Nuovo Masada

luglio 12, 2015

MASADA n° 1667 12-7-2015 LA SOLUZIONE FINALE E L’ANNIENTAMENTO DELLA GRECIA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:12 pm

MASADA n° 1667 12-7-2015 LA SOLUZIONE FINALE E L’ANNIENTAMENTO DELLA GRECIA

La Germania rifiuta tutte le proposte della Grecia – I Governi europei hanno svenduto i loro popoli – Rimettere o ristrutturare il debito – Si può fare o non un referendum sull’euro? – Insensate sciocchezze: un debito pubblico NON è la stessa cosa di un debito privato – Come mai in Grecia non si tassano gli armatori – Le baby pensioni – La sciagura di cui nessuno parla: i derivati – Ma quanti Paesi sono entrati in Europa con i conti truccati? – La dignità del popolo greco – Le contraddizioni della destra europea – Euroscetticismo

ididit4love
In linea con il Führerprinzip, l’ultimo gerarca SchutzStaffel-SS-Oberst-Gruppenführer und Generalmajor der Waffen-SS, Wolfgang Schaeuble, ha il cuore tenero, sta invecchiando, un tempo avrebbe proposto di bombardare e passare la Grecia per le armi come rappresaglia o di usare lo Zyklon B, per fiaccare ed annientare la resistenza greca.
Das Reichsführer-SS SS-Helferinnenkorps frau Merkel non vede l’ora di festeggiare la vittoria davanti al Partenone.
Sieg Heil Viktoria!

Viviana
La Germania rifiuta tutte le proposte di Tsipras e propone alla Grecia di uscire per 5 anni dall’eurogruppo senza uscire dall’Europa. Meglio sarebbe fermare l’euro per 5 anni e maturare l’uscita della Germania e il distacco dal Fondo Monetario.
Cinque giorni fa Obama ha telefonato alla Merkel perché arrivasse a una soluzione che permettesse alla Grecia di restare nell’euro.
Per ora Schaeuble sta facendo il contrario e il vice della Merkel. Sigmar Gabriele, è pure più nazista di lei, mentre i governi occidentali (vedi Renzi) non fanno nulla e sono come inebetiti e succubi sotto il comando assoluto della Germania.
Che senso ha dire che la Grecia resta in Europa ma esce per 5 anni dall’euro, cioè nessuno compra più i suoi titoli di stato e le sue banche non vengono ricapitalizzate?
E mi sembra pure impossibile che la Troika accetti il fallimento delle banche greche, mentre a questo punto Tsipras non è in grado di nazionalizzarle.
Della popolazione greca abbiamo già visto che se ne infischiano tutti.
Ma come è stato possibile che l’Europa si sia assoggettata a questo regime miserabile in cui una sola nazione comanda e le altre si lasciano comandare riducendosi a contare meno di uno zero assoluto? I governi corrotti europei hanno svenduto la loro sovranità e ci hanno consegnati legati mani e piedi alle cricche del grande capitalismo occidentale? Non è la Grecia fallita ma tutti noi.
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Stiamo fallendo tutti perché i governi non ascoltano più la voce del popolo ma solo quella del capitale .
Rosa Anna
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Viviana
Governi corrotti (e Renzi è in testa) hanno svenduto i loro popoli a pochi capitalisti viziosi e cinici che considerano il mondo come il campo delle loro rapine.
Per ora l’ebetino francese Hollande è stato il cagnolino della Merkel quanto Renzi. Anzi Renzi sta ancora più in basso, perché la Merkel non lo chiana nemmeno più agli incontri internazionali, mentre almeno a Hollande gli parla, chiara dimostrazione che hanno messo a capo dell’Italia un puro fantoccio che obbedisce pedissequamente ai comandi delle cricche internazionali, uno che fa solo i loro interessi ed è pronto a sacrificare 60 milioni di cittadini.
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Cobra89
Con l’IVA al 25,5% (come inserito dal governo Renzi nella legge di Stabilità 2015) nessuna delle nostre imprese riuscirà a sopravvivere, non saremo più competitivi e allora la Germania chiederà subito l’uscita dell’Italia dall’euro.
Se non si tiene presente questa evidenza tutti gli altri discorsi sono inutili.
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Voi dittatori del nuovo millennio, ricordate la rivoluzione francese, non tirare troppo la corda, o saranno i popoli a tirarla, con il vostro collo dentro.
Lily
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Viviana
Questi pessimi governi europei escono da popoli anch’essi cattivi e ben lontani dalla civiltà, dalla conoscenza e dalla responsabilità, popoli in cui una piccola parte si è resa complice del male per piccoli e meschini interessi di bottega e una grandissima parte è stata manipolata da media criminali che hanno aggravato l’ignoranza collettiva in un processo gravissimo di autodegenerazione.
Fra i popoli, purtroppo, non ci sono solo le cattive persone e i venduti al potere, ci sono anche gli ignari, i disinformati, gli inconsapevoli, e non sappiamo ormai cosa sia peggio, se la malvagità, la stupidità o l’ignoranza.
Dopo tutto è stato detto: “Signore, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. Ma intanto che non sanno, fanno. E quello che fanno sta rovinando il mondo in un processo di autocannibalismo terrificante, in cui emergono solo le parti peggiori dell’uomo.
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“Il sistema moderno, per imporre la schiavitù, usa il debito”
E. Pound

Viviana
La Grecia è il più grande successo dell’euro“, lo ha detto Monti. Con Renzi (ma assistiamo anche al ritorno di Monti!), il secondo grande successo dell’euro sarà l’Italia.
Padoan dice che non c’è alcun rischio per l’Italia.
Disse esattamente le stesse cose prima della crisi finale dell’Argentina e della Grecia
Non dimentichiamoci che questo bell’arnese è stato direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale dal 2001 al 2005 (con responsabilità su Grecia, Portogallo, San Marino, Albania e Timor Est), è stato nominato vice segretario generale dell’OCSE il 1º giugno 2007, divenendone capo economista il 1º dicembre 2009. Dal 24 febbraio 2014 è Ministro dell’economia e delle finanze del Governo di Renzi, non scelto da Renzi ma imposto a forza da quel Napolitano che ha sempre ubbidito ciecamente agli ordini del Fondo monetario e del sistema bancario e che ha firmato spudoratamente qualunque legge incostituzionale tesa a diminuire la democrazia e la sovranità del popolo italiano, i suoi diritti del lavoro, il suo stato sociale e i suoi diritti civili (e Mattarella non è da meno). A questa bella combutta di esecutori degli ordini della Troika il Pd ha dato sempre coscientemente e in modo acefalo e immorale il suo voto.

RIMETTERE O RISTRUTTURARE IL DEBITO
Viviana Vivarelli

Ieri parlavamo della necessità di rimettere i debiti al Terzo Mondo, oggi questa necessità si presenta per i Paesi più deboli del Primo Mondo e tra poco, dopo la Grecia, sarà il turno dell’Italia ad essere la vittima sacrificale del nuovo Moloch.
Mentre il neoliberismo avanza fino a divorare se stesso, il numero dei troppo poveri del mondo aumenta e il numero dei troppo ricchi diminuisce. Stiamo assistendo ad un travaso enorme di ricchezza da parte di chi ha di meno verso chi ha di più. E’ questa l’iniquità gigantesca del neoliberismo a cui anche le sinistre europee si sono adeguate, mancando gravemente a quel compito di difesa dei deboli che era stato dato loro dalla storia, rinnegando la loro funzione economica e sociale e quel mondo di valori e principi che era nato con loro, tradendo quei popoli e quelle classi di cui dovevano essere le alfiere contro il buco nero di un neoliberismo egoista, cinico e accaparratore che tutto fagocita e tutto distrugge.
Il debito pubblico greco dovrà essere ristrutturato per forza, in caso contrario perderanno tutto, e creeranno un pericoloso precedente che potrebbe produrre un effetto domino sui vacillanti Paesi europei fino a mandare in pezzi l’Unione europea.
E poi che ristrutturino il debito lo chiede Obama e lo chiede persino parte del Fondo monetario che ha già riconosciuto di aver sbagliato le sue ricette e le sue previsioni.
Persino Draghi è stato messo in crisi dalla intransigenza totalitaria della Merkel e del suo vice Sigmar Gabriel, vicecancelliere e di Ministro dell’Economia e dell’Energia nel terzo Governo Merkel. Costui è un vero nazista, molto peggio della Merkel e cura solo gli interessi della Germania e della Deutsche Bundesbank. Ci rendiamo conto che il debito pubblico tedesco è il doppio di quello italiano e che la Deutsche Bank, la più grande banca tedesca, nel pieno della crisi finanziaria fra il 2007 e il 2009, ha tenuto nascoste perdite fra i 4 e i 12 miliardi di dollari su contratti derivati complessi, e che oggi ha una esposizione ai derivati (cioè ai titoli tossici) pari a 54,7 TRILIONI DI EURO, pari a 20 volte il PIL tedesco e 5,7 volte il PIL della intera Europa??? Ma di quale sobria e corretta Germania stiamo parlando? La corruzione della Grecia in confronto è una robetta da niente!

