Nuovo Masada

novembre 8, 2015

MASADA n° 1695 6-11-2015 I MISTERI DELLE CATTEDRALI GOTICHE

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MASADA n° 1695 6-11-2015 I MISTERI DELLE CATTEDRALI GOTICHE

Viviana Vivarelli

Fulcanelli: “La più forte impressione della nostra prima giovinezza fu l’emozione che provocò nel nostro animo di bambino la vista di una Cattedrale. Ne fummo subito sopraffatti, incapaci di sottrarci al fascino del meraviglioso, alla magia dello splendido, che sprigionava quest’opera più divina che umana

Dopo la prima crociata del 1096, la Terrasanta fu percorsa da pellegrini di tutta Europa. Erano spesso assaliti e depredati per cui, a loro difesa, furono creati degli ordini religiosi guerrieri uno di questi gruppi fu quello dei Templari (1118-19) e Bernardo di Chiaravalle li riconobbe come ordine nel Concilio di Troyes del 1128.
La leggenda narra che 9 cavalieri al seguito di Hugues de Payns andarono in Terrasanta a cercare antiche reliquie dai poteri immensi come l’Arca dell’Alleanza e il Santo Graal. Essi formarono un Ordine monastico guerriero che aveva 4 voti: non solo obbedienza, povertà, ma anche il combattimento armato contro gli infedeli. Questi 9 Cavalieri si presentarono nel 1119 al Re di Gerusalemme Baldovino II, dichiarando di essere disposti a proteggere i pellegrini e a controllare le strade di Gerusalemme.

Re Baldovino II diede loro come quartier generale un’ala del monastero fortificato di Nostra Signora di Sion, accanto alle rovine del Tempio di Salomone. Poco dopo, con l’aumentare dei cavalieri, il quartier generale si trasferì nell’area della spianata del Tempio di Salomone. Fu allora che presero il nome di ‘Cavalieri del Tempio’ ovvero Templari. La loro divisa era una tunica bianca con una croce rossa portata sulla cotta di maglia di ferro e un mantello.
La Regola Latina Templare era formata da 72 articoli ed era durissima. Era vietato qualsiasi contatto con le donne (non si poteva baciare neppure la propria madre), non si poteva andare a caccia, banditi il gioco dei dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri e ogni divertimento, non si poteva ridere scompostamente, parlare troppo o urlare senza motivo, i capelli erano corti o rasi, in inverno ci si alzava alle 4 del mattino. Bisognava avere una sincera e profonda vocazione per sottostare a tali regole, ma la fama dei Templari crebbe rapidamente ed aumentò anche la potenza e la ricchezza dell’Ordine, che ricevette elargizioni e donazioni da ogni ceto sociale, diventando ricchissimo. Le donazioni servivano a finanziare la guerra in Terra Santa contro i musulmani che volevano distruggere il Santo Sepolcro, e chiunque, pur non partecipando attivamente alla guerra, poteva dare il suo contributo in denaro, acquistando meriti verso il Cielo. L’Ordine Templare crebbe dunque in ricchezza e prestigio, tanto che i nobili facevano a gara per entrarvi. A causa delle laute donazioni, Hugues de Payns lasciò in Francia molti confratelli per amministrare l’enorme patrimonio. Nel 1139 Papa Innocenzo concesse all’Ordine la totale indipendenza, compreso l’esonero dalle tasse, e decise che l’Ordine non doveva rendere conto a nessuno del suo operato, tranne che al Papa. Così i Templari divennero un organismo esclusivo e potente con una posizione privilegiata.
Questi guerrieri si distinsero sempre per la loro incredibile determinazione in battaglia, avevano una disciplina disumana e una spietata fermezza di fronte all’avversario. Le loro sconfitte furono poche e furono gli ultimi a lasciare la Terra Santa. Tuttavia lasciarono sul campo oltre 12.000 cavalieri.
Tra quelli che tornarono c’erano anche l’ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay e il precettore di Normandia Goffredo di Charney, il primo europeo ad aver posseduto la Sacra Sindone.
Le Crociate avevano un costo altissimo, per gli armamenti, il viaggio e la costruzione di fortezze, e i Templari si trovarono ad amministrare come banchieri un enorme patrimonio, con compiti di segreteria presso nobili e re. Le ricchezze ottenute erano immense ed essi furono molto bravi a gestirle.
Nel 1303 rientrarono in Europa, ricchissimi e potenti, un vero Stato nello Stato, e non solo in Francia, dove pare fossero quindicimila. Tanta ricchezza e potenza scatenò l’invidia del Re di Francia Filippo IV il Bello che, grazie all’inettitudine di Papa Clemente V, attaccò l’Ordine, accusandoli di eresia con un processo durissimo durato sette anni (dal 1307 al 1314). Li incolpò di pratiche diaboliche, di aver adorato la testa magica di Bafomet (che forse era un simulacro della testa di Giovanni Battista o la stessa Sindone), di sodomia ecc.. Il re ne fece arrestare 2000. Sottoposti a tortura, molti e anche il Gran Maestro finirono per confessare reati inesistenti e vennero uccisi.
Il re dichiarò la soppressione dell’ordine il 22 marzo 1312. Era durato due secoli. La sua distruzione fu il più grande scandalo all’interno della Chiesa. Il Papa non fu abbastanza forte da reagire ma la Chiesa non li sconsacrò mai.

La leggenda dice che nelle fondamenta del Tempio di Gerusalemme i Templari avevano trovato documenti relativi alle ‘LEGGI DIVINE DEI NUMERI, DEI PESI E DELLE MISURE’ e che avevano portato dalla Terrasanta in Francia queste regole architettoniche, trasmettendole in gran segreto ai costruttori delle Cattedrali. E’ difficile stabilire cosa ci sia di vero in queste leggende, certo è che i Templari erano devoti alla Vergine Maria e tutte le Cattedrali gotiche sono ispirate al nome della Vergine. Si chiamano tutte ‘Cathedral Notre-Dame’. E certo è che 70 Cattedrali gotiche sorsero di colpo in Francia, in un numero molto ristretto di anni, dopo il 1130, quando cioè i Templari cominciarono a rientrare dalla Terrasanta, con uno stile totalmente diverso da quello romanico del tempo. La leggenda dice che il segreto della loro costruzione fu portato da Gerusalemme proprio dai Templari e venne poi tramandato oralmente fino alla morte dell’ultimo Gran Maestro dell’ordine.
Non sappiamo cosa ci sia di vero in questa tradizione, ma sicuramente, dopo aver vissuto a lungo in Medio Oriente, essi riportarono in Francia elementi della cultura araba, permeata di valori simbolici, alchemici ed esoterici. Non dimentichiamo che gli Arabi diffusero, ovunque andarono, una cultura molto interessante, impregnata di Alchimia e simbologia. La cifra base di questa cultura era il numero otto, collegato alla rinascita, la resurrezione e l’infinito. Questo numero appare spesso negli edifici dei Templari (come in Castel Del Monte, edificio esoterico di Federico II in Puglia. E la cultura sveva in Sicilia fu molto influenza dalla cultura araba). L’otto corrisponde al ritmo perfetto dell’armonia e della felicità del Paradiso. L’iniziato, dopo avere solcato i sette cieli corrispondenti ai sette pianeti, arriva alla meta, entrando nel piano della coscienza superiore. L’ottagono è la figura intermedia tra quadrato (la Terra, la materia) e il cerchio (il Cielo, Dio), dunque è la porta tra la Terra ed il Cielo, che si apre al termine della Grande Opera alchemica, che rappresenta sia la trasformazione degli elementi fisici dal piombo all’oro, che la trasformazione degli elementi spirituali dall’uomo materiale all’angelo.

Dopo il ritorno dei Templari in Francia, assistiamo all’esplosione delle Cattedrali gotiche, ciò avviene nell’arco di poco più di un secolo, dal 1137 (Abbazia di Saint Denis) al 1250. Il gotico è uno stile incredibile, tutto proteso verso l’alto, con un sistema di spinte e controspinte straordinario e una tecnica costruttiva rivoluzionaria.
Lo stesso stile gotico è di per sé un mistero e sottende una enorme simbologia filosofica. Nasce all’improvviso, dura un certo periodo di tempo, poi la sua espansione si arresta di colpo.
Le principali Cattedrali gotiche sorsero prevalentemente in Francia, anche se troviamo esemplari di architettura gotica un po’ dovunque in Europa, per la profonda suggestione mistica che il nuovo stile produsse sulle coscienze.
Non sappiamo che relazione ci sia tra le conoscenze segrete dei Templari e questi straordinari e misteriosi edifici, né se essi diressero i piani architettonici trasfondendovi le loro immense conoscenza alchemiche, né se vi investirono le loro enormi ricchezze, ma l’Alchimia resta il tratto di Unione tra l’ordine dei Templari e la simbologia delle Cattedrali, che sono libri filosofali in pietra, che manifestano in ogni loro minima parte una simbologia alchemica.
Un tempo le Cattedrali erano coloratissime, perché in Alchimia il linguaggio simbolico dei colori è di grande importanza, poi i colori si sono perduti e molti particolari dei bassorilievi sono stati consumati dal tempo, le vetrate sono sparite o sono state sostituite, molti dettagli sono scomparsi.

Le due cattedrali gotiche francesi più famose sono Notre-Dame de Paris e Notre-Dame de Chartres, e ne analizzeremo alcuni particolari seguendo i libri dell’ultimo alchimista, Fulcanelli, ‘IL MISTERO DELLE CATTEDRALI’ e ‘LE DIMORE FILOSOFALI’,

La novità architettonica delle Cattedrali gotiche consiste soprattutto nell’utilizzo dell’arco a sesto acuto, che permette un’apertura più alta e slanciata, per cui la struttura della Cattedrale sembra leggerissima e tutta proiettata verso il cielo.
Il gotico è un sistema architettonico di volte a crociera, basato sulla trasformazione delle spinte laterali in spinte verticali. E’ un insieme di slanci dati alla pietra per cui la volta non pesa più verso terra, ma schizza verso l’alto sotto la spinta dei contrafforti laterali. Il monumento gotico si libra su una proporzione perfetta tra pesi e spinte. L’arte del maestro architetto accorda gli slanci della Cattedrale come si fa con la corda di un’arpa e la Cattedrale gotica è stata paragonata a uno strumento musicale e non solo metaforicamente.
Per esempio, a Chartres le varie parti in altezza della navata, del coro e del transetto sono in un rapporto armonico fra loro, simile a quello della scala musicale sotto la legge dell’ottava.

