Nuovo Masada

novembre 1, 2015

MASADA n° 1693 1-11-2015 COLPO DI SFRATTO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:22 pm

MASADA n° 1693 1-11-2015 COLPO DI SFRATTO

Marino accoltellato da 19 consiglieri del Pd più 6 prestati gentilmente dalla destra – Le note spese di Renzi alla Provincia furono quasi di un milione di euro – Il discorso integrale di Ignazio Marino – Tronca è il nuovo commissario di Roma – Questa non è politica, è bullismo – Tra leftover e revenant – Intervista di Mentana a Di Battista – I giuristi democratici condannano la riforma del Senato – Grazie a Renzi non avrò mai una pensione – Un Sinodo chiuso con nulla di fatto – Lo scandalo dell’Agenzia delle Entrate – Renzi e gli aiuti agli evasori – Governo complice dei corruttori e dei corrotti – Deficit democratico

Marino dice addio e attacca Renzi e il Pd.
“Mi hanno accoltellato, c’è un unico mandante”.
Renzi ha detto che le dimissioni dei 19 consiglieri romani del Pd sono stati una questione ‘di stile.’ Io direi, piuttosto, ‘di stiletto’.
.
mario pinna
2059 anni fa Giulio Cesare fu accoltellato dai congiurati. Oggi, nella sala “Giulio Cesare”, i nemici del popolo accoltellano Marino. Ironia della sorte.
.
amgiad1
Nonostante tutta l’ informazione di questi giorni circa i danni arrecati dal mangiare carne rossa, Marino è stato sbranato con gusto.
.
for_a_wonderful_world
Il Partito Disonesto ha rottamato Marino per “scarsa disonestà”.
.
Semola
Marino:”Volevo un dibattito onesto e trasparente”. Ma allora perché scegliere il PD?

Guido
Marino:”Mi hanno accoltellato in 26″. Per Giulio Cesare ne erano bastati 23
.
Arthur
Orfini:”Marino ha commesso un sacco di errori.” Tipo non entrare nella Banda della Magliana.
.
Xanax
Orfini: “Cerchiamo un nome per compattare il centrosinistra”. Proverei con Imodium.
.
Pirata 21
Marino:”Vorrei sapere gli errori che mi si rimproverano”. Vabbè innanzi tutto la tessera Pd.
.
Luce so fusa
Renzi:’ contro Marino nessun complotto”.
Lo hanno accoltellato alla luce del sole.

ultron1
Vicenda veramente incredibile.
Sicuramente le pugnalate a Marino ci son state e sicuramente il mandante è Renzi, però i vertici del Pd e i consiglieri romani di quel partito hanno pugnalato anche loro stessi, insomma prima hanno ammazzato Marino poi hanno fatto harakiri.
Il Pd esce malissimo da questa vicenda, dopo tutto il garantismo di facciata in stile berlusconiano dispensato da Renzi e Boschi coi salvataggi (e l’acquisto) di discussi personaggi hanno sfiduciato davanti a un notaio col palazzinaro Marchini e le destre senza pietà Marino, cioè uno del Pd eletto democraticamente per motivi… già per quali motivi?
Ora a Marino non resta che formare un suo raggruppamento, non credo lo lasceranno candidare alle primarie del Pd, ammesso voglia ancora aver a che fare con quella faida.
Roma un sindaco Pd se lo scorda per almeno i prossimi 10 anni e magari è solo l’inizio.
Il Pd si conferma un nido di vipere da cui è meglio girare al largo. Renzi ammazza Marino e porta in auge Verdini, perfino come Padre costituente, attuando una politica nazionale che è la fotocopia dei governi di Berlusconi, siamo sicuri che Renzi non ne sia il prestanome?
.
maverick100
Renzi ha fatto fuori:
Prodi
Bersani
Letta
Fassina
Marino
Civati
Mineo
Vnnino Chiti
E li ha sostituiti con gli amici del Bar di Rignano.
.
QUER PASTICCIACCIO DER POVERO MARINO
Viviana Vivarelli

Il 18 giugno, dopo l’esplosione di mafia capitale, i 5stelle di Roma presentarono una mozione di sfiducia al sindaco Marino per tutti gli errori fatti fino a oggi: dal miliardo buttato per i lavori della Metro C alle scelte in materia di urbanistica, dal caso Castaldo al Centro Carni fino alle società partecipate. Ovviamente, se si fosse seguita la legge come si era fatto con Ostia, Roma, Comune accusato di mafia, doveva vedere le dimissioni di tutti, anche di Marino, perché questa è la prassi di legge. Dopodiché il Comune di Roma, come era giusto, sarebbe tornato al voto. Ovviamente i 4 voti dei 5stelle non bastavano a sfiduciare il sindaco. Ma a Quel tempo Renzi decise di non sfiduciare Marino, perché aveva paura di andare a nuove elezioni. Ora il voltafaccia.
I trolletti piddini continuano a dare ai 5stelle la colpa della caduta di Marino, oppure chiedono provocatoriamente perché i 5stelle non lo appoggino.
Prima di tutto Marino non è andato su con i voti del M5S.
Poi è perfettamente legale e legittimo che chi sta all’opposizione tenga conto degli errori di un sindaco e firmi una mozione di sfiducia se di errori ne vede troppi. E, dopo i 57 inquisiti di mafia capitale 11 mesi fa di cui molti nominati da Marino, la sfiducia verso di lui era un dovere. Oltre a ciò, il difetto è tutto del Pd che non ha firmato la mozione di sfiducia del M5S nemmeno davanti agli errori plateali del sindaco e disubbidendo alla legge che, come a Ostia, imponeva lo scioglimento del Comune in caso di mafia, e Marino se ne doveva andare, perché, se pure non era mafioso, era stato perlomeno carente nei controlli, anzi proprio cieco, sordo e inetto. Dunque la legge imponeva la sfiducia già 11 mesi fa oppure, al massimo, alla seconda ondata di arresti. Sfiducia di Marino e nuove elezioni. Per legge. Ma, quando i sondaggi hanno detto che, se si andava alle elezioni, poteva vincere il M5S, si è rimandato il tutto finché non è arrivato questo ordine di Renzi e i consiglieri piddini,come anime morte, hanno ubbidito ai suoi ordini. Renzi si è inventata tutta questa manfrina del notaio per far cadere Marino senza un confronto in aula, negando nuove elezioni e rimettendo tutto nelle mani di un commissario nominato da lui.
In tal modo Roma e i suoi affari resteranno per altri 8 mesi nelle mani di Renzi&soci che si spartiranno il Giubileo e si allontana il pericolo che a Roma vinca il M5S, come è probabile che sia.

La vigliaccheria di Renzi è palese, e quelle dei suoi servi pure.
Non solo su questo pasticciaccio Renzi non ci ha messo la faccia, anzi da lui non è uscito un twitter né una comparsata televisiva né un incontro con Marino, ma Renzi ha preteso il massimo della falsità anche dai consiglieri del Pd, mentre lui si teneva alla larga da Roma, in viaggi pretestuali, occupando il tempo più a tifare per sportivi italiani che a difendere la democrazia italiana.

La legge che è stata applicata ad Ostia dice che, quando un Comune è inquisito per mafia, viene sciolto e si devono dimettere tutti. E’ una legge speciale del 1991. Legge n. 221 del 22 luglio 1991 e poi modificato dall’art. 1 della legge n. 108, 11 gennaio 1994 e dalla legge n. 94, art. 30, 15 luglio 2009. Ma per Roma la legge è stata ignorata.
In Italia al momento ci sono circa 240 comuni sciolti per infiltrazioni mafiose

Il nuovo commissario nominato da Renzi si chiama Tronca

Maurizio Neri
♪♫ Tronca, tronca, tronca,
buttalo giù con una spinta
poi vedrai che bella festa…♪♫
.
Luca
Roma, il Pd ha trovato i 26 consiglieri dimissionari. E ha avanzato anche 4 denari.

Alessandro
Marino non appare essere trasparente con gli scontrini e lo si sfiducia. Ma il consigliere Tommaso Grassi ha chiesto al sindaco Dario Nardella di “rendere trasparenti le spese di questa amministrazione e della precedente”. A proposito degli scontrini di Renzi, ha detto Grassi: “Ebbene noi siamo andati a cercarli ma non ne abbiamo trovato uno, salvo qualche generica indicazione di spesa. Rispetto a quello che è stato fatto dall’ex sindaco Marino che ha indicato scontrini, data e compagnia con la massima trasparenza immaginabile. Io, che già ero consigliere quando Renzi era sindaco, ho già chiesto negli anni per ben quattro volte di avere copia di questa documentazione ma mi è stata sempre negata. Quindi ci uniamo alla richiesta del Fatto e le chiediamo di rendere gli scontrini tutti – sia quelli di Renzi sia i suoi, Nardella – trasparenti nel miglior modo possibile, visto che al momento online di trasparente sulle spese c’è ben poco”.
.
Matteo Renzi e le spese di rappresentanza da presidente della Provincia di Firenze: quasi un milione di euro

