Nuovo Masada

dicembre 15, 2015

MASADA n° 1713 15-12-2015 I BALILLA DELLA LEOPOLDA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:48 pm

E’ tutto Okei?

MASADA n° 1713 15-12-2015 I BALILLA DELLA LEOPOLDA

Attacco al Fatto Quotidiano- Renzi e la libertà di stampa- Il Governo salva 4 banche fallite – La Boschi e Banca Etruria – Il M5S chiede le dimissioni della Boschi – Cos’è il bail in – Il caos programmato liberista – Maledire i mercanti di morte non basta – Le regole inutili e dannose dell’Unione Bancaria Europea – Merkel personaggio dell’anno – Il primo voto delle donne arabe –

(Nelle foto immagini buffe)

La Leopolda è un posto dove imprenditori con sede legale a Londra, sede fiscale a Dublino, produzione in Pakistan e residenza a Montecarlo discutono su come affondare l’Italia.” (da Facebook)
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Ilbarone
La Leopolda è tossica. Il leopoldino avvelena anche te, digli di smettere.” (Pubblicità Progresso).
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Viviamo in un’epoca molto ingenua, dove, per esempio, la gente compra prodotti la cui eccellenza è vantata dalle stesse persone che li vendono.” (Jorge Luis Borges)
…e vota per i partiti i cui leader si applaudono il partito da soli e si svendono come democratici mentre mettono alla gogna chi li critica.

Luce so fusa
Vendola: “Renzi ha ucciso la sinistra”.
Adulatore.
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Giga
Vendola: “Renzi ha ucciso la sinistra”. A me è parso più vilipendio di cadavere.
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Ors0
Renzi dice che la Leopolda è “un incubatore di idee”.
A me sembra più un’idea da incubi.

Individui strani leggono libri invece di guardare cellulari

Comagirl00
Alla Leopolda niente bandiere. Distraggono dalle gigantografie di Renzi.
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IFoda
Renzi presenta un video con i risultati del suo governo. “Qui è quando ho messo il primo dentino”.

Good invention

Rocco Gazzaneo
Alla Leopolda si votano i titoli peggiori. I bond di Banca Etruria
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Milingopapa
La Cristoforetti non andrà alla Leopolda. Sa già che non c’è vita.
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Notturno concertante
La Boschi sulle parole di Saviano: “Sono rimasta senza parole, come dopo un pugno nello stomaco”.
Sapesse i risparmiatori della banca di suo padre.
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MantovanAle
Alla Leopolda i renziani criticano il Fatto Quotidiano.
Loro sono esperti in titoli tossici

Mondo moderno

Cricon
Alla Leopolda i renziani criticano il Fatto Quotidiano. E pensate se riuscissero a leggerlo.
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Mr_ Pac
De Bortoli: “I titoli dei giornali li faccia direttamente lui, così facciamo prima.” Renzi, il tautolista.
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Maurizio Neri
Renzi: “Speculare su un morto fa schifo”. Guarda che fa schifo pure speculare sui vivi.

Gufini

PRIMO GIORNO DELLA LEPOLDA: ATTACO AL FATTO QUOTIDIANO
Viviana Vivarelli

1° giorno della Leopolda. Kermesse di partito che deve glorificare Renzi tra le ovazioni dei fedelissimi. La prima cosa che appare sono gigantografie de Il Fatto Quotidiano con titoli contro Renzi. IFQ viene messo pubblicamente alla gogna. La cosa è gravissima. Mai in un Paese democratico, un governo ha attaccato così un giornale di opposizione,
Ma tutto quello che hanno da dire i piddioti è che Grillo ha fatto lo stesso esponendo i nomi dei giornalisti che lo attaccavano da anni.
Ora a me pare estremamente sbilanciato che si consideri l’attacco di Renzi a IFQ nel luogo celebrativo del suo partito di governo (quando IFQ è al momento l’unico giornale di opposizione) e lo si paragoni con l’alzata di scudi di un comico che non riveste nessuna carica istituzionale e parla su un blog privato per contestare l’attacco concentrico e asservito al suo Movimento da parte di tutti i media italiani e dei trolletti a libro paga su tutti i blog, in una campagna di calunnie e di diffamazione sistematica e orchestrata che va avanti da anni e non ha mai avuto l’eguale nella storia italiana, nemmeno contro Berlusconi, e con membri del Governo che tentano addirittura di proporre delle leggi per estromettere d’ufficio il M5S dal parlamento.
Se poi qualcuno pensa che l’intero circuito dei media a cui si aggiunge anche il capo del governo abbia lo stesso peso di Grillo e possa ricadere con lo stesso potere sull’opinione pubblica e sul Paese, non so proprio che dire. Ce ne sono fin troppe di cose che trovo assurde in Italia e di stampo fascista e mi farò una ragione anche di questo.
Se infine si crede giusto e corretto che, nel giorno in cui il più importante partito d’Italia fa la propria celebrazione, esordisca con un attacco a IFQ come fosse al momento il problema più grosso dell’Italia non posso che restare stupefatta.
Ricordo che, mentre il DIRITTO e DOVERE di un giornale che si rispetti è la critica al potere, i media italiani si sono appecorinati a Renzi peggio dei cortigiani delle dittature e che, mentre Renzi controlla di fatto, il 99% dei media italiani e li ha pagati pure finora salvandoli dal fallimento, IFQ ha rifiutato i finanziamenti pubblici e i servaggi pubblicitari ed è oggi l’unico quotidiano senza padrone né politico né commerciale. Lo stesso rifiuto ai fondi pubblici lo hanno fatto i parlamentari 5stelle. Grillo poi è interamente padrone di se stesso e non ha né giornali né televisioni per dire il pensiero del suo Movimento.
Mi sembra di parlare di Davide e Golia, solo che Golia è il fronte compatto di Pd, governo+finta opposizione, Renzi, e la quasi totalità dei media cartacei e televisivi, e i due piccoli Davide sono da una parte IFQ e dall’altra Grillo e il M5S.
Si paragona Davide a Golia. Assurdo solo pensarlo. Troppa è la sperequazione delle forze in campo.
Si difende addirittura Golia. Niente di strano. La difesa del potere in quanto potere ha sempre fatto parte del peggio della nostra storia.
A qualcuno sembra normale che un capo del governo, che ha tutto il potere mediatico, attacchi l’unica opposizione giornalistica che gli si profila all’orizzonte. Posso ricordare quanto ciò sia antidemocratico e rientri nello stile delle dittature? Posso ricordare, di nuovo, che la critica del potere fa parte del DIRITTO-DOVERE di ogni giornalista che si rispetti e che ciò in Italia fa paurosamente acqua da tutte le parti?
In quanto a Grillo, ma davvero si trova ripugnante che Grillo si difenda, dopo anni e anni di attacchi diffamatori e calunniosi di un fronte compatto di giornalisti servi del regime? Posso ribadire che difendersi da diffamatori e calunniatori è pieno DIRITTO di chi viene offeso?
E vorrei ricordare anche che, in solo un anno di governo Renzi, siamo scesi di ben 24 punti nella classifica della libertà di stampa e già stavamo messi maluccio ed eravamo considerati ‘Paese semilbero’, ma con Renzi siamo finiti addirittura al 73° posto, tra la Moldavia e il Nicaragua (Reporter senza Frontiere). E se questo è accaduto è perché la parola ‘libertà’ in Italia non ha più alcun significato mentre ci sono estimatori del potere similfascisti che vivono la critiche al governo come una offesa propria, essendo personalmente incapaci di critica a chi comanda, ma questa non è esattamente una posizione democratica e rinnega la nostra Costituzione.
Sempre per fare un pro memoria:

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:
Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere

Art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall’Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848:
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

Articolo 21 della Costituzione italiana:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Quello che ha fatto Renzi alla Leopolda è una intimidazione antidemocratica. Nei paesi democratici gli attacchi dei giornali hanno prodotto processi a governi indegni e anche la loro caduta. Da noi un Capo di Governo si permette di intimidire un giornale di opposizione e tutto quello che si ha da dire è che Grillo ha fatto lo stesso?? Temo che le idee circa i principi democratici siano molto confuse e anche le valutazioni delle forze in gioco..
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Io la capisco la frustrazione dei poveri balilla renziani. Non passa giorno che il Pd non sia sotto inchiesta per qualche reato, qualche truffa, qualche sopraffazione o che il caro Renzi non si inventi qualche nuova porcheria contro i risparmiatori, gli elettori, i malati, gli anziani, i lavoratori… e poi 27 impresentabili..120 cacciati dal partito solo per aver criticato i capi. Uno stile di basso livello alla Vanna Marchi, fatto di slogan, twitter, piccoli insulti, robetta da bar dei guitti. Continui tagli alla democrazia, allo stato sociale, ai diritti elettorali. Un leader, figlio di un bancarottiere fraudolento, che non ha mai fatto un giorno di lavoro in vista sua ed è stato allevato da Verdini coi soldi di B e infiltrato nel Pd per farlo diventare la dx della dx, un tizietto disonorevole che ha venduto l’Italia alla Troika, che ha sperperato i soldi pubblici, si è fatto leggi ad personam, non sa nemmeno compilare una legge e fa solo degli abbozzi e degli accrocchi e non può onorarsi di nessuna riforma a favore degli Italiani ma solo di favori alle lobby, all’alta finanza, agli evasori, ai rei, e che finora ha protetto solo bancarottieri, bancari ladri, politici truffatori, candidati corrotti e delinquenti abituali, circondandosi di una corte di protetti inetti e collusi, uno che i capi europei gentilmente schifano e non invitano ai loro incontri perché lo valutano meno di niente e che ora crede di inaugurare uno stile littorio mettendo all’indice l’opposizione.
Io la capisco la vergogna dei poveri renziani.


