Nuovo Masada

marzo 22, 2015

MASADA n° 1634 22-3-2015 LUPI E IL MUCCHIO SELVAGGIO

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MASADA n° 1634 22-3-2015 LUPI E IL MUCCHIO SELVAGGIO

La retata alle infrastrutture – L’orda dei Lupi –Una tangentopoli che fa invidia alla prima – 20 anni di grande affari sporchi sulle Grandi Opere – La legge Obiettivo – Incalzi, 7 Governi, continuità di latrocinio e 14 indagini – I due Maurizio – Gilioli e la coalizione sociale di Landini – Mai dire Troika – Politica, stampa, sindacati e magistratura corresponsabili dello sfacelo in atto -Composizione dell’elettorato – Tangenti, voce del verbo incalzare – Fame da Lupi – Il Bergoglio nullafacente – Figli ‘ntrocchia – Basta col fantomatico patto che il M5S doveva fare con Bersani! – Non è democrazia – Povertà – I precari promossi a disoccupati ringraziano Renzi – By By Lupi – Gli aumenti di tasse di Renzi

Arnaldo
La sola ed unica Grande Opera è cacciarli tutti.”
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Karma

La democrazia in Italia è la dittatura dell’ignoranza
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Viviana
Nel Medioevo si distinguevano due tipi di diavoli: i succubi e gli incubi.
Ovviamente gli incubi sono i Lupi.
Il Cielo abbia pietà degli altri!

Maurizio Lupi si dimette da ministro ma resta capogruppo di Alfano in Parlamento. Così non perde le immunità e i privilegi, vitalizi compresi.

Ma chiedere le dimissioni anche per quella gatta morta di Alfano no? Non è un affronto alla Giustizia (con la G maiuscola) avere un Alfano come Ministro della Giustizia? Peggio ancora di Mastella, il che è tutto dire. Almeno Mastella era furbo, Alfano è una nullità completa.
I Lupi stanno aggrappati unghie e denti al potere, assistiti dal resto del branco. Non vedo, non sento e non parlo. Omertà assoluta. I Lupi stanno tra noi e fanno proseliti, come i vampiri, le mignotte e le mignatte.
E’ ovvio che questi malfattori la democrazia diretta non la vorranno mai. E vedranno sempre i 5stelle come un orzaiolo nell’occhio. Non si curano di Sel, di Tsipras, dei sindacati, della Lega. Ma i 5stelle sono per loro come per il diavolo l’acqua santa.
E hanno pure la faccia di rifiutare il reddito minimo ai più poveri, non paghi di quello che rubano a man bassa! Quante opere si potevano fare coi miliardi di soldi pubblici che quelli come Lupi hanno aiutato a rubare? Quante Grandi Opere malfatte o inutili ci potevamo risparmiare? Quanto territorio potevamo mettere a posto?
Ma davvero Renzi pensa di scavalcare Lupi come fosse una merdina senza sporcarsi le scarpe?
Vogliamo ricordare per la cronaca che i PIANI OBIETTIVO con cui si saltavano le precauzioni prese contro corruzione e mafia furono confermati e approvati da Prodi?
Vogliamo ricordare che la figura più grande e più diabolica di Comunione e Liberazione fu Andreotti che scansò pene pesantissime per collusione mafiosa solo grazie a prescrizioni altrettanto diaboliche che nessun Paese civile della Terra avrebbe mai legiferato e che Andreotti fu sempre il nume centra di quel csx che sfocia ora nel renzismo?

LA LEGGE OBIETTIVO
Scrivevo questo il 15-12-2002

“Una delle cose più sporche del governo (allora Berlusconi ma poi Prodi la riprese allegramente) è la Legge Obiettivo n° 443, che nasce il 21 dicembre 2001 per attuare le Grandi Opere. Essa delega al Governo i lavori in materia di infrastrutture, insediamenti produttivi strategici ecc., per rilanciare le attività produttive, aprendo
dei cantieri molto velocemente, con l’eliminazione di qualsivoglia intralcio. La delega è un atto che scavalca il Parlamento e si usa in casi di necessità e di urgenza. Per intralcio si intende anche quelle precauzioni mirate a salvaguardare il territorio, la vita dei suoi abitanti, l’ambiente, la salute, i principi democratici, l’informazione, le consultazioni con i rappresentanti locali ecc… che sono solitamente previste dalle norme in proposito e massimamente dalle norme europee. Il concetto della 443 è: miriamo al nostro obiettivo (far soldi), all’inferno tutto il resto! La legge, fortemente voluta da Lunardi, impone dunque procedure di urgenza e drastici snellimenti procedurali così da tagliare come inutili tutti i rallentamenti ai processi di decisione e autorizzazione che invece sarebbero necessari in un ambito di interesse generale. Il ministro dei lavori pubblici Lunardi, di fatto, con questa legge, si dà il potere di scegliere da solo cosa, dove e quando costruire senza consultare nessuno. La legge 443 è stata combinata per mettere in moto una macchina potente con cui B promette di fare in 10 anni 80 Grandi Opere, per un investimento complessivo di 236 mila miliardi di lire, e però, guarda caso, queste migliaia di miliardi nemmeno ci sono, per cui le opere saranno iniziate a mai finite !!!! I soldi dovranno uscire dalla spesa corrente, il che vuol dire dalle nostre tasche, con un feroce aumento delle tasse, tanto c’è chi le paga sempre e chi non le paga mai. Gli enormi fondi per l’opera saranno anticipati dalle banche con spaventosi tassi di interesse che pagheremo sempre noi contribuenti. Delle 80 opere promesse sono stati aperti i cantieri solo di 4: Variante di Valico Bo-Fi (interrotta per mancanza di fondi), nuova autostrada Milano-Brescia (opera del tutto inutile), passante di Mestre (32 km sui cui si sono scannati i partiti) e autostrada Asti-Cuneo (in zona soggetta ad alluvione!).
La Legge Obiettivo introduce la figura del GENERAL CONTRACTOR, o contraente generale, soggetto unico a potere immenso, che decide a chi affidare la realizzazione senza concorsi o aste, e che può scegliere per gli appalti chi vuole lui al 100% e che ovviamente sceglierà in modo clientelare tra i propri amici, magari concedendo qualcosa all’opposizione per averla dalla propria parte come cointeressata agli utili. La Regione ha 90 giorni di tempo per presentare migliorie (cosa che il presidente del Piemonte, Ghigo, FI, si è guardato bene dal fare). “Una volta che una grande opera sia inserita nella Finanziaria nessuno potrà opporsi!” (parole di B). La legge Obiettivo non si cura di violazioni in materia ambientale, non contiene alcun riferimento alle leggi europee, non si occupa dei rischi per gli abitanti né degli smaltimenti pericolosi delle scorie, non prevede rapporti con rappresentanze del territorio. Per quanto la legge sia antieuropea e anticostituzionale e violi i poteri di comuni e province, non ci sono state obiezione da parte della Consulta. L’opposizione fece 2000 emendamenti. La legge passò con la fiducia.
La legge Obiettivo facilita le Grandi Opere, come gli enormi movimenti di capitali, il riciclaggio di denaro mafioso, le commesse a gruppi clientelari, e le tangenti bypartisan che stanno facendo esplodere una seconda tangentopoli. Nel 2001 Cirino Pomicino inventa la famigerata “Legge Obiettivo”, con cui il governo può fare grandi opere o insediamenti industriali strategici, in modo aziendalista, senza concertare alcunché con i rappresentanti di territorio. Al csx la legge va bene. Prodi tace. Con questa legge indecente si estromettono i cittadini insieme agli Enti locali dalle procedure di approvazione e valutazione dei progetti. E’ una vera e propria auto-licenza a devastare. Questa legge cancella in un solo colpo mezzo secolo di progresso civile in materia di governo del territorio e di lavori pubblici, e ferisce duramente la programmazione economica, la pianificazione urbanistica, la sostenibilità ambientale e la trasparenza delle procedure, i diritti costituzionali dei cittadini, in una parola il rispetto democratico. La Legge Obiettivo non è una procedura concorsuale o selettiva tra progetti, ma uno “sportello” per il finanziamento di iniziative già stabilite tramite accordi politici, senza alcuna valutazione economica degli effetti degli investimenti pubblici. I meccanismi “accelerativi” della Legge rendono possibile che siano ammessi ai finanziamenti progetti perversi, vaghi, viziati.. e che uno solo ne disponga.”

Marilussa
S’arrampica su’ specchi er clone
che cerca de difende li compari,
“giustizia da bar giustizia sommaria
non giudicate, non fate li somari,
che ragliano al vento e alle streghe
e non cadete nel giustizialismo
cercamo la verità, fuori le beghe,
cosi non è giustizia, è qualunquismo!”
Rispondono dal bar gli avventori
“Ce semo ormai stufati de’ intrallazzi
non pensano davvero lor signori
che questi so’ discorsi de ‘sti cazzi ?
Dice che dovemo da rigenerà

e intanto cor paese che va in vacca,
er giustizialismo, no, non se po’ fa’
se po’ fa’ solo politica da baracca !”

Mentre me ne sto in disparte e osservo, trovo qualcosa di molto commovente (io direi penoso) nello spettacolo di grandi masse di uomini, che seguono la guida di quelli che negli uomini non credono
(Walt Whitman)
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Don Aldo Antonelli
«Si mettano comunque l’animo in pace, lor signori: noi credenti non siamo più disposti a fare da garanti di una fede esibita nelle chiese e violata sulle strade. Né ci piace rifugiarci nell’apnea del silenzio opportunistico, anche se foraggiato. In questo mondo di solitudini incomunicanti, in questo nomadismo senza orizzonti, contro il pensiero unico del monoteismo della merce in cui l’essere è stato ridotto a merce di scambio, noi non taceremo e non staremo con le mani in mano. E cercheremo di strappare anche Dio, oltre che l’uomo, al suo sequestro dal parte del potere».

Maurizio Landini un anno fa:
La vera scommessa è ricostruire un progetto e un disegno su come cambiare il Paese. Qui, in termini politici, oggi c’è un vuoto. Bisogna uscire da un’idea minoritaria, dalla convinzione che basti mandare in Parlamento una testimonianza di qualche interesse o valore. Il punto è che la sinistra dev’essere un soggetto che mette insieme persone con un’idea di trasformazione».
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Che differenza tra i due Maurizio! Chissà come si coniuga la parola ‘Mazzette’ con la parola ‘Trasformazione’?

Riporta ALESSANDRO GILIOLI:
«Quest’anno abbiamo mandato un questionario a tutti gli operai della Fiom, per capire meglio chi sono. I risultati sono impressionanti: primo, solo una piccola minoranza è iscritta a uno di quelli che si definiscono partiti di sinistra; secondo, anche il modo in cui votano è frantumato in modo estremo, dalla Lega al Movimento 5 Stelle. Insomma, in fabbrica stanno con noi perché vedono che rappresentiamo bene i loro interessi, ma in politica non trovano le stesse risposte. E, per chiarezza, non sono i lavoratori a essere schizofrenici: sono i partiti di sinistra che evidentemente non sanno più creare fiducia. E allora gli operai alle urne non scelgono in base ai loro interessi, che sentono ugualmente non rappresentati, ma in base ad altro: magari all’emotività, alla simpatia, al miraggio di pagare meno tasse o al desiderio di mandare tutti a casa».
Di qui l’obiettivo, diceva: «Tentare di recuperare un’egemonia culturale e di pensiero su principi come l’eguaglianza, la redistribuzione, la solidarietà, la giustizia sociale. Bisogna partire da lì, dall’elaborazione di un modello sociale alternativo a quello che c’è oggi. Ad esempio, io non credo che nella costruzione della sinistra di domani sia utile creare un soggetto che si ponga semplicemente “a sinistra del Pd”, altrimenti si ricasca nella testimonianza e nel minoritarismo: l’obiettivo da porsi semmai è puntare a creare l’epicentro di un nuovo disegno sociale, non una costola del centrosinistra attuale».
Pertanto, aggiungeva, i passaggi sono tre: «Primo, la costruzione di un progetto, di una visione generale di cambiamento, di un disegno verso cui tendere; sembra banale, ma oggi manca. Secondo, la partecipazione democratica e il coinvolgimento delle persone: se si ha la sensazione di non poter incidere veramente nel proprio partito, è già finita. Terzo, la coerenza dei comportamenti: non è pensabile che le persone di sinistra si identifichino in un partito se vedono che i suoi leader e i suoi apparati non fanno le cose che dicono, cioè si riservano dei privilegi e degli status che oggi non sono più accettati da nessuno. Se vuoi rappresentare le persone, devi vivere come fanno le persone. È proprio la condizione di base, per un rapporto di fiducia».
Oggi, un anno dopo, questi virgolettati possono forse aiutare a chiarirci un po’ le idee su Maurizio Landini e magari perfino sul percorso che può avere in mente.
Intanto, certo, «fare politica», che non vuol dire necessariamente fare un partito, almeno non subito. Si fa politica infatti in mille modi, nel tessuto sociale di un paese, con battaglie locali e nazionali. Non è stato fare politica il referendum sull’acqua pubblica del 2011, che pure non aveva alcun collegamento con i partiti in Parlamento? Non hanno fatto politica i Social Forum nel primo decennio di questo secolo? Non sarebbe politica una campagna accanto a Emergency per tagliare le spese militare o la sanità pubblica? Non è stata politica la miriade di iniziative mutualistiche e sociali implementata da Syriza molto prima di diventare governo, quando dava aiuto legale agli sfrattati o mandava autobus con medici e apparecchi sanitari nei centri in cui il governo aveva chiuso gli ospedali?
Poi, più avanti – se si crea un rapporto concreto e positivo tra un soggetto organizzato e una vasta fascia di popolazione – si può pensare a una sua rappresentanza nelle istituzioni. Ma non prima, che le case non si costruiscono dal tetto. Del resto le società di mutuo soccorso e le camere del Lavoro (prime esperienze italiane di “coalizione sociale”, sul finire dell’Ottocento) nascono prima non solo del Pci, ma perfino del Partito socialista di Turati.
Non so se Landini ha in mente di svolgere in prima persona un’eventuale futura rappresentanza: può darsi che altri emergano in questa funzione, proprio dall’esperienza precedente nella politica non partitica; di certo tuttavia il leader Fiom intende avere un ruolo in questa fase di tessitura e di «elaborazione di un modello sociale alternativo a quello che c’è oggi», con lo scopo di «creare un soggetto maggioritario e che non si ponga semplicemente “a sinistra del Pd”», per tornare alle sue parole.
Nell’agire di Landini pesano parecchio, è evidente, anche le ultime fallimentari esperienze tentate proprio a sinistra del Pd: la lista capeggiata da Bertinotti nel 2008 (sotto il 4 per cento), quella messa in piedi da Ingroia due anni fa (appena sopra il 2) ma anche L’Altra Europa per Tsipras che nel maggio scorso ha superato di un soffio lo sbarramento per dissolversi subito dopo nelle consuete risse. Tutte queste vicende raccontano di addizioni di sigle che hanno sempre assommato le loro debolezze (e nei primi due casi, i loro leader) senza costruire alcuna vera sintonia con il Paese, o almeno con alcune delle sue fasce più numerose.
In questo senso, il pensiero che sottende il ragionare del leader Fiom è facilmente rintracciabile nelle parole di Stefano Rodotà, il primo che ho sentito usare l’espressione “coalizione sociale”, nel medesimo periodo. Si parlava della lista Tsipras, appunto, di cui Rodotà pure era stato elettore ma senza nascondersene i limiti: «I miei dubbi sono relativi alla ripetizione delle semplificazioni che ci sono state sia con la Sinistra Arcobaleno nel 2008 sia con Rivoluzione Civile nel 2013: la convinzione cioè che basti mettere insieme un po’ di pezzi per arrivare al risultato. Il percorso di una coalizione sociale non si può improvvisare se si vuole che abbia un respiro ampio, che fondi una nuova cultura dei principi. Bisogna avere un po’ di pazienza e un po’ di programmazione per ripartire, dopo la terra bruciata che era stata fatta per tanti anni. Ci sono dei modelli, in questo senso: come l’esperienza di Emergency, quella di don Ciotti con Libera, quella della stessa Fiom. Che sono di successo perché hanno lavorato su un lungo lavoro di radicamento sociale».
Come si vede, anche i soggetti indicati da Rodotà un anno fa sono esattamente gli stessi che hanno partecipato alla prima riunione della Cosa che Landini sta cercando di mettere in piedi, il 14 marzo scorso.
Dove e quando andrà questo percorso, tuttavia, credo che non lo sappia nemmeno Landini. Intendo dire: sarebbe sbagliato pensare che nella testa sua e dei suoi ci sia una strategia precisa e con una tempistica stabilita per radicare il progetto e poi di lì fare un partito. È molto più probabile che il segretario Fiom – pur sperando in un progetto sul lungo termine maggioritario – preferisca sul breve “camminare domandando”, come recita un famoso slogan zapatista. Il che vuol dire ascoltare, conoscere, leggere continuamente la realtà nelle sue trasformazioni, per poi decidere in viaggio se è cosa fattibile utile o no anche la rappresentanza, insomma “il partito” – quale che ne sia la sua forma.
Ovviamente nella politica di palazzo, a sinistra, c’è chi caldeggia già questo passaggio – per farne parte – o al contrario lo teme, perché ha paura di esserne escluso e quindi di perdere la sua attuale (pur minuscola) rendita di posizione. Nella sua prima riunione, come noto, Landini li ha lasciati tutti fuori dalla porta.
Non so se è stato un errore o no. So però che anche questo è il contrario di tutto quello che è stato fino a ieri – che ha portato al nulla: quindi ogni nuova pratica difficilmente può fare peggio.
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M. scrive: “conosco bene la base da cui è partita Podemos, l’ho vista nascere al primo hackmeeting spagnolo: una capacità di aggregazione, uno spontaneismo, davvero potenti, rari e preziosi. Una ventata di energia ed aria fresca. Tutto ciò che mancava in Italia, dove appena spuntava qualcosa d’interessante, arrivavano i “professionisti del dissenso” a metterci il cappello sopra, soffocando le iniziative all’istante…”
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Il M5S è riuscito ad ottenere un fondo pubblico per aiutare tramite le banche le piccole e medie imprese in difficoltà
perché su questo fondo non si mettono i soldi e i beni che sono intercorsi in questi patti occulti e delinquenziali, le mazzette o i beni sequestrati o ipotecati che sostituirebbero le mazzette come garanzia fino a fine processo?
perché questa gentaglia, vedi Scaiola, deve sempre cavarsela con qualche articolo di stampa e nessuna penalizzazione effettiva?
perché non si può fare una legge che li sospenda o cacci dalle istituzioni?
perché dobbiamo arrivare all’abominio di un Pd che si fa prescrivere Penati e che addirittura candida un condannato come De Luca?
perché queste maledette prescrizioni e questi patteggiamenti ignoti al mondo civile non vengono aboliti di sana pianta?
e perché ignominiosamente né il facondo Renzi né il neo assunto Mattarella fanno un fiato?

ELIO E LE TROIE STESE

Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate;
il visagista delle dive è truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:

Italia sì Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di sì puoi dir di no, ma questa è la vita.
Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè: cè’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’.
Commando sì commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c’è la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non più sangue scorrerà ;
infetto sì ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario sì primario dai, primario fantasma,
io fantasma non sarò e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro’
“fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l’ho nella panza”.
Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande così.
Italia sì Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo; un totale di due pizze e l’Italia è questa qua.
Fufafifi’ fufafifi’ Italia evviva.
Italia perfetta, perepepè nanananai.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo:
in totale molto pizzo, ma l’Italia non ci sta.
Italia sì Italia no, Italia sì
uè, Italia no,uè uè uè uè uè.
Perché la terra dei cachi è la terra dei cachi. No.

ALESSANDRO GILIOLI
Testimonianza di un muratore siciliano che, su 1.300 euro al mese di stipendio, deve restituirne 300 al datore di lavoro: «È pur sempre meglio di niente», dice lui.
La prassi, rivela l’inchiesta, è tutt’altro che isolata ed è un nuovo spettacolare passo nella direzione che conosciamo. Non solo ci sono meno diritti e meno salario, ma c’è un convincimento che è ormai entrato nella testa di tutti – a partire dai più giovani – e cioè che qualsiasi forma di lavoro, a qualsiasi reddito e in qualsiasi condizione è ormai benvenuta, perché «è meglio di niente».
È questa, la prigionia mentale in cui ci hanno ridotto trent’anni di lotta di classe dall’alto verso il basso. Ed è stata una vittoria epocale, in termini di egemonia culturale e di pensiero diffuso: aver portato alla gratitudine per condizioni di lavoro sempre più infime, perché «è meglio di niente».
Così è avvenuto, in questo Paese e non solo: riforma del lavoro dopo riforma del lavoro, con tutto l’apparato mediatico a reti unificate a spiegarci ogni volta «che così si crea più occupazione».
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POLITICA, STAMPA, SINDACATI E MAGISTRATURA CORRESPONSABILI DELLO SFACELO IN ATTO
Berluscameno

Distruggere dalle fondamenta una nazione ricca, prospera e industrializzata come l’Italia non è cosa semplice. Eppure l’ala massonica ,reazionaria e neo-aristocratica ora prevalente sul piano globale è quasi riuscita nell’impresa. Non sarebbe stato possibile realizzare un obiettivo tanto perverso quanto ambizioso senza assicurarsi preventivamente il consenso, tacito e fattivo, di tutta una serie di mondi “politici” solo in senso lato. I partiti maggioritari, in particolar modo quelli che si riconoscono nel Partito Popolare Europeo e nel Partito Socialista Europeo, sono guidati dal centro da uomini scelti e selezionati all’interno delle Ur-Lodges più oscure e tenebrose (reazionarie).
Per cui non è difficile capire perché, in Italia come quasi dappertutto, i diversi leader politici locali appoggino governi stile Monti, creati con il chiaro obiettivo di aumentare le disuguaglianze sociali, distruggere il welfare e azzerare le garanzie dei lavoratori.
Limitandosi a corrompere i principali partiti in giro per il Vecchio Continente, però, i massoni neonazisti assiepati all’ interno di logge potenti come la “Three Eyes”, la “Hathor Pentalpha” e la “Der Ring”, non avrebbero mai potuto centrare il risultato.
Anche il governo Berlusconi nel 2002 tentò di eliminare l’art.18, salvo poi desistere a causa della fortissima reazione sociale suscitata. Oggi invece Matteo Renzi può facilmente riportare l’Italia nel buio dell’Ottocento senza incontrare nessun tipo di reazione degna di questo nome. Del “quarto potere” è quasi inutile parlare, essendo manifesto il ruolo svolto dalla stampa negli ultimi anni al fine di anestetizzare, imbambolare e raggirare i cittadini.
Da dieci anni a questa parte alcuni direttori di giornale ( a volte etero -diretti dal Venerabile Maestro Mario Draghi) raccontano una realtà surreale e inesistente, fatta di ripresa dell’economia, crescita ed imminente assorbimento della disoccupazione .
Solo chi ha portato il cervello all’ ammasso può ancora credere alle “reiterate menzogne” veicolate da un manipolo di funzionari(fatti passare per giornalisti), pagati a peso d’oro per fornire menzogne senza sosta e senza scrupoli.
Ma neppure il semplice connubio corruttivo intercorrente tra stampa e politica sarebbe bastato per cancellare 50 anni di progresso civile, economico e sociale del Belpaese. Serviva qualcosa in più. Serviva cioè carpire con l’inganno anche il consenso delle vittime, condotte sull’orlo del precipizio proprio per mano di chi, per costituzione, avrebbe dovuto al contrario difenderle e tutelarle.
Ricordate la foto di Susanna Camusso sorridente al tavolo con Mario Monti? Ecco, quella istantanea spiega più di mille parole. Mentre il governo dei tecnici tagliava le pensioni e creava gli esodati, la Cgil teneva il sacco al Pd di Pierluigi Bersani, membro forte di quella famosa alleanza repubblicana tenuta insieme solo dal comune desiderio di bastonare a sangue gli ultimi e i poveri. Sulla Cisl e sulla Uil stendo direttamente un velo pietoso.
Su Landini i pareri possono essere discordanti, però non si può non apprezzare il coraggio di un sindacalista finalmente pronto a squarciare un immenso velo di ipocrisia. Fino ad oggi la Cgil è stata un oggettivo bastione usato dal potere per imprimere alla nostra società una svolta di tipo oligarchico. I lavoratori sono stati di fatto schiavizzati grazie al sapiente uso dello spauracchio “disoccupazione”, dolosamente creato in vitro dalle classi dirigenti per impaurire ed ammorbidire le pretese delle classi subalterne. D’altronde, se la scelta è fra un salario da fame e la disoccupazione, tanto vale il salario da fame, non trovate? Così facendo Landini non sarà mai premiato con un posto in Parlamento a fine mandato, ma in compenso potrà continuare a guardarsi allo specchio senza vergognarsi.
Giusto per concludere la panoramica, si può precisare infine come ai nazisti tecnocratici a capo delle principali Ur-Lodges reazionarie planetarie non sarebbe bastato neppure il contestuale controllo di politica, stampa e sindacato per completare l’attuale scempio. Senza una magistratura strabica ed addomesticata , pronta cioè ad inseguire con zelo puttanieri e rubagalline, ma silente e titubante nell’affrontare scandali come il crack Monte Paschi o la manipolazione del mercato per il tramite delle famose agenzie di rating, il giochino architettato dai masnadieri di stanza a Bruxelles (UE) e Francoforte (BCE) non sarebbe durato a lungo.

Mai dire Troika
Per strumentalizzare il progetto del M5S ci vuole un’informazione aziendalista e totalmente controllata dal governo, a Berlusconi, a Cairo a Murdoch. Cosa succede quando le Lobby sostituiscono i Partiti? Quale sarà mai l’ideologia risultante?
lo stiamo vedendo: come recuperare 3 milioni di disoccupati col cucchiaino della propaganda. La politica economica è ormai totalmente in mano all’FMI: Padoan è un uomo FMI, come Monti era di un certo circolo, come Tremonti, come Padoa Schioppa, come il privatizzatore Prodi, come Amato..
Basta seguire le leggi che hanno legalizzato lo schiavismo e di questo ventennio fino a Renzi: con la promessa di un milione di posti di lavoro.. e tanti ricavi per chi vive su ex monopoli pubblici in regime di rendita. L’Espresso ha di fatto giocato sulla forma, non sui contenuti, reiterando la propaganda berlusconiana del ‘lasciamolo lavorare’: ma le nomine ai vertici degli enti pubblici erano antecedenti alle elezioni europee… se il buon giorno si vede dal mattino: è sempre lo stesso centrosinistra affarista di sempre. E tutti sapevano fino alla strumentalizzazione di Cantone e Casson, e non solo: di Colombo e Tobagi. Ricordate il Berlusconi che nel 1994 volle al Ministero di Giustizia il Pool di Mani Pulite? Così i media, dal TG3 all’espresso a LA7, per non parlare di Mediaset, mostravano il M5S come un gruppo di scemi. Informazione è selezionare il peggio. Ora stanno selezionando in modo diverso: chi parla a nome del M5S lo fa con cognizione di causa e mette alle strette l’avvocato rampante del partito di turno perché al prossimo giro vinceranno “le destre” e quindi perché non ripescare e accarezzare il caro movimento rivoluzionario a 5 stelle? Ma anche con una vittoria delle “destre”: la classe dirigente del Pd è in buone mani. Sono i soci d’affari.

Annamaria
Mentre il circo mediatico ci racconta del tirannello che va a Milano a far scintille e a presentarci un Expo-paese delle meraviglie, si dà il caso che la ‘realtà’ milanese sia diversa: operazione camouflage di 1 milione di euro per nascondere le opere incompiute. “Il costo per la fornitura delle pezze che si metteranno sulle zone non finite è stimato in 100 euro per metro quadro. Intanto il reale stato del cantiere sembra diventato una faccenda top secret: i lavori risultano ultimati in due aree su 24. Per alcune opere la consegna prevista dei lavori sarà ad evento abbondantemente avviato”. Ma questa ‘realtà’ non la dice quasi nessuno..
Intanto i tombini, a intervalli regolari, continuano a saltare. E dai tombini, a intervalli regolari, saltano fuori, beccati a rimestare nella solita merda, i topi e le pantegane di sempre. Con un governo che-giustappunto- provvede a proteggere tombini e pantegane, varando in tempi fulminei la legge che dovrà intimidire i giudici e rallentando in tempi biblici la legge sulla corruzione.
Va tutto bene, stiamo sereni!

COMPOSIZIONE DELL’ELETTORATO

Dire che il M5S ha definitivamente perso il treno quando è passato dal 25% al 19,9 e ora è in risalita e resta la seconda forza politica del Paese e l’unica opposizione parlamentare credibile mi sembra stolto, può rientrare nei desideri di qualcuno ma dice solo che o ha la benda sugli occhi o parla perché è stato assunto per dire cose di questo tipo. In quanto alla capacità di autoilludersi degli Italiani, non è cambiato il fatto che gran parte di loro è formato da analfabeti di ritorno, persone cioè incapaci di leggere un articolo e capirne il senso e manipolate dalla tv. Il Pd poi ha un altissimo numero (45,9) di over 65, è un partito di vecchi. ll M5S al contrario è il movimento politico preferito dai giovanissimi (32,9% tra chi ha fino a 24 anni, 33,9% tra i 25-34enni e partito più votato anche i 35-44enni, al 31,5%).
Forza Italia non è più il primo partito di imprenditori, dirigenti e liberi professionisti: tra loro si ferma al 10%, superati addirittura dal Nuovo Centrodestra. Il primo partito è qui il Pd, non per niente Renzi ha preso pari pari il programma di Confindustria senza cambiarne una virgola.
Il M5S è votato da commercianti, artigiani e lavoratori autonomi (37,1%).
Impiegati e insegnanti continuano a votare in massa Pd (36,2%) e questo spiega per es. come mai il Jobs Act non è estesa ai dipendenti pubblici e come mai Renzi prometta mancette agli insegnanti, mentre tra gli operai e affini è il M5S a fare il botto (39%), così come tra i disoccupati (34%).
Le casalinghe da sempre grandissime sostenitrici di Berlusconi sono scese al 28% e molte sono passate a Renzi (viva la televisione!) Il Pd trionfa comunque tra i pensionati (45,4%). Raggiunge infatti il suo massimo tra chi ha la licenza elementare o nemmeno quella (41,5%), fascia che in larga parte coincide con la popolazione più vecchia del Paese, ma conta anche tanti laureati.
Il M5S è invece il primo partito tra chi ha la licenza superiore (28,7%) e la licenza media (26,7%). Forza Italia è pochissimo votata dai laureati (9%), mentre regge tra chi ha la licenza elementare o nemmeno quella (26,3%). La frase di Berlusconi che lui parlava a chi ha solo la terza elementare e siede all’ultimo banco trova la sua conferma.
La terza e ultima rivoluzione dell’elettorato Pd riguarda la religione.
Dopo il suo tradimento di ogni principio e valore del vecchio PCI, il Pd di Renzi sembra diventato il primo partito tra i cattolici praticanti ( 36% dei voti). I non praticanti votano soprattutto M5S.
Poi, riguardo a Internet, il 47% di coloro che si informano soprattutto su internet vota M5S. Dunque l’elettorato del Pd è in parte vecchio, poco informato, senza cultura o analfabeta di ritorno, si crede cristiano praticante, è pensionato o casalinga, non conosce internet.

TANGENTI, VOCE DEL VERBO INCALZARE
Marco Travaglio |

Finora, a ogni scandalo, abbiamo sempre riconosciuto che Matteo Renzi e il suo governo non c’entravano, perché erano appena arrivati. Da ieri, con l’arresto di Ercole Incalza, non è più così. Il governo c’entra eccome. Il premier vede platealmente rottamata la sua presunta rottamazione e deve spiegare molte cose, al Parlamento e all’opinione pubblica. E il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi (Ncd) se ne deve andare alla svelta. Il fatto che non sia indagato non vuol dire nulla: per molto meno Renzi due anni fa, quando era ancora un aspirante segretario del Pd, chiese la testa di due ministri del governo Letta, Alfano e Cancellieri, che non erano indagati, ma certamente responsabili di condotte ritenute incompatibili con le loro funzioni (sequestro Shalabayeva e teleraccomandazioni alla figlia di Ligresti).
Lupi deve sloggiare o essere sloggiato non tanto per la storia dei presunti favori a suo figlio da parte di un costruttore arrestato, quanto soprattutto per aver confermato un anno fa e lasciato fino alla scadenza del mese scorso al suo posto di capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza, vecchia conoscenza di procure e tribunali. Né Lupi né Renzi possono dire che non sapevano: nel febbraio 2014, appena nacque il governo, e poi ancora a giugno con un editoriale di Marco Lillo (“O Incalza o Cantone”), il Fatto aveva incalzato – è il caso di dirlo – il governo a rimuovere quel soggetto poco raccomandabile per “820 mila ragioni”: tanti erano gli euro sganciati dall’architetto Zampolini (vedi alla voce Cricca) nel 2004 per pagare la casa a suo genero, a due passi da piazza del Popolo, bissando l’operazione Scajola. Solo che Scajola disse che la casa gliel’avevano comprata a sua insaputa. Per Incalza invece la lista degli insaputisti va allargata ai sette governi che gli hanno lasciato le mani in pasta. Ingaggiato da Lunardi (Berlusconi-2), Ercolino Sempreinpiedi fu cacciato da Di Pietro (Prodi-2), poi riesumato da Matteoli (Berlusconi-3) e lasciato lì tanto da Passera (Monti), quanto da Lupi (governi Letta e Renzi). E siccome un bel giorno andò finalmente in pensione, fu subito riciclato come consulente. Con l’aggravante che, quando nacque il governo Renzi, Incalza era stato appena indagato (avviso n. 15!) a Firenze per gli appalti truccati del Tav. Eppure fu subito rinnovato per un altro anno, con un concorso ad hoc. E quando i 5 Stelle ne chiesero conto alla Camera, Lupi si presentò a leggere una imbarazzante difesa scritta dal suo avvocato.
Quindi, per favore, questi tartufi che in men che non si dica votano la legge per farla pagare ai giudici mentre da due anni non riescono a votare l’anticorruzione (anzi, riescono a non votarla), ci risparmino almeno lo stupore. Oltreché ramificato e invincibile – almeno finché nessuno si deciderà a combatterla sul serio – la nostra Tangentopoli è anche ampiamente prevedibile: un piccolo mondo antico dove non c’è ricambio nemmeno fra i faccendieri, infatti s’incontrano sempre i soliti noti, già inquisiti ai tempi di Mani Pulite, poi reinquisiti negli anni 90 e 2000, tutti rimasti ai posti di combattimento. Non nonostante, ma in virtù dei loro trascorsi penali. Che, nel Paese di Sottosopra, fanno curriculum e sono indice di esperienza e affidabilità. Greganti, Frigerio e Grillo (Luigi) in Expo. Maltauro e Baita nel Mose. E ora Incalza, già balzato alle cronache giudiziarie nel 1996 per gli scandali ferroviari di Necci & Pacini Battaglia. Se poi qualcuno è proprio troppo vecchio per trafficare col girello e la flebo, o magari è passato a miglior vita, trasmette il background alla prole: nelle carte di Firenze, fra i comprimari non indagati, affiorano i nomi di Pasquale Trane, figlio del socialista pugliese Rocco, e Giovanni Li Calzi, figlio dell’ex assessore comunista milanese Epifanio. Fra gli indagati invece troneggia Vito Bonsignore, che non è il figlio dell’andreottiano condannato per tentata corruzione a Torino negli anni 90 e di nuovo pizzicato 10 anni fa nelle scalate dei furbetti del quartierino: è sempre lui, solo che ora è uno degli azionisti di maggioranza – come pure Incalza – di Ncd, prezioso alleato di Renzi, acronimo di Nuovo Centro Destra (per distinguerlo dal vecchio), accreditato dai giornaloni come la “nuova destra liberale ed europea”. E Antonio Bargone non è un parente dell’ex deputato Pci-Pds-Ds, dalemiano di ferro e sottosegretario ai Lavori pubblici di Prodi e D’Alema: è sempre lui, solo che s’è messo in proprio e presiede le autolinee Sat. Idem per altri coprotagonisti, anch’essi inquisiti, tipo Rocco Girlanda (ex deputato Pdl e sottosegretario di Letta), Stefano Saglia (ex deputato di An e del Pdl), Fedele Sanciu (ex senatore Pdl) e Alfredo Peri del Pd, assessore della giunta regionale dell’Emilia-Romagna guidata da Vasco Errani, poi caduta per la condanna del governatore per falso in atto pubblico. A prescindere dalle responsabilità penali, che sono personali e saranno vagliate dai giudici, finisce alla sbarra la banda larga dei soliti noti, che da 30 anni “fa il bello e il cattivo tempo” nella grande mangiatoia delle grandi opere: Prima e Seconda Repubblica, governi politici e tecnici, destra e centro e sinistra, rottamati e rottamatori.
L’unico leader che ebbe il coraggio di liberarsi di Incalza, Di Pietro, è anche l’unico espulso dal Parlamento: era incompatibile col sistema. Per anni ha proposto una legge semplice semplice: fuori dalle pubbliche funzioni i politici e gli amministratori condannati e fuori dalle gare pubbliche gl’imprenditori condannati. È quello che Renzi chiama “Daspo per i corrotti”, credendo di averlo inventato lui. Ma si guarda bene dal farlo. Ora forse è più chiaro perché.
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Viviana: E ancora qualcuno voterebbe come irreprensibile la Gabanelli che per fare un favore al suo editore del terzo canale massacrò con denunce ‘false’ Di Pietro rovinandogli per sempre la carriera politica?
e se questo è il meglio dell’informazione che ci propina la tv, figuriamoci il resto!

FAME DA LUPI
Marco Travaglio

Forse una visita guidata al Museo Lombroso di Torino, che espone i crani imbottigliati in formalina dei manigoldi più famosi, non guasterebbe. La criminologia fisiognomica sarà pure una teoria superata, ma – visto come siamo conciati – può ancora servire a riconoscere dalla faccia certi ladroni che periodicamente finiscono nelle patrie galere, poi rientrano nel giro, poi vengono riacchiappati, poi acciuffano una prescrizione e riagguantano la poltrona, per poi tornare nel loro habitat naturale: la cella di isolamento. Prendiamo Ercole Incalza: ex Psi (corrente sinistra ferroviaria), l’aveva fatta franca in ben 14 processi, fra prescrizioni, assoluzioni e norme ad hoc (gli errori giudiziari più diffusi sono le assoluzioni dei colpevoli). Insomma, meritava un’altra chance nell’Ncd, che tutti credono l’acronimo di Nuovo Centro Destra, trascurando l’opzione più ovvia: Nuova Compagnia Detenuti. In una telefonata – scrive il gip di Firenze – Incalza “afferma di aver trascorso la notte a redigere il programma di governo che Ncd avrebbe dovuto presentare e di essere in attesa del benestare di Alfano e di Lupi”. Il 17 febbraio 2014, mentre nasce il governo Renzi, Lupi “si lamenta per essere stato da lui abbandonato”, ma “Incalza contesta tale affermazione dicendogli di aver scritto anche il programma”.
Che vuoi di più, Mauri’? Che ti porti la brioche al mattino? Poi c’è la nomina dei sottosegretari alle Infrastrutture, che non spetta a Lupi né tantomeno a Incalza, ma a Renzi. Però ci pensa Ercolino, ci vuole gente giusta: Letta ha rischiato i denti col viceministro pd Vincenzo De Luca, plurimputato, e con Tonino Gentile, quello che candidò B. al Nobel per la Pace, poi passò a Ncd e finì in uno scandalo che lo costrinse a dimettersi. Con chi rimpiazzarli? Ci pensa Incalza, grande talent scout: “II 28-2-2014 Lupi gli telefona e lo informa che, in seguito alla sua ‘sponsorizzazione’, hanno nominato viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini e invita Incalza a parlargli per dirgli ‘che non rompa i coglioni'”. Nencini, pure lui ex Psi, era già comparso nelle intercettazioni della Cricca della Protezione civile: l’uomo giusto al posto giusto. L’altro sottosegretario è Umberto Del Basso De Caro, che era l’avvocato di Craxi ed è inquisito a Napoli per peculato: chi meglio di lui. Ercolino è soddisfatto: “In alcune successive telefonate Incalza fa presente che al ministero per le Infrastrutture sono arrivati due suoi compagni socialisti: Nencini e Del Basso De Caro. Il suo amico commenta tali nomine dicendo ‘complimenti… sempre sempre più coperto!'”.
Renzi, noto rottamatore, sbatte i tacchi. Una bella squadretta, non c’è che dire. Del resto, senza l’Ncd il suo governo non esisterebbe: niente maggioranza in Senato. E sul capitale umano la grande stampa chiude un occhio, anzi due. Eugenio Scalfari stravede per quell’accozzaglia di inquisiti e poltronisti, rimasti nel governo Letta dopo l’uscita di FI per conservare le cadreghe: “È quella che noi chiamiamo la destra repubblicana… Una novità di grandissimo rilievo nel panorama della politica non soltanto italiana ma anche europea”, anche perché grazie a Ncd “scompare la presenza di Berlusconi e del ber lusconismo dalla maggioranza” (17-11-2013). Berlusconi forse, il berlusconismo mica tanto. Invece, sul Corriere, Polito El Drito si esalta per il “parricidio” di Alfano con B. e lo paragona a quelli di Fanfani con De Gasperi, di Sarkozy con Chirac, della Merkel con Kohl e incensa il Letta-bis “sorretto da una nuova maggioranza temprata nel fuoco di una battaglia parlamentare aperta e senza rete” in vista della “riforma del sistema politico” e dell’avvento “di una terza Repubblica”. E sta parlando del partito di Alfano, Cicchitto, De Girolamo, Schifani, Formigoni, Scopelliti, Castiglione, Firrarello, Bonsignore, Giovanardi e naturalmente Lupi. Più che un partito, pare il bar di Guerre stellari, con una densità di condannati e inquisiti che nemmeno nella periferia metropolitana più disagiata. Al confronto, Forza Italia è un convento di orsoline: se passa di là pure Verdini, a parte il capo gli altri rischiano di essere quasi tutti incensurati. Formazione tipo Ncd. Vito Bonsignore, una condanna definitiva per tentata corruzione e una nuova indagine, quella delle Grandi Opere, dov’è inquisito insieme ad altri due pezzi grossi di Ned: Rocco Girlanda, ex sottosegretario pdl di Letta, e Stefano Saglia, ex An alfanizzato. Roberto Formigoni, sotto processo a Milano per corruzione e altre virtù. Nunzia De Girolamo, inquisita a Benevento per abuso e altre facezie. Giuseppe Scopelliti, condannato in primo grado per abuso. Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura, indagato a Catania per abuso e turbativa d’asta sull’appalto per il Centro rifugiati di Mineo, il più grande d’Europa (un business, quello dei Cara, molto caro alle “Misericordie”, tipo quella di Modena presieduta dal gemello di Giovanardi). Suo suocero Pino Firrarello, condannato e poi prescritto per turbativa d’asta e corruzione sull’ospedale di Catania e di nuovo inquisito per voto di scambio. Luigi Grillo, condannato con patteggiamento per corruzione su Expo e indagato per rapporti con la ‘ndrangheta. Pare che graviti dalle parti di Ned pure Cesare Previti, nei panni del vecchio saggio, come Totò ne I soliti ignoti: e la sua mano – onore al merito – si nota subito. Renato Schifani, per anni indagato per mafia, archiviato con un provvedimento che sottolinea i suoi rapporti con diversi mafiosi. Ed è uno dei più puliti di “quella che noi chiamiamo la destra repubblicana… Una novità di grandissimo rilievo nel panorama della politica non soltanto italiana ma anche europea”. L’Europa ancora non sa nulla, ma il primo che esce di galera l’avverte.

Viviana
Altro che Rolex o impieghi chiesti per i figli|
Siamo a una valanga di sporcizia e corruzione che fa impallidire tangentopoli!
Avete capito ora come mai la legge anticorruzione sta aspettando da due anni e viene continuamente rimandata da quel Renzi così’ veloce solo a rifocillare le banche e a tagliare i diritti dei lavoratori?
Ma non avrebbe dovuto essere la madre di tutte le leggi già 67 anni fa?
Ma non lo vedete che ancora Renzi e Berlusconi non ci pensano nemmeno a dotare il Paese di una legge di civiltà perché nel brago ci sono tutti dentro? E ancora li votate? E ancora li sostenete? E ancora li difendete? E ancora venite sui blog per sputare veleno sui 5stelle che sono gli unici che vogliono ripulire dalle monnezze queste istituzioni merdose???
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Alessandro
Renzi è responsabile quanto Lupi e si dovrebbe dimettere. Renzi non può
dire che non sapeva.
Il M5S è intervenuto per almeno tre volte sull’argomento, anche in Parlamento,
con interrogazione e una richiesta di un emendamento… e poi ne ha parlato più
volte Il Fatto:
– maggio 2013. Marco Scibona, senatore M5S denuncia l’inadeguatezza di Incalza
a coordinare la task force in Val di Susa.
– luglio 2014. Primo anno era Renzi. Il M5S ha presentato un’interrogazione
parlamentare sul ministro Lupi e su Incalza.
– 5 marzo 2015. Secondo anno era Renzi. I senatori del M5S hanno presentato un
emendamento che traduceva il proposito del Daspo in una norma penale nel ddl
anticorruzione di Grasso n discussione in Commissione giustizia al Senato, ma è
stata bocciata dalla maggioranza renziana compatta.

IL BERGOGLIO NULLAFACENTE
vv
Bergoglio ha una bella immagine da santino.
E’ simpatico
Fa piccole cose carine che piacciono alle folle.
Ma vi pare che in un anno abbia cambiato qualche sostanziale malefatta della Chiesa di Roma?
Parità delle donne? Non pervenuta.
Magistero ecclesiastico femminile? Non pervenuto.
Accoglienza dei gay? Non pervenuta.
Trasparenza dello Ior? Non pervenuta.
Famiglie di fatto? Non pervenute.
Democrazia nella Chiesa? Non pervenuta.
Controllo di quella vergogna costituita dal mercato delle adozioni internazionali? Non pervenuta.
Condanna del neoliberismo europeo e della Troika? Non pervenuta.
Condanna dei paradisi fiscali, compreso lo Ior? Non pervenuta.
Riduzione degli sprechi e della ricchezza della Chiesa? Non pervenuta.
Conciliazione con i preti di frontiera, i preti operai, la Chiesa della Liberazione? Non pervenuta.
Scomunica dei preti pedofili e loro cacciata dalla Chiesa? Non pervenuta.
Abbandono del sostegno dei peggiori governi fascisti della storia? Non pervenuto.
Persino il pagamento della giuste tasse o delle bollette del Vaticano non è pervenuto.
Mi spiace, ma quando non vedrò una di queste cose, non dirò mai che Bergoglio rappresenti qualcosa di nuovo nella storia bi millenaria della Chiesa.
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FIGLI NTROCCHIA
Viviana Vivarelli

Il figlio di Passera si è occupato di marketing per la Piaggio, società di Colaninno, partner dell’ex ad di Intesa nella cordata di salvataggio Alitalia. Ora Passera jr ha un impiego di tutto rispetto presso la multinazionale Procter & Gamble.
La figlia di Monti ha lavorato nel prestigioso studio Ambrosetti, quelli del Forum Ambrosetti di Cernobbio, dove si riunisce la crème dell’economia italiana. E che poi ha sposato Antonio Ambrosetti, unico figlio maschio degli Ambrosetti.
Il figlio della Cancellieri, già assunto trentenne come direttore di Unicredit, poi direttore generale di Fondiaria Sai a 500mila euro l’anno, l’ha in questi giorni lasciata con una buonuscita di 3,6 milioni, scoperta dal Fatto. Ma non è rimasto a spasso: assunto da Telecom Italia come Chief Financial Officer.
La figlia della Fornero ha una cattedra all’Università di Torino (dove madre e padre sono professori ordinari), e lavora in una fondazione finanziata da Intesa (dove la madre era nel consiglio di Sorveglianza).
I casi di Renzo Bossi e Cristiano Di Pietro sono quelli più conclamati.
Il Pd può vantare la 29enne Daniela Cardinale, eletta deputata nel 2008, figlia di Salvatore, ex ministro delle Comunicazioni nei governi D’Alema, Prodi e Amato. Nel coordinamento nazionale dei giovani del Fli, basta scorrere l’elenco dei cognomi per notare strane corrispondenze. Lamorte e Tatarella, tanto per citarne due, vi dicono qualcosa? E fino a qualche tempo fa c’era anche Pietro Urso, poi migrato insieme a papà Adolfo nella fondazione Fare Italia (l’unico “ursiano” che ha lasciato Fli oltre ad Urso, dicono i maligni).
Nel Pdl spicca Annagrazia Calabria, classe 1982, deputata e leader del movimento giovanile, figlia di Cynthia Alfonsi, coordinatrice regionale delle donne di FI (il padre, Luigi Calabria, è il direttore finanziario di Finmeccanica) oppure Armando Cesaro, numero uno degli Studenti per la Libertà, figlio dell’onorevole Luigi, detto “Giggino ‘a purpetta”, presidente della Provincia di Napoli. Non poteva mancare neanche l’Udc: il leader dei Giovani del partito è Gianpiero Zinzi (che è anche commissario regionale dei centristi in Campania), figlio di Domenico, deputato alla Camera e presidente della Provincia di Caserta. In questo caso la passione per i doppi incarichi è ereditaria.

Siamo il Paese della discriminazione e delle corporazioni. Dove va avanti chi nasce privilegiato, mentre chi non vanta conoscenze e relazioni rischia, quasi sempre, di arrivare ultimo. Alla Sapienza di Roma l’assioma è spesso confermato: sono decine i parenti di professori eminenti assunti nei dipartimenti, con intere famiglie (su tutte quella dell’ex rettore Luigi Frati) salite in cattedra. A volte con merito, altre meno. Si pensi allo strano concorso di dottorato vinto dal rampollo del nuovo magnifico Eugenio Gaudio, al tempo preside di Medicina.
Forse che il Pd ha mai fatto qualcosa per frenare lo scandalo permanente dei concorsi pubblici?
Forse che il Pd ha mai fatto qualcosa per frenare lo scandalo permanente degli appalti?
Forse che il Pd o chi prima di lui hanno fatto qualcosa per eliminare le leggi abominevoli di Berlusconi? E ora che l’abominio continua addirittura il Pd fa le leggi della dx peggiore addirittura con voti che vengono dalla cricca di Berlusconi????

BASTA COL FANTOMATICO PATTO CHE IL M5S DOVEVA FARE CON BERSANI!!!!
Viviana Vivarelli

Mi sono stancata di rispondere a chi insiste sulla pseudoalleanza che il M5S avrebbe dovuto fare con Bersani,
-visto che Bersani stesso l’ha sconfessata pubblicamente dicendo che lui non aveva la minima intenzione di farla,
-visto che Bersani non aveva accettato nessuno dei 20 punti di Grillo,
-visto che voleva scoutizzare il M5S, l’ha anche detto in chiaro e l’ha pure fatto,
-visto che voleva avere i suoi voti ‘gratis’ e facendo un programma contrario, cosa che non è accettabile nemmeno nel paese dei pazzi
-visto che l’Unità non ha cessato un solo momento i suoi attacchi feroci al M5S, cosa che evidentemente non si fa con chi si spera di convincere a una alleanza, attacco mediatico che non abbiamo mai visto in 20 anni sferrato con la stessa ferocia contro Berlusconi,
-visto che due governi del csx non hanno tolto una sola legge ad personam di B, non hanno votato una sola legge sul conflitto di interessi, non hanno mai applicato la famosa legge che vietava a B di candidarsi in quanto gestore di televisioni e giornali, -visto che il patto con Berlusconi è andato avanti in modo strisciante per 20 anni ed è diventato manifesto solo con Renzi
-visto che Bersani ha votato delle cose tremende come il pareggio di bilancio in Costituzione, il governo Monti, la riforma Fornero e poi in seguito tutto il peggio della Troika e di Berlusconi e di Renzi, cioè il contrario esatto di quanto auspicato dal M5S.

NON E’ DEMOCRAZIA
Viviana

Le statistiche si possono anche contestare ma è un fatto che il M5S è una forza politica giovane per giovani e il Pd è una forza politica vecchia, che retrocede verso il passato, dove c’è un 25% di vecchi i quali spesso sono poco colti e pochissimo informati.
Anche vis a vis, nella città in cui vivo e che è Bologna, ho a pelle la percezione di quanti anziani votino il Pd per forza di abitudine, per nostalgia, per vecchi ideali giovanili, ma in una ignoranza totale di economia o macropolitica.
Dico solo una cosa: Renzi già dal suo primo programma alla Leopolda aveva detto chiaramente che lo stato sociale doveva sparire in una privatizzazione a 360° di tutto. Ora io vorrei che ci facesse un sondaggio tra i piddini chiedendo loro se capiscono cosa vuol dire ‘abolire lo stato sociale’ e se sanno cosa è lo ‘stato sociale’. Mi sembra assurdo che si continui a parlare di democrazia, di parlamentarismo, di osservanza alla Costituzione, di voto o consenso popolare con quanto abbiamo sotto gli occhi. Non si può essere ciechi a tal punto. Che un premier che esce da una votazione interna di partito ma non da una elezione politica nazionale si arroghi il diritto di governare per di più usando i numero abnormi di un parlamento uscito da una legge elettorale incostituzionale con uno sproporzionale premio di maggioranza al Pd, imponendo cataclismi costituzionali con 34 voti alla fiducia in un anno, con ghigliottine e canguri, proteggendo manifestamente la corruzione, distruggendo diritti civili e del lavoro, e facendo tornare il Paese indietro di 150 anni lo trovo aberrante. Questa non è democrazia ma truffa, come fare tre governi nominati dal Presidente della Repubblica per ubbidienza alla Troika, senza elezione popolare.
Non è democrazia governare con tanti voti alla fiducia.
Non è democrazia concordare lo stravolgimento del Paese con un patto segreto con chi doveva essere il principale nemico storico e ideologico e senza avvertirne prima l’elettorato.
Non è democrazia tappare la bocca all’opposizione e persino tentare, come ha fatto Zanda, di imporre una legge per eliminare legalmente qualsiasi opposizione.
Non è democrazia demolire l’equilibrio dei poteri, umiliare la Magistratura e fare del Parlamento un’assemblea di yes man, mentre si concentrano tutti i poteri sulla sola figura del capo del governo.
Non è democrazia tentare di cambiare mezza Costituzione in tre giorni con una assemblea di ‘saggi’ nominati da Napolitano e senza uno solo che fosse dell’opposizione.
Non è democrazia fingere di eliminare le province, che sono rimaste, costano di più, hanno 31.000 dipendenti e parecchi presidenti in più ma non sono più elette dal popolo.
Non è democrazia fingere di togliere il Senato che rimane, sarà formato da nominati, e vede solo la scomparsa del voto popolare e cessa di essere l’unico ostacolo alle votazioni infami della maggioranza alla Camera e l’unico freno a chi non vuole discussioni o emendamenti imponendo una volontà a senso unico.
Non è democrazia cercare di trasformare la Costituzione da rigida a flessibile, così che ogni Governo si faccia la sua, come se non bastassero le leggi processuali e penali con cui il potere si difende da ogni responsabilità e si mette sopra il senso comune allargando la propria corruzione.
Non è democrazia proporre l’Italicum che è più incostituzionale ancora del porcellum e ripete i suoi motivi di incostituzionalità.
Non è democrazia infine truffare sui tesserati, far votare alle primarie extracomunitari e non cittadini.
… e mi dispiace se i 5stelle insistono nel proclamarsi onesti e questo dà noia a qualcuno che per questa onestà li chiama ‘stronzi’, ma sono i fatti a dimostrare ogni giorno che gli attuali partiti sono solo fonte di corruzione a larga banda, una corruzione talmente pesante, insistente e ripetuta che l’unica soluzione è cacciarli tutti, anche visto che finora con leggi o divieti parlamentari o depenalizzazioni o prescrizioni i corrotti sono stati protetti e non cacciati da Berlusconi come dai suoi successori .
Non insisto nemmeno sulla discrasia profonda tra i programmi elettorali e voti dei partiti in aula e sulla incoerenza delle dichiarazioni renziane che sono diventate ormai solo oggetto di scherno per la loro sfacciataggine e menzogna, ma chi vuol vedere vede e chi non vuol vedere continuerà a immaginarsi il mondo come lo desidera.
Io su questa cecità posso fare poco ma essa è devastante ed è grazie ad essa che il nostro Paese precipita sempre nel peggio.

POVERTA’

Dal 2008 al 2014 la crisi in Italia ed Europa secondo i dati Istat ha più che raddoppiato i numeri della povertà relativa ed assoluta. Dieci milioni di italiani e italiane vivono in condizione di povertà relativa, e sei milioni in condizione di povertà assoluta. Per questo in Italia è necessario avere una misura come il Reddito Minimo o di Cittadinanza. Ci sono diverse proposte di legge depositate al Senato. Chiediamo che entro 100 giorni una buona legge sul reddito di dignità arrivi in aula per essere discussa e approvata.
Il Reddito Minimo o di Cittadinanza, è un supporto al reddito che garantisce una rete di sicurezza per chi non riesce a trovare un lavoro, per chi ha un lavoro che però non garantisce una vita dignitosa, per chi non può accedere a sistemi di sicurezza sociale adeguati. È una misura prevista già da tutti i paesi europei, con l’esclusione di Italia, Grecia e Bulgaria. Il Parlamento Europeo ci chiede dal 16 ottobre 2010 di varare una legge che introduca un “reddito minimo, nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva”. Sono passati cinque anni e nulla è successo. Milioni di italiani/e non possono più aspettare. Chiedi una legge per il reddito di dignità.
Libera via Change.org

https://www.change.org/p/reddito-di-dignit%C3%A0-per-ridurre-povert%C3%A0-e-diseguaglianze-e-contrastare-le-mafie?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=265001&alert_id=mFeceZfwKA_VZtE7I9JXEUnPMM0R2yX4J6cqzddHmZQKrOcoFIh5As%3D

ALDO ANTONELLI
I precari promossi a disoccupati ringraziano Renzi

Nella mente ombelicale ed autoreferenziale del premier Renzi finalmente il Jobs act comincia a dare i suoi frutti: in Italia non ci sono più precariati; cancellati per legge, assieme all’articolo 18! Nella realtà, sempre in Italia, la disoccupazione continua a crescere fino al punto di posizionarci nei primissimi posti in graduatoria. Quanto alla disoccupazione giovanile siamo al secondo posto, dopo la Grecia. Viene quasi spontaneo pensare ad una logica conclusione: i precari sono diventati disoccupati!
Mi rode la domanda del perché mai l’abolizione dell’articolo 18 debba cancellare la precarietà. Quando sappiamo che in Italia la precarietà, già diffusa in precedenza, è diventata norma con la legge 30 del 2003, la cosiddetta legge Biagi di riforma del mercato del lavoro. Con essa si legalizza la precarietà, e viene reso possibile affittare, trasferire, svendere i lavoratori come merce, a vantaggio del profitto. Obiettivo di fatto di questa legge è l’eliminazione del conflitto di lavoro collettivo, l’indebolimento della forza dei lavoratori, il ridimensionamento del sindacato ad un ruolo subordinato e di appoggio a tale politica, l’abolizione della contrattazione collettiva, trasformata in rapporto individuale tra lavoratori ed azienda
Questa situazione veniva così denunciata da Romolo Menighetti ben dieci anni fa, ad appena due anni dalla Legge Biagi, che aggiungeva: “Con questa legge, in forza dello staff leasing (somministrazione di manodopera) il lavoratore diventa merce liberamente trattabile attraverso una nuova figura imprenditoriale, quella del commerciante di lavoro altrui, che trae profitto dal lavoro degli altri attraverso un’attività di interposizione permanente. Questo imprenditore assume lavoratori, i quali però svolgono la loro prestazione sotto la direzione e il controllo di un’impresa terza. Insomma, due padroni invece di uno. Sempre la stessa legge, poi, prevedeva, a grappolo:
1. il part-time, entro il quale il lavoratore non aveva alcuna certezza di futuro;
2. il job in call (lavoro a chiamata), che trasforma il lavoratore in uno “squillo”, a disposizione del padrone che lo chiama quando e come vuole;
3. il job sharing (lavoro ripartito), in cui due o più lavoratori oltre che dipendere dal padrone inter-dipendono tra di loro;
4. il lavoro a progetto, che si è rivelato non essere altro che un lavoro dipendente camuffato da lavoro autonomo;
5. il contratto di apprendistato, che legalizza il lavoro dei quindicenni.
Se così stanno le cose, non si capisce bene lo zelo straripante del premier e del suo governo nel rottamare l’articolo 18 invece che la legge Biagi. A meno che non ci fossero altri intenti. Quello, per esempio, di asservire la cultura del diritto alla funzionalità dell’efficienza. Quello di spalancare le porte al capitale, comunque, anche “asfaltando” la dignità del lavoratore. Quello di consegnarsi a mani alzate a quello sviluppo senza regole così come è richiesto dal sistema finanziario internazionale. “Ambiente criminogeno”, lo definiva Massimo Giannini su La Repubblica, che ha annientato l’economia reale cannibalizzando il lavoro, distruggendo i diritti, destrutturando la democrazia.
Siamo di fronte ad un programma di destra portato avanti da un governo di sinistra e ad un leader di sinistra applaudito dalla Confindustria e criticato dai sindacati.
“Non c’è nulla di casuale – disse Massimo Cacciari in un’intervista all’indomani della Leopolda e della rottura coi sindacati sul Jobs act – nulla di improvvisato nell’attacco di Matteo Renzi al posto fisso e all’articolo 18. Lui sta abbattendo i simboli della sinistra socialdemocratica per penetrare nel centrodestra con il partito della Nazione. È un piano lucidissimo. Il partito della Nazione punta alla fine della distinzione fra destra e sinistra e alla valorizzazione della dicotomia vecchio e nuovo. Per la formazione politica a cui Renzi sta lavorando sono desuete le differenze e le contraddizioni fra padroni e lavoratori, mentre assume importanza la lotta al “vecchio”: la politica, il posto fisso, i sindacati!”.

BYE BYE LUPI
Bruno p

Il ministro delle infrastrutture sta per essere abbandonato non solo dal Pd ma anche dallo stesso Ncd che prima gli aveva fatto quadrato. Le indagini stanno facendo venire alla luce particolari che obbligano la politica a prendere le distanze. Sta venendo all’evidenza che era lo stesso Incalza a scrivere gli emendamenti sulle opere da appaltare e il Parlamento ubbidiva. Lupi si dimetteper spegnere un incendio che se si propaga non si sa quali dimensioni possa assumere.
Il complottismo di cui accusano sempre il M5S, riguardo l’ingerenza delle lobbie ed il loro condizionamento nelle decisioni Parlamentari a questo punto è cruda realtà ed allora il governo rischierebbe grosso agli occhi di un’opinione pubblica sempre più incazzata. La risatina di Renzi difronte alla discussione della deputata 5Stelle Laura Castelli nascondono il nervosismo che si sta alzando riguardo all’incresciosa s situazione nella quale si trova il governo.
Quanti miliardi sprecati e quanto cemento solo per mettere in moto la macchina mangiasoldi degli appalti pubblici! L’Italia nel frattempo continua ad indebitarsi e l’Europa già scalpita per chiedere altri sacrifici che consistono in più precarietà, più dismissioni e più tasse.
Campa cavallo che l’erba cresce.
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Lorenzo M
Il governo Renzi ha:
– Aumentato le tasse sui regimi ai minimi dal 5 al 15%.
– Aumentato le tasse sui fondi pensione dell’11 al 20%.
– Aumentato le tasse sulle casse di previdenza dal 20 al 26%.
– Aumentato le tasse sui risparmi dal 20 al 26%.
– Aumentato le tasse sulla rivalutazione del TFR dall’11 al 17%.
– Aumentato le tasse sulla gestione Inps separata dal 27 al 30%.
– Aumentato i pedaggi autostradali fino all’1,7%.
– Aumentato dal 1° gennaio le accise sui carburanti di 1,8 centesimi al litro, 2,2 cent considerando l’effetto dell’IVA.
– Triplicato l’IVA sul pellet.
– Attuato altri aumenti delle tasse su passaporti, assicurazioni sulla vista…
– Venduto un altro 5,7% di Enel per far cassa.
– Firmato clausole di salvaguardia sui conti che prevedono aumenti dell’IVA fino al 25,5%; aumenti dell’IVA agevolata fino al 13%; aumenti delle accise sulla benzina per 700 milioni di euro all’anno… se non rispettati i vincoli sui bilanci.
– Messo l’IMU sui terreni agricoli.
A questo punto non si dimetta solo Lupi, ma l’intero governo!

RIDIAMARO :- )

La prestigiosa società svizzera, che produce i pregiati orologi da polso, ha rilasciato alcune dichiarazioni in una conferenza stampa ufficiale questa mattina a Ginevra. Il portavoce della società Jean-Paul Valy si è pronunciato sul caso Lupi e ha dichiarato che “Rolex vuole adire le vie legali per prendere le distanze dalla vicenda del ministro italiano Maurizio Lupi”.
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Frandiben
“Ho piena fiducia in Lupi” ha dichiarato Alfano con un Rolex al polso.
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Pirata 21
Le dimissioni di Lupi pare siano una questione di tempo. Sincronizzate i Rolex.
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L’immagine di Lupi è compromessa
Dalla nascita
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Ha ragione Santoro: “Si usa per le dimissioni fare un dibattito parlamentare
qui no, la chiudono lì?
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Grande ! Da Santoro a difendere Lupi c’è Formigoni!!
La difesa tra ladri??
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Viviana
Ma per piacere, fate questi versamenti sui conti svizzeri
Niente Rolex!
lo vedete il popolino come rimane colpito dai dettagli !
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Pirata 21
Comunque io vorrei spezzare una lancetta in favore di Lupi.
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Domani tutto il mondo potrebbe assistere ad un evento straordinario e rarissimo. Le dimissioni di un ministro italiano.
(Ora ci manca che Renzi gliele respinga!)
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Viviana
Sarà che Grillo non ha aperto il parlamento come una scatoletta di tonno, ma la scatoletta del governo è così gonfia che scoppia da sola.
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Pirata 21
Lupi annuncia le dimissioni da Vespa. Come se tutta questa storia non fosse già abbastanza ridicola.
(V.: Sarà mica meno ridicolo Formigoni che lo difende da Santoro?)
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Tangenti, Arrestato Ercole Incalza, dirigente del ministero dei Lavori pubblici da 14 anni. Ora la Svizzera rischia la bancarotta.
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Ercole Incalza, arrestato per corruzione,ha attraversato 7 governi e 14 inchieste. Mi chiedo come mai non sia ancora Senatore a vita.
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Gigio
Caso Lupy. Dalla nipote di Mubarak alla figlia di Fantozzi.
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Cricon
Lupi: “Mi dimetto, scelta mia Renzi non c’entra”. Ti pareva ne avesse fatto una buona!
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Allineamento
Caso Lupi, la morale del ciellino in politica: abito al padre, orologio al figlio. E fanculo allo spirito santo!
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Giga
Grandi opere: 4 arresti, 50 indagati, 100 perquisizioni. È questo lo stile italiano che fa scuola nel mondo.
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Miguel Mosè
Pochi giorni all’inaugurazione di Expo. E’ ormai una vera e propria corsa contro il tempo per completare le ultime tangenti.
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…ora ci manca che Renzi faccia un altro raid sui magistrati!
e che vieti completamente le intercettazioni!
Vi rendete conto che è per intercettazioni come queste che è stato attaccato e infamato De Magistris?
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Notturno concertante
Renzi: “Falso e ingiusto dire che lo Stato carezza i corrotti”.(Li fa solo governare).
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Sirboneddu
Grandi Opere, 4 arresti, 50 indagati, 100 perquisizioni. Col primo numero in edicola il pratico raccoglitore ad anelli.
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(Qui se l’Isis non si spiccia va tutto in malora).
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Cricon
Lupi respinge ogni addebito. Ma a quanto pare non gli accrediti!
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Viviana
Ma il fatto che Lupi sia l’uomo di Comunione e Liberazione è una attenuante o una aggravante?
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Viviana
Ora si capisce perché Renzi il ripristino del territorio e delle scuole con centinaia di piccole opere non lo voleva proprio fare.
E come le metti le grosse tangenti sulle piccole opere?
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Pirata 21
Alfano: «Lupi è uno per bene». Mica come i pezzenti con gli Swatch.
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Luce so fusa
Alfano:” ho piena fiducia in Lupi”.
Il classico colpo di grazia.
Lupi:” Le risposte le darò in Parlamento”.
Bustarella 1 bustarella 2 o bustarella 3?
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Cobra89
Lupi si è dimesso solo grazie alla mozione di sfiducia presentata dal M5S e da SEL… ma comunque ha già pronto il riciclo come capogruppo NCD con uno stipendio che il 99,9% degli italiani neanche si sogna.
Ma Renzi, con Lupi e Incalza e i costi di tutte le grandi opere che lievitano a non finire, aveva lanciato anche l’idea di fare le Olimpiadi in Italia! Magari lo scandalo servirà almeno a far tramontare l’assurda proposta.
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Alessandro
Nello “Sblocca Italia” verranno approvati le opere anche senza i progetti definitivi e gli esecutivi. Questo arricchirà le imprese. Gli inconvenienti, le varianti, gli imprevisti saranno innumerevoli. E il conseguente lucro, ingentissimo. Tanto, paga lo Stato
Le PRIVATIZZAZIONI arricchiscono i poteri forti e le lobbie, ma impoveriscono i cittadini con gli aumenti progressivi delle tariffe, senza controllo, favoriti e non contrastati dalla politica che gliele ha concesse. E’ un cronoprogramma studiato da tempo. I primi passi con la legge elettorale dittatoriale sono stati già quasi realizzati. Forse è per questo che il PD non vuole il M5S al governo!
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potino
Per farmi coraggio e superare la nausea, molto spesso per poter leggere di ciò che succede in Italia, mi bevo un cognac, ma poiché la faccenda va avanti da parecchio tempo, il mio dottore mi ha ordinato di leggere le notizie a giorni alterni,……
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Travaglio: ” L’unico leader che ebbe il coraggio di liberarsi di Incalza, Di Pietro, è anche l’unico espulso dal Parlamento: era incompatibile col sistema. Per anni ha proposto una legge semplice semplice: fuori dalle pubbliche funzioni i politici e gli amministratori condannati e fuori dalle gare pubbliche gl’imprenditori condannati. È quello che Renzi chiama “Daspo per i corrotti”, credendo di averlo inventato lui. Ma si guarda bene dal farlo. Ora forse è più chiaro perché.”
(Vi: E ancora qualcuno voterebbe come irreprensibile la Gabanelli che per fare un favore al suo editore del terzo canale massacrò con denunce false Di Pietro rovinandogli per sempre la carriera politica?)
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http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Mi spiace di non essere d’accordo sul commento “Bergoglio il nullafacente”
    Mi permetto solo ricordare alcune frasi espresse che hanno richiamato l’attenzione di molti:
    “gli uomini non devono fare figli come conigli”
    “La corruzione spuzza”
    “Il lavoro pagato poco è schiavitù”
    “Chi sfrutta non è cristiano”
    Lo IOR lo sta normalizzando, ma è istituzione con troppi intrecci perché si possa fare in poco tempo.
    Bisogna capire in che ambiente deve sopravvivere.
    Il suo coraggio rivoluzionario gli ha già permesso di instaurare un nuovo rapporto con la gente..
    Lasciamogli il tempo per compiere il suo progetto.

    Sono un suo attento lettore e condivido appieno tutte le sue profonde analisi, tranne il punto di cui sopra.
    Con immutata stima.
    G.Mazz.

    Commento di G.Mazz. — marzo 22, 2015 @ 7:44 pm | Rispondi

  2. Mi dispiace, ma con le chiacchiere non si fanno fatti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — marzo 22, 2015 @ 8:14 pm | Rispondi

  3. In altri tempi ho scritto a lungo sul blog di Grillo. Ora non più. Il mio più che un sentimento di antipatia e rifiuto è stato solo un senso di stanchezza, dopo anni che ci davamo da fare, con quella vittoria insperata alle elezioni che suscitava una speranza enorme, e vedere che non sono stati capaci di gestirla come mi aspettavo io, ho cominciato a provare una grande frustrazione, continuare a scrivere lì mi sembrava come pestare e ripestare acqua nel mortaio.
    E poi c’era la consapevolezza di aver fatto il mio tempo, se ricordi una volta paragonai il blog a un bar, uno di quei bar che si frequentano una vita, sempre incontrando le stesse persone, sempre seguendo gli stessi riti, e poi piano piano cominciano a sparire i frequentatori abituali, i tuoi amici, chi si sposa, chi cambia città, chi si ammala, chi muore, e tu cominci a sentirti un reduce, un sopravvissuto, mentre intorno a te ti trovi facce nuove, gente diversa con diverse storie che tu non fai più in tempo a fare tue.
    mi ritrovavo sempre più spesso a beccare quei pochi amici rimasti con cui ricordavamo il bel tempo andato come vecchi su una panchina del parco.
    Ora seguo la politica con un certo distacco, non riesco a stare dalla parte di quelli delusi perchè la stragrande maggioranza di loro giustifica la loro delusione con gli argomenti fasulli e tendenziosi inculcati loro da tutta la propaganda mediatica che si è scatenata subito dopo il successo del movimento. Ma non riesci nemmeno più a stare dalla parte di Grillo, perchè, con argomenti tutti miei e lontani mille miglia dalla canea degli oppositori, mi sento delusa, penso che abbiano vinto la guerra e perso la pace.
    Io non provo neanche a trovare altri blog, non mi interessa più.

    Liliana

    Commento di MasadaAdmin — marzo 26, 2015 @ 7:26 am | Rispondi


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