Nuovo Masada

novembre 3, 2015

MASADA n° 1694 2 -11- 2015 LA DEMOCRAZIA E’ FOTTUTA

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MASADA n° 1694 2 -11- 2015 LA DEMOCRAZIA E’ FOTTUTA

Travaglio – Serra – Gli sprechi del Vaticano – Sette storie di fantapolitica di Alessandra Daniele

Cattiverie
Gli immigrati in Italia fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare come votare alle
primarie del Pd
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I politici hanno un’etica tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.
[Woody Allen]
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Rostocchio
Che incubo: ho sognato che il PD si alleava con mia suocera.
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Giga
Il capitalismo è un magnifico esempio di sindrome di Stoccolma.
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Pirata21
In Italia ognuno tira l’acqua al suo sciacquone.
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Er Frappa
Piove, governo ladro assassino corrotto mafioso e massone
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Birraallaspinoza
Quando mi immagino diretto all’urna, dubito della mia totale integrità. Ho firmato per la donazione degli organi.
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Arthur Rombò
Il saluto romano è un effetto collaterale del Viagra..

Bellissimo articolo di Marco Travaglio
L’ALTROVECRAZIA

Da un libro di storia del 2030. L’ultimo atto formale della democrazia parlamentare in Italia fu il 24 gennaio 2008. Quel giorno il premier Romano Prodi – scaricato dall’alleato e ministro Mastella nei guai con la giustizia – si presentò a Palazzo Madama per verificare l’esistenza della sua maggioranza. La decisione di parlamentarizzare la crisi fece infuriare il presidente Napolitano, che pretendeva una crisi extraparlamentare perché – ipotizzò il ministro Padoa-Schioppa nei suoi diari –senza una sfiducia del Senato, Prodi avrebbe potuto tornare con un nuovo governo, stavolta di larghe intese, cui il presidente lavorava da tempo. Prodi però – come già aveva fatto nel 1998 rifiutando l’appoggio di Mastella e Cossiga per rimpiazzare Bertinotti e preferendo farsi sfiduciare per un solo voto anziché tradire il mandato elettorale – rifiutò l’escamotage e fu sfiduciato.
Le elezioni le rivinse Silvio Berlusconi. Il suo fu l’ultimo governo italiano scelto dagli elettori, anche se poi tradì ogni principio democratico: seguitò a farsi leggi ad personam; espropriò le Camere e gli altri organi di controllo affidando alla Protezione civile del superprefetto Bertolaso grandi opere ed eventi per aggirare le regole con la scusa di finte emergenze; comprò deputati per rimpiazzare i fuorusciti Fini&C.
E quando nell’agosto 2011 i suoi scandali, i suoi fallimenti e la speculazione internazionale lo portarono sull’orlo del baratro, per salvare la poltrona consegnò se stesso e l’Italia nelle mani della Bce, autrice di una lettera che privava governo e Parlamento della sovranità politica e finanziaria dettando le “riforme” economiche, fiscali, previdenziali e sociali. La crisi esplose comunque a novembre: le risate di Merkel e Sarkozy sancirono l’isolamento dell’Italia in Europa e indussero decine di deputati Pdl a mollare B., con la garanzia trapelata dal Colle che non si sarebbe tornati al voto, ma sarebbe nata un’ammucchiata“tecnica”che avrebbe salvato le loro poltrone e garantito la loro rielezione, allontanando la prevedibile ondata dei 5Stelle. Fu così consacrata l’Altrovecrazia, dove le decisioni si prendono in luoghi segreti, alla larga dalle urne e dal Parlamento. Anziché far decidere ai cittadini chi dovesse pagare i costi della crisi, Napolitano partorì il governo Monti, con il programma scritto dalla Bce e via via varato a colpi di decreti e fiducie dal 90% del Parlamento, senza opposizione a parte Lega e Idv: sacrifici per i deboli (pensionati, esodati, lavoratori) e favori alle banche.
Quando poi si andò finalmente a votare perché non si poteva proprio evitarlo (febbraio 2013), gli elettori bocciarono i partiti che avevano sostenuto Monti e premiarono il M5S. Ma, nelle segrete stanze italiane e non, si decise di riportare al governo l’ammucchiata appena sfiduciata dal popolo. Purtroppo il garante dell’operazione, Napolitano, aveva esaurito il suo mandato e i candidati più accreditati a succedergli – Prodi e Rodotà – erano antropologicamente estranei all’inciucio. Niente paura: il Regno dell’Altrove organizzò una pattuglia di 101 franchi tiratori Pd per impallinare Prodi, mentre Rodotà non fu neppur considerato. Il tutto per simulare l’inevitabilità salvifica della rielezione di Napolitano. Il quale condizionò l’accettazione alla riforma della Costituzione, imposta a un Parlamento eletto con tutt’altri programmi e scritta da 12 “saggi” scelti da lui. Le larghe intese ricicciarono con Enrico Letta, scelto personalmente da B., che le abbandonò dopo la sua condanna ed espulsione dal Senato. Ma era già pronta una riedizione dell’inciucio, questa volta occulta: il Patto del Nazareno, siglato da Renzi e dal pregiudicato detenuto B. il 18 gennaio 2014 con la scusa delle solite riforme. Un mese dopo Renzi si rimangiò la parola data e fece sfiduciare Letta dalla Direzione Pd, senza passare dal Parlamento né dalle urne, e prese il suo posto con un programma alternativo, mai sottoposto al voto degli elettori e copiato in gran parte da quelli di Confindustria, Troika e banche d’affari. Profittando della crisi di FI, Renzi prese a governare con varie maggioranze: una ufficiale di centrosinistra, le altre clandestine con pezzi di destra (acquistati con scambi occulti) da sfoderare alla bisogna per far passare tutto ciò che piaceva a lui. Comprese una legge elettorale e una riforma costituzionale improntate all’uomo solo al comando, che il Parlamento non poteva discutere nel merito, ma solo approvare senza fiatare.