(Solo una foglia)

Nella libertà di stampa Renzi ci ha fatto scendere di 24 posti
Siamo ventiquattresimi per innovazione tecnologica
Per produttività l’Italia fa peggio anche della media del G7 e della media dell’Area Euro. Siamo il paese con la più bassa produttività del G7
Per l’industria l’Italia scivola all’8° posto nel mondo (eravamo al 5°) In 13 anni perso oltre il 25%
Per occupazione e lavoro siamo al 117° posto su 133 economie nazionali
Per efficienza delle istituzioni: 97° posto
La percezione della corruzione è 4,3%, mentre per es. il Brasile è al 3,7% e l’Argentina quasi alla metà,2,9%
Non facciamo che scendere nella classifica del benessere mondiale
Abbiamo perso due posizioni nella classifica della felicità, piazzandoci diero il Cile (qui si considerano 58 parametri “sociali” tra cui tutela dell’ecosistema, sicurezza, sanità, libertà politica e d’espressione, accesso a educazione e risorse)
Corruzione, criminalità, scarsa attenzione all’ambiente fanno precipitare la nostra media al di sotto di gran parte dei Paesi europei.
Basta?

Comprate on line

ATTACCO ALLA LIBERTA’ DI STAMPA
Viviana

E indicano il nemico numero 1 nel Fatto Quotidiano. Il fatto Quotidiano continua a denunciare Renzi per essere un truffatore che ha svenduto il nostro Paese alla Finanza e sta distruggendo la democrazia e rovinando l’Italia. Giustamente Renzi si risente. Era un segreto e nessuno vuole che i suoi segreti siano diffusi in giro. Ogni dittatore attacca gli onesti che si coalizzano contro di lui. La mosca che gli ronza sulla testa dà noia all’assolutezza del potere. Ha sempre preferito il silenzio del cimitero. La scoperta della democrazia fu un progresso per il mondo. Ma i rottamatori di democrazia non finiscono mai. I renziani sono come gli OGM o le scorie nucleari, un ibrido inaccettabile tra specie diverse, o il peggio del peggio della deflagrazione della democrazia. Se proprio vi piace Renzi e la sua cricca, metteteveli in camera insieme agli altri due! Pitigrilli scrisse: “Capisco il bacio al lebbroso, ma non la stretta di mano al cretino”.
Al mondo ci sono i pidocchi, le iene, i cretini, i servi e i corrotti, poi ci sono i renziani che riescono ad essere tutte queste cose insieme.
Abbiamo un enorme pregio a cui non potremo mai rinunciare. Non possiamo discutere due minuti con un renziano senza sbottare per la sua malafede. Questo fa prova di un DNA ancora sano. Lo zombismo è un’altra cosa.
Solo gli stupidi o i nati servi sperano di trovare la felicità nella dittatura. Purtroppo per Renzi non si può essere tutti stupidi o nati servi. Renzi non si limita a distruggere i diritti del lavoro e quelli della democrazia. Ora si è messo all’opera per distruggere anche il diritto alla libera espressione. Dopo lo scempio sull’articolo 18 siamo arrivati all’attacco dell’articolo 19. Non se ne perde uno!
Come diceva la maggiore banca americana, la Goldman Sacks: “C’è troppa democrazia in Italia! Tagliamola!”
Ci rendiamo conto che in un solo anno Renzi ci ha fatto perdere 24 posti nella classifica della libertà di stampa? Ma si vede che non gli basta.
E’ lampante che i partiti peggiori si fondino principalmente sugli idioti. Un gran numero di persone si dà da fare per educare o contrastare gli idioti, ma una tendenza perversa della natura continua a sfornarne in altissime quantità. Purtroppo, al momento, vince la tendenza perversa della natura.
Ormai è del tutto impossibile non vedere la deriva autoritaria di questo governo, la sua allergia a qualunque valore della sinistra, la distruzione programmata dei diritti del lavoro, dei principi democratici, della separazione dei poteri, della giustizia penale, dello stato sociale, l’intolleranza a qualsiasi cosa sia democratica o meritocratica, il favoritismo servile alla finanza e al sistema bancario, la sudditanza alla spregevole ideologia della Merkel, la svendita del Paese, dei suoi beni, dei suoi cittadini, della sua Costituzione.
Il cretinismo congenito che sta sotto ogni atteggiamento dittatoriale non lo tollero nella vita sociale, figuriamoci in quella politica! E nemmeno un cretino potrebbe disconoscere la campagna pesantissima di stampa che i media tutti al servizio del potere hanno scagliato da sempre contro Grillo e le mandrie di trolletti a libro paga che sono stati messi sui blog per sputtanarlo. Lo stesso tipo di cretino congenito dà ora di ruffiano a chi osa contestare il turpe governo di Renzi che sta rovinando totalmente l’Italia e ci ha messo agli ultimi posti in Europa. E’ proprio vero che chi nasce servo tenta sempre di rendere servi gli altri e che c’è sempre chi si sente qualcuno quando mette la propria idiozia al servizio di una dittatura.
E allora instauriamo un bel MINCULPOP renziano, un ministero addetto al controllo della cultura e dei media che organizzi in modo totalitario la propaganda del fascio-renzismo!
Il servo è colui che ignora ogni fatto pur di compiacere il suo padrone. E’ quello che dice “Non sono stati mandati in esilio i contestatori, ma in villeggiatura”.
Non disturbate il cretino che lavora per difendere una dittatura.
Probabilmente è l’unica cosa che sa fare.
Ora quel burattino di Renzi a servizio del finanzcapitalismo e dei bankster ci vuole togliere anche la libertà di opinione.

Renzi, la tua idiozia ti distruggerà!

“Le libertà di parola e di stampa sono essenziali per l’illuminazione di una persona libera e nel limitare quelli che detengono il potere.”
Felix Frankfurter
..
La censura fascista in Italia consisté in un’attività di censura e di controllo sistematico della comunicazione e, in particolare, della libertà di espressione, di pensiero, di parola, di stampa e nella repressione della libertà di associazione e di assemblea avutasi soprattutto durante il ventennio fascista (1922-1943).
La censura in Italia non terminò del tutto con la fine del regime fascista, anche se i governi democratici della Repubblica Italiana, pur sussistendo alcune disposizioni del codice Rocco, si dichiararono esplicitamente a favore della libertà d’espressione come sancito dall’articolo 21 dalla costituzione della Repubblica Italiana.
L’intervento repressivo e autoritario, sporadico nel 1923, aumenta nel 1924 e conosce una svolta a partire dal 1925, quando inizia a prendere forma lo stato dittatoriale che reprimerà ogni forma di libertà d’espressione. Durante il ventennio fascista la polizia politica esercita uno stretto controllo sulle vite dei cittadini. I giornalisti potevano riportare solo le notizie che arrivavano alle redazioni tramite le disposizioni del Ministero della Cultura popolare che si preoccupavano anche della forma ritenuta la più conforme agli ideali e ai modi fascisti. Erano queste le “veline”.


Adorabile!

Alessandro
Come si dovrebbe parlare di Renzi sui giornali?
Erasmo De Angelis, quando Renzi era sindaco, fu nominato presidente di Publiacqua, l’azienda toscana che detiene la gestione dell’acqua con le tariffe più alte d’Italia – assieme alla Boschi che fu nominata in quel CdA – poi nominato da Renzi sottosegretario alle infrastrutture e la Boschi ministro. A proposito delle parole usate da Renzi nelle sue intercettazioni, dice Erasmo De Angelis nominato da Renzi DIRETTORE DE L’UNITA’. “Proviamo umana compassione per chi usa tal innocenti evasioni letterarie per combattere goffamente il migliore esecutivo degli ultimi 178 anni di storia della Repubblica. Lungi dall’apparire irriguardoso e volgare, il nostro Matteo si mostra con grazia antica e nitore morale d’altri tempi. Non nascondiamo che, in redazione, quando abbiamo letto la parola “Mazinga” ci siamo commossi. E siamo sicuri che lo abbia fatto anche Gramsci.”
Molti invece di commuoversi. s’indignano nel vedere quanto oggi l’Unità sia orientata a servire il potere e non i cittadini.
Se Gramsci fosse vivo forse querelerebbe l’Unità per aver usato impropriamente il suo nome.
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Viviana
Mi pare che le obiezioni dei pidioti siano solo due:
-IFQ riporta falsità
-la critica ai giornali la fece anche Grillo
Per il primo punto, è tutto da dimostrare che IFQ pubblichi falsità. Se lo facesse sarebbe immediatamente denunciato a qualche Procura.
Per il secondo punto, mi sembra folle paragonare il peso di un partito di governo, la sua influenza sui media e il suo potere di intimidire una testata, col peso del blog di un comico che ha solo uno spazio sul web e non ha nemmeno cariche istituzionali. Se un giornale ha il diritto-dovere di stringare un regime e di pubblicare le notizie che lui non dà o che deforma, un governo, che è tacciato gravemente di portarci a un regime antidemocratico, deve guardarsi bene dal mettere i pochi giornali di opposizione alla gogna. Questa è una cosa gravissima che nessun Paese civile fa.
Per il resto è palese l’unanime disprezzo dei renzioti per i principi democratici, per la libertà di stampa e per qualsivoglia verità.


(Guardate questo, ragazzi!)

