Nuovo Masada

febbraio 8, 2015

MASADA n° 1622 8-2-2015 POESIE DI LOTTE E DI BATTAGLIA

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(Marc Franz)

MASADA n° 1622 8-2-2015 POESIE DI LOTTE E DI BATTAGLIA

Viviana Vivarelli

IO SONO I DEVASTATI MONTI DEL KOSSOVO

Io sono i devastati monti del Kossovo
le faide della Macedonia
io le piane del Tigri e dell’Eufrate
dalle acque contaminate
io il feroce prodotto
delle guerre molto democratiche
che esportano democrazia fatiscente
e inquinano il mondo come cadaveri
io porto nelle vene
l’urlo dell’implacabile Cina
con le sue fabbriche che macinano
e i suoi nuovi schiavi
io la terra devastata
dalla soia transgenica
i deserti avanzanti
le foreste che sanguinano
io le miniere del Sudan
le acque violate, il mare
pervertito
io sono l’arsura, la ferita
il ghiacciaio che si scioglie
in un murato lamento
l’immane schianto delle foreste brasiliane
la purezza delle ere che rotolano
nelle stringhe dell’eterno
io ero l’offerta piena di fiori
lo scrigno della vita
il dono generoso
che vi accolse umani
la bella creazione che ora
agonizza
come la madre lupa
azzannata dai cuccioli folli.


(Gianfranco Comelocchi)

COME UNA DISCARICA

Il mio amore è morto
la mia casa è triste
la mia Patria è tradita
il mio Paese è venduto
una banda di sciacalli banchetta sulla mia Terra
e la distrugge ogni giorno di più
nell’indifferenza degli stolti
e nel tripudio dei vigliacchi
La democrazia è fatta a pezzi e buttata via
la vita della mia gente è fatta a pezzi e buttata via
la mia stessa anima è fatta a pezzi e buttata via
io donna mi sento a pezzi e buttata via
Il Paese più bello del mondo
è una discarica
e il peggio aumenta di giorno in giorno
come una piena di fango e di morte
Invisibile è la Grande Bellezza
là dove volevamo solamente vivere
Quando finirà tutto questo?
Sembra non esserci mai fine al male
Io mi sento sola e disperata
Ho combattuto tutta la vita
per qualcosa di migliore
Ho combattuto e lottato
e ho fatto forza a chi avevo vicino
perché combattesse e lottasse
per il bene di tutti
Ma oggi sono stanca
non posso far altro che continuare
sulla strada di sempre
non ho altra scelta che essere come me o come loro
ed essere come loro non potrei mai
perché è il destino peggiore
Ma oggi sono molto stanca
e vorrei nascondermi in un angolo
senza fare più niente.
.
DISILLUSIONE

In politica, come in amore, è inevitabile la delusione
Ma a ben vedere, essa non è che disillusione
di tifosi di corto raggio
e questa
non incide sul significato del sogno
(perché nessun sogno in sé scema, se è valido)
Quello che cade
è l’eccesso di idealismo che avevamo messo
nel progetto
Non è l’ideale, che resta imperturbabile
ma il nostro infantilismo inappagato
che voleva rapidi successi
come il bambino che vuole essere promosso
prima ancora di avere studiato
o il tifoso che vuole la vittoria
dopo un’ora a inizio di partita
e odia anche i tempi
supplementari
Quello che conta
non è amare l’oggetto
ma vivere l’amore
non è vincere, ma liberare la libertà
La democrazia non è una partita di ultras
o un gioco di bambini dall’attenzione breve
non è una corsa a un, due, tre stella
è una lunga camminata costante
che dura tutta una vita.

CENTOMETRISTI

Non c’è momento più vuoto
di quello in cui la fede più accesa
crolla
per le lungaggini dei tempi
per le ripetizioni dei tiranni
per la brevità della speranza umana
che è sempre un fuoco breve
che si alimenta solo col successo

E’ il cuore dell’uomo un centometrista
ma il potere corre la sua maratona
lunga come il tempo.
e su quella
ha costruito un dominio
interminabile.
…………………

Il Male è irriducibile
è premio a se stesso
discende da una natura malata
che ha la sue preferenze
nella morte e nel disordine
e ci sono tempi
in cui morte e disordine
sembrano avvelenare tutto

Il Potere si pasce di Male
e lo alimenta
Potere e Male si sostengono
a vicenda
come due piante carnivore
nell’insieme più forti
l’uno non può fare
a meno dell’altro
per compiere
la sua distruzione

Il Male è irriducibile
è miracolo cambiarlo
ma noi non siamo santi
e non possiamo sperare
di convertire il Male
perché ogni seme
germina per sua natura
e la natura malvagia
darà la pianta cattiva
che avvelena tutte le altre

Il Male è irriducibile
solo una cosa possiamo fare
crescere nel Bene
far crescere il Bene
allargare quella luce
che è il Bene
per tutti
anche per i malvagi.
..
Chi si nutre solo di odio
odia chi vive di passione
è come il cieco che odia chi vede
come il sordo che odia la musica
come il brutto che odia la bellezza
come il reietto che odia l’amore
come il servo che odia la libertà

Ma la bellezza, la musica, la libertà e l’amore
continueranno ad esistere
malgrado lui
nonostante lui
E il suo odio non potrà mai
possederli
né distruggerli.

(Marco Iacobelli)

TORRI
Voi zittitemi, se vi va
o prostratevi al Potere
ritiratevi nelle torri dorate
o fatevi schiavi come tanti
la prostituzione ormai è di moda
non è più nemmeno sconveniente
io, finché ho voce, grido
la mia voce, ancorché piccola, darà sempre noia al Potere
e io non voglio che il mio paese diventi un mondo di morti
.

GLI UOMINI DIVISI

Le più penose tra tutte le creature

Voi che negate agli altri
il principio primo del sopravvivere
Voi che rinnegate l’essere vostro umano
rinnegando la vita nell’altro essere umano
Voi che avete creato prigioni
da chi fuggiva prigioni
inferni
da chi scappava gli inferni
che avete creato la fame
da chi scappava la fame
che avete dato ingiustizia
a chi cercava giustizia
Voi che non vi siete mai mossi di qui
e pure siete stranieri
alla vostra stessa terra
nemici del vostro stesso paese
pieni di odio coi vostri stessi fratelli
voi migranti della verità, dell’onestà della giustizia
truffatori della fede
portatori di falsi simulacri
avversi dell’uomo che alberga nel vostro cuore
nemici di voi stessi
voi che calpestate la vita ogni mattina
con parole di odio
separazione
sottrazione
emarginazione

voi creature separate
che non si incontrano mai…

voi che avete perso il cuore
pervertendo la testa
e perdendo l’anima
e il legame che vi unisce all’intero mondo.

RIBELLI

Eravamo pieni di ribellione
La ribellione ci usciva dai capelli
Sortiva dalle unghie delle mani stridenti
Ci scalpitava i piedi come un bambino che inizia
Appena a camminare
Desideroso di percorrerle tutte
Le strade del mondo
Di impugnare da eroe
Tutte le splendenti spade della lotta
Ma tutte queste singole ribellioni
Non facevano insieme una rivoluzione
E intanto le rivoluzione vere scoppiavano
Attorno a noi come gragnole
Ci circondavano di fumo, di lapilli
Ci impestavano di notizie che si accavallavano
Ci mordevano e ci incalzavano
Di morti e di feriti reali
Di eroi della strada, di partigiani veri
della prima e dell’ultim’ora
Mentre diventavamo sempre più frementi
Più inutili
Più stretti nella nostra passione ormai lisa
Ma il caldo della prima estate ci smoriva
Prima di un’altra sera
Ci trovava la notte
Insonni e stanchi
A sognare quell’alba lontana

LA STRADA FINISCE

Sono arrivata ad un punto
dove la strada finisce
ho costruito questa strada finora
con tutta la forza del mio cuore
ho lottato, ho gridato, ho sudato
ho passato giorni intensi e notti di veglia
mi sono sentita in grado
di sostenere tutte le battaglie del mondo
ero la lancia, lo scudo, il sole
ma ora la strada finisce
e io sono in una buca nera
prossima all’oceano dello sconforto
e non posso più risalire dove si cammina
alla luce del giorno
dove si uniscono passi onesti ai passi onesti del mondo
intorno a me la nube nera di Fukushima
corrompe tutto
oscura tutto
e il mondo sembra preda di un’oscura follia
le tenebre sono su di noi
sono sotto di noi
sono dentro di noi
e noi non lo sappiamo
non le vediamo
andiamo come ciechi
sull’orlo di un baratro
e nessuno ci aiuta
la piccola luce si spegne
Ci sono tante disgrazie al mondo:
la malattia, la vecchiaia, il tradimento, l’abbandono,
la povertà, la morte
ma la stupidità
è la peggiore di tutte.

.
GUERRA

Irak, Afghanistan Libia, Mali, Kossovo
Ci dicono:
“Non è una guerra;
è un intervento dell’Onu”
“E’ una esportazione
di democrazia”.
Come se una bomba
fosse diversa
per le parole
Come se un morto
fosse meno morto
per le parole.
Un caccia è un caccia
Una bomba non diventa
meno bomba
perché ci scrivi sopra
“Little boy”
o “Enola gay”.
Una depredazione
resta depredazione
un morto resta morto
un orfano orfano
una vedova vedova
un paese distrutto resta distrutto.
Il dolore di chi resta
non conosce
le parole di prammatica
delle cancellerie
internazionali
o dei media assassini.
Le lacrime sono sorde e cieche
all’ipocrisia
e il diritto resta storto
la vita infranta
il mondo distrutto
sotto una sopravveste di parole.

E il potere resta sempre potere
sopra i senza potere.

(David)

EROI

Intensamente abbiamo bisogno di eroi
Eroe è l’uomo che cammina
su una strada ininterrotta
che non si fa fermare
non deflette
non perde di vista lo scopo
non teme la caduta e la sconfitta
non cerca la gloria od il guadagno
Eroe è chi non tentenna né si vende
non somiglia alla marmaglia
non segue mode o costumi
né ha bisogno di plauso o di lode
Non si valuta sul metro del potente
o del magnate
non ha padroni
né fa servi
non sente la paura o la rampogna
parte da se stesso
ma vola oltre il proprio sé
Eroe è chi innalza il suo credo
a coscienza del mondo
Eroe è chi tiene il suo tempo di vita
come un’arma splendente
contro il buio della notte
Chi ha nella propria coscienza
l’unico faro e guida
Chi crede in se stesso e in quello che fa
Che vede i suoi limiti e si muove in quelli
al massimo delle forze
Eroe è chi ci insegna con l’esempio
cosa è il mondo
e mi fa divenire a mia volta
un eroe
per il mondo.

.
ATTENTI ALLA FURIA DEI DEBOLI

Attenti alla furia dei deboli
e alla rabbia degli indifesi
La storia dovrebbe insegnare qualcosa
agli squali e ai perversi
Il male non resta impunito a lungo
di chi ha violato suo fratello
di chi ha gettato in mare
i corpi degli infelici
di chi ha sfruttato l’uomo
per turpi interessi
e ha violentato la verità
e offuscato le coscienze
di chi ha inquinato la protesta
infiltrando rivoltosi
di chi ha comprato politici
e ha creato un mercato perenne
Ogni gesto contro l’umano
crea un’ombra sul mondo
E quando l’ombra diventa terribile
si rivolta come uno tsunami
e travolge ciò che trova
sulla sua strada come una furia cieca
Attenti a chi mente e predica
false teorie agli ignoranti
a chi truffa e inganna
e mette letame alle menti
e veleno nei cuori
a chi semina la zizzania
e l’odio sociale
Attenti che ogni pianta del male
cresce e si fa giungla
e travolge i mietitori
come le piante del grano
La barbarie è più forte di tutto
e distrugge gli stessi barbari
Attenti a chi tollera il male
quando non inciucia con esso
La Vita non perdona
patti di desistenza
o connubi contro natura
Attenti ai malvagi e agli indifferenti
Di pietre d’ignavia
era lastricata la via di Auschwitz
Ma quando la storia si rivolta
macina anche chi girò la testa
e dice: io non sapevo
io non volevo sapere
Più del buio dei malvagi
pesa il silenzio dei vedenti
Quando la furia si scatena
non conosce regole e confini
Le bombe distrussero le case
delle brave massaie tedesche
quelle che approvarono Hitler
anche se non lo uccisero di persona
Quando intrighi col male
quando lo approvi e sostieni
hai le mani macchiate di sangue
come gli stessi assassini.

(Troilus)

.. dove sono finiti i menestrelli?
gli Intelligenti, i Pasquini,
gli arrabbiati e i Soloni?
dov’è il ragazzo delle barricate
il cacciatore di scoop
il costruttore di una nuova certezza
il regista, il cantore
il politico attivo
e non abbarbicato
l’idealista, il poeta?
L’uomo che sogna con le mani
o cerca voli?

..dove siamo finiti noi?
ingannati da questi ipocriti
rinnegati da questi partiti
traditi da questi usurpatori
plagiati da questi mentitori

..chi ci darà la forza sovrumana
di liberarci dall’infame tranello?

..
POLITICI

E dunque quante volte sarà calpestata la pace
quante volte sarà denigrato il popolo
quante volte sarà distrutto il giusto
da quelli che portano bandiere
e sfilano con doppiezza ai cortei
o urlano nelle piazze e nei prati
o votano nei consigli di Stato?
Quante volte assisteremo a questa tragica
parata di questi tragici
portatori di potere,
mai costruttori di bene?
Confusamente sentono il valore
confusamente, dal fondo di una coscienza
non morta
sentono l’afflato popolare, la potenza
benefica di un mondo diverso
le voci che giungono dai confini del mondo
o dai vicoli di Roma
ma il garbuglio dei loro interessi
continua a brusire
e a confondere loro le idee
E intanto gli uomini continuano a morire
e a soffrire, vicini, lontani.
milioni milioni milioni …
in tutte le parti del mondo
milioni milioni milioni…
Quante volte tradiranno la loro causa
prima che canti il gallo?
Una causa che non è non di destra o di sinistra
una causa umana

(Foto di Henry Fair)

RIVOLUZIONE INTERNA

Spezzeremo le nostre barriere interne
pesanti, insidiose
quelle prossime e quelle
remote
degli orrori e dei terrori
bambini

taciteremo le colpe che inibiscono il
piacere
confonderemo le illusioni giovanili
con tetti di realtà più robusti
o più irreali
lasceremo che il giovane e la giovane
giacciano vicini
non più timorosi e sospetti
e accetteremo il leone e la colomba
la fiamma e il gelo
con lo stesso imperscrutabile
senso
del viaggiatore
che ripone in bisaccia lama e pane
per mangiare
per uccidere
per conquistare la sua strada
affacciandosi al bordo ignoto
della sua determinazione cosciente
pronto a sorvolare il grande fiume
che lo circonda.

LA PIAZZA

Al centro del Villaggio c’è la Piazza
Al centro della Piazza c’è il mio Tutto
Viso dipinto, cuore duro o in festa
Lutto, alba, protesta
Al centro della Piazza c’è il Mistero
dell’Uomo solo o in tanti
Con o Contro
Colorato o nero
Albero del mondo
Pino, foresta o cero.

Al centro di quell’Uomo
che sta al centro
della Piazza del Mondo
c’è il Pensiero.

.
SAPPIATE CHE IL POTERE….

Voi potere essere miti, onesti e non bellicosi
Potete sentirvi al sicuro nella vostra integrità morale
nella vostra baldanzosa giovinezza, nella purezza dei pacifici
nel desiderio di seguire i popoli
di criticare i vizi
di essere lontani da essi
e di amare la libertà
e la verità
Quello che non sapete è che il Potere non è mite né onesto
non è integro né pacifico
non è di dx né di sx
Il Potere è un mostro che da sempre si è accordato con mostri
e si è nutrito di atti mostruosi
su cui qualcuno sempre trova il tornaconto
un tornaconto che non è di dx o di sx
ma figlio bastardo di un Potere bastardo
che si spartisce la Vita e ne fa un mercato bastardo
Il Potere può farvi di tutto
È un mostro che si nutre di morte
e cercherà la vostra morte
morte del corpo o dell’anima
Può uccidervi mille volte con la falsificazione dei fatti
o la falsificazione delle idee
o l’annichilimento del pensiero
o l’omologazione dei desideri
Può uccidervi in modo mirato con un proiettile alla testa come morì Carlo
O assassinarvi in modo esplicito come avvenne a Giorgiana
Può puntarvi dopo avervi scelto a tavolino come fu per Lorusso
E dopo può ancora diffamarvi, insultarvi, farvi passare per ciò che non siete
infierire per distruggere anche la memoria
E farlo col concorso bypartisan delle forze in campo
Il che è la cosa più turpe
tacitando i processi
silenziando i testimoni
corrompendo le istituzioni
falsificando la stampa
inciuciando gli opposti
deturpando il vostro ricordo con le infamie dei media
comprando i preti che diranno l’orazione funebre
calpestando ogni fatto
fino al punto che nemmeno i vostri amici vi riconosceranno
e nemmeno i vostri parenti vi rispetteranno
e nemmeno il morto si riconoscerà nel quadro che gli hanno fatto da morto
e avrà paura di se stesso
Il Potere è subdolo
ma voi siete ignari
e credete di vivere in un paese libero
e andate fieri verso la vita
inconsapevoli e spontanei
rischiando senza saperlo
ogni giorno
la morte.

MA I GIOVANI VENNERO

Quando la cultura morì
la libertà
la pace
quando l’amore morì
il legame tra l’uomo e l’uomo
e tra l’uomo e il mondo
la giustizia morì
la compassione morì
la bellezza morì
l’infanzia del mondo morì
il futuro remoto e quello successivo morirono
i figli dei figli dei figli
stavano male e soffrivano
delle colpe dei padri
quando le energie del bene
si fecero pallide esangui
si raccolsero tutte
nell’uccello morente

che perdeva ali bianche come neve

Girò le spalle il borghese
all’angelo che moriva
teso ai suoi interessi
Girò le spalle il prete
Il banchiere
Il politico
Indaffarati
A salvare le loro casse perverse
Girò le spalle
lo stupido l’ignaro il mentitore l’ipocrita
mentre l’uccello bianco del mondo perdeva le sue ali
ad una ad una, sfarinando
e il mondo si giaceva nero e peso e affondava in una melma indicibile
di miseria e dolore

ma i giovani vennero con la loro inesperienza
vennero con i loro tumulti
vennero con le trombette e gli sberleffi
e l’incoscienza
disordinati pazzi selvatici e selvaggi
sbagliati o in ordine, saggi o fanciulleschi
incazzati o ridenti
vennero e vennero e vennero
e non potevano fare a meno di venire
e di fare quello che facevano
contro i seri, i benpensanti, i puritani, i polizieschi
vennero come viene la forza della linfa
che risale l’albero secco
che erompe dal vulcano
che schianta le barriere dell’Oceano
vennero come viene la vita, il futuro, l’amore
vennero perché era il loro tempo di venire
a salvare il mondo.

(Kathy Morton Stam)

DOV’E PIU’ LA RAGIONE?

Dov’è più la ragione?
Dove il coraggio?
Dove la lotta dei forti?
Dove sono finite le grandi idee
che fecero grande la storia?
Dove i cuori che batterono
all’unisono col dolore del mondo?
Dove sono le grandi ideologie?
È Giuda il prototipo vincente
l’opportunista, il vigliacco
il profittatore
Sono di moda i trenta denari
e le lenticchie di Esaù
che vendette la primogenitura
con la leggerezza del debole
Dove sono le idee-forza
che albeggiarono la speranza?
Le albe dei mondi migliori…
Il cristianesimo, il socialismo, il liberalismo…
Tutto è in discarica
Rose e tossici
Bandiere e cambiali
E tutto si macina insieme
In un buio d’inferno.

.
TORNARE ALLE RADICI

Ora possiamo solo
tornare alle radici,
visto che i principi li dimenticammo.
Ma esse non sono solo
nei padri della patria
della democrazia
del socialismo
del liberalismo
delle chiese
o delle ideologie
Sono vivide ancora sotto terra
nello scuro calore della piazza
sono immerse profonde dentro l’anima
ed è l’anima che torneremo a scavare
coi polpastrelli, coi gomiti, coi denti
Le radici nascono e rinascono
perché fanno parte della vita
le radici non hanno bisogno di capi
di testi, di leggi, di bandiere
perché sono esse la spinta suprema
sono l’uomo dentro l’uomo
e, come i liberi, nascono eterne.

UTOPIA E’ MORTA?

Ma quale Utopia?
Quella che confidava in quello,
in quell’altro?
Quella che sperava nella gente
gloriosa? Nelle bandiere a festa?
Non sapeva, forse,
Utopia,
di essere sola con se stessa,
sola in una folla ostile
senza compagni, cori, ovazioni, consensi?
Non sapeva
di dover rinascere, a fatica,
ogni mattina?
Pesantemente
Testardamente.
Contro.
Rinascere come morire, per non morire
come l’ultima disfatta.
Povera la mia Utopia bambina, che crede ancora nei miti, nelle favole,
nelle storie a lieto fine, nelle vittorie dei vinti, nei capi e nei simboli che sono o che
saranno.…
nelle sorti umane e progressive
e nei padroni compagni!
Mentre c’è solo questa mattina opaca,
uggiosa e marcescente
e Utopia scolora nei fumi della famosa
civiltà industriale, nei puzzi degli scarichi, negli umidori sudaticci
di un’umanità piegata
prima di sorgere,
quei fumi del mattino presto, quando vai al lavoro e sei stanco,
prima di cominciare
quei fumi che già c’erano all’era della clava
e scolorava la vita nella melma
quotidiana
come adesso
.. inutile cercarla la mattina presto quell’Utopia
mentre vai al lavoro
e non ti brucia la sconfitta
ma ti senti
di colpo solo in un paese
a te straniero.

PER RACHEL CORRIE
giovane volontaria americana uccisa dalle milizie israeliane mentre cercava di impedire la distruzione da parte di un bulldozer di una casa palestinese

Non fermarti qui. Non sto dormendo
Non mi compiangere. Non sono morta
Non guardare la mia foto con tristezza
Io sono radiosa
Ognuno appartiene a una catena di vite
che si allunga nell’universo
La mia è bellissima
perché fa parte dell’arco che tiene l’universo
E anche se morissi mille morti
tutte le rifarei con gioia
Nella mia vita
nella mia morte
ci sei anche tu
ci siete tutti voi
Pensami che sorrido
e vivimi nel tuo sorriso
Non sono venuta qui
perché si piangesse
su di me
ma perché si lottasse
per i vinti
Essi sono la luce del mondo
i miti, i deboli, gli inermi, i violentati
i perseguitati, gli ingannati, gli sfruttati,
i dimenticati
Essi sono il grano che deve fiorire
il cielo che deve albeggiare
il mondo che deve rinascere
Noi siamo il sacrificio di un mondo ricco e senz’anima
che in noi deve trovare la sua
redenzione.
Non piangere per me, piangi per loro
perché non sanno quello che fanno
e lotta tutte le lotte
e vivi tutte le battaglie
perché nella tua lotta
c’è il seme
del mondo.
La mia non è stata una morte
ma una resurrezione.

(John Martin)

APOCALISSE

…. E il cielo e la terra
E il nostro dolore eterno
E le nostre mani nude
il cuore in tormento
E la prevaricazione
che sale
come un enorme fumo nero
il potere dei seggi, dei sogli
delle ambizioni smisurate
degli uomini che si innalzano
sulla Terra, come dei
uccidendo ogni forma di divino
giganti d’argilla
che pongono il loro potere
sulla vigliaccheria umana
sull’adorazione che ogni verme
strisciante ha per il potere
che sta in alto
come potesse innalzargli l’anima
mentre la perde
Il fumo smisurata
dove consumiamo la nostra rovina
in nome della famiglia, della patria, della religione, di dio, del mercato, del denaro
di tutti i feticci che fanno meno l’uomo
quando sono invocati
contro di lui
la rovina della vendetta, del sangue
dell’io che si mette sopra il tu
sopra il noi
sopra ogni sopra
come una montagna di morti
che non finisce mai
cadaveri paludati, incensati, togati, ermellinati,
cadaveri che esalano puzzo di morte
cadaveri che condannano la vita
la dolce vita
stritolata nelle loro mani

Sia data all’uomo la vita sulla Terra
Sia dato un confine alla sua avidità di potere
Dategli una misura su cui dominare
E sia quella della sua tomba!

PER ENZO BALDONI
giornalista italiano ucciso dall’esercito dell’Islam

Sta’ quieto, uomo
Sta’ nel tuo angolo
e ubbidisci ai comandi
che ti danno
ascolta
le notizie che ti dicono
credi
le verità che ti hanno scelto
Il mondo è la cosa quadrata
messa in piedi
non da te
come seggio
non per te
Non scalare
il mistero
Non aprire
le porte
chiuse
Non voler
sapere
e far sapere
La massima colpa è la verità
Il più grande reato la ricerca
delle cose che sono
per come sono
Sta quieto, uomo
o la tua curiosità umana
sarà punita
e copriranno di polvere
la tua vita.
..
E CI DIRANNO
………..
e ci diranno che sono tornati
Enzo Baldoni, Margaret Hassan,
Rachel Corrie, de Mello, Arrigoni…
li vedremo arrivare di lontano
sorridenti
e dietro avranno i marines,
gli imam, i poveri cristi e i poveri islamici,
gli iracheni della guardia,
i pretoriani di Saddham, i carcerieri
di Abu Graib e le loro vittime,
i mercenari di Gheddafi,
i torturatori americani,
i ragazzini di Rafah, i sacerdoti
della chiesa della liberazione,
i sen terra, le vittime delle corporazioni,
le donne in burka bombardate
nelle loro povere case, i combattenti
inglesi, iracheni, i giovani ebrei
che ballavano nella discoteca,
i kamikaze palestinesi, i bambini dell’autobus,
la famiglia al posto di blocco,
Quattrocchi con Annalena Tonelli,
il morto nelle miniere cinesi
insieme all’anarchico attentatore,
tutti insieme per mano
li vedremo arrivare sorridenti
e saranno come nuovi
con occhi nuovi
e cuore nuovo
e così uguali finalmente
e saranno amici come l’uomo
è amico all’uomo
come l’uomo non è mai stato
amico a se stesso
torneranno per spiegarci
la differenza tra il bene il male
ma come si fa coi bambini
senza sgridarci troppo
piano piano con amore
con infinita dolcezza
sorridente
ci insegneranno quello che
non avevamo capito
e ci aiuteranno a fare meglio quello che
non abbiamo ancora fatto.

(Mary Anthony)

GRANDI DI FUTURO

Grandi di futuro,
uomini e donne,
ma inconsapevoli
del mondo nuovo in noi
gravidi di futuro
Non facciamo abortire la Terra
che aspetta paziente, stremata
appesi al crepuscolo
di questo domani
che non muore
né risorge
tra due ere
di cui una fosca rosseggia
dei roghi di una civiltà morente
e l’altra non nata
è nel tremolare profondo
come la speranza di luce
nell’abisso
quando più densa è la tenebra
al mattino.

ANCORA UNA PASQUA

La pioggia gentilmente ci bagna
continua lenta sulla terra
affaticata
come una richiesta dolente
Il freddo ci riporta al calore
delle case
a un punto chinato sul cuore
Sono tutti spiegazzati i fiori
del ciliegio
e l’erba è più sottile
ma verde ancora
E fuori tuonano
i pregiudizi impazziti
le lotte insistenti del potere
come un rombo sordo lontano
Il mondo sgretolato
lancia urla afone
che sanno di muffa e di vecchie
sconcezze, di belletti spastici, di bugie
di un passato murato
in una coalizione sghemba
Non sono venute le viole
quest’anno
hanno bisogno che asciughiamo
le lacrime
che scaldiamo la terra dietro il muro
e ci riprendiamo
ancora una volta
per mano.

(Riccardo Salvatore)

L’ALBA BOREALE
………………………….
nello sfacelo universale
mentre piovono cannoni
e la pioggia trincera
nelle strade buie di Bologna
l’amore fiorisce di nuovo
e si leva dai vicoli
bianco di ali bianche
che portano il sole

Nella città di pioggia nera
quest’alba boreale
che allumina di lontano
mi emoziona come ogni volta
di una nascita mai vista

gioia a te, ragazza,
gioia a te, ragazzo
sulle macerie del mondo
voi create il nuovo mondo
siate gentili l’un l’altro
siate fedeli l’un l’altro
Nel vostro rispetto
ricomincerà a sperare la Terra.
.
http://masadaweb.org

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