Nuovo Masada

aprile 3, 2015

MASADA n° 1638 3-4-2015 LA CORRUZIONE AL POTERE

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MASADA n° 1638 3-4-2015 LA CORRUZIONE AL POTERE
(Foto di Mimmo Iodice e Guido Harari)

La truffa della legge anticorruzione- Una sanatoria ai corrotti – La sporca legge renziana che toglie il carcere fino ai 5 anni – Con la legge anticorruzione Renzi risana de Luca e Berlusconi – Come combattere veramente la corruzione – I veri numeri del Pd – Rifondazione finanziaria – La ridicola minoranza Pd – Le menzogne di Renzi – Il Merkiavellismo – Le madri No Muos – Medici senza frontiere – Le 2000 bottiglie di vino di D’Alema – La balla dei 79.000 posti di lavoro – La macchina del falso- Ma davvero Orfini è adatto a combattere mafia capitale??

Tirar fuori il bello da ciò che è morto.
Sull’oscurità costruire la luce.
Giocarsi, in fondo, il tutto per tutto.
Giocarsi la vita e tutto per l’uomo.

Jorge Arbeleche
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Ma qualcuno può credere davvero che senza un fisco onesto e trasparente col carcere ai massimi evasori fiscali si può combattere la corruzione?
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Claudio Giunta
L’italiano medio è un cazzaro felice di vivere, che preferisce una battuta a un ragionamento; non sa l’inglese, ma tenta di parlarlo; cambia spesso idea a seconda della convenienza ma se ne fa assolvere ridendoci sopra. Pertanto ’Matteo Renzi è uno di noi: perché non dovremmo amarlo?’”.

Annamaria
Una macchina del consenso così massiva, convergente, univoca, martellante come quella scatenata a supporto del tirannello, non ha uguali nella nostra storia; di certo non è paragonabile nemmeno a quella goduta da Berlusconi, imponente sì, ma pure bilanciata da numerosi ‘contrappesi’ di cui oggi,invece, non si scorge traccia.
Una macchina del consenso, oltre tutto, profondamente disonesta, fondata sulla propaganda, sull’inganno, sulle falsità.
“La macchina del falso”, la definisce Travaglio. Difficile resistere a una macchina così.


(Mimmo Iodice)

LA GRANDE SANATORIA
Oggi sul blog di Grillo

“NO” a questa legge anti-corruzione perché i suoi effetti, pur ammesso che la Camera l’approvi, si uniscono alle leggina di Renzi che esclude la punibilità per i reati fino a 5 anni se il giudice valuta il fatto come tenue e la condotta non abituale. Dunque questa è la più grande opera di depenalizzazione mai vista, indiscriminata e applicabile a tutti i reati. Una depenalizzazione camuffata perché non si cancella il reato ma, di fatto, la sua punibilità. In questo modo tutti gli attuali indagati sfuggono la pena. La nuova legge si applica infatti a quasi tutti i reati societari e tributari e alla maggior parte dei reati dei “colletti bianchi”. Una depenalizzazione totale. E’ il giudice, sotto la minaccia della responsabilità civile, che può archiviare e prosciogliere.
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Le norme penali più favorevoli al reo hanno sempre effetto retroattivo.
Dunque la riforma della giustizia di Renzi si applicherà anche ai reati già commessi e la cui punizione non sia stata già scontata completamente o non abbia esaurito TUTTI i suoi effetti, purché si tratti di prima condanna.
Da domani tutti gli indagati, gli imputati e i condannati (che non abbiano scontato tutta la pena) potranno chiedere l’archiviazione o il proscioglimento o la revoca degli effetti della pena per tenuità del fatto.
Torneranno tutti vergini e puri, e pure tutti candidabili, alla faccia della Severino e della sua legge anti-corruzione e alla faccia di Cantone.
A seguito della legge anticorruzione di Renzi
-De Luca, condannato in 1° grado per abuso d’ufficio e incompatibile in base alla legge Severino, siccome il reato è inferiore a 5 anni e il casellario giudiziale è immacolato, sarà prosciolto per tenuità del fatto e potrà presentarsi alle elezioni regionali per il Pd
-Berlusconi, condannato in via definitiva per frode, siccome il reato è inferiore ai 5 anni, si vede graziato con la sparizione di decadenza e incandidabilità e può ripresentarsi alle elezioni
Mi pare che di fronte a questa gigantesca truffa i 5stelle abbiano fatto benissimo a votare NO all’80%
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Pare più che evidente che una cricca di delinquenti ha preso il potere e marcia quasi senza opposizione (a parte i calunniati 5stelle) e col consenso dei media e della parte meno evoluta o più corrotta del Paese per rafforzare la propria posizione con pesanti modifiche legislative tese a tre obiettivi:
-tutelare gli interessi delle lobby nazionali
-fare una enorme sanatoria o depenalizzazione dei propri reati in modo da scansare qualsiasi responsabilità penale
-portare avanti il piano neoliberista di un gruppo di magnati che hanno sferrato guerra all’Occidente per distruggere tutti i diritti di democrazia, di civiltà, del lavoro e di autodeterminazione nazionale per cui gli Europei hanno lottato per 150 anni
A questi turpe progetto la parte peggiore del Paese sta dando manforte in uno sforzo del tutto suicida.

Caterina 2011
Renzi “in relazione con il famoso 40,8 per cento di consenso raggiunto alle europee”
11.172.861 voti al PD su 49.256.169 elettori = 22.68%.
Il consenso raggiunto dal PD (e quindi non esclusivamente da Renzi, ma compreso quello dato ai suoi oppositori interni) alle europee del 24 maggio 2014 è stato di 2 italiani maggiorenni su 10.
Gli altri 8 italiani maggiorenni su 10 non hanno espresso alcun consenso né al PD, né tantomeno a Renzi. Quindi il famoso 80% del paese, dieci mesi fa, non si è affatto né innamorato né identificato con il caro leader, qualsiasi siano state le ragioni del 22.68% che ha votato PD.
Bisogna scrivere la verità, se no si è cazzari al quadrato, per dire poco.
Le bugie di Renzi: “Finalmente l’Italia riparte”.
– ISTAT il 31 marzo: “Aumenta la disoccupazione al 12,7% e la disoccupazione giovanile al 42,6%”.
Ora, è chiaro che questo governo prende in giro e sulla legge anticorruzione (unico caso in cui non è stato messo il decreto) fa altrettanto.
Speriamo duri ancori poco.
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Carmine Marino
Scambio elettorale politico mafioso: Governo e Maggioranza hanno ridotto le pene per questo gravissimo reato, portate a 4 anni nel minimo (rispetto ai 7 proposti) sino a 10 nel massimo (rispetto ai 12 proposti) con una riduzione del 42%.
2. Autoriciclaggio: Le pene previste erano da 4 a 12 anni. Il Governo invece, ha previsto pene che vanno da 2 a 8 anni e, altresì, che il reato di autoriciclaggio non sussista qualora il denaro proveniente o frutto di precedenti reati venga destinato alla mera utilizzazione o al godimento personale. Norma, dunque, facilmente eludibile e di difficile applicazione.
3. Reintroduzione del reato di falso in bilancio. Il ddl Grasso abrogava di sana pianta le soglie di non punibilità. Il Governo ha, invece, inserito nel testo che verrà sottoposto alla votazione di mercoledì circostanze attenuanti per fatto di lieve entità e per la non abitualità della condotta, come principi di sconti di pena applicabili a prescindere dalle dimensioni e dal fatturato delle società.
La proposte del M5S bocciata dal Governo
-Interdizione perpetua dai Pubblici Uffici per i politici ed amministratori condannati per tutti i reati contro la P.A. (c.d. DASPO) e l’incapacità perpetua a contrarre e ad avere futuri rapporti con la P.A.

