Nuovo Masada

agosto 2, 2015

MASADA n° 1671 2-8-2015 HANNO FATTO UN DESERTO E L’HANNO CHIAMATO EUROPA

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MASADA n° 1671 2-8-2015 HANNO FATTO UN DESERTO E L’HANNO CHIAMATO EUROPA
Viviana Vivarelli

La terza guerra mondiale è in atto ed è una guerra finanziaria – Lo Stato è un dio mortale – La crisi italiana aumenta: dati sulla disoccupazione secondo Istat, Fm, Bloomberg e Vismez – Il nostro Sud ha una economia che è metà di quella greca – I debiti delle banche tedesche – Qualunque sx andasse al potere in uno Stato europeo avremmo un’altra Grecia – Al posto del Pil dovremmo adottare il FIL, l’indice di felicità – Una società multiculturale – La famiglia di fatto- No alla riforma della scuola di Renzi- Lazzi e frizzi di Renzi, Poletti, Azzollini e altre volgarità

Oreste manda:

L’ingiustizzie der monno
Quanno che senti di’ “cleptomania”
è segno ch’è un signore ch’ha rubbato:
er ladro ricco è sempre un ammalato
er furto che commette è una pazzia.
Ma se domani è un povero affamato
che rubba una pagnotta e scappa via
pe’ lui nun c’è nessuna malatia
che j’impedisca d’esse condannato!
Così va er monno! L’antra settimana
che Yeta se n’agnede cór sartore
tutta la gente disse: – È una puttana.
Ma la duchessa, che scappò in America
cór cammeriere de l’ambasciatore,
– Povera donna! – dissero – È un’isterica!…

(Trilussa)
.
Ivo
Prima, vennero i montiani, che vedevano luci in fondo ai tunnel
Poi, vennero i Lettiani, quelli con le palle d’acciaio
Poi, vennero i renziani, quelli che #statetuttisereni, che ci penso io.
Domani, verranno finalmente i vulcaniani, che ci traghetteranno tutti sull’Enterprise, e troveremo finalmente lavoro, su Marte

LA TERZA GUERRA MONDIALE E’ IN ATTO ED E’ UNA GUERRA FINANZIARIA
Viviana Vivarelli

La Germania ha già tentato due volte con le sue aggressioni di distruggere l’Europa con armi belliche.
Ora, per la terza volta, ci riprova con armi finanziarie. Il papa stesso ha detto che siamo nella terza guerra mondiale.
Per due volte i Paesi europei hanno respinto la Germania. Perché oggi, invece, i governi europei non vedono il pericolo che essa rappresenta per tutti e non reagiscono? Perché chinano la testa davanti ai suoi diktat, pur essendo ormai chiaro che la Germania ha totalmente stravolto il senso stesso per cui era stata costituita l’Europa? Perché le socialdemocrazia europee, invece di combattere come hanno sempre fatto il loro nemico naturale, il capitalismo, si sono oggi alleate con questo e ingannano i popoli che si sono sempre affidati a loro come i loro difensori, imponendo ai cittadini proprio quelle ricette che tendono ad aumentare lo strapotere dei già ricchi per affossare sempre più i diritti e la sopravvivenza dei più poveri? La terza guerra mondiale è in atto. E la Germania è la potenza vincitrice, senza nemmeno aver usato armi militari. Ma quei Governo che avrebbero dovuto difendere i loro popoli li hanno consegnati, come tanti traditori nelle mani dei loro nemici perché ne facciano carne da macello.

CURZIO MALTESE sottolinea disgustato l’asservimento alla Merkel di un Renzi che straparla di “spezzare le reni alla Grecia”. Una cosa vergognosa come non si era mai vista nel tempi dell’Unione.
“Arruolato all’ultimo momento, dopo essere sempre stato escluso dai vertici sul caso greco, il vassallo Renzi si è dimostrato più realista della regina. Merkel e Draghi non direbbero mai una sciocchezza falsa come “i greci sono chiamati a votare fra euro e dracma“. Lo fanno dire a Renzi, che non ha problemi di decenza istituzionale e in più rappresenta il secondo Paese d’Europa più danneggiato dalle politiche di austerità, cioè in teoria quello che dovrebbe essere più solidale con la Grecia. L’intesa ha un tale tono coloniale da lasciare attoniti.”
“Siamo abituati da italiani a mettere da parte l’orgoglio e a considerarci una nazione di seconda fila che esprime a getto continuo classi dirigenti provinciali e servili, troppo gratificate dall’esser prese sul serio dai leader mondiali e per curare gli interessi nazionali. Ma, mentre l’intesa Bush-Berlusconi corrispondeva almeno ad un’affinità politica, qui siamo al trasformismo puro. Intendiamoci. Nella lunga trattativa fra istituzioni e Grecia, così come in tutte le grandi questioni che agitano il continente, l’intera socialdemocrazia europea (non solo il Pd) è stata la grande assente. Pochi anni fa i socialisti tedeschi, francesi, italiani, spagnoli chiedevano ancora gli eurobond, l’unione fiscale, il ritorno degli investimenti pubblici in economia, l’integrazione delle politiche sull’immigrazione, la difesa dei beni Comuni… Ora è tutto sparito e chiedono anche loro quelle riforme liberiste che piacciono tanto alla Merkel e alla Bce. Syriza e Podemos si sono limitati a colmare questo vuoto.. e oggi non stupisce che il Governo Renzi sia oggi considerato troppo di dx finanche dalla Rosi Bindi. In pochi anni la socialdemocrazia europea si è spenta. E’ impressionante. Oggi quale elettore saprebbe dire che differenza c’è fra socialisti e conservatori sulle maggiori questioni europee? Dal caso greco ai migranti, dalla lotta alla povertà al ruolo della Bce, dal piano Juncker al Ttip, dalle privatizzazioni alla riforma del sistema bancario, per non parlare della politica estera, i partiti di csx non hanno nulla da dire e sono grati alla Merkel che almeno fornisce loro una linea. Il fatto poi che questa perversa teologia dell’austerità, fallita in Grecia e ovunque, sia considerata folle da uno stuolo di premi Nobel dell’economia e rischi di distruggere in un decennio mezzo secolo di faticosa costruzione europea, sembra non interessi a nessuno. Almeno la Merkel ha una visione e un progetto politico, per quanto nefasto, i socialisti no. I più estremismi, per spiegare la loro idea di società, rimandano alle encicliche del papa.
Renzi non è stato neppure convocato ai vertici. Hollande se c’era, dormiva. La socialdemocrazia tedesca ha alimentato il razzismo contro i Greci lazzaroni e profittatori, come se non bastasse la stampa di dx.
Almeno fra Renzi e l’Spd c’è una differenza enorme. L’Spd a parole difende le politiche di austerità – da applicare però nel Sud Europa – ma in patria sostiene il welfare, i sindacati, i diritti dei lavoratori (tedeschi) e il massiccio intervento pubblico nell’economia, senza il quale la locomotiva tedesca non sarebbe mai ripartita. Renzi critica l’austerità a parole, nei fatti applica le ricette liberiste come nessun Governo di csx ha mai fatto. E’ il capolavoro politico della Merkel, esempio di come si può ridurre uno storico nemico a tappetino inerte. La Sindrome di Stoccolma qui è persino superata nel peggio. La vittima adora il suo sequestratore e lo aiuta nella sua opera infame.


