Nuovo Masada

settembre 20, 2015

MASADA n° 1684 20-9-2015 COME MUORE UNA DEMOCRAZIA

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MASADA n° 1684 20-9-2015 COME MUORE UNA DEMOCRAZIA
Blog di Viviana Vivarelli

La lotta di Renzi per distruggere il Senato – Bicameralismo e monocameralismo – Anche Mussolini abolì il Senato – I risparmi del piffero- I proclami dittatoriali di Renzi – Un sondaggio di Episteme dà il M5S al primo posto – La Boschi ha detto. “Abbiamo i numeri!, forse per questo imbarcano cani e porci – Gli 80 euro li abbiamo pagati tre volte in tasse – Marino, un sindaco subacqueo – Il Pd, partito di malfattori – Rapporto sull’Italia del World Economic Forum- L’Italia dell’evasione fiscale programmata – Svizzera paradiso degli anziani, Italia fanalino di coda – Le sette bugie per la riforma del Senato – Lo sfascio di Roma

(Nelle immagini: le scritte sui muri)

Dal punto di vista politico abbiamo nel nostro programma delle riforme: il Senato deve essere abolito.” Mussolini, 23 mar 1919

Il Pd ama talmente tanto i poveri che quando governa vuole che aumentino” (Montanelli)

L’ottimismo a tutti i costi è patrimonio genetico dei cretini” (Pippo)

Un colpo di stato portato avanti per assenza di opposizioni “ (Omero Muzzu)


Nuova Costituzione con abolizione del Senato e tutti i poteri in mano a uno solo.
Renzie: “… e ce la copieranno in tutto il mondo… La chiameranno Magna-Magna Charta !!!
Illegalitè, Fraternitè Massonèe, CasedeLibertè !!!” (Luigi)
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Alessandro
Per la verità, con il combinato disposto Italicum-nuovo Senato, sarà del tutto inutile votare: le elezioni saranno finte per i deputati (per due terzi nominati dai partiti come capilista bloccati) e abolite per i Senatori (tutti cooptati dai consigli regionali).
E il Premier controllerà tutto: Parlamento, Governo, Quirinale, Corte costituzionale, Rai e Csm, cioè magistratura, realizzando un sogno (anzi un incubo) che forse nemmeno B. aveva osato accarezzare. Per questo Renzi non può condannare il berlusconismo: non è mica un cannibale.”
La decisione di procedere con una seduta fiume è senza precedenti nella storia delle riforme costituzionali. L’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, per la stesura della Costituzione della Repubblica Italiana, svolse le sue sedute fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. Quindi oltre un anno e mezzo, senza nessuna fretta sospetta a rifilarci “il pacco”, e… con tutto il rispetto della Boschi, fu realizzata da persone dello spessore politico di Calamandrei e di Pertini.

Come diceva Battiato ….: “in Parlamento ci sono delle troie (entrambi i sessi) che farebbero di tutto….
Ma nel Paese dove domina la menzogna si punisce chi dice la verità.
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Emilio M.
Renzi e la Boschi hanno dichiarato: “E’ una riforma attesa da 70 anni” (peccato che la Costituzione ne abbia solo 67).
Cioè, secondo questi tangheri, gli Italiani volevano cambiare il Senato e il bicameralismo ancora prima di entrare in funzione??? Siamo nelle mani di gente senza cervello per non parlare della mancanza di coscienza etica e politica.
Queste dichiarazioni sono di una stronfiaggine talmente cretina che dovrebbero vergognarsene pure i figli di Renzi.
Quella somara della Boschi fa eco ai ragli di quel somaro di Renzi.. e per fortuna che Renzi ha messo costei a fare il Ministro degli Affari Costituzionali!! E per fortuna che gli incompetenti e i disinformati erano i 5stelle. La battuta: “Sono 70 anni che aspettiamo la riforma di bicamerialismo” sta facendo ridere tutto il mondo, peggio del tunnel della Gelmini!
Si chiede Travaglio : “Chissà quali libri hanno letto e quali sostanze hanno assunto i due somari che tengono in ostaggio la Costituzione, per farsi l’idea che 70 anni fa, cioè nel 1945, dubito dopo la liberazione dal nazifascismo e dalla guerra civile, gli italiani scendessero in strada scandendo slogan contro il bicameralismo paritario e contro il resto della Costituzione due anni prima che questa fosse scritta. Forse non guasterebbe la lettura di qualche libro di storia, anche in formato bignami, o qualche seduta in una Comunità di recupero per insegnare ai due padri ricostituenti qualche rudimento di cultura generale, utilissimo per colmare le loro lacune e risparmiar loro altre scemenze”.
…si può serenamente escludere- scrive Travaglio. che negli anni successivi alla Costituzione qualcuno invocasse una riforma…Fu negli anni 70-80 che i partiti cominciarono a scaricare sul Parlamento le colpe della loro inconcludenza, corruzione e rissosità, spacciando alla gente l’illusione che eliminando il Senato o privandolo del voto di fiducia l’Italia sarebbe diventata una democrazia efficiente. Ma nessuno abboccò: l’opinione pubblica seguitò a fregarsene bellamente e nessuno versò una sola lacrima dinanzi al naufragio delle orribili riforme costituzionali tentate dalle varie commissioni bicamerali (Bozzi, De Mita-Iotti, D’Alema-Berlusconi). Anche perché i dati parlano chiaro: se certe leggi impiegano tanto a uscire approvate dal Parlamento non è perché ci siano due Camere anziché una e mezza, ma perché da sempre i partiti litigano fra loro, o più spesso al proprio interno. Quando invece le maggioranze vanno d’accordo, i tempi sono rapidissimi. In media, fra Camera e Senato, 53 giorni per le leggi ordinarie, 46 per i decreti e 88 per le Finanziarie. Solo la loro misera penuria di argomenti può portare Renzi & Boschi a gabellare la loro schiforma per un evento epocale “atteso da 70 anni”. Ma atteso da chi? Secondo l’ultimo sondaggio Ipsos per il Corriere, solo il 3% degli italiani conosce la riforma del Senato “nel dettaglio”, un altro 28% “a grandi linee” e tutti gli altri – la stragrande maggioranza – non ne sanno nulla, per dire con quanta ansia la attendono da 70 anni. … Evidentemente Renzi & Boschi frequentano gli unici due o tre squilibrati che non vedono l’ora di non eleggere più i Senatori per farli nominare da quelle associazioni per delinquere che sono quasi tutti i consigli regionali, con l’aggiunta dell’immunità parlamentare. Eppure la bella addormentata nei Boschi delira, sempre sul Corriere, di un non meglio precisato “impegno da mantenere con i cittadini”: e quando mai ha preso quell’impegno, e con quali cittadini, visto che il suo partito arrivò primo alle ultime elezioni del 2013 promettendo di far eleggere direttamente tutti i parlamentari dopo 10 anni di Porcellum? Poi vaneggia di una fantomatica “esigenza di rispettare la data del 15 ottobre” (fissata da chi? e perché non il 15 novembre, o dicembre, o gennaio?) dinanzi all’“Europa” che “ci riconosce spazi finanziari di flessibilità se in cambio facciamo le riforme”: come se la flessibilità sul rapporto deficit-Pil c’entrasse qualcosa col Senato.
Alla fine però la Boschi confessa: “Faccio sogni molto più belli che quello di fare il Premier”. Ecco svelato l’arcano. Le boiate che dice e purtroppo scrive nella nuova Costituzione deve avergliele dettate in sogno qualcuno che a noi pare di conoscere: crapa pelata, mascella volitiva, mento e labbro inferiore sporgenti. La trovata delle riforme attese da 70 anni può venire soltanto da lui. Fu proprio 70 anni fa che l’Italia abolì il bicameralismo imperfetto creato da Mussolini: cioè la Camera dei Fasci e delle Corporazioni (membri non eletti, ma nominati dal Gran Consiglio del Fascismo presieduto dal Duce, dal Consiglio nazionale del Partito fascista presieduto dal Duce e dal Consiglio nazionale delle Corporazioni presieduto dal Duce) e il Senato del Regno (membri non eletti, ma nominati a vita dal Re su input del Governo). Due Camere di nominati con funzioni diverse, ma relegate a un ruolo ancillare del Governo.
Mutatis mutandis, è quello che ci aspetta con la Camera dei nominati (i capilista bloccati dell’Italicum) e il Senato dei nominati (i Senatori paracadutati dalle Regioni). Manca solo l’articolo 2 della legge fascistissima 19.1.1939 n. 129: “Il Senato del Regno e la Camera dei Fasci e delle Corporazioni collaborano col Governo alla formazione delle leggi”. Ma questo, oggi, è sottinteso.
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… e sarebbero stati i 5stelle gli incompetenti???!!
Mischiare le elezioni politiche (Senato) con quelle amministrative (Enti locali), che rispondono a criteri elettorali e funzionali diversi, e mescolare potere legislativo (Parlamento) col potere esecutivo (organi amministrativi) è una tale bestemmia rispetto alla divisione di poteri postulata da ogni sistema civile che può farlo solo un bifolco della democrazia! (Viviana)

Cristina Correani
Si continua a ripetere che le due Camere sono un grave problema: impediscono alle leggi di poter essere discusse e approvate in tempi brevi, forse è per questo che per approvare la riforma Fornero ci hanno messo meno di due settimane e non sono bastati ventuno anni per scriverne una decente sul conflitto di interessi??
Eh sì, la riforma costituzionale è proprio il primo problema degli italiani che tutte le mattine si svegliano con l’annosa questione sulla quale riflettono tristemente mentre si fanno il caffè: “La Boschi, riuscirà o no a farsi mettere nei libri di storia in qualità di madrina costituente?”
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Cinzia
Ciò che si sta attuando in Italia è la dittatura della minoranza. Un ristretto gruppo di aspiranti oligarchi, in campo solo per difendere i propri interessi, ha deciso scientemente di impadronirsi del potere. Già i professori. Canfora e Zagrebelsky avevano descritto in un saggio come le neo oligarchie si infiltrino con una maschera democratica per oscurare l’aspetto usurpatore dell’operazione. I nuovi oligarchi rispondono solo alle lobby italiane ed internazionali. Dietro la maschera dell’attivismo in realtà puntano all’autoconservazione gattopardesca che impone di svuotare le contrapposizioni politiche e di annullare così la dialettica degli opposti propria delle democrazie. Con i loro entusiasti supporter rappresentano meno del 20% dell’elettorato complessivo tenuto conto che tra astenuti ed incerti si raggiunge la notevole quota del 59%. Così un esiguo gruppo di Italiani mai eletti e i loro seguaci stanno decidendo le sorti future del nostro paese e ci stanno consegnando a questa forma di dittatura. Forse per una presa di coscienza generale occorrerà far riflettere che una Costituzione ben funzionante e capace di armonizzare le contraddizioni faccia un gran bene agli interessi privati di tutti

I RISPARMI DEL PIFFERO
Viviana
E ci sono pure i cretini che vengono a parlarci di ‘risparmi’!!??
Se volevano risparmiare sul baraccone parlamentare, bastava ridurre i parlamentari a un numero proporzionale a quello degli USA che con 318 milioni di abitanti (noi ne abbiamo 60) ha nel suo Parlamento 400 membri, mentre noi nel nostro Parlamento ne abbiamo 949. Mantenendo le proporzioni, dovremmo avere un Parlamento di 75 persone. Ma mettiamone pure 200. Risparmieremmo su 800 parlamentari e non sarebbe poco, anche visto che di solo stipendio ogni parlamentare costa in media allo Stato italiano quasi 2 milioni di euro l’anno. Con 800 parlamentari in meno avremmo risparmiato 1600 milioni l’anno, senza contare rimborsi spese, benefit e vitalizi. Altri risparmi si sarebbero fatti riducendo i loro stipendi alla media europea, eliminando abomini come quello per cui chi ha fatto anche solo un giorno di Parlamento si becca per sempre 3.500 euro al mese di vitalizio. Altri risparmi sarebbero venuti riducendo gli stipendi come si è fatto il M5S e versando il sovrappiù in aiuto alle piccole e medie imprese e passano la spugna su altri abomini, come i 2.200 dipendenti parlamentari che partono da 76.000 euro l’anno e arrivano a 240.000. 600 di questi sono oltre la soglia dei 200.000 euro. E’ la concentrazione di superstipendi pubblici più imponente d’Europa ed è anche ridicola visto che Mattarella guadagna 240.000 euro e un dipendente del Parlamento può guadagnare più di lui. La Boldrini ha messo un tetto nemmeno piccolo di 240.000 euro l’anno, che non viene nemmeno osservato per cui c’è chi prende pure di più.
Il segretario generale della Camera: 480.000 euro (il doppio del Mattarella), un consigliere parlamentare: 318.000. Il barbiere del Parlamento: 136.000 !!
I 395 commessi parlamentari vanno da 34.559 euro a 136.120. E c’è chi viene a dirci che si deve cambiare il Senato per fare risparmi?????? Ma vadano a prendere in giro qualcun altro!
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Alessandro
Renzi sembra un dittatore.
– “La legge sul lavoro è intoccabile (da come l’ho fatta io)”.
– “Sulla legge elettorale non si discute”; quella pessima legge elettorale incostituzionale e dittatoriale fatta in due in una stanzetta con il suo sodale Berlusconi.
– “La legge è blindata”, sulla riforma del titolo V della Costituzione, funzionale alle privatizzazioni selvagge.
– “Non lascio a nessuno il diritto di veto sulle riforme!”
– “Sul jobs act non torno indietro di una virgola.”
– “L’Italicum non è negoziabile.”
– “Non accetto veti da nessuno”, sulla elezione del Presidente della Repubblica.
– “Non sono ricattabile”, sull’Italicum (19 gennaio 2015 e 13 febbraio 2015).
– “Non metterò mai il Pd in condizione di prendere decisioni su viale Mazzini”. Renzi 19 maggio 2014
– “Sulla scuola non mollo. Ascoltare non vuol dire assecondare. (17 maggio 2015)
– “Discutiamo su tutto, ma articolo 2 non si tocca”. Sulla riforma del Senato
Siamo in pre dittatura?

SONDAGGIO EPISTEME

Il sondaggio che fa tremare il Pd, ce ne parla Alberto Maggi: in un articolo su Affaritaliani:
http://www.affaritaliani.it/politica/sondaggio-clamoroso-m5s-primo-partito-383412.html

I sondaggi politico-elettorali danno tutti il Pd in testa, anche se in calo di 8 punti rispetto alle Europee . Ma c’è una rilevazione, ufficialissima che è stata pubblica sul sito dei sondaggi del Governo, che dà risultati clamorosi. Secondo l’istituto Episteme al 1° posto e con un margine netto e ampio sul 2° non c’è il Pd ma il M5S

Il sondaggio tiene conto anche degli indecisi e di chi voterebbe scheda bianca o nulla. Considerando tutti gli elettori, il M5S è la prima forza italiana con il 20%. Considerando i soli votanti, sale al 33,2% mentre il Pd si ferma al 24,9% , sotto dunque di più di 8 punti dai grillini. Al 3° posto la Lega, Forza Italia sotto il 10, Sel al 4,8%, Fratelli d’Italia al 4,3%, Rifondazione Comunista 1,8%, Verdi e Ncd 1,2%, l’Udc 0,5%, Scelta Civica vale appena lo 0,3%.

ALESSANDRO GILIOLI

i sondaggi sono da prendere con le pinze. Delle rilevazioni fatte ad agosto e con sole 500 interviste, sarebbe meglio non parlare nemmeno. Inviterei quindi alla massima prudenza nella valutazione di quello pubblicato oggi su La Stampa, firmato Piepoli.
Ma a qualcosa servono i sondaggi: a capire un po’ le tendenze, cioè i movimenti in corso nell’opinione pubblica rispetto alla politica.
In questo senso, da diversi mesi a questa parte, il trend è omogeneo: il Pd è gradualmente sceso sette-otto punti sotto il 40,8 delle Europee (ma resta sempre sopra le politiche del 2013, quando ebbe il 25%); il Movimento 5 Stelle è in crescita sul 2014, mentre rispetto al 25% preso alle politiche di due anni fa è dato o appena sotto (Datamedia e Ixé) o addirittura sopra (Scenaripolitici e Piepoli, appunto). (Episteme lo dà addirittura come primo partito al 30% sopra il Pd).
La tendenza attuale è di una decrescita del Pd (rispetto al primo boom Renziano) e di una crescita dei 5stelle (rispetto alle europee).
Ha voglia Renzi di strombazzare a reti unificate lo zero virgola di aumento del Pil e dell’occupazione: la percezione della crisi è molto più profonda di quanto possa lui e Poletti straparlino. Del resto, si sa che per uscire da questa recessione ci vorranno anni (il Fm ha parlato di 20 anni!) . Quindi la campagna dell’ottimismo del Premier, per quanto molto amplificata dai media, rischia di avere anche una componente di boomerang: per via delle aspettative che essa crea e del loro stridere con la quotidianità. Nulla come la delusione aumenta i consensi nell’opposizione, quale che essa sia.
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GUSTAVO ZAGREBELSKY

La prima vittima dell’illusione trionfalistica è il Parlamento. Nel progetto di Renzi, il Parlamento deve essere solo un supporto ubbidiente del Governo. Altrimenti, è non solo inutile, ma anche controproducente.
Le riforme in campo sono tutte orientate all’umiliazione del Parlamento, nella sua prima funzione, la funzione rappresentativa. Che cosa significano le leggi elettorali, che prevedono la scelta dei candidati attraverso le “liste bloccate” stilate direttamente dai capi dei partiti o attraverso la farsa delle cosiddette “primarie”, se non l’umiliazione di quella funzione nazionale: trionfo dello spirito gregario o del mercato dei voti. Il prodotto degradato, se non avariato, è davanti agli occhi di tutti. Così, mentre dalle istituzioni ci si aspetterebbe ch’esse tirassero fuori da chi le occupa il meglio di loro stessi, o almeno non il peggio, di fatto avviene il contrario.
Queste istituzioni inducono alla piaggeria, alla sottomissione, all’assenza di idee, alla disponibilità nei confronti dei potenti, alla vigliaccheria interessata o alla propria carriera o all’autorizzazione ad avere mano libera nei propri affari sul territorio di riferimento. Per essere eletti, queste sono le doti funzionali al partito nel quale ti arruoli. Non devi pensare di poter “fare politica”. Non è più il tempo: il tempo è esecutivo!
Una prova evidente, e umiliante, dell’inanità parlamentare è la vicenda che ha agitato la vita politica negli ultimi due anni: la degradazione del Senato in Camera secondaria che dovrebbe avvenire col consenso dei Senatori. Si dice loro: siete un costo, cui non corrisponde nessun beneficio; siete un appesantimento dei processi decisionali, cui corrisponde non il miglioramento, ma il peggioramento della qualità della legislazione. Sì, risponde il Senato: è così. Finora siamo stati dei parassiti inutili e dannosi e siamo grati a chi ce ne ha resi consapevoli! Sopprimeteci!
Vediamo più da vicino questo caso da manuale di morte pietosa o suicidio assistito nella vita costituzionale.
Il Senato come concepito nella riforma moltiplica la dissipazione. Si poteva fare diversamente: chiedere requisiti d’esperienza, competenza e moralità particolarmente rigorosi, contenuti in regole di incandidabilità, incompatibilità e ineleggibilità misurate sulla natura dei compiti assegnati agli eletti. Fantasie. I riformatori costituzionali pensano ad altro: a eliminare un contrappeso politico, ad accelerare i tempi. Non riuscendo a eliminare, puramente e semplicemente, un organo, che così come è si ritiene inutile, anzi dannoso, si sono persi in un marchingegno la cui assurda complicazione strutturale – le modalità di estrazione dei nuovi “Senatori” dalle assemblee locali – e procedimentale – i rapporti con l’altra Camera – verrà alla luce quando se ne dovesse sperimentare il funzionamento.
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LA BOSCHI HA DETTO: ABBIAMO I NUMERI
Viviana

Hanno legalizzato il voto di scambio, hanno fatto in modo che i partiti fossero finanziati senza controlli di legalità, hanno difeso i propri delinquenti dai giudici, tagliano le intercettazioni, accorciano i tempi delle prescrizioni, candidano indagati e condannati, ed ora difendono una schifezza come l’umiliazione del Senato che cessa di essere un organo eletto dai cittadini per diventare un gruppo di nominati a servizio del Governo, pescati da quell’oceano di nefandezze che sono gli enti locali. Tutto questo è platealmente una deriva autoritaria antidemocratica e illegittima. E se non è un regime questo..!
I Renziani sono così sicuri di “avere i numeri” che ora Renzi si apre anche al soccorso mafioso. A Otto e mezzo Rampini aveva detto a Renzi che non si può predicare il rispetto delle regole ai migranti appena sbarcati “quando intere Regioni sono in mano alla mafia”. E la risposta di Renzi è stata sbalorditiva: “NON SI PUO’ DIRE che ci siano intere Regioni in mano alla mafia”. Ma va? L’abbiamo sdoganata come la destra fascista o cosa? Travaglio parla di ‘negazionismo mafioso’ e vorrei vedere come è sobbalzato Saviano o cosa hanno pensato quelli della Dia o i tanti volontari come quelli di Libera che lottano a rischio della vita contro l’idra dell’associazione criminale più grande del mondo. Insomma, prosegue Travaglio “se è lecito attaccare la Bindi che ha detto che la camorra è un elemento costitutivo della Campania, sarà lecito anche accettare da Renzi che la mafia non esista più, allora si può eliminare il 41 bis, il reato di collusione mafiosa e l’ergastolo!” Guarda caso, la sentenza su Contrada ha riattivato la propaganda berlusconiana per tirare fuori di galera Dell’Utri e la Moretti va a cena col gemello di Dell’Utri. E guarda caso Renzi ha bisogno di voti per il Senato. Il mercato delle vacche è anche questo. Tutto è lecito quando niente è legittimo
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BICAMERALISMO E MONOCAMERALISMO
Alcuni paesi federali o i singoli stati membri (come quelli Stati Uniti o Australia) hanno organi legislativi bicamerali. Solo due stati di questo tipo, il Nebraska negli Stati Uniti e il Queensland in Australia, hanno adottato un sistema monocamerale.
Sono bicamerali Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Germania, India, Malesia, Pakistan, Russia, Sudafrica, Svizzera e Stati Uniti

La Costituzione italiana prevedeva un maggiore decentramento dei poteri dello Stato e più poteri alle Regioni. Al contrario Renzi accentra su di sé ogni potere mentre scarica sulle Regioni tutte le spese dello Stato.
Se lo scopo della scomparsa del Senato fosse il risparmio, basterebbe ridurre il numero dei parlamentari e le spese del carrozzone statale, ma questo Renzi non lo fa.
Se lo scopo fosse quello di fare più leggi, visto che ne abbiamo più di 150.000, ciò sembrerebbe del tutto folle.
Se lo scopo fosse di farne più velocemente, credo che di leggi fatte male e in fretta ne abbiamo fin troppe.
Lo scopo allora qual’è?
Togliere al cittadino un altro diritto elettorale cioè diminuire la democrazia?
Non mi sembra che il Senato che ha in mente Renzi, fatto di gente nominata da lui e presa da quel verminaio di ladri che sono gli enti locali (in cui il 50% è indagato o condannato) porterà al Paese benessere e civiltà anche se i nominati godranno di ogni impunità contro giudici e processi come gli attuali senatori. L’abolizione dell’attuale Senato ha lo scopo di affrettare l’avvento di un presidenzialismo assoluto che in Italia, senza contrappesi, sarà un evento letale.
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Mimmo
Resta una sola cosa da dire: siamo in mano a dei criminali che non sanno più cos’è la vergogna. Al massimo finiranno in qualche villa agli arresti domiciliari aspettando lo sconto della pena. Una passeggiata, considerato tutti i soldi che hanno rubato. Qua bisogna fare subito una legge che li faccia rimanere nel carcere vero. Altrimenti succede come sta succedendo adesso che quello che ruba il pane al supermercato perché non riesce a tirare avanti si fa il carcere vero e quelli che rubano milioni di euro si fanno l’anno sabbatico in casa con la colf che gli prepara aragosta e caviale con un calice di champagne
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Vincenzo Antona
Al CARA di Mineo sono ospitate in media 3500 persone. Per il loro mantenimento vengono erogati mediamente euro 35 giornaliere pro capite. 35 x 3500 vuol dire 122.500 euro giornaliere che per 365 giorni fanno una cifra totale di 122.500 x 365 = 44.712.500 quarantaquattromilionisettecentododicimilacinquecento euro.
Facendo i conti, ed io li ho fatti, tolte tutte le spese si ha un utile almeno del 30%, vale a dire circa 13 milioni e mezzo annui.
Noi di parliamo di società, di futuro, ma qualcuno invece parla di denaro.
Stanno continuando a spolpare la nostra società.
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GLI 80 EURO LI ABBIAMO RIPAGATI TRE VOLTE TANTO IN TASSE
Alessandro
Renzi promette di abbassare le tassa ma le tasse agli italiani non le ha mai abbassate, semmai le ha aumentate. Per pagarsi la campagna elettorale alle europee con gli 80 euro dati a maggio 2014 ha tagliato ai Comuni 6.9 miliardi di euro e, a ottobre, per dare 80 euro alle neo mamme ha tagliato altri 4 miliardi di euro alle Regioni. Un totale di 11 miliardi di euro. I Comuni e le Regioni, per compensare i tagli, hanno aumentato le tasse e tagliato i servizi. Gli italiani hanno pagato più tributi regionali e comunali e hanno avuto meno servizi pubblici essenziali: treni regionali, trasporti, ticket, servizi sanitari a pagamento, asili, mense scolastiche, servizi agli anziani, agli handicappati. Gli stessi percettori hanno restituito gli 80 euro… con gli interessi. Inoltre, il Governo Renzi per compensare gli 11 miliardi di euro, con la manovra finanziaria di dicembre, ha aumentato le tasse di 11 miliardi, cioè un terzo della manovra finanziaria di oltre 30 miliardi.
Gli 80 euro gli italiani li hanno pagati tre volte: con i maggiori tributi comunali, con i maggiori tributi regionali, con i tagli sui servizi pubblici comunali e regionali… e con le tasse dello Stato!

