Nuovo Masada

marzo 16, 2015

MASADA n° 1632 16-3-2015. IO STO CON LANDINI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:20 pm

MASADA n° 1632 16-3-2015. IO STO CON LANDINI
Blog di Viviana Vivarelli (nelle immagini Grandi Fotografi)

Regge il M5S- La proposta di Landini – La DEMOCRATURA – Differenze tra Podemos e M5S per Gilioli – Matrimoni omosessuali –Da dove ripartire per investire in Italia: scuole e difesa del territorio – Evoluzione del debito pubblico – Ma mi faccia il piacere – Renzi, il gattopardo – Bullarò

E’ impossibile scrivere in pace se quello che si scrive vale qualcosa. ( Charles Bukowski)
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Viviana: “Sono stanca, sono troppo stanca. Vorrei solo morire per quanto mi sento stanca”.
Paolo: “Questa stanchezza la sento anche io sai? Molto simile alla tua. Stiamo attraversando una fase di grande transizione, la Von Franz diceva che siamo nell’epoca di contrapposizione dicotomica di Bene e Male. Sentiamo che un’era sta per finire. La tua stanchezza come la mia è morale. È la stanchezza di questo mondo e di quest’era che sta per finire… Prova a immergerti nella gente ogni tanto. Vai in un mercato con la musica nelle orecchie e “senti” la gente. Non hai voglia più nemmeno di leggere, lo so. Ma sforzati ancora di fare la cosa per cui sei nata: capire. Non stai morendo, ti stai ancora una volta evolvendo..”

Il M5S sta risalendo. Non viene dato più a quel 25% reale preso alle politiche ma viene dato ancora al 19,9% da quei sondaggisti embedded che sono sempre a favore del Pd in quanto rifocillati da quel partito e che finora hanno sempre imbrogliato sui dati, tenendo basse le percentuali presunte del M5S e alte quelle del Pd. Malgrado questo inganno permanente, il M5S resta la seconda forza politica del Paese e, mentre il Pd viene ancora sostenuto per un 25% da elettori molto vecchi, sopra i 65 anni, il M5S è il primo partito tra i giovani e dagli anziani sopra i 65 anni prende solo un 8%. Questo ne fa una forza politica giovane e per i giovani, attirando soprattutto la parte più colta ed evoluta del Paese, i laureati, i diplomati, gli informati, i difensori di diritti civili e di democrazia, mentre il Pd continua ad essere sostenuto da un elettorato vecchio, spesso disinformato, colpito da analfabetismo di ritorno, non informatizzato e legato nostalgicamente a modelli del passato ormai traditi e distrutti, elettori vecchi che non riescono, per età, per mancanza di cultura o per massificazione televisiva a capire l’entità dei peggioramenti in corso. Del resto basta leggere l’inconsistenza e la disinformazione dei blogger piddini sui blog per rendersene conto. Gli over 65 sono 12 milioni circa ed il 25% circa dell’elettorato del Pd.
L’uso di internet tra gli over 65 è poco diffuso(tra gli over75 è virtualmente assente)

IO STO CON LANDINI

LANDINI da Mentana a Bersaglio Mobile- 13-3-2015

http://www.la7.it/bersaglio-mobile/rivedila7/bersaglio-mobile-14-03-2015-149787

“Io non faccio altro che mettere in pratica una decisione che ha preso tutta la Fiom.
Una settimana a Cervia la nostra Assemblea di 500 delegati di fabbriche, di luoghi di lavoro, impiegati, tecnici.. ha preso una decisione alla luce che sta cambiando tutto nel nostro Paese, a danno di chi lavora, c’è una divisione nel lavoro che non ha precedenti, c’è una competizione nel mondo del lavoro che non ha precedenti e c’è un attacco da parte del governo ai diritti che sta svalorizzando tutte le forme del lavoro non solo quello dipendente ma anche quello autonomo. C’è molta solitudine nel Paese, la gente si sente sola e non si sente rappresentata e quindi noi abbiamo che per proseguire la battaglia sindacale che abbiamo messo in campo nei mesi scorsi, con tutta la CGIL non solo la FIOM, che c’è bisogno anche di pensare e a forme nuove di mobilitazione e soprattutto c’è bisogno di unire questo Paese, perché noi lo vogliamo cambiare più del governo Renzi ma lo vogliamo cambiare insieme alle persone che lavorano, insieme ai giovani che vogliono trovare un lavoro e mi permetto di dire che il primo a fare una coalizione in questo Paese è stato Renzi col suo governo, hanno scelto di stare con Confindustria, hanno scelto di seguire la lettera che la Bce nel 2011 aveva mandato a Berlusconi ma che di fatto ha confermato le politiche di attacco ai diritti, ai salari, alle pensioni e allora noi pensiamo che per cambiare veramente questo Paese bisogna cambiare musica, bisogna cambiare linea. Il sindacato è un soggetto politico perché ha un progetto, rappresenta delle persone, e allora noi vogliamo unire tutto quello che è stato diviso e siccome c’è un attacco a tutto ciò che è sociale, noi vogliamo unire proprio il sociale, c’è un’idea della politica che sta prendendo piede in questo Paese e sta togliendo rappresentanza a tutto ciò che è sociale. Noi partiamo da lì, si tratta di unire il popolo, di unire tutto quanto è sociale. Io non mi sto allargando dal mio compito sindacale, ma proprio per rappresentare i metalmeccanici ho bisogno di fare questo lavoro. Quando si parla di metalmeccanici si va dalla siderurgia all’informatica. In questo Paese drammatico le imprese hanno cambiato, siamo dentro appalti, subappalti, socio appalti, siamo dentro una trasformazione gravissima. Allora, se io voglio rappresentare una persona che lavora e che vuole nel lavoro realizzarsi, ho bisogno non solo di tutelarlo nella sua condizione oggi sempre più difficile, ma ho bisogno di permettere a lui anche di discutere cosa produce, perché lo produce, che significato ha il suo lavoro, come viene valorizzato.. Io, nel rappresentare i metalmeccanici, voglio rappresentare anche la loro intelligenza e il fatto che sono dei cittadini che possono avere anche una idea di società. Io non voglio presentare alcun movimento. Una cosa di questo genere nasce non perché la decide Landini o la Fiom, ma se tutti i soggetti, se tutte le associazioni, se tutte le persone pensano che sia utile per migliorare la loro condizione. Io dico che in questa fase particolare, nel Paese, nel Parlamento, nel Governo, il mondo del lavoro e non solo del lavoro dipendente ma di tutte le forme di lavoro non è rappresentato. Oggi sono rappresentati altri interessi. Quando si arriva a cancellare lo statuto e i diritti dei lavoratori, quando si arriva a dire che una persona può essere licenziata se gli viene dato un po’ di soldi, siamo alla mercificazione del lavoro, stiamo tornando indietro di 150 anni e c’è una svalorizzazione complessiva. Io oggi sento la necessità di poter discutere per le persone che rappresento di che imprese ci sarebbe bisogno di fare. Bisogna ripensare tutto. Bisogna ripensare i prodotti, bisogna ripensare il Paese. E allora solo utilizzando l’intelligenza di chi lavora si può ripensare questo progetto. Oggi non c’è questa democrazia. Dentro le imprese le persone che lavorano non hanno questa possibilità di partecipare alle decisioni che vengono prese e che riguardano il loro futuro e il loro lavoro dentro la fabbrica e fuori dalla fabbrica, dentro gli uffici e fuori dagli uffici e allora, sì, io dico: il Governo ha fatto un’altra scelta, ha scelto di mettersi coi poteri forti, ha scelto di stare con Confindustria, ha scelto di attestare la logica europea. Questo secondo me sta dividendo il Paese, contrappone le persone e penso che sia sbagliato, perché se uno vuol cambiare veramente il Paese, lo deve fare con la maggioranza di quel Paese, che sono quelli che lavorano, che pagano le tasse, che si fanno il mazzo dalla mattina alla sera. Questi non sono rappresentati e anzi Renzi con noi non vuol discutere. Secondo me, Renzi non sta cambiando il Paese, lo sta peggiorando. Io non voglio sostituirmi a qualcun altro. Voglio fare il mio mestiere.
Sono critico anche sulla riforma costituzionale. Ci sono cose che non capisco. Se il Senato non funziona, che lo tolgano! Ma una cosa più radicale che io penso è questa: siamo di fronte a un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale dalla Consulta. La Costituzione di questo Paese quando fu fatta vide il popolo italiano che elesse una Assemblea Costituente che aveva il compito di fare una Costituzione. Se uno vuole davvero cambiare la Costituzione, può essere legittimo, allora si faccia lo stesso processo! Si elegga una Assemblea Costituente, si apra nel Paese una discussione sul perché lo si fa, non che le decisioni vengono prese non si capisce dove, in quali patti, non si capisce per ritornare a che cosa e alla fine con un concentramento del potere che non ha precedenti. Noi rischiamo che un partito che ha la minoranza nel Paese abbia la maggioranza e che possa cambiare il Paese, questa non è democrazia! E in un Paese dove ormai la maggioranza dei cittadini a votare non ci va più.. Noi siamo di fronte a fenomeni nuovi. C’è stato Renzi. C’è stato Grillo. C’è stato Salvini. Ma qual è il dato che sta emergendo? Che la maggioranza degli Italiani a votare non ci va. E anche i fenomeni nuovi della politica non hanno recuperato la partecipazione. La gente non si sente rappresentata ed è sola. Questo è il tema che io voglio affrontare. E siccome molto spesso nel lavoro che faccio vedo le persone che si sentono sole, che stanno perdendo il lavoro, che sono in difficoltà e non si sentono rappresentate, questo mette in discussione la democrazia. E allora sono rappresentante di un sindacato, ma lo penso come un soggetto politico, che ha le sue idee, che ha una sua autonomia, che è indipendente dai partiti. Penso che anche il sindacato deve cambiare. Anche noi siamo in crisi. Il mondo del lavoro è cambiato. E di fronte a un simile processo di cambiamento credo che tutti dovrebbero essere disponibili…A me la parola rottamazione non è mai piaciuta. Io penso che i cambiamenti si fanno attraverso la partecipazione delle persone. Rottamare e basta senza dare degli incentivi è poco. Noi stiamo pagando il fatto che non c’è una politica industriale. Stiamo anche svendendo pezzi importanti, si pensi alla svendita di tutto il settore dei trasporti. Parlare di politica industriale, oggi, significa anche affrontare delle contraddizioni. Pensiamo solo all’Ilva, al problema di cosa significa oggi produrre senza inquinare. Quali sono i prodotti, quali sono le innovazioni che oggi servono?
E’ la FIOM che fa questa proposta e non Landini. Prima di mettere in moto tutto e di parlare con le associazioni con cui in questi anni abbiamo lavorato, questa proposta è stata discussa in tutti gli attivi regionali. Noi abbiamo fatto riunioni di tutti i delegati e le delegate metalmeccanici, quelli eletti nelle fabbriche, parlo di migliaia di persone, in tutte le Regioni, poi abbiamo fatto una Assemblea Nazionale, e, sulla base di quel mandato, io, a nome di tutta la FIOM ho scritto a diverse associazioni con cui in questi anni abbiamo lavorato, tanti soggetti diversi che sono stati con noi nelle manifestazioni sul lavoro,e abbiamo discusso su cosa vuol dire mettere insieme diverse associazioni sulla base di programmi e obiettivi condivisi, in una discussione in cui ognuno mantiene la sua soggettività. Si tratta di capire se ci sono campagne comuni con obiettivi comuni.
Un tale processo si avvia se tutti quelli che partecipano sono d’accordo e se decidono assieme cosa fare. Io sto pensando a un processo davvero dal basso, democratico, costruito con la partecipazione delle persone. Punto. Io non arrivo lì avendo pensato a tavolino qualcos’altro. L’obiettivo è cambiare le politiche di questo Governo.
Deve essere chiaro un punto: non era mai successo nella storia della nostra Repubblica che un Governo cambiasse le leggi sul lavoro senza neanche discutere con le organizzazioni che rappresentano i lavoratori. Non era mai successo, vorrei farvelo notare. Renzi si sta rifiutando di confrontarsi con le parti sociali. E si è messo d’accordo con Confindustria, sta ponendo la fiducia e non ascolta neanche il Parlamento. Io di fronte a un Governo che pensa di poter giocare a 360° da Berlusconi alla Fiom e di poter non rispondere a nessuno, io non sto a giocare sul terreno che vuole lui e mi pongo il problema che un processo di tale natura sta cancellando non Landini, non il sindacato, ma il diritto delle persone che lavorano di potersi collettivamente organizzare e di essere cittadini liberi anche dentro i luoghi di lavoro. Allora, siccome sono di fronte a un cambiamento e la crisi sta cambiando tutto, e nulla sarà come prima in questo Paese, penso che sia legittimo che nel rispetto dell’autonomia di ognuno, tutti i soggetti sociali che oggi rischiano di non essere rappresentati e di non contare niente, provino a ragionare.
Io poi parto da un punto di vista sindacale. Penso che questo fa bene al sindacato perché noi oggi non rappresentiamo tutti, siamo dentro la contrapposizione tra precari e non precari, ci sono anche cose nuove.. per es.
Ma è possibile che anche voi giornalisti non riusciate a guardare il mondo altro che dal punto di vista dei partiti? Ma chi se ne frega di fondare un altro partito?
Il problema è che oggi tanti lavoratori dipendenti o tanti precari o tanti lavoratori che hanno forme di lavoro autonomo non hanno una rappresentanza. L’altro punto è che i governi di questi anni ha messo in contrapposizione queste persone tra loro. Viste le leggi che sono state fatte, io come sindacato mi chiedo: come faccio a cambiare leggi fatte in questo modo da un Governo che si rifiuta di discutere le leggi che fa? Come faccio a far ripartire gli investimenti? Come faccio a combattere la criminalità? Per cui, accanto all’azione sindacale che voglio fare, vedo la necessità di costruire un’azione di consenso, una cultura, una pratica nei territori, nei luoghi di lavoro, anche fuori dai luoghi di lavoro, che siano in grado di costruire un’altra idea di azione, un’altra cultura, un altro consenso.
Noi come CGIL stiamo preparando un’altra idea di Statuto dei lavoratori perché il Governo lo sta cancellando. A quel punto o il Parlamento intende affrontare queste richieste, oppure, se non vuole neanche discutere con gli interessati, userò il referendum per cancellare delle leggi sbagliate. Io penso ad azioni dal basso, nei territori, in ordine a una serie di diritti che oggi sono negati. Faccio altri es. Sai quante volte in assemblea mi sento dire: io non posso curarmi perché non ho i soldi per pagare i ticket. Oppure: non posso mandare i figli a scuola perché non posso pagare i loro studi. Allora, il diritto alla salute e alla scuola sono diritti costituzionali e se io sto dentro uno schema classico, non affronto questo tipo di problema. Devo essere in grado di contrastare questi processi. E’ fare politica questo? Sì. E’ fare un partito? No.
Il sindacato deve tornare a fare politica ed essere un soggetto politico.
E se non si cambia la Comunità Europea non si va da nessuna parte.
Le riforme costituzionali non ci piacciono e non piacciono alla CGIL. Io penso che la nostra Costituzione vada pienamente applicata e se qualcuno la vuole modificate, elegga un Assemblea Costituente, questo sarebbe il modo democratico per poterlo fare altrimenti siamo in un altro quadro.
L’elezione di una Assemblea Costituente non fu solo un fatto che mise persone capaci in Parlamento, ma promosse una discussione nel Paese. C’era un mandato, c’era un percorso, c’era una idea. Oggi vedo il rischio che venga snaturato quel processo.
Io non sto con questo o quello, io sono d’accordo sulle cose secondo il merito. Queste cose le sto discutendo da due mesi e mezzo in Fiom e CGIL e non c’è nulla contro.
Noi abbiamo fatto delle mobilitazioni e degli scioperi, il governo se n’è fregato, coi sindacati non ha mai parlato ed è andato avanti mettendo la fiducia. Per questo sono necessarie altre iniziative oltre lo sciopero. Se Renzi pensa di andare avanti fregandosene di ciò che pensa la gente e risponde ad altre logiche si presenta un fatto nuovo che fa sorgere la necessità di contrastare questo modo di fare anche con iniziative diverse dalle manifestazioni e dagli scioperi.
Io sono stato d’accordo con tante scelte iniziali di Renzi come gli 80 euro o la tassazione delle rendite finanziarie, ma ad un certo punto lui ha privilegiato le scelte europee che lo portavano a tagliare diritti e lo avevo avvertito che questo avrebbe aperto un contenzioso col sindacato. Il Governo non sta affrontando la lotta vera contro l’evasione, contro la corruzione, contro la disoccupazione rilanciando un piano di investimenti, è chiaro che a quel punto si è determinata una valutazione diversa. Non c’è mai stato un pregiudizio pro Renzi o contro Renzi. Valgono le politiche. Vale il merito dei problemi. Oggi siamo di fronte a una svalorizzazione del lavoro. Se passa l’idea che uno per lavorare deve accettare qualsiasi cosa, questa è una regressione assurda. Il lavoro o ha dei diritti o non è lavoro, è schiavismo.

Nel 2014, gli iscritti al Pd sono stati 366.641
La Fiom ha 350mila iscritti
Al 2012 La CGIL rappresentava la maggiore confederazione sindacale italiana, con poco più di 5 milioni e 700 000 iscritti di cui quasi 3 milioni di pensionati.
Il 52% degli iscritti, ovvero 2.996.123, erano pensionati che aderivano al Sindacato Pensionati Italiani
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ERRI DE LUCA
“Consiglio”

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.
Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta
nell’evitare.
Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,
punta al bordo, costeggia,
il lanciatore di coltelli tocca da lontano,
l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di
mancarlo.

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Dino L
Oggi il mio capo (piddino) mi ha detto:
quando muore Silvio vi regalo una giornata di ferie.
Io gli ho risposto: quando muore Matteo lavoro gratis una settimana.
Si è offeso.
Fantastici piddini.
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Che la Camusso lavori per lo stipendio è una emerita boiata, credo prenda 3.400 euro al mese e Landini 2200.
Non confondiamoci con Bonanni!
Bonanni, oltre a percepire una pensione da nababbo (8.593 euro lordi al mese), dal 2006 ha beneficiato di incrementi salari notevoli. Dai 118.186 euro del 2006 fino ai 336mila euro di pochi mesi fa. Insomma, Bonanni, oltre a superare abbondantemente il tetto per i manager pubblici, nel suo ultimo anno guadagnava più del presidente americano Barack Obama (che percepisce circa 275mila euro).Nel 2007, infatti, la retribuzione complessiva dichiarata all’Inps è di 171.652 euro lordi annui. Che aumenta ancora nel 2008: 201.681 annui. L’evoluzione è spettacolare, gli incrementi retributivi di Bonanni sono del 45% e poi del 17%. Ma la progressione continua: nel 2009, la retribuzione è di 255.579 (+26%), nel 2010 sale “di poco” a 267.436 (+4%) mentre nel 2011 schizza a 336.260 con un aumento del 25%”, si legge sul quotidiano di Padellaro. Come se non bastasse, Bonanni è riuscito a sfuggire sia alle modifiche introdotte nel 1995 dalla riforma Dini sia dalla riforma Fornero.


(Mario De Biase)

ERRI DE LUCA
“Legno”

Una barca da pesca, le traversine in rovere della
ferrovia
le botti sfruttate dal vino, i manici di arnesi,
l’aratro, la chitarra, il legno tenuto per il pugno
dissanguato di resina e unto dal maneggio:
di questa materia seconda va fatto l’altare.

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LA DEMOCRATURA
Viviana Vivarelli

Penso a quanti sui blog auspicano, in preda a raptus demoniaci, l’estinzione dei 5stelle come di qualunque opposizione democratica, per lo strapotere di un centro unico e monopolista che trovi la strada spianata per tutti i suoi abomini. Si rendono conto o no che questa è una dittatura fascista della peggiore specie?
Penso a Bersani che ‘il giorno dopo’ che i cittadini italiani con referendum avevano al 97% detto No alla svendita dell’acqua pubblica, ‘riproponeva’ una legge per darne ‘di nuovo’ la gestione ai privati e a questi partiti che dopo 4 anni dal referendum non hanno ancora applicato la sua scelta contro ogni legge e precetto. Come non hanno mai applicato il referendum con cui il popolo diceva NO al finanziamento pubblico dei partiti. Penso a Renzi che ha rimesso la svendita dell’acqua pubblica già nel primo programma della Leopolda assieme alla privatizzazione a 360° di tutti i servizi pubblici e alla distruzione progressiva dello stato sociale a vantaggio dei servizi e dell’assicurazione privata. Penso a Zanda che ha avuto la faccia di proporre una legge per chiudere ai 5stelle l’accesso al Parlamento per eliminare ogni opposizione!! Penso alla ghigliottina con cui l’opposizione intera è stata stroncata per far passare gli 8 miliardi di regalo alle banche. O ai 34 voti di fiducia di Renzi che hanno annientato i poteri del Parlamento. Addirittura la fiducia chiesta sulla parola in mancanza di testo scritto per la Finanziaria. O al tentativo di Napolitano di riscrivere mezza Costituzione con una dozzina di accoliti ai suoi comandi, in tre giorni di vacanza in un hotel termale per ubbidire alla Goldman Sachs che diceva che l’Italia aveva ‘troppa’ democrazia! Penso al tentativo di depenalizzare l’evasione fraudolenta per un 3%. Alla porcheria dell’Italicus che aggrava gli elementi già incostituzionali del porcellum, alle sue liste di nominati, al suo abnorme premio di maggioranza, per cui chi ha coi voti nazionali 44.000 voti più del 2° partito, viene annullato in parlamento, mentre il 2° arrivato si becca 147 seggi in più. Ai 37 mesi che sono già trascorsi e in cui non hanno voluto far passare la legge anticorruzione richiesta dall’Europa e dal senso comune, in cui hanno continuato a mantenere la depenalizzazione del falso in bilancio e dell’autoriciclaggio o le vergognose prescrizioni che annullano ogni anno decine di migliaia di processi a cui Renzi ha aggiunto ora anche la non carcerazione sotto le pene di 5 anni e la ricandidatura di personaggi obliqui già condannati per reati contro lo Stato. Penso al patto infame con Berlusconi su cui si continua a mentire mentre si tenta di vendergli addirittura la televisione pubblica. Penso all’orrore del Jobs Act, alla finta abolizione delle Province più nutrite e costose che mai, alla finta abolizione del Senato che resterà come un club governativo dove saranno ‘nominati’ i peggiori riciclati dalle Regioni. Penso alle mani del Governo che si allargano sulla Consulta, sulla Corte dei Conti, su tutti gli organi di controllo mettendoli in mano ai controllati. Penso a un Pd che senza nemmeno une fievole reazione umana ha accettato la distruzione progressiva dei diritti del lavoro, dalla riforma Fornero al Job Act, senza porre un limite alla sua ignominia e al suo tradimento degli elettori. Non riesco nemmeno ad accettare di lontano che una persona di media intelligenza e coscienza che si trovi davanti simili orrori non vomiti e non reagisca violentemente. Mi sembra di vivere in un incubo: un paese diviso tra una moltitudine di zombi e pochi criminali che li muovono a comando senza alcun rispetto della loro vita, dei loro diritti, della loro dignità e del loro futuro.
E trovo intollerabile, antidemocratica e razzista la campagna di insulti, menzogne, squalificazione permanente, emarginazione mediatica e prostituzione della verità che è stata messa su da 4 anni almeno (una vera campagna razzista) contro chi, come i 5stelle, tenta di riportare l’Italia a forme di democrazia allargata contro il progressivo accentramento di potere malvagio di un Renzi che, dopo il tentativo di sultanato berlusconiano, sta instaurando una ‘democratura’, cioè un regime che ha solo poche apparenze di democrazia ma prosegue imperterrito e quasi senza oppositori un’opera maligna e feroce di distruzione della sovranità popolare, della Costituzione democratica, dell’equilibrio dei poteri, delle scelte dei cittadini, dei diritti civili e del lavoro, dello stato sociale, del diritto alla vita, del futuro di intere generazioni.
La democratura è un regime a metà strada tra democrazia e dittatura e con Renzi e questo infame Pd di cagasotto e poltronisti si sta avvicinando ogni giorno di più più alla dittatura di uno solo, spalleggiato dalle peggiori forze della Nazione: Confindustria, corrotti politici e sociali, succubi di partito, grandi evasori, banchieri da derivati e cosche di malaffare, mafia della Pubblica Amministrazione, politicanti falliti e giornalai venduti, infine i cittadini peggiori, a cui si unisce per nostra disgrazia un 25% di vecchi inabili a capire e di analfabeti politici ed economici incapaci di imparare, e una percentuale di fanatici settari, che sostengono anche loro, ognuno a suo modo, l’arrivismo più bieco, la svendita di ogni coscienza morale, l’attaccamento al potere di una cricca ignobile cinica, distruttiva e senza dignità… con a capo questa macchietta mostruosa di venditore di pentole, questo Renzi fantoccio, messo su e sostenuto da fuori non solo dagli interessi degli USA e delle sue 4 principali banche d’affari, ma soprattutto dalle tre forze antidemocratiche della Troika che operano per la distruzione dell’Italia allo stesso modo e con le stesse ricette e persone (vd Padoan) con cui hanno distrutto Argentina e Grecia. Qualcuno mi spieghi perché le economie e le politiche dei Paesi europei, chiamati ancora democratici, devono sottostare ai diktat di un potere oscuro come il Fondo Monetario che nessun cittadino europeo ha mai eletto, sul cui operato nessuna volontà popolare può nulla, che è l’organo esecutore degli interessi e della corsa di dominio di 200 famiglie di magnati in massima parte americani, il cui unico scopo è di annientare le conquiste sociali, civili e del lavoro realizzate dai popoli europei in 150 anni, con l’intento di riportare l’Occidente a un sistema feudale, un vero neofascismo economico dal classismo spaventoso, dove i potenti diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più carne da macello e servi della gleba? Il regresso storico e civile che questi capi di malaffare stanno realizzando sull’Europa ha qualcosa di apocalittico e spaventoso. E’ una vera banda criminale. E il peggio è che tutto il sistema di informazione europeo sta collaborando potentemente per compiacere i nuovi imperatori, sottoponendo i popoli a un vero lavaggio del cervello, paragonabile a quello che Hitler realizzò nella Germania nazista, con tutto un analogo codazzo di servi e squadristi per contratto o vocazione.
Ha ragione Landini quando dice che oggi il disfacimento dei partiti, delle ideologie, delle democrazia ci sta spaventosamente davanti agli occhi e sbaglia chi continua a perdere tempo coi distinguo fissandosi sulle minime divergenze, mentre interi popoli stanno orrendamente regredendo e dovremmo tutti oltrepassare le divisioni parcellizzate, gli obsoleti steccati e gli individualismi solipsistici per unirci, oltre ogni gretta divisione settaria, nella ricerca di ciò che ci unisce, nei concreti scopi dell’umanità tutta intera, comprendendo, finalmente, che chi ancora insiste sulle piccole divisioni ideologiche, sulle minuzie divisive, sugli attaccamenti ideologici del passato, fa il gioco dei potenti e favorisce, con la nostra polverizzazione, la loro strage di umanità.
Il termine ‘democratura’ fu coniato anni fa dallo scrittore croato Predrag Matvejevic, per indicare quei regimi, formalmente democratici ma in realtà oligarchici, che presero nell’est europeo il posto del socialismo reale. Oggi ciò a cui ci riferiamo è il pericolo gravissimo che ci sovrasta e saremo perduti se non faremo qualcosa.


(Tomasz Tomaszewski)

Annamaria
Le mani sulla Costituzione.
Le mani sul Parlamento. Con il mix Italicum &riforma del Senato.
Le mani sulla giustizia: legge sulla responsabilità civile dei giudici.
Le mani sull’informazione: la Rai alle dirette dipendenze del governo.
Le mani sui diritti del lavoro.
Le mani sulla sovranità popolare
Perché tutto possa procedere senza intoppi, è essenziale, anzi, fondamentale che il popolo ‘sovrano’ non sappia, non conosca, non capisca, non prenda coscienza : non ci vuole molto, basta martellarlo a reti e testate unificate, 24 ore su 24, di annunci roboanti, promesse strepitose, menzogne sbandierate come verità. Confondere, frastornare, ingannare, negare la conoscenza: è questa la ‘pedagogia’ praticata dalle nostre parti.
E in tutto questo, in questo processo violento di restaurazione autoritaria che va avanti dal 2011, la responsabilità di Napolitano e dei partiti tutti, Pd in testa, è a mio avviso gravissima. “Le mani legate di Sergio Mattarella”, è la riflessione lucida e disperante di Antonio Padellaro sul nuovo corso autoritario voluto e costruito da Napolitano e portato a un punto tale che il nuovo Presidente sarà impotente e non potrà fare nulla per evitare lo scempio.
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ALESSANDRO GILIOLI
“NOI E PODEMOS”

Le somiglianze programmatiche (ma anche cognitive e generazionali) tra Podemos e M5S sono numerose: il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini dal basso, l’approccio postideologico, il superamento del dualismo cdx-cds, la contrapposizione ai poteri finanziari e alla Troika, l’attenzione estrema per i problemi ambientali e per le lotte locali, l’uso della rete per scegliere i candidati alle cariche pubbliche, l’autoriduzione degli stipendi degli eletti, lo sdegno per i privilegi della casta, la fermezza più assoluta contro la corruzione, la trasversalità di classe e altro ancora.
Tuttavia, anche le differenze non mancano: «In Italia, Beppe Grillo e il suo movimento sono stati molto positivi nella fase destitutiva del vecchio regime, ma si sono rivelati insufficienti nella fase costitutiva», dice uno degli ideologi di Podemos, Juan Carlos Monedero. «Questa infatti esige un’approfondita diagnosi sociale, una lettura economica e culturale del passato recente e del presente: una cosa che manca al Movimento 5 Stelle. Ma noi siamo diversi dal partito di Grillo anche perché proveniamo dal troncone della emancipazione sociale spagnola e internazionale, loro no».
Ciò nonostante, le occasioni di collaborazione al Parlamento europeo non mancano, soprattutto nella contrapposizione alla Troika e alle “larghe intese” di Bruxelles: «Lavoro molto bene con alcuni di loro», dice l’eurodeputata Tania González, «e ci troviamo d’accordo su molte cose, specie economiche e ambientali. Su altre invece siamo lontanissimi, come sul tema dell’immigrazione, che per noi è una questione dirimente. Credo che Grillo abbia interpretato bene lo scontento, da voi, ma poi non sia andato oltre».
Ma c’è di più, come dice Pablo Gomez Perpinya, responsabile di Podemos Pozuelo: «Il nostro partito non condivide per nulla l’euroscetticismo di Grillo: noi, al contrario di lui, crediamo che l’Europa sia l’unica strada attraverso la quale passa la possibilità del recupero della sovranità da parte dei cittadini. Pensare a un ritorno alla sovranità su base nazionale è un’illusione o tranello».
In Podemos infatti non si parla di uscire dall’euro – nemmeno come ipotesi – ma di «cambiare le istituzioni europee rendendole espressione dei cittadini anziché delle élite». Il fatto è che «il M5S ha tentato di dare una soluzione solo tecnica a una questione politica e sociale», sostiene Guillermo Zapata del Patio Maravilla: «Offre un protocollo – la partecipazione dal basso – ma non propone una risposta politica da metterci dentro. L’idea di aprire l’architettura del potere ai cittadini è giunta, tuttavia da sola non basta, resta vuota».
Ma le differenze tra M5S e Podemos non riguardano solo la cultura politica, le tradizioni di provenienza e l’europeismo. Anche le prassi, tra le due forze, sono diverse: basti pensare al fatto che per la certificazione delle sue consultazioni on line Podemos utilizza tre diverse società esterne, mentre in Italia sono gestite direttamente da Casaleggio. Inoltre a Podemos nessuno ha mai pensato di usare le votazioni via Web per espellere qualcuno, anzi gli attivisti spagnoli aggrottano le sopracciglia parlando di Grande Fratello quando vengono a sapere di questa usanza pentastellata.
Per quanto riguarda il modello organizzativo, quello di Podemos prevede l’elezione di vertici locali e nazionali, quindi di rappresentanti ufficiali nelle cariche di partito, cosa che in Italia il M5S ha sempre escluso. In Podemos le cariche sono definite e strutturate tanto a livello locale (comune, provincia, regione) quanto nazionale, con un segretario generale (Iglesias), un numero due (Íñigo Errejón) e così via, tutti eletti con apposita votazione on line dagli iscritti al termine di un congresso che si è tenuto “fisicamente” (mentre il M5S non ha mai fatto un congresso nazionale); va tuttavia specificato che anche in Podemos il congresso ha funzione solo di dibattito mentre la sovranità degli iscritti si manifesta via web. A proposito di Internet, è vero che anche Podemos, come il M5S, ne fa un uso robustissimo per la comunicazione virale dei suoi punti di vista, ma questo non viene considerato alternativo ai vecchi mezzi di comunicazione bensì del tutto complementare: è raro che un esponente o attivista di Podemos rifiuti la partecipazione ai talk-show o un’intervista a una televisione; anzi, le persone più in vista del partito considerano essenziale esserci capillarmente nei media che entrano nelle case di quella vasta fascia di popolazione non raggiunta dai blog e dalla Rete.
Infine, anche la questione delle possibili alleanze viene vista da Podemos con più laicità e possibilismo rispetto al niet del M5S: «Difficilmente a novembre avremo la maggioranza assoluta quindi non è escluso che ci troveremo a concludere qualche accordo di scopo con altre forze politiche», dice Carolina Bescansa, tra i fondatori del partito, e questa è la stessa formula che si sente ripetere anche tra gli attivisti dei circoli di base. L’importante, si aggiunge, è che le trattative avvengano alla luce del sole, che il grosso del programma di Podemos venga accettato dai possibili alleati e che ad accordo concluso questo sia sottoposto a un referendum tra gli iscritti prima di fare il governo.


(Michael Vahle)

OBIEZIONI ai post di commento a Gilioli
Viviana Vivarelli

Che la spinta del M5S si stia esaurendo è una speranza di alcuni, non solo è al 19,9% ma sta risalendo, datevene pace! Quello che sta proprio sparendo è qualunque imitazione italiana di partiti greci o spagnoli.
In quanto all’opposizione di Grillo all’Europa, anche questa è un’idea peregrina.
Lascio parlare Grillo. Gli chiede Travaglio: “Chi decide come si vota sull’euro, sulla politica estera, sulla cittadinanza, sull’immigrazione, sulla bioetica e le altre grandi questioni di principio?” E Grillo risponde: “Appunto: questioni troppo grandi perché possa decidere un partito, o un non-leader. Faremo referendum popolari propositivi. In Svizzera fanno così da 200 anni. Lo so, è difficile. Ma è difficile anche continuare così.”
Grillo è contro le assurde regole della Troika, non contro l’appartenenza all’Europa. Fatevene una ragione.
Inutile insistere a parlar male di Farage. Ricordo che nel Parlamento europeo Podemos ha votato contro la richiesta del M5S di far dimettere Juncker. Ricordo che Podemos è andato al potere alleandosi con la destra. E sempre nel Parlamento Europeo i 5stelle hanno votato a favore degli immigrati e non come Farage. In Italia, che se il reato di clandestinità è stato tolto, ciò è stato per merito dei 5stelle. Per cui, da dove viene questa balla dello scimmiottamento della Lega nel suo odio contro gli immigrati?? Tentate qualche forma di razzismo inesistente ch giustifichi la vostra bile?
E mi sembra poi di una stoltezza infinita che si continui a parlare di Bersani quando Bersani stesso ha dichiarato pubblicamente: “Io allearmi con il M5S?? Non sono mica scemo!” Bersani ha rifiutato in blocco tutti i 20 punti del M5S. Ha rinnegato persino il reddito minimo di cittadinanza dopo che lo aveva sbandierato nel programma del Pd alle politiche e in aula ha votato contro mentre ha votato a favore di tutte le sconcezze di Renzi. E ancora qualcuno nomina Bersani??? Il Bersani che ha votato “senza se e senza ma” il pareggio di bilancio in Costituzione?? Il Bersani che ha votato ‘senza se e sena ma’ la riforma Fornero? Il Bersani che ha votato senza battere ciglio qualunque distruzione dei diritti dei lavoratori prima con Monti e poi con Renzi??? Ma ci rendiamo conto di quello che si chiedeva col voto a occhi chiusi a uno come Bersani che ha svenduto l’Italia alla Troika???? ma ancora con questa barzelletta di Bersani???? Possibile che non si riesca a capire che il patto con Berlusconi esisteva da 23 anni???
Alcuni continuano a farsi le pippe con un comunismo inesistente, ma poi non battono ciglio se Tsipras si allea alla destra o se Podemos si astiene dal votare contro Juncker che rappresenta tutta una casta di malfattori che nascondono il denaro rubato ai popoli dai grandi evasori fiscali. Ma di quale comunismo stanno parlando?
Ho addirittura letto che un partito come il M5S in Spagna non sarebbe mai stato permesso dalla stampa, ma di che sa questa uscita fuori di cervello? E cosa avrebbe fatto di tanto illegale il M5S per essere rifiutato come illegale?? E perché poi sarebbe una buffonata se non fa che proporre anche per l’Italia il modello di democrazia diretta che esiste e funziona benissimo da 30 anni in Svizzera?? Forse che la Svizzera è un covo di terroristi e di illegali? Forse che gli Svizzeri sono dei buffoni?
Circa poi il paragone tra stampa spagnola e italiana, ce ne vuole di cecità sugli occhi per fingere di ignorare l’attacco costante, inconsulto e feroce che tutti i nostri media, l’Unità in testa, hanno sempre usato contro il M5S.
Ma perché questi ex sinistrini con a capo Gilioli ci tengono tanto a decantare Podemos, bistrattando il M5S che dopo tutto gli somiglia ed è nato pure prima? Perché continuano a cullarsi nell’infinita illusione che Podemos sia un partito comunista! E non c’è stupidaggine più grande! Visto anche che il loro motto è “Andare oltre sinistra e destra”, che è poi anche il motto di Grillo. E perché se lo dice Iglesias applaudite e se lo dice Grillo vi stridono i denti? Perché continuate a nutrirvi di differenze e di estremismi e tentate di differenziarvi dal M5S in ogni modo insultandolo e inventandogli patenti fasulle? Allora non avete capito nulla del grande concetto di base di Podemos: “Cercare ciò che ci unisce e non ciò che ci divide!”? mentre a sentire voi la sx italiana morirà continuando a cercare fasulle divisioni e cullandosi in un estremismo micidiale e suicida.
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MATRIMONI OMOSESSUALI
Romanelli (Sel)

“Dal Parlamento Europeo una nuova lezione di civiltà e un invito pressante ai paesi arretrati e inadempienti, come l’Italia, a rispettare i diritti umani e civili”.
“Il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza (390 voti a favore, 151 no e 97 astensioni) il Rapporto annuale sui diritti umani, che comprende tra l’altro la posizione, nettissima, di Strasburgo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il Parlamento europeo “incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’Unione europea a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili”. E’ una presa di posizione molto importante perché si mette da parte il principio di sussidiarietà e si invitano gli Stati membri a seguire o copiare quei paesi, ormai 17, l’ultimo la Slovenia, che si sono dotati di legislazioni in materia. Un invito particolarmente pressante per l’Italia, che ha una nota riluttanza e difficoltà su questo argomento” – dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sel.
“Spero che anche nel nostro Paese si possa iniziare a passare dalle parole ai fatti e che quello che viene finalmente riconosciuto come uno dei diritti umani e civili venga rispettato da tutti, al netto delle proprie convinzioni etiche o morali. Mi aspetto, dopo questo pronunciamento, che manifestazioni di pensiero oggettivamente omofobe, non trovino più alcuna cittadinanza all’interno delle Istituzioni democratiche, fondate, come scritto nella nostra Costituzione, sul riconoscimento, la tutela e la promozione dei diritti umani e civili. Personalmente, dopo questo pronunciamento, non sarò disposto a tollerare nelle Istituzioni alcuna iniziativa ambigua in questo senso” – conclude Romanelli.


(Robert Mapplethorpe)

ERRI DE LUCA

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

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DA DOVE PARTIRE PER INVESTIRE IN ITALIA
Viviana Vivarelli

Caro Berluscameno, io ti elogio sempre e copio spesso i tuoi lunghissimi articoli per il mio blog Masada, ma questa fissa che hai per l’edilizia privata proprio non la capisco. Gli Italiani sono il popolo che in Europa ha più case di proprietà. Il 76,6% delle famiglie italiane vive un una casa di proprietà. Oggi l’edilizia privata è ferma e non si può resuscitare a comando, del resto ci basta la bolla edilizia spagnola a farci desistere dal proseguire su questo campo inquietante. Ma a chi le vendi le case, poi, se i disoccupati aumentano, se Renzi vuole precarizzare tutti, se le banche non danno mutui ai precari e se la vendita immobiliare è ferma da anni?
Renzi aveva parlato di ripristino e recupero ambientale del territorio e poi non ne ha fatto di nulla, si pensi solo a quanto lavoro sarebbe stato prodotto col ripristino e la messa in sicurezza dei fiumi, si pensi solo a quanto sono state ridicole e grottesche le sue promesse sul ripristino idrogeologico della Liguria, regione altamente dissestata proprio grazie all’incuria del Pd (e quei fessi di Liguri con la Paito hanno poi rivotato una delle maggiori colpevoli di questa incuria disastrosa, questo tanto per sottolineare la coazione a ripetere degli elettori del csx e non parliamo poi della sinistra cosiddetta estrema dinanzi a Vendola e alla catastrofe di Taranto!). Sono 50 anni che la Liguria è governata dalla sinistra e i suoi elettori continuano testardamente a votarla malgrado la malagestione e l’abbandono sistematico del territorio!!
Per mettere in sicurezza i fiumiciattoli liguri basterebbero 40 miliardi. Su 4000 interventi necessari ne sono stati realizzati 100 !! Non sono stati spesi nemmeno i 2,4 miliardi stanziati dal ’98. Tra il 2009 e il 2012 solo 1 miliardo è stato destinato al territorio, la stessa cifra pagata dalle Regioni per le indennità dei loro assessori, ma Renzi ha la faccia di dire che i soldi non ci sono mentre regala miliardi alle autostrade, alla slot machine, alle armi e tenta di far passare il 3% di abbuono sulla frode fiscale che costerebbe 16 miliardi alle casse dello Stato.
Renzi aveva promesso anche il ripristino degli edifici scolastici e non ha fatto quasi nulla, pur sapendo che 24mila istituti, su un totale di 41mila, hanno impianti fuori uso e che più della metà delle scuole presenta gravi carenze strutturali negli impianti elettrici, idraulici o termici. Per ben 17 anni il Miur non ha monitorato le scuole in Italia e non esiste nemmeno un quadro aggiornato della situazione. Fino a oggi si è andati avanti a colpi di emergenze, promettendo interventi dopo il crollo di una scuola o dopo i danni di un terremoto. E questo malgrado solo nel 2014 siano stati più di 40 gli eventi a rischio nelle scuole italiane. Senza parlare dell’amianto: ci sono almeno 2.400 scuole con rischio amianto e dunque rischio di mesotelioma.
Per tutto questo io penso che si possa produrre lavoro senza venire a parlare di edilizia abitativa, e ormai, dato il procedere della crisi, e con 6 milioni di disoccupati e milioni di sottopagati o precari a rischio licenziamento facile, si dovrebbe guardare ad altri tipi di opere e non certo all’edilizia abitativa.
In quanto alle esose e sfacciate opere pubbliche, matrici solo di ricarichi e mazzette, posso solo riproporre per l’ennesima volta quello che gli Statunitensi praticavano già prima della guerra: una legge semplicissima con cui chi si prende in carico un lavoro pubblico, è impegnato mani e piedi al rispetto del contratto e se sfora i tempi o i costi o peggiora la qualità, viene condannato a pene gravissime che gli scorticano la pelle o lo mandano in carcere, così che vergogne come la Salerno-Reggio Calabria non dovrebbero nemmeno essere pensate. Ma siccome da 23 anni siamo nelle mani di corrotti del cdx e del csx della stessa feccia che hanno pensato solo a tutelare e assolvere i corrotti e a lasciare nelle loro mani le redini del Paese, posso solo auspicare l’avvento di una democrazia dal basso che sbatta fuori tutti questi corrotti, coi loro partiti delinquenziali, e mando a spasso il milione e 300.000 parassiti che sul potere irreale dei partiti italiani ci campano da generazioni.
Poi voi potete farvi le pippe con gli Ingroia, gli Tsipras, gli Iglesias, e tutti i partiti di importazione del mondo, che prendono solo pochi voti di nostalgici impenitenti, continuando a insultare i milioni di Italiani che hanno votato il M5S e vogliono governarsi finalmente da soli, eliminando gli attuali partiti di magnaccioni! Ma non lo capite che siamo messi così male che aumentare i partitini oltre i 120 che già abbiamo o venire a scrivere sciocchezze sulle promesse roboanti di Renzi o credere ancora che il partitino nuovissimo di sx sia meglio dei precedenti, è zavorra inutile, massa di chiacchiere che non porta avanti di un centimetro questo disgraziato Paese?


(Jean Saudek)

ERRI DE LUCA
Volti

Chi ha steso braccia al largo
battendo le pinne dei piedi
gli occhi assorti nel buio del respiro,
chi si è immerso nel fondo di pupilla
di una cernia intanata
dimenticando l’aria, chi ha legato
all’albero una tela e ha combinato
la rotta e la deriva, chi ha remato
in piedi a legni lunghi: questi sanno
che le acque hanno volti.
E sopra i volti affiorano
burrasche, bonacce, correnti

e il salto dei pesci che sognano il volo.
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EVOLUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO
Alessio Santi

Evoluzione del debito pubblico italiano dal 2002, anno di introduzione dell’euro, a oggi: 2001 1368 miliardi di €
2005 1514 miliardi
2010 1843 miliardi
2011 1906 miliardi
2012 1990 miliardi
2014 2150 miliardi di euro di debiti… e ora siamo al redde rationem, perché il debito è aumentato e l’economia è crollata, con un rapporto debito/pil di oltre il 130 % e interessi sul debito pubblico di 90 miliardi di euro l’anno da pagare e che si aggiungono di anno in anno al debito in conto capitale, ai 2150 miliardi di debito.
Dove vogliamo andare? E chi ha voluto questo default? Dove erano la sx è la dx? A spartirsi gli ultimi affari di una Italia corrotta?
L’euro è stato introdotto nel gennaio 2002, il debito pubblico era di 1358 miliardi e, a detta di Prodi, doveva farci lavorare un giorno in meno e guadagnare come se lavorassimo un giorno in più… Poi abbiamo visto tutti cosa ha voluto dire questa gabbia dell’euro per la nostra economia, con la Germania che ha esportato di tutto e di più e con noi, dentro la gabbia che, non potendo svalutare la moneta per essere competitivi con la Germania (che è la prima manifattura d’Europa e noi la seconda) abbiamo svalutato il lavoro e i contratti di lavoro… Poi si sono aggiunte le importazioni di semilavorati dai paesi Low cost che ci hanno dato la botta finale, con tutti i distretti italiani a vocazione export che sono in crisi, sia che producano tessuti o macchine di qualunque tipo… Se la via industriale ci è preclusa non ci rimane che il turismo è la valorizzazione del l’immenso patrimonio culturale, monumentale, architettonico e paesaggistico, che farebbe del nostro Paese la metà preferita da tutti i ricchi del mondo… Cinesi compresi (che hanno 100 milioni di miliardari su una popolazione di 1,5 miliardi di persone) … E invece dove vanno a finire i soldi dello sblocca Italia?


(Alessandro Pierini)

MA MI FACCIA IL PIACERE (stralci)
Marco Travaglio

Una vita difficile. “Berlusconi torna in campo: ‘Ora capite cosa ho subìto’” (Il Messaggero, 12.3). In effetti, farsi decine di ragazzine alla volta dev’essere stata un’esperienza terribile. Peggio di Guantanamo.

Silviagra. “Berlusconi ha un carisma incredibile, dà una grande carica. Ricordo un colloquio con lui prima della finale di Champions League del 2003. Fu come un Viagra” (Gennaro Gattuso, ex calciatore del Milan, Radio24, 9.3). Molto opportunamente, per rivelarlo, ha atteso la fine del processo Ruby.

La scoperta dell’Isis. “Renzi: ‘Contro l’Is un piano per la Libia’” (la Repubblica, 14.3). “Vertice in Egitto, Renzi lancia l’allarme: intervenire in Libia prima che l’Isis vinca” (Corriere della sera, 14.3). Al Sisi: buono a sapersi, mo’ me lo segno.

Giubilo giubilare. “Lavoreremo quanto mai prima. Il Giubileo non può essere un problema, ma un’opportunità” (Ignazio Marino, Pd, sindaco di Roma, 14.3).
Buzzi e Carminati: “Mortacci loro, se ne approfittano solo perché siamo in galera”.

“Berlusconi assolto, chi paga?” (Giorgio Mulè, Panorama, 18.3). “Silvio assolto, ora chi paga?” (Libero, 11.3). “Berlusconi, quasi 5 milioni pagati alle Olgettine. Metà durante il processo” (la Repubblica, 14.3). Per ulteriori informazioni rivolgersi al ragionier Giuseppe Spinelli.

Volta&Gabbana. “W la famiglia fatta di mamma, papà e figli… Stefano Gabbana e Domenico Dolce si confessano… difendendo a sorpresa un’idea di famiglia tradizionale. Anzi, sacra” (Panorama, 18.3). Uahahahahahah. Casi umani. “Voglio un figlio da mia madre. Posso, tecnicamente, legalmente. La chiesa cattolica resta in silenzio” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 14.3). Lo portano via. Che s’ha da fa pe’ magnà.

Le rivoluzioni – diceva Longanesi – cominciano in piazza e finiscono a tavola.

Passerà. “L’Italia non può più assorbire altri immigrati di livello medio-basso” (Corrado Passera, presidente di Italia Unica, 8.3). Si procederà così. Appena l’immigrato sbarca, un apposito incaricato di Passera gli domanderà: “Scusi, lei è per caso un immigrato di livello medio-basso?”. In caso di risposta affermativa, risalirà sul barcone.

Questi uomini, signora mia. “La prostituzione accertata ad Arcore? Ognuno nella vita fa nei propri gusti privati quello che gli pare… Tutti gli uomini, quando parlano di noi donne, o quando sono tra di loro, secondo lei cosa si dicono? Dicono che noi donne siamo intelligenti?” (Daniela Santanchè, FI, Le Invasioni Barbariche, La7, 11.3). Proprio tutti o solo quelli che la conoscono?

IL GATTOPARDO
Marco Travaglio

Renzi1: “A che punto è la rottamazione del vecchio?”.
Renzi2: “A buon punto. Ti mostro una slide con le linee guida:si governa con Alfano e Lupi, si fa un patto con Berlusconi e, se quello ti sguscia via, Verdini resta una certezza”.
Renzi1: “Verdini chi? L’unico politico più imputato di B.?”
Renzi2: “Ovvìa, non venirmi a fare il giustizialista. Ha 5 processi ma nessuna condanna: e la presunzione d’innocenza?”.
Renzi1: “Ma che cazzo c’entra? Mica devi sbatterlo in galera. Non devi fare accordi per non legittimarlo come politico. Non eri tu che chiedevi le dimissioni di Cancellieri e Alfano, neppure indagati, dal governo Letta?”.
Renzi2: “Appunto, mica dal mio. Basta strapotere delle toghe, ricordiamoci Tortora! Manca solo che io disturbi Alfano e Verdini: e poi la riforma costituzionale chi me la vota?”.
Renzi1: “Ah, stai riformando la Costituzione? Hai chiesto agli elettori se sono d’accordo?”.
Renzi2: “Non c’è stato tempo. Ora però mi mando un tweet così mi ricordo di chiederglielo, appena ho un attimo”.
Renzi1: “Scusa, non devi chiederlo adesso: dovevi inserirlo nel programma elettorale”.
Renzi2: “Ehm… ecco… io non ho mai avuto un programma elettorale, a parte quello per il sindaco di Firenze. Piste ciclabili, tramvia, stadio, asili nido: una figata pazzesca”.
Renzi1: “Sì, ma io parlavo delle elezioni per governare”.
Renzi2: “Quelle mi mancano. Però sto cambiando la legge elettorale. Si chiama Italicum”.
Renzi1: “Meno male, almeno quella: ‘Basta col Parlamento dei nominati, i cittadini devono scegliere e poi giudicare i propri rappresentanti, non importa se col Mattarellum, col maggioritario a doppio turno o col proporzionale!’. Ricordi?”. Renzi2: “Acqua passata. Poi Silvio ha voluto il Senato nominato dalle regioni e la Camera con due terzi di capilista bloccati”.
Renzi1: “Silvio chi, scusa?”.
Renzi2: “Il Berlusca, e chi se no? È tanto simpatico. Peccato che ora abbia cambiato idea e dica che non vota più con noi”.
Renzi1: “Meglio! Così ora puoi restituire la parola ai cittadini”.
Renzi2: “Ocché m’hai preso per grullo? Poi mi tocca candidare pure quelli della minoranza: se le liste le faccio io, li asfalto”.
Renzi1:“Cioè: il patto è morto e tu continui a rispettarlo?”.
Renzi2: “Ma certo, babbeo! Conviene pure a me nominarmi i parlamentari, mica solo a lui!”
Renzi1: “Non capisco. E la lotta alla casta, come va? ‘Niente più sprechi in scorte e voli di Stato! La nostra scorta è la gente!’”.
Renzi2:“Vabbè, son cose che si dicono. Poi sali sul treno Roma-Firenze e incontri subito qualche elettore che ti rompe i coglioni perché non hai mantenuto le promesse. E ti tocca rispondere. Non sai quant’è comodo l’aereo di Stato, ma anche l’elicottero”.
Renzi1: “Però basta poltrone a vita: ‘Due mandati e a casa!’”.
Renzi2: “Se sei dell’opposizione, o ti chiami D’Alema, basta pure un mandato. Ma per i nostri è diverso”.
Renzi1: “Ma almeno i Crisafulli, i De Luca, gli Oliverio, i Chiamparino, i Fassino che son lì dagli anni 70 li hai rottamati?”.
Renzi2: “E perché? Stanno con me. Crisafulli, se accetta, sarà il nuovo sindaco di Enna. De Luca è sindaco per la quarta volta di Salerno, purtroppo decaduto, ma ora spero lo eleggano presidente della Campania. Oliverio è il nuovo governatore della Calabria, Chiamparino del Piemonte e Fassino è sindaco di Torino”.
Renzi1: “Però massima trasparenza sui finanziatori del Pd, giusto?”.
Renzi2: “Ma dove vivi? C’è la privacy, sacra e inviolabile”.
Renzi1: “Però il bipolarismo non si tocca, no?”.
Renzi2: “Seee, bravo tu! E se poi perdo le elezioni? Dai retta a me, molto meglio una nuova Dc che galleggia al centro e non si muove di lì, un bidone aspira-tutto che acchiappa di qua e di là. Pensa che ad Agrigento sto sperimentando le primarie del Pd con Forza Italia. Fico, eh? Mi sono inventato pure l’avversario ideale, si chiama Matteo pure lui: lo faccio invitare in tutte le tv così la gente vede che troglodita è, e piuttosto vota me. Tanto la destra la faccio io”.
Renzi1: “Ma noi non siamo la sinistra?”.
Renzi2: “Uffa, ancora queste categorie novecentesche. Ma in che mondo vivi? Non vedi come sono moderni e progressisti Marchionne e Squinzi? Lo Statuto dei lavoratori è un ferro vecchio ideologico. La formula della ripresa è: più licenzi, più assumi. Aritmetica pura. Ora che mi ci fai pensare, devo annunciare le linee guida del Jobs Act-2: i licenziamenti, da facoltativi, diventano obbligatori. Una sferzata di ottimismo”.
Renzi1: “Ma non eri tu che dicevi ‘basta annunci?’”.
Renzi2: “Sì, ma non sai la fatica di scrivere una legge, e poi i decreti attuativi, due palle. Specie se hai una vigilessa all’ufficio legislativo. Molto meglio annunciare: rapidità e ricreazione”.
Renzi1: “Non ti riconosco più. Mi fai paura. Ma allora perché sei andato al governo?”.
Renzi2: “O grullo, non l’hai ancora capito? Mica possiamo lasciare che si divertano sempre gli altri e star lì a guardare? Si fa un po’ per uno, finché dura. Dai, smetti codesto broncetto da gufo e vieni giù a Palazzo Chigi: ci si ammazza dalle risate con la Maria Elena, la Marianna, il Lotti. La gente si beve tutto, e i giornali di più. Pensa, ora credono che riformo la Rai per mandar via i partiti, ahah. Meglio che andare in ottovolante”.
Renzi1: “Non ho parole”.
Renzi2: “Fa niente, #matteostaisereno ahah: qui di parole se n’ha da buttar via, te ne presto qualcuna io”.

BULLARO’
Marco Travaglio

Anni, settimane, mesi trascorsi a discutere pro o contro l’uso del decreto legge o invece del disegno di legge per l’epocale riforma della Rai, all’insegna dello slogan – già in voga ai tempi di Fanfani – “fuori i partiti da Viale Mazzini”. E ora il Consiglio dei ministri non partorisce né un decreto né un ddl, ma le solite “linee guida”. Cioè il consueto blabla di Renzi in una conferenza stampa un po’ bullesca e senza domande, nella consueta tradizione orale che rinverdisce i fasti di Omero con una spruzzatina di Putin e un tocco di conte Mascetti. La stampa governativa a prescindere spaccia il tutto per una rivoluzione copernicana “per il Paese che riparte”. Ma finora l’unica cosa che riparte è la supercazzola. La novità più rivoluzionaria è che – nel ddl che vedremo prossimamente su questi schermi – il Cda Rai scenderà da 9 a 7 membri.
E la maggioranza dei Magnifici Sette sarà nominata non più dai partiti riuniti nella commissione di Vigilanza, bensì dai partiti riuniti nel Parlamento in seduta comune. Roba forte. Piccolo dettaglio: le occasioni in cui il Parlamento può riunirsi in seduta comune sono regolate dalla Costituzione, che purtroppo non prevede l’elezione del Cda Rai: occorrerebbe una riforma costituzionale ad hoc, tempo minimo due anni. L’altra sconvolgente novità è che uno dei Sette sarà eletto dai 12 mila dipendenti della Rai e, naturalmente, conterà come il due di coppe a briscola quando comanda bastoni. Quanto al direttore generale, sarà sempre indicato dal Tesoro (azionista di super-maggioranza), ma attenzione: si chiamerà amministratore delegato. Nessuna gara pubblica trasparente, nessun curriculum su Internet, tutto nelle segrete stanze della politica. Immediate le congratulazioni di Gasparri, che vede confermato tutto il peggio della sua legge (sua si fa per dire). Anche perché la Rai renziana “non dovrà più inseguire gli ascolti”: che è quel che dicono da sempre B. e Confalonieri. Renzi non lo dice, ma il suo governo – vedi Carlo Tecce a pagina 8   – ha quintuplicato in un anno la pubblicità istituzionale sulle reti Mediaset: un modo come un altro per regalare a B. una carrettata di soldi pubblici. In attesa della rivoluzione, che con questo ritmo sarà d’ottobre (se va bene), si a avanti col vecchio Cda. Dove B., dato da tutti per morto e sepolto, ha la maggioranza.
Il consigliere Antonio Verro, infatti, resta al suo posto a pie’ fermo grazie all’inerzia del governo. Il 19 febbraio il Fatto pubblicò una lettera da lui inviata nel 2010 all’allora premier B. in cui Verro spiegava come sabotare otto programmi di punta della sua azienda, a suo dire “antigovernativi”: Annozero, Report, Ballarò, Che tempo che fa, Parla con me, Tg3 Lineanotte, In mezz’ora e Glob. “Unico rimedio ipotizzabile – scriveva il presunto amministratore del cosiddetto servizio pubblico al suo mandante – sarebbe quello di mettere paletti relativi a composizione del pubblico, strettoie organizzative e scelta di ospiti politici (e non)… tramite i direttori di rete”, cambiando subito quello di Rai2 Massimo Liofredi con Susanna Petruni. Interpellato dal Fatto, Verro giurò: “Impossibile che abbia potuto scrivere questo. Indicare il nome della Petruni poi! Smentisco al 100 per cento. No: al 102 per cento”. L’altro giorno, Audito in Vigilanza, ha confessato: “I contenuti della lettera sono sicuramente miei: come quella lettera poi sia stata scritta e trasmessa, questo mi riservo di dirvelo dopo che la commissione Rai (il Comitato etico, ndr) ha fatto tutti i suoi accertamenti”. Quindi, per giorni e giorni, ha spudoratamente mentito. E ancora fa il furbo, lasciando credere che una lettera firmata da lui e spedita via fax alla villa di Arcore si sia scritta da sola. Ma la cosa non pare turbare granché il governo che dice di voler cacciare i partiti dalla Rai. Quando la lettera di Verro uscì sul Fatto, Renzi fece sapere di averla trovata “vergognosa”. E Pier Carlo Padoan, suo ministro del Tesoro e primo azionista Rai, si disse “indignato”. Marco Lillo, sul Fatto, spiegò loro che non sono dei passanti, ma gli unici abilitati per legge a innescare le procedure per la revoca di Verro dal Cda. Funziona così: il ministro del Tesoro intima al presidente della Rai di convocare l’assemblea degli azionisti con all’ordine del giorno l’immediata revoca dell’amministratore ritenuto “vergognoso” per aver violato la legge Gasparri (che è tutto dire). Questa infatti, varata nel 2004 dal governo B., prescrive ai consiglieri Rai “notoria indipendenza di comportamento”. Un requisito che per Verro è venuto meno con la pubblicazione della sua lettera al capo del governo e di Mediaset contro i programmi della sua stessa azienda (alcuni dei quali puntualmente scomparsi dai palinsesti). Purtroppo, in queste tre settimane, il governo non s’è mosso e la Tarantola s’è limitata al ridicolo deferimento di Verro al Comitato etico. Qualche lettore continua a scriverci che siamo prevenuti con il governo Renzi. Ma se il governo Renzi lascia la Rai in mano a un soggetto che racconta bugie e viola persino la legge Gasparri, sarà mica colpa nostra.


(Rasmus Morgensen)

ERRI DE LUCA
Dopo

Non quelli dentro il bunker.
non quelli con le scorte alimentari, nessuna città,
si salveranno indios, balti, masai,
beduini protetti dal vento, mongoli su cavalli,
e poi uno di Napoli nascosto nel Vesuvio,
un ebreo avvolto in uno sciame di parole,
per tradizione illesi dentro fornaci ardenti.
Si salveranno più donne che uomini,
più pesci che mammiferi,
sparirà il rock and roll, resteranno le preghiere,
scomparirà il denaro, torneranno le conchiglie.
L’umanità sarà poca, meticcia, zingara
e andrà a piedi. Avrà per bottino la vita
la più grande ricchezza da trasmettere ai figli.

.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. nooo, erri!!! il rock and roll no, salviamolo.
    scherzo viviana, ma sai quanto mi piace la musica.
    ma ha ragione il poeta, se proprio ci pensiamo bene. ha avuto la stessa funzione della vasellina…

    Commento di lily — marzo 17, 2015 @ 12:50 am | Rispondi


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