Nuovo Masada

agosto 13, 2015

MASADA n° 1676 13-8-2015 PER LA SERIE: IL PD MI FA VOMITARE MA LO VOTO LO STESSO

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MASADA n° 1675 13-8-2015 PER LA SERIE: IL PD MI FA VOMITARE MA LO VOTO LO STESSO

Lettera di Staino contro Cuperlo sull’Unità- Fin quanto durerà la sopportazione dei piddini? – Impatto dell’austerità sulla salute nel mondo – Un’oligarchia controlla la politica – Intervista di Grillo al Corriere – Tutti pronti per nuovi patti e patte – Ma quanti sono questi nuovi occupati? – Gli stratosferici guadagni delle banche private grazie al debito – Rapporto debito/Pil dal 103,1 del 2007 al 132,9% di oggi – Quello che ci sembra un fallimento europeo è premeditazione – I salari nel mondo – Le risorse della Terra per il 2015 oggi sono finite – La crisi della Spagna- I famigerati ‘prodigi’ di Renzi

Viviana Vivarelli

Staino (lettera a Cuperlo)
Per anni un gruppo di una trentina di dirigenti ha ridotto l’obiettivo della sinistra italiana a una pura perpetuazione della propria occupazione del potere personale e di gruppo, delle loro spartizioni ministeriali e sottoministeriali per ottenere le quali erano disposti ad allearsi con chiunque, da Fini a Casini, fino a Berlusconi.
La credibilità morale e politica di questi ex maggiorenti è quindi pari a zero. Il loro tentativo attuale di riverginazione è al contempo patetico, arrogante e inutile. Tutti loro sono ormai fuori dalla storia, hanno fatto il loro tempo e sono finiti
».
(Malgrado ciò, Staino attacca i Cuperlo-Civati ..PERO’…ritiene che si debba continuare a stare nel Pd)
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Sul povero Staino che sull’Unità scrive una lettera a Cuperlo avanzando le sue critiche a Renzi ma dicendo che, però, lui non lo lascia, aggiungo una cosa.
Con tutto l’affetto che ho sempre avuto per lui, Renzi gli paga mille euro a vignetta! Ci credo che dal renzismo non se ne va!
La mia è una battuta piccina piccina, lo so, ma siccome il finale della sua bella letterina mi ha fatto proprio cascare le braccia… quando ce vo’ ce vo’!

Viviana
Sulla trista e opaca ‘ubbidienza assoluta’ dei trinariciuti non siamo mai usciti dalle vignette del 1947 di Guareschi del ‘Contrordine, compagni!”, la serie dell’Obbedienza cieca, pronta, ‘ac perinde cadaver’
I poveri piddini o sono dei marpioni sul tipo Gori-Madia-Boschi pronti a tutto per la carriera o sono poveri tapini che ormai in cuor loro non condividono nulla del programma di Renzi ma non sanno come individuarsi se gli si mettono contro. Il Pd è la loro identità personale, il su’ babbo e la su’ mamma. E la famiglia è sempre la famiglia e non si rinnega mai anche se è lei che rinnega te.
Mi viene in mente quella ragazza che diceva: “Non faccio più all’amore con Gigetto da un anno e mezzo: inoltre ieri sera è mancato all’appuntamento” .
Seguendo sempre Guareschi, spero che la nuova redazione dell’Unità mandi agli aficionados un succhiello omaggio per praticarsi nel naso la famosa terza narice. Ne ha pienamente diritto. Con un piccolo buco possono liberarsi di una grossa zavorra. La terza narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permettere nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive di partito che debbono sostituire la mente pensante, la quale, lo si vede, appartiene ormai a un altro secolo, addirittura fa gli interessi della classe avversa, e di sx non ha più nulla. Anzi i piddini moderni hanno probabilmente una quarta narice da cui è sgocciolato via ogni senso morale. E qui la sx finisce, suicidata da se medesima. STOP.

LETTERA DI STAINO A CUPERLO (dall’Unità)

Caro Gianni…. ho contestato B per anni e continuerò a farlo fino a quando B continuerà a stare sulla scena politica. Ma insieme a lui ho contestato spessissimo anche Prodi e ancor più D’Alema e ancor più Veltroni, o comunque tutta una mia sx di cui mi sento parte e di cui mi sembra doveroso segnalare le cose che secondo me sono brutte e dannose. Anzi, direi che in tutta la mia storia la preferenza a fustigare quel che ho considerato errori e malefatte della nostra parte, ha sempre fatto la parte del leone in tutto il mio lavoro: ho sempre trovato più utile e gratificante aiutare il mio schieramento a migliorarsi piuttosto che perdere troppo tempo a ripetere denunce abbastanza diffuse e condivise sulle malefatte della dx.
Tanti le denunciano in modo egregio, meglio che io le dia per scontate e mi rivolga di più ad un lavoro di semina nel nostro orto. È con questo spirito che faccio le vignette sulla Sx Dem e ne faccio tante perché mi sembra, in tutta sincerità, che vi stiate sempre più comportando secondo criteri e linee che ben poco hanno a che vedere con la prassi a cui siamo stati abituati, da Gramsci a Togliatti, da Berlinguer a Reichlin a Macaluso e ai tanti compagni che tu stesso riconosci come maestri. Già il fatto che tu metta sullo stesso piano le mie critiche a B con le mie mancate critiche a Renzi, dimostra per l’ennesima volta un errore di valutazione in cui mi sembra tu sia caduto in pieno: considerare simili B e Renzi. A mio avviso è lo stesso errore che facemmo negli anni ‘20 quando accusammo i dirigenti socialisti di socialfascismo e che abbiamo ripetuto negli anni ‘80- ’90 quando abbiamo trattato Craxi come un avversario totale e dannosissimo. Un errore talmente grosso che sicuramente ha contribuito poi alla vittoria di B. Oggi, così come vi comportate con Renzi, a mio avviso state pericolosamente aiutando una futura tragica vittoria di un Salvini o di un Grillo. Io considero Renzi un frutto amaro del nostro partito, un frutto che ci pone ogni giorno problemi difficili e non sempre positivi.
Ma detto questo, non mi riconosco certo in chi vede in lui il rappresentante di una feroce dx neoliberista totalmente asservita al capitale finanziario. Un rappresentante che, per chissà quale magia, si è appropriato del nostro partito e che bisogna quindi combattere ed annullare con tutti i mezzi possibili, i più scorretti compresi. Renzi invece, è per noi, tu ed io, il risultato di una nostra politica e di un nostro atteggiamento etico e morale. Dico “noi” perché sei stato l’unico, alla prima assemblea della Sx Dem all’Eliseo, che ha saputo fare un’analisi sul perché abbiamo adesso Renzi segretario e premier e su quanta responsabilità hanno, su questo, i nostri vecchi dirigenti. Loro, invece, non hanno mai fatto questa analisi e, al contrario, si autoassolvono pensando che Renzi non c’entri niente con loro, che sia come un fungo nato dal nulla, un fungo malefico che va estirpato in modo che il partito ritorni nelle loro mani.
Quale sogno demenziale e quale cecità politica nel rinunciare caparbiamente ad una verità dura ma realistica: tutti loro, Gianni, sono ormai fuori dalla storia, nel bene e nel male hanno fatto il loro tempo e sono, come capita a tutti, finiti. Un sano atteggiamento riformista deve quindi, oggi, partire da questa constatazione: il lavoro fatto fino a ieri dai nostri dirigenti ha portato Renzi alla segreteria del partito e al governo e quindi, fino a prova contraria, non esistendo altre forze alternative di sx, Renzi è quanto di più progressista si possa avere in Italia in questo momento storico. Non esiste altro, non è pensabile che pattuglie sparute di compagni indignati e incazzati fino allo stravolgimento dei sensi, se ne escano autoproclamandosi “alternativa”. Quale alternativa? Che analisi hanno fatto? Che progetto hanno? Quanti compagni hanno dietro? Quanto l’immagine di loro è credibile e radicata tra le masse popolari italiane? È la solita infima minoranza che gira le loro assemblee, cambiano nomi ma son sempre quelli. Allora, ti chiedo, che senso ha fare una guerriglia interna al Pd quando non si hanno obbiettivi su cui spostare l’opinione, le speranze e la forza dei nostri militanti e dei nostri elettori? Cosa stai offrendo di concreto al loro smarrimento? Nulla. Solo la coscienza che Renzi è una merda. E allora? È chiaro che questo genera scoramento, amarezza e anche al miglior compagno viene la voglia di dire “ma andate a fare in culo tutti quanti”, e non va a votare, o vota grillino, o comincia ad ascoltare Salvini, o tenta la carta disperata di Cofferati, accumulando delusioni su delusioni e aprendo pericolosissime porte. Allora, un compagno serio e io, te lo giuro, ti considero un grande compagno e una persona onesta, seria e generosa, deve farsi carico di questa sofferenza generale e collettiva e lavorare per costruire un’alternativa.
Ma questa senza distruggere il partito, anzi, prendendo atto che Renzi è il nostro segretario e il nostro premier e quindi lavorando con lui, incalzandolo, sottolineando gli aspetti negativi delle sue scelte, aiutandolo quando le scelte sono giuste, offrendogli proposte concrete per migliorarle, accettando gli incarichi che vengono offerti e non rifiutandoli altezzosamente come tu hai fatto. Tu dai di continuo dell’arrogante a Renzi ma nel caso de l’Unità, chi è stato il più arrogante tra voi due: lui che ti ha offerto la direzione del giornale in piena autonomia per costruire uno strumento unitario o tu che gli hai risposto di no a prescindere? Ma pensa a compagni come Martina od Orlando che tentano disperatamente di elaborare dei progetti buoni nel loro settore, tanto da guadagnarsi l’elogio di Petrini da una parte o di validi giuristi dall’altra.
Ma quanto sarebbe più utile che tu li aiutassi, questi compagni, invece di star lì ad attaccarvi ad ogni cosa pur di sparare sul premier? In questo modo state uccidendo la sx, date un’immagine di voi stessi come degli estremisti disperati che urlano su tutto e tutti senza sapere cosa proporre. Addirittura state rincorrendo le spinte più corporative che sempre sono state presenti nella nostra società, nella scuola, nell’apparato pubblico, nelle fabbriche. Quando le vostre parole d’ordine coincidono con quelle dei Cobas o dei tanti sindacati autonomi, non vi vengono dei dubbi? Dovete smetterla con questa strategia suicida. Vai fra la gente, esci fuori dal gruppetto della Sx Dem e dai quattro vecchi marpioni che vi sovrastano. Vai fra la gente, come ho fatto io in varie situazioni, in un cinema affollato, in una trattoria, in un autobus e urla: “questa Sx Dem ci sta veramente scassando i coglioni”. Avrai come risposta una standing ovation, non vi sopporta più nessuno tranne, ovviamente, Renzi il quale con il vostro atteggiamento così assurdo e fuori dalla storia del nostro partito, si può permettere di twittare “Tanti auguri ai gufi”.
E allora, se si accetta questo atteggiamento sanamente costruttivo, riformista, responsabile, quanto sbagliata risulta la vostra scelta su De Bortoli: lo sapevate che in questo momento era una sfida, una provocazione, e a che cosa serviva? Perché non proporre un Bray ad esempio, o una Berlinguer, o un Sandro Veronesi, o un qualunque nome di personalità amata, stimata, brava che poteva costituire un ponte fra voi e Renzi? In modo infantile avete preferito la rottura. Sinceramente, non è lo stesso atteggiamento dei populisti più imbecilli? Questo è tutto quello che mi allontana da te e da quel che rappresentate politicamente. Io mi sento sempre di sx e cerco di portare le idee di sx dove posso, a cominciare dal giornale. Un grande abbraccio, Sergio
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Insomma Staino è il prototipo dell’italiano becco, bastonato e contento.