Scrive Vincenzo Pisciuneri:
“Per S. Agostino la musica è la sorella dell’architettura. Il rapporto più ammirevole, è quello dell’uguaglianza o simmetria, il rapporto 1:1, perché l’unione o consonanza tra le due parti è la più intima possibile. Seguono nell’ordine i rapporti 1:2, 2:3 e 3:4, gli intervalli degli accordi perfetti, l’ottava, la quinta e la quarta. Tutte le parti dell’edificio sacro sono costruite su un sistema fondato sull’equivalenza e la moltiplicazione delle parti. Il modulo con il suo rapporto tra lunghezza e larghezza riferiti al transetto e alla navata, regola l’intera costruzione, dalle fondamenta ai capitelli, alle mattonelle, alle tessere vitree delle finestre.
I rapporti del modulo richiamano altre figure geometriche che concorrono all’armonia della creazione. Poiché il Verbo, la Sapienza, è rapporto, il dimensionamento degli elementi che compongono l’alzata è scandito dall’armonia pitagorica musicale. Tutte le parti della Cattedrale sono armonizzate tra loro come uno strumento musicale. Questo produce una vibrazione unitaria che si ripercuote nell’anima del visitatore. Questa capacità vibratoria esiste anche in altezza nelle colonne, nelle ogive della Cattedrale le cui caratteristiche geometriche sono state calcolate per riprodurre gli intervalli musicali. L’altezza della colonna è l’unità di base. Maggiore è la lunghezza della corda, minore è il tono. Per aumentare la lunghezza della corda dell’Unisono, i Costruttori, i Maestri d’Opera, innalzarono vertiginosamente l’altezza delle Cattedrali, in particolar modo quella della navata centrale. La Scienza misterica insegna che ogni Suono nel mondo visibile risveglia il proprio corrispondente suono nei mondi invisibili. Le proporzioni corrispondenti agli intervalli musicali sono così trasposte nella progettazione degli edifici diventando la base di veri e propri reticoli modulari, così come un’orchestra accorda gli strumenti sulla nota “LA” per poi intonare, attraverso intervalli armonici, accordi che suonano bene all’orecchio e alla psiche.
La Cattedrale gotica con le numerose colonne delle navate, delle colonnine del triforio e delle slanciate colonnine del claristorio assomiglia a uno strumento musicale a corda, le cui corde sono appunto le colonne che vibrano e risuonano col canto armonico dei religiosi. Nel medioevo, mentre il piacere della musica umana è bandito dalla chiesa, la bellezza degli armonici contenuti nel canto gregoriano, musica mundana non generata da alcuno strumento, risuona nelle Cattedrali gotiche. All’inizio il canto è eseguito all’unisono dai monaci cantori creando così armonici naturali che accompagnano, come una sorta di melodia fantasma, tutto il brano. Poi è elaborato e cantato a due voci: quella principale esegue la melodia base mentre un’altra accompagna, passo dopo passo, armonizzando con diversi intervalli. Il canto gregoriano è un canto degli armonici. In questi canti, la voce, viene ‘spinta’ e fatta risuonare nella testa. Ne scaturisce un suono che a volte perde i connotati di voce umana per trasformarsi in morbide sonorità flautate che trasportano il messaggio mistico agli iniziati.”

Ogni Cattedrale è costruita secondo numeri e forme ritenuti sacri, che sono veri catalizzatori e orientatori dell’energia, secondo tecniche molto antiche che nelle chiese moderne sono state talmente dimenticate. La radioestesia ci insegna che le forme irradiano energia e che ci sono forme particolari, perfette, da usare nell’edilizia sacra (cerchi, triangoli, esagoni) e nel mondo antico, per la costruzione dei templi, si usavano forme precise e precisi rapporti tra numeri e forme, come la sezione aurea, il pi greco ecc., per aumentare la potenza energetica della costruzione e amplificare l’energia spirituale.

Come figure direttrici, oltre al quadrato, gli architetti del Medioevo utilizzarono il pentagono, l’esagono, l’ottagono e il decagono, per rappresentare, sotto la forma di rapporti geometrici precisi, i piani o le elevazioni delle loro costruzioni.
Il quadrato e l’ottagono erano considerati figure perfette, simboli di quello stadio ultimo che sfugge a ogni possibilità di modifica il cui modello era la Gerusalemme celeste. Ciò nonostante, la più perfetta proporzione deriva dal pentagono o dal decagono: sono loro che danno origine al rapporto ‘armonico’, la ‘sezione aurea’, che si definisce mediante la regola secondo cui la parte più piccola sta alla più grande come questa alla somma delle due (o ancora, che la più grande sta alla più piccola come questa alla differenza delle due); in questo modo la proporzione è armonica in tutti i suoi rapporti e all’infinito.
Non è sempre facile scoprire la legge geometrica che regge una costruzione medievale perché si ignorano quali dimensioni fossero, di volta in volta, prese in considerazione. Comunque sia, se si arriva a conoscere lo schema di base si rimane stupefatti dalla maestria con la quale questa legge geometrica è stata applica¬ta: anche se le corde che servivano da compasso e da regolo erano più o meno e¬stensibili, generalmente le misure sono precise con lo scarto di appena qualche pollice. Recentemente si è potuto calcolare che il campanile Sud di Chartres, uno dei rari campanili perfettamente conservati del nascente stile gotico, costruito in un solo getto, obbedisce in tutte le sue dimensioni a una struttura proporzio¬nale in forma di rosa, nata dall’alternanza regolare di ottagoni iscritti gli uni negli altri. Questa struttura, che si sviluppa al piano superiore del campanile per culminare nel ‘cristallo’ appuntito del vertice, è u¬gualmente la forma interna che determina tutti i ritmi dell’opera.


Duomo di Milano

Si dice che una cosa accomuna le Cattedrali con il Tempio di Salomone: in entrambi i casi, tutto il progetto ruoterebbe attorno ad una particolare pietra, detta chiave di volta, che permetterebbe di ripartire il pesante carico di tutta la costruzione. E che, se quella pietra fosse tolta, l’intera costruzione crollerebbe.
Ci sono molte leggende intorno alle Cattedrali gotiche, certo è che, comunque le si guardi, sono costruzioni misteriose e di grande suggestione. Il loro stile fu una totale innovazione e l’abilità tecnica della loro costruzione è un enorme balzo in avanti rispetto alle chiese precedenti. Il mistero si approfondisce pensando al fatto che, pur avendo tutte caratteri comuni, di nessuna di queste 70 Cattedrali abbiamo i progetti originari o ne conosciamo l’architetto.
L’incredibile e altissima costruzione si sorregge su pareti relativamente molto sottili, traforate da grandi vetrate, così che il peso, invece di gravare sul basso, si proietta tutto verso il cielo. Niente è fatto per un’esigenza solo estetica, ma ogni elemento ha uno scopo pratico e preciso che deve agire sull’anima dell’uomo. Lo slancio delle navate verso l’alto tende a elevare chi entra nell’edificio e l’armonia musicale penetra nella sua anima e lo pone in uno stato di quiete che favorisce a meditazione.

Le Cattedrali sono tutte dedicate a Notre-Dame, cioè alla Vergine Maria, e messe insieme disegnano esattamente la costellazione della Vergine.

Furono tutte costruite su luoghi anticamente dedicati al culto della Grande Madre, che era il culto più antico e più diffuso prima del Cristianesimo nell’area mediterranea. Molti di questi luoghi sono dei veri e propri nodi di correnti terrestri, punti in cui l’energia terrestre è molto forte (come accade nei grandi allineamenti di megaliti).
Le Cattedrali sono tutte a forma di croce latina e la croce é il geroglifico alchemico del crogiuolo, come dice Fulcanelli, ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato.


Duomo di Siena

Di FULCANELLIsappiamo molto poco. E’ l’uomo senza volto. Nessuno lo ha mai visto. Comunicava col suo discepolo Canseliet solo per corrispondenza. Non si conosce il suo nome né abbiamo su di lui dati biografici. Visse presumibilmente nella prima metà del 1900 e viene considerato l’ultimo alchimista dell’era moderna. Forse Fulcanelli fu il nome d’arte di René Adolphe Schwaller de Lubicz, l’archeologo alchimista che per 15 anni studiò la struttura sacra del Tempio di Luxor a Karnak (ma il suo stile letterario è diverso), o forse sotto questo nome ci sono più persone. Certo è che Fulcanelli conosceva il simbolismo dell’Alchimia e lo rinveniva nelle Cattedrali gotiche, cercando i significati esoterici delle pietre. La storia di Fulcanelli, permeata di mistero e magia, si snoda nella Parigi dei ruggenti anni Venti, quando iniziarono a circolare strane voci concernenti un maestro d’Alchimia che aveva incominciato a operare segretamente nella capitale francese. E fu proprio Canseliet il primo a diffondere tale notizia. Quest’ultimo, assieme ad un suo amico, l’artista Jean Julien Champagne, fondò un circolo di occultismo in cui entrarono diversi appassionati e studiosi di Alchimia. La vera identità del Maestro non era nota a nessuno degli affiliati, Canseliet e Champagne lo descrissero come un uomo assai colto, molto ricco e di età avanzata, ma forse sotto questo nome nascosero se stessi.

Fulcanelli chiama Notre-Dame de Paris è una “chiesa filosofale, il più perfetto compendio della scienza ermetica“.
Oggi la cattedrale ci appare grigia e severa, ma in origine era bellissima nello splendore delle ogive dipinte e decorate. Nelle Cattedrali tutto era colorato o dipinto di vivaci colori. Fa fede di questo il testo di Martirius, vescovo e viaggiatore armeno del XV secolo, che dice che il portico risplendeva come l’ingresso del paradiso. Vi si poteva ammirare il porpora, il rosa, l’azzurro, l’argento e l’oro.
Fulcanelli descrive la vita intensa che si svolgeva nella Cattedrale, non solo le funzioni religiose e le feste solenni col popolo accalcante, ma le assemblee politiche presiedute dal vescovo, in cui si discuteva del prezzo del frumento e del bestiame, le riunioni delle corporazioni, le feste gradite alla gente come la Festa dei Pazzi o dei Saggi.