Il giovane Matteo Renzi, da presidente della Provincia di Firenze, ha speso 70mila euro in trasferte negli Usa e 600mila euro al ristorante. Su queste spese di rappresentanza (in totale quasi un milione di euro) sostenute rigorosamente con la carta di credito istituzionale (come Ignazio Marino a Roma), hanno indagato Procura e Corte dei Conti con un certo ritardo, aprendo un fascicolo solo nel 2012. L’inchiesta della Procura fiorentina si è chiusa con un nulla di fatto, perché quelle spese sono state considerate lecite in quanto “effettuate nel corso del suo mandato”. La Corte dei Conti, invece, è intervenuta nel giugno 2014, quando Renzi era già a Palazzo Chigi, e i tecnici sono ancora all’opera. 17mila euro spesi in pranzi nei tre mesi compresi tra maggio e luglio 2007, fuori da impegni elettorali. Nel 2008, a ridosso delle primarie Pd, i costi a tavola si alzano a 50mila euro: il 5 luglio alla Taverna Bronzino conto da 1.855 euro, al ristorante Lino pranzo da 1.050 euro, al Cibreo altri 1.213 euro, 1.300 euro alla pasticceria Mignon. Ma nessuno, alla Provincia, aveva l’obbligo di indicare giustificativi per pasti così costosi.
.
Un marziano
Per un berlingueriano come me il vedere come hanno ridotto quello che una volta era il partito del caro Enrico va oltre dolore Questi, e i piccoli uomini prima di loro come appunto D’Alema, Veltroni, Fassino etc fino a Re Giorgio, hanno seppellito tutti i gli ideali e valori etico/morali che erano cari a Berlinguer per sedersi al banchetto delle poltrone,e non si sono più alzati. Il potere non visto come strumento per portare avanti idee o ideali, ma fine a se stesso e il suo perpetuarsi. Un vero schifo! Non ho veramente parole per il ribrezzo che ho per gente come questa! E li abbiamo trasformati tutti in milionari con i nostri soldi, gente che all’estero non troverebbe lavoro ma vivrebbe di sussidi.
Che i nostri pronipoti possano trovare in loro la forza di perdonarci tutti!
Scusate, ma è una brutta giornata

IL DISCORSO INTEGRALE DI IGNAZIO MARINO

La crisi politica che si è aperta al Comune di Roma auspicavo si potesse chiudere in Aula, in modo da poter spiegare, con un dibattito chiaro e trasparente, cosa stesse accadendo.
Invece si è preferito consumarla dal notaio, segno di una politica che discute e decide fuori dalle sedi democratiche, riducendo gli eletti a meri soggetti che ratificano decisioni assunte altrove e dimostrando una totale assenza di rispetto per i cittadini elettori.
Ostinatamente ho chiesto di poter intervenire in Assemblea Capitolina, la casa della Capitale d’Italia, la casa degli eletti dal popolo, la casa delle romane e dei romani. Mi è stato negato e chiedo ancora perché?
Prendendo atto della scelta dei consiglieri che hanno preferito sottomettersi e dimettersi pur di evitare quel confronto pubblico aperto e democratico, voglio dire quello che avrei voluto spiegare in Aula Giulio Cesare.
Cosa avrei detto agli eletti:
Grazie! Avrei detto grazie. Grazie per aver contribuito allo straordinario cambiamento di Roma.
Abbiamo risanato i conti della Capitale: ora sono in ordine e possono ripartire gli investimenti. Oggi Roma è virtuosa.
Abbiamo chiuso con parentopoli, gli amici degli amici, i privilegi per i soliti pochi, abbiamo sbarrato le porte al malaffare.
Abbiamo riconquistato lo spazio pubblico come bene comune, e non mi riferisco solo a Via dei Fori Imperiali, ma soprattutto ai metri quadri di strada occupati da camion bar, tavolini abusivi, al decoro delle nostre piazze e delle nostre fontane, ai luoghi di periferia come del centro.
Abbiamo impostato il nuovo ciclo dei rifiuti: Malagrotta è chiusa (e forse qualcuno ora vuole riaprirla), la raccolta differenziata è arrivata in città a livelli più alti delle altre grandi capitali europee, abbiamo avviato la realizzazione degli ecodistretti, che permetteranno di trasformare i rifiuti in valore per la città.
Abbiamo restituito alla città una visione strategica per la mobilità e aperto la Metro C, riducendo i tempi di spostamento di tanti romani.
Dopo aver evitato il fallimento dell’Atac, stavamo lavorando ad un nuovo assetto societario, dove indispensabile dovrà essere l’investimento regionale e del governo nazionale.
Abbiamo riportato Roma tra le grandi capitali del mondo, riconquistando dignità, rispetto e orgoglio.
Abbiamo chiuso per sempre i residence e con il buono casa offriamo la speranza di una casa migliore a tante famiglie romane.
Abbiamo attratto capitali e nuovi investimenti per la nostra città, candidandola ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024, programmando il nuovo stadio della Roma, attivato investimenti per la rigenerazione diffusa su tutto il territorio, smettendo di consumare suolo e ricoprire di cemento l’agro romano.
Abbiamo allargato i diritti per tutte e tutti.
Avrei poi chiesto all’Aula di spiegarmi le ragioni di questa crisi politica. Io non ho capito.
Ho sbagliato qualcosa? Certo, chi non commette errori. Ma vorrei sapere quali errori mi si rimproverano, quali scelte amministrative mi vengono contestate.
In Aula avrei inoltre ascoltato, come si fa in democrazia, bene supremo della nostra comunità, tutto quello che le forze politiche avrebbero potuto o voluto dirmi ed avrei risposto punto per punto, com’è dovere di un sindaco di fronte al proprio Consiglio.
E avrei parlato anche al Pd, il partito che ho voluto, che ho fondato, in cui ho creduto, il partito che oggi più mi ha deluso per i comportamenti dei suoi dirigenti, perché ha rinunciato ad agire dentro le regole e i confini della democrazia, negando il proprio stesso nome e Dna.
Mi chiedo come possa un partito che si definisce e vuole essere democratico ridursi a rispondere non con un confronto aperto ma dal notaio: dal notaio si va per vendere o comprare qualcosa, e chi si definisce democratico non può intendere la politica come qualcosa in cui si vende e si compra, ma un confronto di idee e passione.
Nell’Assemblea Capitolina avrei preso atto dell’esito delle conclusioni del dibattito. Dopo un dibattito aperto, franco e democratico avrei accettato l’eventuale sfiducia a viso aperto ed avrei stretto la mano a tutte le consigliere e i consiglieri.
All’Assemblea Capitolina avrei chiesto di continuare nell’opera di cambiamento, avrei chiesto di continuare a servire le Istituzioni e non di servirsi delle Istituzioni.
Avrei chiesto di continuare in quello che crediamo giusto e non in quello che conviene di più a qualcuno.
Questi 28 mesi sono stati per me un’esperienza straordinaria, vissuti con un’intensità, una passione e una determinazione totali. Le difficoltà che abbiamo incontrato e la resistenza di quei poteri abituati a fare quello che volevano ci hanno costretto a lavorare giorno e notte per portare a risultato ognuna delle scelte, talvolta dando l’impressione di chiusura, quando ciò che avrei voluto fortemente era invece condividere e aprire il governo a tutta la città.
Ringrazio ancora oggi chi due anni fa con il proprio voto ha dato inizio a una stagione di grandi cambiamenti, così grandi da aver trovato tanti – troppi – avversari e tante – troppe – resistenze.
Ringrazio gli assessori che hanno condiviso questo percorso e le tante sfide che abbiamo affrontato.
Ringrazio i presidenti di Municipio, e auguro loro di poter proseguire il lavoro avviato.
Ringrazio quei consiglieri che hanno creduto nelle scelte di cambiamento e le hanno sostenute fino alla fine.
E auguro buon lavoro al Commissario, che di lavoro ne avrà tanto.
La nostra azione di governo finisce oggi, ma credo che il segno che lasciamo sia profondo. Spero che dalle nostre scelte si riparta e che non si torni indietro: non è in gioco il mio futuro, ma quello di Roma.
Si può uccidere una squadra, ma non si possono fermare le idee».
.
TRONCA
Francesco Paolo Tronca, prefetto di Milano, è l’uomo che ha sbaragliato il malaffare dell’Expo, commissarierà Roma per i prossimi 8 mesi, fino alle amministrative, cercando di esportare a Roma il modello di repressione del crimine applicato a Milano.
Siciliano d’origine, 64 anni, nato a Palermo, ha studiato a Pisa ed è milanese di adozione.
E’ l’uomo delle emergenze, gli hanno affidato ogni sorta di disastri a codice rosso: il terremoto dell’Aquila, il gravissimo incidente di Linate (118 morti), l’esplosione di Viareggio, le operazioni di soccorso della Costa Concordia.
Sarà lui a traghettare Roma verso le elezioni, passando per il Giubileo e il processo di mafia-capitale.
Non sarà solo in questo compito immane, sarà affiancato ogni giorno dal superprefetto Franco Gabrielli e sarà affiancato da Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione, che vigilerà sugli appalti, si parla anche della collaborazione con il presidente del Coni Malagò, e con il sovrintendente dell’Opera di Roma Carlo Fuortes.
.
SONDAGGI: M5S PRIMO PARTITO NELLA CAPITALE CON IL 33%. I DEMOCRATICI SCIVOLANO AL 17%
.