Mark
Staino pratica né più, né meno, che il centralismo democratico del vecchio PC: non capisco i vertici, ma i vertici hanno ragione, e non si criticano. Uno squallore!
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Bruno
Ricordo a tutti lo scandaloso titolo a caratteri cubitali in prima de L’Unità quando vi fu il golpe per deporre Berlusconi e insediare Monti: “La Liberazione”! Abbiamo visto quanto l’esattore robotico per conto della Troika ci abbia “liberati”… Berlusconi era quello che era, ma niente in confronto a ciò che è arrivato dopo.”
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OSVA
“C’è un limite alla sopportazione del dolore sia esso fisico, sentimentale o psicologico; esiste una soglia al di sotto della quale scatta in automatico la difesa della propria dignità personale, anche nei casi in cui sia stata barattata a favore del perseguimento di un interesse e per convenienza o, ancor peggio, semplicemente per un’innata mancanza di amor proprio. C’è un limite anche alla rinuncia della difesa delle proprie idee o dei propri ideali, siano questi religiosi o politici. Considerati tutti questi aspetti, anche se ce ne sarebbero molti altri ancora, è lecito chiedersi quale sarà mai il limite di sopportazione raggiungibile, in quanto a mortificazione della propria esperienza ed appartenenza politica, dell’iscritto medio o del semplice sostenitore del PD. ”
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Annamaria
Proprio perché è ridotto a questo punto, a non saper esprimere altro, anche attraverso le sue voci più integre e intelligenti, che rassegnazione, vacuità e grave complicità con un ceto politico incapace, corrotto e marcio, il PD va abbattuto.
Va abbattuto perché pericoloso, perché fortemente nocivo, perché totalmente irrecuperabile.
Di questo bisogna prendere coscienza. Tanti l’hanno già fatto, tanti fanno ancora una gran fatica, per pigrizia, per connivenza, per disperazione (nel senso di perdita di speranza).
Ma la realtà è questa: per salvarsi e recuperare qualcosa di se stesso, della propria dignità, della propria economia, della propria civiltà, questo Paese deve trovare la forza di abbattere politicamente il PD.

IMPATTO DELL’AUSTERITA’ SULLA SALUTE NEL MONDO
berluscameno

In “The Body Economic: Why Austerity Kills” l’economista David Stuckler e il medico Sanjay Basu esaminano l’impatto dell’austerità sulla salute in tutto il mondo. Stimano che ci sono stati più di 10.000 casi di suicidio e fino a un milione di casi in più di depressione in tutta Europa (e negli USA) da quando i loro governi hanno iniziato ad introdurre i programmi di austerità. Stückler ci dice: “Abbiamo studiato come le “recessioni economiche “hanno influenzato la salute delle persone negli ultimi 10 anni. Abbiamo scoperto che le “recessioni fanno male” fisicamente. “La disoccupazione, la perdita di posti di lavoro, il debito nazionale impagabile sono rischi per la salute”. Quando i politici fanno grandi tagli ai sostegni sociali, alle protezioni sociali, come conseguenza delle grandi recessioni , ci possono essere gravi “epidemie”. Anche la Grecia è nel bel mezzo di un disastro sanitario. Per raggiungere gli obiettivi di “riduzione del deficit di bilancio “fissati dalla Troika, la Grecia ha tagliato il suo settore sanitario di oltre il 40%.
“In Spagna ed in Italia invece ci sono stati molti casi di suicidi da sfratto per morosità.
“Spagna, Italia e Grecia sono nella fascia alta di aumenti di suicidi per motivi economici”.
“Le misure di “austerità e rigore” hanno ridotto molti cittadini europei dell’Europa del Sud alla fame e alla miseria”:essi non possono più permettersi di curarsi, di comprare le medicine, di andare dal dentista, di usufruire dei servizi pubblici tagliati dal governo etc.
“L’austerità ha provocato un impoverimento progressivo della classe media e un impoverimento a livello assoluto delle classi più deboli”.
SANJAY BASU ci dice: “Abbiamo confrontato regioni e paesi dall’inizio della recessione. Vediamo che, in realtà, durante le recessioni suicidi o alcolismo non sono aumentati. Questo è successo “dopo “l’applicazione al sociale delle misure di austerità”.“L’austerità è la causa non solo dei suicidi, ma anche di alcolismo, di attacchi cardiaci legati allo stress e di altre principali cause di morte”. “Un caso eclatante che porta per esempio al suicidio è quando un uomo perde il lavoro con conseguente depressione e del suicidio, soprattutto sopra i 50 anni”.

UNA OLIGARCHIA CONTROLLA LA POLITICA
Berluscameno

JIMMY CARTER dice: “Gli Stati uniti sono diventati una oligarchia in cui il denaro (banche e finanza) controlla la politica”.
E’ ormai evidente che una forte e potente “oligarchia finanziaria e bancaria”, che riesce a far adottare le decisioni più favorevoli ai propri interessi, ha occupato le istituzioni.
Dice Carter: “Gli Stati Uniti sono ormai una “oligarchia”, in cui “una corruzione politica senza limiti” ha creato “un sovvertimento completo del nostro sistema politico a vantaggio dei maggiori contribuenti e del sistema Bancario e Finanziario in generale” .
Sia i democratici che i repubblicani ”guardano a questo flusso illimitato di denaro (tramite le Grandi Banche quali “complici interessate”) come a un grande vantaggio per se stessi.”
Gli chiedono: “La nostra Corte Suprema ha ora deciso per il “denaro illimitato in politica. Sembra una violazione dei principi della democrazia. … Cosa ne pensa?”
CARTER: “Viola l’essenza del sistema politico che ha reso l’America un grande paese. Ora è solo una oligarchia, con un potere illimitato di spendere denaro in politica per ottenere la candidatura a presidente o per eleggere il presidente. E la stessa cosa vale per i governatori, i senatori e i membri del Congresso statunitensi.
Così ora abbiamo appena assistito a un sovvertimento completo del nostro sistema politico a vantaggio dei maggiori contribuenti (e delle Banche e del sistema finanziario), che vogliono e si aspettano e talvolta ottengono favori per se stessi anche dopo le elezioni. … “
Il denaro controlla la politica.
Ma guarda caso, questo succede anche in Italia !

L’intervista del Corriere a Grillo.In ONDA 11-8-2015

http://www.la7.it/in-onda/rivedila7/in-onda-11-08-2015-160517

con Miele, la Kienge, Sallusti
condotto da David Parenzo e Tommaso Labate

Grillo:“Mattarello non so nemmeno se c’è. Firma qualunque cosa. Vorrei che qualche volta sbattesse i pugni sul tavolo (ma,c ome scrive Roberto, se Mattarella fosse tipo da pugni sul tavolo, non sarebbe stato scelto da Renzi e B).
Renzi lo ha fatto eleggere violando il patto del Nazareno e lui gli è riconoscente. E’ il suo passacarte. Gli occorrerebbe un esperto di semantica che gli spieghi come un decreto viene rovesciato solo con un avverbio. Se nel falso in bilancio ci aggiungo l’avverbio ‘inconsapevolmente’, lo rendo inapplicabile.
Queste leggi le fanno gli avvocati, per cui sembra che la legge punisca i trasgressori quando invece è vuota. Le riforme di Renzi sono fatte così,sono vuote”. (Mieli nega che ciò sia mai avvenuto eppure lo dovrebbe vedere che si doveva togliere il senato e lo si è solo trasformato e reso ineleggibile. Si dovevano togliere le province eppure sono sempre lì, anzi aumentano. Si doveva punire il falso in bilancio ma la legge è inapplicabile. Si dovevano punire i reati ecologici ma anche qui la legge fa il contrario. Si doveva liberare la Rai dalla spartizione politica e il nuovo cda è peggio della legge Cencelli…L’ipocrisia di Mieli che nega l’evidenza è inaccettabile. Mieli è un impudente. Afferma che esiste il lavoro a tempo indeterminato,il che è falso perché puoi essere licenziato in qualsiasi momento e senza giusta causa, i nuovi assunti a tempo indeterminato ora sono lavoratori a tutele crescenti e dunque di fatto a tempo determinato. Nega che sia impossibile che un giovane non possa fare un mutuo in banca. Magari dovrebbe provarle di persona le fesserie che dice. Quello che dice di giusto è che Grillo col nuovo sistema elettorale può andare al ballottaggio e vincere.
Se la legge sull’Italicum non passa e si va a nuove elezioni, il M5S ha molte possibilità di vincere.