Fulcanelli scrive:
La Cattedrale è anche l’ospitale asilo di tutti i disgraziati. I malati che venivano a Notre-Dame de Paris, per chiedere a Dio il lenimento delle loro sofferenze, vi restavano fino alla completa guarigione. Era assegnata loro una cappella, posta vicino alla seconda porta ed illuminata da sei lampade. Qui essi passavano la notte. I medici visitavano i malati, proprio all’ingresso della basilica, intorno all’acquasantiera. Ed è ancora là che la Facoltà di medicina, nel XIII secolo, dopo essere uscita dall’Università per vivere indipendente, venne a tenere le sue assemblee, stabilendovisi fino al 1454, data della sua ultima riunione, convocata da Jacques Desparts. Essa è anche l’asilo inviolabile dei perseguitati e il sepolcro dei defunti illustri. È la città nella città, il centro intellettuale e morale del tessuto urbano, cuore dell’attività pubblica, apoteosi del pensiero, della scienza e dell’arte”.

Con l’abbondante fioritura della sua decorazione, con la varietà dei soggetti e delle scene che l’adornano, la Cattedrale si presenta come un’enciclopedia di tutto il sapere medioevale, perfettamente completa ed assai variata, talvolta ingenua, talvolta nobile, ma sempre vivente. Queste sfingi di pietra sono così degli educatori, degli iniziatori di prim’ordine”.

Notre-Dame de Paris, chiesa filosofale, è, senza possibilità di smentita, uno dei i più perfetti prototipi del genere, come ha scritto Victor Hugo, «il più soddisfacente compendio di scienza ermetica”.

Gli alchimisti del 1300 si incontravano una volta alla settimana, nel giorno di Saturno, sia nel grande portico, sia al portale di San Marcello, oppure anche presso la piccola Porta Rossa, tutta decorata di salamandre”.

Non sappiamo bene l’etimo del termine ’Gotico’. Fulcanelli scrive:
Alcuni pretendono, a torto, che la parola ‘gotico’ derivi dai Goti, antico popolo della Germania; altri hanno creduto che questa forma d’arte venisse chiamata così, per la sua originalità e la nuovissima singolarità che fecero scandalo nel XVII e XVIII secolo e che quindi, per derisione, le fosse stato imposto un termine equivalente a ‘barbara’: questa è l’opinione della Scuola classica, imbevuta dei decadenti principi del Rinascimento”.

Fulcanelli propone la derivazione da ‘argotic’, ‘argot’,”linguaggio particolare di tutti quelli che sono interessati a scambiarsi le proprie opinioni senza essere capiti dagli altri… È, quindi, una vera e propria cabala parlata. Gli argotieri, quelli che si servono d’un tale linguaggio, sono i discendenti ermetici degli argonauti in cerca del Vello d’oro. Tutti gl’Iniziati si esprimevano in argot, anche i vagabondi della Corte dei Miracoli, – col poeta Villon in testa, – ed anche i Frimasons (Dall’inglese Free-mason (libero muratore), da cui derivano i corrispondenti termini in italiano ed in francese: frammassone e fran-maçon, o frammassoni del medioevo, che costruivano la casa di Dio, ed edificavano i capolavori argotiques ancor oggi ammirati. …anche loro, nautes costruttori, conoscevano la strada che portava al Giardino delle Esperidi.”
“L’argon resta il linguaggio d’una minoranza d’individui che vivono al di fuori delle leggi codificate, delle convenzioni, degli usi, del protocollo, ad essi si applica l’epiteto di voyous, cioè di voyants (veggenti)
”.

Potremmo dire dunque che gotico significa ‘linguaggio segreto’, ‘linguaggio da iniziati’.

Tranne qualche rara eccezione, la pianta delle chiese gotiche, Cattedrali, abbaziali o conventuali, assume la forma di una croce latina stesa al suolo (croce in cui il braccio minore è a tre quarti del braccio maggiore). Ma in Alchimia la croce è il geroglifico del crogiuolo, che ha per radice crux, crucis, croce. Ed è infatti proprio nel crogiuolo che la materia prima, come lo stesso Cristo, patisce la Passione; la sua natura umana muore nel crogiuolo per risuscitare poi, purificata e spiritualizzata”.

La pianta dei grandi edifici religiosi del medioevo, con l’adozione di un’abside semicircolare o ellittica saldata al coro, segue perfettamente la forma del segno ieratico egiziano della croce ansata, che si legge ank, ed indica la Via universale nascosta nelle cose. Se ne può vedere un esempio nel museo di Saint-Germain-en-Laye, su di un sarcofago cristiano proveniente dalle cripte arlesiane di Saint-Honorat. D’altra parte, l’equivalente ermetico del segno ank è l’emblema di Venere o Cipride (in greco ‘l’impura’), il rame volgare che alcuni altri, per nascondere ancora di più il senso, hanno tradotto con bronzo ed ottone.«Imbianca l’ottone e brucia i tuoi libri» ci ripetono tutti gli autori migliori.“

Così (dal punto di vista alchemico) la pianta della Cattedrale rivela la qualità della materia prima, e la sua preparazione volta all’ottenimento della Prima pietra, pietra angolare della Grande Opera filosofale. Su questa pietra Gesù ha costruito la sua Chiesa; e i liberi muratori medioevali hanno seguito simbolicamente l’esempio divino. Ma prima che fosse tagliata, per servire di base per l’opera d’arte gotica così come per l’opera d’arte filosofale, questa pietra ancora grezza, impura, materiale e grossolana era lavorata per raffigurare l’immagine del diavolo. Notre-Dame de Paris possedeva un geroglifico simile, che si trovava sotto la tribuna, all’angolo della clausura del coro. Era una statua del diavolo, che spalancava un’enorme bocca nella quale i fedeli venivano a spegnere i loro ceri; di modo che il blocco scolpito appariva sporco di gocce di cera e di nerofumo. Il popolo chiamava questa statua Mastro Pietro del Cantone, nome che è stato sempre incomprensibile agli archeologi. Questa figura, destinata a rappresentare la materia iniziale dell’Opera, umanizzata sotto le spoglie di Lucifero (che porta la luce, – la stella del mattino), era il simbolo della nostra pietra angolare, la pietra del cantone, la pietra maestra del cantone “.

La pietra che i costruttori hanno scartato, scrive Amyraut, è diventata la pietra maestra d’angolo, sulla quale si basa tutta la struttura dell’edificio; ma essa è anche un ostacolo e pietra dello scandalo, contro la quale essi si scagliano andando incontro alla propria rovina.» Per quel che riguarda il taglio di questa pietra angolare… lo si può veder interpretato in un bellissimo bassorilievo dell’epoca, scolpito all’esterno dell’edificio, su di una cappella absidale, dalla parte di via del Cloitre-Notre-Dame.”


(Labirinto di Notre-Dame)

Tra i motivi usati più di frequente per il pavimento, è bene parlare dei labirinti, tracciati sul suolo nel punto d’intersezione della navata col transetto. Le chiese di Sens, di Reims, di Auxerre, di Saint-Quentin, di Poitiers, di Bayeux hanno conservato i loro labirinti. Nel labirinto di Amiens si notava, al centro, una grande lastra, nella quale era incastonata una sbarra d’oro e un semicerchio dello stesso metallo, che raffigurava l’alzarsi del sole sulla linea dell’orizzonte. Più tardi il sole d’oro fu sostituito da un sole di rame, poi sparì anche quest’ultimo e non fu mai più rimesso a posto. Quanto al labirinto di Chartres, chiamato volgarmente la lega (Lieue, lega e lieu, luogo, si pronunciano, in francese, allo stesso modo) e disegnato sul pavimento della navata, si compone di tutta una serie di cerchi concentrici che si ripiegano gli uni sugli altri con un’infinita varietà di combinazioni. Un tempo al centro di questa figura, si notava il duello tra Teseo ed il Minotauro. Questa è un’altra prova dell’infiltrazione dei soggetti pagani nella iconografia cristiana e di conseguenza è anche prova d’un senso mito-ermetico evidente. Però il problema non è stabilire un qualsiasi rapporto tra queste immagini e le famose costruzioni dell’antichità: i labirinti greci o egiziani. Il labirinto delle Cattedrali, o labirinto di Salomone, è, ci dice Marcellin Berthelot, «una figura cabalistica che si trova anche sul frontespizio di alcuni manoscritti alchemici e che fa parte delle tradizioni magiche attribuite a Salomone. È una serie di cerchi concentrici, interrotti in certi punti, in modo da formare un percorso bizzarro ed inestricabile”. “L’immagine del labirinto è dunque l’emblema dell’intero lavoro dell’Opera, con le sue due maggiori difficoltà: quella della strada da seguire per raggiungere il centro, – nel quale si scatena il duro duello delle due nature, – e la strada che l’artista deve seguire per uscirne. A questo punto ha bisogno del filo d’Arianna e non vuole vagare tra i meandri dell’opera senza riuscire a scoprire l’uscita”. “Arianna è una forma di airagne (ragno). La nostra anima non è forse il ragno che tesse il nostro corpo? Ma questa parola richiede ancora altre derivazioni. Il verbo relativo all’opera del ragno significa prendere, cogliere, trascinare, attirare; da esso deriva ….., ciò che prende, attira, coglie. Quindi in Alchimia corrisponde a quello che chiamiamo ‘magnesia’ (per gli alchimisti la magnesia non è l’ossido di magnesio dei chimici ma una parola che contiene il prefisso mag =magia, potenza. ‘Nes’ in caldaico significa parlare, per cui magnesia è il potere magico che si ottiene con la parola).

Il più celebre dei labirinti antichi, quello di Cnosso a Creta, scoperto nel 1902 dal dottor Evans, era chiamato Absolum, parola vicina ad Absolu, nome con il quale gli antichi alchimisti indicavano la pietra filosofale” (non è mai stato chiaro cosa fosse la Pietra Filosofale, forse era un elemento magico che rendeva possibile l’opera, il catalizzatore segreto che permetteva la purificazione della materia).
Il labirinto sta ad indicare la via che l’uomo deve percorrere per conseguire l’iniziazione. Rappresenta anche il cammino di fede: dall’esterno, seguendo un tortuoso percorso, si arriva al centro. Il labirinto della Cattedrale di Chartres ha un diametro di dodici metri e il percorso si snoda per duecento metri. I pellegrini dovevano percorrerlo in ginocchio per andare alla Gerusalemme celeste.