L’AMACA DI MICHELE SERRA

Tra i danni collaterali dei quali Tony Blair e George Bush dovrebbero rispondere per avere mosso guerra a Saddam sulla base delle carte false preparate dai servizi segreti britannici (le famose armi di distruzione di massa…), dovrebbe annoverarsi l’imbarazzo dei tanti commentatori che all’epoca davano del mollaccione e del panciafichista a chi dubitava della “bontà” di quella guerra; e oggi, ammesso ne abbiano coscienza, potrebbero scusarsi, nel loro piccolo e piccolissimo, tanto quanto ha fatto l’ex premier inglese. Passando a un danno ben più grave, la definitiva ammissione che quella guerra fu, nei suoi presupposti, una contraffazione, ha come inevitabile conseguenza l’indebolimento etico e politico di un eventuale intervento sul campo dei Paesi occidentali, in Siria e forse in Libia, contro il sedicente Stato Islamico; questo sì, con ogni probabilità, di vitale importanza per i diritti umani presenti e futuri (sottoscrivo alla lettera quanto scritto in proposito da Adriano Sofri).
Dopo la semiconfessione di Blair un intervento a terra contro l’Is sarebbe contestabile, dai pacifisti irriducibili, con buone carte polemiche: qualcosa come “avete raccontato balle allora, pur di fare la guerra, chi ci dice che non siano ugualmente fasulle o gonfiate le informazioni che fornite sulla reale pericolosità dell’Is?” La morale è che le bugie non convengono. Si ritorcono sul bugiardo. Oltre a svelarne i torti, ne appannano le ragioni. Quell’errore fu catastrofico, in termini di sangue e per le sue conseguenze politiche.
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Gli insaccati fanno male, e Matteo #Renzi ne è la prova vivente. [Lourid]
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I soldi della carità spesi dai monsignori e quelli dei bambini per l’attico di Bertone
EMILIANO FITTIPALDI

Nel libro del giornalista de L’Espresso Emiliano Fittipaldi, i documenti che raccontano gli ultimi scandali finanziari vaticani.

RICCHEZZE sterminate, proprietà immobiliari per quattro miliardi di euro, offerte per la beneficenza che non vengono spese per i più poveri ma ammucchiate in conti e investimenti, o per esigenze dei monsignori di curia.
E ancora: fondazioni vaticane dedicate ai bambini malati che investono centinaia di migliaia di euro per ristrutturare la casa di cardinali importanti, imprenditori indagati in Italia che — nonostante l’annunciata pulizia della banca vaticana — ancora nascondono i loro soldi allo Ior, investimenti milionari (da parte del Bambin Gesù, ospedale finanziato dallo Stato italiano e che ha in cassaforte un fondo segreto da 427 milioni di euro) su aziende petrolifere e chimiche Usa come la Exxon e la Dow Chemical.
Nel libro “Avarizia” del giornalista de “L’Espresso” Emiliano Fittipaldi, in uscita per Feltrinelli, si raccontano decine di scandali finanziari vaticani, grazie allo studio di una documentazione riservatissima e a un lungo lavoro di inchiesta giornalistica. Ecco alcuni stralci.

