Nuovo Masada

dicembre 6, 2015

MASADA n° 1710 30-11-2015 I SEGRETI DEI COLORI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:02 pm

MASADA n° 1710 30-11-2015 I SEGRETI DEI COLORI 2
PAOLO BRESCIA, Colordesigner
PARTE SECONDA

Non è cambiato niente con l’avvento dei colori estratti in modo sintetico rispetto a quanto si otteneva con processi naturali, fin dagli antichi Fenici, che avevano scoperto come ottenere la gamma dei Rossi, dal rosa fino al porpora, miscelando il composto estratto dai Murici. Le tre famiglie di conchiglie producevano rossi differenti, vi erano procedure per ottenere il colore voluto, dalla cottura al sole alla miscela con altri prodotti come la caseina. Nel 17° secolo il dactylopius coccus (cimice delle agavi) ha sostituito i murici con processi più velocizzati, immaginate ad esempio il tempo necessario ad ottenere il colore con il Guado: pianta lacustre che produceva un blu, ma non prezioso e stabile come quello prodotto dall’indigo pianta e/o dalla polverizzazione e miscelazione del lapislazzulo, infatti i processi di fissaggio erano molto differenti; per poter ottenere una certa stabilità cromatica il tessuto veniva immerso insieme alle foglie di guado in vasche che contenevano urina e alcool.

Nel medioevo non era difficile di notte imbattersi in contenitori tipo vespasiani che venivano svuotati dai tintori.
brescia insalata grande
Guado
conchigliegrandi
Murice

Oggi con la produzione del colore attraverso la chimica si dovrebbe in laboratorio ricreare ogni volta i processi uguali di costruzione ma una qualsiasi minima differenza e nei tempi. nelle dosi, nel calore, nell’umidità, nella stoccatura generano sfumature differenti
Quando scelgo un oggetto colorato che faccia pendant con quello che ho nell’armadio , per essere più sicuro, vado fuori dal negozio per poter controllarne il colore alla luce del sole? ….. Bene la maggioranza delle volte quando ritorno a casa mi rendo conto di aver sbagliato scelta, perché la luce solare ha in sé una differente temperatura colore per cui di mattina è azzurra a differenza del tardo pomeriggio che è arancione. Lo sapeva bene Monet che dipingeva otto quadri dello stesso soggetto ognuno in un un‘ora differente del giorno, e, quando completava il dipinto, distruggeva gli altri sette .
monet
La conoscenza di questa variazione della luce colorata mi ha permesso di progettare e realizzare una struttura, al centro di una città, alta oltre novanta metri larga venticinque e profonda trentasei che cambia colore nell’arco della giornata diventando una specie di “gnomone cromatico” o addirittura in particolari condizioni si mimetizza con l’ambiente circostante scomparendo.
La torre BA di pomeriggio

torremattina

torrepomeriggiodi mattina
Quando scelgo su di un catalogo vernici per la mia casa, non lo trovo uguale una volta applicato? Posso rispondermi che il più delle volte la scelta era su un campioncino molto piccolo e in una superficie ampia il colore cambia, ma la realtà è un’altra: ogni volta che consulto un campionario, ho intorno altri colori che condizionano la mia scelta, il colore scelto andrebbe perimetrato da squadrette grigie in modo da leggere e scegliere quello giusto colore.
Si veda come il quadratino rosso su sfondi differenti cambia drasticamente colore

quadrati
In un determinato periodo della vita mi capita di avere una preferenza per un colore e un rifiuto per altri o in seguito potrebbe essere esattamente il contrario? Il test di Luscher spiega il perché di una scelta o di un rifiuto, che ovviamente cambia con il cambiare delle situazioni
Nel periodo natalizio ci capita di mangiare di più e il cibo inoltre sembra più buono?
Il rosso che abbonda nelle tovaglie e nei festoni fa sì che si attivi la sinestesia del gusto, aumenta la salivazione e tutto sembra più buono… i Mc Donald e i ristoranti Cinesi conoscono bene questo processo, ma l’esempio più eclatante è accaduto una quindicina di anni fa quando furono dati da degustare e classificare a dieci sommelier cinque vini bianchi e altrettanti vini rossi, ebbene tutti dettero valutazione più o meno simili ma nessuno riuscì a capire che i vini rossi erano gli stessi vini bianchi colorati con il bols (liquido inodore e insapore). Da allora si consiglia, ed ogni sommelier lo sa bene, di valutare il vino rosso in bicchieri neri e/o opachi, dopo si può passare alla valutazione del colore.