Mentre Renzi cerca di distrarre l’opinione pubblica attaccando Il Fatto Quotidiano, il nuovo scandalo di cui alla Leopolda non si parla è la crisi di 4 banche:

IL GOVERNO SALVA 4 BANCHE FALLITE
Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Cassa Ferrara

3,6 miliardi messi dal governo per salvarle attraverso un fondo di risoluzione alimentato da altre banche, che prenderanno i soldi dai conti correnti
130.000 obbligazionisti completamente rovinati
200.000 piccole e medie imprese a rischio
2,6 miliardi di euro bruciati
sofferenze per 8,5 miliardi
60 miliardi di obbligazioni subordinate ancora in giro
90 banche a rischio di fallimento

Anticipando di un mese le nuove regole bancarie europee, il Governo ha fatto un disegno di legge per cui le banche pagheranno i propri debiti prelevando i soldi dai conti correnti degli italiani. La legge è stato approvata dal Senato con i voti di Pd, Forza Italia, Udc, Nuovo centrodestra democratico e Scelta civica. Si sono astenuti i grillini e la Lega. Contrari solo i fuoriusciti dal M5S. Il prelievo dai conti correnti è previsto da una direttiva dell’Ue. In pratica l’Italia applica con un mese di anticipo la nuova legge europea sulle banche. In questo modo i danni causati dalle speculazioni azzardate dei banchieri non saranno più pagati dai responsabili, ma dai correntisti e da alcune categorie di azionisti. Ad imporre una misura simile fu Amato l’11 Luglio 1992, con un decreto che prevedeva, tra l’altro, il prelievo forzoso di denaro (il 6 per mille) dai conti correnti bancari e, come se non bastasse, retroattivamente. Scoppiò uno scandalo. La norma, assolutamente impopolare, fu giustificata dicendo che il Paese si trovava in una situazione drammatica.
Oggi, ad essere in crisi non è tanto la finanza pubblica quanto, piuttosto, le banche: nonostante il governatore di Banlitalia Visco abbia parlato di “crediti deteriorati, oggi pressoché inesistenti”, si parla di 189 miliardi di euro di “sofferenze” delle banche italiane (spese eccessive, stipendi e premi abnormi e crediti politici dati con mano larghissima). Una somma tanto più che la sua incidenza sul totale dei crediti erogati è doppia rispetto alla media aggregata dell’Eurozona. Oltre a ciò, nelle ‘casse’ delle banche italiane giacciono “titoli spazzatura” greci per oltre 40 miliardi. L’Italia è il terzo Paese europeo per possesso di titoli di Stato ellenici (dopo Germania e Francia). Ad essere in crisi oggi non è l’Italia: sono le banche, le quali poi scaricano le conseguenze dei loro atti sciagurati sul Paese, in una latitanza totale di controlli. E siccome in Europa i governi non hanno a cuore gli interessi dei cittadini, ma gli interessi (finanziari ed economici) delle banche, il governo più la dx è andato in loro soccorso, spremendo le tasche dei cittadini che saranno “prestatori di ultima istanza”.
In altri Paesi sono le banche centrali a farsi carico, letteralmente, delle insolvenze del sistema bancario ricorrendo alle ricapitalizzazioni. Negli USA, dopo la crisi finanziaria del 2008, è stata la FED a salvare le banche americane, stampando moneta; analogamente in Gran Bretagna, la Bank of England ha comprato i titoli marci della banche inglesi. In genere, in un Paese, se una banca rischia il fallimento, è la Banca centrale di appartenenza che, grazie al potere di emettere valuta, ricapitalizza le perdite. Ma non in Europa. Nel Vecchio Continente a pagare saranno i cittadini.
I singoli Stati, infatti, hanno ceduto la propria sovranità monetaria alle banche centrali che, a loro volta, l’hanno ceduta alla Bce. Ma sia le Banche centrali dei singoli Paesi, sia la Bce sono soggetti privati di proprietà di banche private. Per loro è molto più semplice caricare il malfatto sulle spalle dei cittadini.
E i politici, non contenti dei 2000 miliardi di euro già concessi in aiuto delle banche, hanno accettato senza fiatare le nuove regole, anzi in Italia le hanno applicate un mese prima!
La direttiva Bce impone ai cittadini di pagare i crediti delle banche. Una richiesta avanzata nei confronti di alcun Paesi e non di altri.
A Cipro i cittadini presero d’assalto le banche, per cui il governatore della Banca d’Italia non ha parlato e nella sua Relazione annuale si è guardato bene dal fare cenno allo scippo ai danni dei correntisti
..
Una di queste banche salvate è la Banca Etruria. Pier Luigi Boschi padre della Ministra Boschi, che è già indagato per bancarotta fraudolenta (come Tiziano, il padre di Renzi) era nel consiglio di amministrazione nel 2010 e nel 2014 diventa vicepresidente quando la figlia diventa Ministro, decade ricevendo 144.000 euro di multa da Bankitalia. I vertici di banca Etruria sono stati multati per 2,5 milioni. Quando Renzi vara il Salvabanche, Maria Elena Boschi esce dall’aula per salvare la faccia. Ma possiede 1500 azioni della banca e suo fratello ha lavorato nella stessa.


Parla! dov’é l’altro?

SALVA BANCHE. LA BOSCHI, IL PAPA’ E IL CASO DI BANCA ETRURIA
Andrea Scanzi

La Boschi ha detto che suo padre è una persona perbene e che Banca Etruria non ha ricevuto favoritismi dal (suo) governo. Intanto la sua città,Arezzo, è devastata dal caso Banca Etruria, ma capisco che dopo aver regalato a giugno la città al cdx imponendo un candidato smisuratamente debole e dopo che il suo governo (e la “sua” banca) hanno contribuito a gettare nella miseria migliaia di cittadini, Arezzo non sia la prima città che le venga in mente. Infatti, ad Arezzo, ieri c’era Salvini. E la Boschi no. E’ assai probabile che, di fronte al disastro ormai conclamato, il governo Renzi non potesse fare altro che anticipare il bail-in di gennaio 2016 al 22 novembre scorso. I danni erano stati fatti molto prima. Con gli omessi controlli, con i conflitti d’interesse, con i favori ai soliti noti. Con le regole cambiate in corsa, con l’atteggiamento di Bankitalia, con quello della Consob. Con una congrega di (pagatissimi) dirigenti che hanno fatto più danni della grandine. Già: ma la Boschi davvero non sapeva tutto questo? Delle 4 bad bank “salvate”, la Banca Etruria è sempre sembrata più banca delle altre. Dal 2011 fino al commissariamento dell’11 febbraio 2015, il papà Pierluigi faceva parte del Cda Etruria. Non appena la figlia diventa ministro, il papà diventa vicepresidente della Banca. Non solo: il ministro è azionista e il fratello è dipendente. Conflitti di interesse come se piovessero. La Banca Etruria viene commissariata a febbraio 2015, per un buco di 3 miliardi, sei volte il suo patrimonio netto, ma le obbligazioni subordinate vengono ancora sbolognate agli ignari e incolpevoli risparmiatori (che il governo Renzi vuole far passare per “speculatori”). Bankitalia, constatando le “forti criticità crescenti” e una situazione disastrosa, commina multe per 2.5 milioni di euro al cda della Banca. Viene multato per 144mila euro anche Pierluigi Boschi. Per “Carenza organizzazione e controlli interni, carenza gestione e controllo del credito, violazioni in materia di trasparenza, omesse inesatte segnalazioni”. Praticamente non ha fatto niente di tutto quello che doveva fare: anzi, ha fatto l’esatto contrario. Senz’altro persona “perbene”, come dice la figlia, ma che verosimilmente ha sbagliato lavoro.
La Banca Etruria, che Travaglio definì a febbraio “salotto di cattolici e massoni”, era una banca morta molto prima del commissariamento. Eppure si continuava a spendere fino a 15 milioni di euro l’anno in “consulenze” esterne. I dirigenti si erano anche inventati una legge ad hoc per cui bastava una firma per prestare soldi agli amici degli amici: prestiti che, ovviamente, mai sarebbero rientrati. Però, quando due anni fa l’allora presidente Fornasari aumentò il capitale di 100 milioni dicendo ai soci di comprare azioni da 60 centesimi l’una, li rassicurò, sostenendo che la banca era coesa e che “l’Etruria è la banca popolare più forte del centro Italia”. Il livello generale era questo. Da fine ottobre 2014 a gennaio 2015, strani movimenti riguardano alcune banche popolari. Su tutte l’Etruria. La banca è in crisi, ma molti di colpo si mettono a comprare azioni convinti che da marzo quelle azioni varranno molto di più. Perché? Non è dato sapere. Nel pomeriggio del 20 gennaio 2015, in neanche due ore, il governo Renzi – tramite decreto – trasforma le banche popolari con almeno 8 miliardi di attivo in Spa. Chi ci guadagna di più? Guarda un po’: Banca Etruria, che registra in borsa la migliore performance dell’anno (+62.5%). Molte di quelle plusvalenze e speculazioni “indovine”, che faranno poi supporre casi di “insider trading”, arrivavano da Londra. A Londra, del tutto casualmente, sta anche Davide Serra, noto finanziatore renziano col suo fondo Algebris. Serra ha poi dichiarato di non avere mai comprato azioni Banca Etruria, ma di avere acquistato molto prima – a inizio 2014 – azioni del Banco Popolare, salvo poi rivenderle pochi giorni prima del decreto. Perdendoci non pochi soldi (acquistate a 13,76, rivendute a 9,72). Non è tenuto a farlo, ma sarebbe interessante sapere a chi le ha vendute.


(Bimbo, hai sbagliato rivista!)

