Nuovo Masada

aprile 18, 2015

MASADA 1642 19-42015 I CAZZARI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:13 pm

MASADA 1642 19-42015 I CAZZARI

Montalbano e la Diaz – I Cazzari dell’Ue – Quelli di casa nostra: per dare gli 80 euro a pochi Renzi ha aumentato di 11 miliardi le tasse a tutti – I soldi ai partiti, ci risiamo!- Quanti vecchi ci sono nei partiti! – Il Pd è il partito dei vecchi e del vecchio – UNIMPRESA boccia il Def. Stangata fiscale da 80 miliardi sulle Piccole e Medie Imprese – Intanto continuiamo a pagare i vitalizi ai parlamentari condannati e decaduti – La differenza tra costo del lavoro e salario è al 48,2% – Paita, ritirati! – La stampa di regime esalta Renzi. I dati effettivi certificano il suo fallimento – Il M5S e l’Europa -No all’accordo Ue-Usa- Aboliamo l’inglesorum – Un Museo messapico
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Il poliziotto Tortosa che ha ribadito che alla Diaz hanno fatto bene: “Di destra io? No, ho votato Pd”.
Annamaria: “Il Tortosa ha votato il partito che più di tutti rappresenta il suo modo di pensare e la sua sottocultura. Ha votato per una destra che non è una semplice, dignitosa destra, ma una destraccia senza coraggio e senza dignità. Come si è visto in questi giorni, tanto per fare un esempio, a proposito delle violente minacce rivolte da Erdogan all’Europa, al Papa e al mondo civile, e del ‘prudente’ e vile silenzio di Gozi, portatore della sottocultura pannellian-piddina“.
(Ormai non c’è nessuna differenza tra uno squadrista piddino e un picchiatore fascista).
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Renzi non è uno statista e nemmeno un politico
è un piazzista emozionale
come quei truffatori dalla parlantina facile che si infilano nelle case per derubare i vecchietti.
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Nello Statuto del Pd è scritto chiaramente che chi è condannato anche in primo grado non deve essere candidato: E’ una delle tante regole che il Pd ha deciso di ignorare. Anche in questo il M5S dimostra maggiore serietà.

Tutti i Paesi dell’occidente hanno leggi che regolano le relazioni tra lobbye e politica. L’Italia no. Le leggi discendono direttamente dagli interessi delle lobby che danno ordini alla politica. Così l’Italia viene uccisa dalle mazzette. Peggio di noi fanno solo Cipro, Ungheria e Spagna. Non si fanno le leggi nell’interesse dei cittadini, ma per favorire certi gruppi di interessi. Si deve alle lobby l’acquisto di 4 nuove navi da guerra per il modico costo di 1,6 miliardi di euro. Sono 3 anni che ben 11 proposte di legge giacciono dimenticate in commissione. Alcune di esse sotto ottime. E’ un peccato! Salverebbe parecchi tesoretti, senza ereditarli dai governi precedenti o inventarseli di sana pianta.
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Otto von Bismark: “La politica è l’arte del possibile, la scienza del relativo“.
E: “Non è degno di un grande statista discutere su qualcosa che non rientra nel suo immediato interesse“.
Peccato che al tempo di Bismark la democrazia doveva ancora essere inventata.
Diceva anche: “Quando si dice d’essere d’accordo su una certa cosa in linea di principio, significa che non si ha la minima intenzione di metterla in pratica“.
Tal quale Renzi.
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E uscito il libro di Damilano su Prodi. I franchi tiratori alle presidenziali furono 120. Alleluia! Dagli amici mi guardi Iddio, ché dai nemici mi guardo io!.
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Cordy
1. Cinque sottosegretari inquisiti ma hanno l’appoggio del Rottamino.
2. Un ex capo della polizia che ha gestito il massacro del G8 ma ha l’appoggio del Rottamino.
3. Il candidato renziano alle primarie in Emilia indagato ma ha l’appoggio del Rottamino.
4. De Luca indagato in Campania ma ha l’appoggio del Rottamino.
5. La Paita, indagata in Liguria per gli alluvioni, ha l’appoggio Rottamino.
Stiamo preparando una bella squadra per il Senato del Rottamino.
E sarà il caso che si vada subito ad elezioni, e che si mettano cotanti personaggi sotto uno scudo immunitario al più presto.
Altro che rottamarli! Questi arnesi vanno spolverati, protetti con una teca di cristallo e messi in esposizione. Dalla Moretti Miss Immagine Piddi, candidata ogni sei mesi, alla Paita, a De Luca … si candida il meglio, rigorosamente sotto indagine. Cambia verso: Da attivi, a passivi.
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Viviana
Renzi sta smantellando da un anno tutte le garanzie di un sistema democratico fondato sulla rappresentanza popolare del parlamento e sulla divisione dei poteri e ha già distrutto quei diritti del lavoro per cui generazioni di lavoratori hanno combattuto per 150 anni, mentre fa fuori progressivamente tutte le difese dello stato sociale, rendendo sempre più sguarniti i cittadini, di tutele e di diritti.
Il suo disegno ben mirato procede in un continuo asservimento delle istituzioni, mentre assomma su di sé tutti i poteri dello Stato, e si circonda di yesman buoni a servire solo lui e ad ubbidirlo in tutto e per tutto, cone le istituzioni che si riempiono solo dei suoi nominati.
Il pilastro fondamentale di uno Stato autoritario è la figura del capo o dittatore. Quando un uomo solo prende su di sé il potere di tutti, non siamo più in una democrazia ma siamo in una tirannide.
Bersani ha tuonato contro Renzi che sta instaurando un sistema autoritario. Poi, però, da un anno non fa che votare tutte le sue sciagurate riforme. Interrogato sul gap tra denuncia e voto, ha detto: “Sì, è autoritario, ma solo un pochettino”. Insomma è come quella che diceva che era incinta ma “non troppo”.
La sciagura più grande della nostra repubblica è di essere formata da uomini piccoli che non hanno mai imparato ad essere cittadini, che non hanno mai capito il valore delle libertà democratiche, e che sono pronti a svenderle al primo che offre una mancetta, uno spettacolo da circo o l’illusione per i deboli di identificarsi con un potere forte e vincente che li riscatti dalla loro pochezza umana. Siamo una democrazia bambina che non è mai cresciuta abbastanza per definirsi una democrazia matura. E che rischia di cedere al primo prepotente che esercita il potere, così come una bambina cede al primo pedofilo che le offre delle caramelle.
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Dal Film di Nanni Moretti ‘Mia madre’
La scena che più mi ha colpito è quella finale, quando Margherita passeggia nello studio respirando i libri, la sofferenza e la fatica di una vita trascorsa nel tentativo di colmare la sete di conoscenza..e la bella frase :” tutte quelle ore di studio, tutti quei libri, che fine faranno?
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mario natali
Renzi : “L’Italia è una bella addormentata.” Guarda che quello è Rigor Mortis.
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Nicandro
Se il Senato sarà elettivo o no lo decide una persona sola? E’ uno scherzo o cosa?
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Gabriele67
Ormai, Renzi ha detto talmente tante balle che non se le ricorda nemmeno lui e si smentisce da solo.
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KnockOut :- )
Tutti gli studenti americani in piedi ad applaudire Matteo Renzi dopo la sua conferenza.
Gli studenti hanno dapprima apprezzato il famoso trucco d’illusionismo e dopo anche il numero della donna tagliata in due. Hanno chiesto il bis ma la donna barbuta era in bagno con la diarrea e non ha potuto esibirsi.
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Camilleri. Da Il commissario Montalbano
Con un’ariata assolutamente indifferente, la giornalista del tg aveva detto che la Procura di Genova, in merito all’irruzione della polizia alla scuola Diaz nel corso del G8, si era fatta pirsuasa che le due bombe molotov, trovate nella scuola, erano state portate lì dagli stessi poliziotti per giustificare l’irruzione. Questo faceva seguito – aveva continuato la giornalista – alla scoperta che l’agente il quale aveva dichiarato di essere stato vittima di un tentativo di accoltellamento da parte di un no-global, sempre nel corso di quell’irruzione, aveva in realtà mentito: il taglio alla divisa se l’era fatto lui stesso per dimostrare la pericolosità di quei ragazzi che invece, a quanto si andava via via svelando, nella scuola Diaz stavano pacificamente dormendo. Ascutata la notizia, per una mezzorata Montalbano era restato assittato sulla poltrona davanti al televisore, privo della capacità di pinsari, scosso da un misto di raggia e di vrigogna, assammarato di sudore. Non aveva manco trovato la forza di susirisi per rispondere al telefono che stette a squillare a longo. Bastava ragionare tanticchia supra quelle notizie che venivano date col contagocce e con governativa osservanza dalla stampa e dalla televisione per farsi preciso concetto: i suoi compagni e colleghi, a Genova, avevano compiuto un illegale atto di violenza alla scordatina, una specie di vendetta fatta a friddo e per di più fabbricando prove false. Cose che facevano tornare a mente episodi seppelluti della polizia fascista o di quella di Scelba. Poi s’arrisolse ad andare a corcarsi. Mentre si susiva dalla poltrona, il telefono ripigliò la camurria degli squilli. Senza manco rendersene conto, sollevò la cornetta. Era Livia.
«Salvo! Dio mio, quanto ti ho chiamato! Stavo cominciando a preoccuparmi! Non sentivi?».
«Ho sentito; ma non avevo voglia di rispondere. Non sapevo che eri tu».
«Che facevi?».
«Niente. Pensavo a quello che hanno detto in televisione».
«Sui fatti di Genova?».
«Sì».
«Ah. Anch’io ho visto il telegiornale».
Pausa. E poi:
«Vorrei essere lì con te. Vuoi che domani prendo un aereo? Possiamo parlarne assieme, con calma. Vedrai che…».


«Livia, ormai c’è poco da dire. In questi ultimi mesi ne abbiamo parlato e riparlato. Stavolta ho preso una decisione seria».
«Quale?».
«Mi dimetto. Domani vado dal Questore e gli presento le dimissioni. Bonetti-Alderighi ne sarà felicissimo».
Livia non reagì subito, tanto che Montalbano ebbe l’impressione che fosse caduta la linea.
«Pronto, Livia? Sei lì?».
«Sono qui. Salvo, a mio parere, tu commetti un errore gravissimo ad andartene così».
«Così come?».
«Arrabbiato e deluso. Tu vuoi lasciare la polizia perché ti senti come chi è stato tradito dalla persona nella quale aveva più fiducia e allora…».
«Livia, io non mi sento tradito. Io sono stato tradito. Non si tratta di sensazioni. Ho sempre fatto il mio mestiere con onestà. Da galantomo. Se davo la mia parola a un delinquente, la rispettavo. E perciò sono rispettato. È stata la mia forza, lo capisci? Ma ora mi siddriai, m’abbuttai».
«Non gridare, ti prego» fece Livia con la voce che le tremava.
Montalbano non la sentì. Dintra di lui c’era una rumorata stramma, come se il suo sangue fosse arrivato al punto di bollitura. Continuò.
«Manco contro il peggio delinquente ho fabbricato una prova! Mai! Se l’avessi fatto mi sarei messo al suo livello. Allora sì che il mio mestiere di sbirro sarebbe diventato una cosa lorda! Ma ti rendi conto, Livia? Ad assaltare quella scuola e a fabbricare prove false non è stato qualche agente ignorante e violento, c’erano questori e vicequestori, capi della mobile e compagnia bella!».
Solo allora capì che a fare quel suono che sentiva nella cornetta erano i singhiozzi di Livia. Respirò profondamente.
«Livia?».
«Sì».
«Ti amo. Buonanotte».
Riattaccò.

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La vera virità era che il comincio del disagio di Montalbano risaliva a tempo prima, a quando la televisione aveva fatto vidiri il Presidente del consiglio che se la fissiava avanti e narrè per i carrugi di Genova sistemando fioriere e ordinando di togliere le mutanne stese ad asciugare su balconi e finestre mentre il suo ministro dell’interno pigliava misure di sicurezza assai più adatte a una guerra civile imminente che a una riunione di capi di governo: reti d’acciaio che impedivano l’accesso a certe strade, piombatura dei tombini, chiusura delle frontiere e di alcune stazioni, pattugliamento del mare e persino l’installazione di una batteria di missili. C’era – pinsò il commissario – un eccesso di difesa tanto ostentato da costituire una specie di provocazione. Doppo era successo quello che era successo: certo, c’era scappato il morto tra i dimostranti, ma forse la cosa più grave era stato il comportamento di alcuni reparti della polizia che avevano preferito sparare lacrimogeni su pacifici manifestanti lasciando liberi di fare e disfare i più violenti, i cosiddetti black bloc. E appresso c’era stata la laida facenna della scuola Diaz che assomigliava non a un’operazione di polizia, ma a una specie di trista e violenta sopraffazione per sfogare istinti di vendetta repressi.”
(Andrea Camilleri- Il giro di boa)
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Sul caso Tortosa – il poliziotto che “rientrerebbe alla Diaz” e che si augura che Carlo Giuliani “faccia schifo pure ai vermi”, dice il magistrato Enrico Zucca: «In alcuni pezzi della Polizia italiana la subcultura imperante è questa. Un certo frasario è presente ovunque, la mentalità è quasi sempre la stessa. L’esempio dall’alto che hanno avuto in questi anni non li aiuta certo al silenzio o alla riflessione. Il ventre segue quello che dice la testa. I concetti espressi da Tortosa sono gli stessi che il vertice della nostra Polizia ha espresso da anni. Se lo fanno i capi assoluti, perché Tortosa non deve esprimere solidarietà al collega condannato? Perché non deve rivendicare il suo operato? Essere un fedele servitore dello Stato significa essere fedele alla legge, rispettare la Costituzione, senza sentirsi al di sopra di tutto: ma negli ultimi 15 anni all’interno della Polizia questo nessuno lo ha mai spiegato».
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Dicono che la civiltà di uno Stato si misura sui suoi uffici di polizia.
Se non sono civili i custodi, come si può pretendere che lo siano i custoditi?
Purtroppo l’assioma ‘Un uomo onesto non ha nulla da temere dalla polizia’ è attualmente al riesame da parte della Corte d’Appello degli Assiomi.” :- ) (Terry Pratchett)

Beppe Grillo: “Oggetto delle attenzioni della Celere sono di norma operai in sciopero e studenti che protestano. È un’attenzione sulla base del censo. Un manganello di classe. Un celerino che colpisce un politico o un banchiere non si è mai visto.
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Lalla segnala
G8, la seviziatrice di Bolzaneto ora dà lezione di diritti

La dottoressa Zaccardi, condannata per gli abusi di Bolzaneto è relatrice ad un forum sulle carceri. Nel 2001 a una ragazza ferita e terrorizzata a cui veniva impedito di andare in bagno disse: “Puzzi come un cane”.
È la parabola di Marilena Zaccardi, medico del carcere di Marassi, del penitenziario femminile di Pontedecimo, che ha legato il suo nome a quello del “medico in mimetica”, Giacomo Toccafondi, nella caserma di Bolzaneto trasformata in centro di torture e sevizie nel luglio 2001. Sembra incredibile, ma invece è così: dopo la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo sul blitz alla scuola Diaz, “fu tortura. Un’azienda pubblica come la Asl non soltanto ha mantenuto al suo posto Marilena Zaccardi, ma le ha dato visibilità e riconosciuto rilievo professionale se è arrivata ad affidarle la curatela scientifica, insieme ad altri quattro colleghi, di un convegno dedicato alla salute in carcere. Proprio lei che a Bolzaneto, secondo la sentenza della Corte d’Appello di Genova, dal 20 luglio al 22 luglio 2001, è stata accusata, di “aver consentito o effettuato controlli di triage e di visita sottoponendo le persone a trattamento inumano e in violazione della dignità”, “costringendo persone di sesso femminile a stazionare nude in presenza di uomini e quindi sottoponendole a umiliazione fisica e morale”. “Per aver ingiuriato le persone visitate con espressioni di disprezzo e di scherno”. “Per aver omesso o consentito l’omissione circa la visita di primo ingresso sull’individuazione di lesioni presenti sulle persone”. “Per aver omesso o consentito l’omissione di intervento sulle condizioni di sofferenza delle persone ristrette in condizioni di minorata difesa”. Marilena Zaccardi, assolta in primo grado, è stata condannata in Appello per abuso d’ufficio pluriaggravato e ingiuria pluriaggravata . E le condanne della Corte d’Appello a carico dei 5 medici della caserma di Bolzaneto, oltre alla Zaccardi e Toccafondi anche Aldo Amenta, Adriana Mazzoleni e Sonia Sciandra, sono state confermate dalla sentenza di Cassazione, che nel 2013. La dottoressa Zaccardi, però, così come Toccafondi, è stata salvata dalla prescrizione. Salvata, ma solo in campo penale, perché sul piano civile è stata riconosciuta la sua responsabilità.
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IL CASO RARO
Al
E’ un altro poliziotto la VERA NOTIZIA di questi giorni: il direttore della scuola Allievi di Polizia di Peschiera del Garda Giampaolo Trevisi, che qualche giorno prima si era scusato per i fatti di Genova, ha mostrato ai suoi 160 allievi, molti dei quali nel 2001 erano poco più che bambini, il film Diaz. E scrive che “nella maggior parte dei film o delle serie televisive, grazie alle quali molti amano la Polizia, è quasi tutto inventato e nell’unico, forse, unico film che ci distrugge è tutto drammaticamente vero, in quanto basato su fatti processualmente verificati». Insomma che afferma apertamente che la polizia deve fare una profonda autocritica. Ecco, questa era la vera notizia della settimana. E invece tutti parlano solo delle stupidaggini scritte dall’altro.

I CAZZARI DELL’UE
Berluscameno
I “cazzari “ (Merkel, Draghi, Schaeuble, Padoan ecc.) hanno avuto- purtroppo – sempre un “gregge “ che li ha seguiti sino ad ora.
Ma la UE e la BCE stanno (attualmente )-e per nostra sfortuna -dalla parte sbagliata della storia.
L’attuale giudizio del FMI (Fondo Monetario )- finalmente espresso- ci dice alcune cose importanti. Il Fondo monetario internazionale è ormai convinto che pur essendo stato
-da sempre- sostenitore del “privato è bello”, di fronte a quella che potrebbe diventare una “stagnazione secolare” anche l’ultima frontiera del liberismo alza le mani e chiede che i Governi vadano in soccorso tramite forti investimenti pubblici.
Lo si legge nel capitolo quattro del “World Economic Outlook”, il rapporto sull’economia globale pubblicato dall’istituto di Washington. Nel capitolo analitico intitolato “private investment: what’s the holdup”, vi è scritto che le “aziende hanno reagito a vendite deboli riducendo spese per capitale”. In poche parole, di fronte a un calo del fatturato, per non veder calare i dividendi, le società della produzione reale hanno ridotto gli investimenti e le spese fisse, a cominciare da quelle per il personale.
Altro che aumento della crescita con la politica economica “errata” della austerity (della Merkel) e tagli alle finanze pubbliche voluti da Padoan!
Per evitare che la stagnazione in cui rischia di cadere negli anni a venire l’intera economia globale, occorrono più investimenti pubblici. Perché quelli privati si sono contratti e comunque non saranno mai sufficienti per riportarci ai livelli precedenti il 2007.
E, da sempre, la debolezza degli investimenti delle aziende private è sintomo di economia debole, di incertezza e forte disoccupazione.
Mentre l’incertezza di politica economica della “Austerity espansiva “ che ha caratterizzato le politiche economiche di aree di primo piano come l’Europa (e l’Italia in particolare )ha “giocato un ruolo chiave nello scoraggiare investimenti aziendali”.
Secondo l’Fmi, non basta immettere liquidità sul mercato come ha iniziato a fare la Bce. O, almeno, non è sufficiente:
“Politiche fiscali e monetarie possono incoraggiare le aziende private ad investire, ma tali politiche probabilmente non riporteranno pienamente gli investimenti ai trend pre-crisi”. C’è bisogno di altro e anche in fretta:
“Addizionali investimenti pubblici infrastrutturali e produttivi dovrebbero essere garantiti per sostenere la domanda interna nel breve termine, alzare l’offerta nel medio termine e quindi incoraggiare e liberare gli investimenti privati”. Il Fondo Monetario Internazionale(FMI) parla anche della necessità di riforme strutturali. Tre in particolare:
1) trovare soluzione per aumentare il numero degli occupati tramite investimenti pubblici produttivi;
2) fare pulizia nei bilanci delle banche ufficiali e nelle loro Banche Ombra con sede nei Paradisi Fiscali;
3) diminuire il peso del debito pubblico tramite la riduzione massiccia di spesa pubblica effettuata per il pagamento alle banche private di interessi usurai.
(Le banche italiane prendono a prestito denaro dalla BCE pagando tassi di interesse annuali non superiori al 0,20 % e li prestano allo Stato italiano ad interessi annuali che possono arrivare anche al 5% !).
A sostegno di questa tesi ci sono i numeri presentati dal Fmi.
“La crescita potenziale nelle economie avanzate dovrebbe salire leggermente, da una media dell’1,3% durante il 2008-2014 all’1,6% del 2015-2020. Questa crescita è ben al di sotto dei livelli pre crisi (2,25% durante il 2001-2007)”.
Inoltre “le ridotte prospettive del potenziale di crescita nel medio termine creano nuove sfide per la politica. Sia nella economie avanzate sia in quelle emergenti, il più basso potenziale di crescita renderà più difficile mantenere la sostenibilità di bilancio pubblico”.
E quindi il FMI ribadisce la ricetta destinata a dare ragione a chi da tempo sta riproponendo politiche di matrice keynesiana, per quanto rivedute e corrette:
“Aumentare il potenziale in investimenti pubblici è una priorità”.
Nelle economie avanzate è necessario “continuare a sostenere la domanda interna di beni per il mercato ” per bilanciare la” protratta debolezza della crescita degli investimenti privati“e dell’accumulo di capitale.
Riforme strutturali e un sostegno maggiore a ricerca e sviluppo sono essenziali. Nelle economie dei Paesi dell’Europa del Sud , una maggiore spesa pubblica per le infrastrutture è necessaria e le “riforme strutturali” devono essere dirette a migliorare le condizioni della domanda di beni per i mercati interni”.
Secondo gli esperti di Bruegel, l’Unione Europea con le sue precedenti decisioni ha preferito salvaguardare gli interessi di cittadini “anziani” e pensionati piuttosto che i giovani. Ha salvato le banche e concesso sgravi fiscali alle imprese, ma ha aumentato il carico fiscale medio per tutti gli altri.
Inoltre, ha fatto pressioni per l’introduzione di politiche economiche di austerity sui conti pubblici anche in quei paesi in cui non era necessario né urgente per la salvaguardia dei conti pubblici. Le conseguenze sono state assai gravi.
Un aumento generalizzato della povertà e della disoccupazione in seguito alle politiche che hanno penalizzato la crescita economica, oltre a un aumento del divario tra le nazioni del Nord e del Sud dell’Europa.

PER DARE GLI 80 EURO RENZI HA AUMENTATO DI 11 MILIARDI LE TASSE
Alessandro

Per dare 80 euro a pochi, Renzi taglia a mense, asili e servizi pubblici essenziali dei Comuni. E li ha tagliati anche agli stessi percettori del bonus che hanno pagato più tasse ai Comuni. Lo dice il 18 maggio 2014 il quotidiano finanziario “Italia Oggi”. Sono stati tagliati settori come la sanità, il trasporto pubblico locale e la scuola.
I TAGLI SONO IMPERATIVI, il governo ha inserito all’interno dell’articolo 47 del decreto una clausola. Se gli enti locali non caleranno le forbici sui capitoli di spesa indicati, quei soldi attesi saranno comunque presi dal governo centrale che si tratterrà quel che manca dalla quota Imu da riversare ai Comuni o dall’Ipt dovuta alle Province! Tagliando i costi dei servizi pubblici essenziali è scesa la qualità dei servizi e sono diventati più cari.
Perché non si dice che gli 80 euro, che Renzi ha usato per pagarsi la campagna elettorale alle europee, hanno fatto aumentare le tasse?
Infatti con gli 80 euro dati a maggio 2014 Renzi ha tagliato ai Comuni 6.9 miliardi di euro e, a ottobre per dare 80 euro alle neo mamme ha tagliato altri 4 miliardi di euro alle Regioni. Un totale di 11 miliardi di euro. I Comuni e le Regioni, per compensare i tagli, hanno aumentato le tasse e tagliato i servizi.
Gli italiani hanno pagato più tributi regionali e comunali e hanno avuto meno servizi pubblici essenziali: treni regionali, trasporti, ticket, servizi sanitari a pagamento, asili, mense scolastiche, servizi agli anziani, agli handicappati. Gli stessi percettori hanno restituito gli 80 euro… con gli interessi. Inoltre, il governo Renzi per compensare gli 11 miliardi di euro, con la manovra finanziaria di dicembre, ha aumentato le tasse di 11 miliardi, cioè un terzo della manovra finanziaria di oltre 30 miliardi.
Gli 80 euro gli italiani li hanno pagati tre volte: con i maggiori tributi comunali, con i maggiori tributi regionali, con i tagli sui servizi pubblici comunali e regionali… e con le tasse dello Stato!

Cobra89
Quante balle ha già raccontato il Pifferaio fiorentino?
Il PIL che doveva essere a + 0,8% e che invece è stato – 0,5%… la grande ripresa “col botto” a settembre che nessuno ha visto… i mille asili in mille giorni ennesimo annuncio caduto nel vuoto… l’aumento a doppia cifra dei posti di lavoro a tempo indeterminato annunciato proprio 5 giorni prima che l’ISTAT indicasse l’ennesimo aumento della disoccupazione al 12,7%…. il milione di posti di lavoro che invece sono appena 13…
Ormai i sassi magici di Wanna Marchi hanno più credibilità delle sparate di Renzi.

I SOLDI AI PARTITI, CI RISIAMO!
Paolo De Gregorio

Le rare volte che la nostra zoppicante democrazia mette i cittadini di fronte ad una possibilità di scegliere con nettezza e chiarezza, ecco che gli italiani ci stupiscono per la loro coesione nel negare ai partiti politici il finanziamento attraverso il 2 per mille: solo lo 0,4 dei contribuenti su cento ha devoluto il 2 per mille delle tasse a favore dei partiti raccattando la misera somma di 325.000 euro.
Ed ecco riemergere un piagnisteo vecchio come il mondo,: se non si dà un finanziamento pubblico ai partiti questi per funzionare rubano o cadono in mano alle lobby come in America.
Ma ci sarebbe una piccola postilla da aggiungere: il discredito unanime di cui soffrono i partiti esiste perché, pur avendo goduto di un imponente finanziamento pubblico, hanno lo stesso rubato, portato al dissesto finanziario comuni, regioni, province, ASL, e quanto alle lobby (la prima di tutte è la Confindustria) le hanno sempre favorite con finanziamenti a pioggia (FIAT per prima), con normative a loro favore (vedi abolizione art. 18), senza ottenere in cambio alcun peso nelle strategie economiche che, come risposta alla crisi, ci hanno regalato delocalizzazioni all’estero di attività produttive e vendita dei pezzi più pregiati della nostra industria.
C’è poi il fatto nuovo che i ladri dei partiti definiscono, con la bava alla bocca, “antipolitica”, che ha dimostrato agli italiani che si può arrivare al 25% dei voti elettorali senza essere finanziati da nessuno, con gente espressa direttamente dal territorio e dai cittadini, la cui preparazione, qualità e onestà surclassa decisamente tutti i famosi esperti e veterani della politica che si sono rivelati tutti uniti nel dilapidare soldi pubblici, facendo anche passare leggi a favore della corruzione e contro l’attività della magistratura.
8 per mille, 5 per mille, 2 per mille, vanno aboliti, abolite le fondazioni legate a partiti politici in quanto collettori di tangenti, abolite le famose “consulenze” che non sono altro che tangenti mascherate, abolito ogni finanziamento pubblico all’editoria, fine del duopolio RAI-Mediaset con la regola antimonopolio che nessun soggetto pubblico o privato può possedere più di una rete nazionale.
E’ urgente varare una nuova legge elettorale che consenta ai cittadini di mandare in Parlamento chi decidono loro e avere una norma che impedisca di cambiare partito durante la legislatura, perché se è vero che il popolo è sovrano non si può tradire la sua volontà espressa nel voto.
Con queste regole l’Italia sarebbe migliore e magari l’onestà tornerebbe di moda.
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QUANTI VECCHI CI SONO NEI PARTITI?

Con Renzi siamo passati alla manutenzione alla conservazione. Nessuna meraviglia che venga votato dai più vecchi di questo Paese, quelli che hanno paura dei cambiamenti radicali e che, anche se hanno poco, tendono a conservare quel poco rifiutando qualunque rivoluzione.
Non è che basta dirsi per il cambiamento per esserlo veramente.
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Annamaria
Il Pd non è solo un partito di vecchi, questo sarebbe il male minore.
E’ il partito del “vecchio”: il partito impegnato severamente e ferocemente a conservare quanto di stantio, di corrotto, di marcio esiste da sempre nel nostro Paese. Il partito dei più forti e dei potenti. Il partito di tutte le caste, di tutte le cricche, di tutte le cosche.
Che la faccia nuova di Matteo Renzi servisse a questo scopo, lo si è capito sempre, fin dagli inizi.
Prima era una faccia appena un po’ mascherata, oggi la maschera è stata gettata via : Renzi sta istituzionalizzando quel mondo decrepito e decomposto che rappresenta con le cosiddette ” riforme”.
La politica del tombino messa in Costituzione.

UNIMPRESA BOCCIA IL DEF-STANGATA FISCALE DI 80 MILIARDI SULLE PMI
Berluscameno

Unimpresa boccia il Def. Stangata fiscale da 100 miliardi.
Per i rappresentati delle micro, piccole e medie imprese sulle imposte dirette e indirette – principalmente Irpef, Ires e Iva – ci sarà una stretta da quasi 80 miliardi. E la pressione fiscale salirà oltre il 44%. Tutto merito del nostro “grande “ ed” intelligente” ministro dell’Economia, Padoan.
“Di fronte ai numeri sotto riportati – commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi – c’è poco da dire: come rappresentanti delle micro, piccole e medie imprese italiane ci “sentiamo presi in giro”, perché non possiamo ignorare lo spread esistente tra gli annunci del governo e i provvedimenti e i numeri messi nero su bianco dopo le sedute del consiglio dei ministri.
Sta di fatto che “le tasse aumentano e gli sprechi del bilancio pubblico restano intatti”: non è questo il modo “per salvare il nostro Paese”.
I tecnocrati UE applaudono Padoan: bene, bravo, sette più!
Dal 2015 al 2019, secondo un’analisi del Centro studi di Unimpresa le entrate tributarie dello Stato cresceranno costantemente e arriveranno fino agli 881 miliardi del 2019. Complessivamente nel prossimo quinquennio i contribuenti italiani dovranno versare nelle casse pubbliche 104,1 miliardi in più rispetto allo scorso anno (+13%). Sulle imposte dirette e indirette – principalmente Irpef, Ires e Iva – ci sarà una “stretta”(ossia un aumento ) di quasi 80 miliardi.
E la pressione fiscale salirà oltre il 44%.
Secondo l’analisi di Unimpresa che ha preso in esame le tabelle del Documento di economia e finanza (Def), il bilancio statale non sarà “sforbiciato”(ossia diminuito):
le uscite cresceranno di quasi 38 miliardi (+4%) e sono stati “sterilizzati”(ossia non dovrebbero aumentare,mentre invece sarebbe l’unico vero mezzo tecnico per creare la crescita in Italia con aumento della domanda di beni!) gli investimenti pubblici (dove tramite gli “appalti farlocchi” sulle opere pubbliche, alcuni fortunati possono provare a rubare a man bassa) che resteranno stabili attorno ai 60 miliardi l’anno..

INTANTO CONTINUIAMO A PAGARE I VITALIZI AI PARLAMENTARI CONDANNATI E DECADUTI

Ma è ragionevole e accettabile che i parlamentari decaduti in conseguenza di condanna irrevocabile per reati di particolare gravità possano continuare a percepire il cosiddetto “vitalizio”? Non parla forse la Costituzione di dignità, disciplina e onore?
Sembrava che le Camere si muovessero per fare qualcosa e invece no. Sono stati chiamati in causa i costituzionalisti ma la faccenda si è solo ingarbugliata. I giuristi hanno sostenuto tutto e il contrario di tutto.
Ma, se tutto è giuridicamente sostenibile, allora: liberi tutti. Non si alimenta, così, l’idea corrente che i giuristi siano essenzialmente dei consulenti, e che il diritto, alla fine, non sia che un mezzo e, spesso, un mezzuccio, a servizio dei potenti?
Avviene oggi come avveniva al tempo del fascismo: “I professori di diritto costituzionale trovano sempre argomenti per giustificare le tesi più assurde: è il loro mestiere”, diceva De Felice. Insomma, i giuristi sono come i sondaggisti: offrono le loro opinioni come merci sul banco d’un mercato, a disposizione degli acquirenti.
C’è chi dice che i vitalizi sono pensioni, dunque retribuzioni differite e non si possono toccare (art. 36), ma come si può parlare qui di ‘rapporto di servizio’? Sono dei rappresentanti popolari per cui non è previsto uno stipendio di lavoro ma una ‘indennità’, che è cosa diversa. Non ci si fa eleggere per guadagnarci qualcosa. L’indennità serve a rendere “indenni” dalle ristrettezze economiche, ma non è retribuzione. Se così fosse, dovrebbe commisurarsi alla quantità e qualità del lavoro prestato in un “rapporto di lavoro”. Dunque, i principi del diritto del lavoro sono diversi da quelli del diritto parlamentare.
Si dice che la revoca dei vitalizi in conseguenza di condanne è una sanzione penale e, come tale, non può avere valore retroattivo. Ma si avrebbe retroattività se si imponesse la restituzione delle rate già riscosse. Non è una “revoca”, ma la “cessazione” di un beneficio. Ma se uno si facesse eleggere solo per averlo, ciò non sarebbe molto dignitoso e non dovrebbe essere protetto dal diritto. I Vitalizi sono stati dati per legge interna delle Camere, non si capisce se con una legge simile le Camere non possono toglierlo agli indegni. La base del diritto è la ragionevolezza, altrimenti il diritto diventa abuso e arbitrio, sennò, come in Figaro “con un equivoco, con un sinonimo qualche garbuglio si troverà”. Ma è ragionevole che persone decadute per avere commesso reati e che non possono essere ricandidate per avere disonorato la carica, continuino ad appartenere alla cerchia dei protetti?

LA DIFFERENZA TRA COSTO DEL LAVORO E SALARIO è AL 48,2%

Il rapporto Taxing Wages dice che per un lavoratore single la differenza tra il costo totale del lavoro e il salario netto in busta paga arriva al 48,2%, in crescita rispetto al 2013 di 0,4 punti. La media dei Paesi dell’area è del 36%. Il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti è ormai alle soglie del 50% e supera di oltre 12 punti la media Ocse che è del 36% Siamo al 6° posto tra i 34 paesi Ocse per il prelievo complessivo sui salari. Al primo posto il Belgio, con il 55,6%, seguito da Austria (49,4%), Germania (49,3%), Ungheria (49%, invariato) e Francia (48,4%). Alle spalle dell’Italia c’è, nettamente staccata, la Finlandia con il 43,9%. Gli Usa sono al 31,5% e la Svizzera al 22,2%.
Non solo, si penalizzano le famiglie monoreddito con due figli, con un cuneo del 39%, in aumento di 0,5 punti sul 2013. Siamo al 4° posto nell’area Ocse per la voracità del fisco nei confronti dei nuclei famigliari. Prima in questa categoria è la Grecia con il 43,4%, ma con un calo di 1,1 punti sul 2013, seguita dal Belgio con il 40,6% e della Francia con il 40,5%. Bene anche la Svizzera con il 9,8% e l’Irlanda con il 9,9%.
Sul povero lavoratore ‘single’, i contributi pagati dal datore di lavoro sono il 24,3% del costo del lavoro, il 4° livello più alto dell’Ocse (prima la Francia con il 27,7%). L’imposta sui redditi rappresenta invece il 16,7% mentre i contributi a carico del lavoratore sono pari al restante 7,2%.
Il costo totale del lavoro ammonta a 53.395 dollari e vede l’Italia al 16° posto nell’Ocse. Al primo c’è il Belgio con quasi 72mila dollari, davanti alla Svizzera (70.700 dollari) e alla Germania (68.700 dollari). La Francia è a 61mila dollari, l’Austria a 65.300, Il Regno Unito a 56.300 e gli Usa a 55mila.
Se si esamina invece il salario lordo (ovvero quello che si vede in busta paga), il prelievo complessivo in Italia è del 31,6%, quale somma tra il 22,1% dell’imposta personale sui redditi e il 9,5% del prelievo contributivo a carico del dipendente.
Il salario lordo in Italia è in media di 40.426 dollari, al 19° posto nella classifica capeggiata in questo caso dalla Svizzera con 66.500 dollari.
La retribuzione lorda per un lavoratore medio in Italia è di 30.463 euro. La Francia è a 37.400 euro, la Germania 46mila. Anche in Irlanda i salari lordi sono superiori a quelli italiani. Dietro all’Italia invece Spagna, Portogallo e Grecia (20.200.
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Mariano Giusti
Nel frattempo a New York i sindacati e i lavoratori organizzano una protesta per aumentare i salari a 15$ l’ora:
http://www.internazionale.it/notizie/2015/04/16/a-new-york-per-15-dollari
Capito cosa intendiamo quando diciamo che Landini parla parla e non ha mai combinato niente di utile?

Cordy
Che schifo di roba siamo diventati.
Un paese che si ritrova, proprio dove aveva indicato Beppe Grillo. Avvinghiato in accordi e parametri. Incapace di reagire, senza gli strumenti politici, economici per reagire. Costretto a vendere tutti i suoi asset agli stranieri… in cambio di pochi spiccioli.
“Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se avessimo lavorato un giorno di più”. Chissà se questa l’ha scritta nel suo libricino, il nostro amato Prodi. E chissà se qualcuno ha ancora il coraggio di dirla in pubblico questa frase.
E allora, se l’euro e i suoi trattati hanno fallito così miseramente rispetto alla propaganda triennale che lo ha preceduto…. perché difenderlo.
Che mi significa, l’euro? Se mi dicono che è per evitare di essere economie svalutate….. e poi è l’euro a svalutarsi sul dollaro per riattivare qualche economia? Chi paga per tutte queste cazzate raccontate?
Un governo nazionale lo cambi alle elezioni. Ma la conduzione europea non ha conosciuto opposizione e non conosce elezione. Ci vanno personaggi come Prodi, Van Rompuy, Juncker… con agende che sappiamo essere molto vicine a colossi e multinazionali… e guardacaso, sempre guardacaso… quando si incentiva la corporation, si disincentiva tutto il resto.
Chissà come mai.
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Alice Salvatore, candidata presidente in Liguria per il M5S:

“L’alluvione è una cosa grave. Perché l’assessore Paita alla protezione civile, oggi candidata presidente per il PD, non ritira la sua candidatura visto che è indagata per non aver lanciato l’allerta quando avrebbe dovuto? O intende continuare a percepire 14.500 euro al mese per NON fare il suo lavoro e lasciare morire i cittadini per la strada, come presidente inetto e irresponsabile quale certamente sarebbe? Paita, ritirati!
La sua candidatura alle Primarie è stata coronata dal torbido e da inchieste giudiziarie: venivano pagati cinesi, stranieri di ogni sorta che nemmeno sapevano bene cosa stessero facendo, per dare un voto fuffa alle primarie più farsa della storia. Ci sono inchieste per infiltrazioni mafiose! Cofferati ha lasciato il PD per questo.
Vogliamo ricordare i contatti del marito della Paita, Luigi Merlo (presidente dell’autorità portuale di Genova) con Gino Mamone, condannato per corruzione “appalti in cambio di escort” e con chiari rapporti con la ‘ndrangheta locale come ha dichiarato la DIA (Dipartimento Antimafia). Vogliamo ricordare che la sua candidatura è stata sostenuta dal prestanome di un boss della ‘ndrangheta, da Saso lo scajoliano dell’NCD indagato per voto di scambio e da Minasso PDL, ex AN, indagato per associazione a delinquere nell’inchiesta sulla ‘ndrangheta Maglio 3.
Gino Mamone in un’intercettazione ride: “Faremo venire il cagotto a Burlando!”. E la Paita è la sua delfina, di Burlando, indagato per disastro ambientale alla Tirreno Power di Vado Ligure. Chi sono questi signori?
Lo slogan della Paita è “la Liguria va veloce”. Ora sappiamo perché: devono scappare dalle procure. Cittadini: riprendiamoci la Liguria!
Con il M5S ORA POSSIAMO!”

UOMO, SEI UN CRETINO
Bruno p

Guardo distrattamente gli spot pubblicitari tra un telegiornale farlocco e qualche programma di opinione dove puntualmente si verifica la lite veicolata dallo share. Noto che il leitmotiv che accomuna tutti gli spot è l’ostentazione.
La giornata meravigliosa che passi a bordo di un auto che ti da la forza di essere un vero uomo. Meglio se un suv, è più grande e ostenta potenza così puoi guardare gli altri dall’alto verso il basso. Ogni auto ti fa diventare forte e coraggioso, puoi evitare il traffico passando per una giungla immaginaria, puoi parcheggiare e calpestare i piedi a un energumeno, puoi trovare la donna dei tuoi sogni se scegli l’auto giusta, magari tedesca.
Quando viene reclamizzato un profumo l’uomo si trasforma in un semidio, le donne si inchinano al suo passaggio e il tuo fisico si scolpisce come fosse marmo, la donna invece diventa una figura irraggiungibile, quasi eterea.
Gli attori si chiudono a vita nei mulini per sfornare biscotti paradisiaci mentre sportivi di ogni disciplina reclamizzano scarpe che ti fanno volare.
La pubblicità è lo specchio della società e delle sue esigenze e la nostra società è vorace in quanto a ostentazione.
Più alti sono i palazzi del potere e più grandi appaiono gli uomini che vi esercitano le loro attività anche se diventano dei gattini impauriti di fronte a una pioggia di coriandoli lanciata da una ragazza (vd Monti preso a coriandolate da una protestaria).
Il politico che va in tv è inquadrato sempre in uno scenario di grandezza e profondità perché la sua figura deve ostentare potere verso gli elettori.
La nostra è una società di cretini.
Quanti inutili e dannosi status symbol che offuscano la nostra realtà quotidiana e limitano le nostre capacità intellettive!
Una società che vede nella crescita il consumo e non il servizio è destinata ad estinguersi perché è insostenibile.

