Nuovo Masada

dicembre 1, 2015

MASADA n° 1708 1-12-2015 RUDOLF STEINER

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MASADA n° 1708 1-12-20151708 1-12-2015 RUDOLF STEINER
La sua vita e la sua missione: unire la scienza con la religione.

« …i sapienti e i profeti delle età più diverse sono venuti a conclusioni identiche nella sostanza, seppure dissimili nella forma, sulle verità fondamentali e finali, seguendo tutti lo stesso sistema dell’iniziazione interiore e della meditazione »
Édouard Schuré

A cura di Viviana Vivarelli

Conferenza di ALESSANDRO BENATI su “VITA E MISSIONE DI RUDOLF STEINER”, presentata dalla Associazione Palladio, finalizzata alla diffusione di conoscenza e tradizione, una metodologia finalizzata più sull’evoluzione che sulla rivoluzione. Mentre la rivoluzione presuppone un taglio netto col passato, l’evoluzione presume che vi sia un ponte tra l’oggi e le tradizioni del passato. Nel panorama delle grandi individualità che hanno tracciato questo ponte troviamo l’esoterista Rudolf Steiner. Molti individuano la spiritualità con l’Oriente e sicuramente la spiritualità dell’Occidente è meno conosciuta. Steiner è un grandissimo spiritualista non ancora abbastanza conosciuto.

L’austriaco Rudolf Steiner è un idealista abbastanza recente (muore nel 1925 a 64 anni) ma la comprensione del suo pensiero è ancora di là da venire. Ha scritto su moltissime discipline, ha composto 350 volumi, ha fatto 3600 conferenze in almeno 100 città europee, dagli inizi del 1900 al 1924. Poi si è ammalato ed è morto a Dornach. E’ impossibile sintetizzare la sua opera, la cui vastità copre tutto l’arco delle scienze. E’ stato filosofo, pedagogista, esoterista, artista e riformista sociale. Ha fondato l’antroposofia, una particolare corrente pedagogica (la pedagogia Waldorf), un certo tipo di medicina, un modello di agricoltura biodinamica, uno stile architettonico e uno pittorico. Ha posto anche le basi dell’euritmia, del Massaggio Ritmico Antroposofico e dell’arte della parola. Si è occupato inoltre di filosofia, sociologia, antropologia e musicologia.

Vediamo gli elementi principali della sua biografia.
Nasce il 25 febbraio 1861 a Murakirály nell’Impero austroungarico (odierna Croazia), la cittadina faceva parte allora dell’impero austroungarico. I genitori venivano dalla Bassa Austria. Rischiò subito la morte per emorragia a causa della levatrice, per cui il battesimo era stato annullato e i genitori ottennero di poterlo battezzare in una Chiesa più lontana che si chiama (notiamolo) Chiesa di San Michele, un Arcangelo che poi tornerà con grande significato nella sua vita, un serafino guerriero che combatte contro il male e viene rappresentato come un eroe su un cavallo bianco con una spada che uccide il drago.

La madre lavorava a servizio presso una famiglia nobile, il padre era un libero pensatore e faceva il guardiacaccia presso lo stesso conte. Quando chiese al conte il permesso di sposarsi, questi rifiutò e il padre di Steiner si licenziò e fu sbattuto presso i confini con l’Ungheria. Si sposò ed ebbe tre figli. Steiner fu legatissimo alla sorella di cui si preoccupò anche in punto di morte perché era cieca. La famiglia era povera e il bambino dovette darsi da fare molto presto, provvedendo all’acqua, all’orto, alla spesa, alla coltivazione delle patate.. ma faceva tutto con molta gioia, in un paesaggio meraviglioso di prati e foreste. Il padre è impiegato delle Ferrovie e lui è spesso in una stazione, dove imparerà a telegrafare.
E’ in questo contesto che a sette anni si manifesta la sua chiaroveggenza sovrannaturale. Diceva che poteva percepire cose visibili e cose invisibili. Da questo momento non fu in contatto solo con alberi e pietre ma con uno spazio animico. Ma non ne fa parola con alcuno.
Per un diverbio col maestro, fu tolto dalla scuola del paese e istruito da padre.
Un giorno, mentre era nella stazione, vide entrare una donna che gesticolava e gli parlava in una lingua a lui ignota. Alla fine disse: “Ti prego di occuparti di me”, si avvicinò alla stufa e scomparve. A cena vide che i genitori erano tristi e pochi giorni dopo gli dissero che era morta una parente della madre che si era suicidata. Poi si trasferirono in una cittadina a 100 km da Vienna dove viene iscritto a scuola e partecipa come chierichetto alle funzioni. Il padre vuole farlo diventare ingegnere ferroviario. Era un bambino che giocava poco e studiava molto.
A nove anni incontra la geometria ed è come una esperienze spirituale, si immerge nella nuova materia a capofitto e con grande gioia.
Era un bambino silenzioso che aveva difficoltà sia col linguaggio che con la scrittura ma la geometria con la sua limpidezza gli parve una disciplina spirituale. Il padre era deciso a fare di lui un ingegnere ferroviario, Lo mandò dunque alla scuola tecnica di Wiener Neustadt, la ‘Realschule, che racchiudeva medie e ginnasio, dove venne ammesso solo grazie alla sua abilità nel disegno tecnico, malgrado le sue lacune nelle altre materie.
Ed è qui che avviene la sua prima formazione intellettuale, un po’ fuori dalle righe, visto che si infatua di un articolo che parla della nascente fisica atomica. A 14 anni esplode la sua passione per la filosofia. Si studia la Critica della Ragion Pura di Kant, senza essere distratto dal lavoro fisico e dalla fatica di dover fare ogni giorno 12 km a piedi per andare a scuola. Scriverà più tardi che certe pagine di Kant le ha lette anche venti volte. Malgrado questo, continua a scrivere male, con molti errori di ortografia. Invece l’elaborazione concettuale dei temi gli riesce bene tanto che svolgeva anche quelli dei compagni. Intanto impara il lavoro di legatore. Poiché il professore di storia non spiega ma si limita a leggere il testo, sostituisce l’interno del libro di storia con quello di filosofia. Si diploma e va a Vienna in base a un patto del padre con le Ferrovie, per cui il padre aveva chiesto di essere trasferito vicino a Vienna.
Nell’autunno del 1879 si iscrive al politecnico di Vienna con una scarsa conoscenza letteraria ma un gran bagaglio filosofico (Kant, Fichte, Schelling ecc). A scuola studia, fra l’altro, biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenza profondamente la sua evoluzione interiore, e, nello stesso tempo, lo pone di fronte a difficili enigmi. Non riesce a trovare un ponte tra le scienze naturali, come vengono insegnate nelle università, e la visione spirituale che sperimentava nell’intimo della sua anima. Attraverso Karl Julius Schröer, suo professore di storia della letteratura, ha occasione di conoscere, per la prima volta, Goethe come poeta. Grazie ai precedenti studi di ottica, botanica e anatomia, effettuati durante il tempo libero, arriva anche a «scoprire» Goethe come scienziato. A poco a poco cresce in lui la convinzione che la scienza moderna, negatrice dello spirito, può solamente afferrare ciò che nella natura è morto; mai l’elemento vitale. Egli vede anche come Goethe, nei suoi scritti scientifici, ha mostrato una via all’indagine dell’organico e quindi anche un ponte tra la natura e lo spirito. Avrebbe trattato volentieri un qualsiasi argomento scientifico nel senso di Goethe. Ma la vita gliene nega il tempo. Rudolf Steiner è un povero studente che si deve mantenere con lezioni private.
A casa discute col medico del paese. Si fa una buona formazione tecnico scientifica in moltissime scienze. Incontra Karl Julius Schröer, professore di letteratura, che gli dà un po’ di sapere umanistico, è un incontro importantissimo, gli diventa amico e Schröer lo segnala come “curatore delle opere di Goethe” a Grizendorf.

E’ in questo tempo che avviene il famoso viaggio in treno, durante il percorso di ogni giorno, in cui incontra uno strano personaggio, Felix Koguzky, raccoglitore di erbe, un uomo dotato di una sapienza naturale con una conoscenza profondissima delle piante. Ed è lui a metterlo in contatto col Maestro (M).
«Con lui era possibile parlare del mondo spirituale come con qualcuno che ne aveva diretta esperienza». Rudolf Steiner scrive che, tramite lui, ha conosciuto un «Maestro spirituale» sconosciuto dal mondo. L’erborista è un uomo di semplice professione che gli dette profondi impulsi per la sua vita, tra cui anche quello di penetrare a fondo la mentalità materialistico-scientifica del tempo.
“Prima del Maestro arrivò il Messaggero, ad aprirlo alla conoscenza delle piante, dei loro effetti e delle loro relazioni con gli spiriti della Natura” (come dice Schurè).
Il Maestro gli dà questo semplice incarico: “Se vuoi combattere il drago, devi cominciare a comprenderlo, devi entrare nella sua pelle, Nelle peggiori disgrazie troverai sempre dei compagni per le tue battaglie. Vai e sii te stesso”. E’ lo stesso compito che Apollo consiglia sul frontone del suo tempio a Delfi: “Conosci te stesso” (ΓΝΩΘΙ ΣΑΥΤΟΝ, gnôthi sautón).

Il momento è particolare: 18 anni e 18 mesi, siamo nel 1879, nodo lunare.
Le sue facoltà lo collegano ad una tradizione preesistente (chiusa nel 380 da Teodosio con editto di Tessalonica che conferma il Concilio di Nicea, condanna il paganesimo e impone il cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero).
Chi era il Maestro? Schurè dice: “Chi cerca la verità prima o poi la trova”.
Pochissimi hanno saputo chi fosse il Maestro. Era uno di quegli uomini possenti in vita ma sconosciuti al mondo che eseguono una missione restando incogniti, forse un rosacrociano, e questo essere incognito rende la sua azione più potente.

Nel 1879 non comincia solo una fase importante della vita di Steiner, comincia anche un periodo importante per la storia del mondo. In astronomia si definisce ‘anno platonico’, grande anno o anno perfetto il tempo impiegato dall’asse terrestre per compiere un giro completo a seguito del movimento di precessione degli equinozi: tale tempo ha una durata di circa 25.920 anni.
Nel 1500 l’abate ed esoterista tedesco Giovanni Trithemius aveva parlato del ‘Genio del tempo’ o Arcangelo. Steiner si rifa alle sue visioni che suggeriscono una particolare prospettiva storica, Trithemous nel 1515 aveva pubblicato una breve opera di Angelologia, “Il trattato delle cause seconde”, dove per «cause seconde» si intendono gli angeli, subordinati alla Causa prima che è Dio. In quest’opera Tritemio rivela che la storia è ciclica in quanto formata dal continuo ripetersi di sette epoche, ciascuna retta da un Arcangelo per una durata di 354 anni. Secondo i calcoli dell’abate benedettino, la cosiddetta «epoca assiale» della filosofia, che va dal 550 al 200 a. C. fu retta dall’Arcangelo del Sole, Michele, poi si succedettero Orifiele (Saturno, 200 a.C.- 150 d.C.), Anaele (150-500, Venere ), Zacariele (500-850, Giove), Raffaele (850-1190, Mercurio), Samaele (1190-1510, Marte), Gabriele (1510-1879, Luna), quindi ancora Michele, la cui reggenza durerà dal 1879 al 2300 circa. Nel 1879 inizia dunque il secondo ciclo di Michele.
L’intero ciclo del settenario arcangelico equivale a 2480 anni e 6 mesi, che vengono così a formare la «settimana cosmica».
Nell’esoterismo cristiano l’Arcangelo Michele riveste una particolare importanza. Ma è sempre stato considerato fin da tempi antichissimi il grande aiutante guerriero di Dio nella lotta tra bene e male.
Il suo tempo attuale comincia nel 1879, è allora che egli diventa l’Angelo del Tempo dell’Umanità, Angelo, ovvero grande intelligenza universale, che regge e coordina le sorti del mondo.
Gli Angeli sono intelligenze che coordinano vari settori dell’essere. Secondo la tradizione cristiana, di origine ebraica, gli angeli sono organizzati in una gerarchia di differenti ordini, detti cori angelici. Lo Pseudo-Dionigi l’Areopagita, nel libro De coelesti hierarchia, indica alcuni passaggi del Nuovo Testamento, nello specifico la Lettera agli Efesini] e la Lettera ai Colossesi], sulla cui base costruire uno schema di tre gerarchie, sfere o triadi di angeli, ognuna delle quali contiene tre ordini o cori. In decrescente ordine di potenza esse sono:
Prima gerarchia: serafini, cherubini, troni
Seconda gerarchia: dominazioni, virtù, potestà
Terza gerarchia: principati, arcangeli, angeli
Gli Arcangeli sono due livelli sopra l’uomo. Le tre sfere della gerarchia sono riprese anche da Dante.

(Ricordiamo la Pala di San Michele in San Petronio, a Bologna)

Steiner vuole fondare un nuovo misticismo. Il Maestro gli ha detto: “Va’ e fonda una nuova religione! Metti la scienza nella religione e la religione nella scienza” E gli dà il compito di creare una connessione tra scienza occulta e manifesta, tra religione popolare ed esoterica”.
Esaminiamo il quarto sigillo dell’Apocalisse o VITRIOL (Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem” che compongono l’acronimo V.I.T.R.I.O.L. La frase significa “Visita l’interno della Terra, e compiendo il giusto, ritroverai la pietra occulta, la vera medicina”)

Questo è un simbolo dei Rosacroce, la rappresentazione più completa del processo alchemico su base settenaria. Davanti al Tempio di Salomone ci sono due colonne, una rossa e una blu. Ricordiamo che il Tempio di Salomone è per gli Ebrei l’unico Tempio. E’ solo a Gerusalemme e solo in un dato tempo, L’architetto attuò un progetto divino ed esso conteneva l’Arca dell’Alleanza con al suo interno le Tavole della Legge). Le due colonne rappresentano scienza e religione, le due vie in cui si diparte la sapienza di Dio. Nei tempi antichi esse erano unite, per esempio la medicina era studiata dai filosofi che non erano iniziati e la saggezza era data agli iniziati che erano mistes. La tavola alchemica rappresenta la rivelazione originaria prima delle Colonne d’Ercole (atlantidea), di cui qualcosa arriva a noi attraverso l’esoterismo indiano, egizio o greco fino alla manifestazione del Cristo. Il culto dei misteri riemerge con i Rosacroce, l’altra via è il materialismo scientifico, Steiner cercherà una sintesi delle due attraverso l’Antroposofia.

Nel 1880 si chiude il periodo della sua formazione universitaria. Nel 1883 si era laureato al Politecnico di Vienna, dove aveva studiato matematica, fisica e filosofia con Franz Brentano dal 1879 al 1883.
In seguito lascia Vienna e va a fare il curatore delle opere di Goethe, producendo i testi fondamentali della sua filosofia in un ambiente, come lui dice “di bassa lega” (archivio di Weimar), ma in cui entra in contatto con i personaggi più famosi del tempo, come la sorella di Nietzsche, che egli chiama ‘l’Ottenebrato’. Cerca di mettere nelle sue opere tutti i temi che lo chiamano, sentendosi guidato da spiriti interiori. Nel 1882, su proposta di Karl Julius Schröer, suo docente, al professor Joseph Kürschner, curatore di una nuova edizione delle opere di Goethe, fu incaricato di occuparsi delle opere scientifiche. Nel 1886 pubblicò un primo libro sulla filosofia di Goethe: Linee fondamentali di una teoria della conoscenza della concezione del mondo di Goethe. Di conseguenza, nel 1888 Steiner fu invitato a lavorare come curatore negli archivi Goethe a Weimar, dove rimase fino al 1896, scrivendo introduzioni e commenti ai quattro volumi di scritti scientifici di Goethe e pubblicando nel 1897 un secondo libro sulla filosofia di Goethe: Goethes Weltanschauung. (La concezione del mondo di Goethe).
E’ un precario annuale. Vive a pigione da una vedova che sarà la sua peggior nemica ma che lui sposa, come dice “per compassione”, persona di pessimo carattere che sarà sempre la sua parte oppositiva. Quando il medico gli chiederà come ha fatto a sposarla, visto che anche la compassione ha i suoi limiti, risponderà: “La compassione non ha limiti”.
Capisce infine che in quell’ambiente non potrà mai diffondere le sue idee.
Uno dei suoi interessi è la teoria dei colori di Goethe, libro di cui scrive la prefazione come alle altre sue opere. Ma un eminente fisico lo critica e questo lo sconvolge.
Va a Berlino, entra in contatto con personaggi discutibili, imbroglioni, ciarlatani, artisti. Non lo pagano per cui insegna in una scuola per operai. La Germania viene unificata nel 1878 e Berlino è la nuova capitale dell’Impero con Bismark. E’ povero. I guadagni sono molto scarsi.

Tra i 30 e i 40 anni patisce ‘la pena dell’anima’, che sublimerà in forma artistica in opere dove drammatizza con altro nome i personaggi che incontra. Questo periodo è il più duro della sua vita ma lo trasforma in una esperienza interiore che trasferisce in un ciclo di conferenze sul cristianesimo come fatto mistico ed esprime in una innata capacità di chiaroveggenza che cerca di unire allo spirito positivista del tempo. Questo connubio sarà in lui sembra prevalente. Gli restava inaccettabile quanto Kant aveva detto dell’inconoscibilità della ‘cosa in sé’ (il noumeno).

A 40 anni si dedica all’esoterismo. Entra in contatto col Madame Blawatsky e il colonnello Alcott e la loro Teosofia, che introducevano in Europa il pensiero spiritualista indiano e tibetano. La società teosofica ebbe un influsso enorme sugli intellettuali del tempo. Steiner entra nella società ma chiede carta bianca, vuole il diritto di dire tutto quello che pensa. In particolare gli interesse collegare la tradizione spiritualista con le scienza moderne, spiritualizzare la scienza e scientificizzare lo spirito. Ha finalmente trovato un ambiente che lo ascolta ma i dissapori con la Società teosofica non mancano e quando diventa direttrice Annie Besant, gli chiede di andarsene.
Lui dice: “C’è un mondo in parte nascosto, in parte rivelato”.
Steiner vuole tradurre l’antica saggezza in forme moderne. Finora ha studiato Kant, Fichte e Schelling e ha ottenuta la completa comprensione del tempo fisico ma pensa che dobbiamo superare la distinzione di Kant tra soggetto e oggetto, per una nuova unione che le sue guide spirituali gli suggeriscono “La filosofia della libertà”.
Diventa un iniziato, un uomo che con le proprie forze emerge verso i mondi spirituali usando forze scientifiche (filosofia idealista).
Il grande studioso degli iniziati, Schurè scriverà: “La scienza materialistica si presenta come un drago che divora l’uomo, occorre riportarlo sul carro della verità spirituale”.

C’è un albero teosofico che mostra come dall’Uno si arrivi a tutte le cose, ‘omnia ab uno’. Dio si manifesta come natura, si scinde nei 4 elementi che si manifestano nei tre stati, per riunirsi nell’Uno, dove sta la veritas simplex, percorso che è stato fatto anche dalla società, che da una struttura monocratica diventa giuridica con l’Impero romano fino ad arriva oggi alla sfera economica.
E’ indispensabile che l’uomo ritrovi la conoscenza dello spirito mediante l’esperienza scientifica. “Egli dunque creerà in se stesso la fase interiore per non sprofondare”.
Riunire ciò che è stato diviso è la missione di Steiner. Qual è la vostra?
Steiner può essere immaginato come un grande palcoscenico da cui esce verso il pubblico una luce bianca fortissima. Davanti a questa luce sta una sagoma umana, da essa esce un altro fiotto di luce colorata molto più ampio del palcoscenico. Ai lati una colonna rossa e una blu, anche da esse escono due fasci di luce di tutti i colori. Queste luci investono un uomo tra il pubblico che fa roteare nelle sue mani un solido poligonale dalle cui facce escono infinite luci. Quello è Steiner.
Su Steiner la moglie disse: “La sua vita interiormente votata al sacrificio per l’umanità è stata ricambiata con un’ostilità indicibile. Egli però ha ricambiato l’incomprensione con l’amore”.
Il Maestro, come Steiner, fanno parte della confraternita dei Maestri che, palesi o incogniti, aiutano il mondo. Senza di loro sprofonderemmo nella sub natura.


l Goetheanum, sede dell’Università di Scienza dello Spirito (Dornach)

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