Nuovo Masada

gennaio 21, 2015

MASADA n° 1614 21-1-2015 AFFETTI E LONTANANZE

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MASADA n° 1614 21-1-2015 AFFETTI E LONTANANZE

Viviana Vivarelli

Quanta vita ci vuole
per riuscire a vivere
la vita!

Giro nella mia solitudine
come in una cella
Lato nord
lato sud
lato est
lato ovest
Giro, giro e non incontro
che il vuoto di me stessa.

Piero Ciampi
ALÉ ALÉ

Non star seduto senza parlare,
alzati e corri, datti da fare.

Alé alé, alé alé,
butta nel mare i tuoi ricordi,
metti da parte le delusioni,
non pensare al passato.

Alé alé, alé alé,
lascia il tuo viso, prendine un altro
con un sorriso, senza illusioni:
non c’è altro da fare.

Ma tu continui a star seduto,
se fai così tutto è perduto.

Alé alé!

Viviana

Bambina mia
cara bambina
nata da me
unica figlia e sorte
nel tuo gelido astio
in cerca di rissa
io oggi trovo solo
la mia morte.

Piero Ciampi
CONFESSO

Io confesso
che non ho fatto la guerra
ed ho parlato alla gente
come se fossi un eroe.
Confesso:
ho parlato per anni
perché qualcuno capisse
quello che sento.
Stasera ti confesso
che sono entrato in un porto
ed ho cercato una nave
che mi portasse lontano.
Non voglio più vedere le cose
che mi hanno fatto sentire questo silenzio.
E sappi che per me
passerai la vita così ad aspettare.
Stasera ti confesso:
non ci capisco più niente,
io voglio solo dormire
per non vedere nessuno.
È tardi per pensare all’amore
e per andare sui monti
a parlare col sole di noi due
e per svegliarsi al mattino
con la pace nel cuore.

Viviana
CI SARAI

Qualche volta sogno che verrà un giorno
in cui penserò:

non ho lavorato per te
non ho raccontato storie ai tuoi sogni
non ho giocato coi sentimenti del tuo cuore
non ho fatto ricatti
non ho recitato parti
non ho giocato l’insolito
per stupirti o sconcertarti
non ti ho corteggiato
non ho pagato nessuna moneta
né d’oro né d’argento
per saziare il mio bisogno di te
Eppure tu sei venuto lo stesso
e anche se non parliamo
non siamo silenziosi
e anche se facciamo lavori diversi
non siamo lontani
e non ho bisogno continuamente
di comprare e vendere
non ho bisogno di fare nulla

di agitarmi o di soffrire
perché semplicemente

io ci sarò
e tu ci sarai.

Piero Ciampi
FINO ALL’ULTIMO MINUTO

Fino all’ultimo minuto
ti ho tenuta accanto a me.
Fino all’ultimo minuto
non volevo dirti addio.
Ma non ci sei mai
quando piangono i miei occhi
nelle sere senza fine non ci sei.
Fino all’ultimo minuto
ho sperato che laggiù
fino all’ultimo minuto
sarei stato insieme a te.
Ma tu non ascolti
quelle voci senza suono
che si cercano sul mare
e han bisogno di qualcuno
fino all’ultimo minuto.

Ma tu non ascolti
quelle voci senza suono
che si cercano sul mare
e han bisogno di qualcuno
fino all’ultimo minuto.
.
Viviana
NAUFRAGIO

Si ha talora il senso
D’improvviso naufragio
Si barcolla
in un mare fosco
inospitale
Dove l’amico è perso
Ed anche il cuore
si fa nemico
Dove le ali
si ripiegano
morte
La voce rauca
Lo scopo
inespresso
Com’è duro
allora
il mare…
E tu
raccogli le sartie
alzi le vele
con uno sforzo
immane

per l’ultima
battaglia.

Piero Ciampi
IL TUO RICORDO

Il tuo ricordo
è una strada piena di luce,
una cometa luminosa,
mi segue sempre, ovunque vada,
sempre.
Ora che non ci sei più
credo ancora di averti vicina
e torno ogni sera dove tu stringevi la mia mano.
Ed il tuo viso è una sera piena di ombre
ed il ricordo dei tuoi passi
mi segue sempre, ovunque vada,
sempre.
Ora che tu non ci sei più
io desidero silenzi,
infiniti silenzi,
infiniti deserti,
usignoli tutti bianchi
e pensieri sereni
su una strada piena di luce
che non ha mai fine.

.
Viviana
FIGLIA MIA DOVE TI HO PERSO

Figlia, dove ti ho perso, dove
eravamo uno
crescevano insieme
io camminavo i tuoi primi passi
ero nei tuoi primi sfolgoranti disegni
mi risollevavo dalla prima caduta
ridevamo di un solo riso
piangevamo agli stessi film
sentivamo le stesse canzoni
o ci innamoravamo dello stesso ragazzo
Eri lì
con me
e credevo ingenuamente che ci saresti sempre stata
che saremmo stati sempre uno
madre e figlia
figlia e madre
mai divise

Poi di colpo mi sono voltata
e non c’eri più
Al suo posto una creatura aliena
astiosa
che sottolineava tutte le differenze
che cercava solo le lontananze
che metteva solo limiti e barriere
Brigadiere della polizia, dove è andata la mia figlia lontana
Veggente che leggi il futuro guarda dove è nascosto il mio dolce cuore
Cieco che tutto vedi, dove è finita la mia cara figlia?
Sono rimasta con una sola gamba

un solo occhio
una mano soltanto
Non posso camminare
vedere
abbracciare
vivo come un tradimento
la tua emancipazione
che passava per la mia morte
La mia testa di madre lo capisce
ma il cuore di madre non smette di dolere.
C’è un giorno che i figli
smettono di fare i figli
ma il giorno in cui le madri
smettono di essere madri
quello
non arriva mai.

Piero Ciampi
NON SO PIÙ NIENTE

Non so più niente della tua vita,
non so neppure se mi vuoi bene,
se io ti manco, se vivi sola,
se hai la pace: non so più niente.

E questa vita che continua
amara, senza di te…
Continua sempre questa esistenza,
continua anche senza di te, senza di te.

E questa vita che continua
amara, senza di te…
Continua sempre questa esistenza,
questo deserto pieno di voci.

.
Viviana

Com’è triste la sera stasera
com’è cupa la solitudine
a cui dovrei essere
abituata
Metto in piega i vestiti
le scarpe allineate
ma il cuore non si allinea
e non si piega al destino
L’intolleranza di chi è solo
e non vuole star solo
si allarga tutto intorno
come uno sciame di pensieri impazziti
di cui nemmeno uno
riconosce il suo nido..

Viviana

FEDE

Muore l’estate e muore la mia fede
Fede nell’uomo che mi sta d’accanto
Fede nel giorno che arriva dal mattino
Nel granello di senape
Che cresceva in tutta la Terra
Fede nel mio, nel tuo, in quello di tutti
Nel bambino mai nato
Nella cosa non fatta
Nella parola sbagliata
Nella disperazione risorgente
Nelle mani vuote senza più richieste
Nel silenzio sordo di ascolto
E negli occhi ciechi di sorrisi
Nella sicurezza fatta insieme
Nel riemergere della libertà
Nella perdita della fiducia di sé
Nel buio improvviso dell’anima
Che cede

Che cede
Ed annegando in tutta quella fede
Che manca
Come una piccola immagine di carta
Nell’oceano nero e solitario
Eppure vedo che l’ometto di carta
non affonda
Galleggia stranamente
Su quel nero
Si fa vela
Chiara
Non si perde
Cammina…

NAVE BURRASCA
……………….
e me ne sto qui
su questo pc
come su una nave burrasca
e filano coste
accidentate
isole di sirene a me sorde
inutili risacche
filano albatros
come file di parole vaganti
… al di là…al di là…
oltre questo mare
che ci tiene
come corrusco sogno
E indomita mi sento
come se elmo d’Ulisse
e spada di Achille
io portassi
e con voi la nostra Odissea
sospesi

tra speranze
infantili
e torbidi presenti

……………..
IL BORDO DEL CAMPO

…non si tira indietro, non si nasconde negli angoli
…non si cela dietro montagne di libri
non ha occhiali che la separano dal tuo cuore
il suo viso è una pozza di acqua chiara
dove puoi immergere le mani e gli occhi
e ti circonda come una verde valle
non è lei ma sei tu in ogni momento
è nel vibrare della tua passione
nel tuo pianto sconfinato
nella tua ricerca avventurosa
ti segue come il vento leggero
ti protegge come un mantello caldo
o ti veglia come il cipresso se vuoi stare dentro di te
Ha dimenticato la sua storia
le sue pretese giovanili
le ambizioni e i comandi
non ti chiede amore né ti avviluppa col suo amore

ma è la tua pace
e la sua pace
Ride con te, piange, si incammina
dove tu vuoi cercarla o lascia
che tu sperimenti da sola senza il tuo sguardo
Sa che tutte le cose che ha fatto e che ha desiderato
portano a esserti madre e figlia
o anche nulla,

come la pratolina su bordo del campo
che si ricorda a primavera….

SIAMO TUTTI LONTANI

in fondo siamo tutti lontani
tutti uno
con sofferenza divisa
La vita è difficile
il pianto dietro la porta
la stroncante morte a un passo
Basterebbe porgersi la mano
riconoscersi umani
non attaccarsi con costanti
coltelli, ferirsi per ferire
in una giungla permanente.
La cosa più difficile
non è sopravvivere a questa lotta
ma viverla insieme.

.
PARTI

Quante volte ci tocca partorire
è come un destino ricorrente
L’aver figli per la donna
è un mistero del cuore
Qualche volta le doglie
si ripetono lungamente
in un parto che non finisce mai
siamo estenuate
Qualche volta il pericolo
per il bambino già nato
è così forte
che vorremmo rimetterlo in seno
finché non sia più saldo
… ma a volte girandole di battesimo
bagnano il soffitto delle nostre giornate
Il soffitto è pieno di stelle
in pieno giorno.

DOVE SEI, MAMMA

Tu che penso perduta e non so dove sei
tu che non voglio pensare com’eri alla fine
e che tento di ricordare quand’ero bambina
all’inizio della tua casa
progetto che venivi dal nulla
da un passato smarrito
senza casa né radici
Tu tutta volta al futuro
e in quello c’ero anch’io, nuovo seme, speranza
cucito insieme con mille punti serrati
silenziosi
quando gli occhi ancora splendevano
tu dove sei, ora, mamma?
Tu danzi con occhi giovani
una musica che non sento
in un’isola lontana lontana
col tuo vestito fumé a fiori neri
di vera seta pura
cucito da te a punti sottili

il tuo primo vestito elegante
il tuo vestito da sposa.

..
DI COSA È FATTO IL PIACERE

…………………..
non sentirsi soli
una voce che affiora dal buio
e ti chiama
donare quel che fai intensamente
al lampo di un sorriso
un bambino che grida dietro il muro
e vuole proprio te
uscire all’aria aperta del mattino
come appena nata
scrivere, leggere,
sapere che qualcuno ti ha aspettato
ricordare
quanti hai amato, ami
come fossero nella stanza
ancora
conoscere persone morte anni fa
per sentire che vivono per te
e tu per loro
sapere che la vita è una presenza totale

sacra
………….
provare anche a sentire per te stessa
un po’ di gentilezza.

L’AMORE NON È QUELLA COSA

…………………………………………..
tu credi che l’amore sia quella cosa
che ti hanno raccontato
non metti in conto le solitudini le delusioni i tradimenti
non metti in conto le giornate rotte o spezzate
le parole di troppo quelle sbagliate
le notti nere i momenti bui
le albe pallide e vuote
e quelle domeniche
che non passano mai
non metti in conto i denti stretti
i pugni nelle tasche
le lacrime schiacciate nel cuscino
e a volte quell’abulia tremenda
la vita che sembra un barattolo vuoto
da prendere a calci
L’amore non è quella cosa che ti hanno
raccontato
è come la vita stessa
che ci vuole grande vita
per viverla

l’amore è quella cosa che ci sei dentro
come un sopravvissuto
un naufrago a volte
un martire un eroe
un rompicoglioni
L’amore è quella cosa che o ci sei fuori
o ti fa dio

.
SI VIVE COME IN UN SOLILOQUIO
…………………………………………..
Qualche volta la vita è uno stillicidio
che riempi pazientemente di fili
gettati lontano
a gente che non vedi
di cui non conosci il cuore
vivi come su un’aeronave
spaziale
mondi ti circondano lontanissimi
forse già morti quando li raggiunge il tuo suono
e incapaci di un contatto umano
ognuno in fondo non fa che girare
attorno a se stesso
mentre sembra che vaghi nello spazio cercando chissà cosa
e il buio profondo diventa più profondo
mentre aguzzi l’orecchio agli echi lontani
insensibili
passano meteore che non vedi
potrebbero illuminare il tuo mondo di una luce bellissima
ma gli occhi si sono accecati nel buio da se stessi

piano piano
come per abituarsi a non vedere

.
IMMAGINIAMO CHE QUESTA VITA SIA UN TAVOLO
…………………………………………………
immaginiamo che questa mia vita sia un tavolo
-si fa fatica a immaginare quando si è tristi
quando si è perduti al sé-
ma immaginiamo che questo me sia un tavolo
quante volte ho apparecchiato e preparato
-le mani di una donna sono inconsapevoli
nel rassettare il mondo-
e dunque devo sforzarmi di immaginare che metterò sul tavolo
come fosse il lavoro quotidiano
ci sono ospiti sempre
al mio mondo
basta attraversare
la sottile linea tra stare di qua e esserci
in fondo anche immaginare è un buon lavoro
devi immaginare che il tuo cibo sia buono

che qualcuno lo voglia
devi cucinare il cibo
di cui l’altro ha bisogno
in fondo basta chiedere
e ascoltare
e stare attenta
non devi tramortirlo l’ospite
non viene qua per te
sei tu che sei per lui
l’ospite che ospita
la casa aperta
sono tutti stanchi
del loro attraversare
stanchi e confusi, anche tu lo sei
ma hai un lavoro da fare bene
basta apparecchiare
immagina di avere meno sete e fame

di lui
per cui puoi ascoltare la sua fame e sete
e dargli sosta
abbiamo tutti bisogno di amore
siamo tutti soli nella notte
siamo tutti
cattivi perché abbandonati
immagina che la tua vita sia un tavolo
so che è difficile ma comincia a apparecchiare

NON MI HANNO DATO LA VITA

Mi hanno dato il tempo
Non mi hanno dato la vita
È la vita un’arancia arancia
Piena della sua pienezza
Col succo che allegra le dita
Che non ha tempo e corre avanti al tempo
È la vita una giovane ragazza
Impazzita d’amore amante amata

Il tempo è una scatola vuota
Un cubo grigio fatto di prigione
Dove ti muovi da un angolo silenzioso all’altro
nel non senso
E in mezzo trovi il nulla
E quel cubo è il tuo specchio
La ragnatela d’ombra grigia
Che ti stringe la testa
Scorre la vita attorno rimbombando
E viva in un torrente fragoroso
Dentro il silenzio è peso
Il tempo è fermo
Come le vacue camere dei pazzi

..
FRAGILITA’

quando proprio non ne puoi più
e hai provato tutte le strade
ma troppe si affollano le ombre
l’angelo è l’ultima chance
che temi e sfuggi
proprio in bordo al pianto:
“La tua fragilità ti conduce
sempre uguale
dopo che credi di essere di ferro

e spezzi gli altri con finta sicurezza
L’onda ti si ritorce sempre contro
per provare che sei inconsistente
e debole
Come un’eco
lo smarrimento è la controfaccia
dell’arroganza
della fretta ciarlona
del giudizio
che ti si ribalta
insostenibile
Piccola montagna umana di insipienza
montagna di niente
che ti devi ricostruire ripartendo ogni volta
da meno di niente…
Questa pausa è la necessità forzosa
di una coscienza infelice e imperfetta
dove le ali si mozzano al mattino

senza più luce
Il noi è l’io
E sempre ti attraverso
il riflusso dell’incomprensione
quando l’io è l’io
Oltre di questo: niente.

.
LE MANI NELLE MANI

Non riconosciamo, attoniti,
chi non si riconosce.
Chi non offre l’aiuto
non ci offre
aiuto.
Aneliamo un domani luminoso
che all’ospite sia colomba
al compagno mano
tesa
palmo consenziente
occhio aperto.
Sogniamo un domani
di pace
che nutra la pace
con la modestia dell’attesa
la buona condivisione

il farsi indietro personale
per la causa più alta.
Scegliamo dalla storia passata
il fior da fiore
ciò che nutre l’umano universale

SAN VALENTINO

Auguri, oggi, agli innamorati
All’uomo che ama la donna
Alla donna che ama l’uomo
All’uomo che ama l’uomo
Alla donna che ama la donna
A chi ama la propria nonna
Alla nonna che ama il suo bambino
A te che ami la tua gatta, il tuo cane
I tuoi fiori, la tua poesie, il tuo lavoro
La tua passione
A te che ami il tuo paese
La tua terra, la tua patria
A te che ami la tua chitarra
La tua canzone
I tuoi amici
A chi ama le belle idee
Il sogno, la visione
La bellezza
Il futuro
A tutti gli innamorati del mondo

Che il cielo e le terra
Siano pieni della vostra gloria!

.
Ci amiamo come degli sconosciuti
Ci lasciamo e siamo ancora sconosciuti.

.
SPAVENTO

…è bastata una tua parola
per rompere il gelido silenzio
e il mondo ha ricominciato
a respirare
Mi sento come il malato di cuore
che ha creduto di morire
e ora che sente il battito normale
il cielo è ancora il cielo
l’albero l’albero
la stella è la stella
ma tutto è ancora intriso di spavento.

Poesia attribuita a JORGE LUIS BORGES

Con il tempo si impara la sottile differenza
fra sostenere una mano e incatenare un’anima,

e si impara che l’amore non significa andare a letto,
e una compagnia non significa sicurezza

e uno comincia a imparare… Che i baci non sono
contratti e i regali non sono promesse
e uno comincia ad accettare le sue sconfitte
a testa alta e con gli occhi
aperti

e uno impara a costruire tutti i suoi cammini nell’oggi,
perché il terreno di domani è troppo insicuro per
far piani..e i futuri hanno la forma di cadere
a metà.

E dopo col tempo, uno impara che se è troppo
anche il calore del sole brucia. Così uno pianta
il suo giardino e decora la sua anima, al posto
di aspettarsi che qualcuno porti fiori. E uno
impara che realmente può reggere che uno
è veramente forte, che uno realmente vale
e uno può imparare. E impara…e ogni giorno
impara.

Con il tempo impara che stare con qualcuno
perché ti offre un buon futuro significa presto
o tardi voler ritornare al passato.

Con il tempo capisci che solo chi è capace di amarti
con i tuoi difetti, senza pretendere cambiarti,
può offrirti la felicità che desideri.

Con il tempo ti accorgi che, se stai a fianco di questa
persona solo per accompagnare la tua solitudine,
irrimediabilmente finirai per non volere più vederla.

Con il tempo ti rendi conto che gli amici sinceri
valgono molto più di qualsiasi quantità
di denaro.

Con il tempo intendi che i veri amici sono contati
e chi non lotta per loro, presto o tardi
sarà circondato da false amicizie.

Con il tempo impari che le parole dette
in un momento d’ira possono continuare
a dolere a chi feristi tutta la vita.

Con il tempo impari che discolpare chiunque lo fa,
però perdonare è solo delle anime grandi.

Con il tempo capisci che anche se sei felice
con gli amici, un giorno piangerai
per quelli che lasciasti andare.

Con il tempo ti rendi conto che tutta
l’esperienza vissuta con ogni persona è irripetibile.

Con il tempo ti rendi conto che colui che umilia
o disprezza un essere umano,
presto o tardi, soffrirà le stesse umiliazioni
o i disprezzi elevati al quadrato.

Con il tempo impari a costruire tutti i cammini sull’oggi,
perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.

Con il tempo capisci che se fai pressione
sulle cose o le forzi in modo che accadano,
come conseguenza alla fine non sono come speravi.

Con il tempo ti rendi conto che in realtà
il meglio non era il futuro, ma il momento
che stavi vivendo proprio in questo istante.

Con il tempo vedrai che anche se sei Felice
con chi ti sta al fianco, ti mancheranno terribilmente quelli che ieri
stavano con te e ora se ne sono andati.

Con il tempo imparerai che cercar di perdonare o chiedere
perdono, dire di amare, di desiderare, di aver bisogno,
dire di voler essere amico, di fronte ad una tomba, non ha più senso.

Però, sfortunatamente, solo con il tempo…
fortunatamente o sfortunatamente solo con il tempo…

Anonimo
POESIA INDIANA

“Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso per la paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.
Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura e lasciare che l’estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre bella;
e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d’argento: “Sì!”
Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di disperazione,
sfinito e profondamente ferito e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.
Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.
Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere chi ti sostiene all’interno, quando tutto il resto ti abbandona.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se
apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto.”

http://masadaweb.org

.

11 commenti »

  1. Grazie Viviana alcune sono veramente belle ,ti entrano nel Cuore !!
    Devamax

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 21, 2015 @ 11:23 pm | Rispondi

  2. È molto difficile gestire la solitudine anzi impossibile. E la solitudine profonda rende ogni aspetto della vita amaro. E ció che è giá difficile lo rende insormontabile, insuperabile, va al di là di ogni palliativo o pensiero consolatorio che possiamo provare a fare.quando la solitudine è profonda diventiamo disarmati di fronte alle delusioni e ai rimpianti della vita. Non possiamo piú accoglierli smussarli, riderci sopra. Per me la solitudine totale quale provo ora,è la morte dell anima, totale enorme e assoluta. Non c’ è altro da aggiungere altro da poter fare
    Marco

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2015 @ 7:40 am | Rispondi

  3. Ciao cara amica hai ragione è tristissimo per non dire di peggio ..non solo stare lontana dalle persone care ma soprattutto non essere comprese non solo ma essere accusate e fraintese…chi meglio di me puo’ capirti????!!!!…

    Cerca di non soffrirne tanto alla luce del fatto che non dipende da mancanza di amore ma dal limite di poca apertura mentale e…di rispetto…
    aspetta del tempo..non buttare via nulla e soprattutto non buttare il tuo cuore nel senso che non devi pentirti di essere cosi’…solo perche’ non sei capita…limitati un po’ e soprattutto lascia passare del tempo…non dirle nulla…da sola comprendera’ i suoi errori e le sue esagerazioni…il problema è suo..lo sai…si sente sminuita…( ma non capisco perche’…)

    tu sei tanto buona e generosa …sii fiera sempre di questo…
    ti capisco perfettamente è cosi’ anche per me..ma non è colpa tua…tu continua a fare quello che puoi..cerca magari piu’ avanti con calma di farti sentire vicina da tua figlia spiegandoti ma..dandole la sensazione di non voler intervenire o criticare il suo operato…piano piano con pazienza..lei si rassicurera’ e capira’ di piu’ senza aggredirti….sono sicura come sono sicura che ti vuole bene….
    un abbraccio

    ti voglio bene
    Rosanna

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2015 @ 8:07 am | Rispondi

  4. Bellissime poesie, cara Viviana e bellissimo il dialogo tra anime affini con il tuo amico Piero.
    Credo che questo tipo di dialogo-confronto a distanza, ma intimissimo sia una delle autentiche possibilità di non sentirsi soli.
    Per chiarire meglio il concetto utilizzo i vertginosi versi di Rilke:

    SENZA CONOSCERE IL NOSTRO VERO SITO
    ,AGIAMO PER REALE RELAZIONE.
    LE ANTENNE SENTONO LE ANTENNE,
    E LA VUOTA LONTANANZA CI SOSTENNE…
    (dal XII sonetto ad Orfeo)

    Un forte abbraccio.Marisa

    Commento di marisa — gennaio 22, 2015 @ 10:04 am | Rispondi

  5. .. per la precisione, Piero Ciampi non è uno dei miei amici e nemmeno l’ho mai conosciuto. E’ un cantautore di Livorno molto malinconico, morto giovane. Gino Paoli ha interpretato alcune sue canzoni. Ho sentito parlare di lui su Sky e sono andata a cercarlo sul web. La sua tristezza mi corrispondeva in questo particolare momento in cui faccio proprio fatica a resistere alla depressione e a restare in vita, sia perché è morto mio marito sia perché sono sola al mondo con una sola figlia che vive a Londra e direi che proprio non mi ama. Il fatto che io adori lei e i bambini sembra privo di significato nella nostra storia, per cui non so proprio che fare e resto sbigottita alle sue reazioni negative, tanto più che ho vissuto con lei 24 meravigliosi anni di sintonia e grande affetto, ma ora è come diventata un’altra persona e mi sfugge come la morte
    Mah
    Come scrive Edgar Lee Master:

    “Questo è il dolore della vita:
    che si può essere felici solo in due;
    e i nostri cuori rispondono a stelle
    che non vogliono saperne di noi.”

    saluti e grazie
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2015 @ 10:32 am | Rispondi

  6. Sì, cara Viviana, conosco queste tue dolorose vicende perché ho letto il tuo “romanzo”, ma sono più d’accordo con Rilke che, pur situando la relazione tra le stelle, parla di “Antenne che sentono le antenne”, che non con Edgar Lee Master, che nelle lapidi di Spoon River (che io amo moltissimo in verità) riesce ad ascoltare solo la struggente tristezza di chi con la vita ha perso tutto…Spesso anche Rilke si è disperato, ma poi il profondo ascolto e la tensione verso gli spazi aperti gli hanno sempre riaperto lo sguardo verso l’Angelo e posizionato le “antenne” dell’anima verso altre antenne, anche sideralmente lontane.
    Sono convinta che anche le tue potranno captare segnali più positivi da altre persone piuttosto che da tua figlia, che evidentemente in questi ultimi anni, ha chiuso le sue nella tua direzione, forse proprio perché per tanto tempo le avete fatte vibrare all’unisono…
    Maria Luisa

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2015 @ 6:06 pm | Rispondi

    • “antenne che sentono le antenne”
      Poetica tensione… la comunione traspare… di speranza innondare… le nostre piccole vite… ingigantite dal dolore ai nostri occhi.

      Complimenti per le poesie e le immagini che hai postato Viviana. Grazie sempre e comunque per la tua onestà.

      Commento di thread — gennaio 23, 2015 @ 4:16 pm | Rispondi

  7. Mi rendo conto che i nostri genitori e e l’umanità vissuta prima della nostre generazioni, direi dal dopoguerra, era più abituata alla morte, che era vissuta diversamente..
    C’era più vera solidarietà, c’era più sentimento e più cuore.
    ora siamo più distaccati, chiusi in una sorta di indifferenza e non sentiamo più in nostro vicinato come partecipante della nostra vita.
    siamo dei robot con molti giocattoli e niente cuore.
    Prima o poi ci sveglieremo; una specie che non sa essere solidale è perduta e la natura se ne disfa.
    Ti abbraccio.
    Maria Pia

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 23, 2015 @ 9:52 am | Rispondi

  8. Mi sono fermata alla IV° poesia e le ho trovate bellissime. Continuerò in un secondo momento la lettura. Ciaoo Bea

    Commento di Viaggiando con Bea — gennaio 23, 2015 @ 10:52 am | Rispondi

  9. Lette tutte in un fiato. Difficile scegliere la più bella, tutte ti lasciano qualcosa, un piccolo pensiero dentro.
    Complimenti!

    Commento di Laura — gennaio 23, 2015 @ 1:03 pm | Rispondi

  10. molto belle, Viviana, le ho lette e rilette: nave burrasca, siamo tutti lontani.com’è triste la sera stasera……………..grazie Claudia

    Commento di claudia Pisano — gennaio 23, 2015 @ 5:06 pm | Rispondi


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