La Cattedrale è orientata in modo che i fedeli, entrando in chiesa da Occidente, avanzassero dritti verso il santuario con la faccia rivolta verso il luogo da cui sorge il sole, Oriente, la Palestina, culla del cristianesimo. Essi lasciano le tenebre e vanno verso la luce… In seguito alla sua disposizione, uno dei tre rosoni che ornano il transetto e il grande portico non è mai illuminato dal sole; è il rosone settentrionale che s’irradia nella faccia del transetto sinistro. Il secondo fiammeggia al sole di mezzogiorno; è il rosone aperto alla estremità del transetto destro. L’ultimo s’illumina ai raggi colorati del sole che tramonta; è il grande rosone del portale, di gran lunga più grande, per estensione e per bellezza, dei suoi fratelli laterali. In questo modo, sul frontone delle Cattedrali gotiche, si succedono i colori dell’Opera, secondo un processo circolare che va dalle tenebre, nero,alla perfezione del rosso, passando per il bianco”.

Abbiamo quindi nei 4 braccia della Cattedrale le 4 fasi dell’Opera alchemica: Nero, Giallo, Bianco e Rosso. Combustione, dissoluzione, disseccamento ed evaporazione. Ognuna governata da un elemento: Fuoco, Acqua, Terra, Aria. Nigredo, Albedo, Citrinas, Rubedo. “La Terra è nera, l’Acqua è bianca; l’aria più si avvicina al Sole e più ingiallisce; l’etere è completamente rosso”.

Nel medioevo, il rosone centrale dei portici si chiamava Rota, la ruota. Ma in Alchimia la ruota è il geroglifico del tempo necessario alla cottura della materia filosofale e, in seguito, rappresentò la cottura stessa. Il fuoco sostenuto, costante ed eguale che l’artista mantiene giorno e notte durante questa operazione, è chiamato, perciò, fuoco di ruota. Però, oltre al colore necessario alla liquefazione della pietra filosofale, c’è bisogno di un secondo agente, chiamato fuoco segreto o filosofico. È proprio quest’ultimo fuoco, risvegliato dal calore volgare, che fa girare la ruota e provoca i diversi fenomeni che l’artista osserva nel proprio vaso.”

“La rosa rappresenta, quindi, da sola la durata del fuoco e la sua azione. Per questo i decoratori medioevali hanno cercato di tradurre, nei loro rosoni, i movimenti della materia eccitata dal fuoco elementare, come si può notare sul portale nord della Cattedrale di Chartres, nei rosoni di Toul (Saint-Gengoult), di Saint-Antoine de Compiègne, ecc.. Nell’architettura dei secoli XIV e XV, la preponderanza del simbolo igneo, che caratterizza nettamente l’ultimo periodo dell’arte medioevale, ha fatto chiamare lo stile di quest’epoca: Gotico fiammeggiante”.

Questo magico sigillo rivela all’artista che la strada seguita è quella giusta e che la mistura filosofale è stata preparata canonicamente. Si tratta d’una figura radiale a sei punte (digamma), chiamata Stella dei Magi, che brilla alla superficie del composto (Fango dall’odore pestilenziale proveniente dalle impurità e da quella parte di zolfo dei filosofi che non s’è potuto amalgamare. Il composto si presenta sotto vari aspetti di diversi colori: marrone scuro, alla prima cottura; va poi verso il nero, il grigio ed anche il verde N.d.T.), cioè al di sopra della mangiatoia in cui riposa Gesù, il Bimbo-Re. Tra gli edifici che ci mostrano i rosoni a forma di stella o rosa a sei petali, – riproduzione del tradizionale Sigillo di Salomone…citiamo la Cattedrale di Saint-Jean e la chiesa Saint-Bonaventure de Lyon (rosoni dei portali); la chiesa di Saint-Gengoult a Toul; i due rosoni di Saint-Vulfran d’Abbeville; il portale della Calenda nella Cattedrale di Rouen; lo splendido rosone blu della Sainte-Chapelle”.

Come l’anima umana ha i suoi segreti recessi, così la Cattedrale ha i suoi corridoi nascosti : la cripta che si estende sotto il livello della chiesa.”

Un tempo, le camere sotterranee dei templi servivano come dimora per le statue di Iside, ed esse diventarono, al tempo dell’introduzione del cristianesimo in Gallia, quelle Vergini nere che il popolo circonda d’una venerazione tutta particolare. Esse mostrano sul loro basamento la famosa iscrizione: Virgini pariturae; alla Vergine che deve partorire… e rappresentano la terra prima d’essere fecondata, che sarà ben presto rianimata dai raggi del sole. Iside è anche la madre degli dei, come attesta una pietra di Dio: Matri Deum Magnae ideae. Il senso esoterico delle nostre Vergini nere non può esser meglio definito. Esse raffigurano, nella simbologia ermetica, la terra primitiva, quella che l’artista deve scegliere come soggetto della propria grande opera. È la materia prima allo stato di minerale, come viene estratta dai filoni metalliferi, profondamente nascosta sotto la massa rocciosa. I testi ci dicono che è una sostanza nera, pesante, friabile, fragile, che ha l’aspetto d’una pietra e può essere frantumata in piccoli pezzi proprio come una pietra”.

La Cattedrale di Chartres possiede due Vergini nere, una è detta Notre-Dame-sous-Terre, posta nella cripta, ed è seduta su di un trono il cui basamento reca l’iscrizione già nota: Virgini pariturae; l’altra si trova nella chiesa, è chiamata Notre-Dame-du-Pilier, occupa il centro di una nicchia piena di ex voto in forma di cuori che mandano raggi. Witkowski ci dice che un tempo, la colonna di pietra che fa da supporto era ‘scavata’ dalle lingue e dai denti dei fedeli, ma per preservarla la colonna fu avvolta, nel 1831, con un rivestimento in legno».

Chartres, con la sua Vergine sotterranea, è considerata la più antica meta dei pellegrinaggi. Un tempo c’era soltanto un’antica statuetta di Iside «scolpita prima di Gesù Cristo», come raccontano alcune antiche cronache locali. Però, l’immagine che possediamo ora data solo dalla fine del XVIII secolo, perché quella della dea Iside era stata distrutta non si sa quando, e sostituita con una statuetta in legno, che teneva il Bambino seduto sulle ginocchia, e che, a sua volta, fu bruciata nel 1793. Quanto alla Vergine nera di Notre-Dame du Puy, le cui membra non sono visibili, ha la forma d’un triangolo, con il vestito che la cinge al collo e si allarga senza pieghe fino ai piedi. La stoffa è decorata con tralci di vite e di spighe di grano, allegorie del pane e del vino eucaristici, e lascia passare, all’altezza dell’ombelico, la testa del Bambino, incoronato altrettanto sontuosamente della madre.”

Le statuette nere di Iside sono molto rare. Il culto di Iside, la Cerere egiziana, era molto misterioso, e tale rimane anche per noi. La rivelazione ai profani del segreto di queste pratiche era punito con la morte. Come per i santuari egiziani di Iside, così nei templi di Cerere era rigorosamente vietato l’ingresso a tutti coloro che non avevano ricevuto l’iniziazione.”

Cibele era adorata a Pessinunte, in Frigia, sotto la forma di una pietra nera che si diceva essere caduta dal cielo. Fidia rappresenta la dea seduta su di un trono tra due leoni, essa ha sul capo una corona murale dalla quale scende un velo.“

Talvolta la dea viene raffigurata mentre tiene una chiave e sembra che stia togliendo il velo. Iside, Cerere, Cibele: tre teste sotto lo stesso velo” (notare come la rappresentazione è simile negli Arcani dei tarocchi).

Un tempo, Notre-Dame de Paris innalzava la sua maestà in cima ad una scalinata di undici gradini”.. “ di fianco aveva una statua di pietra, alta e sottile, che teneva in una mano un libro e nell’altra un serpente. Questa statua faceva parte d’una fontana monumentale sulla quale si leggeva: “O tu che hai sete, vieni qui: se per caso mancano le onde, Per gradi, la Dea ha preparato le acque eterne”.

La Cattedrale di Parigi, come la maggioranza delle basiliche metropolitane, è posta sotto l’invocazione della benedetta Vergine Maria o Vergine-Madre. In Francia il popolino chiama queste chiese le Notre-Dame.
In Sicilia, esse hanno un nome ancora più espressivo, quello di Matrici. Si tratta, quindi, proprio di templi dedicati alla Madre (lat. mater, matris), alle Matrone nel senso primitivo, questo termine, per corruzione, è diventato poi Madone (in italiano Madonne)
.”

A Notre-Dame de Paris il pilastro di mezzo, che divide in due il vano d’ingresso, ci offre una serie di rappresentazioni allegoriche delle scienze medioevali. Di fronte al Sagrato, e al posto d’onore, l’Alchimia è raffigurata da una donna la cui fronte tocca le nubi. Seduta in trono, ella ha nella mano sinistra uno scettro, segno di sovranità,mentre con la destra tiene due libri, uno chiuso (esoterismo) e l’altro aperto (essoterismo). Mantenuta tra le sue ginocchia e poggiata sul suo petto si eleva la scala dai nove gradini, scala philosophorum, geroglifico della pazienza che deve essere posseduta dai suoi fedeli nel corso delle nove successive operazioni della fatica ermetica. «La pazienza è la scala dei Filosofi, ci dice Valois”.

La Cattedrale ci appare basata sulla scienza alchemica, investigatrice delle trasformazioni della sostanza originale, della Materia elementare Perché la Vergine-Madre, spogliata del suo velo simbolico, non è altro che la personificazione della sostanza primitiva, di cui (Dio)si è servito, per realizzare i suoi fini, il Principio creatore di tutto ciò che esiste.”

La Cattedrale di Notre-Dame è una infinita galleria di simboli alchemici.
In una decorazione compare ‘L’alchimista’, rappresentato con un armatura, circondato dai merli di una fortezza. Dietro di lui un basamento merlato su 4 pilastri, sormontato da una volta sferica, sotto brucia una fiamma, l’athanor, il forno di cottura.

L’Alchimia era un insieme di operazioni che generalmente venivano fatte su piante (erboristeria), elementi chimici o minerali (metallurgia).
Sullo stilobate ci sono 12 medaglioni con sopra 12 figure. Nel primo appare ‘il corvo‘ che nell’Opera alchemica simboleggia la Nigrido, l’inizio della trasformazione, il caos primitivo della materia.

Il secondo bassorilievo ci mostra l’effigie del ‘Mercurio filosofico’: un serpente che si avvinghia intorno ad una verga d’oro.”(il Caduceo).

Più in là c’è una donna dai capelli lunghi che si agitano come fiamme. Ella impersona la Calcinazione, e stringe al petto il disco della Salamandra «che vive nel fuoco e si nutre del fuoco» . Questa mitica lucertola indica il sale centrale, incombustibile e fisso, che conserva la propria natura anche nelle ceneri dei metalli calcinati e che gli Antichi hanno chiamato Sperma metallico. Nella violenza dell’azione del fuoco, le parti combustibili vengono distrutte; resistono solo le parti pure, inalterabili e, sebbene siano molto stabili, possono essere estratte con la lisciviazione”.

I nostri maestri dell’Arte hanno avuto cura d’attirare l’attenzione sulla differenza fondamentale che esiste tra la calcinazione volgare, come viene realizzata nel laboratorio chimico, e quella che l’Iniziato fa nel gabinetto filosofico. Essa non viene fatta per mezzo del fuoco volgare, non ha assolutamente bisogno dell’aiuto d’un riverbero, ma richiede l’aiuto d’un agente occulto, d’un fuoco segreto che, per dare un’idea della sua forma, ha più l’aspetto d’un’acqua che d’una fiamma. Questo fuoco, questa acqua ardente è la scintilla vitale comunicata dal Creatore alla materia inerte; è lo spirito racchiuso nelle cose, il raggio igneo, imperituro, chiuso nel fondo della sostanza oscura, informe e frigida.”

Viene poi l’Evoluzione: essa ci mostra l’orifiamma dai tre pennoni, triplicità dei Colori dell’Opera, che si trovano descritti in tutte le opere classiche (nero bianco rosso)”.

Queste fasi colorate sono specifiche della Grande Opera e ognuna ha il senso simbolico. Esse corrispondono a una ‘lingua dei colori’ che si ripete nelle vetrate. Il Nero corrisponde a Saturno, simbolo del piombo, piante malefico in astrologia, o drago nero o, nella magia, gallina nera (vedi il vudù). Nei tempi egizi un sacerdote suggeriva all’orecchio dell’iniziato: “Ricordati che Osiride è un dio nero”. Colore del caos primitivo in cui tutte le cose sono confuse e mescolate. Poi alla notte succede il giorno e abbiamo il colore bianco, materia libera da ogni impurità, colore degli iniziati che hanno deciso di abbandonare le tenebre per seguire la luce. Poi verrà il colore giallo. Segue il colore rosso, simbolo del fuoco, luce che vince le tenebre”.

Tornando al basamento di Notre-Dame, troveremo al sesto posto la Filosofia, il cui disco reca il segno d’una croce. Questo è il simbolo dell’elemento quaternario e la manifestazione dei due principi metallici, sole e luna, — quest’ultima manca, tolta di mezzo a colpi di martello, — o zolfo e mercurio, genitori della pietra, secondo Ermes”.

Nel tondo seguente si vede scolpito un grifone. Il mostro mitologico, la cui testa ed il cui petto sono d’aquila e per il resto del corpo è un leone, inizia lo studioso alle qualità contrarie che necessariamente devono essere congiunte nella materia filosofica

Un bassorilievo mostra lo Zolfo, rosso o bianco, con l’acqua filosofica: un guerriero lascia cadere la propria, spada e si ferma, interdetto, davanti ad un albero ai piedi del quale si alza un ariete; l’albero ha tre enormi frutti in forma di palla, e tra i rami si vede emergere il profilo d’un uccello. E’ l’albero solare, dal quale si deve estrarre l’acqua celeste. Il guerriero rappresenta l’artista che ha appena compiuto l’Opera. L’ariete indica la stagione migliore, la primavera, l’uccello precisa che il composto ha natura più celeste che terrestre. L’acqua è l’Acqua della Vita che migliorerà l’albero al punto che non vi sarà più bisogno di piantarne né di innestarne. La rappresentazione rimanda alla mitica spedizione degli Argonauti, nella quale troviamo Giasone vicino all’ariete dal vello d’oro ed all’albero dai frutti preziosi del Giardino delle Esperi. Il mito appare con forme simili in tempi diversi.
Lo stesso simbolismo alchemico si ripete nelle vetrate.

In modo simile Fulcanelli esamina altri particolari della Cattedrale, spiegando le correlazioni che ci sono tra figure apparentemente cristiane o criptiche e simboli e procedimenti alchemici. Appare davvero bizzarro che un tal simbolismo esoterico sia rappresentato in un tempio cristiano, dal momento che la Chiesa combatté gli alchimisti in ogni modo possibile, imprigionandoli, torturandoli e uccidendoli e distruggendo tutto quello che li riguardava. Essi infatti credevano in elementi spirituali insiti nella natura (un Dio immanente insito in ogni cosa, ben diverso dal Dio trascendente cristiano) con cui lo spirito dell’alchimista veniva a contatto durante il procedimento di purificazione e trasformazione di piante o minerali e per queste credenze gli alchimisti furono tacciati di eresia. E, se pure, i Templari fossero stati gli alchimisti francesi del XIII secolo, che trasferivano in Francia l’Alchimia araba, sappiamo bene quanta ferocia fu messa dalla Chiesa nel combatterli e distruggerli. Eppure la simbologia di ricerche esoteriche tanto sofisticate emergeva in una pubblica rappresentazione proprio nel tempio della cristianità davanti agli occhi di tutti e laicizzava le figure sacre della religione facendole diventare i simboli di una sacralità molto diversa a carattere magico. E’ una vera enciclopedia ermetica che non poteva essere nota ai costruttori ma fu suggerita da un architetto o da più architetti, esperti di Alchimia che curarono con estrema cura ogni dettaglio affinché la Cattedrale avesse un significato preciso, per di più relativo ad una disciplina ermetica, segreta, combattuta fanaticamente in egual misura da Stato e Chiesa. Tutto fu curato nei minimi particolari, eppure di quell’architetto o di quel progetto minuzioso che trasfondeva in pietra una intera sapienza alchemica e ne faceva una enciclopedia filosofica architettonica noi non sappiamo nulla. E quella Chiesa e quello Stato che distrussero i Templari come ogni altro alchimista, al punto che di loro non rimase un solo scritto, furono poi gli stessi che nei loro templi esoterici celebrarono la fede cristiana.

Purtroppo oggi dei meravigliosi colori lussureggianti iniziali non abbiamo più nulla, e molti particolari simbolici scolpiti nella pietra sono scomparsi corrosi dal vandalismo e dall’incuria, ma l’impressione che si prova entrando in una Cattedrale gotica rimane immutata. Davvero esse sono straordinari catalizzatori dell’energia e, a differenza di tante anonime chiese moderne, orientano la nostra energia al sacro. Vi si respira un’aria che innalza la nostra anima e anche chi è di religione diversa non può non sentirsi profondamente mutato nel suo interno, in una trasformazione delle energie che innalza il visitatore più sprovveduto, così come era nell’intenzione degli alchimisti, dal piombo della materia all’oro dello spirito.

Si dice che il vero Tempio sacro, come i più famosi templi dell’antichità, Luxor o Stonehenge, sia uno straordinario dirottatore di energie. E che, come nei maggiori tempi egizi, sotto ogni Cattedrale ci sia un corso d’acqua che scorre sotto il transetto, spingendo verso l’alto una potente energia di rigenerazione.
L’archeologo alchimista alsaziano Schwaller de Lubicz studiò per 15 anni il Tempio di Luxor che è anch’esso un tempio alchemico e presenta molti motivi simili a quelli delle Cattedrali gotiche.
Amenhotep III visse nel 1300 a. C., le Cattedrali gotiche sorgono dopo il 1100 d.C, 2.400 anni le separano, ma ha ragione Jung nel dire che l’Alchimia non è situabile nel tempo e nello spazio ma è una categoria eterna dell’anima umana.

Anche se Fulcanelli studiò nei particolari i simboli in pietra delle Cattedrali francesi, spiegando il loro significato esoterico, queste enormi costruzioni sacre restano piene di misteri e di enigmi. Si dice che gli ignoti costruttori avessero una conoscenza raffinata dall’orientazione dell’energia cosmica e tellurica e che per ogni singola pietra si fosse ordinato agli scalpellini una lavorazione speciale che ne orientava l’energia nel modo più alto.
Nei luoghi sacri i radioestesisti hanno misurato l’intensità vibrazionale, e i punti di massima intensità positiva sono stati rilevati:
-nei templi buddhisti davanti alla statua principale del Buddha che guarda verso Est
-nelle moschee davanti alla nicchia che indica la direzione della Mecca
-nelle chiese russe e copte egizie nel quadrato interno
-nelle antiche Cattedrali cristiane al centro del coro e sotto la cupola, e, in misura altissima nelle Cattedrali gotiche, che sono state costruite secondo regole iniziatiche, in parte perdute, di altissima valenza energetica.

Conclude Fulcanelli. “La nostra visita è terminata. Ancora una volta la nostra ammirazione, pensosa e muta, interroga questi meravigliosi e sorprendenti paradigmi, il cui autore è rimasto per tanto tempo sconosciuto ai nostri. Esiste forse un libro scritto da lui? Niente sembra indicarlo. Senza dubbio, seguendo l’esempio dei grandi Adepti del medioevo, preferì affidare alla pietra, piuttosto che alla carta, la testimonianza irrefutabile d’una scienza immensa della quale possedeva tutti i segreti. Quindi è giusto, è equo che la sua memoria resti viva tra noi, che il suo nome esca infine dall’oscurità e brilli, come un astro di prima grandezza, nel firmamento ermetico”.
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CURIOSITA’
Notre-Dame de Chartres è uno dei capolavori dell’architettura gotica. La Cattedrale fu iniziata nel 1135 e terminata pochi anni prima che venisse posta la prima pietra di Castel del Monte (1240 circa).
L’Imperatore Federico II conosceva probabilmente i segreti di Notre-Dame de Paris, costruita sul luogo dove in precedenza sorgeva un altro tempio, risalente, pare, all’800 d.C. A Castel del Monte, tra le altre cose, il numero 111 torna anche come perimetro in cubiti egizi del cortile interno, (per l’esattezza 111/11) lo stesso numero lo ritroviamo a Chartres sia pure in metri: la navata del tempio è lunga 74 metri, mentre il coro, che la interrompe dopo 74 metri, è lungo 37 metri e 74+37 dà, appunto 111.
La presenza di 74 e 37 non è casuale è data dal fatto che 111: 3 dà 37 mentre 37 x 2 dà 74. Insomma, 37 e 74 sono, rispettivamente, un terzo e due terzi del numero sacro 111.
E’ poi interessante notare che sempre 37 metri è alta la volta della Cattedrale e 37 metri è profondo il cosiddetto pozzo dei ‘Santi Forti’, posto sotto la Cattedrale.
A livello simbolico, riprodurre forme, misure e ritmi cosmici negli edifici sacri voleva dire riprodurre in Terra e in piccolo la grande armonia celeste. Insomma, dei piccoli Microcosmi che dovevano riprodurre e rappresentare il Macrocosmo e, con esso, la perfezione di Dio. Come diceva la Tavola Smaragdina: “Quello che è in alto è in basso e quello che è in basso è in alto”.
Importanti erano le ‘forme’, le ‘misure’, i ‘ritmi’ e ricorrevano figure geometriche precise e numeri e proporzioni cari alla geometria sacra. Ogni elemento doveva riprodurre l’armonia dell’universo e focalizzare l’attenzione a particolari giorni dell’anno, in particolare i solstizi.
Anche la Piramide di Cheope si dice che abbia dei condotti orientati in modo tale da far entrare all’interno raggi di sole in giorni particolari. Ugualmente, l’ombra proiettata dalla Piramide in occasione del solstizio d’inverno rispetterebbe precise proporzioni.
Analogamente le torri di Castel del Monte proiettano ombre precise in certi giorni: in occasione del solstizio d’autunno, a mezzo giorno, la lunghezza delle ombre corrisponde alla lunghezza del cortile interno, poi l’ombra si allunga fino ad indicare la circonferenza delle mura che anticamente circondavano il castello stesso; senza contare che nel solstizio d’estate, un raggio di sole attraversa la finestra sopra il portale principale per colpire un rettangolo posto su una parete del cortile interno.
In modo simile, all’interno della Cattedrale di Chartres, nella navata laterale ovest del transetto sud, c’è una pietra rettangolare incastrata di sbieco rispetto al pavimento, la cui bianchezza risalta nettamente sulla generale tinta grigia del lastricato.
Questa pietra è contrassegnata da un risalto di metallo dorato. Ogni anno, al solstizio d’estate del 21 giugno, se il sole splende, a mezzogiorno un raggio che filtra da un foro della vetrata detta di S. Apollinare va a colpire questa pietra.
La mandorla del rosone occidentale, rappresentante la Vergine, ad agosto è attraversata da un raggio di sole che va a proiettarsi sulla rosa posta al centro del labirinto che è in questa Cattedrale, come nelle altre Cattedrali francesi chiamate a rappresentare la costellazione della Vergine. Oggi il fenomeno si verifica verso il 20 del mese ma si è calcolato che in origine il tutto accadeva il 15 d’agosto, il giorno dedicato alla Madonna. L’attuale scarto è dovuto al progredire delle precessioni al Medioevo ad oggi.
Grande interesse destano anche i labirinti. Quello di Chartres richiama all’Antico Egitto. Ricorrerebbero in questo labirinto le complesse proporzioni che l’egittologo Schwaller de Lubicz ha individuato a Luxor.
Il labirinto è interessante perché che il numero delle pietre pavimentali che lo compongono è uguale ai numeri della gestazione e il fatto di percorrerlo rappresenta un percorso iniziatico: dall’esterno fino al centro si cresce spiritualmente fino a nascere a nuova vita. Non a caso questo labirinto era chiamato anche ‘Percorso di Gerusalemme’.

A Chartres si dice che, in età precristiana, ci fosse un tempio consacrato dai Druidi celti ad una Vergine partoriente. Sembra che in quel tempio fosse custodita una statua venerata dalle popolazioni celtiche, che ricordava Iside nera. E in Europa sono almeno 500 le raffigurazioni di ‘Madonne nere’. Due di queste, come dice Fulcanelli, sono a Chartres.

La Cattedrale, come i Templi egizi, è un centro di energia. Quasi tutte le Cattedrali sono state costruite in zone su cui erano stati eretti anticamente precedenti edifici sacri, addirittura risalenti alle civiltà megalitiche, culture che conoscevano le proprietà dei luoghi, ne individuavano le energie sotterranee, i campi elettromagnetici, gli effetti prodotti in superficie dalla presenza di corsi d’acqua sotterranei. Questi concetti erano diffusi in molte culture occidentali e in Egitto, così come nel Feng-Shui cinese. I geomanti riconoscevano l’energia dei luoghi e là dove essa era forte la canalizzavano con edifici o pietre.
Le Cattedrali sembrano costruite in punti particolarmente favorevoli al passaggio di correnti terrestri positive e la loro verticalità permetterebbe di captare al massimo i raggi cosmici e le energie telluriche facendoli convergere con un potenziamento delle energie spirituali di chi vi soggiorna.

La Cattedrale di CHARTRES sorge su un poggio circondato da una galleria sotterranea, che mantiene concentrate le vibrazioni provenienti dal sottosuolo. La verticalità dell’edificio permetterebbe una esposizione all’influenza delle radiazioni cosmiche particolarmente intensa, cosicché il fedele, entrando in Chiesa, va a collocarsi proprio nel punto energetico ideale di congiunzione tra la Terra e il Cielo.
Citiamo sulla facciata anche i ‘doccioni’, la cui funzione è quella di far rifluire dal tetto l’acqua piovana. Il termine inglese, gargoyle, e quello francese, garguouille, rendono molto bene l’onomatopea: il gorgogliare dell’acqua attraverso le sculture che sembrano volare dagli spioventi della Cattedrale. In breve tempo i modesti canali diventarono creature fantastiche e simboliche, con una funzione apotropaica, nel senso che scacciavano il malocchio.

La Cattedrale di Chartres sembra essere una concentrazione di simboli esoterici. La stessa struttura interna dell’edificio produce nel visitatore un effetto di elevazione spirituale grazie ad una spinta misteriosa, presumibilmente di natura magnetica e tellurica, che viene percepita come proveniente dal basso.
Questa forza, secondo gli esoteristi e gli studiosi vari che ne hanno studiato l’origine primaria, sarebbe la concretizzazione del simbolo della redenzione per chi voglia raggiungere la verità divina. La forza sarebbe resa più forte dal disegno di un enigmatico labirinto di forma circolare intarsiato nel pavimento della chiesa. Questo labirinto è diventato il punto di riferimento principale degli studiosi di enigmi esoterici di ogni tempo. L’intera pianta della Cattedrale è fondata sul ‘numero aureo’: ogni distanza assieme a tutte le proporzioni tra gli elementi architettonici dell’edificio sacro è regolata intorno alla cifra 1, 618.

Attualmente la cittadina francese di Chartres conta poco più di quarantamila abitanti, ma al tempo in cui ne fu costruita la celebre Cattedrale era poco più di un villaggio di contadini. Perché fu scelto proprio questo luogo semisconosciuto e sperduto della regione? Un mistero che potrebbe essere spiegato soltanto attraverso la presenza nel posto, già in tempi remoti ed antecedenti l’espansione del cristianesimo, di energie particolari convoglianti il sacro.
Già i sacerdoti Druidi fecero della collina di Chartres un santuario dei loro dei. Vi riscontrarono una vena inesauribile di energie telluriche, cui diedero nome di ‘wouivre’ intorno alla quale innalzarono templi votivi, dolmen e menhir. Il wouivre è l’energia sotterrane a profonda della Terra che guizza in forma di serpente.
Durante l’evangelizzazione cristiana, nel borgo di Chartres fu eretta una chiesa dedicata al culto del santo monaco Gislebert. La chiesa fu distrutta da un incendio nel settembre del 1020 e proprio per questa regione il vescovo del tempo, Fulberto, ordinò la costruzione di un nuovo edificio sacro al capomastro Berengario con un misterioso porticato sotterraneo che dava accesso ad una cripta dove era adorato il simulacro miracoloso di una Vergine Nera. Ma un nuovo incendio divorò la costruzione di mastro Berengario. Alla fine dello stesso anno la curia fece dare inizio ai lavori della Cattedrale, che attualmente è annoverata come il capolavoro dell’arte architettonica gotica in Francia.La Cattedrale, grandiosa, fu dedicata al culto della Madonna e completata a tempo di record, in 26 anni, dal 1194 al 1220. La rapidità dei lavori costituisce un ulteriore mistero della Cattedrale. Ma ancora più misteriosa fu la tecnica di costruzione usata, mai sperimentata fino ad allora. Fu necessaria l’erezione di sei torrioni per sorreggere provvisoriamente il peso della volta della Cattedrale. Ma chi fu l’ingegnere che la progettò? Che la pose in essere in tempi talmente incredibilmente brevi? Da dove venne la mano d’opera dei lavoratori talmente specializzati nella fabbricazione di vetrate policrome, in sculture e in lavori eccellenti di rifinitura? Soprattutto, di chi fu l’architetto supremo dei motivi esoterici e simbolici, dei quali la Cattedrale di Chartres è traboccante? Alcuni storici pensano che i lavori fossero stati affidati a una congregazione detta “Les énfants de Salomon” (“I figli di Salomone”), una organizzazione laica di architetti, artisti e scalpellini, creata e gestita dall’ Ordine del Tempio.
La costruzione di Cattedrali gotiche originali cessò quando l’Ordine Templare fu eliminato, dopo l’anno 1315. Tra l’altro, tra il 1150 e il 1250 furono costruiti in Francia oltre centocinquanta monumenti sacri in stile gotico, maestosi per la loro complessità architettonica e maestosità scenica. Vari commentatori di storia medievale hanno ipotizzato che siano il frutto delle conoscenze dei Templari e dei loro patrimoni segreti.


Chartres

Molti enigmi vengono dalla posizione in cui la Cattedrale di Chartres fu eretta, dal significato del suo celebre labirinto, dal simbolismo delle statue e dal numero elevatissimo delle vetrate policrome delle finestre del sacro edificio. Le vetrate sono 176, per una superficie di 2600 m² e sono le sole che si siano tutte meravigliosamente conservate. Ci si chiede con stupore come abbiano fatto e maestri vetrai a quel tempo a raggiungere una tecnica così raffinata nella lavorazione del vetro e nei suoi disegni. Meraviglia come la luce esterna entri nella Cattedrale costantemente vivida, in maniera talmente omogenea e contemporaneamente molto soffusa.
Contrariamente alle altre Cattedrali, quella di Chartres ha l’ingresso orientato a nord-est per seguire lo sviluppo dell’energia terrestre.
Sotto l’edificio, nel cuore del colle da dove sgorga la grande energia, si trova ancora la cripta in cui discendevano i devoti fin da epoche antichissime, prima ancora dell’edificazione della Cattedrale, per venerare la statua in legno di una Vergine Nera, ancora presente sotto forma di una copia desunta dall’originale.
Di questa caverna, risalente ad epoche pre-cristiane, avrebbe parlato anche Giulio Cesare nei suoi “Commentari”. Il generale romano sostenne che i Druidi fossero stati soliti riunirvisi per onorare periodicamente un dio boschivo chiamato Carnutus e una dea della Terra, Belisana.
Altre tradizioni raccontano che la Cattedrale fosse stata fatta costruire con maestranze al soldo dell’Ordine Templare, i cui cavalieri avrebbero voluto trascrivere nella pietra, sotto la forma del linguaggio del simbolo, le conoscenze iniziatiche delle quali sarebbero stati depositari.

Goethe scrisse: “L’architettura è musica solidificata”. E l’atmosfera delle Cattedrali produce un effetto simile a quello della musica.
Le proporzioni e le misure della Cattedrale di Chartres sono basate su scale diatoniche, in particolare sul primo modo gregoriano che ha come nota iniziale il re e come note principali re-fa-la.
Esistono anche altre Cattedrali gotiche progettate secondo proporzioni musicali, ad esempio il Duomo di Colonia e il Duomo di Santo Stefano a Vienna, e anche nella pianta del santuario barocco di Vierzenheiligen in Baviera sono identificabili armonie di diversi pezzi del “Clavicembalo ben temperato” di Bach.
Le chiese gotiche erano dipinte, colorate. La chiesa Elisabethkirche di Marburg, importante meta di pellegrinaggio medioevale, era completamente rivestita di intonaco rosso; la parte traforata delle finestre era gialla, con linee bianche a contrasto lungo le giunture, e bianche erano le giunture delle pietre da taglio. Sono i colori della Grande Opera, manca solo il nero.
Louise Charpentier scrisse: “Nessuno può vantarsi anche intellettualmente di uscire dalla Cattedrale di Chartres identico a com’era prima”.

Un’altra stranezza delle Cattedrali gotiche è la presenza di una testa mozzata.
Nella Cattedrale di Troyes, si trova la testa di San Bernardo di Chiaravalle, il sostenitore dell’ordine dei Templari. I Templi gotici hanno spesso dei riferimenti a una testa mistica, staccata di netto dal busto come ad esempio a St .Denise, la testa del santo. Anziché la figura di San Giovanni Battista decollato, sul lato destro del Portale Nord della Cattedrale di Notre-Dame di Reims è raffigurato San Nicosia (Nicaise) decollato, al posto della sua testa due angeli pongono una corona. Si sa per certo che il culto dei Templari faceva spesso riferimento a una testa mozzata, ma non è sicuro a cosa si riferissero. In Alchimia, una delle fasi principali della Grande Opera veniva chiamata caput mortuum, o ‘Testa di morto’, ed era la ‘nigredo’ o l’annerimento della materia che si diceva avvenisse prima della precipitazione della Pietra Filosofale. Secondo altri, però, la testa era una reliquia: forse la testa di Hugues de Payen, padre fondatore dell’Ordine, oppure il cranio decapitato di San Giovanni Battista, figura di spicco nel culto templare. Alcuni autori sostengono che i Templari erano stati influenzati dall’eresia giovannita, secondo cui Gesù era soltanto un falso profeta e il vero Messia era il Battista. Ma c’è un’altra ipotesi. Poiché i Templari erano in possesso della Sindone e questa, ripiegata, mostrava il viso di un uomo con la barba, si dice anche che essi pregassero attorno alla Sindone. In effetti, nel presidio templare di Templecombe, nel Somerset (Inghilterra), fu ritrovata la riproduzione di una testa che presentava una rassomiglianza impressionante col volto impresso sulla Sacra Sindone.


(Andrea Solario dipinge la testa di Giovanni Battista che Salomè fece mozzare a Erode Antipa)

Quella di Chartres è una Cattedrale molto particolare.
Chartres è un piccolo paese sopra un’altura a 96 km da Parigi, ma al tempo della sua costruzione era anche più piccolo. La più grande di tutte le Cattedrali gotiche fu fatta costruire in un luogo che da tempo immemorabile era stato sede di culto alla Grande Madre. Le origini spirituali di Chartres si perdono nella notte dei tempi, ben prima della fondazione del cristianesimo.
La cosa sconcertante è che la Chiesa romanica che la precedeva con tutto il paese attorno è andata a fuoco per 13 volte e per 13 volte la Chiesa è stata ricostruita, ma la Cattedrale gotica successiva fu fatta come la vediamo oggi. Ci fu un incendio nel 1020, uno nel 1134 e l’ultimo nel 1194. Nel 1194 l’impulso a riedificare la Cattedrale fu quasi immediato ed in soli 26 anni venne costruita questa meraviglia! In soli 26 anni ed in uno stile completamente nuovo: il gotico. Tutti dettero il loro contributo, tutte le classi sociali -lo vediamo anche nelle vetrate che raffigurano i venditori di pelli, quelli dell’acqua, quelli del legno o altre corporazioni di artigiani, ma, la domanda è: dove si sono trovate queste incredibili capacità tecniche? Qui è nata la famosa arte di fabbricare le vetrate: il famoso blu di Chartres, il rosso di Chartres .. colori che sono terapeutici e ineguagliabili, irripetibili, introvabili in altre parti del mondo, per una vera terapia dei colori. Questi artigiani del vetro hanno anche esportato questa tecnica nelle altre Cattedrali di ‘Nostra Signora’ in Francia –perché Chartres è stata appunto la prima Cattedrale gotica dedicata a Notre-Dame, dopodiché, a Parigi e nel Nord della Francia sono spuntate, nell’arco di 150 anni, tante altre Cattedrali dedicate alla Madonna.
Dal punto di vista della radiestesia o della geomanzia, Chartres ha delle caratteristiche notevoli. Il luogo dove sorge questa magnifica Cattedrale ha una particolare conformazione geologica e geomantica, perché è su un poggio di granito situato in una piana di pietra calcarea. Si tratta di una polarità – calcare / granito – che si trova anche in altri luoghi sacri come ad esempio Karnac o Stonehenge. Se si prova a fare una passeggiata sul granito e poi sul calcare si faranno due esperienze diverse: sul calcare ci si troverà molto più affaticati e sul granito invece lo si sarà di meno. In un certo qual modo, è come se il calcare ci attraesse verso il basso e il granito ci sollevasse verso l’alto. I Druidi ed i Celti avevano messo i loro Menhir e i loro Dolmen in questo posto. Oltretutto, sotto questo poggio ci sono ben 14 sorgenti, e quindi ci sono delle correnti telluriche molto particolari, perché i corsi d’acqua sotterranei sono convogliatori di energia. Gli antichi erano bravissimi per riconoscere i luoghi sacri. Essi sono come i punti corrispondenti nel corpo umano trovati dall’agopuntura, che sono cruciali per lo scorrimento delle energie. Allo stesso modo la Terra ha i suoi punti energetici, punti nodali dove è più forte l’energia che sale dal profondo.
I Druidi ed i Celti misero su questi punti i Menhir, le pietre della fecondità, come se facessero l’agopuntura alla Terra, e spesso nei luoghi sacri l’energia tellurica era amplificata da sorgenti terapeutiche.
Il vescovo Fulberto, a Chartres, conosceva i poteri miracolosi della cripta e i malati erano sempre venuti qui in cerca del miracolo fino alla rivoluzione francese, che, col suo ateismo, portò a riempire il pozzo, strozzando i poteri della Cattedrale.
Sembra che la parola ‘Chartres’ derivi da ‘calcare’ o dal nome delle genti che abitavano anticamente in questo luogo. Giulio Cesare ci parla di questo popolo dicendo che qui i Druidi praticavano dei culti: lui li chiama i ‘carnuti’. Quindi, secondo alcuni, Chartres potrebbe derivare da ‘Carnut-is’. ‘Is’ vuol dire luogo sacro dei Carnuti, da cui Chartres. Giulio Cesare nel ‘De bello gallico’ parla di questi Carnuti, ci dice che lì praticavano dei culti e che furono quelli che opposero maggiore resistenza al potere romano.
La leggenda dice che, molto prima dell’avvento dei Romani, prima di Cristo, su questa altura i Druidi ebbero la visione di una donna che doveva partorire. Allora, scolpirono nel legno di un pero la statua di una vergine con un bambino in braccio e la misero nella grotta sotterranea dov’era la sorgente e il pozzo con un altare alla Vergine partoriente. L’immagine col tempo divenne nera.

Quando nel XII secolo si costruì la Cattedrale, si mise per la prima volta sulla facciata la Madonna seduta in trono. Dopodiché altre Cattedrali misero la Madonna sulla facciata.
Ancor oggi, all’interno della Cattedrale di Chartres c’è un reliquiario con 5 metri di velo bianco, l’abito che si dice Maria indossasse al momento dell’Annunciazione.
I pellegrini andavano a Chartres per cercare il miracolo come oggi vanno a Lourdes.
All’interno della Cattedrale è conservata anche la Vergine del Pilastro, databile al XVI°secolo, è anch’essa nera e riccamente vestita.

Noi sappiamo che dove sorgono i santuari della Vergine ci sono sempre sorgenti di acqua miracolosa. A Chartres, nelle vicinanze della grotta dove i Celti avevano creato il loro Santuario, c’era un luogo per le cerimonie d’iniziazione, il ‘Pozzo dei Possenti’, scoperto nel 1904, e alimentato da una sorgente sotterranea. E’ profondo 33 metri e sembra che le sue acque avessero poteri miracolosi, tanto che tra il 1100 e il 1200 gli infermi vi accorrevano in massa.
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Nelle Cattedrali ritroviamo misure che discendono dai meridiani e dai paralleli terrestri: le navate, infatti, hanno una lunghezza pari alla millesima parte della larghezza del grado del parallelo geografico su cui le Cattedrali stesse sorgono. La Cattedrale di Chartres sorge su un parallelo geografico (48°26’53″la cui lunghezza di un grado è di 74 chilometri. La lunghezza della navata della chiesa è di 74 metri (millesima parte di un grado di parallelo) e quella del coro di 37 metri (duemillesima parte) e 37 metri è alta la volta ed altrettanto profondo il pozzo celtico. Non sembra che questa sia una coincidenza. Forse i costruttori conoscevano molto bene il globo terrestre, il che sembra impossibile per il loro tempo.


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Per vedere l’alchimia in Jung

https://masadaweb.org/2011/10/08/masada-n%C2%B0-1324-8-10-2011-psicoanalisi-5-1-il-rebis-la-cosa-doppia-compresenza-di-maschile-e-femminile/

https://masadaweb.org/2011/10/25/masada-n%C2%B0-1331-25-ottobre-2011-l%E2%80%99alchimia-globalita-e-interconnessione-%E2%80%93-le-leggi-dall%E2%80%99achimia/

https://masadaweb.org/2011/11/01/masada-n%C2%B0-1333-1112011-alchimia-lezione-5/

https://masadaweb.org/2011/11/08/masada-n%C2%B0-1337-8112011-alchimia-lezione-6/

https://masadaweb.org/2011/11/22/masada-n-1343-22112011-alchimia-lezione-7/

https://masadaweb.org/2011/11/22/masada-n-1343-22112011-alchimia-lezione-8/

http://masadaweb.orghttps://masadaweb.org/2011/10/08/masada-n%C2%B0-1324-8-10-2011-psicoanalisi-5-1-il-rebis-la-cosa-doppia-compresenza-di-maschile-e-femminile/

https://masadaweb.org/2011/12/06/masada-n-1348-6122011-alchimia-lezione-10/
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masadaweb.org

6 commenti »

  1. Le cattedrali gotiche erano cattedrali di luce.
    Erano la Pietra Filosofale costruita dall’uomo con l’aiuto di Dio e il segreto del percorso iniziatico
    La gente povera viveva al buio, in tuguri bassi e affumicati che non conoscevano la luce.
    Pensa cosa dovevano provare quei poveretti entrando in spazi alti decine di metri, che ti toglievano il fiato per la meraviglia e ti facevano sentire minuscolo, ma protetto, con le luci colorate delle vetrate che si riflettevano ovunque, i pavimenti e le pareti che raccontavano storie senza bisogno di saper leggere…
    E la musica.
    La musica dell’organo, delle cantorie, delle campane.
    Il salmodiare delle preghiere.
    E il profumo degli incensi.
    Era uno stordimento dei sensi dove la ragione si smarriva, si disperdeva in frammenti fra i mille frammenti di luce che ti circondavano.
    E, quando calava la sera, la luce delle candele che creava ombre fantastiche e inquietanti sulle pareti infinitamente alte, fino a confondersi nel buio delle volte, lassù, dove l’occhio si perdeva e il mistero si faceva forma oscura…
    Era il Paradiso, il Paradiso in terra, oltre un portale immenso che ti faceva lasciare alle spalle il mondo orrendo e violento dove eri costretto a vivere .
    Era il Paradiso disponibile per tutti.
    Lo spettacolo del mondo che avresti raggiunto nell’altra vita.
    Era una anticipazione della vita eterna …
    Era il mistero.
    E fuori erano un immenso libro di pietra, dove l’incolto poteva leggere storie, ma l’iniziato poteva leggere il percorso segreto da seguire per raggiungere l’Arcano…

    Piero

    Commento di MasadaAdmin — novembre 8, 2015 @ 10:51 am | Rispondi

  2. Grazie Viviana per questo studio bellissimo delle cattedrali.

    Io sono nata accanto alla cattedrale di Chartres…
    Evelyne

    Commento di MasadaAdmin — novembre 8, 2015 @ 7:49 pm | Rispondi

  3. Cara Viviana, le cattedrali di Chartres e di S. Denis facevano gridare al miracolo in quanto le pustole dei vaiolosi si cicatrizzavano, esposti alle lunghezze elettromagnetiche ca. 400 nm, l’energia emanata dai suoi blu; le cattedrali erano diventate dei centri di guarigione. Ancor oggi non si è riusciti a capire il fatto che le vetrate rimangono illuminate anche dopo il tramonto.
    Nonostante i vari esperimenti e ricerche il segreto del monaco teofilo costruttore delle vetrate rimane ancora tale.
    La Sellner nel 1977 è riuscita dopo molti tentativi e sovrapponendo circa 50 strati di vetro con quello che si riteneva essere il silicio originale (tratto dalle sabbie dell’ eure) ad ottenere un effetto di post trasmissione di ca. 30 secondi.
    A questo devi aggiungere che l’abate surger affermava che: filtravano la luce per illuminare le menti degli uomini in modo che per mezzo di essi potevano raggiungere la luce di Dio.

    Per quanto riguarda il Verde “colore neutro per eccellenza”sapevo fosse abbinato alla nota FA pertanto la quarta (ma studierò meglio alcuni testi), comunque la neutralità del verde si identifica con la “partenza”, considera che è l’unico colore sia caldo che freddo sia diurno che notturno oltre ad essere l’unico colore monocromaticamente inesistente in natura, esprime il massimo e il minimo delle energie ed è certamente il colore più intrigante, proprio per questo è il più difficile da utilizzare cambia spesso è sufficiente una leggera brezza per far si che cambi sia cromaticità, sia saturazione, sia luminosità.
    l’organ-color costruito da bishop e rimington riportano il verde come nota al fa, tu sai che Kandinskij abbinava ad ogni colore uno strumento musicale il verde al violino i suoi quadri possono essere musicati.

    Paolo Brescia

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2015 @ 12:08 pm | Rispondi

  4. Cara Viviana
    Bishop e Rimington, affascinati dalle teorie dall’energia del colore e dall’abbinamento agli strumenti musicali di Kandisnskij avevano costruito l’organ-color, alla pressione di ogni tasto l’organo emanava una luce colorata.
    Il mio lavoro consiste nel identificare i giusti colori necessari a raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge, ad esempio negli ospedali l’utilizzo del colore nei vari reparti per il raggiungimento della Umanizzazione, il paziente che è sottoposto a terapie varie può trovare giovamento se occupa un ambiente che riduce il rumore o l’odore o che riesce ad attivare “sinestesie”,

    L’armonia visiva è quello che mi prefiggo di ottenere con i miei progetti, puoi vedere qualcosa sul mio sito http://www.cromoambiente.it.
    Ma indipendentemente dal mio lavoro quello che ritengo sia poco conosciuto e che invece merita estrema attenzione è l’applicazione dell'”INCUBATIO” tecnica di guarigione portata avanti dagli antichi asclepiadi che conoscevano perfettamente come il paziente e il terapeuta reagivano quando erano sottoposti all’energia sprigionate dalla musica dal colore e dall’aroma in simbiosi.
    ciao

    Paolo Brescia

    Cromoambiente® è un modello teorico-pratico relativo all’uso finalizzato dell’energia Luce-Colore.

    Ha un approccio interdisciplinare che privilegia in particolare l’ambito del comportamento umano e si fonda su alcuni modelli di spiegazione (teoria) relativi all’influenza dei colori sugli esseri viventi (esseri umani, animali e vegetali), che cercano di integrare contributi disciplinari che utilizzano angolazioni, campi di osservazione e paradigmi diversi per analizzare i complessi fenomeni delle influenze dei segnali e delle simbologie Luce-Colore.

    Cromoambiente® ha sviluppato concrete applicazioni (pratica) in diversi ambiti, attraverso un lavoro di ricerca, in particolare nella bioedilizia, nel design, nella comunicazione, in psicopedagogia, nella formazione degli adulti e nella terapia.

    I parametri di riferimento sono il Colore e i suoi effetti.

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2015 @ 12:59 pm | Rispondi

  5. Cara Viviana, non ho segreti (sarebbe gretto e stupido) sono trenta e passa anni che cerco di divulgare il concetto di umanizzazione raggiunta attraverso il colore, molto spesso non vengo capito ma mi preoccupa poco. Il colore è una galassia ancora poco conosciuta anche perchè è stato dato valore al lato estetico e non è stato considerato il lato funzionale. aggiungi il fatto che il 20-30% dei maschi non riesce a leggerlo, relegando il più delle volte la scelta alla propria compagna e/o segretaria e hai un quadro che inizia a formarsi ,se consideri poi altri valori che fanno si che non sia staticamente presente e allora……. Ti assicuro che sò poco del colore e non ho difficoltà a dividerlo con chi è veramente interessato.
    ciao paolo

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2015 @ 3:01 pm | Rispondi

  6. Caro Paolo
    Vedi che ho ragione io
    Hai dentro di te un tesoro sapienziale e potresti diffonderlo al mondo
    Io sono una nullità in confronto a te ma io quel poco che ho lo dono e tu dovresti fare altrettanto
    Io sarei onorata di farti da piedestallo. Oppure puoi scrivere quello che senti sul tuo blog e sarò onorata di diffonderlo
    Pensaci
    Noi non siamo nulla, nemmeno il primo degli uomini è qualcosa, ma se ognuno quello che ha lo regala agli altri, abbiamo speranza che il sapere si propaghi e il sapere è più di me e di te e di tutto ciò che noi siamo
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — novembre 12, 2015 @ 3:03 pm | Rispondi


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