Nuovo Masada

novembre 19, 2015

MASADA n° 1702 19-11-2015 LE RADICI DELL’ODIO

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MASADA n° 1702 19-11-2015 LE RADICI DELL’ODIO

Le cosiddette ‘missioni di pace’ – Analisi del fanatico – L’Isis è stato creato dagli Stati uniti e finanziato dagli emirati – Numeri delle grandi religioni – Contro il versetto del Corano le atrocità della Bibbia – Ma se non facciamo la guerra, cosa possiamo fare? – Padre Alex Zanotelli – Se il petrolio è guerra, liberiamoci dalla schiavitù dal petrolio! – Non avrete il mio odio – Un milione e 300 mila vittime civili. Il Rapporto di Amnesty – Islam vuol dire pace- La geopolitica del caos

Questa civiltà moderna di oggi e guidata da un manipolo di persone con una pietra al posto del cuore.
Andrea
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Non so cosa sia peggio se le menzogne dei potenti o il fanatismo degli imbecilli.
Viviana
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La più grande vittoria dei terroristi è farci diventare come loro.
Viviana
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Gli uomini d’affari sono sempre attratti dalla prospettiva di un conflitto.
Questo la dice lunga sul genere di etica dei loro affari.

Viviana
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Hollande: “La Francia è in guerra. Ue intervenga con noi”.

Annamaria
Cito: “In altre occasioni abbiamo addirittura rovesciato il vocabolario definendo le nuove guerre “missioni di pace”, e qui l’insufficienza semantica del vecchio vocabolo è diventata uno strumento e un alibi per perpetrare un inganno politico e mediatico.”
Lo smarrimento di una collettività che ha capito che sta succedendo qualcosa di enorme, ma non possiede le parole giuste per dirlo.”
Ho selezionato due passaggi di Gilioli che mi sembra rappresentino molto bene il ‘prima’ e il ‘poi’ del momento che stiamo vivendo e della nostra attuale condizione.
Il ‘prima’: le “missioni di pace”: immensa violenza rivestita di immensa ipocrisia.
Il ‘poi’: smarrimento, confusione, disorientamento di fronte a qualcosa di enorme che non si era previsto e che ci ricade addosso e da cui, più che ‘le parole giustè, non troviamo il mezzo giusto per metterci al riparo.
I ‘mostri’, inventati, finanziati, armati, addestrati da quelli delle “missioni di pace”, si sono messi ‘in proprio’ e le “missioni di pace” le fanno a modo loro.
Ha ragione chi scrive:”Prima o poi arriva il momento di sbattere il muso sulla realtà, di guardarsi allo specchio e accettare quello che si vede. Noi occidentali siamo bestie assassine come quelli dell’Isis. Loro uccidono in nome del loro dio, noi in nome del nostro: il dio denaro. Non siamo diversi quanto a ferocia e integralismo.”
Ha ragione Ant che scrive:” Noi non esitiamo a bombardare un ospedale perché le nostre bombe sono intelligenti non etiche. Se un obiettivo sensibile si scuda di mille innocenti, per noi divengono automaticamente mille casualties. Anzi, mille complici.”
Ha ragione Viviana quando scrive: “Si parla oscuramente di ‘Califfato islamico. Perché non si accusano direttamente Il Kathar, il Kuwait, gli Emirati arabi? Eppure i servizi segreti sanno benissimo che sono i loro emiri i mandanti delle stragi. Ma tutti tacciono perché con gli emiri si fanno buoni affari.”
Ha ragione Caterina quando scrive:” Fin da piccola mi hanno insegnato che quello che fai ha le sue conseguenze, e non puoi sperare di cavartela per sempre. Quindi, a me tutto torna.”
Ecco, anche a me tutto torna.


(Tonino Mattu)

Ant
A mio vedere non possiamo colpire il fondamentalismo ed integralismo e contemporaneamente rifiutare chi fugge e cerca asilo. Anche perché sono la migliore critica possibile a quell’integralismo.
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ALESSANDRO GILIOLI
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/11/12/la-scorciatoia-dei-mediocri/

“Che l’ISIS sia o sia stato uno strumento della politica estera americana oltre a risultare evidente dai fatti di questi ultimi anni è confermato in maniera più o meno diretta da vari esponenti dell’establishment di Washington.
Tra i più espliciti era stato mesi fa il generale Wesley Clark, ex comandante delle forze alleate nella guerra in Kosovo, ex comandante supremo della NATO in Europa e per un breve periodo candidato alla presidenza per i democratici nel 2004. Secondo Clark, l’ISIS è stato creato e finanziato precisamente dai “più stretti alleati” degli Stati Uniti, al fine di “combattere Hezbollah” in Libano.
Gli alleati in questione sono le monarchie assolute del Golfo Persico, in prima fila nel fornire denaro e armi a formazioni jihadiste anche e soprattutto per rovesciare Assad in Siria, ma la sua ammissione tende a minimizzare, se non a occultare del tutto, il ruolo svolto dagli Stati Uniti in queste operazioni. Che l’ISIS sia o sia stato uno strumento della politica estera americana oltre a risultare evidente dai fatti di questi ultimi anni è confermato in maniera più o meno diretta da vari esponenti dell’establishment di Washington.”
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SUL FANATICO E DINTORNI
Viviana Vivarelli

Non vedo nessuna differenza tra i fanatici dell’Isis che odiano tutto l’Occidente e i fanatici dell’Occidente che odiano tutto l’Islam e sbandierano i testi sanguinari della Fallaci o le frasette piazzaiole di Salvini o, ancor peggio, si allineano a forme di odio ideologiche come il Breivik (cristiano fondamentalista) che fa strage di 90 giovani a Utoya.
Tutti i fanatici mi sembrano uguali, totalizzanti e accecati, in preda a un delirio inquietante e demoniaco.
Quando la furia della passione antiumana invade la psiche, qualunque sia la sua origine etnica, politica, ideologica, religiosa.., assistiamo sempre a una caduta verso il basso dell’animo umano con un invasamento non diverso da quello che portò appena ieri ai pogrom, all’olocausto, alla caccia alle streghe, alle follie anticomuniste del maccartismo…
Ma quando l’uomo, qualunque sia il suo invasamento, perde la sua ragione, è pronto a credere a tutto, è una pedina in mano a interessi superiori i quali sono tutt’altro che fanatici, sono lucidi e freddi, e usano i fanatici come corpi senza coscienza, passioni senz’anima, zombi manovrati dalla politica e dalla finanza.
L’uomo che perde la capacità di discriminare le differenze e le responsabilità personali e individuali e che odia per masse, per religioni, per nazionalità, per ideologie, è l’uomo che è dominato dal suo inconscio e ha perso la capacità di gestire se stesso. Di lui si può fare tutto il peggio possibile.
È chiaro che alcuni hanno un DNA anti islamico e non sono diversi dai fanatici dell’Isis. A loro non importa sapere che il fanatismo nasce in qualsiasi religione come nell’ateismo, non importa sapere che i fanatici dell’Isis sono strumentalizzati, addestrati e armati da Russia, America, Emirati, per interessi di finanza e di potere, in cui di motivi religiosi o ideologici non c’è traccia. A loro importa solo far rientrare tutto quello che accade in una ossessione razzista e c’è chi ci marcia, o perché ci sono partiti che possono arrivare al potere solo sfruttando l’odio razzista o perché chi gestisce la finanza ha bisogno di fare guerre di conquista che hanno molto poco a che fare con la religione o l’etnia ma molto con giochi di predominio, sterminio e potere.

Io non potrò ascoltare chi è ossessionato nella stessa maniera dei fanatici islamici e generalizza a interi popoli quella che è la malattia di pochi individui. Il paradosso, tragico e grottesco insieme, è che i fanatici occidentali odiano proprio i profughi che scappano dalla furia dell’Isis e sono proprio quei profughi le sue maggiori vittime e i maggiori testimoni del suo fallimento.
Israele fa parte del blocco capitalista americano e la distruzione della Siria rientra nei suoi scopi. Agitare tutto questo odio serve a una guerra contro la Siria per aggiogarla al giogo americano e tranquillizzare Israele, permettendole quella espansione che è stata più volte stornata. Nel gioco di potere si infilano gli emirati arabi.
Capisco chi legge gli eventi secondo l’impero del capitalismo e della grande finanzia mondiale, delle multinazionali, delle banche e delle corporazioni, ma non riesco a capire chi è accecato dall’odio religioso o razziale e non vede altro che quello.
Il fanatismo è la piaga dell’umanità e leggere interi popoli in chiave razzista è un’altra forma di fanatismo, utile a pochi, dannoso ai più. La differenza tra il fanatico cristiano che demonizza l’Islam e il fanatico dell’Isis che demonizza l’Occidente è zero, a livello di odio inconsulto essi sono pari.
Ricordiamo che ciò che odiamo di più negli altri è qualcosa che ci riguarda intimamente. Quando entriamo nell’ossessione non facciamo altro che proiettare su altri qualcosa di nostro. Chi odia tutti gli Islamici in modo indifferenziato è egli stesso un fanatico e chi lo spinge a questo è un criminale.
Il termine fanatico viene da fan=tempio. Il fanatico è totalizzante, crede in un proprio dogma come se fosse sacro. Sacralizza una propria fissazione, la esaspera, la totalizza, non capisce altro che quella, ne è schiavo, riduce ogni cosa alla propria fissazione.
Nel mondo ci sono persone buone e persone cattive, non è sano vedere popoli interi come malvagi e dividere il bene e il male secondo grandi categorie come fanno certuni. Eppure questo è sempre stato fatto nella storia e il potere ha sempre usato questa arma per scatenare i popoli in guerre in cui chi è in basso perde sempre e chi è in alto guadagna sempre. Il fanatico è un elemento negativo della società, che si fa usare da altri, avendo perso il senso della realtà, ma chi ne fa uso è peggiore, perché il fanatico è un essere inconscio, plagiato, inconsapevole, in parte è una vittima, ma chi lo usa agisce a freddo, con cinica consapevolezza e fa del fanatico il suo strumento cieco da manovrare a proprio interesse. Nel fanatismo c’è una vena di follia. Il fanatismo non è sano, da qualunque parte provenga. Le guerre si servono dei fanatici e aizzano il fanatismo, perché ai potenti l’uomo che non pensa ma odia fa comodo mentre è l’uomo che pensa il loro mortale nemico.

Il gioco dei potenti è sempre lo stesso. Spingere i popoli a desiderare la guerra.
Ora, chiunque abbia un minimo di buon senso dovrebbe sapere che la guerra è sempre distruttiva per i popoli, anche per il popolo del paese vincitore. Nessuna persona sana di mente potrebbe desiderare la guerra. Ma ai potenti le guerre fanno comodo perché è così che aumentano il loro potere. C’è dunque un solo modo per far sì che i popoli desiderino la guerra. Creare un nemico e spingere ad odiarlo. L’odio contro un nemico è un gigantesco stimolo a oltrepassare qualunque opposizione alla guerra. L’odio al nemico deve essere superiore dell’odio alle guerre.
Ecco perché gli Stati uniti il nemico lo hanno attentamente costruito, lo hanno addestrato, lo hanno armato, lo hanno lasciato libero di agire, poi lo hanno scagliato contro gente inerme in atti odiosi, che sono stati ingigantiti fino a diventare non atti di singoli ma di masse, al solo fine di scatenare l’odio di altre masse per usare questo odio a loro piacimento.
Gli Americani lo hanno fatto con Saddham, poi contro Saddham, nell’attacco alle torri, con Assad e contro Assad. Il gioco è sempre lo stesso. E chi cade ancora in questo gioco che vuol fare del mondo non un mondo di pace ma uno scacchiere di guerre, non capisce quello che fa ed è il più servo dei servi.


(Henry Rousseau)

I NUMERI DELLE GRANDI RELIGIONI

Ricordiamo che le religioni del Libro (Bibbia = Libro), cioè che hanno in comune l’Antico Testamento, sono tre: Ebraismo (4000 anni fa), Cristianesimo (2000 anni fa) e Islamismo (1400 anni fa). Oggi i numeri sono questi: Cristiani, 2 miliardi e 200 milioni di persone, Islamici 1 miliardo e 800 milioni, Ebrei 14 milioni di persone (di cui quasi 6 in Israele). Pur essendo gli Ebrei una minoranza religiosa (sono meno di buddhisti, taoisti, scintoisti, sik), il loro potere finanziario (banche e multinazionali) e la loro influenza sulla politica soprattutto statunitense è sempre stata enorme e ha governato la politica anglosassone in Medio Oriente.
Avendo una base storica e religiosa comune (la Bibbia), le tre religioni dovrebbero essere sorelle, come chi nasce da una stessa famiglia, invece, come accade nelle famiglie peggiori, hanno sempre sviluppato tra loro un odio implacabile ed eterno (pogrom, crociate, guerre agli eretici ecc.) che finora solo Papa Giovanni ha tentato di sedare, chiedendo rapporti e colloqui in nome di un ecumenismo che poi è stato sparito nei successori, per cui l’odio che li divide è più grande e spietato di quello che può esserci verso altre religioni come induismo o buddhismo.
Tutto si può dire delle tre religioni del Libro fuor che siano state religioni di pace e la storia di tutte e tre è stata una storia di guerre senza fine in cui si sono ammucchiati solo orrori e atrocità, prova evidente che in nessuna è stato ereditato uno spirito di costruzione e di amore. Ovviamente, essendo ogni religione un luogo di potere, politica e mercato, il predominio e la prevaricazione hanno avvelenato e strumentalizzato quanto avrebbe dovuto esserci di buono nel culto, dovendo essere una fede primariamente il luogo dove si esaltano i valori positivi dell’uomo e dunque la fratellanza, la partecipazione, la condivisione, il rispetto reciproco e la pace. Al contrario, la storia di queste tre religioni è stata più spesso cosparsa dall’eccitamento dei valori più negativi che un uomo possa produrre: il fanatismo, l’odio, la prevaricazione, la manipolazione, il potere. La conseguenza è stata un cumulo di orrori, di morti, di stragi che hanno avvelenato l’occidente e il Medio Oriente.


(Boccioni)

LE ATROCITA’ DELLA BIBBIA

A quanti sventolano trionfalmente e con stupidità quel versetto del Corano 2:191 “Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.”
vorrei contrapporre versetti identici presi dalla Bibbia

Il bastone di Dio, retto dalle mani di Mosè sulla vetta del colle, permise a Giosuè di sterminare Amalec e la sua gente “passandoli a fil di spada“.

Dio comandò ai figli di Levi: “Ognuno di voi si metta la spada al fianco; percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino.” – “In quel giorno caddero circa tremila uomini” e Dio ne fu compiaciuto.

Dio ricompensò l’obbedienza assicurando che ogni nemico sarebbe perito per la spada.

Con l’approvazione di Dio gli Israeliti si recarono nella città di Og, ne uccisero il re Basan – senza risparmiare i figli – sterminarono l’esercito senza lasciare superstiti, e assunsero il controllo del territorio.

Dio appoggiò Giosuè nel combattere e sterminare dodicimila uomini e donne nella città di Ai. Nessuno sopravvisse.

Dio aiutò Giosuè nel massacro dei Gabaoniti.

Con l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di Machedda ed il suo re “a fil di spada” – Li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.

Dio mise la città di Libna nelle mani di Giosuè. “Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“
Dio diede la sua approvazione affinché Giosuè uccidesse ogni uomo, donna e bambino della città di Lachis. Con la spada.

Tutti gli abitanti della città di Eglon furono falciati dalle spade di Giosuè e della sua armata.
Gli israeliti uccisero venticinquemila uomini. Seicento fuggirono nel deserto. Gli israeliti li raggiunsero e “li passarono a fil di spada, dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto quello che si trovava; e diedero alle fiamme tutte le città che trovarono
.“ (si prosegue con vari stermini)

La punizione di Dio contro coloro che attaccano Israele: “Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto.“

LE RADICI DELL’ODIO
Paolo De Gregorio

Su Libero un titolo a caratteri cubitali recitava “Islamisti bastardi”, per la gioia di quei cittadini acefali che non desiderano assolutamente comprendere la realtà elementare, che l’odio ha delle origini, non nasce dal nulla, e non volerlo capire e spiegare significa la pervicace volontà di lasciare le cose come sono, ossia mantenere lo scontro tra Stati, religioni, interessi economici e geopolitici.
Tutta la storia del dopoguerra ci racconta che la ricerca della pace da parte delle “democrazie occidentali”, per la difesa dei nostri valori di civiltà cristiana è una balla spaziale, una barzelletta da raccontare ai sudditi, visto che la 3a guerra mondiale partì dalla Corea, nei primi anni ’50, con gli USA che si intromisero in un conflitto a 10.000 km dalla loro nazione e così in Vietnam, per arrivare all’Irak, all’Afganistan, alla Libia, e ora bombardano la parte della Siria in mano all’Isis.
Una persona onesta si ricorderebbe anche le guerre per procura finanziate e armate dagli USA e dai suoi camerieri della Nato, tipo quella scatenata dall’allora servo degli americani Saddam Hussein contro l’Iran della rivoluzione komeinista, che costò un milione di morti per difendere solo gli interessi delle multinazionali petrolifere.
Per chi non ha dimenticato ancora le aggressioni dei crociati cristiani di un millennio fa, non pensate che vendicarsi dei morti di questi anni, con i mezzi che hanno. sia quanto meno comprensibile e prevedibile?
La elementare verità da comprendere è che questa situazione globale, in cui il capofila dei guerrafondai sono gli USA, con 900 basi militari sparse in tutto il mondo, che non appaiono proprio come presidi di pace e di amore universale, è voluta e gestita da chi vuole continuare ad esercitare la propria superiorità militare (non etica né morale), in accordo con quei giganteschi interessi dei produttori di armi, del Pentagono, dei servizi segreti, delle multinazionali del petrolio, che sono il vero governo degli USA e del mondo.
Sono loro che stanno dietro la 3a guerra mondiale di cui ha parlato anche Papa Francesco e sarebbe ora che finalmente la Chiesa puntasse il dito contro i veri guerrafondai: Usa, Inghilterra, Israele, Nato.
La Francia, se non vuole attentati sul suo territorio, ha una sola strada da percorrere, chiedere scusa per essersi intromessa nella crisi siriana, senza alcun titolo per farlo, per essersi intromessa nella guerra civile libica, con feroci bombardamenti che hanno fatto molte più vittime di quelle subite, e invece costruire una Europa pacifica, senza la Nato, indipendente dagli Usa, e considerare i paesi arabi i nostri vicini con cui fare affari secondo le leggi del mercato e non secondo la potenza militare.

MA SE NON FACCIAMO LA GUERRA, COSA POSSIAMO FARE?

Da chi ha solo l’odio nel cuore, da chi non conosce nemmeno lontanamente il significato di parole come religione o democrazia, da chi non vede altro rimedio al terrorismo che il bombardamento di interi Paesi, anche se da quei Paesi le popolazioni innocenti e vittime scappano e diventano profughi disperati proprio per sfuggire alle bombe e al terrorismo, si alza una eterna quanto stupida domanda: “Ma se non facciamo la guerra, cosa possiamo fare?”

Risponde il maggiore santo italiano, Padre Alex Zanotelli: “Possiamo smettere di fabbricare e vendere armi. Possiamo smettere di rispondere occhio per occhio e dente per dente col risultato di rendere tutto il mondo cieco. Possiamo dare una retta informazione a coloro che i media hanno reso come zombi rinfocolando un fanatismo di massa pari a quello dell’Isis. Possiamo smetterla di finanziare le banche armate e di votare i partiti guerrafondai che spendono più in armi per guerre aggressive di quanto spendono nella difesa e nella vita dei loro cittadini. Possiamo smetterla di riversare le risorse della Nazione in guerre inutili quanto disastrose che aumenteranno le stragi e la rovina e la distruzione di futuro di tutti”.

PADRE ALEX ZANOTELLI

“La guerra imperversa ormai dall’Ucraina alla Somalia, dall’Iraq al Sud Sudan, dal Califfato Islamico (ISIS),al Califfato del Nord della Nigeria (Boko Haram), dalla Siria al Centrafrica, dalla Libia al Mali, dall’Afghanistan al Sudan, fino all’interminabile conflitto Israele –Palestina.
Mi sembra di vedere il ‘cavallo rosso fuoco’ dell’Apocalisse: ”A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace della terra e di far sì che si sgozzassero a vicenda, e gli fu consegnata una grande spada.”(Ap.6,4) È la “grande spada” che è ritornata a governare la terra. Siamo ritornati alla Guerra Fredda tra la Russia e la NATO che vuole espandersi a Est, dall’Ucraina alla Georgia.
Nel suo ultimo vertice, tenutosi a Newpost nel Galles(settembre 2014), la NATO ha deciso di costruire 5 basi militari nei paesi dell’Est, nonché di dare pesanti sanzioni alla Russia. Renzi ha approvato queste decisioni e ha anche aderito alla Coalizione dei dieci paesi , pronti a battersi contro l’ISIS, offrendo per di più armi ai Curdi. Inoltre si è impegnato a mantenere forze militari in Afghanistan e a far parte dei “donatori” che forniranno a Kabul 4 miliardi di dollari. Nel vertice NATO, Obama ha invitato gli alleati europei a investire di più in Difesa, destinandovi come minimo il 2% del PIL. Attualmente l’Italia destina 1,2% del proprio bilancio in Difesa. Accettando le decisioni del Vertice, Renzi è ora obbligato ad investire in armi il 2% del PIL .Questo significa 100 milioni di euro al giorno!!! Questa è pura follia per un paese come l’Italia in piena crisi economica. È la follia di un mondo lanciato ad armarsi fino ai denti. Lo scorso anno (dati SIPR)I, i governi del mondo hanno speso in armi 1.742 miliardi di dollari, cioè 5 miliardi di euro al giorno (1.032 miliardi di dollari solo dagli USA e NATO). Siamo prigionieri del “complesso militare- industriale” USA e internazionale che ci sospinge a sempre nuove guerre, una più spaventosa dell’altra, per la difesa degli “interessi vitali”, in particolare della “sicurezza economica”,come afferma la Pinotti nel Libro Bianco. Come quella contro l’Iraq , dove hanno perso la vita 4.000 soldati americani e mezzo milione di iracheni, con un costo solo per gli USA di 4.000 miliardi di dollari. Ed è stata questa guerra che è alla base dell’attuale disastro in Medio Oriente ,che fa ripiombare il mondo in una paurosa spirale di odio e di guerre. Papa Francesco ha parlato di Terza Guerra Mondiale.
Davanti ad una tale situazione di orrore e di morte, non riesco a spiegarmi il silenzio del popolo italiano. Questo popolo non può aver dimenticato l’articolo 11 della Costituzione: ”L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” Non è possibile che gli italiani tollerino che il governo Renzi spenda tutti questi soldi in armi, mentre lo stesso non li trova per la scuola, per la sanità, per il terzo settore. Tantomeno capisco il silenzio dei vescovi italiani e delle comunità cristiane, eredi del Vangelo della nonviolenza attiva.
È ora che insieme, credenti e non, ci mobilitiamo , utilizzando tutti i metodi nonviolenti , per affrontare la “Bestia “(Ap.13,1)”. Ritorniamo in piazza e per strada, con volantinaggi e con digiuni e, per i credenti, con momenti di preghiera. Chiediamo al governo sia di bloccare le spese militari che di “tagliare le ali” agli F-35 che ci costeranno 15 miliardi di euro. La speranza nasce dal basso, da questo metterci insieme per trasformare Sistemi di morte in Sistemi di vita. Ce la dobbiamo fare!
Speriamo nel Sogno ben espresso dal profeta Michea:
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci, una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra.” (Michea,4,3).

Viviana
Ma ha senso bombardare interi Paesi per combattere una banda di assassini? È come se volessimo bombardare la Sicilia per estirpare la mafia?
Per reagire all’Isis basterebbe che i servizi di intelligenze dell’Occidente usassero veramente le informazioni sul terrorismo che sono in loro possesso e bloccassero i terroristi prima che intervengano.
Per reagire all’Isis basterebbe che le potenze occidentali interrompessero le sceneggiate continue per cui prima addestrano e armano i ribelli (lo stesso vicepresidente di Obama ha appena dichiarato che quelli dell’Isis li hanno addestrati loro), poi fingono di non vederli quando preparano i loro attacchi, come fecero con le due Torri, e infine bombardano paesi innocenti dichiarando che sono tane di terroristi e che bisogna liberare il mondo dal terrore).
Per reagire all’Isis basterebbe rivelare il gioco sporco delle banche che investono in armi e riciclano i soldi dei trafficanti di carne umana.
Per reagire all’Isis basterebbe dare una informazione vera ai popoli e non aizzarli alle guerre sante.
Per reagire all’Isis basterebbe non comprare il petrolio che loro vendono e penalizzare i Paesi che lo comprano.
Persino usare energie alternative e non petrolio sarebbe un’operazione di pace.
Invece per combattere la cricca assassina dell’Isis bombarderanno popolazioni inermi, creeranno altre masse di profughi e di disperati, distruggeranno ospedali, ponti, città, pranzi di nozze, avveleneranno fiumi…come hanno sempre fatto.
Siamo rimasti allibiti a sentire i due sciacalli che ridacchiavano al terremoto dell’Aquila, ma quanti sono gli sciacalli, Hollande in testa, che ridacchiano oggi al pensiero dei lauti affari che verranno loro dalla guerra?
E gli sciocchi vanno loro dietro come se dall’ennesima guerra, che il Papa, ha dichiarato ‘mondiale’, potesse mai venire qualcosa di buono per i buoni!
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Se oggi il Medio Oriente è un focolaio di distruzione, l’Occidente ha piena responsabilità del peggio. L’avidità di accaparrarsi il petrolio, il gas, le posizioni strategiche di controllo del territorio, l’acqua, gli interesso sporchi dei mercanti di armi, dei finanzieri, di quelli che in Borsa scommettono sulla morte. L’esigenza di difendere a qualunque costi le aberrazioni di Israele, stato nato sull’iniquità e mantenuto con iniquità che prima ha cercato di espandersi a spese della Siria e ora è ben lieto di invaderla.
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E così Hollande ha deciso “in nome della difesa della Nazione” di violentare la Costituzione francese, cioè di aggredire proprio la Nazione. Il che sarebbe una ulteriore vittoria del terrorismo contro la democrazia. Chissà come mai prima si permette l’emergenza e poi, sistematicamente, si violano i diritti democratici, con la scusa dell’emergenza? A meno che l’emergenza non sia proprio lo strumento per attaccare i diritti democratici (vedi Patriot Act). Ma allora non sarebbe il terrorismo la causa ma il pretesto.
Mi chiedono cosa c’entrano i popoli e cosa possono fare contro le guerre delle grandi potenze per i loro sporchi interessi?
I popoli c’entrano sempre quando non difendono i loro valori migliori, quando non sostengono le loro democrazie, quando non si informano, quando non si emancipano, quando non cercano cultura e verità, quando si lasciano aizzare nelle loro visceralità peggiori, e soprattutto quando mantengono al potere col loro voto quelli stessi che si sono messi a servizio dell’orrore per difendere i loro piccoli e meschini interessi personali.
L’emancipazione del mondo passa per l’emancipazione di ognuno di noi.
E ognuno di noi è per la sua parte responsabile del tutto.
Siamo 8 miliardi di persone e LORO sono poche migliaia di despoti.
Subire e non reagire finirà per distruggerci tutti.

frei
Se Blair ha ammesso le responsabilità della Gran Bretagna sull’intervento in Iraq, se Putin al G20 afferma che alcune nazioni del Gruppo hanno finanziato e armato la mano dei terroristi, se Rohani idem…allora dovrebbe essere fatta una seria autocritica da parte dei paesi di democrazia avanzata, come ci onoriamo di essere. Se poi qui in Italia, anziché investire in F35, impiegassimo risorse fondamentali per i servizi di intelligence e difesa territoriale interna, molto meglio sarebbe. Se poi l’Europa condividesse gli stessi sistemi di controllo e difesa, i metodi di monitoraggio dell’immigrazione, le informazioni in possesso dei servizi di intelligence e ci fosse finalmente non solo unione per politiche dettate dalle banche e dalla finanza, ma un’Europa autorevole e democratica, in ascolto dei suoi popoli e dei suoi parlamenti, magari adesso nessuno invocherebbe modifiche alle costituzioni. Se.

Viviana
….e invece ora magari Obama riuscirà a vincere le resistenze europee sullo scudo spaziale americano sull’Europa, abbatterà quel poco di democrazia ancora resistente in qualche Paese europeo, farà passare il Ttip vincendo le ultime opposizioni, comanderà ad ogni paese europeo di spendere il 2% del Pil in armi (ovviamente americane), aumenterà le sue basi militari in Europa e convincerà i più che essere soggetti alla Troika (che rappresenta gli interessi della grande finanza occidentale) è giusto e progressivo.
E i sordo-ciechi di casa nostra continueranno come degli scemi a dare la colpa di tutto ai migranti, seguendo i razzisti furbastri padani e non.
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È inutile e stupido cercare le fonti finanziarie dell’Isis quando gli stessi americani li hanno finanziati insieme agli Emiri, con cui sono andati sempre d’accordo, e ora l’Isis ha nelle sue mani pozzi di petrolio da cui ricava ogni giorno 1,5 milioni di dollari.
Titolo di Repubblica: “I semi dell’Isis nel carcere di Camp Bucca. Così al-Baghdadi e gli altri concepirono Daesh sotto gli occhi degli Usa”
Sono questi i risultati ottenuti dalla Cia con il suo programma antiterrorismo?
Ma c’è molto di peggio. Ogni volta che gli Stati uniti e persino l’Italia ci dicono che spendono soldi ‘per addestrare alla difesa interna’ iracheni o afgani, a cosa li addestrano veramente?
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Renzi ciancia a vuoto con le solite frasi fatte mentre Alfano si immiserisce in polemiche sterili di basso livello con Salvini. Palloni gonfiati tutti e tre!
Intanto, mentre da Alfano non arriva verbo sui 18.000 agenti che vanno in congedo e non esiste un bando di concorso per reintegrarli, Renzi depenalizza l’autoriciclaggio, favorendo in pratica il giro di soldi sporchi.
Con cosa vogliono farla la prevenzione? Con le chiacchiere?

Guerre per il petrolio? Come evitarle? Basterebbe operare a favore della liberazione dal petrolio

SE PETROLIO È GUERRA, LIBERIAMOCI DALLA SCHIAVITU’ DEL PETROLIO!

L’ISOLA AUTOSUFFICIENTE
Energia pulita, imponenti montagne e rigogliose vallate… Potrebbe sembrare la descrizione di un romanzo di fantasia, di un film romantico oppure utopia, non è così. Nel nostro pianeta, infatti, esiste un posto che sta per diventare autosufficiente al 100 per cento…Sì, avete capito bene, autosufficiente al 100 per cento! L’Isola di Eigg, in Scozia, con i più svariati sistemi alternativi sostenibili riesce ad ottenere oltre il 90 per cento della sua energia da fonti rinnovabili..
Grazie al suo paesaggio incontaminato e all’installazione su tutta l’isola di centrali idroelettriche, turbine eoliche e pannelli solari, può garantire il fabbisogno energetico di quasi tutti i suoi abitanti. Il forte vento e l’abbondante sole, condizioni geografiche che per molti sarebbero considerate “difficili” da sopportare, sono state invece viste dagli abitanti dell’isola come un potente mezzo che gli ha permesso di trarne un grande vantaggio, garantendo anche il riscaldamento gratuito di spazi pubblici, come chiese e centri sociali..
La rete elettrica, costata 2.640 mila dollari, è stata avviata nel 2008 ed è stata resa indipendente dalla rete nazionale del Regno Unito. L’isola usa la propria energia, non quella delle “grandi compagnie”, mantenendo un consumo inferiore ai 5 chilowatt, con un massimo di 10 chilowatt per le aziende.
Ma la cosa sorprendente è un’altra: l’isola è di proprietà dei suoi abitanti. Infatti dal 1997 chi vive sull’isola per più di sei mesi diventa un membro del comitato dei residenti ed è parte attiva e integrante per le decisioni che riguardano la gestione della propria città.
In questo modo, gli scozzesi ci stanno offrendo una nuova visione su come possiamo concepire la natura, il mondo e le sue risorse, ma soprattutto ci permettono di vedere concretamente e di toccare con mano quelli che sono i mezzi per vivere bene, in un ambiente naturale, sano, ecologico e senza l’utilizzo di combustibili fossili. Non tutti potremo andare ad abitare sull’Isola di Eigg, ma possiamo trarne un grande insegnamento che ci permette di riflettere, acquisire nuove idee e nuovi modi di vivere.
Sono questi grandi esempi che ci permettono di capire che se vogliamo possiamo attuare in ogni momento un grande cambiamento. Non è un’illusione.

http://www.nationofchange.org/island-scotland-be-first-100-self-sustaining-place-earth-1392131918
blog.saltoquantico.org
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Come è sempre accaduto, i servizi segreti erano stati informati ‘prima’ dell’attentato a Parigi e nessuno è intervenuto.
Da giornalisti israeliani arriva la notizia che Israele sapeva dal marzo 2011 dell’attentato contro il Bataclan perché i proprietari sono ebrei, ciò nonostante il locale non era sorvegliato. Tuttavia gli ebrei francesi erano stati avvertiti.

http://voxnews.info/2015/11/14/giornali-israele-ebrei-avvertiti-di-attacco-imminente-ieri-mattina/

PAOLO PAGLIARO: GLI AMICI DELL’ISIS HANNO NOME E COGNOME

La domanda: “Chi finanzia i terroristi dell’Isis?” ottiene quasi sempre risposte evasive o allusive. Ma in un momento di sincerità, il 7 ottobre 2014, parlando alla Cnn, il vice presidente americano Joe Biden disse che i principali finanziatori dello stato islamico erano alcuni paesi alleati degli Stati Uniti: Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait e Qatar. “Hanno fatto piovere centinaia di milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, – disse Biden – peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti siano stati al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da tutte le parti del mondo”. Il giorno dopo l’amministrazione Obama presentò scuse formali e ritrattazioni, ma nelle conversazioni off the record con i giornalisti i funzionari della Casa Bianca ammisero che il vice-presidente aveva detto la verità.
Che gli stati del Golfo finanzino le milizie jihadiste in funzione anti-Assad e più in generale contro il potere sciita lo pensano numerosi osservatori internazionali. Naturalmente non si tratta di un appoggio esplicito, con il timbro dei governi; si tratta quasi sempre di donazioni che vengono da privati, stimati banchieri o uomini d’affari di casa a Ginevra, Londra o Parigi. I loro nomi sono ben noti, anche se alle opinioni pubbliche occidentali dicono poco o niente.
Vengono invece direttamente dall’America le fiammanti Toyota che in colonna trasportano i tagliagole del Califfato. Lo ha ammesso il Dipartimento di Stato, spiegando che i pick-up sono parte degli aiuti inviati ai ribelli siriani in guerra contro Assad. Da loro all’Isis il passo è stato breve.
Può accadere però che le armi arrivate da occidente ricompaiano poi nel centro di Parigi.

In quanto alla miserevole querelle “dove prendono i soldi questi terroristi?”, la domanda dovrebbe essere “chi c’è rimasto ormai che non li aiuta?”; visto che abbiamo una lunga fila di Paesi finanziatori, oltre agli aiutini degli stessi americani e, ovviamente, alla maggioranza dei pozzi di petrolio siriani in mano all’Isis, che fruttano ogni giorno 1,5 milioni di dollari o anche il doppio, petrolio che viene rivenduto a Siria, Irak Turchia, Emirati arabi e perfino Paesi europei, ma sembra che non si riesca a distogliere dal traffico nemmeno la Turchia, socia della Nato.
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Ninnananna di Trilussa recitata da Gigi Proietti

NON AVRETE IL MIO ODIO
MASSIMO GRAMELLINI

Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto su Facebook ai terroristi che al Bataclan hanno ucciso sua moglie.
«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.
L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».
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Crozza a diMartedì, la copertina del 17 novembre 2015: ‘Je suis un cretin totalment brancolant dans la nuit

http://www.giornalettismo.com/archives/1948526/maurizio-crozza-copertina-martedi-17-novembre-seria-sui-fatti-parigi/

“Dopo l’11 settembre, siamo passati ai bombardamenti e dopo 14 anni di bombardamenti, adesso i talebani occupano molto più territorio di quanto ne avevano prima.
Però, coi nostri bombardamenti sono stati uccisi un milione di civili iracheni, 200.000 civili afgani e 80.000 civili pachistani. Più che una guerra di civiltà per ora è stata una RIUSCITISSIMA guerra ai civili. E quella, secondo me, l’abbiamo giù vinta.
Sbaglio o adesso stiamo per rifare la stessa cosa?
Forse non sono io il cretino ma tutto il mondo.

FESSERIE
Salvini twitta: Buonisti = complici
Subito Libero titola: BASTARDI ISLAMICI
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Moni Ovadia: “Sarebbe come se, dopo l’attentato a Falcone e Borsellino, si fosse titolato ”Bastardi Siciliani”.
La guerra non è mai stata una soluzione. I bombardamenti aprono problemi, non li risolvono. Gli Stati uniti sono stati i migliori amici dell’Isis e sostennero Al Qaeda quando si trattava di armarlo o addestrarlo contro la Russia. La Russia è alleata di Assad. È tutto un intreccio di affari collegati. Blair ora ci viene a dire che la guerra all’Irak era tutta basata su prove false. Non lo dice nessuno ma ci sono 23.000 morti islamici colpiti dal fuoco islamico.”
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Gino Strada: “In 15 anni di guerra solo danni

La guerra non solo è uno strumento stupido e crudele, non funziona neanche. Questa guerra è incominciata poco dopo l’11 settembre. È stato detto, a noi cittadini, che era cominciata la guerra al terrorismo e sarebbe durata 50 anni. Bene, 15 sono già passati. E con quali risultati? Si sono distrutte intere nazioni, scardinata la struttura sociale, non solo politica. E l’Isis nasce proprio da lì. Davvero un grande successo!! … e nessuno dice niente. Serve la guerra o ha prodotto ulteriore guerra, ulteriore terrorismo? Ce li ricordiamo i talebani? Nessuno se li ricorda più, ma controllano oggi molto più di quello che controllavano prima dell’ingresso in guerra in Afghanistan. Io non ci sto a liquidare 15 anni di storia così. Prima bisogna ammettere gli errori del passato. Quante balle sono state raccontate ai cittadini del mondo! Mi sono visto sventolare perfino una provetta con piscio di laboratorio per giustificare una guerra. E oggi ammettono di aver detto bugie, perfino Tony Blair.

hairway to steven
La varietà delle soluzioni proposte dimostra univocamente la complessità della questione, nonché la sua sostanziale insolubilità.
Nel 2001, Tiziano Terzani, rispondendo ai deliri all’invasata Fallaci, scrisse: “L’orrore indicibile è appena cominciato, ma è ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento.” Una grande occasione persa. Persa per sempre.
In 15 anni abbiamo fatto tutto il possibile e oltre per la nascita e lo svezzamento dello stato islamico. Il terrorismo salafita non è mai stato così forte e inafferrabile. Tutti gli anonymous del cyberspazio, tutte le intelligence in ascolto non possono impedire che 8 kamikaze mettano a ferro e fuoco una capitale europea, verosimilmente pullulante di telecamere e organizzata per un’emergenza di questo genere.
Quelli che evidenziano le lacune dell’antiterrorismo francese sono gli stessi che manderebbero le truppe di terra, come settant’anni fa, per una riedizione quasi scontata di Dien Bien Phu.
Hollande reagisce da isterico, mentre il nostro Renzi per una volta tace. Bravo! Ma dell’irrilevanza internazionale nostrana abbiamo già preso atto, quando il gioco si fa duro non contate sull’Italia.
Storpiare la Costituzione? Errore da matita biancarossaeblu, guardate noi che abbiamo debellato le br e combattuto le mafie senza stravolgere la carta. Anche questo tocca leggere. Come se le leggi Reale e Cossiga non avessero fatto più danni di uno tsunami alla nostra cagionevole democrazia. Come se per sgominare un migliaio di brigatisti male armati e peggio addestrati non avessimo dovuto ricorrere infine alle torture e alle delazioni. E con le mafie non avessimo portato a casa un sostanziale pareggio, il minimo risultato con il massimo sforzo.
Né torture né delazioni né miserabili contrattazioni ci salveranno dalla forza brutale dei “valori” jihadisti, esecrabili quanto vuoi, ma fortissimi. Pensiamo di cavarcela opponendo la bellezza del nostro lifestyle? Auguri.
Quanto agli “errori” di Bush&Blair, dipende dai punti di vista. Per qualcuno, invadere Afghanistan e Iraq è stato un lucrosissimo affare, e continua a esserlo. Gli “errori”, in subordine allo scopo del profitto, sono rubricabili alla voce “inconvenienti implementativi”. Si parva licet: anche la Tav è un errore, una castroneria economica strategica ambientale e finanziaria nel lungo periodo MA per qualcuno è un succoso business nel breve. Inconvenienti: qualche straccione di valligiano da sfollare e manganellare, un po’ di opinione pubblica da ridimensionare, poca roba.
Mentre gli “inconvenienti” dell’occupazione militare occidentale, in corso da 15 anni, appaiono improvvisamente fuori controllo.
È la guerra, che i coglioni coniugano al presente indicativo mentre è in corso da decenni, soltanto si è spostata di qualche fuso orario. La barbarie coltivata lontano dagli occhi sembra meno barbarie e i morti non vanno a finire nelle foto gallery, sono troppi e intaserebbero i server. “Vengo a restituirti un po’ del tuo terrore, del tuo disordine, del tuo rumore”.
Nella terza guerra mondiale, in corso di svolgimento, i morti civili superano e supereranno definitivamente il numero dei caduti militari. Ecco finalmente spiegato il senso dell’asimmetria.

RAPPORTO DI AMNESTY
http://www.rapportoannuale.amnesty.it/

Il 2014 è stato un anno catastrofico per milioni di persone intrappolate nella violenza di stati e gruppi armati. Di fronte ad attacchi barbarici e repressione, la comunità internazionale è rimasta assente.
I governi a parole sostengono l’importanza di proteggere i civili ma i politici di tutto il mondo hanno miseramente fallito nel compito di tutelare coloro che più avevano più bisogno d’aiuto.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non è intervenuto ad affrontare la crisi siriana negli anni precedenti, quando ancora sarebbe stato possibile salvare innumerevoli vite umane. Tale fallimento è proseguito anche nel 2014. Negli ultimi 4 anni, in Siria sono morte più di 200.000 persone, la stragrande maggioranza civili, principalmente in attacchi compiuti dalle forze governative (Assad). Circa 4 milioni di persone in fuga dalla Siria hanno trovato rifugio in altri paesi. Più di 7,6 milioni sono sfollate in territorio siriano.
La crisi in Siria è intrecciata con quella del vicino Iraq. Il gruppo armato che si autodefinisce Stato islamico, Isis, che in Siria si è reso responsabile di crimini di guerra, nel nord dell’Iraq ha compiuto rapimenti, uccisioni sommarie assimilabili a esecuzione e una pulizia etnica di proporzioni enormi. Parallelamente, le milizie sciite irachene hanno rapito e ucciso decine di civili sunniti, con il tacito sostegno del governo iracheno.
La non risposta dell’Occidente alle violenze commesse da Stati e gruppi armati contro i civili è stata vergognosa e inefficace.
Nel 2014 i gruppi armati hanno commesso abusi di diritti umani in almeno 35 Paesi.
Oltre 3.400 i rifugiati e i migranti annegati nel Mar Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa.
119 i paesi nei quali i governi hanno arbitrariamente limitato la libertà di espressione.
Amnesty chiede ai 5 stati membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di rinunciare al loro diritto di veto nei casi di genocidio o di altre atrocità di massa.
La disponibilità di armi in grandi quantità è uno degli aspetti cruciali del nuovo contesto internazionale. La scorsa vigilia di Natale, dopo una campagna durata oltre 20 anni, è entrato in vigore il Trattato globale sul commercio di armi, che ha l’obiettivo di limitare i trasferimenti internazionali di armi e munizioni. Se applicato, contribuirà a salvare migliaia di vite umane. Finora è stato sottoscritto da 130 Paesi e ratificato da 62, ma non da Stati Uniti, Cina, Canada, India, Israele e Russia.
Nel 2014, enormi forniture di armi sono state inviate a Iraq, Israele, Sud Sudan e Siria, nonostante la probabilità assai elevata che sarebbero state usate contro i civili intrappolati nei conflitti. Quando lo Stato Islamico ha conquistato ampie parti dell’Iraq, ha trovato grandi arsenali pronti all’uso. L’irresponsabile flusso di armi verso chi viola i diritti umani deve cessare subito.
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Un rapporto pubblicato da un gruppo di medici insigniti del premio Nobel della pace rivela che quasi un milione di civili iracheni, 220.000 Afgani e 80.000 Pachistani sono morti, nel nome della battaglia condotta dall’Occidente contro «il terrore».
La «guerra mondiale contro il terrorismo» ha ucciso almeno 1,3 milioni di civili.
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Viviana
È vergognoso vedere quante teste deboli e strumentalizzate, bisognose di odio come di una droga, incensino la Fallaci in nome di nuove crociate contro l’Islam, come se non bastassero i milioni di morti che queste guerre spietate hanno procurato, e animati dallo stesso fanatismo che muove i terroristi. Ma quando mai occhio per occhio ha reso vedente qualcuno? Ci diciamo cristiani con l’orgoglio di chi ignora anche i principi fondamentali di questo credo che doveva essere rivoluzionario perché sostituiva l’amore all’odio, ma del Cristo non sappiamo niente e siamo rimasti ai tempi tribali dell’Antico Testamento non diversi da certe frasi sporadiche del Corano, ancora legati ad un Dio spietato e guerriero che difende i popoli eletti e stermina i suoi nemici.
La Fallaci era una fanatica sanguinaria che aveva rinnegato tutta la sua ideologia precedente (il suo compagno Panagulis si sarà rivoltato nella tomba a vedere il suo utile e rabbioso voltafaccia)ed era avvelenata da un odio parossistico e malato
Ha guadagnato dei bei soldoni coi suoi scritti aizzanti alla guerra santa ed è stata usata utilmente da quelle potenze come gli USA la cui politica è sempre stata finalizzata alla guerra, al colonialismo,alla depredazione di risorse altrui, all’invasione di Paesi fino al giorno prima considerati amici.
Si situò perfettamente nella catena di media servili, come il Corriere della sera, che fecero il lavoro sporco di manipolare i cervelli per convincere gli sciocchi della necessità improrogabile di ‘esportare la democrazia’ con una guerra utile e santa con tutte le balle conseguenti, e che decisero quell’occupazione del Medio Oriente che gli USA avevano progettato molto prima dell’attacco alle Torri (già nel marzo, cioè 7 mesi prima, era cominciato lo spostamento delle truppe e dei mezzi navali verso il Medio Oriente e nulla accadde in quel micidiale 11 settembre che la Cia non avesse saputo prima, ed esattamente come oggi, lasciò che i terroristi agissero indisturbati).

Berluscameno
La nuova strage di Parigi era annunciata, e non solo dai proclami bellicosi dell’Isis.
La matrice della strage potrebbe facilmente essere ricondotta ad una struttura di potere USA -marcatamente progressista fino ai primi decenni del dopoguerra- e poi – col doppio omicidio di Bob Kennedy e Martin Luther King – rovinosamente degenerata in una parabola reazionaria, neo-feudale e neo-aristocratica.
La nuova élite finanziaria e bancaria globale ha avuto mano libera fino al Pnac, il piano dei neo-con per il “nuovo secolo americano” su cui costruire il “nuovo ordine mondiale”, quindi c’è stato l’11 Settembre e la “guerra infinita” (Iraq, Afghanistan, Libia, Siria) che è sotto i nostri occhi, compreso l’ultimo spaventoso massacro di Parigi.
E resta sempre nell’ ombra uno dei soggetti-chiave degli ultimi sanguinosi sviluppi:
proprio l’Isis, l’armata di tagliagole del “califfo” Al-Baghdadi, terroristi e miliziani sostenuti da Turchia e Arabia Saudita, appoggiati da settori dell’ intelligence Usa e impiegati in diversi teatri, sempre con la medesima missione: destabilizzare gli assetti statali, generare terrore e caos, ingaggiare l’Occidente in una sorta di Terza Guerra Mondiale che ha come obiettivo strategico il depotenziamento della Cina, vero competitor mondiale dell’egemonia del dollaro, e il suo alleato più potente, l’indocile Russia di Putin.
Siamo oggi molto lontani dal presidente Roosevelt, fautore del New Deal, e sua moglie Eleanor, promotrice all’ Onu della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che sono stati sostenitori di un orizzonte liberal-socialista, nutrito di idee keynesiane, quelle che ispirarono lo storico piano elaborato da George Marshall per far risorgere l’ Europa dalle macerie del dopoguerra.
Oggi, a loro proseguimento dovremmo farla finita con l’austerity imposta dall’Ue “ed fare spesa pubblica espansiva, verso la ‘piena occupazione’.
Si parla spessissimo di Keynes e del Piano Marshall, evitando però di ricordare che l’insigne economista inglese e il famoso generale erano amici progressisti.
“La crisi della democrazia”, libro che è stato promosso dalla Commissione Trilaterale (guidata dalla élite al potere globale) è stato redatto con sempre lo stesso obiettivo:
collocare i propri uomini (Thatcher, Reagan, Kohl, Mitterrand, ecc.) alla guida dei paesi-chiave, per occupare lo Stato e asservire le sue sovranità ai diktat delle grandi lobby multinazionali.
Nulla di tutto ciò è avvenuto per caso, ma sotto la regia di Bush senior, che sarebbe “impazzito di rabbia” dopo la bruciante sconfitta inflittagli nel 1980 dai sostenitori di Reagan”. Da allora, ancor prima di diventare a sua volta presidente, Bush avrebbe reclutato il gotha ‘neo-con’ del ‘Pnac’, il piano per il’ Nuovo Secolo Americano’, da Cheney a Rumsfeld, nonché fondamentali alleati europei, da Blair a Sarkozy, incluso il turco Erdogan. Missione del clan dei conservatori USA dell’élite al potere finanziario e bancario globale: ‘destabilizzare il pianeta’, anche col terrorismo, a partire dall’ 11 Settembre.
Per questa missione è stato riciclato- a suo tempo – anche ” Osama Bin Laden, arruolato dallo stesso Brzezinski ai tempi dell’invasione sovietica in Afghanistan.
Risultato, dopo l’attentato alle Torri: una serie di guerre, in sequenza, dall’ Afghanistan all’Iraq, dalla Libia alla Siria, anche dietro il paravento della “primavera araba”.
Ultimo bersaglio, la Russia di Putin. Oggi la “geopolitica del caos” si avvale sempre di più della più’ grottesca creatura dell’intelligence USA’, “il fondamentalismo islamico”:
nel lontano 2009, i militari americani del centro iracheno di detenzione di ‘Camp Bucca’ si videro recapitare l’ordine di rilascio dell’allora oscuro Abu Bakr Al-Baghdadi, l’attuale “califfo” dell’ Isis. Oggi, Al-Baghdadi è l’uomo che minaccia l’Europa e fa strage di innocenti a Parigi, e c’è chi se ne stupisce: politici e giornalisti esibiscono sconcerto e raccapriccio, come se brancolassero nel buio.

Tiziano Terzani fu una delle persone più pacifiste e illuminate del mondo
Traggo dalla sua risposta alla Fallaci:

«L’immagine del terrorista che ora ci viene additata come quella del “nemico” da abbattere è il miliardario saudita che, da una tana nelle montagne dell’Afghanistan, ordina l’attacco alle Torri Gemelle; è l’ingegnere-pilota, islamista fanatico, che in nome di Allah uccide se stesso e migliaia di innocenti; è il ragazzo palestinese che con una borsetta imbottita di dinamite si fa esplodere in mezzo ad una folla. Dobbiamo però accettare che per altri il “terrorista” possa essere l’uomo d’affari che arriva in un paese povero del Terzo Mondo con nella borsetta non una bomba, ma i piani per la costruzione di una fabbrica chimica che, a causa di rischi di esplosione ed inquinamento, non potrebbe mai essere costruita in un paese ricco del Primo Mondo. E la centrale nucleare che fa ammalare di cancro la gente che ci vive vicino? E’ la diga che disloca decine di migliaia di famiglie? O semplicemente la costruzione di tante piccole industrie che cementificano risaie secolari, trasformando migliaia di contadini in operai per produrre scarpe da ginnastica o radioline, fino al giorno in cui è più conveniente portare quelle lavorazioni altrove e le fabbriche chiudono, gli operai restano senza lavoro e non essendoci più i campi per far crescere il riso, muoiono di fame?».

Capite ora perché non me la sento di gridare “Je suis Paris”, così come non ho gridato, a suo tempo, “Je suis Charles”? No!

Piuttosto: JE SUIS CITOYEN DU MONDE!

ISLAM
Il termine arabo Islam significa semplicemente sottomissione e deriva da salam- che significa PACE
Il Credo islamico (Iman) consiste nel fatto che tu abbia fede in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Apostoli, nella vita futura.
“Dio si è rivelato ad Abramo.
Da Abramo discendono Ismailiti, Ebrei e Cristiani.
Dio ha dato tre diverse rivelazioni da cui sono nate tre diverse religioni : Ebraismo, Cristianesimo ed Islam.
L’ultima rivelazione in senso cronologico è quella data a Maometto.
Questo fatto viene interpretato dai Musulmani come il compimento di tutta la rivelazione divina: le prime due rivelazioni sarebbero incomplete e ad esse ebrei e cristiani non avrebbero risposto con la dovuta osservanza.
Abbiamo già visto nella storia quali danni terribili e disumani può fare un odio generalizzato che colpisce indiscriminatamente tutta una categoria di persone, un popolo, una etnia
Lo abbiamo visto con gli ebrei, con i comunisti, con gli omosessuali, con i negri, con gli odi di genere, con quelli razziali…
Abbiamo già conosciuto gli orrori del pregiudizio e della caccia alle streghe
Non ripetiamo gli orrori del passato demonizzando oggi i musulmani!
I musulmano sono quasi due miliardi
e i terroristi e i fanatici sono una netta minoranza, come sono una netta minoranza all’interno del mondo cristiano (vedi Breivik)
Il resto è Islam moderato
Negare che esista un Islam moderato significa negare la realtà dei fatti e accanirsi su un pregiudizio estremista in un modo radicale che esaspera solo le opposizioni
I pregiudizi rendono l’uomo cieco e lo abbassano a un livello di barbarie
Per quanto riguarda il terrorismo, una schiacciante maggioranza dei musulmani è contraria e non lo giustifica
Per quanto riguarda la libertà delle religioni, la maggior parte dei musulmani la difende
Per quanto riguarda l’uguaglianza delle donne, quanto più avanza il progresso tanto più anche questa avanza e non è che nel mondo cristiano siano scomparsi disuguaglianze e pregiudizi
Per quanto riguarda le guerre di conquista, fino ad oggi, la maggior parte sono state scagliate proprio da capi di governo che si dichiaravano cristiani
Per quanto riguarda l’osservanza del culto, possiamo solo osservare che i musulmani sono molto più religiosi di noi e che non conosciamo la loro religione ma non conosciamo nemmeno la nostra. Almeno loro hanno letto il Corano, noi nella maggior parte non abbiamo mai letto la Bibbia
Per quanto riguarda la gerarchie i dogmi, nell’Islam semplicemente non esistono.
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Grazie Viviana,
    mi hai fatto venire in mente un bellissimo post che ho letto ieri sera:

    http://nellanimoantico.blogspot.it/2013/09/questo-post-nasce-dalla-lettura.html?spref=fb&m=1

    Grazie
    Ilaria

    Commento di MasadaAdmin — novembre 19, 2015 @ 10:56 am | Rispondi

  2. Cara Ilaria
    la tua citazione è giusta. Come sai, su Jung ho scritto un libro di 700 pagine, che puoi leggere interamente e gratuitamente sul mio blog Masada, cercando dalla parte destra della Home alla voce ‘Psicoanalisi’, e il fatto citato lo puoi leggere anche in
    https://masadaweb.org/2011/12/21/masada-n-1350-21122011-alchimia-lezione-11/
    saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 19, 2015 @ 11:04 am | Rispondi


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