JENA
Sei felice, tesoro? Non so, chiedilo all’Istat
.
Se Renzi fa il Partito della nazione, quel che resta della sinistra non potrebbe fare almeno quello della provincia?
.
Dal web: dimissioni di Marino = il primo miracolo di Papa Francesco
.
stefano romano
Pensare che due anni fa questi del PD rompevano le scatole a noi del M5S con la storia di votare Marino al ballottaggio. Per non far vincere le destre era la solfa!!!!. Peccato che poi hanno pregato loro le destre di dimettersi per far cadere Marino insieme. Né onesti, né coerenti…., deve essere veramente arduo e triste credere ancora al PD.
“Democrazia ridotta a eletti che ratificano dal notaio scelte altrui”.
.
MassimilianoConcas
…come si dice in chirurgia: “l’intervento è perfettamente riuscito…ma il paziente è morto!”
.
plico
E’ da ieri alle 17 che mangio pop-corn. Il film è osceno ma si ride tanto. I Soprano misto a Breaking Bad. Il personaggio più buffo è il capo della banda, un panzone che scappa a Cuba a fare jogging pur di non risultare coinvolto nella tragicomica farsa in atto fra gli sgherri delle fazioni in rivolta.
.
NON E’ POLITICA, E’ BULLISMO
Alessandro Gilioli

Dall’Unità un retroscena, sulla crisi di Roma.
Causi, vicesindaco dimissionario e nei giorni scorsi ufficiale di collegamento tra il Campidoglio e il Pd, oggi spiega infatti le 3 offerte che erano state fatte a Marino per «chiudere la vicenda senza ulteriori spargimenti di sangue»
Al sindaco sarebbe stato permesso «un passaggio in aula per un messaggio di fine mandato alla città»; quindi gli avrebbero concesso un incontro con Renzi ma «a dimissioni esecutive»; infine, gli avrebbero consentito di andare insieme ai capataz del Pd romano in tribunale a mostrarsi «a testa alta tutti dalla stessa parte» alla prima udienza del processo per Mafia Capitale.
Cioè, il Pd avrebbe concesso al sindaco di leggere un messaggio in aula. Ma che è, la Gestapo? Un processo staliniano? Le ultime parole del condannato prima del patibolo?
Poi gli avrebbe concesso anche un incontro con Renzi, purché a dimissioni esecutive, insomma lo sconfitto che viene magnanimamente ricevuto dal vincitore, un po’ come al termine delle guerre medievali – non so, forse a Marino sarebbe stato addirittura permesso di entrare a Palazzo Chigi sui suoi piedi anziché sulle ginocchia, e magari senza manette ai polsi e cenere in testa.
Infine, bontà loro, i piddini gli avrebbero addirittura permesso di stare al loro fianco in Tribunale, come se fosse il Pd a legittimare l’antimafiosità di Marino, e non semmai viceversa.
Ora, Marino ha certamente fatto errori – specie di vanità e di comunicazione – e pure pasticci. Ma questa cosa di fare passare un’umiliazione per una gentile concessione del principe dà la misura di cosa è oggi il Pd renziano. Un misto di arroganza, boria e bullismo. Proporzionale peraltro alla storica contaminazione con i più fangosi poteri di Roma.
La questione oggi, infatti, non è più se Marino ha fatto errori ma è se la caduta di un governo cittadino debba avvenire nell’aula dei rappresentanti eletti dai cittadini – cioè il consiglio comunale – oppure debba avvenire con uno stratagemma (le 25 dimissioni) che impedisca il confronto pubblico, deciso in una sede non istituzionale e non rappresentativa dei cittadini, su imposizione del commissario di un partito e con i suoi consiglieri che obbediscono all’ukase per la paura di non essere ricandidati. E questo ovviamente varrebbe chiunque fosse il sindaco, e pure se fosse Barbablù.
Il Pd ha deciso di bypassare il confronto e questo sta tentando di fare.
Mi auguro che dopo questo spettacolo, il suo futuro candidato sindaco non vada al ballottaggio nemmeno ne fosse un misto tra Gandhi, Mandela e Sankara.
.
Arilucio
Il M5S a mio avviso rischia parecchio, qualora dovesse vincere a Roma, in quanto eredita una situazione disastrosa e quel che è peggio è il fatto che dirigenti, funzionari impiegati vari, piazzati dalle precedenti amministrazioni, sono li pronti a remare contro ed a bloccare la pulizia.
Racconto un aneddoto: tra Michelangelo e Leonardo da Vinci non correva quel che si dice “buon sangue”; un giorno Leonardo da Vinci afferrò un ferro tondo e per dimostrare che, pur essendo più vecchio, era ancora forte, lo piegò ad U e lo gettò a Michelangelo invitandolo a raddrizzarlo. Michelangelo non si scompose e, gettando a terra il ferro, affermò: “Oh che devo io raddrizzare quel che tu ha fatto storto?”
.
TRA LEFTOVER E REVENANT
Viviana Vivarelli

Sicuramente avranno dato ai ‘leftover’ delle garanzie di poltrona, ma certo appare con tutta evidenza che gli eletti nel Pd sono solo dei fantocci nelle mani di un despota che del voto dei cittadini se ne frega, e sfiducia chi gli pare, sfiducia un sindaco come Marino per leggerezza nell’uso di danaro pubblico quando il boss del denaro pubblico ha fatto scempio, sfiducia la direttrice del Fisco perché gli ha fatto delle critiche motivate e ha detto che da 8 mesi mancano 800 dirigenti e il Governo non è intervenuto, sfiducia senatori come Corradino Mineo e Vannino Chiti perché gli hanno criticato il Senato, nominando solo uomini ubbidienti e servi.
La sconcezza è un Renzi che “presta” a Marino un Causi, un Esposito e un Sabella e poi glieli sfila di sotto per farlo cadere. Questi personaggi vili e servili sono davvero disgustosi. Ma un Renzi che deride la democrazia e si comporta come un piccolo tiranno lo è ancora di più. La degradazione dei fatti romani si ripercuote sullo svilimento del Pd, partito di servi e fantocci, dominato da un pagliaccio totalitario.
E infatti,se i romani fossero chiamati oggi ad andare alle urne per l’elezione del nuovo sindaco, il maggior numero di consensi andrebbe al Movimento 5Stelle con una quota percentuale compresa tra il 33-35%. Secondo posto per i dem che non bisserebbero il successo e otterrebbero una quota di consensi tra il 17% e il 19%. (Ipr e Tecnè) La destra anche raccogliendo salviniani e berlusconiano rimarrebbe irrimediabilmente terza.
Tra o tre guastatori, il magistrato Sabella è quello che viene criticato meno, eppure Sabella avrà anche condotto bene la guerra alla mafia ma fu il responsabile della caserma degli orrori di Bolzaneto ed è ancora in discussione se fosse alle torture. Vogliamo ricordarcelo? E’ quello che nell’inchiesta sul G8 di Genova dichiarò «È possibile che qualcuno a Genova volesse il morto, ma doveva essere un poliziotto, non un manifestante, per criminalizzare la piazza e metterla a tacere una volta per sempre»
Sabella fu il primo indagato sul lager di Bolzaneta, in quanto era il responsabile della struttura detentiva, quello che dichiarò spavaldamente che nelle due camere di sicurezza “non c’era stata nessuna violenza” e che minimizzò l’accaduto dichiarando che “Tutto si era svolto tranquillamente”. Un centinaio di vittime furono pestate e torturate, ma, seconda Sabella, non successe niente di anormale. Alla fine decisero di archiviare il tutto, ma guarda caso i servizi segreti oscurarono 4 cellulari.
E dunque ora Roma sarà commissariata da Tronca e tutti sanno che un commissario può presiedere solo all’ordinaria amministrazione per cui non si vede come si possa sopperire alle magagne della città senza opere straordinaria che almeno la mettano in condizione di funzionare normalmente (vedi traffico, sanità, trasporti di superficie e metro, manutenzione strade, rifiuti, partecipate, cricche varie di potere…)

DI BATTISTA A BERSAGLIO MOBILE DA MENTANA

“Nelle ultime 48 ore abbiamo visto di tutto: Messina senz’acqua da una settimana, è stato arrestato l’ennesimo dirigente corrotto finanziatore del Pd, è stato arrestato il presidente della rete ferroviaria italiana uomo di Alfano, contrariamente a quanto detto resteremo in missione di guerra in Afghanistan, e questo squallido Pd ci dà l’ultimo tassello di una melma complessiva in cui è finito il nostro Paese: corruzione, malaffare, perdita di etica, di moralità e di onestà.
Contro Marino il M5S ha presentato una mozione di sfiducia molti mesi fa e non certo per motivi di scontrini, ma perché Roma è male amministrata, Ricordiamo che prima che scoppiasse Mafia capitale, il Ministero dell’Economia e della Finanza aveva avvertito Marino che alcune cooperative legate alle cooperative bianche di Comunione e Liberazione erano in odore di malaffare, ma Marino non solo non fece nulla, ma decise di dare di nuovi in modo diretto e senza gara gli appalti alle stesse cooperative del malaffare. Ricordiamo anche che Marino ha governato grazie anche a quelli che ora sono stati arrestati, che sono stati loro a portare voti a Marino e che non è stato lu a fare pulizia nel Pd, è stata la procura e sono stati i carabinieri con retate e manette.
Poi sono arrivati anche gli scontrini ma è puerile parlare solo di quelli, anche se li abbiamo chiesti e dopo 3 settimane di rifiuti ci siano rivolti alla procura. Ora Marino è indagato per peculato.
“Noi abbiamo fatto il nostro dovere di opposizione. Ma fare come il Pd di Roma e dire che Marino è l’unico colpevole è ridicolo. Il Pd ha fallito e l’ultimo fallimento è stato questa perdita di democrazia che ha impedito al sindaco di difendersi in aula come sarebbe stato suo diritto e impedendo al M5S di attaccarlo con ragioni ben più corpose degli scontrini (io: ma che probabilmente avrebbero toccato altri interessi). Hanno preferito andare da un notaio con fittiani, ex salviniani, berlusconiani ecc. ma più che dal notaio dovevano andare da un curatore fallimentare. La cosa ancor più ridicola è che fino a pochi giorni fa girava un sondaggio di Orfini che diceva che il M5S, chiedendo le dimissioni di marino, si metteva sulla stessa linea della mafia. E ora, visto che le dimissioni le hanno forzate loro, chi è sulla linea della mafia??
Questi sono i personaggi. Credibilità zero. Questa è la politica: nomine dall’alto, ordini, divieti, ricatti incrociati.. se non ti dimetti poi ti caccio dal Pd ecc.. Questa è diventata Roma.
Expo cominciò tra arresti e corruzione. Come italiano, spero che il bilancia sia positivo. Certo,si poteva fare meglio,in modo ecosostenibile, lanciando i prodotti di tutta Italia e non solo lombardi,e ciò avrebbe garantito introiti maggiori al nostro Paese.
Contro di noi, ormai ci sono 3 linee possibili:
-cercheranno in ogni modo di buttarci fango addosso, da loro ormai mi aspetto di tutto
-cercheranno di far credere che loro con Marino non ci entrano in nulla. Lo hanno supportato finora in tutti i modi e dopo la seconda retata di mafia capitale avrebbero dovuto farlo dimettere e andare alle elezioni e ora avremmo un sindaco a 5 stelle. E invece, dopo aver fatto di tutto per sostenerlo, era cercano di far credere che sia l’unico e solo responsabile
-arriveranno dei quattrini per il Giubileo, ripareranno qualche strada, sperando che il popolo romano possa dimenticare.
Ci sono 3 fattori in cui sperano: la povertà e lo stato di bisogno dei cittadini, la loro ignoranza, e la perdita di memoria collettiva.
Su questi tre fattori si basa il voto di scambio, che è uno dei peggiori cancri del nostro Paese, e proprio a causa di povertà,ignoranza e scarsa memoria, ci sono tanti pronti a vendere il loro voto per un buono pasto, un pieno di benzina, un telefonino…Proprio grazie a questa ignoranza privatizzeranno la scuola. Queste sono le 3 armi forti del sistema.
Oggi è stato arrestato un altro dirigente di Eur.
Le tenteranno tutte, ma se siamo bravi, noi del Movimento avremo una grande occasione..
.
LA PEGGIORE RIFORMA
Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Gianni Ferrara, Alessandro Pace, Stefano Rodotà, Massimo Villone

La proposta di legge costituzionale che il Senato voterà oggi dissolve l’identità della Repubblica nata dalla Resistenza. È inaccettabile per il metodo e i contenuti; lo è ancor di più in rapporto alla legge elettorale già approvata.
Nel metodo: è costruita per la sopravvivenza di un governo e di una maggioranza privi di qualsiasi legittimazione sostanziale dopo la sentenza con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del «Porcellum». Molteplici forzature di prassi e regolamenti hanno determinato in Parlamento spaccature insanabili tra le forze politiche, giungendo ora al voto finale con una maggioranza raccogliticcia e occasionale, che nemmeno esisterebbe senza il premio di maggioranza dichiarato illegittimo.
Nei contenuti: la cancellazione della elezione diretta dei senatori, la drastica riduzione dei componenti — lasciando immutato il numero dei deputati — la composizione fondata su persone selezionate per la titolarità di un diverso mandato (e tratta da un ceto politico di cui l’esperienza dimostra la prevalente bassa qualità) colpiscono irrimediabilmente il principio della rappresentanza politica e gli equilibri del sistema istituzionale. Non basta l’argomento del taglio dei costi, che più e meglio poteva perseguirsi con scelte diverse. Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente Repubblica delle autonomie, smentito dal complesso e farraginoso procedimento legislativo, e da un rapporto Stato-Regioni che solo in piccola parte realizza obiettivi di razionalizzazione e semplificazione, determinando per contro rischi di neo-centralismo.
Il vero obiettivo della riforma è lo spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo. Una prova si trae dalla introduzione in Costituzione di un governo dominus dell’agenda dei lavori parlamentari. Ma ne è soprattutto prova la sinergia con la legge elettorale «Italicum», che aggiunge all’azzeramento della rappresentatività del Senato l’indebolimento radicale della rappresentatività della Camera dei deputati. Ballottaggio, premio di maggioranza alla singola lista, soglie di accesso, voto bloccato sui capilista consegnano la Camera nelle mani del leader del partito vincente — anche con pochi voti — nella competizione elettorale, secondo il modello dell’uomo solo al comando. Ne vengono effetti collaterali negativi anche per il sistema di checks and balances. Ne risente infatti l’elezione del Capo dello Stato, dei componenti della Corte costituzionale, del CSM. E ne esce indebolita la stessa rigidità della Costituzione. La funzione di revisione rimane bicamerale, ma i numeri necessari sono alla Camera artificialmente garantiti alla maggioranza di governo, mentre in Senato troviamo membri privi di qualsiasi legittimazione sostanziale a partecipare alla delicatissima funzione di modificare la Carta fondamentale.
L’incontro delle forze politiche antifasciste in Assemblea costituente trovò fondamento nella condivisione di essenziali obiettivi di eguaglianza e giustizia sociale, di tutela di libertà e diritti. Sul progetto politico fu costruita un’architettura istituzionale fondata sulla partecipazione democratica, sulla rappresentanza politica, sull’equilibrio tra i poteri.
Il disegno di legge Renzi-Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948, ed è volto ad affrontare un momento storico difficile e una pesante crisi economica concentrando il potere sull’esecutivo, riducendo la partecipazione democratica, mettendo il bavaglio al dissenso. Non basta certo in senso contrario l’argomento che la proposta riguarda solo i profili organizzativi.
L’impatto sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sulla partecipazione democratica, sul diritto di voto è indiscutibile. Più in generale, l’assetto istituzionale è decisivo per l’attuazione dei diritti e delle libertà di cui alla prima parte, come è stato reso evidente dalla sciagurata riforma dell’articolo 81 della Costituzione.
Bisogna dunque battersi contro questa modifica della Costituzione. Facendo mancare il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti in seconda deliberazione. E poi con una battaglia referendaria come quella che fece cadere nel 2006, con il voto del popolo italiano, la riforma — parimenti stravolgente — approvata dal centrodestra.
..
Alessio Santi
Se si abolissero le migliaia di enti pubblici inutili si risparmierebbero subito 10 miliardi di euro l’anno, risolvendo il buco lasciato dalla “riforma ” Fornero che vale 10 miliardi euro e che si potrebbe cancellare lasciando andare in pensione 1.000.000 di persone, liberando allora 1.000.000 di posti di lavoro per i tanti giovani disoccupati in Italia… Un milione posti di lavoro, questa è la proposta del 5 stelle.

DEMOCRAZIA ARMATA
Paolo De Gregorio

Vorrei commentare un avvenimento accaduto negli USA Che a me sembra una macabra barzelletta che mi lascia incredulo sulla applicazione della legge, in particolare quella sul possesso delle armi, che con 250 milioni di armi da fuoco in possesso dei civili, fa di questo paese il più armato e violento al mondo.
E’ accaduto che un diciottenne, dopo aver acquistato regolarmente una pistola con la quale ha sparato a due poliziotti ferendoli gravemente, non è stato chiamato a risarcire i danni materiali, quantificati in sei milioni di dollari, ma a risarcire i feriti è stato condannato dal tribunale il venditore, accusato di “negligenza”.
Ma se è vero che il pesce puzza dalla testa, che negli USA vi è una legge federale che consente ad ogni cittadino di portare un’arma e che nemmeno il presidente Obama è riuscito ad ottenere l’annullamento di questa legge ferocemente sostenuta dai fabbricanti di armi e dalla potentissima lobby “American rifle Association”, come si fa a prendersela con un rivenditore, per di più in perfetta regola? Si colpisce l’individuo pur di non mettere in discussione il sistema.
Non sarebbe meglio vietare tassativamente il possesso individuale di armi?
L’unica risposta razionale che mi viene in mente mi porta alla convinzione che tutto ciò sia voluto per fabbricare quelle centinaia di migliaia di cittadini che si arruolano e sono pronti ad esercitare violenze e torture, sostenuti moralmente da una chiesa evangelica che, in piena eresia, definisce i marines “legionari di Cristo”, salvo poi disinteressarsene quando sono reduci da guerre spietate e sanguinose, mutilati, impazziti,e continuano ad uccidere anche loro parenti.
Un’altra amara riflessione si impone analizzando questi fatti, la lobby delle armi batte la politica, e quello che viene definito l’uomo più potente del mondo, Obama, si ritira con la coda tra le gambe, come già aveva fatto con la riforma della sanità, dove il suo superbo “Yes we can” si è infranto sugli interessi economici di una organizzazione sanitaria che continua a lasciar crepare senza aiuto milioni di cittadini.