In Onda
La Kyenge ovviamente è stata prescelta dal Pd e difende Renzi come Mattarella. Intanto mente dicendo che il M5S in parlamento fa solo ostruzionismo, mentre nei fatti ogni volta che si poteva votare qualcosa che andava a favore di ciò che era giusto, il M5S l’ha votata,a cominciare dalla decadenza di B o della depenalizzazione del reato di clandestinità.

Grillo: “Se togli cose come la stabilità di una casa o di un lavoro, se dici al cittadino che è inutile che si compri una casa e lo costringi a cambiarne diverse, se in 30 anni deve fare dieci lavori diversi, togli ciò che lega insieme una società, la possibilità di farsi una famiglia, degli amici, una stabilità sociale. Lo metti, come in America, in una situazione di precarietà continua.

Sallusti: “Che il Job act sia un fallimento non lo dice solo Grillo, sta sotto gli occhi di tutti. Doveva essere lo strumento miracoloso che faceva di colpo aumentare l’occupazione, non ha creato un solo posto di lavoro, ha solo cambiato certi contratti già esistenti in altri. Che poi se uno lavora qualche giorno ogni tanto, ciò lo faccia classificare come ‘occupato’, questa è una truffa. Poi l’Istat è sempre stata filogovernativa, su questo non ci sono dubbi e ci ha sempre dato dati edulcorati. E’ normale dunque che i dati dell’INPS non coincidano con quelli dell’ISTAT. Una dice che i posti di lavoro sono calati, l’altra che sono cresciuti. Ma nel frattempo non è cresciuto il Pil, il che è grave, per cui se pure questi posti di lavoro ci fossero, sarebbero a rischio. Nei fatti il costo del lavoro è diminuito).
Sallusti dice :”Io credo più all’Istat che all’Inps, anche perché il presidente dell’Istat lo ha nominato Renzi, quello dell’Inps ancora non lo ha nominato lui. I dati si possono sempre aggregare in modo diverso.

Sui migranti, Salvini dice che Grillo lo copia.
Grillo: “Io non rispondo a Salvini. L’emigrazione è diventata una industria che fa profitti sulla sofferenza. Noi siamo contro la gestione industriale di questo sistema di sofferenza, mentre la Lega e altri sono stati dentro quel sistema, finanziandolo. Teniamo presenti i trattati di Dublino e le sovvenzioni che hanno dato quando il ministro degli interni era Maroni .
La nostra storia è diversa, le parole possono coincidere, ma la gente deve guardare chi dice queste cose.
Il Papa: “Se blocchiamo gli immigrati è come fare la guerra (Io:ma intanto il Vaticano è l’unico Stato dove non entra un solo immigrato e la Chiesa non mette a disposizione dei migranti nessuno dei suoi enormi palazzi o seminari vuoti, pur avendo il 25% delle proprietà immobiliari italiane, e non si vedono né suore né frati ad accogliere i migranti. Dunque anche il Vaticano fa la guerra ai poveri e si limita a fare delle chiacchiere?)
“I migranti vengono deportati- dice Grillo – perché fanno parte di un flusso di economia, di profitto. Se un immigrato costa 50-60-70 € al giorno e fa 2 anni in un centro, sono soldi.
E’ un grosso problema: dove metterli, le case sfitte, gli alberghi sfitti..diventano componenti di un flusso economico. E questo è spaventoso L’immigrato non c’entra, c’entra la gestione di questo governo, di questo Stato, che è immorale. E’ questo che combatte il M5S.
(Gli chiedono come mai lui fosse contro l’abolizione del reato di clandestinità e poi la rete ha votato per abolirlo)
Grillo:”Il reato di clandestinità è amministrativo. E’ una perdita di tempo per le forze dell’ordine, del giudice..è inutile se i migranti non sono identificabili, il foglio di via non vuol dire nulla perché queste persone si perdono, non sai più dove vanno, spariscono. Noi abbiamo una gestione dell’immigrazione che nessuno sa cos’è. Nessuno sa quante persone ci sono. Questo problema lo puoi affrontare da un punto di vista emotivo e questo è sbagliato. L’immigrazione è servita a dare una identità a partiti che non l’avevano più, la dx e la sx, acquistano una identità mentre sono la stessa cosa per tutte le robe, mentre qui c’è una gestione identitaria diversa della sx dalla dx.”

Gianmarco Centinaio della Lega nega qualunque speculazione da parte della Lega che invece fa delle proposte per velocizzare i tempi per l’identificazione, e che questo governo non ha una linea.
Licia Rozzulli di Fi contesta che le banche diano mutui ai nuovi lavoratori e tempo indeterminato by Renzi. Afferma che basta girare il Paese e parlare con gli imprenditori per capire che c’è stato un cambio di contratto, ma non nuove assunzioni. Dice che Mattarella è stato eletto con gli applausi dei 5stelle (può anche essere ma in quel momento era il giudice che aveva sentenziato sull’incostituzionalità del porcellum) e che la Lega ha chiesto di togliere il vitalizio non solo ai condannati ma a tutti i parlamentari e il M5S ha detto No. (FALSO!Il M5S ha votato contro non perché voleva salvare i vitalizi ma perché si stava votando “un compromesso al ribasso”, “una delibera-farsa, che salvava la stragrande maggioranza dei politici condannati, tutti i loro amici di tangentopoli, e colpiva solo una piccola cerchia”. Per i grillini era infatti necessario aggiungere l’abuso d’ufficio, abbassare a 4 anni di pena massima l’elenco dei reati, escludere la reversibilità per i parenti dei parlamentari pregiudicati defunti e la riabilitazione.)

Anche l’eurodeputata Pd, la Kienge dice delle falsità e parla da somara facendo una gran brutta figura, dice che di Grillo non si fida (e invece di Renzi?):”Grillo come Salvini cercano di capire chi sarà lo sfidante alle prossime elezioni. Nessuno dei due fa delle proposte.(Falso. Semmai le proposte di Renzi quali sono?) né nel parlamento italiano né in quello europeo (possiamo ricordarle che Renzi ha fatto passare il semestre di presidenza europea con lavoro zero?). Scendono in piazza agitando miseria e povertà (giustamente il leghista le chiede che proposte ha fatto quando era lei al governo). L’immigrazione non si gestisce con degli slogan, bisogna avere delle proposte che funzionano (e quali sarebbero quelle di Renzi?). Non mi sentirei sicura governata dalla Lega”

Sallusti obietta che metà degli Italiani sono già governati dalla Lega, il Veneto, la Lombardia, la Liguria, il Piemonte fino a poco tempo fa. L’Italia che funziona è stata governata dalla Lega. La Lega ha già avuto il ministero del lavoro e della giustizia e non è che successo che l’Italia corresse chissà che pericoli. Sicuramente Renzi ha una concezione dispotica e autoritaria della politica che Bossi non ha mai avuto, urlava, urlava, poi non succedeva niente. Renzi ha una concezione dittatoriale, di clan. A me tra Renzi e Salvini fa certamente più paura Renzi.

Grillo: “Io non sono candidato o candidabile. Ho fatto un passo indietro. Sto facendo passi indietro. Sto cercando di regolamentare un po’, di fare il garante del Movimento, far rispettare quelle 4 o 5 regole. Ma noi vogliamo introdurre nella Costituzione i referendum propositivi, i bilanci partecipati nei Comuni, io devo pagare le tasse, il mio Comune mi deve dire dove sono andati i miei soldi, qual è il mio rapporto fiscale, ma oggi il rapporto fiscale è delegato a una banca lontana 2000 km. Io mi ritiro perché ho un’età pazzesca, ho una famiglia numerosa, ho fatto il mio tempo. Quando facevo i miei spettacoli davo notizie, oggi forse le persone hanno più informazioni di me con la rete. Il Movimento è nato con le idee che avevo io sull’ambiente, sulle rinnovabili, sull’acqua pubblica…Le 5 stelle sono quei punti lì. Le gestioni dell’acqua ecc vengono date a 30 anni a società multinazionali. Una piazza importante di Genova è stata data in gestione a una società americana per 100 anni. Non è possibile! Io non ho pregiudizi con nessun televisione. Ho in preparazione un lavoro. Una volta che si sarà chiarito che io non sono il leader incontrastato del Movimento, che non sono in carica, che non devono votare Grillo ma un’idea di cui io ho fatto parte, io potrò dedicarmi al mio lavoro, che è quello di divertire, di far vedere alla gente cose che magari non sa. Questa gente non mollerà, perché se molla vanno a casa tutti, non se ne salva uno. Noi andiamo a governare coi cittadini, con mentalità diversa, con stipendi diversi, noi vogliamo che le persone partecipino e diventino loro lo Stato, siamo noi lo Stato, siamo noi che dobbiamo dire al Comune come spendere i nostri soldi, siamo noi che dobbiamo dire con un clic se fare una galleria o non farla, e aumentarci le tasse o no. Noi siamo assolutamente pronti ad andare al governo. Se guardate i ragazzi in televisione, sono i più preparati. Io non ho mai deciso nulla. Tutto è stato sempre deciso con consultazioni on line”
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Platone
Gli schiavi lottano in difesa delle loro catene e sono pronti a battersi contro chiunque voglia proporre vie di fuga dalla caverna“.
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Silvano Agosti diceva: “Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede.. quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
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Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro illusioni diviene facilmente il loro comandante; chi tenta di distruggere le loro illusioni è sempre la loro vittima“. – Gustave Le Bon
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Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi” – William Shakespeare
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La censura è il bastone bianco dei ciechi del pensiero.

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi “ (Matteo 6.5)
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BRECHT

“Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico.
Egli non ascolta, non parla né partecipa agli avvenimenti politici.
Non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce,
della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
Un analfabeta politico è tanto animale che si inorgoglisce e gonfia il petto nel dire che odia la politica.
Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica proviene
la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, ingannatore e corrotto,
leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali
.”
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MA QUANTI SONO QUESTI PRESUNTI NUOVI OCCUPATI?
Dal Blog di Grillo

Il Governo sta mettendo in atto da mesi una gravissima campagna di disinformazione sulle condizioni del mondo del lavoro. A ogni occasione utile, quando escono i dati Istat o Inps, si impegna a capovolgere la realtà. Oggi vanta i 259 mila contratti “stabili” in più del primo semestre 2015, certificati dall’Inps. Peccato che di stabile i nuovi contratti non abbiano nulla. Dopo l’approvazione del contratto a tutele crescenti (7 marzo 2015), i datori di lavoro hanno portato avanti una massiccia conversione di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti, proprio perché rassicurati dalla estrema facilità di licenziamento che garantisce la riforma del mondo del lavoro. Nei primi 3 anni, infatti, i datori di lavoro potranno disfarsi dei lavoratori adducendo motivazioni economiche ed erogando loro l’equivalente monetario di 2 mensilità per ogni anno di servizio, anche se il licenziamento è dichiarato illegittimo dal giudice. Si legalizza in pratica il licenziamento arbitrario, in cambio di un tozzo di pane. Solo dopo 3 anni di servizio i contratti a tutele crescenti devono essere stabilizzati per davvero, ma nulla vieta ai datori di lavoro di scaricare poco prima i lavoratori a tutele crescenti e assumerne di nuovi. Si profila così una gigantesca operazione “usa e getta” che vedrà coinvolti nei prossimi anni i nuovi assunti. Va detto, peraltro, che l’Istat ha già messo una pietra tombale sulla propaganda governativa: a giugno la disoccupazione è tornata al 12,7% e gli occupati sono in calo anche rispetto al giugno dell’anno scorso. Un disastro totale, che il Governo cerca di coprire manipolando i dati Inps, i quali calcolano non i nuovi posti di lavoro, ma i nuovi contratti di lavoro. Incrociando i dati Istat e Inps viene fuori la cruda realtà: il Governo non ha creato un solo posto di lavoro, e ha coperto il suo fallimento con la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti ancora meno stabili, vendendoli per quello che non sono.
Da quando siamo nell’euro abbiamo perso il 25% della nostra industria.
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In pochi anni l’Italia ha perso circa l’8,5% del Pil e il 30% degli investimenti. La base industriale è diminuita del 20%. I redditi sono scesi al livello dei primi anni ’90, quando l’euro ancora non c’era, e l’Italia ha il 13% di disoccupazione che salgono al 44,2% per i giovani. Ci sono dieci milioni di totalmente poveri e un terzo delle famiglie è a rischio povertà. La pressione fiscale è in costante aumento, la spesa pubblica viene continuamente tagliata, il debito pubblico continua a crescere. Oggi era di 2200 miliardi di euro.
I trattati di Maastricht e gli accordi su deficit e debiti pubblici nazionali sembrano impedire una gestione diversa e alternativa della politica economica ma non fanno che portarci da un fallimento a uno peggiore.

TUTTI PRONTI PER NUOVI PATTI E PATTE
Viviana

Salvini frigge e vuole andare al potere con Renzi.
Ha già detto che è pronto a fare con lui il nuovo patto del Nazareno, cioè un patto col Pd. Quattro giorni fa ha detto: “Sono pronto a tentare un’alleanza strategica con Renzi su temi quali l’embargo russo, gli studi di settore, la legge Fornero e le tasse…Avendo la Lega come priorità bene del Paese, l’ideale sarebbe andare al voto. Subito. Ma mi pare che siamo gli unici a volerlo, per cui a questo punto vanno bene anche le alleanze strategiche solo su temi che per noi sono prioritari»
Intanto Berlusconi parla male di Renzi, ma sa benissimo che Renzi non ha la maggioranza al senato e che l’Italicum rischia di far cadere il governo, per cui sta giocando le sue carte e sul cda Rai è andato benissimo, gli ha fatto addirittura riconfermare per la quarta volta la Gasparri. Sulla rai il Nazareno è stato resuscitato e ora è più vivo che mai.
Berlusconi da solo non fa nulla ma Renzi sa che sulle riforme non ha i voti.
Se Berlusconi e Salvini uniscono le loro forze, Renzi dovrà capitolare.
Nessuno però, a questo punto, venga a parlarmi di ideologie, di dx o di sx.
Qui ci sono solo brutali e meschini giochi di potere fatti sulla pelle degli Italiani

GLI STRATOSFERICI GUADAGNI DELLE BANCHE PRIVATE GRAZIE AL DEBITO
Berluscameno

La “BANDA LARGA” sta molto a cuore ai Bankster. Infatti quella “Banda “ colpisce sempre all’ALBA, quando i cittadini comuni “dormono” e la loro “attenzione” è ridotta al minimo. Non è necessario essere muniti di laurea in macro –economia o di relativo Master per seguire i semplici calcoli che vi espongo.
Il Debito Pubblico Italiano ammonta a 2.200 miliardi.
Se si esclude lo Stato Italiano, tutte le banche italiane possono recarsi presso la BCE e chiedere a Draghi di assegnare a loro un certo importo di prestiti monetari (QE) al tassodi interesse annuale dello 0,15 % . Supponiamo che la BCE possa o voglia concedere all’ insieme delle Banche Private italiane un ammontare totale di prestito (al tasso annuale di interesse del 0,15%) corrispondente all’ importo totale del nostro debito pubblico. La banda dei Bankster italiani (se fosse concesso dai Trattati “farlocchi” UE ) potrebbe cedere-poi- allo Stato Italiano l’intero importo ricevuto dalla BCE : di 2.000 miliardi di euro. Potrebbero chiedere di ottenere un utile o guadagno dall’ operazione finanziaria effettuata del 100% ,ossia di ottenere dallo Stato italiano un interesse sull’ ammontare del debito Pubblico (2000 miliardi) calcolato tramite un interesse dello 0,30%.
Le Banche private italiane pagherebbero alla BCE un importo totale sugli interessi sul prestito concesso a loro di 2.000 miliardi ,di –circa- tre miliardi di interesse annuo (allo 0,15% ). Lo Stato italiano pagherebbe alle Banche private italiane un interesse annuo (del 0,30%) ossia sei miliardi ,sempre sui 2.000 miliardi di debito Pubblico.
Le Banche –alla fine dell’anno-si troverebbero un utile o guadagno di tre miliardi di euro: infatti, incasso totale sei miliardi –spesa totale tre miliardi = utile pari a tre miliardi, che corrisponde ad un utile pari al 100% della spesa effettuata.
Ma la situazione reale non è proprio così.
Infatti lo Stato paga ogni anno -quale importo totale di interessi di gestione del suo Debito Pubblico- circa 80 miliardi: ossia pari all’ incirca al 4% del totale di debito di 2.000 miliardi. Lo Stato Italiano è infatti obbligato ad emettere sul mercato suoi Buoni del Tesoro decennali -su cui mediamente deve rimborsare le Banche sottoscrittrici del Buoni del Tesoro – con interessi di circa il 4%-un Importo annuale di circa 80 miliardi.
Ammesso che le Banche private abbiano nelle loro mani tutti i 2.000 miliardi del totale del Debito Pubblico, realizzerebbero un guadagno pari al 2.566% sul capitale investito all’ inizio di ogni anno. La cifra che i Bankster potrebbero guadagnare ogni anno è mostruosa: 2.566 % sul capitate investito!
Nessuna “Banda di Mafiosi” si sogna di poter guadagnare tanto “come ritorno” dai suoi investimenti in traffici illeciti.
E’ vero che nessuna delle “due bande” paga mai un solo euro di imposta sui guadagni in” nero” od in “bianco” realizzati.
Vediamo allora il conto numerico che fanno i Bankster -ed in cui sono maestri!
Incasso -a fine anno- dagli interessi sui BOND statali (quindi super sicuri) uguale ad 80 miliardi. Diminuito degli interessi annuali pagati alla BCE – su 2.000 miliardi di prestito- uguale a 3 miliardi. Il Totale del guadagno delle Banche Italiane (ogni anno) è eguale a 77 miliardi : cioè pari al 2.566% di utile esentasse!
SE il 100% di utile totale (sull’interesse del 0,15% pagato alla BCE dalle banche)
è pari a 3 miliardi = ossia il 100% – allora
è pari a 30 miliardi = ossia il 1.000% ,quindi
è pari a 60 miliardi = ossia il 2.000% , ed ancora
è pari a 77 miliardi = ossia il 2.566% ,il guadagno effettivamente realizzato
-potenzialmente – dalle Banche Italiane nel loro complesso- in un anno.
E questa bella cifra -ed il relativo stratosferico guadagno percentuale- si riferisce “ad una sola “operazione bancaria portata a termine in un anno.
Figuriamoci il rendimento effettivo di tutte le migliaia di operazioni -anche “off-shore” – compiute tramite le loro “Banche Ombra” nel mercato dello “Shadow Banking” e tutto assolutamente in nero!
Ma i Bankster si lamentano perché vogliono che lo Stato prepari per loro (di propria iniziativa) una bella “Bad Bank” in cui scaricare tutte le operazioni finanziarie andate a male (anche se sono operazioni “avventurose “concluse tramite le loro Banche Ombra).

