Nuovo Masada

maggio 6, 2015

MASADA n° 1647 6–5-2015 UN PAESE ALLA DERIVA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:57 pm


(Il Pd)

MASADA n° 1647 6–5-2015 UN PAESE ALLA DERIVA
Viviana Vivarelli

Tutta l’Europa cresce, noi no. Siamo il peggiore Paese europeo insieme alla Grecia – I dati OCSE – Risultati del Jobs Act: 138.000 disoccupati in più (NON 82.000 occupati in più!! Capito, Ministro Poletti? – Zero investimenti – L’unica preoccupazione di Renzi è demolire i diritti e le tutele democratiche – Con l’Italicum ci saranno in Parlamento 475 nominati (due terzi) e 242 eletti (un terzo), bella democrazia!? – Avanza un sistema autoritario – Un futuro peggiore del presente – L’Ue e Varoufakis – La Bce viola il suo stesso statuto: dov’è che persegue la crescita, la piena occupazione e la solidarietà? – Chi comanda davvero in Europa e perché – Perché la Bce presta alle banche private al tasso dello 0,15% ma allo Stato greco chiede il 28%? Questa è usura- . Il “terrorismo finanziario” è servito per eliminare il welfare e “svuotare la democrazia sostanziale”. Per eliminare le libertà civili e politiche servirà il “terrorismo vero”- Giorgio Gaber e la democrazia

Tutto deve ancora avvenire
nella pienezza:
storia è profezia
sempre imperfetta.

Guerra è appena il male in superficie
il grande Male è prima,

il grande Male
è Amore-del-nulla.

(David Maria Turoldo)
.
La vita, la libertà e la proprietà di ogni uomo sono in pericolo quando il Parlamento è riunito.” (Mark Twain)
.
Giorgio Gaber
La decadenza che subiamo è uno scivolo che va giù piano piano. È una nuova esperienza che ti toglie qualsiasi entusiasmo e alla lunga modifica il tuo metabolismo. Siam lì fermi malgrado la grave emergenza come uomini al minimo storico di coscienza.”

Alberto: “Nasce a Piacenza il Museo della Merda. In esposizione l’Italicum”
.
Civati: “Sono a un passo da…” A un passo???? Ma cosa ti ci vuole ancora per farlo, quel passo?
E intanto confuso
nel dubbio funesto
non parto, non resto
” (Metastasio)
Ma noi non siamo ‘a un passo’ e a quel paese ti ci mandiamo, caro Civati, per direttissima.
.
La situazione è tragica, ma non seria.
Ma il problema non sarà che c’abbiamo un eccesso di clown? Berlusconi, Grillo e Renzi, per non parlare di Salvini e dei vari Rizzo e Paita! Gli è tutto un ridere! Gli è tutto da rottamare! (Viviana)
.
E poi, in confidenza, 41 fiducie in 14 mesi sono oltreché un record di cui non essere certo orgogliosi, la prova provata, diciamocelo, che senza ‘sti continui strappi al regolamento, minacce, ricatti e ricattini, siamo incapaci di governare.
.
Bello questo Senato che oltre a non essere elettivo pesca in quel bacino di criminalità che sono gli enti locali! Come diceva Alberto: “.. quella linea sottile che nel Senato regionale separerà i manifesti elettorali dalle foto segnaletiche.”
..
Alberto
“Ci si preoccupa tanto delle vittime dell’Ebola, poco di quelle dell’ignoranza.”
.
“L’Italia non è degna neanche del Terzo Mondo”
.
Giordano Bruno
E’ inutile.
Hitler lo fermo’ Hitler…

Viviana
Ormai speriamo solo nell’autocombustione
.
Della vita ho amato solo le cose che mi hanno fatto dimenticare della vita (H.P. Lovercraft)

COM’E’ CHE DALLA PRIMAVERA EUROPEA MANCA L’ITALIA?
Viviana Vivarelli

In tutti i Paesi europei è iniziata la ripresa economica. Restano escluse Italia e Grecia. In Italia nulla è stato fatto per stimolare l’economia. Le riforme di Renzi sono state congegnate solo per diminuire i diritti democratici, accentrare il potere nelle mani del capo del Governo neutralizzando le opposizioni e tutelare i rei dalle pene. Aumentate le tasse, diminuiti i diritti del lavoro, ridotto lo stato sociale, non è stata snellita la macchina statale, non è stato epurato il potere dai rei, né resa più equa e agile la Giustizia o facilitato il credito, manca qualunque piano di ripresa economica.
Si è fatto credere che il miglioramento di tutti dipendesse dalle riforme e ora possiamo solo augurarci che un numero sempre maggiore di cittadini riesca a capire quanto le riforma renziane ci stiano portando indietro sul piano della civiltà e della democrazia.
Le economie europee beneficiano della combinazione di molti fattori positivi. Prezzi del petrolio bassi, crescita mondiale costante, deprezzamento dell’euro che favorisce le esportazioni, quantitative easing della Bce (programma per cui la Bce compera 60 miliardi di titoli dalle banche private) che arricchisce i mercati finanziari, contribuendo all’abbassamento dei tassi d’interesse e ad aspettative di miglioramento delle condizioni di credito (intanto solo alle banche italiane ha prodotto 1,7 miliardi di utili), e orientamento neutro della politica di bilancio nell’UE che favorisce la crescita.
Via via si dovrebbero vedere gli effetti delle riforme e del piano di investimenti per l’Europa (peccato che non esista alcun piano di investimenti per l’Italia!). Per il 2015 si prevede un aumento del PIL reale dell’1,8% nell’UE e dell’1,5% nella zona euro (grottesco che l’aumento sia inferiore per i Paesi che hanno accettato l’euro!). Si prevede la crescita della domanda interna nel 2015 e una ripresa degli investimenti nel 2016.
Ora, è noto che ‘sempre’ queste previsioni si sono dimostrate sbagliate e troppo ottimistiche con risultati reali molto inferiori ma si può notare che persino nelle previsioni l’Italia va male ed è il peggiore degli Stati europei. Di questo deve gloriarsi Renzi il cui Governo è stato del tutto deleterio per l’economia italiana. In Italia il monito europeo di aumentare gli investimenti è rimasto lettera morta, senza contare che è stata proprio l’Ue a spingerci a mettere in Costituzione quel pareggio di bilancio che ci vieta, di fatto, proprio di fare investimenti. L’unico investimento visibile è stato l’Expo ed è davanti agli occhi di tutti quello che ne hanno fatto. Non solo in Italia l’occupazione non è aumentata (l’aumento fasullo propagandato dal ministro Poletti è inesistente) ma addirittura i disoccupati sono aumentati del 4,4% come palese risultato negativo del Jobs Act. Gli esclusi (disoccupati e lavoratori in nero) sono 9 milioni. La disoccupazione è salita al 13%. Col Jobs Act i precari sono aumentati del 3%. Negli anni della crisi la disoccupazione in Italia è aumentata del 108,2 %, più del doppio rispetto alla media UE. Con Renzi abbiamo ottenuto 144.000 disoccupati in più! La disoccupazione giovanile addirittura è salita al 43,1%. Quasi un giovane su due è disoccupato. Siamo il Paese con la più alta percentuale di giovani fra i 15 e i 24 anni che non lavorano e non studiano (= Neet) e siamo passati dal 16,2% del 2007 al 22,2% del 2013. Siamo peggio persino della Bulgaria.
Il sociologo Luciano Gallina dice: “Questi dati erano più che prevedibili e sono destinati a peggiorare perché conseguenza di politiche di austerità fondate su tagli forsennati alle spese dello Stato e al lavoro. Si rinuncia agli infermieri nella sanità, agli insegnanti nella scuola pubblica, a migliaia di operai nelle fabbriche: crolla la domanda interna e crolla anche l’occupazione. E, ovviamente, aumenta la disoccupazione. Una dinamica che va avanti da almeno tre governi. Ma quello attuale sta esagerando”.
Susanna Camusso, ha parlato di emergenza nel Paese: “Il tema del lavoro – ha detto – dovrebbe essere l’ossessione quotidiana di chi ci governa. Ma non mi pare sia così”. L’ossessione di Renzi è aumentare il proprio potere, far dipendere dal Governo tutte le istituzioni, annientare il dissenso e distruggere gradatamente i diritti elettorali annientando lo stato sociale.
Sempre Gallino dice: “L’unico effetto del Jobs Act è che, sotto la ridicola etichetta del contratto a tutele crescenti, autorizza il licenziamento libero, a fronte di qualunque causa: economica, aziendale, corretta o meno. Ogni piccola cosa può essere un pretesto per il licenziamento, senza possibilità di reintegro. I neoliberisti volevano far credere che con meno diritti per il lavoratore le aziende avrebbero creato più posti di lavoro. Ma la stessa OCSE ha dichiarato che non c’è nulla che lo provi.”