GRAZIE A RENZI, NON AVRO’ MAI UNA PENSIONE
Sauro

La pensione di reversibilità, di cui gode anche mia madre, è un diritto acquisito delle vedove. Alla fine sempre di una remunerazione pensionistica si tratta. Comunque, in Italia una certa fascia di popolazione è tutelata. (Io: occhio che Renzi ha già dichiarata che le pensioni di reversibilità vuole eliminarle).
Una fascia di persone come la mia ed ovviamente tanti altri come me, sarà meno tutelata di voi, in termini di remunerazione e di età pensionabile.
Una ulteriore fascia di persone, i giovani di oggi sotto i 30 anni, non saranno quasi per niente tutelati, parlando in termini di trattamento pensionistico.
Ma è ovvio che diventando anziani ci sono degli acciacchi! Me ne sono accorto già alla mia età, se mi faccio male ci vuole più tempo al fisico per recuperare, rispetto a quando ci avevo 20 o 30 anni. Ma questo è nell’ordine delle Natura, non ci possiamo fare più di tanto. E ti rivelo una Verità, che mi diceva sempre il mio adorato nonnino: “l’andrà sampàr pìz, Sauro, e an pèr meà vairà, ma l’è acsè” trd. “andrà sempre peggio, e non sembra neanche vero, ma lo è”. Ma al di là degli inevitabili acciacchi legati all’invecchiamento, il mio punto è: il pensionato, il fancazzista che vive di rendita (perché ci sono anche quelli) ha a sua disposizione un bene di cui io, attualmente, non posso disporre, e di cui mi sono illuso per 53 anni che ne avrei potuto disporre: IL TEMPO.
Uno dei beni più preziosi di questa società infatti è IL TEMPO. Poter disporre del proprio TEMPO.
Uscire quando ne ho voglia.
Dormire quando ne ho voglia.
Fare una passeggiata quando ne ho voglia.
Leggere o guardare un film quando ne ho voglia.
SEMPLICEMENTE non fare nulla, quando ne ho voglia.
Sono per me tutti LUSSI che, attualmente, non POSSO PERMETTERMI, e che invece, i pensionati, OVVIAMENTE quelli che non sono paralizzati o invalidi o stanno male, possono permettersi.
Stralciamo per favore le sfighe fisiche. Accantoniamo per un attimo malattie acciacchi e quant’altro. Prendiamo in considerazione, a parità di persone “in salute” chi lavora e chi è in pensione. Sei d’accordo SI o NO che “il pensionato” gode di questo LUSSO, il TEMPO, di cui io non posso usufruire? Sei d’accordo SI o NO che le persone della mia generazione sono penalizzate, a parità di salute, rispetto ai pensionati attuali? Sei d’accordo SI o NO che le persone della generazione sotto i 30 anni sono ancora più penalizzate relativamente al discorso di cui sopra?
Io veramente tremo, se entro in empatia con i giovani di oggi che, stando le attuali condizioni, non avranno praticamente una pensione in quanto sarà una remunerazione irrisoria. E considerando che non trovano lavoro e chissà quando lo troveranno di conseguenza chissà quando cominceranno a versare i contributi. Essi dovranno lavorare finché campano! Ed ecco reintroduco il paragone con gli Stati Uniti D’America. Nel mio immaginario, e non soltanto nel mio, gli USA erano il paese delle risorse, il paese dove si stava bene. Quando vi andai, per la prima volta, nel 1988 (focalizziamo l’anno: qui, in Italia, negli anni ’80, si stava bene, molto bene), e vidi delle persone anziane come era mio nonno (il quale era in pensione già da anni) fare anche dei lavori di fatica, come portare delle valigie pesanti, o pulire nei ristoranti, nella mia testolina ancora molto giovane ed in ferie spensieratamente, mi chiesi: “Ma perché questi poveri vecchi, come mio nonno, invece di stare a casa a godersi la pensione, lavorano duramente??”
Ora la risposta la so. E la sai anche tu. I vecchi che vidi io, in quel viaggio nel 1988, erano nelle stesse condizioni in cui si troveranno le nostre attuali giovani generazioni. Ebbene sì, siamo arrivati a tanto. L’Africa è fuori paragone. Non fa parte del “mondo occidentale capitalistico” in cui l’Italia è inserita a pieno titolo e di cui gli USA sono la massima espressività. Non posso andare a fare paragoni con sistemi che sono profondamente diversi da nostro, ma lo dovrò fare con sistemi economico sociali che sono più compatibili, pur con le loro differenze, al nostro.
I problemi sono tanti, ma oggi ne considero solo due: la mancanza di tempo, che deriva dal non riuscire ad andare in pensione, le retribuzioni pensionistiche più scarne, quando non scarnissime, rispetto alle generazioni precedenti.
E per finire, visto che comunque mi sembrava di avere capito, dai discorsi dei miei genitori e di tante altre persone, che l’aspetto pensionistico fosse stato un punto molto sentito, nelle generazioni precedenti la mia, un punto per le quali furono fatte lotte e battaglie, io sono un po’ stupito dal totale lassismo e dalla totale indifferenza in cui tutto ci sta passando sopra.
Ma nella mia scala di valori e di bisogni il TEMPO ed una dignitosa REMUNERAZIONE che mi consenta una vecchiaia dignitosa, in questo momento della mia vita, assumono molta importanza.

SUL SINODO
Viviana Vivarelli
Il Sinodo si chiude con poco di fatto. Si darà la comunione ai divorziati, ‘forse’, a discrezione del sacerdote, e probabilmente si deciderà per il sì per le teste coronate, come sempre è stato fatto. E cosi continuerà con la pratica immorale e lucrosa della Sacra Rota. Inalterata la condanna dai gay.
L’ipocrisia di questa Chiesa è incredibile. Come sempre molto fumo e poco arrosto. La Chiesa muore ma non cambia, E si condanna a morte da se stessa.
Una società avanzata non ha bisogno di una Chiesa integralista e medievale. Noi stiamo ad attaccare come barbara l’Isis, quando l’ultima strega fu bruciata in Andalusia nel 1858 e la Chiesa del 2015 ancora discrimina i gay come dei pericolosi malati,
Uno spettacolo pietoso che la simpatica faccia di Bergoglio non cambia di un etto, un enorme carrozzone di potere politico e finanziario che implode su se stesso, in preda a raptus totalitari, un machismo ormai obsoleto e una visione dell’uomo e del mondo che è morta da secoli. Contro questo abuso di potete basterebbe introdurre la legge per cui chi vuole una chiesa se la paga col 10 % del suo reddito, come si fa in tanti Paesi, e levarne il costo dalla casse dello stato, e anche il potere della Chiesa si ridimensionerebbe di colpo.
Altro che modello etico!!! La Chiesa di Roma in duemila anni si è manifestata barbaramente come modello di potere e di abuso costante.
Oggi raccapricciamo della ferocia dell’Isis, ma abbiamo dimenticato i sei milioni di donne che furono torturate e bruciate dagli inquisitori come streghe (ci furono villaggi tedeschi dove uccisero tutte le donne persino le neonate), abbiamo dimenticato che l’ultima ‘strega’ fu bruciata nel 1878, abbiamo dimenticato la montagna di morti prodotti dalle Crociate, dalle guerre di religione, dalla strage degli eretici, dagli eccidi dei mori e degli arabi, abbiamo dimenticato i bambini evirati per fare le voci bianche, le donne emarginate e tenute in situazione di dipendenza, la caccia ai gay che è arrivata fino ai giorni nostri col rifiuto all’ONU della Chiesa di accusare i paesi che li impiccano o decapitano, abbiamo dimenticato l’opposizione alla scienza, gli accordi coi dittatori,le infamie contro le democrazie, i furti finanziari, i delitti dello IOR, il Banco Ambrosiano coi suoi 8 morti, gli accordi con i peggiori dittatori del mondo??

Matrimoni in calo costante da cinquanta anni. Un divorzio ogni quattro coppie sposate. Quasi metà delle nozze celebrata con rito civile e una coppia ogni dieci composta da conviventi. La famiglia italiana raccontata con i dati dell’Istat lascia pochi dubbi su quanto sia cambiata la scala di valori nel Belpaese, sempre meno legato all’idea tradizionale di famiglia e allergico ai legami «per sempre».Nelle città del nord e del centro i matrimoni civili sono ormai in netta maggioranza, raggiungendo punte superiore all’83 per cento a Siena e Bolzano e con altre tredici grandi città oltre il 70 per cento,

LO SCANDALO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Ciò che è successo alla Agenzia delle Entrate è raccapricciante. Come è arrivata la nuova direttrice, Rossella Orlandi, ha scoperto che 767 dirigenti del Fisco risultavano illegittimi perché non uscivano da concorsi di Stato ma erano stati nominati privatamente, tra ‘amici’. In 15 anni sono stati fatti 6 concorsi da cui sono usciti in modo legale solo 24 dirigenti. Tutti gli altri sono stati nominati fuori da ogni criterio di legalità e, secondo la legge, dovrebbero essere licenziati in tronco e si dovrebbe punire chi ha fatto queste nomine illegali (a meno di non fare una legge che depenalizza l’abuso, come ha fatto Renzi con le nomine fatte da lui stesso alla Provincia di Firenze di amiche sue prive di laurea quando la loro funzione la prevedeva espressamente).
Oltre tutto, questi 800 dirigenti sono in forte sovrannumero rispetto alle reali necessità dell’istituto. I loro stipendi possono arrivare ai 163.729 euro annui più tutti benefit.
Però, secondo Renzi, a saltare dovrebbe essere la Orlandi che è appena arrivata e ha pure tenuto testa al Governo criticando gli atti di Renzi? Persona decisa, ha costretto Renzi a ritirare il regalo fatto agli evasori per cui sotto il 3% del fatturato l’evasione non è più reato, ha criticato il contante a 3000 euro, ha detto che le misure di Renzi e Zanetti contro l’evasione fiscale sono deboli
Espresso: “All’agenzia delle entrate, nei Comuni, nelle Regioni e nella Sanità dilaga un esercito di alti dirigenti che guadagnano in media molto più dei loro colleghi europei. Per loro, nessuna spending review e spesso sono ‘amici degli amici’, raccomandati, una vera armata, che avanza nella nebbia sopravvivendo a qualunque istanza di riforma o modernizzazione. I ranghi dei dirigenti della pubblica amministrazione italiana sono colossali. Sfuggono ai censimenti: I ranghi dei dirigenti della pubblica amministrazione italiana sono colossali. 200 mila tra superburocrati e quadri di seconda fila mantenuti dai contribuenti. Una coda sterminata di poltrone e poltronissime, che si stende lungo l’intera penisola. Impossibile capire quanto guadagnino, perché resistono anche alle richieste ufficiali. Di sicuro, le figure al vertice hanno paghe di gran lunga superiori ai loro parigrado europei. Uno studio internazionale li ha indicati come i meglio retribuiti al mondo, spiazzando la competizione dei colleghi di qualunque nazione. Il costo totale è stratosferico: va da un minimo di 15 miliardi di euro l’anno fino a una stima di ben 20. Inutile cercare parametri di merito e di produttività: ogni anno dichiarano di avere raggiunto gli obiettivi, anche se la percezione della loro efficienza è decisamente bassa. Sì, l’Italia è piena di dirigenti, uno status che quasi sempre dura tutta la vita, mentre l’efficienza dell’amministrazione di Stato, Regioni, Province e Comuni resta sotto gli occhi di tutti e ci allontana sempre più dall’Europa.
La sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le nomine perché avvenute senza concorso, e circa 800 dirigenti sono stati retrocessi al ruolo di funzionari, con un conseguente dimezzamento dello stipendio. Per mesi la Orlandi ha chiesto che il Governo si pronunciasse, ma è stata lasciata sola, anzi, siccome si è permessa di criticare Renzi dicendo che non fa la lotta all’evasione, Renzi vuole proprio la sua testa, anche se è l’ultima arrivata. Lei chiede un incontro col governo ma Renzi nicchia.

Ora io non so come stiano le cose, ma che Renzi stia aiutando in ogni modo gli evasori è sotto gli occhi di tutti. Anche il suo tentativo di depenalizzare una evasione fino al 3% del fatturato è stato fortemente criticato dalla Orlandi ma Renzi vuol solo servi ubbidienti, come Zanetti, appunto.
Che questi 800 dirigenti illegittimi vengano rimossi e sostituiti con altri uscenti da regolari concorsi mi sembra il minimo. Ma che la Orlandi che dirige l’Agenzia delle Entrate si lamenti del caos prodotto da 800 dirigenti in meno con 400 ricorsi alla Corte europea mi sembra fisiologico, ma sembra che sotto Renzi lamentarsi o criticare sia un delitto, come sotto il fascismo. E che il sottosegretario Zanetti la rimbecchi dicendo: “Se non sa fare il suo lavoro si dimetta” è proprio abietto.
Già la defenestrazione ordinata da Renzi del sindaco Marino è un abuso di democrazia, in più di questo un premier non si può permettere di cacciare un sindaco; un sindaco è eletto dal popolo e deve essere la sua giunta a sfiduciarlo. Né può un momento prima nominare una presidente delle Agenzie delle Entrate e appena questa gli dice che la sua lotta all’evasione è fasulla, che depenalizzare il 3% del fatturato è iniquo, e che l’Agenzia delle entrate, con 800 dirigenti in meno è nel caos, ordina che la tizia sia licenziata.
Sentire dalla Gruber un viscido servo arrivista come Esposito arrampicarsi sugli specchi per (non) spiegare come Renzi abbia potuto licenziare un sindaco, uscendo totalmente dalle sue competenza è stato uno spettacolo pietoso. E quello che sta accadendo contro la Orlandi è di una soperchieria indecente.
Renzi ormai si permette di fare di tutto, ma soprattutto è vergognosa la sua tendenza è delegittimare chi non striscia ai suoi piedi come un servo fedele.

RENZI E GLI AIUTI AGLI EVASORI

Non possiamo certo dire che Renzi abbia fatto una seria lotta all’evasione fiscale.
Il procuratore di Milano Greco ha detto che:
-con la riforma di Renzi la casse dello Stato ci perderanno
-la legge lascio molti margini di ambiguità facendo venir meno la certezza del diritto
-alleggerisce le pene
-alza di 5 volte, a quota 250mila euro, il limite sotto cui l’omesso versamento Iva non sarà punibile
-tratta in modo oscuro la dichiarazione infedele, facendo saltare molti processi
-infine, la pena massima di 4 anni per omessa dichiarazione è molto timida e l’articolo non prevede aggravanti adeguate per i casi più gravi: “Se evadi oltre 3 o 4 milioni è giusto che tu ti prenda un’aggravante”.
Greco ha definito “condono nascosto” la norma transitoria sul raddoppio dei termini di accertamento. Si pensi poi che il governo ha introdotto una sanatoria per chi autodenuncia per violazioni fiscali commesse prima del 2009. Sabelli ha poi ricordato che “l’innalzamento della soglia di punibilità riguarda anche il reato di omessa dichiarazione dei redditi, quindi una condotta, quella degli evasori totali, particolarmente grave e odiosa. Si pensi che in Italia gli evasori totali sono 8.000.
In Italia l’abuso regna sovrano ma c’è abuso e abuso. Quando Renzi fu imputato di danni all’erario per aver fatto 5 nomine che richiedevano una laurea a persone sue che la laurea non ce l’avevano, il processo fu stroncato da un emendamento provvidenziale della Madia che depenalizzava il reato. Ora che salta fuori che ben 800 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate sono stati nominati senza concorso e dunque in via di clientelismo o nepotismo, quella che ne paga il fio dovrebbe essere la Orlandi, ultima arrivata, che non è certo colpevole di queste assunzioni illegittime ma che dice che con 800 dirigenti in meno l’Agenzia è nel caos, e che chiede di conferire con Renzi.

Insomma, prima della Orlandi, c’è stato il regno incontrastato di Befera e sappiamo che individuo fosse. La Orlandi, arrivata da poco, accusa il governo di non aver fatto il decreto necessario ad assicurare regolarità ai concorsi per diventare dirigente, per cui ora è tutta una corsa alle denunce di cittadini che dicono che gli atti firmati da dirigenti nominati illegalmente sono anch’essi illegali.
La Corte Costituzionale sentenzia che 800 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate sono entrati senza concorso e ordina il loro licenziamento. 400 fanno ricorso all’Europa. Ne consegue che tutti gli atti firmati da costoro possono essere impugnati davanti al Tar. E’ il caos. La Orlandi non chiede la loro sanatoria, ma denuncia le condizioni di caos in cui è al momento il fisco e la sua impossibilità presente a funzionare. Il sottosegretario alle Finanze Zanetti ordina: “Se non sa fare il suo lavoro, si licenzi!” e giudica i ricorsi ai giudici “indecenti e vergognosi”. Ma come? Sulle mia tasse giudica un abusivo e sarei io l’indecente e il vergognoso?
Non dimentichiamo che ogni volta che il Governo vuole cambiare qualcosa del Fisco, deve farlo assieme all’Agenzia delle Entrate. Ma Renzi attacca la Orlandi perché troppe volte lo ha criticato, dicendo che le sue leggi non combattono l’evasione ma anzi la favoriscono, ha ottenuto addirittura che rivedesse il condono su una evasione del 3% dell’imponibile (che è una abolizione parziale del reato di evasione), ha sempre criticato le prescrizioni facili che azzerano i processi, critica oggi i 3000 euro di contante, il nero legalizzato..(“Così l’Agenzia delle entrate rischia di morire”). Lo stesso Padoan ‘allora’ disse: “Limitare il contante e abbassare la soglia servono a fare emergere le economie sommerse e ad aumentare la tracciabilità”. Ma ora tace.
Gli scontri tra la Orlandi e Renzi sono stati continui, Le ha dichiarato: “Siamo un paese dove chi evade poi si aspetta l’assoluzione e invece “serve certezza della pena”.
Tra l’altro il condono del 3% dell’evasione avrebbe favorito Berlusconi. E anche in quel caso, Padoan dette ragione a lei. Perché ora non dice nulla?
.
L’ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco fu molto duro col decreto fiscale varato (e poi bloccato) da Renzi. Assurda la depenalizzazione dell’evasione fio al 3% dell’imponibile che avrebbe oltre tutto favorito Berlusconi.
“IL DECRETO «DEPENALIZZA DI TUTTO», cominciando dall’elusione (aggirare il fisco in modo furbastro), in contrasto logico con la lotta richiesta da Ocse e G20 alle multinazionali che operano in questo modo.
Visco valutò ‘INQUIETANTE’ la norme per cui chi fa fatture false per mille euro non è punibile. Ma se una fattura è falsa è falsa, non c’è da mettere limiti. Con questa riforma «tutte le frodi colpite negli ultimi anni nelle quali sono stati usati strumenti derivati dalle banche d’affari vengono depenalizzate». Visco ha criticato anche il passaggio della soglia di punibilità da 50 mila a 150 mila euro. «Questo vuol dire che l’evasore fino a 400 mila euro di materia imponibile non è punibile penalmente: forse è troppo», ha osservato. «Non è più reato neanche l’omessa dichiarazione del sostituto d’impresa».

