Nuovo Masada

gennaio 4, 2015

MASADA n° 1609 4-1-2015 RENZI, IL RE DEI DELINQUENTI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:09 pm

Renzi ci prova a depenalizzare Berlusconi – Elenco sterminato dei reati depenalizzati da Renzi- Diventeremo il Bengodi dei delinquenti – I turpi numeri dell’Italietta – Le domande cui Napolitano non ha mai risposto – Libera evasione fiscale in Stato renziano – Supercapitalismo – Scempio su scempio – Quale futuro? – 545 miliardi di euro evasi che Equitalia non toccherà mai –Padoan il distruttore di Stati – Grillo e il fisco – Federica Guidi- L’Italia è diventata un premierato

UN DECRETINO LEGISLATIVO DEPENALIZZEREBBE BERLUSCONI

“Il governo ha approvato alla chetichella, il 24 dicembre, un decreto fiscale nel quale all’ultimo momento è stato aggiunto il comma 19-bis che esclude la punibilità della frode fiscale “quando l’importo delle imposte sui redditi evase non è superiore al 3% del reddito imponibile dichiarato”. Un dettaglio che sembra scritto su misura per annullare la sentenza definitiva di condanna per frode fiscale che sta scontando Silvio Berlusconi, al quale verrebbe così restituita piena agibilità politica. Per la verità il tribunale ha accertato una frode sui bilanci Mediaset ben superiore al 3% della dichiarazione, ma in seguito a prescrizioni varie ha punito Berlusconi “solo” per una somma di 7 milioni, percentuale minima del totale evaso.” (Gad Lerner)
.
Già , e Renzi non era uno che si vantava di “metterci sempre la faccia”?
e sulla legge Salva-Grandi-Evasori che faccia ci ha messo?
il lato B?
.
Ci provano.. ci riprovano…
Non basta che abbiamo una evasione fiscale di 180 miliardi. Abbiamo pure un premier che la protegge. La vigilia di Natale, nel condono fiscale, Renzi ha infilato un decreto legislativo che cancellerebbe 4 anni di pena e dunque consentirebbe a Berlusconi di candidarsi. Cadrebbe la sua sentenza e anche l’interdizione dai pubblici uffici. Renzi nega, ma la verità è plateale. Questa gente, Renzi in testa, ha davvero la faccia come il culo.

Dunque la soglia sopra cui si può essere puniti sale di 3 volte, il che allarga smisuratamente il numero degli evasori che non saranno puniti, in pratica non sarà punito nessuno. Anzi chi froda il fisco viene premiato. L’articolo 19-bis, infatti, stabilisce chiaramente che non si viene più puniti se Iva o imposte sui redditi evase “non sono superiori al 3% dell’imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato”. In pratica non c’è nessun limite, ma solo una proporzione, sotto cui il reato penale scompare. Insomma se sei molto ricco, evadi quanto ti pare. Più è alto il reddito meno pagherai e non andrai mai in carcere (ma in Italia per evasione fiscale chi mai c’è andato?), nemmeno se hai fatto una chiara frode fiscale. I ministri si dichiarano tutti innocenti, ma l’aggiunta è apparsa nel passaggio al dipartimento affari giuridici, governato da Antonella Manzione, braccio destro di Renzi ed ex capo della polizia locale a Firenze quando era sindaco. E’ un po’ strano che Renzi non ne sappia niente. Con le nuove norme rischia il carcere (ma quando mai?) solo chi evade oltre 150mila euro (ora sono 50mila) e le fatture false saranno reato solo sopra i mille euro. In pratica, chi fattura un milione di euro, può evadere fino a 30 mila euro e fino a 150 mila grazie alle altre norme. Lo fanno “per non ingolfare le procure”, ma pensa te ! Su 3 processi ne salterà uno. Dei 180 miliardi persi dal fisco che ora diventeranno molti di più chi se ne frega? Poi ci diranno che mancano i soldi per le scuole o la sanità, i mandrucconi! Ma i Piddini devono stare attenti solo a Grillo, Renzi può far loro di tutto. Gli hanno venduto l’anima. Come al diavolo.
.
I poveri piddini sono ridotti a dire che Matteo ha firmato il decreto ‘a sua insaputa’. Che lo sapesse o non lo sapesse (ma sapevalo) resta il fatto che assolvere i grandi evasori e lasciare che Equitalia vittimizzi i piccoli è una immane porcata.
.
Aumentare le tasse ai poveri e non farle pagare ai ricchi. Questa sì che è un’idea di sinistra!
.

180 miliardi evasi che non sono entrati nelle casse dello Stato
200 miliardi di fondi neri non tassati in Svizzera
545 miliardi che Equitalia dice che non può far pagare ai grandi evasori
Il Pd che in Europa vota ‘contro’ le dimissioni chieste dal M5S di Junker che per 18 anni ha accolto i peggiori evasori europei in Lussemburgo
… e poi la colpa sarebbe nostra che ‘siamo vissuti sopra le nostre possibilità”!!!!
.
Per i berlusconiani impenitenti
“E’ stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che Berlusconi, quando già era in politica e formalmente non più al vertice delle sue società, ha nascosto cifre imponenti al fisco italiano e agli altri azionisti di Mediaset. La condanna riguarda “solo” 7,3 milioni di euro, occultati negli anni 2002 e 2003. Altri 6,6 milioni riguardano il 2001 e sono stati cancellati dalla prescrizione già prima della sentenza d’appello. Ma in totale, scrivono i giudici, “le maggiorazioni di costo realizzate negli anni” sono di ben “368 milioni di dollari”. Rase al suolo dalla prescrizione anche le imputazioni di falso in bilancio e appropriazione indebita, in un processo durato 6 anni solo per il primo grado (compresi i 2 di ibernazione per i “lodi” Schifani e Alfano). Prescrizione dimezzata (da 15 anni a 7 e mezzo) grazie alla legge ad personam ex Cirielli. Quanto a una contestata frode fiscale da 120 miliardi di lire di imposte evase, è prosciugata quasi interamente dai condoni fiscali. Molti documenti utili a ricostruire i passaggi dei soldi tra le società offshore di Berlusconi, comunque, erano già svaniti durante le prime perquisizioni ordinate dai pm milanesi: “Quindici anni di carte”, secondo la teste Silvia Cavanna, “furono fatte sparire da Lugano in Lussemburgo, credo con camion”.
Ma vi pare che B avrebbe comprato il paradiso fiscale di Antigua e fatto lo scudo fiscale o pagato testimoni come Mills con 700,000 dollari per 7 milioni??

Dastardly
“Renzi blocca il decreto e lo rimanda alla Commissione (come se poi una commissione avesse mai contato qualcosa!)”, e ora la faranno passare pure come mossa eroica “Avete visto grillini? Il nostro beniamino non è al servizio di Berlusconi!”
Come dire che uno che uno che sorpreso a svaligiare un negozio, colto con le mani nel sacco dalla polizia posa il malloppo, è uno onesto.
.
Questa è una barzelletta mimata per cui dovreste immaginare la mossa
Un cacciatore di frodo uccide un enorme cinghiale. Se lo mette faticosamente sulla spalla e cammina piegato in due sotto l’immane peso. Ma incappa in una guardia forestale: “ALT! preso in flagrante per caccia di frodo!”. ” Ma quale caccia di frodo??” “.. Il cinghiale!”
“Cinghiale? Quale cinghiale???” Si guarda la spalla stupito e : “Ops! ” (gesto con cui si toglie un bruscolino con due dita)

.
La mano destra lava la sinistra
e tutte e due fregano il popolo italiano.
.

La firma , in calce al decreto , non è di Mario Rossi ma di un signore che risponde al nome di MATTEO RENZI. Delle due, l’una : o non sapeva del codicillo, oppure ne era perfettamente a conoscenza. Ci sarebbe, poi , una terza ipotesi che vede il nostro premier del tutto ignorante in materia , tanto da non rendersi conto delle conseguenze “pratiche ” del provvedimento appena firmato.
.
Ci provano
Più sono corrotti, più ci provano
E’ un vecchio vizio della criminalità italiana al potere
Nella legge contro il femminicidio ci infilarono il ripristino delle Province, soldi regalati ai pompieri e un aiutino alla TAV
Nell’ultimo decreto legge sulla Casa ci hanno infilato un rifinanziamento per
l’Expo 2015 di altri 20 milioni di euro (e lo hanno fatto proprio il giorno dopo gli arresti per tangenti) e hanno aumentato le accise sui carburanti
Nel decreto sull’aria pulita ordinata dall’Ue ci infilarono un rialzo del benzo(a)pirene
Nel decreto SalvaItalia ci misero una licenza per costruire in aree urbane depositi per materiale radioattivo
Nella legge per le olimpiadi invernali si misero addirittura la riforma sulle droghe
Ma Grasso e la Boldrini che li paghiamo a fare??

RENZI HA DEPENALIZZATO UNA SERIE DI REATI GRAVISSIMI

Di fronte a mafia capitale e a una serie di fatti e reati pesantissimi che ci classificano come il Paese più corrotto d’Europa, Renzi ha promesso leggi penali più severe, e infatti, da quel marpione campione dei bugiardi qual è, ha addirittura ‘depenalizzato’ una serie di reati gravissimi.

Il Consiglio dei Ministri ha varato, in notturna, il testo del Decreto legislativo di attuazione della Legge delega 67/2014 che prevede, di fatto la cancellazione, ma loro preferiscono chiamarla depenalizzazione, di alcuni reati definiti lievi.
Visto che siamo il Paese più corrotto d’Europa, non bastava che Renzi decidesse che non si va più in carcere per reati fino a 5 anni, ora ha anche depenalizzato una serie di reati che non sono lievi affatto con l’incesto, l’omicidio colposo, la truffa, l’adulterazione di cibi, la corruzione di minorenne, il disastro doloso… Mafiosi e delinquenti gioiranno:

Abbandono di persone minori o incapaci
Abusivo esercizio di una professione
Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina
Abuso d’ufficio
Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico
Arbitraria invasione e occupazione di aziende agricole o industriali .Sabotaggio
Adulterazione o contraffazione di cose in danno della pubblica salute
Appropriazione indebita
Arresto illegale
Assistenza agli associati (anche mafiosi)
Attentato a impianti di pubblica utilità
Attentati alla sicurezza dei trasporti
Atti osceni
Atti persecutori (stalking)
Commercio o somministrazione di medicinali guasti
Commercio di sostanze alimentari nocive
Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari
Corruzione di minorenne
Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi
Corruzione
Danneggiamento anche a seguito d’incendio, o seguito da inondazione,frana valanga
Danneggiamento di informazioni e programmi informatici
Danneggiamento di sistemi informatici o telematici
Detenzione di materiale pornografico
Deviazione di acque e modifiche dello stato dei luoghi
Diffamazione
Divieto di combattimento tra animali
Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza
Evasione
Fabbricazione o detenzione di materie esplosivi
False informazioni al P.M.
Falsità materiale del P.U.
Favoreggiamento personale
Favoreggiamento reale art.379 c.p
Frode informatica
Frode in emigrazione
Frode nelle pubbliche forniture
Frode processuale
Frodi contro le industrie nazionali
Frode nell’esercizio del commercio
Furto
Gioco d’azzardo
Impiego dei minori nell’accattonaggio
Incesto
Inadempimento di contratti di pubbliche forniture
Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
Ingiuria
Ingresso abusivo nel fondo altrui
Insolvenza fraudolenta
Interferenze illecite nella vita privata
Interruzione di pubblico servizio
Intralcio alla giustizia
Introduzione nello Stato e commercio di prodotti falsi
Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui
Invasione di terreni o edifici
Istigazione a delinquere
Istigazione a disobbedire alle leggi
Lesione personale
Lesioni personali colpose
Maltrattamento di animali
Malversazione a danno dei privati
Malversazione a danno dello Stato
Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice
Manovre speculative su merci
Millantato credito
Minaccia
Occultamento di cadavere
Oltraggio a P.U.
Oltraggio a un magistrato in udienza
Omessa denuncia di reato da parte del P.U.
Omicidio colposo
Omissione di referto
Omissione di soccorso
Patrocinio o consulenza infedele
Peculato mediante profitto dell’errore altrui
Percosse
Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi
Procurata evasione
Procurata inosservanza di pena
Resistenza a P.U.
Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio
Rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro
Rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio
Rivelazione di segreti inerenti ad un procedimento penale
Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione
Rissa
Simulazione di reato
Sostituzione di persona
Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro
Sottrazione di persone incapaci
Sottrazione e trattenimento di minori all’estero
Stato d’incapacità procurato mediante violenza
Traffico d’influenze illecite
Truffa
Turbata libertà degli incanti
Turbativa violenta del possesso di cose immobili
Usurpazione di funzioni pubbliche
Uccisione di animali
Uccisione o danneggiamento di animali altrui
Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine
Vilipendio delle tombe
Vilipendio di cadavere
Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza
Violazione di domicilio
Violazione di domicilio commessa dal P.U.
Violazione di sepolcro
Violazione di sigilli
Violazione degli obblighi di assistenza familiare
Violenza o minaccia a P.U.
Violenza privata
Violenza o minaccia per costringere uno a commettere un reato

http://catania.livesicilia.it/2014/12/04/reati-depenalizzati-addiopizzo-disagio-nel-promuovere-la-legalita_320319/

Con la legge 28 aprile 2014, n. 67 il legislatore ha, tra le altre cose, delegato al Governo un’ampia revisione dei reati contemplati dal codice penale e non. Così, si è certamente deliberata una vera e propria depenalizzazione per una serie di reati minori, spesso realmente “bagatellari”. E’ un cammino iniziato anni fa per giungere ad un sistema caratterizzato da un “diritto penale minimo”.
.
Davanti all’elenco sterminato di reati gravissimi che grazie a Renzi non saranno più tali, io, privato cittadino, vorrei avere davanti le facce di quei piddini che pervicacemente stanno su questo blog a calunniare gli onesti 5stelle e prenderli a ceffoni dal primo all’ultimo
.
Dunque Renzi ha DEPENALIZZATO 112 pesantissimi reati (e ovviamente anche quella corruzione di minore per cui B sarebbe sempre perseguibile) e ha reso impunibili le forti evasioni fiscali (sempre per favorire il caro amico Berlusconi), lasciando mano libera a imprenditori o commercianti di fare impunemente disastri dolosi, scempi del territorio, vendita di cibi o medicinali guasti, crolli, contaminazioni, e chi più ne ha più ne metta.
Da oggi l’Italia non solo non è più un paese libero ma è anche il regno dei malfattori dove il cittadino normale è senza tutela e in balia dei criminali, tutti graziati per legge.
E quando il caro DemocraticoNonDiretto o il caro Steve Caren o il caro ConteZero o il caro Andrea Persi o un troll piddini a caso si proverà ad attaccare gli onesti 5stelle, sarà d’uopo chiedergli: quale dei tuoi reati stai proteggendo con Renzi? L’incesto? L’evasione fiscale su larga scala? Lo stalking? La frode? L’omicidio colposo?
Perché è chiaro che qualche reato grave lo devi aver commesso se voti uno come Renzi che te lo depenalizza!!!

ANDANTE CON RITMO
Marco Travaglio

L’Italia è il Paese europeo col maggior numero di leggi e col più alto tasso di illegalità. E’ prima in Europa, nel G 7 e nell’intero Occidente, per corruzione percepita, al 69° posto fra le nazioni più virtuose (fonte Transparency International)”. La corruzione si mangia il 40 % di ogni grande opera: solo l’alta velocità ferroviaria costa da noi una media di 61 milioni a km contro i 10,2 della Parigi-Lione, i 9,8 della Madrid-Siviglia e i 9,3 della Tokyo-Osaka (Commissione Ue). Abbiamo i cantieri più lenti d’Europa, con tempi allungati di un terzo negli ultimi 5 anni (Dps-Uver): ogni opera sopra i 100 milioni dura in media 14 anni. La nostra evasione fiscale è la più alta d’Europa (la terza nel mondo, subito dopo Turchia e Messico), come pure la pressione fiscale (44 %, la quarta dell’Eurozona, la prima per il suo aumento in base al Pil nell’ultimo decennio: nel 2002 era al 40,5). Ogni italiano evade in media 38 euro ogni 100: merito dei 10-11 milioni di evasori su 40 milioni di contribuenti, per almeno 180 miliardi sottratti ogni anno al fisco (Ocse-Corte dei conti). Un italiano su due dichiara meno di 15 mila euro, il 50 % dell’Irpef la paga il 10 % dei contribuenti e gli imprenditori risultano più poveri dei loro dipendenti. Il 40 % delle imposte evase in tutt’Europa è made in Italy. Primato mondiale per il sommerso: l’economia in nero è il 21 % di quella legale, 340 miliardi l’anno. Per risolvere una lite commerciale, impieghiamo 1.185 giorni, il triplo dei grandi paesi europei. Nel ramo giustizia, a fronte della magistratura più produttiva d’Europa, abbiamo così tanti processi (5,2 pendenti e 4 milioni nuovi ogni anno nel civile, 3,4 pendenti e 3 nuovi nel penale) che durano in eterno. Le politiche di austerità, oltre a non risolvere nessuno dei guai sventolati per giustificarle, hanno aumentato diseguaglianze e ingiustizie sociali, raddoppiando il numero dei poveri: il 12,4 % della popolazione (nel 2007 erano il 6,8). Intanto siamo affondati al 24 ° posto dell’Ue per capacità d’inclusione nella vita sociale e lavorativa: solo Ungheria, Bulgaria e Grecia stanno peggio. E al penultimo per giustizia intergenerazionale.
.
Se fino a 10 mesi fa l’Italia era prima in Europa per corruzione, ora, grazie alle sue depenalizzazioni, saremo il paese più corrotto della galassia. A questo punto è chiaro perché alcune persone odiano con tutte se stesse i 5stelle: perché sono onesti. E il disonesto, il delinquente, il criminale ha sempre avuto in odio gli onesti. E Renzi dunque è il suo eroe perché i disonesti li premia, li depenalizza, li prende con sé, fa far loro carriera. E dove lo trovano un altro eroe protettore del crimine come Renzi? Viva dunque il re dei delinquenti! Con lui il crimine prospererà. E tutti i malnati d’Italia vivranno corrotti e contenti.

Vincenzo Mastrangelo
Certo che Renzi è di parola: aveva promesso di portare l’Italia fuori dalla melma e lo sta facendo; peccato che dopo la melma finiamo nella mer*a.
.
SUPERCAPITALISMO
Blog di Grillo

C’è qualche attinenza tra due date: il 9 novembre del 1989 e il primo gennaio del 2015? 26 anni fa crollò il muro di Berlino e l’economista Francis Fukuyama: profetizzò la fine della Storia in quanto il processo di evoluzione sociale, politica ed economica dell’umanità aveva raggiunto il suo apice e si sarebbe avviato alla sua fase finale. Era sottinteso in questo il trionfo finale delle democrazie contro i totalitarismi espressi dalla dittatura sovietica. Invece si trattava di tutta un’altra storia, dell’avvento del super capitalismo che avrebbe travolto le democrazie, una minaccia più seria del comunismo. Dal 1989 la parola democrazia è stata sostituita da libero mercato che però non è per nulla libero in quanto dominato da imperi bancari ed economici che sovrastano i governi nazionali senza bisogno di usare le armi, neppure una pistola giocattolo, usano più semplicemente il denaro.
Dio o Mammona? Non c’è più distinzione. Non si può più scegliere. Mammona è diventato Dio. Non c’è più dualismo. La politica è compravendita di voti alla luce del sole. Di alto e (come si diceva un tempo) e nobile non ha più nulla. Ci si vende per 80 euro senza vergogna e la ricchezza si concentra sempre più in poche mani. Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, diceva Gesù, ma oggi Cesare ti chiede il pizzo, non la partecipazione sociale e Dio è morto quando si uccide per 15 euro e ci si fa corrompere senza vergogna rimanendo al proprio posto quando scoperti. Il capitalismo moderno e la democrazia sono nemici giurati. Il trucco del capitalismo è di fingersi necessario per l’attuazione della democrazia. Ma è una balla. Il capitalismo attuale è un lupo travestito da buon pastore che divora qualunque cosa, a partire dalle coscienze per arrivare a divorare l’intero pianeta con parole magiche come Pil e crescita insostenibili nel medio termine. Cosa è importante più della vita? Oggi è il denaro. Il primo dell”anno del 2015 si è aperto con una tragedia di un paese post comunista diventato supercapitalista. Neppure nei peggiori incubi di Mao in una strada di Shanghai dal nome Bund il cui significato è “le rive della baia fangosa” lungo il fiume Huangpu, costellata da edifici che ospitano importanti istituti bancari, 36 persone sarebbero morte nella calca per afferrare mazzette di dollari falsi. Sono morte sotto le insegne di grandi banche per afferrare il nulla.

LE DOMANDE CUI NAPOLITANO NON HA MAI RISPOSTO
Marco Travaglio

Signor Presidente, quando uno dei suoi migliori predecessori, Sandro Pertini, fu eletto capo dello Stato nel 1978, Indro Montanelli gli inviò il seguente telegramma: “Che Dio le conceda il coraggio, Presidente, di fare le cose che si possono e si debbono fare; l’umiltà di rinunziare a quelle che si possono ma non si debbono, e a quelle che si debbono ma non si possono fare; e la saggezza di distinguere sempre le une dalle altre”. È un vero peccato che Montanelli, essendo scomparso nel 2001, non abbia potuto inviarlo anche a lei quando fu eletto nel 2006 e rieletto nel 2013. Le sarebbe senz’altro servito a evitare un sacco di errori, abusi di potere e deragliamenti dai confini fissati dalla Costituzione, che invece hanno costellato l’intero suo settennato e anche il post-scriptum degli ultimi 20 mesi. Manca lo spazio per riassumerli tutti: li troverà, nel caso in cui le servisse un ripasso, nel libro Viva il Re! uscito un anno fa. Qui ci limitiamo a quelli del suo secondo mandato, che da soli bastano e avanzano a fare di lei il peggior presidente della storia della Repubblica.

A termine e a condizione. Lei, il 20 aprile 2013, quando smentì ciò che aveva ripetutamente giurato agli italiani e accettò la rielezione al Colle su richiesta delle cancellerie europee, di Mario Draghi, del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, ma soprattutto dei vecchi partiti (terrorizzati dalla candidatura di Stefano Rodotà, che avrebbe impedito la riedizione delle larghe intese Pd-Berlusconi, già peraltro bocciate dagli elettori due mesi prima), annunciò subito che il suo secondo mandato sarebbe stato “di scopo”, limitato a misteriosi “termini entro i quali ho ritenuto di poter accogliere in assoluta limpidezza l’invito ad assumere ancora l’incarico di presidente”. Sarebbe così gentile da indicarci quale articolo della Costituzione prevede l’elezione condizionata e temporanea del capo dello Stato, visto che l’articolo 85 stabilisce in assoluta limpidezza che “il presidente della Repubblica è eletto per sette anni”?
In quei giorni il Corriere scrisse che – per indurla ad accettare il bis – “decisivo sarebbe stato il colloquio tra Napolitano e Berlusconi. Il presidente avrebbe dato atto all’ex premier di avere avuto, in questa difficile fase, un ‘comportamento da statista’. Prima del congedo, fra i due vi sarebbe stato un lungo, caloroso abbraccio, talmente toccante da suscitare emozione nel portavoce di Napolitano, Pasquale Cascella”. Dal Quirinale, nessuna smentita. Davvero, Presidente, bastava un sì alla sua rielezione per trasformare un pluriprescritto per reati gravissimi, plurimputato per concussione e prostituzione minorile e per corruzione di senatori, nonché condannato in appello per frode fiscale, in un insigne “statista”?

Il 22 aprile 2013, mentre lei preparava il suo discorso di reinsediamento, i giudici di Palermo erano costretti da un’inaudita sentenza della Corte costituzionale a distruggere i cd-rom contenenti le quattro conversazioni legittimamente intercettate sui telefoni di Nicola Mancino, coinvolto nelle indagini sulla trattativa Stato-mafia. Vuole spiegarci, una volta per tutte, cosa contenevano di tanto imbarazzante per lei quelle telefonate, al punto da spingerla a sollevare un inaudito conflitto di attribuzioni con la Procura di Palermo per sottrarre ai cittadini un fondamentale elemento di conoscenza su un capitolo così buio della storia d’Italia?
Lo stesso 22 aprile 2013, nel pomeriggio, lei si affacciò alle Camere riunite per un discorso programmatico del tutto sconosciuto alla Costituzione e alle democrazie parlamentari, tipico dei discorsi della Corona e dei capi delle repubbliche presidenziali.

Dopo aver giustificato il suo bis con la favola del “drammatico allarme” per l’“impotenza” del Parlamento a eleggere il suo successore (si era votato per appena due giorni, mentre in passato i tentativi a vuoto per l’elezione del Presidente erano durati anche 12 giorni), lei intimò al Parlamento di “riformare la seconda parte della Costituzione” in base ai “documenti dei due gruppi di lavoro da me istituiti il 30 marzo” (“riformare la seconda parte della Costituzione” in base ai “documenti dei due gruppi di lavoro da me istituiti il 30 marzo” (i famosi “saggi” nominati al di fuori del Parlamento, non si sa bene con quale legittimità democratica). A che titolo lo fece, visto che aveva appena giurato per la seconda volta di difendere la Costituzione, non certo di rottamarla? Non contento, lei minacciò il Parlamento che l’aveva appena rieletta e il governo che lei stava per formare: “Ho il dovere di essere franco: se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al Paese… Eserciterò le funzioni fino a quando la situazione del Paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno”. Cioè: se e finché fate come voglio io, resto e vi salvo dai guai; se mi disobbedite, me ne vado e vi lascio nelle peste. Si è mai reso conto che questo si chiama ricatto a due poteri dello Stato – il legislativo e l’esecutivo – che da quel momento non sono stati più liberi né sovrani di operare, sotto la spada di Damocle della sua minaccia?

Incurante del popolo sovrano che appena due mesi prima aveva platealmente bocciato le larghe intese (e dell’impegno preso da Pd e Pdl con i rispettivi elettori di non governare mai più insieme), lei aggiunse di aver accettato la rielezione per propiziare un governo di “convergenza fra forze politiche diverse”. Ma non tutte: solo quelle dell’“appello rivoltomi due giorni orsono”. Cioè dei partiti che le avevano chiesto il bis (Pd, Pdl, Centro montiano, Lega Nord). Esclusi dunque i 5Stelle, Sel e Fratelli d’Italia. S’è mai reso conto che il capo dello Stato, durando in carica 7 anni e avendo il potere di nominare il capo del governo e i ministri (che durano in carica al massimo 5 anni), non può subordinare la sua elezione al crearsi di questa o quella maggioranza governativa? Appena due giorni dopo, lei incaricò Enrico Letta, scelto da Berlusconi persona, cioè da colui che aveva perso sonoramente le elezioni con 6,5 milioni di voti in meno. E fece subito capire chi era il vero premier, imponendo al Letta travicello 5 suoi fedelissimi in altrettanti ministeri-chiave: Saccomanni all’Economia, Bonino agli Esteri, Cancellieri alla Giustizia, Giovannini al Lavoro, Quagliariello alle Riforme. Conosce qualche precedente simile, nella storia delle democrazie parlamentari?

Il 29 maggio il governo Letta, in accordo con lei, nominò altri 35 “saggi” extraparlamentari, quasi tutti di stretta obbedienza quirinalesca, per scrivere le riforme costituzionali da approvare in Parlamento “entro 18 mesi” per “dare immediato seguito all’impegno preso nel momento in cui si è chiesto a Napolitano di essere rieletto”. E, per abbreviare i tempi, partorì un ddl costituzionale che stravolgeva tempi e modi dell’art. 138 della Costituzione, quello che regola le riforme costituzionali, e apriva la strada a ogni possibile scassinamento della Carta a tappe forzate. Il 1° giugno lei diede a governo e Parlamento un anno per varare le riforme che le garbavano: “Di qui al 2 giugno del prossimo anno l’Italia dovrà essersi data una prospettiva nuova”, anche perché l’esecutivo “è una scelta eccezionale e senza dubbio a termine”. Come lui. Il 5 giugno Barbara Spinelli criticò sul Fatto l’ennesima sua interferenza nel potere esecutivo e legislativo, e lei si autosmentì, definendo “ridicolo falso” la notizia che lei avesse “posto un termine al governo”. Poi il 6 giugno, non si sa a che titolo, ricevette i nuovi saggi ricostituenti col ministro Quagliariello, per giunta a porte chiuse. Può dirci quali articoli della Costituzione le consentivano quelle invasioni di campo?

Il 24 giugno B fu condannato a 7 anni dal Tribunale di Milano per concussione e prostituzione minorile e sparò a palle incatenate sulla magistratura, paragonata a un “plotone di esecuzione”. Due giorni dopo lei invitò e ricevette il neocondannato “per un ampio scambio di opinioni sul momento politico e istituzionale”. Tutto normale, Presidente?

Il 29 giugno Camera e Senato approvarono una mozione Sel-M5S che impegnava il governo a sospendere l’acquisto di cacciabombardieri F-35 dall’americana Lockheed fino al termine di un’indagine conoscitiva del Parlamento sui costi e la sicurezza dei velivoli. Lei, furibondo, il 3 luglio riunì il Consiglio Supremo di Difesa ed esautorò il potere legislativo: “La facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni che… rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’esecutivo”. Se n’è mai pentito?

Il 16 luglio il ministro dell’Interno Angelino Alfano lesse in Parlamento una relazione piena di bugie sul rapimento in Italia e la deportazione in Kazakhstan di Alma Shalabayeva – moglie di un dissidente kazako – e della figlioletta Alua a opera della polizia e dei vertici del Vi-minale. I 5Stelle e Sel presentarono una mozione di sfiducia individuale contro di lui. Il Pd di Epifani, su pressione di Renzi chiese le sue dimissioni, ma poi fece marcia indietro quando lei monitò: “È assai delicato e azzardato invocare responsabilità oggettive per dei ministri”. Presidente, s’è poi accorto dell’art. 95 della Costituzione: “I ministri sono responsabili… individualmente degli atti dei loro dicasteri”?

Il 1° agosto 2013 la sezione feriale della Cassazione presieduta da Antonio Esposito emise la sentenza definitiva del processo Mediaset: B. condannato a 4 anni per frode fiscale. Mentre il Caimano tuonava contro i giudici in un video-messaggio eversivo, lei monitò dalla Val Fiscalina un incredibile elogio per il “clima più rispettoso e disteso” che aveva accompagnato il verdetto e auspicò “che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli” per la riforma della giustizia. I berluscones chiesero a gran voce la grazia presidenziale per il capo. Lei non la escluse, anzi: “C’è la legge a stabilire quali sono i soggetti titolati a presentare la domanda di grazia”. Poi ebbe una lunga conversazione telefonica col neopregiudicato. Bondi, Cicchitto e Santanchè intanto le rammentavano i protocolli segreti della sua rielezione e delle larghe intese: “pacificazione”, cioè grazia. Il 5 agosto, di ritorno dalle ferie, lei ricevette i capigruppo Pdl Brunetta e Schifani venuti a chiederle la grazia e promise di “esaminare con attenzione tutti gli aspetti delle questioni prospettate”. Csm e Pg della Cassazione avviarono col suo consenso un procedimento disciplinare e una pratica di trasferimento per il giudice Esposito, imputandogli un’intervista a Il Mattino e ignorando che era stata manipolata per inserirvi riferimenti alla sentenza su B., mai pronunciati dal magistrato. Il 13 agosto lei diramò una lunga nota in cui spiegava a B. che fare per ottenere la grazia: “presentare una domanda”; accontentarsi di una grazia sulla “pena principale” (quella detentiva e non quella accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici); “prendere atto” della sentenza e rispettare i giudici, anche se è “comprensibile” il “turbamento e la preoccupazione per la condanna a una pena detentiva di personalità che ha guidato il governo… leader incontrastato di una formazione politica di innegabile importanza”; sostenere lealmente il governo. Ripensandoci, non trova incredibile che lei, appena 12 giorni dopo una sentenza, abbia speso tanto tempo e tante parole per far balenare una grazia incostituzionale a un politico condannato per un delitto così grave e ancora imputato in altri processi?

A settembre la giunta per le elezioni del Senato iniziò a discutere della decadenza del condannato B., prevista in automatico dalla legge Severino. Ma ecco farsi avanti un plotoncino di giuristi legatissimi al Quirinale e capitanati dal “saggio” Violante che invocavano uno stop in attesa che la Consulta e le Corti europee si pronunciassero sulla legittimità della Severino e della sentenza della Cassazione, per salvare il seggio al neopregiudicato che ricattava tutti minacciando il governo. Lei fece sapere di aver “letto con attenzione e apprezzamento” il “lodo Violante” (poi fortunatamente ignorato dalla maggioranza in Senato). Presidente, s’è mai vergognato di quell’ennesima interferenza? E, già che ci siamo: intervistato da Bruno Vespa per il suo ultimo libro, il ministro Alfano ha rivelato che lei, in un incontro a quattr’occhi nel settembre 2013, si disse “pronto a concedere la grazia”, anche motu proprio (cioè senza domanda), se B. si fosse dimesso da senatore prima che il Senato votasse la sua decadenza e, per soprammercato, a lanciare un appello al Parlamento per un provvedimento di amnistia e indulto (cosa che fece l’8 ottobre, fortunatamente inascoltato). Lei non ha mai smentito. Sono dunque ridicole panzane quelle che lei ha poi raccontato il 20 ottobre 2013, quando definì “ridicole panzane” le notizie sulla sua promessa di grazia a B.?
Da quando, il 17 ottobre 2013, la Corte d’Assise di Palermo la convocò come teste nel processo Trattativa, lei fece il possibile e l’impossibile per sottrarsi al suo dovere di testimoniare, sostenendo di non aver “alcuna conoscenza utile da riferire” su quanto le scrisse il suo consigliere Loris D’Ambrosio (poi scomparso) su confidenze fattele a proposito di “indicibili accordi” fra Stato e mafia. Perché allora quando il 28 ottobre 2014 si decise finalmente a testimoniare, parlò per più di tre ore, rivelando importanti fatti che aveva taciuto per vent’anni (il progetto di attentato mafioso contro di lei e Spadolini nel luglio ’93; il timore di un “colpo di Stato”; la consapevolezza dei vertici dello Stato che le bombe mafiose fossero finalizzate a ricattare il governo Ciampi per ottenere l’alleggerimento del 41-bis)?

Nel novembre 2013 finì nei guai la ministra della Giustizia Cancellieri, indirettamente intercettata sui telefoni della famiglia Ligresti mentre solidarizzava con gli amici imprenditori plurinquisiti per il crac della Fonsai (di cui era manager il figlio), si metteva a loro disposizione, brigava per fare scarcerare Giulia Ligresti e si abbandonava a dure critiche ai magistrati. Dinanzi alla mozione di sfiducia di M5S e Sel e alla richiesta di dimissioni avanzata anche da Renzi, lei tornò a interferire, ricevendo la ministra e auspicando “l’ulteriore pieno sviluppo dell’azione di governo da lei avviata”. Letta telefonò a Renzi: “Ho sentito il presidente della Repubblica, ti chiediamo di ritirare la tua richiesta”. E l’indecente ministra si salvò, come Alfano. Signor Presidente, che cos’è per lei il Parlamento?

Il 4 dicembre 2013 la Consulta cancellò il Porcellum, giudicandolo illegittimo sia per l’abnorme premio di maggioranza al partito o alla coalizione più votati, sia per le liste bloccate che “alterano per l’intero complesso dei parlamentari il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti… coartano la libertà di scelta degli elettori… contraddicono il principio democratico, incidendo sulla stessa libertà del voto”. E così delegittimò in radice l’attuale Parlamento eletto con quella legge, il presidente della Repubblica e il governo da esso espressi, nonché la maggioranza che non esisterebbe senza il premio abnorme ora cassato. Ce n’era abbastanza per mettere subito in cantiere una riforma elettorale purchessia (sempreché non si condividesse quella disegnata dalla Corte depurando il Porcellum dai suoi profili incostituzionali: il proporzionale puro con preferenza unica, simile alla legge elettorale con cui si votò nel 1992) e poi sciogliere le Camere infette e restituire rapidamente la parola agli elettori, cioè al popolo sovrano. Lei invece, il 5 dicembre, prim’ancora che la Corte depositasse le motivazioni della sentenza, se ne infischiò: decise che “questo Parlamento è legittimo” e gli dettò un programma per l’intera legislatura: “riforma elettorale che superi il sistema proporzionale” e “modifiche costituzionali almeno per il numero dei parlamentari e per il bicameralismo perfetto”. Ma come si permise il presunto “garante della Costituzione” di imporre a un Parlamento appena dichiarato antidemocratico e abusivo dalla Consulta di restare in piedi sino a fine legislatura, e addirittura di modificare la Costituzione e la legge elettorale, dandogli per giunta precise indicazioni sui modelli da seguire?

Il 2014, che sta per concludersi, è stato l’anno di Renzi. Che il 18 gennaio siglò, con la benedizione del Colle, il Patto del Nazareno con B per farlo rientrare dalla finestra dopo che era uscito dalla porta a fine novembre, abbandonando il governo Letta all’indomani della sua decadenza da senatore. Il giovane e spregiudicato segretario del Pd, a metà febbraio, defenestrò Letta per prenderne il posto e il 22 febbraio giurò nelle mani di un Napolitano addirittura complice. Lei comunque, Presidente, non rinunziò a mettere le mani nella lista dei ministri: non per escluderne gli impresentabili, ma per cancellare dalla casella della Giustizia l’elemento migliore della lista renziana: il pm anti-’ndrangheta Nicola Gratteri, cassato in nome di un’inesistente “regola non scritta” che escluderebbe a priori i magistrati dalla carica di Guardasigilli (e allora perché lei, nel 2010, nominò a quell’incarico il magistrato forzista Francesco Nitto Palma, nel terzo governo B.?). Con Renzi a Palazzo Chigi, i suoi moniti ed esternazioni si sono fatti più radi, ma non per questo meno discutibili o indecenti (almeno quanto certi suoi silenzi).

Presidente, non conosceva proprio un giurista meno compromesso con l’Ancien Regime e in conflitto d’interesse di Giuliano Amato da nominare alla Consulta? Sicuro di aver detto tutta la verità sulla nascita del governo Monti nel novembre 2011, alla luce delle rivelazioni di Alan Friedman sui suoi abboccamenti col Professore fin dall’aprile di quell’anno?

Perché lei ha smesso di sferzare il Parlamento affinché elegga il 15° giudice costituzionale, lasciando la poltrona vacante ormai da 6 mesi?

Anziché telefonare un giorno sì e l’altro pure ai due marò imputati in India di un duplice omicidio ed elevarli a eroi nazionali, perché non ha mai trovato il tempo e le parole per esprimere la solidarietà e la vicinanza dello Stato al pm Nino Di Matteo, condannato a morte da Cosa Nostra (con tanto di tritolo già acquistato dai boss e nascosto a Palermo) e al pg Roberto Scarpinato, minacciato fin dentro il suo ufficio da uomini di apparato ben sicuri dell’invisibilità e dell’impunità?

Con che faccia il 2 aprile scorso ha ricevuto al Quirinale il pregiudicato B. “per parlare delle riforme e del fronte giudiziario” ?

Come si è permesso, a luglio, di bloccare il Csm che stava per votare per Guido Lo Forte come nuovo procuratore di Palermo, costringendo il Plenum a seguire l’ordine cronologico delle nomine (mai seguito prima) solo per rinviare la decisione al successivo Consiglio, che poi ha nominato Franco Lo Voi, guardacaso il candidato meno titolato ed esperto, ma più gradito ai politici di dx e di sx, e naturalmente a lei?
A che titolo una figura super partes quale dovrebbe essere la sua ha continuato a difendere il Jobs Act e le controriforme della giustizia e della Costituzione, invitando opposizioni, sindacati e Anm a non opporsi?

Come si è permesso di imporre al Csm, con una lettera rimasta segreta, di sbianchettare le critiche all’operato del procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati nella gestione del conflitto aperto con il suo aggiunto Alfredo Robledo, incancrenendo così lo scontro nell’ufficio giudiziario più cruciale d’Italia?

Quando ha scoperto che “il bicameralismo perfetto fu un errore dei padri costituenti”, visto che lei entrò in Parlamento nel lontano 1953 senza mai dire una parola? E perché non s’è accorto che “il Senato è un inutile doppione della Camera” nel 2005, quando accettò la nomina a senatore a vita senza fare un plissé?

Che le è saltato in mente di cerchiobottare fra guardie e ladri, mettendo sullo stesso piano il dilagare di corruzione e crimine organizzato – divenuti un tutt’uno nel sistema Mafia Capitale – e il presunto e imprecisato “protagonismo dei pm”?

Come può chiedere ai magistrati di “non guardare con diffidenza i politici”, quando i politici sono i più corrotti dell’Occidente? E con che faccia può definire “eversiva” la cosiddetta “anti-politica”, quando la politica si riduce alla fogna degli scandali Expo, Mose e Mondo di Mezzo, questi sì “eversivi”?

Perché non ha detto una parola – da garante della Costituzione – sull’Italicum che riproduce gran parte dei profili di incostituzionalità già sanzionati dalla Consulta nel Porcellum?

Quando invoca il “rinnovamento” contro i “conservatorismi”, non le viene da ridere, essendo il primo freno al cambiamento, con la sua rielezione a 88 anni e con l’imbalsamazione dell’Ancien Regime di cui è sempre stato il santo patrono e il lord protettore?

Non s’è pentito di aver così platealmente attaccato, anche in campagne elettorali, un movimento politico con milioni di voti come i 5Stelle, tacendo invece sull’ultima versione sempre più razzista e fascistoide della Lega Nord?

Perché, dopo averlo duramente censurato ai tempi di Prodi e in parte di B., ha smesso di denunciare l’abuso di decreti e fiducie da parte dei governi Monti, Letta e Renzi, guardacaso i tre creati o avallati da lei all’insaputa degli elettori?

S’è mai domandato perché, fino a tre anni fa, lei godeva di oltre l’80% di consenso nei sondaggi, mentre dal governo Monti in poi è sceso sotto il 50?

Non crede di aver abusato del suo potere lanciando continue minacce al governo e al Parlamento, tipo “riforme o me ne vado”, ma anche “riforme o resto”?
Siccome tutti nel Palazzo sanno che il 14 gennaio 2015 lei annuncerà le sue dimissioni, non le pare il caso di comunicarlo anche ai cittadini italiani, anziché seguitare a sfidarli con sciarade e indovinelli?
Siccome è al passo d’addio, non crede che il bilancio del suo secondo mandato sia un fallimento totale, con tutti gli indicatori economici in picchiata (tranne quelli della corruzione, dell’evasione e delle mafie) e nessuna delle riforme da lei dettate nel messaggio di reinsediamento approvate?
Può rassicurarci sul fatto che ora non interferirà nella scelta del suo successore per rifilarci un suo clone, tipo Giuliano Amato o Sabino Cassese?
E, siccome considera il Senato un ente inutile, si impegna a evitare di frequentarlo da senatore a vita e a ritirarsi a vita privata?

SCEMPIO SU SCEMPIO
Armando Di Napoli

Nel 2006 il debito pubblico era di 1.582.009 miliardi di euro l’Italia è stata declassata nell’ottobre 2006 perdendo la sua doppia AA dall’agenzia di rating Standard&Poor’s che ha abbassato la sua valutazione da AA- ad A+
Oggi il nostro debito pubblico è di 2.168,6 miliardi di euro quasi 600 miliardi di euro dal 2006 e per colpa del debito così alto i titoli italiani sono stati declassati a BBB MENO, sono in poche parole carta straccia, titoli spazzatura. E chi ci rimetterà per questo scempio finanziario??? Logicamente la povera gente.
Nel 2006 le famiglie che vivono in situazioni di povertà relativa erano 2milioni 623 mila e rappresentavano l’11,1% delle famiglie residenti si trattava di7 milioni 537 mila individui poveri pari al 12,9% dell’intera popolazione…Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila)…nel 2014 quasi 12 milioni di poveri…quasi 5 milioni in più dei poveri del 2006…
Di chi e’ la colpa??? Degli incapaci che ci hanno dato in pasto agli usurai e lobbie internazionali del mercato usato di carne umana…
Nel 2014 disoccupazione record: vola al 13,6% nel trimestre al 46% tra i giovani.
Nel 2006 disoccupazione al 6,8% giovani disoccupati erano il 20% la colpa dei nostri classe politica.
Hanno distrutto lo stato lavorativo sociale e ogni tipo di sovranità mettendo il nostro futuro e quello dei nostri figli nelle mani di parassiti senza scrupolo lasciando sterminare il Paese. In Italia chiudono due imprese ogni ora, chiuse in media 58 imprese ogni giorno un nuovo record di 4.295 fallimenti, in crescita del 25% rispetto al 2006 e del 54% rispetto al 2009…
Mentre gli inaffidabili servi guadagnano milioni di euro all’anno i manager delle catastrofi chi li ha nominati?
Sono aumentati sproporzionatamente anche le ipoteche, i disastri ambientati per colpa della noncuranza, i decessi per causa rifiuti tossici seminati nei nostri mari e campagne, ed i competenti che sapevano dov’erano state seminati queste sbocciare
della morte con omertà mafiose non hanno svelato il secreto nei loro associati. In questi anni c’è stato lo sfacelo dei trasporti italiani. Le scuole costruite con scarti di amianto e cemento scadente. La nostra acqua è stata svenduta a contrabbandieri compiacenti. Siamo la prima nazione in Europa per corruzione, traffici illeciti, appalti truccati, prostituzione giornalistica, maggiordomi ruffiani, accattoni ricattieri dei potenti.. Questo potere marcio in 23 anni ci ha portati alla deriva in tutti i sensi, facendo di noi una nazione allo sbando con una guerra fra poveri…Questi sono i patrioti condottieri che ci hanno condotto nello stato in cui ci troviamo esaltando ogni servilismo.
Le scuole costruite con scarti di amianto e cemento scadente. La nostra acqua è stata svenduta a contrabbandieri compiacenti. Siamo la prima nazione in Europa per corruzione, traffici illeciti, appalti truccati, prostituzione giornalistica, maggiordomi ruffiani, accattoni ricattatori dei potenti.. Questo potere marcio in 23 anni ci ha portati alla deriva in tutti i sensi, facendo di noi una nazione allo sbando con una guerra fra poveri…Questi sono i patrioti condottieri che ci hanno condotto nello stato in cui ci troviamo esaltando ogni servilismo.

QUALE FUTURO?
Paolo De Gregorio

Titola Massimo Fini su “il Fatto Quotidiano” del 27 dicembre: tanti auguri di collasso economico, per salvarci. Siccome vorrei restare nei limiti di un articolo pubblicabile, farò come la mia vecchia professoressa di italiano che, accanto ai blu e ai rossi, scriveva un brevissimo commento. “di intelligenza in Italia ne abbiamo a carrettate, siamo diventati tutti furbissimi”. Credo che anche in terza media si sia in grado di distinguere tra furbizia, soprattutto quella degli “intellettuali” che si vendono un tanto al chilo, e intelligenza, che viene dal latino intelligere, cioè capire, che significa avere del mondo una visione d’insieme, non solo materialista ma anche umanista e storica.
“fin dagli albori della nostra civiltà sono stati i filosofi a orientare la politica”. Se fosse vero che i filosofi fossero ascoltati presso le corti o le cancellerie, dovendo giudicare i risultati di questa eventuale influenza nella storia europea, non riusciamo a ricordare altro che orrende sanguinarie, interminabili guerre imperiali, religiose, basate su una sola filosofia riconoscibile: mors tua, vita mea, a cui, dal 1500 in poi, si è sommata l’occupazione coloniale dell’America (dal Nord al Sud), con genocidi, conversioni forzate, importazione di schiavi neri dall’Africa il cui sfruttamento bestiale creò le basi economiche della ricchezza della peggior feccia di europei calati sul continente americano come avvoltoi. “destra e sinistra non sono più in grado di comprendere le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo che non sono economiche ma esistenziali”. Destra e sinistra sono ormai omologate dalla accettazione del mercato e hanno ucciso la dialettica politica, ma parlare di motivazioni esistenziali dei disoccupati italiani e di quei poveracci che arrivano mezzi morti con i barconi fa ridere i polli.
Massimo Fini poi cita il giornalista per caso Beppe Severgnini, che parlando seriamente, sostiene: “il mondo ci riconosce che per adesso non si è inventato niente di meglio della democrazia e del mercato”. Se Severgnini fosse vissuto quando si facevano i sacrifici umani per placare l’ira degli dei e si aveva il diritto di vita e di morte sugli schiavi avrebbe detto che la civiltà era quella e che non era stata inventata soluzione migliore.
Magari ci saremmo accontentati di una evidenza terra-terra, che il cosiddetto mercato lascia senza lavoro il 45% dei giovani italiani, e che la democrazia non è mai esistita perché le classi capitaliste dominanti possiedono tutto, cioè le imprese, i mezzi di comunicazione, con cui orientano cervelli e consumi, e l’80% degli eletti in Parlamento sono avvocati che con tutta la loro cultura ed esperienza non sentono la mancanza del confronto con le categorie produttive, milioni di operai e contadini, totalmente assenti nel Parlamento di questa fasulla democrazia.
L’unico punto in cui sono parzialmente in sintonia con Fini è quando vede questo sistema economico ed ecologico al collasso e prima viene giù tutto meglio è, così si può ricominciare da capo.
Io il collasso lo vedo, ma credo che quelle grandi forze oscure che sono le multinazionali, le banche, i circoli guerrafondai e sionisti, le massonerie, che sono i diretti responsabili del disastro prossimo venturo, sono in grado di reagire a tutti i livelli, anche quello atomico, e non ci sono ragioni filosofiche o etiche che tengono, hanno la forza militare, la useranno senza scrupoli e imporranno regimi autoritari fascistoidi che già si vedono all’orizzonte.

Otello
Destra e sinistra. Il punto in comune qual’è?
Semplice, sono saltate le appartenenze come storicamente intese, le idee del millennio scorso di politica economica sono diventate obsolete ed inefficaci mentre il debito consuma oggi il futuro dei giovani privandoli di una propria vita dignitosa.
Inoltre c’è il rischio globale che le grandi conquiste delle rivoluzioni liberali del millennio scorso vengano perse per sempre e questo produce disagio sociale e confusione di interessi.
Ecco il punto in comune, un movimento vastissimo di elettori che non ha ancora una risposta soddisfacente dalla politica e dai partiti.
.
545 MILIARDI DI EURO EVASI CHE EQUITALIA NON TOCCHERA’ MAI

Il primo punto che Grillo ha chiesto nel suo programma non è stata la patrimoniale (che peraltro compare nella legge per il reddito minimo di cittadinanza chiesta dai 5stelle) ma l’eliminazione di Equitalia.
Lo sapete che Equitalia ha ‘accertato’ il mancato pagamento di 545 miliardi che non saranno mai riscossi? 545 miliardi praticamente regalati!!
Credete che siano debiti di poveracci? Vi siete mai chiesti come mai i partiti tollerano che somme gigantesche se ne vadano nei paradisi fiscali e siano patteggiate o tornino in Italia con tasse ridicole o non siano mai toccate? Non credete che una cifra come 545 miliardi sarebbe anche meglio di una patrimoniale? E abbatterete il debito pubblico? Avete mai sentito Renzi dire una sola parola in proposito? Lo sapete che il Pd ha votato contro la richiesta del M5S di far dimettere Junker che per 18 anni ha gestito uno dei più lucrosi paradisi fiscali d’Europa sottraendo tasse per miliardi ai vari stati? In pratica un protettore di ladri? E che Podemos ‘si è astenuta’??? Hanno protetto il re dei ladri e poi però a sbagliare sarebbe Grillo che si è alleato a Farage!!!!!

GRILLO E IL FISCO
Viviana Vivarelli

Frequento tanti blog e discuto con tante persone. Ormai due sono le accuse più frequenti al M5S: non avere un programma fiscale e essersi alleato con Farage (ora il gruppo è anche peggiorato con l’acquisizione di un neonazista). Sul 2° punto sono sempre dell’idea che sia stato una cazzata che ci porta solo disonore.
Sul fisco amerei qualche passo in più, ma forse Grillo ritiene che parlare di tasse solleverebbe troppi vespai, per dire parole sue: ”Ci ridurrebbe a prefissi telefonici”, ma lo aveva detto anche sui migranti e poi è stato grazie ai nostro parlamentari se quella vergogna del reato di clandestinità è stata eliminata. E amerei che qualcosa sortisse dalla base anche sulle tasse, patrimoniale o non patrimoniale. Visto che Iglesias lo ha fatto.
C’è comunque un punto che troppi continuano a ignorare.
Grillo e Casaleggio avrebbero potuto stilare da subito un programma articolato in tutti i punti, calato dall’alto, come in qualunque partito, per metterlo lì come programma civetta per acchiappare gli elettori e poi ignorarlo, come ha sempre fatto B, come fece purtroppo Prodi e come sta facendo Renzi. In verità anche i programmi di Iglesias e Tsipras, appena il loro consenso è aumentato sono diventati più moderati, e cambierebbero ancora se arrivassero al governo.
Ma il presupposto di una democrazia dal basso implicava che non ci fosse un programma fisso, tipo tavole della legge, stilato da uno solo, ma che si predisponesse un sistema attraverso cui il popolo avrebbe via via fatto le sue scelte, ed è appunto la democrazia diretta, che presume forti cambiamenti costituzionali e che potrebbe essere realizzata a piccoli passi, con allargamenti graduali dell’attuale fasullo sistema parlamentare in cui il popolo è stato defraudato della sua sovranità e tutti i poteri si sono accentrati del capo dello Stato e sul Capo del Governo, tradendo il dettato costituzionale. Tutti i paesi occidentali hanno più istituti di democrazia diretta di noi, hanno il recall, per es., hanno referendum senza quorum o l’epurazione immediata dei politici corrotti. La tendenza di Renzi al contrario è annullare gradatamente la sovranità del popolo (vd cancellazione delle scelte elettorali dal basso, annullamento del voto popolare su Province e Senato, peggioramento del referendum, volontà di vendere l’acqua, Italicum senza le preferenze e con un abnorme premio di maggioranza che peggiora l’incostituzionalità del porcellum, prescrizioni ai potenti, esautoramento del Parlamento, lotta ai sindacati, pareggio del bilancio in Costituzione con modi e tempi non costituzionali, spesa in armi ecc…)
Faccio un es.: nella Costituzione svizzera non c’è una legge che regoli l’immigrazione. E’ il popolo che ogni anno decide cosa fare. Per cui ci sono degli anni in cui l’economia va bene e i cittadini svizzeri richiedono immigrati e anni in cui non ne vogliono più o non ne vogliono da certi paesi.
E’ chiaro che questo non si può fare per tutto.
La Costituzione dovrebbe esistere per salvaguardare certi diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e dare certe regole fondamentali di funzionamento dello Stato. Ma si vede bene che in 60 anni di repubblica italiana sono stati proprio questi punti ad essere violati.
E’ vero: sul fisco Grillo non ha detto nulla. Ma secondo me non avrebbe nemmeno diritto a dire nulla, resterebbe comunque la sua opinione privata. Finora, via via che i punti salienti di governo sono venuti a galla, è stata la base a decidere. E’ vero è una base piccola, 50.000 persone. Ma la base di Renzi qual’è? Se stesso? La Troika a cui obbedisce passivamente? E quando Renzi dice che l’acqua deve essere venduta o dà libertà di licenziamento per gruppi o per solo un giorno di malattia, che base ha sentito? Confindustria? Se le cose non fossero dominate da faziosità e disinformazione, la base che decide potrebbe essere più ampia e in Italia ogni volta è stato il popolo a decidere coi referendum, la risposta è stata sempre migliore di quella che avrebbe dato la corrotta cricca politica Ma credete davvero che se fosse stato per il popolo italiano, questo sciagurato Jobs Act sarebbe passato? O sarebbero passati i 45 miliardi destinati alle armi o la Tav in Valsusa?

PADOAN IL DISTRUTTORE DI STATI
Gianni Lannes

Visto che Napolitano ha fortissimamente voluto alla finanze quello stesso Padoan che è stato l’autore della crisi argentina i peggiori timori diventano certezze.
Copio: “In Argentina lo ricordano per un’unica ragione: aver spinto il Paese sudamericano nell’abisso economico. Ex dirigente del Fondo monetario internazionale, ex consulente della Bce ed ex vice segretario dell’Ocse. Ecco un telegrafico identikit del nuovo titolare dell’economia telecomandata dall’estero. In altri termini, uno sicuro per il sistema di potere dominante. Rammentate cosa dichiarò sulla riforma Fornero? «La riforma Fornero è stato un passo importante per la risoluzione dei problemi dell’Italia». Avete capito ora cosa ci attende? ” Di lui disse il premio Nobel per l’economia Paul” Padoan era responsabile in Argentina per conto del Fondo monetario internazionale nell’anno in cui il Paese sudamericano fece bancarotta. Allora a cosa si riferiva il professor Krugman?
Padoan è stato l’uomo che ha gestito per conto del Fm la crisi argentina. Nel 2001, Buenos Aires fu costretta a dichiarare fallimento dopo che le politiche liberiste e monetariste imposte dal Fmi (suggerite da Padoan) distrussero il tessuto sociale del Paese. In quegli anni il neo ministro si occupò anche di Grecia e Portogallo. Krugman scrisse che furono proprio le ricette economiche «suggerite da Padoan a favorire la successiva crisi economica nei due Paesi». Ecco cosa ha detto Padoan a proposito della crisi greca: «La Grecia si deve aiutare da sola, a noi spetta controllare che lo faccia e concederle il tempo necessario. La Grecia deve riformarsi, nell’amministrazione pubblica e nel lavoro». In altre parole, Atene avrebbe dovuto rendere il lavoro molto più flessibile, licenziando i dipendenti pubblici. Cosa che ha fatto a migliaia. Mister Padoan è stato per 4 anni responsabile per conto del Fmi della Grecia. Successivamente, ha influenzato le politiche economiche di Atene in qualità di vice presidente dell’Osce.”

Krugman: «Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all’Ocse».
.
FEDERICA GUIDI

Quando ho chiesto a un piddino di una casa del popolo se era giusto delocalizzare il lavoro dove costa meno, portando a un appiattimento ovunque del costo del lavoro e creando un’arma di ricatto contro i lavoratori nostrani, ha risposto: “Alla fine anche i lavoratori stranieri sottopagati si ribelleranno!” Ma alla fine quando? E nel frattempo?
E’ questo il tipo di risposte che ha portato al potere Renzi, che, conformemente alle sue idee iperliberiste ha fatto Ministro dello sviluppo econimico (sigh) proprio la Federica Guidi, figlia del famigerato Guidalberto Guidi, già vicepresidente di Confindustria e membro di numerosi consigli di amministrazione di importanti industrie italiane, tra cui FIAT e Ferrari (poteva Renzi dimostrare in modo più plateale il suo appoggio a Confindustria?) e la Guidi è vicepresidente di Confindustria e membro del Gruppo della Regione Europea della Commissione Trilateralea. Si poteva scegliere peggio? Ma chi sviluppo può dare una così? Ed è una che delocalizza la Ducati in Romania!

L’ITALIA E’ DIVENTATA UN PREMIERATO
ALESSANDRO GILIOLI

Il nuovo sistema parlamentare, così come è previsto dalle riforme di Renzi, prevede una sola Camera con poteri legislativi e di fiducia al governo, composta al 60 per cento da parlamentari nominati dai leader di partito; e il capo del partito vincente (che quindi diventerà premier) avrà almeno 340 deputati, quindi una larga maggioranza assoluta.
La questione è noiosetta e per qualcuno troppo tecnica: infatti Salvini la evita accuratamente, preferendo parlare di immigrati, tombini e tostapane. Il segretario leghista pensa che il tema sia troppo complicato per il suo elettorato e forse ha ragione. Del resto non è l’unico politico che pascola nell’ignoranza e nella semplificazione.
Tuttavia è interessante – per chi invece pensa che la democrazia non sia un orpello radical chic – il fatto che il prossimo presidente della Repubblica sarà il primo ad avere a che fare con il nuovo sistema parlamentare.
In pratica, il primo Capo di Stato che opererà in un sistema in cui il potere legislativo sarà nominato e ritagliato su misura dal presidente del Consiglio.
Detta ancora diversamente: sarà il primo Presidente della Repubblica nell’epoca del premierato italiano.
Il premierato, di per sé, non è nuovo né satanico: un’ipotesi ispirata a questo sistema era già emersa dalla Bicamerale di D’Alema nel 1997 e poi nella proposta di revisione costituzionale di Berlusconi, Fini e Bossi, nel 2006. La principale differenza è che all’epoca l’avevano chiamato con il suo nome: premierato appunto. Adesso viene introdotto surrettiziamente dal combinato disposto di riforma del Senato (in pratica, eliminazione dello stesso per quanto riguarda il potere legislativo e la fiducia al governo) e Italicum (60 per cento di deputati nominati dai partiti più super premio di maggioranza per chi vince).
Il tutto ci porta alla conclusione che in questo Paese un po’ ipocrita si raggiunge più facilmente un obiettivo (in questo caso, sostituire il parlamentarismo uscito dalla Costituzione del 1947 con un nuovo sistema di potere più accentrato nelle mani di una sola persona) se non lo si dice; e non con una riforma chiara e organica, ma con un mix di leggi costituzionali e ordinarie ciascuna delle quali di per sé non porta a quel risultato, ma il cui mix ottiene esattamente l’effetto desiderato.
Tuttavia a me questo sembra un discreto bug in termini di trasparenza e di rapporto con i cittadini: volendo il premierato, sarebbe stato corretto proporre con onestà un impianto che lo prevedesse, magari sottoponendolo nella sua interezza al voto dei cittadini, dopo un dibattito pubblico. Così invece lo si fa entrare dalla porta di servizio, con leggi diverse che stanno seguendo iter diversi e che tuttavia, messe insieme, producono appunto il premierato, una volta giunte tutte a conclusione. Con rispetto, una mezza truffa.
Ciò detto, il prossimo Presidente della Repubblica avrà a che fare con questo super premier.
Quindi quale sarà il suo compito, in questo disegno?
Esattamente quello che Giuliano Ferrara, ormai renziano quanto berlusconiano, ha spiegato l’altro ieri sul ‘Foglio’: dev’essere un signore con funzioni «non direttamente politiche» e che «non abbia alle spalle una storia politica troppo spinta», il cui nome «si ricorda a stento».
Sostanzialmente, quindi, un taglianastri.
Anche questa, s’intende, in sé non sarebbe necessariamente una disgrazia, dopo anni in cui il Quirinale ha giocato un ruolo politico al limite, e forse oltre, rispetto a quanto avevano previsto i padri costituenti nel Dopoguerra. Tra l’altro, proprio per reazione all’interventismo di Napolitano è probabile che un presidente «sbiadito» (cito sempre Giuliano Ferrara) alla fine venga accettato quasi con sollievo un po’ da tutti.
Tuttavia, di nuovo, le cose vanno viste nel loro insieme, non una a una. E di fronte a un monocameralismo di fatto, a un premier che nomina i parlamentari e gode di un super premio di maggioranza, il presidente della Repubblica resterebbe come uno dei pochi contrappesi al suo potere.
Resterebbe, condizionale, se non fosse in corso in questi giorni la ricerca il più possibile accurata di una persona “sbiadita” o che comunque non disturbi il manovratore, cioè il premier.
Per questo nelle scorse settimane sono emersi soprattutto nomi extrapolitici (Muti) o di fidatissimi di Renzi (Padoan, assai più credibile del primo).
Ecco: i giochi per il Colle sono ancora da fare e ieri in conferenza stampa Renzi ha schivato le domande in merito dicendo che lui non gioca a “Indovina chi”, insomma facendo un po’ il simpatico cazzaro, cosa che peraltro gli riesce sempre benissimo.
Ma in effetti più che il chi, qui ci si sente abbastanza di indovinare il come, cioè i criteri con cui si arriverà a scegliere il prossimo Capo dello Stato: il cui principale compito sarà quello di non scassare le balle in alcun modo al premier, dopo che questi si è già tolto dai piedi gli altri contrappesi previsti dalla Costituzione.

RIDIAMARO :- D

Spinoza
Premiato con l’Oscar il film che rappresenta la decadenza italiana. Non l’ho ancora visto ma ho letto i quotidiani.
.
Microsatira.it

Napolitano: «Comunque resterò vicino all’Italia». Il becchino.
.
Capodanno a Roma, 83% dei vigili assenti per malattia. Il traffico è migliorato.
.
Il Q.I. medio degli utenti Facebook è 78, equivalente a un bambino di 13 anni neanche tanto sveglio. Renzi sta scrivendo il post di fine anno.
.http://40.media.tumblr.com/a23bc867aed47208bcd3339ba0fceef9/tumblr_nh4w8ukLyl1qhaqqbo1_1280.jpg

Salvini è andato in Russia e il rublo è crollato.
.
La vita, la libertà e la proprietà di ogni uomo sono in pericolo quando il Parlamento è riunito.
(Mark Twain)
.
Totò Riina sta malissimo. Al pensiero di non aver potuto partecipare a Mafia Capitale.
.

.
La storia è ciclica, i coglioni si ripresentano.
.
Ci si preoccupa tanto delle vittime dell’Ebola, poco di quelle dell’ignoranza.
.
Renzi-Berlusconi, scricchiola il patto del Nazareno. I due ladroni che si disputano chi deve stare a destra.
.
Il Papa: «Il diavolo esiste». Ti compra l’anima con 80 euro.
.
Questo Natale i Re Magi porteranno a Gesù Bambino oro, incenso e 80 euro.
.
Nasce l’agenzia nazionale per l’occupazione. Delle poltrone.
.
10 PICCOLI CONSIGLI PER IL 2015
Alessandro Gilioli

1. Se qualcuno vi dice “la soluzione è semplice”, diffidatene e – se è un politico – cercate di non votarlo. La soluzione oggi non è mai semplice perché abbiamo costruito una società complessa. Certo, una soluzione complessa implica più fatica non solo a essere elaborata ma anche a essere comunicata, eppure ha di certo qualche probabilità in più di funzionare rispetto a quella semplice.

2. Se un politico vi fa innamorare, o comunque provate verso di lui/lei una forte empatia emotiva, siete probabilmente sulla strada del carisma e della delega in bianco, quindi della sospensione della critica. Insomma, della dittatura. Poi, se vi piace azzerbinarvi, fate pure: ma almeno siatene consapevoli.

3. Ogni volta che criticate un politico avversario per qualcosa, chiedetevi se sareste altrettanto severi verso un politico della vostra parte. Se la risposta è no, la soluzione non è smettere di criticare il politico avversario, ma farlo anche con quello che vi piace. Ah, si chiama onestà intellettuale.

4. Un lasso di tempo superiore alle due ore trascorso a difendere il vostro partito o leader su Facebook o altrove non è sano, chiunque sia il vostro interlocutore e qualunque sia il vostro partito o leader. Oltre le tre ore, siete da considerare clinicamente morti e quindi buoni per l’espianto.

5. Se vi piace seguire per più di quindici minuti una conferenza/show di Renzi, Grillo, Berlusconi o Salvini e non siete obbligati a farlo per motivi professionali, parlatene con qualcuno che vi vuole bene. Se non ce l’avete, questa potrebbe essere la causa del fatto che vi piace seguire una conferenza show di Renzi, Grillo, Berlusconi o Salvini. Nel caso, parlatene con un professionista.

6. Ricordate, in particolare, che per essere politicamente attratti da Salvini non è necessario essere stupidi, razzisti, livorosi e un po’ fascisti: tuttavia ciò aiuta.

7. Chiunque oggi azzecchi qualche congiuntivo, in Italia, viene accusato di essere radical chic. Se siete normali cittadini, fregatevene e parlate come vi hanno correttamente insegnato alle medie. Se siete politici e dovete conseguire consenso a “La Gabbia”, allenatevi a sbagliarli.

8. L’anno scorso Francesco Piccolo è diventato lo scrittore di regime per antonomasia spiegando che la mediazione al ribasso è cosa giusta e di sinistra. Se condividete questa visione della sinistra, per portarvi avanti l’anno venturo teorizzate il compromesso anche con la prostituzione intellettuale, lo spaccio di stupefacenti e i cori razzisti allo stadio: in questa logica, infatti, l’importante è essere come tutti, non un po’ meglio del peggio. Se non la condividete, no: e provate per contro a migliorare voi stessi e chi vi circonda.

9. Se avete meno di trent’anni e nessun vincolo familiare, sarete tentati senz’altro di cambiare Paese. Qui più che un consiglio, la mia è una preghiera: vi capisco, ma non lasciateci soli a lungo. Se una speranza questo Paese ce l’ha, passa soprattutto attraverso chi ha tenuto un po’ il naso fuori.

10. Per il resto, le solite cose: amate, che è divertente e spesso porta a essere amati, che pure è divertente. Ridete, molto. Ricordate chi vi ha fatto del bene o avrebbe voluto farvene. In generale, cercate di non fare male a nessuno: ma tenete anche conto che un segno molto piccolo lasciato su un’auto molto grossa da molte ore in seconda fila vi verrà facilmente perdonato dal Signore, dagli dei o dal Karma.
.
http://masaadweb.org

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: