Nuovo Masada

giugno 14, 2015

MASADA n° 1658 14-6-2015 … OMAGGIANDO ARBORE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:00 am

MASADA n° 1658 14-6-2015 … OMAGGIANDO ARBORE

… e così ieri sera anch’io ho guardato Arbore fino all’ultimo e mi ha fatto veramente piacere perché un umorismo così lieve e sano non esiste più in tv, in realtà è l’umorismo ad essere proprio sparito dal nostro tempo (l’Italia il Paese dove si è smesso di ridere e non ci basta avere un pagliaccio per premier e un comico per oppositore per riprendere il gusto di una sana risata e questo mondo è troppo assurdo perché si possa riderne e paradossalmente solo fuggire nell’irrealtà del riso ci potrebbe permettere di sopportarlo), io che ho sky e ho un canale dedicato solo ai nuovo comici li trovo spesso ripetitivi e irritanti, quando non grevi e volgari, ma l’umorismo di Arbore era giocoso, lieve, surreale e portavo in un tempo non-tempo che contiene tutti i tempi e tutte le libertà e tutte le libertà del pensiero che è il mondo più libero che esista…

Rivedere “Quelli della notte” mi ha fatto bene perché il giorno prima ero sul divano che dormicchiavo con la televisione accesa e mi sono svegliata sentendo questa frase che veniva da un film: “Ora dobbiamo lasciarci. Io non faccio più parte della tua vita”. In quell’istante il tavolino che ha fatto mio marito, e attraverso cui ha comunicato con me per due anni dopo la sua morte, ha scricchiolato in modo molto forte facendo gran rumore come se assentisse e quella frase fosse sua. Mi è venuta una gran tristezza e un grandissimo senso di vuoto e solitudine e la tristezza, si sa, si deve esorcizzarla. Dopo il pc, il divano è il secondo luogo meraviglioso del mio immaginario e l’uomo che impara ad essere libero nel suo immaginario è già libero a metà.

Il materasso

La sedia è l’ideale per chi è molto stanco e vuole riposare
è giusta la poltrona per chi vuole far salotto e chiacchierare.
E’ comoda l’amaca per restare all’aria aperta a dondolare,
fantastico è il divano per star lì sdraiati avanti alla tivù…
Ma il materasso, il materasso,
il materasso è il massimo che c’è
ma il materasso, il materasso,
il materasso è la felicità.
Meraviglioso è il prato per guardare il cielo e mettersi a sognare,
è bella anche la spiaggia per potersi addormentare in riva al mare.
E’ ottimo il cuscino se sul morbido la testa vuoi posare,
e vengono i momenti che ti va di sprofondare sul sofà.
Ma il materasso?…
.

“Lo diceva Neruda che di giorno si suda – Ma la notte no! –
Lo diceva Picasso, io di giorno mi scasso – Ma la notte no! “
.
Meglio una gallina oggi che un uovo domani”. (Nino Frassica)

Non capisco, ma mi adeguo”. (Grandissima frase del romagnolo rosso Maurizio Ferrini, lo stalinista di ferro, mai valida come ora per tutti i piddini)

.. e che dire nell’ineguagliabile ‘ filosofo’ Domenico Pazzaglia?

Siamo soli nell’Universo?
(speriamo di sì)

:- ))

che fa il paio con

L’anima è immortale?
E con ciò?
” :- ))

o le frasi indubitabili di Domenico Catalano:

È molto meglio essere giovani, belli, ricchi e in buona salute, piuttosto che essere vecchi, brutti, poveri e malati.

E’ meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anziché di un mostro, cretino e senza una lira. “


(Riccardo del Ferro)

Sempre sue queste profonde riflessioni:

Da qualche parte ho letto “lasciate l’Ego fuori dalla porta”
io una volta ci ho provato
quello si è incazzato e l’ha sfondata, la porta
poi ha spaccato tutte le stoviglie
ha pisciato nel lavandino
mi ha guardato serio e mi ha detto: “non ti provare di farlo mai, mai più. Coglione
””
.
Non ho mai ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari
probabilmente il fatto che non mando la mia roba ai concorsi letterari ha un ruolo
”.

(Però c’è anche un Guido Catalano non filosofo che ha scritto questa profonda verità: “Quando un uomo senza il senso dell’umorismo incontra un uomo con il senso dell’umorismo, quello senza il senso dell’umorismo è un uomo morto (a meno che non abbia una pistola)”.

(Così mi sono ricordata di colpo con nostalgia la gara di patafisica che facemmo tanti anni fa sul nostro listello con l’amico Mauro. Dov’è finito mai più il suo umorismo surreale? Dov’è finito Mauro? Appartiene anche lui al tempo che fu?)
Cercando (invano) di trovare sul web traccia del tempo perduto, mi sono imbattuta in questo testo del web ripresa da un vecchio Masada del 2009 (Gesù come passa il tempo, la sua peggiore caratteristica è quella di ‘passare’!!) e parlava del

DISCORDIANESIMO

Patafisica religiosa
Il discordianesimo è uno scherzo che sembra una cosa seria.
Una religione inventata, come se avessimo avuto bisogno di averne un’altra.
Una falsificazione che in un mondo contraffatto sembra più vera di tante cose che sono predicate per vere (vedi governo, media o CEI).
In contrapposizione allo Zen dagli occhi a mandorla, è stato definito lo Zen dagli occhi a palla.
Ha una cinquantina di anni, è stato fondato da un tizio detto “Malaclypse il Giovane” o “Mal-2″ o, occasionalmente “L’omnibenevolo polipadre della verginità in oro”.
Il testo base è il Principia Discordia di Hill, benché questo libro contenga numerosi rimandi ad un testo precedente, L’Onesto Libro della Verità, che è stato preso da un raccoglitore d’immondizia.
Molte religioni adorano i principi di armonia e ordine nell’Universo, mentre il Discordianesimo accetta il fatto che la disarmonia e il caos sono aspetti della realtà altrettanto validi e in genere vincenti. Il caos è l’impulso base dell’universo. Se il caos si associa alla malvagità fine a se stessa, meglio! (quale miglior riscontro che verificare il mondo presente?).
La divinità matrona del Discordianesimo è Eris, la dea della discordia. I discepoli sono pertanto detti erisiani.
Se la religione organizzata è l’oppio delle masse, allora la religione disorganizzata è la marijuana della frangia lunatica (vedi culti politici o scientifici vari, insomma quelli che si fanno le pippe).
L’idea stessa di organizzazione Discordiana è un ossimoro.
La Società Discordiana non ha definizione. Tuttavia esiste. E prospera.
Le sette discordiane proliferano, ognuna sotto la direzione di un “Episcopo”, che riceve istruzioni direttamente da Eris, presumibilmente tramite la sua ghiandola pineale.
Alcuni Episcopi hanno una congregazione di una sola persona.
Alcuni lavorano assieme.
Alcuni non ne parlano. Ma anche quando non parlano, tu taci, i discordiani ti ascoltano.
Se vuoi entrare nella Società Discordiana
dichiarati quello che vuoi
fai quello che ti pare
e vieni a dircelo
o no.
Insomma fa’ quel che cacchio ti pare. Potere permettendo.
Non c’è nessuna regola.
Purché prevalga la discordia.
Il Principio Aneristico è quello dell’ORDINE APPARENTE; il Principio Eristico è quello del DISORDINE APPARENTE. Sia ordine che disordine sono concetti creati dall’uomo e sono suddivisioni artificiali del PURO CAOS, che è a un livello più profondo.
Con il nostro apparato costruttore di concetti chiamato “mente” guardiamo la realtà attraverso le idee-sulla-realtà che le nostre culture ci tramandano.
Le idee-sulla-realtà sono erroneamente chiamate “realtà” e i non illuminati saranno per sempre stupiti dal fatto che gli altri, specialmente se appartenenti ad altre culture, vedano la “realtà” in modo differente.
Sono solo le idee-sulla-realtà ad essere diverse. La realtà Reale è a un livello più profondo del livello dei concetti.
Noi guardiamo il mondo attraverso finestre su cui sono disegnate delle griglie (concetti). Filosofie diverse usano griglie differenti. Una cultura è un insieme di persone che usa griglie piuttosto simili. Attraverso una finestra vediamo il caos e lo capiamo confrontandolo con i punti della nostra griglia. L’ORDINE è nella GRIGLIA. Questo è il Principio Aneristico.
La filosofia occidentale è tradizionalmente preoccupata dal contrasto di una griglia con un’altra e sul modificare le griglie nella speranza di trovarne una perfetta che spiegherà l’intera realtà e sarà, quindi, Vera (dicono gli occidentali non illuminati). Tutto questo è mera illusione; e’ quello che gli Erisiani chiamano ILLUSIONE ANERISTICA. Alcune griglie sono più utili di altre, alcune più belle di altre, alcune piu’ piacevoli, ecc., ma nessuna può essere più Vera di qualunque altra.
Il DISORDINE è semplicemente informazione non correlata alla griglia attraverso cui viene osservata. Ma come la “relazione”, anche la “non relazione” è un concetto. Maschio, come femmina è un’idea riguardo al sesso; dire che la mascolinità è la “assenza di femminilità”, o viceversa, è una questione di definizioni ed è metafisicamente arbitrario. Il concetto artificiale di non-relazione è il Principio Eristico.
Il credere che l’ordine è “vero” e il disordine è “falso” o comunque “sbagliato”, è l’Illusione Aneristica. Dire lo stesso del disordine è l’Illusione Eristica.
Il punto è che la verità è una questione di definizioni relative alla griglia che si usa al momento e la Verità, realtà metafisica, e’ totalmente indipendente dalle griglie. Scegli una griglia e attraverso questa parte del caos apparirà ordinato e parte apparirà disordinato. Prendi una griglia diversa e lo stesso caos apparirà ordinato e disordinato in modo differente.
La realtè è il vero Rorschach.
Davvero! E questo è quanto.
Questo testo è all’inizio dei Principia Discordia ed è un koan Discordiano:
GREATER POOP: E’ reale Eris?
MALACLYPSE IL GIOVANE: Ogni cosa è reale.
GP: Anche l’irreale?
M2: Anche l’irreale.
GP: E come può essere?
M2: Ehi, non lo so, mica sono stato io a farlo.
(per dogmi, controdogmi, culti, riti e baccalà vedi wikipedia)
In politica il discordianesimo non è una teoria, è una griglia diversa.
Però essa ci mette in un altro ordine di circostanze. Molto piu’ serie. Dalla patafisica alla patacca vera e propria.

… e nella vana ricerca del tempo perduto ho ritrovato addirittura lo scritto del 2007 che raccoglieva lo scambio di battute che mi divertì davvero tanto con Mauro sulla patafisica

MASADA n° 438. 9-3-2007. La patafisica

Tendo ad una brutale deformazione dei temi
che il destino s’è creduto di propormi come formate cose
ed obbietti: come paragrafi immoti della sapiente sua legge
.”
(CARLO EMILIO GADDA)

Patafisica: scienza delle soluzioni immaginarie.

Tipico ragionamento patafisico: cercare la metratura di Dio (oggi diremmo ‘cercare la metratura della sinistra nel renzismo, ma pure la democrazia)

Il risultato dell’indagine è che la superficie di Dio (compresa la cubatura), è zero. Non lo sappiano i palazzinari!
..
Sub-ragionamento patafisico: trovare il peso specifico del quid rimasto di sinistra nella sinistra parlamentare italiana
anche senza risultati possiamo dedurre che anch’esso sia zero
Ma questo non vuol dire che la sinistra sia uguale a Dio

Il ragionamento è metafisico nel senso che con questo zero della sinistra non possiamo fare una storia e nemmeno ‘la’ storia, resta solo un parcheggio abusivo.


(Catrin Welz-Stein)

Nondum erant abyssi, et iam concepta erant”
pure Berlusconi erat, da qualche parte
Elementum diabolicum
non esiste ma c’è

(Verdini potrebbe spiegarci l’arcano)
..
La patafisica è il salvavita indispensabile alla sopravvivenza psicologica dell’immaginario.
Una sorta di ottimismo pessimistico.
o di pessimismo ottimistico
altamente ininfluente
ma salutare.

..
In fondo essa è uno zen nostrano, casereccio e pertanto raffinatissimo come la coda alla vaccinara
‘Imagino’ ergo ruttum”
il ‘rutto’ è l’evocazione dell’imaginario communis
la patafisica dell’imaginario raro


(Catrin Welz-Stein)

Aforisma zen
Che rumore fa l’applauso di una mano sola?

Aforisma patafisico
Che democrazia può venire da un dominio di corporazioni? (oggi potremmo arrangiare il detto zen “che rumore fa l’applauso di una mano sola? travisandolo in “Che democrazia possiamo avere dal governo di una persona sola?”)
..
La patafisica appartiene ai nostri discorsi quotidiani:

Che tempi, signora mia! Non è più fisso nemmeno il crocefisso!
(Francesco Muzzioli)
..
Le perle patafisiche sono irrefrenabili:
Oggi la stupidità è un bene-rifugio.”
(Mario Lunetta)
..
Le religioni monoteistiche: monocole, monocratiche, monopolistiche, monosemiche, monodiche: money…”
(Mario Lunetta)
..
Può essere anche uno svarione, come “… ‘con fritto’ di interessi
(Mario Lunetta)


(Erik Johansson)

Questo Mario Lunetta è prolifico:
Il pensiero antagonista è una corona di spine senza la testa del Redentore.”
..
Dice ancora:
Il mondo è sempre — medianicamente — una BOITE di inquietudini nella quale sono pronte a scattare infinite tagliole, e i simulacri sono spesso e volentieri scambiati per sostanze corpose, in una lotteria sregolata e truffaldina.
Nelle società che abbiamo costruito e nelle quali faticosamente viviamo, una scrittura che ignori questa fondamentale dimensione del negativo costituisce semplicemente un servizio di complicità rispetto al Grande Inganno e al Grande Assassinio. Donde, allora, la tensione politica che, almeno in progetto, attraversa i miei testi: anche, suppongo, i più “metafisici”. E l’insopprimibile carica “di opposizione” alla tavola dei “valori”, id est delle servitù dominanti, che li innerva. E la consapevolezza dell’infinito dolore che un mondo così strutturato tra padroni e servi, ancora dopo millenni, e in un’arrogante prospettiva di possibile eternità, aggiunge al dolore che, sembra, è connesso al DNA dell’uomo.

Il poetare, diceva Benjamin, è pericoloso.
..
…dunque la patafisica, come destrutturazione del mondo coatto, è eminentemente politica, essendo la politica il regno delle massime illusioni e dei massimi paradossi
..
Viviana

Genesis: cacatos addosso videmus, ergo etiam politici fuerunt
..
La mia religione è di essere illimitata, di questo sghignazzo
Sono così magnanima che nella mia illimitatezza ho messo anche Dio… in un angolino, non vorrei urtarlo coi gomiti

..
La patafisica è tutto quello che resta quando si è buttato via l’infinito

In fondo i grandi patafisici sono i bambini
da cui si deduce che Dio, il patafisicus maximus, non è ancora cresciuto
chissà cosa farà da grande?
Speriamo bene.

..
Se noi vedessimo la patafisicità del reale, comprenderemmo che non c’è nulla di sensato e che dunque l’insensatezza è il reale, da cui…:
ciò che è patafisico è reale e ciò che è irreale è patafisico, ma la patafisica non è né reale né patafisica, questo è il problema.”

Be patafisic or not be?


(Erik Johansson)

Mi concentro volentieri a pensare alle cose a cui nessuno di costoro può pensare, questa è la mia grandezza suprema, e la loro piccolezza sta nel non penetrare la mia mente in cui non penetro nemmeno io, per non incontrarli
..
Semplicisticamente parlando, la patafisica è eterna e non è molto diversa da alcune affermazioni zen.
Da cui discende la patafisicità che ogni disciplina politica avrebbe se non si proponesse il potere. Dopodiché diventa misfatto.
Il patafisico, rispetto al politico, ha fatto un passo di liberazione in più.
(Il patafisica verso l’alto. Il politico verso il basso).

..
La patafisica non richiede logica, ma una camera laterale con vista Infinito
..
Escher è patafisico?
..
La patafisica è un OGM: prendi la patata, friggila con la fisica, ti fai un piatto di patatine fritte che sono buonissime ma con la patafisica non c’entrano niente
In fondo un vero patafisico non si prende mai sul serio.
Questo fa incazzare moltissimo i non patafisici.
Che si sentono minacciati, nella loro logicissima operazione di distruttori del mondo.
Il patafisico il mondo lo ricrea.
I razionalisti del potere non vogliono tanto credere ad una scienza o una fede
ma farci credere alle loro imposizioni di scienza o di fede.
Ma il patafisico è un non potente.
Il che non vuol dire un impotente.
Ha la potenza massima che è la libertà. Anche da se stesso. Perché sa ridere di sé. Cosa che al politico risulta sempre indigesta come una condanna vivente.

I saggi, dopo attenta riflessione, hanno concluso che Baffino non sarà mai un patafisico.

E parlando più seriamente:

JEAN BAUDRILLARD
Mauro

Ieri è mancato il pensatore, filosofo, intellettuale francese Jean Baudrillard.
E’ stato un precursore, sotto molti aspetti.
Nella seconda metà degli anni sessanta scrisse tre libri “Il sistema degli oggetti”, “La società consumistica” e “Critica all’economia politica del segno” in cui , in piena fase acritica della società consumistica, si avventurava in uno studio sugli oggetti, sulla loro simbologia e sul riflesso che questi simboli determinavano e avrebbero determinato in maniera sempre più preponderante sul sistema e sulle organizzazioni sociali.
Contestualmente, in questi primi libri, vi fu anche una critica al “valore d’uso e valore di scambio”marxista, o meglio, Baudrillard sosteneva la loro inadeguatezza.
Pensava che si dovesse attribuire a questi “valori” dei simboli, appunto e che in virtù di questa attribuzione traessero, quindi, origine i cosiddetti bisogni imposti, fondamento principe della società dei consumi.
Nel ‘68 definiva l’alienazione come elemento strutturale ed imprescindibile per qualsiasi società di mercato. Dove tutto è alienabile.
Con gli anni, la critica al marxismo si fece più marcata e la sua posizione si radicalizzò: sosteneva che esso fosse inadeguato, come alternativa al sistema capitalistico, sostanzialmente perché aveva una posizione che ruotava attorno al prodotto e non prendeva in considerazione altri elementi fondamentali come il tribalismo o le religioni…
Fu un sostenitore della “patafisica”

L’eptalogo patafisico (Ibidem, pagg 32-36):

“La Patafisica è la scienza di quel campo che si estende al di là della Metafisica: in effetti la Patafisica si estende al di là della Metafisica quanto questa sta al di là della Fisica.
La Patafisica è la scienza del Particolare e delle leggi che governano le eccezioni (De minimis curat Pataphysica).
La Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie. … Per il patafisico l’idea di verità è la più immaginaria fra tutte le soluzioni.
Di fronte alla Patafisica tutto fa lo stesso.
.. essa non predica né’ ribellione né’ sottomissione, né’ moralità né immoralità, né riformismo né conservatorismo: non promette né felicità né infelicità e soprattutto non si accinge a salvare il mondo.
E’, nel suo procedere, imperturbabile.
Tutto è patafisico eppure pochi lo mettono in pratica coscientemente.
Al di là della Patafisica non vi è nulla: essa è la suprema istanza.”


(Jim Warren)

Viviana</strong>

Viviamo in un iperreale
per fortuna possiamo comprare
milioni di navigatori
disgraziatamente tutti diversi
e come orologi rotti
di giornata
ognuno segna un’ora diversa
in un universo molto poco leibniziano
che non va in nessun posto
dove vorremmo andare
.
.
Jean Baudrillard

Il territorio non precede più la mappa, né vi sopravvive. …E’ la mappa che precede il territorio – precessione dei simulacri – è la mappa che genera il territorio …. L’età della simulazione comincia con l’eliminazione di tutti i referenti – peggio: con la loro resurrezione artificiale in un sistema di segni, che sono una materia più duttile dei significati perché si prestano a qualsiasi sistema di equivalenza, a ogni opposizione binaria, e a qualsiasi algebra combinatoria. Non è più una questione di imitazione, né di duplicazione o di parodia. E’ piuttosto una questione di sostituzione del reale con segni del reale; cioè un’operazione di cancellazione di ogni processo reale attraverso il suo doppio operazionale. … sarà un iperreale, al riparo da ogni distinzione tra reale e immaginario, che lascia spazio solo per la ricorrenza di modelli e per la generazione simulata di differenze.”
..
Viviana

..l’unica è farsi la mappa ogni mattina col caffellatte
mappe istantanee
pret a porter
ma firmate
o raccomandate dalla televisione

..
I sondaggi sono antipatafisici
sono l’immaginario del potere
come la televisione
o altre corbellerie fattuali
che non liberano ma stritolano.

..
L’estasi del reale… C’è l’estasi, ma il reale?

“….il bello che nella moda diventa più bello del bello, il reale che in televisione diventa più reale del reale, il sesso che nella pornografia diventa più sessuale del sesso
Jean Baudrillard


(Tommy Ingberg)

Viviana

L’anima oggettivata è stata messa sulla carta igienica accanto all’orinatoio di Duchamp
è andata a ruba
ora ognuno ha in casa due o tremila anime
di gran moda
all’adunata divina: anime con maniglie placcate oro
di gran lusso
altre
con la berretta papale
ma le migliori
firmano decreti
con grande sussiego
come condanne a morte
rilegate in oro di Bologna
che diventa nero dalla vergogna.


La donna pigra mandò al cocktail party
le sue scarpette firmate Ferragamo
destarono grandi applausi
e furono invitate a ballare
dal Cavaliere in persona
mentre il suo autista
carnalmente se la fotteva

..
Di fronte all’attaccapanni
l’uomo
dichiarò forfait
La lotta era impari

..
Sfilate di porpore cardinalizie
e cilici
ma dentro le tute metalmeccaniche
i cuori battevano ancora
volgarmente incazzati

..
Jean Baudrillard
La patafisica è la scienza di ciò che si trova oltre la metafisica. … Essa studia le leggi che governano le eccezioni e spiega un universo supplementare a quello in cui ci troviamo noi; oppure, meno ambiziosamente, descrive un universo che si può vedere – si deve vedere, forse – al posto di quello tradizionale.


(Tommy Ingberg)

Viviana

L’uomo è piegato a un universo assurdo
creato appositamente
da uomini assurdi
che hanno creato il potere
come la più assurda delle cose
…e poi si dice di Dio….!
Il Creatore si sdegnerà
della Creatura
.

Ovunque tu sia
sei un Robinson aggredito
da cannibali
Forse dai tuoi stessi intestini

..
WANTED
La storia è una fuga
da illusione a disillusione
Inutile
ritrovarsi
Sarebbe una finta
.
..
Il muro di Berlino
chiude una storia
fatta di eventi tragici
ed entra direttamente
nel Grande Fratello
o in un Carosello
non meno
tragico
e eventuale
.
..
La storia è una trottola
congelata
un astice verde?
o il pesce-fragola?
Ti fa schifo mangiarla
non puoi viverla
non puoi penetrarla
Forse è un UFO
o l’ultimo numero di Vogue
un virus
del tuo computer
mentale
e tu stesso sei un hacker
un trascorso
banale
.


(Tommy Ingberg)

Viviana

Il maestro d’immagine assoldò un Blair qualsiasi
per rappresentarlo
Non elogiamo più idoli
ma immagini virtuali
che ci virtualizzano
scatenando follie collettive
molto più perniciose
perché perdere la storia è triste
ma perdere l’identità è miserabile.

..
L’uomo radiato
come un tempo l’angelo caduto
precipitato
nel cesso
dai pubblicitari
in uno spot della mezzanotte


L’unica realtà è Drang and Dragon
ma non ti è concessa
la parte
ma imposta


(Vladmir Kush)

Jean Baudrillard

La Guerra del Golfo non c’è mai stata
Le illusioni vitali
La fine dell’illusione

..
“….il comunismo crollò a causa della sua stessa inerzia, si autodistrusse dall’interno, implose, più che morire nella battaglia ideologica o nella guerra militare. Con l’assorbimento dei suoi dissidenti nel potere, non c’era più un contrasto di idee forti, di opposizione e resistenza, di trascendenza critica. Con l’integrazione degli ex regimi comunisti nel sistema del mercato mondiale capitalista e della democrazia liberale, l’Occidente non aveva più un Altro contro cui combattere, non c’era più nessuna tensione creativa o ideologica, né una alternativa globale al mondo occidentale”.
..
“…la realtà era stata uccisa dalla virtualizzazione, mentre la specie umana si preparava a un’esistenza virtuale”
..
Viviana

Noi siamo i mai nati
Ma chi ci avrà pensati?

..
Jean Baudrillard

“….gli attacchi alle torri furono “l’evento principale, quello da cui sono derivati tutti gli altri, l’evento perfetto che unisce in sé tutti gli eventi che non sono mai accaduti….”
“…gli attacchi dell’11 settembre rappresentavano un nuovo tipo di terrorismo, che mostrava una “forma di azione che sta alle regole del gioco, che le stabilisce, esclusivamente con l’obiettivo di infrangerle … ed impossessarsi di tutte le armi del potere dominante…”.
“Gli attacchi avevano evocato uno spettro di terrore che faceva credere che il sistema stesso della globalizzazione e il capitalismo e la cultura occidentali fossero minacciati dallo “spirito del terrorismo” e da possibili attacchi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo… “
“La condanna morale e l’unione sacra contro il terrorismo sono direttamente proporzionali alla prodigiosa esultanza provata nell’aver visto questa superpotenza globale distrutta”.
“….è il modello terrorista che provoca un eccesso di realtà e fa crollare il sistema al di sotto di quell’eccesso”.
..
Viviana
L’eccesso di realtà.. quando la realtà è spazzata via
oscilliamo tra eccessi e non-sense
il nostro stesso eccesso è un non-sense


Non puoi dire che l’immaginario non serve a niente
La logica ti imprigiona
I fatti ti crocifiggono
Ma l’immaginario ti libera.
E l’umorismo ti salva persino da te stesso
perché affogare in se stessi
è la sorte
peggiore.


(Noell S. Oszwald)

Secondo Baudrillard, gli attacchi dell’11 settembre rappresentavano “lo scontro della globalizzazione trionfante in guerra contro se stessa” e inauguravano una “quarta guerra mondiale”.
“La prima aveva posto fine alla supremazia europea e all’era del colonialismo; la seconda al nazismo; e la terza al comunismo. Ciascuna ci ha portato sempre più vicini all’ordine mondiale unitario di oggi, che si sta ora avvicinando alla sua fine, in ogni parte, ad ogni lato in lotta contro forze ostili. Questa è una guerra di complessità frattale, condotta su scala mondiale contro realtà singole ribelli che, come gli anticorpi, oppongono resistenza in ogni cellula”.
..
Su Le Monde:

“Poiché’ era questa superpotenza intollerabile- gli Stati Uniti- che aveva originato sia la violenza che si sta diffondendo in tutto il mondo e l’immaginazione terrorista che (senza che ne siamo consci) è presente in ognuno di noi. Che il mondo intero senza eccezione alcuna ha sognato questo evento, che nessuno ha potuto fare a meno di sognare la distruzione di un’egemonia così potente – questo fatto è inaccettabile per la coscienza morale dell’Occidente. Cionondimeno, è un fatto, un fatto che si oppone alla violenza emotiva di tutta la retorica che cospira per nasconderlo. In fin dei conti, sono loro che l’hanno fatto, ma noi che lo speravamo”.
“L’idea di libertà, un’idea recente, sta già svanendo dalle menti e dalle usanze, e la globalizzazione liberale sta prendendo una forma totalmente opposta – indicativa di una globalizzazione da stato-poliziotto, di un controllo totale, di un terrore basato su misure volte al mantenimento dell’ordine pubblico. La deregolamentazione si risolve in un valore massimo di obblighi e restrizioni, simile a quelli della società fondamentalista”.


(Noell S. Oszwald)

Viviana

Chi ha fatto il crimine perfetto?
chi ha assassinato la realtà’?
Comunque vada espieremo questa colpa
non nostra
Lo impongono gli inserzionisti

..
Matrix è l’unico senso
che assassina se stesso
meglio vederlo in tv
che viverlo.


“Ceci n’est pas une pipe”, scriveva Magritte sotto l’immagine di una pipa.
A quante cose che ci vengono mostrate potremmo riferire la stessa dicitura!
Questa non è la pace. La democrazia. La vita. Ceci n’est pas un homme.
Ciò nonostante viviamo.
Perché il nostro paradosso è non poter fare altro
E la nostra maggiore libertà è riderne.

…a guardare politica e fatti sociali mi stava prendendo la depressione. Un salutare bagno nell’irrealtà patafisica mi ha messo solidamente a posto. Ora anche il mondo italiano mi sembra più tollerabile. Perfino Renzi.. il che è tutto dire

saluti :- ) e buona patafisica
viviana
.
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. ciao
    sono reduce da una fantastica rimpatriata. ho ancora le lacrime agli occhi per l’emozione.
    stasera su rai tre nella trasmissione di fazio è stata celebrata la trasmissione cult “quelli della notte”
    quanti ricordi… e quante risate!
    io non mi sono persa una puntata. sono cresciuta a pane e arbore, io. sarà per questo che non perdo mai il buonumore.
    cerca su youtube qualche spezzone, e vedrai che ti passa un pò di malinconia.
    prova a vedere le cose da un altro punto di vista. prova a pensare a tutte quelle, io per prima, che hanno mille cose da fare e ne farebbero volentieri a meno, e sognano un bel materasso sul quale poltrire tutto il giorno…
    sì, lo so, è una cazzata, ma è l’unica cosa che riesco a dirti per tenerti un pò su.

    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 14, 2015 @ 10:25 am | Rispondi

  2. mi ha affascinato questa patafisica!
    sai cosa mi ha ricordato? una memorabile prima lezione di geometria di un professore pazzo che avevamo al liceo.
    era una specie di genio e aveva un suo personalissimo sistema di insegnamento fuori da tutti gli schemi conosciuti. i compagni con il cervello “square” non riuscivano a seguirlo, ma io che ero una aperta tutte le rivoluzioni l’ho amato da subito.
    pensa che non faceva studiare la lezione, chiamava due o tre alla cattedra e faceva tutto un ragionamento che loro dovevano mostrare di seguire e capire mano mano che lui parlava.
    e il ragionamento seguiva un filo logico che ti rimaneva impresso per tutta la vita, tanto che riesco a ricostruirlo anche adesso dopo quarant’anni.
    dunque, ha cominciato dicendo che la geometria universalmente riconosciuta è quella euclidea, basata sul postulato delle rette parallele che non s’incontrano mai. però c’è stato un certo lobaceski (e questo nome non sono sicura che sia proprio così) che ha pensato “e se invece non fosse così? se ipotizziamo che le rette nello spazio prima o poi si incontrano?” e su questo postulato, in fondo valido nè più nè meno come quell’altro, visto che il postulato è per definizione una teoria che si prende per buona, ha costruito tutta un’altra geometria.
    ci ha detto sommariamente quello che implicava l’accettazione di quel postulato, e poi ha chiesto a noi di scegliere quale geometria preferivamo studiare.
    insomma, se ci fossero stati abbastanza rivoluzionari in quella classe che avessero scelto lobacesky, lui ci avrebbe tranquillamente insegnato quella.
    peccato che era molto malato, veniva solo nei primi giorni di scuola, ma poi non ce la faceva più e si dava malato, lasciandoci un grande vuoto e una serie impressionante di supplenti uno peggio dell’altro. per me personalmente era una tragedia, perchè solo con lui riuscivo a prendere bei voti. ricorderò sempre che aveva dato anche il mio cognome a un corollario che avevo trovato seguendo la logica dei suoi ragionamenti.
    beh, lasciamo da parte i bei ricordi.
    sono stata molto contenta che sei riuscita a seguire arbore, pensavo proprio a te quando lo stavo vedendo.
    sai che c’è, non era solo una comicità leggera, come l’hai definita tu, era anche una comicità “alta” nel senso che presupponeva comunque una certa cultura ma comunque molto autoironica. non era però una cultura d’elitè, ma quella che una volta caratterizzava l’eccellenza della scuola italiana, che già alle medie era molto formativa e completa.
    ora anche i ragazzi che escono dal liceo fanno fatica a capire certe battute che rimandano a personaggi e epoche storiche lontane.
    ma tutta quella ignoranza diffusa a piene mani ha raggiunto il suo scopo. non avremmo mai avuto un’epoca berlusconiana così lunga e devastante se le nuove generazioni non fossero cresciute a pane e drive in.
    baci
    lily

    Commento di MasadaAdmin — giugno 17, 2015 @ 5:09 am | Rispondi

  3. Arbore piaceva pure a me, da piccolino ricordo le sue trasmissioni, di cui ho ancora vivissimi ricordi e, la scorsa estate, ho visto un programma che in diverse puntate gli dedicava un tributo. Ho rivisto quindi tutti i vecchi personaggi, come Marisa Laurito, Nino Frassica, Francesco Paolantoni, Mago Forest, Maurizio Ferrini, Simona Marchini e via discorrendo. Anche per me era molto divertente e purtroppo si trova sempre meno gente con cui parlarne, perchè rimangono ai giovani sconosciuti, giovani stessi che guardano programmi “comici” con battute scontate e demenziali basate solo sul sesso alla fine.

    Ale

    Commento di MasadaAdmin — giugno 17, 2015 @ 5:11 am | Rispondi


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