Nuovo Masada

luglio 16, 2015

MASADA n° 1668 16-7-2015 UNA TRUFFA CHIAMATA EURO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:13 pm

MASADA n° 1668 16-7-2015 UNA TRUFFA CHIAMATA EURO

Viviana Vivarelli

La marcia trionfale della Germania – Genocidio dei bambini greci – Le ‘obbligate’ spese greche in armi – L’Europa è solo un sistema di banche private – Il populismo – Si salvano le banche con centinaia di miliardi ma i popoli si lasciano morire E silenziosamente l’Ue salva Ucraina ed Austria – E’ l’Europa a chiederci per la seconda volta il reddito di cittadinanza – In Friuli è legge – Europa: il califfato della Germania- Sapete cos’è il BAIL IN? – Debiti a confronto: il debito americano – Le baby pensioni italiane – Quanti Stati sono entrati in Europa con i conti truccati?- KfW, così funziona illecitamente il “motore” della Germania

A BERLINO SCUOIANO I POPOLI.
IN UNGHERIA S’IMPIANTANO FILI SPINATI
A BRUXELLES SI MISURANO LE VONGOLE!
MA CHE RAZZA DI EUROPA E’ MAI QUESTA?
..
L’euro non è una moneta, è un metodo di governo (fascista).
.
«La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re; non si rende conto che in realtà è il re che è Re perché essi sono sudditi». Karl Marx

Per la terza volta nella storia, un governo tedesco sta distruggendo l’Europa
Jean-Luc Mélenchon
.
Di Noia Davide
Oggi, 2.200 miliardi di debito pubblico. Non ci sono parole. Immaginate un crocifisso con sopra una mazzetta arrotolata di euro a forma di corpo, ricoperto di sangue. Al posto della croce una svastica. Questo è il dio euro che ha preso il posto del Dio Cristiano.

Horus
I soldi che sono stati prestati alla Grecia dall’Europa (e quindi anche dall’Italia) appena arrivati nei conti della Grecia, sono stati “girati” alle banche tedesche ed in tono minore francesi, che pretendevano fior di interessi! La stessa cosa è accaduta con gli “aiuti” forniti alla Spagna, o meglio, alle banche spagnole. Pensate che nel 2011 con la crisi dello spread, quando in Italia quell’indice-truffa arrivò a 500 punti (costringendoci a pagare un tasso di interesse del 6% sul debito) in Grecia è arrivato a 1500 punti, i cittadini greci hanno pagato interessi del 15% sul proprio debito pubblico. L’Italia attualmente su un debito di 2200 miliardi, paga circa 80/100 miliardi all’anno, una mostruosità per la nostra economia. Tuttavia, se lo spread dovesse crescere, ci potremmo trovare a pagare anche molto di più. Se all’Italia fossero stati richiesti gli stessi interessi che hanno chiesto alla Grecia, avremmo dovuto pagare 300 miliardi di interessi (annui) a fronte di un debito pubblico di 2000. I soldi dei greci sono stati risucchiati dagli speculatori, grazie ad una classe politica che ha accettato questa truffa supinamente. Ma il “bello” è che le banche private, dopo aver incassato miliardi su miliardi con interessi degni di un usuraio, hanno pensato bene di smaltire i titoli greci prima che la situazione precipitasse: e hanno disinvestito, mentre le nazioni europee hanno prestato i soldi alla Grecia, accollandosi questa patata bollente.
.
...E mi inchino
e ti inchini
e ci inchiniamo ogni giorno
abbracciando compromessi
che sviliscono
i nostri veri pensieri
i nostri desideri
i nostri ideali
le nostre ideologie
A volte neanche più ci si rende conto
di genuflettersi
come giunchi avvezzi
ad essere piegati
ad essere plasmati
senza opporre alcuna resistenza
soli con la gola secca
soli con la consapevolezza
di lottare
per non farsi spezzare
per non spezzare
quel filo invisibile
chiamato
speranza
speranza che qualcosa cambi
che qualcosa
possiamo ancora fare
per deviare un futuro
in mano a chi
del futuro
del nostro futuro
non importa
NULLA

(Mary C)
.
Ci sono guerre che si fanno con le bombe e i carri armati, ci sono guerre che si fanno con lo spread, i Patti finanziari, il debito.

LA MARCIA TRIONFALE DELLA GERMANIA
Viviana Vivarelli

La Germania non ha fatto che arricchirsi dalla crisi.
Ha sbaragliato le imprese concorrenti, ha assunto un ruolo politico di assoluta e solitaria grandezza non si sa in base a quali principi democratici e a quali patti europei, ha dettato le condizioni di distruzione o autodistruzione (vd Renzi) dei Paesi della zona euro, ha comprato per un tozzo di pane i beni pubblici dei Paesi distrutti.
Ora per la Grecia le rimane di appropriarsi del Pireo, delle comunicazioni e della rete elettrica… e il genocidio sarà compiuto.
Se qualcuno ancora non riesce a vedere che questa è una guerra e che i governi europei si sono arresi vigliaccamente senza nemmeno combattere a un preciso potere nazionale, molto simile a quello di Hitler, che ha usato la finanza al posto delle bombe, e che dopo la Grecia non avrà pietà per nessuno, e non riesce a vedere che la prossimo vittima di guerra sarà l’Italia, deve essere proprio accecato nel cervello e nell’anima.
Alla fine del 2009, il debito pubblico greco collocato presso investitori esteri era pari a 68 miliardi di euro. Alla fine del 2011, quindi dopo il primo bail-out, la cifra si era ridotta a 30 miliardi. Com’è stato possibile che grazie a governi di destra compiacenti che hanno applicato le ricette del Fm e dell’austerità, fino ad accettare un governo Papademos nominato dallo stesso Fm, si sia arrivati ad una distruzione della Grecia, peggiore di quella di un paese vinto in guerra (come la Germania, che aveva prodotto 71 milioni di morti e la distruzione di moltissimi Paesi eppure fu condonata)? Com’è possibile che da 68 miliardi le famigerate ‘ricette’ del Fm abbiano portato il debito pubblico greco a 320 miliardi, qualcuno me lo dovrebbe proprio spiegare.
.
IL GENOCIDIO DEI BAMBINI GRECI

I renziani si accaniscono contro l’assunzione da parte di Tsipras di 15.000 nuovi medici perché la mortalità dei bambini greci è fortemente aumentata.
Report: “Sempre più di frequente abbiamo bambini che, pur non avendo una grave patologia, sviluppano malattie croniche dovute alle cattive condizioni igienico-sanitarie in cui vivono. In forte aumento sono i casi di bambini che nascono con patologie che possono essere evitate se le madri effettuassero i normali controlli di routine in gravidanza e seguissero le cure mediche adeguate”.

Mariuccia
Renzi che parla di Tsipras con tanta sicumera mi ricorda quel mio cugino asino a scuola al quale quando gli si chiedeva: “Come sei andato oggi a scuola?” rispondeva: “Benissimo, hanno interrogato altri”.
.
La smettete almeno con questa solfa di Tsipras che non vuole ridurre le spese militari?

I Greci sono alla fame, ma hanno gli arsenali bellici pieni. E continuano a comprare armi. Nel 2012 ci hanno bruciato il 3% del Pil. Solo gli USA,in proporzione, si possono permettere tanto. Ma cosa spinge Atene a sperperare in armi montagne di soldi? La paura dei turchi? No, è l’ingordigia della Merkel e di Sarkozy che hanno ricattato il governo greco: se volete gli aiuti, se volete restare nell’euro, dovete comprare i nostri carri armati e le nostre navi da guerra. Le pressioni di Berlino sul governo di Atene per vendere armi sono state denunciate persino dalla stampa tedesca allibita per il cinismo della Merkel, che impone tagli e sacrifici ai cittadini ellenici per favorire l’industria bellica tedesca.
Fino al 2009 i rapporti fra Atene e Berlino andavano a gonfie vele, Karamanlis (della destra) era grande amico della Merkel ed è stato una vera manna per la Germania. produttori di armi tedeschi hanno guadagnato una fortuna, tra l’altro rifilando alla Grecia armi vecchie e malfunzionanti. Nel 2008 i capi della Nato osservavano meravigliati le pazze spese in armi che facevano balzare la Grecia al 5° posto nel mondo. L’ultimo atto di Karamanlis fu l’ennesimo regalo ai Tedeschi: 4 sottomarini della ThyssenKrupp. Il successore, Papandreou, tentò inutilmente di ridurre quella spesa mostruosa. Ma Berlino insisteva. I periti della marina greca dissero che quei sottomarini non reggevano nemmeno il mare. Ma Papandreou, alla disperata ricerca di fondi internazionali, non poté stornare l’orrendo capestro. Wall Street Journal rivelò che Berlino e Parigi avevano preteso l’acquisto di armi come condizione per approvare il piano di salvataggio della Grecia. E Papandreou pagò pegno anche a Sarkozy, firmando un accordo per 4 miliardi di euro. Papademos (emissario del Fondo Monetario) fu anche più docile superando i 7 miliardi di euro. Al Portogallo Germania e Francia imposero la stessa ricetta: acquisto di armi in cambio di aiuti.