UN SINDACO SUBACQUEO
Viviana
Povero Marino! Non ne azzecca una! Attacca i sindacati e li minaccia di rappresaglia. Dice alla destra: “Fascisti, carogne / tornate nelle fogne”. Fa il segno della vittoria durante la contestazione dei 5stelle e li sfotte. Quando gli dicono che il prefetto Gabrielli prenderà quasi totalmente il suo posto surrogando le sue funzioni, risponde: «Come sapete non leggo i giornali, a casa li usiamo per incartare il pesce e le uova». Quando va nella Roma più degradata, una signora gli si avvicina: «La città è sporca ed è una buffonata che lei venga qui stamattina solo dopo che hanno spazzato le strade. Sapevano del suo arrivo e hanno pulito. Venga domani. Questa città fa schifo». Lui ribatte piccato: «Se ne vada. E provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare». Insomma non è vero che Roma è sporca. Sono i Romani che sono cretini! Ma è tenace, dice che Milano è stata fondata dai Romani (e quando mai?) e che Martini fu fatto vescovo da Paolo VI (veramente da Giovanni Paolo II ovvero Voitila). Giura di non aver mai conosciuto Buzzi (ed è sconfessato dalle foto). Ama talmente le vacanze che in due anni ne fa 15, sei volte in USA e l’ultima (quando a Roma imperversavano mafia capitale e i Casamonica) ai Caraibi. Insomma ha fatto una vacanza ogni 48 giorni. E quando alle fine di agosto si discuteva del commissariamento di Roma e dunque della sua sorte, non si è dato nemmeno la pena di tornare. Quando Roma rovente era su tutte le prime pagine e il Pd si arrampicava sugli specchi per capire come fare per non dichiarare sciolta la capitale per mafia (ma intanto scioglieva l’amministrazione di Ostia per lo stesso motivo) lui era bellamente assente a fare le immersioni subacquee.
Qualche volta capita per qualche italiano che il cervello sia in fuga, ma il corpo sulla poltrona, per nostra disgrazia, rimane.
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MARINO E LE SUE GAFFE
Annamaria
“Sembrerebbe incredibile se non fosse vero.” E’ assolutamente così: lo sbigottimento a fronte di tante, madornali gaffe di Marino è davvero forte.
Devo dire che di Ignazio Marino: dell’uomo, del professionista, del politico anche (abbastanza estraneo alle logiche di potere del suo partito), avevo un’idea ‘moderatamente’ positiva; ma gli eventi degli ultimi mesi mi hanno costretta a rivedere totalmente quel giudizio, consegnandomi una persona incapace, superficiale, incompetente, assolutamente nociva per questa città.
E gli errori di comunicazione e di immagine, così madornali da sembrare irreali, sono il segno molto chiaro di un vuoto di sostanza, un vuoto politico pauroso.
Per questo Marino avrebbe dovuto andarsene da un pezzo. Ma non se ne va: se anche lo volesse NON PUO’ andarsene.
Il Pd, terrorizzato dai 5Stelle, ha deciso di tenerlo in ostaggio, messo sotto tutela, ridotto a simulacro svuotato di ogni funzione e competenza.
Una operazione e sostituzione di potere autoritaria e violenta, l’esecutivo che invade e si appropria illegalmente del Governo di una città.
Mai accaduto niente di simile. Ennesima vergogna infinita.

MALFATTORI DEM
bella ciao.org

Nel febbraio 2013 il segretario del Pd era Pier Luigi Bersani e, scavando negli archivi, si scopre che gli impresentabili dem erano“soltanto” 7 su 40. A dicembre dello stesso anno Renzi ha conquistato il partito e i 7 sono diventati 27 (due sottosegretari e 25 parlamentari), e di mezzo c’è pure l’arrestato (ora ai domiciliari) Francantonio Genovese. Ecco l’elenco:
-Francesca Barracciu, sottosegretario. Richiesta di rinvio a giudizio: accusa di peculato per l’utilizzo di 78.000 euro di fondi da consigliere regionale sardo.
-Vito De Filippo, sottosegretario. Imputato nel processo “Rimborsopoli” che ha coinvolto oltre 40 consiglieri uscenti della Regione Basilicata.
-Luisa Bossa, deputata. Indagata per corruzione nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti di Ercolano, dove è stata sindaco per dieci anni.
-Matteo Richetti, deputato. Indagato per peculato nel processo sui rimborsi spese in Emilia-Romagna. Ha chiesto il rito abbreviato.
-Daniela Valentini, senatrice. Indagata nell’inchiesta che coinvolge ex consiglieri della Regione Lazio riguardo la gestione dei fondi dei gruppi.
-Francesco Scalia, Senatore. Nella stessa inchiesta della Valentini sui fondi regionali, compare il nome dell’ex Presidente della Provincia di Frosinone.
-Claudio Moscardelli, Senatore. Spese pazze in Regione Lazio, indagato il politico di Latina. L’inchiesta di Rieti è passata per competenza a Roma.
-Carlo Lucherini, Senatore. Nel fascicolo sulle spese pazze in Regione, adesso nelle mani dei pm di Roma, c’è anche il politico di Monterotondo.
-Marco Di Stefano, deputato. Indagato per corruzione nell’inchiesta su una presunta tangente da 1,8 milioni. Coinvolto pure nelle spese pazze laziali.
-Francesco Sanna, deputato. Coinvolto nell’inchiesta sui rimborsi pubblici ai gruppi durante la scorsa legislatura regionale sarda.
-Giuseppe Luigi Cucca, Senatore. Il capogruppo dem in Giunta per le autorizzazioni, di solito clemente con i colleghi, è indagato per peculato.
-Paolo Fadda, deputato. L’ex sottosegretario del Governo Letta è indagato nell’inchiesta-bis sulle spese dei consiglieri regionali sardi.
-Francantonio Genovese, deputato. Dopo un periodo in carcere, è da poco ai domiciliari. È accusato di associazione a delinquere, truffa e frode fiscale.
-Maria Tindara Gullo, deputato. A processo per falso ideologico nell’inchiesta messinese “Fake”. Vicina a Genovese, cercò di salvarlo dagli arresti.
-Claudio Broglia, Senatore. È accusato di non aver denunciato truffe di famiglie che hanno ricevuto illegittimamente contributi per il sisma del 2012.
-Nicodemo Oliverio, deputato. Imputato per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale aggravata processo patrimonio Dc.
-Andrea Rigoni, deputato. Condannato in primo grado a 8 mesi e poi prescritto in appello per lavori abusivi nella sua villa.
-Salvatore Margiotta, deputato. Condannato in appello a 18 mesi per turbativa d’asta e corruzione: appalto per la costruzione del Centro Oli della Total.
-Paola Bragantini, deputata. Indagata per truffa aggravata per i gettoni percepiti per le “giunte fantasma” della Circoscrizione 5 di Torino.
-Bruno Astorre, Senatore. Coinvolto, con l’accusa di peculato, nell’inchiesta sui rimborsi spese della Regione Lazio.
-Demetrio Battaglia, deputato. Coinvolto nell’inchiesta sui rimborsi pubblici relativa alla scorsa consiliatura nella Regione Calabria.
-Bruno Censore, deputato. Indagato per peculato in concorso con il suo ex capogruppo in Calabria. Gli hanno sequestrato 10.000 euro.
-Ferdinando Aiello, deputato. Eletto con Sel e poi passato al Pd è indagato per peculato nell’inchiesta sui rimborsi calabresi “erga omnes”.
-Ilaria Capua, deputato (Scelta civica). Indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso d’ufficio e traffico illecito di virus.
-Pierpaolo Vargiu, deputato (Misto). Indagato nell’inchiesta sui rimborsi regionali in Sardegna. Da tesoriere ha gestito un milione di euro.
-Nicola Fratoianni, deputato (Sel). Rinviato a giudizio per favoreggiamento personale nell’inchiesta “Ambiente svenduto” sull’Ilva di Taranto.
-Giancarlo Giordano, deputato (Sel). Richiesta di rinvio a giudizio per il disastro “Isochimica”, all’epoca dei fatti componente della giunta di Avellino.
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Ed è tra questa ‘bella gente’ che saranno ‘nominati’ i nuovi senatori, godendo dunque di sacrosanta impunità??
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RAPPORTO SULL’ITALIA DEL WORLD ECONOMIC FORUM
ALESSANDRO GILIOLI

Il World Economic Forum o Forum di Davos è un incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale con intellettuali e giornalisti selezionati, per discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare, anche in materia di salute e di ambiente.

Non è certo un think tank di sx – ogni tanto emette rapporti sull’economia comparata tra i vari Paesi.
E oggi da questa fonte di schietto pensiero liberista apprendiamo che, sui 30 Paesi più sviluppati del mondo, l’Italia è 22a per protezione sociale e disparità, penultima per efficacia della politica nella lotta alla povertà, ultima per accesso scolastico alla Rete, penultima per accesso dei cittadini al sistema finanziario e terz’ultima per qualità dell’istruzione.
«Il sistema di protezione sociale italiano non è né particolarmente generoso né efficiente, il che aumenta il senso di precarietà e di esclusione nel paese. L’alta disoccupazione è accompagnata da un gran numero di lavoratori part-time che non vorrebbero essere tali, oltre a quelli costretti a lavorare in condizioni informali e vulnerabili» (lavoro nero). «La partecipazione delle donne nel mondo del lavoro è estremamente bassa, peggiorata da un divario retributivo di genere che è uno dei più grandi tra le economie avanzate».
Dunque occorre polverizzare (non solo i dati di Poletti e Renzi) la narrazione farlocca secondo cui a mettere i freni all’economia italiana sono “i lacci e laccioli” dello stato sociale, che è invece (appunto) tra i peggiori del capitalismo avanzato. Lo stesso report contiene una classifica in cui l’Italia invece è ai primi posti, che è quella sulla corruzione: la prima cosa di cui ti parlano gli imprenditori stranieri quando gli si chiede di investire nel nostro Paese.
Non è vero che la torta della ricchezza complessiva aumenta se aumentano le iniquità e se diminuisce lo stato sociale. Semmai è vero il contrario, cioè che le iniquità e la riduzione delle protezioni sociali producono insicurezza e incertezza verso il futuro, quindi contribuiscono a far calare i consumi, che sono il carburante di qualsiasi economia.

C’è solo un modo con cui un malfattore può comprare un popolo: renderlo complice di illegalità” (Viviana)

L’ITALIA DELL’EVASIONE FISCALE PROGRAMMATA
Viviana Vivarelli

L’Italia è un equilibrio fatto da squilibri, in cui la disonestà di tanti serve a tenere al potere i corrotti. I politici la alimentano come una forma di ricatto per mantenersi bene attaccati alle poltrone con la regola di interscambio; io chiudo gli occhi sulla tua disonestà e tu chiudi gli occhi sulla mia in un circuito perverso che si autoalimenta.
Abbiamo un debito di 2.261 miliardi ma Equitalia deve ancora recuperare ben 684 miliardi di euro, perché in Italia combattere l’evasione fiscale non interessa nessuno. (E non esiste partito o Movimento che metta nel suo operato reali e seri progetti per combatterla, nemmeno il M5S purtroppo, anzi i più insistono a dire che Grillo non chiede pene per l’evasione perché è lui stesso un evasore. Il che può essere vero o falso, non so, ma è certo che nemmeno nel M5S vediamo un piano serio ed equo per imporre e riscuotere le tasse all’americana, con perfetta trasparenza e visibilità).
E così, in questa generale immoralità, nelle casse pubbliche torna solo il 50% di quanto dovrebbe arrivare col fisco. Le leggi processuali sono tali che i processi arrivano a compimento solo dopo 5 anni, motivo per cui finiscono in prescrizione.
Se tutti pagassero le tasse, in pochi anni il debito pubblico sparirebbe e poi il livello fiscale stesso potrebbe essere più basso ed equo e permettere a tutti un futuro migliore.
Ma come ci si può aspettare una seria lotta agli evasori da un Matteo Renzi, figlio di un uomo condannato per bancarotta fraudolenta, che ha fatto una legge a favore di se stesso per depenalizzarsi dal reato di furto all’erario, e che ha rieletto a capo della Commissione europea quello stesso Juncker che per 18 anni ha accolto nel paradiso fiscale del Lussemburgo i peggiori autori di fondi neri d’Europa?
Sarà un caso se in Italia i detenuti per evasione fiscale sono 156 contro gli 8.601 della Germania e i 12.000 degli Stati uniti?
Che cosa ha fatto la famigerata Riforma per la Giustizia di Renzi per colpire questi evasori? Mentre un tempo si favoleggiava di possibili informazioni provenienti dalla gente comune a prova di reato, oggi Renzi si permette di vietare qualunque prova di reato venga portata allo Stato da privati cittadini.
Il Procuratore generale di Palermo Scarpinato ha detto: “Chi intende evadere sa che se gli va bene può mettere da parte un tesoro che gli farà campare una generazione. Se proprio gli va male e non strappa la prescrizione, al massimo dovrà andare per un anno un paio di volte la settimana a svolgere servizi sociali”. Lo abbiamo visto con Berlusconi, uno dei più famigerati evasori d’Italia, la cui vicenda è finita in una grottesca presa di giro per tutti coloro che le tasse devono obbligatoriamente pagarle con trattenuta alla fonte o che i mancati pagamenti se li ritrovano in una diminuzione dei servizi pubblici..
In queste condizioni di nullità penale è lo Stato stesso che incita a commettere reati e che premia la delinquenza. Lo Stato dunque è la prima causa di corruzione. E la legge di Renzi con cui si possono commettere reati fino a pene di 5 anni senza andare in carcere non migliora certo le cose. Ancora una volta l’ennesima riforma della giustizia alimenta e accresce l’ingiustizia premiando i peggiori.
Ora Renzi riparte con le sue spacconate: eliminazioni delle tasse sulla prima casa, baby bonus e altre regalie. Ma di fare un sistema fiscale serio ed equo che sia degno di un paese civile e stronchi il livello vergognoso dell’evasione generalizzata proprio non se ne parla. Nel paese dei ladri sono i ladri a fare le leggi e le faranno sempre per tenersi il bottino.

Credo che il M5S abbia il preciso dovere di distinguersi dalla Lega, almeno fino a quando ci sarà qualcuno che ha interesse a confonderlo coi razzisti e coi fascisti!
Io sono una no global, non ho dubbi sulla mia buona fece, non ho dubbi sui principi e valori di tanti 5stelle ma mi resta confusa e ambigua la posizione sui migranti di Grillo e Casaleggio e almeno fin quando essi rappresenteranno il Movimento, ho la precisa esigenza di pretendere da loro il massimo della chiarezza sull’immigrazione, e ho il preciso dovere di distinguermi su questo tema dalla Lega e da persone come Farage o Orban, il cui elogio sul blog di Grillo mi ha infastidito.
La stessa chiarezza la vorrei anche a proposito dell’evasione fiscale e di quale potrebbe essere il regime fiscale richiesto dal Movimento al posto della porcheria attuale che vede solo il massimo delle tasse col minimo delle pene e il massimo degli evasori così da riversare ogni pena sui dipendenti e sui poveri mantenendo gli inaccettabili abusi dei ricchi e delle multinazionali.
Per tutti quelli che obiettano che non ci sono abbastanza soldi per gli Italiani e dunque a maggior ragione non ce ne sono per l’accoglienza degli stranieri, faccio notare per l’ennesima volta che la sola Equitalia deve riscuotere (e non riscuoterà mai) 682 miliardi e che, per quanto la crisi prodotta dall’ingresso nell’euro e dall’austerità vada avanti per noi da 18 anni (1997), in questi 18 anni non abbiamo visto un solo euro risparmiato sugli abusi e gli eccessi della casta, non un euro sui vitalizi, sugli emolumenti dei potenti, sulle spese esose del baraccone romano e locale.
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DI FISCO E DINTORNI
Una recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Ue dice che:
“1) La legislazione penale italiana sembra costruita in modo da favorire i delinquenti e garantire l’impunità.
2) Non è possibile per l’Ue un intervento globale che faccia dell’Italia un Paese moderatamente civile
3) La complicità con i delinquenti ha tuttavia un effetto collaterale per l’Ue: le fa perdere un sacco di soldi per IVA frodata, cosa non più tollerabile
4) Almeno nel settore penale tributario è dunque necessario mettere l’Italia sotto tutela
5) Ciò si può fare obbligando i giudici italiani a non applicare leggi dissennate che sono in contrasto con i trattati europei
6) In particolare, essi non devono più, dall’8 settembre in poi, applicare la normativa penale in materia di prescrizione nei processi per frode all’Iva. Il Governo italiano non deve aver letto la sentenza nella parte in cui dice: “L’art. 325 prevede che la Ue e gli Stati membri combattano la frode e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell’Ue
“Dunque, non solo la frode prevista agli articoli 2 e 3 della legge 74/2000 ma anche l’attività illegale di cui agli articoli 4 e 5 della stessa legge (dichiarazione infedele e omessa dichiarazione, punite con la risibile pena di anni 3 di reclusione, cioè non punite non solo per la prescrizione ma anche per l’ordinamento penitenziario che garantisce l’impunità a pene non superiori a 3 anni. Secondo il ministero delle Finanze, l’evasione alle imposte dirette è pari a 150 miliardi di euro all’anno e ammonta a circa 60 miliardi
Ma il Governo non deve aver letto neppure la parte della sentenza in cui ci precisa che si considera frode grave, meritevole del carcere quella che supera i 50.000 euro. Considerato che la delega fiscale innalzerà la soglia di punibilità a 150.000 euro e dunque a 300.000 euro annui di “nero”, la violazione della Convenzione da parte dell’Italia è duplice: il “nero” dovrebbe essere considerato frode perché sostenuto da documenti e dichiarazione falsi; e frode “grave” anche se il Governo italiano nemmeno lo considera reato se inferiore a 300.000 euro all’anno.
A leggere la sentenza, c’è da trasecolare ed è inevitabile chiedersi come tutto questo possa accadere. Le regole nel nostro Paese sono destinate a restare carta traccia anche (o soprattutto) se sono contenute in una legge dello Stato? L’interrogativo è inevitabile di fronte all’importanza dei problemi (fisco e giustizia) e l’incapacità della politica di provvedervi in maniera adeguata.
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SVIZZERA PARADISO DEGLI ANZIANI. ITALIA FANALINO DI CODA
http://www.Repubblica.it/economia/2015/09/09/news/anziani_pensioni-122497108/?ref=HRLV-6

Il rapporto sulla qualità della vita delle persone sopra i 60 anni dice che in Italia siamo a rischio. Nel 2050 saremo tra i 6 popoli più anziani del mondo. Gli anziani stanno molto bene in Svizzera o in Giappone, da noi stanno maluccio, peggio che in Spagna e Francia, ma anche di Colombia, Tailandia, Messico, Brasile, Cipro, Costa Rica ecc. Sono 36 le nazioni che trattano le persone anziane meglio di noi. (Globale AgeWatch Index), La Svizzera è al 1° posto, poi vengono il Giappone e tutti i Paesi occidentali meno noi e la Grecia. Purtroppo gli anziani sono in forte crescita e rischiamo di trovarci a breve impreparati. Gli Italiani dovrebbero preoccuparsi. Abbiamo una percentuale altissima di anziani come Giappone, Corea del Sud, Grecia, Portogallo e Spagna. Nel 2050 saranno il 40% della popolazione e il futuro si annuncia nero. Nel 2050 gli anziani del mondo sopra i 60 anni saranno 2 miliardi, ma l’Italia è quella che rischia di più L’austerità ha stroncato il sud Europa diminuendo welfare e benefit (come i trasporti pubblici). L’Italia è bassa in tutte le classifiche. Su occupazione o istruzione alta siamo al 63° posto. Negativo anche l’ambiente (accesso ai trasporti pubblici, sicurezza, libertà civili e rete sociale), siamo al 74°posto, appena prima della Grecia.
C’è da piangere. La situazione degli anziani in Italia è già grave adesso. Cosa succederà quando il piano neoliberista di Renzi andrà avanti? Il suo progetto è annientare gradatamente lo stato sociale, arrivando ad un sistema privatistico dove sarà curato solo chi è in grado di pagarsi delle assicurazioni private. E in tv ha detto che intende abolire le pensioni di reversibilità. Sono 4 milioni di vedove che resteranno senza pensione. E’ questo che vogliamo?
C’è una qualche proposta della Lega sul welfare?
O tutto quello che sa fare è vomitare odio contro i migranti senza un solo progetto di futuro?
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Marco Mytwocents

L’Italia è ventiduesima per protezione sociale e disparità, penultima per efficacia della politica nella lotta alla povertà, ultima per accesso scolastico alla Rete, penultima per accesso dei cittadini al sistema finanziario e terz’ultima per qualità dell’istruzione…
Se in questi anni, in Italia, paese democratico dove si tengono le elezioni, la sx non è stata capace di incidere in modo significativo nella società nemmeno nei settori di sua spettanza (anzi…) ci deve essere un “grave” problema nell’approccio, nella capacità di raccogliere consenso attorno a una proposta politica convincente, nella capacità di trovare delle priorità e di portarle a sintesi ma soprattutto di portarle a termine (inconcludente) .
Questo è quello che salta agli occhi.
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CODICE IDENTIFICATIVO PER GLI AGENTI
ALESSANDRO GILIOLI
La polizia metropolitana di Londra stabilisce l’obbligo per tutti gli agenti in servizio di esporre il codice identificativo nella spallina dell’uniforme, in modo che sia “visibile in ogni momento”.
In Francia nel dicembre del 2013 è stato introdotto l’obbligo per gli agenti in servizio, sia in uniforme sia in borghese, di esporre un codice identificativo individuale di sette cifre.
A Berlino dal luglio 2011 la polizia ha l’obbligo di esporre un codice di riconoscimento personale di quattro cifre.
Nel gennaio del 2010 il Governo greco ha introdotto l’obbligo per tutti gli agenti di rendere visibile nelle proprie spalline un codice di riconoscimento individuale.
In Belgio la discussione è alla rovescia, perché l’attuale legge obbliga addirittura a esporre il nome e cognome, quindi si parla di un codice per proteggere il singolo da eventuali ritorsioni.
Perfino in Turchia – non esattamente la patria dei diritti civili – c’è l’obbligo per i poliziotti di avere dei codici identificativi sui caschi.
Noi invece abbiamo Alfano.

LE SETTE BUGIE SULLA RIFORMA DEL SENATO
MICHELE AINIS

1. Revisioni costituzionali
Renzi e la Boschi hanno detto che in Italia si tentano riforme costituzionali da trent’anni, senza cavare mai un ragno dal buco. Falso: dal 1989 in poi sono state approvate 13 leggi di revisione costituzionale, che hanno corretto 30 articoli della nostra Carta e ne hanno abrogati 5. Se il sistema, nonostante le medicine, non guarisce, significa che la cura era sbagliata. Dunque le cattive riforme procurano più danni del vuoto di riforme.

2. Il ruolo delle Camere
La Costituzione è materia parlamentare, non governativa. Sicché l’esecutivo deve togliersi di mezzo, abbandonando la pretesa di dirigere l’orchestra. È l’argomento sollevato dalle opposizioni, così come l’argomento precedente risuona in bocca alla maggioranza. Ma è falso pure questo. O meglio: sarà esatto nel paradiso dei principi, non nell’inferno della storia. Nel 2001 la riforma del Titolo V venne accudita dal Governo Amato. Nel 2005 la Devolution era stata scritta di suo pugno dal ministro Bossi. Nel 2012 l’obbligo del pareggio di bilancio fu imposto dal Governo Monti. Ma già nel 1988 il gabinetto De Mita si era presentato agli italiani come «Governo costituente».

3.L’iter delle leggi
La riforma è indispensabile per accelerare l’iter legis. Giacché in Italia il processo legislativo ha tempi biblici, che dipendono dal ping pong fra Camera e Senato. I dati, tuttavia, dimostrano il contrario. Il tempo medio d’approvazione dei disegni di legge governativi era 271 giorni nella XIII legislatura (1999-2001); in questa legislatura è sceso a 109 giorni. Mentre nel quinquennio precedente (2008-2013) il Parlamento ha licenziato la bellezza di 391 leggi. No, non è una legge in più che può salvarci l’anima. Semmai una legge in meno, e anche una fiducia in meno. È la doppia fiducia, non il doppio voto sulle leggi, che ha reso traballanti i nostri esecutivi.

4. L’elezione diretta
L’elettività dei Senatori serve per assicurare un contrappeso al sovrappeso della Camera, dice la minoranza del Pd. Falso. Come ha osservato Cesare Pinelli, l’elezione diretta determina l’una o l’altra conseguenza: un’assemblea con gli stessi equilibri politici della Camera, ovvero con equilibri opposti. Nel primo caso il Senato è inutile; nel secondo è dannoso. Del resto l’elezione popolare non c’è in Francia, né in Germania, né in varie altre contrade. Non c’è nemmeno in Inghilterra, tanto che il Governo (nel 2012) aveva pensato d’introdurla. Ma i Lord inglesi si sono ribellati all’elettività, come i Senatori italiani si ribellano alla non elettività.

5.Gli emendamenti
Tutto dipenderà da Grasso, il signore degli emendamenti. Se apre il vaso di Pandora dell’articolo 2, se rimette in discussione i criteri di composizione del Senato, la riforma s’impantana. Ma non può farlo, perché in Commissione la Finocchiaro li ha già dichiarati inammissibili. Giusto? No, sbagliato. In primo luogo c’è almeno un precedente: nel marzo 2005 4 emendamenti (firmati da Bassanini, Zanda e altri) vennero recuperati in Aula dal Presidente Pera. Poi non è Grasso che vota, lui mette ai voti. E la maggioranza o c’è o non c’è: se manca sull’art. 2, mancherà pure sugli altri articoli in esame. In terzo luogo la pallina dovrà comunque rimbalzare sulla Camera, dato che il Governo stesso punta a correggere diversi aspetti del testo fin qui confezionato. C’è ancora tempo per il giudizio universale.

6.I costi
Con la riforma otterremo un Senato a costo zero, perché i Senatori-consiglieri regionali non intascheranno alcuna indennità. Davvero? Mica verranno a Roma in bicicletta: treni e alberghi ci toccherà comunque rimborsarli. Ma dopotutto basta un’occhiata al bilancio del Senato. Nel 2014 Palazzo Madama ha speso oltre mezzo miliardo, di cui 79 milioni per i Senatori, quasi il doppio (145 milioni) per il personale. L’unico Senato gratis abita nei Paesi dove non c’è il Senato.

7. Le urne anticipate
O la riforma o il voto. È l’arma nucleare minacciata dal Governo per spegnere il sacro furore dei dissidenti, però trascura un elemento di non poco conto. Voteremmo, infatti, con il Consultellum, un proporzionale puro; e il primo a rimetterci sarebbe proprio Renzi. È vero casomai l’opposto: dopo la riforma, voto anticipato. Come detta la logica delle istituzioni, perché non si può tenere in moto un’automobile cambiandone il motore. E come suggerisce, guarda caso, una doppia coincidenza: l’Italicum, la nuova legge elettorale, entrerà in vigore nel luglio 2016; e un paio di mesi dopo il Governo intende celebrare il referendum sulla riforma costituzionale. Sarà per questo che in Parlamento vogliono tirarla per le lunghe. Il tempo porta consiglio, ma il tempo dei parlamentari porta pensione .
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Aldo Antonelli manda:
«Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l’assillo dei riequilibri contabili».
(Federico Caffè)
«Abbiamo conquistato il cielo come gli uccelli e il mare come i pesci, ma dobbiamo imparare di nuovo il semplice gesto di camminare sulla terra come fratelli».
(M. L. King)

Manfredi: ”Roma è una delle città più sporche der monno. Vedi mai che ci danno l’Oscar per la munnezza! Dice che so’ gli stranieri! Sì, gli Svizzeri magari, pe’ fa’ vede’ che loro so’ più puliti!
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MAGNA MAGNA ROMANO

Al posto dei Casamonica, per es., o delle trasmissioni cortigiane a Berlusconi o Renzi, avrei visto meglio un processo a Marino, Veltroni, Alemanno, Marrazzo… coi gestori dell’Acer o coi rappresentanti del Vaticano, per capire come si difendono dai danni sociali che fanno con le loro condotte scellerate.

