Nuovo Masada

novembre 24, 2015

MASADA n° 1705 24-11-2015 LA GUERRA LUCROSA

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MASADA n° 1705 24-11-2015 LA GUERRA LUCROSA
Viviana Vivarelli

Boom nella vendita delle armi- Gli affari di Finmeccanica -Chi finanzia l’Isis? – Le leggi di Renzi a difesa dei politici corrotti scarcerano i terroristi. Ullalà! – I viaggi di Renzi hanno come scopo una maggiore vendita di armi italiane proprio ai Paesi che finanziano l’Isis- Possiamo sperare che, in considerazione di ciò, ci risparmieranno-Le proposte del M5S –Il Mali – Lettera ai terroristi di una giovane musulmana – Combatteremo il terrorismo con la satira: I gatti di Bruxelles; Cinque motivi per cui non è possibile fare un attentato a Roma; Cinque motivi per cui non è possibile fare un attentato a Napoli (almeno speriamo che ci leggano)

Sia benedetta la guerra!
Rafforza governi vacillanti
Zittisce le opposizioni
Unifica le masse
Distrae dagli scempi interni
e dai vulnus di democrazia
Solleva la vendita dei giornali
e l’audience televisiva
Innalza strepitosamente la spesa in armi
nel tripudio popolare
Permette quei tagli alle Costituzioni
che le Costituzioni non avrebbero sopportato
e quegli scudi spaziali americani
che l’Europa non avrebbe tollerato
Trova miracolosamente per portare la morte fuori
quei miliardi che non c’erano per salvare la vita dentro
Solleva il PIL, l’Ue, l’AIEA e le sindromi da accerchiamento
Unifica i popoli in una sola travolgente epopea
così che anche l’ultimo dei meschini
si sente un eroe antiterrorista
e si permette di odiare con tutte le sue forze
il ladruncolo di polli o il diverso religioso
così che l’odio diventa la sua malattia
in cui si sente rigenerato
Sia benedetta la guerra
toccasana di tutti i guai!
Se non l’avessero sempre creata
bisognerebbe inventarla!

VV

(Domenica 22 novembre la polizia di Bruxelles ha messo in atto una serie di blitz in tutta la città per arrestare potenziali terroristi. Per non bruciare le operazioni, gli agenti hanno pregato tutti gli organi di stampa di non fare dirette dell’evento. Con un tweet, la polizia ha pregato anche i cittadini di non pubblicare notizie, per garantire massima sicurezza ed efficacia all’azione in corso. Gli utenti non solo hanno accettato, ma sono passati al contrattacco, utilizzando l’hashtag BrusselsLockdown in maniera originale: postando foto di gatti.)

Si crede di morire per la patria, e si muore per i capitalisti”. (Su un muro al confine franco-tedesco, Prima guerra mondiale)
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La guerra è un racket. Lo è sempre stata. È possibilmente la più vecchia, più facilmente redditizia, certamente la più cruenta. È l’unico scopo internazionale. Ed è l’unica in cui i profitti sono stimati in dollari e perdite di vite”. (Smedley Butler, U.S. Marine Corps)
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La guerra è la condizione salutare dello Stato. Essa attiva in maniera automatica in tutta la società quelle forze irresistibili a vantaggio del conformismo, del cooperare appassionatamente con il governo al fine costringere all’obbedienza i gruppi minoritari e gli individui a cui manca il senso del branco.” (Randolph Bourne, The State)
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La guerra è un’ottima cosa per le responsabilità de governi. Non si deve più nulla al popolo, quando gli si dà la guerra”. (Maximilien de Robespierre)
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Se vedi uno che si comporta come un pazzo, tu vuoi essere più pazzo di lui?
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IL DISCORSO SULLA PACE

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grande statista incespicando
davanti al vuoto di una bella frase
ci casca dentro
e smarrito con la bocca spalancata
ansimante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo il nervo della guerra
la delicata questione del denaro.

PREVERT

IL RICCO AFFARE DELLA GUERRA

Boom di Borsa e vendita di armi, l’Italia c’è.
La corsa alla sicurezza dopo gli attentati di Parigi ha fatto schizzare al rialzo i titoli delle grandi aziende come Lockheed Martin, Bae Systems e l’italiana Finmeccanica. L’Italia ha come primo acquirente di armi gli Emirati arabi uniti (EAU), che stanno guadagnando un ruolo di primo piano nello scacchiere mondiale.
Gli stanziamenti degli Stati per armarsi contro la minaccia terroristica cresceranno, questa è una delle poche certezze. Hollande ha già ottenuto da Bruxelles di fare più deficit del previsto, anche la Stabilità italiana si prepara a trovare 120 milioni di nuove risorse. Con i lampeggianti delle sirene parigine ancora accese, già si sapeva che gli Usa avevano venduto migliaia di bombe intelligenti all’Arabia Saudita, per 1,29 miliardi di dollari di valore. Per chi avesse dubbi, basta guardare l’andamento di Borsa: aziende come la leader delle armi Lockheed Martin, ma anche altri colossi come Bae System, la Airbus e la Boeing (che non producono solo aerei passeggeri) e la nostra Finmeccanica hanno registrato un balzo in avanti sui mercati. L’indice Bloomberg del settore aero-spaziale e della difesa, dagli attentati di Parigi ha guadagnato il 4,5%, Finmeccanica più dell’8%. Nel gioco delle armi, d’altra parte, l’Italia ha un ruolo di primo piano. I dati del Sipri di Stoccolma (istituto specializzato nella ricerca sul commercio di armamenti e spese per la Difesa), ci dà il 3% del mercato delle armi nel periodo 2010-2014, in crescita di un punto rispetto al quinquennio precedente. Il primo cliente sono gli Emirati Arabi Uniti, con il 9% del totale, a pari merito con l’India e un piccolo passo avanti rispetto alla Turchia. Proprio gli Emirati sono stati uno dei maggiori acquirenti di armi (nel 2010-2014) di tutto il mondo: sono nella top five con il 4% dell’import mondiale di armamenti. Le spese militari del Medio Oriente sono salite (5,2%) nel 2014, alla ragguardevole cifra di 196 miliardi di dollari. Gli Eau (e le altre potenze dell’area come l’Arabia Saudita) dal 2005 al 2014 restano in progressione esponenziale (+135%), secondi solo all’Iraq (+286%).
La lotta al terrorismo è un affare interessante per le aziende d’armi. Nella relazione al bilancio 2014 di Finmeccanica, dopo Charlie Hebdo, si registrava che “la spesa per nuovi investimenti tenderà nei prossimi anni a crescere con un ritmo intorno al 2% annuo, grazie al lancio di programmi per lo sviluppo di nuovi sistemi di armamento e allo stanziamento di fondi per operazioni contro il terrorismo organizzato internazionale (circa 40 miliardi di euro tra il 2015 e il 2017)”. Un processo che i recenti fatti ha senza dubbio accelerato, ma che – per quanto riguarda il Medio Oriente- si innesta su una situazione già redditizia.
“I budget di spesa della Difesa sono previsti sostanzialmente stabili (intorno a 1.300 miliardi di dollari per anno), con una progressiva crescita di importanza delle aree di nuova industrializzazione (Asia-Pacifico, Medio Oriente, Paesi del Golfo)”.
L’azienda della Difesa è presente con 12 siti tra Arabia, Emirati arabi uniti e aree circostanti. Finmeccanica intende rafforzare la partnership con gli Emirati Arabi Uniti mediante la definizione di ulteriori alleanze con il settore pubblico e privato e con importanti enti di ricerca governativi, ampliando la rete di collaborazione con i player di settore locali”. Abu Dhabi è da tempo uno degli azionisti di riferimento di Unicredit (5%), è entrata in Alitalia, Dubai, fino a poco tempo fa, era azionista forte della Borsa di Londra (e di lì di quella italiana), Mubadala devolepment è stata in Ferrari e Piaggio Aero. Intrecci infiniti che svelano l’effetto di una finanza globalizzata dai fili invisibili, il cui volto prende forma solo quando ce lo ricordano centinaia di vittime.

ANDREA SCANZI
Fatico a negare l’esigenza di una reazione: non possiamo tirarci indietro. Il punto è però come, e dove, intervenire. Qui non siamo nella Prima Guerra del Golfo, quando la “trama” in qualche modo era chiara. Il rischio di intervenire a casaccio, reiterando gli errori della guerra in Iraq nel 2003 (e non solo quella), mietendo vittime civili e facendo il gioco del sedicente Stato Islamico è altissimo. Sono decenni che l’Occidente, in Medioriente, non migliora e anzi complica ulteriormente la situazione. E’ questo il problema: non il cosa, ma il dove e il come. Siamo onesti e ammettiamolo, benché con dolore, e con un fatale senso di sconfitta.
.. Renzi. Lo guardi e, più del solito, sembra del tutto impreparato. Persino un po’ tonto. Anzi: proprio tonto. Per una volta lo capisco. Fa bene, anzi benissimo a prender tempo e a non dire “sì” acriticamente a qualsiasi richiesta di Francia (e Russia, ché ormai son tutti diventati putiniani). Fa meno bene, anzi malissimo, a dare armi a quegli Stati “amici e moderati” che si sono rivelati indiscutibilmente finanziatori dell’Isis. Troppo facile dire no all’Isis e poi andare a Rihad per baciare la pantofola dell’amica Arabia Saudita. Troppo facile vendere caccia a Qatar e Kuwait, magari aiutando – già che ci siamo – i cari amici di Finmeccanica. Una soluzione a breve termine non c’è e Renzi lo sa. Meglio riflettere: riflettere bene. Qualcosa, però, potrebbe fare subito.
Per esempio non avere alcun tipo di rapporto commerciale con quegli stati vicini all’Isis (a costo di perdere soldi, tanti soldi). E poi rendere ancora più facili le intercettazioni (altro che limitarle). E poi combattere il riciclaggio (altro che depenalizzarlo parzialmente). E poi – e soprattutto – investire sulla sicurezza. Abbiamo forze dell’ordine senza giubbetti antiproiettili, auto scassate, poliziotti costretti a pagarsi la benzina da soli. Uno scenario pietoso. E – se non ricordo male – neanche troppo tempo fa un elicottero ha potuto volare libero nei cieli di Roma, per lanciare petali sulla Capitale obbedendo al ghiribizzo di un clan malavitoso. Se intendiamo difenderci così, durante il Giubileo dovremo davvero affidarci alla Misericordia. Quella divina, però.

Tommaso
La posizione prudente di Renzi è condivisibile. Non bisogna andare in giro per il mondo a sganciare bombe: serve solo a creare problemi molto maggiori di quelli che abbiamo già, non è una questione di buonismo o di pacifismo a tutti i costi, ma di una banale valutazione costi-benefici. L’attacco è opera di criminali e questi come tali devono essere perseguitati, al momento non è sbarcato nessun esercito per invadere la Francia o l’Italia e non c’è quindi motivo per bombardare o per sbarcare in Siria o in qualunque altra parte del Medio Oriente. I politici hanno il dovere di promuovere la sicurezza dei cittadini dei loro stati e quello di non esporli a rischi inutili; tale difesa deve essere esercitata attraverso il controllo del territorio e, in particolare, con il controllo delle frontiere. In Italia e in Europa non deve più entrare chi vuole, senza documenti, per essere mantenuto dalla popolazione e per fare quello che vuole; bisogna attuare, per la sicurezza nazionale, il controllo e la difesa delle frontiere. Questo è il dovere e il compito istituzionale dell’esercito e dei militari e questi devono svolgerlo seriamente, nell’interesse della popolazione da cui sono mantenuti, e non travisarlo svolgendo paradossali operazioni chiamate di soccorso ma che altro non sono che complicità aperta con i trafficanti di uomini e con i criminali.

Renatolli52
Chi finanzia l’Isis ?
-Che l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo (alleati dell’ Occidente) siano i finanziatori dello Stato Islamico è risaputo da tempo. Che la Turchia chiuda più di un occhio lasciando passare dai suoi confini i volontari che vanno a combattere e non ha concesso la sua base agli USA per azioni militari è sotto gli occhi di tutti.
-La Francia, l’Italia, gli Usa ecc devono decidersi a sciogliere la loro ambiguità che condannano il terrorismo dell’Isis ma non prendono le distanze da chi li finanzia !
-Le armi vendute a questi Stati dagli europei dove pensate che vadano a finire?
-Uno Stato Islamico senza soldi inizia ad andare in crisi da solo e solo allora che è diventato più debole si può pensare a soluzioni diverse.


(Gatti strateghi)

DI BATTISTA
Siamo indignati e preoccupati che in una fase drammatica per l’Europa e per l’Italia, il PD – al posto di indicarci le sue soluzioni per contrastare il terrorismo – stia pensando solo ad attaccare il M5S strumentalizzando ogni nostra dichiarazione.
Il terrorismo per noi si sconfigge prima di tutto colpendolo nel portafogli e togliendogli benzina. E oggi la gran parte dei giornalisti italiani, sempre pronti a vivisezionare qualsiasi parola detta dal M5S, dimostra codardia nei confronti di Renzi. Quasi nessuno osa chiedergli spiegazioni rispetto agli affari che il nostro paese attraverso il governo Renzi sta facendo con quei Paesi responsabili direttamente o indirettamente del sostegno politico e finanziario allo stato islamico.
L’Italia sta per concludere un affare, la vendita di 28 cacciabombardieri Eurofighter al Kuwait, un Paese da cui provengono sostenitori dell’ISIS.
Il presidente del consiglio ha da poco fatto visita all’Arabia Saudita, Paese a cui abbiamo venduto sistemi d’arma.
La prima domanda che un giornalista dovrebbe fare al Presidente del Consiglio è: “Come puoi dire che contrasti il terrorismo se stai vendendo armi a Paesi che sostengono il terrorismo?”
Il carburante del fondamentalismo sono le armi e i soldi. Il governo la smetta di fare affari con chi finanzia l’ISIS.
Le nostre proposte sono chiare:
1. assumere agenti e dare più risorse alle forze dell’ordine
2. formare poliziotti e carabinieri affinché possano colpire un bersaglio mobile
3. controllare maggiormente le frontiere
4. cancellare le sanzioni alla Russia e tutelare nostri imprenditori e decretare subito sanzioni per quei Paesi che appoggiano l’ISIS.
Il doppio gioco di Matteo Renzi è un pericolo per l’Italia e la rende ancora di più un bersaglio dei terroristi. Il PD la smetta di occuparsi solo del M5S e inizi ad occuparsi di terrorismo!”