Cioè fatemi capire: Il M5S viene attaccato perché ha espulso alcuni dei suoi eletti in quanto si sono schierati col nemico ma Renzi avrebbe il diritto di cacciare un sindaco democraticamente eletto e finora innocente di qualsiasi reato, scavalcando la sua giunta
e avrebbe il diritto di licenziare la direttrice dell’Agenzia delle Entrate per aver detto che il suo ufficio era nel caos dopo il licenziamento di 800 dirigenti e la valanga di ricorsi e che il decreto sul fisco di Renzi non combatte l’evasione fiscale ma la aumenta??

Lo scandalo dei dirigenti abusivi mette a fuoco un grossissimo problema italiano, esistente da sempre: nomine fatte scavalcando il merito e la legalità, un sistema fatto di abusi di potere, di clientelismo e di nepotismo, a cui ogni governo ha aggiunto del suo e che peggiorerò ancor di più con l’accentramento di poteri preteso da Renzi.
Oltre a ciò: un eccesso di posti dirigenziali di cui non c’è alcuna utilità con stipendi mostruosi superiori a qualsiasi paese europeo.
L’ex presidente di Equitalia, Attilio Befera, confessava candidamente di guadagnare 304.000 euro più di Obama (620 mila euro l’anno, 460 mila come direttore dell’Agenzia delle Entrate, e 160 mila come presidente di Equitalia) e poi dichiarava ” “Che l’evasore sia un parassita nella società rispetto a chi paga le imposte è un dato di fatto”, ma allo stesso tempo non muoveva una sola parola contro l’inettitudine dei governi a voler fare una seria lotta all’evasione fiscale, e dunque Befera ai governi stava bene. Il peccato mortale della Orlandi è stato invece denunciare chiaramente che la riforma fiscale di Renzi era un chiaro aiuto proprio agli evasori.
Dare la colpa a Zanetti è ridicolo. “Per Rossella Orlandi Renzi aveva immaginato un allontanamento soft, una rimozione nei primi mesi del 2016 motivata da una più generale riorganizzazione delle agenzie dello Stato, quella delle Entrate e quella delle Dogane” (Repubblica di oggi). La faccenda è molto più complessa dell’omuncolo Zanetti.

GOVERNO COMPLICE DEI CORRUTTORI
Barbara Liverzani (da M5S Senato)

Il giudizio dell’Anm, per il tramite del Presidente Rodolfo Sabelli, non lascia più dubbi. In materia di giustizia e di lotta alla corruzione la politica dell’esecutivo è da bocciare. Senza tanti giri di parole. Un esecutivo che, di fronte all’ormai straripante fenomeno corruttivo, con politici (la maggior parte del Pd) e funzionari pubblici arrestati, indagati e posti in custodia cautelare, viaggia controcorrente, diventando, persino, loro complice.
Il Governo se la prende con i Magistrati, già penalizzati dalle scarsissime risorse economiche e strutturali, aggravando la loro posizione, sino a delegittimarla e privandola di autorevolezza di fronte all’opinione pubblica. L’esecutivo anziché accanirsi contro i corrotti, si accanisce contro la Magistratura. Le lega quasi le mani! Questo è un atto gravissimo. Primo perché un esecutivo, nel rispetto dei principi di separazione dei poteri degli organi dello stato, deve salvaguardare l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura e non incidere negativamente, addirittura, sulle modalità del proprio operato. Questo è avvenuto attraverso la legge sulla responsabilità civile dei magistrati (come se prima i Giudici non fossero responsabili dei propri errori giudiziari) e sulle loro ferie. L’esecutivo al massimo dovrebbe incidere sulla maggior efficienza e organizzazione della giustizia. Secondo, perché il messaggio che si dà é sempre lo stesso degli ultimi 20 anni. Nelle inchieste di corruzione è sempre colpa dei giudici, mentre gli indagati si sentono sempre poveri perseguitati dalla giustizia. E questo avviene anche davanti all’evidenza di fatti e prove incontestabili. Basta! Terzo, perché la politica del governo ha inciso negativamente sul sistema di repressione dei reati. Ha approvato, infatti, una legge anticorruzione inefficace. Ibrida. Tutti gli istituti giuridici, tesi a contrastare la corruzione ed il malaffare, in realtà prevedono ampie lacune, anomalie tecniche e scorciatoie necessarie a facilitare la non punibilità per i corrotti. Il falso in bilancio, per esempio, che prevede (grazie al PD) la non punibilità se le variazioni dei bilanci avvengono attraverso la stima – valutazione dei beni (come se la falsificazione dei bilanci avvenisse diversamente…!), è stato bocciato già dalla Cassazione (sentenza n. 33774/15) ed è stato ritenuto meno incisivo di quello fatto nel 2001 da Berlusconi (immaginate dunque cosa ne è venuto fuori). Stessa cosa per il 416 Ter sullo scambio di voto politico mafioso anch’esso bocciato già dai Giudici della Cassazione (sentenza n. 36382/14), considerato che esclude il reato qualora i voti non siano stati estorti con metodi tipici mafiosi (insomma per il legislatore occorre che all’interno delle urne si vada accompagnati dai padrini..). L’autoriciclaggio che non opera qualora il denaro illecito, frutto di corruzione, venga reinvestito in acquisti destinati al godimento e uso personale (per esempio in case, ville, barche, azioni, viaggi, ecc. ). Non contento l’esecutivo aumenta, anche, l’uso del contante (sino a 3 mila euro), dopo aver aumentato la soglia per evadere il fisco sino a 150 mila euro e ridotto a sanzioni ben 112 reati penali (alcuni gravi come abuso d’ufficio, appropriazione indebita, furto, frodi, truffe, ecc.). Contrariamente, invece, il Governo non ha riformato l’istituto della prescrizione, in modo tale che chi non si è potuto salvare dalle tante scorciatoie (di non punibilità) inserite nelle norme appena descritte, possa comunque arrivare all’estinzione del proprio reato. Tanto i processi sono lunghi in Italia e lì non si incide mai. Il PD e la Maggioranza poi non hanno approvato l’uso delle intercettazioni nei reati di corruzione tra privati, le misure cautelari automatiche (come il carcere) per reati gravi come scambio di voto, corruzione, ecc.. Non ha approvato, neanche, l’estensione dell’agente infiltrato per palesare corrotti e sanzionare i reati contro la PA e non ha approvato neanche l’interdizione dai pubblici uffici per i politici e funzionari pubblici corrotti o l’allontanamento di questi ultimi dalla PA. Come anche sul wistleblowing (ovvero la tutela per chi denuncia frodi o truffe nella PA), misura invocata anche da Cantone sugli ultimissimi fatti di corruzione (Anas e assenteismo al Comune di Sanremo). Proposte, queste, tutte del M5S, puntualmente e sistematicamente bocciate.
Come si fa a non accorgersi che la vera priorità del Paese è proprio quella di debellare una volta per tutte la corruzione e lanciare forte il messaggio che lo Stato c’è, è presente e che davvero persegue i corrotti attraverso leggi da far rigorosamente rispettare. Un messaggio chiaro. Semplice. D’altro canto non possiamo più assistere a mazzette, tangenti, appalti illeciti, corruzione, arresti, indagati, inquisiti. Ogni giorno, ogni sacro santo giorno, c’è qualche scandalo. Ogni anno vengono sottratti miliardi, miliardi e ancora miliardi di euro dalle tasche dei cittadini, ai quali poi tagliano tutto. Persino le cure mediche.
Il Governo attuale, sorretto da una delle Maggioranze più inquisite della storia del Paese, non ci riesce. Non ha questa volontà. Non può farlo. Perché, dovendo scegliere, nel gioco di guardie e ladri, da che parte stare, ha già, purtroppo, risposto con i fatti. E la conferma arriva anche dall’ANM. Se per il Governo queste sono le misure più efficaci da adottare per contrastare la corruzione, allora, per il bene del Paese, si faccia velocemente da parte!”

DEFICIT DEMOCRATICO. LA POLITICA CONTINUA AD AIUTARE I CORROTTI
Gianni Barbacetto

Roberto Scarpinato: “Il processo penale è una gara truccata a favore dei colpevoli”.
II ministro della Giustizia Andrea Orlando ha giudicato “ingenerose” le parole di critica pronunciate dal presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli.
Che cosa ne pensa Roberto Scarpinato, procuratore generale a Palermo?
“Atteniamoci ai numeri. I detenuti con condanne definitive per reati dei colletti bianchi sono pochissimi, erano 31 nell’ottobre 2013, sui 24.744 totali. Le statistiche documentano la costante diminuzione delle condanne definitive. Dopo la riforma dei reati contro la Pubblica amministrazione del 1990, le condanne definitive per abuso d’ufficio sono scese da 1.305 a 45. Dopo l’introduzione della legge ex Cirielli sulla prescrizione, si passa da 1.700 condanne per reati contro la corruzione a 263 del 2010. La maggior parte dei reati puniti sino a 5 anni – tra i quali l’abuso di ufficio, il traffico di influenze illecite, la turbata libertà degli incanti, la frode nelle pubbliche forniture – sono destinati alla prescrizione. Intanto la corruzione in Italia è decuplicata rispetto a Tangentopoli. In sintesi: abbiamo una giustizia penale che pesta acqua nel mortaio con gran spreco di risorse e nessuna reale efficacia dissuasiva. Su un piatto della bilancia, la certezza di arricchirti a spese della collettività, sull’altro piatto il rischio, se ti scoprono, di subire un processo destinato a essere prescritto. Se sei proprio sfortunato, il peggio che può accaderti è che una volta la settimana vai a passare qualche oretta a fare assistenza agli anziani. Se poi non sei uno sprovveduto e non tieni il malloppo sui tuoi conti bancari, non rischi neppure la confisca, perché la prescrizione non consente la confisca. Questa è la realtà. Se avessimo dovuto combattere la mafia con gli stessi strumenti disponibili contro la criminalità dei colletti bianchi, oggi la mafia signoreggerebbe da Bolzano a Palermo. Di chi è la colpa di questa situazione? Di una politica criminale fallimentare che in quest’ultimo quarto di secolo ha ruotato intorno a una triade micidiale: minimizzazione delle pene per i reati dei colletti bianchi; prescrizione breve; processo lungo.
Inutile ripetere l’elenco delle riforme indispensabili intorno alle quali o si gira intorno proponendo un placebo, o sono contraddistinte dalla sindrome della tela di Penelope. Oggi in Italia il processo penale è una gara truccata a favore degli autori dei reati. Il nostro codice prevede che la prescrizione non decorra da quando il reato è accertato, ma da quando è consumato. Dunque se il magistrato accerta oggi un abuso d’ufficio o una turbativa d’asta avvenuti 7 anni fa, ha appena 6 mesi di tempo per concludere le indagini e ottenere la condanna in ben tre gradi di giudizio, perché il reato si prescrive in sette anni e sei mesi. Se accerta una corruzione di vari miliardi di euro avvenuta 7 anni fa, deve detrarre questi 7 anni dal tempo che gli resta per percorrere tre gradi di giudizio ottenendo una sentenza definitiva.
La soluzione più semplice consisterebbe nell’includere i reati contro la pubblica amministrazione nell’elenco previsto dall’articolo 157 del codice di procedura penale che prevede un raddoppio dei termini di prescrizione. Già ora il raddoppio scatta non solo per i reati di mafia, ma anche per maltrattamenti contro i familiari, incendio colposo, violenza sessuale ecc. Qualcuno vuole spiegarci perché i maltrattamenti contro i familiari o l’incendio colposo sono più meritevoli di prescrizione doppia rispetto ai reati di corruzione e dei colletti bianchi? Da un lato si sbandiera la volontà contrastare l’economia illegale tessendo la trama di nuove norme antiriciclaggio, dall’altra si sfila la stessa tela mediante la politica degli scudi fiscali, come è avvenuto in passato, o mediante l’elevazione a 3mila euro dell’utilizzo del contante, per favorire i consumi. Un gioielliere mio amico mi confidava che molti evasori fiscali, traffichini, personaggi in odore di corruzione disertavano il suo negozio perché si rifiutava di accettare pagamenti in contanti sopra la soglia consentita. Oggi – mi diceva sconsolato – come commerciante sono contento, come cittadino rispettoso della legalità mi sento frustrato.
Non va meglio nel contrasto alla mafia. L’uso della violenza diventa sempre meno indispensabile. Non c’è più bisogno di intimidire perché non si trovano più ostacoli alle proprie pretese. È solo questione di prezzo: il numero delle persone in vendita aumenta di giorno in giorno. Inoltre un uomo comprato è meglio di uno intimidito perché il primo non ha motivo di tradirti o denunciarti. Ormai il concorso esterno di colletti bianchi negli affari mafiosi è in via di progressivo superamento, come pure l’associazione mafiosa di tipo classico. Sempre più spesso si assiste al fenomeno del concorso esterno di mafiosi negli affari sporchi dei colletti bianchi. All’ombra della corruzione, giorno dopo giorno vengono celebrati mille segreti matrimoni d’interessi tra élite mafiose e settori della nomenclature al potere che danno vita a sistemi criminali integrati.

I MEDIA GOVERNATIVI PLAUDONO A UNA DIMINUZIONE DELLA DISOCCUPAZIONE
Peccato che sia diminuita anche l’occupazione.
.

Mathias77
Secondo il report appena uscito sui flussi del lavoro in Europa di Eurostat, l’Italia con il 35,7% è il Paese in cui è maggiore la percentuale di disoccupati che dal primo trimestre del 2015 al secondo sono passati ad essere inattivi. La media UE è del 16,8%.
.
Cobra89
Quando una parte della stessa maggioranza accusa il governo di favorire l’evasione fiscale è ovvio che si è nel caos più totale.
Non si sa quanto si potrà andare avanti ancora con questa maggioranza sgangherata che ormai non si sa più nemmeno bene da chi sia composta.
Intanto i dati economici restano pessimi: secondo quanto riportato dall’Eurostat l’Italia ha un numero di disoccupati inattivi (cioè che hanno rinunciato a cercare lavoro) del 35% contro una media europea del 16%.
Altra chiara conferma del fallimento del Jobs Act.

MA MI FACCIA IL PIACERE
Marco Travaglio

“Corruzione molto diffusa. Anche la politica deve agire” (Giuseppe Pignatone, procuratore di Roma). Accusa ingiusta: la politica, per la corruzione, sta già facendo abbastanza.

Gemellaggi. “L’ira di Renzi: ‘I giudici non possono trattarmi come Berlusconi’” (la Repubblica). Al massimo come Verdini.

Pensieri. “Falso dire che pensiamo più alle intercettazioni che alla lotta antimafia” (Enrico Costa,Ncd, viceministro della Giustizia). All’antimafia non ci pensiamo proprio.

Senza vergogna. De Magistris resta la prescrizione…Il sindaco di Napoli si salva ma grazie alla prescrizione”. Infatti l’hanno assolto. Capito Fusani?Ripeti con noi: as-sol-to. Ce la puoi fare.

Distinguo. “Il governatore Vincenzo De Luca: ‘Penoso confondermi con De Magistris’”. Giusto: De Magistris è innocente.
..
CROZZA I WURSTEL E MARINO

Dopo l’annuncio dell’OMS sceso del 30% il consumo di carne

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/oms-crozza-merkel-sfortunata-dopo-la-volkswagen-ora-anche-il-wurstel/216276/215460


..
La curcuma come potente antidepressivo

Abbiamo sempre considerato la curcuma un alimento dalle molteplici proprietà. Sono note ormai le sue azioni di protezione da Alzheimer e Parkinson, la sua azione antitumorale e la sua azione antidiabetica.
Fin dal 2008 si è parlato della sua possibile azione antidepressiva, ma un lavoro pubblicato nel Luglio 2013 su Phytotherapy Research ne ha definito finalmente anche la forza (Sanmukhani J et al, Phytother Res. 2013 Jul 6. doi: 10.1002/ptr.5025. [Epub ahead of print]). La curcuma, ad un dosaggio appena superiore a quello usato come preventivo per la degenerazione nervosa (Alzheimer), può essere usata per controllare la depressione. La curcuma, insomma, può essere paragonata a tutti gli effetti ad un antidepressivo come la fluoxetina. Con effetti collaterali praticamente inesistenti.
Nel lavoro, effettuato utilizzando una scala di Hamilton per la valutazione dello stato depressivo, sono stati trattati pazienti affetti da Disturbo Depressivo Maggiore, per 6 settimane. È interessante notare che l’effetto sulla depressione è stato positivo e valido sia in quelli trattati con la sola curcuma, sia in quelli trattati con la sola fluoxetina.
Il gruppo trattato con entrambe le sostanze ha invece mostrato un effetto ancora più intenso. Come se cioè le due sostanze agissero attraverso due sistemi differenti, determinando, con la loro interazione, un effetto sinergico positivo.
Un dosaggio di curcumina di 900-1000 mg al giorno può essere ottenuto facilmente con la semplice integrazione alimentare (ad esempio Fitocurcuma) e questo tipo di azione legata ad un semplice integratore ci riporta al valore di alcune sostanze (come l’Inositolo presente in Zerotox Inositox) che riescono a generare un’azione antidepressiva attraverso il riequilibrio di sistemi fisiologici in modo naturale e con meno effetti collaterali di molti farmaci classici.
Per capire che la natura può continuare ad aiutarci nella nostra vita in modo spesso più semplice di quanto si pensi.
.
http://masadaweb.org

.

1 commento »

  1. Ho imparato a evitare discussioni troppo accese con persone distanti politicamente da me. si rischia di arrabbiarsi inutilmente e forse di rovinare un’amicizia. anche perchè ormai i conflitti sono così radicalizzati che non si riesce più a controllarsi. basterebbe solo pensare che noi ci scanniamo per “loro” e loro si fanno i loro affari senza tenerci in nessun conto. ma ne vale la pena?
    tanto poi ognuno resterà della sua idea, e ci resterà solo l’astio e l’amarezza.
    ormai mi sono convinta che siamo già in un regime, un regime che non usa più armi e sangue per assoggettare le persone, ma sofisticati sistemi di controllo psicologico e mediatico. e, come ho detto più volte, erano meglio i regimi con la faccia feroce, perchè prima o poi passavano il limite e inducevano alla rivolta.
    da questo blob vischioso sarà impossibile liberarsi, quindi tanto vale cantare “let it be”

    Lily

    Commento di MasadaAdmin — novembre 2, 2015 @ 8:04 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: