Nuovo Masada

marzo 8, 2015

MASADA n° 1629 8-3-2015 DONNE

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MASADA n° 1629 8-3-2015 DONNE

8 marzo, festa delle donne – Parte il microcredito voluto dal M5S – Reddito minimo di cittadinanza – La Lega cos’è – Gramellini – La truffa

Donne: una maggioranza discriminata come fosse una minoranza”. (Viviana)
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Viviana
Oggi stanno distruggendo i diritti dei lavoratori.
Oggi stanno distruggendo i diritti dei cittadini.
Ma i diritti delle donne li distruggono da sempre.
Riconoscerò caratteri civili e onorevoli solo a quel partito, a quello Stato e a quella Chiesa che riconoscerà i miei diritti di lavoratrice, di cittadina e di donna.
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Rita L

Buongiorno al blog e auguri a tutte le donne!
Auguri di vita nuova.
Via dai soprusi sul posto di lavoro, via dalla violenza domestica, via dalle discriminazioni religiose e culturali.
Via!
Da chi ci compra
Da chi ci vende
Da chi ci vuole per consumare prodotti e vuole consumarci come un prodotto.
Via! Da chi ci lapida, ci insulta, ci espone in vetrina e sugli altari.
Da chi ci immagina immagini.
Ci vela, ci spoglia e ci uccide.
Libere!
Mimose e primavera a tutte noi.

Viviana Vivarelli

Uomo, se anche tu fossi tanto saggio da chiedere perdono
per te per quello che ti precedettero
e per quelli che seguiranno
difendendo una stessa stolida arroganza
il pregiudizio dei pregiudizi
e la presunzione che ti spetti il potere
per esser nato con un cromosoma in meno
se anche ti rendessi conto cosa vuol dire
vivere nel corpo di una donna
soffrire le pene di una donna
aggiungere ai problemi del vivere comune
tutti i problemi imposti a chi si chiama donna

Uomo, se anche tu riuscissi a capire
le discriminazioni famigliari, politiche, religiose, sociali, della consuetudine o del costume
che si aggiungono a tutte le altre difficoltà della storia e del destino
non ti potrei mai perdonare della tua differenza di cuore
della mancanza di empatia
del disinteresse che ti volge a tutte le storie del mondo
ignorando le nostre
di quella cecità sorda e muta per cui ti bei del non essere una donna
come fosse una condanna, una maledizione

Uomo, se pure tu riuscissi..
ma non si riesci
e ti salva soltanto
la nostra infinita sete di amore
che ti ama benché tu non riesca a smettere di essere un uomo,
figlio, fratello, amante, amico, sodale
e sempre agli occhi nostri essere amato
anche se resti solamente un uomo.

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IL CORAGGIO DELLE DONNE
Bruno Esposito

Sono coraggiose le donne,
ci costa caro, ma bisogna ammetterlo.
La fragilità? Solo uno stato culturale,
più che un dato biologico.
Sono forti e coraggiose, le donne.
Quando scelgono la solitudine,
rinunciando a un falso amore,
smascherandone la superficialità.
Sono coraggiose le donne, quando
crescono i figli senza l’aiuto di nessuno,
rivalutando l’ancestrale primato,
quello di essere mamme.
Hanno il coraggio di non chiedere
a uomini che sono anche padri,
la loro presenza, puntualmente assente.
Uomini che rifuggono le proprie responsabilità,
trincerandosi in comodi ruoli o paraventi
infantili di adulti mai cresciuti.
Sono forti e coraggiose, le donne,
quando a discapito di tutto e di tutti
scelgono i propri compagni; costruendo solide storie
spendendo patrimoni sentimentali, contro la morale comune.
Sono forti e coraggiose, le donne, quando sopportano,
violenze di ogni tipo, per salvaguardare quello che resta di famiglie,
che non son più tali
Sono la speranza del mondo, le donne, in qualsiasi
circostanza continuano a far nascere uomini,
che poi le tradiranno.

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ERRI DE LUCA

La fissavo, lo sguardo inceppato su di lei. Fu la prima notizia certa della bellezza femminile. Non sta sopra le copertine dei giornali, delle passerelle, sullo schermo, sta invece all’improvviso accanto. Fa sussultare e svuota. Restai così. “Mi ascolti o mi guardi?” Non so come mi uscì di dire: “posso scegliere?”
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Ero uno, anche meno di uno. Però amavo.
Se esiste un’alleanza tra femmina e maschio, io l’ho provata allora.

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Essere al mondo, per quello che ho potuto capire, è quando ti è affidata una persona e tu ne sei responsabile e allo stesso tempo tu sei affidato a quella persona ed essa è responsabile per te.
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Anche quando la vita sembra una lotta contro i mulini a vento, eroe è colui che non si arrende, che ogni volta si rimette in piedi e prosegue il suo viaggio, incurante degli ostacoli, incurante della sconfitta. Invincibili sono tutti coloro che hanno eredito l’ostinazione di don Chisciotte. Invincibili sono, per esempio, i migranti, uomini e donne che attraversano il mondo a piedi per raggiungerci e non si fanno fermare da nessun campo di prigionia, da nessuna espulsione, da nessuna legge, da nessun annegamento, perché li muove la disperazione e vanno a piedi.
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(Eroiche le donne che attraverso i secoli non si arrendono alla prevaricazione e all’arroganza maschile)

Mariapia (REPLAY)
La parità tra generi è ancora solo un programma ma la sua attuazione è fatta a pezzi
Migliaia di anni di continuo accrescersi della cultura maschile hanno lasciato segni che non si cancellano in 100 anni di rivendicazioni.
Non si modifica una cultura millenaria e comoda ai più forti in tempi brevi,ma una mano amichevole tanti uomini evoluti ce l’hanno data.
La storia delle 129 operaie arse vive può non essere vera, ma essa è verosimile e compendia in un mitico atto tutte le angherie che da millenni si perpetrano contro le donne in una storia di atrocità che non ha fine a cui hanno partecipato famiglie, tribù, stati e religioni. Così le 129 operaie di New York compendiano tutte le donne angariate del mondo in un evento archetipico.
Non si aiuta un necessario cambiamento discutendo un fatto marginale. Quel fatto è divenuto simbolico, e chi si chiede se quell’episodio sia vero, sembra più voler svilire la festa delle donne che accertare una realtà storica. Difficilmente capiremo le ragioni di tanto fastidio.
Ci sono eventi universali per cui non è il dettaglio storico che conta. Che Martin Luther King fosse “solo un uomo” che moriva,mentre nel del mondo, nella stessa ora, ne morivano migliaia, non fa la differenza.
Penso che ciascuno di noi abbia i propri simboli interiori, che sono le radici del senso che diamo alla nostra vita. Ciò riguarda tutti, ognuno in modo diverso, ma uguali nella necessità di avere delle radici o di avere degli ideali.
Mi auguro che quelle operaie non siano mai morte come che non sia morto Cristo. Ma anche il Cristo è un simbolo da rispettare. L’8 marzo è un simbolo delle donne di questo tempo. Si deve rispettarlo!
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Se al comando in Italia arrivano solo donne poco degne o che avanzano per meriti sessuali abbassa solo la dignità del nostro paese e ancor più quella degli uomini di potere che queste donne hanno gratificato e non per qualità da ‘statista’, ma sappiamo che in Italia nessuno avanza per meriti

Moltissime sono le direttive europee che comandano la lotta alle discriminazioni basate sul sesso.
Nel 1989 è stata adottata dal Parlamento Europeo la Carta Comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori con la quale viene ribadita la necessità di combattere ogni forma di discriminazione basata sul sesso. Infine, il trattato di Nizza all’art. 20, e la Direttiva 2000/43/CE hanno ribadito il divieto di la discriminazione per età nei luoghi di lavoro.
In Italia attualmente le donne a parità di lavoro guadagnano il 30% in meno degli uomini, sono le prime ad essere licenziate, e adesso in base all’infame Jobs act possono essere mobbingate liberamente, minacciate da profferte sessuali, licenziate liberamente se le rifiutano e licenziate anche se restano incinte.
Ma c’è ancora chi pensa che l’8 marzo, festa delle rivendicazioni femminili, sia una festa inutile e obsoleta.
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Patty Ghera
In molti credono che questa ricorrenza nasca in memoria di alcune operaie morte nel rogo del 1908 della Cotton, una fabbrica di New York. Non è vero. La Giornata Internazionale della Donna è infatti nata un anno più tardi, nel 1909 (sempre negli Usa), per merito del Partito Socialista americano che, il 28 febbraio, diede vita a una manifestazione per il diritto di voto delle donne.
Successivamente, tra il novembre 1908 e il febbraio 1909, migliaia di operaie di New York scioperarono per settimane: chiedevano un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro. E così, nel 1910 l’VIII Congresso dell’Internazionale socialista, decise di istituire una giornata dedicata alle donne.
Ma la data che cambiò il corso di questa storia fu il 25 marzo del 1911 quando nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (soprattutto donne) morirono.
La data dell’8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna qualche anno più tardi, nel 1917: un gruppo di donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra; le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca scelsero l’8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia.
In Italia si iniziò a festeggiare la Giornata della Donna nel 1922. Il simbolo, come noto, è la mimosa. Perché? Semplice: è uno dei pochi fiori che fiorisce a marzo.

Rebecca West
“Io stessa non sono mai stata in grado di scoprire cosa è esattamente il femminismo; so solo che la gente mi chiama femminista ogni volta che esprimo sentimenti che mi differenziano da uno zerbino.”
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Nei paesi civilizzati ci sono 94 uomini contro 100 donne.
In Italia ci sono 93,7 UOMINI OGNI 100 DONNE.
Elezioni politiche del 2013: 50 449 979 elettori: 26 088 170 donne e 24 361 809 uomini. Ma in mano agli uomini c’è l’80% degli incarichi.
Dal Quirinale ai Comuni, in Italia è ‘rosa’ per solo il 19,7% dei ruoli elettivi o di nomina. Su 106 sindaci, solo 3 non sono maschi. L’attuale esecutivo riequilibra le percentuali, ma i numeri crollano quando si analizzano le posizioni chiave: negli ultimi 45 anni, da Nilde Iotti alla Mogherini, i ruoli chiave sono stati 23. Rappresentanza femminile in parlamento, in un raffronto mondiale l’Italia è 36esima, Rwanda al primo posto. In Europa i primi ministri donna sono quattro, in Svezia gli uomini al governo sono in minoranza.
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Viviana

Oggi dovrebbe essere la nostra festa
o vogliono ancora farci la festa?
La nostra pazienza non è infinita
non siamo oggetti di divertimento
né di ornamento
non siamo bestie da macello
o eterne seconde sul piano della vita
eterne emarginate
velleitarie
o deluse
Rifiuto un mondo che l’egoismo dei maschi
ha trasformato in terra di conquista
distruggendo quel poco che poteva esserci
di meglio:
la tenerezza, la compassione, la partecipazione, la dolcezza
Rifiuto la mimosa
che dura lo spazio di un mattino
per un mondo dove sia celebrata
in eterno
la creatura intera

non solo maschio, non solo potente
ma semplicemente abitante
di questa faticosa Terra
che dovrebbe essere
la Terra di tutti.

Le donne subiscono la maggior parte dei reati violenti e sessuali, compiuti dagli uomini.
Italia, secondo i dati della polizia, nel 2010 il 44,9 per cento delle vittime femminili è stato ucciso dal partner o da un ex (era il 54,1 per cento nel 2009).
Nel 2012 sono state uccise dai loro partner 124 donne.
2013, sono state uccise dai loro partner 128 donne
2014, sono state uccise dai loro partner 330 donne.
2012, in Inghilterra nei casi di violenza l’88% dei colpevoli sono uomini.
Negli omicidi a sfondo sessuale arriviamo al 98%.
Secondo i dati della polizia, nel 2010 il 44,9 per cento delle vittime femminili è stato ucciso dal partner o da un ex (era il 54,1 per cento nel 2009 e il 38,5 per cento nel 2002).
Nel triangolo” dell’America Centrale(Honduras, Guatemala ed El Salvador) abbiamo il più alto tasso di omicidi in un contesto non di guerra. In Honduras nel 2007 le uccisioni femminili sono aumentate del 166% (quelle maschili sono aumentate del 40 %). A Ciudad Juárez, in Messico, 730 donne sono state uccise per motivi di genere tra il 1993 e il 2009. In India tra il 2007 e il 2009 quasi 8.400 donne sono state uccise per questioni legate al matrimonio e molte sono state aggredite con l’acido.
La violenza contro le donne fa spendere alla Danimarca 70 milioni di euro ogni anno.
In Inghilterra in 20 mesi la spesa totale per i reati contro le donne è stato di 36,2 miliardi di sterline, e tre quarti erano crimini violenti. Ogni anno le violenze commesse dagli uomini costerebbero alla società 24 miliardi.
Molti paesi stanno cercando di contrastare la violenza sulle donne attraverso delle leggi specifiche, la prevenzione e la formazione professionale.
In Spagna è stata approvata nel 2004 la Ley integral contra la violencia de género che prevede oltre alle pene anche misure per la protezione e il reintegro delle vittime (sostegno psicologico, sociale, giuridico e per l’indipendenza economica). Nel 2007 è stata approvata anche la Ley para la igualdad efectiva entre hombres y mujeres, per la parità tra i sessi, sia nella sfera pubblica sia in quella privata.
In Italia nel 2011 i dati delle Forze dell’Ordine parlano di 1.256 minorenni vittime di violenza sessuale, molte delle quali aggravate. L’Italia ha ratificato la convenzione ma non ha mai provveduto alle risorse finanziarie per dare alle donne reale protezione, e le denunce di mobbing sono spesso finite in fatti di sangue senza alcuna difesa da parte delle forze dell’ordine. Ora che Renzi ha depenalizzato il mobbing e ha reso possibile il licenziamento indiscriminato, la bella ragazza che non cederà alle mire di un suo superiore sarà senza difese legali contro lo sfruttamento sessuale o il licenziamento. Lo stesso la dipendente che resta incinta. La depenalizzazione del mobbing e la cancellazione delle difese del lavoratore sono atti gravissimi che connotano Renzi e il suo ministro del lavoro come criminali.
Il primo strumento internazionale a tutela delle donne che ha un valore giuridico è la convenzione approvata dal Consiglio europeo a Istanbul l’11 maggio 2011.
La convenzione individua i reati perseguibili (violenza fisica e psicologica, sessuale, stupro, mutilazioni genitali, aborto forzato) e promuove un’armonizzazione delle leggi nazionali. Si occupa anche della violenza domestica, che non colpisce solo le donne ma anche bambini e anziani, tutelati allo stesso modo.
Perché la convenzione di Istanbul entri in vigore serve la ratifica, cioè l’approvazione di almeno dieci stati, otto dei quali devono far parte del Consiglio europeo. Finora hanno firmato la convenzione 29 paesi, ma solo 4 (Albania, Montenegro, Portogallo e Turchia) l’hanno ratificata. In Italia la convenzione ha avuto l’approvazione della Camera e attende quella del Senato.
La sicurezza delle donne è il miglior parametro per capire il benessere di un paese, più della sua ricchezza o del livello di democrazia. Valerie Hudson, esperta statunitense di sicurezza internazionale che ha creato un database sulla condizione della donna nel mondo, spiegando che più è grande il divario fra il trattamento riservato agli uomini e quello riservato alle donne in uno stesso paese, più è probabile che quel paese sia coinvolto in conflitti interni ed esterni.

PARTE IL MICROCREDITO VOLUTO DAL M5S

Questa settimana, il M5S ha raggiunto un traguardo importantissimo per tutto il Paese: finalmente è partito il fondo statale del Microcredito ai professionisti e alle piccole imprese, finanziato con i tagli degli stipendi dei parlamentari del MoVimento. E al Senato, è stata approvata per la prima volta una legge a firma M5S: la Legge Micillo contro le ecomafie. Grandi news anche dalla Vigilanza RAI e dal nostro Roberto Fico, che in conferenza stampa ha annunciato la Riforma della RAI proposta dal MoVimento 5 Stelle e che prevede finalmente una TV pubblica libera dal controllo dei partiti. E i 5stelle hanno detto il loro no al decreto “SalvaIlva” che non salva Taranto, e con loro c’erano anche tanti cittadini tarantini.
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Stipendi Rai, la metà dei giornalisti del servizio pubblico guadagna più di 105 mila euro

Dopo decenni di lottizzazione dei partiti sulla Rai, viale Mazzini sembra più un Titanic affollato, eppure fa ancora gola a tanti, soprattutto ai giornalisti. E non c’è da stupirsi se si considera che su 1.581 giornalisti del servizio pubblico, la metà guadagna più di 105 mila euro all’anno. Un’allegra comitiva dove il più sfigato è un caposervizio (in tutto 279), fino a salire con dirigenti giornalisti e capiredattori che (303 fortunati) che incassano stipendi tra i 120 mila e 240 mila euro. Non di più solo grazie all’imposizione del ministero del Tesoro che ha stabilito il tetto massimo per i dirigenti nelle società partecipate. I dati messi insieme dal Fatto quotidiano aggiungono anche i 64 inviati speciali dei tg della Rai che a cranio guadagnano 126 mila euro. E poi ci sono i 150 vice capiredattori che in media portano a casa ciasciuno 120mila euro per un totale sul bilancio aziendale di 18 milioni di euro.
Nuovi dirigenti – I dirigenti in tutta la Rai sono 262. Nonostante le promesse di spending review della gestione Gubitosi, nel 2013 ne sono arrivati altri 13. In 35 sono stati promossi e ovviamente a questi meritevoli manager è stato adeguato lo stipendio, sempre con il tetto massimo di 240 mila euro. C’è poi la pletora degli 8.501 dipendenti, tra impiegati di varie mansioni, quelli di fascia superiore guadagnano in media 67mila euro.

REDDITO MINIMO GARANTITO
http://www.bin-italia.org/article.php?id=1768
(Giovanni Perazzoli, dichiarazioni rilasciate a Ignazio Dessì per l’intervista “Solo l’Italia non ha il reddito di cittadinanza”, pubblicata da “Tiscali Notizie”. Filosofo, saggista e collaboratore di “Micromega”, Perazzoli è redattore di “Filosofia.it”)

“In tutta Europa, e non solo in Germania, ci sono 2 forme di trasferimenti in denaro per i disoccupati. Quella più importante è un sussidio di disoccupazione per chi non lavora ma si impegna a cercare un lavoro. Vale anche per le persone che non hanno mai lavorato. Il sussidio a cui si ha diritto è illimitato nel tempo, finisce quando cessa la disoccupazione. Quindi è falso quello che si legge sui giornali che dura un periodo limitato. Il sussidio,oltre all’affitto dell’alloggio e il riscaldamento, comprende una serie di trasferimenti per i figli. La 2a è un’indennità di disoccupazione per chi è stato licenziato o ha terminato un contratto. Hanno un’indennità di disoccupazione pari,in Germania, al 67% del precedente stipendio per circa 12 mesi (18 per chi ha più di 55 anni).
La riforma degli ammortizzatori sociali avrebbe avuto un senso europeo se avesse introdotto il sussidio di disoccupazione. In Europa, terminata l’indennità, il lavoratore può avere un sussidio di disoccupazione (con l’affitto per l’alloggio); in Italia, non c’è niente.
I paesi che hanno i sistemi migliori sono Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Austria, poi ci sono i paesi scandinavi. L’Europa raccomanda all’Italia di introdurre un reddito minimo garantito da almeno 20 anni. Si dice chiaramente di introdurre un “reddito minimo garantito” senza limite di durata. Ma nulla è stato fatto. Ancor più clamorosa l’omissione di informazione nel caso della famosa lettera della Bce. Nel testo c’è scritto che insieme all’accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, l’Italia dovrebbe introdurre un sistema di assicurazione dalla disoccupazione
La mancanza di reddito minimo garantito in Italia permette alla nostra classe politica di mangiare a caviale e champagne. Sarebbe molto più difficile, per loro, guadagnarsi il consenso di persone libere dal bisogno primario dell’esistenza. Con la libertà dal bisogno diminuisce, e non è poco, il clientelismo politico, il potere dei potentati. Che il reddito minimo garantito permetta di vivacizzare l’economia è stato sostenuto da economisti neokeynesiani come da neoliberisti. Ma in Italia il problema è a monte: un’economia relativamente moderna, e una classe politica e dirigente Premoderna. Tutto dunque deve partire dal basso. Anche nel lavoro precario aumenta la soggezione nei confronti di dirigenti, spesso incompetenti, che hanno un potere sproporzionato sulla vita delle persone. Questo tipo di subordinazione in realtà distrugge l’economia. Le idee creano ricchezza, non la subordinazione. Se posso contare su una rete di sicurezza, posso anche rischiare, studiare. Se sono il figlio di un operaio, posso veramente giocarmi le mie possibilità. Se le persone non sono libere dai bisogni primari della sussistenza, non possono dire “no”: saranno costrette a far parte di un sistema piramidale e autoritario, dove il merito e l’iniziativa scompariranno. Lo Stato italiano spende comunque dei soldi, ma in modo irrazionale o secondo delle logiche politiche. Poi c’è il discorso dell’ordine pubblico, perché la povertà e la percezione dell’abbandono producono criminalità grande e piccola; poi c’è il lavoro nero,che sottrae risorse. Dove esiste il reddito minimo garantito, la società si muove dal basso, conta la società civile, contano gli individui; la scelta democratica è meno inquinata dal bisogno.
“Che sia proprio la Bce a raccomandare l’introduzione di un’assicurazione per la disoccupazione demolisce l’alibi di chi sostiene che non ci siano i fondi per realizzarlo. Il reddito minimo garantito è un passaggio essenziale per uscire dalla crisi. Un’altra occasione è stata la lettera con le 39 domande, al punto 21 si chiedeva se l’Italia stesse perseguendo l’impegno preso “a rivedere il sistema dei sussidi di disoccupazione, attualmente molto frammentato,entro la fine del 2011″.Nessuno ci ha fatto caso”. Ha perfettamente ragione Landini a porre il problema di un reddito minimo garantito. È surreale e ridicolo che lo si accusi di essere un estremista, mentre è in accordo con l’Europa e addirittura con la Bce. In realtà, sono gli altri a volere tenere l’Italia in un isolamento medioevale e fuori dall’Europa. Il problema è che ci riescono benissimo. La cassa integrazione è discrezionale, non universale, e riguarda solo un certo genere di rapporti di lavoro. Il reddito minimo garantito è cosa diversa: entri in un ufficio,metti una firma e hai il tuo sussidio. Il grande errore è ridurre il reddito minimo garantito a una forma di assistenza ai poveri. L’aspetto che dovrebbe far riflettere è che dove c’è un forte welfare non c’è crisi. Invece,Grecia e Italia non hanno un reddito minimo garantito. Questo non spiega tutto, ma è uno degli aspetti che distinguono due tipi di società: una dove prevale la libertà individuale, la protezione sociale, la redistribuzione, l’altra dove fioriscono le rendite, i monopoli, il clientelismo. Nei paesi dove senza reddito minimo garantito il lavoro è squalificato. Penso alle assunzioni di massa che spesso sono una forma di clientelismo politico. Il reddito minimo garantito permette di scegliere il lavoro e dunque la vita che si preferisce. E permette anche di scegliere liberamente chi ci rappresenta. Ha un forte peso politico.

Viviana
Vedo che qualcuno continua a contestare i 15,5 miliardi di euro, costo presunto del reddito minimo. I conti non sono stati fatti a caso e vanno a corrispondere agli 80 euro più bonus bebè di Renzi.
Quello che molti non considerano è che tutta la materia sarebbe riconsiderata, e ovviamente sparirebbero molte delle attuali voci di aiuto dello Stato che all’estero non esistono, non ci sarebbero doppioni di spesa.
La Germania spende per il reddito minimo garantito 27 miliardi e faccio notare che i Tedeschi sono 81 milioni e noi 60.
Copio: “Per avere un’idea della realtà dobbiamo pensare che la Corte Costituzionale tedesca ha giudicato come parzialmente incostituzionale la riforma restrittiva del cancelliere Schroeder, dopo il ricorso di una famiglia – padre, madre e una figlia – perché doveva vivere con soli 850 euro al mese (e naturalmente affitto e riscaldamento a carico dello Stato). ” E in Germania ci sono ben altri aiuti da parte dello Stato! “Una donna tedesca disoccupata, sola, con tre figli e un affitto di 500 euro, riceve dallo Stato 1850 euro al mese; l’affitto nel caso specifico è basso, ma lo Stato si impegna a pagare un affitto medio, oltre che il riscaldamento e l’acqua calda”.
Copio: “Noi abbiamo un’evasione fiscale di 130 miliardi all’anno: dunque, fatti due conti, potremmo permetterci circa cinque volte lo stato sociale tedesco. Ma la Germania recupera il 70% dell’evasione fiscale, noi no.” E noi in carcere per corruzione abbiamo 11 persone! La Germania che è un modello di civismo e dove lo Stato funziona ne ha 2700!
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Con un’altra luce
mi sveglio a piangere
i giorni che volano
via come ombre.

Pier Paolo Pasolini
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Nunzia Catalfo, portavoce M5S Senato

“Il M5S ha presentato una proposta di legge sul reddito di cittadinanza per quasi 10 milioni di italiani, con coperture economiche chiare e certe. Ora però i democratici dovranno spiegare come mai la prima proposta concreta per aiutare economicamente le famiglie in difficoltà porta la firma di un Movimento entrato in Parlamento solo due anni fa, mentre il Pd, che in questi palazzi ci sguazza da sempre, non ha mai fatto nulla. Per togliersi dall’imbarazzo, è stato sguinzagliato il responsabile economico del partito, Filippo Taddei. Dalle sue parole si capisce che siccome il Pd e il governo Renzi non hanno saputo/voluto fare una legge sul reddito di cittadinanza, allora non deve farla nessun’altro: “Il reddito minimo di Grillo è solo propaganda. Dobbiamo valutare la fattibilità delle proposte e non solo i desideri. E questa proposta non è praticabile. Fare una proposta che è impossibile non condividere ma che non è credibile, è semplicemente una provocazione”
Taddei ha gettato fango sulla proposta del M5S pur di mettere i bastoni tra le ruote a un provvedimento che potrebbe raccogliere in Parlamento il consenso di molti e fare uscire milioni di italiani dalla disperazione.
Taddei parla di propaganda, ma dov’era quando il suo governo dava i famosi 80 euro in busta paga, utili solo a vincere le elezioni e non a rilanciare i consumi e a tutte le balle renziane puntualmente disattese dalla realtà? Non è forse questa la vera propaganda? Se il reddito di cittadinanza è propaganda, allora è propaganda anche quella fatta in Francia, o in Germania, o in Olanda e nel resto dei Paesi europei, fatta eccezione per la Grecia e l’Ungheria, uniche a non avere una misura assimilabile al reddito di cittadinanza.
La nostra proposta per il reddito di cittadinanza costa all’incirca 15 miliardi di euro coperte da voci di spesa inutili: se Renzi per vincere le elezioni con il trucco degli 80 euro ne ha trovati 10, allora il Parlamento ha l’obbligo morale di trovare quelli necessari a combattere la povertà delle famiglie italiane.
Le nostre coperture finanziarie – che Taddei reputa ‘sbagliatissime’ – sono state ritenute ammissibili dalla Commissione Bilancio del Senato in sedi di esame della Legge di Stabilità. Se Taddei non fosse intellettualmente disonesto, saprebbe che in Commissione si può discutere e si può arrivare ad un accordo tra le varie forze politiche anche sulle coperture. Noi siamo disposti a farlo, perchè la nostra priorità sono i cittadini e non gli investitori stranieri che ha a cuore Taddei a cui svendere le aziende italiane.
La verità è che Taddei, l’economista a cui il Miur negò persino l’abilitazione a docente, piega le sue idee in base all’opportunità del momento. Quando era consigliere economico di Pippo Civati gli faceva comodo sostenere la necessità di un reddito di cittadinanza; oggi che è salito di grado, diventando uno dei lacchè di Renzi, ha cambiato velocemente idea. Ci vediamo in Parlamento

Valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca
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Gli arrivisti sono come le scimmie delle quali hanno l’agilità:
durante la loro scalata si ammira la loro destrezza ma, una volta arrivati in cima, non se ne vede che il culo
”.
Honoré de Balzac

GLI 80 EURO
Alessio Santi

Rienzi contro Renzi : Carlo Rienzi ( Codacons) afferma che gli italiani hanno utilizzato gli 80 euro non per incrementare la spesa e i consumi, ma per pagare gli affitti, le bollette, i mutui… Tuttavia alla base dell’ennesima riduzione delle vendite c’è la fortissima perdita del potere di acquisto reale del 12 % dal 2008 al 2014. Praticamente Renzi ha restituito alla fascia medio bassa di lavoratori dipendenti meno della metà di quello la politica (di quelli che voleva rottamare) ha bloccato. Bloccando la rivalutazione media degli stipendi all’indice di inflazione. Su uno stipendio medio annuo di 10 anni fa di 1.200 euro, ipotizzando un tasso reale di inflazione del 2 % si perde in 10 anni il 20 % della capacità di spesa, per 240 euro al mese. ora Renzi dice che regala 80 euro, che invece sono dei soldi loro, che gli spettavano come rivalutazione dei contratti bloccati… Mancano ancora 160 euro
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Nuovo record per la disoccupazione in Italia, dove gli effetti del peggior anno dall’inizio della crisi per il mercato del lavoro (il 2013) si fanno sentire a pieno nel primo mese del 2014. A gennaio il tasso di disoccupazione è balzato al 12,9%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su dicembre e di 1,1 su base annua. In Europa, invece, il dato resta fermo al 12%. I disoccupati italiani, secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat, sfiorano i 3,3 milioni.
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A OTTO E MEZZO SCONTRO PENNACCHI LUSSANA E SCANZI

LA LEGA COS’E’?
ANDREA SCANZI

“Chiedersi se la Lega di Salvini è “fascista” è legittimo, ma è anche inutile. Se dici “fascista” o “razzista” a uno come Buonanno, lo prende come un complimento. Salvini non è un fascista: è un furbacchione, che pur di vincere raccatta di tutto. Lepenismo, putinismo, mussosalvinismo, fascioleghismo. Secessione da una parte, iper-nazionalismo dall’altra: tutto e il suo contrario. Presterei piuttosto attenzione ad altri aspetti:
1) Basta con questa storia della manifestazione trionfale di Salvini in Piazza del Popolo: c’erano 12mila persone, una miseria. Storace, non esattamente Berlinguer, in quella stessa piazza ne portò 20mila per manifestare contro Monti.
2) La Lega non è “il nuovo”. La Lega è una delle massime responsabili dello sfacelo degli ultimi 20 anni della politica italiana, perché accanto a Berlusconi c’era sempre. E Salvini è il meno nuovo di tutti: parla di “gente che lavora” e “fannulloni”, ma lui è il più fannullone di tutti. Non ha mai lavorato un giorno in vita sua, fa politica da 22 anni, politicamente è il più vecchio della Seconda Repubblica. “Nuovo” de che?
3) La Lega è certo in crescita nei sondaggi, ma si sta sfaldando: da una parte Salvini e dall’altra Tosi. Se non ricordo male, fino a due anni fa Tosi era “il candidato premier” della Lega per il cdx. Non proprio una figura marginale.
4) La Lega non ha una classe dirigente all’altezza: dietro Salvini, che è bravissimo e furbissimo, e ha pure combattuto battaglie giuste (per es. contro la Legge Fornero), non c’è nulla. Infatti in tivù va solo lui, perché se ci vanno altri è un disastro.
5) La Lega non è “anticasta”, ma più casta di tutti. In soli sei mesi, nel 2013, Maroni ha dilapidato 5 milioni e 900mila euro dei 6 milioni complessivi. Nelle casse della Lega non c’è più un euro. Hanno sperperato quasi tutto. Hanno speso 125mila euro per ripulire le notizie “cattive” da Internet, hanno dato 50mila euro alla scuola Bosina della moglie di Bossi. E poi c’è la storia del quotidiano La Padania, che la simpatica Lussana ben conosce: 60 milioni di euro di soldi pubblici, dico 60 milioni. E poi i tre bonifici da 150mila euro di Maroni, e poi più di 20mila abbonamenti obbligatori al quotidiano (per 773mila euro) imposti sempre da Maroni. Ciò nonostante la Padania ha chiuso, e giustamente: era un giornale orrendo. Così Salvini ha mandato a casa i 71 dipendenti, dopo che la Lega – sostengono gli ex dipendenti – aveva promesso loro un contratto di solidarietà. Questo sarebbe “il partito nuovo” Ma nuovo de che? E’ un accrocchio con dentro La Russa, Corsaro, Saltamartini, Alemanno: per carità. E senza Berlusconi non vanno da nessuna parte, di sicuro non al governo.
Ecco cos’è la Lega. Lo scenario è chiaro: con un Partito Democratico renziano che è ormai la Dc 2.0, per Salvini – se vuole sfondare – c’è spazio solo nell’estrema destra. Così lui ripropone le ricette xenofobe e fascistelle del MSI pre-Almirante, uccidendo qualsiasi possibilità di una destra italiana “normale”. Nella Lega di Salvini, i Borghezio e i Calderoli ci stanno benissimo. Buonanno, uno che in Piazza del Popolo stava accanto a Salvini e gli parlava all’orecchio, a Piazzapulita due sere fa ha detto testuale: “I rom sono la feccia della società”. Ci rendiamo conto? Sono parole inaccettabili: in un paese normale, per una frase così, si va in galera. La Lussana dice che Buonanno “ha avuto un botto di applausi per quella frase”. Ma che bel ragionamento: allora andate in tivù e dite che “i neri sono tutti da ammazzare”, così ne prenderete altri. Questa Lussana spera di prendere altri voti alimentando le pulsioni peggiori e le intolleranze più bieche: davvero un genio”.

GRAMELLINI
VOLARE BASSO

Un atterraggio d’emergenza imposto dal maltempo ha rivelato improvvisamente agli italiani che per andare da Firenze a Roma il granduca Matteo usa l’elicottero di Stato. Lui, il campione dell’Anti Casta che da sindaco impazzava per la città gigliata al volante di una macchinina elettrica e da segretario del Pd si faceva immortalare sul Frecciarossa come un Draghi qualunque. L’opinione pubblica si è subito spaccata. La maggioranza, composta da pendolari e sardine d’auto o di metrò, invoca per Messer Renzi un mezzo di trasporto più sobrio ed economico (non sottovaluterei il baldacchino, è ecologico e in Italia i portatori non mancano mai). Ma esiste anche una minoranza, fiera della propria impopolarità, convinta che fare viaggiare il capo del governo tra i cittadini significherebbe esporlo alla mercé del primo squilibrato e che la sua scorta sarebbe fonte di disagio per gli altri passeggeri.
L’elicottero rimane una scelta infelice perché è lo scooter dei miliardari e la metafora di una distanza abissale dalla gente comune. E comunque in democrazia il problema è sempre la trasparenza. Obama sale e scende dagli elicotteri senza dare scandalo, dato che in America tutti sanno che quei velivoli fanno parte del corredo presidenziale. Che Renzi ne usasse uno, invece, noi lo abbiamo scoperto ieri per caso. Come ogni caduta di stile, anche questa fa girare le eliche. Ma sostenere un condannato in primo grado alla presidenza della Regione Campania le fa girare ancora di più.
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MOZIONE E RIMOZIONE

Ieri l’Italia ha riconosciuto la Palestina per quasi cinque minuti, il tempo intercorso tra la mozione favorevole del Pd e quella irta di distinguo dei suoi alleati di centro, entrambe approvate dalla maggioranza dei parlamentari con il sostegno entusiasta del governo. Poi uno si chiede come ci vedono all’estero. Così. Nei secoli infedeli. Adulteri esistenziali, incapaci di rispettare un patto e di finire una guerra dalla parte in cui l’hanno incominciata. Il Paese degli inciuci e dei distinguo, delle leggi dove il secondo comma contraddice sistematicamente il primo. Di un primo ministro (Berlusconi, ma Andreotti non fu da meno) che la mattina visitava in lacrime un ospedale di Gaza e al pomeriggio abbracciava calorosamente i deputati di Tel Aviv. In Italia, diceva Flaiano, la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Alla schiena dritta si preferiscono le evoluzioni dei dervisci e alle mosse rigide delle torri quella del cavallo, un passo avanti e due di lato, ma solo per tornare a farne uno indietro.
Gli esperti sapranno sicuramente spiegarci le sfumature di questo ridicolo o forse geniale pateracchio che ha rassicurato gli israeliani e illuso i palestinesi senza deluderli del tutto, lasciando una porta aperta, per quanto spalancata sul vuoto. Tanto vale rassegnarsi. Accettare il talento cialtrone che il mondo intero ci riconosce. Sorriderne, magari. E continuare a esercitarlo con la professionalità che, almeno in questo campo, non ci è mai venuta meno.
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LA CUOCA DI BRIATORE

Non bastasse il caso del serioso Gino Paoli, di cui nessuno avrebbe mai osato supporre che fosse un cantante d’evasione, i soliti maligni sospettano che anche dietro i 39 milioni di dollari rintracciati sul conto svizzero della cuoca di Flavio Briatore si nasconda una truffa per eludere il fisco. In pochi sono disposti a riconoscere al raffinato gourmet anglo-cuneese il legittimo desiderio di ingaggiare a qualsiasi prezzo la chef migliore del pianeta per commissionarle il suo piatto preferito, la Caviella, una crema di caviale alle nocciole da spalmare su banconote da cento euro leggermente tostate.
Il particolare che la signora non fosse a conoscenza del cospicuo lascito sembra avere incuriosito i magistrati, biliosi e inappetenti come tutti i comunisti, mentre testimonia soltanto la bravura del manager battente bandiera monegasca nel motivare le maestranze. Chiunque sarebbe stato capace di spadellare meraviglie in cambio del prodotto interno lordo del Ghana o dell’ingaggio di Cristiano Ronaldo. Invece la cuoca di Briatore cucinava soltanto per il piacere di strappare un rutto griffato di soddisfazione al suo committente. Poiché la signora risulta al momento disoccupata in quel di Brescia, si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di lasciarle la disponibilità del conto di cui era l’inconsapevole beneficiaria. Del resto ogni epoca ha gli imprenditori che si merita. Michele Ferrero seppe arricchire una provincia intera. Che Briatore arricchisca almeno la sua cuoca.
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DOVE GIRANO LE ELICHE

Colpito da malore durante una vacanza ad Alghero, il dottor Gaetano Marchese ha rifiutato il ricovero nel vicino ospedale di Sassari e si è fatto dare uno strappo fino a Palermo dall’elicottero del 118 siciliano di cui è direttore. La notizia, orgogliosamente sbandierata dal 118 come prova di efficienza, è di sicuro una prova di attaccamento alla propria terra di origine. Tra le lenzuola del nosocomio sardo l’esimio Marchese sarebbe stato accudito meglio di un principe. Ma è nel momento del bisogno che l’uomo sente risuonare con più prepotenza il richiamo delle radici. Ed è commovente che la comunità abbia assecondato quel richiamo, mettendo a disposizione del Marchese in ambasce un velivolo del pronto soccorso diretto dal Marchese medesimo.
Qualcuno ipotizza favoritismi e abusi di potere. Figuriamoci, la regola del Marchese varrà per tutti i cittadini. Ovunque nel mondo ci colga un malore, basterà chiamare il 118 siciliano per vedere stormi di elicotteri levarsi in volo come in una scena di «Apocalypse Now». Di giorno e di notte, come nel suo caso. Dite di no? Dite che l’altra settimana a Catania, quando si è trattato di farne decollare uno per porre in salvo una neonata, a levarsi in volo sono stati solo i consueti ostacoli burocratici? Temo abbiate ragione. Invece di vantarsi dell’efficienza che il 118 ha dispiegato soltanto per lui, forse il Marchese (del Grillo?) farebbe meglio a provare un po’ di imbarazzo, perché nell’aria si sente già uno straordinario giramento di eliche. Quelle dei contribuenti.

Berluscameno
LA “TRUFFA”.

“Obama (USA) a causa della crisi finanziaria globale del 2007 (disoccupazione causata dalla recessione in USA) è stato obbligato -per disposizione costituzionale USA- a battersi contro la disoccupazione come azione prioritaria del suo Governo.
Ha quindi “ordinato “ alla FED (Banca centrale USA)di creare i Q.E. per infondere liquidità nel mercato USA strangolato dall’avidità (“DERIVATI SUB PRIME”)dei Banchieri USA.
La BCE (Draghi ) nel 2015 pensa di fare i QE europei (contro la crisi recessiva e di disoccupazione dei Paesi del sud Europa), ma con lo scopo dichiarato di finanziare prioritariamente le Banche dell’UE.
I trattati UE vietano alla BCE di finanziare direttamente gli Stati UE.
Ma i Banchieri UE forniranno il credito fornito loro dalla BCE (ed ora bloccato per le imprese reali) alle medie e piccole imprese manifatturiere della UE?
Ne dubito. Chi ha interesse politico (VOTI) per eliminare la disoccupazione nei Paesi del sud Europa sono di fatto solo rispettivi Governi a cui è fatto –però – “divieto tassativo “ di ricevere direttamente dalla BCE gli euro destinati agli “investimenti produttivi reali”(in particolare l’edilizia residenziale pubblica e privata ) che soli possono far crescere la domanda di beni reali e quindi diminuire drasticamente la disoccupazione (ad esempio in ITALIA)!
Quindi abbiamo ora il Quantitative Easing della Bce che è ai blocchi di partenza.
L’obiettivo finale è riaccendere il motore della crescita in Europa.
Intanto, le borse festeggiano e gli spread calano. Eppure, ci sono anche rischi.
Legati alla conclusione dell’operazione e alla bolla finanziaria che avrà generato.
IL QE E L’IMPATTO SUI CONSUMI .
Inizia il Quantitative Easing della Banca centrale europea. Le borse sono sui massimi e abbiamo già un terzo dei titoli di Stato europei con un prezzo così elevato da implicare un rendimento a scadenza negativo. L’obiettivo finale è quello di riaccendere il motore della crescita in Europa.
L’inevitabile bolla finanziaria(già organizzata dagli avidi Banchieri )è considerata una sorta di danno collaterale.
Apparentemente, è una situazione dove tutti vincono per l’Eurozona, ma i rischi non mancano.
In linea teorica, tassi d’interesse negativi dovrebbero spingere da un lato a consumare di più e dall’altro a indirizzare gli investimenti verso attività più rischiose, presumibilmente più vicine alla economia “reale”.
Come funziona però, nella pratica, la cinghia di trasmissione tra tassi e consumi?
Partiamo dai modelli micro scelta economica intertemporale.
Il tasso d’interesse determina la convenienza relativa tra il consumare oggi e il consumare domani.
Un abbassamento del tasso d’interesse provoca un effetto sostituzione (positivo per i consumi oggi) e un effetto reddito (negativo).
Quale dei due prevarrà? In genere, dovrebbe prevalere quello di sostituzione e si dovrebbe determinare un effetto positivo sui consumi.
Tuttavia, in un contesto demografico come quello europeo, l’”effetto reddito” potrebbe essere potente e di fatto compensare – se non invertire – quello finale sui consumi.
Considerando anche le attività finanziarie, le cose però potrebbero cambiare in termini più favorevoli ai consumi, ma con un grosso “caveat”, che chiameremo il fattore “Piketty”.
L’abbassamento dei tassi d’interesse porta con sé la rivalutazione delle obbligazioni a lungo termine, delle azioni e (se il fisco non è troppo penalizzante) degli immobili.
Si genera cioè un effetto ricchezza positivo che potrebbe compensare l’effetto reddito negativo.
Tuttavia, una distribuzione molto ineguale della ricchezza concentra tutti i benefici nelle mani del famoso 1 per cento della popolazione (Banchieri e grandi manager).
La bolla speculativa alimentata dal Qe potrebbe quindi risolversi solo in un aumento del grado di diseguaglianza, con un impatto minimo sui consumi.
INVESTIMENTI E BILANCIA DEI PAGAMENTI.
Senza contare troppo sulla domanda interna, il QE può quindi agire sugli investimenti attraverso due sole leve, il costo del finanziamento e la domanda estera.
La prima leva in altri periodi sarebbe stata la più importante, ma è da parecchio tempo che nel “vecchio mondo” il problema non è certo quello del costo finanziario.
La leva più rilevante è, quindi, la seconda, quella “keynesiana”, che passa attraverso la “svalutazione del cambio”.
Da quando, un anno fa, si era cominciato a capire che la Bce aveva aperto al QE il dollaro da 1,39 si è gradualmente rafforzato fino all’1,1 di oggi.
Questo si sta già traducendo in un aumento degli ordinativi esteri per i produttori europei.
Se ci aggiungiamo che il prezzo del petrolio è crollato, non c’è nemmeno l’effetto negativo della svalutazione sul costo degli input e dei trasporti.
A questo punto, gli imprenditori potrebbero riattivare la domanda di credito e per questa via riaccendere il motore dell’economia.
CREAZIONE DI MONETA E INFLAZIONE.
Il QE della BCE di per sé non è sufficiente a creare “moneta” e a generare inflazione.
La Bce crea base monetaria ma sono solo le banche(Trattati europei truffaldini) che, attraverso l’attività creditizia, la trasformano in “aggregati monetari” per l’economia.
“La liquidità creata dalla Bce” può rimanere nel circuito finanziario e alimentare una pericolosa bolla speculativa oppure può iniziare a fluire nell’economia reale.
Affinché “la liquidità inizi a circolare” è necessario che venga “spesa” e trasferita a qualcuno, impresa o commerciante, che è in grado di investirla in attività reali e in lavoro.
Come si convincono gli investitori a uscire dal circolo della bolla (organizzata ad arte dai Banchieri speculatori)?
La Bce dovrà far capire che la direzione per il prezzo delle obbligazioni, governative o corporate, non è sempre verso l’alto e che se si detengono obbligazioni quando i tassi sono a zero o negativi si corre un rischio enorme.
E allora tanto vale lasciarli in deposito (dove non si guadagna, ma non si perde nulla se i tassi dovessero risalire) o spenderli.
Nel generare le scosse di avvertimento, un grande aiuto potrà venire dalla FED, che entro l’anno dovrebbe iniziare a rialzare i tassi e così facendo dare il segnale che la “festa per i bond” non può durare all’infinito.
CHE COSA PUÒ ANDARE STORTO?
La parte più delicata di un QE o di una parziale “monetizzazione del debito” non sta nelle fasi iniziali, ma nella sua conclusione.
La conclusione di un programma di QE è estremamente complessa anche quando il “malato” risponde positivamente alle cure.
“Le bolle speculative alimentate dal QE devono essere sgonfiate lentamente per evitare che scoppino e travolgano l’economia reale”.
E dunque i fondamentali devono gradualmente sostituirsi alla “droga monetaria “per sostenere i mercati. Abbiamo visto che gli Stati Uniti hanno iniziato a parlare di “tapering” a maggio del 2013 con circa due anni di anticipo rispetto al probabile primo aumento dei tassi, previsto per l’estate-autunno del 2015.
Il problema potrebbe quindi sorgere se la Bce non avesse il tempo di aspettare i “fondamentali”, ad esempio perché l’inflazione riparte, ma l’”economia reale no”.
Senza “una legittimazione politica forte”(che i Trattati UE non gli danno), la Bce potrebbe non rispettare il suo mandato e continuare a pompare liquidità per evitare lo scoppio delle bolle speculative che lei stessa ha generato?
Se non potesse e fosse costretta a tirare il freno anzitempo, il rischio sarebbe quello di un atterraggio dolorosissimo, aggravato dalla perdita di credibilità della banca centrale (BCE).
Quanto di peggio si possa immaginare nel contesto istituzionale e politico attuale, dove la fiducia dei cittadini europei nei confronti dell’euro e delle istituzioni comunitarie è ai minimi da sempre”.

RIDIAMARO : – )

SPINOZA

I leghisti in manifestazione a Roma. “Guardate Marino come ha ridotto il Colosseo”.
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Salvini va in piazza, sale sul palco e manda affanculo tutti. Gli hanno detto che funziona.
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Salvini alla piazza: “Siete centomila”. Li ha calcolati in lire.
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Il segretario della Lega: “Non bisogna rispettare una legge sbagliata”. Che poi uno si abitua e le rispetta tutte.
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Un contadino sul palco: “Presto in Italia finiranno carne, pane e latte”. Dite a quelli dell’Isis di portarsi le provviste.
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Salvini parla di libri. Vabbe’, considerate che Silvio Muccino parla di cinema.
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Alla fine del suo intervento Salvini grida “Vaffanculo alla Fornero”. È qui che sono partite le luci degli accendini.
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CasaPound riconosce Salvini come leader. Dopo averlo odorato per un po’.
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Il vice di CasaPound: “Non moriremo leghisti”. Già hanno avuto la sfiga di nascere fascisti.
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CasaPound critica i contestatori per aver cercato di impedire la manifestazione. Se c’è una cosa che i fascisti non sopportano è proprio il fascismo.
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Umberto Bossi: “No ad alleanze con i neofascisti”. Poi si è accorto che era sul palco.
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In piazza del Popolo anche cartelli con foto di Mussolini. È l’ala progressista.
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Omicidio Nemtsov, Obama chiede “indagini trasparenti”. Non si vedranno nemmeno.
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Il Cremlino: “Nemtsov non contava niente”. Un trucchetto per pagare meno i sicari.
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Gli inquirenti: “Nemtsov ucciso dagli estremisti islamici”. È il primo caso in cui li si usa per tranquillizzare.
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Pubblicata la lista dei maxievasori che hanno portato i soldi in Svizzera. ROSSI C’È!
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Pierluigi Bersani critica Renzi in un’intervista ad Avvenire. Per dire come si è ridotto.
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Bersani: “I dirigenti del Pd non devono diventare figuranti”. Ah, per me è assurdo pure che diventino dirigenti.
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Tsipras: “Adesso riduzione del debito, aumento degli stipendi e taglio delle tasse”. Hai dimenticato vincita al Superenalotto.
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MARIO LUZI
Avorio

Parla il cipresso equinoziale, oscuro
e montuoso esulta il capriolo,
dentro le fonti rosse le criniere
dai baci adagio lavan le cavalle.
Giù da foreste vaporose immensi
alle eccelse città battono i fiumi
lungamente, si muovono in un sogno
affettuose vele verso Olimpia.
Correranno le intense vie d’Oriente
ventilate fanciulle e dai mercati
salmastri guarderanno ilari il mondo.
Ma dove attingerò io la mia vita
ora che il tremebondo amore è morto?
Violavano le rose l’orizzonte,
esitanti città stavano in cielo
asperse di giardini tormentosi,
la sua voce nell’aria era una roccia
deserta e incolmabile di fiori.

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Uccelli

Il vento è un’aspra voce che ammonisce
per noi stuolo che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti, viola
scavato nel viola inesauribile,
miniera senza fondo dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell’azzurro che s’apre oltre l’azzurro,
nel tempo ch’è di là dal tempo; alcuni
mandano grida acute che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia è il moto delle cime
nell’ora – quasi non si può pensare
né dire – quando su steli invisibili
tutt’intorno una primavera strana
fiorisce in nuvole rade che il vento
pasce in un cielo o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia, la schiarita.

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http://masadaweb.org

10 commenti »

  1. Enrica
    8 marzo 2015 alle 10:39

    Grazie di cuore Viviana. Hai saputo scrivere come solo una donna sa fare: con rabbia e poesia insieme.
    Io ricordo sempre con insistenza (ma anche gli altri sono insistenti del negare i diritti) che l’8 marzo non è la festa della donna ma LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA. Una giornata di lotta per ricordare le 129 operaie uccise nell’incendio della fabbrica Cotton di New York nell’anno 1908. Il padrone chiuse le porte per non fare uscire le operaie che protestavano contro le terribili condizioni di lavoro. Per ricordare che fu Rosa Luxemburg a proporre questa data come giornata di lotta. Per ricordare che furono altre tre donne combattenti ad avere l’dea di far diventare la mimosa simbolo di questa giornata: Teresa Noce (Partigiana), Rita Montagnana (Assemblea Costituente), Teresa Mattei (Partigiana).

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:52 pm | Rispondi

  2. Cara Viviana,
    grazie del tuo messaggio, poetico e combattivo.
    Sarò pessimista ma credo che ogni Stato ogni Chiesa non andranno mai aldilà del conflitto reciproco. Occorreranno altre forme sociali, che magari ancora neanche conosciamo, e che forse emergeranno quando saremo sull’orlo del baratro.
    Intanto ritengo che l’interiorità dell’uomo e della donna siamo le uniche vere etnie, razze esistenti al mondo, nel bene e nel male, con cui facciamo i conti tutti i giorni.
    Jung la sapeva lunga su questo: lo approfondiremo?
    Grazie di tutto! Un abbraccio
    Gabriella

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:53 pm | Rispondi

  3. Ciao carrissima!!!
    condivido in pieno!!!
    Annarita

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:53 pm | Rispondi

  4. Concordo in pieno!
    Un cordiale saluto…
    Giuseppe

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:54 pm | Rispondi

  5. GRANDE INSUPERABILE

    Gigliola

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:54 pm | Rispondi

  6. Sei sempre la numero uno.
    Augusto

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:55 pm | Rispondi

  7. amo la mimosa, figlia della Terra come noi, amo i gatti che mi stanno guardando mentre sono venuta al pc. Amo la vita, buongiorno Viviana. con te
    Doriana

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:55 pm | Rispondi

  8. CARA VIVIANA, DA GAY, IO MI VERGOGNO A DOVER “FESTEGGIARE” UN GIORNO DELL’ANNO, MI AUGURO CHE LE DONNE ILLUMINATE, LA PENSINO ALLO STESSO MODO! LA QUESTIONE DEI DIRITTI SOCIALI A MIO AVVISO MI OCCUPA 365 GIORNI L’ANNO E AL GAY PRIDE NON VADO É NECESSARIO MA INEFFICACE!
    Rudolf

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:57 pm | Rispondi

  9. sono con te, Rudolf
    ho tanti amici con lo stesso problema
    ma vedo lontano il giorno in cui in Italia un essere umano sarà rispettato e avrà parità di diritti indipendentemente dalla usa sessualità
    La maledetta Chiesa di Roma ha imposto discriminazioni aberranti e il tanto decantato Papa Francesco non mi sembra faccia un piffero contro questo abominio
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2015 @ 7:58 pm | Rispondi

  10. Parlo da sociologo che ha guardato le cose col cuore puro come il tuo. Lo stato non è uno stato ma una struttura di cartone creata per tirare avanti la forma. Il potere sta in mano alle banche (la federal reserve – bce – bancad italia, che non è banca di stato ma i cui azionisti sono banche private, come per fed res e bce!!!) che si sono autoconcesse il potere di stampare denaro senza controvalore in oro (accordi di bretton woods – nixon) ed è in mano alle grandi multinazionali e ai cartelli di armi e petrolio. Gli stati sono i servi di questi lobbisti che sponsorizzano i peggiori (ignoranti, corruttibili, stupidi) per mandare avanti i loro interessi. La corrente segue sempre i soldi. Devi seguire i soldi. La mafia ha i soldi? Bene avrà dei lobbisti anche lei…
    Devi seguire sempre i soldi come diceva Falcone.
    Ecco, l’uomo è una creatura fatta cosi e le pochissime eccezioni diventano solo martiri, mai eroi.
    Guardare allo stato è come osservare il dito e non capire che sta indicando la luna.
    io non leggo i giornali da circa 8 anni e non guardo la tv (se non documentari) da circa 6.

    P.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 9, 2015 @ 7:56 am | Rispondi


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