LAVORI NEL MEGA ATTICO
Partiamo dal Bambin Gesù. O meglio da una fondazione controllata, nata nel 2008 per raccogliere denaro per i piccoli pazienti. Gli investigatori della società di revisione PricewaterhouseCoopers (PwC) nella bozza del rapporto consegnata al Vaticano il 21 marzo 2014 dedicano alla onlus italiana con sede in Vaticano alcuni passaggi. Nel focus si evidenzia l’affitto di un elicottero, nel febbraio 2012, per la bellezza di 23 mila e 800 euro. Pagati sull’unghia dalla fondazione Bambin Gesù «a una società di charter per trasportare monsignor Bertone dal Vaticano alla Basilicata per alcune attività di marketing svolte per conto dell’ospedale». Ma c’è un’altra spesa della fondazione non pubblicata sul rapporto PwC che rischia di imbarazzare il Papa e il Vaticano. Quella che riguarda il pagamento dei lavori della nuova casa di Bertone a palazzo San Carlo. La fondazione, definita da PwC come «un veicolo per la raccolta di fondi volti a sostenere l’assistenza, la ricerca e le attività umanitarie del Bambin Gesù» ha saldato le fatture dei lavori per un totale di circa 200mila euro, pagati all’azienda Castelli Real Estate dell’imprenditore Gianantonio Bandera.

BENEFICENZA ZERO
Vendendo benzina, sigarette e vestiti a costi ribassati rispetto all’Italia il Vaticano guadagna ogni anno 60 milioni (i clienti dei negozi dovrebbero essere circa 5mila, ossia residenti e dipendenti della Santa Sede, ma a Roma sono state distribuite ben 41mila tessere a vip, raccomandati e amici degli amici), leggendo le carte è evidente che i denari in Vaticano si trovano dappertutto. E, quando ce ne sono tanti, è facile che non manchino nemmeno gli sprechi. Un cruccio, per Francesco, che vorrebbe limitarli il più possibile, bloccando rigagnoli infruttuosi per deviarli su attività evangeliche. Una delle voci più interessanti analizzate dai revisori di Kpmg è quella relativa all’Obolo di San Pietro. Il Vaticano lo definisce, letteralmente, un «aiuto economico che i fedeli offrono al Santo Padre, come segno di adesione alla sollecitudine del successore di Pietro per le molteplici necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi». La carità dei fedeli (esiste anche un conto Iban dedicato) è andata a gonfiare un fondo che non compare nel bilancio della Santa Sede, e che nel 2013 ha toccato i 378 milioni di euro. «Tutte le entità menzionate nella Pastor Bonus sono incluse nel perimetro di consolidamento», riassumono i commissari della dissolta commissione pontificia commentando le analisi di Kpmg, «ma non tutti i fondi esistenti in queste entità, prevalentemente denaro liquido e titoli, sono riportati nel bilancio di esercizio. Tra gli attivi non consolidati i fondi esclusi dal bilancio consolidato ammontano a non meno di 471 milioni di euro; di questi, 378 corrispondono all’Obolo di San Pietro. Questi fondi sono depositati su conti bancari presso lo Ior, l’Apsa e altre banche

CASE E AFFARI
Un documento della Commissione referente sintetizza per la prima volta il valore reale di tutti i beni immobiliari di proprietà di istituzioni vaticane. Leggiamolo: «Sulla base delle informazioni messe a disposizione di Cosea, ci sono 26 istituzioni relazionate alla Santa Sede che possiedono beni immobiliari per un valore contabile totale di un miliardo di euro al 31.12.2012. Una valutazione di mercato indicativa dimostra una stima del valore totale dei beni di quattro volte più grande rispetto al valore contabile, o quattro miliardi di euro». Già: quattro miliardi tondi tondi. Nel report sono indicate anche le istituzioni papali «con le proprietà più importanti a valore di mercato». Cioè l’Apsa (con un patrimonio da 2,7 miliardi), la congregazione Propaganda Fide (450 milioni di euro, in passato libri e giornali hanno sempre dato stime ancora più alte), la Casa sollievo della sofferenza (grazie alle donazioni l’ospedale di Padre Pio ha un portafoglio di 37 palazzi valutato 190 milioni) e il Fondo pensioni dei dipendenti, che possiede immobili per 160 milioni di euro. Non è tutto. In un altro report confidenziale della Cosea datato 7 gennaio 2014 si specifica che quasi sempre «gli immobili sono registrati o al costo di acquisizione o al costo di donazione, e molti edifici istituzionali sono valutati a 1 euro. Dunque c’è da aspettarsi che il valore di mercato del real estate vaticano sia molto più grande».

I DEPOSITI DI NOMI ECCELLENTI
Sullo Ior galleggiano poco più di cento conti sospetti, tra cui una decina intestati a nomi eccellenti che potrebbero creare più di un disagio a Santa Romana Chiesa. In qualche caso si tratta di eredità di clienti laici ancora da liquidare (a bilancio la somma è messa a 17 milioni), ma altri depositi appartengono a professionisti e imprenditori.
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Lele Mora: “Matteo Renzi è il mio sogno erotico”. Ecco un altro che punta all’infermità mentale. (gdb)

Tutti i trucchi dell’8 per mille che arricchiscono la Chiesa
MARCO PALOMBI

La Corte dei conti, a distanza di un anno, torna sul tema 8 per mille Irpef con una nuova relazione di Antonio Mezzera: il ritratto che ne viene fuori è, se possibile, ancora peggiore di quello del novembre 2014. Prendersi i soldi di tutti, anche di chi non sceglie L’8 per mille dell’Irpef è il sistema attraverso cui lo Stato finanzia le confessioni religiose. Fu inventato negli anni 80 – quando Bettino Craxi rinnovò il concordato con la Santa Sede – per sostituire la vecchia “congrua”.
Al meccanismo sono ammesse tutte le religioni che hanno un concordato con l’Italia (una decina). Il suo funzionamento è bizzarro: i fondi vengono distribuiti proporzionalmente sulla base delle scelte espresse. Prendiamo il caso dei soldi 2015: i contribuenti che hanno espresso una preferenza sono stati il 44,6% e, sulla base delle loro scelte, è stato assegnato anche l’8 per mille di chi non ha firmato niente.
Significa che la Chiesa cattolica, pur avendo dalla sua solo il 36,7% dei contribuenti, incassa l’80% del malloppo: un miliardo e più invece di 450 milioni. Scrive la Corte: “I contribuenti possono essere a ragione indotti a ritenere che solo con una scelta esplicita i fondi vengano assegnati”. La faccenda è semplice: “In un periodo di generalizzata riduzione delle spese sociali, le contribuzioni a favore delle confessioni continuano, in controtendenza, a incrementarsi” e non solo attraverso l’8 per mille. Tradotto: il minor gettito Irpef 2015 è di 1,25 miliardi, ma agli enti ecclesiastici finiscono parecchi soldi anche per altre vie. Tutto questo – ha detto Francesco Margiotta Broglio della Commissione governativa per l’attuazione dell’accordo tra Italia e Santa Sede – ha “contribuito ad un rafforzamento economico senza precedenti della Chiesa italiana”. Scriveva nel lontano 1996 la Commissione paritetica Italia-Cei: “Non si può disconoscere che la quota dell’8 per mille si sta avvicinando a valori, superati i quali, potrebbe rendersi opportuna una proposta di revisione”. Tradotto: è ora di abbassare l’aliquota. Da allora i governi hanno fatto finta di niente: la Chiesa oggi incassa 1 miliardo, nel ’96 meno della metà. Troppa pubblicità e nessuna trasparenza
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Qualcuno, ed era anche lui un genio, ha detto che la democrazia a differenza di altri sistemi reggitori, è quella situazione politica e social politica, dove il popolo viene preso a calci dal popolo su mandato del popolo.” [Carmelo Bene, 1995]

SETTE STORIE DI FANTAPOLITICA DI ALESSANDRA DANIELE

RITORNO AL CAZZARO
Alessandra Daniele

Marty McFly indica la prima pagina.
– Guarda, non ha funzionato, siamo nel 2001!
Doc afferra il giornale, e legge il titolo : ”Meno tasse per tutti”. Controlla la data.
– 21 ottobre 2015? Com’è possibile che qui ci sia ancora Berlusconi al governo?
– Forse siamo in un 2015 alternativo.
– Come il 1985 del Biff Tanner miliardario?
Doc si mette le mani ai capelli.
– Grande Giove! Cosa abbiamo sbagliato stavolta?
Fissa la foto sotto il titolo del giornale.
– Come ha fatto Berlusconi a ringiovanire?… Aspetta, questo non è Berlusconi, qui c’è scritto “il premier Matteo Renzi”.
– Ma dice esattamente le stesse cose di Berlusconi. Il traduttore universale è chiarissimo: meno tasse per tutti, l’economia è in ripresa, la stampa e la sinistra remano contro… le uniche differenze sono il nome e la faccia, che comunque è simile.
– Allora deve essere per forza un futuro alternativo. Dobbiamo tornare indietro nel tempo, e capire cosa abbiamo fatto per generare questa timeline anomala.
Marty scuote la testa.
– Ma non siamo mai stati in Italia prima.
– Effetto butterfly, Marty! Dobbiamo aver innescato una catena di eventi che ha gravemente alterato il futuro di questo paese.
Marty prende il giornale, e dà un’occhiata al resto della prima pagina. Poi sfoglia le altre, esaminandole col traduttore universale.
– No Doc. Non credo che sia colpa nostra. Pare che questo sia proprio il modo in cui funziona l’Italia.
– Vuoi dire che qui hanno avuto due Berlusconi di seguito spontaneamente, senza nessuna anomalia spazio-temporale? Grande Giove! Mi piacerebbe studiare quest’involuzione antropologica, però è meglio ripartire. Trova un po’ di spazzatura per ricaricare il motore a riciclaggio infinito.
Marty appallottola il giornale, e lo infila nel serbatoio.
– Sai Doc, non invidio gli italiani. Qui il viaggio nel tempo non è impossibile, è inutile.
Sale sulla DeLorean accanto a Doc, e riparte.

MINORITARY REPORT
Alessandra Daniele

La manovra finanziaria di quest’anno è concepita per agevolare chi possiede una villa come prima casa, e maneggia abitualmente grosse somme di denaro in contanti. È la Manovra della Magliana.
Il canone verrà inserito nella bolletta dell’energia elettrica, ed è logico, visto quanto la Rai somigli all’Istituto Luce.
Il resto delle misure economiche si riduce ai soliti tagli lineari contemporaneamente vessatori e inefficaci, e qualche ritocco inutile a favorire la crescita quanto a tingere la ricrescita.
Alle slide di Renzi – “L’Italia con il Segno Più” – mancava quella che da sola sarebbe bastata a descrivere tutta la manovra: Più Cazzate.
Sempre più minoritaria nel paese, la maggioranza governativa di Renzi, che minacciava stizzoso di defogliare i “cespugli”, è oggi in realtà ostaggio dei capricci, dei ricatti, e degli appetiti di tutte le minoranze parlamentari possibili e immaginabili: Verdiniani, Alfaniani, Bersaniani, Centromediani, Espulsi, Fuoriusciti, Scissionisti, Gruppimistici, Sellini, Tirolesi, Quagliarelli… al mercatone mancano solo i Ferengi, ma sicuramente anche tutti gli altri hanno ben chiare le Regole dell’Acquisizione.
Se il prezzo dei patetici Bersaniani probabilmente è stato per Renzi una semplice promessa di ricandidatura, quello dei Verdiniani è molto più alto.
Il suo sputtanamento definitivo.
Quando Denis Verdini stornella beffardo in Tv tutto il potere che ha sul governo, lo fa perché questo è il prezzo che Renzi deve pagare per restare dov’è. Perdere anche l’ultimo brandello di dignità apparente. L’ultimo truciolo della verniciatura di nuovismo rottamatore. L’ultimo straccio di maschera. Rivelarsi completamente per il patetico clone debole di Berlusconi che è sempre stato.
Quel Berlusconi che col suo serraglio di fuoriusciti sta svuotando dall’interno il simulacro di Renzi, in modo che alle prossime elezioni sia facile schiacciarlo come un guscio d’uovo. Non per Berlusconi personalmente. Per il suo nuovo clone debole.
Ogni presunta vittoria che Renzi ottiene grazie ai voti Ferengi è un passo verso la sua personale rottamazione.