Alessandro
Intanto il 13 marzo il Cdm presieduto da Renzi ha varato in via definitiva il decreto legislativo In attuazione della legge delega 67/2014.sulla depenalizzazione dei reati con pena fino ai 5 anni. Ecco solo alcuni dei 113 reati depenalizzati:
– Corruzione pubblico ufficiale – art-318 c.p.
– Insolvenza fraudolenta – art.641 c.p.
– Intralcio alla giustizia – art.377 c.p.
– Istigazione a disobbedire alle leggi – art.415 c.p.
– Malversazione a danno dei privati – art.315 c.p.
– Malversazione a danno dello Stato – art.316 bis (cioè la distrazione di denaro)
– Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice – art.388 c.p.
– Oltraggio a P.U. – art.341 bis
– Oltraggio a un magistrato in udienza art.343 c.p.
– Omessa denuncia di reato da parte del P.U. – art.361
– Patrocinio o consulenza infedele – art.380 c.p.
– Peculato mediante profitto dell’errore altrui – art.316 c.p.
– Resistenza a P.U. – art. 337 c.p.
– Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione – art.328 c.p.
– Simulazione di reato – art.367 c.p.
– Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro – art.334 c.p.
– Traffico d’influenze illecite – art.346 bis (corruzione tra il potente e il corruttore)
– Truffa – art.640 c.p.
Adesso Renzi potrà dire che con il suo governo sono diminuiti i reati e snellito le carceri.
http://www.comuni.it/servizi/f…
Il governo Renzi ammorbidisce le pene per i reati. “Sospesi i reati economici e fiscali. Da sabato 17.05.2014, è possibile chiedere l’affidamento al servizio sociale per reati economici e fiscali con pene fino a 4 anni”. Lo stabilisce la legge 67/2014 approvata con i soli voti contrari del M5S, Fdi e Lega. E’ così che Renzi vuole farci credere di combattere la corruzione? Con un colpo di spugna e i servizi sociali?? (Sole 24ore 13.05.2014).
http://www.diritto24.ilsole24o…

Viviana
Ci sono vari modi per cominciare una lotta alla corruzione:
Rivedere la legge sugli appalti
Imporre penalizzazioni pesantissime a chi sfora i termini dell’appalto in costo, tempo e qualità
Abolire la legge obiettivo che salta persino le norme antimafia con la scusa della rapidità ed urgenza
Cacciare per sempre dalle istituzioni i corrotti e a qualunque grado della PA, con perdita dei benefici (vitalizi ecc)
Eliminare un grado di giudizio e mandare in galera anche per un solo giorno chi è stato condannato e riaprire il processo solo in rarissimi casi in cui si siano presentate prove nuovissime tali da rovesciare la sentenza
Abolire qualsiasi prescrizione o patteggiamento
Eliminare le candidature di persone condannate per gravi motivi
Aumentare i finanziamenti alle forze di polizia e alla magistratura con armonizzazione e incrocio delle loro operazioni
Rendere trasparente il fisco e punibili col carcere le violazioni di rilievo

ma ovviamente nella famosa riforma della giustizia di Renzi non c’è nulla di tutto questo

Marco Lillo
Basterebbe una norma per imporre alle imprese di dichiarare tutti i versamenti alle fondazioni politiche, compresa quella di D’Alema, compresa la sua. Una norma

Mario Miguel Moretta
RIFONDAZIONE FINANZIARIA è il partito politico italiano più trasversale che esista, è il partito che nessuno vota ma che non perde mai le elezioni. Non si tratta di un partito che serve, come vorrebbe darsi a intendere, a finanziare la politica a tutela dell’esercizio di una sana democrazia. Esso è piuttosto concepito e gestito per arricchire personalmente gli stessi attori della politica, per drenare i proventi della corruzione, per mascherare i furti colossali perpetrati ai danni della collettività . E tutto ciò, purtroppo, nelle forme e nelle consuetudini che le larghissime maglie della legge consentono.
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E’ inutile che i cloni a libro paga si sbraccino per dimostrare che Renzi intende realmente lottare contro la corruzione. I politici sono ormai talmente ammanicati coi corrotti che non si può più distinguere gli uni dagli altri e anche la parola ‘mafia’ ha perso ogni distinzione per entrare nel calderone comune del magna magna collettivo. Se in questa riforma appare qualche minimo passo avanti sarà certamente rovesciato alla Camera. Non c’è la minima speranza che qualcosa davvero migliori.
Si pensi solo a Letta, figlio di Monti e seguace del Fm, che nella sua Vedrò invitava i gestori delle slot machine, gli stessi che, multati di 98 miliardi di euro per tasse non versate, furono gratificati da Letta che permise loro di versare solo 800, poi a 300 milioni, poi addirittura li premiò con 235 milioni di euro per aumento delle giocate
E se qualcuno davvero crede che questa gente farà leggi serie contro la corruzione è bene che vada a farsi visitare da un medico.

Posso ricordare che in base a quanto voluto da Renzi col proscioglimento con pena a meno di 5 anni e giudici compiacenti che possono valutare ‘tenue’ il reato, nessuno sarà incarcerato e avremo una enorme assoluzione politica?
Posso ricordare che la legge anticorruzione fatta talmente male che è passata per soli 3 voti?
Posso ricordare che anche questa volta ci sono stati dei pianisti che hanno votato per degli assenti e che dunque la votazione è stata irregolare e se lo fosse stata in quel modo non sarebbe passata?
Posso ricordare che rispetto alle pene chieste si è scelto il ribasso assoluto?
Posso ricordare che in Europa non esistono le soglie e le limitazioni previste dalle legge italiana e che il falso in bilancio è punibile sempre e che le soglie di impunità rappresentano un’anomalia tutta italiana?


(Guido Harari)