tovaglia
sinestesie che si attivano attraverso il colore,
Si dice che la vista migliori con l’arancione (betacarotene). Durante l’ultima guerra si pensava che gli Inglesi vedessero prima gli aerei che venivano dal continente in quanto gran mangiatori di carote, ma la realtà è che avevano messo a punto il radar.
Per decongestionare la vista è necessario il verde assorbente e non riflettente. Tenere presente che Nerone usava per non stancare la vista durante le mattanze al Colosseo una lente di smeraldo, gli antichi incisore rigeneravano la vista attraverso il guardare una pietra di berillio, oggi o usate una pietra di smeraldo o una di berillio oppure la soluzione più economica è certamente avere vicino allo schermo del computer un frammento di vetro fuso o uno di quegli oggetti che si trovano facilmente presso i mercatini e i bazar dei cinesi
carote

diamante
(la gemma verde)
L’appetito viene super attivato con il rosso, il rosso aumenta la salivazione e rende i cibi più gustosi. Nei Mc Donald si riesce a deglutire quanto propinano grazie al rosso che rende il cibo più saporito, al giallo che dà l‘impressione di prodotti ben cotti, il verde di un prodotto naturale ed infine il bianco un prodotto raffinato. Ogni ristorante Cinese abbonda nei rossi (provate a mangiare fuori lo stesso spring roll e certamente lo troverete meno buono). Utilizzando il rosso in una zona pranzo non in modo eccessivo ma solo in piccole porzioni potrebbe aiutare l’anoressica. Il colore che è il contrario del rosso in cucina è il blu. Col blu sembra che i cibi siano sciapi pertanto si eccederà in utilizzo del sale o zucchero con antipatici risultati.
L’arancione tendente al rosso infatti spinge a respirare con la bocca non sentendo alcun odore. Ho fatto molti esperimenti; uno di questi è stato il far “visitare” ai discenti architetti; un bagno in costruzione senza finestra dove vi erano le pareti e il pavimento in ceramica arancione con alcune piastrelle verdi: il 20% alla domanda cosa ne pensassero, rispondevano che esteticamente non era un gran che, ma alla domanda su quale odore avessero percepito, non sapevano cosa rispondere.
Il viola diminuisce la percezione del rumore che arriva ovattato nel padiglione auricolare e la causa potrebbe essere dei 380 nm. che forse irrigidiscono l’infinità di sottili cellule sensoriali e fibre nervose che ci permettono di sentire un tono di suono inferiore, questo spiegherebbe perché i teatranti ancora oggi considerano iellato recitare o cantare in un ambiente viola, e non perché come si è creduto fin’ora era la conseguenza delle leggi cristiane che vietavano qualsiasi manifestazione durante la quaresima in quanto la chiesa era in lutto ulteriore, la prova è che quando in chiesa abbonda il viola, il brusio dei partecipanti alle orazioni sono meno rumorose, sembra che preghino sottovoce.
Il blu è un colore solido, non freddo e tantomeno caldo, è voluttuoso, è il colore carezzevole per eccellenza, colore molto difficile da ricavare in modo naturale e oggi si trova solo in modo sintetico anche se sembra che ci sia in Emilia una coltivazione di Guado. Un’applicazione consigliata e quella di colorare in blu i corrimani in acciaieria e in officine dove si lavora ferro caldo. Il blu è certamente non ustionante, mentre la codifica del nero da utilizzare è un errore molto grave infatti il ferro incandescente è un nero che subentra al rosso che a sua volta subentra all’arancio e giallo, motivo per cui l’operaio si guarda bene dal toccarlo nonostante l’inerpicarsi delle scale. Ricordo ancora che la nonna quando si accingeva a stirare con i ferri da stiro di allora a carbone, inumidiva le dita che toccavano appena l’involucro contenente il fuoco. Nelle antiche botteghe del fabbro si gettava del liquido o si sputava sopra prima di toccare un ferro nero.
Nella segnaletica ci sono varie codifiche errate: tutti sanno che gli strumenti antincendio, gli estintori , i maniglioni per le porte anti fuoco, i contenitori dei tubi eroganti ecc… sono rossi, e la maggior parte delle volte gli estintori si trovano verso le porte di uscita, bene non ci vuole molto acume per rendersi conto della pericolosità di questo obbligo. Il rosso è perfettamente visibile in un ambiente quando non vi è incendio, vorrei capire chi è cosi stoico da recarsi verso qualcosa di rosso tra le fiamme, il fumo, le urla e l’ adrenalina a 1.000. Sono stato a parlare con un responsabile SIE (società Italiana di Ergonomia) a Milano in una a specie di sottoscala (ufficio ergonomico? assolutamente no!!); mi ha risposto che per normativa sono necessari venti casi più uno di decessi addebitati alle stesse cause per poter modificare una codificazione. Ho immaginato di fare lo stesso viaggio del divin poeta ma mi sono chiesto come avrei potuto avere testimonianza del fatto che erano morti ustionati al cinema statuto di Torino se i documenti erano bruciati insieme a loro. La risposta l’ho trovata ricordandomi una frase di Einstein: “Ho dedicato tutta la vita alla ricerca e a conclusione posso asserire che solo a due manifestazioni non ci sono limiti: il cosmo e l’imbecillità umana. Ma sul promo nutro dei dubbi”.