Harry Haller
Il Terrore, percorre il mondo da sempre: oggi, ha le sembianze dei tagliagole dell’Isis, ma quante volte, si è presentato nelle rispettabili vesti di una ricca e civile nazione? Terrorismo, è anche vendere armi, addestrare alla guerra, vendere ed acquistare tecnologie di morte, tutte cose che i nostri democraticissimi ed ipocriti governi fanno da sempre, per il bene del PIL nazionale e delle tasche di certe canaglie che vogliono che la “festa” continui all’infinito; dell’Islam e di Maometto, sospetto che ai burattinai di questa tragedia planetaria, da una parte e dall’altra, non gliene importi una beata minchia: la “jihad” è però un attimo argomento per reclutare gonzi emarginati, le vittime di un esodo forzato, per i fessi che obbediscono ciecamente all’ordine di uccidere gli infedeli pensando alle 72 vergini, fondamentalisti autentici, ma , soprattutto, è una splendida occasione per i commercianti di petrolio e di armi che campano di morte più d’un becchino in una casa di riposo……

Mali, sono 21 le persone uccise nell’attacco terroristico all’hotel Radisson Blue di Bamako

LA VERITA’ PUO’ SALVARCI,TUTTI
Bruno di Napoli

Oggi il Mali è tornato sotto l’attenzione dei media con l’atto terroristico da parte dell’Isis ai danni di turisti occidentali.
Strano che l’occidente si svegli quando c’è una azione militare da parte del “terrore” contro i suoi figli mentre si assopisce quando le bombe cadono altrove.
Il Mali è una polveriera da diversi anni ma è anche una ex colonia francese e soprattutto una fonte inestimabile d’uranio per le sue centrali elettriche.
Da anni la Francia e qualche altro paese della Nato appoggiano il presidente del Mali per la lotta contro i ribelli governativi a suon di bombe,poi è subentrata l’Isis e la battaglia è divenuta più difficile.
Forse parte tutto dall’Africa e dal suo periodo coloniale con l’eterna contrapposizione tra imperialismo e movimenti di liberazione.
Forse è giunta l’ora di raccontarci la verità e di ammettere che gli Africani stanno ancora combattendo per riprendersi le loro terre che continuano ad essere preda dello “straniero”, lo stesso che li schiavizzava nei campi di cotone.
Poi è arrivata la globalizzazione e i governi sono diventati socialisti ed accoglienti a parole mentre nei fatti hanno continuato a depredare quelle che hanno sempre considerato le loro colonie sostenendo i dittatori per poter controllare le popolazioni.
Mali, Nigeria, Sudan,Tunisia e vogliamo parlare della Libia che l’Italia ha bombardato nonostante un trattato di amicizia che le univa o delle primavere arabe trasformatesi subito in gelidi inverni?
L’Africa è nelle mani di fazioni tribali armate dall’occidente utilizzate dalle lobbie per contendersi il territorio.
l’Isis, allora, potrebbe anche essere il risultato di quanto descritto. Sintetizzarla come una estremizzazione islamica è riduttivo. In questi anni di crisi e di globalizzazione ci siamo sempre più chiusi sulle nostre ragioni ed abbiamo dimenticato un intero mondo che dall’origine dei tempi viene trattato come terzo ma che è sempre stato primo nell’ordine cronologico delle ere.

FULVIO GRIMALDI
COSA SUCCEDE IN MALI

Il Mali è stato occupato, con un intervento della legione straniera francese, da Hollande, un paio di anni fa, perché era in corso una rivolta annosa, con molte giustificazioni territoriali, storiche, etniche, dei Tuareg. I Tuareg sono una popolazione titolare di quei territori da sempre, che stavano sottraendo il Mali, componente del Sahel, che i francesi considerano una loro area privilegiata di spettanza (erano le loro colonie, in tempi precedenti alla liberazione nazionale di questi popoli). Su questa insurrezione indipendentista Hollande si è lanciato e ha occupato il Mali, facendo tra l’altro una serie di operazioni militari che hanno portato alla morte, alle uccisioni, alla devastazione di gran parte di questo territorio. I Tuareg sono ancora molto attivi nel nord del Mali e non sono stati ancora totalmente repressi. Si è inserito anche lì il fenomeno Isis, che è quello che giustifica poi l’intervento occidentale: gli dà una patina morale e di diritto internazionale. Un Isis inventato, che non è mai esistito in Mali, ma che lì viene inserito come viene inserito in Nigeria, come viene inserito in tutta l’area che l’occidente neocolonialista vuole recuperare. Ecco che Hollande ha avuto il pretesto per intervenire e oggi ha un pretesto per giustificare questo intervento nettamente colonialista, organizzando questa sceneggiata dell’assedio all’albergo, con probabili vittime francesi. E’ una replica coloniale africana di quanto è successo a Parigi.
Quando dici “sceneggiata” che cosa intendi?
Intendo che è finto. E’ una storia vecchia come il mondo che le grandi potenze, per giustificare interventi bellici, aggressioni, recuperi coloniali, si inventano delle forze che stanno alle loro dipendenze ma vengono presentate come ostili, e quindi danno una giustificazione degli interventi, poi, di queste stesse potenze. E soprattutto danno all’opinione pubblica un motivo per assecondare, per sostenere queste campagne imperialiste, colonialiste di intervento. Se non ci fossero questi orrori, che vengono commessi da queste forze estremamente oscure, estremamente ambigue… ambigue poi per chi non studia la storia e soprattutto non studia il “cui prodest?” (a chi conviene).
Ora, per esempio, il Mali: l’assedio a questo albergo in cui vi sono cittadini francesi, addirittura di livello simbolico come dipendenti dell’Air France, compagnia nazionale, fornisce il motivo per dire che “hanno fatto bene i francesi, Hollande, a intervenire in questo territorio infestato da terroristi!“. Come sono infestati da terroristi Siria, Iraq, Libia, Libano e Parigi, l’occidente.
La storia delle provocazioni False Flag, come si dice in inglese, “Sotto falsa bandiera“, che è quella dei pirati, inizia quando le navi, i galeoni di Sua Maestà Britannica giravano per l’Atlantico, nei Caraibi, per assaltare i rivali spagnoli e portoghesi, in quella zona, nella loro competizione colonialista, e issavano la bandiera dei pirati, facendo finta di essere pirati, negando la loro matrice, la loro identità britannica, ufficiale, statale, governativa, per poter agire impunemente e non essere accusati – in termini di accuse al Governo – di quello che stavano facendo. E’ una storia antica. Una storia che in tempi recenti è ripartita alla grande con l’11 settembre.
Ultimamente è uscito uno studio di oltre 2000, tra ingegneri, architetti, ricercatori, insomma “tecnici” che hanno studiato in tutti i dettagli l’evento dell’11 settembre, le esplosioni, il crollo delle torri, e hanno dimostrato in termini scientificamente inoppugnabili che si è trattato di una demolizione controllata. Si è trattato di esplosivi collocati nei punti nevralgici decisivi della struttura di acciaio di questo grattacielo, per farlo venire giù. Cosa che non si è mai verificata con nessun edificio, in altezza, che sia stato strutturato in termini di colonne d’acciaio: non era mai successo che un incendio, tanto più un piccolo incendio provocato presumibilmente da carburanti di aerei, abbia abbattuto un intero edificio, lo abbia disfatto come si sono disfatte le Torri Gemelle. Lì inizia la grande campagna che dà lo spunto, apre la strada alla campagna mondiale, alla guerra infinita – come l’ha definita Bush e poi tutti i suoi successori – al terrorismo [ndr: ascolta le dichiarazioni del generale Nato Wesley Clark]. Guerra infinita al terrorismo che ha comportato l’occupazione, la distruzione e la devastazione di un paese dopo l’altro, a partire dall’Afghanistan e finendo oggi con la Siria. Sono paesi che in qualche maniera si collocavano fuori dal controllo dell’occidente, delle grandi potenze occidentali, soprattutto degli Stati Uniti, e soprattutto del sistema economico globale in cui la cupola finanziaria mondiale utilizza gli Stati Uniti, come grande potenza militare, per eseguire i suoi progetti. Questa guerra infinita al terrorismo è semplicemente il rinnovo di una strategia colonialista che tende a riprendersi quei paesi, quelle risorse, il controllo su quei popoli che erano sotto il controllo colonialista fino a circa cento anni fa, o anche meno.
Noi abbiamo gli esempi dell’Africa, del Medio Oriente, dell’Asia, dei paesi che nel corso del ‘900 hanno avuto la forza di ribellarsi al dominio coloniale (britannico, portoghese, spagnolo, francese, italiano e così via) e liberarsi da questo controllo. E con la perdita di questi paesi, da parte dell’occidente, delle potenze coloniali, è finito anche un grandissimo flusso di ricchezze, che hanno sostenuto il capitalismo in occidente in tutti questi decenni. La perdita di questo flusso ha provocato anche delle grosse crisi in occidente. Le stiamo vivendo ancora adesso. Per cui quello che succede, in virtù della guerra al terrorismo, lanciata in seguito alle Torri Gemelle e a successivi grandi attentati, come Madrid, Londra, Bali, Amman eccetera, permette di trovare una giustificazione per intervenire e riappropriarsi di quei territori, di quegli stati, di quelle risorse. La complicità dei nostri alleati in Medio Oriente, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati, Turchi soprattutto, era evidente, era lampante, era dimostrata. Non se ne è parlato in termini ufficiali sui media e da parte dei Governi, fino a quando i russi non hanno praticamente scoperto il vaso di Pandora e hanno cominciato a dimostrare che questa gente, in quegli ambiti, in quei territori, l’Isis, potevano muoversi a loro piacimento, e che tutta la presunta coalizione occidentale che doveva bloccarli, colpirli in Iraq e in Siria, faceva finta. E anzi, ci sono infinite dimostrazioni, naturalmente occultate, di testimoni ufficiali, o privati iracheni, che hanno visto in decine di occasioni gli aerei della coalizione degli statunitensi gettare rifornimenti all’Isis.
C’è una cronista americana che aveva denunciato di avere visto nei camion della Nato guerriglieri dell’Isis, con armamenti, e che il giorno dopo è stata ritrovata morta.
Ci sono video, fotografie a decine di giornalisti turchi, di opposizione o anche di altri testimoni, che hanno visto per mesi colonne di camion di rifornimenti, di armi e
anche di jihadisti, di combattenti, andare dalla Turchia in Siria. E tutto questo è stato nascosto. Adesso viene fuori. Adesso la tecnica è quella di attribuire l’unica responsabilità del sostegno al terrorismo jihadista agli alleati, ai Sauditi, ai Qatarioti, ai Kuwaitiani eccetera [ndr: leggi: “I documenti desecreatati USA che raccontano la nascita dell’ISIS“]. “Sono dei gruppi“, dicono addirittura: neanche i Governi. Perché i Governi in qualche maniera dobbiamo salvarli. Perché i Governi, come Renzi ha dimostrato alcuni giorni fa a Riad, noi li riforniamo di tonnellate e tonnellate di armi. E a che cosa devono servire queste armi? A chi vanno queste armi? In questo momento servono per esempio a radere al suolo lo Yemen, che ha tentato con la sua popolazione di trovarsi un minimo di ambito di libertà, di indipendenza e di progresso, e sta venendo decimato con le armi che noi italiani in particolare, ma anche tutti gli altri in occidente, forniscono ai tagliagole sauditi. Noi abbiamo come alleati dei Governi, dei regimi che sono atroci, che sono sullo stesso piano dell’Isis, che trattano la loro popolazione in termini di dittature spietate, che annullano e lapidano le donne, che tagliano gli arti ai presunti oppositori, o ladri, o comunque vengano definiti: questi sono i nostri alleati. Ma se questi sono nostri alleati, come lo sono da decenni, noi non sappiamo cosa fanno con i loro fondi? Non sappiamo che finanziano il terrorismo in tutto il Medio Oriente e anche in Africa? Ma vogliamo scherzare? I nostri servizi son talmente ciechi, e sordi e muti, da non sapere che i nostri alleati più stretti, nella zona, fanno questo lavoro? Ma è ridicolo! A parte il fatto che non si tratta soltanto, come oggi si vorrebbe far credere, del fatto che questi gruppi di milionari, sauditi, qatarioti e così via danno dei soldi e finanziano i jihadisti. Sono i marines! Sono specialisti, forze speciali dell’occidente, stanutitensi, dell’MI6 britannico, dei francesi che in Giordania e in Turchia da anni addestrano i combattenti che poi entrano in Siria e in Iraq e fanno quello che fanno. Quindi la complicità è completa con questo terrorismo. Il terrorismo jihadista è la fanteria dell’Occidente che si vuole riprendere questi paesi. E al tempo stesso non soltanto distrugge questi paesi, decapitando Governi legittimamente eletti che, come io posso documentare conoscendo bene quei paesi essendoci stato anche recentemente, hanno tutt’ora il sostegno della massima parte della loro popolazione. Non soltanto hanno questo risultato di distruggerli, ma li spopolano anche.
Ma torniamo al terrorismo. A Parigi è successa una cosa che fa acqua da tutti i buchi…