DESORGIMENTO
Alessandra Daniele

La missione di The Martian sul pianeta Roma pare definitivamente fallita, e non certo perché non sia riuscito a procurarsi il cibo.
Cosa farà Ignazio Marino adesso? È un chirurgo. S’è liberato un posto in Grey’s Anatomy. La sua vita non cambierebbe di molto, continuerebbe a passare quasi tutto il suo tempo a sparare cazzate dagli USA. Dovrebbe soltanto rassegnarsi ad apparire in Tv una sola volta a settimana.
Impallinato Marino, adesso però Renzi ha un unico sistema per sottrarre Roma a un sempre più probabile trionfo grillino: restituirla con tutto il Lazio al Vaticano, che ha attivamente collaborato al Marinicidio. La popolarità di Papa Bergoglio agevolerà la transizione. Peccato che non durerà.
Gli toccherà gestirsi da solo il Giubileo Straordinario.
In futuro ci penserà due volte prima d’inventarsene un altro.
Se lo scorporo dovesse funzionare, Renzi deciderà di risolvere in questo modo anche tutti i suoi altri problemi di controllo del territorio.
Per scaricare l’imbarazzante De Luca, cercherà di convincere la Spagna a riprendersi la Campania in sostituzione della secessionista Catalogna. De Luca è già un perfetto viceré borbonico.
Il Napoli sostituirà il Barcellona nel campionato spagnolo, con prevedibile sollievo delle altre squadre.
Per arginare l’avanzata della Lega, Renzi restituirà Lombardia e Triveneto al Kaiser, cioè alla Merkel. Così la Germania non avrà bisogno di importare altri disoccupati da sfruttare nelle sue fabbriche di macchine più tossiche e truccate di Daniela Santanchè.
Emiliano e la Puglia potrebbero invece finire direttamente all’Albania. Delocalizzati in blocco.
Sarà arduo convincere Alfano a rinunciare alla Sicilia, però il Califfato Islamico ha mezzi molto persuasivi. L’Isis comunque difficilmente troverà in Sicilia monumenti da demolire che non siamo già stati distrutti da incuria e scempi edilizi.
Dopo il prossimo acquazzone, la Liguria sarà vendibile come parco acquatico.
Il Granducato di Toscana sarà reclamato da Denis Verdini in cambio dei suoi voti in Senato per la Riforma devolutoria. Su Twitter Renzi la chiamerà #desorgimento.
Poi trasferirà i ministeri e il Parlamento sulla Costa Smeralda in Sardegna, e la chiamerà Itagna. Realizzando il sogno d’avere sempre uno sfondo lussuoso e fotogenico per i suoi selfie.

IL FANTASMA DELLA GRANDE OPERA
Alessandra Daniele

La conduttrice si gira verso il ministro.
– Ancora una volta i voti del suo partito, il Nuovo Centro Destra, sono stati decisivi per il governo. Qualcuno ipotizza che la riproposizione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina da voi sempre sostenuto sia in qualche modo collegata all’approvazione della riforma del Senato.
Il ministro sgrana gli occhi bulbosi con aria indignata.
– Respingo decisamente questa volgare insinuazione, oltretutto basata su una grossolana falsità. Non c’è stata nessuna riproposizione del ponte sullo Stretto. La grande opera attualmente in programma è molto più ambiziosa e innovativa: il ponte con Brooklyn.
– Il ponte di Brooklyn?
– No, il ponte con Brooklyn, che collegherà direttamente la principale comunità italoamericana con le sue radici in Sicilia.
– Ma… c’è di mezzo l’oceano.
– Questo non sarà un problema per la nuova tecnologia modulare architettonica flessibile allo studio della fondazione Bridge is Beautiful, che riceverà i finanziamenti statali e distribuirà gli appalti.
– Una fondazione creata apposta per una sola grande opera?
– Assolutamente no. Dopo il ponte con Brooklyn, seguirà un progetto ancora più rivoluzionario che porterà l’Italia all’avanguardia nel settore. Una grande opera collegata all’attualità.
– Finalmente un rimedio al dissesto idrogeologico in grado di prevenire frane e inondazioni?
– No. Il ponte con Marte.
– Marte?…
Il ministro annuisce deciso.
– Sul quarto pianeta è stata appena individuata acqua salata. La Sicilia è dotata di impianti dissalatori che potranno renderla potabile, facilitando la colonizzazione.
– Ma in quell’acqua potrebbero esserci forme di vita.
Il ministro assume un tono intransigente.
– Eventuali microrganismi alieni saranno considerati clandestini, e perciò immediatamente espulsi nello spazio.
La conduttrice si volta verso la telecamera.
– Quindi, ricapitolando: Messina sarà collegata con Brooklyn, e anche con Marte…
– Non soltanto – la interrompe il ministro – c’è in programma un terzo fondamentale progetto.
– Quale?
– Il ponte con Narnia. Abbiamo già individuato l’armadio.

L’UOMO SULLO SCHERMO
Alessandra Daniele

L’uomo calvo indica il tipo grassoccio inquadrato sul megaschermo.
– Dobbiamo proprio stare a sentire le sue cazzate?
L’uomo seduto sul divano azzera il volume.
– È il suo momento. Finché dura.
– La sua unica forza è il vuoto che lo circonda.
– Interessante fenomeno politico che non ha nessun riscontro nelle leggi della fisica.
– Il fenomeno più interessante è che qualcuno creda ancora alle sue cazzate.
– Non sono più in molti, per la verità.
– Sono comunque abbastanza. Più del 30%.
– Il 30% del 50%, e solo per disperazione.
L’uomo calvo accenna un sorriso.
– Beh, lui è il ritratto dell’ottimismo.
L’altro posa il telecomando con un gesto d’insofferenza.
– Adesso potrebbe anche smetterla con questa sceneggiata.
– È impossibile. Cesserebbe di esistere. Non può smettere di recitare il suo personaggio, perché non è nient’altro che il suo personaggio. Non può togliersi il costume, perché non è nient’altro che quel costume. Vuoto.
I due guardano il faccione grassoccio riempire il megaschermo.
– Quanto credi che durerà?
– Non quanto spera.
– Piacerà ancora al paese fra tre anni?
L’uomo calvo ridacchia.
– Fra tre anni il paese non esisterà più, almeno come stato sovrano. Saremo un villaggio turistico gestito dalla UE.
– E avremo un animatore come premier?
L’uomo calvo indica lo schermo.
– Quello è già successo.
– Già, è proprio un bel momento per la Grecia.
– Non solo per la Grecia.

LE TRE STIGMATE DI ALBERTO SORDI
Alessandra Daniele

È un fenomeno paranormale.
Pare proprio che Alberto Sordi sia il nostro Palmer Eldritch, il Demiurgo che continua a plasmare la realtà italiana e i suoi protagonisti a sua immagine, o meglio a immagine dei personaggi che interpretava.
Le caratteristiche comuni coi leader italiani, dal nord al sud, locali e nazionali, sono innumerevoli: cialtroneria, arroganza, egotismo, arrivismo opportunismo, doppiezza, avidità, ipocrisia, vanagloria… quelle riconoscibili come principali però sono tre:
Esibizionismo
Il Sordido non resiste lontano da telecamere e microfoni. Quando non riesce a fare notizia da sé, s’imbuca da parassita nella notizia di qualcun altro. Una vittoria sportiva, un vertice internazionale, un fatto di cronaca locale, l’importante è che i riflettori restino accesi. Quand’è al governo il Sordido predilige le buone notizie, i set lussuosi ed eleganti. Quand’è all’opposizione va a caccia di emergenze vere o presunte, spontanee oppure orchestrate, da amplificare con toni apocalittici. E questo ci porta alla seconda caratteristica.
Cinismo
Pur di rastrellare consensi, il Sordido è capace di approfittare politicamente della strage più efferata, della miseria più nera, di alluvioni, terremoti, e guerre civili, ingigantendo le crisi a dismisura quand’è all’opposizione, per poi negarle completamente quand’è al governo. Appena non gli serve più, il Sordido è capace di pugnalare alle spalle e buttare agli squali l’alleato più fedele, il sostenitore più devoto, l’amico fraterno, il padre spirituale, l’erede designato, la madre dei suoi figli. L’unico sistema per evitare di finire nel suo inceneritore personale è ricattarlo.
E a proposito di ecoballe, la prima caratteristica fondamentale:
Falsità
Il Sordido è un Cazzaro.
Niente della sua immagine è reale, niente di quello che dice è vero.
Niente.
Mai.
Come Palmer Eldritch, allestisce falsi scenari allucinatori, sogni che diventano incubi e divorano chi catturano.
Il Nuovo Miracolo Italiano, le Riforme, il Federalismo, la Volta Buona, la Rottamazione, la Ripresina.
Ovviamente Albero Sordi non è il vero Demiurgo. Come capita ai grandi attori, ne è stato soltanto una vivida incarnazione, un’immagine rivelatrice dell’Occhio nel Cielo del nostro tragico e ridicolo paese.
Il Dio Cazzaro ci guarda.
Quando Matteo Renzi non gli servirà più, lo butterà come un calzino vecchio, e indosserà un’altra maschera.