LA STAMPA FASULLA ELOGIA RENZI. I DATI CERTIFICANO IL SUO FALLIMENTO

Siamo al 73° posto della classifica mondiale sulla libertà di stampa e si capisce perché. Volete qualche dato per sottolineare la falsità dei nostri giornali?
29 novembre. Poletti parla di 4000 posti di lavoro stabili! Peccato che i nuovi disoccupati siano 483.000! Il saldo negativo supera così gli 80 mila. Ma nessun giornale lo riporta.
Ora Poletti parla di ‘Grande ripresa dell’economia! Falso. Il fatturato industriale cala. Ma lui grida: “79 mila contratti stabili in più a gennaio-febbraio rispetto al 2014”. Tripudio del Corriere: “Boom dei contratti stabili, in 2 mesi salgono del 38%”. Repubblica: “Lavoro, è boom di nuovi posti”. FALSO! Considerate le cessazioni, i contratti stabili sono 45 mila, ma non sono contratti nuovi sono stabilizzazioni di contratti precari (l’80%) per accaparrarsi i generosi incentivi. Poletti prova a rilanciare spiegando che gli 1,9 miliardi stanziati dal governo produrranno “un milione di posti di lavoro”. FALSO! Ne occorrerebbero 4,7. Ci si mette anche l’Istat a sbugiardare il governo: a febbraio ci sono 44 mila occupati in meno e 23 mila disoccupati in più.
Aprile 2014: Renzi/Padoan ci danno al +0,8% nel 2014, +1,3% nel 2015. FALSO! Il Pil nel 2014 è calato dello 0,4% e nel 2015 salirà solo dello 0,7%. La ripresa esiste solo sui giornali. I nuovi occupati sono una invenzione del Corriere e di Repubblica. Nei fatti non ci sono. Confindustria s’è addirittura inventata un aumento della produzione industriale a febbraio che poi ha dovuto smentire dopo i dati Istat. L’Ocse, da cui proviene il ministro Padoan, è riuscito a sbagliare tutte le previsioni fatte negli ultimi anni: secondo loro, se si fanno “le riforme”, il Pil italiano crescerà del 6% in più nei prossimi 10 anni. Boiata tremenda.
Settembre: “Precari della scuola tutti assunti, entrano in 150 mila”.
Peccato che della riforma “La buona scuola” sia rimasto poco. A entrare saranno – se tutto va bene – in 100.701, mentre restano fuori 47.399 precari “storici” iscritti alle graduatorie a esaurimento (Gae) di cui 23 mila della scuola dell’infanzia, messi in attesa di un fantomatico progetto di riorganizzazione delle scuole materne da realizzare con i Comuni. Ma il disegno di legge rischia di non vedere la luce in tempo per provvedere alle assunzioni a settembre. Se così fosse, nel 2015 saranno solo 50 mila.
Quando Renzi diventa presidente del semestre europeo, i giornali titolano: “È l’addio al Fiscal Compact”. Qualcuno ha visto qualcosa?
Renzi giurava che avrebbe sforato il 3%. Vi pare che lo abbia fatto? L’unica cosa che ha sforato sono le nostre tasse. Nel gennaio 2014, dichiarò: “Certo che si può sforare: è un vincolo anacronistico”. Ora non ne parla più.
80 euro, “I gufi smetteranno di gufare”. Impatto sull’economia? Zero.
I giornali tutti a urlare: “I consumi saliranno di 3,1 miliardi”. Niente di fatto. E’ un flop. Però nessun giornale lo dice. Di quanto è cresciuta la domanda interna? Secondo l’Istat, di NULLA!
E le Province? Titoloni “Un miliardo di “risparmi”. Non pervenuto.

IL M5S E L’EUROPA
Cordy
1. Abolizione Fiscal Compact
2. Adozione Eurobond
3. Alleanza e Politica Comune
4. Investimenti in innovazione esclusi dal 3% di pareggio di Bilancio
5. Finanziamenti per i consumi interni
6. Abolizione Pareggio di Bilancio
7. Referendum Permanenza Euro.
Questi sono i fatti, che una forza politica ha portato nel parlamento europeo. Fatti che giorno dopo giorno stanno diventando agenda quotidiana. Si comincia a parlare di fiscal compact, e dei suoi effetti nefasti. Si comincia a parlare di necessità degli sforamenti del 3%. E’ spuntato il Quantitative Easing, che ci sta preparando agli eurobond.
Da comunità, si è passati ad una confederazione di banche. Da solidarietà si è passati a ‘fuori la grecia’. Si comincia a parlare di paesi fuori dall’eurozona. E’ possibile uscirne – morti, almeno -.
E’ un caso, guardacaso sempre guardacaso, che gli obiettivi dei 5 Stelle – considerati fiacchi e sfocati – siano ogni giorno più definiti e materia di attualità?
E lei se lo ricorda il programma del PD per le europee? (nessun partito al di fuori del M5S aveva un programma europeo)
p.s. Per inciso, in merito alle proposte, ricordo che i 5 stelle hanno portato la democrazia diretta in Parlamento Europeo. Non elezione diretta di un presidente. Ma democrazia diretta, di un popolo europeo.
Questo è un obiettivo. Questa è una ambizione.

Il mondo scende in piazza contro l’accordo Ue-America “No alle lobby commerciali”
ANDREA TARQUINI

La prossima settimana riprendono le trattative sul “Ttip” il trattato di libero scambio. “Dal transgenico ai cosmetici, a rischio gli standard di sicurezza europei”, dicono i comitati del no. Che oggi manifestano in 704 città.
Salviamo i diritti democratici, salviamo i diritti dei cittadini e consumatori ad ambiente e salute: l’accordo commerciale Ue-Nordamerica così non va. Ecco lo slogan della mobilitazione, alternativa ma non ideologica, che oggi investirà l’Europa intera e tutto il “pianeta blu”: manifestazioni d’ogni sorta, cortei, spettacoli, infostand per dialogare con la gente, in almeno 704 città sparse in tutto il mondo. Per dire che il Ttip e il Ceta, gli accordi di libero scambio dell’Unione europea con Stati Uniti e Canada, non sono né democratici né conformi a principi e standard europei di sicurezza e giustizia, e quindi vanno rifiutati.
“Stop Ttip!” si chiama il nuovo movimento globale, che collega senza centralismi 400 organizzazioni.
Una catena umana nel cuore di Berlino, da Potsdamer Platz a Unter den Linden dove ha sede la rappresentanza Ue, e spettacoli in piazza a Parigi a Place Stalingrad e a Place de la République, con i potenti delle multinazionali e della politica impersonati da vampiri, saranno il clou della giornata di mobilitazione.
«È un giorno importante, ma l’iniziativa continua, come va avanti da anni», spiega Cornelia Reetz, action manager di Stop Ttip Germania, la sede che di fatto è il “comando operativo” del movimento globale cresciuto soprattutto online, al civico numero 4 di Greifswalderstrasse qui a Berlino. «Intanto prosegue anche la raccolta di firme contro il Ttip e il Ceta, che attorno al 10 ottobre presenteremo alla Commissione europea, a tutte le istituzioni Ue, ai governi nazionali i cui parlamenti dovranno ratificare gli accordi», spiega la Reetz. Il movimento cresce, in vista dell’happening in strada domani in tutto il mondo e anche con la raccolta di firme: «Puntavamo a un milione, ne abbiamo già un milione e 700 mila”.
I soliti no global, i soliti idealisti, diranno in molti. Però le obiezioni di “Stop Ttip” suonano come rilievi da prendere sul serio. L’accordo è stato negoziato in segreto, senza informare le opinioni pubbliche, e svuota le nostre democrazie. «Non è finita: offre vantaggi inutili e pericolosi agli interessi dei grandi gruppi economici, tende ad abbassare gli standard di sicurezza, igiene, ecologia in vigore ad esempio in Europa ai livelli nordamericani, a cominciare dal cibo transgenico per finire ai cosmetici e ad altri prodotti di uso quotidiano». E una volta innescata, la dinamica dell’accordo – sul terreno degli Ogm ma anche con la liberalizzazione spinta delle privatizzazioni – secondo il movimento di protesta sarà difficilmente reversibile.
(Repubblica)

L’AMACA
Michele Serra
Tra le piccole riforme possibili da subito, praticamente da stamattina, è urgente proporre al governo Renzi quella dell’immediata dismissione dell’inglesorum nella sua comunicazione politica e amministrativa. Che cos’è l’inglesorum? L’inglesorum è l’aggiornamento del latinorum manzoniano. Ovvero un linguaggio usato per incutere soggezione ai subalterni e agli impressionabili.
Tipico esempio di inglesorum è Jobs Acts per legge sul lavoro.
Significa esattamente la stessa cosa, ma detto in italiano odora di vecchia fatica, di cortei, di casse da scaricare, in inglese profuma di eccitante attualità e di impiegati fighetti che fanno il brunch. Perfino più efferato il provvedimento “open cantieri” orecchiato alla radio: suona maccheronico lontano un chilometro, “cantieri aperti” è pratico e perfetto, che cosa ha fatto di male, al personale renziano, la parola “aperto” per essere sistematicamente rimpiazzata da open? Nell’inglesorum c’è una velleità burina, quella di sembrare ciò che non si è, come se ci si vergognasse di se stessi. E c’è il sospetto — ben peggiore in un politico — di fumisteria, di imbonimento attoriale: “A me gli occhi, please”.
.
IL MUSEO MESSAPICO

Bellissima la storia di un signore di Lecce che doveva fare una ristrutturazione per aprire un bar e si è trovato il bagno bloccato, ha scavato per trovare le fogne e ha trovato un tesoro! Dovendo scavare per un metro e mezzo ha dovuto chiamare una archeologa e un rappresentante della Sovrintendenza e in un baleno, scavando, ha trovato: un granaio, una chiesa francescana, una tomba messapica, e affreschi e oggetti antichi! I Messapi furono un’antica popolazione italica di cui si ha traccia dall’ottavo secolo a.C.
Il signor Luciano Faggiano ha provato a coinvolgere nello scavo le autorità ma soldi non ce n’erano e così l’intera famiglia, compreso il figlio piccolo di 10 anni, si è messa a scavare con mezzi di fortuna. Intanto arrivavano 300 verbali di contestazioni dalle istituzioni (a verbali siam messi bene!). Alla fine il signor Luciano si è arreso alla storia. Ha aperto il suo bar un po’ più in là e ha trasformato la sua scoperta in un museo: “Il Museo Faggiano”, che è diventato famoso oltreoceano ed è finito sulle prime pagine del New York Times, come se lui fosse l’Indiana Jones del Salento. Intanto il signor Luciano è diventato un esperto di civiltà messapica e fa da guida ai visitatori che vengono da tutto il mondo. L’unico che non si è accorto di lui è Franceschini, Ministro dei Beni culturali. Ma si sa: nemo propheta in patria…
.
E’ morto Eduardo Galeano, romanziere d’accusa politica, grande narratore del nostro tempo di vizi e di sciagura.
“Già non ne resta molta, di Palestina. Passo dopo passo Israele la sta cancellando dalla mappa. I coloni invadono e dietro di loro i soldati modificano la frontiera. I proiettili sacralizzano il furto, in legittima difesa. Non c’è guerra aggressiva che non dice di essere guerra difensiva. Hitler invase la Polonia per evitare che la Polonia invadesse la Germania. Bush invase l’Irak per evitare che l’Irak invadesse il mondo. In ognuna delle sue guerre difensive, Israele ha inghiottito un altro pezzo della Palestina, e il pasto continua. Il divorare si giustifica con i titoli di proprietà che la Bibbia ha assegnato, per i duemila anni di persecuzioni che il popolo ebreo ha sofferto, e per il panico causato dai palestinesi che hanno davanti.”

Furio Colombo
“Lo Stato persegue l’inseguimento dei piccoli, meglio se disabili, da parte del fisco. Tutte gli strali sono rivolti a chi ha piccole pensioni di invalidità e contro di loro sono aizzati i cittadini, sia perché i piccoli sono molto più invidiosi fra loro che verso i grandi ricchi, che godono sempre di grande rispetto, sia perché il sistema è organizzato in modo da scatenare sempre e solo guerre tra poveri, invidie tra modeste e risicate esistenze. Intanto la vera ricchezza veleggia libera e rispettata nei suoi mari. Se poi uno di loro assumerà un ragazzo a basso prezzo e contratto fisso per poi licenziarlo poco dopo, riceverà un premio. Si chiama Jobs ACT”.

CERCANDO RICERCANDO
Michael Santhers

La polizia cerca i ladri
e questi i politici
che a loro volta cercano gli elettori
in cerca della refurtiva
sotto occhi vigili e attenti di avvocati
che cercano i giudici
che a loro volta cercano i poliziotti

La chiesa cerca i fedeli
e questi i miracoli
promessi dai politici
nascosti in chiesa

I forestali fanno rimboschimenti
ove si nascondono Statali ASL
ricercati dagli stessi forestali
che perdendosi nella vegetazione
vengono cercati dallo Stato
a sua volta cercato dai cittadini
ricercati da equitalia

I mariti cercano le amanti
ricercate dalle mogli
a loro volta cercate
dai cornuti ricercati dalle amanti

I finanzieri cercano gli evasori
che per farsi insegnare l’imboscaggio
cercano gli statali i quali
per fingersi malati cercano i medici
che per fare finti certificati
cercano i politici
ricercati dai giudici
cercati dai cittadini
corrotti dai ladri
che cercano avvocati

.
Foto di Paolo

.
http://masadaweb.org

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