LETTERA AI TERRORISTI DI UNA GIOVANE MUSULMANA

Maledetti terroristi,
sono Chaimaa Fatihi, ho 22 anni, sono italiana musulmana ed europea. Vi scrivo perché possiate comprendere che non ci avrete mai, che non farete dell’Islam ciò che non è, non farete dell’Europa un luogo di massacri e non avrà efficacia il vostro progetto di terrore.
Vi scrivo come musulmana per dirvi che la mia fede è l’Islam, una religione che predica pace, che insegna valori e principi fondamentali, come la gentilezza, l’educazione, la libertà e la giustizia. Voi siete ciò che l’Islam ha contrastato per secoli, voi siete nemici, voi siete coloro che spargono sangue di innocenti, di giovani, anziani, uomini e donne, bambini e neonati. Non ho paura dei vostri kalashnikov, dei vostri coltelli e le vostre armi, perché da musulmana vi rinnego, vi combatto con la parola, con l’informazione, con la voce di chi vive quotidianamente la propria fede, dando esempio dei suoi insegnamenti.
Vi scrivo anche da italiana musulmana, perché possiate capire che il mio paese non sarà mai messo in ginocchio da una banda di criminali, che cercano di terrorizzare e creare caos. Io non ho paura di voi, se malauguratamente doveste arrivare qui, sarò la prima a scendere in campo per salvare la mia
patria, i miei concittadini e a dirvi che non avrete mai la nostra terra. Se qualcuno di voi sta cercando già di deviare la mente di qualche giovane, mio coetaneo, per commettere crimini contro l’umanità, sappiate che ce ne sono altri migliaia che sono pronti a riprendersi quella umanità che tenete in ostaggio, per ridarla al mondo intero. Non ci fermeranno mai i vostri messaggi intimidatori. Chi calpesta la nostra Costituzione, la nostra dignità umana, la nostra libertà non è altro che uno scellerato.
Vi scrivo anche da europea, ma questa volta il mio messaggio va a quegli stati che vi finanziano, vi danno armi con le quali poi uccidete e spargete sangue di vittime innocenti e create timori indegni. A te assassino, che con sangue freddo hai reciso fiori, hai calpestato l’anima a uomini, donne, bambini ed anziani, a te che scorrazzi qua e là alla ricerca di nuovi scenari in cui ripetere le tue malefatte, sappi che noi giovani e meno
giovani, faremo sì che i nostri stati europei, prima o poi la smettano di darti la benzina per carburare la tua macchina di ferocia e disumanità, perché noi non accettiamo in alcun modo che per politiche estere indegne e vili, si mettano in pericolo le vite di cittadini, di esseri umani, che non hanno alcuna colpa. Vi faremo vedere quanto è potente, unita, grandiosa la cittadinanza europea, uomini e donne liberi. Siete alleati del demonio, non appartenete al mondo, siete esseri vigliacchi e non avrete mai nulla da noi.
Un ultimo messaggio vorrei che vi rimanesse chiaro: non vi daremo mai la soddisfazione di chiamarvi stato, neppure islamico, perché io da musulmana difenderò in prima persona i miei amici e concittadini non musulmani e il mio bel paese, che non cadrà nelle vostre grinfie, MAI!

Giovane musulmana italiana europea libera

ISLAM-NUNZIO MICCOLI

USA e Russia, rappresentati dai ministri degli esteri, Kerry e Lagrov, apparentemente cercano un’intesa per porre fine dalla guerra in Siria, però Turchia e Arabia chiedono le dimissioni immediate di Assad, invece la Russia e gli Usa, ufficialmente per eliminare i terroristi e garantire una via di fuga ad Assad, accettano che conservi il potere per un periodo limitato; Russia, Iran e Assad vorrebbero prima sconfiggere l’Isis e gli altri terroristi, a quel punto, anche Assad, consigliato dai suoi alleati in tal senso, accetterebbe di andarsene, poi ci sarebbero le libere elezioni, riservate ai partiti democratici.
In generale, in Medio Oriente e nel teatro palestinese, Hamas è stata creata dai fratelli musulmani egiziani ed è sostenuta dal Qatar, dalla Turchia e dall’Iran, mentre l’Isis è sostenuto dall’Arabia; da una parte sono Turchia e Arabia sunniti e dall’altra l’Iran sciita. Arabia e Iran si fanno guerra per procura, mentre la Turchia, profittando della situazione, fa traffici economici e militari e specula anche sugli migranti e, come l’Isis sogna il califfato, sogna il sultanato; dietro Turchia e Arabia sta la Nato.
La Turchia non combatte veramente l’Isis, infatti, nelle carceri turche ci sono più curdi, giornalisti ed esponenti politici turchi, che guerriglieri dell’Isis. Il conflitto siriano è anche una guerra per procura tra Usa e Russia; gli Usa e i suoi alleati, fingendo di combattere l’Isis, che hanno armato, vogliono destabilizzare la Siria, la propaganda televisiva occidentale alimenta questo mito; fino adesso questa guerra, iniziata cinque anni fa, ha fatto 300.000 morti e creato milioni di profughi che la Turchia dirotta verso l’Europa.
La commissione europea, per favorire un accordo sull’immigrazione, non condanna le repressioni interne da parte della Turchia. La Russia sostiene la Siria dalla fine della seconda guerra mondiale, i ribelli armati dagli americani dovrebbero opporsi all’Isis, in realtà lavorano soprattutto per cacciare Assad, i peshmerga curdi, addestrati dagli italiani della Folgore, combattono contro l’Isis, con le sue truppe, l’Italia è impegnata anche su altri fronti, come la Somalia.
A capo di una coalizione, gli Usa, dopo aver eliminato Gheddafi, bombardano Irak e Siria, gli Stati Uniti volevano rovesciare Assad anche prima della primavera araba del 2011, per far contenta l’Arabia fondamentalista che fornisce petrolio e investe in Usa, nell’obiettivo erano i governi baathisti di Iraq e Siria, di contenuto laico e socialista; a capo della coalizione anti Assad, sono Usa, Turchia, Arabia e Qatar, che sponsorizzano l’insurrezione jihadista, alla quale partecipano Al Qaeda e Isis.
La propaganda occidentale afferma che si vuole cacciare Assad perché calpesta i diritti umani e per difendere la democrazia, però in Medio Oriente è difficile da realizzare una vera democrazia che non esiste nemmeno in Italia, inoltre, gli Usa non criticano l’Arabia che ha represso la primavera araba al suo interno, ricorrendo anche alla crocifissione e fustiga i condannati per blasfemia, inoltre, mette a morte quelli che offendono la religione.
Dopo la cacciata di Saddam dall’Irak e di Gheddafi dalla Libia, la ragione dell’intervento americano sta ancora nei combustibili fossili di queste regioni; inoltre, gli Usa vogliono impedire che la Russia, fornendo il gas con il suo gasdotto, si leghi strettamente all’Europa occidentale e perciò progettano un gasdotto concorrente che parta dal Qatar e arrivi in Turchia e poi in Europa occidentale; la Turchia ha anche cercato, senza successo, di persuadere Assad ad abbandonare un progetto di gasdotto con l’Iran, altro paese alleato della Russia e nemico di Usa e Israele.
Da un anno gli Usa sono ufficialmente in guerra contro l’Isis, ma con risultati trascurabili, infatti, l’Isis ha continuato ad avanzare; poi, a fianco di Assad, è intervenuta l’aviazione russa, che in tre settimane ha distrutto centrali operative, centri di addestramento e depositi di armi di Isis e Al Qaeda o Al Nusra, considerata dagli Usa opposizione moderata ad Assad; ora i miliziani dell’Isis si ritirano e si rifugiano in Turchia.
L’occidente aveva dichiarato di combattere il terrorismo e invece lo aveva lasciato agire indisturbato, in realtà, voleva solo abbattere Assad, la televisione occidentale accusava la Russia di colpire solo gli avversari di Assad e la popolazione civile e non l’Isis. Ora gli equilibri in Medio Oriente e in Egitto si stanno di nuovo spostando a favore della Russia; la Nato è corsa ai ripari e perciò a Vienna, sotto la presidenza del segretario di stato Usa, Kerry, è stato raggiunto un accordo per la fine della guerra in Siria, senza chiedere per il momento l’uscita di scena di Assad. Il documento finale difende l’integrità territoriale della Sira, promette aiuti economici al paese e la sconfitta di tutti i terroristi, le modalità per l’uscita di scena di Assad si decideranno in seguito.

EUROPA-NUNZIO MICCOLI

l Giornale americano Veteran Today ha scritto che la Germania ha un accordo segreto con Israele, con cui finanzia la sua produzione di armi nucleari, che poi Israele fornisce in parte alla Germania, mentre la Germania fornisce a Israele sommergibili per il lancio di missili nucleari. La Germania ha collaborato alla realizzazione del reattore nucleare israeliano di Dimona e alla realizzazione in Israele di un impianto per la lavorazione del plutonio, vi ha aiutato la realizzazione di un impianto per la produzione di armi nucleari e vendette una centrifuga per la produzione di armi nucleari alla Libia
Pare anche che un gruppo nazista, chiamato DVD, con sede a Dachau, a nord di Monaco, per il tramite della famiglia Bush, condizioni la politica di Germania e Usa. L’organizzazione si formò alla fine degli anni venti, d’intesa tra Londra e Washington e con un’alleanza tra le famiglie Bush, Harriman e Rothschild e poi ebbe il sostegno di Edward Heath, quest’organizzazione sostenne l’avvento di Hitler. (Gordon Duff – caporedattore di Veterans Today – Nexus n.118.)

LETTERA APERTA A LANDINI
Paolo De Gregorio

Caro Maurizio Landini, non ti far coinvolgere nella sommatoria di vari gruppuscoli che cercano di ricostruire una improbabile “sinistra italiana” che non riparte da lotte di massa dei lavoratori, ma da storiche e recenti scissioni di una sinistra in disfacimento identitario, dal “compromesso storico” e da “meglio la Nato che il Patto di Varsavia”, fino al governo Renzi che ha la spudoratezza di sostenere a nome della sinistra il “jobs act”, che rende precario e insicuro qualsiasi rapporto di lavoro.
Tu sei un sindacalista, conosci quel mondo, e dovresti ben sapere quanto è deleteria la divisione del mondo sindacale in sigle che hanno dietro forze politiche precise che, purtroppo, al di là delle panzane sulla autonomia dei sindacati, decidono linee, strategie e tattiche e rendono impossibile l’unità dei lavoratori. Il marcio che vi è tra i partiti politici si è trasferito anche nei vertici sindacali e infatti sono in pochi ad aver fiducia in queste organizzazioni, che semplicemente vanno abbandonate.
Un sindacato unico dei lavoratori, autogestito dagli stessi, con cariche che non durano più di due mandati, totalmente indipendente dai partiti, con dirigenti che non siano iscritti ad alcun partito, con piattaforme e decisioni elaborate dalla base e votate da tutti gli iscritti, elezione dei delegati senza liste calate dall’alto, libera scelta delle avanguardie riconosciute dai lavoratori, è un obiettivo storico che nessuno ha mai perseguito anche perché la logica del potere è quella di concentrarlo in poche mani e non avere istituzioni veramente autonome.
So bene che subito si griderebbe al regime totalitario voluto dai vetero-comunisti, ben sapendo che l’autonomia e l’autogestione sono le forme più alte di democrazia, e ci dovrebbero anche spiegare perché il sindacato unico dei padroni, che si chiama Confindustria, non è mai stato definito totalitario, perché esprime interessi di classe precisi, non è diviso in sigle politiche, proprio come dovrebbe essere il sindacato unico dei lavoratori, il più adatto a difendere gli interessi di quella classe sociale.
Il periodo storico è favorevole, le ideologie sono morte, i partiti in disfacimento, l’etica non c’è più nemmeno nella Chiesa tanto che Papa Francesco sembra un marziano in una curia ricca, corrotta e sessuofobica, quindi dare parole d’ordine di un sindacato unico, autogestito dai lavoratori, potrebbe diventare un brillante punto di riferimento, di fiducia, di rinnovamento profondo a cui potresti mettere la tua faccia che oggi ci appare onesta e fuori dai giochi dei politicanti.
La tua “coalizione sociale” mi sa di ambiguo ed astratto. Trasformare i lavoratori in protagonisti sociali, indipendenti dalla politica, mi sembra un grande obiettivo, da meritarsi un posto nella storia. Saluti e auguri.

Mauro Cioni
Caro Rossi, a parte che chiamare “compagni” gli attuali politici del PD è voler dare un pugno alla memoria di Berlinguer, fai un’analisi dell’operato del tuo presidente, non è certo la minoranza a sfasciare il partito, ma le politiche destrorse di Renzi accompagnate da una lotta alla corruzione inesistente, anzi incoraggiata, lotta all’evasione fiscale inesistente, provvedimenti che vanno contro le maestranze, tagli alla scuola, tagli alla sanità, tagli alle forze dell’ordine, aiuti di stato alle banche, aumento della spesa militare, l’acquisto degli F35, continue bugie che puntualmente racconta, per non contare la gente con cui collabora, fra condannati, indagati e lecca c.u.l.o. che non sanno mettere insieme una frase, forse ha ragione la minoranza è venuto il momento di fare due conti e uscire dal PD tenuto in piedi da Alfano con la cricca degli indagati, Verdini, solo il nome è una garanzia di illegalità, Caro Rossi non sarai Renziano ma ti piace andarci a passeggio sottobraccio.

LE PROPOSTE DEL M5S
Il M5S, a seguito della conferma da parte del Governo dei minori fondi e risorse destinati alle forze dell’ordine e alla sicurezza interna per l’importo di Euro 491.307.031 milioni, come si evince dal Bilancio di Previsione dello Stato riferito al Ministero dell’Interno (missione Ordine Pubblico e Sicurezza interna), ha presentato diversi emendamenti finalizzati, invece, a: incrementare la spesa per 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 a favore del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; a incrementare di 20 milioni di euro per l’anno 2016 la spesa in favore della Polizia di Stato e specificatamente per l’acquisto di automezzi, equipaggiamenti, ecc.;
a incrementare, al fine di ottimizzare il controllo ambientale e la prevenzione ed il contrasto alla criminalità organizzata, la spesa di 83.000.000 per l’anno 2016 a favore delle forze di polizia e degli enti tecnici preposti alla tutela ambientale, con specifica destinazione di 1,5 milioni di euro da destinare ai controlli incrociati tra i seguenti enti: Camere di Commercio, Agenzie delle Entrate, Agenzia delle dogane, Aziende sanitarie locali – Asl; a incrementare la spesa pari a 5 milioni di euro e procedere al trasferimento nella città di Roma del contingente militare attualmente impiegato nei cantieri del TAV e nel sotto attraversamento della città di Firenze per esigenze di prevenzione e contrasto alla criminalità ed al terrorismo durante il Giubileo di Roma del 2016; a incrementare la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2016 a favore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e per il potenziamento dell’intelligence nazionale; a istituire una commissione d’inchiesta sul traffico d’armi, nonchè a sbloccare il turn over nella PA, quindi anche per le forze dell’ordine, i cui contratti sono congelati da ormai 6 anni.
L’obiettivo del M5S era quello di impiegare maggiormente le risorse economiche in favore del personale e delle dotazioni delle Forze Armate in Sicurezza interna ed ordine pubblico e meno per finanziare operazioni internazionali di dubbio valore, come l’intervento in Afghanistan o come la vendita di armi all’estero. La nostra visione è quella di impiegare questo denaro pubblico nel sviluppare e potenziare la sicurezza interna, rendendo più efficiente le nostre forze dell’ordine. Più risorse a beneficio dei cittadini, meno in favore delle Lobby.
Le proposte in questione miravano chiaramente a spostare i finanziamenti previsti per lo sviluppo del settore dell’aereonautico, in cui attualmente è prevalente l’interesse a sviluppare sistemi d’armamento, verso un programma di potenziamento della Sicurezza interna, per la tutela esclusiva dei cittadini. Ma la maggioranza di questo Governo ha detto no!
Da beppegrillo.it


(Abu miao)

C’è stato un momento, domenica, in cui le operazioni della polizia belga hanno rischiato di essere messe a repentaglio sui social network da messaggi del tipo: «Stanno circondando il mio condominio» che finivano inconsapevolmente per fornire informazioni utili ai terroristi. Allora a qualcuno è venuta l’idea di confondere quelle altrui, mettendo in circolo immagini di gattini. In breve la Rete è stata intasata di caricature e fotomontaggi comici o patetici, comunque funzionali all’obiettivo, tanto da meritarsi a operazioni concluse il pubblico e ironico ringraziamento della polizia, che ha postato la foto di una ciotola di crocchette.
Non che basti essere dei cazzoni per sconfiggere i terroristi. Però obiettivamente aiuta. «Il Nome della Rosa» ci ha insegnato che il riso è nemico di ogni ideologia cupa. La libertà di ridere è qualcosa che l’Isis non può nemmeno concepire. Perciò ne sottovaluta il potere. Entrambi gli schieramenti hanno un’arma che l’avversario non possiede: loro la voluttà della propria morte, noi quella dei futili sghignazzi.
Saper prendere e prendersi in giro, persino al culmine di una tragedia, rimane l’antidoto più efficace contro la paura.
Da La Stampa

Una foto di croccantini in una ciotola della polizia federale e la scritta “Per tutti i gatti che ci hanno aiutato ieri… servitevi!”: è il tweet di ringraziamento dell’account ufficiale della polizia federale belga a tutti gli utenti che, postando foto di gatti durante le operazioni delle forze speciali, hanno ‘disturbato’ il flusso di informazioni che rischiava di essere di aiuto ai terroristi in fuga. Un po’ per ironia, un po’ per sdrammatizzare, i cittadini belgi (e anche qualche giornale) avevano risposto con foto di gatti all’appello al silenzio delle forze dell’ordine.