Roma è stata sempre una delle città peggio amministrate d’Italia e una delle capitali peggio tenute d’Europa.Il suo disavanzo strutturale annuo è pari a 1,2 miliardi l’anno e nessuno fa nulla per ridurlo. Le cause sono riconducibili prevalentemente alla gestione delle società controllate. Si consideri che impiegano 37 mila dipendenti, cioè 10.000 più della FIat, senza contare i 25 mila dipendenti diretti del Comune.
Contro questo sfascio e spreco permanente si consideri che a Roma l’addizionale Irpef è la più alta d’Italia e i cittadini romani risultano i più tassati d’Italia (dal 2010 al 2012 – la pressione fiscale sui romani è aumentata di oltre 2,3 miliardi di euro) mentre i servizi pubblici sono tra i più scadenti. Il dissesto finanziario deriva principalmente dalla gestione disastrosa delle società partecipate. L’elenco delle società municipalizzate in perdita è molto lungo e include società accomunate da inutilità e diseconomicità, clientelismo, sprechi indecorosi, spese incontrollate e entrate non verificate. E di contro nessun Comune italiano ha goduto di regalie in miliardi per risanare il bilancio quanto Roma. Roma non ha mai fatto il minimo sforzo per risanare i suoi debiti. Si è sempre fidata dei miliardi a pioggia ricevuti dai partiti al potere.
Il malGoverno di Marino non ha fatto che aggiungersi al malGoverno di Alemanno, Veltroni e precedenti. Per quanto i Romani paghino le tasse locali più alte d’Italia, subiscono più di un miliardo di sprechi l’anno. Nessuno vigila sulle tasse che il Vaticano non paga su alberghi e scuole private, il patrimonio immobiliare pubblico è negletto. Ambasciate, inquilini, società balneari o sportive pagano affitti ridicoli. Il 5stelle Daniele Frongia (consigliere del M5S) ha lavorato per 2 anni con una commissione speciale di razionalizzazione per scoprire i malfatti. Malgrado questo buon lavoro, la sua commissione sarà sciolta e non più ricostituita (!) per cui il malGoverno continuerà allegramente, fregando i cittadini. Aggiungiamoci oltre 4 miliardi per imposte non riscosse e sperperi per le grandi opere. Il danno è di 4.386 milioni in un solo anno. Grazie a questo malcostume Roma ogni anno deve essere soccorsa dallo Stato, cioè da noi tutti.
«L’abisso finanziario in cui si trova il Campidoglio è frutto di anni e anni di amministrazione distratta nel migliore dei casi, connivente o corrotta nel peggiore». Frongia è funzionario all’Istat e ha studiato il caos amministrativo romano col rigore dello statistico. «La sola Mafia Capitale ci è costata almeno «650 milioni».
Il bilancio del 5 stelle Daniele Frongia elenca i «soldi che abbiamo già buttato», con le grandi opere incompiute che hanno ipotecato i bilanci di Roma capitale, la Città dello Sport, voluta da Veltroni, progettata da Calatrava, gestita da Bertolaso e affidata al gruppo Caltagirone che: doveva essere pronta per i mondiali di nuoto del 2009, non è finita e cade a pezzi. Poi la Nuvola di Fuksas all’Eur, o la nuova Fiera di Roma, «una struttura che non vale niente» ma che è già costata alla collettività 360 milioni.
Che fine ha fatto il Corridoio Laurentino per i filobus? Mai visto: al suo posto «è stata realizzata una corsa prefeRenziale di 4 km» che ha appesantito il bilancio del Campidoglio per 160 milioni, ben 40 milioni a km, 40 mila euro al metro. Complimenti! La sola metro C ha sfondato i preventivi per 800 milioni. E che dire del colossale debito dell’Ater Regione Lazio, che per anni non ha pagato Imu e Ici sulle case popolari? Supera i 600 milioni. «Roma Capitale ha un buco di bilancio superiore agli 800 milioni di euro, Marino non sa più dove trovare i soldi. “Si tagliano i servizi ai cittadini e si aumentano le tasse in tutti i modi. Ma basterebbero i soldi dell’Ater per coprire 3/4 del buco». Per anni il Pd (Veltroni-Marrazzo) ha fatto finta di niente, con sanatorie varie, idem Alemanno e Polverini. “L’Ater non pagava il dovuto. Il Comune taceva e andava rosso, mentre l’Ater ha chiuso il bilancio in attivo».
Ogni anno poi si buttano via 1.101 milioni che potrebbero rimettere il bilancio in attivo. 390 sono di tasse non pagate dal Vaticano e di servizi non dovuti (e non previsti nemmeno dai patti Lateranensi) offerti gratuitamente alla Chiesa. Ma il vero buco nero è la cattiva gestione del patrimonio immobiliare. «Manca un censimento affidabile degli immobili comunali, così mancano all’incasso almeno 216 milioni di Imu e Tasi ogni anno. E l‘80% degli inquilini è moroso anche per gli affitti. Eppure sono canoni da ridere (ci sono studi dentistici che pagano un canone di soli 130 euro al mese e appartamenti con vista sulla Fontana di Trevi che non costano più di 300 euro, ma anche sedi di ambasciate a 51,65 euro l’anno o parrocchie e arciconfraternite che se la cavano con pochi spicci) e, oltretutto, non vengono adeguati da un’eternità. Su 54.996 beni di proprietà comunale, la commissione ha stimato «un danno economico di almeno 150 milioni l’anno». Altri 100 milioni potrebbe venire dalle concessioni balneari e 25 dagli impianti sportivi.
E Marino che fa? Dorme?
E perché una commissione simile non si fa in un tutti i grandi Comuni d’Italia?

Ecco di cose vorrei sentire parlare da Vespa, con un processo fatto ai responsabili. Altro che le passerelle ai Casamonica o gli ossequi a Berlusconi o a Renzi!!!
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LA SINISTRA CHE NON C’E’
G. De Mauro/Internazionale.it

Sembra un dettaglio ma forse non lo è. Giornalisti e commentatori hanno spesso la tendenza ad aggiungere “radicale” dopo la parola “sx” ogni volta che si parla di Alexis Tsipras o Pablo Iglesias, e oggi di Jeremy Corbyn. In realtà non bisognerebbe aggiungere nulla, e smettere invece di definire di sx tutti quei partiti europei che pur provenendo da un percorso comune hanno finito per allontanarsene così tanto, per passaggi e strappi successivi, da aver perso ogni traccia della loro storia.
Da molti punti di vista uno come Matteo Renzi è più vicino a Sergio Marchionne – perfino nel linguaggio del corpo – che agli operai che lavorano negli stabilimenti della Fiat. Ma non è questo il punto. Il fatto è che sul nostro pianeta una grandissima maggioranza di persone vive in condizioni inaccettabili, con gradi di povertà che variano a seconda della latitudine e del colore della pelle. E non c’è bisogno di scomodare nessun filosofo tedesco dell’ottocento. A dirlo sono, da anni ormai, gli studi delle agenzie della Nazioni Unite, il lavoro sul campo delle organizzazioni non governative, ma anche chiunque non chiuda gli occhi di fronte al fiume di persone che spinge alle porte dei paesi più ricchi.
Leggendo gli indicatori di scolarizzazione, salute, speranza di vita alla nascita, pil pro capite, accesso a servizi essenziali o libertà di movimento ci vuole coraggio per definire il mondo in cui viviamo un mondo giusto. Alexis Tsipras, Pablo Iglesias o Jeremy Corbyn saranno forse inadatti, avranno fatto e faranno errori, ma chi li ha scelti e votati ha solo cercato di ricordare che finora il capitalismo è stato un disastro, anche se costellato di invenzioni e innovazioni stratosferiche.