Muffa
Hanno tolto il reato di autoriciclaggio, riciclaggio, due norme cruciali per scovare i crimini legati alla corruzione. Il falso in bilancio rimane ancora fuori, e il tutto è materia di scambio per far passare il bavaglio per le intercettazioni?
Ma anche no. Non è votabile.
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Mario Miguel Moretta
LA MINORANZA DELLA MINORANZA
E’ il Pd nella sua interezza ad essere minoranza nel Paese. Un cittadino su due non va a votare e solo due cittadini su dieci votano il partito di Renzi.
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Harry Haller
Quella disarmante macchietta che ha sostituito il Nano (basta ascoltare come si è espresso nei confronti di Landini e dell’ultima manifestazione, per capire a quale livello di cafonaggine politica e morale questi possa arrivare, della infima qualità ed inesistente spessore del tale), potrà essere ricordato solo per l’estrema arroganza, ignoranza, supponenza e capacità truffaldina. Questa banda di cialtroni, è unita solo nella difesa dei propri privilegi: son pronti a pugnalarsi alle spalle ed anche a buttare a mare il Bischero, se questi non riuscisse più a tutelare i loro sporchi interessi…..
Storiellina
honhil
Un venerdì santo di tanti e tanti anni fa, mentre un buon numero di preti cercava di mettere in croce un’effigie di Gesù, la parte alta della Croce, una spanna sotto i bracci, si spezzò di botto e cadde con gran frastuono al suolo. Sarebbe potuto succedere una mezza strage, date le tante persone sulle due scale poggiate al fusto e le altrettante con il naso all’insù a tenerle ferme. Invece niente. Neanche un graffio a scalfire la pelle di qualcuno. Si gridò al miracolo e tutta quella parte del Paese con nel sangue il gioco del lotto s’incamminò di gran fretta verso l’unico botteghino, per tentare la fortuna con i numeri che quell’evento aveva regalato alla comunità della smorfia. Numeri che uscirono tutti pari pari. La discussione che ne seguì tra chi aveva considerato sacrilega la corsa verso il botteghino e chi da quella corsa aveva tratto grande profitto continua ancora. Anche perché, ad ogni venerdì santo, il fuoco che cova sotto la cenere nel resto dell’anno, si ravviva e dà spunto a nuove discussioni. Sembra tuttavia che quella croce spezzata di miracoli ne avesse fatto almeno un altro: di cui, però, si parla sottovoce e soltanto nelle segreterie dei partiti. Ed è questo: i capi locali dell’allora DC e PCI del Paese, per chi sa quale arcano motivo, non certo per quel miracolo della Croce, ma sotto quelle tre Croci del Golgota locale, strinsero un patto di ferro che pare sia sopravvissuto ai due defunti partiti. Secondo il quale il padrone delle tessere della Dc avrebbe fatto votare per il Senato l’uomo del suo omologo del PCI e viceversa per la Camera. L’unione, si sa, fa la forza. E quella forza continua a regalare, ad ogni elezione per le politiche, un senatore e un deputato ai due compari. Ad onore e gloria loro. Una specie di «patto del Nazareno» ante litteram.

Jorge Arbeleche
COSE

Tutto stava nella luce, senza fuori
né dentro, entrata né uscita. E non si vedeva
nulla. All’improvviso s’aprì
l’aria: la montagna, l’orto, il limone
e la rosa, l’entusiasmo della formica
che indaga la mia mano, la donna
che annuncia in cucina il gustoso mezzogiorno
il vecchio che accorda la stanchezza
con pochi denti e scarsa melodia.
Le ore e le cose sono nella loro pienezza.
Tra poco la loro giornata sarà compiuta. Di gradino
in gradino scaleranno il dirupo
il pendio dell’ombra per occultarsi
dietro il velo disteso di tutta la pianura.

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Lorenzo
Per dare gli 80 euro dati a maggio 2014 Renzi ha tagliato ai Comuni 6.9 miliardi di euro e, a ottobre per dare 80 euro alle neo mamme ha tagliato altri 4 miliardi di euro alle Regioni. Un totale di 11 miliardi di euro. I Comuni e le Regioni, per compensare i tagli, hanno aumentato le tasse e tagliato i servizi.
Gli italiani hanno pagato più tributi regionali e comunali e hanno avuto meno servizi pubblici essenziali: treni regionali, trasporti, ticket, servizi sanitari a pagamento, asili, mense scolastiche, servizi agli anziani, ai disabili.
Gli stessi percettori hanno restituito gli 80 euro con gli interessi!
Inoltre, il governo Renzi per compensare gli 11 miliardi di euro, con la manovra finanziaria di dicembre, ha aumentato le tasse di 11 miliardi, cioè un terzo della manovra finanziaria di oltre 30 miliardi.
Gli 80 euro gli italiani li hanno pagati tre volte! Con i maggiori tributi comunali, con i maggiori tributi regionali, con i tagli sui servizi pubblici comunali e regionali… e con le tasse dello Stato!
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DORIANA GORACCI

Donne determinate responsabili coraggiose attive, le Madri No Muos con l’appoggio di tutta la popolazione onesta …ce l’ hanno fatta: “la procura di Caltagirone ha disposto il sequestro dell´impianto satellitare Muos di contrada Ulmo a Niscemi. Il provvedimento arriva dopo qualche settimana dalla decisione del Tar di Palermo che aveva accolto i ricorsi dei No Muos contro la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell´impianto nella base americana. Il sequestro è stato disposto dal procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale, al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare.Il provvedimento è stato già notificato al comandante del contingente militare statunitense presente nella base di Sigonella. Per le associazioni che in questi anni si sono battute contro il Muos e per lo stesso sindaco di Niscemi si tratta di una vittoria.Anche il comitato ´Mamme no Muos´ si dice “entusiasta” e invita “i politici che fino ad oggi sono scesi a compromessi a farsene una ragione: è pericoloso ed abusivo”. Per il sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno, il “provvedimento rende giustizia alle ragioni del territorio”. Il sequestro dell´impianto arriva a pochi giorni dalla manifestazione nazionale che si terrà sabato proprio in contrada Ulmo organizzata dal comitato No Muos. Sarà un´occasione di festa. Dice il sindaco di Niscemi, Franco La Rosa: “Sarà una giornata di festa, passeggeremo nella Sughereta, respirando i profumi della natura”.

Sono state non solo Giornate ma anni di lotta. Io che vivo lontana dalla Sicilia, ma non col cuore, avevo scritto del No Muos (quando tantomeno ne sapevo qualcosa) La Mafia e gli Obiettivi Mobili : MUOS a Niscemi ad esempio ed era marzo del 2009, per arrivare a maggio 2013 quando mi ritrovai a riportare I Bambini e il cancro da inquinamento: Stragi che non contano.
GRAZIE, grazie a queste donne, a chi ha sostenuto queste lotte, alla magistratura responsabile, alle persone oneste. E grazie per farci respirare finalmente questo profumo di Giustizia e Natura Libera, con le vostre lotte.


(Guido Harari)

Jorge Arbeleche
Poesia dei giorni dispari

Beati i perseguitati a causa della giustizia,
perché di questi
è il regno dei cieli.
Che la luce del mattino lo illumini, e la luce della notte,
e quella che esce dai cardi, e quella che nasce dai sassi,
e quella che vive negli occhi senza tempo delle cose.
Supplico ora la luce,
supplico il tempo, la paura e la morte,
il sonno insonne, l’aspra veglia,
l’erba che lo vedrà passare nella corsa,
il suo volo germogliante in astri presagiti,
supplico l’uccello d’amore che dovrà misurare il suo cielo
e il suo trionfo.
Supplico chi lo ha amato
perché attraverso l’aria e gli oggetti,
in sillabe d’amore,
lo segua col suo amore e col suo canto.
Supplico la notte e gli amanti
nel loro abbraccio di voli e di radici,
supplico i lieti e i mesti
di illuminarlo anche attraverso la gioia e la paura.
Supplico quello che piange o che ha pianto,
chi conosce la morte e non la teme,
chi conosce la morte ma la teme,
chi si sente la vita nell’acqua rotonda del suo ventre,
chi vive nell’amore e d’amor muore,
supplico tutti di fare luce sulla sua rotta.
Il suo passo illumina la notte
e nel passare del tempo il suo tempo lascia tracce.
Nel buio si perde e lo ascoltiamo.
È il silenzioso. Quello del sangue nuovo.
Uno di loro. L’uomo. Il perseguitato.

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Doriana Goracci manda
FAI UN PASSO ANCHE TU per #Milionidipassi
Sostengo anche io la campagna di Medici senza Frontiere: #Milionidipassi per quelle popolazioni in fuga in 30 Paesi. L’obiettivo è supportare quegli oltre 51 milioni di civili che pagano il prezzo di guerre che non combattono. FAI UN PASSO ANCHE TU

VIDEO FOTO DOCUMENTAZIONE SU http://www.reset-italia.net/2015/03/31/milionidipassi-msf/

Sono persone costrette a scappare dai conflitti in Medio Oriente, nell’Africa sub-sahariana, o in Ucraina, Libia e Nigeria, vivendo in condizioni disperate. Immagina di dover lasciare il tuo paese, il tuo luogo di nascita, la tua casa. Immagina di dover partire per paura che tu, la tua famiglia o i tuoi amici possiate essere uccisi. Immagina di camminare per giorni, settimane o mesi nel deserto o nella neve, o di attraversare il mare agitato dentro un gommone in cerca di un posto sicuro. Questo incubo è la realtà per più di 51 milioni di persone nel mondo, costrette a fare milioni di passi per sopravvivere. Di questi, 16 milioni sono rifugiati, più di 33 milioni sfollati interni e circa 1,2 milioni richiedenti asilo.
«È l’esodo più imponente degli ultimi 50 anni, ma la risposta globale è inadeguata».Lo spot #Milionidipassi nasce per raccontare i passi di chi è in fuga, con l’appello rivolto a opinione pubblica e governi perché sia ridata umanità al tema delle migrazioni forzate: Lo spot di lancio della campagna #MILIONIDIPASSI di Medici Senza Frontiere, dedicata alle persone in fuga da guerre, violenza e povertà , con un appello all’opinione pubblica e ai governi perché sia ridata umanità al tema delle migrazioni forzate e venga garantito il diritto di tutti ad avere salva la vita.
Secondo i dati ufficiali, il 95% delle persone in fuga rimane nei paesi d’origine o in quelli confinanti e nella classifica dei primi 10 paesi per rifugiati ospitati non compare nessuna nazione ricca (l’Italia è al 35° posto con 78.000, il Libano ospita da solo 1.120.000 rifugiati siriani). Ma l’Europa vive la migrazione come un’invasione minacciosa e risponde con politiche restrittive che peggiorano le cose: chiusura delle frontiere, respingimenti, ostacoli burocratici, detenzione e standard di accoglienza inadeguati – il tutto condito da un dibattito pubblico che spesso punta alla criminalizzazione dei migranti – non solo non sono efficaci ma spingono persone disperate ad alternative estreme, che hanno gravi impatti sulla loro salute e sicurezza. Come la via del Mediterraneo, responsabile del 75% dei decessi lungo le rotte migratorie a livello globale: una trappola mortale, tanto da essere l’area più pericolosa per chi fugge nonostante l’Europa accolga meno del 10% dei rifugiati al mondo.Il simbolo della campagna #Milionidipassi sono le scarpe rovinate, ricucite, distrutte, segno del dramma ma anche strumento di salvezza, rappresentate dalla giovane fotografa americana Shannon Jensen, che nel 2012 documentò l’esodo di trentamila sudanesi che cercavano rifugio in Sud Sudan per salvarsi dalla violenza dell’esercito. Oggi quelle scarpe, un oggetto che accomuna tutti indipendentemente dalla propria storia e paese d’origine, rivivono nella campagna, nel provocatorio spot girato in un negozio di Roma con lo stile della candid camera, nell’evento di lancio.
Medici Senza Frontiere chi sono? Sono Indipendenti. Neutrali. Imparziali. Aiutano le persone in tutto il mondo dove ce n’è più bisogno, fornendo assistenza medica alle popolazioni colpite da conflitti, epidemie, catastrofi naturali o escluse dall’assistenza sanitaria.MSF offre assistenza a sfollati, rifugiati e richiedenti asilo in 30 paesi, siano di origine, di transito o di destinazione. Tra essi Libano, Iraq, Giordania e Turchia – che accolgono rifugiati siriani – Afghanistan/Pakistan, Nigeria/ Niger/Ciad, Yemen, Repubblica Centrafricana/Ciad/Camerun/Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan/Etiopia, Ucraina, Messico, Mali/Mauritania, Grecia, Serbia. In Italia MSF ha lavorato dal 2002 all’assistenza agli sbarchi a Lampedusa, tra i lavoratori stagionali nel Sud Italia, all’interno dei centri per migranti in diverse regioni. Oggi offre un servizio medico agli sbarchi e all’interno del CPSA di Pozzallo, in Sicilia, in collaborazione con le autorità sanitarie locali; e un servizio di assistenza psicologica nei centri di accoglienza straordinaria della provincia di Ragusa.
FAI UN PASSO ANCHE TU http://milionidipassi.medicisenzafrontiere.it/#menu-fai-un-passo-anche-tu
Scegli MSF per il tuo 5X1000. A te costa zero – essendo una quota d’imposta a cui lo Stato rinuncia – ma aiuterai noi a finanziare progetti di chirurgia e medicina d’urgenza, malnutrizione, salute materno-infantile e salute dei migranti.Come fare? È davvero semplice:Compila il modulo 730, il CUD oppure il Modello Unico Firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…”Indica il codice fiscale di MSF: 970 961 20 585.Anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero chi ha solo il modello CUD fornitogli dal datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, può destinare il 5×1000.Nel 2014 abbiamo ottenuto € 8.187.864 (relativi all’edizione 2012 del 5×1000) grazie alla generosità di 237.417 contribuenti. Con questi fondi abbiamo finanziato importanti interventi di emergenza e progetti di medio-lungo termine.
Quest’anno devolvi anche tu il 5×1000 a MSF.Contribuirai in modo efficace a salvare vite umane.
http://milionidipassi.medicisenzafrontiere.it/


(Guido Harari)

LE MENZOGNE DI RENZI
Berluscameno

MENTIRE SEMPRE, COMUNQUE E A QUALSIASI COSTO.
Ma raccontare barzellette e mentire sempre spudoratamente sugli affari “concreti “degli italiani non è il “massimo” di rappresentazione pubblica e mediatica che uno “Statista” dovrebbe dare di sé.
“Ultimamente i dati forniti dall’ Istat smentiscono l’interessato ottimismo sparso a piene mani dal premier Matteo Renzi e dal suo ministro del lavoro Giuliano Poletti.
La disoccupazione, con buona pace del Jobs Act, continua ad aumentare, mentre la “crescita “ (vista dal nostro mago “visionario” Padoan )resta un miraggio perso nella nebbia mattutina.
Da quasi quattro anni, dall’ arrivo del “nuovo Messia”, cioè di Mario Monti sul trono d’Italia, i grandi media annunciano senza sosta l’”imminente ripresa” di un’Italia sempre più povera, stanca e sfiduciata.
Chi non ricorda le promesse del “professore di Varese”, ridicolo fino al punto da ipotizzare un aumento del Pil prossimo al 10% in virtù delle famose liberalizzazioni riguardanti quattro tassisti e qualche farmacista?
E chi di voi ha dimenticato il “piano giovani” varato da Enrichetto Letta, approvato in teoria per dare un futuro a generazioni intere senza più speranze né prospettive?
E come sarà possibile scordare in fretta le “tante menzogne “veicolate in TV dall’attuale premier Matteo Renzi, degno successore dei vari Monti e Letta?
Il gioco è semplice e scoperto: mentire, mentire e poi mentire ancora.
Anche di fronte all’ evidenza, anche a costo di sfidare la logica e di umiliare la verità e il buon senso.
Mentire sempre ad oltranza.
“Questo fanno i nostri governanti, etero -diretti (dall’ esterno e dall’interno della UE) dalla maga ammaliatrice Merkel e dal ghigno malefico del Venerabile Maestro Mario Draghi, osannato dai “servi di regime” per avere varato un “quantitative easing” (QE) che (come è stato strutturato )serve solo per prolungare il più possibile l’agonia di questo mostro di Europa a trazione tecnocratica e delle “sanguinarie” logge massoniche neo-aristocratiche e reazionarie
Quando, e se, la cosiddetta pubblica opinione capirà di essere stata per anni raggirata e truffata, sarà oramai troppo tardi.
Ma come può” un uomo sano di mente “(ossia non matto da legare!)credere che l’abolizione dei diritti possa avere un qualche effetto benefico sull’ occupazione?
Ma dove sono vissuti gli italiani negli ultimi venti anni, caratterizzati da un contestuale aumento di precarietà e disoccupazione?
Ma coma si fa a credere ancora che l’”austerità” serva per abbattere il debito, quando il debito di tutti i Paesi dell’area euro è esploso proprio in virtù dell’applicazione cieca delle famose “politiche del rigore “propagandate dalla Merkel?
Ma come si fa a non capire che è in atto un progetto politico (definito “complotto” dai meno lucidi), gestito e supervisionato da un manipolo di “burocrati illuminati” ma ignoranti , volto a regolare i conti una volta per tutte con le “masse plebee”?
Non siamo -forse – stanchi di sentire che la ripresa arriverà l’anno prossimo, e poi l’anno prossimo ancora?
A nessuno sorge il dubbio che le famigerate “riforme strutturali” rappresentino poco più che un “espediente retorico maleodorante “per giustificare la prosecuzione di una crisi in realtà voluta ed indotta?
Non è dai tempi di Mani Pulite che il sistema di potere promuove senza sosta (destra o sinistra -ex marxista- ,poco cambia) riforme destinate a colpire le pensioni, la rappresentanza democratica, i diritti dei lavoratori, il welfare e i salari?
Non sono bastati venti anni di “sbornia falsamente neoliberista”, caratterizzati da una colossale svendita di beni e aziende di Stato, per smascherare i trucchi usati da uomini senza scrupoli né morale?
Si rimane sbigottiti, increduli e allibiti.
Non ci stancheremo di dire che dalla crisi non usciremo mai fino a quando “il popolo”, per mezzo di rappresentanti democraticamente eletti(magari col sistema proporzionale di voto) non intenderà riappropriarsi della sovranità che gli spetta.
Bisogna riportare la “Banca centrale italiana e della UE “sotto il controllo del potere statale per rifuggire dal continuo ricatto dei “fantomatici liberi mercati”;
bisogna varare su scala europea un piano per la” piena occupazione” al fine di rilanciare i consumi e ridare fiato alle imprese;
bisogna rafforzare il welfare , investire nella ricerca, nello sviluppo accelerato dell’industria edilizia residenziale pubblica e privata tramite concessioni di appalti alle PMI e bisogna infine favorire la partecipazione dei cittadini nella formazione dei processi decisionali allargando e non comprimendo il perimetro democratico.
Questo bisogna fare, avendo cura di coniugare libertà economica e interesse generale, giustizia sociale e meritocrazia.
Ma bisogna farlo al più presto.
Perché ogni giorno che passa i vari Draghi, Hollande, Renzi , Padoan , Schaeuble e Merkel ,ecc.sradicano impunemente un albero dal nostro giardino.
Se nessuna forza o movimento politico riuscirà a fermarli (ed in breve tempo), il Vecchio Continente si trasformerà in un deserto di malinconia, rimpianto, cattiveria e depressione.

IL MERKIAVELLISMO
Berluscameno

Questa economia denominata anche “Merkiavellismo”, controllata e realizzata dalla “Merkel” all’interno dei Paesi dell’ UE.
Ho sfogliato un libro titolato “Papa Francesco, Questa Economia uccide”, scritto da Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi. Mi ha subito colpito il verbo scelto dal Pontefice per rappresentare gli effetti di un indirizzo politico ora tristemente maggioritario nella UE ,dal Portogallo alla Lettonia: “uccidere”. Papa Francesco non dice questa economia “impoverisce”, questa economia “è ingiusta” o questa economia “aumenta le diseguaglianze”. Il Santo Padre, con apostolica franchezza, sceglie di dire la verità anche a costo di provocare la reazione stizzita dei moderni farisei, posti a protezione di un Tempio malefico che assume al giorno d’oggi le fattezze dell’ Eurotower (UE).
Strana la vita. Un tempo i seguaci del Vaticano erano prevalentemente bollati, nella migliore delle ipotesi, come sicuri reazionari e nostalgici passatisti.
Oggi chi si azzarda a sposare e a ripetere i concetti recentemente espressi da Bergoglio, tra l’altro chiaramente ispirati da una genuina interpretazione del Vangelo, rischia di guadagnarsi la patente di pericoloso sovversivo nonché “nemico del giusto ordine costituito”.
Attualmente anche grazie all’ instancabile lavoro intellettuale compiuto con zelo e passione da tanti cittadini amanti della VERITA’ ,qualcosa finalmente si muove.
Se fino ad un paio di anni fa i Vescovi, per bocca di uomini come Bagnasco e Bertone, benedicevano la mano violenta del professore di Varese (Monti), oggi Papa Francesco inverte la rotta;
se, fino ad un paio di anni fa, la Cgil di Camusso teneva fermi i lavoratori mentre Monti, Bersani e Fornero sferravano colpi tremendi contro i più deboli, oggi Maurizio Landini apre una breccia.
Questo a dimostrazione che non tutto è inutile.
Gli uomini di buona volontà possono cambiare il corso della Storia.
Quando, tra qualche anno, cercheremo di individuare le cause e i responsabili dell’attuale declino economico italiano, non potremo esimerci dal puntare il dito anche contro il mondo sindacale, ora rappresentato da uomini e donne che sembrano più interessati a garantirsi un futuro in Parlamento (o nelle CooP) che a difendere gli interessi degli associati.
Pensate al ruolo svolto da Susanna Camusso nel puntellare un sistema di potere che esprimeva un premier come Mario Monti.
Di fronte ad un attacco di rara violenza contro le classi lavoratrici, la Cgil di fatto non fiatava, fiancheggiando acriticamente il Pd di Bersani, a sua volta evidentemente etero diretto da Giorgio Napolitano, massone oligarchico già affiliato presso la Ur-Lodge Three Eyes di Henry Kissinger e David Rockefeller .
Tale perverso intreccio contribuì (e contribuisce tuttora)a “distruggere la vita” di migliaia di esodati e precari, falcidiati dalle politiche promosse da un governo sadico, paradossalmente spalleggiato da chi, come Camusso, avrebbe dovuto difendere in automatico nel sociale i contraenti più deboli.
Landini, a differenza di Camusso e Bersani, sembra un uomo perbene, autenticamente interessato a migliorare la vita di chi lavora anche attraverso la legittima riscoperta della lotta sindacale.
Certo, il leader della Fiom non padroneggia le dinamiche e non conosce in profondità i veri protagonisti del “progetto neo-oligarchico” in atto, guidato con maestria e cattiveria da “massoni neo aristocratici e reazionari” del calibro di Mario Draghi e Wolfang Schaeuble.
Landini però è in buona fede, e chi è in buona fede può capire domani quello che ancora non gli è chiaro oggi.
Per questo, al netto di una serie di divergenze programmatiche non trascurabili, si può salutare con soddisfazione la nascita della “coalizione sociale” promossa da Landini, nata per strappare la sinistra italiana dal controllo di un “manipolo di nazisti tecnocratici “solamente molto bravi ed efficaci nel sostituire il mito della purezza della razza con quello della “purezza del bilancio”.
E’ giusto non esasperare gli animi e non enfatizzare inutilmente i toni, senza però negare o ammorbidire una realtà attuale oggettivamente molto grave.
.
Ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli,
«Restano misteriosi e non accessibili molti dei flussi finanziari che rappresentano forme diverse di finanziamento del sistema della politica nel nostro paese». E poi: «Avere dati dettagliati sui finanziamenti che i partiti hanno ottenuto dai privati sarebbe stato interessante. Sfortunatamente, questi dati sono risultati non recuperabili». E ancora: «Il nostro lavoro è stato reso difficoltoso dalla difficoltà di accesso ai dati e dalla bassa qualità degli stessi (…). L’esigenza della trasparenza e della massima fruibilità dei dati rappresenta ancora un obiettivo da raggiungere».
Insomma: i partiti prendono soldi in mille modi che noi non sappiamo, che quando uno (nominato dal governo!) cerca di scoprirlo gli mettono i bastoni tra le ruote e che infine la trasparenza sui finanziamenti veri alla politica, in questo Paese, è inesistente
..
ALESSANDRO GILIOLI E le 2000 BOTTIGLIE di VINO DI D’ALEMA (87.000 euro)

Nell’intercettazione, lo ricordo, il regista degli affari sporchi della cooperativa Cpl Francesco Simone dice: «Bisogna investire negli Italianieuropei dove D’Alema sta per diventare commissario europeo… D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi e ci ha dato delle cose». Lo stesso Simone parla poi con un’impiegata della Fondazione «dell’acquisto da parte di “Cpl” di alcune centinaia di copie dell’ultimo libro del politico nonché di alcune migliaia di bottiglie del vino prodotto da un’azienda agricola riconducibile allo stesso D’Alema». Nella perquisizione alla Cpl sono stati infine trovati «tre dispositivi di bonifici effettuati da “Cpl” in favore della Fondazione Italianieuropei ciascuno per l’importo di 20 mila euro nonché un ulteriore dispositivo di bonifico per l’importo di 4.800 euro per l’acquisto di 500 libri di D’Alema dal titolo “Non solo euro”».
Come noto, D’Alema si è incazzato come un puma perché sono usciti quei verbali: «È incredibile diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l’indagine, la giustizia non può avere come fine quello di sputtanare le persone, ma deve avere come fine la ricerca dei responsabili dei reati». Poi ha pure perso un po’ la calma.
Le fondazioni dei politici in Italia sono prevalentemente macchine per finanziare i politici stessi e soprattutto non rivelano a nessuno i nomi dei loro finanziatori: «Ottengono i quattrini che sono il vero motore delle campagne elettorali. Possono intascare centinaia di migliaia di euro senza darne conto e sono fuori da ogni possibilità di controllo», come ha detto il presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone. In particolare, quando nel dicembre scorso “l’Espresso” ha chiesto a ItalianiEuropei chi la finanziava, ha ottenuto un secco diniego con la seguente spiegazione: «Preferiamo la privacy alla trasparenza. I nostri bilanci sono depositati alla prefettura, non ci sono i nomi e i cognomi ma trovate entrate e uscite». Quindi quei verbali che tanto hanno fatto infuriare D’Alema sono stati sostanzialmente un (pur minuscolo) squarcio di verità sui finanziatori segreti della sua Fondazione. Ecco: con permesso, finché i partiti e i politici incassano i soldi di nascosto dai cittadini, tramite le loro fondazioni, credo che qualsiasi loro lamentela sulla pubblicazione dei verbali “sputtananti” abbia davvero scarsa credibilità, scarsa autorevolezza, ma soprattutto scarsissima ragion d’essere.


(Guido Harari)

BALLE AL MEGAFONO
PAGINATE PER I 79 MILA NUOVI POSTI, IN PICCOLO LA NOTIZIA CHE NON ESISTONO. E COSÌ PER IL PIL, LA SCUOLA, L’EXPO…

Ben ultima è arrivata la figuraccia del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, costretto nel giro di pochi giorni a una clamorosa retromarcia. Ma l’abitudine di sparare dati incompleti per incassare titoli a effetto sui giornali è ormai la cifra distintiva del governo di Matteo Renzi. Il motivo è semplice: nessuna smentita, anche la più autorevole, avrà poi lo stesso spazio sulla grande stampa. Così, in 13 mesi di governo, la lista delle “sparate” è cresciuta di giorno in giorno. Eccone un breve bestiario.
Lavoro, dato (falso) buono
scaccia dato negativo
Magnificare gli effetti del jobs act genera strafalcioni. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ne ha commessi diversi in pochi mesi. Il 29 novembre, per coprire il tonfo degli occupati certificato dall’Istat, parla di “400 mila nuovi contratti stabili”. Fioccano i titoloni.
Si scorda, però, di comunicare quelli cessati, operazione che fa il suo ministero pochi giorni dopo, il 3 dicembre: sono 483 mila. Il saldo negativo supera così le 80 mila unità, ma nessun giornale lo riporta. Pochi giorni fa, per mascherare il calo del fatturato industriale a gennaio, ha parlato di “79 mila contratti stabili in più a gennaio-febbraio rispetto al 2014”. Il tripudio è inevitabile: “Premier: dati sorprendenti. È il segnale che il paese riparte” (Corriere); “Boom dei contratti stabili, in due mesi salgono del 38%” (Repubblica), “Lavoro, è boom di nuovi posti” (Messaggero), e così via. Neanche stavolta è vero, è lo stesso Poletti a smentirsi pochi giorni dopo: considerate le cessazioni, i contratti stabili sono invece 45 mila, buona parte dei quali stabilizzazioni di contratti precari (l’80%) per accaparrarsi i generosi incentivi. Poletti ha provato a rilanciare spiegando che gli 1,9 miliardi stanziati dal governo produrranno però “un milione di posti di lavoro”. Neanche questo è vero, lo ha spiegato bene ieri la Fondazione dei consulenti del lavoro: per arrivare alla cifra di Poletti servono 4,7 miliardi, all’appello ne mancano quindi quasi tre. Poi ci si mette anche l’Istat a sbugiardare il governo: a febbraio ci sono 44 mila occupati in meno e 23 mila disoccupati in più.
La ripresa sui giornali
è già partita, fuori non tanto
Ad aprile dell’anno scorso le previsioni del duo Renzi/Padoan dicevano +0,8% nel 2014, +1,3% nel 2015. Poi s’è visto che in realtà il Prodotto interno lordo, nel 2014, è calato dello 0,4% e quest’anno – secondo l’ultima stima dello stesso governo – salirà solo dello 0,7%. Forse la “ripresa col botto” annunciata dal premier a settembre se la sta prendendo comoda . Non sui giornali, comunque, dove viene annunciata con grande regolarità: in questi giorni, per dire, si è magnificato l’aumento della fiducia di consumatori e imprese a marzo con grandi titoli, mentre meno spazio è stato dedicato a due statistiche uscite nello stesso giorno (contrazione di fatturato e ordinativi per l’industria). Confindustria s’è addirittura inventata un aumento della produzione industriale a febbraio che poi ha dovuto smentire dopo la pubblicazione del dato Istat. A volte si raggiunge la psicosi: per Confcommercio, ad esempio, i consumi nei prossimi mesi saranno trainati dall’aumento degli occupati e dunque del reddito disponibile. Anche questa previsione è finita sui giornali, solo che l’aumento degli occupati non esiste. Infine c’è l’Ocse, l’ente da cui proviene il ministro Padoan e che è riuscito a sbagliare tutte le previsioni a sei mesi fatte negli ultimi anni: secondo loro, se si fanno “le riforme”, il Pil italiano crescerà del 6% in più nei prossimi 10 anni. Bum.
Expo, solo adesso
ci si accorge dei ritardi
“I lavori finiranno in tempo”, scriveva il Corriere a luglio 2014, riportando testimonianze raccolte nei cantieri Expo. “Ce la faremo anche se correndo” diceva Matteo Renzi all’Ansa, a inizio marzo. Già in quel momento, però, solo il 18 per cento delle opere era completo, la base dei padiglioni non era finita e l’azienda addetta alla pulizia dell’area comunicava che la bonifica sarebbe stata completata solo il 26 giugno. Poi ancora l’assenza del presidente della Repubblica Mattarella all’inaugurazione del 1 maggio, il cantiere senza acqua, fognature ed energia. E l’ammissione dei tecnici: è probabile che non si riesca ad aprire in tempo neanche uno dei sei piani del Padiglione Italia (lo stesso coinvolto nell’inchiesta fiorentina sulle Grandi Opere per l’appalto all’Italiana Costruzioni). “A un mese dal via”, titolavano ieri i giornali parlando dei ritardi. Ma potevano accorgersene molto prima.
Precari della scuola:
tutti assunti, anzi no
Se non ci sono numeri reali da cavalcare, se ne possono sempre dare in pasto alcuni virtuali: “Precari della scuola tutti assunti, entrano in 150 mila”. Si era a settembre, e il governo si guadagnava le prime pagine con una promessa choc. Di quell’impegno, messo nero su bianco nel documento di riforma “La buona scuola”, è rimasto poco. A entrare saranno – se tutto va bene – in 100.701, mentre restano fuori 47.399 precari “storici” iscritti alle graduatorie a esaurimento (Gae) di cui 23 mila della scuola dell’infanzia, messi in attesa di un fantomatico progetto di riorganizzazione delle scuole materne da realizzare con i Comuni. Saltata l’ipotesi decreto, Renzi ha optato per un disegno di legge, già rallentato dalle audizioni, e che rischia seriamente di non vedere la luce in tempo per provvedere alle assunzioni a settembre. Se così fosse, nel 2015 saranno solo 50 mila.
L’epica battaglia per lo zero virgola: Matteo e l’Europa
Per mesi sui giornali si è parlato del semestre europeo (nessun risultato) e pure dell’epica lotta di Renzi per la “flessibilità” con quei cattivi dei tedeschi. “È l’addio al Fiscal Compact”, si leggeva su Repubblica a proposito del rinvio del pareggio di bilancio al 2017. Alla fine quel che è stato concesso al governo italiano – che proponeva di scorporare le spese per investimenti dal Patto di Stabilità – è stato di correggere il deficit strutturale dello 0,1% in meno del previsto. E sforare il 3 per cento? Renzi, in un’intervista al Fatto del gennaio 2014, disse che “certo che si può sforare: è un vincolo anacronistico”. Ora non ne parla più.
80 euro, “i gufi smetteranno di gufare”. Impatto? 0,0%
Ad aprile il governo approva il bonus da 80 euro per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 24 mila euro (con estensione a 26 mila, ma a scalare). Fioccano editoriali entusiasti sulla “prima grande inversione di rotta”: “I gufi, almeno per un po’, smetteranno di gufare”, si legge su La Stampa. “I consumi saliranno di 3,1 miliardi”, si affretta a spiegare Confesercenti. Cifre addirittura superiori per la Cgia di Mestre. Entrambe riprese da tutti i giornali. Quasi nessuno, però, si premura di far notare che è lo stesso governo a credere poco nello strumento. Nel Documento di economia e finanza di aprile 2014, per dire, mette infatti nero su bianco che l’effetto sui consumi sarà dello 0,1 per cento. Dopo va anche peggio. Il flop viene certificato mese dopo mese dall’Istat che descrive il coma profondo della spesa delle famiglie. Stavolta, però, nessun editoriale lo commenta. A gennaio scorso, la stroncatura: di quanto è cresciuta la domanda interna? Secondo l’Istat, nel terzo trimestre del 2014, dello 0,0 per cento.
Le province abolite e quel
miliardo di “risparmi”
GrazianoDelrioloharibaditoda ultimo neanche un mese fa su Qn: con la riforma delle Province “in Finanziaria è calcolato un miliardo di euro di risparmi nel 2015, grazie al riordino delle competenze e alla fine delle sovrapposizioni di servizi con altri enti”. In realtà, il miliardo di risparmi è un semplice taglio lineare ai trasferimenti e questo nonostante le province continuino a riscuotere gli stessi tributi (un pezzo di Rc auto, trascrizioni al Pra, addizionali in bolletta). Delrio poi sostiene pure che lo Stato si tiene in tasca 160 milioni di stipendi dei politici, ma la Corte dei Conti ne ha contati solo 34. Infine c’è il caos per cui non si sa ancora chi fa cosa tra regioni, comuni e rimasugli delle province (il processo è in enorme ritardo), né è chiaro che fine faranno i 20 mila dipendenti.
Da Il Fatto Quotidiano del 02/04/2015.


(Guido Harari)

LA MACCHINA DEL FALSO
Marco Travaglio

https://triskel182.files.wordpress.com/2015/04/la-macchina-del-falso.jpg?w=741&h=309