Quando leggo gli articoli di economia o di finanza, non posso fare a meno di citare Stiglitz, premio Nobel per l’economia, con ruoli rilevanti nella politica economica, Presidente dei consiglieri economici con Clinton, Senior Vice President e Chief Economist alla Banca mondiale, esperto in macroeconomia e globalizzazione…
però anche da sola non posso fare a meno di notare alcune cose:
-dall’introduzione dell’euro le condizioni dei lavoratori e i livelli di speranza e di democrazia dei popoli della zona euro sono fortemente peggiorati
-con l’applicazione delle ricette del Fondo monetario e della Troika tutti i debiti pubblici sono aumentati
-nessuno ancora è riuscito a farmi capire come mai la cosiddetta Europa deve farsi comandare da una banca privata come la Bce che fa gli interessi di banche private e non può stampare valuta, e come mai L’Europa non ha una Banca pubblica come hanno invece il Giappone o l’Inghilterra che risolve direttamente il problema del debito (la banca d’Inghilterra ne ha praticamente azzerato 900 miliardi) o non ha una banca come la Fed che stampa dollari e li presta direttamente agli stati e non alle banche, come fa la Bce che alle banche li dà allo 0,15% e queste alla Grecia al 15%?
-Come mai dobbiamo subire gli ordini di un Fondo monetario, che nessuno ha eletto, che non ha al suo interno alcun principio democratico, che è il braccio esecutivo di una cricca di magnati che vogliono imporre il neoliberismo sulla testa dei popoli al di là delle loro scelte democratiche e che ormai già più volte ha detto di aver sbagliato le sue previsioni?
-come mai Il Fondo monetario deve invadere la sovranità di uno Stato e dirgli anche come fare una riforma del lavoro e della giustizia?
-e magari come mai negli ultimi anni le banche private europee, pur avendo avuto a tassi infimi ben 16.000 miliardi di eur o, presi dalle nostre tasche e non stampati dalla Bce a costo zero, continuino a piangere miseria e a prendersi il 90% dei cosiddetti “aiuti” europei, mentre sono gli unici soggetti che si sono fortemente arricchiti grazie proprio alla crisi?
-come mai i tre maggiori mercati bancari europei beneficiati dagli aiuti sono stati quelli Germania, Francia e Gran Bretagna? Ai dieci maggiori istituti di credito europei sono stati destinati 620 miliardi, mentre le successive venti banche hanno ricevuto il 25% del totale. Tra i maggiori dieci istituti figuravano: Rbs, Hypo, Lloyds Banking Group con oltre 74 miliardi, Dexia, Fortis e Anglo Irish con quasi 50 miliardi ciascuna, HSH Nordbank, Allied Irish, Ing e Credit Agricole con circa 25 ciascuno. In totale è stato calcolato che il costo dei salvataggi bancari nel mondo ha prodotto un aumento del debito consolidato dei paesi del G7 di 18.000 miliardi di dollari, fino a un livello di indebitamento mai toccato di 140.000 miliardi. Dell’ammontare totale dei 18.000 miliardi, 5.000 miliardi sono stati il prodotto dell’azione delle banche centrali del G7 (ossia Fed, Banca del Giappone, Banca d’Inghilterra e BCE).
.
EUROPA: IL CALIFFATO DELLA GERMANIA
Paolo De Gregorio

Come al solito, siamo inondati di informazioni e dibattiti sulla Grecia, peccato però che le cose essenziali non vengono a galla. Eccone alcune:
-l’Europa ha dimostrato di non essere una comunità democratica che discute e prende decisioni a maggioranza semplice nel suo Parlamento, ma ha affidato la soluzione del dossier greco alla Troika (FMI, BCE, Commissione Europea) e ai paesi più forti con una evidente egemonia tedesca
-se ci fosse stata in tutti questi anni di cosiddetta Comunità europea il benché minimo progetto e volontà di integrazione, la prima cosa da fare sarebbe stata quella di mettere in comune il debito trasformandolo in Eurobond, ossia in titoli di stato europei, garantiti dalla UE, negoziabili come i normali Bot che i vari stati emettono per finanziare il debito pubblico
-la volontà di diventare il terzo polo economico, politico e militare a livello mondiale, dopo USA e BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), doveva essere espressa da grandi progetti di ricerca (tipo il CERN di Ginevra), con centri capaci di non far fuggire i nostri migliori cervelli e fare dell’Europa una protagonista in tutti i settori avanzati, soprattutto in quelli delle energie alternative che ci consentirebbero di uscire dai combustibili fossili
-per evitare che gli stati europei entrassero in competizione tra loro, delocalizzando migliaia di fabbriche nei paesi europei dove la manodopera costa meno, con conseguenze traumatiche e drammatiche, bisognava cercare di arrivare ad un salario europeo e ad un reddito di disoccupazione comune, in modo da evitare conflitti, risentimenti, avvicinando i lavoratori europei con normative comuni sul lavoro
-un segnale fondamentale da dare per esprimere il desiderio e la volontà di diventare gli “Stati Uniti d’Europa” doveva essere quello della indipendenza dagli Stati Uniti e dalla Nato, che sono presenti in Europa con centinaia di basi militari, da sostituire con un esercito integrato di tutti i paesi europei volto alla difesa dei propri confini e non, come oggi, al seguito servile dei disegni egemonici e imperiali degli USA (tra l’altro se gli stratosferici costi militari fossero noti al popolo americano esso si renderebbe conto di come potrebbe vivere bene se tali risorse fossero destinate all’interno del paese in un’ottica di progresso e di pace). La dimostrazione di quanto sia vera e profonda l’ingerenza americana nei fatti europei si verifica anche nella questione della Grecia che gli Stati Uniti vogliono che sia salvata, non certo per amore solidale, ma in quanto paese aderente alla Nato che troverebbe una nuova collocazione, con rapporti con la Russia di Putin e magari aiuti più generosi, forniture di gas, acquisti di porti o infrastrutture per farne un ponte politico verso una Europa in dissoluzione.
E’ triste affermarlo, ma l’Europa intesa come Nazione Europea indipendente, con una sola politica estera, di pace, non è mai esistita. Diventerebbe ben presto un elemento fondamentale di un mondo multipolare che rifiuta la guerra quale metodo di risoluzione dei conflitti di interessi, rifiuta l’egemonia del dollaro e non verrebbe penalizzata da blocchi economici verso la Russia, l’Iran, che non sono nemici ma paL’umiliazione della Grecia da parte di una Europa delle banche può portare la Grecia ad allontanarsi e la responsabilità è tutta interna alla classe dirigente europea che non è stata capace di costruire ciò che è scritto nel progetto fondativo della UE, tra l’altro la Commissione Europea è costituita da personaggi mai eletti il che accentua l’illegalità di qualunque loro decisione che invece deve essere presa dal Parlamento europeo a maggioranza semplice.
Paolo De Gregorio

L’EUROPA E’ SOLO UN SISTEMA DI BANCHE PRIVATE

Oggi il debito greco si è europeizzato, prima si parlava di banche private e ora si parla direttamente di Stati, ma è solo caduto quel velo di ipocrisia che prima non identificava le maggiori banche private proprio coi governanti (basti vedere per chi Renzi riesce a trovare miliardi e leggi di convenienza e non è certo per il popolo italiano, ma sempre e solo per le banche).
Se l’Europa è un sistema di banche e non di governi, non c’è alcun iato tra chi viene messo al potere (e non mi si dica che Monti-Letta e Renzi provengono dal voto popolare!) e l’interesse delle banche
E’ un circuito perfettamente funzionante e integrato in se stesso che spezza qualsiasi principio democratico.
Forse che Renzi lo ha eletto il popolo? Forse che Padoan lo ha scelto Renzi?
I giochi sono fatti altrove. Ma i capi di governo sono ormai parte integrante e subalterna di questi giochi, salvo politici come Tsipras o economisti come Varoufakis, che sono il classico Davide contro Golia, per questo attaccati crudelmente e cinicamente da tutti quei vigliacchi che sono sempre stati dalla parte del più forte, si chiamasse Hitler o si chiami oggi Merkel.
A che serve continuare la tortura della Grecia che ormai è condannata a morte se non esce dall’euro?
A prendere al cadavere fino all’ultima goccia di sangue che oggi per la Grecia significa rubarle rete elettrica, comunicazioni e porto e a mostrare alle altre future vittime europee che se non si fanno depredare piano piano grazie alla connivenza di governi traditori patiranno pene peggio della Grecia.
Pensate come si fregano le mani al pensiero che ora tocca all’Italia che ha 8.542 miliardi di euro di ricchezza privata tutti da depredare?
.
Denny
…e intanto, mentre ci baloccano con la tragedia greca, essi firmano la fine della sovranità europoide festeggiando con l’operetta del TTIP. Presto troverete nel piatto gli ogm; dovrete pagare salato l’acqua, la sanità, i trasporti e tutto quello che occorre per vivere. E se a qualche Stato dovesse venire in mente di accennare una reazione a tutto questo, un tribunale “aziendale” lo sanzionerà pesantemente superando il giudizio di quello nazionale. Di fatto, con questo ultimo infame trattato, possiamo dire addio a tutta una serie di cose che ci sono care e che ci mancheranno. Valeva la pena sopportare tutto questo per l’ultimo modello di cellulare?

IL POPULISMO
Steprazin
Il populismo non è un fungo e non spunta dalla combinazione favorevole di vari fattori climatici. Il populismo nasce da un malessere sociale diffuso e in opposizione a governi e sistemi che non fanno nulla per combatterlo e sconfiggerlo, salvo addebitare alla massa di poveri infelici scontenti tutte le loro responsabilità, accusandoli di affidarsi a ciarlatani e venditori di fumo e sempre assolvendo con formula piena i loro governi, banche, sprechi, evasione corruzione.
Se non ci fosse il populismo occorrerebbe inventarlo subito.

.
MARIAPIA CAPORUSCIO

Quello che stanno facendo alla Grecia meriterebbe lo scoppio della terza guerra mondiale e un’esplosione nucleare cancellasse l’Europa dalla faccia della terra. Questa lurida unione europea è di gran lunga peggiore del nazismo di Hitler, visto che la Germania è riuscita a fare quel che a Hitler non è riuscito: schiavizzare l’Europa.
Sarebbe stato assai meglio che quel muro non fosse mai stato abbattuto. Questa nazione ha dimostrato e dimostra essere il vero cancro dell’umanità. L’Europa è diventato un continente marcio visto che nessuna nazione si è schierata dalla parte dei greci, per questo meritano la morte!
Alla fine della seconda guerra mondiale questa miserabile nazione ottenne il condono per il 60% del suo debito e ora si permette di negare una somma ridicola ad una nobile nazione. Tutti questi sciacalli dimenticano che tante banche sono state salvate senza suscitare scandalo: la Citigroup (2.513 miliardi di dollari), la Morgan Stanley (2.041 miliardi), la Barclays (868 miliardi), la Goldman Sachs (814 miliardi), la JP Morgan (391 miliardi), la Bnp Paribas (175 miliardi) e la Dresdner Bank (135 miliardi) mentre il salvataggio della Grecia ammonta a circa 370 miliardi di euro, che non sono nulla in confronto ai salvataggi delle banche.
Morte a questa unione di assassini!
CHE SIATE MALEDETTI!

Wolfgang Münchau sul “Financial Times”

«Hanno demolito l’idea che l’unione monetaria possa costituire un passo verso un’unione politica democratica. Hanno riportato l’Europa alle controversie nazionali del XIX e del XX secolo, con Paesi tenuti insieme solo dalla minaccia di povertà assoluta per chi osa sfidare l’ordine dominante. Qualsiasi altro paese che in futuro volesse sfidare l’ortodossia economica si troverà ad affrontare problemi simili. L’euro ha funzionato bene per la Germania. Per l’Italia è stato un disastro economico assoluto. L’Italia non ha praticamente più visto una crescita della produttività dall’inizio dell’euro. Possiamo essere sicuri che la maggioranza degli italiani sarà ancora favorevole alla moneta unica, di qui a 3 anni? Se chiedete agli italiani perché sono ancora nell’euro, in pochi vi parlerebbero di benefici economici. Volevano invece far parte del progetto più ambizioso di integrazione europea mai intrapreso. Quanto ai greci, cosa dovrebbero fare ora? Si può davvero pensare che un programma di riforme economiche per il quale un governo non ha un mandato politico, che è stato esplicitamente respinto in un referendum e che è stato imposto attraverso un puro ricatto politico, possa ragionevolmente funzionare?»
..
ALESSANDRO GILIOLI
Se qualcuno pensa che con il salvataggio-umiliazione della Grecia sia finita la crisi dell’euro e dell’Europa, temo che sia sulla strada sbagliata. Di questa gigantesca crisi, siamo solo al giorno zero.
.
“Una settimana per spezzare le reni alla Grecia. Varoufakis si dimette (viene rimosso?) dalla guida del suo ministero. L’ingerenza degli USA. La proposta di Tsipras uguale per il 95% a quella bocciata dai greci. Il voto del referendum greco calpestato. La Grecia umiliata dalla Germania. Tsipras che si toglie la giacca davanti a Merkel e Hollande: “Prendete pure questa”. Tsipras spinto alle dimissioni per un nuovo governo di “unità nazionale” gradito alla Troika. La democrazia è sospesa: l’umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità. La strategia dell’eurogruppo è quella del terrore: colpirne uno per educarne 19.”
Carla Ruocco

“Asset greci da spostare in un fondo di garanzia, oltre a tutta una serie di misure durissime.
Questa è l’idea di Europa che hanno Schauble e soci, quella di acquisire i patrimoni dei paesi più deboli dopo averli strozzati con tassi usurai.
.
Steprazin
Bene. Anzi male, malissimo. Eliminato con una violenza mai vista l’avversario politico Tsipras, abbiamo visto la resa totale di una nazione sovrana al diktat europeo imposto dalla Germania, e però la questione greca non s’è mossa d’un passo. Merkel e Schauble hanno vinto, Tsipras ha gettato la spugna, ma il debito è ancora lì. Dove sarebbe la soluzione? Non c’è. Non è stato sciolto il vero nodo: e fra qualche mese si ripresenterà l’inevitabile default. Richiesta di nuovi prestiti, che magari a uno di centro saranno ben disposti a concedere, al punto in cui siamo, sarà soddisfatta, a patto che il successore riacquisti la fiducia di tedeschi e paesi del nord e accetti la loro nuova definizione e il vero significato: fiducia come resa umiliante dell’uomo Tsipras e del suo popolo al rigore e alla durezza della Germania, senza condizioni. E se lo dice il NY Times, El Pais e gli altri giornali del mondo, non è una fantasia populista.
.
“Come dimostrano le stime della Banca d’Italia, all’inizio del 2012 il debito pubblico italiano era poco sopra i 1.900 miliardi. Oggi siamo a 2123. ei 223 miliardi di differenza ci sono anche i versamenti che il paese ha fatto al “Fondo salva stati”. na contraddizione gigantesca: i strangola l’economia con misure di austerità per uscire dalla “crisi del debito”,e, nello stesso tempo, quest’ultimo lievita a dismisura, per effetto delle stesse strategie volte a ridurne la consistenza. C’è una logica in tutto ciò? Apparentemente no.
La giostra europea funziona più o meno così: lo Stato si svena verso l’Europa, tassando i propri cittadini, tagliando servizi, cancellando diritti, emettendo nuovi titoli del debito pubblico; l’Europa prende questi soldi e li dà a banche private, che hanno perso liquidità per proprie imprese finanziarie fallimentari, quasi a gratis; le banche però non ci finanziano le imprese. Li prestano agli Stati comprando il loro debito, a un tasso di interesse 4-5 volte superiore a quello con cui li hanno ricevuti. I soldi, insomma, sono sempre gli stessi, ma in questo gioco incredibile c’è chi vince e chi perde. Vincono banche e speculatori finanziari, perdono i cittadini.
La riduzione del debito e il pareggio di bilancio sono il mezzo attraverso il quale si finanzia la speculazione finanziaria. Nella crisi qualcuno ci guadagna: le banche. Quelle italiane, nel solo 2012, hanno guadagnato, investendo i soldi ricevuti dalla Bce, più di 15 miliardi di Euro”.