REDDITO DI CITTADINANZA
Alla ripresa dell’attività parlamentare, mentre i partiti continuano a litigare su come distruggere la Costituzione, il M5s ha un’altra priorità: approvare il Reddito di Cittadinanza. E’ questa la vera riforma che serve al Paese, l’unica manovra economica davvero in grado di rimettere in moto l’Italia.
Il Reddito di Cittadinanza è l’unica speranza per ridare speranza e dignità ai cittadini: l’obiettivo, è quello di equiparare, una volta per tutte, i diritti civili dei cittadini d’Italia a quelli del resto dei Paesi dell’Europa. Parliamo di una misura di sostegno al reddito che permetterebbe a tutte quelle famiglie che oggi sono in difficoltà economica, anche per colpa della crisi, di avere una vita dignitosa, liberandole anche dal voto di scambio politico-mafioso.
Il Reddito di Cittadinanza è una misura che rimette al centro onestà e anche dignità: chi ne usufruisce, infatti, dovrà intraprendere percorsi formativi ed essere accompagnato dallo Stato nella ricerca di un lavoro.
Il Reddito di Cittadinanza fa del bene all’economia del Paese. Se calcoliamo che un incremento dei consumi pari a circa 3,3 miliardi di euro potrebbe generare oltre lo 0,22% di Pil (Lavoce.info, studio sul Tfr in busta paga), e se consideriamo l’altissima propensione ai consumi dei soggetti che percepirebbero il Reddito di cittadinanza (fasce altamente disagiate), i circa 15 miliardi di spesa previsti dalla legge (oltre ai 2 miliardi per rafforzare i centri per l’impiego e la creazione di start up innovative) porterebbero come minimo un punto in più di Pil, ovvero un aumento della ricchezza nazionale pari a 15-17 miliardi (grazie al circuito virtuoso che sarebbe attivato dai maggiori consumi, da cui discenderebbero maggiori profitti delle aziende e maggior occupazione).
Le previsioni del 2015 – secondo cui quest’anno l’Italia crescerà appena dello 0,7-0,8% a causa di una irripetibile congiuntura internazionale (petrolio basso, euro svalutato e tassi di interesse ai minimi storici) – hanno spinto il Presidente del Consiglio a usare inutili toni trionfalistici, ma se venisse introdotto il Reddito di Cittadinanza del MoVimento 5 stelle la crescita si aggirerebbe intorno all’ 1,7-1,8% (considerando lo scenario più prudente) e allora sì che potremmo gioire.
Grazie al MoVimento 5 Stelle, il Reddito di Cittadinanza è diventato un tema di interesse pubblico, protagonista da più di otto mesi nel dibattito politico e dell’opinione pubblica. Non se ne discute solo in Parlamento e sui mezzi d’informazione, ma tra cittadini in ogni luogo sociale.
Questo già è una piccola vittoria che abbiamo ottenuto grazie anche alla marcia Perugia-Assisi del 9 maggio scorso, alla quale hanno partecipato oltre 50.000 persone.
Oggi in Senato, insieme a Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Nunzia Catalfo e Daniele Pesco riaccendiamo i riflettori sulla nostra proposta di legge, attualmente in esame in Commissione Lavoro, dove serve lo sprint finale per dimostrare una volta per tutte che la politica ha cominciato finalmente a pensare agli interessi dei cittadini, in primo luogo a quelli in difficoltà.” M5S Parlamento
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GIOVANNI SCAVAZZA
Il problema della democrazia italiana è la sua assenza di rappresentatività. I membri della casta non rappresentano più nessuno, ma solo i propri interessi di casta, i propri privilegi, il proprio potere. Tutto questo da 20 anni. Le istituzioni italiane non torneranno mai ad essere rappresentative, finché non si creeranno le condizioni politiche per cui la maggioranza degli elettori torni a votare. Occorre:
– una nuova visione della politica che porti dentro le istituzioni una vera dialettica democratica, rompendo il pensiero unico e l’associazione a delinquere attuale, dove le varie forze politiche fingono di contrapporsi, ma sono compari di merende, concordi a spartirsi il bottino
– la fine dei privilegi, degli stipendi multimilionari, dei vitalizi, degli sprechi
La gente sana non va più a votare perché i partiti non li rappresentano più e hanno stipendi e privilegi disgustosi, a spese nostre, dei nostri figli e del loro futuro Chi vuole
combattere davvero tutto questo dica che vuole mandare a casa questi delinquenti, che vuole rappresentare gli onesti, i non corrotti e i non corruttibili, che vuole abolire i vitalizi, chiudere i carrozzoni, ridurre della metà della metà tutte le indennità ai politicanti (ci vuole una legge di pochi articoli, che si può fare in 5 minuti). Il resto è aria fritta

RIDIAMARO : – )

asmodeus
Gufo: definizione: Uccello con udito finissimo che ha una visione a 270°. Caccia topi, talpe, ratti, ed insetti. si raggruppano a scopo di protezione e scambio di informazioni sui luoghi di caccia. Nella tradizione è conosciuto come animale saggio ed erudito che diffonde cultura a tutti gli animali con cui entra in contatto.
Si pensa sia per questo che i Piddini, i Renziani in particolare, ne hanno una paura folle.
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pirata21
Renzi: “Il 16 dicembre sarà il funerale delle tasse sulla casa”. Per la Costituzione invece ha optato direttamente per la cremazione.

Renzi. annuncia prima di andare a L’Aquila che toglierà Imu e Tasi. Li prende pure per il culo
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San Gancillo
Renzi annuncia il tour in 100 teatri. Tragedia o farsa? (Poi l’open di tennis si è mangiata tutto)
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Acid rain
“Come tutte le estati c’è la classifica di chi la spara più grossa”, ha detto Renzi esibendo la medaglia d’oro.
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Lazzaro 69
Renzi: “Nel 2016 via Imu e Tasi”; e, compreso nell’offerta, l’aggiornamento del Tom Tom.
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notturno concertante
Renzi: L’Italia rovinata da Berlusconi e dagli antiberlusconiani”.
Normale manifestazione del complesso edipico.

Renzi: “Senato elettivo? La democrazia non è il telegatto”.
E tanto ormai la Merkel vota per tutti
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Malerba
Renzi al meeting di CL: “Rovinati dal berlusconismo”. Ah, reo confesso!
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Antonio Carano
Renzi sempre al meeting di CL: “Rovinati dal berlusconismo”. Infatti, se non ci fosse stato Silvio non ci sarebbe, ora, neanche Matteo.
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Montales
Dopo aver presenziato al Meeeting di CL Renzi visiterà i Laboratori del Gran Sasso. Anche io sarei corso a sotterrarmi.
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maurizio neri
Renzi: “Non volevo venire a Rimini”. Ancora tanta paura delle tedesche?
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Il mago di Floz
Renzi: “Negli ultimi anni Italia ferma in sterili questioni interne.” Non per niente governa il Pd.

Renzi: “Nel Mediterraneo l’Italia salva vite.” Tanto che Merkel lo chiama Herr Beghelli.
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Luca’s Jokey
Renzi: “Berlusconismo e antiberlusconismo hanno messo in pausa l’Italia per 20 anni”. Poi è arrivato MySky.
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Aristotele Paziente
Renzi: «Nel 2016 via Tasi e Imu per tutti»
Esperti al lavoro per un restyling del nome.
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Pirata 21
Migliaia di ragazzi a Rimini per incontrare Renzi. Ha il fumo migliore.
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pirata 21
Renzi annuncia il tour in 100 teatri. Sta facendo il percorso di Grillo al contrario.
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Sauro manda

Link video su You Tube tratto da “la meglio gioventù”.
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La Statistica

Sai ched’è la statistica? È na’ cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.
Er compagno scompagno:
Io che conosco bene l’idee tue
so’ certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni.
No, no – rispose er Gatto senza core –
io non divido gnente co’ nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so’ conservatore.

Trilussa
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Gentile e acuta (come sempre) Viviana,

    posso permettermi di ricordarti del nostro amichevole confronto, avvenuto nell’ estate del 2010, circa lo stato di salute della cosiddetta democrazia italiana?

    Se riesci a rintracciare l’ archivio del “blog” di Di Pietro (io non ci riesco), potrai vedere come il ritorno del fascismo fosse tra le mie previsioni, in caso di mancata RISCRITTURA TOTALE della Costituzione.

    Nel 2010 ero sotto accusa da parte di molti, compreso da pochi, condiviso da pressoche’ nessuno. Oggi mi sto facendo matte risate. Neppure troppo amare, visto che sin da allora ho addestrato mio figlio, per poter fuggire al piu’ presto da questo Paese, occupato da un popolo molto ignorante, incivile e arrogante, per cui incapace di mettere a frutto una certa intelligenza.

    Mi spiace salutarti cosi’, ma e’ bene che tu ti renda conto, che questa e’ l’ Italia che anche tu hai contribuito a produrre, vista la insufficiente lungimiranza delle tue argomentazioni sul “blog”: ti sei battuta per la direzione giusta, ma non si devia un treno merci con una penna di pavone: magari la penna di pavone poteva essere piu’ gradita ai tuoi lettori, ma sarebbe servito un immane muro di cemento armato …

    E magari non sarebbe neppure bastato … ma almeno ci avresti provato VERAMENTE …

    Un amichevole saluto.

    Enzo LUZI

    Commento di MasadaAdmin — settembre 22, 2015 @ 6:27 am | Rispondi

  2. Carissima Viviana, anch’io trovo che la posizione sui migranti di Grillo e Casaleggio e anche di parlamentari di rilievo ( Toninelli, M. di Stefano …) sia confusa. Ho l’impressione che non abbiano sviluppato alcuna strategia quindi si limitano a criticare quello che fanno gli altri. E la Merkel è un bersaglio sicuro. Ti leggo sempre volentieri e cerco di diffondere.
    Un abbraccio Claudia

    Commento di claudia Pisano — settembre 22, 2015 @ 9:40 am | Rispondi


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