Solo un pazzo o un campione di malafede può dare a Renzi la colpa dell’ennesimo aumento dei disoccupati, figlio di decenni di politiche demenziali, talvolta criminali, sia sul mercato del lavoro e delle pensioni, sia sulle destinazioni della spesa pubblica. Dalla legge Treu del 1997 alla legge 30 del 2003 (abusivamente attribuita a Marco Biagi ormai defunto) alla legge Fornero del 2012, ci è sempre stata spacciata l’equazione “più flessibilità uguale più posti di lavoro”. Intanto i posti di lavoro scendevano perché c’era sempre meno lavoro da dare a lavoratori sempre più flessibili, ma sempre più inutili: a causa dell’incapacità dei cosiddetti manager delle aziende italiane, delle gimkane burocratico-fiscali, e della crisi globale.
La colpa di Renzi – l’abbiamo scritto fin dall’inizio – è stata una sola: sbagliare completamente l’agenda delle priorità del suo governo, facendosela dettare dalla Confindustria (dai cui diktat copiò il Jobs Act), dalle solite bande d’affari (dai cui memorandum plagiò le controriforme del Senato, della legge elettorale e della giustizia) e dalla propaganda elettorale (i cosiddetti “80 euro”, che poi 80 non sono quasi per nessuno, costano 10 miliardi all’anno e non hanno smosso i consumi di uno zero virgola). Poi ha creato attese messianiche, promettendo che le mirabolanti “riforme” (parola magica che ha ormai assunto una vita propria, autodimostrandosi e autoinverandosi a prescindere dal contenuto delle medesime) avrebbero “fatto ripartire l’Italia”, portandola “fuori dalla crisi”: investimenti, occupazione, crescita. Come se un Senato tutto di nominati e una Camera per i 2/3 di nominati, più il taglio delle ferie ai magistrati e la libertà totale di licenziamento fossero in grado di aumentare, come per incanto, gli ordinativi alle aziende, e dunque le assunzioni. Nell’ultima settimana non c’era giorno né giornale né telegiornale senza almeno un titolo sul “boom dei contratti stabili fra gennaio e febbraio”, sui “79 mila nuovi posti fissi”, sull’Italia che “riscopre la fiducia”, manco fossimo nei primi anni 60, con commenti strombettanti di premier, ministri, sottosegretari e sottopancia sulla “svolta buona” e la “fine della crisi”. Magari. Intendiamoci, il dato numerico anticipato dal ministro Po-letti anticipando cifre ancora mai pubblicate, era parzialmente esatto: nei primi due mesi dell’anno le aziende, incentivate dai contributi statali – 8 mila euro per ciascun nuovo contratto a tempo indeterminato – hanno stabilizzato un po’ di precari e assunto un po’ di disoccupati prima che si esaurissero le riserve del bonus.
Già sapendo che il nuovo contratto a tempo indeterminato consente loro di arraffare gli 8 mila euro ad assunto e poi di licenziarlo fra un anno senz’articolo 18. Quindi i nuovi contratti “stabili” sono spesso ancor più precari di quelli ufficialmente precari. Ma soprattutto il dato di 79 mila contratti finto-stabili fra gennaio e febbraio (che poi si sono scoperti essere 45.703, in gran parte ex contratti precari stabilizzati, non nuovi posti di lavoro), mancava del suo naturale contraltare: quello dei lavoratori che, nello stesso bimestre, hanno perso il lavoro. I giornaloni e i tg dell’ottimismo obbligatorio si erano scordati giusto questo piccolo dettaglio: per vedere se l’occupazione cresce o cala, devi contare sia chi il lavoro lo trova sia chi lo perde, e poi fare la somma. Altrimenti è come stimare la popolazione annua contando solo i nati e scordandosi i morti. L’altroieri l’Istat ha comunicato che a febbraio l’Italia ha registrato 44 mila occupati in meno (perlopiù donne) e 23 mila disoccupati in più (+0,7%) rispetto a gennaio. Così il tasso di disoccupazione sale al 12,7% (+0,2, con un +2,1 di disoccupati) rispetto a un anno fa, quando nacque il governo Renzi. Da allora, mentre il premier e i trombettieri annunciavano continuamente centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro, e i Farinetti e i Velardi andavano in tv a vantare falangi di neoassunti grazie alle “riforme”, l’Italia ne perdeva altri 67 mila: quasi 6 mila al mese e 200 al giorno. Non è tutta colpa del Jobs Act, che è appena entrato in vigore. Ma è stato il governo, cioè Renzi visto che parla solo lui, a spacciare le nuove assunzioni come un effetto prodigioso della sua legge: ora che arriva il saldo finale negativo, spetterebbe a lui ammettere che è anche colpa del Jobs Act. Lo farà? C’è da dubitarne, anche perché – a parte Il Fatto, Il Sole 24 Ore e La Stampa – ci vuole il microscopio elettronico per trovare la smentita alle cifre sballate di una settimana fa sulle prime pagine dei giornali “indipendenti”. Il Foglio le maschera sotto un titolo esilarante: “Calma col disfattismo, ma un Pil così floscio non crea occupazione”: fino all’altro giorno magnificava gli effetti balsamici del Jobs Act, e ora che si scopre che è tutto falso, la colpa è del Pil e dei “malintesi governo-Istat”. Ma sì, dev’esserci stato un piccolo quiproquo. La Stampa, dopo aver sottolineato imprecisati “segnali incoraggianti e convergenti”, assicura che “bisogna attendere il boom dei contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti partito il 7 marzo”. Cioè: prima annuncia un boom che non c’è, poi quando viene smentita annuncia che il boom ci sarà. Repubblica riesce a vedere nella catastrofe “una lieve tendenza positiva”. Sul Messaggero, in prima pagina, nemmeno una riga: però ci sono “Mattarella e Napolitano per i 90 anni della Treccani”, perbacco. Sul Mattino invece c’è un trafiletto in fondo a sinistra sulla “battuta d’arresto”, ma con ampio spazio al ministro Poletti che, da fine umorista, regala la supercazzola prematurata: “I dati non contraddicono i segnali positivi, in coda alla crisi le situazioni tendono a non essere stabilizzate con una flessione che dopo una fase positiva era immaginabile”. Lui se l’aspettava, era tutto calcolato. Come fosse antani. Con fuochi fatui.
Da Il Fatto Quotidiano del 02/04/2015.


(Guido Harari)

Andrea Scanzi

“Se a Renzi fosse interessata la questione morale, di sicuro non avrebbe messo la Barracciu sottosegretaria. Oltretutto è una storia paradossale: la Barracciu era troppo “colpevole” per correre in Sardegna, ma è sufficientemente innocente per fare la sottosegretaria. Che ragionamento è? E neanche è l’unico caso. Peraltro io aspetto sempre che Renzi mi racconti e ci racconti chi sono i suoi fundraiser: chi c’era dietro le fondazioni Festina Lente e Link, che vantava 750mila euro? Chi c’era dietro Big Bang, chi c’è dietro Open? Chi c’è dietro Carrai, dietro Bianchi, dietro Lotti? Tu me lo devi dire chi ti finanzia, perché se tra i finanziatori c’è anche Buzzi (e Buzzi c’era), qualche dubbio mi viene. Io però vorrei tornare al caso di Roma. Mafia Capitale ha scoperchiato uno schifo senza precedenti. Uno schifo così evidente che c’era arrivata pure la Madia, non esattamente un fulmine di guerra. E c’era arrivato Morassut, e c’era arrivato Barca. C’erano arrivati tutti. Io, fossi stato Renzi, avrei mandato un commissario dal polso fermo, uno inflessibile, uno di specchiata e comprovata professionalità. E lui chi ci manda? Orfini. Cioè: Orfini. E Orfini, come aiutante, chiama Stefano Esposito, noto intellettuale famoso per gli attacchi ai No-Tav, le allucinanti accuse di vicinanza mafiosa ai 5 Stelle e il “canguro” ammazza-opposizione. Ma stiamo scherzando? Orfini è uno che vive da sempre dentro il Pd di Roma e quel che c’era prima del Pd di Roma. Ci vive da sempre. Ma non si era accorto di nulla. C’erano arrivati tutti, pure la Madia, e Orfini non sapeva nulla. Ecco, Orfini, perdonami: ma tu in tutti questi anni dove diavolo vivevi? Stavi su Marte?”
.
http://masadaweb.org

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