(L’albero dei morti viventi- Rossana Bonetto)

Alcuni non sanno che ripetere come ossessi che i debiti vanno pagati e basta.
Perché non aprono bocca sul fatto che alla Germania, però, i debiti sono stati condonati due volte?
Nel 1953 c’erano 70 Stati creditori nei confronti delle Germania per 16 miliardi di marchi di debiti più 16 miliardi di marchi prestati dagli Stati uniti nel dopoguerra. Ma con l’accordo di Londra infatti l’importo da rimborsare fu ridotto della metà e dilazionato in più di 30 anni
Tutto dimenticato? Due pesi e due misure?
Come mai per le Germania sì e per la Grecia no?
L’accordo che la Germania ottenne regolò anche i debiti delle riparazioni della seconda guerra mondiale, ma si disse che si doveva aiutare la Germania che doveva spendere molto per fare la riunificazione. Faceva comodo anche agli Stati uniti che questa unificazione di facesse. Kennedy disse: “Io sono berlinese”. Come mai Obama oggi non dice: Io sono ateniese”?
Così nel 1990 i debiti tedeschi furono quasi del tutto cancellati. Avanzarono solo delle obbligazioni per un valore di 239 milioni di marchi tedeschi che furono pagati a rate. E nel 2010 la Germania pagò una miseria: 70 milioni di euro.
Vi rendete conto che nell’ultimo incontro della Grecia, la troika si è impuntata su 61 milioni!!!
Diciamolo chiaramente che il problema non è finanziario, ma POLITICO!!!

Signore,
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Amen

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Lalla segnala:
HANNO FATTO UN DESERTO E LO HANNO CHIAMATO EUROPA
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15389
ROSANNA SPADINI

Filippo Taddei, responsabile economico del Pd, nonché professore alla prestigiosissima John Hopkins University, dice (cinicamente): «L’intero mercato è destinato a cambiare e con esso anche la mentalità dei lavoratori italiani. Dobbiamo abituare la gente che l’istruzione sarà molto più lunga e costosa, le assunzioni a tempo indeterminato molte di meno, i tempi di lavoro più lunghi, i pensionamenti verranno posticipati. Le riforme non hanno solo un fine economico, ma anche e soprattutto sociale perché servono a modificare la mentalità lavorativa degli italiani.» Capito?
Hanno fatto il deserto e l’hanno chiamato “Europa”. È la schiavitù postmoderna, la globalizzazione della miseria, il neocolonialismo di pochi soggetti privati potenti, i bankster e le multinazionali, che giocano con la sorte dei popoli e la vita delle persone. È un vero e proprio piano di schiavitù dichiarato, che si sta realizzando grazie al consenso dei cittadini italiani, e tramite le riforme piddine volute dall’Ocse, che devono procurare suggestioni comportamentali, istruzioni di condotta formulate in maniera assolutamente esplicita:
1) devi aggiornarti e cambiare mentalità, te lo chiede l’Europa!
2) l’istruzione diventerà privata, quindi sarà molto più costosa, aggiornati!
3) anche la sanità diventerà privata, lo vuole lo zio Sam
4) le assunzioni a tempo indeterminato non esistono più, cosa credevi?
5) dovrai lavorare di più e guadagnare di meno, è la globalizzazione bellezza …
6) alla pensione ci penserai domani, c’è tempo …
Gli infamoni eurocrati procedono indisturbati nel loro piano criminale, sostenendo con ogni mezzo disponibile la solita guerra contro tutto ciò che è pubblico: scuola, sanità, spesa statale, pensioni, welfare state. Il “capitalismo da casinò” sta saccheggiando i paesi che l’hanno adottato, costringendoli fin sull’orlo di un default, oggi è toccato alla Grecia, domani toccherà all’Italia, il cui Sud ha un Pil ancora peggiore, e poi agli altri Piigs.
Non l’ha detto apertamente Juncker, ma l’ha lasciato intendere, durante un’intervista rilasciata ai giornalisti del gruppo Lena (Repubblica). Ha detto sulla Grecia, con falso buonismo: “Abbiamo evitato il peggio. Ma si sono rotti i legami di solidarietà in Europa. E’ questo è preoccupante”. Che ipocrisia!
Juncker ha parlato della mancanza di solidarietà tra gli stati di un’Unione che assomiglia sempre di più a un lager e sta smantellando i diritti democratici dei cittadini. Egli parla di fallimento dello Stato come di cosa normale, e non si accorge dell’assurdità giurisdizionale, perché le categorie del diritto pubblico sostengono che lo “stato sovrano” non è un contraente come tutti gli altri, e dunque se incorre in crisi finanziarie, ha diversi modi per onorare i propri debiti, magari non solo con l’austerity, ma può aumentare il prelievo fiscale non modo mirato per non deprimere la domanda interna, può ridurre il proprio debito attraverso un haircut (taglio), può stampare carta moneta, perché la zecca e la sovranità monetaria sono organi vitali dello stato moderno.
Fondamentale per la nascita dello Stato Moderno fu l’istituzionalizzazione del diritto di coniare moneta e la conseguente affermazione di un’economia monetaria. Più tardi, dopo le guerre di religione del ‘500, l’affermazione di uno Stato laico e sovrano. Questa nuova forma di potere, sostenuta espressamente dalla borghesia, rappresentò la garanzia di una maggiore stabilità del potere politico, sempre più svincolato dalla religione, attraverso quel tipico processo di secolarizzazione in cui nacquero i valori democratici dell’Illuminismo.
Disse Hobbes che lo Stato è un Dio mortale che deve curare la nostra pace e la nostra difesa. E le ragioni della sua sconfitta, una volta, erano tutte di diritto pubblico, conflitti intestini o sconfitte in guerra, ma non certo di diritto commerciale, cioè privato. Se invece oggi Juncker può affermare che lo Stato può fallire, è perché il suo attributo fondamentale, la sovranità, è stata defraudata. Lo Stato dunque perde, fallisce, muore di fronte a una nuova sovranità, la sovranità dei creditori privati. E dove muore lo Stato, muore la democrazia.


(Mario Tessari)

Hikmet

Veder cadere le foglie
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d’ippocastani.

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LA CRISI ITALIANA AUMENTA SECONDO ISTAT, FM E BLOOMBERG
Viviana Vivarelli

Le dichiarazioni roboanti di Renzi, Poletti e Padoan su una inesistente e fantomatica ripresa sono state immediatamente sbugiardate dall’Istat, dal Fondo Monetario e da Bloomberg, agenzia che analizza le società finanziarie mondiali. I tre enti rivelano i dati di un disastro. Il 27 luglio la Lagarde del Fm disse che ci vorranno 20 anni perché l’Italia torni all’occupazione di prima della crisi. E 20 anni di blocco economico per un Paese significano la morte di una intera generazione e un crollo a picco verso il Terzo Mondo.
Solo pochi anni fa, l’Italia era la 7° potenza industriale del mondo, ma l’euro l’ha gettata in una profonda crisi irreversibile con crescita quasi zero, mentre il Governo si balocca con riforme istituzionali che tarpano la democrazia e tagliano lo stato sociale, senza aggiungere un solo posto di lavoro.
Tre giorni fa la Bce ha dichiarato che siamo ultimi in Europa per crescita del Pil pro capite. Mentre negli altri Paesi qualche segno debole di ripresa c’è, l’Italia, da quando esiste l’euro, è stata quella che, grazie all’asse Berlusconi-Tremonti-Monti-Letta-Renzi, ha fatto peggio di tutti.
L’euro è stato introdotto nel 1999, ma in Italia, nei fatti, nel 2012.
Nel 2007, ultimo anno prima della crisi, il tasso di disoccupazione era sceso al 5,8% e per i giovani al 18,5%. Grazie all’euro, alle politiche di austerità e a governi a dir poco pessimi che si sono adeguati ai diktat del Fm come succubi ciechi e idioti, in 8 anni la disoccupazione dal 5,8 è salita al 12,7% e quella giovanile dal 18,5 al 44,2%, dati che si hanno solo dopo una guerra persa. E sarebbe anche peggio se il prezzo del petrolio non fosse diminuito (ma a fine anno aumenterà facendo scattare l’inflazione) e se Draghi non avesse deciso di immettere liquidità nel sistema, con acquisti di titoli di Stato e privati per 60 miliardi al mese per 18 mesi, trasgredendo le stesse regole della Bce e condividendo i rischi con le banche private per un totale di più di 1.080 miliardi di euro, così da combattere la deflazione. Per norma Ue, la Bce non dovrebbe stampare moneta (potere invece posseduto dalla Fed statunitense o dalla banca del Giappone o dalla Banca centrale inglese che prestano direttamente agli Stati e non alle banche private senza il giro vizioso usuraio che avviene da noi che alimenta un inutile e barbaro giro di usura che inghiotte tutti gli avanzi primari). Ma coi quantitative easing, Draghi è come se stampasse moneta. I QI sono strumenti con cui la banca centrale alleggerisce una situazione con manovre finanziarie. Quando la Bce compra direttamente bond è come se stampasse moneta in quanto immette in circolo più denaro così che la moneta si deprezza (l’inflazione che combatte la deflazione). Se la Bce compra bond, i loro interessi scendono, lo spread cala, il debito diminuisce e teoricamente dovrebbe essere più facile avere un mutuo (ma non accade) mentre i nostri soldi in banca sono pagati meno (questo invece accade).
Nel frattempo, in Italia, la situazione continua a peggiorare. 7 milioni di italiani sono sfiduciati e senza lavoro: solo metà dei laureati trova impiego in 3 anni. Contro le bugie di Poletti e di Renzi, l’Istat dichiara che il mercato del lavoro italiano è ancora peggiorato. E lo stesso risulta dal Fm e dai dati europei.
La situazione è gravissima, ma nel Sud dell’Italia peggiora il doppio, tanto che il Sud si posiziona addirittura a metà dei livello economico dei greci. Ma in una situazione così tragica Renzi non ci pensa nemmeno a creare occupazione e Governo e Parlamento sono solo occupati a porre veti alle intercettazioni, fare salvataggi di delinquenti matricolati, dare regali alle banche (altri 8 miliardi) o tagliare la Sanità.
Intanto che il governo si balocca tra tagli allo stato sociale, diminuzioni alla democrazia e coperture ai corrotti, la percentuale di famiglie che si trovano sotto la soglia di povertà è salita dal 18 al 25%, da 11 a 15 milioni di persone. Voi pensate! 15 milioni di persone su 60 sono poverissime!! Un Italiano su quattro!
Secondo l’Istat, la disoccupazione giovanile è arrivata al 44,2% (record europeo) e a giugno avevano perso il lavoro altri 80.000 giovani. Non solo i disoccupati accertati aumentano, ma cresce il numero di chi il lavoro nemmeno lo cerca più. Secondo Eurostat, quasi 4,5 milioni di Italiani nel primo trimestre 2015 non hanno nemmeno fatto un tentativo di cercare lavoro. Per ogni 100 italiani che lavorano, ce ne sono 15 che cercano un lavoro, e altri 20 che non lo cercano nemmeno più. Nessuno dei 28 Paesi europei ha dati così disastrosi. E’ la fine di ogni speranza. Stiamo peggio della Bulgaria! In questi termini continuare a sostenere gli attuali partiti di governo (Pd, Ndc) e i loro improbabili soci (come FI) è pura follia!


(Carlo Soricelli)

IL RAPPORTO SVIMEZ CONFERMA: L’ECONOMIA DEL SUD E’ META’ DI QUELLA GRECA

Tomaselli (Senatore del Pd, già Direttore dal 1990 della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa nella provincia di Brindisi, dal 1998 al 2003 vicepresidente della Camera di Commercio di Brindisi) dichiara:
“I dati sul Mezzogiorno resi noti oggi da Svimez sono agghiaccianti. In 13 anni il Sud è cresciuto la metà della Grecia e la forte desertificazione industriale rischia di metterlo in una condizione di sottosviluppo permanente. Dati così impietosi ci impongono un radicale rilancio delle politiche industriali ed infrastrutturali per incentivare la crescita e lo sviluppo di territori ed aziende in tutto il Mezzogiorno. E’ urgente un impegno del Parlamento con una pianificazione a lungo termine, per questo a settembre presenterò una mozione che impegnerà il Governo a mettere in campo politiche e misure per favorire lo sviluppo di infrastrutture, imprese, enti e strutture del Mezzogiorno, nonché a indire una conferenza nazionale per coinvolgere tutti i soggetti istituzionali e sociali del Sud”.
Tomaselli è capogruppo Pd in commissione Industria a Palazzo Madama. Ma Renzi glielo lascerà fare? Abbiamo diritto a tutti i nostri dubbi. L’anno trascorso autorizza a pensare solo il peggio. Una cosa è certa: i poteri forti non hanno certo imposto Renzi per far riprendere l’Italia, ma per affossarla a favore della Germania. E a questo gioco al massacro Renzi si è venduto in pieno.

Cos’è SVIMEZ? E’ una associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno che presenta ogni anno il suo rapporto sul Sud. Quello di oggi è tremendo. Dichiara che il Sud sta peggio della Grecia:
“Il Sud è a forte rischio di desertificazione industriale. La mancanza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie possono impedirgli di riprendersi, trasformando la crisi in un sottosviluppo permanente. Le nascite sono al minino di 150 anni. In 10 anni ha perso 1,6 milioni di persone trasferite altrove e ne perderà nei prossimi anni altri 4 milioni. I politici locali sono inefficienti, quelli nazionali lo hanno completamente abbandonato. Si prenda ad es. la Calabria. Basterebbe riqualificare il porto di Gioia Tauro per rimetterla in piedi (al contrario ricordiamo i 30 miliardi dati dall’Europa alla Calabria e risucchiati dalla delinquenza politica che non è nemmeno stata punita, mentre si punivano de Magistris e Genchi che l’avevano denunciata). I consumi sono scesi del 13,2%, oltre il doppio che nel resto del paese. Per gli investimenti va anche peggio. Dal 20018 sono calati del 38%, con picchi del 59% per l’industria, del 47% per le costruzioni e del 38% nell’agricoltura e con Renzi sono scesi di un altro 4%.
Non solo il Governo non fa niente ma la spesa pubblica, che in totale è diminuita di 17,3 miliardi di euro da 63,7 a 46,3 nel Sud scende anche di più, di quasi 10 miliardi, da 25,7 a 15,8. Ma il Governo non ha tempo per occuparsi della disoccupazione in crescita
Renzi deve giocare a calcetto e alla play station e il Pd deve salvare i tipi come Azzollini o tagliare miliardi allo stato sociale.
Siamo nelle mani di una cricca di incapaci che per di più sono attenti solo ai loro privilegi e alle loro impunità.


(Picasso)

Viviana
Le pseudo riforme di Renzi non hanno fatto che tagliare democrazia, distruggere stato sociale, annientare diritti, ledere la sovranità, offendere la Costituzione.
Per tutto questo, coloro che ancora si ostinano a elogiarlo meritano solo il più grande disprezzo che si dà ai servi peggiori, che hanno venduto la loro dignità, la loro intelligenza e la loro coscienza al nemico.
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LAZZI E FRIZZI DI RENZI, POLETTI, AZZOLLINI E ALTRE VOLGARITA’

Di fronte ai dati disastrosi della miseria del Sud, la risposta di Renzi è stata: “Sul Sud si deve fare di più, ma basta con questi piagnistei!” . Sono così indignata che mi si strozzano i commenti in gola. Così, oltre ai gufi, abbiamo anche ‘ i lagnoni’. Ma con quale parte del corpo ragiona costui?
E, come degno compare, di fronte alla caduta progressiva dell’occupazione (il Job Act ha tagliato diritti senza creare un solo posto di lavoro), il ministro del Lavoro Poletti ha avuto la faccia di dire che “Si tratta di una ‘fluttuazione’ da ripresa’!! Cioè il lavoro diminuisce perché ‘i disoccupati prendono la rincorsa per il grande balzo’?? Ma chi vuole prendere per il bavero?
Alle battute grevi e insulse di Renzi e Poletti aggiungiamo lìaltra perla odierna di Renzi, il quale ragiona evidentemente ha la coscienza sotto la suola delle scarpe e difende il salvataggio del reo Azzollini, pur non avendo nemmeno visto le carte processuali, e di fronte a un delinquente che da tutti i giudici e dalla commissione parlamentare è stato ritenuto colpevole di una bancarotta fraudolenta da 500 milioni con prove schiaccianti, ha la faccia di dire: “Il Parlamento non è il passacarte della procura di Trani”!!!
Come osserva Travaglio. “Era difficile concentrare due scemenze in 10 parole ma il Premier ci è riuscito”.
Intanto “1) La richiesta non proviene dalla Procura di Trani, ma da un giudice terzo: il Gip, la cui ordinanza è stata già confermata da tre giudici del Riesame di Bari, cioè di una sede diversa. 2) Il ruolo che l’art. 68 della Costituzione assegna al Parlamento in questi casi è esattamente quello del passacarte: le Camere non possono sindacare sulla fondatezza delle esigenze cautelari (gravi indizi di colpevolezza e almeno un pericolo tra la fuga, la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove), che sono esclusiva competenza del giudice; possono soltanto accertare se l’indagine presenti un fumus persecutionis, cioè – nel nostro caso – la prova che il pm, il gip e i tre giudici del Riesame vogliano arrestare Azzollini perché lo considerano un avversario politico e hanno imbastito un’indagine sul nulla per colpirlo.
Visto che le intercettazioni segnalano l’altra perla, dopo la minaccia di Azzollini alle due suore dell’Istituto della Provvidenza a cui avrebbe detto: “Fate come voglio io o vi piscio in bocca!”, il fittiano di Maggio ha osservato che era impossibile che Azzollini avesse detto una frase tanto volgare “visto che il suo ufficio è pieno di giornali e di libri e dove c’è cultura e conoscenza non può esservi volgarità”. Potremmo ricordargli che anche Dell’Utri era pieno di giornali e di libri (ne rubava anche dalle più celebri biblioteche) e questo non gli ha impedito di essere colluso con la mafia.

Travaglio: “Renzi: “La Costituzione dice: fumus persecutionis sì o no. Si vota guardando le carte. La posizione della Giunta è stata di condanna, ma il nostro capogruppo Zanda ha letto le carte e lasciato libertà di coscienza (il che tradotto voleva dire: salvatelo!). Potrebbe esserci fumus persecutionis”. Potrebbe? Il fumus o c’è o non c’è. E, per esserci, dev’essere provato. Altrimenti il Parlamento viola l’art. 3 della Costituzione sulla legge uguale per tutti. Del resto l’11 giugno, quando la richiesta partì e prim’ancora di leggere le carte, il presidente Pd Matteo Orfini annunciò: “Di fronte a una richiesta del genere si devono valutare le carte, ma mi pare inevitabile votare a favore dell’arresto”. Poi le carte furono valutate dalla Giunta per le immunità, che con maggioranza schiacciante (13 a 7) votò Sì all’arresto e No al fumus (Pd, M5S e Lega al completo). Poi Zanda, quando il governo perse la maggioranza in Senato e imbarcò i verdiniani, intonò il “liberi tutti” ai senatori Pd: non quelli che avevano letto le carte in giunta, ma quelli che non le avevano lette in aula. E questi si organizzarono per portare i 60 voti necessari a salvare Azzollini, e con lui il governo. Quindi, con buona pace del premier, i senatori non hanno “rispettato la Costituzione”: l’hanno violata in nome della cara vecchia giustizia di casta. E anziché fare, com’era loro dovere senza prove del fumus, i passacarte dei giudici, han fatto i passacarte di Renzi, anticipando il “nuovo” Senato a sua immagine e somiglianza”.

M.Mazzini cita:

Che peccato, improvvisamente è sera
l’autunno inesorabilmente avanza
l’orizzonte del mare è diventato cupo
ma le lampare lontane accendono
innumerevoli fari di speranza.
Vorrei tutta la notte camminare
come nel tempo della mia giovinezza
lungo il grande viale dei gelsomini.
La mia anima alla vita era aperta:
quest’orizzonte ora così cupo
era azzurro allora e senza confini.

(Emilio Greco)
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Berluscameno
Il vecchio Trattato di Maastricht del 1992, ribadito da quello di Lisbona del 2009, prevedevano la possibilità dell’indebitamento massimo del 3% del PIL e il contenimento del debito non oltre il 60%. Ma poi si sono voluti irrigidire ulteriormente questi criteri di convergenza col “Trattato sulla Stabilità”, o ”Fiscal Compact” che introduceva il “pareggio di bilancio”, quindi l’impossibilità di investire e l’Italia addirittura lo ha messo in Costituzione.
Il prof. GUARINO dice. “Premesso che l’Italia è stato per ora l’unico Paese dei 25 firmatari ad averlo inserito in costituzione (art.81), ricordiamo che l’”impianto del Fiscal Compact è illegittimo”, in quanto lo stesso testo precisa che si applica “se non in contrasto con altri Trattati su cui si fonda l’Unione Europea “(art.2) mentre questi ultimi specificano chiaramente che il limite dell’indebitamento è del “3% “(art. 104 c di Maastricht e art.126 di Lisbona) e non lo” 0%” come invece recita l’art. 3, n.1, lett.a del Trattato del Fiscal Compact in questione.”
Ma la bruciante crisi economica che da più di 7 anni attanaglia l’euro-zona e che ha fatto precipitare tutti i dati macroeconomici, ha indotto la Commissione Europea ad “escogitare” un “micidiale ulteriore meccanismo automatico “per il rispetto delle regole previste dal Fiscal Compact che altrimenti rischiavano di rimanere lettera morta se affidate solamente alle “volontà” dei rispettivi governi nazionali. Ed è stato l’ERF (l’European Redemption Fund, che sarà il punto di non ritorno per il nostro Paese, la più micidiale delle trappole a danno dei paesi euro, una sorta di punto di non ritorno nei confronti della totale abdicazione delle residue sovranità nazionali.)
Per soddisfare i fabbisogni finanziari in regime di “pareggio di bilancio”, per noi tollerato al 0,5%, dovremmo far ricorso solo ed esclusivamente a tagli della spesa pubblica e aumenti fiscali a carico delle famiglie e del sistema delle imprese che saranno in questo modo considerati a tutti gli effetti i soli “prestatori di ultima istanza” e non come in tutto il resto del mondo dove questa funzione è svolta correttamente e proficuamente dalle Banche Centrali e per ottemperare lo scoglio della riduzione del debito, la Commissione UE ci ha riservato una “bella sorpresina”.
Non guasta ricordare che la “spesa primaria” italiana, cioè al netto degli interessi sul debito, è già comunque inferiore alla spesa sostenuta dalla media dei Paesi dell’eurozona, essendo minore a quella di paesi come Francia, Finlandia, Austria, Belgio, Germania e Olanda e che pertanto il futuro reperimento di fabbisogni finanziari sarà soddisfatto “con sempre maggiore ricorso alle tasse.
Ma per quale strano motivo l’Italia non fa chiedere dalla sua banca pubblica (CDP) un prestito triennale di 300 miliardi al tasso del 0,15%alla BCE (come fanno tutte la banche UE private) e poi lo “passa” allo Stato al tasso del 0,50% in modo tale per cui ogni anno possa ridurre l’importo totale degli interessi sul debito pubblico dall’ attuale 80-85 miliardi ai possibili 10/15 Mld , invece di ricorrere al mercato (come ci obbliga il Trattato UE) pagando sugli interessi dovuti per la gestione ordinaria del nostro debito Pubblico -a favore delle BANCHE PRIVATE – interessi” mostruosi?

Lo Stato britannico, per es., non può affondare per una crisi in cui gli acquirenti dei titoli rifiutano di acquistare il suo debito, perché la Banca d’Inghilterra può sempre intervenire come finanziatore di ultima istanza.
Le prospettive di bilancio della Gran Bretagna non sembrano molto migliori della Spagna.
Tuttavia, il tasso di interesse sulle obbligazioni britanniche a 10 anni è dell’1,7% al momento, mentre il tasso sui Bonos spagnoli 10 anni è del 6,6% (la Grecia addirittura è penalizzata col 15).
Danimarca, Austria e Finlandia sono tutte comunemente valutate in buona forma fiscale.
Ma Austria e Finlandia sono nazioni con l’euro, la Danimarca è solo ancorata all’euro senza per questo pagare interessi più alti. Al contrario gli oneri finanziari danesi sono significativamente inferiori a quelli di Finlandia e Austria.
Cosa si potrebbe fare per “rendere praticabile l’euro “anche se l’area valutaria non è ottimale? Una soluzione sarebbe fare gli Stati Uniti d’Europa. Ma non sembra essere una possibilità ragionevole per decenni. Lo vietano i Trattati UE!
L’intero progetto è stato “un errore”. Perché non lasciarlo rompere? Perché ciò equivarrebbe ad una sconfitta enorme per il progetto europeo. Per l’intero neoliberismo. Una sconfitta ‘politica’.


(Marco Chiesa)

I DEBITI DELLE BANCHE TEDESCHE

La banca più esposta in derivati del mondo è la Deutsche Bank, seguita da JP Morgan.
Per la Germania questi derivati sono pari a 20 volte il Pil e nella Deutsche Bank sono 100 volte superiori ai depositi; perciò dal 2013 la Deutsche Bank ha varato tre aumenti di capitale per 6 miliardi di euro, che però sono una goccia nel mare delle possibili insolvenze.
La Germania, che dirige le istituzioni europee, con l’assenso entusiasta di Renzi, ma con fallimenti deludenti, vuole evitare il collasso, con effetto domino sulle sue banche e sulle altre banche europee, ma ha anche voluto, per non aggravare i debiti pubblici degli stati, che le perdite sui crediti delle banche, d’ora in poi, cadessero sulle spalle di risparmiatori, azionisti e obbligazionisti delle banche e non sulla BCE o sui singoli stati dell’Unione. Però alla Grecia si dice che deve onorare i debiti.
Il crack da derivati è imminente e distruggerà i risparmi delle famiglie con riflessi sugli investimenti e sull’occupazione e oggi il primo segnale è la caduta degli investimenti pubblici e privati. La schermaglia tedesca contro Italia e Grecia, sotto tiro anche delle società di rating, è solo una messa in scena nata dalla paura che deriva dal fronte dei derivati.
Il sistema bancario tedesco è vicino alla bancarotta, le sue banche si dividono in banche private, pubbliche e locali, come casse di risparmio, casse rurali e banche cooperative; le grandi banche hanno ridotto le loro tradizionali partecipazioni nelle imprese, ma quelle medie e piccole sono legate alla politica, cioè sono governate anche da scelte obbligate dai partiti, con gli inconvenienti negativi che si vedono anche in Italia; il 40% delle perdite delle banche dell’eurozona, dovute alla crisi, sono sofferenze delle banche tedesche.
La Germania ha impiegato i forti surplus commerciali in investimenti esteri, prestiti alla Grecia, investimenti immobiliari spagnoli e irlandesi e derivati americani. Il Governo tedesco ha impiegato miliardi di euro per salvare le banche tedesche con crediti in sofferenza, mentre la ristrutturazione del debito dei paesi indebitati, con soldi europei, è andato a vantaggio delle banche tedesche creditrici.
Commerzbank, la seconda banca tedesca, è stata salvata dal Governo con 18,2 miliardi di euro, poi l’istituto ha aumentato il suo capitale di 17,4 miliardi; questa banca è stata condannata da tribunali americani a pagare 1,5 miliardi di euro, per riciclaggio di denaro sporco e ha una redditività molto bassa. Deutsche Bank, che è la più grande del Paese, ha pure bassa redditività ed ha pure aumentato il suo capitale, ma anch’essa ha controversie giudiziarie con gli Usa che l’accusano di manipolare i tassi di cambio e i prezzi delle materie prime e di non rispettare le sanzioni Usa contro alcuni paesi.
Le grandi banche controllano il 10% del mercato tedesco. Il 90% sono piccole. Da ricordare che i governi italiani hanno voluto la privatizzazione di tutte le banche.
Per questo la Germania ha ottenuto che il progetto di unione bancaria europea, con relativa attività di controllo della BCE, fosse limitato alle grandi banche; tuttavia, anche le banche medie e piccole sono in condizione fallimentare, poiché sono state colpite dalla crisi dei subprime immobiliari e il Governo tedesco ha versato 23 miliardi di euro per salvarle. Ora queste banche, vicine ai partiti e al riparo d’interferenze della BCE, puntano sulla ristrutturazione; comunque, data la politica di bilancio voluta dalla Germania, gli aiuti del Governo alle banche vanno a scapito del welfare e degli investimenti in infrastrutture nel Paese (fonte: Vincenzo Comito – Sbilanciamoci.info).


(Angela Biancofiore)

QUALUNQUE SX ANDASSE AL POTERE IN UNO STATO EUROPEO AVREMMO UN’ALTRA GRECIA

«Si è data una tale lezione a Tsipras che per un po’ nessuno in Europa avrà voglia di imitarlo», scrive oggi Guido Tabellini sul “Sole 24 Ore”: e questo è il grande tema politico che ci accompagnerà per un bel po’.
La questione è affrontata oggi anche dall’economista James Galbraith sul Manifesto.
Galbraith è stato uno dei consiglieri di Varoufakis, sta ancora con l’ex ministro e dice che se in un altro Paese vincesse un partito alla Syriza «assisteremmo alla stessa sequenza semi-automatica di eventi a cui abbiamo assistito in Grecia: le banche del nord gli taglierebbero credito, a quel punto dovrebbe intervenire la Bce con la liquidità di emergenza e questo spingerebbe la gente a portare i capitali fuori dal Paese e in poco tempo il Governo si troverebbe a gestire una crisi bancaria». Quindi «qualunque partito di sinistra che aspiri a governare un Paese europeo deve essere pronto a questo».
Il concetto è che la sinistra, si chiami Podemos o Syriza, in Europa non può davvero vincere le elezioni. Lo vieta il neoliberismo. Perché, se vince, i casi sono due: o cerca di cambiare radicalmente le cose mantenendo fede ai programmi elettorali, e allora il Paese sarebbe strangolato dall’intreccio potente di mercati, banche e istituzioni internazionali; oppure capitola e accetta tutto quello che gli viene imposto dai suddetti mercati come ha fatto Tsipras.
Questo meccanismo vale anche per il M5S in Italia, oltre che per il Portogallo (si vota a settembre e i partiti anti Troika al momento sembrano in vantaggio) e per l’Irlanda (dove il Sinn Fein potrebbe essere il primo partito).
Tutte queste forze rischiano di scontrarsi con la dottrina Schaeuble che dichiara cinicamente: «Le elezioni non contano». Cosa che in Grecia è stata ampiamente dimostrata: i cittadini hanno votato per una cosa e poi il Governo è stato costretto a fare l’opposto.
Il fatto è che per circa un secolo, nelle democrazie, i cittadini hanno potuto scegliere tra destra e sinistra. Questo non solo è stato il fondamento della democrazia, ma soprattutto ha garantito la speranza di un cambiamento. Ora questa possibilità sembra essere stata abolita, almeno in Europa.
Nella prima fase la sx storica ha iniziato a emulare la dx: da Blair a Hollande e Renzi. Il
nella seconda la sx radicale ha partecipato al Governo e si è arresa. Dunque la democrazia è morta. L’amara realtà è che noi ormai votiamo per finta. Non ci sono alternative.
Ma senza un’ipotesi di alternativa al presente, semplicemente l’uomo non vive.
Ci hanno sottratto qualsiasi possibilità di cambiare alcunché, ovunque e per sempre.
Ma, se agli esseri umani togli la speranza restano solo il rancore, la frustrazione e la rabbia.

Dante2
Quando la politica non ha ideali da perseguire finisce per gestire il potere per il potere (come Renzi che invece di affrontare i problemi è impegnato in riforme per acquisire più potere).
Quando il potere non è un mezzo ma un fine è già corruzione!
Quando la politica rifiuta di affrontare i veri problemi, non resta che dare in pasto all’opinione pubblica falsi problemi o ingigantirne di piccoli e, intanto, gode dei privilegi che si è autoconcessa (e che si va sempre di più autoconcedendo) perdendo, alla fine, di vista il confine tra ciò che è legale e ciò che è illegale.
.
… e mentre il Governo aumenta le tasse e considera sempre più i cittadini solo come vacche da mungere o da macellare, tagliando loro diritti e poteri e rendendo il loro futuro più oscuro, procede la tutela che il Pd fa ai suoi delinquenti interni lasciati liberi di rubare, esattamente come farebbe una mafia criminale privata nella protezione dei scuoi scagnozzi peggiori

FIL: L’INDICE DI FELICITA’

Tutto cominciò nel Bhutan. Nei primi anni ’70 il re del Bhutan decise di sostituire il Pil, o indice di sviluppo economico con il cosiddetto FIL (indice di felicità interna lorda), mettendo i valori spirituali al centro dell’economia del suo Paese.
A distanza di pochi decenni, anche i leader occidentali hanno cominciato a considerare la felicità un importante indicatore di progresso sociale. Nel 2009 l’istituto di ricerca statunitense Gallup ha lanciato il suo indice di benessere e dopo due anni le Nazioni Unite hanno adottato la risoluzione “Felicità: verso un approccio olistico allo sviluppo” e anche l’ONU ha esortato ad adottare “Un approccio più inclusivo, equo e bilanciato allo sviluppo economico, in grado di promuovere la felicità e il benessere di tutti i popoli.”
Il livello di felicità è calcolato in base ai seguenti sei fattori: PIL pro capite, aspettativa di vita in buona salute, sostegno sociale, fiducia, libertà di fare le proprie scelte di vita e generosità.
Nel rapporto di quest’anno il massimo della felicità è rappresentata dalla Svizzera, che supera la Danimarca. Anche gli Svizzeri hanno le loro preoccupazioni: disoccupazione, immigrazione, pensionamento, salute.. ma restano ottimisti. E’ vero che la Svizzera è un paese ricco, ma anche gli economisti sanno che il denaro non è tutto.
I fattori fondamentali sono, oltre al benessere economico, la stabilità politica e monetaria, una attitudine al compromesso e autorità pubbliche efficienti. Tutti questi fattori producono un importante ‘capitale sociale’.
Esso si fonda sui rapporti interpersonali, come fiducia, onestà, e appoggio reciproco.
Jeffrey Sachs afferma che “le società ad alto capitale sociale hanno performance migliori in termini di benessere soggettivo e di sviluppo economico”. Inoltre hanno maggiori capacità di ripresa da crisi economiche e catastrofi naturali.
L’Ue ha lanciato un programma chiamato “Oltre il PIL” per cercare indicatori di crescita chiari, simili al PIL ma arricchiti da aspetti che contemplino il progresso ambientale e sociale. David Cameron è stato il primo leader di un Paese occidentale a considerare la felicità uno dei suoi obiettivi, prendendo la misurazione del benessere dei cittadini come indicatore dello sviluppo nazionale. Ormai sta diventando opinione diffusa che il modello di crescita economica, che negli ultimi decenni sembrava universale, ha i suoi limiti.
Anche la partecipazione politica è fonte di felicità
Il professor Bruno S. Frey sostiene che: “…i diritti di partecipazione politica e le strutture decisionali decentralizzate rappresentano fattori importanti a livello collettivo”.


(Cecco Dotti)

Hermann Hesse, Quercia potata

Ti abbiamo tagliato,
albero!
Come sei spoglio e bizzarro.
Cento volte hai patito,
finché tutto in te fu solo tenacia
e volontà!
Io sono come te. Non ho
rotto con la vita
incisa, tormentata
e ogni giorno mi sollevo dalle
sofferenze e alzo la fronte alla luce.
Ciò che in me era tenero e delicato,
il mondo lo ha deriso a morte,
ma indistruttibile è il mio essere,
sono pago, conciliato.
Paziente genero nuove foglie
Da rami cento volte sfrondati
e a dispetto di ogni pena
rimango innamorato
del mondo folle.

.
Morena Zapparoli
L’allergia al Capo del Governo nel giro di un anno ha portato il Pd a perdere quasi 9 punti , Renzi è passati dal 41% di consenso delle elezioni Europee all’attuale 32%. Una delle cause è l’intossicazione da “annuncite”. Renzi era partito in quarta e aveva promesso mari e monti agli elettori che un anno fa decisero di premiarlo, e poi? Poi si è seduto sugli allori del 41% e degli 80 euro in busta paga e la sua velocità nel voler rottamare la vecchia classe dirigente e nel voler risolvere i problemi del Paese si è scontrata con Mafia Capitale, con i litigi interni al Pd, con l’autoritarismo sulla scuola, con la ricetta mal digerita del Jobs act e con la mancanza di soluzioni concrete sul problema immigrazione. Il Renzi velocista si è trasformato in un bradipo che propone piani B dal contenuto misterioso e sembra aver esaurito i conigli da estrarre dal cilindro.


(Alessandro Andreuccetti)

UNA SOCIETA’ MULTICULTURALE
Viviana

Salvini fa del terrorismo sugli immigrati senza dire come si può risolvere il problema. Ma la Lega li attacca principalmente perché ‘diversi culturali’.
Mia figlia vive a Londra ormai da molti anni. I miei due nipotini crescono in una città multiculturale, dove convivono varie religioni ed etnie. Spesso uno stesso edificio di culto è diviso in parti come una multisala con accesso a sale per religioni diverse. I bambini sono abituati a scuola a festeggiare le principali ricorrenze di più religioni, a mangiare cibi multietnici, a vedere i coetanei vestiti nel modo molto vario (e spesso le bambine inglesi si fanno comprare dalle mamme dei vestitino di foggia orientale solo perché sono divertenti e nessuno batte ciglio se il piccolo sik arriva a scuola col suo turbante o se ci sono mamme col velo sul capo o parte del viso coperto). Allo stesso modo nessun bambino si stupisce se un suo amichetto ha due padri o due madri. Tutto viene accettato in modo molto naturale e senza fare tutte le pippe che noi provinciali monoculturali integralisti, razzisti o sessisti, ci facciamo.
Le varie chiese stanno bene attente a non esprimere valutazioni razziste o sessiste, le quali sarebbero, tra l’altro, punite per legge.
La legge regola in modo molto più equo una realtà variegata in molti modi possibili, e lo fa in nome di una civile coesistenza. Nello stesso tempo rende difficile agli immigrati l’insediamento sul suolo inglese.
E’ un traguardo a cui arriveremo anche noi Italiani prima o poi, anche se al momento ci sono forme di disinformazione e di potere retrivo che ci rallentano sulla via della civiltà e del progresso.


(Sandra Chiesa)

Edmond Dantes
Discutere con un credente o un fanatico è come giocare a scacchi con un piccione. Potresti essere il più grande giocatore del mondo, ma il piccione continuerà a rovesciare tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e camminerà impettito andando in giro con aria trionfante“.
.
LA FAMIGLIA DI FATTO
Viviana

La famiglia è un progetto di vita comune che coinvolge due o più persone in futuro per l’aiuto reciproco, il sostentamento, l’affetto, la responsabilità dell’uno con l’altro…
Vorrei fosse riconosciuto e protetto dallo Stato il diritto di essere una famiglia per ogni nucleo sociale che corrisponda a questi requisiti, sia che ci siano o no o ci possano essere o no figli e indipendentemente da essi
-a una madre anche anziana che vive con uno o più figli
-a un padre che vive con uno o più figli
-a due sorelle o due fratelli
-due esseri umani di sesso diverso ma infecondi o senza figli per scelta che stanno insieme per amore e per comune progetto di vita
-a due anziani che uniscono le loro solitudini
-a due persone dello stesso sesso che prendono reciproci impegni di costituire una famiglia
-a un nonno con un nipote…
…e questo anche in mancanza di una certificazione religiosa e legale di un istituto matrimoniale accertato. Anche queste sono famiglie. E devono essere tutelate giuridicamente.
Non riesco nemmeno a capire perché queste persone che partecipano la loro vita non debbano essere protette dalla legge come famiglia, e avere il diritto di eredità, di reversibilità della pensione, di conservare l’affitto di un appartamento, di visitare l’eventuale compagno carcerato o malato.. anche in mancanza di un legame parentale ma in virtù di una scelta di vita, di un progetto comune, dell’affetto che sempre dovrebbe essere il punto prevalente di ogni legame di fatto, indipendentemente dalla finalità o meno di figli, che, come motivazione famigliare unica, mi sembra gravemente arcaica e obsoleta.
.
LA’ DOVE I SOLDI CI SONO
Viviana Vivarelli

Quei miliardi che Renzi ha negato al reddito minimo di cittadinanza ci sono invece abbondantemente per il milione e mezzo di parassiti politici, per gli enti inutili, le cooperative corrotte, le missioni militari invasive, le slot machine, gli allegri evasori, i vitalizi, le multinazionali, i clienti in nero dei paradisi fiscali, le spese surreali come le olimpiadi di Roma, le grandi opere nefaste come la Tav in val Susa o il Mose. E ci sono naturalmente per le banche private eternamente in rosso.
La Bce ha già prelevato dalle nostre tasche 16.000 miliardi di euro, una montagna gigantesca di soldi che non è andata alla ripresa o al finanziamento dell’economia reale, ma ad integrarle perdite dovute al gioco di Borsa e ai derivati o le fughe di capitali stornati nei paradisi fiscali.
La Bce non è una banca normale o una Fed che stampa valuta, e i 16.000 miliardi li ha presi dalle nostre tasche per prestarli alle banche private allo 0,15% di interesse perché ci comprassero titoli di Stato al 4 o 5 % (al 15% per la Grecia), una usura intollerabile.
Noi siamo tartassati con tasse sempre in aumento e uno stato sociale sempre in diminuzione affinché le banche private europee se le spassino, ed esse sono anche le uniche ad aver guadagnato dalla crisi e le uniche che spingeranno sempre per distruggere ogni forma di democrazia e ostacolare ogni tentativo di ripresa, per la gloria della cricca neoliberista che governa il mondo.
Ma poi…basta guardare cosa hanno fatto della Grecia. Cosa questo capitalismo di merda ha fatto dell’Africa, dove il debito è stato reso 77 volte senza essersi estinto. E cosa stanno facendo alla Grecia che aveva un debito iniziale di 14 miliardi e ora grazie all’austerity e ai tassi usurai imposti dalla Bce è arrivata a 216, pur avendo pagato tutto quello che si poteva pagare grazie al circuito maledetto che non sarà mai sanato per le richieste crescenti ed esose della Bce, della Commissione europea e del Fondo monetario.
La Grecia è come uno che è in mano agli strozzini, per quanto paghi, per quanto si riduca in miseria, vedrà solo il suo debito che continua ad aumentare.
E le banche, cioè gli strozzini, non faranno che ingrassare.

CHARLES WEBSTER – Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River

I boschi di pini sulla collina,
e la fattoria lontana miglia e miglia,
apparivano nitidi come dietro una lente
sotto il cielo di un azzurro pavone!
Ma una coperta di nuvole nel pomeriggio
avvolse la terra. E tu camminavi la strada
e il campo dei trifogli, dove l’unica voce
era il tremolo vivo del grillo.
Poi il sole tramontò fra grandi cumuli
di lontane burrasche. Si levò un vento
e spazzò il cielo che attizzava le fiamme
delle stelle scoperte;
e faceva oscillare la luna rossiccia,
che pendeva fra l’orlo del colle
e i rami scintillanti del frutteto.
Tu camminavi soprappensiero sulla riva
dove le gole delle onde erano come civette
che cantassero sotto l’acqua e piangessero
allo sciacquio del vento in mezzo ai cedri.
Finché tu ti fermasti, troppo commossa per piangere,
e vicino alla casa, in alto, vedesti Giove,
che sfiorava la vetta del pino gigante,
e in basso vedesti la mia sedia vuota,
cullata dal vento nel portico solitario-
sii coraggiosa, Amore!

.
NO ALLA RIFORMA DELLA SCUOLA DI RENZI!

La scuola pubblica italiana è stata stravolta. La responsabile di questa riforma, in quanto ministro dell’Istruzione, è Stefania Giannini. A lei chiediamo delle risposte per tutti i cittadini sia nel metodo con il quale si è arrivati a questa riforma, sia nel merito delle scelte fatte.
Sul metodo:
1) Perché per questa riforma non sono stati ascoltati gli insegnanti, gli studenti, le loro famiglie, che pure sulla scuola avevano tanto da dire?
2) Perché sono stati presi in giro i docenti precari, illusi di ottenere un contratto stabile prima delle elezioni di maggio e poi abbandonati al loro destino?
3) Perché non c’è stata una reale discussione parlamentare?
Nel merito della riforma:
4) Il preside-manager sceglierà direttamente gli insegnanti, con tutte le pressioni e i condizionamenti che ne conseguono e il rischio clientelismo è sempre dietro l’angolo. Come possono beneficiarne gli studenti?
5) La chiamata diretta e l’organico dell’autonomia crea definitivamente insegnanti di serie A e di serie B. Perché calpestare in questo modo la loro dignità professionale?
6) L’ingresso dei finanziatori privati (school bonus) produrrà discriminazioni e disuguaglianze, con le scuole private che potranno contare su maggiori finanziamenti e altre pubbliche sempre più penalizzate, trascurando così i principi fondamentali su cui si basa il nostro Stato e la nostra Costituzione. Come verrà garantita a tutti i cittadini un’educazione di livello?
7) Renzi ha già garantito più soldi alle scuole private paritarie con sgravi fiscali fino a 400 euro l’anno per ogni figlio iscritto in una scuola privata, per un totale di circa 70 milioni di euro solo per quest’anno, contro l’Art.33 della Carta costituzionale secondo cui “enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, purché siano senza oneri per lo Stato”. Perché non vengono aiutate prima le scuole pubbliche che in alcuni casi sono talmente ridotte nei fondi da dover chiedere agli studenti di portare persino la carta igienica da casa?
8) Il finto piano assunzioni: il precariato è una ferita che rimane aperte perché delle 100 mila assunzioni sbandierate dal Governo, più della metà sono virtuali, cioè con decorrenza giuridica dall’anno scolastico, ma cattedre e stipendio rinviate a data da destinarsi. Come e quando verrà risolta la questione?
.
masadweb.org

1 commento »

  1. Complimenti Viviana, reputo il tuo blog un efficace strumento di cultura e di buon senso, vitali di questi tempi. Apprezzo la sintesi e la multidisciplinita’ che adotti nelle tematiche trattate, e ringrazio per la cultura che da qui attingo.

    Commento di Pietro Baroli — agosto 3, 2015 @ 3:18 pm | Rispondi


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