NIGHTFALL
La Lega è stata al governo con Berlusconi per più di dieci anni. Ha avuto una decina di ministri chiave, fra cui quelli dell’Interno, del Bilancio, dell’Industria, del Lavoro, dell’Agricoltura, dei Trasporti, della Giustizia, della Salute, e delle Riforme. Ha avuto centinaia fra sottosegretari, sindaci, assessori, governatori, e boiardi. La Lega è ancora al governo in molte zone del Nord.
Eppure Matteo Salvini riesce regolarmente a spacciarsi per un outsider rivoluzionario. Realizzando ogni giorno il suo compito di dirottare l’incazzatura degli italiani sugli immigrati, convincendo gli elettori che la principale causa delle loro sofferenze non sia la parassitaria classe dirigente della quale lui fa parte da sempre, ma i profughi appena arrivati che hanno il torto di non essere annegati tutti durante il tragitto.
Esattamente come Renzi, Salvini è un politico di professione. Dal 1993, quando fu eletto consigliere comunale di Milano.
Esattamente come Renzi, Salvini è un cazzaro.
Ed è proprio per questo che ha successo. Gli italiani ne hanno bisogno. Il Sóla delle Alpi è oggi il più vicino a sostituire nei loro cuori il fiorentino al tramonto.
Perché gli italiani non sopportano la verità.
La luce del giorno in realtà nasconde più di quanto non riveli: ci impedisce di vedere il cielo stellato, e capire com’è fatto davvero l’universo. Nel capolavoro di Isaac Asimov “Nightfall” gli abitanti d’un pianeta illuminato da sei soli hanno soltanto una notte ogni due millenni per scoprire di non essere il centro del cosmo, e in quella notte lo shock culturale ogni volta provoca il crollo della loro civiltà.
L’Italia ha bisogno di Re Sòla che nascondano la realtà. Come sul pianeta asimoviano, ai tempi della Prima Repubblica erano più d’uno, ogni fazione aveva i propri, e si davano il cambio nell’accecare gli italiani.
Poi è tornato il tempo dell’Uomo Sòla al Comando, e quindi degli interregni di crepuscolare smarrimento, e dolorosa, parziale, forzata consapevolezza.
L’Italia non è “un paese meraviglioso”.
Non è nemmeno un paese decente.
È una provincia arretrata e morente, dove i lavoratori sono carne da macello per un padronato arrogante e cialtrone, i diritti civili sono ostaggio delle paturnie sessuofobe delle gerarchie religiose, l’informazione è un coro quasi unanime di leccaculo ridicoli, e la percentuale di criminali presenti in parlamento supera probabilmente di gran lunga quella del Cocoricò.
È una provincia corrotta e disperante, dove in realtà neanche i profughi vorrebbero restare, ma solo transitare verso paesi più civili.
Leonardo e Michelangelo sono morti.
Da secoli.
E tutto quello che ci hanno lasciato di buono quei secoli marcisce nel degrado, mentre il consiglio d’amministrazione della cosiddetta “azienda culturale più importante del paese” è stato appena rilottizzato con la Cenciarri (Cencelli-Gasparri): tre renziani, tre berlusconiani, e uno competente per chiedergli cosa andrebbe fatto, e quindi fare esattamente il contrario.
Rendere la Rai ancora più servile però non salverà Renzi.
Nel crepuscolo italiano i sòla bruciano e si spengono sempre più in fretta.
La notte s’avvicina.

MAURO DEC
Allora, hanno trovato acqua su Marte e ghiaccio su Saturno. Sarebbe bello se su Giove trovassero anche un po’ di gin.


.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Ma quale democrazia? Quella che la Costituzione ha garantiro in Italia dal 1948 a oggi e’ stata demagogia, non democrazia. Per cui l’ avvento di Benitino e’ da considerare la cosa migliore possibile per gli attuali italiani, visto che essi sono ancora estremamente lontani dall’ essere un vero Popolo, meritevole della Democrazia (chiedere per chiarimenti al Popolo islandese).

    Commento di enzo.luzi@tin.it — novembre 5, 2015 @ 6:05 pm | Rispondi


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