BANCHE FALLITE, CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL….
Daniele Martinelli

Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. La tragedia di Luigino D’Angelo, il risparmiatore suicida che ha perso i 110 mila euro di risparmi tutti affidati alla Banca Etruria, è l’effetto estremo della fiducia data a dei truffatori seriali che sono i bancari in giacca e cravatta. Questa moda di affidare i soldi alle banche con l’intento di guadagnarci tutti, senza che nessuno ci perda, è una favola che purtroppo si svela in tutta la sua drammatica realtà. Le obbligazioni subordinate, cioè quelle che vincolano i risparmi per un tot di anni a garanzia di allettanti percentuali di interesse, ma che poi, di fatto, sono soldi che la banca usa deliberatamente per le sue operazioni a rischio, dovrebbero mettere in guardia il risparmiatore e indurlo a porsi una domanda: “Perché mai una banca dovrebbe fare il mio interesse vincolando i miei soldi?”. E aggiungersi: “Quali responsabilità ha la banca nei miei confronti se verrà meno alle promesse e non mi ridarà i miei soldi?”. Basterebbero queste semplici domande per farsi venire quantomeno qualche dubbio e magari lasciare i soldi sul conto corrente, piuttosto che sotto il cuscino.
Bene. Oggi, col fallimento di quattro banche, tra cui l’Etruria presieduta (solo alla fine) dal papà del ministro Boschi, scopriamo che un manipolo di bancari che hanno truffato in giacca e cravatta i loro risparmiatori, sono morti o comunque usciti di scena con fior di liquidazioni. E le banche “salvate” con soldi pubblici (sempre i nostri), contro il parere della Ue che li ritiene illegali. In estrema sintesi, il quadro è che piangiamo un risparmiatore credulone, truffato da un manipolo di bancari protetti da un vulnus legislativo che persegue le banche, a loro volta libere di fallire con la sicurezza di essere rimpinguate dallo Stato con soldi pubblici. Ecco, alla fine, dare i soldi alle banche è un po’ come darli a un chiromante, con la differenza che se i soldi te li fotte il chiromante va tutto bene, se te li fotte la banca ti metti il cappio al collo.
Chi sono i responsabili di queste truffe? In primis, è doloroso dirlo, degli stessi risparmiatori creduloni. In secondo luogo la colpa va ai governi Berlusconi-Prodi-Monti-Letta e Renzi, che negli ultimi dieci anni hanno lasciato alle banche una sorta di ruolo deliberato alla Wanna Marchi, senza che avessero provveduto a rafforzare le autorità di controllo sui rischi e senza responsabilizzare Bankitalia. Bankitalia, che a cascata, ha le sue responsabilità assieme ai direttori di banca stessi.
Io, da cittadino che lavora e paga le tasse, sono contrario al salvataggio delle banche per salvare i risparmiatori con i fondi dello Stato italiano che si indebita con l’euro. Diffido da chiunque, in politica, oggi, grida allo scandalo a tutela dei risparmiatori con uno slogan facile facile a portar voti. A cominciare dalla Lega di Salvini, che ha governato con Berlusconi negli anni della diffusione dei mutui tossici e degli investimenti pazzi delle banche sugli yacht di società fantasma o fallite. Lo ripeto: chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Pace all’anima di Luigino D’Angelo e a chi lo seguirà.

IL M5S CHIEDE LE DIMISSIONI DELLA BOSCHI SIA ALLA CAMERA CHE AL SENATO PER CONFLITTO DI INTERESSE

La pressione sulla Boschi è destinata a crescere. Il cosiddetto “decreto-salva-banche” infatti non prevede la ‘decadenza o la sospensione’ dei requisiti di onorabilità per gli ‘organi amministrativi e di controllo delle banche in risoluzione’, dal momento che la disciplina vigente sull’ ‘onorabilità degli amministratori’ non contempla la procedura di risoluzione. Dunque, allo stato dei fatti, un amministratore o un membro del collegio dei revisori dei conti di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Cari- Chieti, se anche dovesse essere ritenuto responsabile del dissesto del suo istituto, ‘potrà comunque andare a ricoprire ruoli di vertice altrove’. (E con compensi milionari !) Non solo. Nella legge di stabilità in esame alla Camera manca la previsione di meccanismi che consentano effettivamente a soci e creditori l’esercizio dell’azione di responsabilità, ma è piena di riferimenti al decreto legislativo 180 del 16 novembre 2015. Un testo che costituisce la “cornice normativa” nel quale si inserisce il cosiddetto “salva banche” varato dal Governo.
All’ articolo 35 del decreto si legge: “L’esercizio dell’azione sociale di responsabilità e di quella dei creditori sociali contro i membri degli organi amministrativi e di controllo e il direttore generale (…), spetta ai commissari speciali sentito il comitato di sorveglianza, previa autorizzazione della Banca d’Italia”.
Dunque, senza il benestare dei commissari, del comitato di sorveglianza e di palazzo Koch non si potrà esercitare l “azione di responsabilità”.
I Banchieri ringraziano …
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COS’E’ IL BAIL IN
Il primo gennaio 2016 entrerà in vigore la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, una vera rivoluzione per le banche europee, ma soprattutto per i risparmiatori e titolari di conti correnti.
Se fino ad oggi le banche sono state salvate anche con soldi pubblici da gennaio 2016 in caso una banca sia in difficoltà non interverrà più lo Stato, ma dovranno farsi carico delle perdite anche i privati come gli azionisti, obbligazionisti. Se tutto questo non fosse ancora sufficiente a coprire le perdite interverrà un fondo che sarà finanziato dalle banche. Continueranno ad essere garantiti i depositi fino a 100mila euro. Questo in gergo tecnico si chiama bail-in, difficile che correntisti e risparmiatori siano a conoscenza dei veri rischi e gli effetti collaterali della sua introduzione, perché non sono stati informati. Nei prossimi mesi molte magagne verranno fuori, solo a quel punto capiremo veramente quanto sia sicuro il sistema bancario italiano. Fino ad oggi si è riuscito a gestire senza troppi problemi i guai di numerosi istituti di credito, che non hanno messo in ginocchio il sistema bancario italiano.
Il bail in non riguarda solo chi investe sui titoli bancari, che siano azionari o titoli obbligazionari, ma anche tutti i correntisti che prima di aprire un conto devono informarsi sullo stato di salute della banca (come?).
Ma la Germania ha approvato una legge che separa attività bancarie speculative da creditizie
Perché noi no?
La proposta della Merkel inasprisce le pene per i banchieri che mettano dolosamente a rischio la sopravvivenza degli istituti di credito attraverso speculazioni inappropriate, prevedendo fino a 5 anni di carcere.


(Per non perdersi la tartaruga)

Questo lo scrivevo sul mio blog Masada nel 2012:

L’attuale crisi finanziaria è stata voluta e attuata dal Governo USA nel 2008,quando, in un mercato sempre più dominato dal sistema bancario e dalla speculazione finanziaria,Clinton decise di applicare una deregolazione assoluta che eliminò la divisione tra banche commerciali e di investimento ed eliminò le norme che vietavano l’immissione in Borsa di titoli tossici,derivati, swap..mettendo il futuro dell’Occidente nelle mani di agenzie di rating private,non regolamentate,quotate in Borsa e manovrate da un gruppo di magnati che intendevano piegare l’Occidente usando la speculazione finanziaria, i titoli tossici, le agenzie di rating,i debiti nazionali e la Bce creata apposta debole per non minacciare il dollaro
Ma perché gli Stati uniti sferrarono nel 2008 la loro battaglia contro i paesi europei per mandarli in rovina? Perché l’America aveva perso tutte le sue battaglie,si era sfinita in Iraq e Afghanistan in una guerra costosissima persa su tutta la linea,aveva un debito che era aumentato 15 volte negli ultimi 30 anni ed era il primo del mondo raggiungendo i 15.000 miliardi di dollari. Perché il dollaro non riusciva più a giustificare la sua pretesa di essere la valuta base del mondo mentre altre valute come l’euro o lo yen o la rupia lo sopravanzavano. Perché,infine,perché il neoliberismo,che era stato la bandiera dell’ideologia americana,stava fallendo e la propaganda non bastava più a diffondere un credo che aveva messo il mondo in ginocchio,aveva aumentato la miseria,aveva accresciuto l’ingiustizia,aveva minacciato la democrazia e aveva messo a rischio il pianeta.
Questa crisi finanziaria non è una calamità fatale. E’esattamente la guerra che gli USA hanno scagliato all’Occidente nella speranza di trascinare tutti nella sua rovina. E questa guerra non la vinceremo se accetteremo di essere governati da immissari (la Troika) di quello stesso nemico che ci aggredisce.
Gli organismi economici internazionali come il Fm o la Bme o il WTO (e dunque oggi anche la Troika) hanno favorito l’iperliberismo assoluto e sono stati loro a spingere verso la deregolazione l’ARGENTINA di Menem. Il risultato delle ricette liberiste fu l’allargarsi della disoccupazione e della privatizzazione fino al default del 2001. Il Giappone era sulla stessa linea fallimentare ma non tagliò le tasse ai più ricchi a causa del grande deficit statale. Ma alcuni paesi asiatici furono spinti al default proprio dal Fm. Clinton, appena eletto, come prima cosa eliminò il Glass-Steagal Act. Era una legge istituita dopo le crisi del 29 e del 33, che introduceva misure per limitare la speculazione da parte degli intermediari finanziari e cercava di evitare il panico bancario. Istituiva la Fed per garantire i depositi ed evitare che la gente corresse in banca a prelevare tutto senza trovare contante. E separava banche commerciali tradizionali dalle banche di investimento. Le banche commerciali non potevano fare speculazioni coi soldi dei loro clienti. Ma Clinton eliminò queste regole e aprì la porta ai derivati tossici che impestarono tutto e poiché le banche commerciali ci investirono, impestarono anche i depositi dei clienti. Intanto la crisi maturava per colpa delle delocalizzazioni che produssero disoccupazione e per l’esplosione dei mutui che non potevano essere ripagati ed erano stati dati o a chi non si era non si reso conto degli interessi progressivi o era rimasto disoccupato. Alla fine del 2006 la bolla esplose. La Fed corse subito a rialzare i tassi ma era troppo tardi. Il fallimento di chi non poteva più pagare il mutuo produsse il fallimento delle banche.
E’ con il libero accesso ai titoli tossici che la crisi americana diventa la crisi di mezzo mondo. Il settembre-ottobre 2008 sotto Clinton sono epocali. La crisi diventa sistemica. I media cominciano a parlarne dopo i clamorosi crolli di borsa della prima metà di ottobre. Ancor oggi non tutti gli analisti concordano che ciò che ha portato a un crisi totale è la deregolazione liberista, ma attaccare la deregolazione significherebbe attaccare il primo dogma del liberismo. La logica sottostante è che mercati più liberi siano in grado di produrre risultati superiori spostando i capitali verso gli impieghi più produttivi, spingendo l’economia e migliorando il benessere. Oggi questa teoria si dimostra sbagliata. Mercati finanziari più liberi creano soltanto danni maggiori.
Stieglitz, Premio Nobel per l’economia, chiese un sistema di regolamentazione efficiente: “Credo che debba essere data ampia libertà agli uomini di negoziare gli uni con gli altri, finché non rechino danno ai terzi. Ma le istituzioni finanziarie sono responsabili dei soldi di altri. Quando falliscono, anche il nostro sistema economico fallisce e vi è un gran numero di vittime innocenti. È per questo che il governo è intervenuto con i salvataggi, non soltanto in questa occasione ma ripetutamente. Il settore finanziario ha ripetutamente mostrato che, senza regolamentazione, semplicemente non è in grado di essere responsabile della gestione di soldi altrui in modo prudente, senza mettere a repentaglio l’intera economia. E i depositanti comuni, i piccoli investitori e coloro che risparmiano per la loro pensione semplicemente non sono in grado di esercitare autonomamente un’adeguata supervisione. Questa costituisce un bene essenzialmente pubblico. Tutti beneficiamo da istituzioni finanziarie ben regolate. Le nostre istituzioni finanziarie hanno fallito, hanno fatto quello che fanno le imprese private,hanno massimizzato il benessere dei loro manager. Oggi abbiamo bisogno di un sistema regolatore degno del 21° secolo per essere sicuri che, in futuro, essi prendano in considerazione le conseguenze più ampie delle loro azioni”.
Col libero accesso ai titoli tossici la crisi USA diventò la crisi di mezzo mondo
Nel sett-ott 2008(Clinton)la crisi era sistemica.I media cominciano a parlarne dopo i clamorosi crolli di borsa della prima metà di ottobre. Oggi sappiamo che mercati finanziari più liberi azzerano la produzione riversando i capitali su transazioni solo finanziarie e derivat.i
Gli errori dei presidenti USA hanno spinto alla recessione mezzo mondo
Una delle conseguenze più sconvolgenti della crisi è stata la fine dell’era delle banche d’investimento indipendenti. Lehman Brothers è fallita, Merrill Lynch e Bear Sterns sono state acquisite a prezzi di liquidazione;Goldman Sachs e Morgan Stanley, le uniche sopravvissute, si sono trasformate in banche commerciali e comandano sui governi europei,coartando le costituzioni democratiche e cancellando con governi complici i diritti democratici
Per quanto dovrà continuare ad andare avanti questa perversione?
E poi ci meravigliano della vittoria della Le Pen??


(Chi illumina chi?)

DEREGULATION E TERRORISMO, OVVERO IL CAOS PROGRAMMATO LIBERISTA
Francesco Erspamer

Oggi le multinazionali preferiscono la deregulation, ossia l’illegalità e il disordine programmatici, per favorire la dissoluzione dell’etica e delle culture e il ritorno alla legge della giungla, che premia sempre il più ricco e il più forte. Per quale ragione credete che scatenino guerre inutili? Per generare terrorismo e migrazioni di massa, ossia per creare le condizioni ideali per condurre l’attacco finale alle organizzazioni della solidarietà sociale
Il New York Times ha pubblicato un editoriale in prima pagina )“L’epidemia delle armi”) per invitare la gente sensata a ribellarsi al ricatto della paura e del denaro dei mercanti di armi. Giustamente l’articolo faceva notare che i massacri indiscriminati sono tutti atti di terrorismo, anche quando a perpetrarli fossero imbecilli locali piuttosto che jihadisti, in quanto provocano panico e reazioni irrazionali. E chiudeva con un invito a dimostrare che gli Stati Uniti hanno conservato una qualche dignità: anche se ancora non ci sono le condizioni culturali per abrogare il secondo emendamento, quello del diritto di possedere armi (approvato nel 1791, quando il paese aveva quattro milioni di abitanti e non 320 milioni e pistole e fucili sparavano un colpo solo prima di dover essere ricaricati), si dovrebbe riuscire a proibire mitra e armi da guerra esplicitamente costruite non per difendersi ma per uccidere con brutalità e efficienza. L’AR-15 usato da due stronzi a San Bernardino per ammazzare 14 persone può sparare 800 colpi al minuto (con una piccola modifica, illegale ma semplice: e se uno vuole fare una strage e poi accettare il martirio, cosa volete che gliene importi di avere un’arma illegale?); se andate su Google e scrivete “ar15 speed shooting” compaiono decine di video di squilibrati travestiti da cowboy o da marine che si sentono molto uomini facendo vedere come sono veloci.
Qualche elementare limitazione e controllo è ciò che due giorni prima anche Obama aveva chiesto al Congresso. Per tutta risposta il Congresso, controllato dai repubblicani, non solo ha bocciato la proposta ma ha fatto passare una legge che abolisce la riforma sanitaria di Obama. Obama porrà il veto però non fa differenza: ciò che importa al partito dei miliardari è precisamente frantumare la società e alimentare la violenza, l’insicurezza, la sfiducia nello Stato. È questo che l’editorialista del New York Times, i democratici e in generale i moderati di ogni paese ancora non sembrano aver capito: che la strategia dei poteri forti dell’economia e della finanza non punta più all’ordine sociale e alla ricerca del consenso, come ai tempi della guerra fredda. Oggi le multinazionali preferiscono la deregulation, ossia l’illegalità e il disordine programmatici, tanto il consenso se lo comprano con i media e la pubblicità. Con ogni mezzo dunque favoriscono la dissoluzione dell’etica e delle culture e il ritorno alla legge della giungla, che premia sempre il più ricco, il più forte e il più stronzo. Per quale ragione credete che scatenino guerre inutili? Per generare terrorismo e migrazioni di massa, ossia per creare le condizioni ideali per condurre l’attacco finale alle organizzazioni dei lavoratori, alle istituzioni e in generale alla solidarietà sociale. In questo senso anche il conflitto novecentesco contro il comunismo non fu che un capitolo del loro assalto di lunga durata contro le comunità. La globalizzazione non è insomma un mezzo del neocapitalismo: la globalizzazione è il neocapitalismo.
Peccato che la sx non se ne sia accorta. Con la consunta scusa della delusione storica provocata 25 anni fa dalla caduta dell’Unione Sovietica e ancor prima dal fallimento delle velleità sessantottesche di rivolta, per decenni si è rifiutata di fare politica e populismo, aggrappandosi invece ai miti autorizzati, anzi sponsorizzati, dal liberismo: l’antifascismo (indirizzato esclusivamente a un fascismo che non c’è più perché in dissintonia con gli interessi della finanza globalizzata), il terzomondismo e il multiculturalismo (che poi non sono altro che imperialismo consumista), il buonismo (cioè la rassegnazione), l’individualismo (ossia la strenua difesa delle libertà individuali).
Lussi che non possiamo più permetterci, così come non possiamo più permetterci una sx perennemente sulla difensiva, priva di un programma, di idee, di coraggio, di una base.
Le conseguenze dell’inazione saranno atroci: immani catastrofi ambientali, oscena ineguaglianza e povertà, terrore, egoismo sfrenato. Il tempo dei compromessi e del dialogo è finito e così quello delle anime belle, dei rivoluzionari con iPhone, sempre pronti a offrire l’altra guancia e a citare Gandhi in tweet postati da un salotto di via Montenapoleone o da una villa di Capalbio.
A meno che ovviamente non siate convinti che le vecchie tattiche e strategie dell’antifascismo, del multiculturalismo e dell’individualismo stiano funzionando: in quel caso, andate avanti e auguri. Altrimenti bisogna prendere atto che servono nuove tattiche, nuove strategie, una nuova retorica, più coerenti con le due fondamentali e uniche ragioni di esistenza della sx: l’eguaglianza economica e la difesa dei beni comuni.
Al resto, a tutto il resto, si penserà dopo. Se no a raccogliere il grido di disperazione della gente saranno gli integralismi religiosi, la criminalità organizzata e una nuova dx sociale, razzista e corrotta ma capace di farsi capire.
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MICHEL HOUELLEBECQ
La Francia resisterà. I francesi sapranno resistere, anche senza sbandierare un eroismo eccezionale, senza aver nemmeno bisogno di uno «scatto» collettivo di orgoglio nazionale. Resisteranno perché non si può fare altrimenti, e perché ci si abitua a tutto. E nessuna emozione umana, nemmeno la paura, è forte come l’abitudine.
Mantieni la calma e vai avanti. D’accordo, faremo proprio così (anche se – ahimè – non abbiamo un Churchill alla guida del Paese). Contrariamente a quanto si pensi, i francesi sono piuttosto docili e si lasciano governare facilmente, ma questo non vuol dire che siano dei completi imbecilli. Il loro difetto principale potrebbe definirsi una sorta di superficialità incline alla dimenticanza, e ciò significa che periodicamente occorre rinfrescar loro la memoria. La situazione incresciosa nella quale ci ritroviamo è da attribuire a precise responsabilità politiche; e queste responsabilità politiche dovranno essere passate al vaglio, prima o poi. È assai improbabile che l’insignificante opportunista che occupa la poltrona di capo di Stato, come pure il ritardato congenito che svolge le funzioni di primo ministro, per non parlare poi dei «tenori dell’opposizione» (LOL), escano con onore da questo riesame.
Chi è stato a decretare i tagli nelle forze di polizia, fino a ridurle all’esasperazione, quasi incapaci di svolgere le loro mansioni?
Chi ci ha inculcato, per tanti anni, che le frontiere sono un’assurdità antiquata, simbolo di un nazionalismo superato e nauseabondo? Si capisce subito che tali responsabilità sono state largamente condivise.
Quali leader politici hanno invischiato la Francia in operazioni assurde e costose, il cui principale risultato è stato quello di far sprofondare nel caos prima l’Iraq, poi la Libia? E quali governanti erano pronti, fino a poco tempo fa, a fare la stessa cosa in Siria ?
La conclusione inevitabile è purtroppo assai severa: i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni (venti? trenta?) hanno fallito penosamente, sistematicamente, pesantemente nella loro missione fondamentale, cioè proteggere la popolazione francese affidata alla loro responsabilità.
La popolazione, dal canto suo, non ha fallito in nulla. In fondo, non si sa esattamente che cosa pensa la popolazione, visto che i successivi governi si sono guardati bene dall’indire dei referendum (tranne uno, nel 2005, ma hanno preferito non tener conto del risultato). I sondaggi d’opinione, invece, sono sempre autorizzati e – per quello che valgono – rivelano grosso modo le cose seguenti: la popolazione francese ha sempre conservato fiducia e solidarietà nei confronti dell’esercito e delle forze di polizia; ha accolto con sdegno i predicozzi della « sx morale» (morale?) sull’accoglienza di rifugiati e migranti e non ha mai accettato senza sospetti le avventure militari estere nelle quali i suoi governanti l’hanno trascinata.
Si potrebbero moltiplicare all’infinito gli esempi della spaccatura – oggi abissale – che si è venuta a creare tra i cittadini e coloro che dovrebbero rappresentarli.
Il discredito che oggi colpisce in Francia l’insieme della classe politica è non solo dilagante, ma anche legittimo. E mi sembra che l’unica soluzione che ci resta sarebbe quella di dirigersi lentamente verso l’unica forma di democrazia reale, e con questo intendo dire la democrazia diretta.


