Nuovo Masada

novembre 16, 2015

MASADA n° 1700 16-11-2015 I SEGRETI DEI COLORI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:11 pm

MASADA n° 1700 16-11-2015 I SEGRETI DEI COLORI

Di Paolo Brescia, Color designer
via Masaccio,6 – 70043 Monopoli (BA) – ITALY
web: http://www.cromoambiente.it
email: cromoambiente@cromoambiente.it
Tel. 080/74.88.84 – Cell. 348/79.38.880

Cos’è il colore? Da sempre si è cercato di dare una risposta, ogni volta che si è pensato di essere riusciti a codificarlo, è emerso sempre qualcos’altro che modificava la certezza ottenuta. Oggi sappiamo che il colore è energia elettromagnetica, per cui anche i non vedenti reagiscono ad una esposizione cromatica allo stesso modo dei vedenti.
L’energia è misurabile tra i 780 e 380nm. (nanometri), oltre abbiamo da un lato gli infrarossi dall’altro gli ultravioletti.
Grandi figure del passato come Pitagora e Aristotele ne hanno parlato a lungo, Platone e Plinio cercarono di spiegarlo, Leonardo li abbinò agli elementi; rosso per fuoco, verde per l’acqua, blu per l’aria, giallo per la terra; ma si deve a Newton, scienziato e alchimista, l’aver posto un paletto fermo; la sua teoria è stata accettata per generazioni.

Nel 1666, mentre studiava al microscopio il bacillo della peste (che stava decimando la popolazione di Londra), si imbatté in un gioco strano di colori dovuto a riflessi ai margini delle lenti che non erano concave e/o convesse, che lui chiamo “Aberrazione Cromatica”, abbandonò la ricerca sui bacilli impossibilitata a causa dei riflessi e si dedicò a cercare la spiegazione di questo strano fenomeno, arrivò con la sua ricerca ad imprigionare la luce, immise un raggio di luce in un prisma e ottenne la divisione dei colori. L’esperimento continuò nell’immettere i colori nel prisma rovesciato e riottenere la luce bianca. Contò SETTE colori; il numero santo in alchimia, il numero delle note nella scala musicale diatonica; sette sono i giorni della settimana, i vizi capitali, all’epoca si credeva fossero sette anche i pianeti.
Voltaire aveva dichiarato che Newton era il più grande uomo che fosse mai vissuto; mentre Goethe definiva la teoria dei colori di Newton “vecchi nidi di topi e gufi”.
La diatriba su quale fosse la teoria più precisa ancor oggi divide gli studiosi; hanno ragione entrambi, e, anche se con gli studi del dott. David Hubel, premio Nobel alla medicina nel 1981, insieme al dott. Torsten Wiesel per la ricerca sui “meccanismi celebrali della percezione visiva”, si è riusciti a capire appunto come vediamo i colori, la teoria di Newton viene considerata più vicino alla realtà.
Sei milioni di fotorecettori detti “coni”sono deputati alla lettura del colore suddivisi in tre fasci del rosso del verde e del blu e oltre un milione di fotorecettori detti “bastoncelli” deputati alla lettura del bianco e nero.

Visione colorata CONI = effetto fotopico equivale alla lettura del colore in luce
Visione in bianco e nero BASTONCELLI = Effetto scotopico equivale alla lettura dei
bianchi e neri e/o il colore con un chiarore molto basso “acromatica notturna”
Cecità momentanea = Effetto mesopico il momento di alternanza quando si passa dalla luce al buio o viceversa, ricordiamoci ogni qualvolta entriamo o usciamo in una sala cinematografica siamo ciechi cosi come quando guidando entriamo e usciamo da una galleria.

Hubel ha dimostrato che la trasmissione dei dati veicola ad una parte del cervello e Semir Zeki, neurobiologo, ha identificato in V4 la regione celebrale dove arriva il segnale attraverso il cromosoma X.
L’uomo è dotato di un solo cromosoma X motivo per cui non è difficile riuscire a trovare un maschio che lo legge in modo preciso a differenza dalla donna che è più agevolata. Questo è uno dei motivi perché il colore è sempre stato poco considerato, in più di trenta anni di lavoro penso di averne viste e sentite di tutti i colori; spesso l’uomo demandava alla propria compagna o il manager di qualche ditta chiamava la propria segretaria per la scelta del colore che considerava una scelta banale. Un amico Ingegnere al mio invito di partecipare ad un convegno nel 1986 mi ha risposto: “Ma quale importanza vuoi che abbia un colore rispetto ad un altro? Al limite potrebbe essere considerato una cravatta su di un abito che non toglie o aggiunge importanza all’abito stesso” (Ho scoperto dopo che aveva difficoltà a differenziare i gialli ed era affetto da retinopatia).
La percentuale di uomini che non leggono bene il colore è del 20-30% a seconda dell’ambiente che frequentano, più è inquinato il luogo maggiore è il loro numero, ma anche la vecchiaia, malattie come il diabete e infezioni oculari generano il discromatoptico, individuo che non ha una buona lettura dei colori sfumati, mentre il daltonico ha difficoltà di lettura dei rossi con i verdi e il rosa con il blu.
Dalton chiese che dopo la sua morte fossero esaminati i suoi occhi e fosse aggiunto un liquido blu, in quanto era convinto che ai suoi occhi mancava la quantità giusta di fluido oculare blu, l’autopsia scoprì che l’umor vitreo era perfettamente trasparente; ovviamente non poteva sapere che non si trattava di una carenza visiva, ma di una differente trasmissione al cervello.
J.K.Bowmaker fisiologo ha dimostrato che le tre classi di coni hanno una sensibilità spettrale massima di circa 663nm. (rossi) 535nm (verdi) 420nm (blu), ma la gamma si presuppone sia più ampia .

Test isocromatiche di ISHIHARA :
Figura 1
uomopallini

numeropallini

Chi non vede un arlecchino è discromatoptico.
Chi non legge “25 p per copy“ è certamente un daltonico .
Ultimamente si è scoperto che i fasci neurali che trasmettono gli impulsi sono affiancati dai fasci del suono e dell’olfatto, è facile supporre che la trasmissione del messaggio potrebbe essere modificata se si attivassero all’unisono, si otterrebbe quello che avviene in un Surbahar, dove le venti corde vibrano insieme e,anche se sono toccate (pizzicate) solo 7 corde, per risonanza suonano le altre 13.
Come è possibile che gli antichi Asclepiadi conoscessero e applicassero per questo l’incubatio? L’incubazione è una pratica magico-religiosa che consiste nel dormire in un’area sacra allo scopo di sperimentare in sogno rivelazioni sul futuro e sulla guarigione; il tutto era agevolato dai colori nei quali si addormentavano; il sonno era accompagnato dalla musica e da incensi ed erbe aromatiche, ma ancor prima c’era l’applicazione di terapie simili a quelle egiziane.
Il sonno riparatore e rigeneratore deriva dalle tecniche di incubatio?

La confusione che può derivare da chi non legge bene il colore è ben sottolineato dalla piantina della metro di Londra. Immaginate cosa accade, il protanopo si troverebbe disperso ogni qualvolta la Metropolitan line incrocia la Nothern line e ancora la District incrocia la Jubilee e/o la Circle.

Figura 2

tonalita

Il protanopo o daltonico ha difficoltà di lettura dei rossi e arancio che confonde con i verdi.
Il deuteranopo ha difficoltà di lettura dei verdi.
Il Tritanopo ha difficoltà di lettura dei blu (molti giapponesi chiamano il verde del semaforo: cielo.

Effetto biologico- fisiologico della Luce
reazioni allo stimolo luminoso cromatico (processo di conversione dell’energia luminosa in energia
Radiazione infrarossa ; effetti riscaldanti; effetti sul rendimento fisico-mentale; effetti percettivi
ed infine effetti di vasodilatazione
Radiazione ultravioletta; Uva, effetto fotochimico
UVb produzione vitamina D, aumento del metabolismo proteico si intensifica il sistema
endocrino, stimolazione del sistema immunitario ,dell’attività celebrale, dilatazione capillare,
aumento del senso di benessere
UVc; effetti germicidi, sterilizzazione

La luce naturale ha in sé un’escursione cromatica notevole che passa dai 9.000 gradi Kelvin (°K) di mattina ai 2.500 °K di tardo pomeriggio, variando evidentemente la propria energia .
Ogni qualvolta siamo sottoposti alla luce dal punto di vista biologico e fisiologico si producono alcuni effetti, pertanto ogni qualvolta siamo sottoposti ad una luce infrarossa (energia del calore sprigionata ad esempio da una stufa da un calorifero etc.) sentiamo più caldo (effetti riscaldanti) siamo più svegli dal punto di vista celebrale e fisico, i nostri vasi dilatatori vengano attivati.
I raggi ultravioletti si suddividono in tre famiglie e si realizza per ultravioletti A un processo fotochimico, per ultravioletti B la produzione di vitamina D e l’aumento del metabolismo proteico, aumenta anche la produzione di anticorpi per il nostro sistema immunitario e l’intuizione celebrale, ci pervade un senso di benessere (che si ha ogni volta che siamo esposti al sole per abbronzarci) ; infine l’ultravioletto C ha un effetto germicida ed è utilizzato alla fine di ogni processo di sterilizzazione. L’ultravioletto prodotto dalla lampada blu ha permesso ai neonati nati con l’ittero di salvarsi.

Nella parte centrale, tra gli infrarossi oltre gli 800nm e gli ultravioletti oltre i 380nm, c’è la luce del visibile, quella che contiene l’equilibrio della gamma cromatica dal rosso al viola, e si attiva la ghiandola pineale (terzo occhio, sesto chakra) che regola i ritmi circadiani, giornalieri e stagionali, i livelli di stress e le prestazioni fisiche, produce la serotonina, stimola la mente, è inoltre il neuro trasmettitore responsabile dell’umore, una ghiandola ha bisogno del buio e del sonno per ricaricarsi.
Dormire in assoluta oscurità aiuta la ghiandola a produrre melatonina che garantisce un buon riposo (motivo per cui si dovrebbe dormire senza avere in camera da letto alcuno strumento che abbia anche un piccolissimo led come un telefonino o un televisore spento e/o una sveglia elettrica ed infine uno specchio etc.
C’è un esercizio molto interessante per attivare la ghiandola pineale ed è quello di fissare il sole per pochi secondi (al sorgere nei primi 10 e negli ultimi 15 minuti al tramonto).
Altri effetti che si producono sono quelli sul rendimento, sull’affaticamento, sulla conoscenza e sull’emotività, inoltre si ha l’attivazione dei ritmi circadiani, equilibrio che sarebbe utilissimo fosse conosciuto in special modo nelle scuole e negli ospedali oltre ovviamente che nelle zone lavoro.

Radiazione luce visibile; attivazione della ghiandola pineale; effetti sul rendimento e
affaticamento; effetti cognitivi, comportamentali ed emotivi, innesco dei ritmi circadiani
Ritmi circadiani meritano un’attenzione particolare cosa che succede in farmacologia dove si è scoperto che alcune cellule rispondono meglio ad alcuni farmaci se assunti in un determinato periodo della giornata; ovviamente ogni volta che si interviene in un ambiente è uno dei valori da tener presente per la giusta applicazione della luce e del colore.

Vediamo come reagisce il nostro cervello quando la vista è sottoposta ad un colore?
Il più delle volte produce i colori di contrasto simultaneo e ciò è importantissimo in quanto ha salvato delle vite umane: alla domanda del “perché il verdino in sala operatoria?
il chirurgo risponde “perché è riposante?” in realtà : se non vi fosse quel colore il chirurgo dopo aver lavorato sul rosso sangue dovrebbe stropicciarsi gli occhi o attendere qualche secondo prima di ritornare ad operare.
Oggi i camici non sono più solo verdi ma anche azzurri, perché? Perché le scialitiche hanno la luce gialla e il sangue diventa arancione e il colore di contrasto è l’azzurro.

Figura 3

colorifondamentali

Per comprendere meglio è sufficiente fissare lo sguardo sulla crocetta posizionata tra
i segmenti colorati e dopo dieci secondi spostare lo sguardo sulla crocetta adiacente,
tenendo fisso lo sguardo vedremo quattro colori dove non c’è niente (i colori di
contrasto simultaneo) al rosso subentrerà un verde: al verde un indaco-rosato; al
giallo un viola, al blu un giallo arancio.

Provate a fissare il puntino al centro per qualche secondo e spostate lo sguardo sulla superficie bianca laterale; vedrete materializzarsi: la bandiera in giallo e il fondo blu .

Figura 4

bandiera

Ma il nostro cervello anticipa al colore il segno forse V3? Infatti, invece di produrre il disegno del colore di contrasto, produce un rombo dello stesso colore. In modo da uniformare la tavola fissiamo il puntino al centro del rombo e spostiamo lo sguardo sulla porzione bianca: il nostro cervello produrrà il rombo mancante dello stesso colore.

Figura 5

rombo

Ripetere l’esperimento con il puntino al centro dei cerchi gialli: ci si rende conto che il nostro cervello produce tutte le porzioni che mancano per ottenere un disegno colorato uniforme (sul fondo bianco si formano tutti i rombi e ……..

Figura 6

pallinigialli

In questo caso è importante tener conto della visione periferica, ovvero la visione che arriva al cervello senza essere filtrata dalla ragione, esempi lampanti sono quando ci si trova a guidare un auto fermi in fila davanti a un semaforo su di una strada in discesa e continuare a frenare convinto di essere in procinto di tamponare la macchina ferma davanti, ma poi girando lo sguardo lateralmente ci rendiamo conto che l’auto che ci affianca si sta muovendo, un altro esempio è quando siamo comodamente seduti in un treno ad un certo punto ci sentiamo spostati in avanti e invece il treno su di un altro binario sta partendo o arrivando, siamo abituati a considerare solo quello che vediamo direttamente sarebbe interessante studiare un’applicazione per ridurre incidenti stradali che potrebbero essere causati da messaggi ricevuti che non si è avuto il tempo di codificare.
Il disegno dei “bolli” di una marca di ceramica molto famosa, negli anni settanta, era molto utilizzato nei bagni di abitazioni, peccato che nello stesso periodo veicolava frequentemente sulla TV una pubblicità “basta la parola” gli italiani si erano scoperti un popoli di stitici….. forse perché invece che rilassarsi con un giornale o un libro al cervello arrivavano disegni di rombi gialli?????

Il cervello produce dei colori prestabiliti attraverso macchie cromatiche: se fissiamo il puntino tra le macchie e dopo spostiamo lo sguardo sul castello succederà… che sarà visto a colori anche se è in bianco e nero per un brevissimo periodo .

Figura 7

castellofoto

castelloblu

..
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