RAPPORTO DEBITO/PIL DAL 103,1 DEL 2017 AL 132,9% DI OGGI
berluscameno

Bisogna ricordare che cosa è successo in Italia:
il rapporto debito/pil è passato dal 103,1% del 2007 al 120% del 2011, fino al 132,1% del 2014, vanificando oltre un ventennio di sacrifici compiuti accumulando saldi primari a partire dal 1994, quando era stato toccato il picco del 121,2%.
In particolare, tra il 2007 ed il 2011, il rapporto debito/pil è cresciuto di 17 punti, in misura analoga a quanto era accaduto in Germania (+16), ma molto meno della Francia (+21,6%) e della Gran Bretagna (+41,1%) e ben al di sotto della media dei Paesi dell’ Eurozona (+20,9%).
“Gli errori di politica economica compiuti a partire dal 2011, anno in cui comunque il Pil italiano era già con il segno positivo(+0,4%), sono stati enormi, ed hanno pesato più della crisi finanziaria, soprattutto in termini di “caduta dell’occupazione” e di sofferenze bancarie”.
I danni più rilevanti sono derivati dalle “misure di risanamento strutturale”, quelle che avrebbero dovuto ridurre il debito ed “invece lo hanno fatto aumentare a dismisura “per via del calo del Pil, della produzione industriale, del “blocco totale dell’attività nel settore edilizio(a causa dell’aumento Abnorme della tassazione sulle case dei lavoratori e non sui super stipendi milionari in euro dei manager!) e dal conseguente “abbattimento dei valori immobiliari” (non si riesce più a vendere un immobile in Italia se non viene ottenuto dall’ acquirente “uno sconto” sul prezzo richiesto di almeno il 50%!)
Non si è trattato di semplici errori di previsione, ma di scelte radicalmente sbagliate:
“Padoan ha cercato il pareggio strutturale del bilancio pubblico “aumentando a dismisura le imposte correnti”, incidendo sugli investimenti finanziari e “tramite tasse locali assurde sul patrimonio immobiliare” che è di per sé infruttifero, come la casa di abitazione, e su cui magari ancora si paga un mutuo”.
La vera anomalia italiana è rappresentata dall’”enorme onere per interessi sul Debito Pubblico “che andava invece “denunciato alla BCE”, che poteva concedere prestiti allo 0,15 % alle sole banche , ma non direttamente al Nostro Stato che doveva così pagare alle banche private italiane interessi minimali del 4-5 % annuale sul debito pubblico (di 2.140 miliardi di euro !)sull’ importo dei nostri Bond Statali a 10 anni.
“Padoan – invece – si è limitato ad assorbire nel Bilancio l’importo di” 80 miliardi di interessi annuali sul totale del Debito Pubblico ” come si era fatto nei venti anni precedenti, con misure una tantum annuali:
la politica tanto biasimata dei “condoni” e poi quella degli” scudi fiscali” non incideva –infatti -sui redditi correnti disponibili delle famiglie.
Come nelle diete, il “dimagrimento del debito” si vede sempre dopo un certo tempo.
Ed infatti, il Def per il 2012 approvato nell’aprile di quell’anno dal Governo Monti, dopo aver già varato il “Salva Italia” nel dicembre precedente, stimava per il 2015 un rapporto debito pubblico/pil pari al 114,4%, mentre secondo il Def (di Padoan)per il 2015 quest’anno dovremmo raggiungere il 132,5%.
Un nuovo “straordinario”massimo storico.
Tutti i governi hanno continuato a prevedere una riduzione prospettica del rapporto debito/pil, affidata per un verso ad “una crescita sostenuta del denominatore”, e per l’altro ad un sostanzioso contributo dell’”avanzo primario”.
Il Def del 2012, approvato dal Governo Monti, prevedeva per il 2014 un rapporto avanzo primario/pil pari al +5,5% e per quest’anno (2015)il +5,7%:
in realtà il rapporto è andato sempre diminuendo, passando dal +2,2% del 2012 all’1,6% del 2014.
Ma crescerà di nuovo, visto che l’ultimo Def (Padoan)prevede che nel 2018 l’Italia avrà finalmente il suo primo bilancio attivo, quando “le spese per interessi saranno pari a 68 miliardi di euro “mentre il saldo primario sarà di ben 77 miliardi di euro, passando al 4,3% del Pil e quindi triplicandosi rispetto al 2014.
Rispetto ai 28,2 miliardi di avanzo primario del 2015, l’anno prossimo occorrerà recuperare altri 19 miliardi, poi altrettanti nel 2017 ed ancora 12 miliardi nel 2018.
A settembre si faranno i conti, quelli veri.
L’avanzo dei conti con l’estero, arrivato al 3% del Pil, non contribuisce più alla crescita, mentre i capitali stranieri subentrano nella proprietà delle imprese, senza allargare la base produttiva.
Intanto, gli italiani continuano ad accumulare risparmi, ma questi (non indirizzati più all’ acquisto di un immobile residenziale) non affluiscono più al sistema bancario, e per questa via all’ economia reale.
Invece del “risanamento del Bilancio Pubblico (promesso da Padoan), abbiamo le sofferenze bancarie da una parte ed il debito pubblico dall’ altra che non sono mai stati così pericolosamente incombenti.
Queste sono le eredità della politica economica del rigore e dell’ Austerity distruttiva, sponsorizzata dalla Merkel, da Draghi , dal Ministro delle Finanze tedesco Schaeuble e dai loro Compagnucci di rapina, per distruggerci definitivamente e defraudarci –così- tramite il “prossimo Default dell’Italia” -di tutte le nostre ricchezze pubbliche e private!
Meglio dare la colpa alla crisi finanziaria, come fa lo studio del FMI:
le responsabilità politiche non hanno mai né un nome, né un volto.

QUELLO CHE CI SEMBRA UN FALLIMENTO EUROPEO E’ PREMEDITAZIONE
Berluscameno

L’Unione Europea (UE) taglia le conquiste democratiche e sociali.
Il fallimento dei governi europei, della Commissione Europea e della BCE nella realizzazione di quello che dicono di voler conseguire è evidentissimo.
Vogliono :
a)-ridurre la disoccupazione
b)-rilanciare l’attività economica,
c)-risanare radicalmente le banche,
d)-stimolare e aumentare il credito, in particolare alle piccole e medie industrie,
e)-aumentare gli investimenti,
f)-ridurre il debito pubblico.
Su tutti questi punti la politica europea è un fiasco clamoroso.
Ma sono questi i veri obiettivi che i dirigenti europei desiderano raggiungere?
I grandi media affrontano regolarmente una serie di questioni come:
1)-un “possibile crack della zona euro”;
2)-il fallimento delle politiche di austerità rigore in materia di rilancio economico; 3)-le tensioni fra Berlino, Parigi o Roma, fra Londra e i membri della zona euro;
4)-le contraddizioni in seno al Consiglio della BCE;
5)-le grandi difficoltà per giungere a un accordo sul bilancio della UE, l’esasperazione di certi governi europei con l’ FMI circa il dosaggio dell’austerità.
Sebbene tutte queste tensioni siano ben reali, esse non devono occultarci l’essenziale.
I dirigenti europei dei paesi più forti e i patron delle grandi Banche e grandi imprese sono felici che vi sia una zona economica, commerciale e politica comune, dove le transnazionali europee e” le economie del Centro della zona euro ottengono vantaggi dalla debacle della Periferia, per rinforzare la redditività delle loro Banche ed imprese e guadagnare in competitività rispetto ai concorrenti statunitensi e cinesi.
Il loro obbiettivo, in questa fase della crisi, non è rilanciare l’economia e ridurre le asimmetrie fra le economie forti e deboli all’ interno dell’Unione Europea.
Inoltre i dirigenti europei considerano che la debacle dell’Europa del sud sarà un’opportunità per privatizzazioni generalizzate di imprese e beni pubblici a prezzo di saldo. E sono aiutati dall’intervento della Troika e dalla complicità attiva (o tradimento) della governance dei vari Governi del sud-Europa.
Le classi dominanti dei paesi periferici sono favorevoli a queste politiche, giacché contano di ricevere una parte della torta che bramano da tempo.
Le privatizzazioni in Grecia e in Portogallo prefigurano quello che avverrà in Spagna e Italia, dove i beni pubblici che potranno essere acquistati sono molto più importanti, considerando la grandezza di queste due economie.
I dirigenti delle economie europee più forti possono anch’esse pianificare di realizzare una nuova ondata di importanti privatizzazioni nei loro stessi paesi.
E non viene nascosta la stretta relazione fra gli uomini di governo e il grande capitale e le grandi banche.
Al vertice di molti governi, collocati in posti ministeriali importanti e nella presidenza della BCE, si trovano uomini provenienti direttamente dal mondo dell’alta finanza, in modo particolare dalla banca d’affari Goldman Sachs.
Alcuni politici di prima fila vengono ricompensati con un incarico in una grande banca o in una grande impresa, una volta che hanno portato a buon fine “i loro compiti a favore delle grandi corporazioni.
Non è nulla di nuovo, però è più palese e più frequente rispetto agli ultimi 50 anni.
Si può parlare di veri vasi comunicanti ben visibili. O di Sistema delle porte girevoli.
Pensare che la politica dei dirigenti europei è un fallimento perché la crescita economica non è tornata significa sbagliarsi fortemente nei criteri dell’analisi.
Gli obiettivi perseguiti dalla direzione della BCE, dalla Commissione Europea e dai governi delle economie più forti dell’UE, dai dirigenti delle banche e di altre grandi imprese private, non è né il rapido ritorno della crescita, né la riduzione delle asimmetrie in seno alla zona euro e dell’UE, né la diminuzione della disoccupazione.
Soprattutto non si deve dimenticare una questione fondamentale: la capacità dei governanti, che si sono messi docilmente al servizio degli interessi delle grandi Banche e delle grandi imprese private, per gestire una situazione di crisi, e anche di caos, e operare nel modo richiesto da queste grandi imprese ed istituzioni finanziarie nazionali ed internazionali.
La crisi consente loro di passare all’ attacco col pretesto di applicare un trattamento di shock giustificato dall’ ampiezza dei problemi.
I diritti economici, sociali e culturali sono continuamente messi in discussione nelle loro fondamenta, senza dimenticare l’offensiva contro i diritti civili e politici quali il diritto effettivo all’ elezione dei legislatori.
In realtà il Parlamento Europeo non esercita effettivamente il potere legislativo, i parlamenti nazionali dei paesi sottomessi alla Troika vedono come questa detti le sue leggi mentre gli altri parlamenti vedono la propria sovranità e il proprio potere fortemente limitati dai differenti trattati farlocchi europei, adottati senza alcuna consultazione democratica, come il” TSCG” (Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governabilità) che fissa requisiti di bilancio totalmente inaccettabili per tutti i Paesi UE deboli del Sud Europa.