DORIANA GORACCI
Prima venne il tempo in cui Tsipras era belloccio pulito e cattivo e avrebbe fatto uscire la Grecia dall’Euro (il signor Euro) poi è arrivata Grexit, (abbreviazione di Greek Exit, uscita della Grecia dall’euro) come una condizione d’obbligo della signora Angela Merkel e il Ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Ma non è andata così.
L’esecutivo Tsipras non è caduto affatto, ha dovuto mediare e chissà ancora quanto dovrà fare, tutto quello che hanno disfatto decenni di cattivo governo e ne sappiamo qualcosina anche noi: “Sulla Grecia è stato approvato il piano A e non c’è nessun bisogno di un piano B”. Ipse dixit la Cancelliera. Sì tutto cancellato, o meglio le avvilenti minacce degli ultimi giorni e dell’ultima notte.
Ma perché continuano a fare tavole rotonde con esperti ed opinionisti di economia politica e varie e neanche fosse dall’altra parte del mondo, la Grecia, e non ci fanno sentire quello che il popolo pensa e quello che il popolo riesce a fare, e che fine hanno fatto le nostre eccezionali troupe d’assalto televisivo?
Sì, dicevano i Greci che con gli italiani hanno una “faccia e una razza” in comune. A me sembra che rimanga condivisa la precarietà, la disoccupazione, la povertà.
E rimangono i Mercati, dicono che volano come farfalle, li guardiamo con sgomento e allegria andare su e giù e sempre più lontani, quei posti deputati ai banchi, dove giacciono i generi alimentari, perché ancora non siamo al baratto anche se la minaccia è sempre quella: O la Borsa o la vita.
Ciao Grecia diglielo tu che significa Opa e insegnaci come ritrovare la dignità, òpa, òpa, a navigare.
.
ARMANDO DI NAPOLI

Nel torchio infame dei parassiti
l’accozzaglia servi degli usurai
sguinzaglia ogni corruzione
esaltando l’intimidazione
incitando con atti impuri la paura
lunedì sarà un giorno bellissimo
la resistenza ricamata di rivoluzione
con un diritto semplice
spezzerà le catene del debito
lasciando le celle umide dei mostruosi lager…
.
D’ALEMA
“Moneta unica, ma differenti livelli di competitività e di forza economica. In Germania il costo del denaro è bassissimo anzi addirittura l’interesse è negativo, dunque le banche tedesche raccolgono denaro dai risparmiatori tedeschi che per loro ha un costo quasi nullo, comprano i titoli della Grecia, la Grecia paga il 15% di tasso di interessi perché è un paese a rischio, e guadagnano una montagna di soldi. Quindi cosa accade? Che da un paese povero come la Grecia enormi risorse si spostano in un paese ricco come la Germania, attraverso la differenza dei tassi di interesse. Il paese povero si impoverisce sempre di più, quello ricco si arricchisce sempre di più. Quando il paese povero non è più in grado di pagare i debiti, arrivano gli aiuti europei. Noi abbiamo dato alla Grecia 250 miliardi di euro, ma non per le pensioni dei greci, ma per pagare gli interessi alle banche tedesche e francesi e, molto parzialmente, italiane. 220 miliardi di questi 250 di aiuti sono andati direttamente alle banche tedesche, francesi e italiane. Dunque quando si dice: noi paghiamo le pensioni dei greci.. è falso, noi paghiamo le banche tedesche. Il denaro fa un giro, ma i greci non ne sentono neanche l’odore. Questo meccanismo non può reggere a lungo.


SCHAUBlE

IL SALVATAGGIO DELL’UCRAINA
CLAUDIO MARTINOTTI DORIA

Ci hanno assillato con la Grecia trascurando che l’Ucraina è in condizioni anche peggiori, solo che è fuori dall’UE e dall’Eurozona, ma finora l’hanno sostenuta ancor più della Grecia e Christine Lagarde, direttrice del Fmi non ha alcuna riserva nel dichiarare che continuerà a sostenere finanziariamente l’Ucraina (le hanno appena dato 40 miliardi e senza chiederle la condanna capestro che hanno imposto alla Greci)
Che sia perché il FMI è in pratica un organismo finanziario dominato dagli USA? Che sia perché l’Ucraina è divenuta praticamente una colonia degli USA? Che sia perché l’Ucraina è funzionale agli obiettivi ed interessi degli USA rispetto al controllo dell’UE?
Il popolo greco ha certamente delle responsabilità, ma moralmente sono minime, e non è governato da oligarchi corrotti e criminali, non possiede truppe paramilitari di formazione nazista, non ricorre sistematicamen Sull’Europa incombe lo spettro del default. Ma non è solo quello greco.
A far tremare il Vecchio continente è la situazione dell’Ucraina, messa in ginocchio dal conflitto con i separatisti filorussi nel Donbass, cuore industriale e minerario del Paese.
Alla crescente tensione nell’Est per il lento naufragio degli accordi di Minsk si somma lo stallo dei negoziati avviati in marzo da Kiev con i creditori privati per ristrutturare un debito di 22-23 miliardi di dollari, poco più della metà del debito estero, che sommato a quello interno raggiunge i 70 miliardi di dollari. DEFAULT A FINE LUGLIO? Il ministro delle Finanze ucraino, Natalia Jaresko, dopo una nuova proposta che lega i rimborsi ai risultati dell’economia, ha minacciato che Kiev non pagherà i debiti «se presto non saranno fatti veri progressi nei negoziati, se i creditori non useranno questa ultima occasione di raggiungere un accordo nelle prossime settimane». E ha evocato il default per fine luglio. L’ipotesi iniziale era una combinazione di un taglio del capitale, una estensione delle scadenze e una riduzione delle cedole per risparmiare 15 miliardi di dollari in 4 anni. L’haircut per i creditori, secondo i media, può arrivare fino al 40%-50% della loro esposizione. Tra i principali creditori di Kiev c’è anche la Russia di Putin, che nel 2013 aveva acquistato bond per 3 miliardi di dollari – in scadenza proprio quest’anno – come prima tranche di un prestito di 15 miliardi di dollari con cui Mosca puntava a sostenere l’allora presidente Viktor Yanukovich dopo la sua marcia indietro sull’accordo di associazione con la Ue che aveva scatenato Euromaidan.
Kiev contava di chiudere le trattative entro giugno ma non ha ancora trovato un accordo, tantomeno con la Russia, che considera quei 3 miliardi come un prestito istituzionale e non privato.
Per questo a maggio il parlamento ucraino ha votato una controversa legge che consente al governo di imporre una moratoria sul pagamento dei debiti esteri di creditori privati. Un’arma di pressione nei negoziati, ma anche un modo per dichiarare un default tecnico, come ha ammesso Poroshenko.
Già a marzo Standard & Poor’s aveva deciso di tagliare il rating sul merito di credito in valuta estera dell’Ucraina da CCC a CC, definendo il default del debito di Kiev «virtualmente inevitabile». Anche gli analisti di Goldman Sachs ipotizzano il default dell’Ucraina a fine luglio.
Ma Christine Lagarde, direttrice del Fmi, ha assicurato che il Fm continuerà a erogare prestiti a Kiev anche se non raggiungerà un accordo con i creditori nei tempi previsti: a luglio si attende la seconda tranche di 1,7 miliardi di dollari, dopo quella di 5 dello scorso marzo (su un prestito complessivo di 17,5 mld dlr). Ma entro fine anno l’Ucraina deve rimborsare titoli per 8 miliardi di dollari…nel primo trimestre di quest’anno il Pil ha fatto registrare un crollo del 17,6% rispetto allo stesso periodo del 2014 e per fine anno è previsto un calo di almeno il 10%.
E allora?
.
E VOGLIAMO PARLARE DELL’AUSTRIA?

“Dopo anni di gestione clientelare e spregiudicate operazioni finanziarie, l’Austria è sull’orlo della bancarotta. Il governo austriaco, per evitare il fallimento chiede ai creditori tedeschi di mettersi una mano sul cuore e tagliare il debito per salvare lo Stato dal fallimento.
La cifra “scontata” sarebbe di 1,45 miliardi di euro, di poco inferiore ai 1,6 miliardi che la Grecia non ha rimborsato entro il 30 giugno scorso al Fondo monetario internazionale, con tutte le conseguenze che ben conosciamo.
E in Baviera c’è addirittura chi propone di andare oltre e annullare il debito austriaco. Chissà cosa direbbe Tsipras se lo sapesse.

Blog di Grillo
IL REDDITO DI CITTADINANZA SI DEVE FARE

“Il reddito di cittadinanza si deve fare. Il nuovo monito all’Italia adesso arriva dal Parlamento europeo che ha approvato una relazione che invita gli Stati Membri a introdurre un reddito minimo come una delle misure per ridurre la povertà. In Europa ci sono 123 milioni di poveri: 1 cittadino su 4 non ha mezzi sufficienti per poter arrivare alla fine del mese, ma solo in Italia e Grecia i poveri sono condannati all’emarginazione e alla solitudine. In Europa tutti sanno che la povertà non è un reato, ecco perché in 26 Paesi su 28 sono previste misure di sostegno al reddito che danno l’opportunità agli indigenti di sopravvivere in attesa di un posto di lavoro. A questo serve il reddito di cittadinanza.
L’Italia non può far finta che non sia accaduto nulla. Non bisogna ascoltare i diktat di Bruxelles solo quando impone l’austerity e, invece, quando chiede più diritti ci si volta dall’altra parte. Il governo italiano deve dar seguito alle richieste europee. Questo voto del Parlamento europeo è un successo del Movimento 5 Stelle Europa visto che la “relazione per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione” è stata scritta e presentata dalla portavoce Laura Agea. Per raccontare cosa è successo al Parlamento europeo, Laura Agea ha scritto una lettera ad Anna, una donna con lavoro precario, il marito disoccupato e tre figli, una candidata ideale a ottenere il reddito di cittadinanza se in Italia esistesse.
Questa lettera è scritta ad Anna, ma potrebbe essere indirizzata ai milioni di cittadini che, come Anna, sono in povertà assoluta. Condividi questa lettera se credi che il reddito di cittadinanza sia una misura necessaria per sconfiggere la povertà nel nostro Paese”.
M5s Europa
.
REDDITO DI CITTADINANZA IN FRIULI
Il Friuli Venezia Giulia fa il primo fondamentale passo per la dignità di tutti i suoi cittadini. Con il contributo decisivo del MoVimento 5 Stelle è stata approvata la legge regionale unificata sul reddito di cittadinanza. La norma approvata, recepisce gran parte delle proposte contenute nel disegno di legge regionale depositato nell’aprile 2014 dal M5S Friuli Venezia Giulia. La misura approvata porterà benefici a 8.000/10.000 nuclei famigliari in difficoltà.
Queste le principali caratteristiche:
A) Verrà elargito un contributo massimo di 550 euro mensili per la durata massima di 24 mesi
B) Potranno usufruirne tutti coloro che hanno un reddito certificato Isee inferiore ai 6.000 euro annui residenti nella regione Friuli Venezia Giulia
C) L’elargizione e’ vincolata alla sottoscrizione di un Patto d’inclusione che può prevedere formazione, ricerca lavoro e attività socialmente utili
D) Sosterrà anche i pensionati in difficoltà
E) E’ stata approvata anche la proposta del M5S che vincola l’elargizione del reddito all’educazione scolastica. Se nella famiglia si registrano fenomeni di abbandono scolastico l’aiuto viene sospeso.
F) Per poter usufruire del reddito di cittadinanza regionale e’ stata accolta anche la proposta del M5S che fissa il limite di residenza minima di 2 anni in Friuli Venezia Giulia.
Questo primo passo, mosso dal Friuli Venezia Giulia sia da stimolo per approvare una legge nazionale sul reddito di cittadinanza che permetta di elargire 780 euro minimi ad ogni cittadino in difficoltà e rilanciare la nostra economia. Il reddito di cittadinanza rilancia infatti i consumi e crea nuovo lavoro attraverso commercio e piccole imprese.” M5S Friuli Venezia Giuli

FILANTROPIA
Giuseppe Intini
In Inghilterra durante la rivoluzione industriale si definirono nuove classi sociali, l’immensa ricchezza dei pochi industriali e la diffusa povertà degli inglesi e degli immigrati e ex schiavi. Alcuni industriali si confrontarono con la loro ricchezza e le condizioni sociali che circondavano il loro benessere, giungendo all’applicazione del 5% philantropy, cioè l’uso del 5% del loro profitto applicato alla miglioria della vita dei più deboli e poveri. Questo permise lo sviluppo delle cooperative per costruire case popolari, le by-laws per la sanità pubblica,incluso fogne e direttive per la salubrità degli edifici,fino alla costruzione delle città giardino dove erano contemplate case della cultura e una vita di qualità per i lavoratori, un esempio Port Sunlight. Tutto questo senza fare manovre politiche ma semplicemente una motivazione di persone interessate verso il bene comune. Bisognerebbe indicare a chi raggiunge grandi profitti che basta poco per ottenere grandi risultati sociali verso il bene comune, sia con azioni filantropiche o non ostacolare una grande opportunità di integrazione sociale come il reddito di cittadinanza.
.
f.d.
Nazional-economica, non più socialista, così si configura l’Europa del quarto reich. Ne è la dimostrazione l’imposizione politica imposta dalla Germania, che si fa beffe anche della Francia, quasi a ripagare il patto di Versailles ed i trattati di Parigi, dopo che le sono stati condonati i danni di riparazioni di guerra, nella misura di 22 miliardi di dollari a Yalta, tralasciando i precedenti ed i successivi aiuti al tempo della riunificazione. Ora, forte di una economia “graziata dal perdono altrui”, nell’egemonia di pensiero unico da imporre, invade con la complicità del Fm e o partiti lacchè, i vari stati europei, deboli economicamente per colpa e dolo, indirizzando e decidendo i governi, escludendo e appoggiando il No al referendum sull’euro. Indirettamente siamo i nuovi “territori da invadere”. L’unità di pensiero del popolo tedesco non può reggersi sul “nemico economico” esterno, né un’economia può reggersi a lungo in questo modo perché un trattamento non equo ed impopolare, castrante nella tassazione e sullo sviluppo, porta alla ribellione. Umiliare il popolo greco per le colpe della politica anche europea che sapeva dell’inganno di bilancio é errato e pone la domanda: quando toccherà a noi Italiani se non facciamo bene i compiti a casa? Per un’Europa fatta male e che resterà tale, NOI cittadini Italiani siamo “stati venduti” come manodopera ed elettori che non contano.
.
Il PIOPPO (Ada Negri)

Sotto la brina il pioppo è di cristallo:
se lo tocchi l’infrangi; e piomba al suolo
con tintinnio di frantumate lastre.
Lo diresti un altissimo zampillo
che un incanto invetrò; ma dentro è vivo,
e lo strazia desìo di primavera.
« Oh, mai più tornerà la primavera,
pensa. – Mai più. Son vecchio.
Non mi resta foglia sui rami,
uccello che mi canti
in vetta, linfa nelle vene, strido
di cicala sul tronco. E ciascun giorno
che passa, accresce il gelo; e già mi sento
vicino a morte ».

Ma un mattino, il sole
rompe l’algore: scioglie in molle pianto
sugli stecchiti rami il vel di ghiaccio:
torna la linfa e il verde: giovinezza
ritorna, e n’ha sì gran sorpresa il pioppo
ch’ogni sua foglia, anche se tace il vento,
trema di gioia: anche la notte, in sogno,
trema di gioia in ogni foglia il pioppo.

.
Viviana
Siamo dentro la terza guerra mondiale, che è una guerra finanziaria partita dagli USA di Clinton con due mosse iniziali: la separazione delle banche d’affari dalle banche d’investimento, e la liberazione dei derivati o titoli tossici che hanno invaso l’occidente arrivando ad essere dieci volte il valore del PIL mondiale, 710.182 miliardi di dollari (12% in più in un anno). Il problema della Grecia non è un problema finanziario. E’ un problema politico, perché Tsipras si oppone a questa rapina orchestrata dai poteri forti dell’Occidente per trattare come territori da depredare gli Stati europei.

http://www.arcoiris.tv/scheda/it/16256/

La Troika ordina alla Grecia di pagare il suo debito. Il Parlamento europeo ha incaricato una ‘Commissione di verità parlamentare con 35 componenti per un audit (valutazione) di questo debito. Per ora ha stabilito che, sulla base del diritto internazionale, il governo greco ha la possibilità di sospendere in maniera sovrana il pagamento. Giuristi, economisti e revisori di conti pubblici, provenienti da tutto il mondo si sono concentrati sui diritti umani e sulle finanze.
Renaud Vivien ha detto: “Il debito greco andrebbe cancellato. Lo stato di necessità dice che, se si verifica una situazione che fa sì che si violino i diritti, lo Stato può sospendere una obbligazione che ha nei confronti dei creditori, perché i diritti umani vengono prima degli altri diritti”. La Troika che detiene l’85% del debito reclamato ha spinto il governo a violare la propria Costituzione sul tema dei diritti umani. Hanno violato, in particolare, il Trattato di Lisbona, che impone all’art. 9 sul funzionamento dell’Ue, di tener conto della protezione sociale e di una serie di diritti fondamentali. i Patti si applicano purché non ci sia violazione dei diritti umani e dei principi fondamentali. E le Organizzazione internazionali hanno l’obbligo di osservarli, anche Il Fmi.
La spesa pubblica per far funzionare lo Stato greco non supera il 33% della spesa totale.
Se continuiamo a ridurre ancora di più la spesa, lo Stato greco scompare. Più del 50% della spesa greca è debito e la Commissione dice che esso è insostenibile. Questo debito si è formato dal 2010 in 3 memoranda, che sono risultati malfatti, logorroici e truffaldini.
Nel 1° compare la dicitura “prestatori coinvolti”, nome che hanno dato ai detentori dei titoli (cioè le banche) che così possono trasformarsi in una parte dell’accordo. Perché hanno fatto questo? Il vero scopo è la creazione di nuovo debito con creditori bilaterali ma il denaro non è arrivato alla Grecia. Il meccanismo manda in conto alla Bce. Quando i veri prestatori (gli Stati) depositano denaro sul conto, questo va ai detentori dei titoli, non alla Grecia. Questa tecnica è stata ampiamente usata in Europa dopo il 20019. Le banche volevano che il settore pubblico comprasse titoli tossici, ma la Bce non poteva comprarli perché ciò è vietato dall’art. 123 del suo Trattato. Allora hanno inventato un modo traverso, creando l’EFSF (Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria) nella forma di una società per privati con sede in Lussemburgo (guarda un po’). I suoi soci sono le Nazioni europee che emettono garanzie. Questo è un rischio immenso per tutte le Nazioni europee perché questa società emette o s’imbatte in questi titoli tossici.
(Il risultati finali di questo audit si avranno alla fine dell’anno.
.
Avete notato come gli squadristi renziani a libro paga battono tutti a voce unita sul tasto “i debiti si devono pagare” e non ce n’è uno che non tocca il vero nervo sensibile della situazione, che è il problema politico costituito dalla sx greca che rivendica i propri diritti democratici contro la dittatura delle Troika?

FRATOIANNI (SEL) dice che, per capire a che livello subdolo e inaccettabile di pressione e di ricatto è sottoposto il governo greco e il popolo greco, la Troika non accetta che il governo utilizzi 200 milioni di euro per le misure contro la povertà e non accetta la strada individuata e proposta per ridare fiato, fiducia e speranza alla Grecia e per fare in modo che torni a crescere. Dijsselbloem, Merkel, Lagarde arrivano persino a mettere in discussione la legittimità del governo di Tsipras, mostrando che è in atto un piano della tecnocrazia europea per disarcionare Syriza dalla guida del paese. Un’ingerenza davvero intollerabile, l’ennesima. Così come sono ingerenze intollerabili le insistenze sulle cosiddette “riforme strutturali” che la Grecia dovrebbe compiere per uscire dalla crisi. Aumento dell’IVA, aumento dell’età pensionabile, ulteriori licenziamenti e ulteriori tagli alla spesa sociale (servizi, sanità), privatizzazione dei servizi essenziali. In cambio di circa 16 miliardi (di cui 11 di ricapitalizzazione delle banche, ben inteso) che, sommati agli avanzi primari del bilancio greco, serviranno esclusivamente a pagare le rate dei prestiti. Il che vuol dire che il governo greco non avrebbe alcuna libertà di manovra sui propri conti e sulle scelte da compiere. In sostanza, ti invitano a spararti alla tempia e in cambio ti propongono un’aspirina. Una strada già tracciata dal precedente governo greco, che ha aperto una voragine spaventosa nella società, fatta di disoccupazione, povertà, mortalità precoce. Non accettano altre strade i creditori, nonostante i piani del governo greco rassicurino sulla tenuta complessiva dei conti. UE, FMI, BCE hanno paura di Syriza e di Tsipras, non del debito greco. Il contagio che temono è quello democratico, non quello dei titoli di Stato (su cui, per altro, i creditori hanno già lucrato). Chi vuole gli Stati Uniti d’Europa sa bene che non c’è altra strada che l’interruzione dei dogmi ciechi dell’austerity e degli assurdi vincoli di bilancio e questa partita la sta giocando in solitudine la Grecia.
Comunque vada il referendum, Alexis Tsipras ha vinto, perché è stato capace di rovesciare il tavolo, smascherare la tecnocrazia e ristabilire i principi della democrazia.
Guardali i cloni a libro paga renziano come sgomitano per insistere sul dovere di Tsipras di pagare il debito, come se il problema fosse il debito, tutti a cercare di distogliere l’attenzione dal vero problema che è in gioco e che è la libertà democratica
Dalla Grecia non si teme il contagio economico, si teme il contagio politico. Non si vuole permettere a nessuno di immaginare un’altra idea di Europa, liberata dalle teorie economiche sciagurate e fallimentari che hanno affossato dal 2009 tutti i Paesi europei. La politica europea appena qualche anno fa svolgeva ancora un ruolo, ora si pretende che la finanza schiacci tutto e possa dire la sua su tutto. Ed è una vera guerra ideologica quella che si sta combattendo, non economica.
Paragone lo ha detto giustamente: “Oggi invadi coi mercati. Non invadi mica coi carri armati!”
.
Dice Nicola Fratoianni: “Ma questi Trattati che forse dovrebbero essere cambiati cosa c’entrano con l’imposizione ai Paesi di intervenire sui mercato del lavoro?”
Portando avanti tutte quelle imposizioni padronali che sono sempre state il nerbo del neoliberismo nel suo desiderio spietato di distruggere tutti quei diritti a tutela dei lavoratori per cui milioni di persone hanno combattuto per decenni e tanti sono morti? Questi Trattati che dovrebbero garantire una Europa migliore cosa c’entrano con la violenza sulle Costituzioni democratiche? sui tagli ai diritti elettorali? sulla riduzione delle tutele sociali?
E come è possibile che a questa violenta distorsione dei diritti e delle tutele democratiche partecipino con tanto zelo e tanto livore proprio persone che si spacciano per essere ‘di sinistra’??

JUNKER
Ma il marchio d’infamia maggiore e il paradosso più grottesco è che a comandare il rigore di manovre punitive per la Grecia per aver sforato ‘le regole’ sia proprio quello Junker che per 18 anni ha fatto del Lussemburgo il paradiso fiscale per eccellenza di tutti i più grandi evasori fiscali europei, quelli che delle ‘regole’ proprio se ne sono sbattuti!! Ma tutti i ridicoli capi di Stato europei, Renzi in testa, si sono affrettati a riconfermare Junker, protettore dei loro capitali neri, mentre sulla Grecia invocano tutto il peggiore rigore possibile, perché “le tasse vanno pagate”, “i debiti devono essere restituiti” E il solo M5S ha osato mettere in dubbio la serietà di Junker, prontamente redarguito da tutti gli altri. Ma quale credibilità può avere questa classe politica europea? E quante migliaia di miliardi costoro hanno rubato a noi, provocandoci danni ben maggiori di quelli presunti della Grecia?
Che Junker che ha fatto dumping fiscale nel suo Lussemburgo (cioè paradiso per i fondi in nero) sia stato eletto presidente della Commissione europea, che dovrebbe far obbedire le regole, e anche quelle fiscali, a tutta Europa, è veramente mostruoso!
.
BAIL IN
Nick 09
Visto che si parla di salvataggio in questi giorni alla Camera dei Deputati è stata approvata, dalla Maggioranza PD e NCD, una proposta di legge molto importante soprannominata “BAIL IN” che consiste, in parole semplici, nel prelievo forzoso effettuato dalla Banche che venissero a trovarsi in difficoltà, nei confronti non solo degli azionisti ma anche dei propri Risparmiatori: Correntisti e Depositanti.
Secondo me questo argomento merita un approfondimento ed un’attenta riflessione.
..
Sicuro! Le banche rastrellano i soldi dei risparmiatori, poi il serafico Zanetti, vice economico di renzi, ci viene a dire col sorrisetto che sui nostri conti non ci sono rischi
ma la cosa migliore è stata la serie di interviste fatte dai giornalisti di ‘In onda’ ai parlamentari che uscivano dalle aule parlamentari dopo aver votato il Bail in
Nessuno di loro sapeva cosa fosse E per fortuna che gli impreparati dovevano essere i parlamentari a 5 stelle!
ecco in che mani siamo!

vedili in

.
IL DEBITO AMERICANO

Ma i 2.200 miliardi di euro di debito pubblico italiano dove si crede che siano se non nelle banche che hanno comprato i nostri titoli di Stato?
Si pensi agli USA con debito pubblico di 18.000 miliardi di dollari, se qualcuno chiedesse di restituirlo! Pensate quante banche del mondo sono creditrici del debito americano! A febbraio 2015 la Cina deteneva titoli del debito pubblico USA per 1.223 miliardi di dollari, contro i 1.224 miliardi del Giappone. Poi ha cominciato a liberarsi dei titoli statunitensi e questo è dato come un segnale della crisi del dollaro.
Pensate che il debito greco (310 miliardi di euro) è una bazzecola al confronto di quello statunitense.
In Grecia ci sono 11 milioni di abitanti, 4 milioni di contribuenti: debito pro-capite di 75mila euro. Negli Stati Uniti ci sono poco più di 314 milioni di abitanti, 114 milioni contribuenti, debito pro-capite: 157mila dollari(circa 144mila euro). In pratica, il debito pro-capite, in capo a ogni contribuente americano, è il doppio di quello greco.
Provate a fare gli stessi ragionamenti che fate con la Grecia col debito italiano. Provate anche qui a dire che le tasse vanno alzate, i dipendenti pubblici licenziati, le pensioni tagliate e pezzi del territori venduti!!
Eppure il caso è lo stesso: noi siamo debitori e, come avete ripetuto a iosa: ”I debiti si pagano”, solo che qui i soldi da razziare sono di più.
Il debito pubblico italiano è arrivato a 2.134 miliardi di euro.
Con Renzi è cresciuto di 100 miliardi.
Batte il record per essere il 132,6% del Pil (ma si dice che in realtà sia il 156% del PIL !!!). Di questi miliardi, 1.700 sono rappresentati da titoli di Stato (prevalentemente Btp) in mano soprattutto a banche e istituzioni finanziarie italiane ed estere e, in misura minore, a piccoli risparmiatori (circa il 10% del totale). Intesa Sanpaolo ne ha per 97 miliardi. Unicredit 45. MpS 22. Banco Popolare 14.
Poi vengono banche francesi e tedesche e altre per 156 miliardi di euro. Le più esposte sono le francesi ( 65 miliardi di euro). Deutsche Bank ha oggi “in pancia” 6 miliardi tra Bot e Btp. L’Italia piace meno alle banche inglesi che nel loro insieme non vanno oltre i 4 miliardi. Titoli per altri 4 miliardi di euro sono detenuti in Svizzera principalmente da Credit Suisse (3 miliardi)
Stati uniti: 19 miliardi. Giappone 17.

andrea
“123% nel 2012, al 128% nel 2013″… il debito pubblico col PD ha avuto un’esplosione (dal +5% al +6% annuo) ….. se era a forte rischio quando era al 107% con Berlusconi figurarsi ora dopo 3 anni di PD con il debito che arriverà nel 2014 al 134%!!!!!! Crescita record del debito pubblico col PD!!!!!!! Nonostante imu, nuove tasse e la sventagliata spending review!!!
.
I CONTI TRUCCATI

Tutti a inveire contro la Grecia perché la Goldman Sachs le aveva truccato i conti per farla entrare in Europa. Ma quanti Stati europei hanno fatto la stessa cosa?
Anche Prodi truccò i nostri conti perché non avevamo le carte in regola per entrarci.
E perfino la Germanio truccò i conti e per sembrare virtuosa eliminò dalle sue spese tutti gli ospedali pubblici. Nel primo decennio dell’euro (1999-2008) il debito pubblico tedesco aumentò dal 61% al 67% del Pil, al contrario di quello di molti Pigs, Italia compresa (il cui debito nello stesso periodo scendeva dal 113% al 106% del Pil) perché dal 2000 al 2005, prima dello scoppio della crisi del 2007 la spesa pubblica tedesca era aumentata di 120 miliardi di euro per sussidi alle imprese e politiche attive per il mercato del lavoro. La Germania per 4 anni di seguito sforò la regola del 3% per finanziare le proprie imprese in aperta violazione del Trattato di Maastricht (e lo fa tutt’ora) spendendo soldi pubblici per rendersi competitiva, mentre flexicurity e mini job determinarono un declino dei salari nominali e reali tedeschi che scesero fra il 2003 e il 2009 di circa il 6%. Una svalutazione reale finanziata con sussidi diretti e indiretti al sistema produttivo tedesco. Queste azioni di vero e proprio dumping sociale avviate in Germania furono decise unilateralmente, senza consultare “i fratelli europei” violando palesemente l’articolo 119 del Trattato di Funzionamento dell’UE .
.
Remake
La terra dei morti viventi

L’Italia batte tutti i record delle vergogne.
Ha la faccia di farsi rivedere Mario Monti, dopo aver rovinato l’Italia e aver messo il pareggio di bilancio in Costituzione.
Gli Italiani penseranno che è una buona cosa, dopo che è stato restaurato nella sua veste di ‘esperto economico’ pure il millantatore Oscar Giannino, quello con le lauree finte, che dice che il controllo del capitalismo sull’Europa è una favola da fantascienza, intanto il vice economico di Renzi, il surreale Zanetti, ci viene a dire “Le banche siamo tutti noi”, sull’onda dello slogan “la Coop siete voi”. Ora ci manca un aiutino dalla Fornero con lacrimuccia incorporata (com’è che con Renzi ce la vedo che è una meraviglia?), e la famiglia dello Zio Tobia è completa. Il Governo di Monti deluse talmente gli Italiani che alle elezioni successiva Scelta Civica prese l’8,3% e Monti finì per andarsene.
Ci vuole davvero una gran faccia tosta a ripresentarlo agli elettori. Ma il neoliberismo non può che rivomitare se stesso e pretendere poi che lo troviamo un cibo eccellente, così fanno come i ‘peperoni’, si ‘ripropongono’ tutti, da Monti a Prodi, da Giannino alla Santanché, dalla Polverini a Mieli, da D’Alema a Passera, da Cofferati a Fiorito, senza vergogna né pudore.

BABY PENSIONI
Straccio dice a cencio.
E’ una cosa grottesca che ad accusare la Grecia per le baby pensioni sia proprio l’Italia che nel tempo ha buttato 150 miliardi in baby pensioni e che oggi, con Renzi, non riesce , nemmeno a togliere gli iniqui vitalizi ai condannati, tanto che su 1500 vitalizi ne ha annullati 18, mentre, come ha chiesto anche il renziano Richetti, andrebbero tolti a tutti e 2.348.
Nelle condizioni in cui siamo, siamo riusciti pagare lo stesso 8.000 euro mensili di vitalizio al pluricondannato e ricchissimo Berlusconi, Dell’Utri, Cecchi-Gori, Squitieri ecc. che hanno condanne che vanno dall’associazione mafiosa alla corruzione grave. Ci sono poi 614 di loro con 345 ultraottantenni di cui lo Stato ha perso le tracce, gli paga il vitalizio ma non sa nemmeno chi sono!! E non ci sono solo i vitalizi dei parlamentari, ma anche quelli del personale alto degli enti locali. E’ talmente iniquo che uno prenda un vitalizio perenne di varie migliaia di euro per aver fatto magari un solo giorno di presenza che perfino il renziano Richetti chiede l’abolizione di tutti i vitalizi in blocco.
Intanto i partiti si sono fatti leggi per cui per avere i rimborsi elettorali devono presentare i loro bilanci, ma sono talmente incapaci di fare dei bilanci corretti e seri che ora chiedono che la legge fatta da loro stessi venga abrogata.
Però sui blog sono tutti a parlar male di Tsipras! Davvero alla vergogna non c’è mai fine!
.
Berluscameno
Quale sistema monetario ci potrebbe convenire?
Quando” i soldati degli illuminati banchieri “devono trovare un modo per difendere il sistema attuale, tendono ad usare l’argomento dell’”inflazione incontrollata”, secondo il quale, se uno stato emettesse moneta senza nessun limite, il denaro perderebbe di valore, poiché ce ne sarebbe talmente tanto in giro, da far aumentare i prezzi a dismisura.
Questo problema è reale, ma costoro non dicono che il” sistema attuale è –forse -una soluzione falsa e truffaldina”, poiché la BCE e la Federal Reserve (FED USA) immettono indiscriminatamente denaro liquido nel sistema con i rispettivi QE , non facendo altro che “aumentare il debito pubblico degli stati “e, di conseguenza, “alimentare l’inflazione”, in quanto i prezzi dei prodotti sono gravati dalle tasse che servono a rientrare nel debito.
E allora, quale possibile sistema monetario alternativo?
Come trovare una soluzione reale ad un problema reale?
Un sistema a “sovranità monetaria” deve basarsi su tre punti fondamentali:
1)- Lo “stato” deve emettere la moneta nel nome del Popolo Italiano.
Sulla banconota dovrebbe esserci la firma del Presidente della Repubblica e la dicitura “di proprietà del portatore”.
In questo modo, la banconota non viene “prestata” al cittadino, ma viene “accreditata”, cioè è sua;
non è più una” moneta-debito”, ma una “moneta-credito”.
Attualmente, invece, sulla banconota c’è “la firma del governatore della Banca Centrale (un privato cittadino)”, volendo significare che quella banconota non è del cittadino, ma che “gli è stata prestata dietro interesse”, e che, prima o poi, dovrà ridarla al suo proprietario, cioè alla banca.
2)- “Lo stato deve emettere una quantità di moneta pari al valore del PIL, cioè a quanto prodotto dai cittadini in un anno”.
Esempio: se lo stato fosse composto da due persone, Mario, che in un anno ha prodotto due mele, e Giorgio, che in un anno ha prodotto due pere,” sarebbe necessario avere in circolo una quantità di denaro minima da consentire a Mario e a Giorgio di scambiarsi i relativi prodotti”.
In questo modo, il “valore sarebbe attribuito al lavoro dei cittadini” e non al danaro in quanto tale, che per sua natura è uno “strumento di scambio”.
“ La vera ricchezza risiede nel lavoro e non nella moneta”.
Quest’ultima (la moneta)è solo un’illusione.
(Ma questa soluzione illusoria è molto utile ai BANCHIERI CHE “NULLA FANNO di lecito” , MA VIVONO DA RICCHI SFONDATI!).
Il paradosso che ci troviamo a vivere è assurdo, in quanto ci troviamo magazzini e negozi pieni zeppi di prodotti che, però, “non possiamo scambiarci per scarsità di moneta”, cioè dello strumento di scambio.
Naturalmente si tratta di una scarsità studiata a tavolino, con “l’intento di indebitare sempre più i governi e porre il valore sulla moneta” e non sul lavoro.
3)- La tassazione statale non deve servire a finanziare i servizi pubblici, ma a “regolare la quantità di moneta”, in base a quanto si è prodotto in un anno in uno stato.
Naturalmente, questo tipo di tassazione non mette al riparo dall’ingiustizia sociale, in quanto rimarrebbe nella sensibilità delle singole forze politiche promuovere una vera progressività fiscale, secondo la quale chi guadagna di più partecipa in misura maggiore alla stabilità del sistema rispetto a chi guadagna meno.
Riusciremo mai a vedere una cosa del genere?
Non possiamo e non vogliamo escluderlo!
“Non possiamo arrenderci a diventare proprietà di un manipolo di manigoldi” che non hanno nessun altra capacità umana se non quella del raggiro, dell’avidità e dell’individualismo bieco.
Non a caso, per rendere ancora più invasivo il sistema economico finanziario , uno dei prossimi progetti di questi “illuminati banchieri” è la “riduzione progressiva dell’uso del denaro contante”, rispetto ad un’”espansione del denaro elettronico”, così da poter risparmiare anche quel centesimo per stampare una banconota e controllare sempre di più la vita dei cittadini occidentali.
I Banchieri sono proprio tutti figli di una buona donna!

La Bundesbank non solo truccò anche lei i conti per entrare in Europa (per es. fece sparire dai conti tutte le spese sanitarie), ma addirittura ha creato una banca KfW , la Kreditanstalt für Wiederaufbau che esce dalle statistiche sul deficit e sul debito e aiuta il governo a nascondere un po’ di deficit. E’ molto strana, è posseduta al 100% dal governo. Prende a prestito miliardi di Euro e i suoi debiti sono garantiti al 100% dal governo federale.Presta ogni anno miliardi ad un tasso di interesse molto basso ad ogni tipo di azienda o organizzazione e costruisce perfino infrastrutture. E’ titolare di azioni (fornisce capitale) in numerose imprese. Non paga tasse perché ha lo stesso status della banca centrale. Fu creata nel 1948 per facilitare la ricostruzione delle infrastrutture durante il Piano Marshall. Sin da allora è cresciuta (e si è diversificata) in una delle piu’ grandi banche tedesche pompando miliardi di Euro nell’economia domestica e nel settore dell’export (attraverso l’IPEX, una sua controllata al 100%). E’ la ragione principale per cui in Germania il rapporto deficit/pil è all’80% invece di essere vicino al 100%. E’ uno dei motivi per cui il deficit federale è stato ridotto senza danneggiare l’economia tedesca. E’ una storia di contabilità fatta di pistole e specchi, ovviamente made in Germany.
.
KfW, così funziona il “motore” della Germania
LA BANCA PUBBLICA, CREATA DAGLI ALLEATI PER GESTIRE I FONDI DEL PIANO MARSHALL, È DIVENTATA IL PIÙ IMPORTANTE STRUMENTO DI POLITICA INDUSTRIALE DEL PAESE. NEGLI ULTIMI ANNI HA FINANZIATO LA SVOLTA VERSO L’ENERGIA VERDE, ORA INVESTE MOLTO NELL’INNOVAZIONE

Andrea Tarquini

Berlino K fW, la sigla è chiara solo per gli addetti ai lavori, ma indica una delle più grandi e potenti banche del mondo: Kreditanstalt fuer Wiederaufbau, cioè Istituto di credito per la ricostruzione. E’ ritenuta da molti una seconda Bundesbank, o anzi qualcosa di più: una Federal Reserve tedesca che non vuol dire di esserlo, una superbanca pubblica che a differenza dei Templari di Buba, custodi del più ortodosso rigore, non esita a concedere prestiti in appoggio al sistema- paese Germania. Insomma, quella che potrebbe essere definita una specie di Cassa Depositi e Prestiti tedesca in realtà è molto di più. E’ una potenza nascosta, un’eminenza grigia del Modell Deutschland senza cui la Germania non sarebbe la quarta potenza economica mondiale. E anche per questo, in tempi di crisi, si accende un confronto tra il suo vertice, guidato dal ‘duro’ sessantenne Ulrich Schroeder, e il governo democristiano-liberale di Angela Merkel, che punta ad iscrivere gli utili dellaKfW nel bilancio pubblico, per ridurre disavanzo e debito. Tentativo avviato dall’esecutivo, ma l’iter legislativo ha tempi lunghi, e intanto il 22 settembre si vota. Per cui Ulrich Schroeder, notava di recente Der Spiegel, ha fortuna: fino al 2014 può star tranquillo di tenere in casa gli utili, in media negli ultimi due anni nell’ordine dei 2 miliardi di euro. Non male, per un’istituzione fondata dagli alleati occidentali vincitori nel 1949 allo scopo di dare alla neonata Repubblica
Federale un istituto di credito in grado di gestire gli ingenti aiuti del Piano Marshall. Senza i quali (e senza il condono dei debiti di guerra tedeschi deciso alla conferenza di Londra del 1952) la Germania Ovest non sarebbe risorta. Prima gestore della ricostruzione, poi pilastro a sostegno delle piccole e medie imprese, anima del sistema Germania come e più che in Italia. Poi grande finanziatore delle infrastrutture, poi ancora garante della svolta “verde” e non nucleare della politica energetica tedesca, e ora grande creditore delle eccellenze tecnologiche, per garantire alla Bundesrepublik di restare nella pattuglia di punta mondiale. La KfW insomma ha da decenni il ruolo di motore e finanziatore dello sviluppo, che i falchi di Berlino e di tutta l’Eurozona non vogliono dare alla Banca Centrale Europea. Vantaggio non da poco, per il sistema Germania. Il suo rating è ottimo, pari a quello dei Bund tedeschi, per cui alla KfW non è difficile approvvigionarsi quasi esclusivamente sui mercati mondiali dove negli ultimi anni ha realizzato emissioni per circa 80 miliardi di euro annui in media. A tassi bassissimi, grazie tante: la KfW appartiene per l’80% al potere federale e per il restante 20% ai 16 Bundeslaender, gli Stati della federazione. Ecco il boccone appetitoso, che mette l’acquolina in bocca al potere politico di Berlino. Per cui il governo federale vuole appunto imporre che gli utili della KfW, come quelli della Bundesbank, siano versati alle casse pubbliche. Lo scontro è aperto, Ulrich Schroeder è fiducioso di non perderlo. Il suo mandato è stato appena rinnovato, con uno stipendio di oltre 1,1 milioni di euro l’anno compresi vari mandati in diversi consigli di sorveglianza. Dunque molto di più di quanto non guadagni Angela Merkel con i suoi 16-18 mila euro lordi mensili. Schroeder si appoggia anche a una disposizione del 1961 che vieta al potere politico di mettere mano agli utili della KfW. E col vantaggio di sapere che i politici che governano la prima potenza europea e quarta mondiale, di qualsiasi colore siano, hanno bisogno di una KfW funzionante. Per la corsa alle eccellenze, per la solidità del sistema industriale e delle piccole e medie imprese, per la pace sociale. Insomma per il sistema. Senza la KfW, salvataggi come quelli della banca Ikb e poi gli aiuti pubblici alla Commerzbank non sarebbero stati possibili. La forza contrattuale di Herr Schroeder insomma è più che abbondante.
(11 febbraio 2013)
http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/02/11/news/kfw_cos_funziona_il_motore_della_germania-52371618/

PICCOLA RIFLESSIONE SULL’AMORE
vv

L’amore è la cosa più difficile e complicata che ci sia.
Noi crediamo erroneamente che sia qualcosa che viene fuori da solo e sia facile e spontaneo, ma non è affatto così.
L’amore in sé sarebbe facile e spontaneo se non ché noi non siamo né facili né spontanei.
Siamo esigenti, egocentrici, permalosi, vendicativi.. e il modo contorto in cui siamo fatti si frappone tra noi e l’amore e rende tutta la cosa un’impresa straordinariamente difficile.
Sono i nostri limiti a complicare ogni relazione d’amore e renderla difficile, al punto che invece di costruire amore, il più della volte lo distruggiamo.
Per poter far crescere questa delicata pianta occorrerebbe diminuire l’ego, ridurlo a un punti invisibile.
Più l’ego va indietro, più l’amore avanza.
Ma siamo limitati, imperfetti e non ci riusciamo.
Allora, non ci resta che prenderci così come siamo, limitati e imperfetti e prendere anche gli altri così come solo, limitati e imperfetti.
In questo solo modo avendo pietà e pazienza con noi e con gli altri, possiamo fare qualche piccolo passo verso l’amore, che non è un diritto o un dovere, o qualcosa che ci spetta, ma una pianta che può crescere o morire solo per quello che facciamo.
C’è solo un piccolo ma importante passo mentale che possiamo compiere ogni qual volta è in gioco l’amore, sia pure l’amore per noi stessi, guardarlo con compassione, con la consapevolezza che siamo come bambini e dobbiamo difenderci da noi stessi in noi e negli altri perché i bambini non sanno quello che fanno e possono anche fare macelli, o possono essere accettati per come sono e confortati e amati, in noi e negli altri.
.
http://masadaweb.org

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: