Nuovo Masada

febbraio 27, 2015

MASADA n° 1627 27-2-2015 I MISERABILI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:37 pm

(Le opere nelle immagini sono di Anthony Gormley)

MASADA n° 1627 27-2-2015 I MISERABILI

Tragica sinistra – Siamo tutti sudditi – Grottesca opposizione di Bersani al Jobs Act – La legge sulla responsabilità civile dei magistrati – Berlusconi tenta l’acquisto di RCS libri – Compro tutto – Grillo visto dalla Spagna – La svolta autoritaria è già avvenuta – Fatti non foste a viver come Bruti – Ladri di democrazia – Il costo degli interessi – TTIP e CETA – La dittatura di Renzi- Nella libertà di stampa scendiamo al 73° posto perdendo 24 punti – Il crollo dei diritti del lavoro – L’insostenibile peso della ragione

Kierkegaard
La nave è ormai in mano al cuoco di bordo e le parole che trasmette il megafono del comandante non riguardano più la rotta, ma il menù del giorno dopo“.
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Una delle espressioni più in uso e più violentatrici della politica è “non ci sono alternative”. Non ci si accorge che chi soggiace alla forza intimidatrice di quest’espressione si fa sostenitore di nichilismo politico, la forma più perfetta di anti-politica conservatrice.”
Gustavo Zagrebelsky
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Desmond
Per quelli che dicono: “Almeno Renzi qualcosa fa o almeno ci prova”. Sì, impone una dittatura e assicura l’impunità di corrotti e mafie.

Caterina
Quei grandissimi geni dei greci antichi, che 3000 anni fa avevano capito veramente tutto della psiche umana, la chiamavano “hybris”: l’orgogliosa tracotanza, la presunzione superba e cieca dell’uomo (o della donna) che ha un alto concetto di sé, e non la cede a nessuno.
Un peccato che gli dei odiavano davvero, per cui non la si passava mai liscia, ma ci si schiantava sempre contro l’ineluttabile rovina.
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TRAGICA SINISTRA
Layos
La mia esperienza di militante della sx sotto varie forme mi ha portato ad una (per altro tragica) verità. A sx è praticamente impossibile trovare due persone che sulla maggior parte dei temi la pensino allo stesso modo e, essendo per fortuna in gran parte persone informate e che partecipano, anche apparenti sfumature diventano motivo di disagio e lite. Quando due persone si incontrano e hanno lo stesso pensiero sul 90% delle questioni, fondano un partito, un movimento o una fondazione. Salvo 10 minuti dopo iniziare a litigare su chi sia il capo.
Poi c’è l’innamoramento periodico ad un leader, spesso un Papa straniero. Ricordo Lula, Zapatero, Jospin, Mujica, Al Gore e chi più ne ha più ne metta. Fra l’altro iniettando anche in loro una significativa dose della sfiga atavica della sx italiana, visto che al momento di fare il tifo per loro, hanno iniziato a perdere, fare cazzate sesquipedali o finire travolti da qualche scandalo.
La metafora del cerchio di Ennio Doris direi che è rappresentata benone da questo mitologico video del Terzo Segreto:

Oppure, citando un pezzo memorabile di cinema, i palestinesi di Brian di Nazareth, che invece che combattere coi romani, si scannano fra di loro. E’ un guaio antico, mi è capitato di recente di vedere dei documentari sugli anni di piombo e nella frammentata galassia della sx extraparlamentare e pure fra di loro non mancavano i colpi bassi, nonostante oggi, col filtro della Storia e non più della cronaca, le questioni su cui dissentivano erano talmente irrilevanti da sembrare quasi pretesti.
All’epoca il PCI era tenuto insieme dall’ideologia dogmatica (e in ogni caso non mancarono gli scismi dolorosi e le fughe a sx) e c’era un Verbo che era il vero e tutte le eresie che andavano condannate come tali. Finito il dogma, eliminato il marxismo e la Cortina di Ferro, questa colla si è liquefatta e la sx ha subito una balcanizzazione non solo e non tanto in chi rappresenta le istanze in parlamento, ma soprattutto nei suoi elettori o potenziale bacino elettorale, che ha guardato via via alla Lega o al 5 Stelle più di recente.
Adesso è il turno di Landini, come lo fu di Vendola, Cofferati, Ingroia, la Borsellino, Crocetta…. anche lui finirà nel tritacarne di gente che gli darà del venduto per aver stretto la mano a qualche figuro di dx o aver firmato una qualche legge o dell’inaffidabile estremista perché cercherà di non perdere contatto coi movimenti di protesta, dalla FIOM ai No TAV.
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SIAMO TUTTI SUDDITI
Berluscameno

IL CASO GRECO FA RIFLETTERE: VOTARE in Italia HA ANCORA UN SENSO?
“Il caso Grecia dimostra come il rito del voto sia oramai del tutto superfluo”.
Come ha ben sintetizzato “Wolfang Schaeuble”(Ur Lodge “Der Ring”), nazifascista abituato a parlare chiaro, “chiunque vinca le elezioni comandiamo sempre noi”. Siamo in dittatura.
L’idea di essere governato da alcuni despoti, per quanto imbellettati e protetti da una retorica di tipo tecnocratico, ripugna la mia coscienza di uomo libero.
Non siamo più cittadini, ovvero titolari pro-quota dell’esercizio della sovranità; siamo sudditi, perciò “schiavi” di un modello economico forgiato sulle esigenze di una “finanza globale speculativa” che annulla ovunque le fondamenta della democrazia e dello stato di diritto.
I nazifascisti occulti, promotori su scala globale di questo nuovo modello di governance, hanno oggettivamente realizzato un capolavoro.
Imporre un dominio cieco e sanguinario per il tramite della forza bruta è infatti relativamente semplice. Riuscire a violentare gli oppressi carpendone invece surrettiziamente il masochistico consenso è opera in vero assai più complessa.
I soliti malefici architetti, quegli stessi che godono nel vedere il popolo greco ridotto ad uno stato pietoso e larvale, ci sono magicamente riusciti.
Le vittime non odiano più l’oppressore ma si odiano fra di loro. Il piccolo imprenditore odia il precario della pubblica amministrazione, che odia il disoccupato che lavoricchia in nero, il quale a sua volta odia l’immigrato che, presuntivamente, ruba il posto di lavoro agli italiani. Categorie diverse che si riscoprono infine tutte unite dal comune odio verso la famigerata “casta politica”, che poi altro non sarebbe se non la democratica espressione di una classe dirigente “selezionata in teoria” per difendere l’interesse collettivo dalle endemiche pulsioni fameliche che attraversano quasi sempre i portatori di mastodontici interessi privati.
Il mostro appena dipinto non è facile da scardinare. Il nemico, anziché sul confine, si è insinuato con l’inganno nella mente di ognuno di noi, falsificando la percezione stessa di una realtà che non siamo più in grado di comprendere.
Nonostante siano passati anni dallo scoppio di questa non meglio specificata “crisi economica”, peggiorata in seguito alla somministrazione delle ricette dell’austerity accompagnata dalla recessione, deflazione e disoccupazione c’è ancora moltissima gente che crede in buona fede alla lettura dei fatti offerta dal sistema.
E quindi la colpa è degli sprechi, della corruzione, dell’evasione fiscale e della instabilità politica che genera incertezza fra i mercati.
Quanti sono, secondo voi, gli italiani in grado di riconoscere in automatico l’impianto menzognero e fraudolento di simili racconti? Temo pochi.
Ma mettiamo pure il caso che, all’improvviso, la maggioranza degli italiani apra gli occhi, decidendo contestualmente di conferire un mandato democratico ad un ipotetico premier eletto appositamente in funzione anti-austerity ed anti recessione.
Un eventuale braccio di ferro fra i difensori della democrazia e quelli del tecno-nazismo, non finirebbe per concludersi in ogni caso con la vittoria dei secondi?
In Grecia è andata così. Certo, l’Italia non è la Grecia. Ma anche la Francia non era la Grecia. Il presidente Hollande, giova ricordarlo, vinse le elezioni del 2012 promettendo eurobond e rilancio della crescita e sviluppo, calandosi poi rapidamente e con mansuetudine nel ruolo di cane di compagnia del rottweiler Angela Merkel(Ur Lodge “Golden Eurasia” ). Neppure i “galletti” conservano un po’ di autonomia?
Anche la Francia è oramai ridotta al rango di nazione stracciona e supplicante?
Il problema è evidentemente più serio e articolato di quanto superficialmente non appaia.
Votare è ormai inutile dappertutto.
In Europa, e non solo in Europa, guida da tempo il “pilota automatico” (copyright Mario Draghi). L’origine del disastro contemporaneo è contenuto in un accordo stipulato nel 1981 dai vertici della massoneria sovranazionale (“United Fremasons for globalitazion”), accordo svelato da Gioele Magaldi nel suo monumentale libro “Massoni”. Un patto scellerato, svantaggioso quasi quanto quello concluso di recente da Tsipras con i “vampiri” di stanza presso l’Eurogruppo.
Nonostante tutto possiamo guardare al futuro con ottimismo, combattendo incessantemente e con determinazione insieme a noi una battaglia che alla fine vinceremo. La nostra democrazia è come un palloncino in acqua. Per quanto nascosta e sospinta verso il basso tenderà sempre per inerzia a riemergere”.

GROTTESCA OPPOSIZIONE DI BERSANI AL JOBS ACT
Viviana Vivarelli

Ma Bersani solo ora scopre che la riforma del lavoro di Renzi toglie ogni diritto ai lavoratori e li porta indietro di 50 anni??? Ma a chi lo vuole raccontare ??
Quante ridicole balle!
La minoranza bersaniana conta ben 140 parlamentari contro 445 del totale Pd.
Se Bersani fosse una persona seria, con un tale numero di parlamentari, potrebbe quasi in ogni momento bloccare le infami riforme di Renzi semplicemente uscendo dall’aula e facendo mancare il numero legale assieme a Sel e M5S a cui si aggiungerebbero molti di FI, e questo farebbe immediatamente cadere Renzi, ma basterebbe anche una minaccia seria in tal senso per farlo recedere dagli orrori che si propone.
Perché Bersani questo non l’ha mai fatto? Perché non lo ha nemmeno minacciato?
E di quale difesa dei lavoratori parla dopo aver votato senza se e senza ma la terrificante riforma della Fornero???
E’ lecito a un dittatore quale Renzi, mai eletto da nessuno ma nominato da Napolitano, e che non ha nemmeno la maggioranza in Senato (unico motivo per cui lo vuole storpiare) ignorare ben 140 dissidenti interni e comandare come un arrogante despota senza dialogo né confronto?
I casi sono due:
-o questi 140 sono degli imbelli incollati alla poltrona e che per conservarla si vendono anche il cubo
-o questi 140 fingono soltanto un dissenso in realtà inesistente in una manfrina che vuole solo provare una finta resistenza democratica in realtà inesistente ma continua a votare per mantenere la poltrona.
Che ipocrisia!
Ma Bersani non era quello che votò per il pareggio di bilancio in Costituzione che avrebbe vietato di spendere persino per una alluvione e non parliamo di investimenti?
Bersani non era quello che votò ‘senza se e senza ma’ le infami leggi Fornero?
Non era quello che quando si poteva uscire dall’aula e far mancare il numero legale a Renzi sul Jobs Act, preferì restare in aula col didietro attaccato alla poltrona?
E allora di che balle ciancia costui?
Forse ha capito che Renzi sta per rottamare anche lui e allora fa queste sceneggiate indecenti che nemmeno un pappagallo di regime potrebbe prendere in considerazione? Basta con queste sceneggiate false e menzognere!
Quando è stato votato il Jobs Act solo 29 piddini hanno lasciato l’aula, alla Camera solo 40 piddini hanno votato contro. Alla Camera il Jobs Act passò con 316 sì, 6 no e 5 astensioni. Al Senato il Jobs Act passò con 166 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto. Ma la minoranza bersaniana conta 140 parlamentari!!! Cosa hanno votato gli altri bersaniani? Cosa facevano? Si calavano le brache?
E ora vengono a piagnucolare??? Ma chi chi vogliono far fessi???
Questi pagliacci sono irricevibili. Si pugnalano da soli.
Sul Jobs Act la loro resa è stata vergognosa. Se i 140 bersaniani sul Jobs Act fossero usciti dall’aula Renzi si sarebbe frenato di colpo e col cavolo che avrebbe fatto quelle porcherie che ha fatto, invece uscirono dall’aula solo 5 o 6 civatiani.
Bersani disse: “Se usciamo, casca il governo e ne va del bene del Paese (??), non possiamo affrontare una crisi al buio”. La crisi evidentemente non era abolire lo statuto del lavoro o scempiare la Costituzione o riproporre un sistema elettorale antidemocratico con gli stessi affronti incostituzionali del porcellum o proporre addirittura la depenalizzazione della frode fiscale, la crisi è solo quella dei bersaniani e la loro paura di perdere la poltrona, perché in nuove elezioni Renzi potrebbe non metterli nemmeno in lista, candidando solo altri yes man.
Citiamo le parole di Cuperlo: “La fiducia non è in discussione (ma va?!). Ma non si profila mica una delega in bianco. Alla Camera ci sarà una discussione per migliorare il testo”. E infatti si è visto quanto Renzi sia capace di ‘discutere’. Renzi conosce solo un modo: il diktat dittatoriale.
E Bersani fa scivolare la minaccia in avanti: “Se passa il Jobs Act non voteremo l’Italicum” Ma a chi lo vuol far credere? Fa ridere anche i polli. Ormai ha perso ogni credibilità.
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Renzi fa passare la legge sulla responsabilità civile dei magistrati che metterà bavagli e legacci alla loro libertà di giudizio e moltiplicherà le cause giudiziarie in un diritto già abbastanza ingorgato.

I RETROSCENA DEL PATTO DEL NAZARENO
Rosario Amico Roxas

La copertura omertosa sul Patto del Nazareno ha impedito di conoscere i punti salienti degli accordi tra il pregiudicato Berlusconi e lo spregiudicato Renzi; ma gli eventi cominciano a gettare una luce sugli accordi che sono stati abilmente nascosti al popolo sovrano, diventato “popolo succube”, accordi sottobanco a tutela degli interessi di Berlusconi, che gli forniscono anche i mezzi per le sue vendette personali.
Con la legge in discussione sulla responsabilità dei magistrati si realizza il sogno del pregiudicato Berlusconi di alterare i rapporti nei procedimenti penali, con i magistrati al banco degli imputati e i pregiudicati che li accusano; i potenti di turno metterebbero le mani sulla giustizia, lasciando inalterata ogni libertà di delinquere, di corrompere, di turbare le aste, di evadere il fisco, di esportare capitali all’estero. A ciò si deve aggiungere, sempre in tema di giustizia, il mantenimento della impunità nel falso in bilancio.
Il Patto del Nazareno sembra andare ben oltre gli aspetti negati alla “Giustizia uguale per tutti” perché sembra regalare a mister Ex-tutto il monopolio sulla informazione e sulla cultura, permettendo l’acquisto da parte di Mondadori di RCS-libri; ma non basta, per salvare il bilancio fallimentare di Mediaset si discute anche l’acquisizione delle antenne Rai-WaY, che cederebbero a Berlusconi anche la maggioranza di controllo. In pratica si permetterebbe che la Rai venda a Mediaset la corda con la quale Mediaset intende impiccare la RAI.
Sembra assolutamente evidente che il governo Renzi non intende mettere mano ad una legge che regolamenti il conflitto di interessi, per lasciare libero Berlusconi di esercitare il controllo diretto e indiretto sulle istituzioni, che vedrebbero vanificati i poteri riconosciuti dalla Costituzione.
In campagna elettorale Renzi aveva promesso una legge severa contro le evasioni fiscali, una legge anti-corruzione (finita nel macero delle leggi da discutere a tempo perso), argomenti transitati nell’oblio..
Se accadesse che una sola delle misure elencate andasse in porto, ciò segnerebbe una sconfitta di tutti gli italiani, a vantaggio della vittoria di un solo squallido personaggio, incapace di fare l’imprenditore nella legalità e alla perenne ricerca di tutte le scorciatoie per eludere le leggi.
Ci manca solo che, in vista del big match Milan-Inter, Berlusconi compri l’Inter: è così che si “vince facile”.
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COMPRO TUTTO
Rosario Amico Roxas

Berlusconi annuncia di voler comprare le torri di trasmissione della Rai, per la modica cifra di 1,22 miliardi nell’interesse e per conto di Mediaset, diventando il solo possessore di oltre 5000 antenne, che in breve tempo dovrebbero generare utili miliardari (che sia il compenso pattuito con Renzi per lo “sgarbo” di avere fatto eleggere Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica ?).
Lancia un’OPA (offerta Pubblica di Acquisto) su RCS libri, per conto della Mondadori, che farebbe diventare l’azienda gestita da Marina Berlusconi, la sola azienda in grado di condizionare fortemente l’andazzo culturale nazionale.
Due ipotesi che renderebbero il gruppo Berlusconi monopolista in tutte le forme di condizionamento culturale e mediatico. Ma c’è una serie di contraddizioni che vanno valutate con molta attenzione.
La prima ipotesi riguarda la vendita di una consistente quota di Mediaset, azienda ridotta al lumicino, già salvata dal fallimento con la legge Gasparri e, successivamente, con la partecipazione alle guerre di Bush in Iraq, quando ignoti “finanziatori” americani pensarono bene di investire, proprio in Mediaset, sull’orlo del fallimento, 6,5 miliardi di dollari, non avendo trovato in giro per il pianeta altre forme di investimento meno aleatorie. Il gruppo di Berlusconi si barcamena tra l’ipotesi di portare i registri in Tribunale per sancire un fallimento e i programmi di acquisti per somme di cui, ufficialmente, non dovrebbe avere la disponibilità.
L’ipotetico è d’obbligo, conoscendo le manovre di cui è capace per evadere il fisco e accumulare capitali all’estero, che vorrebbe far rientrare, ma senza pagare il dovuto e senza far sapere in giro le sue manovre, perché non gli restituirebbero la credibilità che, ormai , ha perduto.
La seconda ipotesi riguarda la vendita del Milan, che chiarisce parecchie cosette; circola, ad arte o in verità, che ci sarebbe un’offerta di un miliardo di euro, da parte di finanzieri stranieri e poco noti. L’intero volume azionario del Milan non supera i 200 milioni, per arrivare alla cifra messa in circolazione, mancano ben 800 milioni. Cosa c’è sotto ? O meglio, cosa potrebbe esserci sotto? Un acquirente di comodo potrebbe anche versare i 200 milioni del valore reale, mentre i restanti 800 milioni potrebbero rappresentare un gioco delle tre carte per far rientrare la medesima somma da una delle banche svizzere che custodisce il malloppo ben nascosto al fisco italiano. Sarebbe il montante sufficiente per organizzare l’acquisto sia delle torri della RAI che di RCS libri, anche se dovesse spremere altri conti esteri prima che scattino gli accordi di trasparenza con l’Italia.
Intanto un suo primo risultato lo ha ottenuto: Mediaset e Mediolanum stanno guadagnando negli indici di borsa, basandosi esclusivamente sulle dichiarazioni ufficiali con le quali Berlusconi “compra tutto”.
C’è da attendersi una ulteriore manovra su Mediolanum, dove già Renzi ha messo avanti ipotesi di agevolazioni idonee a salvare la banca di Berlusconi e quelle di Verdini.
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In questa legislatura ci sono stati 175 cambi di gabbana. Puntare l’attenzione solo sui 5stelle mi sembra come minimo disinformazione calunniosa.

GRILLO VISTO DALLA SPAGNA
PABLO ORDAZ, intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El Pais

Fino a pochi anni fa, Beppe Grillo (Genova, 1948) era un comico e si occupava dei problemi principali dell’Italia. “Gli spettatori”, spiega nel corso di una lunga conversazione a Milano, “fuori dai miei spettacoli mi dicevano, beh, Beppe, ora cosa facciamo?”. Da questa domanda è nato un programma politico, i cui due punti principali sono il reddito di cittadinanza e l’uscita dall’euro. Grazie a una serie di liste civiche è entrato in comuni e regioni e poi, nel 2013, in Parlamento. Tutto è partito nel 2005 da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, un imprenditore esperto di internet milanese. E oggi il M5s è la seconda forza politica in Italia, e dispone di 11 sindaci, 17 deputati, 91 deputati, 36 senatori e 1.500 consiglieri comunali e regionale. Il M5s è noto per la rinuncia dello stipendio e per aver respinto i 42 milioni di finanziamenti pubblici. Beppe Grillo è noto anche per il rifiuto a compromessi con le altre formazioni politiche.
Tanto che nel 2013, Grillo ha avuto l’opportunità di allearsi con il Partito Democratico (PD) e di far ritirare per sempre Silvio Berlusconi, ma ha scelto di non farlo. “Noi – ha detto Grillo – Non possiamo essere d’accordo con il PD per due ragioni molto semplici. In primo luogo, perché è un partito che da sempre è alleato in un modo o nell’altro con Forza Italia (FI), il cui fondatore, Marcello Dell’Utri, è in carcere per associazione mafiosa e il cui leader, Silvio Berlusconi, è stato espulso dal Senato dopo la sua condanna per frode fiscale. Il PD e FI sono sempre stati partner e hanno fatto tutto il possibile per non cambiare nulla in questo Paese. La seconda ragione è che allearsi con uno o l’altro per ottenere qualcosa è un vecchio concetto della politica. La nostra rivoluzione è di essere onesti nel bel mezzo di un sistema corrotto. Abbiamo fatto dell’Onestà la nostra bandiera. L’Italia sta molto male, e non si rendono conto che senza noi ci sarebbe Alba dorata, forze di dx che stanno crescendo in tutta Europa. Siamo noi che manteniamo la democrazia. Se cadiamo noi, questo paese rischia”.
Beppe Grillo, faccia a faccia, è una persona molto diversa dalla sua immagine mediatica “tronante” . Egli si assume una parte di responsabilità – “forse alcuni si sono spaventati al nostro grido ‘tutti a casa’, o della minaccia che avremmo fatto un processo online per la restituzione del denaro rubato” – ma accusa i media italiani di “disonestà intellettuale” al servizio dei grandi interessi politici e commerciali. I suoi attacchi alle caste hanno ostacolato le sue presente alle televisioni, così ha deciso di rinunciare alla tv e ha utilizzato la Rete per far crescere il proprio movimento, in particolare, il suo blog, il più visitato d’Italia. “Ma – riconosce – forse mi sbagliavo. Internet non è sufficiente per l’invecchiamento della popolazione, siamo il Paese con più anziani al mondo, ed è molto difficile convincere un uomo di 70 anni che da casa, con un clic, può decidere se andare in guerra in Iraq, o vietare il gioco d’azzardo o migliorare il futuro dei propri nipoti. Io non sono riuscito a raggiungere queste persone. Le persone di una certa età non fanno la rivoluzione, guardano in televisione quale candidato piace di più e lo votano”.
Grillo ha anche incontrato alcune incomprensioni interne. 18 deputati e altrettanti senatori sono stati espulsi. Secondo Grillo, il motivo è chiaro: “Abbiamo intrapreso questo progetto facendo entrare anche persone che non conoscevamo e che si sono rivelate deboli e si sono lasciate schiacciare dal sistema. Ma sono felice. Ora siamo più forti”. Sulla possibilità che una parte del suo elettorato quasi 10 milioni di voti, abbia capito il suo rifiuto fermo al compromesso, Beppe si è mostrato ancora più sicuro: “Preferisco essere accusato di essere puro e duro piuttosto che uno che fa accordi segreti con partiti pieni di corruzione. Preferisco perdere voti per non essermi accordato con questi piuttosto che guadagnare voti accordandomi con dei mafiosi”.
Grillo assicura comunque che la sua proposta di lasciare l’euro non è un’utopia: “Utopia sarebbe rimanere nell’euro, abbiamo perso la nostra sovranità monetaria e dobbiamo recuperarla, e dobbiamo garantire un reddito minimo di cittadinanza. Qui stanno facendo politiche per abolire tutti diritti, e per consentire alle multinazionali di comprare il Paese. E questi non creano lavoro. Acquistano le risorse del Paese: acqua, luce, gas… Ci vorranno generazioni prima che si capisca quello che sta accadendo ora”. E, nonostante tutto, il leader del M5S avverte che la cosa più importante in Italia e più rivoluzionaria è l’onestà: “La corruzione è istituzionalizzata. I nuovi mafiosi sono già all’interno del sistema a fare le leggi. E la cosa peggiore è che l’Italia è stata costruita in modo tale che se sei una brava persona vieni espulso dal sistema e sei considerato uno stupido. E’ difficile andare avanti da onesti. Ecco la mia rabbia. Si tratta di una rabbia condivisa con 10 milioni di persone. Quindi non ho alcun dubbio che prima o poi vinceremo”.

Mario Luzi
Natura

La terra e a lei concorde il mare
e sopra ovunque un mare più giocondo
per la veloce fiamma dei passeri
e la via
della riposante luna e del sonno
dei dolci corpi socchiusi alla vita
e alla morte su un campo;
e per quelle voci che scendono
sfuggendo a misteriose porte e balzano
sopra noi come uccelli folli di tornare
sopra le isole originali cantando:
qui si prepara
un giaciglio di porpora e un canto che culla
per chi non ha potuto dormire
sì dura era la pietra,
sì acuminato l’amore.

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DORMITE SERENI, LA SVOLTA AUTORITARIA E’ GIA’ AVVENUTA
Maurizio Viroli

Un Parlamento eletto in base a una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte stravolge una Costituzione approvata da un’Assemblea costituente eletta secondo un equo sistema proporzionale che garantiva piena rappresentanza a tutte le forze politiche. Il che significa che chi non ha potere pienamente legittimo, neppure per legiferare e governare, rovina la Carta fondamentale approvata da un’Assemblea costituente che aveva piena legittimità.
Una Costituzione approvata a larga maggioranza (quasi l’88% dell’Assemblea costituente) dopo lungo, serrato, colto e serio dibattito nelle commissioni e in assemblea plenaria, viene modificata a stretta maggioranza senza seria discussione. Il metodo delle larghe intese, osannato da tanta parte dell’opinione pubblica e apertamente sostenuto dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano vale dunque per formare il governo e legiferare, ma non per riformare la Carta fondamentale che definisce le regole per governare e per legiferare. Nessuna parola, nemmeno un monito da parte del capo dello Stato? E quale sarebbe la necessità impellente di abolire il Senato elettivo per sostituirlo con un Senato di nominati da istanze inferiori, consigli comunali e regionali, con potere di concorrere alla riforma della Costituzione? Nessuna.
Illustri colleghi costituzionalisti di chiara fama affermano che non c’è alcun rischio di svolta autoritaria o antidemocratica. Hanno pienamente ragione. Non esiste alcun rischio in tal senso: la svolta autoritaria c’è già stata e consiste nel metodo usato per riformare la Costituzione. Svolta autoritaria secondo uno dei significati propri del termine: un uomo animato da volontà di dominio scatena contro le istituzioni repubblicane una pletora di servi che dipendono da lui per avere il privilegio di rimanere in Parlamento o di essere rieletti. Addirittura Renzi si permette di minacciare i recalcitranti che se non passa la sua riforma della Costituzione “si va alle elezioni”, come se avesse il potere di sciogliere le camere! Dimentica, o fa finta di dimenticare, il dinamico riformatore, che sciogliere le Camere è prerogativa del capo dello Stato. Ma per Renzi questa distinzione, che è fondamento dell’ordinamento repubblicano, è troppo sottile: si sente già capo del governo, capo dello Stato e padrone del Parlamento.
I giuristi del XIV secolo parlavano di tirannide tacita o velata: niente armi, niente proscrizioni, niente esili. Bastano dei servi tenuti al guinzaglio con la vecchia minaccia di togliere loro i privilegi e con loro dare a un uomo un potere senza limiti. Possibile che i cittadini italiani, tranne piccole minoranze, non si rendano conto dell’inganno messo in atto contro la loro dignità? Pare, purtroppo, che sia così.

Guccini- L’avvelenata

Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’ un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso…

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell’ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare…
se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

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L’Italia perde 24 posti e scivola al 73/o gradino della classifica della libertà di stampa stilata da Reporter senza Frontiere (Rsf)

FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI
Marco Travaglio
A Milano c’è un procuratore aggiunto, Alfredo Robledo, che su incarico del suo capo, Edmondo Bruti Liberati, coordina il pool Reati contro la Pubblica amministrazione (già Mani Pulite). Poi il suo capo comincia a sottrargli una serie di fascicoli di sua competenza per assegnarli ad altri dipartimenti che devono occuparsi di tutt’altro (Ruby, Formigoni, Expo), mentre quello sulla Sea lo “dimentica” per mesi in cassaforte. Robledo lo denuncia prima al Pg di Milano, poi al Csm. Il primo si volta dall’altra parte. Il secondo apre una pratica su Bruti, ma quando sta per sanzionarlo arriva una lettera di Napolitano al suo vice Vietti, “non ostensibile” ai consiglieri, che intima di salvarlo perché, essendo capo, può fare quel che gli pare: anche violare le regole dettate da lui.
I consiglieri obbediscono immantinente alla lettera fantasma, sbianchettano i rilievi che avevano mosso a Bruti in due relazioni d’accusa e lo “assolvono”. Intanto Robledo indaga sui rimborsi pubblici per le spese private dei consiglieri regionali lombardi. Il 29 gennaio 2014 le agenzie Agi e Asca riferiscono che le indagini riguardano tutti i gruppi consiliari. L’avvocato di alcuni leghisti, Domenico Aiello, si complimenta via sms per la sua imparzialità: “Uomo di parola! Poi grande magistrato”. Robledo risponde: “Caro avvocato, promissio boni viri est obligatio”. Cos’ha “promesso” Robledo ad Aiello? Che avrebbe indagato a 360 gradi, senza risparmiare nessun partito, anche per non influenzare le elezioni regionali di primavera. L’aveva detto anche ai due legali del Pd. E così ha fatto. Indovinate com’è finita? Il Csm che aveva salvato Bruti ha punito Robledo: trasferito ipso facto a Torino con divieto di fare mai più il pm.
Com’era accaduto alla Forleo e poi sia a De Magistris sia ai tre pm di Salerno – Apicella, Nuzzi e Verasani – che osavano indagare sull’insabbiamento delle sue indagini a Catanzaro. Guardacaso, tutti magistrati finiti nel mirino di Napolitano. Quindi Bruti resta al suo posto, anche se è scaduto a luglio e il Csm s’è scordato di rinnovargli il mandato. Robledo invece deve traslocare, e alla svelta, perché restando a Milano un istante di più comprometterebbe “il buon andamento dell’amministrazione dell’ufficio”. L’ha fregato quello scambio di sms con l’avvocato Aiello (intercettato a Reggio Calabria), che dimostra la sua imparzialità, almeno agli occhi di un lettore sano di mente. Per il Csm invece è “la plastica conferma del rapporto opaco con l’avvocato che fruiva di fonti informative privilegiate in Procura” (una: Robledo) e della sua “contiguità” con esponenti politici “in vista di uno scambio di favori”. Quali notizie segrete avrebbe fornito Robledo ad Aiello? Che avrebbe indagato su tutti i consiglieri sospettati (cioè che avrebbe fatto il suo dovere) e che aveva disposto intercettazioni (peccato che non le avesse disposte, infatti Aiello dice di non aver appreso la notizia falsa da lui, ma dai giornalisti nel corridoio della Procura). Quali notizie segrete avrebbe fornito Aiello a Robledo? “atti riguardanti la richiesta di immunità presentata al Parlamento europeo da Gabriele Albertini” che Robledo aveva denunciato. Peccato che le presunte rivelazioni risalgano al 18-19.12.2013 e che Albertini abbia chiesto l’immunità a fine gennaio 2014. Per questa e altre bufale (come Gianni Barbacetto ha sempre documentato e documenta anche oggi con nuove carte a pag.   10  ), Robledo è stato degradato sul campo e trasferito con ignominia. Il tutto grazie all’azione disciplinare avviata dal Pg della Cassazione Gianfranco Ciani, che nel 2012 convocò Piero Grasso su richiesta di Mancino & Napolitano (a proposito di rapporti contigui e opachi) per parlare di “avocare” da Palermo l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Il classico bue che dà del cornuto all’asino. Qualcuno dirà: chissenefrega, beghe fra toghe. Errore: a furia di raffiche contro i non allineati, il Csm sta inoculando nella magistratura il virus di una mutazione antropologica che sostituisce i principi costituzionali di eguaglianza e di indipendenza con i vizi del conformismo e del servilismo. Alla fine, a pagarne il conto, saremo noi cittadini.

Ken Saro-Wiwa
http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Saro-Wiwa

Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un’intera generazione
È il poliziotto che corre all’impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L’inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
È questo
È questo
È questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.

LADRI DI DEMOCRAZIA
Beppe Grillo

Di notte lavorano i ladri di appartamenti, non si cambia la Costituzione“. Invece in questo Paese, ormai stretto nella morsa di un governo che comanda come se fosse il padrone, la Costituzione viene massacrata in tutta fretta col favore delle tenebre e del Festival di Sanremo.
Non si sa il motivo di tanta pressione e di un’azione così arruffata e impositiva. Nel caos dell’aula, tra le opposizioni che denunciano lo scempio e il M5S che si ribella con forza, il PD si permette di fare il bello e il cattivo tempo dirigendo i lavori e dando persino ordini alla Presidenza. Presidenza che obbedisce, e indice una seduta fiume: un vero orrore trattandosi di riforme costituzionali, e considerando che l’art.138 (quello che noi abbiamo salvato “salendo sul tetto“,ricordate? prevede comunque tre mesi di stop e altri due passaggi alle Camere. Perché allora si deve correre così?
In una riforma costituzionale gestita con la forza da un pugno di potenti che puntano a ridurre le istituzioni ad un clan di nominati, il M5S vuole inserire il virus della democrazia diretta e della voce dei cittadini. Un contrappeso formidabile. Così, ecco nostri tre emendamenti:
1) Esame obbligatorio delle leggi di iniziativa popolare. I nostri dipendenti in Parlamento dovranno, a scadenze prefissate, esaminare almeno una legge proposta dai cittadini, e dare una risposta
2) Referendum propositivo e abrogativo senza quorum. Nella Costituzione sarà finalmente inserito questo strumento di partecipazione diretta alla stesura delle leggi
3) Ricorso alla Corte Costituzionale da parte delle minoranze parlamentari. Un decimo dei parlamentari potranno sollevare questioni di legittimità davanti alla Consulta
Più la democrazia viene calpestata nei Palazzi, più noi chiediamo democrazia, diretta e partecipata dai cittadini. Hanno paura di questo. Noi non abbiamo paura né di loro né della democrazia. Perché, un giorno, anche loro saranno opposizione e chissà, magari ci ringrazieranno.”
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IL COSTO DEGLI INTERESSI
Italiote

A fronte delle cifre ripetute sul debito greco non si menziona quanta parte sia dovuto ad interessi (manco ci fosse la censura).
In quattro anni l’Italia ha speso per interessi 318 miliardi di euro: Se non ho capito male sono interessi passivi in aggiunta alla restituzione del prestito.
Plausibilmente con inflazione regolata per mandato BCE i rentier traggono un beneficio proporzionalmente maggiore in funzione delle rispettive disponibilità finanziare vincolate a tale scopo.
PS: È vero che l’Italia versi alla BCE interessi miliardari per via di regole penalizzanti?
NB: la deflazione pesa maggiormente sul debito italiano avvantaggiandone i creditori (i proporzione dallo scostamento dal target inflazione)
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Mariano Giusti
Sul vocabolario alla voce “pratica che impedisce di risanare un debito costringendo all’infinito il debitore a pagare interessi” trovo “usura”
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Berluscameno
Revisione alla “FED -USA”: ecco come ha prestato i soldi gratis a pochi individui di organizzazioni bancarie.
Quello riportato sotto ,è la traduzione dell’articolo originale del Senatore Sanders del Senato americano. Tradotto da Andrea Lunardon, amico e traduttore professionista, è una pietra miliare della storia economica e politica degli ultimi 5 secoli.
Esso smaschera un “sistema segreto di potere” che permette ad alcuni individui -appartenenti ad organizzazioni bancarie private – di comperare interi stati o di deciderne la bancarotta. I nomi che compaiono hanno ricevuto centinaia di miliardi di dollari a tasso quasi nullo, in realtà un tasso-poi – “secretato”.
Per fare un termine di paragone, se il popolo italiano (ossia la Banca d’Italia prima di perdere la sovranità monetaria) potesse fare altrettanto, non avrebbe più alcun problema economico riferito al Debito Pubblico che ci sta massacrando. E invece lo stesso debito pubblico italiano è un FALSO, solo un trucco di bilancio, perché realizzato da” soci privati della Banca d’ Italia” con incroci vietati dallo statuto della BANCA D’Italia: statuto riformato da Draghi (quando era il Presidente e governatore della Banca d’Italia) che così si sarebbe illuso di aver sanato un illecito, lui che aveva lavorato per la “Goldman Sachs” ed oggi chiede (o meglio ordina tramite la BCE) sacrifici immani al popolo italiano.
Nella realtà – ora – quale Governatore della BCE costringe i Paesi UE del sud Europa a pagare interessi esosi per ripagare un debito fasullo, creato con artifici contabili..
E’ evidente che se si privano i popoli delle proprie ricchezze (con l’applicazione di troppe tasse- volute dalla UE – sulle case di proprietà) o si debilita la capacità economica di produrre ricchezza con lavoro produttivo (con voluta distruzione della classe media), gettando in una perversa spirale di debito (Grecia docet!), si commette una violazione dei diritti umani fondamentali, si distrugge il diritto al lavoro, il diritto alla libertà, e se ne minaccia la salute, sia fisica che morale.
Prepariamo dunque una forte rete internazionale per “arrestare” (e non in senso metaforico) coloro che stanno riducendo (con la loro teoria economica errata di austerità in un periodo di forte recessione) il Sud Europa alla fame attraverso” lo strozzinaggio bancario”..
La prima revisione completa della Federal Reserve ha scoperto nuovi allucinanti dettagli su come gli Stati Uniti abbiano fornito la enorme somma di 16.000 miliardi di dollari con “prestiti segreti “per salvare le imprese bancarie americane e straniere durante la peggiore crisi economica mai verificata dal tempo lontano della “Grande Depressione”. Un emendamento del senatore Bernie Sanders alla riforma di legge di Wall Street che passò qualche anno fa, ha portato l”’Ufficio Contabilità del Governo USA (GAO)” a condurre uno studio approfondito su questa incredibile vicenda.
”Come risultato di questa verifica, ora sappiamo che la Federal Reserve ha fornito più di 16.000 miliardi dollari come assistenza finanziaria totale ad alcune delle maggiori istituzioni finanziarie e società private bancarie negli Stati Uniti e in tutto il mondo”, ha affermato Sanders. ”Questo è un chiaro caso di “socialismo per i ricchi e forti”, e di individualismo crudele nei confronti di tutti gli altri che devono camminare solo con le proprie gambe.”
Tra i principali risultati dell’indagine troviamo che la FED ha unilateralmente fornito migliaia di miliardi di dollari in aiuti finanziari a banche e società finanziarie straniere dalla Corea del Sud alla Scozia, secondo il rapporto del “GAO”.
”A nessuna agenzia del governo degli Stati Uniti dovrebbe essere consentito il salvataggio di una banca o società finanziaria straniera senza l’approvazione diretta del Congresso e del Presidente USA”, ha affermato Sanders.
Il “braccio investigativo del Congresso”, al di sopra delle parti e dei partiti, ha anche stabilito che la FED non ha un chiaro sistema per affrontare i veri “conflitti di interesse”, nonostante gli abusi verificati.
Infatti, secondo il rapporto, la FED ha applicato “deroghe al conflitto di interessi” a dipendenti e appaltatori privati in modo che potessero mantenere gli investimenti nelle stesse società bancarie e istituzioni finanziarie che hanno ricevuto ingenti prestiti di emergenza. Ad es., l’amministratore delegato(AD) di “JPMorgan Chase” operava tra i direttori della FED USA di New York nello stesso momento in cui la sua banca riceveva oltre 390 miliardi dollari in aiuti finanziari dalla FED.
Inoltre, la” JP Morgan Chase” ha attuato come una delle “banche di compensazione” per i programmi di prestito d’emergenza della FED.
Inoltre il “GAO” ha detto che il 19 settembre 2008 a William Dudley, che ora è il Presidente della FED di New York, è stata concessa una deroga per permettergli di mantenere i suoi investimenti in” American International Group (AIG)” e nella “General Electric (GE)” nello stesso momento in cui “AIG” e “GE” ricevevano notevoli prestiti d’emergenza. Una delle ragioni per cui la FED non ha obbligato Dudley a vendere le sue partecipazioni, secondo la perizia, era che l’operazione avrebbe potuto dare l’”apparenza di un conflitto di interessi”.
Per Sanders, la conclusione è semplice. ”A nessuno che lavora per una società che riceve aiuti finanziari diretti da parte della FED dovrebbe essere consentito di sedersi al tavolo d’amministrazione della FED o essere assunto dalla stessa FED,” ha detto.
L’indagine ha anche rivelato che la FED ha destinato la maggior parte dei programmi di emergenza suoi prestiti a imprenditori bancari privati, molti dei quali sono stati anche i destinatari di prestiti inizialmente a bassissimo interesse e poi divenuti segreti.
La FED ha praticamente destinato tutte le operazioni dei programmi di prestito d’emergenza ad” imprese bancarie private” come” JPMorgan Chase”, “Morgan Stanley” e “Wells Fargo”. Le stesse imprese hanno anche ricevuto migliaia di miliardi di dollari in prestiti della FED a tassi d’interesse quasi nulli. Complessivamente circa due terzi dei contratti che la FED ha concluso per gestire i suoi “programmi di prestito d’emergenza “sono avvenuti senza gara d’appalto. Con la “Morgan Stanley “è stato concluso il più grande “contratto senza gara d’appalto”, del valore di 108,4 milioni dollari, per aiutare a gestire il salvataggio di “AIG” da parte della FED.
Una indagine più dettagliata del “GAO “su potenziali conflitti di interesse nella Fed è già prevista a breve scadenza , ma Sanders ha detto che una cosa è già evidente:
”La Fed deve essere riformata per soddisfare le esigenze delle famiglie dei lavoratori e non solo per favorire gli “strapagati “amministratori delegati di Wall Street.”
Se sostituiamo il nome FED con il nome BCE vedrete che la sostanza monetaria tecnocratica non cambia!

Berluscameno

Abbiamo già dato tanti soldi alla Grecia, ce li deve restituire”. Ma ci sono altri personaggi (banchieri )che ci dovrebbero restituire i denari che hanno ricevuto da tutti Noi (popolo italiano) per le prestazioni professionali esercitate solo a nostro danno (signoraggio, usura, riciclaggio,ecc.
I Signori della globalizzazione e i loro mostri: “TTIP”, “TiSA” e adesso “CETA”.
Trappole diaboliche. Strumenti di un “complotto internazionale” in piena regola.
Ma, si sa, appena si sfiora la parola “complotto”, si viene relegati nell’angolo dei cretini di turno. I complottisti. Certo. È un’etichetta comoda per chi, passo dopo passo, sta rendendo schiavo il pianeta. Il complotto, dice l’establishment, non esiste.
Anzi, finché ci sono i “poveri complottisti “che gridano all’ allarme, c’è sempre spazio per qualche alzata di spalle arrogante, per qualche risatina in più.
Nel frattempo i “Signori banchieri del saccheggio internazionale”, quello davvero senza limiti, si fregano le mani compiaciuti e continuano la loro opera.
Non disdegnano nemmeno le guerre.
Perché, anche a prescindere dai lauti affari derivati dalla vendita di armi in grande stile, mentre la popolazione è occupata a seguire le notizie delle catastrofi umanitarie nella striscia di Gaza, in Siria o in Iraq, loro ne approfittano per stipulare accordi iniqui in tutta segretezza.
E se le stragi ancora non bastassero a distrarre l’umanità, ricorrono all’ultima arma vecchia come il mondo, quella sempre efficace del rincoglionimento di massa.
Panem et circenses. Gli antichi Romani lo sapevano bene.
Basta mandare in onda qualche isola dei più o meno famosi, per tenere milioni di persone incatenate alla tv, mentre i Signori del saccheggio firmano i loro trattati e le convenzioni, rinchiusi in tacite stanze di difficile accesso. Là, dove si spartiscono il mondo.
Intanto, per noi tutti comuni mortali, la minaccia del “TTIP” incalza. Nonostante le proteste diffuse e pur se messo per il momento sotto ghiaccio, l’accordo del “Transatlantic Trade International Patnership” è ancora lì, un demone in fondo al corridoio buio che attende il suo momento.
Tanto più che i predoni ne hanno pensata un’altra per riuscire a imporcelo.
Si sono detti: se non possiamo entrare subito dalla porta principale, non fa nulla. Entriamo più tardi, dal retro. Con il “CETA”, “Comprehensive Economic and Trade Agreement“ . Un altro accordo di” libero scambio”. E, non appena sentiamo questo termine “libero scambio”, dobbiamo metterci all’erta. Perché il libero scambio è il campo da gioco preferito dei “predoni”.
L’accordo è stato stipulato nell’ottobre 2013 dal Governo canadese e dalla Commissione Europea.
Il Parlamento e il Consiglio europeo, invece, non ci hanno ancora apposto la firma.
A tale scopo si lavora alacremente. A porte chiuse.
Un round delle trattative “CETA” si è appena concluso il 5 agosto 2014.
Il prossimo avrà luogo dal 17 al 21 settembre a Ottawa e poi dal 15 al 26 ottobre in Bruxelles, mentre la chiusura dell’accordo si profila per la fine di quest’anno, e nel 2016 la convenzione potrebbe entrare in vigore.
Anche il contenuto di questo accordo, che conta circa 1500 pagine, è segreto.
Come quello del “TTIP”. Ma guarda un po’.
Tutti i temi più importanti che riguardano la nostra vita, vengono decisi da pochi e a nostra insaputa. I governi cosiddetti democratici non si prendono la briga di chiedere il nostro parere e nemmeno di informarci. Ci mettono di fronte al fatto compiuto. Prendere o lasciare. Ma viviamo davvero nella democrazia?
Mi pare che, anche considerando la situazione economica e sociale dell’Occidente che sta scavando un abisso sempre più profondo tra un esiguo numero di sproporzionatamente ricchi e un’enorme massa di poveri privi di qualsiasi diritto, si debba piuttosto parlare di oligarchia: il governo di pochi. Pochi plurimiliardari -predoni finanziari -senza scrupoli. La tattica è sempre la stessa. Non appena il “mostro” si delinea all’orizzonte, quando trapela qualcosa sulle loro trattative segrete (di solito sempre grazie a Wikileaks), ecco che giunge una voce ufficiale pronta a tranquillizzare la gente: nulla di strano e tantomeno pericoloso, il “CETA” confermerebbe semplicemente l’abolizione delle dogane, l’accesso di imprese europee al mercato canadese con bandi e appalti in loco, e la salvaguardia della proprietà intellettuale nonché delle denominazioni di provenienza dei prodotti agricoli. Questa la risposta ufficiale. In realtà si tratta di un’altra trappola che ha un solo scopo: mettere in atto il programma del “TTIP”. Se quest’ultimo, infatti, è stato soggetto a pesanti critiche e proteste in diverse nazioni che ne hanno bloccato l’entrata in vigore, invece il “CETA” è riuscito a sfuggire a qualsiasi controllo. Pochi ne hanno sentito parlare: sparute proteste, trattative in corso. Sarà quindi l’accettazione del “CETA” a farci accettare automaticamente anche il “TTIP”.
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Brunetta
Maggioranza semplice 316, presenti 313, in missione 90. @matteorenzi riesce a mantenere numero legale grazie a deputati in finta missione
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Cobra89
Col bicameralismo perfetto il Lodo Alfano passò in appena 20 giorni. Non si capisce quindi questa fretta di rendere il Senato non elettivo per riempirlo di nominati dai consiglieri regionali i quali poi godrebbero dell’immunità parlamentare come i precedenti senatori. Non sarebbe più urgente una legge anticorruzione visti gli scandali continui? Benito Renzi non è nemmeno in grado di spiegare perché queste riforme sarebbero utili al Paese.
Il dittatorello si limita infatti ai soliti slogan da asilo infantile del tipo “Io voglio cambiare loro no”… “O si sta con noi o coi frenatori”… “C’è un derby tra noi e loro”… e inutili frasi fatte del genere.
Sul perché il Paese avrebbe bisogno di un Senato di non eletti e di una Camera di nominati e del mantenimento dell’immunità parlamentare non è stato in grado di dirlo.

Psicopompo
Nessuno può essere così spassosamente arrogante quanto un giovane che ha appena scoperto una vecchia idea e pensa che sia la sua” – Sidney J. Harris
Renzi ha scoperta la dittatura e crede di averla inventata lui.
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Alessandro
Matteo Renzi: “Non accetto lezioni di onestà”.
– “Io contro Letta? Una barzelletta”.
– “Con me segretario del Pd, Letta sarà più forte”.
– “Letta puoi arrivare fino al 2018”.
– “Palazzo Chigi, no, no, no”.
– “Enrico stai sereno, nessuno vuole il tuo posto”.
– “Sosterremo Enrico Letta”.
– “Il governo? Fiducia a Letta”.
– “Non faremo giochini tristi da prima Repubblica”.
– “Mai al governo senza elezioni”.
– “Se vinco mai più larghe intese.”
– “Nessuna intesa tra Alfano e me, non voglio essere assolutamente accomunato a loro”.
– “Accetto tre ministri di NCD ma devono essere facce nuove, Alfano quindi non può esserci.”
– “Io non sono aggrappato alla seggiola.”
– “Al governo senza elezioni chi ce l’ho fa fare? Io non diventerò mai presidente del consiglio senza il voto.”
– “Immunità, reintrodurla, un errore clamoroso.”
Di Renzi, bugiardo cronico, non c’è da fidarsi, ancor meno quando fa giochini di parole! I cittadini non hanno più voce, e ne avranno di meno con la riforma della legge elettorale, la riforma del Senato, la riforma della Costituzione e la modifica dell’articolo 138 della Costituzione, che è un “paletto” posto dai padri costituenti e che impedisce senza referendum la modifica dei primi articoli della Costituzione, cioè i diritti civili.
Inoltre:
– Le firme per le leggi popolari sono aumentate a 150 mila.
– Le firme per i referendum abrogativi sono aumentate a 800 mila.
Non abbiamo ancora capito da chi siamo governati. Svegliamoci !!!
Non sarebbe ora che gli italiani si emancipassero dagli imbonitori politici che raccontano una cosa per conquistare le piazze e poi regolarmente ne fanno una diversa, peggiore?
Lo sviluppo culturale, sociale ed economico dell’Italia non può essere fondato sulla superficiale furbizia pasticciona del loquace di turno. Non c’interessa la dx o la sx. Vogliamo l’onestà al Governo!!
Il regolamento della Camera dice che ad ogni nuova seduta, cioè quando una seduta si chiude e poi si riapre, è possibile presentare altri emendamenti. Con la seduta fiume, essendo una sola seduta, non è possibile presentarli. In questo modo il Pd impedisce ogni discussione.
“Giachetti parla di comportamenti fascisti da parte dei deputati M5S che gridavano onestà all’interno dell’aula. In effetti la parola “onestà” è palesemente offensiva in un luogo come la Camera. I “comportamenti fascisti che impediscono di parlare” sono ben altri, sono le ghigliottine per tacitare le opposizioni, i canguri per saltare gli emendamenti, le sedute fiume per riformare indegnamente la Costituzione. Questo è fascismo, caro Giachetti, è lo stile della nuova “sx” rottamata.”
L’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, per la stesura della Costituzione della Repubblica Italiana, svolse le sue sedute fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. Quindi oltre un anno e mezzo, senza nessuna fretta sospetta a rifilarci “il pacco”… e, con tutto il rispetto della Boschi, fu realizzata da persone del calibro di Calamandrei e di Pertini.
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ilMattoQuotidiano
Un’ulteriore prova che il PD ha paura che a governare sia il popolo è l’aumento del numero richiesto di firme per le leggi popolari
“Ora serviranno 150mila firme e non più 50mila”.
Qual’e’ il senso di tale provvedimento? Lo stesso di quello di un senato non elettivo: che a scegliere saranno loro invece che i cittadini. Ricordate tutta la fretta che aveva il Pd quando il M5S voleva discutere sulla legge elettorale? Ricordate che non c’erano i tempi ? Ricordate che ce l’hanno menata con la storia che non potevano attendere ?
Sapete a quando risale l’incontro del Pd con il M5S ? Al 25 Giugno 2014.
Otto mesi e mezzo fa e ora che temono che il governo cada, si affrettano a far passare la riforma che permetterebbe, nel caso di nuove elezioni, di mantenere saldo il potere sul senato. Dicono di avere tanto consenso, ma la verità è che se la stanno facendo sotto al solo pensiero che si possa arrivare anticipatamente a nuove elezioni.
Certo sembra ieri che il PD protestava contro Berlusconi perché usava il parlamento per i suoi scopi con metodi autoritari, comprandosi parlamentari, andando avanti a botte di fiducia e fregandosene dei veri problemi dell’Italia. E ora lo spettacolo inqualificabile lo dà il PD. In nessuno stato un comportamento come quello di Renzi sarebbe MAI accettato neanche dai sostenitori dello stesso partito.
Provate ad immaginare se Merkel, Hollande, Cameron o Obama anche solo lontanamente osassero dichiarassero che 90 parlamentari del proprio partito sono in missione per avere il numero legale. 90!!! Sarebbe un clamoroso autogol e quel governo perderebbero ogni credibilità di fronte al proprio elettorato. Evidentemente in Italia non ci sono né’ gli stessi politici né gli stessi elettori.
Mussolini, Berlusconi, Renzi… il terzo “ventennio” in un secolo non ce lo possiamo permettere!
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Robin Hood
Come può una persona onesta volere un Senato di nominati dotati d’immunità con membri pescati dai corrottissimi consigli regionali?
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Horus
Renzi ha restaurato lo stato assolutista pre-rivoluzione francese. Con le sue riforme il premier domina il partito e ne forma le liste elettorali; domina la Camera con un terzo circa dei suffragi; domina l’ordine del giorno dei lavori; domina il Senato; sceglie il capo dello Stato; nomina direttamente 5 membri del Consiglio Superiore della Magistratura e 5 attraverso il Capo dello Stato; nomina o sceglie i capi delle commissioni di garanzia e delle authority; da ultimo presiede il Consiglio dei Ministri. Si è fatto controllore di se stesso. E’ stato superato il principio della divisione dei poteri. In ciò, Renzi batte Mussolini, perché l’espansione dei poteri del Duce incontrava la limitazione data dalla presenza del re a capo dello Stato, tant’è vero che il Re lo fece arrestare nel 1943.
Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente. Per evitare che si conculchi la libertà dei cittadini, il potere legislativo e quello esecutivo non possono mai essere accentrati in un’unica persona od organo costituzionale.
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Stefano1155
Che spettacolo il parlamento itagliano.La banda della Magliana contro quella del Testaccio.
Rispetto al 2014, (senza menzionare i dati economici) riguardo la libertà di stampa, il Belpaese ha perso 24 posizioni arrivando al 73esimo posto, dietro la Moldavia e davanti al Nicaragua. W Renzi, W l’itaglia!
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La classifica della libertà di stampa di Reporter senza Frontiere si basa sull’analisi di 7 indicatori: livello di abusi, pluralismo, indipendenza dei media, autocensura, quadro giuridico, trasparenza e infrastrutture, non lascia scampo, l’Italia perde 24 posti e finisce 73a su 180 paesi, siamo dopo la Moldavia e prima del Nicaragua
Tra le cause: le numerose minacce ricevute da giornalisti da parte di organizzazioni mafiose o pseudo mafiose. Ci sono stati 43 casi di aggressione fisica e 7 casi di attacchi incendiari a case e auto nel corso dei primi 10 mesi del 2014. In Italia a pesare è l’intimidazione della mafia nei confronti dei giornalisti, vittime anche di processi «ingiustificati» per diffamazione, dalle 84 nel 2013 alle 129 nei primi 10 mesi del 2014 e nella maggior parte dei casi le cause sono state fatte da politici.

Renatolli52
Contratti a tempo indeterminato con la possibilità di licenziare !
-Ci vuole la faccia tosta di Renzi nel dire che finalmente i lavoratori non saranno più precari ma lavoratori assunti a tempo indeterminato che potranno essere licenziati in qualsiasi momento al massimo pagandogli qualche stipendio in più di buona uscita !
-Siamo davvero tornati agli anni 50 quando nei luoghi di lavoro o accettavi le condizioni imposte dalle aziende in fatto di salari, salute, ferie ecc o venivi licenziato !
-Il “demansionamento” del lavoro è il massimo: l’azienda può chiamare qualsiasi lavoratore , spostarlo di posto e ridurgli il livello di inquadramento e lo stipendio altrimenti : sei fuori !
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L’Italia batte tutti i record per sfiducia dei cittadini nelle istituzioni

Desmond
Per i corrotti e per le mafie quelle renziane sono “riforme” davvero indispensabili.
Per la democrazia, lo sviluppo, la stabilità dello stato e della società e un ragionevole livello di prosperità del paese, è indispensabile invece sia impedire che vadano in porto tutte le proposte renziane che ancora non sono state realizzate, che cancellare tutte le leggi berlusconiste e le sciagurate e cialtronesche modifiche alla costituzione compiute negli ultimi 16 anni.
Poi sarà indispensabile, insieme a misure severissime ed efficaci contro la corruzione, ripristinare retroattivamente le norme sull’attentato alla costituzione, sospese dal 2006, e con quello assicurare al carcere Renzi e i suoi principali tirapiedi e complici.
Dopo di quello la democrazia sarà ripristinata e si potranno riparare i danni e le devastazioni terribili del berlusconismo e del renzismo.
Ma se il regime renziano riuscirà a portare a termine le sue “riforme” criminali, indispensabili per realizzare gli scopi dell’ultradx eversiva degli anni ’70, la devastazione sarà tale da rendere quasi impossibile tornare ad una democrazia ed a una condizione di accettabile stabilità sociale.
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L’INSOSTENIBILE PESO DELLA RAGIONE
Paolo De Gregorio Verso la fine della propria vita è più facile che si parli a se stessi e agli altri senza dire balle, senza veli, cercando di chiamare le cose col loro nome, senza cortine fumogene che cercano di nascondere le nostre vere convinzioni, i nostri bilanci, la paura della sofferenza e del vuoto che ci si preparano come scenario finale.
Solo le religioni offrono una prospettiva di esistenza oltre la morte, ma per un laico di tutta una vita è difficilissimo affidarsi ad esse con profonda convinzione perché alla fede, come alla laicità, si arriva per percorsi lunghi, storici, fatti di vita vissuta, di traumi, di ricerca, di piccole felicità e di tanti dolori.
Per me la più grande sofferenza è quella di non aver potuto determinare il più piccolo cambiamento sociale inteso in modo ampio, che renda la vita degna di essere vissuta, senza patire fame e malattie e senza essere costretti ad abbandonare la propria terra per andare a fare gli schiavi salariati dove il mercato comanda.
Eppure mai l’umanità ha posseduto tanti mezzi tecnici e sanitari per limitare le nascite, per far lavorare tutti quattro ore al giorno, per diffondere cultura e prevenzione delle malattie, mentre dominano cinici disegni di massimo sfruttamento umano, di disprezzo per l’ambiente, di una politica farmaceutica che indirizza la ricerca per rendere croniche le malattie e non per guarirle, con fatturati da multinazionali del petrolio.
La nostra vita, e spesso la nostra morte, dipendono da questo mostruoso sistema le cui fila sono tirate dall’1% degli abitanti della terra con poteri illimitati che sono dati dal possedere non solo i beni materiali, ma anche banche, mezzi di informazione, mezzi di distribuzione delle merci, medicine, musica, droga, poteri assoluti che nessuna politica è in grado oggi né di limitare e tanto meno di contrastare.
L’ECONOMIA CRIMINALE, contro cui si leva la sola voce di Francesco, è semplicemente contro l’uomo, contro l’ambiente, contro la vita, a favore delle guerre e delle accumulazioni di ricchezze sempre più in mano a pochi.
Con tutta la buona volontà è difficile scorgere in questo scenario una speranza di cambiamento, soprattutto dopo il fallimento del comunismo trasformatosi in spietato capitalismo, dopo aver visto nei secoli la Chiesa, dalle Crociate in poi, abbandonare il principio fondante del “NON UCCIDERE” e governare il potere temporale con la tortura e la pena di morte, e appoggiare colonialismo e schiavismo. Lo stesso Francesco è oggi ferocemente boicottato dalle gerarchie vaticane e per ciò che afferma io sono sicuro che sta rischiando la vita, e non certo per mano islamica.
Dovunque mi giri non vedo altro che trionfare il male, la corruzione, l’ipocrisia, l’egoismo, la violenza, la droga, l’alcolismo, la depressione, la tristezza e la solitudine, la brama famelica di denaro da ottenere ad ogni costo, la cultura diffusa che solo con i soldi puoi comprare tutto.
La sola strada che valga la pena di percorrere mi sembra quella di investire in rapporti umani fino a farli diventare comunità, progetto di vita e di lavoro, dove si coltivi come prezioso l’esatto contrario di quello che vale nella nostra società: la sincerità, la capacità di collaborare, la lealtà, l’onestà, il bene comune, l’orrore per lo sfruttamento di un altro uomo.
Invidio profondamente chi possiede una fede autentica. Costoro possiedono una possente ancora che impedisce loro di andare alla deriva e rimandano ogni azione ed ogni sofferenza a dei significati precisi, trascendenti.
Per un laico vi è solo la “insostenibile leggerezza dell’essere”, la coscienza che questo filo sottile della vita si può spezzare ogni giorno e finire nel NULLA di un insignificante mucchietto di cenere.
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http://masadaweb.org

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