RIFLESSIONI SUL BENESSERE INTERIORE
Omraam Mikhaël Aïvanhov

« Può succedere a tutti di sentirsi, interiormente, come se si stesse attraversando un deserto: non si ha più il gusto né il desiderio di niente, tutto diventa insipido, estraneo, vuoto. Questo è lo stato più grave in cui un essere umano possa cadere. La cosa più grave non è subire fallimenti, essere malati o cadere in rovina, ma è non avere più amore, slancio, fede, perdere il senso della vita. Bisogna dunque pensare a preparare in se stessi gli elementi di cui si avrà bisogno per uscire indenni dal deserto dell’anima.
Ogni difficoltà ha una soluzione particolare. La soluzione può essere la luce o la volontà o l’umiltà o la purezza o l’amore… Perciò sforzatevi di non trascurare nessuna di queste potenze, in modo da non trovarvi completamente privi di mezzi al momento della prova. Anche se oggi vi sembra che non vi manchi nulla, non è una buona ragione per non lavorare all’acquisizione degli elementi che – potete starne certi – un giorno vi saranno necessari. »

« Volete che si provi piacere nel ricevervi, nell’incontrarvi? Invece di portare agli altri il vostro cattivo umore, le vostre preoccupazioni e le vostre tristezze, pensate come poter portare loro la gioia. Istintivamente ci si allontana da coloro che avvelenano l’atmosfera con lamentele e recriminazioni. Ma ciò che è anche peggio per queste persone è che esse avvelenano la loro stessa esistenza.
La tristezza è un fumo nero che, dopo aver invaso l’anima, finisce per estendere la sua ombra su tutto il viso. Alla lunga, anche il funzionamento dell’organismo viene turbato e l’intelligenza offuscata. Direte che il buonumore e l’allegria sono spesso una questione di temperamento, e che è difficile cambiare il proprio temperamento. È vero, ma tramite il pensiero, con l’amore e la volontà, ci si può riuscire… Per portare la felicità agli altri bisogna soprattutto riempire il proprio cuore di amore. Fate dunque appello all’amore con tutte le vostre forze, e non solo sarete felici, ma la gioia che avrete dato vi ritornerà amplificata. »

E’ l’ironia che ci permette di salvarci da quelli che vorrebbero diffondere il terrore.

Musulmana ignara viaggia seminando il panico con la scritta della sua borsa:

Il Manga giapponese

Tanti romani consigliano agli uomini del Califfo di non scegliere l’ora di punta per l’attacco: troppo alto il rischio di finire imbottigliati nel traffico del Grande Raccordo Anulare. C’è chi chiede di “portare la sigarette perché costano di meno” e chi consiglia ai terroristi di “evitare di prendere i mezzi pubblici perché sono sempre in ritardo”. Un altro: “Coi cammelli sui sampietrini ve ce vojo vede’”. Qualcuno dà anche dei suggerimenti su dove gustare i piatti della tradizione romana. Insomma, anche così si esorcizza la preoccupazione. Anche se la battuta più amara è quella sotto una foto della Barcaccia di piazza di Spagna violata dai teppisti: “Purtroppo per l’Isis, i tifosi del Feyenoord sono arrivati prima”.

RIDIRUDI :- ))

Tu me provochi? E io te magno!

CINQUE MOTIVI PER CUI L’ISIS NON PUO’ CONQUISTARE ROMA

Metti un giorno d’ordinaria follia nella Capitale. Roma batte Isis 5-0
L’annuncio c’è. «Conquisteremo Roma», ha dichiarato il portavoce dell’Isis Abu Muhammed Al Adnani. Così, in una non lontana giornata di dicembre, abbiamo immaginato l’assalto alla Capitale. E tutti i vari tentativi per cui i terroristi potrebbero non farcela.

PRIMO TENTATIVO: TANGENZIALE- «I miliziani dell’Isis non avranno vita facile» il messaggio congiunto è arrivato in una nota di Aci, Anas, Aiscat, Autostrade per l’Italia e la partecipazione speciale dell’Eni. Nel comunicato si legge «Traffico rallentato sulla Tangenziale Est, a causa delle solite code, tra viale Castrense e Largo Passamonti in direzione San Giovanni. Mosso il mar Tirreno».
Una notizia che non ha mancato di destare scalpore tra gli invasori «Passeremo di notte!» ha suggerito qualcuno «Niente da fare, la notte è chiusa…», ha obiettato tristemente un altro.
Al-Zarqawi avrebbe poi ricordato ai suoi della recente costruzione di una galleria che permetterebbe comunque il transito notturno «Abbiamo usato i tunnel a Gaza, possiamo farlo anche qui!».
Ma dopo aver telefonato allo 06.06.06 è arrivata la conferma della chiusura al traffico dalle 23.00 alle 6.00. «Allora che lo hanno costruito a fare?» si sono chiesti i guerriglieri, che ancora non hanno trovato risposta.

SECONDO TENTATIVO: METRO B – Si opta per la seconda soluzione: la metro. La scelta cade sulla linea B: partenza Rebibbia direzione finale Termini. A Pietralata, mentre il gruppo ISIS sta a bordo stretto tra una comitiva di tedeschi, un pensionato e un gruppo di quindicenni che “fa sega” a scuola, Mohamed ha un mancamento. Dentro il vagone, tra sudore e cappa, non si respira più. Fuori, anche se è Dicembre, ci stanno 40 gradi. Mentre i compagni schiaffeggiano Mohamed nella speranza che si riprenda il vagone si ferma. Dopo aver aspettato 10 minuti bloccati tra Monti Tiburtini e Quintiliani i militanti Isis vengono fatti scendere. «Gnente corsa zio, gnente», spiega il conduttore al gruppo che trascina Mohamed mezzo sofferente. «Fa ripija tu fratello perché ve la dovete fa a piedi capito?». Corse bloccate su tutta la linea. «Se so rubati il rame, mortacci loro». Poi si rivolge a Mohamed, che prende pian piano i sensi: «Zio pijate un caffè. Oggi va così. A piedi. Stacce».

TERZO TENTATIVO: LE DONNE – Al Adnani l’aveva promesso: prenderemo le vostre donne. Così il gruppo tra traffico, mezzi ko e gente che continua ad intimare caffè, va alla conquista della fauna femminile. Sempre a piedi, sulla Tiburtina purtroppo, i militanti decidono di avvicinarsi ad una mora top fucsia e jeans attillatissimi. La prima frase non è certo da corteggiamento ideale. Abdul, a suo dire uno dei più intraprendenti, si avvicina alla ragazza. «Donna» «infedele» e altre parole gli sfuggono nella prima frase. «Ma che me sta a dì questo?», chiede Moira all’amica a fianco. «Non so, te dice infedele». «Infedele a me? Ma che vor dì?», aggiunge Moira fissando Abdul. Moira non è affatto convinta. Un tizio, a piedi, sulla Tiburtina, le chiede di venire con lei. Non ha un auto, non ha delle Hogan ai piedi, non ha manco le sopracciglia depilate.
«A sfigato guarda che a me così, nun me convinci». Abdul rimane gelato e continua a ripetere a random i concetti della prima frase. Ripete l’esperimento a tutte le donne fino al parcheggio bus del Verano. Invano.

QUARTO TENTATIVO: IL COMIZIO – Il gruppo Isis comincia a vivere già i suoi primi attimi di scazzo. Abdul, già nervoso di suo per il rifiuto di Moira, comincia a sgridare Mohamed per ogni cosa che fa. A ora di pranzo qualcuno si palesa davanti ai militanti (ancora appiedati). «Siamo bombardati da un miliardo di informazioni su un miliardo di tematiche diverse. Ci confondono. Un cittadino informato è un cittadino sovrano». È il deputato 5 stelle Alessandro Di Battista, vuole parlare con loro. Mentre mezzo mondo cerca di capire dove si trovino in questo momento i pericolosi militanti Isis lui li ha trovati.
E prova a farli ragionare.
«Il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore». Ed inizia. «È tutta una questione di privilegi e i privilegi dei politici sono come la droga. Si chiama cambiamento, fa paura, me ne rendo conto, ma è la linfa vitale dell’essere umano. #oltre». Di Battista continua a parlare per almeno mezz’ora. «Il gioco è chiaro ma non ci fanno paura, abbiamo una fame di vittoria che questi questi squallidi illusionisti non sanno neppure cosa sia». Mohamed ha il secondo mancamento della giornata e sviene. I militanti, spaventati, mollano Dibba in mezzo ad una strada. Di Battista, a sua insaputa, diventa un eroe nazionale.

QUINTO TENTATIVO: AUDITORIUM – Dopo innumerevoli peripezie, code incessanti e un caldo a cui nemmeno loro sono abituati (“perché è l’umidità che ti frega”) i disobbedienti di Al Qaida provano ad avvicinarsi alle porte Vaticane.
Non riuscendo a trovare alcuna indicazione utile, si convincono a chiedere la strada alla signorina dell’ufficio informazioni; avendo ormai abbandonato qualsiasi velleità di rapimento della donna italica.
«Ehm… mi scusi» chiede un miliziano spostando il cappuccio dalla bocca per farsi sentire meglio. «Attenda un attimo…» risponde l’impiegata finendo di limarsi le unghie finte. Dopo circa 45 minuti di attesa, la donna abbassa la tendina e va in pausa pranzo, lasciando nel dubbio gli impavidi invasori. I più arguti suggeriscono di seguire la segnaletica stradale, ma di San Pietro nessuna traccia. A campeggiare nei posti più impensati invece, quel cartello bianco con freccia e scritta nera che salva la vita a qualsiasi abitante di Roma nord: «Auditorium».
Auditorium ovunque, da Capannelle a Balduina, da Giustiniana a San Giovanni, solo indicazioni per il complesso di Renzo Piano, ma per il resto… nulla di nulla.
Stanchi e rassegnati, i miliziani dell’Isis rinunciano al Vaticano e provano a farsi esplodere al Parco della Musica. Neanche il tempo di arrivare che vengono assaliti da una folla di cacciatori di autografi in attesa del Fiction Fest. Lusingati finiscono a scattare foto con i passanti.
FINE (in caciara)

Sembra che la CIA e il SIADE si stiano studiando un vecchio documento dei tempi di bin Laden (Allah l’abbia in gloria), per incrementare ‘la difesa interna italiana’ (termine strano che i politici stanno tentando inutilmente di farsi tradurre da antiche lingue morte).

CINQUE MOTIVI PER CUI NON E’ POSSIBILE FARE UN ATTENTATO A NAPOLI

Bin Laden ha dichiarato: “È molto difficile fare un attentato in Italia”. In realtà alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente affermano che Bin Laden ci ha provato, tempo fa diede ordine di organizzare un aereo in Italia. Due terroristi, provenienti da un Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire “il castigo di Allah per gli infedeli italiani”. Ecco com’è andata.

Arrivano all’aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla Turchia: escono dall’aeroporto dopo otto ore perché gli hanno perso le valigie. La società di gestione dell’aeroporto non si assume la responsabilità della perdita e un impiegato consiglia ai terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po’ di fortuna… Prendono un taxi: il taxista (abusivo) li guarda dallo specchietto retrovisore e, vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la città per un’ora e mezza. Dal momento che non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge i 200 euro, decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice. Dopo averli derubati e coperti di mazzate li abbandonano esanimi nel Rione 167.

Lunedì ore 04
Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a raggiungere un albergo sito in zona piazza Borsa. Decidono quindi di affittare un auto presso la Hertz di piazza Municipio. Quindi si avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di disoccupati napoletani, che non li fanno passare.

Lunedì ore 12,30
Arrivano finalmente in piazza Garibaldi decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente: i loro dollari vengono cambiati in biglietti da 100 euro falsi.

Lunedì ore 15:45
Arrivano all’aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell’Enel del centro direzionale. I piloti Alitalia sono in sciopero perché chiedono la quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore. Stessa cosa per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice per tutti (“altrimenti che controllori saremmo?”, hanno dichiarato). L’unico aereo disponibile che c’è in pista è uno della Maradona Air con destinazione Alghero e ha 18 ore di ritardo… gli impiegati e i passeggeri sono accampati nelle sale d’attesa… intonano canti popolari… gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i celerini… cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro tutti… si accaniscono in particolar modo sui due arabi.

Lunedì 19:05
Finalmente si calmano un poco gli animi. I due figli di Allah, coperti di sangue, si avvicinano al banco della Maradona Air per acquistare i biglietti per l’aereo con destinazione Sassari, dirottarlo e farlo schiantare contro le torri Enel. Il responsabile Maradona Air che gli vende dei biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato cancellato.

Lunedì 22:07
A questo punto, i terroristi discutono se continuare oppure no… non sanno più se distruggere Napoli è un atto terroristico o un’opera di carità.

Lunedì 23:30
Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante dell’aeroporto: ordinano panino con la frittata e impepata di cozze.

Martedì 04:35
In preda a una salmonellosi fulminante causata dalla frittata, finiscono all’ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del pronto soccorso. La cosa non sarebbe durata più di un paio di giorni, se non fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze. Successivamente, a causa di un banale quanto comune scambio di cartelle cliniche, ad uno dei terroristi viene asportato un rene sano, mentre all’altro viene applicato un doppio pacemaker di fabbricazione cinese, acquistato sul mercato nero.

Domenica 17:20
Dopo dodici giorni escono dall’ospedale e si trovano nelle vicinanze dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso Palermo per 3-0, con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall’arbitro Concettino Riina da Corleone. Una banda di ultrà della “Masseria Cardone”, vedendo i due scuri di carnagione, li scambiano per tifosi del Palermo e gli rifilano un’altra caterva di legnate. Per di più il capo degli ultrà, un tale detto “Peppo o Ricchione”, abusa sessualmente di loro.

Domenica 19:45
Finalmente gli ultrà se ne vanno. I due terroristi decidono di ubriacarsi per la prima volta nella loro vita (anche se è peccato!). In una bettola della zona portuale gli rifilano del vino adulterato con metanolo e i due rientrano al San Gennaro per l’intossicazione. Gli viene anche riscontrata la sieropositività all’HIV (Peppo non perdona).

Martedì 23:42
I due terroristi fuggono dall’Italia in zattera con direzione Libia, semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a causa del virus HIV. Giurano ad Allah che non tenteranno mai più nulla contro il nostro amato Paese.
.
(Almeno speriamo che i terroristi sappiano l’Italiano e leggano quanto sopra).

http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Cara Viviana,
    le persone civili ( tu sei tra quelle), vivono con difficoltà la crisi che il nostro paese sta vivendo e stiamo andando nella voragine della inciviltà, leggerezza,indifferenza a rotta di collo, e come dici, serve una santa pazienza.
    Ti abbraccio.
    Mariapia

    Commento di MasadaAdmin — novembre 24, 2015 @ 10:46 am | Rispondi

  2. Orsù, petto in fuori e tutti in coro, avvolgiamoci in una toccante Marsigliese (ma non è quella cantilena che fino a ieri non sopportavamo quanto meno discutevamo, a simbolo d’un Paese arrogante che s’appropriò persino di una musica composta da nobile piemontese?); e abbracciamoci ancora tutti, stringendoci forte ai nostri ‘cuginetti’ (ma non erano quelli che… sciovinisti, spocchiosi, insopportabili e persino un po’ sozzi, con quel bidet da loro inventato ma poi abbandonato, eliminato?); e per essere ancor più solidali, bombardiamo mano nella mano qualche Stato dannato, in una nuova missione a ostia di f-35, tanto per scolarizzare, civilizzare e far ravvedere un po’ i nostri comuni nemici. E passi pure quel Napoleone che assoggettò l’impero papalino e fece arrestare un Papa, così come le dispute accese (restiamo tanto soft) per Tunisia, Nizza e Corsica; e tacitiamo i reclamati accoltellamenti alle spalle (vicendevoli) da Bismarck alla seconda guerra mondiale a…; e non consideriamo i tanti dispettucci ossessivi per la fashion o il vigneto migliori, le testate fanciulle di Zizou o il machiavellismo patriottico di Materazzi; e mettiamo in un armadio gigante le infinite altre divisioni e querelles che non ci hanno mai affratellato nè ispirato solidarietà; superiamo coscienziosamente tutto: in nome (o bestemmia) della pace. Tanto, guerra e armi e terroristi d’occasione, esisteranno sempre; e ingrasseranno i paperoni della morte ma anche un po’ noi. E comunque, fuori dal reciproco orticello, entrambi decidiamo poco, forse nulla

    Commento di homofaber — novembre 25, 2015 @ 10:43 am | Rispondi


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