Nuovo Masada

aprile 9, 2015

MASADA n° 1640 9-4-2015 MINCHIATE DI GHISA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:11 pm

MASADA n° 1640 9-4-2015 MINCHIATE DI GHISA

La Corte europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia per la macelleria di Genova – Renzi e il reato di tortura – Forse che all’Expo si discuterà di OGM? – Essere vegetariani – L’Ue si prepara a far cadere Tsipras – Renzi non ha fatto bene? Sempre meglio che niente – Crescita demografica e welfare – I fatti di Genova e i DS – Toh, i 5stelle

A quelli cui questo blog non piace, dedico una citazione da film: “Sono contenta di sapere che state bene…”
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Continuano ad imperversare… i D’Alema, i De Gennaro, i Salvini, i Renzi, le Boschi, i Farinetti, i DelRio, le Paito, gli Zanda, le Picierno, le Santanchè…
Un diluvio di minchiate di ghisa in un chiasso insopportabile.
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Il chiasso di tre cose
va per il mondo sopra oceani,nevi,
terre di siccità e risaie:
e nessuna membrana dell’udito
lo cattura, il chiasso di tre cose.
Il chiasso del sole che va per il cielo,
il chiasso della pioggia
quando il vento la stacca dalle nuvole
e il chiasso dell’anima
da un corpo che la sputa.

(Erri De Luca)


Dedicato all’imperversante greggismo
MINCHIATE DI GHISA: IL REATO DI TORTURA
Viviana Vivarelli

Non c’è legge di Renzi che non sia marcia, guasta, viziata. Non c’è una sola legge o riforma o emendamento che esca da lui che non sia un abbozzo pietoso e malfatto che oltre a rivelare una completa incapacità a legiferare (come se non avesse uno stuolo di tecnici giuridici a servizio) non finisca col salvare interessi corrotti, vizi immondi, cricche di delinquenti, impedendo l’applicazione di una qualunque giustizia, invece di facilitarla o permetterla. Presto ci riproverà con la liberatoria alla frode fiscale fino al 3%, già stoppata la vigilia di Natale ma che sta nelle sue corde da sempre, in attesa di depenalizzare anche la bancarotta fraudolenta del padre&C, mentre la cosiddetta riforma della Giustizia è riuscita a trasformarsi in una immensa sanatoria, per cui, oltre all’assoluzione garantita fino a 5 anni di pena, si darà al giudice (a libro paga) il potere di giudicare ‘tenue’ il reato e di assolverlo qualora il soggetto sia alla prima condanna, legge per cui De Luca e Berlusconi torneranno vergini e casti, alla faccia della Severino, e si aprirà un futuro radioso per i malfattori che saranno sempre o al primo reato o al delitto giudicato ‘tenue’ o all’eterna prescrizione facile, “per sempre rinverginati”.
Nemmeno Berlusconi era riuscito a tanto e con una massa di media plaudenti in cui la parola ‘critica’ o ‘opposizione’ è stata estromessa di forza persino dalle possibilità latenti del pensiero, in una uniformità prolissa che nemmeno il Duce aveva potuto mai conseguire.
Si guardi l’ultima nata, informe coacervo di enunciazioni che dovrebbero mostrare all’Europa che anche l’Italia ha una legge contro la tortura e che invece è fatta in modo tale da non punire, come al solito, nessuno, tant’è che con questa legge le belve che uccisero a botte Cucchi o che sferrarono 53 colpi mortali ad Aldovrandi se la caverebbero senza un graffio. E bene hanno fatto i 5stelle a non votare un simile obbrobrio, che, come tutte le leggi di Renzi è una apparenza senza sostanza, una ipocrita pagliacciata di questa Vanna Marchi marchettara da due soldi che incaponisce i citrulli e ha creato nel Paese una specie geneticamente modificata, i renziani, specie melassosa di urlanti che si ammantano di un rosso-rosa con sopravveste nera e manco si capacitano di essere dei fascisti di ritorno.
A noi non ci rovina l’arroganza di quelli come Renzi. Ci rovina la dipendenza psicologica dei nuovi tossici del Pd, ormai zombi senza ritorno.
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Il peggior analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
né s’importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertolt Brecht

E’ ora di svoltare, di schizzare,
di credere in te stesso, qui oggi,
in questa terra solare
di giocare la partita
della tua vita. (…)
E i giorni
vivili tutti,
come fossero ultimi
non come primi
anche
nell’anno che verrà
” .

Virginio Giovanni Bertini
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LA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO CONDANNA L’ITALIA PER LA MACELLERIA DI GENOVA
Doriana Goracci segnala

Arnaldo Cestaro oggi ha 75 anni, ne aveva 62 quando nel 2001 a Genova gli fracassarono 10 costole, gli fu rotta una gamba, subì un trauma in testa e si guadagnò anche 3 operazioni al braccio in 10 anni: “Questa è stata la nostra polizia, quella notte”.
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia sulla base del ricorso presentato a Strasburgo proprio da lui, una delle vittime della perversa perquisizione alla scuola Diaz il 21 luglio 2001, alla conclusione del G8 di Genova..
“Io sono stato il primo a essere massacrato e l’ultimo a essere ricoverato. Ero lì per la manifestazione, poi volevo andare al cimitero a trovare la figlia di una mia amica, per quello avevo deciso di dormire con i ragazzi. Ero il più vecchio. Il giorno prima avevano ucciso il giovane Carlo Giuliani. A un certo punto sono entrati e ci hanno massacrato con i manganelli”. “Sono vecchio fuori, ma giovane dentro. Nella nostra Costituzione è scritto tutto. Basterebbe seguirla alla lettera, seguirla tutta. E non avremmo bisogno di niente” (il signor Cestaro ha la quinta elementare).
Grazie a lui, che non ha avuto paura di parlare, l’Italia è stata condannata per tortura per quanto accadde nel blitz alla scuola Diaz, condanna anche per la mancanza di legislazione corretta in materia.
Cestaro sostiene che le persone colpevoli avrebbero dovuto avere una punizione ma questo non è mai accaduto perché le leggi italiane non prevedono il reato di tortura o reati altrettanto gravi. Oggi i giudici della Corte europea dei diritti umani gli hanno dato pienamente ragione. Non solo hanno riconosciuto che il trattamento che gli è stato inflitto deve essere considerato come “tortura”. Nella sentenza si dice che se i responsabili non sono mai stati puniti, è soprattutto a causa dell’inadeguatezza delle leggi italiane, che devono essere cambiate. La Corte ritiene che la mancanza di determinati reati non permette allo Stato di prevenire efficacemente il ripetersi di simili violenze.

Renzi si è affrettato a fare immediatamente una legge contro la tortura dopo la condanna della corte europea sulla macelleria di Genova, ma la legge è risultata talmente malfatta che in pratica non punirebbe nessuna tortura, motivo per cui i 5stelle l’hanno respinta.
Mi domando e lo chiedo con molta forza e vorrei anche una risposta da chi dirige questo movimento:
COME MAI IL MOVIMENTO 5 STELLE NON USA CON VIGORE L’ARMA DELLA DENUNCIA ALLA CORTE SUPREMA DI GIUSTIZIA EUROPEA DI TANTE ABERRAZIONI FATTE DAGLI ATTUALI GOVERNI??

COME MAI NON ATTACCA PER ESEMPIO L’ORRORE DELLA TAV IN VALSUSA?
COME MAI NON RICHIEDE ALL’EUROPA IL REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA’
COME MAI NON RESPINGE LA LEGGE APPENA FATTA DA RENZI PER CUI NON SI DA’ IL CARCERE FINO A 5 ANNI DI PENA?
COME MAI NON DENUNCIA LE PRESCRIZIONI FACILI COME UN INCENTIVO ALLA CRIMINALITA’ DEI POTENTI?
COME MAI NON HA DENUNCIATO PRIMA LA MACELLERIA DI GENOVA?
COME MAI NON DENUNCIA LE LEGGI CHE VIETANO I MATRIMONI OMOSESSUALI E ADDIRITTURA VIETANO LA TRASCRIZIONE DI QUELLI CELEBRATI ALL’ESTERO?
ECC ECC ECC.

Alessandro Somma
Genova ebbe la sua catastrofe, in parte raccontata, in parte seppellita nei ricordi intraducibili delle vittime di un puro esercizio di violenza punitiva da parte delle forze dell’ordine, accanite contro persone inermi. Decine di migliaia di genovesi soccorsero i manifestanti rifugiatisi nei portoni dei palazzi, implorando i poliziotti di fermarsi almeno di fronte al sangue, guardando con occorre l’occupazione dei loro luoghi di vita e di lavoro, le scorribande di un esercito in assetto antisommossa.In quei giorni i genovesi sentirono di essere arrivati sull’orlo di una dittatura, compresero come la libertà e la democrazia, conquistate in lunghi anni di dure lotte, non erano scontate, neppure a Genova, protagonista di tante lotte partigiane e antifasciste. E se anche la magistratura ha fatto luce su alcuni episodi e individuato alcuni colpevoli, troppi sono i misteri che restano, troppi per farci sentire fuori pericolo.
Il ruolo di Fini, allora Vicepresidente del consiglio, è solo uno di questi misteri, Fini avrebbe diretto le operazioni di polizia e lo avrebbe fatto anche nei tragici momenti in cui perse la vita Carlo Giuliani.All’epoca si limitò a dire che non vi era stata aggressione a manifestanti inerti, ma solo la reazione a una violenza studiata a tavolino da gruppi criminali che cercavano il morto. Le violenze delle forze dell’ordine screditarono l’Italia davanti al mondo. In un Paese nel quale la storia viene fatta e disfatta per operazioni di marketing politico, la magistratura deve fare da supplente.

(Ma perché non vi fu mai una commissione parlamentare sui fatti del G8? Di Pietro disse che sarebbe stata inutile. Certo, se chi giudica è anche l’assassino. E perché proprio uno dei mandanti del massacro è socio di Renzi nel cambiare la nostra Costituzione?)

Viviana Vivarelli

Gli uomini devono fare la propria storia
sono loro la storia
la vita
da loro nasce il futuro
e i figli dei figli dei figli
col loro diritto alla Terra
da lasciare ai figli dei figli
col loro diritto al futuro
che sia un futuro di tutti
migliore per le grandi masse
emarginate ai bordi dai potenti
Gli uomini hanno il diritto di procedere
verso il meglio del mondo
e non il peggio delle ere passate
senza diritti e senza memoria
dove mille valgono meno di uno

Gli uomini devono fare la propria storia
non i capetti dal futuro breve
intessuti del potere del presente
esistenti nella breve fiamma dell’attimo
a cui non interessa il futuro del mondo
e le migliaia di vite umane e le loro speranze
ma solo il corto arpione sul presente
e che per quel potere singolo
inquinano fiumi, seccano sorgenti
avvelenano l’aria e trasformano in cuoio i cuori
mentre fanno a pezzi le Costituzioni create dalla speranza
calpestando i diritti e i valori
per quel piccolo conto che si chiama lucro
per quel piccolo scranno che si dice potere

Gli uomini devono fare la propria storia
e per farlo devono sapere
che sono loro i signori della storia
e del tempo
loro i signori della Terra
e dell’universo
non i ridicoli bambocci che sbraitano dalle televisioni
masse di slogan che abbrutiscono e intontiscono
qualsiasi cosa sia degno di chiamarsi ‘UOMO’
Gli uomini devono riprendersi la Terra
e ogni parte di questa Terra che si chiama Nazione, Popolo, Famiglia, Casa
e ricostruire la Vita

Massimiliano
Sono passati 15 anni da quando un nutrito gruppo di fasci in divisa entrò con delle scuse nella scuola,e massacrarono a manganellate ragazzi ragazze cui l’ unica colpa era quella di voler manifestare per un mondo equo,quel mondo che evidentemente TUTTI i politici dell’epoca non andava a genio,e quindi qualcuno ordinò il massacro e qualcun altro si girò dall’ altra parte,e molti di questi Pinochet siedono ancora in parlamento riempiendosi la bocca di democrazia e belle parole..mentre in quei giorni non fecero nulla,a parte i soliti discorsi di circostanza,nulla fecero per far condannare coloro che compirono quegli atti ,anzi,alcuni furono anche premiati con promozioni,ed ancora adesso,quei manganellatori indossano la divisa…e per quei fatti gravissimi, dove la democrazia,la costituzione fu vilipesa, fu schiacciata sotto i piedi….quei politici “democratici” avrebbero dovuto sollevare il parlamento, bloccarlo fino a quando i colpevoli e i poliziotti non fossero stati arrestati, ma invece nulla, perché i “democratici” sapevano e sanno che non conviene inimicarsi la polizia, le forze dell’ordine, anche se compirono atrocità come quelle della scuola Diaz e a Bolzaneto !
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Il comportamento delle forze dell’ordine all’interno della scuola Diaz, durante il G8 di Genova, “deve essere qualificato come tortura”.
Lo dice la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato – all’unanimità – l’Italia per violazione dell’articolo 3 della Convenzione Europea: “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.
Inoltre il nostro Paese è stato condannato anche ai sensi dell’articolo 13 perché è mancata un’inchiesta efficace per determinare la verità e perché l’Italia non ha una legislazione che condanni il reato di tortura.
Il nostro paese dovrà versare un risarcimento di 45mila euro al manifestante torturato.
Fra l’altro c’è un nostro ricorso analogo pendente a Strasburgo per le violenze nel carcere di Asti dove, ugualmente, la Corte ha rinunciato a punire in mancanza del reato.
Non si può più aspettare! Il reato di tortura va introdotto nel codice penale italiano. Firma per questo
Grazie,
Associazione Antigone via Change.org

http://www.carmillaonline.com/2006/07/20/isolare-i-violanti/

A Napoli, pochi mesi prima del G8 genovese, una repressione poliziesca altrettanto intensa si era scatenata contro i manifestanti anti-Global Forum. Al governo c’era ancora il csx, il ministro dell’interno era Enzo Bianco. Il governo di csx aveva creato i GOM (i corpi speciali della polizia penitenziaria), protagonisti di sevizie e abusi di potere nei giorni del G8 genovese. Il ministro della giustizia era Oliviero Diliberto, il governo di csx aveva fatto la “riforma” dell’Arma dei Carabinieri concedendole più poteri e autonomia, accentuando la rivalità con la polizia (e quindi anche l’escalation militare e “durista”) e aveva nominato i vertici delle forze dell’ordine responsabili della mattanza genovese (nomina di Gianni De Gennaro a Capo della Polizia: 26 maggio 2000). Durante i suoi anni al governo, il csx non aveva vigilato né preso provvedimenti contro la crescente ed esplicita fascistizzazione delle forze dell’ordine. Lo stesso Violante, da Presidente della Camera, aveva dato un bel contributo all’andazzo revisionistico, con la – a dir poco – maldestra apertura di credito ai collaborazionisti repubblichini, descritti come “migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze ” le cui ragioni andavano capite ecc. Durante la repressione napoletana della primavera 2001, alcuni manifestanti in stato di fermo erano stati costretti dai poliziotti a baciare la foto del Duce. Era il prologo a quanto sarebbe accaduto a Bolzaneto, con gli sbirri a cantilenare: “Un due tre, viva Pinochet / quattro cinque sei, a morte gli ebrei / sette otto nove, il negretto non commuove” Il governo di csx aveva organizzato il G8 di Genova e lo aveva difeso con le unghie e coi denti. Una volta passati all’opposizione, i dirigenti DS avevano scelto – col dissenso di alcuni, tra i quali Pietro Folena- di boicottare la protesta.
Poche ore dopo la morte di Carlo, i DS avevano invitato la cittadinanza a non raggiungere i manifestanti a Genova. Pareva davvero un invito a non intralciare le forze dell’ordine, che in quel modo avrebbero potuto finire l’opera. Soltanto dopo il grande corteo di sabato e dopo Bolzaneto (un’infrazione della legalità davvero troppo eclatante) il csx aveva criticato il governo Berlusconi, ricorrendo anche a similitudini col Cile, non soltanto tardive, ma anche ipocrite, alla luce di tutte le nefandezze centrosinistre di cui sopra.

FORSE CHE ALL’EXPO SI DISCUTERA’ DI OGM?
LA GENETICA CHERNOBIL
IL CIBO FRANKESTEIN

Viviana Vivarelli

L’argomento degli OGM è stato discusso abbastanza in passato. Ora tutto tace.
Io seguii a suo tempo un lungo apprendistato guidato da docenti universitari di chimica e biologia che ci spiegavano la composizione degli OGM, come questi introducessero nell’organismo sostanze aliene e ci fossero nelle catene delle molecole dei misteri inspiegabili che esigevano cautela. Nessuno di loro diceva che fossero cancerogene anche se questa ipotesi è stata introdotta recentemente, ma tutti erano allarmati dalle conseguenze poco chiare di questa metamorfosi innaturale.
Il mondo non ha bisogno di organismi geneticamente modificati. Il mondo ha bisogno di una più equa distribuzione alimentare.
Oltre al rischio ancora non valutabile sulla specie umana, è stato sottolineato quello relativo alla contaminazione dell’ambiente. E’ possibile che le caratteristiche genetiche introdotte si trasferiscano, attraverso l’impollinazione incrociata, dalle piante geneticamente modificate a specie affini nelle vicinanze. Questo fenomeno diventa inaccettabile nel caso delle piante transgeniche, che potrebbero produrre modificazioni non prevedibili sulla biodiversità, modificando le popolazioni di insetti (api, farfalle, etc) e di piante selvatiche che vivono nell’ambiente circostante (Giorgio Celli parla di ’Genetica Chernobyl’). Il protocollo di Cartagena dovrebbe controllare eventuali rischi ma risulta poco difensivo, in quanto ci sono Paesi come l’Italia dove sono vietate le culture OGM ma si importano farine o mangimi che lo sono.
Circa la propagazione attraverso il vento o gli insetti, ricordo che le aziende produttrici di transgenico chiedono il pagamento dei diritti anche ai proprietari di terreni infestati e contro il vento o gli insetti non ci sono recinti che tengano.
Si è tentato di sopperire al problema del polline creando piante maschio sterili, ma il tentativo non è riuscito, per cui chi ha a fianco un terreno Ogm è soggetto a infestazione con successive multe da parte delle aziende che detengono i brevetti, il che va contro la libertà di coltivare quello che uno vuole.
Un altro problema è che le culture transgeniche richiedono antiparassitari specifici che sono di proprietà degli stessi produttori di OGM, e i prezzi di entrambi i prodotti non hanno fatto che aumentare nel tempo, costringendo i coltivatori ad una servitù a vita, tanto più grave in quanto i consumatori non sono propensi ad acquistare prodotti che dichiarino OGM sulle etichette, così che le grosse società li hanno sempre introdotti nel mercato abusivamente, fidando nell’oscurità e nella scarsa regolamentazione delle etichette, che al di sotto di una certa soglia (09%) non dicono al compratore se in un prodotto ci sono OGM.

L’introduzione iniziale di OGM in Europa partì dalla Spagna molto prima che si parlasse di questo problema e fu totalmente clandestina. La Spagna è il paese europeo che ha le maggiori superfici coltivate con OGM (circa il 30% del Mais).
Un altro grave problema è quello che gli OGM avviano a un modello di agricoltura intensiva (e a monocultura) che è contro la tendenza di molti Paesi europei di usare invece modelli più ecocompatibili con trattamenti meno tossici e di conservare i pregi della biodiversità.
Purtroppo le società che producono OGM sono in massima parte americane, hanno stanziato forti capitali e vogliono allocare i loro prodotti, costi quello che costi, fregandosene della salute del consumatore, tant’è che quello americano, che lo sappia o no, è il popolo che usa maggiormente una alimentazione OGM.
Dopo 25 anni dall’introduzione di OGM in Europa, le analisi ufficiali rifiutano che vi siano danni alla salute, tuttavia è ben noto un aumento esponenziale delle allergie alimentari.
Le ricerche coinvolgono anche gli animali che si nutrono di OGM. Ma c’è un punto debole in queste asserzioni, ed è il fatto che le ricerche sugli OGM sono fatte dalle stesse aziende che li producono, il che rende molto inquietanti anche i risultati sbandierati. E non è la prima volta che qualcosa viene messo in commercio (si pensi ai medicinali) oscurando i possibili rischi, in quanto gli esami su di esso sono fatti dagli stessi che li producono. Dovrebbe bastare questa informazione per far dubitare degli OGM. Del resto, finché in ogni settore, i controllati si identificheranno coi controllori, non avremo mai una informazione seria, ma resteremo sempre nel campo della manipolazione. Il mercato è questo: non ricerca scientifica volta a un miglioramento del futuro, ma manipolazione dei cervelli volta all’arricchimento di pochi.
Purtroppo la Monsanto si è rifiutata di presentare i suoi studi e ci sono studi di altri che attestano danni a reni, fegato, pancreas e testicoli in topi alimentati con soia transgenica. Un nuovo studio, pubblicato il 20 settembre 2012 nella rivista Food and Chemical Toxiclogy[, che ha visto coinvolti sia Seralini che Malatesta, ha ipotizzato per la prima volta una carcinogenicità del mais OGM, che, secondo i suoi autori, provocherebbe tumori in percentuali significativamente superiori rispetto al mais convenzionale. Nello studio è stato utilizzato il mais Nk 603 (che nella Ue non può essere coltivato, ma è legalmente importato) e l’erbicida Roundup.
Un altro rischio evidenziato è quello per cui essendo gli OGM resistenti agli antibiotici trasferisce questa resistenza agli umani. Che la cosa sia vera o no non sappiamo, certo è che la resistenza agli antibiotici ci sta diffondendo, ma può dipendere anche dal loro abuso.
Le resistenze all’applicazione degli OGM nell’agricoltura in paesi del terzo mondo sostanzialmente si basano sulle seguenti motivazioni:
• Le piante OGM sono spesso vincolate all’obbligo di riacquisto di anno in anno. Questo implica che i coltivatori, che erano abituati a riseminare il raccolto, devono ricomprare la semente per garantirsi il beneficio dato dall’uso dell’OGM.
• Le sementi OGM hanno costi superiori, dovendo ammortizzare l’investimento in ricerca necessario per svilupparli.
• L’impatto dell’acquisto annuale di nuovi semi su soggetti microeconomici che faticano a raggiungere uno stato di sopravvivenza può innescare rapporti di debito prolungato con i rivenditori indebolendo ulteriormente i piccoli produttori.
• I soggetti economici in grado sfruttare le opportunità offerte dagli OGM sono spesso i grandi produttori o dei possidenti terrieri.
• L’uso di OGM potrebbe ridurre l’uso di varietà e risorse liberamente fruibili sul territorio.
• Le industrie che producono OGM spesso non vengono ritenute soggetti morali sufficientemente qualificati e affidabili.
• I paesi europei che si sono dichiarati OGM-free potrebbero rifiutare le derrate provenienti dai Paesi in via di sviluppo che li utilizzano facendo venir meno una fonte importante del loro bilancio nazionale.
L’associazione ambientalista Friends of the Earth (FoE) è da anni attiva contro l’uso degli OGM in agricoltura. Secondo FoE il report ISAAA sovrastima l’area messa a coltura di almeno un 5% e dimostra come essa sia concentrata solo in pochi stati. L’introduzione di coltivazioni transgeniche inoltre, sempre secondo FoE, ha contribuito poco o per niente al miglioramento delle condizioni economiche degli agricoltori nella maggior parte dei Paesi, e che in particolare in America Latina ha contribuito invece ad una ulteriore concentrazione della terra in mano a pochi, a discapito dei piccoli agricoltori. Gli OGM non hanno alleviato la fame del mondo e queste coltivazioni sono state utilizzate soprattutto per mangimi animali. Non sempre si hanno rendimenti superiori.
La maggior parte dell’opinione pubblica percepisce gli OGM come “innaturali” poiché gli organismi transgenici superano la barriera di specie mischiando per esempio geni di piante con quelli di animali o batteri con risultati che non potrebbero mai esistere in natura.

In Italia si oppongono all’introduzione degli OGM vari gruppi di diversa estrazione: associazioni ambientaliste quali Greenpeace, WWF, Verdi, Ambiente e Società e Legambiente, partiti politici quali la Federazione dei Verdi, due delle tre principali associazioni degli agricoltori, Coldiretti e CIA, e movimenti quali i no global.
In particolare Coldiretti ha promosso, insieme a numerose altre associazioni nazionali e locali, presso i comuni e le province l’approvazione di una delibera che dichiari il territorio come “libero da OGM”. Tale atto, pur essendo di scarso valore applicativo sia da un punto di vista legale che da un punto di vista pratico (la delibera vieterebbe non solo l’uso di OGM da parte di agricoltori e allevatori, ma anche il solo transito di materiale OGM sul territorio e, in taluni casi, anche la vendita nei supermercati, nonostante non siano previsti strumenti di controllo) ha comunque un forte valore politico avendo raccolto le adesioni da più di 2300 comuni italiani.
Gli ambientalisti ritengono che la modificazione genetica diretta “snaturi” l’organismo modificato, con conseguenze imprevedibili per l’ambiente e la salute. Ritengono inoltre che il flusso genico verso le specie agrarie o selvatiche di transgeni sia un processo irreversibile che andrà a contaminare in modo irreparabile la biodiversità presente sul pianeta. La Federazione Italiana Agricoltura Biologica ritiene che sia impossibile la coesistenza tra colture biologiche ed OGM per il forte ed irreparabile rischio di contaminazione tra le diverse colture ed i costi molto elevati da sostenere per una separazione efficace. Alcune associazioni agricole contrarie all’uso di OGM stanno invece da anni lottando contro la concorrenza dei prodotti agricoli importati a basso costo attraverso azioni di marketing del prodotto agro-alimentare Made in Italy, sottolineandone la genuinità, la tipicità e la “tradizionalità”, valori che, secondo loro, sono in antitesi all’uso di prodotti OGM che invece favorirebbero una omogenizzazione sul mercato delle produzioni agricole.
Il movimento No global ritiene che gli OGM siano l’ultima frontiera della colonizzazione delle risorse del pianeta sia tramite l’uso di prodotti OGM brevettati, sia tramite l’uso di contratti che vincolano gli agricoltori a ricomprare di anno in anno la semente che solitamente viene venduta da una o poche società monopoliste.

In Italia nel luglio 2013 è stata annunciata la firma di un decreto che proibisce uno dei più diffusi OGM, il mais Monsanto 810.
Altra fonte di polemica in Italia è il fatto che per l’alimentazione del bestiame si è decisamente importatori di mais e di soia OGM, anche per le produzioni caratteristiche come prosciutti o formaggi, che vengono commercializzati senza specificare l’utilizzo di mangimi derivati da piante transgeniche. Il maggiore produttore mondiale, la Monsanto, ha annunciato che rinuncia a presentare nuove domande di autorizzazione per la coltivazione degli OGM, puntando tutto sull’importazione dei prodotti che è libera
Per la soia OGM, vige il divieto di coltivazione, ma non d’importazione e il prodotto disponibile sul mercato mondiale è quasi esclusivamente quello OGM.

La guerra per la penetrazione degli OGM in Europa è una delle tante guerre americane di invasione del pianeta.
Con il Protocollo sulla Biosicurezza biosicurezza del 1992 molti paesi – europei e non – bloccarono l’importazione degli organismi geneticamente modificati, considerati non sufficientemente testati. Il Protocollo, fermato dagli Usa per 8 anni, venne infine ratificato a Montreal, nel gennaio del 2000, dove 131 paesi (compresi di Usa) siglarono una convenzione preliminare sulla biosicurezza che riguarda però soltanto il commercio di sementi. I prodotti lavorati made in Usa, quindi, restavano fuori dal divieto anche se contenevano Ogm.Nel 2002 la superficie globale delle colture GM era pari a 58,7 milioni di ettari distribuiti tra 16 paesi. Secondo uno studio Statunitense sui livelli di pesticidi nelle piantagioni Geneticamente Modificate di mais, soia e cotone, l’applicazione di pesticidi in quelle varietà è risultata maggiore che nelle varietà convenzionali. Nei primi tre anni dall’introduzione della tecnologia le piantagioni OGM avevano ridotto l’uso di prodotti chimici del 25%. Ma nel 2001 è stato dosato il 5% in più di pesticidi rispetto alle piantagioni non GM; nel 2002 il 7.9% in più; e nel 2003 l’11.5% in piu’. Nelle sole piantagioni di mais durante il periodo 2002-2003, sono stati applicati il 29% di pesticidi in piu’ rispetto alle piantagioni di mais non OGM. Molti coltivatori hanno bisogno di incrementare le dosi di erbicidi sulle piantagioni OGM al fine di mettere sotto controllo le specie di infestanti più forti che starebbero sviluppando la resistenza genetica.
In India, dove la penetrazione di OGM fu precoce si ebbero migliaia di suicidi tra i contadini che si trovarono specie infestanti, le cui malattie si potevano combattere solo con i pesticidi venduti dagli stessi che avevano prodotto OGM, che dovevano pagarne i diritti anche se non ne volevano più, e che si trovavano specie che non garantivano la quantità prodotta ed erano sterili, cioè non producevano seme per le culture successive. Le multinazionali vogliono vendere OGM, impedendo la distinzione tra cibi artificiali (transgenici) e naturali, perché i sondaggi prevedono il fallimento commerciale dei prodotti che segnalassero contenuti di OGM o derivati. Potenti lobby sono riuscite così ad ottenere 3 anni fa la cosiddetta “soglia di tolleranza” dell’1%, sotto la quale non si deve etichettare la presenza di OGM autorizzati in Europa. E se fin’ora nessuna etichetta si è vista sul mercato, vorrei sapere perché dovrebbero apparire d’incanto, quando la “tolleranza” è rimasta praticamente la stessa a 0,9%? Inoltre, se oggi è possibile impedire presenze illegali di OGM non autorizzati nell’Ue con la tolleranza zero, il nuovo regolamento prevede la soglia senza etichetta allo 0,5% anche per OGM non autorizzati che saremo costretti a mangiare senza saperlo. Intanto le intolleranze alimentari dilagano e nessuno ci sa dire perché.
La Norvegia non è entrata in Europa perché gli agricoltori non hanno voluto ed oggi ha applicato il principio di precauzione con grande senso sociale. Ha proibito alimenti e semi OGM finché non ne sarà dimostrata l’innocuità, la necessità, e il rispetto dei criteri Onu sullo sviluppo eco-sostenibile. Quello della necessità è a mio parere il punto più importante poiché se applichiamo il confronto tra tecnologie diventa evidente che gli OGM non hanno necessità tecnico-produttiva, viste le alternative disponibili. Inoltre non funzionano, perché insetti ed erbacce diventano resistenti e sono altamente inquinanti. I sistemi agricoli tradizionali di piccola e media scala, basati su policolture, rotazioni e agroforestazione, dimostrano incrementi produttivi anche del 100% rispetto alle coltivazioni industriali chimiche. E’ l’Agricoltura biologica l’alternativa ai pesticidi, non certo gli OGM.

Con gli OGM abbiamo un colossale assalto al mercato del mondo che modificherà la natura in modo irreversibile e di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine. O pensiamo che la natura sia stupida e si sia posta dei grossi limiti solo perché l’uomo stravolga le sue leggi fondamentali?
A trasformare una pianta non ci vuole niente. Ma poi? Nessuno sa cosa succede poi.
Si coltiva una piantina in provetta, vediamo solo un ammasso di cellule , si mette in una sola cellula un po’ di DNA di un’altra pianta, l’informazione passa a tutte le cellule, e si sta a vedere cosa esce. Esce un mostricino. Un Frankenstein delle piante. Sono 60 anni che si fanno questi mostricini. Si isolano vari geni, si sequenziano, si prendono quelli le cui informazioni ci interessano e si innestano.
Per esempio si fa il pesce- fragola. Si prendono le cellule della fragola, e poi il DNA di un pesce artico che vive nel freddo del Polo, si prende l’informazione che gli permette di reggere il freddo e si innesta questa informazione nelle fragole, così avremo delle fragole che si possono coltivare in Finlandia perché reggono il freddo. (!!!) E’ demenziale. Nello stesso tempo le coltivazioni plurime scompaiono perché le multinazionali trovano più conveniente fare monoculture. Insomma scompaiono le varietà naturali delle piante con cui la natura si è adattata ai microclimi (per es. in Sud America ci sono 257 varietà di mais) e vengono imposte piante artificiali create in laboratorio i cui effetti nel nostro organismo ci sono ignoti.
Non ci basta aver alterato l’alimentazione animale (farine che contengono mix fatti con mucche morte di malattia) con gli effetti perversi che abbiamo sotto gli occhi e di cui non si parla più anche se i morti per encefalite continuano, e abbiamo anche un centinaio di persone morte per variante umana di mucca pazza, vogliamo anche stare a vedere cosa succede alimentandoci di organismi vegetali alterati geneticamente? Abbiamo allevamenti di pesci alimentati con farine contenenti diossina con effetti tossici, avremo presto miliardi di polli clonati usando cellule staminali con effetti ignoti su chi li mangerà. Non ci basta l’enorme aumento di intolleranze alimentari? Vogliamo anche distruggere l’ecosistema con danni all’ambiente inimmaginabili, e solo per far crescere gli introiti di alcune spregiudicate società americana? Da 20 anni il 20% del nostro grano era un OGM e nessuno ne era avvertito, mentre cresceva il numero delle persone che non possono più mangiare alimenti contenenti farina per intolleranza al glutine e presentano celiachia e enteropatia infiammatoria (si pensi alle pappe e ai biscotti per bambini).
E all’Expo dicono questo? Non ci pensano nemmeno!
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L’ultima entrée negli Ogm arriverà in USA il prossimo anno. Lo sforzo della ricerca nel settore ha prodotto ben “la mela che tagliata non scurisce”!! Davvero una cosa di cui il mondo aveva bisogno!? L’Italia è il paese delle mele, ci mancherebbe anche che spendessimo per acquistare prodotti simili!
Nel campo di tante malattie terribili ci sarebbe anche troppo da cercare che potrebbe attirare gli investimenti nella ricerca e pensare che somme incredibili vengono spese per sciocchezze come questa dà l’idea della follia del mercato.
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In occasione dell’Expo è partita la richiesta a Renzi di 39 associazioni contro gli OGM. Esse chiedono a Renzi di respingere la richiesta di un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais MON810. Se il ricorso fosse accolto, si rischierebbe di aprire la strada a semine incontrollate di colture geneticamente modificate. Si chiede invece al governo italiano di impegnarsi in sede europea per impedire coltivazioni geneticamente modificate. Le 39 associazioni sostengono che quella degli OGM è una strada senza ritorno.
Negli Stati Uniti, dove il 73 % dei semi è stato geneticamente modificato per tollerare gli erbicidi, chi ha acquistato sementi brevettate deve per contratto continuare a farlo per un periodo determinato. Così, negli USA, la Monsanto, principale produttore di mais transgenico, ha già fatto causa a numerosi agricoltori per violazione contrattuale. A questo circolo vizioso si aggiunge il prezzo in crescita delle sementi OGM: dal 1975 al 1997 – prima dell’era OGM – per la semina di un campo di soia l’agricoltore investiva nell’acquisto dei semi dal 4 all’8% del reddito lordo derivante dalla coltivazione. Nel 2009 le sementi OGM costavano il 22,5% del reddito ottenuto. Situazione simile per il mais. Nel 2001, il prezzo medio dei semi OGM era di 110 dollari, rispetto agli 85 delle sementi convenzionali. Nel 2012, il prezzo medio delle sementi di mais OGM era salito a 263 dollari per unità, mentre le varietà convenzionali si attestano su una media di 167 dollari. In Italia, esiste ancora la possibilità di scegliere e di fermare l’agricoltura geneticamente modificata. Ma è necessaria una forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni per contrastare l’avanzata di un modello agricolo che potrebbe mettere in serio pericolo uno dei settori più redditizi, sia sul mercato interno sia nel panorama delle esportazioni.
Fondamentale anche comunicare l’esistenza di una valida alternativa: il biologico. Le aziende agricole italiane hanno una superficie media di 8 ettari: chi si basa su monocoltura di mais impoverisce il suolo, riduce al minimo il lavoro e non riesce comunque a dare reddito all’agricoltore. Un’azienda biologica e diversificata che produce prodotti di qualità e vende a filiera corta fa invece un servizio per il territorio: può dare più lavoro, più ambiente e più reddito agli agricoltori. E lo stesso accade a chi –come buona parte del mondo agricolo nazionale – sceglie di puntare sulla qualità e sulla tipicità.
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Gli Ogm vanno messi fuori legge, ecco alcuni motivi:
– hanno promesso aumenti nei raccolti e riduzione dell’inquinamento chimico, promesse ribaltate (vedi rapporto nov. 09 di C. Benbrook: meno 10% nei raccolti e 4 volte più inquinamento da pesticidi)
– sono un rischio per la salute umana e per l’ambiente
– hanno privatizzato la materia vivente del pianeta, un “bene comune” prezioso quanto l’acqua
– non migliorano la distribuzione di cibo nel mondo, ma sono una causa della fame nel mondo. I popoli dipendono da multinazionali votate al profitto, con la riscossione del diritto di brevetto (ad ogni ciclo riproduttivo della pianta) e con il controllo del mercato globale del cibo.
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La disinformazione non permette di valutare tra fautori e gli oppositori, ma gli interessi in gioco sono enormi e anche i compensi ai governi compiacenti sono enormi. Non è questione di progresso o di scienza ma di business
Per questo gli OGM sono stati introdotti nel mondo in modo furtivo quasi senza sperimentazione
Si dice che l’uomo ha fatto incroci e selezioni da sempre, perché non si dice che questo tipo di incrocio è stato rifiutato dalla natura da sempre? Se ciò è, ci sarà o no una ragione?
Si sa che le aziende che producono Ogm sono pochissime ma fortissime?
Si è pensato al colossale business dei brevetti? Si dice che gli OGM porteranno a creare piante più forti o dotate di proprietà medicinali e debelleranno la fame? Voi credete che i popoli affamati avranno i soldi per comprare a vita le nuove sementi il cui prezzo è sempre più caro? Non è anche questa una nuova colonizzazione? Non vedete che ogni volta che il business ha voluto forzare una situazione ha parlato subdolamente della grande fame del mondo ma che questa poi non ha fatto che aumentare?
Abbiamo adesso il più grande business di tutti i tempi e chi produce OGM si servirà di tutti i mezzi per non farselo sfuggire perché avrà in pugno il cibo del mondo. Ma la prima arma per conquistare il mondo è la disinformazione: si fanno passare solo le notizie che sono convenienti a chi ci guadagna.
Le multinazionali intendono conseguire il governo del pianeta e sono disposte a tutto pur di massimare i loro profitti. E chi avrà il monopolio del cibo avrà il controllo del mondo
Non dovrebbero esserci dubbio sul cinismo delle loro scelte e sui danni planetari che stanno portando il Mondo a morte. Eppure l’inganno continua.
Le multinazionali delle armi e del petrolio americane ci hanno ingannato abbastanza facendoci credere che l’invasione e la depredazione del Medio oriente servivano a scopi nobili, come l’esportazione della democrazia e la diffusione della libertà. Dopo 12 anni siamo in grado di misurare l’ampiezza del loro inganno? E ora dovremmo ricominciare tutto da capo con l’imbroglio megagalattico degli OGM che tolgono la fame del terzo mondo, o sulle centrali nucleari che sono “più pulite” del petrolio o del metano? L’inganno non finisce mai. E se il Vaticano sponsorizza gli OGM, posso solo pensare che lo IOR ha un capitale investito anche in OGM come ne ha nella Coca Cola. E, dal momento che finanziariamente faceva patti anche con la banda della Magliana, non mi turba più di tanto sapere che dà una mano a multinazionali efferate come la Monsanto. Si passa dalla microcriminalità alla macrocriminalità ma il principio di superare l’etica in nome del profitto resta lo stesso
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Storiellina
Sono usciti i risultati di un sondaggio effettuato dall`ONU. LA domanda era:-Per piacere, dica onestamente qual`è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo. Il risultato è stato il seguente:
-gli europei non hanno capito cosa sia la `scarsità`
-gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti
-gli americani hanno chiesto il significato di `resto del mondo`
-i cubani, straniti, hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di `opinione`;
-nel parlamento italiano, si sta ancora discutendo su cosa sia `onestamente`

Lalla segnala:
L’UE SI PREPARA A FAR CADERE TSIPRAS
https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/04/07/la-ue-avverte-tsipras-e-si-prepara-a-farlo-cadere/

Il Financial Times ha riportato voci provenienti dalla Commissione Ue secondo le quali la cara Europa si appresterebbe a favorire in qualche modo un cambio di esecutivo ad Atene: “Questo governo non può sopravvivere”, “Tsipras deve decidere se vuole essere premier o leader di Syriza”, ha detto un anonimo, ma alto funzionario incaricato di rendere esplicita la minaccia, di far leggere il pizzino evitando a Bruxelles la vergogna di prendere ufficialmente una posizione in questo senso.
Insomma persino la politica fin troppo arrendevole di Tsipras, è intollerabile per la troika europea che concepisce solo la resa al suo modello di regresso sociale nel quale ormai si sostanzia l’idea di unione continentale. Talmente intollerabile da far trapelare la minaccia di agire per favorire una caduta del governo di Atene e la sua sostituzione con un esecutivo formato dalla parte più a destra di Syriza, i rimasugli del Pasok e centristi vari. Potrebbe accadere? Sebbene le parole fatte arrivare al Financial Times costituiscano per ora una mossa nella partita a scacchi greca, non c’è dubbio che Bruxelles possa contare in vista di una sorta di golpe, sulle pulsioni europeiste che allignano non solo nelle destre liberiste, ma anche in gran parte della sinistra. Compresa Syriza e parte del governo che nell’ultima missiva mandata a Bruxelles per cercare di strappare gli aiuti necessari a tamponare la solvibilità di Atene, ribadisce la volontà greca di essere “un membro orgoglioso e irrinunciabile dell’Unione europea e un membro irrevocabile della zona euro”.
E’ fin troppo chiaro che la governance della Ue è poco disponibile ai compressi visto che eventuali tagli di debito e deroghe alle riforme nei confronti della Grecia costituirebbero un precedente più grave di una eventuale uscita del Paese dalla zona euro: il giorno dopo anche tutti gli altri Piigs chiederebbero analogo trattamento, mandando in completa confusione il governicchio francese e decretando la fine politica della Merkel. Così una sorta di golpe ucraino che ribadisse la preminenza dell’eurozona sulla democrazia, sarebbe la strada più facile, tanto più che l’unica vera via d’uscita di Tsipras non potrebbe essere che un totale cambiamento di orientamento geopolitico con relativa richiesta di appoggio alla Russia e alla Cina.
Tutto questo è stato reso possibile dall’illusione di Syriza e ahimè anche di altre formazioni che in qualche modo si richiamano alla sinistra radicale, della possibile esistenza di un’altra Europa che in realtà è svanita dagli schermi radar già un quarto di secolo fa con il disgraziato trattato di Maastricht con il quale si è barattata l’unione politica con quella monetaria collegata ai dettami del capitalismo finanziario. Fu un errore in buona fede per molte sinistre europee: non furono colti i pericoli di disunione insisti nella creazione di una moneta unica in un’area profondamente disomogenea e che in qualche modo aveva funzionato proprio per la compensazione che le diverse divise riuscivano a creare. E soprattutto non si capì che affidare a una moneta la missione di portare a compimento l’Unione significava mutare completamente il senso e lo scopo della stessa. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, tutti in modo o in un altro ci hanno creduto o ci sono cascati. Ma perseverare ancora oggi su questa strada è diabolico. O francamente un po’ ottuso: credere che il farraginoso corpaccione continentale, dominato ormai da poteri extra democratici appena imbellettati da un parlamento senza poteri, subornato dagli interessi Usa e incapace di darsi un profilo autonomo, in procinto di varare un trattato transatlantico che la priverà della residua sovranità reale, possa tout court essere “migliorato”, arrivare a legittimare i suoi diktat in base a queste fumose speranze e a pulsioni retoriche residuali, significa ostinarsi a rimanere dentro un incubo reale in virtù di un miraggio. Le cose sono andate troppo avanti e solo mostrandosi decisi a mettere tutto in gioco si potrà sperare di ottenere qualcosa.
Adesso tocca a Tsipras decidere se dire no al ricatto e giocare la sua partita o se tentare di rimanere un premier dimezzato rimangiandosi le promesse fatte ai greci, ma indirettamente anche agli altri europei. E fingendo di aspettare Godot alias Altra Europa.
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Il trailer del nuovo film di Veltroni
Molto carino!

SEMPRE MEGLIO CHE NIENTE
triskel182

Le riforme dell’era berlusconiane erano quelle all’impronta del meno peggio: lui chiedeva 100, per i suoi interessi, sapendo che a furia di ricatti sarebbe riuscito ad arrivare a 40 o 30. Chiedeva di sospendere migliaia di processi, eravamo nel 2008 dopo la vittoria alle elezioni: non solo il suo, ma anche altri 100mila, per decreto legge. E poi il bavaglio alla stampa. Finché non ci si mise d’accordo con l’immunità, il lodo Alfano. Che poi è lo stesso Alfano che oggi fa il ministro dell’interno (con un altra maggioranza, pare).
Le riforme di oggi sono invece all’insegna del sempre meglio che niente.
Il reato di autoriciclaggio non punisce veramente coloro i quali reinvestono i proventi criminali? Beh, prima non c’era nemmeno la legge, sempre meglio che niente.
La riforma delle province lascia buchi di competenze, prevede 20.000 dipendenti in soprannumero, rischia di lasciare i cittadini senza servizio.
Ma almeno non abbiamo più questi enti inutili. Sempre meglio che niente.
La legge sul falso in bilancio non prevede intercettazioni per le società non quotate (la maggioranza), con il rischio di aver lasciato scoperto un fianco per la lotta alla corruzione?
Ma come, prima non c’era nemmeno il falso il bilancio e ora almeno è stato introdotto per le società quotate. Sempre meglio che niente.
Stesso discorso per il reato di voto di scambio mafioso, il 416 ter. Per come è formulato sarà difficile provare il dolo, la volontà di favorire la mafia. Un favore ai politici che chiedono i servizi di mafia Spa? Ma almeno abbiamo riformulato il reato che prima non era definito bene. Sempre meglio che niente….
Potremmo anche parlare del senato, della legge elettorale (preferite quella di prima? La stiamo cambiando..), della riforma del lavoro (che estende le coperture ad una platea di lavoratori più ampia, ma tocca lo statuto dei lavoratori, non da garanzie sulla stabilità dei contratti, ci sono dubbi sulle coperture ..).
Ecco, temo che a furia di dire sempre meglio che niente, diventeremo anche noi niente.
E scusate se mi permetto di usare una frase di Edoardo De Filippo.

ESSERE VEGETARIANI
Viviana Vivarelli
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Vado spesso a Londra perché ci vive mia figlia. Londra è piena di supermercati, sempre aperti (anche 24 ore), chiudono solo a Natale. I più noti sono l’economico Tesco, Sainsbury, M&S Food, Waitrose, Asda, Iceland, Safeway, Somerfield, Morrisons, Lidl e Netto o i locali Costcutter ed i biologici Planet Organic, Fresh & Wild (Whole Food).
Ovunque leggi la scritta ‘organic’, cioè biologico. Holland & Barrett sono specializzati in alimenti naturali e servono soprattutto vegetariani, vegani e persone con diete specifiche (senza glutine, ecc).
Planet Organic è il grande supermercato biologico del Regno Unito, con provenienza interamente certificata. Prodotti nutriente, stagionali e alimenti biologici. In vendita esclusivamente cibi freschi e genuinamente biologici. Carni di proveniente nazionale.
A me piace Waitrose, di costo medio ma con prodotti alimentari di alta qualità e un attento servizio al cliente.
Whole Foods è Americana ma anch’essa attenta ai prodotti “naturali” e biologici.
In Inghilterra essere vegetariani è una cosa normalissima, una scelta come un’altra. Nella maggior parte dei ristoranti (anche quelli thai) accanto ad ogni piatto c’e una V per indicare il piatto “suitable for vegetarians” e lo stesso simbolo si trova su qualsiasi prodotto alimentare, in qualsiasi supermercato…
In Inghilterra i vegetariani sono 7 milioni, ma il 27% ci sta pensando.
La Vegetarian Society of the United Kingdom è la più antica organizzazione vegetariana del mondo.
I vegani sono in costante aumento e tra pochi anni saranno metà della popolazione.
Lo scandalo della mucca pazza e della carne di cavallo adulterata ha convinto molti inglese alla scelta vegetariana.
Mia figlia e i suoi bambini mangiano molto quorn, un fungo usato al posto della carne, è ottimo e sostituisce salsicce, fettine, cotolette ecc, ha un basso apporto di colesterolo e un alto contenuto proteico (noi non si sa perché abbiamo solo i Valsoia)
In Europa (ma i dati sono incerti) i vegetariani sarebbero:
Irlanda 6 %, Germania 8%, Austria 4 %,Francia 2 %,Svizzera 9%.
E in Italia? Alcuni parlano del 7%. Per certe fonti sarebbero quasi 3 milioni ma il numero aumenta costantemente. Eurispes stima che nel 2050 i vegetariani saranno ben 30 milioni. Malgrado questo nei ristoranti italiani non sono previsti menu per vegetariani e l’attenzione alle verdure è molto scarsa. Normalmente è la parte più deficitaria e meno fantasiosa del menu. Molti non vanno in là della solita insalata e delle patate. E per fortuna che siamo il paese degli ortaggi!

CRESCITA DEMOGRAFICA E MANTENIMENTO DEL WELFARE
Mail di S.
Lessi, subito dopo la crisi del 2008, delle tesi universitarie elaborate sulla crisi del 1929, per capire se vi fossero delle analogie tra quella del 2008 e quella, appunto, del 1929. Le analogie, effetti devastanti a parte su imprese e famiglie, erano quasi nulle.
Quella del 2008 si vede lontano un miglio che è una crisi voluta e pilotata. A che cosa non è ben chiaro, ma che non sia una crisi economica, lo si è visto. Infatti è partita dalla “finanza”, soprattutto quella “creativa”, per impattarsi, di brutto, sull’economia reale. Perché?? Quali sono gli effetti? Da una parte si diminuiscono gli stipendi. Si riducono i proventi dagli investimenti (titoli obbligazionari con rendimento = 0). Si favoriscono gli investimenti nel capitale di rischio, ma essendo, appunto, di rischio, non sono l’investimento prudente per eccellenza. Quindi riduzione dello Stato Sociale, quello che impropriamente in Italia viene chiamato “Welfare”, andrebbe chiamato “Welfare State”. Insomma, da una parte si predica che bisogna favorire in ogni modo la “ripresa”. Da un’altra parte si affossano – scientemente – tutte quelle misure che la ripresa favorirebbero. Perché?
Siamo troppi. Non ce n’è, e soprattutto, non ce ne sarà per tutti. Vuoi vedere che coloro “che tirano le fila” hanno deciso un atterraggio morbido dei consumi per diminuirlo e per fare in modo che ne rimanga di più per loro? Ovviamente senza dirlo. Tutto TOP SECRET. Mi spiego meglio. Siamo in dieci in una piccola isola. Abbiamo tutto per tutti. Diventiamo 20. Dieci continuano ad avere tutto, gli altri 10 hanno di meno. Diventiamo 30. 10 continuano ad avere tutto, 10 hanno di meno, 10 non hanno niente, fanno la fame. Diventiamo 100. I primi 10 capiscono che se gli altri 99 vogliono avere come loro, o si ammazzano tra di loro, o escogitano un sistema intelligente per fare in modo che loro, i primi 10, continuino ad avere i loro privilegi e le loro ricchezze, gli altri 99 invece si azzannino e si accapigliano tra di loro in inutili quanto futili diatribe, che nascondono il vero obiettivo: non ce n’è per tutti.

L’ultimo articolo di Eugenio Benetazzo mi viene in soccorso.
“La maggior parte delle persone è fortemente influenzata da quanto viene trattato dai talk show nazionali o dai titoli da prima pagina della stampa. Solitamente quando think tank o lobby di potere perseguono un determinato risultato od obiettivo, astutamente quest’ultimo non viene sbandierato, anzi di solito si puntano i riflettori su qualcosa di passeggero o insignificante che cattura l’attenzione dell’opinione pubblica e la tiene incollata per settimane. D’altronde l’ordine, inteso come disciplina che designa i criteri con cui si definiscono le piramidi di potere è il pilastro che garantisce la sopravvivenza e la predominanza della nostra specie.
In questo momento stanno convergendo gli interessi e gli obiettivi di due gruppi in parte di natura politica ed in parte di ingerenza finanziaria. Le due priorità mondiali a livello istituzionale sono inquietanti, nel senso che non possono essere trattate a livello mediatico in quanto innescherebbero possibili fenomeni di destabilizzazione politica internazionale che potrebbero compromettere l’ordine. Qualcuno parla di Nuovo Ordine Mondiale ma non è il nome che conta, quanto l’obiettivo.
Crescita demografica e sostenibilità finanziaria dei modelli di welfare nelle economie avanzate sono i due punti per le élite da gestire.
Paradossalmente queste elite hanno obiettivi fra di loro antagonisti, tuttavia al momento stanno convergendo ad una soluzione condivisa.
Non può avere alcun futuro un mondo in cui sette miliardi e 300 milioni di esseri umani (oggi) vogliono vivere tutti con lo stesso stile di vita: un mondo in cui la popolazione cresce al netto delle morti di oltre 200 mila individui al giorno ha un solo futuro certo e repentino, l’auto-distruzione.
I paesi con i più alti tassi di natalità si trovano oggi in Africa: Nigeria, Egitto, Etiopia, Congo, Tanzania, Uganda, Sudan, Camerun, Angola, tutti sopra il 4.00 ed alcuni addirittura oltre il 6.00 (significa una media di sei figli per donna, contro invece il 1.4 dei paesi europei).
Da una parte abbiamo un mondo che cresce senza freni inibitori e dall’altra un altro mondo che non vuole più figliare e deve garantire un determinato stile di vita (assistenza, pensioni, sanità, degenze, cure) alle popolazioni più ricche. Sono due bombe che vanno disinnescate quanto prima. Statisticamente e storicamente è dimostrato che un miglioramento consistente del tenore economico produce un vistoso abbassamento dei coefficienti di natalità, in particolar modo se vengono intraprese anche politiche di emancipazione economica della donna. Le ragazze cinesi non si vogliono più sposare, preferiscono puntare allo stile di vita di Sex & The City. Pertanto negli anni a venire si dovranno canalizzare decine di milioni di africani in Europa in modo da garantire nuova contribuzione economica a supporto della sostenibilità finanziaria del welfare europeo. Programmi volti ad aumentare il benessere economico (si chiama globalizzazione) in Brasile, Messico e Sud Est Asiatico sono da anni in corso con notevole successo (abbassamento medio da 4.00 a 2.00 del coefficiente di natalità). Nei prossimi 5 anni i maggiori contributi alla crescita demografica mondiale (stima di 8 miliardi entro il 2020) li daranno Nigeria, Pakistan e Bangladesh (circa 2/3 di 700 milioni di nuove persone).
In un pianeta in cui la specie dominante ed anche quella più invasiva per l’ambiente e la coesistenza delle altre specie cresce al ritmo di un milione di individui ogni cinque giorni si deve, per de
finizione e per spirito di sopravvivenza, mettere la crescita demografica ed il suo contenimento come priorità assoluta davanti a tutto. In caso contrario quello a cui oggi siamo abituati a dare valore scomparirà più velocemente di quello che possiamo immaginare.
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Il video di Cozza
Crozza: Evoluzione della specie? Noi siamo più per la corruzione della specie

MAI DIRE REGIME
Marco Travaglio

Dice bene Concita De Gregorio: “Bisogna essere molto longevi, in questo Paese”. Molto longevi per avere giustizia almeno in Europa. Ma anche per ricordare a chi non c’era, a chi ha dimenticato, a chi ha visto solo la tv tanti fatti gravissimi, e chiamarli con il loro nome.
Ora che l’ha messa nero su bianco la Corte di Strasburgo, molti scoprono che l’Italia ha conosciuto la tortura. Non nelle galere nazifasciste nel 1943-45. Ma in una scuola di Genova, 14 anni fa, in piena “democrazia”. Negli stessi mesi l’Italia conosceva anche la censura. Ma era vietato parlare di regime e quei pochi che si azzardavano a farlo venivano scomunicati. Non solo dal regime, ma anche dalla stampa “indipendente”, e persino dalla cosiddetta opposizione. Non è acqua passata, perché con quella stagione nefasta non abbiamo mai fatto i conti. “Voltiamo pagina”, si dice. Troppo comodo il revisionismo di opinionisti e intellettuali “di sinistra”, che confondono la “normalità” con l’amnesia.
E non s’accorgono che il berlusconismo non finirà con Berlusconi (ammesso che sia giunta la sua ora): finirà quando si chiameranno finalmente le cose con il loro nome (non solo a Strasburgo, ma anche in Italia), e il virus che ha contagiato tutto e tutti, a destra e a sinistra, sarà sradicato dalle nostre teste e viscere fino all’ultimo sintomo. Berlusconismo è “politica del fare” purchessia, leggi per favorire i pochi contro i molti, collusione fra arbitri e giocatori, disprezzo per la Costituzione camuffato da “riforme istituzionali”, Parlamento controllato da due o tre boss con legge elettorale ad hoc, insofferenza alle critiche della libera stampa, allergia a un’opposizione forte e radicale (l’unica possibile nelle vere democrazie), ostracismo ai controlli terzi (magistratura, informazione e opinione pubblica), orrore per la “piazza”, occupazione partitocratica della tv, trasformazione della stampa in megafono del potere, cupidigia di servilismo ai piedi dei potenti, impunità per la classe dirigente gabellata per
“primato della politica”. Tutte tossine letali che tuttora ammorbano l’Italia.

I “fatti di Genova”, come pudicamente la vaselina della stampa di regime ha sempre chiamato le torture del G8 2001, non spuntarono dal nulla come un fungo raro. Furono la prova generale di un’operazione studiata a tavolino, e perfettamente riuscita, per abituarci alle maniere spicce e sfigurare i fondamentali della democrazia liberale e dello Stato di diritto. Chi nel 2001 non era nato o andava all’asilo non ha mai avuto la fortuna di vederli. Così non ne sente neppure la mancanza.
Montanelli l’aveva già capito il 17 marzo 2001, nel pieno delle polemiche sulla mia intervista al Satyricon di Luttazzi sui rapporti fra Berlusconi, Dell’Utri e la mafia: “Questa non è la destra, questo è il manganello”. E così altri tre vegliardi – Bobbio, Galante Garrone e Sylos Labini – che raccolsero l’appello di Flores d’Arcais su Micromega contro B. “pericolo per la democrazia”. Il 13 maggio Berlusconi non vinse, stravinse le elezioni. Primo atto: la mattanza di Genova. Rai e Mediaset censurarono le scene più crude, salvo il Tg5 di Mentana e il Tg3. Un cineoperatore del Tg2 riuscì a riprendere 20 minuti di pestaggi ai manifestanti. Si vedeva un gruppo di ragazzine che urlavano “Siamo delle Acli!”, mentre la polizia le massacrava di botte. Ma il filmato non fu trasmesso. Lo utilizzò un inviato del Tg1, Bruno Luverà, per un reportage che gli valse il premio Saint Vincent. Dieci giorni dopo anche La7, unica alternativa al monopolio televisivo, fu normalizzata col passaggio di Telecom a Tronchetti Provera, che subito smantellò il palinsesto già pronto con Lerner direttore del tg e i programmi di Fazio e dei Guzzanti. A settembre, dopo la strage delle Torri Gemelle, l’Italia entrò in guerra contro l’Afghanistan. Il 12 gennaio 2002 Borrelli aprì l’anno giudiziario col celebre “resistere, resistere, resistere”. Subito dopo partirono i girotondi. Intanto B. si pappava la Rai con un Cda di stretta osservanza e un dg, Agostino Saccà, che aveva appena dichiarato: “Voto Forza Italia con tutta la mia famiglia”. E Violante ricordava a B. le benemerenze del centrosinistra: “Nel ‘94 gli è stata data la garanzia piena che non gli sarebbero state toccate le tv. Lo sa lui e lo sa Gianni Letta”. Il premier, da Sofia, ordinò alla sua Rai di cacciare Biagi, Santoro e Luttazzi. Detto, fatto. Il 9 luglio il Cda bloccò pure la messa in onda del documentario Bella ciao di Freccero (appena rimpiazzato a Rai2 col leghista Marano), Marco Giusti e Roberto Torelli sulla macelleria di Genova, appena applaudito al Festival di Cannes, ma proibito in Italia. Poi, nell’estate 2004, i vertici Ds pensarono bene di invitare alla Festa nazionale dell’Unità in programma a Genova l’ex ministro dell’Interno Scajola, responsabile politico della repressione. Padellaro, condirettore dell’Unità, scrisse un editoriale dal titolo sarcastico: “I testimoni di Genova”: “È possibile che Scajola ci racconti finalmente chi diede l’ordine dei pestaggi al G8? No, il massimo che possiamo attenderci è qualche cautissima, genericissima, fumosissima apertura al dialogo destinata a evaporare con la fine dell’estate, quando riapriranno il Parlamento e Porta a Porta”. Rispose tal Paganelli, responsabile della Festa: “Appare perlomeno singolare la scelta dell’Unità (giornale) di dedicare all’Unità (festa) un editoriale di critica alla vigilia dell’apertura”. E Vannino Chiti: “La gente non vuole una contrapposizione frontale permanente”. Colombo e Padellaro, nella serata inaugurale della Festa, furono accolti da un lungo applauso della folla in piedi. Pochi mesi dopo, fu cacciato Colombo. Poi anche Padellaro. Chiamare regime il regime non portava buono. Nemmeno a sinistra.

Da Il Fatto Quotidiano del 09/04/2015.

TOH, I 5 STELLE
Marco Travaglio
Ogni tanto i padroni dell’Italia e la stampa e le tv al seguito decidono che i 5Stelle sono morti e si può tornare ai bei tempi del finto bipolarismo, quando destra e sinistra si alternavano al governo, l’una per fare più o meno le stesse cose dell’altra, che intanto fingeva di opporsi. Poi un’elezione, una manifestazione, un sondaggio li riporta alla triste realtà: il M5S è sempre vivo, anzi rimane largamente il secondo partito, l’unico che non perde consensi, anzi ultimamente ne guadagna. E allora fingono di cadere dal pero: “I 5Stelle risalgono a sorpresa”. In effetti è sorprendente che la forza politica più ignorata e massacrata dai media, i quali ne parlano solo per segnalarne gli errori e le divisioni (com’era accaduto solo alla Lega delle origini e a Di Pietro), sia ancora lì sopra il 20%, mentre gli altri (sempre in tv a pavoneggiarsi e a farsi elogiare) calano o franano? La Banda Larga, sotto la regìa di Renzi, sperava di aver trovato in Salvini il caterpillar spazza-Grillo, infatti ne ha fatto per mesi un gigante mediatico, che però s’è già mezzo sgonfiato dopo il pieno di consensi.
L’ultimo sondaggio Ipsos pubblicato da Nando Pagnoncelli sul Corriere è illuminante: il Pd perde 1 punto su febbraio e 5 sulle Europee di maggio 2014; il M5S guadagna l’1,5% su febbraio e 0,2 sulle Europee; la Lega Nord è stabile da tre mesi al 13,7, ma ha più che raddoppiato il dato europeo grazie alla tournée televisiva e cartacea dell’altro Matteo; FI è al 13,5, ferma da gennaio e 3,5 punti sotto il minimo storico delle Europee; in lieve crescita Fratelli d’Italia al 4; fermi i centristi di governo, divisi fra Ncd (2,2) e Udc (2,5), che – se si votasse con l’Italicum e non si unissero – verrebbero aboliti dalla soglia del 3%; Sel è al 3,6%, in calando, priva del valore aggiunto di Tsipras che un anno fa la portò sopra il 4. Fermo restando che i sondaggi hanno un valore indicativo, specie col 35% di astenuti dichiarati, proviamo a spiegarli secondo la nostra opinione.
Pd(R). La luna di miele che ha accompagnato Renzi nei primi mesi del governo, e che spiegava lo storico boom europeo del 40.8% col voto di scambio degli 80 euro, è finita. Il che non toglie che il premier sia ancora molto popolare e che il Pd sia l’unico partito rimasto in piedi, con un elettorato partecipe e molto migliore dei suoi dirigenti. Ma più passa il tempo, più aumenta lo spread fra le promesse di Renzi e la dura realtà dei fatti e dei numeri. È inevitabile, per chi governa, spaccare gli elettori e scontentarne qualcuno. In più gli scandali che screditano i partiti non sono più attribuibili in esclusiva alla vecchia guardia Pd, come Expo e Mose (…)
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1 commento »

  1. Cara Viviana,
    come quasi sempre, mi piacciono le Tue riflessioni. Chissà! Forse tra poco anche Tu sarai tra coloro (ancora pochissimi, invero), che ci siamo resi conto di come l’ Italia può SPERARE (e nulla più) di evitare il fascismo e/o la guerra civile SOLO tramite la riscrittura della Costituzione, che riporti finalmente (cioe’ dopo circa 2200 anni) la Democrazia nel Paese, attraverso uno schema di rigoroso federalismo SOLIDALE tra piccolissime comunita’ (niente o quasi a che vedere con la confusione mentale totale di M5S e tantomeno con il federalismo becero dei leghisti, sia chiaro).
    Cioe’ nient’ altro, se non ripartire da dove eravamo circa 2500 anni fa … Purtroppo l’ abbiamo pressoche’ completamente dimenticato e, quel che e’ peggio, abbiamo dimenticato quali errori fecero crollare quel virtuosissimo schema, cosicche’ siamo molto inclini a ripeterli, nel piu’ vizioso degli schemi comportamentali …
    Cari saluti.

    Enzo LUZI

    Commento di MasadaAdmin — aprile 18, 2015 @ 7:03 am | Rispondi


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