I DATI OCSE

L’Italia è il quarto Paese dell’area Ocse per percentuale di disoccupati di lunga durata (ovvero, persone che non lavorano da un anno o più).
Dal 2007 al 2013 la quota di disoccupati di lunga durata sul totale dei disoccupati è salita dal 45% a quasi il 60%, vanno peggio solo Irlanda, Grecia e Slovacchia
Il gettito fiscale al 2011 risulta pari a 950 miliardi di dollari, oltre il doppio della media Ocse.
C’è troppo divario tra i più ricchi e i più poveri. Il 20% più ricco della popolazione guadagna quasi sei volte di più del 20% più povero.
Nel 2012 il debito delle famiglie italiane è salito al 94,2% del reddito disponibile, una drastica impennata rispetto al 2000, quando il dato si attestava poco al di sotto del 60%. In contemporanea c’è un forte calo del risparmio delle famiglie, sceso al 3,6% del reddito disponibile nel 2012, contro il 10% circa del 2006.
Le donne italiane hanno difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro. Il 58% della popolazione italiana tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro retribuito, dato inferiore alla media Ocse del 65%. Gli uomini occupati sono circa il 68%, mentre le donne il 48%; questa differenza indica che le donne hanno difficoltà a conciliare il lavoro e la famiglia.

COME SONO ARRIVATI ALL’ITALICUM

I deputati sono 630.
La Costituzione consiglia che le modifiche costituzionali siano prese a larga maggioranza, visto che non devono fare gli interessi di un partito ma dell’intera collettività. E’ vero che questo dovrebbe valere per ogni tipo di legge (e un partito non dovrebbe essere una merchant bank che sta al potere solo per i propri interessi) ma per le leggi costituzionali il principio del bene comune e del consenso allargato dovrebbe essere maggiore.
E’ vero che tali leggi possono passare con maggioranza ordinaria, però un minimo di democrazia richiederebbe un consenso più ampio.
Qui il consenso ampio non c’è stato, se bastavano 316 voti per una maggioranza appena sufficiente, ce ne sono stati solo 18 sopra il minimo e se la minoranza dem avesse votato secondo coscienza, i voti dei dissidenti non sarebbero stati solo 38 ma 120 e l’Italicum non sarebbe passato. In pratica nessuna delle leggi di Renzi sarebbe passata se i dissidenti avessero avuto le palle e non fossero una manica di vigliacchi, ed è proprio a causa della loro vigliaccheria che Renzi marcia come un treno, vantando una maggioranza fasulla che si basa solo sul fatto di aver calpestato l’articolo 67 della Costituzione di tenere tutti a guinzaglio oltre al gigantesco premio di maggioranza che il Pd ha avuto a causa di un Porcellum incostituzionale. Così l’Italicum passa grazie ai ricatti e alle intimidazioni di Renzi che ha già dimostrato il suo carattere dittatoriale licenziando 3 Senatori e dieci dissidenti dalla Commissione Affari costituzionali. Morta la libertà di dissenso : morta la democrazia.
.
Il principio base della democrazia è che è il Parlamento il rappresentante del popolo sovrano, e che il Governo deve solo eseguire le leggi fatte dal Parlamento.
Con 38 voti chiesti alla fiducia in 14 mesi, Renzi ha calpestato ogni principio fondamentale della democrazia e ha trasformato una Repubblica parlamentare in un sistema presidenziale. Il golpe strisciante sta arrivando al traguardo.
L’articolo 67 della Costituzione salvaguarda la libertà di giudizio e di voto di ogni membro del Parlamento. Renzi ha sostituito 10 deputati dissidenti e ha licenziato 3 Senatori che non erano d’accordo con lui, violando ogni principio di libertà, indicando chiaramente al resto dei piddini che chi vuole mantenere il suo posto deve ubbidirgli ciecamente, mentre a livello locale ben 120 membri del Pd sono stati cacciati solo per divergenza di opinione.
Questa non è più una democrazia dove si respira aria di libertà. E’una tirannide dove si governa col ricatto e l’abuso.
La legge elettorale fu concordata nel patto del Nazareno ma da allora è stata così tanto modificata che Berlusconi non la riconosce più e tutte le modifiche sono state fatte da Renzi solo andando contro l’antico socio, a dimostrazione lampante che chiunque pretenda di cucinare qualcosa assieme a Renzi perderà pentola e coperchio, perché questo cialtrone due sole cose sa fare: mentire e tradire.
.
I motivi di incostituzionalità dell’Italicum sono gli stessi del Porcellum:
-il premio di maggioranza delineato dal Porcellum è incostituzionale, perché altera il principio della parità dei voti, tant’è che i seggi ottenuti dal Pd sono stati 232 in più di quelli attribuiti al M5S sebbene il m5S avesse avuto col voto italiano 44.000 voti in più
-non siamo tornati alle preferenze perché coi capi lista bloccati, Renzi e gli altri
capipartito si nomineranno da soli e alla faccia degli elettori 450 deputati su
630 (300 per i tre grandi partiti, circa 60 per la Lega e i cespugli sopra al
3%).E anche i 200 deputati che gli elettori riuscissero a scegliere saranno comunque nella rosa dei 6 sempre nominati da boss di partito, per cui parlare di scelta democratica diventa ridicolo.
.
Antonio P.
Cercate di capire che è non l’Italicum da solo (al di là di evidenti principi di incostituzionalità esattamente uguali al Porcellum, vedi preferenze e premio di maggioranza) il grande scandalo, ma combinato con la riforma del Senato si crea un pericoloso squilibrio di potere,.
Questo Italicum rischia di annullare le opposizioni (tranne che al ballottaggio). Già il fatto che si parta con una coalizione allontana il M5S. Ma poi un Senato di nominati, provenienti dalle Regioni, unito a questa Camera eletta con listini quasi bloccati e con un maggioritario, porterà ad elezioni di Presidenti della Repubblica, Consulta, e Csm, non più dipendenti dal Parlamento ergo dalla rappresentanza del popolo, ma quasi unicamente del volere del capo di un solo partito.
Praticamente la maggioranza si eleggerà da sola gli organi di garanzia.

Uno dei due parla bene inglese ed è ingegnere elettronico laureato a Oxford: purtroppo per noi è quello a sinistra.

TRAVAGLIO

323 voti, lo stesso numero con cui dieci anni fa passò il Porcellum
Gli analfabeti che hanno scritto la legge, ultimo frutto bacato del Nazareno, non si sono neppure posti il problema di cosa succederà in futuro: come tutti i politicanti da strapazzo, non vedono al di là del proprio naso e non immaginano i danni che può provocare una norma in futuro, anche quando gli attuali fruitori non ci saranno più.
Mattarella, come ha detto la costituzionalista Carlassare – non ha che da leggere la sentenza n.1/2014 della “sua” Consulta sul Porcellum per rispedire alle Camere l’Italicum per gli stessi motivi
Altrimenti ci sarà il referendum abrogativo. E dal comitato referendario potrebbe persino sbocciare – come ai tempi di Segni – una nuova leadership di vera opposizione al renzismo arrembante, accanto alle forze che hanno sempre tenuto la barra dritta (M5S, Sel e FdI) e al posto delle anime morte che se la tirano da oppositori ma non lo sono mai stati. Se l’Italicum è passato in terza lettura è anche grazie alla cosiddetta minoranza del Pd, che solo in extremis e fuori tempo massimo ha trovato il coraggio di votare No, dopo aver votato Sì (o essere uscita dall’aula) le altre due volte.
Ed è soprattutto grazie a Forza Italia, che oggi grida al golpe dopo aver collaborato a scrivere e a votare la porcata nei mesi del Nazareno. Senza dimenticare la Lega Nord, che oggi fa fuoco e fiamme, ma l’estate scorsa prestava al Governo il suo Calderoli come co-relatore della controriforma del Senato.
…Gabellare il voto di ieri per un mezzo successo, come fa Bersani, noto esperto in “non vittorie”, è ridicolo: se un Parlamento in maggioranza contrario all’Italicum lo approva – pur con margini risicati – la vittoria è di Renzi, non dei suoi avversari veri o presunti. I quali, certo, potranno fargliela pagare al Senato, dove i numeri del premier sono molto più traballanti. Ma questo riguarda i loro giochini di potere, non l’interesse dei cittadini di riprendersi il diritto di scegliersi i parlamentari. Quel diritto è ancora una volta conculcato. Col trucchetto dei capilista bloccati, entreranno a Montecitorio all’insaputa degli elettori il 60,8% dei deputati: 375 nominati su 630 (nei 100 collegi nazionali, se si votasse oggi, passerebbero i 100 capilista del Pd, i 100 del M5S, i 100 di FI, più quelli della Lega nelle Regioni del Nord e degli altri partiti che supereranno qua e là la soglia di sbarramento). E questi – se passasse pure la controriforma del Senato – andrebbero ad aggiungersi ai 100 sindaci e consiglieri regionali nominati Senatori dalle Regioni. Cioè: nel Parlamento,che elegge i presidenti della Repubblica e parte dei membri della Consulta e del Csm, siederebbero 475 nominati (due terzi) e 242 eletti (un terzo).
Il record occidentale di antidemocrazia.Vedremo che ne sarà del nuovo Senato, che com’è noto – se si votasse domani – verrebbe eletto col proporzionale puro disegnato dalla Consulta (l’Italicum vale solo per la Camera): per rimpinzarlo di nominati, Renzi dovrà imporre il suo diktat anche a Palazzo Madama. E lì si parrà la nobilitate della sua cosiddetta minoranza interna, che ha più che mai i numeri per salvarci almeno da quello scempio. Al momento, comunque, Renzi ha vinto. Ha vinto con i ricatti indecenti, con le fiducie antidemocratiche e con le solite menzogne (…)

TRAVAGLIO

Il partito che vince governerà con 340 deputati su 630 (maggioranza minima 316), il che significherà che gli basterà perderne 25 per perdere la maggioranza. Si pensi che l’altro giorno ne ha persi 50 e dunque avrebbe dovuto dimettersi o fare le larghe intese col cdx o col M5S.
(Renzi voleva la governabilità assoluta) Ma anche col Mattarellum: nel ’94 si ebbe la certezza che aveva vinto e avrebbe governato Berlusconi, nel ’96 Prodi e nel 2001 ri-Berlusconi. E persino col Porcellum: nel 2006 si ebbe la certezza che aveva vinto e avrebbe governato Prodi, e nel 2008 tri-Berlusconi. L’unica incertezza fu nel 2013, ma non a causa della legge elettorale, bensì degli elettori che si divisero in tre blocchi anziché in due. La stessa situazione di oggi, almeno secondo i sondaggi. Tito è convinto che ora l’Italicum raddrizzerà le gambe agli elettori, stringendoli in una camicia di forza “bipolare, se non bipartitica” con “due grandi aggregazioni”. Addirittura “per la prima volta il sistema elettorale è in grado di determinare il sistema politico”. Ohibò, e come? Con l’Italicum, esattamente come col Porcellum, chi arriva primo ha il premio di maggioranza. Ma al primo dissenso interno il governo cade. E all’opposizione le altre aggregazioni sono tante quante decidono gli elettori.
Sincero democratico, Tito auspica una salutare “sconfitta pedagogica” con “probabile ridimensionamento” dei 5Stelle, se gli “elettori grillini” non “sceglieranno con chi stare al secondo turno” fra destra e sinistra. Ma i seggi, a parte il premio al vincitore, verranno distribuiti in proporzione ai voti presi, dunque non si capisce di che stia parlando. Tantopiù che, in caso di ballottaggio, nessun apparentamento è consentito con i due partiti vincitori del primo turno.
Dulcis in fundo, annuncia festoso Tito, “finalmente i cittadini potranno indicare gli eletti e i partiti torneranno a selezionare la classe dirigente”. Ma finalmente rispetto a quando? Era così col proporzionale della Prima Repubblica ed era così col maggioritario corretto del Mattarellum, mentre non era così col Porcellum e non sarà così neppure con l’Italicum: circa 400 capilista bloccati, cioè nominati dai capi, vanno dritti e filati a Montecitorio anche se nessuno li ha votati. E questa, per il nostro eroe, è addirittura “una rivoluzione”.
.
Quello che disse Sergio Mattarella nella Dichiarazioni di voto Ddl di revisione Costituzionale: voto della Camera dei Deputati – 20 ottobre 2005

“Oggi, voi del Governo e della maggioranza state facendo la «vostra» Costituzione. L’avete preparata e la volete approvare voi, da soli, pensando soltanto alle vostre esigenze, alle vostre opinioni e ai rapporti interni alla vostra maggioranza.
Il Governo e la maggioranza hanno cercato accordi soltanto al loro interno, nella vicenda che ha accompagnato il formarsi di questa modifica, profonda e radicale, della Costituzione. Il Governo e la maggioranza – ripeto – hanno cercato accordi al loro interno e, ogni volta che hanno modificato il testo e trovato l’accordo tra di loro, hanno blindato tale accordo. Avete sistematicamente escluso ogni disponibilità ad esaminare le proposte dell’opposizione o anche soltanto a discutere con l’opposizione. Ciò perché non volevate rischiare di modificare gli accordi al vostro interno, i vostri difficili accordi interni.
Il modo di procedere di questo Governo e di questa maggioranza – lo sottolineo ancora una volta – è stato il contrario di quello seguito in quest’aula, nell’Assemblea costituente, dal Governo, dalla maggioranza e dall’opposizione di allora.
Siete andati avanti, con questa dissennata riforma, al contrario rispetto all’esempio della Costituente, soltanto per non far cadere il Governo.
Ancora una volta emerge la concezione propria di questo Governo e di questa maggioranza, per cui chi vince le elezioni possiede le istituzioni, ne è il proprietario. E’un errore, una concezione profondamente sbagliata. Le istituzioni sono di tutti, di chi è al Governo e di chi è all’opposizione. La cosa grave è che, questa volta, vittima di questa vostra concezione è la nostra Costituzione ”
..
UN FUTURO PEGGIORE DEL PRESENTE
Domenico P.

Occuparsi delle cose è politica, ma anche fregarsene è politica. Tutto è politica. Questa l’hanno detta non so quanti professoroni. Ma io non sono nessuno. Guardo le cose che accadono intorno a noi come fanno tutti. E parlando di quanto è accaduto, potrei dire che i Black Block hanno fatto salire il PIL, sfasciando vetrine e bruciando auto. Fatti che le ragioni del Capitalismo non può razionalmente negare. Ecco che proprio di fatti e ragione volevo dire. Quando si è ricostruito, il mondo usciva dal disastro della guerra mondiale, e i fatti che sono seguiti, il boom economico, la trasformazione urbana e la cosa pubblica lasciata in mano all’incompetenza ed alla ruberia, ci è sembrato uno scorrere ineluttabile, e poi eravamo distratti dalla voglia di vivere. Ma all’ombra del muro che divideva il mondo, in ogni angolo, non c’era tempo per perseguire il buono, il giusto, il bello. Oggi, non averlo fatto, ci ha precipitato nella cupa prospettiva di un divenire senza futuro. Perché un futuro che si prospetta peggiore del presente, vuol dire non avere futuro. E non è semplicemente una questione di crescita e consumo. Gli sconfitti del sogno socialista guardano dalle loro macerie, i prossimi saranno gli sconfitti del fanatismo mercantile, i quali, trionfanti su un podio di sabbie mobili, scelgono dogmaticamente di perseguire l’idiozia del libero, libero, liberissimo mercato, mercato, mercato. Ecco però che, come il socialismo reale non poteva garantire la sobria felicità della società di massa, strozzato dalla violenza della burocrazia e della nomenklatura, così i liberisti si illudono che la società basata sul mercato possa garantire la giustizia del libero mercato. Ma i libero mercato non esiste. Almeno non per tutti quei servizi che il cittadino utilizza. Si tratta esclusivamente di liberi oligopoli, nel senso che sono liberi di non dare conto a nessuno del loro operato, che l’informazione vuole venderci come libero mercato, che, forti della loro rendita di posizione, arricchiscono se stessi e la loro pletora di accoliti. Bene. La domanda allora è: ” si può spezzare la narrazione egemonica che chiunque può raggiungere il suo posto nella società? Un posto fatto di benessere, ricchezza e libertà ?” La risposta è no. Non con questa classe politica e ancor più con questa informazione. Oggi il potere coopta le sue classi dirigenti, allevate nelle scuole ad accesso selezionato,classi che occuperanno, col concetto banale di casta, i posti di comando e le stanze dei bottoni. La massa acritica, stipendiata, più o meno plagiata, nei comportamenti, negli usi e nei consumi, galleggia come mucillaggine nel mare della loro inesistenza, sostiene ora una parte ora l’altra e non è capace di sradicare una visione che, solidamente, proietta ora l’ologramma di una società ora di destra ora di sinistra, ma mai del cambiamento. Ed i movimenti di opposizione hanno il ruolo del servo di scena, utili idioti per giustificare con la loro presenza l’esistenza della libertà e della democrazia. L’opulenta classe dirigente che governa non potrà mai risolvere il problema dell’ambiente, dei trasporti, della casa, della sanità, del lavoro. Le lobby hanno bisogno che il sistema non risolva le questioni che sono alla base di tutti i loro profitti. Tutti quelli che scelgono di credere alle favole si accomodino in sala, si proietta la replica dell’inutile. Fuori dalla sala, le persone vere soffrono, lottano e muoiono. Senza avere voce per gridare.

(Di fronte alla Merkel c’è ancora qualcuno che tira fuori i coglioni)

L’UE E VAROUFAKIS
Berluscameno

Quando non è più possibile scherzare col fuoco.
In Italia abbiamo sei milioni e mezzo di persone pronte a lavorare ma che o hanno perso la speranza di trovarlo o sono disoccupati (tremilioni e trecentomila, il 13,2 % del totale della forza lavoro)! E “quello” ci dice che con l’ EXPO riparte l’Italia !
Starà scherzando: il lavoro non si crea strombazzando per tutti media le magnifiche virtù terapeutiche dell’EXPO, strumento creato “ ad hoc per annullare la crisi globale creata ad arte da qualcuno per infinocchiarci.
Per fare investimenti produttivi e quindi creare lavoro- a sua volta produttivo –occorre iniettare molti capitali (“palanche” vere!) nella nostra economia atrofizzata da economisti incompetenti, ma profondamente “saccenti” perché nella loro gioventù hanno letto (male) qualche testo di Marx.
La domanda di beni sul mercato “si crea” solo con la diminuzione drastica della disoccupazione tramite denaro, denaro e ancora denaro ma destinato esclusivamente e prioritariamente agli investimenti reali produttivi.
Non sono le “chiacchiere” effettuate tramite i nostri vari media “mainstream” a produrre lavoro per i nostri giovani disoccupati.
Occorre che i nostri “furbetti del governino” si procurino i denari necessari a creare lavoro in Italia copiando l‘esempio che ci viene dalla Germania: è la banca pubblica tedesca KFW che preleva i “denari fruscianti” dalla BCE (della UE) e li “passa” – pari pari – al Governo tedesco della Merkel. Quel Governo- da Lei diretto con pugno di ferro – sa come e cosa fare per fornire di “denaro contante” le industrie manifatturiere tedesche e dei relativi servizi pubblici che creano l’occupazione in Germania .
Imparate ignoranti, imparate!
E non prendetevela con i ragazzini che sanno che gli state preparando -per il loro futuro solo -una “bella miseria” ed una magnifica e certa disoccupazione “a tempo indeterminato”!
Ma con quale coraggio “i nostri “governanti e quelli dell’UE se la prendono con un ministro delle finanze greco che manda coraggiosamente “a cagare” (nel vero senso del termine) quella congrega di lestofanti che vorrebbero definirsi un esempio di Governo globale per l’umanità intera?
“Lo stesso giorno in cui a Riga, dopo l’ennesimo incontro finito con un nulla di fatto, i rappresentanti europei lanciavano bordate di insulti contro il ministro Yanis Varoufakis (chiamato “dilettante, perditempo, giocatore d’azzardo”), l’economista greco ha pubblicato sul sito “Social Europe” un articolo, dal titolo “A new deal for Greece”, che con ogni probabilità riproduce pari- pari quello che ha detto nella riunione e che ha provocato la reazione infuriata dei partner europei.
Vale la pena di leggerlo, quell’articolo, scritto in maniera piana e semplice, perché spiega molto bene che cosa la Grecia vorrebbe e permette- inoltre – di giudicare se l’esplosione di rabbia degli interlocutori sia stata giustificata.
Quello che si vuol far credere all’esterno è che i Greci vogliano aiuti senza dare niente in cambio, rifiutano “le riforme”, insomma stanno provando a strappare delle concessioni che permettano loro di campare alle spalle degli altri europei senza correggere quel che non va nella loro economia. La realtà è molto diversa.
Il fatto è che si vuole imporre alla Grecia una serie di misure, alcune delle quali non hanno nulla a che fare né con l’aggiustamento dei conti né con il miglioramento dell’economia, e rispondono a due precise caratteristiche:
1)- segnano una perfetta continuità con la “cura” imposta fino ad ora, che ha ridotto il Paese allo stremo e provocato un’impennata a livelli stratosferici del rapporto debito/Pil;
2)-e sono profondamente “reazionarie”, mirando a cancellare il ruolo dello Stato Greco e a riportare indietro di un secolo i rapporti di lavoro.
Il tono dell’articolo di Varoufakis è tutto l’opposto di quell’atteggiamento “strafottente” di cui più volte è stato accusato. E’ invece molto conciliante, e fin dall’inizio afferma che “tre mesi di negoziati hanno portato il Governo greco e i partner europei e internazionali a molte convergenze sui passi che sono necessari per superare anni di crisi economica e ottenere una ripresa sostenibile”. Subito dopo ribadisce che “noi e i nostri partner siamo già d’accordo su molte cose”, e ne elenca una serie:
a)-il sistema di tassazione da riformare e le autorità che lo gestiscono da sottrarre a influenze sia politiche che delle grandi corporation;
b)- la previdenza “malata”;
c)-il circuito del credito interrotto;
d)- il mercato del lavoro troppo segmentato e la produttività che non cresce;
e)-la pubblica amministrazione da modernizzare e un migliore utilizzo delle risorse pubbliche;
f)-gli ostacoli burocratici alla nascita di nuove imprese;
g)-la concorrenza nel mercato dei prodotti.
h)-E solo alla fine aggiunge: una disuguaglianza “atroce”, cosa di cui presumibilmente i suoi interlocutori se ne impipano.
“Siamo anche d’accordo, prosegue Varoufakis, sul perseguire il consolidamento fiscale: ma quello su cui dissentiamo- in modo totale- è il metodo”

LA BCE VIOLA IL PROPRIO STATUTO: DOV’E’ CHE PERSEGUE LA CRESCITA, LA PIENA OCCUPAZIONE E LA SOLIDARIETA’?
Berluscameno

Tutto è inutile e ci lasciano solo la resa ?
“MARIO DRAGHI CONFESSA CHE LA BCE VIOLA IL SUO STESSO STATUTO”.
“La Bce sostiene le politiche economiche generali dell’Unione Europea al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea”. Tra questi, una “crescita equilibrata“, la “piena occupazione“ e “la solidarietà tra Stati membri”.
Da oltre due anni, alcuni studiosi della materia stanno facendo opera di informazione sui poteri e gli obiettivi statutari della BCE, combattendo una battaglia “vera “ contro l’ignoranza quasi universale in materia e la DISINFORMAZIONE strumentale messa in campo dalla stessa BCE, il cui Presidente, Mario Draghi, in tre anni e mezzo dacché ha ricevuto il mandato, non ha mai menzionato “il secondo obiettivo statutario”, con la complicità dell’Unione europea, che nel suo sito scrive di un solo obiettivo – la stabilità dei prezzi –ma esiste anche nel Trattato –come sopra riportato – l’obiettivo della “CRESCITA , della PIENA OCCUPAZIONE E DELLA SOLIDARIETA”.
Dopo le” bugie per omissione” sia della BCE che dell’UE, circa gli “obiettivi statutari della BCE”, quanto sopra riportato è LA PROVA REGINA della sua palese violazione statutaria.
Non si può che rimanere costernati sia del comportamento illecito della Banca Centrale Europea (BCE), del suo Presidente e degli altri membri del Consiglio direttivo, sia del fatto che questa gravissima violazione, che tanti danni e miseria arreca ai popoli dei Paesi del sud Europa , continui a non suscitare scandalo e quindi un’adeguata “azione legale”.
Ed allora come non sottolineare e non fare risaltare il coraggio del ministro della finanza greco quando le sue tesi economiche riferite alla Politica economica posta in atto dalla UE nei confronti della Grecia sono del tipo sotto riportato .
“Quello seguito finora consisteva nel fissare un obiettivo futuro (il 120% di debito/Pil nel 2020) e in base a quello determinare l’avanzo primario di bilancio che dovrebbe permettere di raggiungerlo, in base a” ipotesi arbitrarie” su crescita, inflazione, ricavi delle privatizzazioni e così via.
Ma perseguire quel livello di avanzo getta il Paese Grecia in una “trappola dell’austerità”:
“abbatte la crescita” e di conseguenza fa mancare gli obiettivi.
E’ appunto per questo, conclude l’economista, che i precedenti piani di consolidamento fiscale hanno sbagliato le previsioni in modo così “spettacolare”.
Chi può avere il coraggio di affermare che ha torto?
Ma c’è un secondo ostacolo, prosegue il ministro: la “trappola delle riforme”.
Il precedente programma che i nostri partner continuano a sostenere in modo inflessibile è basato sulla “svalutazione interna” con tagli di salari e pensioni, eliminazione delle protezioni per i lavoratori e massimi ricavi possibili dalla vendita di beni pubblici.
“Ma neanche questa ricetta ha funzionato”:
è vero, abbiamo raggiunto il pareggio della bilancia commerciale, ma nonostante la forte riduzione di salari e costi l'”export non è aumentato”, e il pareggio è stato raggiunto solo a causa di un drammatico calo delle importazioni. “
“Occorre aumentare la domanda di beni per il mercato ,mediante finanziamenti (pubblici o delle banche) alle imprese reali piccole,medie e grandi per la creazione di nuove fabbriche produttive e quindi diminuire drasticamente la disoccupazione.
Diminuire ancora i salari non risolverebbe nulla, così come è sbagliato pensare di risolvere il problema delle pensioni con altri tagli: quello che serve è “aumentare l numero degli occupati” e combattere il lavoro nero”.
Le posizioni espresse da Varoufakis non costituiscono una novità clamorosa.
Sono le stesse sostenute dalla maggior parte degli economisti e dei commentatori indipendenti e persino dalla più autorevole stampa di orientamento liberale come l’ Economist o il Financial Times.
Il più autorevole commentatore di quest’ultimo, Martin Wolf, qualche giorno fa ha anche ricapitolato alcune cifre che dimostrano quale “pazzesca stretta” abbia già subìto la Grecia:
“Tra il 2009 e il 2014, il saldo di bilancio primario (esclusi gli interessi sul debito) si è ridotto del 12 per cento del prodotto interno lordo, il disavanzo di bilancio strutturale del 20 per cento del Pil e la bilancia delle partite correnti del 12 per cento del Pil.
Fra il primo trimestre del 2008 e l’ultimo trimestre del 2013, la spesa in termini reali dell’economia greca è scesa del 35 per cento e il Pil del 27 per cento, mentre la disoccupazione ha toccato un livello record del 28 per cento della forza lavoro.
Sono aggiustamenti di enormi proporzioni”.
Perché, dunque, Varoufakis ha scatenato la rabbia degli interlocutori, che lo hanno anche accusato di voler fare loro una lezioncina accademica, comportandosi cioè da professore invece che da ministro?
“Perché l’Europa di Schaeuble, Katainen, Dijsselbloem (uno che ha studiato dalle suore) e dell’inesistente Moscovici se ne “infischia “di cosa serva davvero a superare la crisi anche agli altri Paesi del Sud Europa”.
Vuole imporre la sua “politica reazionaria” e non può permettere che la Grecia o altri Paesi UE sfuggano alla morsa.
Varoufakis è un “dilettante” perché dimostra di non voler accettare questa logica, si rifiuta di capire che la soluzione può essere una sola:
Lui (e tutti gli altri Paesi del Sud Europa)devono cedere al ricatto della Troika” .
Ora Tsipras, di fronte all’inasprirsi dei toni e pressato dall’imminente disastro (default Greco), ha di fatto sacrificato Varoufakis, pur senza sconfessarlo.
Resta da capire se sia un atto di resa definitiva. Che avrebbe -però -pesanti ripercussioni interne:
la sinistra di Syriza, che conta per almeno il 30% del partito, non accetterebbe mai questo sbocco, che aprirebbe la strada a scenari difficili da prevedere.
Ma può anche darsi che questo sia un estremo tentativo di arrivare a un accordo che non ricalchi la strada disastrosa seguita nel passato.
Vedremo nei prossimi giorni se il “sacrificio” della verità di Varoufakis sarà servito a qualcosa.
.
FLUSSI DI VOTI
Viviana Vivarelli