(Dietro ogno donna forte c’è un maschio romantico)

MALEDIRE I MERCANTI DI MORTE NON BASTA
Paolo De Gregorio

Sento ovunque magnificare il pontificato “rivoluzionario” di Papa Francesco, ma a me sembra che non ci siano novità teologiche o dottrinali, né regole che permettano ai preti di sposarsi e alle donne di accedere all’amministrazione dei sacramenti, né l’eliminazione dello IOR diventato oscuro rifugio addirittura per correntisti della “banda della Magliana”, ma si tratti di un fenomeno di grande umanità (autentica nella figura di questo Papa), a cui masse di disperati, di malati, di disoccupati, abbandonate dalla sparizione della sx e di una qualunque rappresentanza sociale, emarginate da una feroce globalizzazione e deprivate dei diritti, hanno trovato l’unica speranza a cui aggrapparsi.
Sembra proprio che Francesco con questa estrema attenzione per gli ultimi e le critiche ai “faraoni” della Curia, si sia fatto molti amici tra gli emarginati, ma molti nemici in Vaticano e tra le oligarchie dominanti, al punto che alcuni hanno espresso il desidero che possa scomparire presto, in quanto figure come la sua non sono replicabili. Temo che la grande popolarità suscitata dall’approccio con i fedeli, svanisca con il personaggio e le speranze che suscita, se non sono seguite da riforme profonde, possono finire nel nulla o nella restaurazione.
Le parole più importanti del suo pontificato, secondo me, sono quelle contro i mercanti di morte che progettano, fabbricano, vendono armi, il cui teatro di profitti sono le guerre, le tensioni provocate tra religioni, le destabilizzazioni geopolitiche. Queste parole però non bastano e devono essere seguite, almeno da parte dei cristiani, dalla obiezione di coscienza, come è stato per l’aborto, a cominciare dai lavoratori nelle fabbriche di morte, dai tecnici che progettano ordigni, fino a coloro che ii commerciano, dimostrando che essere cristiani è una cosa seria e non solo una elencazione di principi, che risultano falsi e fasulli se non portano a cambiare radicalmente i propri comportamenti, pagando prezzi anche pesanti, senza i quali però non si cambia mai la storia.
Invitare “ex cathedra” i cristiani a testimoniare il loro credo di “non uccidere” a fare obiezione di coscienza, a trasformare il mercato della morte in manufatti di pace, ad uscire da ogni alleanza e intervento militare della nostra nazione, a far scomparire quell’esercito di mercenari che oggi abbiamo, da sostituirsi con una difesa civile territoriale capace di intervenire soprattutto ad aiutare i civili nelle calamità naturali, potrebbe essere una vera svolta. Vorremmo finalmente sentire dal Papa non solo la teoria, ma anche la strada per cambiare le cose,
Maledire mercanti e fabbricanti di armi non basta, bisogna che i cristiani facciano di più, a cominciare dalla eliminazione della figura dei cappellani militari.


Fratello e sorella si rivedono dopo una settimana di separazione

CHE BELLA L’ITALIA CHE CAMBIA VERSO… CHE RIPARTE
Antonio

…. Dalle Università che crollano senza neanche toccarle, ai risparmi della classe media ed operaia che si azzerano da un giorno all’altro, dall’inquinamento dell’ ILVA che cessa per decreto con reati vicino alla prescrizione alle strade ed i ponti della Sicilia che si sbriciolano dopo le inaugurazioni… ed in qualche caso anche prima, dalla regolarizzazione delle oltre 15 mila licenze per sale slot agli incentivi per i comuni che le favoriscono, dal decreto sull’omicidio stradale che prevede la depenalizzazione del reato di guida senza patente alle mancette elettorali annunciate e promesse, dai buchi della Capitale con la Metro ferma alle chiusure degli Ospedali, dalla lotta alla corruzione con l’innalzamento del tetto di punibilità per le dichiarazioni IVA all’innalzamento del tetto all’uso dei contanti…… che gran Paese ….. CAMBIA VERSO…
..
Berluscameno
La recente “Unione Bancaria Europea” è totalmente da rivedere e riscrivere !
E’ solo un ‘flop ‘ di regole inutili e dannose per i paesi deboli della UE.
Come si fa a cadere nel “TRAPPOLONE “ O “TRANELLO “ ordito a nostro unico danno e a tavolino dall’ élite Politica e finanziaria (la Lobby UE dei banchieri tedeschi) per far credere ai Paesi deboli del Sud Europa
che il Partito della Merkel e di Schaeuble ed il Partito socialista tedesco ed italiano -che governano assieme l’UE -siano composti da VERI “NEO-LIBERISTI“?
Purtroppo sono solamente rimasti quello che sono sempre stati, ossia fedeli seguaci del ‘ CREDO’ politico – economico del “ NEO – MERCANTILISMO TEDESCO di MATRICE NAZISTA”.
Ossia debbono obbedire compatti all’ “ordine supremo” di portare alle casse del tesoro dello Stato Germanico (ossia al Sovrano) sempre più ORO, tramite l’aumento smisurato delle esportazioni (ricorrendo sempre a qualsiasi ‘imbroglio commerciale ‘utile alla felicità del Sovrano) e principalmente mediante la” pratica illegale del DUMPING valutario tedesco”, che gli USA hanno molto ben valutato e studiato.
Eppure i nostri “BABBIONI”-ossia i politici italiani nella UE (usati come utili idioti dai tedeschi)- continuano a “ciarlare “ sul come è bello potersi definire quali “ NEO-LIBERISTI “ , proprio come si definiscono tali i politici tedeschi nella UE.
Si fanno “fregare e buggerare” nella UE da quei ‘furfanti dei tedeschi ‘ in nome di una inesistente e solo fantomatica LIBERTA’ dei Mercati !
Mario Draghi, il presidente della Banca Centrale Europea, avverte che molte banche dovranno chiudere con le nuove regole decise a dicembre dai governi europei per formare una ‘Unione Bancaria’. La BCE annuncia quindi un’altra crisi potenzialmente dirompente dopo quella drammatica dei debiti sovrani.
Ecco perché questa ‘Unione Bancaria europea’ è da respingere: perché favorisce l’inasprimento della crisi europea, non risolve la deflazione in corso e indebolisce le banche del sud a favore delle banche dei paesi più ricchi, Germania in testa.
Per essere chiari: quando, alla fine del 2015, le regole dell’unione bancaria cominceranno ad essere applicate, una banca in grande e seria difficoltà come in Italia MPS incontrerebbe dei problemi ancora maggiori e potrebbe rischiare veramente di chiudere se non fosse nazionalizzata o ceduta all’estero.
Ma chi dice che l’unione bancaria è un fallimento? I soliti marxisti catastrofisti e incompetenti? La sinistra radicale ed estremista? Il populista Beppe Grillo? No, lo riconosce prima di tutti ‘Wolfgang Munchau’, forse il maggiore esperto di economia europea e di euro: l’uomo che meglio conosce il sentimento dei mercati finanziari.
L’editorialista del Financial Times a proposito dell’Unione Bancaria decisa a dicembre si chiede: “Perché i paesi europei si accontentano di stringere questi patti disgustosi?
Per usare una metafora: perché i tacchini continuano a votare a favore del Natale?” .
Così Munchau descrive la situazione: “L’unione bancaria decisa a dicembre è esattamente quella voluta dal ministro delle finanze tedesche Wolfgang Schäuble…”I contribuenti tedeschi non pagheranno nulla per la ristrutturazione delle banche estere e nessuna banca tedesca verrà mai chiusa” … La Germania ha ottenuto tutto quello che voleva senza concedere nulla. E’ accaduta la stessa cosa per il ‘fiscal compact’. “Ha imposto la disciplina fiscale a tutta l’Europa in cambio di niente”. Munchau ci fa vedere che tutti i ministri hanno gridato alla “svolta storica” solo per non perdere la faccia di fronte al loro completo fallimento. Ma nulla di quello che avevano proposto è stato accettato. In partenza miravano a realizzare un “fondo pubblico europeo” in grado di provvedere alle ristrutturazioni bancarie in caso di “crisi sistemiche” e di “garantire i correntisti”.
Invece – indica Munchau – la verità è che non hanno ottenuto nulla semplicemente perché “non sono mai stati in grado di coalizzarsi contro i diktat della Germania” – la quale’ non vuole nessun fondo comune’ che metta a rischio le sue finanze per coprire i problemi altrui

“I governi (del sud Europa) non hanno fiducia l’uno dell’altro”, dice Munchau: non vogliono coalizzarsi, e quindi il governo CDU – SPD riesce facilmente a imporre la sua ferrea volontà. Il dramma è che non esiste ‘alcun statista europeo’ in grado di opporre una cooperazione solidale ed efficace di fronte alla visione unilaterale tedesca. L’unione bancaria è la dimostrazione di come il governo tedesco delle larghe intese vuole l’Unione Europea: una unione centralizzata, diretta dalle élite finanziarie tedesche, a vantaggio esclusivo della Germania e a svantaggio degli altri paesi deboli e debitori del sud Europa.
Una unione foriera di crisi senza fine.
Perché il governo italiano dovrebbe rifiutare questa unione bancaria? Perché questa unione non solo non risolve nulla ma potrebbe avere un ‘micidiale effetto boomerang’, ovvero ‘amplificare le difficoltà delle banche’.
Non a caso Draghi ha già avvertito che “con l’esame della BCE le banche deboli dovranno chiudere”.

Veccchie signore

OGGI IN ARABIA ESISTONO ANCHE LE DONNE
DORIANA GORACCI

Un sabato storico per le donne dell’Arabia Saudita, oggi votano e sono candidate per la prima volta: le donne voteranno ancora separatamente dagli uomini. Parliamo di 130.637 donne di cui 865 le candidate, su totale degli iscritti nelle liste elettorali che sono circa 1,5 milioni di uomini. Continuando con i numeri si viene a sapere che il 72,5% dei sauditi non appoggia la candidatura femminile alle elezioni, l’11,3 la sopporta mentre l’8,7 la accetta: vale a dire che il rapporto fra candidati di sesso maschile e femminile è di circa 6 a 1.Oggi si vota per eleggere il 20% dei consiglieri comunali del Majlis al-Shura, un’assemblea composta da 150 membri di nomina regia, con poteri consultivi e molto limitati, come l’approvazione del bilancio cittadino e la gestione di rifiuti, parchi e strade ma senza diritto di approvare le leggi né di impedirle. L’Arabia Saudita è l’ l’unico Paese al mondo in cui le donne non possono nemmeno guidare l’auto e dunque le candidate hanno dovuto sottostare a regole severissime e molto penalizzanti, fra cui il divieto di partecipare a qualsiasi manifestazione, dibattito o comizio in presenza di uomini, l’obbligo di parlare in pubblico esclusivamente tramite un portavoce maschio e di creare sezioni separate per uomini e donne nelle sedi elettorali. “L’Arabia Saudita è il luogo di nascita dell’Islam e il regno è talvolta chiamato “la terra delle due sacre moschee” in riferimento ai due luoghi più sacri dell’Islam. L’Arabia Saudita ha le più grandi riserve di petrolio al mondo che rappresenta più del 95% delle esportazioni e il 70% delle entrate del governo, anche se la quota di economia non petrolifera è andata recentemente in crescendo. Questo ha facilitato la trasformazione di un regno deserto sottosviluppato in una delle nazioni più ricche del mondo. Ha inoltre la sesta più grande riserva di gas naturale al mondo. L’Arabia Saudita è l’unico Paese al mondo che vieta alle donne di guidare veicoli e uno dei pochi a non avere un parlamento”. Nel sito della Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma è scritto: “il Regno dell’Arabia Saudita intrattiene ottime relazioni con l’Italia fin dal 1932 quando, con la firma di un Trattato di Amicizia, furono stabiliti reciproci rapporti diplomatico-consolari. Nel 1951 viene aperta a Roma la Legazione del Regno dell’Arabia Saudita, elevata, nel 1958, a rango di Ambasciata. L’Arabia Saudita, per la sua politica moderata ed equilibrata e con la precipua tendenza a favorire l’iniziativa privata, favorisce condizioni di sviluppo e quindi di ricchezza…” Dobbiamo dire Grazie Shari’a ?


Sguardo da duro

LA MERKEL PERSONAGGIO DELL’ANNO
Daniel Johnson

Il Telegraph scrive un tagliente articolo sulla decisione del Time di nominare la Merkel “Persona dell’Anno”. Di fatto, la Cancelliera tedesca ha recentemente collezionato una serie di errori politici clamorosi: dalla pessima gestione della crisi greca al caso Ucraina, dall’apertura illimitata delle frontiere ai profughi, alla successiva penosa marcia indietro, nella quale ha coinvolto anche il premier turco Erdogan, avanzando promesse decisamente affrettate. Se già la Merkel aveva creato astio e malcontento in tutta Europa, ora sta precipitando nei sondaggi anche in Germania, e con lei il suo partito.
Dopo oltre un decennio in carica, il capo del governo tedesco sta trascinando il suo partito verso il basso nei sondaggi, è criticata apertamente dal suo ministro delle finanze, non è in sintonia coi suoi partner europei, e ha riempito le strade di manifestanti arrabbiati.
Il suo rivale più potente, il ministro delle finanze Wolfgang Schauble, l’ha paragonata a una “sciatrice imprudente”, che fa precipitare le valanghe. La sua ribellione contro la politica migratoria delle “porte aperte” avviata dalla Merkel è largamente condivisa dai tedeschi, che ora sono decisamente allarmati al vedere un afflusso di immigrati che non accenna a fermarsi. Le proteste contro le politiche della Merkel sono sempre crescenti, ma finora lei si è rifiutata di dargli ascolto.
Com’è possibile che sia andato tutto così storto per la donna più potente del mondo? Appena all’inizio di quest’anno la Merkel aveva celebrato l’anniversario dei suoi 10 anni in carica, ma subito dopo la sua fortuna è sembrata esaurirsi. Prima, riguardo la crisi dell’euro, c’è stata la decisione di imporre un duro regime di austerità alla Grecia, nonostante i greci avessero mostrato di voler rifiutare questa politica nelle elezioni – non una volta, ma ben due in un anno.
Lo spettacolo di una Germania che bullizzava i paesi più piccoli per mantenere una moneta unica di cui era la principale beneficiaria ha suscitato i ricordi di un passato nazista che la Merkel e i suoi predecessori avevano cercato di farsi perdonare.
Poi è arrivata la crisi migratoria, che si è dimostrata essere un test ancora più decisivo per la politica europea in generale e per la capacità politica della Merkel in particolare. La sua decisione di spalancare le porte ai profughi siriani è stata accolta inizialmente con grande plauso dai media, specialmente nel suo stesso paese, dove è stata soprannominata “Mutti” (“la mamma”). Il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung la ha salutata come “la madre d’Europa”. L’Economist l’ha definita “l’europea indispensabile”.
L’euforia però è durata poco. Perché il segnale della Merkel è giunto forte e chiaro non solo in Siria, ma in tutto il mondo musulmano, dalla Nigeria al Bangladesh, dall’Albania all’Afghanistan. Nel giro di poche settimane, c’erano milioni di persone in marcia. Non solo rifugiati, ma anche migranti economici. Per un uomo – e si trattava soprattutto di uomini giovani – quelli che non vogliono venire in Gran Bretagna hanno una destinazione ben precisa in mente: la Germania.
L’immigrazione è sempre una questione di numeri. La Merkel aveva già permesso ad oltre un milione di immigrati di ogni genere di insediarsi in Germania nel 2014, più di quanto avessero fatto gli Stati Uniti (un paese che però ha quattro volte la dimensione della Germania, e ha una lunga storia di immigrazione alle spalle).
All’inizio la stima era che sarebbero arrivati mezzo milione di rifugiati nel corso dell’anno, e altrettanti ogni anni per i prossimi anni. Ma i numeri sono stati rivisti costantemente al rialzo, ed è verosimile che almeno un milione di persone avranno cercato asilo in Germania entro la fine di quest’anno, escludendo gli altri tipi di immigrati.
Questo tsunami umano ha avuto effetti in tutta Europa. Prima c’è stato il tentativo di imporre le quote agli altri paesi UE, che ha sollevato solo astio e resistenza. Essendo arrivato così, subito dopo la crisi dell’euro, il ditino puntato della Merkel e (nel caso dell’Ungheria) anche la minaccia di sanzioni su un tema che va al cuore dell’identità nazionale, ha fatto un danno ancora più grande alla reputazione della Germania.
È stato anche controproducente. La Polonia, per esempio, è arrivata ad eleggere un partito che è fieramente anti-immigrazione, sostituendo un governo che aveva obbedito alla richiesta della Merkel, in realtà solo simbolica, di accettare 5.000 immigrati.
La Merkel ha dovuto volare ad Ankara poco prima delle elezioni turche dello scorso mese per implorare il presidente Erdogan di rallentare il flusso dei migranti verso il suo paese. In cambio, gli ha dato tutto ciò che voleva, perfino offrendo la possibilità di una corsia preferenziale per l’ingresso della Turchia nell’UE, o quantomeno della libertà per 80 milioni di cittadini turchi di viaggiare liberamente e lavorare in Europa.
Questo trionfo diplomatico ha permesso a Erdogan di ottenere la maggioranza decisiva, che lo aiuterà a raggiungere il suo obiettivo finale: instaurare una dittatura islamista.
In Germania, la popolarità della Merkel è crollata assieme a quella del suo partito. Anche se è troppo presto per suggerire che la grande coalizione tra Cristiano-Democratici e Social-Democratici si possa rompere, se le lotte intestine nel suo partito dovessero andare fuori controllo, la Merkel potrebbe essere costretta a rompere la coalizione, come fece Helmut Schmidt alla fine della sua carriera nel 1982.
Come per la Thatcher negli ultimi anni, anche alla Merkel sembra venire meno il giudizio. La sua mania di protagonismo sull’immigrazione è stata una caduta di rara gravità per una cauta pragmatista che preferisce seguire le opinioni dell’elettorato piuttosto che guidarlo. È stata punta dalle critiche anche per la sua vile decisione di tirarsi fuori dalla produzione di energia nucleare.
La sua gestione della crisi ucraina è sembrata altresì insensibile ai timori dei paesi più piccoli di fronte alle minaccie di Putin.
Anche se ha sempre saputo cavarsela, e ha solo 61 anni, sembra che il suo tempo si sia esaurito. Si trova improvvisamente sola al vertice. Anche suo marito e collega, il fisico Joachim Sauer ha detto a un gruppo di studenti tedeschi, in una recente visita a Oxford, di avere dei dubbi sulle politiche della moglie.
Konrad Adenauer, l’uomo che ha ricostruito la Germania ovest dopo il 1945, aveva per slogan “No esperimenti”. Angela Merkel ha dimenticato quello slogan quando si è imbarcata nel suo esperimento di accettare milioni di immigrati in un paese che non li vuole. Se non fa attenzione, la “Cancelliera del Mondo Libero” potrebbe molto presto non essere più nemmeno la Cancelliera della Germania”.

Pisolino

Berluscameno
Il progetto di unione bancaria UE aveva tre obiettivi:
a) spezzare il legame tra il rischio rappresentato dalle grandi banche sistemiche e quello degli stati deboli dell’ euro-zona – ovvero non indebolire le banche del sud europee piene di titoli di stato dei loro paesi -:
b) proteggere i risparmiatori europei con un fondo comune europeo di garanzia – in modo da evitare la fuga all’ estero dei correntisti in caso di una crisi nazionale -;
c) garantire l’uniformità delle condizioni del credito in un mercato bancario europeo frammentato, in cui “le aziende italiane per esempio pagano tassi d’interesse più alti alle loro banche nazionali (quando fanno credito alle PMI!)rispetto a quanto pagano le aziende tedesche alle banche del loro paese”.
Non è possibile raggiungere nessuno di questi tre obiettivi con questa unione.
Schäuble ha rifiutato ogni meccanismo di mutualizzazione con copertura di fondi pubblici:
quindi il progetto non risolve nulla, anzi ‘peggiora drasticamente la situazione attuale’.
I ministri europei delle finanze hanno deciso quello che perfino Draghi aveva implorato segretamente la Commissione Europea di non fare – cioè far pagare gli obbligazionisti e i creditori – per non rischiare di fare precipitare le crisi bancarie.
Grazie a Schäuble i privati (azionisti, obbligazionisti e correntisti, con oltre 100 mila euro di deposito) si faranno carico in prima persona delle difficoltà delle banche in crisi, poi interverranno i fondi nazionali creati grazie a nuove tasse da applicare alle banche stesse, e infine tra dieci anni interverrà anche in ultimissima istanza un esiguo fondo europeo di 55 miliardi sempre di origine bancaria – cioè solo lo 0,2% circa del patrimonio complessivo delle banche europee -, anche se si prevede che le banche dovranno ricapitalizzarsi per circa 100 miliardi.
L’accordo fa acqua da tutte le parti. Appena una banca sarà percepita in difficoltà i correntisti, gli azionisti e i creditori fuggiranno, creando un circolo vizioso di diminuzione del valore e di ulteriore fuga. Il caso Cipro insegna. Si incentiva il ‘meccanismo di panico’ che condanna le banche dei paesi deboli a vantaggio delle banche dei paesi forti.
In Italia ci sono 2,7 miliardi di ‘bond bancari subordinati scaduti nel 2014 e 4,6 nel 2015.
Gli investitori a rischio reagirebbero al timore di essere colpiti vendendo i bond.
Interverrebbero allora gli speculatori e i fondi avvoltoi per “salvare le banche”.
(Con l’aiuto interessato dei politici italiani !).
Probabilmente nascerebbe -poi- una serie infinita di ricorsi in tribunale.
Per evitare il fallimento delle banche e la corsa al ritiro dei depositi, gli stati nazionali dei Paesi deboli della UE dovranno intervenire con i soldi dei contribuenti. I paesi deboli si indeboliranno ancora di più e si avvicineranno all’orlo del baratro. Ma c’è di più.
Draghi ha già avviato gli stress test (ovvero degli esami preventivi di solvibilità in caso di crisi) su circa 130 banche europee, tra cui 13 italiane – ma sono escluse le casse di risparmio tedesche, che Schäuble non ha voluto comprendere negli stress test (il furbone galeotto!)– per verificare se sarebbero in grado di sopportare un grave peggioramento della situazione economica.
Ma quali sono i criteri applicati dalla BCE per gli stress test?
I fattori di rischio che portano le banche al fallimento sono sostanzialmente tre:
1) la leva finanziaria troppo elevata rispetto al capitale proprio – leva che di solito viene usata dalle banche per speculare sui ‘mercati finanziari ombra’(Shadow Banking) come quello dei derivati e dei titoli tossici;
2) l’acquisto di titoli di ‘debito sovrano ‘di paesi con elevato debito pubblico, come l’Italia;
3) e i crediti in sofferenza e inesigibili.
Le banche del nord Europa, in particolare quelle tedesche e francesi hanno una leva spropositata.
Hanno un attivo pari a 30-40-50 volte il loro capitale.
Per intenderci: Deutsche Bank e Credit Suisse hanno una ‘leva di circa 50′, la francese Credit Agricole del ’62’, contro una leva di circa ’18’ di Intesa e Unicredit. La leva – legata a capitali presi a prestito – amplifica enormemente i rischi sistemici e delle singole banche, anche perché serve soprattutto a investire nel trading (tramite lo Shadow Banking), cioè su titoli obbligazionari, azionari e derivati ad alto rendimento ma, appunto, molto volatili e ad alto rischio. I ricavi di Deutsche Bank derivano per esempio al 75% circa dal trading, e non dà prestiti alle imprese e alle famiglie. (Che orrore fare prestiti alle PMI per una Banca
moderna!). In pratica gran parte dei maggiori “istituti europei fanno le banche d’affari “invece di prestare denaro alle imprese e alle famiglie per lo sviluppo.
Al contrario le banche del sud Europa, Italia compresa, fanno meno attività speculativa, hanno in pancia meno titoli tossici, ma hanno invece il “problema di avere investito molto sui titoli pubblici del loro paese” e di avere molti crediti in sofferenza, a causa della crisi economica pesante attraversata dai loro paesi.
In Italia le banche italiane hanno in pancia circa ‘450 miliardi di titoli pubblici’ e hanno sofferenze per circa 150 miliardi.
La domanda è: quanto peseranno i diversi fattori di rischio negli stress test?
La BCE considera più rischioso – come dovrebbe essere! – avere una leva abnorme e molti titoli tossici, o avere invece investito sui titoli pubblici del proprio paese?
Se, come sembra possibile, verrà sottovalutato il rischio derivato dalla leva finanziaria, dal trading e dalla speculazione, le banche del nord Europa si salveranno e supereranno sempre l’esame senza troppe difficoltà.
Se invece sarà considerato “molto rischioso” detenere titoli di debito pubblico del proprio paese, allora parecchie banche dei paesi del sud Europa verranno praticamente condannate (insieme ai bilanci pubblici dei loro paesi).
Le banche del sud che non supereranno l’esame della BCE dovranno ricapitalizzarsi, cioè aumentare ulteriormente il loro capitale.
Ma troverebbero pochi capitalisti nazionali pronti a mettere il loro denaro in banche in difficoltà.
Ecco allora che le banche ‘meno solide del sud Europa’ potrebbero semplicemente fallire, come ha avvertito Draghi.
O potrebbero essere facilmente acquisite a poco prezzo da quelle del nord Europa.
Così parte del risparmio nazionale potrebbe finire in mano alle banche estere dei paesi “meno stressati”(ma che ‘furboni’ che sono questi politici tedeschi!)
Ecco perché questa unione bancaria non è da fare. O meglio è da rifare!
Perché non risolve il problema del credito alle imprese e alle famiglie;
e perché rischia di ‘premiare le banche maggior’i che speculano e di bocciare le banche che investono nell’ economia reale.
“Ma la sinistra (opportunamente oliata dalla lobby bancaria tedesca!)raramente si accorge delle minacce che vengono dalla UE”. Sull’ Unione Bancaria perfino il Manifesto riportava:
“Certo a volte è meglio qualcosa invece di niente ed è forse meglio tardi che mai”
Chi si contenta gode.
Ma è ora di abbandonare una visione idilliaca della UE e di avere un approccio più realistico sull’ insopportabile egemonia tedesca unicamente e sempre a loro vantaggio.
Ma che strano, non vi pare ?
..
L’ex funzionario che vendette i ‘bond’ al pensionato suicida di Civitavecchia (Banca Etruria): “Dicevano che se non li avessimo piazzati saremmo stati licenziati”.

Maestro

(Le immagini sono tratte da da http://www.immagini-divertenti.org)
http://masadaweb.org

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