IL TORMENTONE

Tutti Italiani farlocchi che ripetono a manetta: “I debiti si devono pagare” cosa diranno domani, quando dopo la Grecia sarà il nostro turno a farci spolpare, e la Troika comanderà A NOI di ripagare il debito a tempi brevi?
Grazie all’austerità, in pochi anni tutti i Paesi europei si sono impoveriti, la disoccupazione è aumentata (a meno che non contare come occupazione i minijob da 300 euro al mese), i debiti pubblici di tutti gli Stati si sono triplicati. La Grecia prima della crisi non stava nemmeno male, aveva un debito tollerabile di 110 miliardi proporzionato alla sua piccolezza. Dopo la crisi, con le ricette della Troika, è arrivata a un grado di miseria insostenibile, e, pur avendo pagato miliardi di interessi e venduto pezzi interi del Paese, è arrivata a un debito di 310 miliardi.
Con le nuove imposizioni, bloccherà del tutto la sua economia, diventerà ancora più povera e vedrà il suo debito aumentare ancora. La Germania l’ha condannata a morte.
L’Italia ha un debito di 2.200 miliardi, il 30% dei quali è detenuto da banche estere.
Supposto che vengano richiesti solo questi, fanno 660 miliardi. Quando ce li chiederanno in tempi brevi, cosa si venderà Renzi per poterli pagare? E voi direte ancora “I debiti bisogna pagarli”, quando vi verranno a sequestrare i soldi in banca e vi requisiranno le pensioni?
Mi pare che abbiamo visto tutti i salti mortali che Renzi ha dovuto fare per tirare fuori 10 miliardi per far fronte agli 80 euro con cui ha vinto le elezioni europee; aumento di tasse, tagli ai servizi, truffe sulle pensioni… E cosa farà quando i creditori reclameranno in tempi brevi i 2200 miliardi del nostro debito pubblico? Direte ancora con strafottenza: “I debiti devono essere pagati!”???

Aldo Antonelli : «Mi ricordo di un Convegno presieduto da Tissa Balasuriya,un amico dello Sri Lanka.Ci incontrammo negli anni 80,durante i quali si discuteva del problema dei debiti che i paesi poveri avevano contratto con noi, figli dei paesi ricchi, evoluti e progrediti. Venne appunto a parlare del problema del debito del suo paese con i paesi europei, compresa l’Italia. Ci lasciò parlare a lungo riguardo all’opportunità o meno di annullare o almeno diminuire il debito ai paesi più poveri, e uno di questi era appunto lo Sri Lanka. A un certo momento chiedemmo a lui di commentare ed egli con molta calma rispose: “Io non ho preso nessun impegno con voi. Non mi sento in obbligo di dovervi rimborsare denaro che io non ho mai ricevuto. Se volete, preferisco dire invece che noi, paesi poveri, dobbiamo richiedere un risarcimento danni per tutto quello che voi avete portato via dai nostri territori in materie prime e in mano d’opera che non avete pagato in modo adeguato, pretendendo un lavoro da schiavi, quasi per nulla ricompensati”».
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IFQ: La ristrutturazione del debito greco, che vale 320 miliardi di euro (quasi il 200% del Pil), è uno dei punti di maggiore attrito nelle trattative tra Atene e la troika. Una prima modifica dei termini di pagamento è avvenuta nel 2011 con un taglio del valore nominale di una parte dei titoli del 50% e una rimodulazione delle scadenze. Ora il governo greco vorrebbe ottenerne un’altra, forse più drastica.
E di ristrutturazione del debito si è parlato in passato, spesso sottovoce, anche per l’Italia, che insieme al Portogallo è forse il Paese dell’aera euro potenzialmente più a rischio. Nel 2011, con lo spread sopra i 500 punti e tassi di interesse sui titoli decennali oltre il 7%, un intervento sul debito è stato visto come qualcosa di più che una semplice ipotesi. Il nostro paese ha sulle spalle un fardello da oltre 2.190 miliardi di euro di debiti, per l’83% sotto forma di titoli di Stato, su cui paghiamo ogni anno tra i 70 e gli 80 miliardi di interessi (con Renzi siamo arrivato a 100). Il Prodotto interno lordo italiano vale oggi circa 1.616 miliardi di euro. Il rapporto tra debito e Pil è dunque al 132% e, come per molti paesi occidentali,
è cresciuto in questi anni di crisi anni della crisi. Era al 116% nel 2011, al 123% nel 2012, al 128% nel 2013. Il peggioramento è dovuto sia all’aumento del debito sia dalla discesa del Pil. L’Ocse, utilizzando criteri di calcolo più severi rispetto a quelli dei governi nazionali, stima che il debito italiano abbia ormai raggiunto il 156%. Padoan nega.
L’Italia è uno dei pochi paesi europei ad avere mantenuto per tutto il tempo della crisi un avanzo primario le entrate hanno superato le spese) prima che
venissero pagati gli interessi sui debiti. Inoltre grazie alle politiche della Bce, che hanno piallato tutti i rendimenti, paghiamo interessi storicamente molto bassi. Nel 2014 la media è stata appena del 3,7% (però se la Bce fosse una vera federale avremmo pagato lo 0,15% come le banche private!). Sse la crescita dovesse rimanere asfittica (e lo sarà perché Renzi non investe un euro in ripresa e il Pd ha messo in modo sciagurato il pareggio di bilancio in Costituzione, mentre la ripresa si fa investendo), l’Italia è più vulnerabile di altri ai cambiamenti delle condizioni economiche e di mercato. Insieme a Gran Bretagna e Francia è uno dei pochi Paesi europei a non aver mai dichiarato default o ristrutturato il suo debito nell’ultimo secolo. L’Austria, l’Ungheria e la Germania lo ha fatto ben 2 volte, la Russia e la Turchia 3, la Grecia lo aveva già fatto nel 1932. Storicamente gli episodi di default o ristrutturazione del debito sono stati molto più comuni di quanto non si possa pensare. Tra il 1975 ed oggi in Europa se ne sono contati 8. In America Latina addirittura 35, in Africa 21, in Asia altri 7.
Negli ultimi anni in Europa l’aumento del debito in rapporto al Pil è stata la regola. La Francia è salita dall’85 al 95% tra il 2011 e il 2014. In Spagna dove le casse pubbliche si sono dovute sobbarcare il salvataggio del sistema bancario si è saliti in tre anni dal 69 al 97%. In Belgio si è passati dal 102 al 106%, in Olanda dal 61 al 69 %, in Portogallo da 111 a 130%. La Gran Bretagna ha portato il suo debito dall’81 a quasi il 90%. È aumentato persino il debito della Svezia e della Finlandia. In controtendenza la Germania, il cui debito è passato dal 77 al 74 % del Pil pur avendo una dimensione in valori assoluti simile al nostro, circa 2mila miliardi. Fuori dall’Europa è il Giappone a distinguersi per l’entità del suo debito, pari a circa il 200% del Pil, ossia oltre quasi 10mila miliardi di euro. Una situazione che non ha impedito al Paese di mobilitare investimenti pubblici a sostegno della crescita economica. Gli Stati Uniti hanno da poco varcato la soglia del 100% dopo che le ingenti risorse stanziate per aiutare la ripresa economica hanno portato il passivo dei conti pubblici sopra i 10mila miliardi. La ristrutturazione di debiti sovrani è evento molto più comune di quanto possa sembrare.