Il documento più antico che si conosce per aver indicato il colore come terapia è il Papirp di Ebers datato intorno al 1.500 a.c. vi era un elenco di cure attraverso il colore comprendente: il piombo rosso, l’olio bianco, le lucertole nere, l’indaco e il verderame; quest’ultimo mischiato alla cera d’api era usato per guarire le cateratte; la porpora di Tiro per i Greci era ottima per i foruncoli e le ulcere per il suo contenuto di ossido di calcio; per i Cinesi il colore era lo strumento migliore per conoscere lo stato di salute del malato ad esempio un polso rosso denotava un intorpidimento del cuore, un aspetto giallo la buona salute mentre uno verde preannunciava l’imminente morte. Ancora presso gli Egizi vi era la dottrina degli “umori” che collegava gli stessi ai quattro elementi così la bile nera (terra) esprimeva malinconia (depressione) una bile gialla (aria) un carattere collerico, un eccesso di rosso ( fuoco) un carattere sanguigno, il bianco (acqua) un carattere flemmatico. Queste valutazioni furono utilizzate dai Cinesi, dagli Indù, dai Greci, dai Romani e arrivarono all’Europa medievale attraverso il mondo Islamico. Oggi il colore trasmette al medico se è un buon osservatore immediatamente le carenze del proprio corpo infatti l’analisi del colorito della pelle, della lingua, degli occhi e delle secrezioni sono indicativi. Per esempio, una pelle tendente al blu indica una mancanza di ossigeno nel sangue conseguenza di una malattia ai polmoni o al cuore; una pelle rosso acceso indica un avvelenamento del sangue di ossido di carbonio; il rosso negli occhi indica una congiuntivite o l’alcolismo; una lingua molto rossa e una pelle gialla indicano un’anemia dovuta a carenza della vitamina B.
Ad ogni cambiamento di stagione sarebbe preferibile essere attenti ai colori che si indossano, ad esempio con i primi freddi è opportuno indossare indumenti rossi e lo stesso colore andrebbe indossato immediatamente ai primi sintomi di influenza, in quanto l’indossarlo aumenta il battito cardiaco tonificando il corpo, ma sarebbe opportuno stare attenti nel suo utilizzo se si hanno problemi cardiaci; indossarlo inoltre aiuta a superare i primi sintomi di depressione; sembra che in Tibet gli ammalati di bronchite siano avvolti in drappi rossi ed esposti al sole.
In altre sfumature e non in saturazione piena, il rosso tendente all’arancio è un aiuto per combattere la bulimia e l’anoressia, infatti aumenta la salivazione; in sfumatura con il blu si può ottenere una gamma molto varia che và dall’indaco rosato e a quello azzurro fino al porpora ed infine al pompeiano.
Il primo indaco rosato è ottimo come il rosa per aumentare l’ottimismo, è splendido per la convalescenza e se è utilizzato per la zona trucco permette di vedersi più bella. Con questo colore il centro estetico sembra più professionale e certamente più frequentato.
Il secondo, l’indaco azzurro, è il colore anti batterico e anestetico e aumenta la soglia del dolore. Sono stati fatti vari esperimenti si sono eseguiti alcuni interventi e il risultato è stato ottimo, probabile anche l’ effetto placebo???
Il porpora è il colore della magnificenza, difficile da indossare (non si potrebbe non essere più presenti in un consesso di persone), più facile da utilizzare sulle pitture murali sottolineato da tele con le cornici in legno dorato.
Il pompeiano è certamente il viagra naturale, è il colore dei lupanari, basti pensare che a Pompei la donna che esercitava il meretricio era considerata una dea dell’eros; la stessa ad Ercolano era considerata una etera; è il colore che Gino Paoli ha identificato come viola nel suo “cielo in una stanza”, immaginato e memorizzato in un bordello.
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La prima parte si trova qui:
https://masadaweb.org/2015/11/16/masada-n-1700-16-11-2015-i-segreti-dei-colori/
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http://masadaweb.org

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