Nuovo Masada

gennaio 24, 2015

MASADA n° 1615 23 -1-2015 IL PAESE DOVE TUTTI I GATTI SONO GRIGI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:06 am

MASADA n° 1615 23 -1-2015 IL PAESE DOVE TUTTI I GATTI SONO GRIGI

Gasparri che va a trans – Moderati e Terroristi – Truffe nelle primarie del Pd in Liguria – Cofferati sbatte la porta e se ne va – Satira- Tornano le guerre di religione – Ipocriti che ballano alla sfilata di Parigi – Anche le agenzie di rating ammettono che uscire dall’euro è una opportunità – Chi sceglierà il prossimo Presidente della Repubblica – I benefit di Napolitano – La giustizia non tocchi i colletti bianchi! – Resta impunito l’autoriciclaggio – Guerre intestine nel Pd- Lo Stato paga i debiti della bancarotta fraudolenta di Renzi padre – Gli errori tragici di Draghi: piano di acquisti per 1160 mld di bond da parte della Bce- Multa di un miliardo di dollari a Standard & Poor’s

C’è una barzelletta di qualche anno fa che aveva per protagonisti tre politici famosi.
Saddam Hussein va da Dio e chiede: “Come sarà l’Iraq tra 5 anni””. Dio risponde: “Distrutto dalle bombe americane” e Saddam piange disperato. Anche Bush va da Dio e chiede: “Come saranno gli Stati Uniti tra 5 anni?”. E Dio: “Distrutto dagli attentati islamici” e Bush piange disperato. Infine va da Dio Berlusconi e chiede: “Come sarà l’Italia tra cinque anni”. E Dio piange disperato.
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MICHELE SERRA
«Gli analisti politici si rivolgono quasi tutti la stessa domanda: “E’ possibile che gli elettori del Pd debbano scegliere tra la rendita di posizione di vecchi satrapi incanutiti che hanno cominciato a fare politica con Turati e la Kuliscioff e non ne hanno mai indovinata una; e giovani avventurieri furbastri che quando vedono un operaio lo fotografano come ai safari in Botswana e pur di far carriera sarebbero disposti a chiedere il voto anche alla vedova Kappler?”. La risposta, sempre secondo gli analisti politici, è: “Sì, è possibile”.
(A questo punto però giova ricordare che Serra è lo stesso che è saltato subito sul carro renziano. Sembra che ormai questo sia lo sport preferito degli Italiani. Se lo mettono alle Olimpiadi, ci vinciamo il medagliere d’oro).
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Monty: “Non so voi ma io sto dalla parte di quelli che sono cresciuti nelle sezioni, hanno attaccato i manifesti, si son prese le botte davanti alle fabbriche. Se poi si sono incanutiti o se tra loro c’erano degli emeriti stronzi, va nel conto del tempo e della coscienza individuale. Non voterei per i giovani-vecchi che sono ai piedi di uno che è stato scolarizzato da Verdini, su testi di Gelli e ordini di un satrapo debosciato”.

Maurizio Candido
Strano concetto di Renzi sulla partecipazione: “Se non mi dite sì, vi state chiamando fuori”.
(Insomma libertà di idee, purché siano le sue).
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Vauro
Renzi sequestrato.
Trattativa con i sequestratori,
che dicono: «Va bene, va bene, ve lo consegniamo anche con uno sconto, però diteci come si fa a spegnere sto coso».

TRUFFE NELLE PRIMARIE IN LIGURIA
Tredici seggi sotto inchiesta per aver portato al voto stranieri senza la cittadinanza italiana. La Paito votata dagli scajolani.

Ante volat
Primarie PD in Liguria : Cofferati denuncia brogli. Avvistati ai seggi persino elettori di sinistra.
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San.Gancillo
Paita: “Vi assicuro che saranno anni rock”. Speriamo di non fare la fine di Jimi Hendrix.
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Rocco Gazzaneo
Paita: “In Liguria saranno anni rock”. Dopo anni di surf…
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Camataru
Primarie Pd in Liguria, altissima presenza ai seggi di cinesi e nordafricani. I classici lavori che gli italiani non vogliono più fare.
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Viviana
Renzi dice che le primarie vuol farle direttamente a Lampedusa.
Dal produttore al consumatore.
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E’ la famosa democrazia alla Renzi.
Praticamente un involtino cinese.
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Primarie.. primarie..
…ma fare un gratta e vinci?
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Raccolta di firme tra i Liguri: “Alle prossime primarie vogliamo il polpo sensitivo!”
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Ora per frenare le inondazioni metteranno tanti cinesini a far diga.
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Primarie al veleno
…e pensare che dovevano essere al pesto!
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Ora, conoscendo la proverbiale tirchieria dei Liguri…
Ma come? Loro pagano due euro e ai cinesi gliene danno 5? Insomma coi soldi di due piddini normali si comprano due cinesi e mezzo!
Pazienza il dissesto idrogeologico, due alluvioni disastrose l’anno e un ventennale governo di merda, ma questa come gliela fanno passare?
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I 5stelle si litigavano sugli scontrini.
Ma questi hanno tenuto le ricevute?
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Siamo passati dalla democrazia della pompetta alla democrazia della mazzetta.
Visto che i 5stelle non si lasciavano scoutizzare, hanno scoutizzato i Cinesi??
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Pirata 21
Cofferati:«Inaccettabile il silenzio del partito». Sì, ma non lasciarci così! Quale Partito?!

Giorgio N
Spiegateci una cosa
Uno come Renzi che prima dice: “L’intesa sul PDR si fa con tutti”
e poi annuncia che il nome che avrà deciso (chi? solo lui?) lo comunicherà il giorno prima dell’inizio delle elezioni, se non addirittura la mattina stessa;
Quindi aggiunge: “Se qualcuno si chiama fuori faremo senza di lui”…
Ma questo è il profilo di uno che soffre di seri disturbi di personalità!
Ora, siccome il confine tra estro genialoide e follia è molto labile e non potendo dimostrare con certezza la seconda fattispecie (pur essendone personalmente e professionalmente fermamente convinto!), credo che ogni affermazione sia studiata a tavolino e serva a creare quel terreno fangoso, quell’aria torbida, quell’atmosfera dove tutti i gatti sono grigi e quindi ogni scelta avrà alla fine una sua giustificazione.
Anche dire: “Se falliremo è colpa nostra” fa parte di quella cortina fumogena.
Ma la domanda è: perché chi fa informazione non esercita il suo mestiere mettendo in evidenza le enormi contraddizioni che sussistono in merito alle dichiarazioni del premier? Ormai usiamo un linguaggio orwelliano che ci ha distrutto ogni capacità neuronale.

GASPARRI CHE VA A TRANS
Viviana
Il moralista Gasparri che va a trans è ormai l’emblema di questa cricca schizofrenica.
I paradossi sono la norma e non riguardano solo la doppia morale di un Gasparri qualsiasi, che moralmente è sempre stato ai gradini più bassi della scala umana.
Il Pd si configura come un partito che usa solo metodi delinquenziali per trattenere un potere che ormai gli sfugge (3 milioni e mezzo di elettori persi alle politiche, crollo delle tessere, truffe elettorali, costante discredito tra gli elettori, chiusura dell’Unità e crisi di Europa, perdita di tutte le radici storiche, ideologiche e sociali, inciucio permanente con la dx delinquenziale e massonica di B, coinvolgimento con una cupola mafiosa a Roma, denunce a raffica ai piddini negli enti locali sostegno alle peggiori leggi mai viste in parlamento, leggi fatte a favori di ricchi e banche e contro i poveri e i lavoratori). Non si capisce più cosa sia più questo essere geneticamente modificato che si chiama Pd, ma certo è un Frankestein.
Gli ultimi troll che sui blog tentano disperatamente di negare l’evidenza di una cricca ormai senza etica e piegata a votare ogni nefandezza con quelli che dovrebbero essere i suoi nemici ideologici e morali dà l’idea di una voragine ormai senza fine dove affoga ogni credibilità e onore.
E’ gravissimo vedere un Pd ripiegato a Genova su un candidato fallito e decotto come Cofferati che a Bologna ha fatto solo del male al punto da essere impresentabile, e su una candidata ridicola e indecente come la Faito, responsabile come assistente al territorio assieme a un inetto come Burlando di quel dissesto idrogeologico che sta distruggendo la Liguria. E che i voti a questi due vengano addirittura dagli scajolani è ancora più grottesco.
Ma che partito è uno che si fa votare dai suoi nemici per sopravvivere?
E che leggi sono quelle imposte ad imperium da un Renzi che ha per consigliori:
-Verdini, indagato dalla Procura di Firenze per concorso in corruzione su appalti a Firenze e a La Maddalena, indagato dalla Procura di Roma per la cupola detta P3 , che avrebbe gestito appalti pubblici in maniera illecita, indagato dalla Procura di Roma di aver esercitato forzature sui giudici della Consulta e favorire il Lodo Alfano e per aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale ‘Per la Lombardia’ collegata al candidato di cdx alle elezioni regionali del 2010 per Formigoni e aver favorito la nomina a Presidente della Corte d’Appello di Milano del pm Alfonso Marra, rinviato a giudizio per corruzione, indagato con l’accuso di tentato abuso d’ufficio su 4 appalti del terremoto de L’Aquila, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla P4, indagato per truffa allo Stato con la sua banca Credito cooperativo, e per concorso in corruzione per la scuola Marescialli di Firenze, e per bancarotta fraudolenta nel fallimento della Società Toscana Edizioni-
-L’altro consigliori di Renzi è Michael Ledeen, mente strategica della Guerra Fredda di Reagan, ideologo degli squadroni della morte in Nicaragua, consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione, una delle intelligenze nella guerra al terrore promossa da Bush, teorico della guerra all’Iraq e della potenziale guerra all’Iran, uno dei consulenti del ministero degli Esteri israeliano. Che ci è andato a fare uno così da Renzi?
Prima i soldi e gli indottrinamenti di Verdini, poi i contatti con questo ambiguo personaggio. Ma a chi ubbidisce Renzi? Di chi è l’uomo di paglia?

MODERATI E TERRORISTI
Viviana
E poiché il linguaggio è pensiero e il pensiero definisce l’essere umano, il danno che questi media e questi politicanti hanno fatto alla capacità di pensare e dunque di essere degli Italiani è incommensurabile.
Moderato è chi abolisce l’articolo 18 e azzera lo stato sociale o depenalizza la frode fiscale e il falso in bilancio.
Estremista è chi sogna la democrazia diretta, vuol chiudere la stagione dello strapotere partitico e lotta per restaurare la sovranità popolare.
Moderato è chi spende 45 miliardi in armi e decide di rientrare in guerra in agosto senza il voto parlamentare.
Estremista è chi è pacifista e cerca strade per limitare le guerre e le aggressioni vicendevoli cercando vie diverse di contatti dagli scontri armati.
Moderato è chi decide di metterci sotto il torchio di una cricca bancaria travestita da Europa.
Estremista chi rivendica autonomia e indipendenza da qualsiasi banda finanziaria.
Moderato è chi protegge un gruppo di potere mafioso delinquenziale salvandolo da qualunque responsabilità penale e politica.
Estremista è chi riconosce sovranità solo nel popolo e dà al popolo il diritto di espellere le male piante e di porre limiti tassativi al potere.
Moderato è chi straripa dai poteri che la Costituzione gli ha dato e tenta di scempiare la Costituzione stessa.
Estremista è chi sale sul tetto per salvare i principi ineliminabili e universali della Costituzione per salvare con essa la dignità e il rispetto dei cittadini.

La crisi de coscienza” (Trilussa)

La crisi de coscenza pò succede
da un dubbio che te rode internamente:
come ridà la fede a un miscredente,
pò rilevalla a quello che ce crede.
In politica è uguale. Quanta gente,
che ciaveva un principio in bona fede,
s’accorge piano piano che je cede
e je viè fora tutto differente?
Te ricordi de Checco er communista
che voleva ammazzà de prepotenza
tutta la borghesia capitalista?
Invece, mò, la pensa a l’incontrario:
e doppo quarche crisi de coscenza
s’è comprato un villino a Monte Mario
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Viviana
Liberi elettori sempre più rari nel servo stato di Bananas.
Pd paga 80 euro gli elettori per indurli a votare.
Pd imbarca pullman di vecchietti e cinesi per portarli a votare.
Pd mette troll al libro paga sui blog per indurre a votare.
Fi per tenersi a galla imbarca pure lei elettori propri sui pullman del Pd per tenere a galla il Pd che tiene a galla Fi. E’ la legge del domino, tu reggi me che io reggo te insieme ci facciamo un fracco di affari, alla faccia del popolo asino e bue. Già in 15 giorni le azioni di Mediaset si sono arricchite di 500 milioni. Non c’è miglior incentivo agli affari che qualche Patto del Nazareno.
Già in Piemonte la Lega portava in macchina i vecchietti a votare e si sono viste le truffe di Cota. Se la Lega non si mette a imbarcare anche lei pullman di immigrati, vecchietti, scajolani, gente pagata 80 euro al mese e troll a libro paga sui blog, qua finisce a schifìo.

Antonio Carano
Cofferati lascia il PD. Per far vedere che è di sinistra.
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Viviana
L’avesse fatto vedere quando era sindaco di Bologna, sarebbe stato meglio.
Ormai si è condannato. Non lo compra più né chi gli crede né chi lo ha provato e non gli crede più.
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Renzi ha rottamato la democrazia
ha rottamato la Costituzione
ha rottamato la divisione dei poteri
ha rottamato la sovranità popolare
ha rottamato il Parlamento
ha rottamato il Pd
ha rottamato l’Unità
ha rottamato la giustizia
ha rottamato il fisco
ha rottamato lo stato sociale
Gli importa un fico secco se Cofferati si rottama da solo!
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Notturno concertante
Cofferati: “Renzi approva le primarie inquinate dai fascisti”.
Il partito a vocazione delinquenziale maggioritaria.

Viviana
La triste decadenza di un partito
Quando si chiama PCI si faceva pagare dai russi
Ora che si chiama Pd è lui a pagare i cinesi
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Gente comprata dalla mafia, gente comprata dalla camorra, gente comprata dalla criminalità comune, gente comprata dai partiti, gente comprata persino per le primarie, gente comprata per le tessere elettorali, gente scoutizzata in Parlamento, gente comprata per scrivere sui blog contro Grillo…Gli stessi parlamentari e ministri e capo del governo a libro paga di qualcuno. E’ il mercato, bellezza!
Ma che bel mercato, Madama Dorè!

Ascanio Celestini e Hebdo
Luz parla della copertina che ha disegnato. Dice di aver pianto mentre la componeva e poi piange di nuovo alla conferenza stampa. Mi sono venuti in mente quei commentatori e quei politici che sminuiscono la satira che li deride dicendo “a me non fa ridere”. E infatti non serve a far ridere una vignetta di Wolinski o di Vauro come non faceva ridere la Modesta Proposta di Swift.
Un certo modo di utilizzare la satira nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nella pittura… (da Beckett a Buñuel, da Kafka a Dalì…) risiede nella capacità di rivoltare il tavolo attorno al quale siedono giocatori di carte apparentemente pacifici e mostrare che sotto sono appuntati i coltelli. La genialità di vestire il re con abiti invisibili per mostrarlo nudo al popolo. E anche la forza di porsi dalla parte dei deboli. Non per denunciare soprusi, perché le inchieste sono compito dei giornalisti. Le denunce non si fanno in letteratura, ma in questura. E le condanne sono roba per i giudici.
Attraverso la satira si mostra uno sguardo rovesciato sul mondo e sul linguaggio attraverso il quale cerchiamo di dirlo. La scrittura si serve dello sguardo satirico per dire che l’essere umano è debole e per stare dalla parte degli umani bisogna scegliere la debolezza, bisogna ridere rovesciando le barzellette. I forti sono quelli che uccidono. Loro (con il Kalashnikov o con i bombardamenti chirurgici) sono disumani. Noi siamo umani, perciò disarmati. La nostra satira è una barzelletta rovesciata. Ridiamo del fantasma formaggino, ma non siamo Pierino.
Siamo il fantasma spalmato sul panino.

TORNANO LE GUERRE DI RELIGIONE
Paolo De Gregorio

Scomparse le ideologie del ‘900, soprattutto per il fallimento del comunismo da cui ci si aspettava nascessero uomini nuovi da un sistema sociale più giusto, oggi è in crisi anche il modello capitalista delle multinazionali, delle banche, della globalizzazione. Questo ha portato un paese come l’Italia ad avere il 44% di giovani senza lavoro, l’invasione di nuovi schiavi che fanno la felicità di tanti imprenditori che usano il lavoro nero, la svendita dei nostri marchi più famosi, la delocalizzazione all’estero di migliaia di imprese italiane nella perenne ricerca non del bene comune, ma di pagare meno manodopera e tasse.
Lo scontro tra sistemi economici diversi, culminato in un pericolo di guerra atomica USA-URSS, per il blocco navale di Cuba del 1962, finì con il dissolvimento del modo di produzione socialista a favore della concorrenza globale, del mercato, le contrapposizioni ideologiche furono messe da parte, gli arsenali atomici dimezzati e per qualche anno, dopo la caduta del muro di Berlino, si pensò ad una pace duratura.
Sembra però che gli uomini non sappiano vivere senza crearsi un nemico, magari per giustificare le enormi ed assurde spese militari, perché non è stato spento il desiderio, quasi sempre dei più forti militarmente, di vivere meglio e a spese degli altri, soprattutto cercando di rubargli materie prime, sfruttandoli attraverso prestiti bancari, impadronendosi, corrompendo le classe dirigenti, di concessioni di sfruttamento minerarie, boschive, di pesca, di controlli commerciali, di imposizione della propria moneta (dollaro) come mezzo di pagamento.
Per coprire tutte queste porcate, visto che la scusa di combattere il comunismo è evaporata, bisogna inventarsene un’altra: la lotta contro il terrorismo. Ma non un terrorismo qualunque, un terrorismo di matrice religiosa, islamica, capace di unire tutto l’Occidente in una guerra di religione che, come si sa, sono guerre più durature e feroci delle guerre economiche.
Il sogno dei guerrafondai atlantici era, ed è stato esaudito, quello di essere colpiti proditoriamente da qualche cellula terrorista, magari finanziata dall’Arabia Saudita (grande amica degli USA), per creare così le condizioni di una guerra permanente, di scontro tra civiltà. Una guerra tra religioni che sostituisca lo scontro ideologico del ‘900 capitalismo-comunismo.
L’episodio Charlie Hebdo si colloca dentro questo percorso e credo
che sia profondamente sbagliato puntare sull’amplificazione della islamofobia già diffusa in Occidente, perché le religioni meno sono pubblicizzate meglio è.

Gianfryb
Come si fa a voltare davvero pagina? Bastano Bellissime parole, fotografie, intenzioni e tanta commozione? Ma “l’oceano pacifico” di cui si tratta perché in testa mostrava tra gli altri squali che hanno massacrato civili a migliaia e bambini a centinaia tutti rinchiusi da un muro altro 8 metri in un territorio occupato da mezzo secolo dall’esercito di uno stato confessionale? Chi le fa le vignette per costoro?
E quelli in prima fila che hanno arrestato e condannano giornalisti a dozzine al loro paese, che cosa mai avranno da insegnare in fatto di libertà? E quanto ci avranno da guadagnare quei massimi fabbricanti e venditori d’armi del pianeta che si tenevano per mano in nome di una non precisata tolleranza?

IPOCRITI CHE BRILLANO ALLA SFILATA DI PARIGI
PEPE ESCOBAR
sputniknews.com

La marcia unitaria di Parigi, a cui hanno partecipato oltre 40 capi di stato di tutto il mondo, ha messo in luce il “doppio standard” dell’approccio occidentale al problema dalla libertà di parola e della guerra al terrorismo.
Che parata senza precedenti di ipocrisia politica. La vista del generale Hollande, conquistatore del Mali; di David Cameron d’Arabia; di Angela “lasciate morire gli ucraini dell’est” Merkel; di Ahmed “Assad se ne deve andare” Davutoglu; anche quella di re Sarko Primo, liberatore della Libia; per non menzionare Bibi “soluzione finale” Netanyahu, tutti che marciano per la “libertà”, la “libertà di parola” e la “civiltà” contro la barbarie, per le strade di Parigi, avrebbe fatto nascondere dal disgusto qualunque paladino della tradizione intellettuale occidentale, da Diogene a Voltaire, da Nietzsche a Karl Kraus.
Visto dall’Asia, questo sequestro politico è sembrato ancora più grottesco. Non fa quindi meraviglia che in tutta l’Asia sud-occidentale, patria dei social network arabi, sia diventato virale un mixaggio particolare: la “marcia per l’unità” di Parigi accoppiata con Hitler e i nazisti che vanno in parata con la torre Eiffel sullo sfondo. Ecco ridotto ai minimi termini tutto il dibattito sulla “libertà di espressione”. Potrebbe una cosa del genere avere l’onore della prima pagina su un giornale occidentale, magari anche satirico?
Uno dei più grandi trucchi che le “elites” alla guida della civiltà occidentale hanno escogitato è stato il mito della “libertà di parola”, che fa il paio con il mito del “libero mercato”. “Libero”, certo, ma solo fin dove lo permettono i signori dell’universo. Ogni discorso (geopolitico o di economia) che vada contro i gruppi di potere atlanticisti, che esponga doppi o tripli standard di comportamento, e parli in modo dettagliato di cose veramente serie, dai crimini finanziari a quelli di guerra, soprattutto del terrorismo sponsorizzato dall’occidente, viene bloccato senza pietà.
Così, sparlare di tutto quanto l’Islam, compresi 1,6 miliardi di mussulmani, è accettabile, o almeno tollerato. Denunciare però il sionismo è “antisemitismo”. “Libertà di stampa”? La Press TV iraniana è esclusa da tutti i territori controllati dagli Atlanticisti. RT è continuamente presa in giro come grancassa di un dittatura del “male”. Questi “leaders” potrebbero sfilare nel Donbass o a Damasco in difesa della “libertà di parola”? Scordatevelo.
I “nostri” bastardi della NATO
Probabilmente la ciliegina sulla torta avvelenata è stato il “sostegno “ alla Francia offerto da quella Casa Saud, che ha appena terminato la prima serie (50 su 1000 frustate) di flagellazioni pubbliche del blogger incarcerato Raif Badawi. Il suo crimine: un sito web a sostegno della oh, così preziosa “libertà di parola”, ma in Arabia Saudita.
Oh – piangono all’unisono le illuminate orde – ma quelli fanno parte di un “regno conservatore”! Sono sicuramente degli alleati chiave dell’occidente – sia per tutto il petrolio che hanno, sia perché sono un mercato favoloso per i nostri giocattoli da guerra. Sono i “nostri” bastardi, Si, certo a loro si può permettere tutto.
La differenza è che adesso i signori dell’universo non possono più fregare così facilmente la stragrande maggioranza del sud globale, che ha ormai capito come non ci sia nessuma sostanziale differenza fra Casa Saud, la miriade di varianti di Al-Kaida e l’IS/ISIS/Daesh, Il fasullo Califfato che ora comanda in “Siria”.
La radice di tutto l’inferno jaidista è fondamentalmente il Waabismo medioevale e la sua primitiva ed intollerante interpretazione dell’Islam. Con tutto ciò non si può neanche incominciare a discutere di questo fenomeno sui mezzi di comunicazione ufficiali dell’occidente. Nessuna “libertà di parola” qui. La Casa Saud e i vari plutocrati assortiti del Golfo Persico sono i “nostri” bastardi. Stanno anche aiutando la coalizione dei volenterosi guidata dall’Impero del Caos a combattere il Daesh!
Anche gli intellettuali francesi che cercavano di dare un qualche senso allo jaidismo, come Oliver Roy, si interrogano sui “legami fra l’Islam e la violenza”. Domanda sbagliata: la questione non riguarda l’Islam, ma l’ideologia/proselitismo di stampo religioso esportata dai sauditi.
Internamente, la società francese non è “minacciata” da una presenza mussulmana, è invece seriamente minacciata da una islamofobia esacerbata. Il problema principale è che la Francia non sa come integrare la sua popolazione mussulmana, cosa che rende possibile quella che il sociologo Farhad Khosrokhavar chiama “casa dei terroristi”. Questi terroristi “made in France” cominciano come ladruncoli da strapazzo, sono de-islamizzati e poi re-islamizzati dagli imam di quartiere e soprattutto dalla devastazione portata nei territori islamici dall’Impero del Caos e dalla NATO.
La NATO, che include la Francia, ha fatto di tutto, dal bombardare civili (Libia) al finanziare/armare/”sostenere” i cosiddetti “ribelli moderati” in Siria. E non va molto meglio sul fronte della libertà di parola. Secondo il tribunale di Brussels, almeno 404 giornalisti sono stati uccisi dall’invasione/occupazione americana dell’Iraq del 2003, di loro 374 erano iracheni. Per questi non si può certo dire che abbia portato il lutto tutta la banda degli atlanticisti amanti della libertà. Lutto che non c’è stato neppure per il milione e oltre civili iracheni decimati dall’Impero del Caos in oltre tre decadi di furia imperiale. Per non parlare dei 200.000 siriani vittime della guerra di “Assad se ne deve andare”.
Dov’è il nostro Patriot Act?
Sul fronte dell’antiterrorismo, tutto il bailamme post-Charlie è un regalo che continuerà a dare frutti in modalità “guerra alla terra”. Tutti i presunti colpevoli sono convenientemente morti, così le probabilità di ricostruire la vera storia sono praticamente zero. Potrebbe essere stata Al-Kaida nella penisola araba (AQAP), ci potrebbe essere stata una divisione del lavoro fra l’AQAP e l’IS/ISIS/Daesh, potrebbe essere stato un commando di jaidisti che hanno agito come professionisti fino a quando, come ha ammesso il ministro degli interni francese Bernard Cazeneuve, hanno commesso l’ “errore fatale”, ma guarda un po’, di lasciare una carta di identità nella loro Citroen abbandonata dopo la fuga.
Il Ministero della Paura ha diramato comunicato globale riguardo “la continua minaccia di azioni terroristiche e violenze contro cittadini e interessi americani in tutto il mondo”. Ci sarà un summit sulla “sicurezza” alla Casa Bianca il 18 febbraio, anche se il ministro degli interni francese insiste che l’Europa ha bisogno di uno “scambio di informazioni” su quelli che ritornano dal “Siriaq”.
Non è venuto in mente a nessun “esperto” che è stato l’”occidente” a creare in primo luogo il terreno di gioco in cui “queste persone” vanno a rifinire la loro preparazione jaidista.
Re Sarko Primo, come previsto, va a gonfie vele. La sua nuova trovata è la “guerra di civiltà” che è essenzialmente un rifacimento “made in France” della “guerra alla terra” di Dubya, che spiana la via ad un Patriot Act francese. Il gioco vero, tuttavia, non ha nulla a che vedere con “democrazia” o “libertà di parola”, per non parlare di “guerra di civiltà”. Prevedibilmente, l’unica risposta dell’occidente è quella di moltiplicare i tentacoli dell’Idra orwelliana: sorveglianza e sicurezza; un vicolo cieco perché così si rifiuta di affrontare le vere cause che sono alla radice del jaidismo.
Prossimamente: una Guantanamo made in france sponsorizzata da Dior. Grazie a Dio abbiamo così tanti illuminati politici a difenderci.
Versione originale: http://sputniknews.com
http://sputniknews.com/columnists/20150112/1016795879.html
http://www.vineyardsaker.it
http://www.vineyardsaker.it/europa/francia/ipocriti-che-brillano-alla-sfilata-di-parigi/

Eshin
I Governanti guidavano la marcia funebre a Parigi? Niente affatto!
Tutti abbiamo avuto l’impressione che la grande marcia di Parigi fosse stata guidata dai capi di stato di tutto il mondo. Ma è stata una messinscena che ha ingannato il pubblico mondiale. Le cose si sono svolte in tutt’altro modo. I leader si sono incontrati circa un’ora prima della marcia. Hanno fatto un servizio fotografico. Hanno camminato, isolati e protetti dai servizi di sicurezza, per qualche centinaio di metri, si sono abbracciati e salutati. Insomma hanno recitato la loro parte. Poi si sono allontananti, nelle loro macchine, prima che arrivasse la folla. Questo è lo spettacolo che è stato confezionato per il grande pubblico. La manipolazione dei sentimenti popolari raramente ha raggiunto livelli paragonabili a questo.
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Luisa Loffredo
Non so se ‘Charlie Hebdo’ si renda conto di come lo stiano usando per introdurre più controlli e leggi più restrittive! Certo è che sono in buona compagnia in quanto a inconsapevolezza! Sono per la libertà di parola sempre e comunque, e dunque anch’io sono Charlie Hebdo; detto questo, vorrei sottolineare il fatto che ora in Europa si sta preparando l’Eurogendfor e il bavaglio alla rete! Non a caso oggi hanno detto che hanno violato i computer dello Stato Maggiore Americano e che attraverso la rete i terroristi fanno proseliti: oltre ad allegare il nuovo numero, mi piacerebbe che si approfondisse anche questo aspetto della questione! Chi sono i veri terroristi?! Non vorrei dover aspettare altri vent’anni per sentir parlare di Trattativa Stato-Terrorismo!

ANCHE LE AGENZIE DI RATING DICONO CHE FUGGIRE DALL’EURO NON E’ UNA MINACCIA MA UNA OPPORTUNITA’

“L’agenzia di rating Moody’s sostiene che un’uscita dall’euro della Grecia sarebbe positiva per gli ellenici, rilanciando nel medio periodo l’economia.
Il ragionamento degli analisti finanziari è corretto, per tre motivi:
1) La Grecia tornerebbe ad una moneta compatibile con la sua economia, e svaluterebbe quindi rispetto all’Euro e alle altre valute. Questo renderebbe più competitive sui mercati esteri le merci greche, aumentando le esportazioni e l’occupazione interna.
2) La sovranità monetaria consentirebbe al Governo greco, di concerto con la Banca nazionale, di fare deficit positivi, di investire, per l’economia in infrastrutture, nel rilancio dell’occupazione e dei redditi, invece che al pagamento di enormi interessi sul debito pubblico.
3) Lo stesso debito pubblico sarebbe molto meno costoso, perché la Banca centrale greca potrebbe acquistarne la parte non venduta sui mercati, abbassando i tassi di interesse.
Queste manovre rilancerebbero i consumi insieme all’occupazione e ai salari. Alla domanda estera (esportazioni) si affiancherebbe una accresciuta domanda interna, garantendo alle aziende greche profitti più stabili.
Per la Grecia il pericolo arriverebbe solo nel breve periodo. L’uscita dall’Euro è difficile da gestire, perché buona parte del debito pubblico ellenico è stato contratto in Euro con istituzioni sovranazionali e non può essere riconvertito nella nuova dracma. La Grecia, a differenza dell’Italia, dovrebbe contare sulla benevolenza dei creditori esteri per dilazionare il debito negli anni. La svalutazione, inoltre, renderebbe più oneroso il debito in Euro e aumenterebbe il costo delle importazioni, necessarie alla Grecia per ripartire perché il suo tessuto industriale è stato messo a durissima prova da Euro e austerità.
La conclusione di Moody’s, però, rimane valida: un Paese con la sua moneta può trasformare il debito in ricchezza dei suoi cittadini, investire in ricerca, scuola, innovazione e infrastrutture, agevolando il settore privato e la collettività. Lo stesso debito, stimolando il Pil, si ripagherebbe da sé.
L’Italia, nonostante la crisi prolungata, ha un’economia ben più avanzata e solida di quella greca. Le nostre difficoltà con il debito pubblico, l’impoverimento delle famiglie e la disoccupazione sono strettamente legate all’assenza di sovranità monetaria. Sebbene l’uscita dall’Euro vada gestita con attenzione e competenza, le difficoltà di breve periodo sarebbero irrisorie rispetto a quelle greche. Il 94% del nostro debito pubblico potrà essere infatti convertito in lire, perché contratto sotto diritto italiano. Imponendo il controllo dei movimenti dei capitali e costringendo le banche commerciali ad acquistare parte del nostro debito, la nuova lira si stabilizzerebbe molto presto sui mercati valutari e il Governo potrebbe indirizzare l’economia verso il rilancio della domanda interna, alti salari e alti profitti, rendendosi indipendente dai mercati esteri e dalla speculazione.
L’uscita dall’Euro va preparata con grande serietà, con un piano di rilancio industriale e di gestione finanziaria dell’uscita, ma ciò che nemmeno Moody’s riesce più a negare è che dentro l’Euro ci aspetta un lento e soffocante declino, mentre fuori avremo sovranità, sviluppo e democrazia. Dopo un grasso grosso matrimonio greco, ci sarà un grosso grasso matrimonio italiano. E’ solo questione di tempo. Fuori dall’Euro.” M5S Senato

CHI SCEGLIERA’ IL PROSSIMO PRESIDENTE DELLE REPUBBLICA?
Alessandro Gilioli

1009 persone, dette Grandi elettori. Di loro, 630 sono deputati, 315 senatori eletti, 6 senatori a vita (compreso Napolitano), più 58 delegati scelti dalle Regioni. Curiosamente, tra loro non ci sono i due decisori più importanti, i contraenti del Patto del Nazareno, cioè B e Renzi, che non sono parlamentari. Né c’è, ovviamente, il capo politico del M5S, Beppe Grillo. Il numero di 1009 stabilisce il quorum ed è abbastanza teorico: i due presidenti delle Camere, ad esempio, per tradizione non votano.
Il gruppo più numeroso è il Pd, con 446 (ma ora si sta spaccando). Segue Forza Italia con 147 (ma anche questo è spaccato), quindi il M5S con 139. Un’altra piccola curiosità: il M5S ha più parlamentari di Forza Italia, ma viene superato per via dei delegati regionali. A seguire gli altri gruppi: Nuovo Centro Destra-Udc (Alfano e Casini) con 73 Grandi elettori, Lega Nord 38, Sel 34 eccetera, fino a Fratelli d’Italia con 12. Quelli che stanno nel Misto sono una trentina.
Quando si inizia a votare?
Giovedì 29 gennaio, in seduta comune, a Montecitorio. Nelle prime tre votazioni, che sicuramente si svolgeranno prima del weekend, serve una maggioranza di due terzi, cioè pari nel caso a 673 voti. In linea puramente teorica, se votassero in modo compatto, Pd, Forza Italia, Ncd, Gal e Scelta Civica supererebbero anche questa quota. Ma non se ne parla proprio. Lo stesso Renzi ha messo come obiettivo la quarta votazione, quella in cui basta la maggioranza assoluta degli aventi diritto, cioè 505 voti.
Perché?
Perché nessuno dei gruppi di governo e del Patto del Nazareno è compatto, specie i due maggiori – e il voto per il Presidente della Repubblica è a scrutinio segreto. Del Pd, si sa: con poche eccezioni, i suoi Grandi elettori sono più o meno gli stessi che combinarono il casino di due anni fa. Nel frattempo ai Renziani “originari” (una cinquantina) vanno aggiunti quelli che sono saliti sul carro dei vincitori (franceschiniani, un bel po’ di ex Giovani turchi e di ex bersaniani, un po’ di ex veltroniani etc), ma nessuno è in grado di giurare su quello che faranno i singoli, in segreto: il caso dei 101 dimostra che in queste occasioni spesso si mescolano rivalità antiche, calcoli personali, vendette trasversali. In più ci sono quelli che nel Pd fanno l’opposizione a Renzi in modo aperto, come Civati, Fassina, Ricchiuti, Mucchetti e altri (non molti, per la verità). Un quadro non dissimile è quello che appare in Forza Italia, dove ci sono i cosiddetti “fittiani” e gli scontenti in genere del Patto del Nazareno. Quanti? In pubblico, pochi, nel segreto non si sa.
Quindi?
Quindi i due contraenti del Nazareno contano sul quarto scrutinio, che in teoria potrebbe già avvenire anche domenica 1° febbraio, la data indicata anche da Renzi, o al più tardi il giorno dopo. A quel punto – calcolando FI, Pd, Ncd-Udc, Psi-Autonomie, Per l’Italia e Gal – si possono mettere in conto pure 230-250 dissidenti e franchi tiratori (un’enormità) e farcela lo stesso.
Renzi fa l’ottimista ma la realtà è un po’ più complessa perché quando si vota per il Quirinale ogni Grande elettore si sente un po’ Dio in terra e la tentazione a fare di testa propria è più forte che mai. E ciascuno, come si diceva, ragiona con la proprie simpatie-antipate, con i propri calcoli personali, così via. Tuttavia in termini di numeri sì, Renzi può essere ottimista guardando al quarto scrutinio: del resto anche i voti che ha preso Franco Marini due anni fa, 521, sarebbero stati sufficienti se il suo nome non fosse stato bruciato al primo voto. Un errore che ovviamente questa volta non verrà compiuto. Oggi si sa che le cosiddette larghe intese sono tali solo in apparenza e che, a conti fatti, valgono poco più di metà del Parlamento. Quindi Renzi sa che per non rischiare deve trovare un personaggio che a B vada bene, anzi benissimo. La “strada stretta” del premier è appunto individuare un nome che al contempo non lo sputtani troppo in termini di autorevolezza, credibilità, rinnovamento – e che però abbia il placet dell’ex Cavaliere.
Insomma, B è nel pieno dei giochi.
Esatto. Uno degli effetti di questa elezione del Quirinale è che B, pur con tutto quello che gli è successo, lascerà le sue tracce forti nella politica italiana e nelle istituzioni del Paese fino al 2022. Può sembrare paradossale ma è così.
Non c’è nessun’altra maggioranza possibile?
In teoria sì. In primo luogo, Renzi potrebbe fare la scelta politica di espungere il Quirinale dal Patto del Nazareno e contare solo sui partiti che appoggiano il suo governo: ma la maggioranza tra i 1009 in questo caso sarebbe troppo risicata per non essere in balia dei franchi tiratori, uno scenario che il premier teme moltissimo, dopo il flop di Bersani nel 2013. L’altra scelta possibile sarebbe quella di puntare invece su un nome votato da Pd e M5S, ma questo sarebbe un rovesciamento totale di prospettive politiche, al momento non ipotizzabile. In linea teorica, comunque, la maggioranza Pd-M5S-Sel conterebbe su 619 Grandi elettori. Anche in questo scenario (al momento solo accademico) è tuttavia ipotizzabile che una fetta di Pd – quella “di destra”, per semplificare molto – poi vada per conto proprio. Insomma non sarebbe comunque una passeggiata.
I totonomi si fanno per riempire i giornali, di qui a fine mese ne avremo la nausea. E in ogni caso sono fatti tutti con i personaggi più scontati, prevedibili: Veltroni, Fassino, Mattarella, Castagnetti, Gentiloni, Delrio, Padoan. Oggi ‘La Stampa’ lancia molto Ignazio Visco, governatore di Bankitalia. ‘Il Giornale’ fa il nome di Piero Grasso, ma per bruciarlo, e include tra i papabili anche Rutelli, Franceschini e Bassanini. Di Amato si parla sempre, come dell’umidità a luglio, e l’effetto non è dissimile. Tra le donne, esclusa (anche) per motivi di salute l’ex eterna candidata Bonino, vai con Pinotti, Severino, Finocchiaro, Lanzillotta (Bassanini-Lanzillotta è il primo caso di marito e moglie dati per quirinabili contemporaneamente). Poi ovviamente si parla sempre di Prodi, ma il prezzo che B fisserebbe per accettare il Professore sarebbe probabilmente troppo alto. È possibile che il Presidente esca davvero da questo mazzo, ma per saperlo bisognerebbe svaligiare l’appartamento di Luca Lotti e rubargli l’iPad, Luca Lotti è l’uomo che sta lavorando e trattando sul Quirinale per conto di Renzi.
Pare che a questo giro si porti molto “un cattolico”. Qualcuno dice che è l’effetto papa Francesco. Qualcuno che dopo il laico Ciampi e l’ex comunista Napolitano, ci sta per rotazione. Qualcun altro, che Renzi e Lotti sono due cattolici e che la matrice cattolica è alla fine quella su cui è più facile trovare un nome comune con il centro e con la destra. In fondo, di nuovo: Franco Marini è quello che ha preso più voti, all’ultimo giro, prima del bis di Napolitano: molti di più di Prodi e Rodotà. Ecco perché sono quotati i nomi di Mattarella, Castagnetti, Gentiloni, Delrio ecc: tutti molto cattolici.
Se regge l’asse del Nazareno, non dev’essere antiB, ovvio. Non deve essere “sgradito alle cancellerie europee”, che tradotto vuol dire che dev’essere una persona ben vista da Merkel. In più non deve entrare a gamba tesa nelle questioni partitiche, insomma essere un po’ più “taglianastri” del suo predecessore, perché Renzi vuole occupare tutto il campo, come noto, e avere meno contrappesi possibili. Di qui la parola che solo Giuliano Ferrara ha avuto la faccia tosta di usare in pubblico ma molti usano in privato: un «Presidente sbiadito». E quest’ultima cosa forse è la più difficile di tutte.
Perché il Quirinale ha straordinari poteri vivificanti ed energizzanti. Saranno gli arazzi, saranno i corazzieri, ma anche i conigli lì dentro si trasformano spesso in leoni.

Dopo i proclami di riforma, un emendamento dell’esecutivo al ddl anticorruzione in discussione al Senato ripropone letteralmente lo stesso testo voluto dalla maggioranza Berlusconiana nel 2003. Con la non punibilità sotto il 5% dell’utile e dell’1% del patrimonio netto che salvò l’allora premier nel processo Sme.
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Roby Robertis
La maggioranza in parlamento fa leggi di questo genere, quindi non ci si deve stupire se non si fa la guerra alla mafia ma anzi la si agevola, non si taglia la spesa dello Stato ma anzi aumenta, non si fa la lotta all’evasione fiscale ma anzi si fanno leggi per rendere l’evasione una pratica legale, non si combatte la corruzione ma anzi ci si candida alle olimpiadi, cosi oltre al Mose, l’Expo, i mondiali di sci etc etc spariranno miliardi che potrebbero andare ai cittadini in difficoltà perché hanno perso il lavoro, chiuso l’impresa, serrato la saracinesca del negozio, almeno per farli sopravvivere dandogli un piccolo contributo per sfamarli in attesa di tempi migliori!!! Viva il democristiano Renzi, in lui rivive il meglio di Andreotti o di De Mita o Forlani o di Craxi , sicuramente di B, Prodi, Monti, Letta, Amato, D’Alema, Dini…wow che bella banda!!!!
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Intervista a Grillo in occasione della chiusura del semestre europeo di Renzi

http://www.beppegrillo.it/la_cosa/2015/01/13/beppe-grillo-risponde-alle-domande-dei-giornalisti-in-dirette-streaming/

I BENEFIT DI NAPOLITANO
Napolitano si è dimesso, tuttavia malgrado i tagli annunciati nel 2007 e le dichiarazioni solenni che avrebbe ridotto le spese, da ex Presidente avrà una lunga lista di benefit: un ufficio di 100 mq, una scorta, un maggiordomo, un guardarobiere, auto con autista per lui, moglie e figlio, uno staff di almeno una decina di persone (in tutto 30 persone al seguito), una serie di linee telefoniche dedicate, telefoni satellitari, collegamenti televisivi e telematici. Avrà 15.000 euro al mese più una lunga serie di vantaggi e regali.
Ridurre i privilegi? Nonostante i tagli annunciati nel 2007, e le dichiarazioni solenni che avrebbe ridotto le spese, da ex Presidente avrà di tutto e di più… Ha vissuto come un re. Continueranno a tributargli omaggi regali. Senza contare la pletora di giornalisti ossequienti e omaggianti che si sono accecati apposta per non vedere i suoi attacchi alla democrazia e alla Costituzione.
Enorme la balla del suo ufficio stampa che ha detto che non ha avuto tempo in 8 anni di ridursi le spese perché ‘gravato da impegni enormi’. E quali? Straripare dai doveri e compiti che la Costituzione gli assegnava per spaccare l’equilibrio dei poteri? Firmare prima ancora di leggerla qualunque legge incostituzionale gli mettessero davanti? Fare moniti solo contro l’opposizione? Essere sordo e muto davanti agli attacchi ai diritti del lavoro, alla sovranità popolare, all’autonomia nazionale, ad ogni principio di eguaglianza di tutti davanti alla legge, all’autonomia nazionale? Ubbidire ac perinde cadaver ai diktat della Troika? Mettere su 60 complici, chiamati ‘saggi’, per storpiare mezza Costituzione? Scegliere lui i capi di governo e i ministri delle Finanze su suggerimento del Fm, saltando il popolo elettore? Evitare con cura di proteggere i pm che indagavano sulla corruzione politica e quelli messi a rischio di morte dalla mafia?
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francobsd1
Pensate che Lech Walesa in Polonia dopo aver terminato il mandato da Presidente della Repubblica tornò a lavorare in fabbrica ed ora è un semplice pensionato…. Siamo proprio il paese dei balocchi; analoghe prerogative spettano anche agli ex Presidenti di Camera e Senato per dieci anni. Irene Pivetti, ad esempio, ne godette pur facendo la “star” televisiva ed alla scadenza dei dieci anni protestò pure perché avrebbe dovuto scriversi le lettere da sola e perché le avevano tolto la scorta. A proposito, cosa fa adesso?

LA GIUSTIZIA NON TOCCHI I COLLETTI BIANCHI!

Il giudice dovrà motivare in modo più preciso la “attualità del pericolo” prima di escludere misure alternative. Alla fine sarà quasi impossibile punire i reati economici anche si tratta di persone che fanno accordi con la mafia. Intanto il Senato si prepara ad approvare una riforma sulla misure cautelari personali che limita drasticamente il carcere per chi è in attesa di giudizio, insomma l’ennesimo svuota- carceri. Non solo ma si rende più complesso il lavoro dei giudici senza risolvere il problema del sovraffollamento carcerario per cui ci arriveranno delle penali dall’Ue. Le carcerazioni preventive oggi riguardano 23mila persone su un totale di 63mila detenuti. Dunque si salvano i colletti bianchi mentre la nuova legge continuerà a mandare in galera ladruncoli e spacciatori. La riforma si muove contro i “pacchetti sicurezza” degli ultimi 15 anni, che “hanno potenziato il ricorso al carcere, anche in attesa di giudizio, ogni volta che un delitto impressionava l’opinione pubblica”, ma lascia immutato “un sistema da giustizia di classe che manda in carcere gli emarginati per reati di microcriminalità e non colpisce quasi mai chi è gravemente sospettato di manovre illegali nella pubblica amministrazione”.
La “rilevante modifica” subita dal testo nel passaggio dal Senato alla Camera, ha cancellato dai casi di custodia cautelare obbligatoria, nell’ambito dei reati di mafia e terrorismo, il reato di scambio politico-mafioso.
Insomma abbiamo una giustizia di classe che manda in carcere gli emarginati e non colpisce quasi mai chi è gravemente sospettato di illegalità nella pubblica amministrazione.
Si rischia di non poter mai più ricorrere alle misure cautelari al di fuori dei casi di flagranza o minima distanza temporale mentre pregiudicati, recidivi e stranieri continueranno ad andare in carcere. Con la riforma (e le norme svuota carceri precedenti) scomparirà invece, definitivamente, l’ipotesi detenzione per la stragrande maggioranza dei reati dei “colletti bianchi”. Sarà così anche per chi è gravemente indiziato di reato di voto di scambio politico-mafioso. Nell’ultima versione del testo il riferimento al reato non compare neppure tra quelli più gravi, come l’omicidio o i reati a sfondo sessuale, per i quali vigerà l’obbligo di ricorso al carcere se le esigenze cautelari non potranno essere soddisfatte con altre misure.

Alessandro
Anche questa volta colletti bianchi ed evasori fiscali possono tirare un sospiro di sollievo. Martedì 7 ott. il governo ha depositato in commissione Finanze della Camera il suo emendamento sull’autoriciclaggio, ovvero la norma che punisce chi ricicla il denaro frutto dei suoi delitti. Lo ha inserito nella legge sulla “voluntary disclosure”, pensata per favorire il rientro dei capitali nascosti all’estero. Ma quello che poteva essere uno strumento di contrasto micidiale contro l’evasione è stato annacquato proprio lì dove tocca i reati finanziari. E rischia di trasformarsi in un pannicello caldo, perché prevede la non punibilità di chi usa il denaro riciclato per “utilizzo o godimento personale”. Il nuovo testo presentato dall’esecutivo prevede due soluzioni differenziate: la reclusione da 2 a 8 anni e una multa da 5mila e 25mila euro per chi ricicla il denaro frutto dei suoi delitti, quando quei delitti sono puniti con una pena superiore ai 5 anni, e da 1 a 4 anni per tutti i reati che prevedono una pena inferiore ai 5 anni. Ma la possibilità di reclusione da 1 a 4 anni è stata di fatto già eliminata con lo strumento della “messa in prova” varata lo scorso maggio, che prevede per tutti gli imputati per reati puniti con pene fino a 4 anni di carcere la possibilità di sospensione del processo e l’affidamento ai servizi sociali
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Daniel Fortesque
Il giudice dovrà motivare in modo più preciso la “attualità del pericolo” prima di escludere misure alternative. Che roba!
Quando si tratta dell’Art. 18 e di licenziare, i lavoratori dipendenti del settore privato, praticamente stanno a chiappe aperte, e “aperte” con lo speculum! Quando si tratta invece dei calzettini loro, “il giudice dovrà meglio motivare…”!
E vai, col Napolitan-Renzalfanusconi!
Più palesi e maldestri altri casi sempre presenti nei verbali destinati ai Garanti.

GUERRE INTESTINE NEL PD
Stefano Fassina ha accusato senza giri di parole Renzi di aver capeggiato i 101, quelli che silurarono Prodi due anni fa. Certo poteva anche dirlo subito. Gilioli ne chiese conto a Renzi appena arrivò al governo, ma egli ovviamente negò. Sul siluramento di Prodi da parte di chi aveva il compito di portare in vetta Renzi hanno scritto un libro Geloni e Di Traglia “Giorni bugiardi“. Distruggendo Prodi, i renziani mandavano a sbattere anche Bersani, cosa che poi avvenne. «Il cavallo azzoppato va abbattuto», era il loro motto. Dunque i silurati dal cinico Renzi sono stati 3: Letta, Prodi e Bersani. Diciamo però che a quel tempo i parlamentari renziani erano una cinquantina, non 101. Non era ancora avvenuto il grande trasformismo. Nemmeno della corrente di Franceschini.E si può pensare che a quel tempo anche qualche 5stelle abbia votato Prodi. Certamente contro Prodi fu Ugo Sposetti che telefonò indefessamente chiedendo di non votarlo. Prodi, avvertito di questa trappola, capì, prima del voto, che non sarebbe passato, tradito dal suo stesso partito. Insomma fu una grandissima porcata. Ed è questa la gente che deciderà chi mettere al Quirinale!?? Civati disse chiaramente che per capire chi erano quei 101 bastava scorrere le nomine di ministri, viceministri, sottosegretari e presidenti di commissione scelti alla nascita del primo governo di larghe intese. Insomma nel Pd nessuno è innocente. E il tradimento sempre paga. Questa è la gente che dovrebbe avere a cuore il bene del Paese!? Il Pd è un covo di vipere. Speriamo solo che muoiano del loro stesso veleno!
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Come nei migliori gialli il colpevole è il maggiordomo, in questo caso un partito di maggiordomi” (Villeharduin)

Osvaldo: Insomma sembra un po’ l’8 settembre del Pd, la guerra è finita ma continuiamo a combattere… e non si capisce più chi sono i nemici e chi gli amici, non si capisce chi sta con chi e per cosa, gente che si allea per una singola battaglia poi, girato l’angolo,si spara addosso… Fassina, oggi scaricato da Renzi, quanto era detestabile quando faceva il vice ministro del governo Letta? Tutto tranne che uomo di sinistra… Oggi vuole l’aiuto del popolo…vien voglia di mandarli tutti a…
Anonimo: Il PD, un’accozzaglio del peggio che si può avere in Italia, peggio di quella che fu l’accozzaglia di Berlusconi, come si dice il peggio deve ancora venire. Mi sembrano quelle telenovele sudamericane dove come ti volti ti accoltellano. Che brutta gente! Ma brutta è anche chi continua a stargli dietro ed alimentarli.
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Fassina: un caso umano
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Intanto Renzi sta eliminando con calcolo scientifico un bel po’ di gente. 29 senatori su 100, e li dentro troviamo i Dalemiani, i Bersaniani, i Civatiani, i Bindiani, i Prodiani e qualche battitore libero. Bella democrazia, eh?
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Nel Pd c’è solo gente che si vende e si rivende, cambiando gabbana secondo l’interesse del momento. E Fassina lo sa benissimo.
Enrica
In questo momento mi interesserebbe di più conoscere la “vera” verità sui retroscena della manina che ha inserito nottetempo la norma salva Silvio (depenalizzazione della frode fiscale e dell’evaso per il 3% dell’imponibile). Soprattutto quali e quanti erano i 30 denari in posta.

Desmond
Lo scrissi allora e lo ripeto: l’evento chiave non furono i 101, ma la mancata elezione di Rodotà il giorno prima
Ricordiamo le parole indegne che Fassina disse allora su Rodotà cercando grottesche scuse per non votare chi dal Quirinale avrebbe impedito l’assalto criminale contro la Costituzione! Fu allora che si consumò la rottura definitiva tra PD e legalità democratica e non il giorno dopo con i 101, che l’oligarchia si dichiarò apertamente ostile ai cittadini
Il siluramento di Prodi fu solo un regolamento di conti interno tra le cordate oligarchiche che ormai da tempo si erano impadronite del PD. Certamente i renziani furono tra i primi a silurarlo. Fu detto immediatamente che Renzi lo aveva ordinato ma il siluramento riuscì perché furono diversi gruppi, ognuno per i propri interessi a volerlo. Renzi in quel momento ne trasse vantaggio, nella lotta per il potere, e per l’accesso al saccheggio di risorse, tra oligarchi all’interno di un quadro in cui lui era solo il peggiore tra altri nemici dello stato democratico simili a lui.
La rottura definitiva del PD con il paese e la democrazia avvenne il giorno prima: fu il rifiuto a eleggere Rodotà, che avrebbe difeso la democrazia e la legalità, rappresentando il momento storico di svolta tra democrazia e dittatura. In tal modo il PD non solo chiudeva violentemente la porta in faccia al M5S rendendo manifesto che il rifiuto ad un governo comune veniva dal PD, non da un pur maldestro M5S come ripete la propaganda , ma soprattutto rompeva tutti legami residui dei vertici della politica con la Costituzione e il sistema democratico nato nel 1945.
Con l’ostilità manifesta verso Rodotà il PD si dichiarò apertamente partito antisistema e successore di FI nella rappresentanza di interessi criminali ed eversivi
Dunque era ovvio che neanche Prodi poteva essere eletto, perché in ogni caso, sebbene meno caratterizzato di Rodotà come difensore della legalità e della costituzione, non poteva garantire la copertura degli interessi illegali dei capibastone del PD. Ma i 101 sono solo un episodio minore. La speranza che tutti dobbiamo avere è che il conflitto tra oligarchi che si sta riaccendendo porti il regime a crollare prima che sia riuscito a cambiare la Costituzione. Ma non ha senso sperare che ci sia un vincitore tra loro. Che si scannino tra loro è ottima cosa, ma solo se questo li farà cadere tutti.
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.. e dopo tutto questo, i fascisti sarebbero i 5stelle???

Cordy
Francamente.. mi fa piacere scambiare pareri, ma sentirmi dire fascista da chi comanda in Italia in parlamento, nelle istituzioni, organizzando ghigliottine, canguri, muovendo il 60% dell’informazione direttamente o indirettamente..mi fa venir voglia di cambiare paese, e portare le mie attività dove, almeno, non mi tocchi dare pure da mangiare a questi smargiassi.

LO STATO PAGA I DEBITI DEL PADRE DI RENZI

Fidi Toscana ha saldato 236mila euro, parte del prestito concesso alla società di Tiziano Renzi. Ad ottobre è stata rimborsata dal ministero del Tesoro. Donzelli (Fdi): “Uso indecente dei soldi pubblici a fini familiari”
A saldare i debiti del padre ci pensa il governo del figlio. Debiti, tra l’altro, concessi da una banca guidata da un fedelissimo del figlio, già in società con il fratello del cognato, a sua volta socio in un’altra azienda di famiglia riconducibile alla madre. Cose che capitano in casa Renzi.
La Chil post, la società di Tiziano Renzi, è stata dichiarata fallita nel marzo 2013, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati il padre del premier con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Secondo i magistrati liguri, Tiziano avrebbe ceduto la parte sana dell’azienda alla Eventi 6 intestata alla moglie, Laura Bovoli, società che all’epoca dei fatti aveva tra i propri soci anche Alessandro Conticini, fratello di Andrea, marito di Matilde Renzi, sorella del premier e a sua volta socia nella Eventi 6.
ALLA CHIL POST rimangono così solo i debiti tra cui un mutuo di 496.717,65 euro stipulato nel luglio 2009 con il Credito Cooperativo di Pontassieve. Una cifra sostanziosa, concessa con un mutuo chirografario: senza accensione di ipoteche, quindi, ma solo basato sulle garanzie. La banca è guidata da Matteo Spanò, grande amico e sostenitore del premier. Nel 2005, Spanò era stato nominato direttore generale della Florence Multimedia, società della Provincia di Firenze creata dal neoeletto Renzi per la comunicazione e poi finita nel mirino della Corte dei conti che ha inizialmente ipotizzato un danno erariale di 10 milioni di euro. Non solo. Spanò era anche socio di Conticini nella Dot Media, società che ha ricevuto appalti diretti dal Comune, negli anni in cui Renzi è stato sindaco, e da altre controllate come la Firenze Parcheggi guidata dal fidatissimo Marco Carrai. Dot Media oggi cura fra l’altro la campagna elettorale dell’eurodeputata Alessandra Moretti candidata alla presidenza della Regione Veneto.
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Diventato Presidente della banca, Spanò elargisce il prestito alla Chil post di Tiziano Renzi che per ottenerlo riceve la copertura a garanzia del fondo per le piccole e medie imprese da Fidi Toscana spa della Regione guidata da Enrico Rossi e partecipata anche da Provincia e Comune di Firenze oltre alla Cassa di Risparmio nel cui board siede Carrai. Fidi Toscana delibera la copertura dell’80% e il 13 agosto 2009 la banca versa i soldi alla Chil. I ratei vengono regolarmente pagati per due anni. Poi la società, nel frattempo svuotata della parte sana e poi ceduta ad altri titolari (ora indagati assieme a Tiziano Renzi), non rispetta più i versamenti e dichiara il fallimento. Così nell’estate 2013, la banca, ammessa al passivo dal Tribunale fallimentare di Genova, si rivolge a Fidi ottenendo il versamento di 263.114,70 euro, l’80% dell’esposizione complessiva.Il 18 giugno 2014, il ministero dell’Economia delibera di rifondare Fidi di 236.803 euro e liquida la somma il 30 ottobre successivo attraverso il Fondo centrale di garanzia. E così il debito contratto dal padre di Renzi è stato coperto dallo Stato. (IFQ)

SUI BOND EUROLANDIA RISCHIA LA DISINTEGRAZIONE
Lo dice Orphanides, che conosce Mario Draghi e la Bce come ex governatore della Banca di Cipro. Oggi insegna e consiglia al governatore italiano di non cedere alla pressione di mettere gli interessi di qualche Stato membro davanti a quelli dell’Unione.
Athanasios Orphanides fino al 2012 ha partecipato al Consiglio direttivo come governatore della Banca di Cipro. Prima ancora è stato consigliere del board della Federal Reserve americana. E oggi e insegna al Massachusetts Institute of Technology di Boston, dove sia lui che Draghi hanno ottenuto il dottorato in Economia, Orphanides ha una certezza: un piano di acquisti di titoli della Bce attuato nella forma preferita dalla Germania, quella che oggi sembra prevalere, può mandare l’euro in mille pezzi.

“Un programma di acquisti di bond sovrani da soli 500 miliardi sarebbe miseramente inadeguato. Mille miliardi servono solo a riportare il bilancio della Bce ai livelli di inizio 2012. Purtroppo però rimediare l’errore di averne ridotto la taglia e riportarlo dov’era tre anni fa non basta più. La banca centrale ha permesso che l’inflazione cadesse a livelli pericolosamente bassi, incompatibili con il suo mandato. La tragica ironia è che aver ritardato il QE quando serviva, esitando tanto a lungo, ha fatto sì che le quantità di acquisti ora debbano essere molto più vaste. Secondo me, a questo punto servono duemila miliardi. La Bce è la banca centrale dell’area euro. Sarebbe illegittimo se mettesse gli interessi di qualunque singolo Stato membro sopra quelli dell’area nel suo complesso. Il Trattato la rende indipendente e le dà mandato di preservare la stabilità dei prezzi, un’inflazione al di sotto ma vicina al 2%. Per questo la Bce deve perseguire una politica monetaria unica nell’interesse dell’area, anche quando non coincide con gli interessi particolari di questo o quel Paese. Nel Trattato, la Germania non ha uno status speciale. Mancare di fare l’interesse dell’area per evitare l’opposizione tedesca sarebbe una violazione. Il QE può riportare la dose adeguata di sostegno monetario nell’area euro. Certo, va attuato evitando ulteriori, disastrosi errori. Una politica monetaria unica per l’area significa responsabilità comune per le operazioni e responsabilità congiunta su profitti e perdite. Alla Bce è sempre stato così. Sarebbe un tragico errore se ora l’istituzione deviasse dalla norma e chiedesse a ciascuna banca centrale nazionale di comprarsi i bond del proprio Paese. Un errore di questo tipo porterebbe a un’ulteriore disintegrazione dell’area euro. Sarebbe il segnale che la Bce si prepara alla rottura della moneta unica e ciò può creare una dinamica capace di rendere quella rottura inevitabile. Sarebbe sventurato se un errore così tragico venisse commesso in nome di un compromesso simile. Una decisione a maggioranza più ampia nella Bce è un bene, ma solo se riguarda disaccordi legittimi e oneste differenze di opinione sulla politica monetaria adeguata all’area euro. Proteggere gli interessi di un unico Paese non è una ragione legittima. Ricordo che i componenti del Consiglio direttivo hanno tutti il mandato di perseguire quella che ritengono la politica migliore per l’area nel suo complesso. Non rappresentano i loro governi o Paesi. Se lo facessero, violerebbero il Trattato. Gli eventi in Grecia mi preoccupano. Ma per la tenuta di lungo periodo dell’area euro, mi preoccupano ancora di più le azioni e le politiche di governi di altri Paesi, e quelli delle istituzioni europee. Il dibattito in Germania, in particolare, dovrebbe preoccupare chiunque altro nell’area. La Germania è il Paese che ha beneficiato di più dalla crisi nella zona euro, eppure le conseguenze del suo ruolo non sono state valutate adeguatamente. Durante la crisi la Germania ha bloccato un certo numero di decisioni che, se adottate, avrebbero molto migliorato le prospettive dell’area nel suo complesso. Il governo tedesco è riuscito con successo a proteggere l’economia tedesca e l’interesse nazionale, ma bloccando certi passi avanti ha creato le condizioni della stagnazione nel resto dell’area. Per esempio, aver impedito una vera unione bancaria implica che le condizioni del credito nella zona euro restino molto diseguali. Il problema di fondo è questo rifiuto di accettare una comune responsabilità per il disastro degli ultimi anni.

(Cosa è poi successo? Draghi ha deciso di lanciare un piano di acquisti di titoli ampliato alle emissioni pubbliche per 1140 miliardi in 19 mesi (troppo pochi per Orphanides e tardivi), 60 miliardi di euro al mese, che proseguirà a quando l’inflazione si riporterà a livelli ritenuti coerenti con i suoi obiettivi (2%). La Bce acquisterà titoli di stato con scadenze fra 2 e 20 anni (ha detto finora che i patti iniziali le vietavano di farlo, ma come si vede, essi valgono quando vogliono farli valere, sennò li sospendono). Gli acquisti saranno effettuati in base alla quota di ogni banca centrale nazionale nel capitale della Bce. Quota dell’80% a carico delle singole banche centrali (proprio quello che Orphanides paventava come grave errore) L’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce prevede un criterio di ripartizione del rischio. Le banche centrali dei paesi interessati garantiranno per una quota pari all’80% del totale (pazzesco!) .Qualcuno mi sa dire che questi bond saranno comprati allo stesso 0,15%, tasso concesso finora alle banche private per speculare contro gli Stati?

Berluscameno
Il Governo di Obama vorrebbe applicare una multa di un miliardo di dollari all’Agenzia di rating Standard & Poor’s, per le transazioni -con consegna a vari investitori dei Derivati Tossici (Mutui sub prime)-nello scandalo del 2007 sui Rating gonfiati e sempre riferiti a Derivati (cartolarizzazioni).
Il New York Times ha scritto che il colosso della “valutazione del credito” se da un lato ha resistito alle accuse di aver manipolato i rating, dall’ altro sta conducendo intense trattative per raggiungere una transazione
Il governo USA e una dozzina di procure generali degli stati americani chiedono a Standard &Poor’s (S&P) di pagare una multa di oltre un miliardo di dollari (profitti di un intero anno della società controllata dal gruppo McGraw Hill).
S&P avrebbe fatto sapere di essere disposta alla transazione per quell’ ammontare.
Due anni fa, il governo aveva offerto a S&P un’intesa simile ma il gruppo l’aveva rifiutata, a differenza di molti “colossi bancari “che (riconoscendo la propria colpa) hanno invece accettato transazioni multimiliardarie pur di chiudere i procedimenti penali legati agli scandali finanziari che hanno determinato la crisi finanziaria del 2007 e 2008 negli USA e poi in tutto il mondo occidentale.
Mi chiedo: ma il futuro Presidente della nostra Repubblica sarà in grado di interessarsi anche dell’operato (per nulla chiaro) delle Banche italiane -tramite lo Shadow Banking (banche ombra), dal 2008 in poi – e diretto a fornire abbondanti importi di derivati tossici agli stessi ministeri del Governo italiano di allora e di Enti locali?

Oreste manda
Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale: hahahaha

ER MINISTRO NOVO (Trilussa)

Guardelo quant’è bello! Dar saluto
pare che sia una vittima e che dica:
— Io veramente nun ciambivo mica;
è stato proprio el Re che l’ha voluto! —
Che faccia tosta, Dio lo benedica!
Mó dà la corpa ar Re, ma s’è saputo
quanto ha intrigato, quanto ha combattuto…
Je n’è costata poca de fatica!
Mó va gonfio, impettito, a panza avanti:
nun pare più, dar modo che cammina,
ch’ha dovuto inchinasse a tanti e tanti…
Inchini e inchini: ha fatto sempre un’arte!
Che novità sarà pe’ quela schina
de sentisse piegà dall’antra parte!

.
http://masadaweb.org

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