la festa sarà finita?”
Cosa succederà se i mercati crolleranno nel 2016?
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http://masadaweb.org

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