SALARI NEL MONDO
berluscameno

… in Germania, 7,5 milioni di lavoratori devono accontentarsi di un salario mensile di 400 E, allorché il salario normale mensile supera nettamente i 1.500 Euro.
SECONDO:
a queste differenze si aggregano le disparità fra i lavoratori dei paesi del Centro e quelli dei paesi della Periferia, in seno all’ UE, differenze che accrescono quelle praticate all’ interno delle frontiere nazionali.
“ I salari dei lavoratori del gruppo dei paesi più forti (Germania, Francia, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Austria, Danimarca) sono il doppio o il triplo dei salari di quelli di Grecia, Portogallo , Slovenia o Italia ”.
Il salario minimo legale in Bulgaria (156 euro mensili nel 2013) è 8 o 9 volte inferiore rispetto a paesi come Francia, Belgio o Paesi Bassi.
In America del Sud, anche quando le differenze sono grandi fra le economia più forti (Brasile, Argentina, Venezuela … ) e i più deboli (Paraguay, Bolivia, Ecuador … ), la differenza nel salario minimo legale è dell’ordine da 1 a 4, quindi una disparità nettamente inferiore di quella all’ interno dell’Unione Europea.
“Questo mostra a qual punto è forte la concorrenza fra i lavoratori europei”.
Le grandi imprese reali e bancarie dei paesi europei più forti sul piano economico beneficiano fortemente delle disparità salariali in seno all’UE.
Le autorità europee rafforzano anche”la politica della fortezza assediata” violando il diritto dei cittadini e cittadine non europei all’ingresso sul territorio.
“Inoltre perfezionano “la loro politica criminale “alle frontiere dell’Europa che provoca la morte di migliaia di persone che cercano di trovare una vita migliore all’ interno della UE”.
E anche il “diritto di asilo” viene ignorato.
“Ciò che vediamo, dietro la cortina di fumo dei discorsi ufficiali, è una logica terribile, ingiusta e mortifera che è in atto”.
E’ il momento di portarla alla luce QUESTA LOGICA “CRUDELE” per poter affrontarla in modo migliore e poterla sconfiggere.

Sauro manda:
http://www.lastampa.it/2015/08/13/scienza/ambiente/focus/la-terra-da-domani-inizia-a-consumare-le-riserve-del-QpZtWNWczRYg8h2oqD02FL/pagina.html

LE RISORSE DELLA TERRA PER IL 2015 SONO FINITE
DA DOMANI CONSUMEREMO LE RISERVE DEL FUTURO
Foreste, fauna e terreno: si intaccherà il capitale naturale che dovrebbe servire per i prossimi anni
LUCA MERCALLI

Il 13 agosto 2015 è l’Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento delle risorse terrestri: da domani a fine anno si intaccherà il capitale naturale, abbattendo foreste tropicali millenarie, pescando più pesce di quanto se ne possa riprodurre, immettendo in atmosfera gas a effetto serra che cambieranno il clima per secoli, spargendo nell’ambiente miriadi di composti tossici prossimamente nei nostri piatti.
L’anno scorso il conto è andato in rosso il 17 agosto (19 agosto nei comunicati dei media, poiché le date della serie storica vengono retroattivamente riviste ogni anno in base alle nuove informazioni disponibili), quindi quest’anno l’anticipo è di circa quattro giorni. L’ultima volta che la popolazione umana – allora 3,5 miliardi contro i 7,3 attuali – riuscì a mantenere i propri consumi all’interno degli «interessi» annui prodotti dalla natura fu il 1970, vale a dire che la giornata del sovrasfruttamento cadeva in prossimità del 31 dicembre.

Brama di energia
Dopo 45 anni la nostra brama di energia e di oggetti ha divorato sempre più in fretta le risorse, al punto che un recentissimo lavoro di John Schramski, docente di ecologia all’Università della Georgia, definisce la biosfera terrestre come una gigantesca batteria che si è caricata durante centinaia di milioni di anni di lenta attività, e che ora noi stiamo rapidamente «scaricando». Schramski e collaboratori ci ricordano che «le leggi della termodinamica che governano la carica e la scarica rapida della batteria terrestre sono universali e assolute» e noi rischiamo di mandare in black-out l’intero ambiente che ci sostiene, come peraltro ha perfettamente interpretato l’enciclica di papa Francesco «Laudato si’». Non possiamo permetterci di continuare su questa pericolosa traiettoria; le Nazioni Unite hanno appena aggiornato le proiezioni demografiche: 9,5 miliardi di individui al 2050. Se tutti continueremo a bruciare materiali fossili accelerando il riscaldamento globale, prelevare massicce frazioni di biomassa e restituire rifiuti non biodegradabili, avremo bisogno per fine secolo dell’equivalente di tre pianeti, missione impossibile.

Italia in default
L’Italia in particolare è messa male: il nostro giorno del sovrasfruttamento, calcolato in base alle risorse effettive dei nostri 301.000 chilometri quadrati di territorio e mari adiacenti, è già avvenuto il 6 aprile 2015. Ci siamo mangiati tutti i nostri interessi naturali in poco più di tre mesi, per il resto dell’anno intacchiamo il capitale del nostro futuro e importiamo energia e materie prime da altri Paesi più dotati. Per essere in equilibrio con il nostro standard di consumo dovremmo avere un territorio quattro volte più vasto! Nonostante l’importanza estrema di questi argomenti, dai quali dipende il benessere di una società e la sopravvivenza fisica delle persone, si continua bellamente a ignorarli. La priorità dell’agenda politica italiana è la crescita economica, palesemente impossibile alla luce della fisica, mentre dovrebbe essere la sostenibilità del nostro bilancio ecologico. Italia o Mondo comunque fa poca differenza, siamo tutti sullo stesso pianetino. Un’astronave che sta andando in riserva e dove piloti e passeggeri se ne infischiano degli indicatori lampeggianti e degli allarmi acustici diramati dagli scienziati che chiedono una sosta per manutenzione degli ecosistemi, una bonifica per inquinamento della cabina e un rifornimento di energia rinnovabile.

Aereo in picchiata
Mi ricorda la situazione creatasi a bordo del volo Air France 447 Rio-Parigi nella notte del primo giugno 2009. Un piccolo e temporaneo guasto tecnico su un modernissimo Airbus 330 causò una incredibile catena di errate manovre dei piloti. Prigionieri di una sorta di dissonanza cognitiva i piloti ignorarono ben 75 allarmi di stallo che probabilmente ritennero un errore del sistema. In quattro minuti precipitarono senza rendersene conto da 11 mila metri inabissandosi nell’Atlantico con gli altri 225 passeggeri e membri dell’equipaggio. Le scatole nere riveleranno che le ultime parole furono: «Ci schiantiamo! Non può essere vero». La nostra civiltà sta iniziando a precipitare, ma abbiamo ancora tempo di riprendere l’assetto di volo per un saggio atterraggio d’emergenza. A patto di ascoltare gli allarmi di stallo.

LA CRISI IN SPAGNA
ALESSANDRO GILIOLI

In Spagna la crisi economica ha avuto un’evoluzione interessante – forse – anche per noi.
Parliamo di un Paese dove milioni di persone sono prima passate da un lavoro continuativo e decentemente salariato alla disoccupazione, quindi dalla disoccupazione a un puzzle di lavoretti sottopagati e provvisori (in genere di 3 o 6 o sei mesi) che consentono un introito medio mensile inferiore del 30-40 per cento rispetto a prima della crisi.
In sostanza, potremmo dire che la crisi è stata usata per sostituire lavori e redditi decenti con lavori e redditi indecenti.
Ci sono ha due effetti.
Il primo sulla politica: il premier locale infatti ora può vantarsi di avere ridotto la disoccupazione è aumentato il Pil rispetto a tre-quattro anni fa.
Il secondo sul consenso dei meno avveduti: i quali ringraziano della maggior disponibilità dei minijobs perché questi sono “meglio che niente”. Un po’ come se uno ringraziasse il borseggiatore che dopo avergli rapinato il portafoglio gli ha fatto riavere le monete, tenendosi tuttavia le banconote.
Non si sa (ancora) se anche l’Italia seguirà questa tendenza: di certo stiamo già assistendo a una gran campagna per renderci entusiasti della graduale diminuzione di posti di lavoro relativamente solidi e garantiti compensata da un aumento di lavori creati da provvisorie defiscalizzazioni e unilateralmente revocabili in qualsiasi momento.
Più in generale, però, anche in Italia si è già diffusa la cultura del “meglio che niente”, che è il vero vessillo dell’egemonia culturale della dx economica: quella che ha introdotto nel linguaggio termini come “bamboccioni” e “choosy”, quella che dà degli sfigati agli studenti-lavoratori, quella che calvinisticamente ti convince che se non hai un futuro si vede che te lo meriti, quella che devi correre a inchinarti se l’Expo ti chiama con 24 ore di anticipo per un impiego precario da 800 euro al mese in una città dove l’affitto minimo ti costa quasi altrettanto.
Insomma, il vincismo totalitario, dove si brinda per un lavoro di merda a un salario di merda, perché “è meglio che niente”.
Sapete, un paio d’anni fa c’era una sartoria del’Honduras dove migliaia di lavoratori dovevano stare alla macchina 10 ore consecutive con addosso il pannolone, in modo da risparmiare sui tempi dei bisogni fisiologici.
E quelli andavano tutti i giorni al lavoro col pannolone, perché lavorare così era “meglio di niente”.

I FAMIGERATI ’PRODIGI’ DI RENZI
Leggo:
rramella
Non capisco le accuse a Renzi: in un anno abbiamo avuto divorzio breve e fra poco unioni civili, leggi fra le più severe in europa contro falso in bilancio corruzione e reati ambientali, cariche gratis nelle province e nel futuro senato, 80€ e bonus neonati, forte stimolo ai contatti a tempo indeterminato sia in generale sia nella scuola, taglio più che drastico delle auto blu e delle maxi ferie dei magistrati; a me sembrano cose di sinistra mentre D’alema e Prodi hanno regalato il paese agli amichetti e spinto in tutti i modi il precariato
..
Caro Rramella
non so se lei c’è o ci fa
I casi sono tre: o la sua disinformazione è eclatante (magari lei vive all’estero o sulla Luna), o la sua faccia tosta è da primato o è un renziano pronto a dire tutto e il contrario di tutto per uno straccio di paga e dunque l’ultimo dei servitori zelanti e leccanti.
Bene per il divorzio breve che era atteso da dieci anni, ma il resto dei prodigi renziani che lei nomina non è degno di una persona perbene e minimamente informata.

Parlare delle ‘leggi fra le più severe in Europa contro falso in bilancio, corruzione e reati ambientali’ è davvero sfacciato. Nemmeno un bugiardo patentato oserebbe tanto.
Prima di tutto Renzi ha accorciato le prescrizioni così da creare un grandioso libera-tutti, poi ha ‘esentato’ dal carcere chiunque riceva condanne fino a 5 anni di pena, ora si dà da fare per storpiare le intercettazioni, punendo addirittura chi dia prova di reato con questo mezzo e non appartenga alle forze di polizia, infine basterebbe ricordare il vergognoso salvataggio di un tipo come Azzolini per cui la stessa Commissione Giustizia, dopo l’esame degli atti, aveva appurato i gravi indizi di reato.
Renzi combatte talmente la corruzione, che gli onorevoli corrotti del Pd sono saliti dai 7 con Bersani a 34 con lui, 80 in totale, forse gli preme che l’Italia non perda il record di avere la classe politica più corrotta d’Europa. Sa quante persone ci sono in carcere per corruzione nella ligia Germania? 8700. Sa quante ce ne sono in carcere nella corrottissima Italia? 11!! Undici!!
Lei evidentemente non si è accorto che le nuove leggi punitive di Renzi sono talmente alterate da essere in pratica inapplicabili.

Viene qui a parlare di falso in bilancio?? Forse non si è accorto che la legge è stata suicidata aggiungendovi l’avverbio ‘consapevolmente’, il che sarà la gioia degli avvocati difensori del reo.
Lo sa che il falso in bilancio in tutta Europa è punito con la massima severità (3-5 anni e 7 in UK) e che ora con questa leggiuzza di Renzi, il reo sarà più impunito che con Berlusconi? Come mai sono state messe delle soglie di impunità sotto cui la legge non vale? Lo sa nessun Paese europeo prevede uno spazio legale per la creazione di fondi neri. E invece qui abbiamo addirittura un capo del governo che li premia !! Altrove non solo non esistono soglie, ma in Regno Unito e Usa i manager che truccano i conti rischiano pene durissime. In Europa il falso in bilancio è punito a prescindere dalle sue conseguenze su soci e creditori ed è perseguito d’ufficio, senza la necessaria denuncia della parte lesa e questi reati si prescrivono difficilmente. Qui si rilascia addirittura alla discrezione del giudice di valutare la gravità del reato!!

Passiamo agli ecoreati. Male hanno fatto i 5stelle ad applaudire una legge che “Punisce solo se il disastro ambientale è cagionato ‘abusivamente’ “. Con una legge simile nessuno sarebbe imputato per i disastri dell’Ilva o di Porto Tolle. Abbiamo un’altra legge salva-delinquenti.
Come ha detto bene Bonelli: “Non si potranno più svolgere i processi contro quelle grandi industrie che impunemente hanno inquinato e attentato alla salute dei cittadini, ma lo hanno fatto in nome di un’autorizzazione dello Stato e quindi non abusivamente, facendo dipendere l’esistenza del delitto da un intervento solo amministrativo quale è il rilascio di un’autorizzazione. In questo modo si protegge l’industria inquinante e si fermano i magistrati troppo zelanti! Oltre al disastro ambientale abusivo questa legge ha un altro punto debole: per essere considerato disastro, il deterioramento ambientale di aria, acqua deve essere misurabile e devono essere compromesse porzioni significative di suolo e sottosuolo. Senza dire, però cosa significa e come si misura. E quali sono le “porzioni significative” del suolo e del sottosuolo?”

Lei parla degli 80 euro dati a qualcuno? E nemmeno ai più poveri, ma a degli stipendiati! Pensi che quel regalino che è servito a Renzi a vincere le europee sono costati 6,9 miliardi a TUTTI.

Passiamo alle Province che non sono state affatto eliminate ma anzi stanno aumentando! In ben due direttive l’Ue ci ha chiesto di ABOLIRLE, in quanto enti inutili il cui costo (17 miliardi l’anno) serve solo a un autofinanziamento. Renzi non le ha abolite affatto, anzi stanno aumentando e ha addirittura assunto 21. 000 addetti in più. E non mi venga a raccontare che questa massa aumentata di persone non ci costerà niente!
O che sarà gratuito il nuovo Senato ‘a ore’ fatto di ‘nominati’ che faranno il carosello su e giù dagli enti locali a Roma con tutti i benefit del caso (ne abbiamo già abbastanza delle liste spese pazze degli enti locali!) e che costeranno ancora di più per tutte le contestazioni istituzionali che creeranno, essendo la legge fatta talmente male, che non sono chiari né i campi né le competenze.
L’unica cosa ben chiara è che Renzi ha scippato due diritti elettorali che la Costituzione riconosceva alla sovranità popolare: il diritto di eleggere i presidenti di Provincia e il diritto a eleggere i Senatori. E insieme ha reso più difficile il referendum, altra botta alla democrazia!
Per quegli 80 euro dati a qualcuno (e nemmeno ai più poveri ma a degli stipendiati) sono aumentate di 6,9 miliardi di euro le tasse a TUTTI!
Per dare il bonus bebé, che nessuno ha ancora visto, ogni famiglia sarà gravata di una spese accessoria di 600 euro.
Per la scuola peggio di così non si poteva fare. Provi a chiederlo a qualunque dipendente della scuola ma sia pronto a scappare se si infurierà.

Le auto blu non sono state tagliate affatto, anzi, a parte che restano ancora da vendere quelle messe su e bay, il governo ha comprato altre 210 vetture pubbliche, tutte blindate per una spesa massima di 25 milioni di euro. A cui si aggiunge un’altra convenzione attiva e tuttora valida che prevede l’acquisto di 1.100 vetture tra berline e utilitarie!

Mi fermo qui sennò scoppio.
Queste balle e le altre vada pure a ripeterle alla Festa dell’Unità. Quelli mandano giù di tutto. Manderanno giù anche quelle!

Ora ci mancavano proprio 26 impianti di riciclo andati a fuoco e quel Paese che si chiamava Italia finirà tutto in discarica.

RIDIEBASTA

Matteo Renzi è meglio di Mastrota
E devi tener conto che:

Giorgio Mastrota riesce a vendere 500 materassi al giorno

Nel 2050 Grazie a Giorgio Mastrota ognuno di noi avrà in casa due materassi matrimoniali e un set completo di pentole mondialcasa.

Il diavolo fa le pentole Giorgio Mastrota le vende

Giorgio Mastrota negli ultimi anni ha sviluppato una personalità antiaderente.

Gli alieni hanno provato a invadere la terra ma Giorgio mastrota gli ha rifilato 1000 materassi da pagare a interessi 0% per prossimi 40 anni

Giorgio Mastrota non dorme… testa materassi.

I preliminari prima di un rapporto con Giorgio Mastrota comprendono la descrizione del materasso… e dopo il rapporto ti regala due copriletto matrimoniali ricamati a mano.

Mastrota è stato concepito su un materasso Eminflex con doghe in legno al chiaro di un tv color 14″. Nato settimino, è stato incubato in un forno microonde mondial casa

Se dormi sul materasso che ti vende Mastrota la mattina ti svegli con un’inspiegabile desiderio di pentole antiaderenti
.
http://masadweb.org

4 commenti »

  1. Il vero dramma che agli Italiani va bene così , perché a volte quando mi capita di parlare di politica anche al bar , nella maggiorparte dei casi mi si dice che i politici sono tutti uguali , compreso i politici del M5S .Stiamo vivendo un momento storico che avrà dei cambiamenti epocali anche grazie al contributo degli intellettuali come Lei , Grillo , Giglioli eccetera. La gente non si informa e se leggesse i post del tuo blog si illuminerebbe e avrebbe le idee più chiare per chi votare alle prossime elezioni.Buon ferragosto .Con stima e affetto 🙂 Viola

    Commento di viola — agosto 13, 2015 @ 7:46 pm | Rispondi

  2. Staino a Cuperlo: “Vile! Tu uccidi un uomo morto!”

    Commento di MasadaAdmin — agosto 14, 2015 @ 6:51 am | Rispondi

  3. Riprendo da un blog di IFQ:

    tonysughaman
    A far satira si richiedono alcune cose che in mezzo alla civiltà nostra più non si trovano: ideali ben definiti, convincimenti sicuri, vivo risentimento morale, purezza d’animo, disprezzo della comune opinione, affrancamento dagli interessi volgari, coraggio civile.
    Arturo Graf, Ecce Homo, 1908
    .
    multivariate
    Dalla satira al regime alla satira di regime il passo è comodo e breve per alcuni.
    .
    DAVIDBASS
    Staino renziano un po’ mi sorprende, ma ormai abbiamo imparato che per mantenere la ricchezza si perde la dignità più facilmente che per mangiare.
    Non capisco però una lettera di critica agli “antirenziani”, che tutto sommato tengono in vita il governo Renzi da ormai 18 mesi, forse serve a far vedere al padrone la propria devozione in attesa di essere ricambiato.
    Spero almeno che Manetta Ellekappa ed Altan non cadano così in basso, non vorrei “morire forattiniano”.
    .
    Giacomo Terrevoli
    almeno Forattini era stato spinto al passo da un leader che ammirava tanto il berlusca.
    ma Staino da cosa può essere stato spinto? dall’incertezza rappresentata da un inedito governo 5*?
    Io personalmente sono angosciato dalla certezza di un governo che sta attuando il programma della P2.
    .
    jacopo fv111
    Il “potere” è sempre cattivo. Come canta Guccini, Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani. Nat ha dato il fatto suo a Staino che, come la quasi totalità della sua generazione, è partita a vent’anni con i forconi per poi accomodarsi sulle poltrone, fare compromessi con chi si era combattuto e voltare la gabbana. Ne conosco a tonnellate. Resta per me il fatto che la satira è sempre funzionale al potere, quando ridi hai smesso di arrabbiarti e di fatto hai accettato l’oggetto del ridere, lo hai reso più familiare.
    .
    Andrea Prometeo
    il problema non è la lettera, perché ogni tesserato ha diritto a incensare il duce del proprio partito e coprirsi di ridicolo col resto del mondo. Che sia peppe, silvio o renzi, ognuno può valutare come la storia giudicherà il suo inchino. Il problema sorge quando le lodi vengono profuse da un iscritto che parla in veste di cattedratico della satira. Satira, nel linguaggio della sinistra, è un sinonimo per oggettività e lucidità. Fare satira significa lacerare il velo di maja, esporre l’imperatore alle sue nudità. Niente di più lontano dall’operato di Staino, un disegnatore che giustifica le vignette parlando esplicitamente di ratio politica. Quando la satira ha una ratio, non si chiama satira, bensì raid punitivo. Se è squallido che un giornale fallito in perenne emorragia di lettori e teste pensanti preferisca insistere nel proprio destino suicida per salvare la reputazione dei propri padroni, triste è che esista ancora qualcuno incapace di fare un passo indietro guardando l’unità per ciò che è diventata. Una fattoria degli animali che dovrebbe prender nome di “Carità”.
    .
    Desmond
    Povero Staino, che brutta fine. Una volta la fedeltà al partito era un mezzo per perseguire il fine di un grande ideale di giustizia. Ora Staino di ideali non ne ha più mezzo e il mezzo, cioè la fedeltà al capo (neanche più al partito), è diventato il suo unico fine.
    Da cittadino che usa il partito per realizzare un ideale di giustizia è diventato un servo usato dal partito per impedire che che vi sia giustizia.
    .
    Travaglio: Staino intima all’esponente della sinistra Pd di mettersi in riga sulla linea del “nostro segretario” e “nostro premier”, cioè di Matteo Renzi, secondo “la prassi a cui siamo stati abituati, da Gramsci a Togliatti, da Berlinguer a Reichlin a Macaluso”: il vecchio caro “centralismo democratico”, dove il leader decideva e gli altri obbedivano.In un serata, la Guzzanti sfotteva D’Alema e Staino la avvicinò e, sottovoce ma non abbastanza, le diede un consiglio amichevole: “Sabina, non mi pare il caso di insistere con la parodia di Massimo, per giunta associato a Berlusconi. Non fa bene al partito e alla sinistra: in un momento così difficile, lascia perdere”. Sabina lo guardò con tanto di occhi: “Scusa, Sergio, ma che ci frega del partito, della sinistra e dell’ora grave? Noi facciamo satira e ce ne sbattiamo di tutto e tutti. O no?”. Il dialogo si chiuse così, col reciproco imbarazzo fra i due…Staino, persona peraltro amabile, aveva smarrito il senso del suo mestiere, casomai l’avesse mai posseduto. Ecco perché fa ridere così di rado: perché non può esistere la satira embedded, a sovranità limitata, unidirezionale, col permesso de li superiori e il culetto al calduccio. Perciò non fui sorpreso nel 2006 quando Staino pubblicò sull’Unità due intere pagine contro di me: ero raffigurato sotto le spoglie di un corvaccio nero e menagramo, il “Beriatravaglio” che, sulla spalla del compagno Bobo, gli sussurrava all’orecchio sospetti orrendi quanto infondati sugli inciuci della sinistra con B. L’Unione aveva appena vinto le elezioni e, come prima mossa, approvato con FI un indulto extralarge (esteso ai reati tangentizi, fiscali, finanziari e ambientali) che salvava dagli arresti Previti e B col pretesto delle carceri piene. A quell’obbrobrio s’opposero, oltre a me, uomini di sinistra come Scalfari, Flores, D’Ambrosio, Tabucchi e i parenti delle vittime Eternit. Ma Staino attacò me associandomi a Berija, feroce protagonista delle purghe e dei gulag staliniani. Perché – dichiarò – “Travaglio non è di sinistra” e col suo “giustizialismo” perverte “la nostra gente” raccontandole la verità (Staino non smentì una riga di quanto scrivevo sull’indulto). Quando Padellaro, imbarazzato, mi chiamò per preavvertirmi dell’attacco, gli dissi subito che le vignette non si commentano: si pubblicano e basta. Qualche tempo prima Cuperlo, allora dalemiano, aveva definito sull’Unità la mia presenza “una pessima notizia”. Cos’è cambiato oggi? Niente, se non che Renzi è il capo e Cuperlo è minoranza, dunque Staino da filodalemiano è diventato filorenziano e accusa Gianni di essere “al guinzaglio di D’Alema”. Non è che Staino abbia cambiato idea: è il partito che ha cambiato segretario e lui ha cambiato guinzaglio.
    Nessuna resipiscenza, nessun movente bieco. Solo il riflesso condizionato dell’uomo di partito: chi comanda ha sempre ragione. Dunque contrordine compagni: Cuperlo disobbedisce agli ordini di scuderia? “Sta scassando i coglioni”. Pazienza se Renzi fa esattamente ciò che faceva o voleva fare B. su articolo 18, scuola, Parlamento dei nominati, presidenzialismo strisciante ecc. Gli archivi dell’Unità traboccano di vignette di Staino contro quegli orrori: ma solo perché li faceva B. Ora invece profumano di Chanel n. 5, perché “Renzi è il nostro segretario e premier” e chi lo contesta spinge “i nostri elettori e militanti” a “non votare o votare Grillo”.

    Staino naturalmente è liberissimo di dire e contraddire ciò che vuole. Ma, per favore, non in nome della satira. Questa – come dice Luttazzi – “è un fatto più un punto di vista”. Purché sia il tuo. Se invece il punto di vista è quello del partito o del leader di turno, non è più satira: è propaganda.

    Commento di MasadaAdmin — agosto 14, 2015 @ 7:38 am | Rispondi

  4. Replica di Cuperlo:
    “Fino dal giorno dopo la vittoria di Renzi non ci siamo tirati fuori ma rivendico la
    scelta di “stare nel nuovo con un punto di vista e la coerenza di una sinistra anch’essa da ripensare”. Difende anche le prese di posizioni sulle riforme, “che in altri tempi e fatte dai nostri avversari avremmo definito strappi irricevibili”.

    “Non si vota ponendo la fiducia”.
    “Ci spiace non essere riusciti a raccontare e far vivere un’altra idea di democrazia,
    economia, diritti. Quella che dovrebbe orientare la bussola di una sinistra in Europa e oltre i suoi confini”.
    Ha in mente un’alternativa al Partito della nazione renziano. E la esplicita così: “Ricostruire il campo largo di un centrosinistra civico, dove il Pd non basta a se stesso e che per questo diventa perno di una coalizione con altri. Come per una fase fece l’Ulivo”.

    Peccato che l’Ulivo sia morto
    affossato proprio dalla sinistra

    Commento di MasadaAdmin — agosto 14, 2015 @ 7:59 am | Rispondi


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