Nuovo Masada

dicembre 4, 2015

MASADA n° 1709 4-12-2015 VITTIME E GERARCHI

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MASADA n° 1709 4-12-2015 VITTIME E GERARCHI
Blog di Viviana Vivarelli

Nelle immagini: foto dal mondo del 2015

Il presepe e i faziosi di Rozzano – 500 euro ai diciottenni – Il pupazzo e i pupari – Le spese pazze di Palazzo Chigi – Gli 80 euro gli Italiani li hanno ripagati tre volte – Il piano pensionistico di Boeri – Intervista di Casaleggio – Bombe sugli ospedali – Il colosso finanziario BNP PARIBAS finanziava Al Qaida – SALVINI: il pistola, il politica che nella sua vita non ha mai fatto una beata tega – I costi dell’Expo- La protesta delle forze dell’ordine – Mancano i soldi ma il governo salva 4 banche con 3,6 miliardi – Ripresa quale??? –
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Religione viene da religare che vuol dire abbracciare, mettere insieme, ed è esattamente il contrario dell’odio ateo o bigotto.
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Il Gesù del Natale non è «la risposta alle nostre attese, Gesù è la sovversione delle nostre domande”.
(Lilia Sebastiani)
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Se Gesù dovesse rinascere sarebbe in una barca di immigrati, gettato a mare insieme alla madre in vista della costa di Puglia o di Calabria
(Carmine di Sante: Nocciolo d’oliva)
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Magari qualcuno dovrebbe ricordarsi che Gesù nacque come ebreo, povero, senza tetto e profugo.

“Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene
quello che fanno; e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà no,
cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi
e quelle dei giornali? Nel fango affonda
lo stivale dei maiali. Me ne vergogno un poco,
e mi fa male vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.”

(Franco Battiato, “Povera patria”, 1991)
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I Curdi si stanno addestrando in Germania, in Bassa Baviera.
Quando li avranno addestrati e armati, poi li bombarderanno dicendo che sono terroristi.
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La cattiveria di IFQ: Renzi: “Sconfiggeremo l’Isis con la cultura”. Gli faremo crollare addosso i muri di Pompei.
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D’Alema: “Controllo Playstation? E’ attacco ai vertici Pd“.
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Berlusconi: “Ho convinto Gheddafi a mettere 6mila soldati per fermare l’immigrazione dalla Libia. Inoltre, l’ho anche convinto ad usare il bidet…”
Ma va?? Sarà quello che lo ha ammazzato?

IL PRESEPE E LE FAZIOSITA’ DEI CRETINI
Viviana Vivarelli

Hanno montato una falsa notizie su un preside di Rozzano che avrebbe vietato il presepe o i canti natalizi per paura di offendere i musulmani. La notizia era una balla, c’erano state solo due mamme che avevano chiesto un corso di preparazione natalizia a cui il preside aveva detto di no, ma tanto è bastato per scatenare una bagarre grottesca di leghisti e Fratelli d’Italia, che non aspettavano altro per manifestare tutto il loro odio anti-islamico, ben lontano dalla solidarietà natalizia e dai valori fondamentali di amore del Vangelo.
Di fronte a tanta stupidità e cattiveria non so proprio che dire. Siamo un paese disperato, ma non serio.
Tuttavia, se proprio si deve affrontare la questione delle classi con bambini di più religioni posso dire che i miei nipotini vivono a Londra che è una città multietnica. A scuola ovviamente ci sono bambini di molte fedi diverse, un po’ tutte, meno gli ebrei che vanno alle loro scuole e a Londra vivono anche in un quartiere a parte. Le insegnanti delle scuole pubbliche le religioni le rispettano e le festeggiano tutte. Quando è la massima festa di una religione, tutta la classe insieme la festeggia. Si fa anche una cucina relativa, indiana, o cinese ecc., secondo quella etnia. I bambini imparano da subito che le religioni sono tante, che possono tranquillamente convivere e che nessuno sarò mai escluso per la fede che pratica o che non pratica. Crescono senza trovare nulla di strano nel fatto che Dio possa chiamarsi Buddha o Allah o Krishna o che qualcuno non ci creda affatto. Si abituano da subito a un mondo dove si deve avere rispetto per gli altri e in cui le diversità sono accolte con gioia, non con livore. Trovo veramente grottesco che, nella paura di offendere la religione di un altro, si accantoni la propria e difendo il carattere non confessionale di ogni scuola pubblica, ma trovo ancora più grottesco che si facciano piazzate per fingere di difendere una fede che uno nemmeno ha e di cui non ha capito i principi fondamentali: solidarietà, rispetto e amore. Non credo proprio che il fondamento della religione cristiana sia il presepe, che si dice sia stato inventato da San Francesco nel 1209, per cui il cristianesimo ne fece a meno benissimo per 1209 anni. Non credo nemmeno che la principale festa cristiana sia il Natale, che non corrisponde nemmeno alla nascita di Cristo, avvenuta verosimilmente negli ultimi anni del regno di Erode e quindi 7 o 4 anni prima. Comunque sia, il Natale divenne festa religiosa solo nel 336 d.C. E fu fatta coincidere con la festa pagana del solstizio d’inverno, celebrata da sempre. Per le Chiese ortodosse orientali cade il 6 gennaio, e il 7 gennaio per le Chiese ortodosse slave. In ogni caso dovrebbe essere inferiore all’Epifania, che indica ‘Dio si manifesta agli uomini’, 12 giorni dopo Natale e alla Pasqua di resurrezione. Ma da un po’ il Natale è diventato la festa del consumismo (negli Stati Uniti si stima che un quarto di tutta la spesa personale sia fatta nel periodo natalizio) e la festeggiamo con l’albero di Natale che è una tradizione anch’essa pagana, propria dei Celti, e col vischio, altra tradizione celtica, per non parlare delle renne che entrano nella tradizione nel 1823 come compagne di Babbo Natale, grazie a una favoletta che parla della slitta di San Nicola è trainata da otto renne dai nomi fantasiosi che poi diventano nove. In quanto a Babbo Natale, è stato disegnato così nel 1800 dalla Coca Cola!
Ma non credo che agli assatanati di Salvini o della Meloni della religione o della verità storica importi qualcosa. Tutto è pretesto per sfogare odio e cattiveria, e così fanno solo la figura dei cretini invasati, e qualche berlusconiano con loro, come quell’oca della Gelmini che è andata a Rozzano a cantare Bianco Natale, che poi è una canzone tedesca e parla di un povero bambino figlio di migranti che sta al freddo e al gelo, ma non mi pare che la Gelmini o i suoi degni compari dei veri bambini dei migranti al freddo e al gelo si siano occupati più di tanto. Tutto diventa pretestuale per aggredire qualcun altro con odio e violenza. Ma gli stupidi conoscono solo quello.
Il mondo è vario ma dovrebbe evolvere solo per sommatoria e accettazione, non per esclusione e sottrazione. Tutto diventa pretestuale per un Natale di Odio.
Gott mit uns??
Ma vergognatevi tutti! Che si si leva ‘l’odio’ non avete uno straccio di ideologia!

IL PUPAZZO E I PUPARI
Viviana Vivarelli

Renzi è un puparo e i suoi sono i servi di un pupazzo. Sorte infame!
Gli ordini di governo Renzi li prende dalla Troika e dal sistema bancario e finanziario.
I testi glieli scriveva prima una giovane in gamba (Andrea Marcolongo, dalla scuola di Baricco), ma Renzi non la pagava per cui si è licenziata. I tweet erano suoi come “i gufi, il pathos, la generazione Telemaco, cambiare verso, rottamare, il derby tra la rabbia e la speranza”, le citazioni di Frost e Disney, le belle metafore e i colti riferimenti culturali snocciolati da Renzi in discorsi e interventi. Ora glieli scrive un altro ma è peggio. Renzi è solo un pappagallo che impara i testi a memoria, una marionetta, messa su e pagata per curare interessi che con l’Italia non hanno nulla a che fare, un proclamatore di slogan, che ci vende la politica come se fosse Coca Cola.

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RENZI PROMETTE 500 EURO A TUTTI I DICIOTTENNI

Bella di Giorno
A tutti i 18enni, che abbiano un interesse o no, che siano ignoranti o colti non ha alcuna importanza, che siano ricchi o no, basta che abbiano 18 anni. Si è mai sentita una cosa più stupida e inutilmente populista? Non diamo 500 euro a chi se li merita e vuole realmente approfondire. Diamoli a tutti e poi ognuno ci compra quello che crede, chi la biografia di Costantino Vitagliano, chi, magari, la Critica della Ragione Pura. Chi l’ultimo album di Gigi D’Alessio o l’ultimo modello di cellulare.
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Viviana
Chiaramente l’unico talento che i diciottenni hanno per cui si dà loro la paghetta è quello di essere i prossimi elettori e di essere fortemente attratti dalla democrazia diretta e pulita del M5S. Più voto di scambio di così!!!
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Snow LittleJohn
Adesso mi beccherò del “grillino comunista” ma vi pare normale che costui abbia tolto 17 miliardi pensionati ridandone solo 2 e poi con parte di quei soldi cioè con 200 milioni dia una mancetta ai diciottenni, anche ai figli di papà benestanti, per pop corn e concerti spacciati come investimenti culturali? Intanto i musei, i monumenti, i restauri ecc. sono in difficoltà clamorosa. Servirebbero minimo 2 miliardi e spesi davvero in cultura. Per non parlare che ha svenduto il 40% di Ferrovie dello Stato.
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Joacchino
Ma vi sembra normale che dopo che l’Italia è stata per vent’anni nelle mani di un pregiudicato, abbiano affidato il governo del paese ad un pupazzo? a un bischero patentato, a un palloncino gonfiato, a una pernacchietta?

Viviana
….a uno che ubbidisce come una marionetta alle banche d’affari americane, alla Troika che è la manus longa del capitalismo, al sistema bancario e finanziario. A uno che è stato scelto solo per essere una Vanna Marchi della politica, un venditore da asta televisiva, così come era stato scelto Berlusconi, e che è stato infiltrato in quello che restava del csx per affossare tutte le tutele e i diritti del cittadino e del lavoratore, in primo luogo la Costituzione e con essa la sovranità popolare, la democrazia, lo statuto dei lavoratori…!!

E’ evidente che Renzi ha carenza di voti e tenta di rastrellare quello che può: diciottenni, famiglie con bebé, carcerati a cui dà uno sconto di pena..tutto fa brodo, sembra la politica della disperazione: “in do cojo cojo”.
I giovani che il prossimo anno faranno 18 anni sono 550.000. Il costo totale dell’operazione sarà di 275 milioni di euro, che saranno ottenuti aumentando il deficit o facendo altri tagli alle Regioni e dunque ai servizi dei cittadini, così mentre uno va al teatro, l’altro non avrà i farmaci di base.
Il colmo dello sfottò è che questa mancetta è “collegata alla lotta al terrorismo”, secondo l’equazione: “un miliardo in più alla sicurezza, un miliardo in più alla cultura”. Non era meglio, allora, fare borse di studio per giovani meritevoli? O forse no, visto che l’ineffabile Poletti ha detto che è meglio laurearsi prima e con voti scadenti che dopo con voti altissimi. Cosa vuol fare? Sfoltire le università? Impedire che le nostre eccellenze trovino un lavoro all’estero? O è per fare la lotta al terrorismo anche questo? Questo governo ormai è tragicomico. Non si sa se siamo governati da delinquenti o deficienti. E’ vero che il fondamentalismo si sconfigge con la cultura ma combattere l’Isis con i 500 euro sembra una barzelletta. E intanto si continua a prendere misure uguali per categorie economiche diverse! Diamo le mancette anche ai figli dei ricchi!! Molto democratico!
Va bene che viviamo ormai in una costante illegittimità, ma a Renzi non basta comprarli quando sono adulti,li vuole proprio abituare a vendersi da piccoli.

Alessandro
Renzi si ripete. Per pagarsi la campagna elettorale alle europee con gli 80 euro solo a quelli che hanno la busta paga, non ai pensionati e agli esodati, a maggio 2014 ha tagliato ai Comuni 6.9 miliardi di euro e a ottobre, per dare 80 euro alle neo mamme, ha tagliato altri 4 miliardi di euro alle Regioni. Un totale di 11 miliardi di euro. I Comuni e le Regioni, per compensare i tagli, hanno aumentato le tasse e tagliato i servizi.
Gli italiani hanno pagato più tributi regionali e comunali e hanno avuto meno servizi pubblici essenziali: treni regionali, trasporti, ticket, servizi sanitari a pagamento, asili, mense scolastiche, servizi agli anziani, agli handicappati. Gli stessi percettori hanno restituito gli 80 euro… con gli interessi. Inoltre, il governo Renzi per compensare gli 11 miliardi di euro, con la manovra finanziaria di dicembre, ha aumentato le tasse di 11 miliardi, cioè un terzo della manovra finanziaria di oltre 30 miliardi. Gli 80 euro gli italiani li hanno pagati tre volte: con i maggiori tributi comunali, con i maggiori tributi regionali, con i tagli sui servizi pubblici comunali e regionali, con 11 miliardi di tasse dello Stato… e con l’Imu agricola, l’aumento dei ticket sanitari e la riduzione delle esenzioni per i malati cronici!
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Alessandro Robecchi
…dicono i sondaggi che i diciottenni o non hanno voglia di votare (55 %) o votano i 5 stelle (37 %). Dunque una specie di campagna acquisti presso l’elettorato concorrente, in contanti.
Altro legittimo sospetto sull’annuncio, l’universalità della mancia: reddito basso, o alto, o altissimo, tutti uguali. Il figlio del bracciante contribuirà con la sua quota di debito pubblico ad acquistare libri al figlio del notaio. Dovendo comprare libri, ragazzi, suggerirei Don Milani, là dove dice che fare parti uguali tra diseguali è una grossa ingiustizia. Prevale, insomma, la gentile concessione rispetto al diritto, in un Paese in cui le tasse universitarie salgono, le borse di studio calano e 58 italiani su cento non prendono in mano un libro nemmeno sotto minaccia armata…Insomma, la logica del regalo al posto del diritto, della munificenza governativa al posto dell’investimento mirato, la mancia, già visto ad esempio con il bonus bebé prima promesso a tutti e poi ovviamente, e giustamente, riportato a erogazioni basate sul reddito…dal 2016 può essere che i neo-diciottenni avranno (coi soldi di tutti) un regalo “culturale” da Matteo. Se poi se ne ricorderanno nel segreto della cabina elettorale è tutto da vedere: ai tempi di Lauro si poteva andare a reclamare la scarpa destra dopo aver votato, oggi è tutto sulla parola…di Matteo, tra l’altro. Auguri.
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ALDO ANTONELLI
Vedere Ignazio La Russa, la Santanché, Gasbarri e Salvini, nonché i denigratori de “Il Giornale” cantare “Tu scendi dalle stelle”, ma fa venire i brividi.
Razzisti, materialisti della Politica e dello Spirito, millantatori di valori, predatori di ideali, cosa hanno a che fare con il Gesù della capanna?
La loro difesa del Natale è una difesa di una “parte” del mondo che si identifica con la più ricca, con quella che sfrutta de depreda le ricchezze del terzo mondo e fa strame di giustizia: l’Occidente!
Pensando a loro mi sovvengo di un fatto. Alla fine del novecento un cittadino americano agnostico si appellò alla Costituzione degli Stati Uniti, la quale non prevede feste religiose nel calendario nazionale e chiese la soppressione del Natale come giornata festiva. La Corte Suprema, dopo lungo esame, respinse l’appello, sentenziando che già da tempo il Natale aveva cessato di essere una festa religiosa…!
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Come diceva Petrolini : “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quelli accanto a te che non ti buttano di sotto“.

LE SPESE PAZZE DI PALAZZO CHIGI

Il reddito minimo di cittadinanza proposto dal M5S e chiesto dall’Ue è di 780 €, e non di 1000 come gli ignoranti continuano a dire
Ecco alcune delle spese pazze del Governo:
– 140 milioni nel 2014 per il funzionamento dell’istituzione
– 63,2 milioni in più rispetto all’anno scorso per la segreteria generale
– 42,7 milioni in più sul 2014, in particolare, per il Segretariato generale
– 26 milioni in più sulle auto blu, con un aumento di quasi duemila vetture
– 40 milioni l’anno per il leasing sul nuovo Airbus, un aereo grande il doppio del precedente
– 600 mila euro di spese per sondaggi, 5 volte in più di quanto spese Letta
– 118 mila euro per il fondamentale “servizio di piante interno”
– 256 mila per la “anagrafica di postazioni arredi”
A suo tempo era stato dichiarato che i sottosegretari e la dirigenza alla presidenza del Consiglio sarebbero andati a piedi e che il limite sarebbe stato di 5 auto blu per ministero. Chiacchiere!

Ecco cosa si potrebbe fare con le “spese pazze” di Palazzo Chigi.
– Con 140 milioni di euro si potrebbero costruire cinquemila chilometri di piste ciclabili.
– Con i 40 milioni annui dell’Airbus si potrebbero costruire 20 mila metri quadri di nuovi asili nido.
– Con 600 mila euro dilapidati in sondaggi si potrebbero installare 2.500 mq di pannelli fotovoltaici, pari al fabbisogno energetico di 100 famiglie italiane.
Invece nulla di tutto ciò, mentre sette milioni di italiani, tra disoccupati e scoraggiati e nuovi poveri, osservano il capo castarolo competere con Obama e Putin a chi ha l’aereo più grosso.
E’ il governo colabrodo del #cattivoesempio.
(blog di Grillo)

O CON BOERI O CONTRO PURCHE’ PRENDIATE POSIZIONE
Claudio Martinotti Doria

Dovrebbe essere evidente quali siano gli interessi in gioco, per chiunque segua anche solo distrattamente il conflitto sempre più serrato tra il governo (con esso tutta la casta politico burocratica parassitaria) ed il presidente dell’INPS prof. Tito Boeri.
Boeri non è un politico (ecco perché ha avanzato tali proposte ed è inviso ai politici) ma è probabilmente dotato di buon senso e di una morale, e di fronte alla montagna di iniquità, sperequazioni e privilegi che si è trovato di fronte in seguito al suo incarico istituzionale, ha cercato dapprima sommessamente e poi in maniera sempre più determinata di avanzare proposte correttive, che andassero incontro alla maggioranza della popolazione, che negli anni passati, e soprattutto in quelli recenti (Riforma Fornero) è stata molto penalizzata, mentre altre categorie sociali minoritarie non sono state neppure sfiorate dalla crisi e da quelle “correzioni” che la crisi stessa avrebbe dovuto rendere necessarie. Ha ad esempio proposto riduzioni di appena l’8 fino al massimo del 12 % per le pensioni cosiddette d’oro, cioè oltre i 5mila euro mensili, quasi tutte frutto di generose elargizioni e concessioni di stato o delle regioni autonome, mai proporzionate ai versamenti previdenziali effettuati, per poter utilizzare le risorse derivanti da questi interventi a favore delle fasce sociali più deboli e penalizzate, quali ad esempio gli ultra55enni senza lavoro e senza pensione (che peraltro nessuno in questo paese si è degnato di censire, non sapendo neppure quanti siano).
In pratica di fronte a vistose ingiustizie nel trattamento previdenziale, e di fronte ad una povertà che è solo agli inizi ma che si può immaginare in prospettiva quanto si potrà aggravare, Boeri ha semplicemente proposto dei correttivi modestissimi che graverebbero solo su chi ha ricevuto privilegi eccessivi in passato e che potrebbero riequilibrare e compensare parzialmente la situazione, attualmente troppo sbilanciata.
Il governo e la casta di parassiti (che costituiscono un corpo unico, quando si tratta di difendere i loro interessi) hanno respinto al mittente tutte le proposte, con cinismo e spregiudicatezza, a volte bleffando, facendo finta di accoglierne una porzione insignificante, ma solo per il gioco dei media, per il teatrino della politica, per guadagnare tempo contando come al solito sulla memoria corta e l’ignoranza degli italiani, in attesa di eventi che li possano distrarre.
Per usare una metafora, è come se Boeri avesse chiesto ad un obeso ed ingordo di rinunciare, dopo un pasto di 14 portate, alla terza razione di dessert cui è abituato, dicendo che il ricavato della sua rinuncia avrebbe fornito il pane e companatico per una famiglia priva di reddito da lavoro e priva di pensione (grazie alla Fornero), e questi, con tutti i suoi consimili, gli avesse risposto che piuttosto l’avrebbe data al suo cane (che si suppone più intelligente di lui, e che quindi non gradirebbe perché nociva per la sua salute), perché è un diritto acquisito avendo versato i contributi.
In realtà è vero che ha versato i contributi, ma in misura ridotta in seguito a sfacciati privilegi, e siccome non esistono pasti gratis, quei privilegi li sta pagando qualcun altro. Cioè chi lavora onestamente e vede il frutto del suo lavoro sottratto progressivamente e inesorabilmente fino a livelli insopportabili, sia con la pressione fiscale e previdenziale che con un sistema finanziario e monetario criminale e truffaldino (quanti ad es. si sono visti dissolvere i propri risparmi investiti in alcuni fondi e banche?).
I politici ed i burocrati, che sono stati i beneficiari di questo sistema avido e corrotto, non sono che i maggiordomi ed i servi dell’alta finanza internazionale, che sta portando avanti un disegno di concentrazione nelle proprie mani di tutta la ricchezza prodotta, lasciando solo quanto necessario per sopravvivere a chi lavora onestamente, in modo che sia costretto ad impegnarsi sempre di più e sempre più a lungo (fino alla morte, possibilmente senza riscuotere neppure la pensione) nel lavoro e nella produzione, in un circolo perverso che favorisce solo il parassitismo e le rendite da posizione dominante.
Chi non ha ancora capito che si tratta di un piano teso a conservare il potere ed accumulare tutta la ricchezza prodotta si sta facendo ingannare dalle mistificazioni in atto, e ne diventa complice in cambio di un piatto di lenticchie.
Chi non si schiera a favore di Boeri è parte del gioco ed ha preso posizione, si suppone in cambio di privilegi o di promesse future. Solo uno sprovveduto può pensare che alla lunga, quando la popolazione sarà ridotta sul lastrico, possa essere domata con la forza, con le unità antisommossa.
Possibile che non capiscano che sarebbe meglio rinunciare al terzo dessert a fine pasto per distribuire pane e companatico a chi non c’è l’ha, per perpetuare un minimo di pace sociale? O temono che costituirebbe un pericoloso precedente? Che metterebbe a repentaglio tutto il loro sistema di dominio?
La popolazione tutta dovrebbe schierarsi a favore di Boeri e delle sue proposte correttive, che sono veramente il minimo che si dovrebbe realizzare per porre almeno parziale rimedio all’iniquità dominante nel sistema previdenziale italiano.
Nella peggiore delle ipotesi, quantomeno si renderanno evidenti gli schieramenti in gioco e le dissimulazioni, da un lato i parassiti e dall’altro i parassitati, le zone di grigio sono infinite (l’ambiguità e l’ambivalenza è tipicamente italica), ma col tempo si renderanno più riconoscibili.

Dall’intervista di Casaleggio a La Stampa:

Per le prossime amministrative sono già state fatte ottime scelte come Chiara Appendino a Torino, Patrizia Bedori a Milano e Massimo Bugani a Bologna. In futuro verrà votato online il candidato sindaco di Roma. Nel 2016 andranno al voto 1283 comuni grandi e piccoli, il M5S cercherà di essere presente in ogni comune con una lista. Il Movimento non è fatto solo di persone alternative, è un mito da sfatare. Appendino ha un’estrazione che un tempo si sarebbe detta borghese, ha studiato in Bocconi, ha mostrato di sapere lavorare in azienda. Farà bene.
Penso alla Rete come a un’intelligenza collettiva. Oggi sono iscritte al M5S circa 130mila persone, in continua crescita. Finora ci sono stati percentualmente pochi casi di candidati, sui 1600 eletti nelle istituzioni, rivelatisi inadatti in seguito alle votazioni on line.
I cittadini devono scegliere priorità e metodi di intervento. Non possono essere calati dall’alto dal politico di turno.

Il terrorismo si affronta, come abbiamo detto in parlamento, con più spesa per l’intelligence, no agli affari con i paesi collusi come l’Arabia Saudita, no alla possibilità per l’Isis di continuare a vendere il petrolio, con un ricavo annuo di 500 milioni.

Stiamo assistendo al ritorno degli imperi centrali: allora la Germania, oggi l’Europa; l’impero Ottomano, la Russia. Cambiano le alleanze ma il punto vero è che in Medio Oriente abbiamo tracciato i confini con il righello. E ora la storia ci presenta il conto.

Le migrazioni sono un effetto. Bisogna eliminare le cause. Quindi le guerre, la spoliazione delle materie prime e dello stesso territorio dei Paesi da cui arrivano, bloccare la vendita di armi e incentivare gli investimenti nei Paesi coinvolti. Per i migranti vanno poi accelerate le procedure di riconoscimento, che superano spesso i due anni. Ci dovrebbe essere il riconoscimento dell’asilo entro i 30 giorni dalla presentazione della domanda, con una decisione nei successivi tre giorni su chi è profugo e chi è clandestino, e inoltre bisognerebbe eliminare il regolamento di Dublino che impone al profugo di rimanere nel Paese di prima accoglienza. Ciò gli impedisce di muoversi liberamente nell’area Ue, con il risultato che la maggior parte dei migranti arriva e rimane in Italia e in Grecia.

La crisi non è per nulla archiviata, bisognerebbe chiederlo alle persone che hanno perso il lavoro, che non riescono più a pagare il mutuo o che per curarsi devono rivolgersi alla sanità privata con costi insostenibili dopo i tagli del governo. Il tasso di disoccupazione italiano è dell’11,8%, il doppio dell’area Ocse a 6,7%; le famiglie italiane hanno sempre più difficoltà con il pagamento delle spese che riguardano le utenze domestiche, i mutui e gli affitti. Si tratta di ben 3 milioni di italiani, vale a dire l’11,7% della popolazione; il rapporto Censis segnala che il 41,7% delle famiglie ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria per i costi troppo salati e le liste d’attesa troppo lunghe. Questo governo ha tagliato la sanità più di qualunque altro. Solo un anno fa il fondo sanitario nazionale era a quota 112 miliardi ed era previsto per il 2016 a 115 ma nel 2015 è stato abbassato a 109,7 miliardi di euro e nella legge di Stabilità 2016 scende a 111. Quanto ai valori, la solidarietà, la conservazione dell’ambiente, il superamento del totem del denaro e dell’arricchimento a qualunque costo purtroppo non sono presi ancora in considerazione dalla politica.
Sia la proposta di reddito di cittadinanza di Boeri che quella di Emiliano sono depistaggi al ribasso. Il M5S ha presentato una proposta di legge sul reddito di cittadinanza che nessun apparato del sistema vuole, dal governo, ai partiti, ai sindacati. Il reddito di cittadinanza ci è stato chiesto dalla Ue da molti anni, in Europa non è presente solo in Italia e in Grecia, consente una vita dignitosa a chi è privo di reddito in attesa di trovare un’occupazione. Non è, come vorrebbe la propaganda governativa, assistenzialismo, ma un aiuto temporaneo a chi è in difficoltà, e si perde se si rifiutano 3 proposte di attività. La copertura di circa 15 miliardi per un assegno mensile di 780 euro in assenza di altri redditi, è stata trovata (e certificata) dal M5S con il taglio degli sprechi ed è documentata.

DORIANA GORACCI
Ho conosciuto suor Silvia l’ultimo sabato di novembre, a Roma con sua nipote venuta dal Veneto, mia carissima amica e per me “intervistarla e fotografarla come una star” è stato un grande onore.Sono rimasta affascinata da questa donna che a 90 anni conserva l’espressione lucida e viva, come i suoi occhi chiari. E’ stata ragazza anche lei, e appena adolescente è entrata in un Istituto di suore e scuola privata per 70 anni: oggi ne ha 90.Ha lavorato duramente, sempre, ma il lavoro lei lo ama, ancora ha molto da dare prima di recarsi in quella sede dove ci si riposerà per sempre. Quando sono entrata nella lavanderia e stireria della Casa, è come se avessi avuto modo di vedere decenni di storia passati attraverso quelle mura. Trapelano solo alcune piccole cose, dettagli di una vita per me enormi. Racconta che una volta, cioè per decenni, lì a quell’ultimo piano dove c’è una grande terrazza che lascia intravedere la Basilica di San Giovanni, era proibito far crescere una qualsiasi pianta… Lei poco a poco ce l’ha fatta e ha compiuto la sua piccola rivoluzione mettendo di tutto come i fiori e i peperoni, pomodori e rampicanti. Ancora oggi che sono rimaste in 11 suore (prima erano in 40) lei stira e lava per tutte e cuce. Si fa da sola anche le scarpe per casa perché una brutta artrite le ha deformato i piedi. Ci ha donato piccoli lavori all’uncinetto, le maglie per i turni d’ inverno in fabbrica della mia amica, una sciarpa, e poi il sole sul comò che illuminava le foto dei suoi cari, quel piccolo mondo antico dove è tornata di tanto in tanto.
Suor Silvia fa parte di quella generazione di donne a cui non è stata data un’ istruzione di studi superiori ma che invece hanno dato tanta forza lavoro, nell’abnegazione dell’ amore.
Suor Silvia oggi è consapevole di quanto ha fatto e ha dato e non possiede nulla. Condivido come sempre.

BOMBE SUGLI OSPEDALI
DORIANA GORACCI

La Ong Medici Senza Frontiere (MSF) ha annunciato che sabato l’ospedale è stato colpito da un attacco con barili esplosivi, facendo 7 morti e 47 feriti. L’ospedale si trova in “una zona assediata da parte del governo siriano”. L’ospedale è stato parzialmente distrutto: “Questo attentato mostra tutti i segni di un attacco a doppio impatto… Questa tattica di impatto duplice, mostra un livello calcolato di distruzione che difficilmente si può immaginare… L’area è stata bombardata una prima volta, e poi un secondo bombardamento ha colpito le squadre paramediche di soccorso di un vicino ospedale dove si stavano prestando cure alle vittime”, ha aggiunto Brice de le Vingne, direttore di Medecins sans Frontieres.
Sabato alle 9 e 40 ora locale è stato lanciato un primo barile di esplosivi da un elicottero su una zona popolata della città di Zafarana (a nord est di Homs), uccidendo un uomo e una giovane donna. Sedici le altre persone rimaste ferite. I pazienti sono stati poi ricoverati nell’ospedale di Zafarana.”Poco dopo, un altro barile di esplosivi è caduto nei pressi dell’ospedale (…), caduto proprio accanto all’ingresso principale, uccidendo un passante e ferendo 31 pazienti e il personale medico MSF. L’ONG, che sta fornendo assistenza materiale per l’ospedale, non sa se sarà in grado di riaprire. Quasi 40.000 persone hanno beneficiato dei suoi servizi. L’organizzazione gestisce direttamente sei strutture mediche nel nord della Siria e supporta oltre 150 ospedali rurali e altri centri sanitari in tutto il paese. Gli occidentali accusano il regime siriano di effettuare attacchi mortali. Forse qualcuno ricorderà : “Il 3 ottobre 2015 resterà per sempre un giorno di lutto nella storia di MSF. Alle prime ore del mattino, l’ospedale traumatologico di MSF a Kunduz, in Afghanistan, è stato oggetto di precisi e ripetuti attacchi aerei. Sotto attacco, i nostri colleghi hanno lottato per le loro vite e per le vite dei loro pazienti con una determinazione e un coraggio straordinari. Quattordici colleghi di MSF hanno perso la vita in quel tragico giorno… il nostro collega Zabiullah, in una delle sue poesie: “Il tempo passerà, ma resterà il ricordo, Le ferite guariranno, ma resterà il segno.”

BNP PARIBAS A GIUDIZIO PER FINANZIAMENTI AD AL-QAIDA
Viky Charo (dal Kenya)

Il colosso finanziario francese alla sbarra negli Usa per il supporto che avrebbe fornito ai paesi sostenitori del gruppo terroristico responsabile delle stragi alle ambasciate americane di Nairobi e Dar es Salaam, nel 1998.
Il gigante bancario francese Bnp Paribas (proprietario anche della italiana BNL) avrebbe «deliberatamente e consapevolmente» fornito ad al-Qaida «denaro, sostegno materiale e risorse» che hanno permesso ai terroristi di compiere gli attacchi alle ambasciate statunitensi di Nairobi e Dar es Salaam, nel 1998.
Questa l’accusa, alla quale l’istituto (assieme ad alcune sue sedi sussidiarie) è chiamato a rispondere davanti a un tribunale degli Stati Uniti. Sessantotto vittime e familiari di cittadini americani morti negli attentati, chiedono un risarcimento di 2,4 miliardi di dollari.
Le parti lese si sono affidate a Fay Kaplan, uno studio di avvocati specializzati in questo genere di cause internazionali, che i vertici di Bnp ben conoscono. Nel luglio 2014, infatti, la banca d’oltralpe fu condannata a pagare 8,9 miliardi di dollari, al termine di un patteggiamento – condotto dallo stesso team di avvocati – in cui aveva ammesso la propria responsabilità nella violazione degli embarghi americani in Sudan, Iran e Cuba.
Nel corso di quel dibattimento fu appurato come l’istituto fungesse essenzialmente da «banca centrale per il governo sudanese», finanziando organizzazioni terroristiche attraverso scambi di denaro tra Bnp Nord America e Bnp Svizzera. «Gli imputati – si legge nel documento d’accusa di questo nuovo procedimento – hanno cospirato tra loro, con il governo del Sudan, le banche e le altre entità controllate da Khartoum, nonché con organizzazioni terroristiche che operano nel paese, tra cui hezbollah e al-Qaida, per muovere intenzionalmente e volontariamente milioni di dollari attraverso il sistema finanziario degli Stati Uniti, in violazione delle leggi anti-terrorismo americane».
In un altro procedimento, intentato sempre dallo stesso team di avvocati nel 2011, la Corte riconobbe la responsabilità di Iran e Sudan nel sostegno al terrorismo, decretando il sequestro di beni ai due paesi (per un valore di 907 milioni di dollari), in risarcimento alle vittime. Una sentenza, questa, resa possibile dalla Foreign Sovereign Immunities Act, una legge che permette anche ai cittadini non americani impiegati dal governo all’estero, di citare in giudizio stati sponsor del terrorismo. In quell’occasione, il regime iraniano venne riconosciuto colpevole di fornire (attraverso Hezbollah) esplosivi e addestramento di qaidisti, in appositi campi nel sud del Libano, mentre il Sudan offriva “rifugio sicuro” ad Osama Bin Laden, permettendogli di pianificare gli attentati del 1989, in cui morirono 200 kenyani, 12 americani e 10 tanzaniani.
Su queste sentenze e sulla precedente ammissione di responsabilità del colosso finanziario francese, si basa l’impianto accusatorio di questa nuova causa. Un’azione giudiziaria che, come le precedenti, esclude gli oltre 500 kenyani colpiti in vario modo dalle azioni terroristiche che non erano nel libro paga del governo statunitense e che sono stati dimenticati anche dal governo del proprio paese.
(Da Nigrizia)
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SALVINI: IL PISTOLA, IL “POLITICO” CHE NELLA SUA VITA NON HA MAI FATTO UNA BEATA TEGA
Lucio Galluzzi

La sua prima volta nello spettacolo fu a 12 anni, ce l’ha nel sangue, partecipò ad un quiz su Canale 5, pettinato da tempio induista, rispondeva alle domande di Corrado Tedeschi in Doppio Slalom. Ci ritorna nel 1993, a vent’anni, con Il Pranzo è Servito, su Rete 4 con Davide Mengacci.. Renzi inaugura il suo palcoscenico l’anno dopo, 1994, alla Ruota della Fortuna, con Mike Buongiorno.

Per uno scarto minimo di tempo i due Matteo non si sono incontrati prima, altrimenti già da allora avrebbero governato in duetto i corridoi della Fininvest.
Di nuovo Salvini ha solo le felpe che cambia di continuo: è il leader più vecchio di questa Seconda Repubblica delle banane, da poco ha compiuto 40 anni, 22 tutti a carico del contribuente. Per i precedenti 18 era a carico di mamma e papà.
Scende in campo nel 1990, 4 anni prima di Berlusconi,, non ha mai lavorato in vita sua, escluso qualche mese da Burgy, il fast food. A quei tempi era iscritto al primo anno di Storia alla Statale di Milano. Il lavoro da Burgy è stata solo una breve malattia, guarisce subito perché lo eleggono Consigliere Comunale. Smette di lavorare, ma studierà tantissimo: finisce i 4 anni a Storia più 16 fuori corso e poi desiste. Nella sua biografia ufficiale ci fa sapere che aveva ancora cinque esami da dare. Dal 1993, senza una sola pausa, ha posato le chiappe tu qualsiasi poltrona gli si presentasse: Segretario Giovanile della Lega, Segretario Cittadino, Segretario Provinciale, Segretario Federale, Direttore di Radio Padania Libera, Consigliere Comunale, Deputato, Europarlamentare. A Bruxelles ci arriva nel 2004, Bossi era stato colpito da ictus e così Salvini, che è un ’ragazzo’ altruista e pieno d’amore per la ’famiglia’,porta con sé il fratello di Umberto, Franco Bossi, nominandolo Assistente Parlamentare a 12.750 euro al mese. Un Assistente Parlamentare sa parlare con proprietà diverse lingue, conosce l’Economia e il Diritto, i meccanismi delle Istituzioni; difatti Franco Bossi dopo la terza media ha fatto le commerciali, conosce tutto di motori e ha un negozio di auto ricambi a Fagnano Olona ed è allenatore della squadra di ciclismo della Padania. Ma Salvini non è solo affezionato alla ’famiglia’ del Senatùr, anche alla sua: l’ex moglie, Fabrizia Ieluzzi, l’ha sistemata per un decennio al Comune di Milano con i Contratti a Chiamata durante le Giunte Albertini e Moratti. Dopo il divorzio si mette con Giulia Martinelli che mette alla Regione, assunta pure lei a chiamata dalla Giunta Maroni: 70 mila euro all’anno. La nuova fidanzata, la Isoardi, lavorava di già prima di conoscerlo, conduce “A Conti Fatti” su Rai 2, un programma di economia domestica.
Quando scoppiò lo scandalo dei fondi pubblici alla Lega usati da Belsito per acquistare diamanti e mantenere anche i figli di Bossi, Salvini si vestì da moralista temporaneo e scrisse su twitter: “Ai miei tempi la mia paghetta era solo di 500 lire!” Peccato che pochi mesi prima, Salvini era in vacanza con il Trota e oggi al processo contro Belsito, ha ritirato la costituzione in Parte Civile della Lega, impedendo così che fosse recuperato, almeno in parte il malloppo che si era rubato l’ex tesoriere. A decine i giornalisti della Padania sono finiti in cassa integrazione proprio a causa delle casse vuote della Lega: difatti la Padania ha chiuso. Gli scandali della Lega Nord continuano anche sotto l’ala di Salvini: presunti illeciti finanziamenti in Piemonte, nomine pilotate nelle ASL della Lombardia, altre ruberie da verificare in Emilia Romagna. Ladroni a casa loro insomma.
Ma Salvini non è solo un sentimentalone delle ’famiglie’, è soprattutto la coerenza in persona: 1997, elezioni per il Parlamento del Nord, Salvini era a capo della lista “Comunisti Padani”; 2008, “io non ho smesso di essere di sinistra, non ho cambiato le mie idee, c’è ancora bisogno di una sinistra seria in Italia: faremo campagna elettorale su temi di sinistra…”, diceva il Salvini. infatti oggi è il teddy bear della Le Pen e fa le marce con i fascisti di Casa Pound; 2009, Salvini con i suoi ’amiconi’ canta: “Napoli merda, Napoli colera, sei la vergogna dell’Italia intera”, per poi proporre anche, qualche settimana dopo, dei posti riservati ai veri milanesi sugli autobus della città; 2014, si mette con le destre nazionaliste d’Europa e chiede voti al Sud, lanciando la lista “Noi con Salvini”: ma la “terronia” per fortuna gli risponde solo con sonori pernacchi; 2012, Salvini si scaglia contro le macchinette mangiasoldi e chiede più tasse sui videogiochi; 2012, la GdF lo becca con un lobbista della Sisal che non amava i controlli della Polizia Municipale di Milano in una precisa sala giochi aperta accanto al Duomo. I capi della Sisal consideravano Salvini un alleato contro la polizia e per questo gli mandarono un regalo a Natale. Intervistato dal Fatto Quotidiano, Salvini ammette l’incontro con il lobbista, “non ricorda” il pacco natalizio e nega di essere intervenuto sui controlli dei Vigili meneghini; 2013, Salvini promette “calci in culo ai giornalisti infami”, poi gli infami hanno cominciato ad invitarlo 24/24 in tutti i salotti TV e lui non li ha più presi a calci nel culo; 2013/2014, “L’Unione Europea è un gulag sovietico”, continua a ripetere il Matteo, ma va con il prestigiosissimo Razzi in Corea del Nord, trovandola “molto bella e ordinata”. Va anche nella Russia dell’ex capo del KGB Putin, trovandola “carina e democratica” e facendo di Putin il suo modello di efficienza statale pratica; Salvini detesta l’Europa e l’Euro, ma da 11 anni è accampato proprio nell’Europa Unita, a 15 mila euro netti al mese. L’euro non lo fa vomitare solo una volta al mese, quando passa a ritirare lo stipendio; combattente contro i campi rom senza spiegare dove metterebbe gli stessi rom una volta spianati i campi, dimenticando che i rom sono cittadini comunitari e non possono essere espulsi [chiederà a Franco Bossi un progetto ad hoc?]; risolutore del problema immigrazione: usare piattaforme galleggianti, in alto mare, dove far approdare i migranti e lì controllarli per non fargli toccare minimamente terra, rispedendoli indietro. Dice che ci sono strutture d’estrazione di petrolio marino non più utilizzare, quindi sono quelle che dovrebbero essere usate per far sostare i migranti, identificarli, stabilire chi è veramente profugo e chi no; è probabile che Salvini abbia anche pensato ad astronavi sospese sopra le stesse piattaforme, che con il teletrasporto forniranno strutture telematiche, pasti e acqua potabile, dormitori, personale d’assistenza e sanitario adeguato… per poi come d’incanto, dopo aver compiuto la magia, fare sparire tutta l’infrastruttura per materializzarla su altra piattaforma.
Lui è proprio così: ha la soluzione per ogni tipo di problema. Quando lo intervistano, risponde senza neppure pensarci un solo secondo, va avanti, senza prendere fiato. Le sa tutte, a memoria. Ma in 20 anni tondi di governi in Italia questa cura miracolosa non l’hanno mai usata. Hanno governato l’Italia 10 anni su 20. 10 anni la Lombardia. 15 anni il Veneto. 20 anni Milano. In tutti questi anni, per esempio i campi rom sono rimasti in Lombardia e in Veneto esattamente come erano e nessun esodo di “migranti” si è visto uscire dalle due Regioni. Salvini è anche un fine islamologo: dopo la strage a Charlie Hebdo, un un programma a Sky disse: “L’estremismo islamico deriva da una errata interpretazione della Torah”, che infatti è il Libro Sacro degli Ebrei.
Ma Salvini scambia il Corano con la Torah perché è roba di casa sua; la Torah di certo gli rammenta il dio Thor, figlio di Odino, quello con la mazza, sotto il suo culto ha celebrato le nozze il suo amico Calderoli con il druido Formentini che suggellava la celtica cerimonia.
Salvini è anche uno sportivo eccezionale e non avendo più a sua disposizione la Kyenge da insultare, pochi giorni fa ha preso di mira il ghanese Sulley Muntari, ex calciatore del Milan, scrivendo: “è uno che non lavora, se ne torni a casa!”; è intervenuto Balotelli: “ma davvero questo è un politico? Beh allora votate me!” E se Balotelli riesce a a capire chi è in realtà Salvini, la destra italiana in mano a lui, alla Meloni e al cadavere è veramente in buone mani.

I RISULTATI DELL’EXPO

Tutti i giornali ripetono il mantra del governo sul successo dell’Expo. Nessuno tira fuori i dati veri però. Gianni Barbacetto, autore del libro “Excelsior. Il gran ballo dell’Expo”, fa i conti e parla dei un buco di bilancio fra i 200 e i 400 milioni di euro.
Ci hanno detto che i biglietti venduti sono stati oltre 22 milioni, in realtà secondo i calcoli e i dati, i visitatori veri, quelli paganti, sono stati 18 milioni. Con lo stesso risultato l’Expo di Hannover nel 2000 è stato qualificato come il flop del millennio, Poi i prezzo medio del biglietto è stato molto abbassato per ottenere gli ingressi degli ultimi 3 mesi, grandi sconti, saldi di fine stagione. Certamente non un successo. Poi c’è chi dice però: non si può giudicare Expo soltanto dai soldi, dalle cifre, bisogna anche vedere il lascito morale di Expo, benissimo qual è il lascito morale di Expo?
La famosa Carta di Milano che si è proposta addirittura di risolvere un problema globale come quello della fame nel mondo, ci è riuscita? No, è un elenco di buone intenzioni senza vincoli per i paesi che l’hanno firmata, dunque probabilmente resterà sulla carta. D’altra parte le organizzazioni, le Ong più qualificate che hanno anche partecipato alla stesura della Carta di Milano alla fine non l’hanno firmata, perché?
Vi leggo alcune risposte:
Slow Food Italia dice: la Carta di Milano è solo un rassicurante elenco di buone intenzioni, abbiamo deciso di non firmarla perché non tocca alcuni nodi a la proprietà dei semi, l’acqua come bene comune, i cambiamenti climatici.
Caritas internazionalis ha dichiarato: “è una carta scritta dai ricchi per i ricchi e non parla di speculazione finanziaria, accaparramento delle terre, diffusione degli Ogm, perdita della biodiversità, clima, speculazioni finanziarie sul cibo, acqua, desertificazioni, biocombustibili”.
Extra costi e bonifiche: chi li paga?
Tutte le aziende che hanno vinto appalti, e alcune vinti truccando le gare, hanno chiesto extra costi, più soldi, molti più soldi, ancora non sappiamo quanti soldi andranno a queste aziende.
Le bonifiche non sono state fatte, c’era un preventivo di 6 milioni, ora sappiamo che ce ne vogliono più di 70 e non sappiamo a carico di chi, di solito è il venditore dell’area che deve consegnarla già bonificata ma sono costi che peseranno per il futuro.
Il dopo Expo? Abbiamo un’area immensa di oltre 1 milione di metri quadrati che dovrà trovare un suo utilizzo perché sono stati impiegati 2.400.000.000 di denaro pubblico, di soldi nostri. Ci hanno promesso 200 mila posti di lavoro nuovi ma non ce ne è traccia, in Lombardia l’occupazione è ancora in calo.
Ci promettevano aumenti del Pil di 1, 2, 3, 4 punti? Nulla. Le idee non potevano essere più confuse.
L’area è stata comprata per la prima volta nella storia degli Expo di tutto il mondo con i soldi pubblici perché l’Expo per la prima volta è stato realizzato su aree private, così sostanzialmente il Comune di Milano e la Regione Lombardia hanno dovuto indebitarsi con le banche, per 200 milioni, chi restituirà quei soldi? Non lo sappiamo, è stata fatta un’asta per rivendere quelle aree nel novembre 2014 ma nessuno si è presentato.
L’idea di trasportare sul sito di Expo le facoltà scientifiche dell’università statale è del Rettore della statale Gianluca Vago, ottima idea ma con quali soldi? Con quale regia? Con quali tempi? Assolombarda ha detto: accanto alle facoltà scientifiche dell’università statale, possiamo metterci una zona di imprese, le imprese tecnologiche che possono trasferirsi lì, sì ma con quale sicurezza, certezza, tempi regia non lo sappiamo.
Il governo brancola nel buio Renzi ha detto in modo pomposo: faremo un centro di ricerca, un grande centro di ricerca che farà di quell’area la Silicon Valley dell’Italia, porteremo lì l’istituzione italiano di tecnologie che ora ha sede a Genova e due altri piccoli di ricerca uno che ha sede a Trento e l’altro che ha sede a Torino e faremo di quell’area un posto prezioso per la ricerca genomica, per i big date etc., bellissimo anche questo ma andiamo a vedere le cifre, questi centri di ricerca occupano nel progetto originale 30 mila metri quadrati, nel progetto annunciato con grande pompa 70 mila metri quadrati è meno di 1/10 dell’area e tutto il resto?
Come si fa a riempire questa area che altrimenti rischia di restare il più grande squat d’Europa?
Da beppegrillo.it

LA PROTESTA DELLE FORZE DELL’ORDINE
Igor Gelarda

Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Guardia Forestale e Vigili del fuoco. Tutti sotto casa del premier il 3 dicembre a Pontassieve, per protestare per una situazione ormai insostenibile.
Renzi ha detto varie balle come quella che il Governo avrebbe investito un miliardo in sicurezza del Paese sono state di grande effetto.
Nel bilancio 2016 la dotazione di Polizia e Sicurezza aumenterà complessivamente di 400 milioni, passando da 18,5 miliardi a 18,9 miliardi, mentre per quanto riguarda la difesa c’è stata una diminuzione di 300 milioni. Quindi complessivamente, tra difesa e sicurezza non c’è nessun miliardo in più, ma una eccedenza di 100 milioni. A volere essere ancora più pignoli, però, questo miliardo non è un investimento, in senso stretto, ma un risparmio fatto con lo slittamento del taglio dell’Ires. Che in Italia è al 27,5 e che sarebbe dovuto diminuire già dal 2016.
Come verrà investito questo miliardo? Bonus di 80 euro/ malus di 130 euro per tagli agli straordinari. Le forze dell’ordine hanno i contratti bloccati da 6 anni. Inoltre, fino a tutto il 2014 hanno subito anche il blocco del tetto salariale. E quindi chi avanzava di grado, e vedeva aumentate le proprie responsabilità, non aveva un aumento di stipendio. Il blocco è stato poi dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale ma i soldi degli anni passati non sono stati restituiti, perché la sentenza non aveva effetto retroattivo. Piuttosto che l’annuncio di un Bonus, ci saremmo aspettati che il Premier proponesse un nuovo contratto per le forze dell’ordine che andasse oltre i 10 euro mensili. Questo bonus non verrà conteggiato ai fini della pensione e siccome non è strutturale sparirà alla mezzanotte del 31 dicembre del 2016, proprio come Cenerentola. Addirittura, ad oggi manca formale conferma del Governo circa la concessione di tale bonus anche ai Vigili del Fuoco!
Straordinari non pagati per 37 milioni di euro
Con la stessa mano con cui concede, il Governo toglie 12 milioni di euro dal monte ore straordinari dei Poliziotti: all’incirca 130 euro all’anno meno a poliziotto! E circa 25 milioni di euro vengono tolti ai Carabinieri. Questi 80 euro a fronte dei circa 10.000 euro pro capite che abbiamo perso in questi sei anni, e dei due o trecento euro in più al mese che avremmo dovuto avere se i contratti ci fossero stati rinnovati in maniera congrua, ci sembrano comunque un regalino! Ecco perché protestiamo.
50 milioni per le dotazioni delle forze dell’ordine? In realtà sono 44 milioni, dato che dal bilancio di previsione del 2016 il governo aveva già decurtato 6 milioni di euro. Il problema è che si parte da una base penosa: parchi auto funzionanti al 50%; giubbotti antiproiettile scaduti, ponti radio che non funzionano, situazioni logistiche da film horror, divise che mancano, scarpe che mancano. Questa somma è davvero una inezia. Tanto più che verrà stanziata a fronte del processo di riorganizzazione in corso delle polizie. E il governo chiama riorganizzazione la soppressione della Forestale. Sappiate che la sola militarizzazione del Corpo Forestale dello Stato, che sarà assorbito dai Carabinieri, comporterà dei costi aggiuntivi per complessivi 25 milioni di euro! Quindi cosa resterebbe? Restano 19 milioni, 54 euro ad operatore. Ecco dunque le dotazioni per la lotta al terrorismo: un paio di scarpe nuove per tutti!
La polizia postale chiude. 150 milioni di euro per la lotta Cyber Crime. Ma vorremmo capire perché nel frattempo decine di sezioni della polizia postale stanno chiudendo, nel nome della spending review. Presidi territoriali di polizia postale che, fino ad oggi, hanno proceduto alla denuncia di migliaia di persone, rispondendo a migliaia di richieste di aiuto che riguardano soprattutto truffe online, clonazione carte di credito e cyberbulismo. Combattiamo il Cyber Crime, chiudendo gli uffici della Postale?
Servono investimenti, non bonus elettorali. 500 milioni riguardano la Difesa e i militari ma il Governo ne aveva già tagliato 300 nel bilancio. Quindi lo stanziamento reale è di 200 milioni di euro e pensiamo di sapere come lo impiegheranno: per finanziare i trattamenti e le spese di missioni internazionali, anche in vista di un nostro possibile ingresso nello scenario che si paventa contro l’Isis. Ben venga ogni euro in più investito in sicurezza, ma che sia un investimento strutturale. Basta con i provvedimenti straordinari, vogliamo interventi con strategie per il futuro. Non si può sempre agire per reazione a qualche cosa, in questo caso la paura del terrorismo.
Una riforma seria della sicurezza. La sicurezza in Italia ha bisogno di una immediata e seria riforma, grazie alla quale potremmo ottenere una maggiore efficienza operativa e risparmiare fino a 5 miliardi di euro, ottimizzando risorse che ci sono e vanno solo amministrate con maggiore accortezza. Bisogna ridisegnare completamente il comparto sicurezza per renderlo moderno, efficiente e senza sprechi. E senza bisogno di ricorrere ai bonus!”
Igor Gelarda, Dirigente Nazionale Consap

MANCANO I SOLDI MA IL GOVERNO SALVA 4 BANCHE CON 3,6 MILIARDI

1.2 miliardi di euro è il costo sostenuto dalle famiglie italiane per il salvataggio di 4 banche ormai fallite da tempo e sotto amministrazione controllata della Banca d’Italia: Banca delle Marche, CariFerrara, Banca Etruria e CariChieti.
Federconsumatori e Adusbef denunciano il fatto che tali perdite siano state subite in gran parte da 130mila piccoli azionisti e 20mila piccoli obbligazionisti che si sono visti azzerati i loro risparmi investiti in queste banche spesso utilizzando anticipi sul loro TFR per sottoscrivere carta straccia.
A fine novembre 4 banche sono state salvate con il cosiddetto fondo di risoluzione bancaria europea dopo aver azzerato il valore del capitale e delle obbligazioni in mano appunto alle famiglie. Tale fondo è previsto all’interno dell’Unione Bancaria e sarà operativo da gennaio 2016: tutte le banche europee contribuiranno a costituire un salvadanaio che nel giro di 10 anni dovrà raggiungere circa 50 miliardi di euro da utilizzare per salvataggi bancari e prevenire il rischio sistemico generato dai fallimenti bancari senza dover contare sull’intervento dello Stato. In Italia dunque si è anticipato il ricorso a tale fondo chiedendo alle banche soldi che non sono ancora stati versati. Al fine di salvare le 4 banche che rappresentno non piu’ di 1% dei depositi nazionali le banche hanno trasferito 3.6 miliardi di euro nel fondo che sono poi stati utilizzati per i salvataggi:
– 1.8 miliardi saranno usati per ricapitalizzare le banche pulite che verranno rimesse in vendita
-140 milioni per ricapitalizzare la bad bank in cui saranno trasferiti quasi nove miliardi di sofferenze
– 1.7 miliardi serviranno per coprire le perdite da svalutazione su tali sofferenze.
E’ dunque vero che le banche italiane hanno fornito liquidità al fondo e dunque salvato le quattro banche attraverso due linee di credito: €2.3 miliardi a breve e €1.6 miliardi a 18 mesi con un intervento di garanzia da parte della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) su quest’ultima in caso tali fondi non dovessero essere sufficienti.
Ha dunque ragione l’ABI?
In realtà no perché ciò che le altre banche italiane hanno fatto è anticipare soldi al fondo di risoluzione, soldi che avrebbero comunque dovuto fornire anche se in modo più graduale negli anni a venire. E non lo hanno fatto gratis, ma con prestiti ben remunerati e senza rischio perché in caso di difficoltà sarà la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a coprire il buco con il risparmio postale degli italiani. Aggiungiamoci benefici fiscali per le banche ‘salvatrici’ ed il fatto che alcune di loro ora potranno comprarsi con due lenticchie le banche ripulite ed ecco che l’operazione per il sistema bancario si risolve in un mega anticipo di pagamenti comunque dovuti ed in ogni caso ben remunerati.
2016, arriva la fregatura del bail in
Le perdite subite invece dai piccoli azionisti e obbligazionisti restano definitive e prive di appello.
– E dal 2016 sarà ancora peggio perché con la nuova disciplina di ‘bail in’ i salvataggi bancari saranno effettuati scaricando le perdite non solo su azionisti e obbligazionisti (come nel caso delle 4 banche in questione), ma anche sui depositi bancari superiori a 100mila euro e su altri strumenti obbligazionari prima di attingere al fondo di risoluzione. Ci viene detto che questa disciplina eviterà i salvataggi bancari con soldi pubblici ed in teoria questa è una buona cosa. In pratica però il ‘bail in’ applicato al caso italiano puzza di fregatura per diversi motivi.
– L’Italia presenta una forte peculiarità nel fatto che molte obbligazioni bancarie sono state vendute alle famiglie come alternativa più remunerativa dei BTP. Nel resto d’Europa sono gli investitori specializzati a mettere i loro soldi in questi strumenti. Al momento ci sono circa 650 miliardi di euro di obbligazioni bancarie in circolazione in Italia di cui circa 250 miliardi in mano alle famiglie e dunque a rischio di azzeramento in caso di fallimenti bancari. L’eventuale salvataggio di stato buttato fuori dalla finestra grazie al “bail in”, nel caso Italiano rientra dalla finestra attraverso le perdite che in caso di fallimenti saranno subite dai detentori di questi titoli, ossia le famiglie stesse.
– In questi anni di crisi l’Italia e’ quella che meno ha sborsato per aiutare le banche. Parliamo di alcuni miliardi di Monti bond di MPS (ripagati in toto oltre che con 10% di interessi). Questo a fronte solo in Germania di oltre mezzo trilione di aiuti alle banche, un numero da moltiplicare per otto se si allarga a tutta l’Europa del dopo Lehman. Chi doveva sistemare le banche lo ha dunque fatto con soldi pubblici a volte attinti da fondi europei a cui contribuiamo anche noi. Gli altri si arrangiano. Significa che se un domani fosse necessaria la nazionalizzazione del MPS (cosa che il M5S auspicava sin dall’inizio delle difficoltà della banca senese) dal 2016 in poi saranno i suoi piccoli risparmiatori con obbligazioni MPS in portafoglio a farne le spese in primis.
– Ci dicono che non c’era alternativa alla soluzione adottata salvo azzerare tutti i depositi e non pagare gli stipendi rischiando una corsa agli sportelli in Italia. Non è vero. Esiste il Fondo interbancario di tutela sui depositi che era pronto ai salvataggi attraverso i fondi forniti questa volta per davvero dalle altre banche. Perché non è stato possibile attivare lo strumento previsto per queste situazioni? Il motivo è che il governo non ha voluto contestare la fattispecie di aiuti di Stato che l’uso di quel fondo avrebbe configurato secondo Bruxelles e che ha quindi obbligato l’Italia a seguire la via della risoluzione che non prevede il consenso delle banche. Peccato che in Germania negli stessi giorni il governo abbia staccato un assegno da tre miliardi di euro per salvare Hsh NordBank senza alcun mugugno europeo sugli aiuti di Stato. Due pesi e due misure dunque anche se Renzi non lo ammetterà mai.
– Per lo stesso motivo, la necessità di evitare che si configurino aiuti di Stato, l’Italia non riesce oggi ad implementare un veicolo di gestione e dismissione delle sofferenze bancarie come invece ha fatto la Spagna nel 2012 attingendo a fondi europei (inclusi quelli italiani). Monti deve ancora spiegarci in base a quale criterio capestro l’Italia non ha seguito allora l’esempio spagnolo lasciandoci oggi una eredità di 200 miliardi di euro di sofferenze bancarie che bloccano la ripresa economica. Se questo necessiterà di salvataggi saranno di nuovo anche i piccoli investitori a farne le spese.
Questo decreto di salvataggio presenta dunque controversie tali da poter essere impugnato di fronte alla Corte europea di Strasburgo. Se è la logica dell’Unione Bancaria europea a guidare le decisioni qualcuno dovrà pur spiegarci come si pensa di evitare il rischio sistemico con un salvadanaio di appena 50 miliardi di euro pari a meno di 1% degli attivi totali delle banche europee che si intende salvare. Non è così che si previene la corsa agli sportelli ma con l’unico strumento da sempre atto a questo fine: la garanzia sui depositi. Peccato che sia proprio la Germania ad opporsi all’attivazione di un tale strumento di garanzia su scala europea. Come per gli eurobond tutto ciò che prevede condivisione di rischio non viene preso in considerazione. Il risultato è che in nome dell’Europa ci ritroviamo cornuti e mazziati: abbiamo perso l’uso del nostro fondo di tutela dei depositi a livello nazionale senza poter contare su uno strumento analogo su scala europea.

LA PECORINA SMARRITA
Marco Travaglio

Oltre alle numerose controindicazioni, il terrorismo islamico ha questo di bello e di comico: trasforma plotoni di italici miscredenti, bestemmiatori, libertini, ladri, bigami, puttanieri e puttanoni in altrettante pie monache devote a Santa Romana Chiesa, alle madonne, ai beati, ai santi, al crocifisso e naturalmente al presepe. L’altro giorno il comune di Rozzano (Milano), dove un preside ha sostituito il Natale con una strana festa dell’inverno per non offendere i non cattolici, è divenuto meta di un pellegrinaggio di politici di centrodestra. Mariastella Gelmini, che sta alla scuola come Attila sta all’erba, presidiava quella rozzanese intonando Tu scendi dalle stelle. Ignazio La Russa sventolava una bandiera di Fratelli d’Italia, noto simbolo della Cristianità fin dal 33 d. C. Matteo Salvini, agghindato con paramenti verdi catarifrangenti tipo cantoniere notturno, recava un presepe in miniatura e volantinava cd del Bianco Natal. Lega e Forzitalia preannunciano forniture intensive e obbligatorie di pastori, pecorelle, remagi, bambinelli, marie, giuseppi, buoi, asini e stelle comete a tutte le scuole della Padania. Il Tg4 anticipa d’un mese il Natale esibendo un presepione grandezza naturale da far precedere alle commediole sexy di mezza sera. E gli house organ di B., dal Giornale al Foglio a Libero, fanno a gara a chi dedica più colonne di piombo alla Natività, orgoglio e vanto della Tradizione, con editoriali appassionati di padre Sallusti con cardinalessa Santanchè incorporata, di monsignor Belpietro e della papessa Ferrara, tutti bardati con tonache, sottane, rocchetti, mitre e bastoni pastorali per fare scudo col proprio corpo alla civiltà cristiana minacciata dal feroce Saladino. Anche Feltri, pur dichiarandosi ateo, fa sapere: “Guai a chi mi tocca il presepe”.
Nessuno, nemmeno gli interessati, li avrebbe mai sospettati di tanta devozione senza l’Isis e al Qaeda. Purtroppo tanto zelo, tipico dei neofiti, è piuttosto mal riposto perché il Natale, per i cristiani, è una festività secondaria rispetto alla Resurrezione, alla Pentecoste e all’Epifania. E simboleggia valori come l’eguaglianza, la povertà, la pace e la tolleranza, lievemente diversi da quelli dei nostri convertiti last minute, predicatori di guerra, intolleranza, profitto, privilegio, legge del più forte e del più ricco. Almeno B., che Dio l’abbia in gloria, si astiene dalla carnevalata natalizia. A differenza dei suoi, passati agilmente dalla difesa del bungabunga a quella del presepe. Dalle pecorine alle pecorelle.
La Gelmini che canta Tu scendi dalle stelle è la stessa che nel 2011, a Porta a Porta, giurò che alle famose “cene eleganti” di Arcore si discettava “della salvezza dell’Alitalia” (con le hostess sotto coperta), imbarazzando persino Vespa. Sallusti paragonò il Cav di Hardcore a Kennedy (dunque Marilyn Monroe a Ruby) e, già che c’era, pure a Clinton per via della Lewinsky (che però, piccoli dettagli, non era minorenne e non veniva pagata). Poi filosofeggiò: “Ma le escort ci sono dall’antica Roma! Le più fortunate e depravate riescono ad arrivare ad Arcore. Ma quella porta la varcano anche altre persone: B. ogni anno paga 30 milioni a tante persone, anche missionari”. La famosa posizione del missionario, in omaggio alla Santa Sede. Del resto c’era un che di religioso, nelle cene eleganti. La Minetti si vestiva da suora e stringeva il crocifisso in mezzo alle tette. E poi – Silvio dixit – “Carlo Rossella ha una ragazza che canta in Vaticano, molto brava”. Pare addirittura che le olgettine ballassero una speciale lap-dance in gregoriano.
Rossella, direttore di Panorama, strappò una visita pasquale del cardinal Ruini per far benedire se stesso e la redazione. Concelebranti Gianni Letta e Barbara Palombelli, chierichetto Piero Vigorelli (“da bambino servivo messa al cardinal Tisserant”), gli uffici addobbati con crocifissi, foto di papi (minuscolo), busti di San Gennaro, quadretti di angeli custodi e l’Osservatore romano in cima alla mazzetta dei giornali. Il pio Rossella precisò che, sì, in redazione ci sono molte donne, ma “io le vedo come suore: l’atteggiamento qui è un po’ conventuale”. Lo stesso stridio di unghie sugli specchi si era già avvertito al Family Day, patrocinato da Ruini per negare i diritti alle coppie di fatto: una processione di defensores Fidei così affezionati alla famiglia da averne due o tre a testa. Dai forzisti ai leghisti agli Udc (Unione divorziati cristiani): un Multifamily Day. Ora che nasce Presepe Nord, è forse il caso di ricordare con la dovuta invidia che Bossi ha avuto due mogli; Castelli una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido; Maroni ha una moglie, ma pure un processo per aver sistemato in enti regionali un paio di amiche, con gran disdoro della storica portavoce gelosa; Salvini, al momento, è a una moglie e due fidanzate ufficiali; Calderoli, quello che dava lezioni di pastorale cristiana al cardinal Tettamanzi, batte tutti con tre mogli, la seconda – Sabina Negri – sposata con rito celtico dal druido Formentini: “I Celti non hanno lasciato nulla di scritto”, raccontò la Negri, sapevamo solo che dovevamo scambiarci i bracciali al posto degli anelli. Formentini si arrampicò sull’albero per raccogliere il sacro vischio e ci fece bere il sidro, che aveva un saporaccio. Io pensai non avessero lucidato bene il calice, Roberto credeva ci fosse rimasto dentro il disinfettante… Noi in chiesa non ci eravamo mai andati, poi di colpo questi della Lega sono diventati cattolici osservanti e mi facevano le prediche su casa e famiglia, anche se molti erano divorziati!”. Non toccategli la Sacra Famiglia, se no s’incazzano e tirano giù qualche moccolo.

RIPRESA QUALE??
Le ottimistiche previsioni di crescita di Renzi dello 0,9 sono un imbroglio. Se va bene, sarà uno 0,6, per cui restiamo all’ultimo posto in Europa come i peggiori dopo la Grecia contro una crescita europea prevista dell’1,9%. Grazie alla crisi voluta e imposta dal sistema finanziario per risucchiare i beni dei popoli europei e distruggere le loro difese democratiche, l’Italia ha perso in 8 anni, il 9% della ricchezza nazionale, mentre continua la campagna di privatizzazione dei beni statali (vd ora le Ferrovie, ma Renzi vuole privatizzare tutto) e peggiorano i servizi pubblici. Siamo in una crisi più lunga di quella del ‘29, anche perché in America ci furono politiche economiche espansive con forti investimenti statali, che ora mancano totalmente. Non si investe, si lascia alla malora il territorio e non si tagliano i benefit e gli sprechi delle classi egemoni. I dati trionfalistici di Renzi e Padoan sono emerite truffe, sostenute solo dalla grancassa dei giornali di regime, che ormai ‘danno i numeri’ per i più allocchi, smentiti platealmente dai fatti. Ci dicono che i disoccupati sono diminuiti solo perché chi ha perso la speranza ha smesso di iscriversi alle liste di collocamento, e non ci dicono che sono diminuiti gli occupati, mentre Renzi ha tagliato i diritti del lavoro, rendendo tutti licenziabili e una chimera la pensione. I nostri dati sulla disoccupazione restano i peggiori d’Europa. Fingono di diminuire le tasse mentre le scaricano sugli enti locali, assolvono i grandi evasori e tartassano i piccoli contribuenti. il sistema giudiziario e penale viene fatto a pezzi e la democrazia subisce costanti riduzioni. “L’Italia è il paese che ha registrato i risultati peggiori sulla crescita del Pil pro capite tra quelli che hanno adottato l’euro fin dall’inizio”. A certificarlo è la Bce (Sole 24 ore).

RIDIAMARO :- )
Aereo russo abbattuto dai turchi
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Miguel Mosè
Per spiegare che cosa sta succedendo ho detto a mia nonna che hanno sparato all’arciduca Francesco Ferdinando
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a.mazed
Erdogan ordina l’abbattimento di un jet russo. Ma dubito che venisse a sganciare democrazia.
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dan11
La situazione è così tesa e confusa che Mattarella sta pensando di invadere la Sardegna.
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zip
Siamo sull’orlo della terza guerra mondiale e Renzi ha le idee chiare: “Mi bastano pochi twet per sedermi al tavolo della pace”. (Abbatetelo!!)
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George Clone
Berlusconi lo ha già detto “Tranquilli, chiamo io Vladimir e sistemo tutto”? (Sul lettone?)
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comagirl100
Comunque é arrivato l’inverno, quindi noi si sta coi russi, no? (Insomma questo gas chi ce lo vende?)
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Bar uc
Glielo avevo detto a Putin di andar di droni…
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Lorenzo
Non è che non sono russo in questi momenti. È che “Je Suis Charlie” è più facile di “Я Русский”.
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CthulhuRulez
Sull’orlo della Terza Guerra Mondiale:
Guardiamo il lato positivo, se inizia almeno questa sarà davvero l’ultima.
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Pirata21
Sta per iniziare la Terza Guerra Mondiale. In compenso però finisce la crisi. (sui giornali almeno)
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Luca
La Russia sconsiglia viaggi in Turchia. A meno che non guidiate un carrarmato.
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SPINOZA
Alfano: “L’Italia ha un protocollo preciso per affrontare un attentato”. Inquinare le prove, depistare le indagini e poi quarant’anni di processi inutili.
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Salvini avverte l’Isis: “Ho fatto un anno di servizio militare”. Aggiungici un anno di judo e si arrendono.
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Il ministro Pinotti: “Vendiamo armi in Medio Oriente nel pieno rispetto della legge”. Se si inceppano gliele cambiamo.
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Salah ha partecipato agli attentati ma non si è fatto esplodere. Anche l’Isis ha il suo Civati.

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http://masadaweb.org

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