SI PUO’ FARE O NO UN REFERENDUM SULL’EURO?
Viviana Vivarelli

Che si dica che un referendum in materia di diritto internazionale ‘non si possa fare’ lo ritengo pericoloso e ridicolo.
Ogni volta che a un popolo è stata data la scelta di decidere sul proprio futuro si è comportato con maggiore oculatezza di tutti i politici partitici messi assieme.
A meno che non si chiami democrazia la tutela di interessi di casta o di lobby, il che sarebbe un paradosso, non vedo perché la scelta e la difesa dell’interesse comune non debba e non possa essere rilasciata al popolo.
In Svizzera, uno dei pochi Paesi a democrazia diretta, il popolo vota anche sui Trattati internazionali.
In Italia, nel 1989, una legge costituzionale consentì che, in occasione delle elezioni del Parlamento europeo, si votasse anche per un referendum consultivo sul rafforzamento politico delle istituzioni comunitarie, dunque si permise ai cittadini di votare su materia di trattato internazionale. Ma ciò ebbe valore solo quella volta, anche se la volontà politica potrebbe ripetere il caso.
Nel 1989, dunque, con legge costituzionale (3 aprile 1989, n. 2), fu indetto un “referendum di indirizzo” (ossia consultivo) sul conferimento di un mandato al Parlamento Europeo per redigere un progetto di Costituzione europea. Fu necessaria una legge di iniziativa popolare promossa dal Movimento federalista europeo –poi sostituita dalla proposta di legge costituzionale presentata dal PCI. La Costituzione non prevede, nella sua lettera, un’ipotesi simile, ma nell’89 i partiti tutti insieme approvarono un referendum di indirizzo con una legge costituzionale fatta apposta, per accelerare il processo di integrazione europea. Dunque ciò che si è fatto una volta, si può rifare.
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Davvero l’Europa ha una pessima classe dirigente.
Il nostro presente è peggiorato e il nostro futuro sarà ancora peggio, se continueremo a seguire i comandi di una Troika nemica della democrazia formata da:
-un Fondo monetario che nessuno ha eletto e che fa solo gli interessi di una cricca di magnati in maggioranza americani
-una Bce che nessuno ha eletto, e che è una banca privata che fa solo gli interessi di altre banche private e ha messo su un meccanismo perverso per cui i soldi dei cittadini vengono prelevati per arricchire le banche private mentre governi corrotti fanno a pezzi i loro diritti costituzionali
-una Commissione europea eletta da capi di Stato vergognosi che come Presidente hanno messo l’architetto della più vasta evasione fiscale della storia continentale, Commissione che del Parlamento eletto dai cittadini europei bellamente se ne frega.

La situazione è così tragica e il disastro per l’Italia è così imminente che non si vede come tanti non riescano a capire che:
-Bisogna rivedere i Trattati europei o l’Europa sarà finita.
-Bisogna introdurre la democrazia in Europa.
-Bisogna liberare l’Europa dalla sudditanza al potere del grande capitale (Fm, Bce, paradisi fiscali e banche d’affari americane) rendendo la voce ai popoli.
-Bisogna fare un’altra Europa, senza la Germania, senza le regole suicide di questo euro, su basi fiscali simili, con una vera Banca federativa pubblica in grado di stampare moneta e di prestarla direttamente agli Stati senza la mediazione usuraia delle banche private, fuori dal giogo del Fondo .monetario e delle agenzie di rating americane.
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INSENSATE SCIOCCHEZZE
Viviana

Prima di tutto un debito pubblico non è paragonabile ‘in nessun modo’ a un debito privato.
Un debito privato va ripagato ma un debito pubblico deve aumentare necessariamente se si vuole investire per promuovere una ripresa e uscire da una crisi, come ha sempre detto Keynes, come ha fatto Roosevelt col New Deal, come fa oggi Obama, come fece la Germania nel secondo dopoguerra, come ha fatto ogni Paese europeo per la ricostruzione post bellica, come fece di nuovo la Germania nella costosissima riunificazione delle due Germanie. Imporre a un Paese in crisi di non poter investire (come ha fatto in modo idiota il Pd di Monti mettendo il pareggio di bilancio in Costituzione) porterà solo a una crisi maggiore.
Ogni Paese del mondo ha un debito pubblico, non ne esiste nessuno che non ne abbia, ma a nessuno si intima di pagarlo a breve, a meno che non ci sia lo scopo politico di far fuori il suo governo e uccidere la popolazione, il che è un atto di guerra.
E’ un controsenso parlare di Patto di stabilità e sviluppo. Non esiste nessuno sviluppo se si mette l’obbligo tassativo che il disavanzo statale non superi il 3% del PIL. Quando poi i partiti sono così folli da mettere il pareggio del bilancio in Costituzione, si condannano da soli a non fare nessun tipo di investimento e sviluppo e condannano i loro popoli alla morte certa. Mettere un limite incrollabile del 3% e poi stupirsi se la crisi sta distruggendo l’economia europea è ipocrita. Ma i trattati miravano proprio a questo: la distruzione e il saccheggio dell’Europa, affinché le banche private e gli Stati che stanno dietro si appropriassero con tre lire dei beni europei, mandando in male l’economia di tutti per il prevalere di quella di pochi.
Il debito pubblico invece può aumentare proprio per uscire da una crisi quando lo Stato fa investimenti in opere pubbliche per dare lavoro, ricerca e innovazione, come fa oggi Obama, come fece ogni Paese europeo per la ricostruzione postbellica, come fecero i Tedeschi quando riunificarono le due Germania, come fece Roosewelt dopo la crisi del 29. Si investe per far riprendere l’economia e dunque il debito pubblico aumenta.
Molti economisti hanno considerato o stanno considerando l’ingresso nell’euro un fatto estremamente negativo e l’euroscetticismo sta crescendo di giorno in giorno.
Il trattato fu imposto ai cittadini europei. I primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori.
Paolo Barnard scrive: “Un Trattato col potere di ribaltare tutta la nostra vita di comunità di cittadini, viene scritto in modo da essere illeggibile ed è stato ratificato dai nostri governi completamente di nascosto da noi, e volutamente di nascosto. Questo poiché una versione simile di questo Trattato (la Costituzione europea) e con simili scopi fu bocciato da Francia e Olanda nel 2005, proprio perché scandalosamente sbilanciato a favore delle lobby di potere europee e negligente verso i cittadini.”
Non vi sembra curioso che Renzi non sia mai stato invitato mai a nessun vertice sulla Grecia. Se i polli sono due, ti pare che quando i cuochi discutono su come cucinare il primo, invitano il secondo?
E’ inutile che i cloni del blog ripetano all’infinito la storiella che i debiti devono essere pagati.
Ogni Paese del mondo ha il suo debito. Nessun Paese al mondo è in grado di ripagare il suo debito (nemmeno la Germania che ha un debito doppio dell’Italia, nemmeno gli Stati uniti che hanno un debito pubblico di 18.000 miliardi di dollari).
Se la Troika pretende che la Grecia renda la maggior parte del suo debito strangolando la sua economia, la Grecia non potrà mai più rifinanziarlo. Se strozzi un debitore con condizioni insostenibili, non ti pagherà mai più perché sarà un uomo morto. Se la Grecia fallisce o esce dall’euro, sarà come un uomo morto e ci rimetterà tutta l’Europa e anche la Germania.
Per cui tutti questi avvoltoi e sciacalli e iene che infieriscono sulla Grecia sono parecchio stolti. Soprattutto perché non arrivano a capire che il secondo Paese ad essere strangolato dopo la Grecia sarà l’Italia. E Renzi è stato nominato solo col compito di oliare la corda.
Qualcuno ha scritto che la Grecia sta perpetrando il furto del millennio.
Per due volte alla Germania è stato rimesso il debito
E allora anche la Germania ha commesso il furto del millennio?

All’inizio della crisi il debito greco era di 110 miliardi
A forza di pagarlo e pagarlo e pagarlo e ridurre il Paese in miseria, il debito è arrivato a 312 miliardi !! Le ricette della Troika lo hanno triplicato!
Questo è lo strozzinaggio!

Sembra che la Germania voglia cacciare la Grecia! Non si riesce nemmeno a immaginare una stoltezza simile! Arriverebbe subito la Russia a mettere qualche base nel Mediterraneo. Si creerebbe una crisi peggiore di quella della Baia dei Porci. Non sono mica nati stamattina. Obama si è già attivato contro Putin e chiede a gran voce un compromesso sul debito greco
Inutile stare a ripetere che il Pil greco è solo l’1,8% del Pil dell’Unione europea. Ritrovarsi con Putin o la Cina nel Mediterraneo non conviene a nessuno.
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Continuiamo a parlare del debito greco perché così vogliono i giornali che seguono gli ordini del capitale occidentale. Ma lo sapete che l’esposizione in derivati della Deutsche Bundesbank, la maggiore banca tedesca, è di 54.600 miliardi di euro? E che l’esposizione in derivati delle banche americane è di 223.000 miliardi di dollari. Il debito della Grecia di 312 miliardi confrontato con queste cifre è ridicolo.
Se è vera la notizia dei 54,7 trilioni € di buco nelle casse della Deutsche Bundesbank, allora prepariamoci ad uscire dalla moneta unica subito senza nemmeno pensarci o saremo costretti a ripianare il debito della Germania, che il nostro a confronto risulta centesimi di euro!!!!
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Come mai in Grecia non si tassano gli armatori?

Ci sono in Grecia tre armatori che assommano fortune gigantesche praticamente esentasse (per legge): Philip Niarchos, Spiro Latsis, Vardis Vardinosyannis, tutti insieme valgono 32 miliardi di euro. Ma perché gli è consentito di non pagare le tasse in Patria? Grazie a una legge introdotta con il colpo di Stato dei “Colonnelli” del 1967 che consente ai proprietari di navi di non versare un centesimo di tasse sui profitti generati all’estero. Tra il 2000 e il 2010, sono finiti all’estero 140 miliardi di utili degli armatori, quasi la metà (43%) di tutto il debito greco. Come si fa a non farli pagare? Ci ha provato anche Tsipras con una patrimoniale ma il ricatto degli armatori è insuperabile: ce ne andiamo all’estero, cioè addio posti di lavoro per 250mila greci e 7% del Pil.
Domande parallele:
Come mai in Italia non si tassa la Chiesa che possiede il 30% del patrimonio immobiliare italiano?
Come mai in Italia ci si permette di regalare 98 miliardi ai gestori delle slot machine, che sono o politici o mafiosi?
Come mai in Italia non si tassano le multinazionali?
Come mai l’Italia non tassa, come ha fatto l’America, i capitali neri nascosti nei paradisi fiscali?
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Tsipras ha già detto che abolirà le baby pensioni.
In Italia abbiamo 531.752 baby pensioni, in media da 1.500 euro lordi al mese, con assegni incassati per oltre 30 o 40 anni pur avendo versato pochissimi contributi. Il 78,6% sono dipendenti pubblici e sono soprattutto persone che vivono al Nord (il 62,5%).
Perché non anticipiamo la Troika e non aboliamo noi anche quelle?

Lo scossone dato da Tsipras è stato enorme
Abbiamo visto sulla stampa di tutto l’Occidente i movimenti convulsi della Borsa che ha bruciato 100 miliardi in una settimana.
Ma nel frattempo è scoppiatala Borsa cinese, Il crac di Shanghai ha bruciato 500 miliardi di fronte ai quali le nostre perdite per 100 miliardi diventano bruscolini.
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Paolieri (Cna): Il peso complessivo del fisco (Total Tax Rate) sulle piccole imprese e sugli artigiani nel 2015 arriverà al 62,2 (dato medio su Italia).
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Di Noia Davide
Analizziamo le cause della crisi economica, non fermiamoci al tifo mediatico, da dittatura, del si oppure no. Le democrazie europee sono in pericolo. Con la vicenda dei derivati l’Europa subisce i ricatti delle società di rating americane: Goldman Sachs, Morgan Stanley ed altre. La troika è complice e tutti i cittadini europei ne pagano le conseguenze. Gli Stati europei devono chiedere a gran voce l’annullamento dei derivati, senza nessuna controparte. Il debito Greco mette in luce anche questo aspetto su cui tutti fanno finta di niente, come se non esistesse. Il Pres. Draghi e per ogni Stato il ministro dell’economia, dovrebbero decidersi una buona volta a dare cifre e movimentazioni. L’Europa della troika e della finanza internazionale è molto più perfida di quello che ci vogliono far credere. Il NO della Grecia ha un significato ancora più importante che supera un semplice referendum. L’Europa si è messa sulle spalle il fallimento di un intero sistema economico. La Grecia è una cavia. Dubito che ne veniamo fuori sani e salvi. Lo sviluppo, gli investimenti sono solo una chimera.
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DIEGO FUSARO
Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della Grecia, lo spettro del risveglio dell’orgoglio dei popoli europei contro la dittatura dell’economia, contro la violenza del sistema finanziario e dell’usurocrazia e si chiama Ue.
Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo nuovo spettro, non meno avversato di quello del comunismo.
Quale partito seriamente antagonista non è stato tacciato di populismo e di antieuropeismo dai suoi avversari di governo?
L’oppressione e l’asservimento possono essere condotti solo fino a un certo grado; superato il quale, i popoli reagiscono, sentendo calpestato il proprio orgoglio e la propria dignità. È quanto sta avvenendo in Grecia.
L’oppressione comincia a essere percepita chiaramente connessa con l’Ue. Frasi fatte come “ce lo chiede l’Europa” e “ci vuole più Europa” si rivelano, allora, per ciò che realmente sono: strumenti di deresponsabilizzazione usati per giustificare l’intensificarsi ogni giorno crescente dell’ordine neoliberista con primato assoluto del mercato sovrano.
Quel che è avvenuto in Grecia può costituire un punto di partenza per una svolta epocale. Occorre vedere quali sviluppi ne seguiranno. Il futuro è aperto. Il dogma dell’irreversibilità dell’euro e dell’Unione Europea inizia a scricchiolare. La civiltà europea nacque in Grecia: e dalla Grecia pare poter oggi risorgere.
La Grecia è un’immagine vivente e terrificante del nostro Paese, se resteremo all’interno della dittatura del mercato e della Troika.
Ovviamente faranno di tutto per impedire l’uscita della Grecia dall’Eurozona: non tanto per ragioni economiche (ché la Grecia, in fondo, è poca cosa rispetto ad altri Paesi economicamente più importanti), quanto piuttosto per ragioni simboliche. Se la Grecia uscisse, ciò costituirebbe un esempio per gli altri popoli della sventurata Europa. Sarebbe, di più, la prova che la retorica dell’irreversibilità dell’euro e dell’Unione Europea è solo un’ideologia che dichiara intrasformabile l’esistente al solo scopo di renderlo tale.
L’Ue segna la provvisoria vittoria del neoliberismo e dei dominanti nella lotta di classe (oggi riconfigurata come massacro di classe, in cui i dominati subiscono in silenzio).
Le sue tre principali tendenze economico-politiche sono:
-l’abbassamento del debito tramite drastiche privatizzazioni e continui tagli alla spesa pubblica
-la lotta in nome della competitività esterna, in senso globalista e mercatista, con annesso abbassamento dei costi del lavoro e dei salari per poter reggere il confronto con le altre realtà e con i Paesi emergenti.
– l’incessante ricorso a “manovre” (Renzi è uno specialista in ciò), “aggiustamenti strutturali” e “riforme”, praticate sulla carne viva della popolazione agonizzante e sempre a vantaggio del “finanzcapitalismo” (Luciano Gallino).
Nel 1941, l’eroico Manolios Glezos salì sul Partenone, strappò la bandiera con la svastica e la sostituì con quella della Grecia. Recentemente, novantenne, Manolios è sceso in piazza ad Atene a protestare contro il finanz-nazismo burocratico: la polizia l’ha preso a manganellate e gli ha sparato in faccia gas lacrimogeni. È questo il vero volto dell’Unione Europea, che sta all’Europa di Kant e di Husserl come la Germania di Hitler poteva stare alla Germania di Goethe e di Schiller. Chi la legittima è uno stupido o, peggio, un criminale. La Grecia è il nostro futuro, se rimaniamo nella cattività eurocratica.
La Grecia rappresenta il futuro che attende gli sventurati Paesi che hanno firmato la loro condanna a morte entrando nella dittatura della moneta unica e di un’unione che, dimentica dei valori europei, ha come unici valori di riferimento la crescita dei profitti e il “fiscal compact”.
Nel desolante panorama odierno, dominato dalla teologia del mercato e dall’indecorosa riconversione delle sinistre al credo mercatistico, sembra che Papa Francesco sia rimasto il solo a parlare di dignità dell’uomo e del lavoro, diritti sociali, sfruttamento; parole dimenticate dalla sinistra proprio oggi, che lo sfruttamento, l’ingiustizia sociale e l’alienazione sono al massimo.
Dice il Papa: “L’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l’essere umano. Il mercato da solo però non garantisce lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale. La politica non deve sottomettersi all’economia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana”. Purtroppo, al di là di queste belle parole, la Chiesa resta una holding capitalistica, retta dalle leggi del capitale. Le sinistre oggi hanno rinunciato al perseguimento di un avvenire alternativo e più grande rispetto alla mondializzazione capitalistica. Così Marx e Gramsci stanno all’odierna sinistra venduta al capitale, come Cristo e il discorso della montagna stanno al banchiere Marcinkus.

IL TRADIMENTO DELLA SINISTRA EUROPEA
vv
La sinistra europea con i suoi succubi e cloni sta uccidendo la Grecia. E’ passata ormai armi e bagagli dalla parte dei padroni del capitale. Al suo confronto i voltagabbana parlamentari sono figurine da presepe. Stiamo assistendo al più grande tradimento storico delle ideologie della socialdemocrazia ormai pronta a immolare il popolo greco in nome di un coacervo di microscopici e meschini interessi, come se buttando a mare ogni ideologia di sinistra, si potesse salvare dalla catastrofe attaccata alle poltrone di piccoli poteri personali nel più grande inganno mediatico che si possa immaginare. Oggi assistiamo all’orrore che è proprio la cosiddetta sinistra che tradisce i lavoratori, i cittadini, la democrazia. Il filosofo Diego Fusari si chiede se è per stupidità o tradimento e risponde: “tradimento”. E’ un quadro tragico a cui i cloni aggiungono la loro stupidità. “Gramsci è stato ucciso una seconda volta, dopo il carcere fascista, dalle stesse forze politiche che hanno tradito il suo messaggio e disonorato la sua memoria.” La dittatura del capitale oggi vince per suicidio dell’avversario. Oggi le forze che attaccano il capitale difendendo i popoli sono rimaste quelle che chiedono il ripristino della sovranità valutaria, l’uscita dall’euro, il distacco dal Fm, la contestazione delle agenzie di rating, la lotta ai derivati e al turbo capitalismo, un’altra Europa.
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Berluscameno
I GRECI DIFENDONO LA DEMOCRAZIA IN NOME E PER CONTO DI TUTTI I POPOLI D’EUROPA

“Il popolo greco non si è lasciato intimidire dalle infami minacce veicolate dai “padroni del vapore”. I vari Draghi, Merkel, Hollande, Renzi e Schulz, garanti di quel” potere finanziario” che sovraintende la manipolazione di quello mediatico, hanno perso.
I greci hanno rifiutato di sottoscrivere un accordo indegno, dimostrando come la democrazia conservi anticorpi speciali e inaspettati pronti ad entrare in azione di fronte a tentativi diretti o subdoli di instaurare una dittatura di fatto.
Perché, la vera posta in gioco è stata questa:
la permanenza in vita di un sistema democratico che riconosce al popolo, e non alle élite bancarie, il diritto di autodeterminare le proprie scelte.
Nonostante le fortissime pressioni, l’evocazione di scenari terribili e la promessa di subire ulteriori punizioni in caso di disubbidienza ad oltranza, Tsipras e Varoufakis hanno tenuto il punto, restituendo agli ellenici il piacere di tornare a respirare “libertà”.
Il risultato del “referendum “ trasfigura i vertici della attuale Ue in leader di cartapesta, apprendisti stregoni vili e presuntosi che pensano di poter dominare gli eventi a piacimento.
I greci hanno fatto saltare la catena facendo svanire in una notte quell’ incantesimo malvagio che da quasi un decennio tiene in ostaggio l’Europa intera.
Probabilmente proseguiranno sullo stesso sentiero, spingendo la Grecia fuori dall’euro nella speranza di mantenere così facendo un potere intimidatorio nei confronti di tutti quei popoli europei tuttora imprigionati dentro lo stesso miserabile schema.
Quando l’esercizio del potere, di qualsiasi potere, trova nella paura e non nel consenso la base del suo fondamento, non è possibile parlare né di democrazia, né di progresso.
La democrazia non è un concetto burocratico o astratto…la democrazia cammina di pari passo con la conquista del consenso, ma il consenso estorto con la paura non instaura mai un democratico.
Per questo Varoufakis, ha fatto benissimo a definire “terroristi” i creditori internazionali.
Chi diffonde terrore per raggiungere i propri miseri scopi è un “terrorista”
Ma la battaglia greca riguarda anche noi italiani.
Anche noi siamo dominati da una” élite perversa “che sparge il veleno dell’austerità.
Il sedicente socialista Matteo Renzi ha scelto di fiancheggiare la Merkel, ponendosi ancora una volta su un piano di assoluta continuità con i suoi pessimi predecessori Monti e Letta.
La stragrande maggioranza degli italiani, al contrario dell’attuale premier arrivato a Palazzo Chigi attraverso una manovra di Palazzo, solidarizza invece convintamente con il popolo greco.
Per quanto tempo ancora il nostro Paese potrà essere rappresentato da un uomo incapace di interpretarne i sentimenti più profondi e le aspettative più impellenti?
E’ giusto cominciare ad organizzare dal basso nuove forme di rappresentanza politica in assoluta discontinuità con il recente passato.
Un nuovo modello di impegno che riscopra la centralità della persona da rendere consapevole e protagonista, e non strumento indifeso alla mercé di manipolatori superbi e senza scrupoli. “

MA QUANTI PAESI SONO ENTRATI IN EUROPA CON I CONTI TRUCCATI?

E’ vero che la Grecia è entrata nell’euro coi conti truccati, ma è vero anche che l’Europa lo sapeva benissimo e non fece nessun controllo, tanto più che i conti erano stati truccati proprio dalla Goldman Sachs, la più grande banca d’affari americana. Come mai Francia, Italia e Germania parlano di conti truccati oggi, ma stettero ben zitte nel 2009? E come mai oggi viene a fare questi discorsi proprio l’Italia, quando anche Prodi falsificò i conti per portare l’Italia in Europa e ci introdusse a forza, perché (grazie anche alla Costituzione) non solo non ci fu nessun referendum per chiedere il nostro parere ma pure Prodi (ovvero il csx) si guardò bene dal darci le informazioni su quello che ci sarebbe successo. L’allora cancelliere Helmut Kohl “era perfettamente informato della situazione di bilancio” italiana e consapevole che “l’Italia non aveva i conti in regola per entrare nell’euro”, ma per motivi politici non volle trarne le conseguenze” (Der Spiegel). “Kohl fu avvisato che l’Italia usava trucchi contabili per mostrare sulla carta che faceva progressi, mentre in realtà il suo debito cresceva. All’inizio del 1997 (Prodi), esponenti del ministero delle Finanze tedesco dissero a Kohl che a Roma “importanti misure strutturali di risparmio dei costi venivano quasi completamente omesse per considerazioni di consenso sociale”.
Oggi Prodi dice che ci furono degli errori e che questa non era l’Europa a cui pensava, ma ci è difficile credere che uno che è stato docente di economia politica e ha fondato una società di studi economici ne sapesse quanto noi. Oggi c’è chi blatera che la colpa fu dei Greci, e allora la colpa fu anche degli Italiani? Come si può dare la colpa a un popolo ignorante e disinformato, quando le carte le dà chi comanda e spesso falsifica mediaticamente ogni realtà?
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L’euro non è solo una moneta. E’ un progetto politico volto a imporre l’ideologia neoliberista.” Fusaro)

Viviana
Forse che questa ideologia di estrema destra esce dal voto popolare? Forse erano neoliberisti quegli elettori che si sono trovati sul capo governi neoliberisti come quello di Monti o Letta o Renzi? Forse li hanno voluti ed eletti loro? Forse si sono convertiti di colpo al neoliberismo tutti quei parlamentari che ‘senza se e senza ma’ hanno votato tutte le orrende leggi e riforme che hanno cancellato ogni traccia di democrazia dall’Italia, asservendola alle leggi di mercato, che poi si riassumono negli interessi di 200 ipercapitalisti occidentali che trattano il nostro Paese come una preda di guerra? Forse che gli Italiani o i Greci sono responsabili e dunque colpevoli di essere stati messi a forza in una Europa delle banche e dei poteri forti, che di democratico non aveva niente, che di solidale non aveva niente, ma era la cruda riproposizione del capitalismo estremo americano e della vittoria del danaro sulle masse, tenute in un conveniente stato di minorità psicologica, politica, informativa e infine di sopravvivenza?
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LE CONTRADDIZIONI DELLA DESTRA EUROPEA

Kant diceva: ci sono due grandi misteri: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.
Io dico: ci sono due grandi misteri che non riesco assolutamente a spiegarmi:
-come ha fatto la destra europea (Salvini, Le Pen, Farage…) e mettersi ‘contro’ l’imposizione che in Europa è stata fatta del neoliberismo neocon USA, quando dovrebbero stare dalla stessa parte, avendo sempre predicato gli stessi principi?
-e come ha fatto la socialdemocrazia europea (Labour, Partito Socialdemocratico tedesco, PSE, Ps francese, Psoe, Pd… ) ad annacquarsi fino alla degenerazione attuale e a rinnegare tutti i valori e le ideologie di base per abbracciare incondizionatamente proprio l’ideologia a loro avversa?
Scopre Pavlov che se i cani sono stati abituati ad associare a un cerchio una bistecca e a una ellisse a una bastonata, a poi si cambia piano piano il cerchio e lo si avvicina a una ellisse, impazziscono perché non capiscono più cosa per loro è bene e a male. E a quel punto il loro asservimento è completo. Allo stesso modo le rane possono essere bollite alzando piano piano la fiamma e saranno pure grate a chi le sta bollendo. Ma questa è una infernale calamità.

NO A FARAGE

Protesto contro la pubblicazione di un discorso di Farage sul blog di Grillo.
E’ vero che ‘uscire dall’Europa’ è stato il primo punto del programma elettorale dell’UKIP, per cui Farage, alle elezioni politiche inglesi, ha riscosso in certe zone anche il 31% piazzandosi come terzo partito in UK e costituendo il più numero gruppo euroscettico nel Parlamento europeo (ragion per cui Grillo ha deciso di associarsi a lui, anche se con un patto puramente tecnico che non associa le loro ideologie, il che li ha portati a votare in modo opposto più volte) ma il programma dell’Ukip ha molte note abbastanza sgradevoli e di pura destra fascista, come uno spiccato nazionalismo, una concezione dell’economia fortemente neoliberista, una vera omofobia, un attacco agli immigrati e il desiderio di espellerli dalle cure sanitarie come chiedono i nostri leghisti e sospendere i visti per 5 anni, il No ai matrimoni gay, l’accesso ai servizi pubblici (scuola ecc) solo a chi ha pagato almeno per 5 anni le tasse, una tassa unica (flax tax), un aumento delle spese militari.
Non dimentichiamo che Borghezio (espulso nel giugno 2013 per i suoi insulti alla Kyenge) stava nell’Efd, che è il gruppo parlamentare dove stanno Farage e il M5S
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L’ODIO DI RENZI PER LA DEMOCRAZIA

-Le firme per le leggi popolari sono aumentate a 250 mila.
-Le firme per i referendum abrogativi sono aumentati a 800 mila.
Non abbiamo capito da chi siamo governati. Svegliamoci !!!
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Viola35
E’ interessante osservare come la Bce riesce a trattare e concludere accordi con i governi che hanno portato i loro paesi sull’orlo della bancarotta, in maggior parte corrotti, e invece non riesce a trattare con un governo formato da persone integre che invece sono interessati al destino dei cittadini.
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ALESSANDRO GILIOLI

Mi vergogno di Renzi. Ma come, abbiamo un premier sedicente “socialista europeo” che è anche leader del partito in assoluto più votato d’Europa nonché del partito più votato nella famiglia Pse, e non conta una mazza, non dice una mazza, non fa una mazza, si limita a un tweet a metafora calcistica due giorni prima del referendum per poi sparire di nuovo dai radar, non un’iniziativa politica, non un tentativo di cercare una soluzione, evaporate al sole tutte le parole “contro l’austerità” e “per un’Europa diversa” che pure avevano contribuito al suo 40 per cento di un anno fa? Proprio così, niente. Con alle spalle il partito più votato d’Europa. Il leader del centrosinistra, quello che sparisce di fronte ai dogmi della destra europea, è lo stesso che invece fa la voce grossa quando si tratta di fare politiche di destra in Italia, dal Jobs Act in giù. Insomma, fa baldanzose cose di destra in casa e obbedisce silente alle politiche di destra all’estero. Che sia di destra?
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ANGELO BRANDUARDI

Abbattete pure tutta la Grecia a una profondità di 100 metri.
Svuotate i musei di tutto il mondo.
Abbattete qualsiasi cosa che sia greca, ovunque nel mondo.
Dopo, eliminate la lingua greca dappertutto.
-Dalla vostra medicina e dalla vostra farmacia.
-Dalla vostra matematica (geometria, algebra).
-Dalla vostra fisica e chimica.
-Dalla vostra astronomia.
-Dalla vostra politica.
-Dalla vostra vita quotidiana.
Eliminate la matematica, eliminate ogni forma, trasformate il triangolo in ottagono, la retta in curva.
Eliminate la geometria dai vostri edifici, dalle vostre strade, dai vostri giochi, dalle vostre macchine.
Eliminate il nome di ogni malattia e di ogni cura, sopprimete la democrazia e la politica.
Rimuovete la forza di gravità, spostate l’alto in basso, cambiate i satelliti in modo che abbiano un’orbita quadrata!
Cancellate dalla vostra vita quotidiana anche ogni parola greca
Cambiate tutti i vostri libri
Cambiate i Vangeli, cambiate il nome di Cristo: Deriva dal greco e significa colui che ha l’unzione! Modificate la forma di ogni tempio (perché non abbia geometria greca).
Eliminate Alessandro Magno, tutti gli eroi del mito e della storia, cambiate l’istruzione, il nome della storia, i nomi delle università, cancellate la filosofia, cambiate il vostro modo di scrivere, utilizzate l’alfabeto arabo, cancellate, cancellate, cancellate…
Direte “Non si può fare”.
Giusto, non è possibile, perché dopo non potrete neppure costruire una frase!
È impossibile cancellare la Grecia, i greci e il loro contributo a questo pianeta…
La sfida, tuttavia, è stata lanciata…

Jean Richepin, 1849-1926
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Caterina 2011
Quello che tiene bassi gli stipendi di bulgari e tedeschi con mini jobs come le pensioni italiane, che costringe non solo i portoghesi, ma anche gli italiani e i greci ad emigrare, non sono stati gli odiati 10 milioni di Greci dissipatori, ma le stesse identiche politiche economiche che adesso “spezzano le reni alla Grecia” ma che da trent’anni, dati alla mano, stanno allargando continuamente la forbice fra ricchi e poveri ad ogni latitudine.
Chi continua a sostenere quelle politiche, o appartiene al lato della forbice privilegiato o spera di appartenervi presto, e se ne frega del resto o è lui l’idiota.
Quello che non si sottolinea abbastanza, nell’analisi di quanto il piano di Tsipras sia riuscito a strappare rispetto a quello bocciato dall’OCHI, è la micidiale debolezza negoziale in cui si è trovato: a capo di un popolo piccolissimo (neanche il 2% dei cittadini della UE), con una economia distrutta, un debito immane oggettivamente non pagabile, nessuna sponda politica di fatto negli altri 27 paesi, un micidiale endorsement contrario anche da parte di istituzioni che hanno tradito il dovere di essere imparziali aprendo invece la canna del gas (BCE che nega liquidità a banche appena certificate solvibili), tempi strettissimi e scadenze scadute…dalla sua parte solo la geopolitica, in teoria, perchè in pratica non so quanto sia pensabile che i Greci si mettano in casa basi militari anche russe e cinesi, oltre a quelle NATO.
In questa situazione, strappare una qualsiasi cosa, è un autentico miracolo negoziale e politico.
C’è una categoria di persone che, spontaneamente, empatizza con i più deboli ed è disposta a comprenderne ragioni e comunque bisogni. Un’altra categoria che, altrettanto istintivamente, si pone dalla parte del più forte, e non solo desidera, ma considera giusto infierire sui più deboli, considerando a priori che forza discenda da virtù e debolezza da colpa. Vae victis, appunto.
Magari psicologi e psicanalisti saprebbero spiegarci perché.
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Berluscameno
Sembra necessario ammettere che “siamo ignoranti” nel conoscere il “gioco delle tre carte” preferito dai banchieri nazionali ed internazionali.
Cerchiamo di spiegare il significato di “ Inestinguibilità del debito pubblico.”
Qual è il fine di tutto questo” meccanismo perverso”?
I governi nazionali hanno rinunciato, grazie alla compiacenza di politici corrotti dai banchieri, alla loro “sovranità monetaria”, consegnandola definitivamente nelle mani dei banchieri privati.
L’Italia, per es.,entro la fine del 2015, dovrà estinguere il suo debito con la BCE di 100€, più il 2% d’interesse, quindi dovrà pagare un totale di 102 miliardi di euro.
Domanda: se l’Italia non ha più la facoltà di emettere autonomamente la propria moneta, da dove prenderà i 2 miliardi in più che serviranno ad estinguere il debito?
Di fatto, si tratta di un “debito pubblico inestinguibile”, ossia di un sistema fondato sul debito. E’ un “debito sistematico”.
Questo meccanismo, in termini tecnici, si chiama “Moneta Debito”, mentre in termini sociali si chiama “Schiavitù Monetaria”, fenomeno che porta tutti noi, grazie ad un sistema legale creato ad hoc, a “diventare di proprietà dei banchieri”.
L’Italia per risolvere la questione ha davanti a sé tre possibilità:
A)- Chiedere un altro prestito: per l’esercizio del 2016,ossia l’Italia chiederà 100 miliardi per quadrare il bilancio in corso, più 2 per il debito del 2015.
In tutto chiederà 102 miliardi a cui aggiungere un ulteriore interesse di 2 miliardi. Totale: 104,04. Ora, il debito inestinguibile è aumentato di 4,04 miliardi.
Questa è la via normale sulla quale si avvitano gli stati occidentali, “incrementando esponenzialmente” il cosiddetto “debito pubblico”, un debito praticamente” eterno”.
Infatti, in questo “diabolico circolo vizioso”, per quanti “tagli si facciamo allo stato sociale o per quanto patrimonio pubblico venga venduto”, il debito pubblico è destinato ad” aumentare per sempre”.
B)- Vendere proprietà pubbliche ai privati:
è un po’ quello che recentemente è successo alla Grecia.
A un certo punto, la Bce decide che un paese sovrano è troppo indebitato per poter accedere all’ennesimo prestito. Così, i banchieri sollecitano lo stato debitore a trovare i soldi per rientrare del debito, vendendo parti di patrimonio pubblico.
Solitamente, queste operazioni “vengono acclamate dagli ignari cittadini “che non sanno quale grande “pacco” si sta consumando alle loro spalle.
Nel momento di massima difficoltà per la Grecia, fu addirittura prospettata la possibilità che il governo ellenico vendesse pezzi di territorio, tipo qualche isola delle Cicladi! Ciò significa che, a lungo andare, con l’aiuto di un” sistema legale creato ad arte”, le banche e le “corporation dei banchieri ” diventeranno proprietarie di tutto, compresi i nostri territori, il nostro lavoro e le nostre vite. Verrà il giorno in cui anche” i governi verranno privatizzati, o commissariati”.
In Italia ne abbiamo avuto un assaggio con l’avvento di Mario Monti, burocrate massone e uomo delle banche (ex Goldman Sacks), che ha fatto (con il suo Governo dei tecnocrati) l’ultimo danno all’Italia prima di andare via .
C)- Emettere moneta autonomamente:
questa strada, benché “risulti risolutiva definitivamente”, è assolutamente la più osteggiata e boicottata dai banchieri (che perderebbero il controllo totalitario del sistema economico e sociale), dai politici (i quali, o non si rendono conto del funzionamento del sistema, o “fanno finta di non capire rendendosi complici dei banchieri”, consolandosi con le briciole che cadono dalle loro ricche tavole) e degli economisti (formati nelle Università nelle quali le “società segrete dei banchieri ” hanno creato la giusta mentalità).
“Se l’Italia emettesse moneta autonomamente e se la BCE non fosse mai esistita, oggi il suo debito pubblico sarebbe pari a 0,00”.
Infatti l’Italia ha sempre avuto un forte avanzo primario di Bilancio (Incassi meno spese), prima di pagare le mostruose cifre dovute (“ingiustamente” ) per gli interessi annuali sul debito pubblico!
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Viviana
Se uno avesse veramente letto il nuovo accordo richiesto da Tsipras invece di ripetere come un pappagallo notizie false di sana pianta e diffuse dai media appiattiti sotto Renzi-Padoan, avrebbe visto benissimo che Tsipras ha dovuto per forza ridurre le promesse del suo programma elettorale, ma tentando lo stesso di aiutare i più deboli (non è sparito per es. il pacchetto povertà) continuando molte di quelle politiche per le fasce sociali più basse che Tsipras ha già cominciato a realizzare e che mai nessuno prima aveva fatto, mentre la Troika voleva eliminarle totalmente, nel menefreghismo totale dei più poveri. Se i partiti della sx europea (e soprattutto il Pd), invece di fare i megafoni del capitalismo più becero a cui si sono del tutto appiattiti, avessero conservato un minimo di dignità, sui giornali non sarebbero comparse le balle colossali che gli acefali hanno ripetuto in una coretto assordante da cicale. E’ proprio vero che disinformazione unita alla stupidità è il concime su cui crescono le dittatura peggiori.
E’ altresì enormemente stupido questo gusto sado-masochista con cui tanti insistono nel dire che il referendum non è servito a niente. Ma che ci guadagnano a dire una tale sciocchezza? A parte che è falso, ma poi : odiano la democrazia? Vogliono la fine della Grecia? Sono peggio di furiosi nazista? Riuscite a immaginarvi la figura da pirla che fanno? Invece, che a loro piaccia o no, il referendum è rimbalzato come lo scoppio di una bomba nell’acquiescenza servile e suicida dei partiti europei ormai tutti piegati a 90° davanti alla Merkel, e ha mostrato a tutto il mondo che la democrazia non è morta che la politica non è sempre la serva sciatta dell’economia e che lo spirito dei popoli vive ancora. Non solo tutti in Europa si sono scossi, risvegliato o sconvolti, ma sono scattate immediate conseguenze politiche. L’europarlamento e tutti i governi (tranne il bolso e morto governo di Renzi) non hanno parlato che di quello. Le sinistre europee si sono svegliate dal loro lungo sonno dando nuovi cenni di vita. Milioni di persone hanno ricominciato a sperare.
Tsipras resterà in tutti i libri di storia come un eroe e con lui anche quel Varoufakis su cui tutto gli stolti hanno scritti fiumi di aberrazione e che è comparso come un vero liberatore.
Scrive Gilioli: “Si è aperta una breccia nella Ue in cui decidevano tutto una mezza dozzina di persone nel chiuso dei loro uffici – e non mi pare affatto poco. Specie se a novembre le cose dovessero cambiare anche in Spagna, quarta economia dell’eurozona. Insomma i cittadini europei ci stanno prendendo gusto, a informarsi e a decidere sull’Europa. Se questa cambierà – e si rifonderà per non implodere – lo dovremo tutti a quei tre milioni e mezzo di greci che hanno avuto il coraggio di mettere la croce sull’Oxi, rischiando in proprio per liberarci tutti !”
Fino a oggi, tuttavia, sipras si è battuto bene ma la Troika ha tenuto. Una quindicina di deputati di Syriza se l’è presa con Tsipras, i soliti duri e puri che non capiscono che la realtà è diversa dai desideri e la vita è un seguito di compromessi, ma se Tsipras riuscirà nel suo intento di salvare con aiuti la parte più povera del Paese e di rimandare i pagamenti di qualche anno, la sua vittoria sarà completa. E a questo punto ci sono cose che non le chiede solo Tsipras ma parte dello stesso Fondo Monetario e le chiede lo stesso Obama, molto preoccupato che le privatizzazioni degli aeroporti e del Pireo portino nel Mediterrano Cina e Russia, per cui far parte della setta dei cattivi che vogliono ad ogni costo la distruzione della Grecia e godono come ricci su questa sciagura che domani colpirà l’Italia mi sembra non solo perfido ma demenziale.
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LE BALLE MEDIATICHE
Cerchiamo di ricordare che i nostri media spacciano balle e lo fanno perché ci sono dei boccaloni che invece di controllarle se le bevono. Quando gli articoli escono 5 minuti dopo la comparsa di un lungo e complesso documento economico in inglese farcito di termini tecnici, vuol dire che quei giornalisti non ne hanno tradotto e capito una cippa.
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ALESSANDRO GILIOLI
Sono rimasto un po’ colpito quanto poco tempo è passato tra la pubblicazione del pdf con le proposte greche e le reazioni dei giornali e dei politici italiani. Pur essendo il documento composto da un testo lunghetto e in inglese, pieno di cifre e dati tecnici, 5 minuti dopo era già partita la narrazione mediatica “Tsipras ha calato le braghe”, “il suo piano è come quello di Juncker”, anzi per qualcuno (nell’ufficio propaganda on line di Renzi) addirittura «peggio». Io ero ancora alla seconda pagina impegnato a capire bene la cross-boarding withholding tax, e loro avevano già confrontato tutto con il piano Juncker. Bravissimi, non c’è che dire. O forse falsari?
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Ma questo governo italiano nasce per uccidere l’Italia e consegnare il suo scalpo al potere finanziario?
Se anche nel passato l’avidità del capitalismo schiavizzava la classe lavoratrice, quello che la sua degenerazione sta facendo è l’apocalisse dell’umanità.
Quando un individuo si scaglia contro gli altri senza motivo, si tratta di pura follia e come non riconoscere questa malattia nell’attuale classe dirigente, che pone al di sopra di ogni cosa, non il benessere dei cittadini e della propria nazione ma una potenza straniera? La pazzia può essere lucida e quella della nostra classe “politica” è più che lucida, lo è al punto da rovesciare il significato delle parole consapevoli che questa presa per il culo, riesce a convincere tutti. Così si arriva a definire “missione di pace” la guerra “buona scuola” la sua distruzione e riforme evolutive il massacro della società civile.

MARIAPIA CAPORUSCIO

La pazzia è incurabile e solo mettendoli nella condizione di non nuocere, si possono evitare rischi per i cittadini. Nella loro follia hanno iniziato poco alla volta a prendere a martellate i cittadini e vedere l’effetto che faceva. Dopo aver capito che la reazione non era quella di staccargli dalle mani il martello e spaccare quelle loro di teste, ma sopportavano tutto zitti e buoni anzi, continuando addirittura a sostenerli, hanno calcato sempre più la mano, rassicurati di non correre alcun rischio.
Quando si viene aggrediti, difendersi in tutti i modi non è un dovere ma un obbligo, questa non è violenza, ma legittima difesa, anzi si tratta di legge di natura e la natura non sbaglia mai! Ma se continueremo a lasciarli fare la nostra bella società tornerà all’età della pietra.
Continueremo a stare zitti e buoni anche se verranno nelle nostre case a compiere violenza fisica su di noi e sui nostri figli? Staremo zitti e buoni anche se uccideranno i vecchi per risparmiare le pensioni?
Siamo vivi o a nostra insaputa siamo stati trasformati in zombie?
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ALESSANDRO GILIOLI
Non è vero che la proposta greca fosse peggio di quella precedente, questa è una balla. E’ stata invece una mediazione: tra le vecchie richieste di Atene e le vecchie posizioni dei creditori. Intanto, le precedenti condizioni dei creditori erano legate all’erogazione dell’ultima tranche di aiuti del 2° memorandum, quindi poco più di 7 miliardi: mentre queste proposte sono la contropartita per un piano di 3 anni per un prestito di 53,5 miliardi. È una differenza notevole: basta con questo stillicidio ogni 3 mesi di scadenze e prestiti (quindi ricatti), dateci tempo. Per dopo il 2018 – quando sarà finito il prestito da 53,5 miliardi che in questi 3 anni permetterebbe ad Atene di rispettare le scadenze senza affanni – la Grecia chiede di ridiscutere con le istituzioni la tempistica delle successive restituzioni.
Per le famose agevolazioni fiscali nelle isole, la Troika voleva l’eliminazione completa e immediata, Tsakalotos dice che l’abolizione partirà a ottobre e verrà applicata gradualmente fino alla fine del 2016, oltre a escludere alcune delle isole.
Poi: i creditori volevano l’Iva al 23 % per alberghi e ristoranti, Tsipras le voleva entrambe al 13, la proposta di oggi è 13 per gli alberghi e 23 per i ristoranti.
Anche per l’intervento sulle pensioni il governo greco prevede un po’ più di tempo (cambiamenti progressivi fino al 2022) rispetto alle ultime richieste dei creditori.
Sulle spese militari, la Grecia propone un taglio minore e più graduale rispetto al piano Juncker.
Tsipras si tiene poi le mani libere per quanto riguarda le norme sul lavoro (contrattazione collettive e licenziamenti di massa) posponendo ogni decisione in merito all’autunno, quando avrebbe già incassato i 53,5 miliardi che gli darebbero fiato per tre anni.
La parte finale del documento è sulle privatizzazioni (porti e aeroporti) e questa invece è un’accettazione quasi completa delle richieste della Troika – del resto a comprarsi gli aeroporti greci sono già stati e saranno ancora aziende tedesche.
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L’AVANZATA DEL NEOLIBERISMO NEL MONDO
OXFAM

85 super ricchi possiedono quanto ha metà della popolazione mondiale
Il rapporto di ricerca Working for The Few, diffuso da Oxfam,evidenzia come l’estrema disuguaglianza tra ricchi e poveri implichi un progressivo indebolimento dei processi democratici a opera dei ceti più abbienti,che piegano la politica ai loro interessi a spese della stragrande maggioranza.
Una situazione che riguarda i paesi sviluppati, oltre quelli in via di sviluppo, dove l’opinione pubblica ha sempre più consapevolezza della concentrazione di potere e privilegi nelle mani di pochissimi. Dai sondaggi la maggior parte degli intervistati è convinta che le leggi siano scritte e concepite per favorire i più ricchi.
In Africa le grandi multinazionali – in particolare quelle dell’industria mineraria/estrattiva – sfruttano la propria influenza per evitare l’imposizione fiscale e le royalties, riducendo in tal modo la disponibilità di risorse che i governi potrebbero utilizzare per combattere la povertà; in India il numero di miliardari è aumentato di dieci volte negli ultimi dieci anni a seguito di politiche fiscali altamente regressive, mentre il paese è tra gli ultimi del mondo se si analizza l’accesso globale a un’alimentazione sana e nutriente. Negli Stati Uniti, il reddito dell’1% della popolazione è aumentato ed è ai livelli più alti dalla vigilia della Grande Depressione. Recenti studi statistici hanno dimostrato che, proprio negli USA, gli interessi della classe benestante sono eccessivamente rappresentati dal governo rispetto a quelli della classe media: in altre parole, le esigenze dei più poveri non hanno impatto sui voti degli eletti.
Viviamo in un mondo nel quale le élite che detengono il potere economico hanno ampie opportunità di influenzare i processi politici, rinforzando così un sistema nel quale la ricchezza e il potere sono sempre più concentrati nelle mani di pochi, mentre il resto dei cittadini del mondo si spartisce le briciole
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La verità sul sistema pensionistico in Grecia
Il problema del sistema pensionistico greco non è l’età pensionabile ufficiale, che nel 2013 è stata portata a 67 anni per gli uomini e per le donne che avessero almeno 15 anni di contributi versati o 62 anni con 40 anni di contributi versati, in perfetta media europea ma è l’esistenza di un grande numero di lavori considerati usuranti per cui l’età pensionabile scende fino a 55 anni per gli uomini e 50 per le donne. Va bene minatori, sminatori, lavoratori dell’edilizia, vigili del fuoco e simili ma anche parrucchieri, suonatori di strumenti a fiato, presentatori televisivi, 580 categorie dubbie

Le pensioni greche sono già state pesantemente tagliate, dal 15% per le pensioni più basse fino al 44% con tagli orizzontali delle tredicesime nel corso dei ultimi 4 anni
Ma l’austerità ha portato la disoccupazione al 26% e al 50% per i giovani, per cui le pensioni sono ciò che tiene in vita mezza popolazione (49% contro il 36% di lavoro).
I vecchi mantengono i giovani e, senza le loro pensioni, giuste o sbagliate che siano, il Paese muore. Se si fanno altri tagli, come chiede la Troika ai avranno meno consumi, più recessione, peggioramento dei conti pubblici. La classica trappola del debito: per risanare il bilancio (e pagare gli esorbitanti interessi sui titoli di Stato) bisogna tagliare. Ma tagliando le spese, senza poter rilanciare gli investimenti, si riducono i consumi e dunque si peggiora tutto il Paese.
In pratica, La Grecia è condannata a morire, e se non si ristruttura il debito, uscirà dall’euro.
In genere, quando un’azienda privata non riesce a pagare i suoi debiti perché i ricavi vanno a pagare interessi esorbitanti, deve dichiarare fallimento. Ma se a fallire è uno Stato come la Grecia che sporta poco e deve importare molto, il problema è pesantissimo

Tra le proposte avanzate dalla Troika al governo greco c’è la cosiddetta abolizione del fondo Ekas, un contributo aggiuntivo per duecentomila pensionati al minimo in Grecia per aumentare il loro assegno mensile a 700 euro al mese, una cifra ben superiore a quella che percepiscono – per dirne una – i nostri pensionati di vecchiaia al minimo.
Anche in questo caso, è chiaro, il governo greco deve fornire risposte chiare e strategiche, per rimettere in equilibrio il sistema pensionistico. Ma per farlo, ed evitare la trappola del debito, deve essere messo nelle condizioni finanziarie e politiche per poterlo fare. Con un taglio degli interessi, oggi al 15% sui titoli di Stato? Con una moratoria sulle tempistiche e sulle scadenze? Con una ristrutturazione globale del debito dei Paesi dell’area sud del Mediterraneo? Se vogliamo che la Grecia stia nell’euro, e faccia ciò che deve fare senza accampare scuse, da qui non si scappa. Ristrutturare il debito per renderlo sostenibile e consentire un piano per rilanciare la disastrata economia nazionale, e al contempo riforme, riforme, riforme, un po’ di lacrime e un po’ di sangue. La strada – a parole – sarebbe anche semplice. La domanda è questa: ci sono ancora in Europa, e anche in Grecia, leader che abbiano la statura dei grandi statisti, anziché dei contabili? Qui i dubbi sono molti. Ad Atene come a Bruxelles.
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La Francia ha continuato a violare le regole anti-deficit fino a incorrere nelle multe, che le sono state però risparmiate con spregiudicate contorsioni interpretative in nome del superiore interesse europeo. Perché nessuna grazia alla Grecia, a dispetto dei cattivi e disinibiti maestri? Il Governo Tsipras è inaffidabile, i greci fannulloni, evasori e truffaldini, lo Stato inesistente, dice la martellante vulgata imperante. Vero? In parte sì. Nel 2014 però la Grecia ha ridotto del 10,7% la spesa pubblica (in Italia è salita dello 0,2), il più alto taglio Ue. (Adriana Cerretelli – Sole 24 Ore)
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