Nuovo Masada

novembre 18, 2015

MASADA n° 1701 18-11-2015 IL PENSIERO POSITIVO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:57 am

MASADA n° 1701 18-11-2015 IL PENSIERO POSITIVO

(Riflessioni tratte da una conferenza di Giuliano Falciani)

Il pensiero è la maggiore espressione dell’uomo, ma bisogna imparare a pensare bene.
Anche il Buddha insegna a pensare rettamente. Il pensiero fa l’uomo e fa il mondo.
State attenti a quello che pensate perché la maggior parte dei compiti kahrmici è legata ai pensieri, alle intenzioni. Non pensate in questa vita di poter risolvere tutto perché tutta questa vita è un battito di ciglio.
Ogni sera fate un bilancio di quanti pensieri positivi o negativi avete avuto nella giornata. E fate sempre attenzione a quello che pensate. Tutti i nostri pensieri devono essere allineati all’Uno. Ricordiamo che se immettiamo nell’energia un pensiero negativo, attiriamo energie simili. Quello che pensiamo ritorna a noi come un boomerang.

Noi siamo creatori del mondo a immagine e somiglianza di Dio. Siamo quel Sé superiore che spesso crediamo di non incontrare mai. E quello che ci accade non è che il segno di ciò che dobbiamo incontrare.
Chi è geloso o è possessivo è come se dicesse: io ti do il mio amore ma tu devi rendermi dieci volte tanto.
Quando ci incarniamo, scegliamo una certa combinazione astrale, una certa combinazione materiale, un certo destino e sono quelli di cui abbiamo precisamente bisogno a livello kahrmico.
Il kahrma non è dolore o espiazione, ma azione e conseguenza dell’azione, perché ogni esistenza è conseguenza delle esistenze precedenti.
Ognuno di noi ha le sue dipendente ma è proprio lavorando sulle dipendenze che possiamo lavorare sulla nostra liberazione.
Anche l’eccessiva protezione di un figlio può essere una dipendenza. Noi lo amiamo ma allo stesso tempo vorremmo assoggettare la sua volontà alla nostra, con la scusa che sappiamo meglio di lui qual è il suo bene, con la scusa di proteggerlo. Possiamo farlo quando è piccolo, non possiamo più farlo quando è grande. Lo amiamo ma ci aspettiamo da lui certi comportamenti, siamo dipendenti da lui e vorremmo che lui dipendesse da noi. Naturalmente questo farà sì che il figlio ci deluda, deluderà le nostre aspettative e saremo inquieti e turbati. Per quanto lo amiamo, siamo restii ad abbandonare il legame con il figlio che abbiamo immaginato e con quella immagine che gli vorremmo imporre. In questo modo distruggeremo la sua volontà e libertà e la nostra.
Solo quando l’io impara a distaccarsi da rapporti troppo vincolanti, si libera e libera l’altro.
L’amore non può esistere nella costrizione.
L’amore può esistere solo nella liberazione, la nostra e quella dell’altro, noi amiamo bene solo quando liberiamo l’altro dai vincoli di un amore troppo possessivo.
(Il verso di un poeta dice: “Ti stringo a me con l ebraccia aperte”)
Noi siamo portati a dubitare sempre dell’altro, come se non avesse una sua individualità e una sua libertà. Siamo abituati a pensare le cose più negative di ognuno e di ogni realtà. Siamo pieni di giudizi e pregiudizi, di ansie, di timori, di presentimenti spiacevoli.
Il pensiero crea e il pensiero distrugge. Il pensiero alimenta tutto l’Universo nel bene e nel male. L’Universo ci ascolta.
Quando pensiamo, mettiamo in moto delle energia che si diffondono tutto attorno creando o attirando ciò che abbiamo pensato. Se temiamo troppo che qualcosa di spiacevole avvenga, aumenteremo le probabilità che esso avvenga realmente. Lo evocheremo. Lo creeremo. Attireremo a noi proprio quello che non vogliamo.
Per questo colui che temere di continuo di essere derubato attirerà i ladri. E chi teme di continuo di subire violenza subirà violenza. Ricordate questo se pensate ossessivamente qualcosa di negativo per i vostri figli: esso accadrà.
Nell’Universo tutto è pensiero. L’Universo stesso non è altro che la manifestazione dell’essere divino pensante.
Noi non siamo abituati a pensare di poter percepire i pensieri di chi abbiamo vicino, ma gli altri forse possono farlo, per cui cerchiamo di pensare sempre con la massima verità, la massima sincerità e la massima positività. Solo così creeremo e attireremo cose simili.
Questa nostra esistenza attuale non è altro che la manifestazione di un pensiero che abbiamo avuto in passato.
Dunque bisogna chiedere all’Universo il Bene e avremo il Bene.
La vera preghiera è la richiesta buona; la meditazione è la risposta. La meditazione è il mettersi in ascolto. Creare un vuoto mentale. Noi siamo troppo pieni de pensieri e invece dovremmo abituarci ogni tanto a smettere di pensare. Mettere la pace dentro di noi. E la pace è assenza di pensiero. In qualunque situazione.
Ciò che turba massimamente l’energia è la dipendenza che noi abbiamo dagli altri, non solo quelli da cui ci aspettiamo protezione, ma anche quelli a cui vorremmo dare la nostra protezione. In entrambi i casi noi creiamo delle aspettative che resteranno deluse.
Voi dovete smettere di pensare che sarete felice quando gli altri vi daranno quello che vi aspettate.
L’aspettativa nasce dal piano causale quando da ogni rapporto noi pretendiamo qualcosa. E più questa aspettativa sarà alta, più avremo delusione, tristezza, depressione.
La depressione è un male spirituale. Per Buddha è un peccato che discende dalla volontà.
E’ depresso chi non riesce a darsi da solo quello che gli serve. Se non ti aspetti nulla da nessuno e conti solo su te stesso, non resterai mai deluso. Chi dipende troppo dagli altri dimostra di non fare nulla per la propria indipendenza.
Io devo arrivare al punto di poter dire: “Sono felice?”, “Sì”, “Perché?” “Non lo so”.
Se io avessi una risposta, vorrebbe dire che quello che mi serve viene da fuori.
Bisogna scegliere la vita che si vuole. Quando sono venuto in questa vita mi sono scelto. Ho scelto un dato percorso, fisico, sentimentale…ma la mia incarnazione è la mia missione.
Oggi siamo invasi dagli strumenti elettronici di comunicazione ma in tanta comunicazione elettronica aumenta il distacco tra gli uomini, si perdono i momenti di condivisione, di partecipazione, di crescita. La tecnologia va usata ma senza dimenticare gli uomini.
Come facevano 10.000 persone a sentire le parole del Cristo in mezzo al lago? Col cuore. Oggi il cuore dell’uomo è talmente chiuso che con tanti mezzi di comunicazione non siamo mai stati così soli.
C’è un tempo del sogno dove tutto avviene in un pochi momenti. C’è un tempo lineare in cui si scandisce ogni cosa e c’è un tempo astrale dove tutto è istantaneo.
Ci siamo reincarnati per imparare ed evolvere, ma ognuno apprende secondo per quanto può contenere.
Noi siamo eterni ma è paradossale pensare all’eternità in un corpo. Questo che abbiamo oggi lo lasceremo e ne cambieremo altri finché avremo necessità di sperimentare la realtà terrena. Teniamo dunque bene questo corpo col cibo spirituale.
La nostra intelligenza è una piccola scintilla capace di superare il nostro io inferiore.
Noi siamo composti di vari corpi energetici e tra essi è molto importante il corpo della buona volontà (Gesù dice: “Beati gli uomini di buona volontà”).
La beatitudine è una realtà che voglio vivere qui e posso farlo regolando i pensieri condizionanti.
Yogananda scrive: “La meditazione è la risposta che ho dal Creatore se ho la pazienza di ascoltare”.
Se siamo malati, non si deve chiedere a Dio di essere guariti, ma di capire le cause per cui ci siamo ammalati. Dovete trovare la volontà di non farvi del male con la mente. Impegnate la vostra volontà per pensare bene e ogni tanto cercate di non pensare a niente o pensate a quello che state facendo.
I buddhisti dicono: se hai fame, mangia; se hai sonno, dormi.
A Damanhur, quando suona la campana, ognuno smette di fare quello che sta facendo e medita su di esso.
Noi viviamo troppo spesso in modo automatico, meccanico, assente. Non siamo collegati. Dobbiamo invece essere padroni della nostra interiorità, anche dei nostri motivi caratteriali, senza dire: “Io ho questo carattere, cosa ci posso fare? Non posso cambiare”.
Dobbiamo ridurre il nostro Ego fino ad eliminarlo; possiamo averne bisogno, ma quando esso si comporta male, dobbiamo regolarlo.
Chi si avvicina a voi non deve farsi del male. Non dobbiamo fare del male al mondo.
Spesso siamo così convinti di noi che non ascoltiamo nessuno, proseguiamo imperterriti nelle nostre convinzioni, spesso nelle nostre fissazioni. La gioia deve essere dentro di noi per nutrire il mondo, non si deve disperdere o sparire. Noi siamo responsabili per il mondo, perché il mondo è anche creazioni dei nostri pensieri.
Ed è importante che raccogliamo le energie positive che vengono da fuori e si insediano dentro di noi e cominciano a lavorare. Possiamo farlo, se vogliamo gestire il flusso dei pensieri con la nostra volontà. E non dobbiamo prendere in noi le negatività degli altri.
I pensieri creano situazioni. Creano vita. Energia. Mondo.
Dobbiamo imparare a gestirli e dobbiamo anche imparare ad andare piano coi giudizi che hanno una grande forza negativa, sono distruttori. I giudizi sono sentenze.
Dio non dà giudizi, non condanna né giudica, dunque non ha bisogno del perdono. Il perdono spetta a noi.
Ogni realtà è causale. Ogni vita è un progetto evolutivo che abbiamo voluto e deciso.
Non è un caso nessuna delle cose che ci capitano, anche il disegno del nostro corpo non è casuale, lo ha deciso il DNA, che è uno strumento che non trasporta solo informazioni fisiche ma kahrmiche, il passato e il futuro di ogni essere, ogni sua malattia o ostacolo. Anche ciò che nel DNA la scienza definisce come parti non codificate contiene il disegno dell’Universo. Se un essere di altri pianeti volesse esaminarci a distanza, gli basterebbe la radianza di una nostra cellula, che come in un ologramma contiene tutto l’intero.
Noi siamo il dio che cammina.
Dobbiamo tornare all’essenza della vita. Staccarci da ciò che ci scollega col Tutto.
Dobbiamo imparare a mangiare bene e a pensare bene.
Il pensiero è potente, smuove energie cosmiche.
Quando l’uomo pensa, produce movimenti dell’anima, cambia l’Universo.
Noi siamo poli in miniatura che attraggono e irradiano. Il nostro compito è ascendere del livello spirituale, salire nella scala delle frequenze. Oggi siamo molto in basso, è come se fossimo dinosauri.
Tutto va più veloce di un tempo perciò non abbiamo più tanto tempo kahrmico per completare la nostra evoluzione. E, se la razza umana, non svolge per tempo il suo compito, il pianeta è alla fine.
Non siamo nati per essere santi o demoni ma per essere persone che si scambiano tra loro energia. Eppure viviamo alla dimensione di animali, ci siamo persi. Non ricordiamo le antiche esistenze. Se vogliamo avere un futuro, dobbiamo avere più coscienza del presente. Stiamo dunque attenti ai nostri pensieri!
Dio è amore. Tutto quello che è fuori dall’amore non dovrebbe esistere. Noi umani non conosciamo la giustizia né la bontà. I pensieri possono condizionare il futuro e sconvolgere il presente. Tutte le particelle, gli esseri, tutta la realtà esistente dipende dalla Perfezione infinita.
S. Paolo diceva agli Efesini: “Ricordate che tutto quello che seminate raccoglierete!”
Se noi non seminiamo il Bene non potremo raccogliere il Bene.
Ogni atto o pensiero sbagliato è privo di perdono. Perdoniamo dunque agli altri e perdoniamo anche a noi stessi.
.
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. GRAZIE Viviana, sono praticante buddista. Buona giornata
    Doriana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 18, 2015 @ 9:48 am | Rispondi

  2. Grazie Viviana per questo buongiorno…..ne sentivo proprio il
    bisogno! Buona giornata e Buon Lavoro
    roberta

    Commento di MasadaAdmin — novembre 18, 2015 @ 10:24 am | Rispondi


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