C’è chi continua ad accusare il M5S di aver ‘rubato i voti alla destra.
Gli elettori sono elettori e basta e possono cambiare opinione. Sempre Italiani sono e non hanno scritto in faccia un logo per cui qualcuno li respinge se il logo di provenienza non gli piace. Chiaro che se ne nasce un partito nuovo, prende voti da quelli vecchi. E allora? Il voto è variabile, non è un marchio a vita.
Alle politiche il Pd aveva perso aveva perso 3 milioni e mezzo di voti, un terzo del suo elettorato, ne ha ripresi alle europee grazie agli 80 euro, ma quelli che hanno votato Renzi si sono ben presto ricreduti. Vogliamo parlare delle centinaia di migliaia di tessere perse dal Pd? Vogliamo spiegare come mai alle primarie c’è stato un tale calo di votanti che hanno dovuto pagare cinesi e marocchini e persino rom per far numero? Vogliamo ricordare anche che Renzi ha vinto grazie ai voti del berlusconiani? O che alle primarie, che una volta era oneste, Bersani prese 1.395.096 voti e Renzi con primarie taroccate ha preso 1.104.958 voti? E ora lo vedi dove è finito Bersani. E Renzi farà la stessa fine che ha fatto fare a Letta. Il male torna sempre indietro.
.
Visto che la percentuale dei votanti italiani alle europee è stata del 58,68%
40,8 x 58,68 : 100 = 23,94 %
non 40,8 %.
Ciò vuol dire che Renzi grazie agli 80 euro ha riscosso il voto di 2 elettori su 10. Ma i non elettori sono molti di più. Attenti che una massa silenziosa non è detto che lo resti per sempre e potrebbe riservare amare sorprese!
Ed essere votati solo dal 23 % degli elettori non garantisce nessuna solida maggioranza e non dovrebbe permettere di fare violenze costituzionali. Tanto più che il consenso a Renzi sia pure ottenuto con la mancetta dubbia degli 80 euro è in costante calo. Sei punti persi in un anno e non è poco.
.
Province non elettive
Senato non elettivo
Camera di yesman
dissidenti sostituiti o licenziati
liste di nominati
capilista bloccati
sindacati inascoltati
38 decreti imposti alla fiducia in un solo anno
stato sociale in smantellamento
statuto del lavoro al cesso
licenziamenti liberi
succubanza al Fm
politici in aumento alla Consulta
Corte dei Conti azzittita
Costituzione fatta a pezzi
delinquenti a piede libero
primarie di marocchini e cinesi
patti del Nazareno
bavagli, ghigliottine e canguri
media embedded
opposizione strangolata
premier in overdose di accentramento di potere
Davvero una bella democrazia!!
.
Mariano Giusti
Pensate che diamo a Renzi di fascista per pura antipatia? No. Gli stiamo dando del fascista perché il fascismo è un regime fondato sul ribaltamento del principio di subordinazione tra potere esecutivo e potere legislativo: nella democrazia liberale è l’esecutivo ad essere subordinato rigidamente al legislativo, mentre in un regime autoritario è l’opposto, è cioè il potere esecutivo che impone la sua agenda e le sue scelte a quello legislativo. Dunque il renzismo è oggettivamente un regime autoritario.
Renzi è un nemico della democrazia. I fatti nudi e crudi, e non le opinioni, lo confermano.

L’ANTI-EUROPEISMO DI DRAGHI E SCHAEUBLE
Berluscameno

Come al solito la stampa italiana eccelle nell’ arte di disinformare.
Sulla scia della fallimentare e lugubre riunione dell’Eurogruppo svoltasi a Riga il 24 aprile scorso, il premier greco Alexis Tsipras ha deciso di formare un apposito direttorio destinato a relazionarsi con gli “usurai internazionali” che si nascondono sotto le insegne della Troika.
Tutti gli italici giornalisti, oramai incapaci di scrivere una cosa vera neppure per sbaglio o per mera disattenzione, hanno subito brindato al presunto commissariamento del “perfido” Yanis Varoufakis, Ministro delle finanze greco notoriamente poco gradito ai Banchieri “cravattai” europei .
Le ragioni che spingono i membri dell’ Ecofin a nutrire un astio così profondo nei confronti dell’economista ellenico (vicino alle posizioni di Galbraith) non sono chiarissime. Ma siamo sicuri che la lettura offerta dai media sia quella più corretta?
Dal punto di vista” macroeconomico” tanto Varoufakis quanto Tsakalatos sono concordi nel rigettare la prospettiva dell’austerità ad oltranza; su un piano strettamente geopolitico, invece, Varoufakis appare molto più europeista di Tsakalatos. Non è stato forse Varoufakis a lanciare l’idea di un “New Deal” per l’Europa? Sempre lui ha sempre categoricamente escluso una uscita della Grecia dall’euro in vista della realizzazione di una compiuta e democratica integrazione politica.
Al contrario Tsakalatos non ha mai fatto mistero di ritenere possibile un ritorno alla Dracma di fronte al fallimento dei negoziati. Dunque la scelta di Tsipras di affidare il prosieguo delle trattative con i creditori a Tsakalatos significa una cosa sola: la Grecia è pronta a tornare alla moneta nazionale.
I Maestri Venerabili Draghi e Schaeuble, protetti da una retorica ipocrita, sono in realtà degli “antieuropeisti convinti”, bravissimi nel fomentare i popoli del sud contro quelli del nord, e viceversa, nella speranza di impiantare in prospettiva nel cuore del Vecchio Continente nuove e più raffinate forme di nazismo. Il “povero” Tsipras, forse ammaliato anch’egli dalla martellante propaganda, credeva che l’europeismo sbandierato dalle classi dirigenti dei Paesi UE fosse autentico. Ora, dopo mesi passati a subire umiliazioni e calci in bocca, ha dovuto fare i conti con la realtà.
I “Banchieri padroni” hanno deciso di abbandonare Atene al proprio destino. Il gotha massonico reazionario che governa la Ue non intende cedere di un millimetro, rimanendo fermo sulle posizioni di partenza: o Tsipras cede su tutta la linea o toglie il disturbo, “tertium non datur”. Alla faccia della solidarietà europea!
La vera causa del fuoco di sbarramento a Varoufakis sta nel pacchetto di riforme che il Ministro ha proposto recentemente per evitare il Grexit.
Poiché quel pacchetto è risultato inviso ai “bankster americani “molto più di quanto non lo era già il Grexit, la parola d’ordine dei “ Banchieri padroni globali” è stata: “fate in modo che il Ministro cada e se non basta procurate nuove elezioni”.

CHI COMANDA DAVVERO IN EUROPA?
Berluscameno

Wolfang Schaeuble e Mario Draghi, membri forti della “Der Ring”, superloggia violenta e pericolosa che vanta stretti legami con la “Hathor Pentalpha” fondata da Bush padre.
Non a caso, sia il Ministro delle finanze del Governo Merkel che il banchiere centrale UE –BCE – hanno di fatto deciso di blindare “l’austerità” in Europa anche a costo di rompere il tabù dell’unione monetaria. Schaeuble spinge chiaramente per il “grexit” mentre Draghi, da perfetto ipocrita, impedisce al Governo greco di rifinanziarsi.
Perché le élite europee sono ora disposte a rinnegare la presunta “irreversibilità” dell’euro? Perché, come è ormai chiaro da anni, l’euro non è un fine ma un mezzo.
Il fine è l’impoverimento generale dei popoli europei, da “schiavizzare” attraverso la creazione di “finte crisi” che legittimano dappertutto il varo di controriforme dal sapore medievale. I governanti nazionali “complici di Bruxelles” hanno bisogno di appellarsi continuamente ad un “vincolo esterno” (l’euro per l’appunto) per legittimare l’applicazione di misure altrimenti inspiegabili razionalmente.
Fino a quando tutti recitano la stessa parte in commedia, leggendo cioè un identico copione fatto di “stabilità”, “conti in ordine” e “riforme strutturali”, è possibile ammantare di “nobile europeismo” una manovra in realtà pensata per decimare e “violentare” i ceti medi e proletari. Se uno solo degli interpreti esce fuori dal coro, però, la recita non può più andare in onda. Ecco perché adesso l’élite europea può tranquillamente dimostrare al mondo di non avere affatto a cuore “l’unità europea”, maschera che serve solo a celare ben altri ignobili obiettivi.
Preso atto dell’impossibilità di proseguire ancora a lungo sulla strada del rigore, evidentemente rigettato nelle urne dai diversi popoli europei, cosa si inventeranno adesso i Maestri Venerabili che dirigono le “officine massoniche” più reazionarie del Pianeta?
Le classi dirigenti europee non sono affatto spiazzate dal corso degli eventi.
Anzi, le cose stanno andando esattamente come i vari Schaeuble e Draghi avevano da tempo immaginato. Dopo anni passati a fomentare le pubbliche opinioni del nord contro le “cicale del sud” e, di converso, quelle del sud contro “gli egoisti del nord”, sono oggi presenti in Europa tutte le precondizioni necessarie per re-impiantare una sorta di nazismo 2.0. Il “politburo di Bruxelles”, affiancato sul piano globale dalle solite Ur-Lodges reazionarie, farà fallire l’esperimento Tsipras in Grecia al fine di aprire la strada ai fascisti di Alba Dorata.
Si tratta di un esperimento da trasferire poi su tutto il Vecchio Continente.
Il crescente malcontento popolare verrà sopito a manganellate, ordinate da forze intrinsecamente antidemocratiche arrivate al potere proprio cavalcando l’astio antieuro.
Perché Salvini, ad esempio, difende con tanta foga i macellai della scuola Diaz?
Non è illusorio pensare di instaurare nuovi regimi nazisti in Paesi che, come la Francia o l’Italia, vantano una lunga tradizione democratica? No.
I massoni neonazisti che guidano la Ue non sono esaltati né sprovveduti. Il ritorno del nazismo nel cuore dell’Europa non sarà frutto di un colpo di teatro, ma il naturale epilogo di un percorso lento e paziente. Il “terrorismo finanziario” è servito per eliminare il welfare e “svuotare la democrazia sostanziale”. Per eliminare le libertà civili e politiche serve invece il “terrorismo vero”.
Sull’onda dell’eccidio dell’undici settembre (pianificato dai vertici della “Hathor Pentalpha”) il Governo americano varò il pessimo “Patriot Act”. Sulla scia della strage di “Charlie Hebdo” il Governo Hollande ha pensato ora di restringere il perimetro dei diritti in Francia.
L’Europa rischia oggi di essere attraversata da tensioni fortissime, create al riparo delle logge reazionarie dai soliti apprendisti stregoni che “odiano” il concetto stesso di sovranità popolare. I vari Schaeuble , Draghi, la Merkel ed il suo scudiero Padoan non consentiranno mai alla “plebe europea” di recuperare spazi decisionali…
.
TRAVAGLIO: CARO PRESIDENTE MATTARELLA

Un poco alla volta l’Umanità cercò la propria strada, tra errori e orrori indicibili, costruendo la storia. Le forze si scontrarono nuovamente, punti segreti tenuti celati cominciarono ad agire, attendendo gli inviati finali. Vennero i messia, eroicamente le vite furono donate e spese per un fine più alto. I piani della realtà e del tempo si separarono, in questa lotta disperata furono messe in gioco forze antiche conservate come ultima possibilità.
Antichi compagni di giuramenti, ai limiti del tempo, furono richiamati, cavalieri potenti che avevano dimenticato ogni cosa, persi a causa del Nemico.
Era giunta l’ora delle battaglie finali (l’Italicum….), armi segrete (droni….) dovevano essere oculatamente predisposte, le forze magiche ridestate appieno… Ci sono ricadute nel Male ma sono malattie superabili dalla potenza antica contenuta in quelli che, in parte ridestati, sono stati chiamati alla nuova era, alla battaglia, alla guerra di liberazione dell’umanità; con forza e pazienza, con coraggio e consapevolezza il Libero Arbitrio guidato con decisione porta alla salvezza, ciò è possibile!
“.

(Da un testo di Oberto Airaudi, fondatore e ispiratore della Comunità Spirituale di Damanhur).

Sauro
Concetto di USURA.
L’usura (parola latina per interesse) è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o impossibile, spingendo perciò il debitore ad accettare condizioni poste dal creditore a proprio vantaggio, come la vendita a un prezzo particolarmente vantaggioso per il compratore di un bene di proprietà del debitore, oppure spingendo il creditore a compiere atti illeciti ai danni del debitore per indurlo a pagare.
La Grecia. Stato Sovrano, di cultura millenaria, inserito a pieno titolo in Europa.
E’ di oggi una notizia su Bloomberg che gli ospedali greci sono “alla canna del gas”: non hanno ricevuto fondi dalle casse dello Stato da febbraio. Ci rendiamo conto di che cosa significhi questo, io credo.
Qual’è il TASSO DI SCONTO della Banca Europea = BCE ??? lo 0.15 (!!) Vuole dire che la BCE regala i soldi alle banche che poi, in teoria ma ripeto dieci volte, in teoria, dovrebbero rimetterlo nel circuito economico (seee come Pinocchio).
Ora, qualcuno di Voi è in grado di spiegarmi perché la BCE inonda di denaro GRATIS il circuito PRIVATO e il sistema finanziario, BCE inclusa, ed invece chiede allo Stato Greco un tasso del 28%????
Non è forse USURA, questa??
E non mi dicano i soloni economici che bisogna . Una unione seria, non come questa europetta da quattro soldi, che accettò la Grecia perché imposta dagli USA da bravi sudditi, con i bilanci truccati guarda caso da Goldman S. e JP Morgan, ma potrebbe comportarsi in maniera ben diversa, prestando alla Grecia non a tassi di usura, ma a quegli stessi tassi a cui lei presta il denaro alle banche ed ai privati.
Qui l’unica cosa da pagare è la VERGOGNA di essere “europei” di una europa (volutamente con la E minsucola) piccola piccola piccola così.
MI VERGOGNO
MI VERGOGNO
MI VERGOGNO.

LA LEGGE OBIETTIVO

La Legge Obiettivo fu inventata da Berlusconi per sorpassare, in nome della necessità ed urgenza, le tutele dell’ambiente e del leggi antimafia, ma Prodi invece di abolirla la elogiò
e in 70 anni l’Italia non è riuscita nemmeno a darsi una legge come hanno in tutti i Paesi per cui la ditta che ha l’appalto di un lavoro e trasgredisce i termini del contratto che ha firmato, per costi, tempi o qualità del lavoro, subisce delle pene così dure che deve poi smettere di lavorare per sempre.
Sarebbe la prima legge penale da porre per tagliare l’enormità di corruzione negli appalti
Ma ovviamente Renzi come i suoi predecessori si sono guardati bene dal porla.
.
Ancora un’alba sul mondo:
altra luce, un giorno
mai vissuto da nessuno,
ancora qualcuno è nato:
con occhi e mani
e sorride.

(David Maria Turoldo)

RIDIAMARO 🙂

Viviana
Se non li puoi battere deridili!
Ma non ho mai sentito di una guerra vinta a forza di risate.
.
Mariuccia
Calderoli, il padre del Porcellum chiede al padre del Mattarellum di intervenire contro il padre dell’Italicum
.
Alberto
Papa Francesco: «E’ uno scandalo che le donne vengano pagate meno». E che non possano dire messa.?
.
Legge elettorale, Renzi: «E’ in ballo la dignità del PD». Ultimo tango a Palazzo Chigi.
.
Sicilia: migliaia di dipendenti regionali in piazza. E tutti avevano timbrato.
.
Crisi economica, Renzi: «L’Italia si è rimessa in moto». Invece era un triciclo.
.
Renzi sbarca ad Hanoi. Poi torna, ahinoi.
.
25 aprile‬, oggi la festa per i 70 anni della mancata Liberazione da corruzione e degrado politico.
.
Mattarella: «Fermiamo i trafficanti di esseri umani». Rivolto al Gruppo Misto di Camera e Senato.
.
Renzi in visita a Pompei. Uno sguardo al futuro del PD.
.
Renzi: «Stop alla proliferazione delle armi». Finirà quindi di sparare cazzate?
.
Renzi chiedeva ai Comuni di indicare una scuola da sistemare. Per aiutarli a trovare la via ha sparso calcinacci come briciole..
.
Dopo il DEF che promette niente aumento delle tasse, la Corte Europea ha condannato Renzi per tortura dell’intelligenza altrui.
.
La disoccupazione torna a crescere. L’amara autoironia di un disoccupato ai tempi di Renzi: «Il lavoro mi perseguita, ma io corro più veloce»..
.
Quando D’Alema dà dell’arrogante a Renzi, difficile capire chi sia il bue e chi l’asino.
.
Maurizio Lupi, ministro delle Infrastorture e dei Trasporti mazzette.
.
Expo, l’80% dei cantieri è in ritardo. Expost.
.
I social, i selfie e l’effetto reality ci riserveranno un futuro popolato da esibizionisti e guardoni?
.
Salvini: «Non mi alleo con Berlusconi, siamo diversi». Uno col pelo sul petto, l’altro sullo stomaco.
.
Il Governo Renzi compie un anno. Sa già raccontare le bugie.
.
Il Jobs Act legalizza il mobbing. Mentre legalizzare la marijuana non sarebbe etico.
.
In Italia siamo arrivati ad un sistema capitalista con le tasse di un Paese comunista.
.
Renzi: «Grazie a me spariscono co.co.co. e co.co.pro.». Qua.qua.raquà.
.
La Lega va a caccia di voti al Sud. Son tutti leghisti coi terroni altrui.
.
Se Renzi mette il canone Rai nella bolletta elettrica mi dichiaro prigioniero politico e mi rivolgo al tribunale dell’Aja per crimini verso l’umanità.
.
Renzi-Berlusconi, scricchiola il patto del Nazareno. I due ladroni si disputano chi deve stare a destra.
.
Viviamo in una società dove la gente ha pochi selfie di colpa.
.
Il Papa: «Il diavolo esiste». Ti compra l’anima con 80 euro.
.
D’Alema: «Renzi spaccherà l’Italia». E’ un attestato di stima.
.
Grillo il clown, Renzi la scimmietta ammaestrata e Berlusconi il nano. Il Circo Massimo dell’Italia.
.
La minoranza contraria del PD ha votato a favore pur essendo contraria e aver promesso battaglia alla Camera. Interessante, mi sembrano le parole di uno strappo di carta igienica che promette battaglia allo sciacquone.
.
Renzi, D’Alema e Bersani. Il bullo, il brutto e il lassativo.
.
I fanatici dell’ISIS vogliono conquistare Roma. Si sono accodati a quelli del M5S.
.
Muore dopo essere stata anestetizzata. L’Italia dal Governo Renzi.
.
Renzi all’inaugurazione di una rubinetteria a Brescia. Di perdite se ne intende.
.
Italia in deflazione dopo 50 anni.
Renzi esulta: “E in soli 100 giorni!”
.
Recessione, il ministro Padoan ammette che la luce in fondo al tunnel è un lumino del cimitero.
.
Microsatira: Rischio default per elevata disoccupazione, ingente debito pubblico, emigrazione qualificata e giovanile alle stelle, Governo incapace di controllare le spese.
Italia? Ah no, Portorico. (noi c’avemo l’Italicus!)
.
Inglisc for Renzi – lesson namber uan
.
Pesce71
Prese il pane, lo spezzò e disse: “È di ieri”

GIORGIO GABER E LA DEMOCRAZIA

Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi, sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema, più democratico che ci sia. Dunque c’è, la democrazia, la dittatura, e basta. Solo due. Credevo di più. La dittatura in Italia c’è stata, e chi l’ha vista sa cos’è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia. Io da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che appena nasce è cattolico apostolico romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma anche romano…
Comunque diciamo, come si fa oggi, a non essere democratici? Sul vocabolario c’è scritto che democrazia, è parola che deriva dal greco, e significa “potere al popolo”. L’espressione è poetica e suggestiva. Ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c’è scritto. Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. E’ nata così la famosa democrazia rappresentativa, che dopo alcune geniali modifiche, fa si che tu deleghi un partito, che sceglie una coalizione, che sceglie un candidato, che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni. E che se lo incontri, ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io”. Questo è il potere del popolo. Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum per esempio, è una pratica di democrazia diretta, non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla “variante di valico Barberino Roncobilaccio”, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo si se vuol dire no, e no se vuol dire sì.
In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folcloristico simbolico. Perché dopo avere discusso a lungo sul significato politico dei risultati, tutto resta come prima, e chi se ne frega.
Un’altra caratteristica fondamentale della democrazia, è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi. Ecco, dipende tutto dai numeri. Come al gioco del lotto, con la differenza che al gioco del lotto il popolo qualche volta vince, in democrazia mai. E se viene fuori il 50 e il 50? Ecco, questa è una caratteristica della nostra democrazia. È cominciato tutto nel 1948, se si fanno bene i conti, tra la destra, DC liberali monarchici missini eccetera eccetera, e la sinistra, comunisti socialisti socialdemocratici eccetera eccetera, viene fuori un bel pareggio. Poi da allora è sempre stato così, per anni. No adesso che c’entra, adesso è tutto diverso, eh è chiaro, è successo un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno nomi e leader diversi. Beh, adesso non c’è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C’è il 50% al centrodestra e il 50% al centrosinistra. Oppure, il 50 virgola talmente poco, che basta che a uno gli venga la diarrea che cade il governo. Non c’è niente da fare, sembra proprio che gli italiani non vogliano essere governati, non si fidano. Hanno paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di destra. La dittatura di centro invece? Quella gli va bene. Auguri auguri auguri.

http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Grazie per l’apprezzamento. Ne sono lusingato. Buona fortuna.

    Commento di Domenico P. — maggio 9, 2015 @ 9:40 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: