Nuovo Masada

dicembre 6, 2014

MASADA n° 1598 5-1-2014 LA SOCIETA’ DEI MAGNACCIONI

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MASADA n° 1598 5-1-2014 LA SOCIETA’ DEI MAGNACCIONI

Bagarre a Roma – Lo scandalo si allarga- Roma a rischio commissariamento- Marino apre al M5S – Mezzo storpiato il reato di autoriciclaggio e la legge di Renzi contro lo scambio politico mafioso è in pratica non funzionante – Ancora assente una legge anticorruzione come l’Europa ci chiede da anni – Orfini contro Dracula – La Banda Bassotti salva due Bassotti – Siamo i primi per corruzione in Europa e Standard & Poor ci dà BBB- – 17 nuovi dirigenti nelle Province. Ma non erano state cancellate? – Il reddito minimo di cittadinanza arriva in parlamento. Quali sono le risorse – Cancellato l’articolo 18 – Renzi rottama l’Italia

Come ha detto Crozza “O sei un incapace o sei colluso, o pure sei le due cose insieme”

L’oppressore non si rende affatto conto del male che implica l’oppressione, fintanto che l’oppresso la accetta.” (H. D. Thoreau)

Standard and Poor ci ha votato BBB-, siamo a livello spazzatura, sotto il Kazachistan
Chi è che contestava Transparency, dicendo che era una corruzione solo ‘percepita’?
Marino dice che vuol ascoltare il consiglio di Rutelli e fare una giunta di salvataggio coi 5stelle! Alfano esclude il commissariamento della capitale. Intanto Renzi continua col taglio dei diritti e la protezione dei delinquenti
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La struttura reticolare si allarga a tutto, anche allo sport, gestiva gli appalti e anche i bacini di voti, ha collegato finanza, politica e crimine.
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Di Battista: “L’abbiamo aperta la scatoletta di tonno e dentro c’è la piovra”
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Questi delinquenti hanno anche la faccia di piazzare i loro delinquenti anche nella “Commissione Trasparenza”.
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Di Battista: “Si dà tutta la colpa alla giunta Alemanno, ma Roma non è stata fatta in un giorno e neanche mafia capitale è stata fatta in un giorno”.
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Carminati: “Ci stanno i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo. E allora vuol dire che ci sta un mondo, un mondo in mezzo, in cui tutti si incontrano. Anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non le può fare nessuno. Questa è la cosa… e tutto si mischia”.


Poletti con la banda

Pirata21
Il ministro Poletti sulla cena con Buzzi:”Ho risposto solo ad un invito”. Quello che poi fece anche Andreotti.

In un video l’arresto di Carminati. “Oddio ma lei è quello della Banda della Magliana??La prego una foto per mio figlio!!!”
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A Roma ci sono 42 farmacie comunali, tutte in perdita. sono le uniche farmacie in perdita d’Italia!
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Martin Eden
Spiegare le foto di Poletti coi mafiosi??? E che problema c’è??? Ministro Poletti, spieghi: “Eramìo io, er Cecato, er Barabba, er Carota…”
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Pavan
“Pensavo che Buzzi fosse una persona perbene nonostante fosse stato arrestato anni fa per omicidio”.
Giuliano Poletti.
Un ministro?
Un deficiente?

Povero Poletti! Non sapeva nulla sui delinquenti con cui andava a cena. Tutto a suo insaputa!
Chissà che anche Renzi che cena con Berlusconi e Verdini e a braccetto con Ledeen, lo fa a sua insaputa!
Viviana
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Il Quirinale mi pare che stia a Roma
Ma Napolitano l’ha sentito il boom?
E il Papa?
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Step back
Si conferma, peraltro, una legge di natura. In prima fila a scagliare la prima pietra contro il ladro di una mela si trovano, indignatissimi, i peggiori criminali.
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Non siamo noi che siamo contro i politici….sono loro che sono Mafiosi!
Vincenzo Caggiula
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Stoca****
che poi da terorista a crimjnale… poi un po’questo un po’ quello…
ma bbuttete in politica e nce pensa’ ppiù, no?

Naima 84
Tra i corrotti romani, in base alle attività svolte, c’era chi percepiva uno stipendio fisso e chi solo un versamento una tantum. Proprio come previsto dal Jobs Act.
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Il giudice scrive che “le erogazioni di utilità verso Alemanno” sono sempre successive a una decisione favorevole all’organizzazione”. Manco loro si fidavano poi tanto.
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A Bersaglio Mobile, da Mentana, contro Di Battista il Pd manda Giacchetti, uno dei migliori del Pd, quello che perse 16 chili facendo 36 giorni di digiuno contro il porcellum (di cui l’Italicum è la versione peggiorata) tra gli sghignazzi dei piddini.
Quando le cose girano male, i cattivi fratelli ritirano su Giuseppe dal pozzo.
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Marino: “Mi è semblato di vedele un gatto”
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Figurati , dopo la valutazione DDD- di Standard&Poor, la posizione nelle classifiche mondiali della corruzione e i fatti di Roma, gli investitori internazionali come arrivano di corsa!!
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Rocco Gazzaneo
Carminati e la sua truppa: “Furbi et orbi”.

Ben Buddy-Marco
Il PD passa dal 41% al 41bis.
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Rubato un pc che era prova processuale

Martin Eden
ROMA: IL PD FA SPARIRE IL PC –
Ce ne eravamo accorti da un pezzo.

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416 bis
Codice penale – Associazione di tipo mafioso
Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da tre a sei anni.
Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per
ciò solo, con la reclusione da quattro a nove anni.
L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono
della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di
assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di
autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri. Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da quattro a dieci
anni nei casi previsti dal primo comma e da cinque a quindici anni nei casi previsti dal secondo comma….
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Desmond
Renzi e i suoi tirapiedi non stanno cambiando la costituzione perché sono sprovveduti, lo stanno facendo proprio perché non solo non sono estranei al sistema di corruzione, saccheggio e abusi, ma perché ne sono al centro e in molti casi ai vertici. Renzi è un garante del sistema di corruzione e intrecci con la criminalità organizzata, molto più di quanto lo sia stato Berlusconi fino ad un paio di anni fa. Renzi sa perfettamente cosa fare per salvare il sistema criminale di cui è parte e lo sta facendo.
La funzione di Renzi è molto semplice e chiara, come dimostra l’approvazione di ieri del nuovo scudo fiscale: chiunque sia in possesso di capitali di origine dubbia (ovvero “provenienti da attività criminali di qualsiasi genere”) ora può manifestarne il possesso garantendosi l’assoluta non perseguibilità. Non basta, poiché la norma per ora è stata votata solo in senato, nel periodo di tempo di qualche giorno che intercorre tra ieri e l’approvazione alla camera, chiunque abbia ancora capitali nascosti in Italia può trasferirli in Svizzera, o in un paradiso fiscale anche più coperto, e farli poi rientrare scudati dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Ovviamente nessuno ricicla soldi altrui, e quindi di fatto è depenalizzata completamente, e col pagamento di una somma modesta, qualsiasi attività di riciclaggio di capitali di origine criminale, senza eccezione. Di fatto il governo Renzi, con il PD, è riuscito a fare quello che non era mai riuscito a Berlusconi: rendere del tutto legittima e profittevole, e senza nessun rischio, qualsiasi attività criminale che comporti il guadagno di somme di denaro depositate in un conto corrente.
(A questo punto non resta che votare M5S) prendendo atto di quello che il PD è ormai diventato e con la consapevolezza che non esiste più nessuna possibilità che sia altro che questo.

E’ FINALMENTE PASSATO IL REATO DI AUTORICICLAGGIO

Però hanno considerato due gruppi di reati, nel 1° se fai un reato e ricicli il bottino, ti danno da 2 a 8 anni, nel secondo per altri reati ti danno da 1 a 4 anni (col divieto di chiedere intercettazioni e effettuare arresti), ma qui, guarda caso, troviamo l’appropriazione indebita e la dichiarazione fiscale falsa, cose per cui all’estero si va in galera. Un vero e proprio condono fiscale, tributario e anche penale. Basta dichiarare il bottino, ricevi una piccola sanzione del 10% e sei assolto anche dal reato! Una pacchia!
E pensa che il caro Renzi voleva fare l’autoriciclaggio così: non c’è reato se il reo usa il bottino per godimento personale!! Insomma la punizione scattava solo se col bottino si faceva felice qualcun altro! Cose da pazzi!
E visto che i giusti chiedevano che il reato di autoriciclaggio fosse slegato dal rientro dei capitali detenuti all’estero per stare in un vero pacchetto di norme sull’anticorruzione (che introducesse anche il reato di falso in bilancio, la sospensione dei termini di prescrizione, la corruzione, la sospensione di incarichi pubblici per i corrotti e i corruttori, ecc.), la nuova disposizione voluta da PD e FI sarà solo l’ennesimo regalo a favore delle mafie.
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ORFINI CONTRO DRACULA
MARCO TRAVAGLIO

La scena di Renzi che sguinzaglia il temibile commissario Orfini per bonificare il Pd romano pilotato dal compagno Carminati rientra a pieno titolo nella commedia poliziottesca all’italiana e rinverdisce i fasti di Lino Banfi – commissario Auricchio in Fracchia la belva umana”. Ma il titolo più appropriato è “Fracchia contro Dracula”. Se fosse un comica, verrebbe da scompisciarsi. Invece è una faccenda terribilmente seria, che la soluzione adottata rende addirittura drammatica. Perché delle due l’una: o il premier crede veramente di potersela cavare così, e c’è da dubitare della sua sanità mentale; oppure ha capito benissimo la posta in gioco, e le cose gli stanno bene così. Nel primo caso, è un farfallone. Nel secondo, è un gattopardo. L’inchiesta Mafia Capitale è la prova su strada dell’evoluzione tridimensionale della criminalità organizzata 2.0, modello Seconda Repubblica, proprio come l’avevano disegnata oltre 20 anni fa Riina, Provenzano e i loro consulenti politico-affaristico-massonico-istituzionali.
Basta rileggersi l’inchiesta “Sistemi criminali” aperta nel ’93 a Palermo da Gian Carlo Caselli e Roberto Scarpinato, poi condivisa con i pm Lo Forte, Ingroia e Gozzo, attaccata per anni da un fronte politico trasversale (da Cossiga a FI all’allora presidente dell’Antimafia Del Turco) e fatta archiviare nel 2001 dai procuratori Grasso e – ironia della storia – Pignatone. Era una lettura integrata e lungimirante del progetto politico concepito da Cosa Nostra & C. a suon di stragi e di trattative per bloccare il cambiamento e rinnovare-rafforzare il patto fra tutti i poteri che da sempre, sottobanco, impediscono l’evoluzione democratica del nostro Paese a sovranità limitata. Il piano prevedeva l’eliminazione della vecchia classe politica screditata e inaffidabile, e la sua sostituzione non più con politici da infiltrare e addomesticare (col rischio che poi tradissero), ma con criminali di provata fede da inserire direttamente nelle istituzioni con l’aiuto di pezzi di imprenditoria sporca, servizi “deviati” (non si sa poi rispetto a cosa), vecchi arnesi della massoneria e dell’eversione nera. Il piano a più teste e più mani portò alla nascita di una miriade di “leghe meridionali” in tutto il Sud fra il 1991 e il ’93. Poi, a fine ’93, giunse da Milano2 la notizia di un nuovo partito ideato e realizzato da un mezzo mafioso come Dell’Utri con i soldi e le tv di B. E Provenzano&C. virarono in quella direzione, inviando Vittorio Mangano a Milano2 ad avvertire i nuovi statisti che “anche la sinistra sapeva” della trattativa ed era ricattabile: non avrebbe mosso un dito dinanzi allo smantellamento dell’antimafia, che infatti – come da papello – segnò tutto il ventennio sotto tutti i governi: di destra e di sinistra, politici e tecnici. Gli ingredienti del Sistema Criminale che ha fondato la Seconda Repubblica e ne ha garantito gli equilibri fino a oggi sono tutti nella lista degli indagati di quell’indagine archiviata: oltre ai vertici di Cosa Nostra, c’erano Licio Gelli, gli estremisti neri Delle Chiaie e Cattafi, alcuni avvocati collusi e Mandalari, il commercialista di Riina. Cambiando i nomi, è lo stesso cocktail che emerge dall’inchiesta romana, immortalato dalle parole di Massimo Carminati detto Er Guercio, neofascista dei Nar legato alla mafia della Magliana: “È la teoria del mondo di mezzo compa’… Ce stanno i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo… un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano e dici: cazzo, come è possibile, che ne so, che un domani io posso stare a cena con Berlusconi? Tu stai lì, ma non per una questione di ceto: per una questione di merito, no? Nel mezzo, anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non può fare nessuno. E tutto si mischia”. Politici e amministratori multicolori; avvocati, faccendieri e imprenditori; terroristi, assassini, rapinatori, trafficanti di droga e di armi. Il sogno di Riina e Provenzano è divenuto realtà, con buona pace dei fessacchiotti convinti che “la mafia non ha vinto”. E Renzi che fa? Tra un incontro e l’altro con B., scatena Orfini il Terribile. E tutti scappano.

Dal blog del M5S: “A Roma dopo le elezioni, si è badato accuratamente a tener fuori da ogni ruolo importante gli unici onesti: il M5S, attorno il sistema della spartizione criminale dei partiti ha creato una “rete di sicurezza” affinché non avesse l’opportunità di incidere.
Il risultato di tale spartizione è un’Assemblea Capitolina con Presidente e Vicepresidente che oggi devono andarsene. Il primo, Mirko Coratti, sarebbe ufficialmente del PD, ma ha saltabeccato negli anni dalla DC a FI all’UDEUR di Mastella; il 2°, Giordano Tredicine del PDL appartiene alla nota famiglia di caldarrostai che ha in pugno il commercio ambulante a Roma. Al punto che la licenza per tale commercio è definita da sempre “tredicina” anche negli uffici comunali preposti.
Oggi alle 19, l’Assemblea Capitolina si riunisce per nominare alla disperata i nuovi Presidente e Vicepresidente, mentre il Prefetto sta decidendo se sciogliere l’intero consiglio per infiltrazione mafiosa. Noi parlamentari 5 Stelle saremo lì per lanciare un avvertimento: “Non vi azzardate a riprovarci con le spartizioni. Non vi azzardate a lasciare fuori l’onestà. Non vi azzardate ad eleggere altri corrotti.”
Il M5S chiede quindi la Presidenza dell’Assemblea Capitolina.
Solo l’onestà può salvare la Capitale del Paese.
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MartinEden
Puro n’miracolo….
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Berluscameno
Ho fatto un sogno.
Sempre sognando ho avuto l‘impressione di essermi svegliato di colpo a causa dello svolgimento del sogno che continuavo a fare.
In una sequenza “bizzarra” vedevo un numero sproporzionato di guardie di finanza comandate da giovani magistrati entrare in azione in piena notte ed in tutte le maggiori città italiane. Arrestavano tutti i politici “corrotti” ed i loro compari e soci “colletti bianchi mafiosi”.
Gli arrestati erano coloro che stavano attualmente al comando di tutti i poteri pubblici e privati che “profumavano” di corruzione.
Mi chiedevo (nel sogno), già , ma adesso cosa si fa?Chi prenderà le decisioni per la continuazione della vita civile e pubblica del nostro popolo?E l’economia italiana come e da chi sarà condotta da domani?
Ero preoccupato. Poi una luce si è fatta strada in quel sogno nebuloso ed incerto.
Tutto mi è apparso-allora – chiaro e facile.
Ogni posizione di potere pubblico o privato dovrà essere affidato mediante “opportune gare ad evidenza pubblica” tra i candidati per le cariche in gara (opportunamente dopo aver presentato ai magistrati -incaricati- i loro “curricula “ specifici per i posti a disposizione ) per la futura gestione della “cosa” pubblica (istituzioni pubbliche) ed affari privati (Banche ,finanziarie, imprese, ecc.) .
Mi sembrava tutto possibile e facile, già, ma poi –purtroppo- … mi sono svegliato per davvero !
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SEMO ROMANI

Ma noi romani se semo arincojoniti,
lassanno Roma sbranà da ‘sti banditi?
Come le cavallette vengheno qui a pappà
e noi, come cojoni, li lassamo fà!
Perché se famo ‘ntimidì da ‘sti cazzoni,
nascosti come sorci nell’istituzioni?
Rompemoje l’ossa, massacramoli de botte,
semo fij de lupi non fij de mignotte!
Romani damoje la caccia a ‘sté carogne,
tanto nun sarebbe ‘n danno pe’ nissuno…
se li “sonamo” come fossero…zampogne!
Penzate che gran soddisfazzione…
disinfestà le stanze der palazzo…
salvanno Roma dal rischio d‘infezzione!

Mariapia Caporuscio
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Le Province hanno assunto altri 17 dirigenti a 150.000 euro

Constatiamo l’ipocrisia suprema di Renzi che giurava che le avrebbe abolite! Se ne frega pure dell’Europa che glielo aveva chiesto. E questo dopo aver assunto altre 31.000 persone! Ci dirà ancora che sono a stipendio zero, come giuravano e spergiuravano i piddini sui blog?? Ma poveri citrulli! Si accorgono almeno della pena che fanno? Si bevono tutto quello che dice Renzi e se lo ribevono. Ma non farà loro male l’ingestione di tante balle? Ora sono tutti qui a spergiurare che Transparency è una società in malafede e che in Italia la corruzione è solo ‘percepita’, il che secondo loro significherebbe che non è reale. Si arrampicano sugli specchi in modo pecorino per rifiutare di riconoscere la verità, per fingere di non vedere la corruzione che sgorga da quella grandissima fogna che sono gli amministratori di questo Paese, dai Comuni al Governo. Incuranti di fare la figura dei decerebrati, attaccati ai loro idoli come tante mignatte. Felici anche loro di nuotare nel gigantesco sistema ‘Alemanno’ che prende tutta l’Italia: il Paese più corrotto d’Europa con l’omertà che connota tutte la masse mafiose: negare l’evidenza nel modo più dissoluto e protervo..
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Roberto52
Sono anni e anni che i partiti dicono di volere abolire le Province, ma poi il risultato è sempre un nulla di fatto. Il 14 di maggio del 2013, appena insediato il governo Letta, il M5S presenta un disegno di legge costituzionale che prevede l’abolizione VERA delle province. Ma il parlamento ignora colpevolmente questo disegno di legge e la sua discussione non viene mai calendarizzata. Era chiaro fin dall’inizio che quella di Renzi non poteva che essere una enorme scatola – più che vuota – E le poltrone aumentano! E qualcuno ancora crede in questa persona bugiarda! Dove non si trova un accordo, le nuove Province servono a regolare vecchi e nuovi conti in sospeso. Eppure i soldi nelle casse fanno gola a molti. Perché dove c’è denaro c’è potere. Soprattutto in tempi di vacche magre: le province continuano a essere centri di potere che muovono centinaia di migliaia di euro. Vi ricordo che abbiamo solo un partito, che ancora non è andato al governo, che non ha ancora rubato, proviamolo, io penso che qualcosa cambierà, mentre in questa situazione andremo sicuramente in bancarotta.

Basta pensare a Penati per capire a che servono le Province.
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Finalmente il M5S è riuscito a far entrare nella discussione parlamentare il reddito minimo di cittadinanza

Sono stufa di coloro che attaccano in modo pretestuale il reddito minimo di cittadinanza. Li reputo indegni di essere persone pensanti con un minimo di coscienza sociale.
Ripeto le 20 fonti che comparivano sulla proposta di legge dei 5stelle:
Le voci di copertura per il reddito minimo di cittadinanza previste dalla legge dei 5stelle erano 20:
-una patrimoniale
-una tassazione sui capital gain (guadagni sulle compravendite finanziarie)
-una tassazione sulla speculazione finanziaria
-circa 2,7 miliardi di tassazione maggiorata sulle slot machine e i giochi d’azzardo (devo ricordare i 98 miliardi bypassati su coloro che non avevano collegato le mecchinette per non pagare la tassa? devo ricordare che tra i gestori delle macchinette ci sono persone della ghenga di Alemanno e pezzi della mafia?)
-altri 2,5 mld da tagli alla Difesa (devo ricordare che appena oggi la nostra ministra Pinotti ha investito 5,4 miliardi in super navi da guerra? Che ovviamente avranno bisogno ora di essere attrezzate. E che sono ancora in forse i 15 miliardi per gli F35 che cadono in caso di temporale e non hanno superato i test di agibilità? E che siamo entrati di nuovo in guerra contro l’Isis senza nemmeno il voto del Parlamento?)
-c’era anche un contributo di solidarietà dalle pensioni d’oro (caratteristica solo italiana) che arriva al 32% per quelle sopra i 50 volte al minimo
-era previsto un aumento al 18 per mille dell’imposta di bollo sui beni scudati (o vogliamo continuare a premiare gli evasori?).
-La “patrimoniale” era calcolata sui beni superiori al 1.500.000 euro, escluse le prime case e i beni strumentali ma “incluse” le “automobili, le imbarcazioni e gli aeromobili di valore”
-previsto anche un taglio su tutti i ministeri del valore tra gli 1,5 e i 2 miliardi di euro ma anche tagli, per es., sugli “stipendi” degli ambasciatori o delle cosiddette “ausiliarie” del personale dell’esercito pensionando
– e tagli all’editoria (lo sapete che l’ultimo film di Belen ha preso 200.000 euro di finanziamento di fondi pubblici?).
Grillo chiedeva anche che la Chiesa pagasse la TASI sugli immobili adibiti a commercio.
Il tutto per metterci alla pari con tutti i Paesi europei e dare un minimo di sopravvivenza ai milioni di poveri che premono nel nostro Paese. Ma chi questo dovrebbe dispiacere?
Mi pare davvero esoso che una persona, che usa il proprio cervello e non sia asservita a lobby varie, trovi ridicolo tutto questo e non abbia vergogna a manifestare il suo disprezzo per chi sta male
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Talia
Nel 1992, la UE chiede agli Stati membri di adottare un reddito universale di sussistenza, per combattere le povertà e per permettere ai cittadini indigenti una vita dignitosa!Tutti gli Stati della UE l’hanno adottata ad eccezione dell’Italia e della Grecia, la quale, sembra che si stia attivando per farlo. Da noi la povertà e l’indigenza è stata una risorsa per scambi poco edificanti!…..Ma la libertà dal bisogno è un segnale di civiltà che ancora l’Italia dei nostri giorni non si può permettere ,non per ragioni economiche ! Ma per altre ragioni oggi più che mai evidenti!
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Cordy
Chiediamo ai negatori cosa abbia di tanto brutto la proposta di reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle, che ha l’approvazione della Ragioneria di Stato e degli enti preposti alla verifica di congruità, costituzionalità e copertura?
Ricordo che il voto sul Jobs Act è passato grazie al numero legale mantenuto da SEl quando M5S e FI avevano lasciato i banchi, e grazie alla minoranza PD che ha votato a favore – non dimentichiamolo mai di raccontarlo questo (con Bersani che diceva: “Non sono d’accordo, ma voto sì per ‘disciplina di partito’” !..
Vorrei ricordare nella proposta di Reddito di Cittadinanza che sono previsti:
– Fino a 780 Euro al mese, non tassabili, non pignorabili, legati al numero di componenti del nucleo familiare (fino a un massimo di 9.360 euro l’anno).
Questa proposta ritengo che sia importante soprattutto per allineare l’Italia alla quasi totalità di paesi europei che hanno da tempo costruito impianti di welfare minimi che fornissero un supporto ed un ingresso in un mondo del lavoro pulito.
Non dobbiamo dimenticare che è proprio sotto il lavoro-nero e sotto-pagato che si annidano i bacini di influenza politica delle mafie. Ed è proprio attraverso il ricatto sul lavoro che si basa il sistema di sfruttamenti, clientelarismi e favoritismi emerso nella cupola rosso-nera del Comune di Roma – a rischio di scioglimento per Mafia – per bocca dello stesso Prefetto.
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Il 3 dicembre 2014 Renzi è riuscito nella grande impresa di cancellare del tutto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, già profondamente lesionato dalla riforma Fornero votata “senza se e senza ma” da Bersani e dalla sua banda. Ora rimane il mistero dell’articolo 1, che continua a insistere che questa è una Repubblica fondata sul lavoro. Questa incongruenza chiede di essere sanata al più presto! La Repubblica deve, prima di ogni altra cosa, essere ‘coerente’!

Si potrebbe fare un concorso a premi per scegliere la migliore parola da sostituire a quella, ormai obsoleta e fastidiosa a chi conta, di ‘lavoro’. Forse potremmo chiedere agli amici in foto del ministro Poletti: Er Ciecato , Er panzone, A batman, Er scagagnal, Scureggia asparagi , Er magnaceci , Er fritolasecca, Grattaculo, Er pecorone, Puzza de brocoli, Profumo de crauti, Er pisciaperstrada, Er prostata…L’elegante fantasia non manca.
Oppure non mancherà la larga facondia al caro ‘compagno’ Vendola e ai cari ‘compagni’ di Sel che avrebbero potuto uscire dall’aula al momento del voto alla Camera così da far mancare il numero legale al Jobs act, ma che probabilmente dovevano omaggiare con la la loro presenza il caro Renzi prima del loro prossimo scioglimento nel suo partito ‘della Nazione’. Eia Eia, s’ha da magnà!
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RENZI IL DISTRUTTORE

Renzi sta esautorando il Parlamento e governa a colpi di fiducia
Ha finalmente annientato l’articolo 18
Ha fatto una legge elettorale che toglie sovranità al popolo peggio del porcellum e impone liste bloccate
Riempie le istituzioni coi suoi cloni
Ci ha tolto il diritto di eleggere i senatori e i presidenti di provincia
Ha buttato a mare i diritti del lavoro
Intende azzerare lo stato sociale
Ci ha legati alla Merkel e a Junker che peggio non si può
fa riforme finte che alla fine ci costano e basta
Il prossimo anno ci farà pagare 50 miliardi di tasse in più
ha mantenuto al potere tutti i ladri del Pd
è associato a un delinquente come Berlusconi
assieme a lui vuol scegliere il capo dello Stato e fa a pezzi la Costituzione
Ce lo dica quando arriverà a tagliarci la testa con una mannaia.
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Caterina 2011
Come ha scritto Viviana qualche giorno fa, la sinistra in Italia è morta ammazzata dalla sinistra italiana.
Con la squallidissima vicenda della “minoranza PDina” e del suo comportamento in occasione di tutti i peggiori passaggi del governo Renzi, e in particolare di quello sul Jobs Act, siamo al vilipendio di cadavere.
Ora dobbiamo batterci per un “reddito universale per chi resta senza lavoro” come in tutta l’Europa civile. La politica ha il dovere di tagliare sprechi (la corruzione mangia 5 miliardi di euro ogni anno solo a Roma con le cricche fasciomafiose!), per trovare 20 miliardi che servono a dei veri ammortizzatori. Battersi per trovare risorse per digitalizzare la PA, rendendo i servizi a portata di smartphone e desktop. Battersi contro la fasciomafia! Il punto è: battersi per la modernità, non per la fine dei dinosauri. Quelli si sarebbero comunque estinti, nonostante le vive e vibranti proteste.
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cla van
(Contro chi chiede cosa ci sia di orribile nel Jobs Act)
Già cosa è davvero bello…perché chiaramente un imprenditore (noto benefattore dell’umanità) che finora ha preso la gente cococo comincerà ad assumere gente a tempo indeterminato tranquillamente (come se prima non avesse potuto) ,cominciando a pagare contributi come se piovesse, e magari dando anche dei premi aziendali… non è che magari sta clausolina della possibilità di licenziare farà si che il suddetto benefattore dell’umanità possa obbligare il lavoratore a fare gli straordinari gratis, farsi restituire dei soldi in nero oppure fare finta che percepisca di meno per pagare meno contributi pena l’annullamento del contratto (ovviamente senza reintegro) ? Oppure tenendosi un ragazzo per 3 anni licenziandolo poi per assumerne un altro a condizioni vantaggiose e sempre con la possibilità di licenziarlo?
No, ma voi piddini ci siete o ci fate? Io propongo una ulteriore clausola: visto che questo jobs act è così bello facciamo che sia applicato solamente ai piddini e ai loro simpatizzanti… ma anche subito… e anche con un limite di 2 anni di licenziamento… solo schifo….
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Berluscameno
Periodo pernicioso per la nostra “Politica”.
Fondazioni Bancarie, Onlus, Terzo settore, Cooperative rosse, bianche e nere, sono centri di comando mafioso in tutte le Regioni, Province e Grandi comuni d’Italia e non solo A ROMA.
Ma il campo sociale è libero dalle infiltrazioni mafiose ?
Dice Renzi : “…non si può mettere in croce Poletti perché ha solo partecipato ad una cena…! ”
Dice Salvatore Buzzi (ministro dell’economia della cosca malavitosa di Roma): “…ringrazio il ministro Poletti, ex Presidente Nazionale Cooperative …”.
Dice Saviano : “Per quale motivo “la Politica” deve rispondere solo se interrogata da un Giudice?”.
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Livia
Certo, il lavoro nero e il fuori busta sono roba da codice penale. Più facile denunciare se non si può essere licenziati senza giusta causa, o se basta essere liquidati con 3 mesi di stipendio, quando va bene e un altro posto non lo ritroverai mai? e gli straordinari non pagati, ancora più difficili da provare?
Per motivi vari ho spesso contatti con persone di ambienti disagiati, periferie di grandi città, che studiano e lavorano insieme. La lista delle angherie, dalla colpevolizzazione “voi lavorate solo per pensare allo stipendio”, al furto vero e proprio di ore di lavoro non retribuite, alle pretese a cui sono sottoposte da questi cialtroni che vogliamo chiamare “imprenditori” e che sopportano pur di tenersi uno straccio di lavoro farebbe vomitare chiunque non si nutrisse che di prosopopea, malafede e propaganda.
Se codesti figuri fossero minimamente in buona fede invocherebbero la centuplicazione degli ispettorati del lavoro e dei controlli, altro che quella porcheria criminale propagandata sotto il lercio nome di Jobs Act.
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Mariapia Caporuscio
I partiti politici sono diventati una scuola per delinquenti e se non saremo capaci di cacciarli tutti dalle nostre istituzioni, compresa l’intera classe dirigente, da questa malattia (assai peggiore della lebbra) non si salverà nessuno!
Dopo l’orrenda scoperta della mafia romana, il PD piuttosto che impiccarsi come fece Giuda, continua a legare le braccia alla magistratura, respingendo la richiesta di utilizzo delle intercettazioni di due indagati: come fanno presto a smaltirne gli effetti!
Ma come cazzo fanno a dire di non essere tutti uguali? Con quale coraggio osano venirci a dire di non fare di tutta l’erba un fascio?
Questa classe dirigente deve sparire! Un paese non può continuare ad essere governato dalla mafia per dio! Finiamola con questo buonismo o perdonismo che diventa menefreghismo porca troia! Ma che altro ancora devono farci pima che ci svegliamo da questo letargo?


Azzollini

LA BANDA BASSOTTI SALVA DUE BASSOTTI

Il Pd salva dall’uso delle intercettazioni due politici indagati
E avanti così! Renzi, fai schifo!!
Negli stessi giorni in cui esplode questo porcaio, con vera faccia di tolla, i senatori del Pd respingono la richiesta delle procure di usare le intercettazioni per due parlamentari sotto accusa: Azzollini (Ncd), attuale presidente della Commissione bilancio di Palazzo Madama, indagato nell’inchiesta della maxifrode da 150 milioni per la costruzione del nuovo porto di Molfetta, e Papania (Pd) indagato a Palermo per corruzione, con l’accusa di aver garantito appalti in cambio di assunzioni clientelari. La Giunta per le immunità ha aspettato ben 9 mesi prima di esprimersi sul caso. E pazienza se Papania era già da tempo stato definito “impresentabile” dalla commissione di garanzia del Pd, alle politiche del 2013! Azzollini doveva essere salvato perché “è il presid. della commissione bilancio che deve dare il via libera alla legge di stabilità” e dunque bisogna tenerlo caro!!!
Non basta! Il reato di autoriciclaggio è inapplicabile perché vale solo per il bottino di altri!
Non basta ancora! Nuovi condono per i fondi neri all’estero. Ci li denuncia paga meno tasse (26%) e viene assolto di tutti i reati!!
Renzi sì che combatte la corruzione!
E poi devo sentire anche i piddini che calunniano i ‘grullini’ e gli sputano addosso !!???
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Azzollini è indagato per truffa allo Stato, associazione a delinquere, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali nell’inchiesta che lo vede coinvolto nello scandalo sul porto di Molfetta. Nell’ottobre 2013 il MoVimento 5 Stelle aveva chiesto le sue dimissioni.
Il caso Papania. Nello stesso giorno, a pochi minuti di distanza, i partiti salvano anche l’ex senatore del Pd Antonino Papania. L’esponente siciliano era già stato definito “impresentabile” dalla commissione di garanzia del Pd, al punto da non essere ricandidato alle ultime elezioni politiche. La Giunta per le Autorizzazioni aveva dato parere favorevole all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, richiesta formulata dal giudice di Palermo. Nonostante ciò, una volta in Aula, Pd, Lega, Pdl e Ncd votano per il ritorno della questione in Giunta. La vicenda giudiziaria per la quale i magistrati palermitani hanno chiesto al Senato di poter utilizzare conversazioni e sms di Papania riguarda un’indagine per corruzione che interessa la Aimeri Ambiente.
L’Aimeri Ambiente, con sede in Lussemburgo, appartiene ai fratelli Pizzimbone e ha avuto negli anni diverse traversie giudiziarie, tra condanne, assoluzioni, l’indagine della Dia di Catania. I Pizzimbone sono legati politicamente a Marcello Dell’Utri e uno dei fratelli è stato arrestato lo scorso marzo.
Come senatore, all’epoca dei fatti, Papania avrebbe coperto irregolarità negli appalti, pilotato i contratti e bloccato i controlli che riguardavano l’azienda di gestione dei rifiuti in diversi comuni siciliani, al fine di evitarle una multa a titolo di penale di oltre 500 mila euro.


Antonino Papania

Già nell’ottobre del 103 il M5S aveva chiesto le dimissioni di Azzollini.
Era indagato per truffa allo Stato, associazione a delinquere, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali nell’inchiesta che lo vede coinvolto nello scandalo sul porto di Molfetta.
E uno così lo fanno Presidente della Commissione Bilancio del Senato?? E Renzi non dice nulla? Tutto a sua insaputa?
E i trolletti del Blog stanno a disquisire se questa è mafia o non è mafia!!
Guardate che essere mafiosi non è una questione di dialetto e un mafioso può parlare come si parla a Molfetta, a Roma o anche a Firenze!
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Dilario
ed i vari FI, PDL, truffatori dello stato = padri della nuova repubblica? Dell’Utri Mangano, ecc.? La percezione e’ che la casta e’ indivisibile, e’ autoreferenziale e scelta dai medesimi poteri forti. La farsa della democrazia insomma. Se non si ripristina la Costituzione e si da’ ai cittadini la facoltà di scelta dei parlamentari questi resteranno per sempre.
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Rifiuto che a Roma ci siano mele marce
Roma ‘è’ una mela marcia.

NONOSTANTE UN CORNO
Marco Travaglio
6 dicembre 2014
Forse siamo troppo cinici. O forse Saviano non lo è abbastanza. Ma domandarsi – come fa Roberto nel suo commento su Repubblica-come può la politica “fidarsi ciecamente” di Buzzi & Carminati, il Rosso e il Nero, e a dare loro “massima fiducia, senza chiedere in cambio nessuna trasparenza”, nonostante i loro trascorsi rispettivamente di “assassino e terrorista dei Nar”, è un eccesso di ingenuità. Bisogna rassegnarsi ad abrogare i “nonostante”, i “malgrado” e i “sebbene” dal vocabolario politico. I pregiudicati siedono a capotavola nei palazzi del potere non “nonostante” i loro precedenti penali, ma proprio per quelli. Così come non sono “deviati” quei settori della politica, dell’amministrazione, dell’imprenditoria, dei servizi segreti, delle forze dell’ordine che lavorano per (o trattano con) la criminalità. Ma quelli che lavorano per lo Stato e ne rispettano le leggi. Se una persona onesta chiede udienza a un potente, deve mettersi in fila, fare lunghissime anticamere, e anche nell’eventualità che venga ricevuta non ottiene quasi mai ciò che chiede: perché non ha nulla da offrire e nulla da tacere. Un delinquente invece viene subito accontentato, spesso prim’ancora di chiedere. Come disse Giuliano Ferrara: “Chi non è ricattabile non può fare politica”. Anche perché, di solito, chi è ricattabile è anche ricattatore. Io so tutto di te, tu sai tutto di me, e facciamo carriera sui nostri rispettivi silenzi. La nuova legge sul voto di scambio politico-mafioso, sbandierata da Renzi come il colpo di grazia ai collusi, è stata scritta in modo da impedire qualsiasi condanna per voto di scambio. Ma non per un errore: apposta. Così come la legge Severino: si chiama “anticorruzione” ed è stata scritta proprio per salvare B. e Penati dai loro processi per concussione. Ora si scoprirà che il reato di autoriciclaggio, votato l’altroieri dal Parlamento, renderà impossibile la galera per chi ripulisce il bottino dei propri delitti. Giovedì, mentre Renzi annunciava la linea dura contro i corrotti (“una specie di ergastolo, di Daspo”) e spediva il commissario Orfini a bonificare la federazione romana del Pd di cui fa parte da quando aveva i calzoni corti e il commissario Cantone ad annunciare l’ennesima “task force”, il suo partito al Senato votava con FI, Ncd e Lega per respingere la richiesta dei giudici di usare le intercettazioni contro gli inquisiti Azzollini (Ncd) e Papania (Pd). Una svista “nonostante” i sospetti pesanti come macigni che gravano sui due politici? No, una scelta fatta proprio per quei sospetti pesanti come macigni. Fa quasi tenerezza Luca Odevaine detto lo Sceriffo, che ad aprile vuole farsi un viaggetto negli Usa, ma si vede negare il visto: gli americani hanno scoperto che si chiama Odovaine con la “o” ed è pregiudicato per droga e assegni a vuoto. “Una roba da matti, una cosa assurda, in una democrazia come quella!”, si lamenta. La vocale se l’è fatta cambiare lui all’anagrafe per nascondere i suoi precedenti. Come se questi, in Italia, fossero mai stati un handicap e non facessero invece curriculum: ciò che negli Usa ti impedisce anche l’ingresso per turismo, in Italia basta e avanza per promuoverti vice capo di gabinetto della giunta Veltroni, capo della polizia provinciale della giunta Zingaretti e infine membro del Coordinamento nazionale richiedenti asilo del governo Renzi, naturalmente a libro paga di Mafia Capitale per 5 mila euro al mese. Nonostante i precedenti? No, grazie a quelli, che ti rendono affidabile. Ovviamente la Banda Carminati aveva scelto pure il presidente della Commissione di Controllo Garanzia e Trasparenza e il responsabile della Direzione Trasparenza del Comune di Roma (che, alla Trasparenza, ha non uno ma due addetti): due sceriffi di provata fede, ora indagati per mafia. Se Marino s’è salvato parzialmente dalla catastrofe non è tanto perché, personalmente, è un onest’uomo: ma soprattutto perché gli assessori se li è scelti quasi tutti da sé, rifiutando quelli che tentava di imporgli il Pd. Sennò Carminati e Buzzi se li ritrovava perlomeno vicesindaci.

NUOVA LINEA DEL M5S DA GENNAIO

Casaleggo a Roma ratifica col direttorio la nuova linea del M5S: niente più espulsioni, sarà una società norvegese a certificare le votazioni, riordino dei meetup, più trasparenza del blog, serve una rete a 5stelle, torneremo in tv (chi? Casaleggio o noi?), ma il direttorio non avrà potere sui post (continueremo a leggere le frequenti grullate?)
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E’ grave la scelta del Pd – ha commentato Maurizio Buccarella, M5S, relatore della richiesta di concessione dell’autorizzazione – soprattutto il giorno dopo la decisione di commissariare il partito romano per fatti di corruzione e mafia”.
I 5stelle protestano e fanno notare che la decisione di sospendere l’esame per far tornare di nuovo tutto in Giunta si vota con la semplice alzata di mano, “senza che resti alcuna registrazione di chi abbia votato a favore o contro”. Risultato, un conseguente allungamento dei tempi che potrebbe determinare lo stralcio della posizione di Papania dal procedimento penale attualmente in corso.
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SIAMO I PRIMI
MARCO TRAVAGLIO

L’Italia sarà la guida dell’Europa”, aveva promesso Renzi a luglio, assumendo per 6 mesi la guida dell’Unione. Ed è stato di parola. Non che il merito sia suo, anzi: lui è appena arrivato, ben altri sono i protagonisti di questa irresistibile ascesa, a dx, a sx e al centro. È stata dura, ma dopo anni d’impegno indefesso ce l’abbiamo fatta: siamo il paese più corrotto del continente. L’ambito riconoscimento arriva da Transparency International, che pubblica l’annuale Corruption Perception Index con le valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione percepita in 175 paesi del mondo. Nel 2014 l’Italia conferma la 69ª posizione conquistata nel 2013 nella classifica generale dei paesi meno corrotti, ultima nel G7 e nell’Ue, sbaragliando gli ultimi concorrenti che ancora osavano sopravanzarci, Bulgaria e Grecia, che ci raggiungono a pari merito, facendo il vuoto alle nostre spalle. Ora, dopo avere sbaragliato anche Sudafrica, Kuwait, Arabia Saudita e Turchia, puntiamo al Montenegro e a São Tomé, che contiamo di superare quanto prima. Nel ringraziare le bande del Mose e di Expo per il fattivo contributo, resta il rammarico per il tardivo esplodere dello scandalo del Cupolone, i cui effetti benefici potranno farsi sentire solo nel 2015 (se no sai che performance). L’importante è che Renzi tenga duro, tenendo bloccate le leggi contro la corruzione, la frode fiscale, l’autoriciclaggio, il falso in bilancio, i conflitti d’interessi e la prescrizione. Ma il Patto del Nazareno col Pregiudicato regge e, se Dio vuole, ci darà presto un capo dello Stato che garantisca gli standard nazionali almeno quanto l’attuale. Preoccupa, questo sì, il persistere a macchia di leopardo di alcuni pm che – nonostante gli innumerevoli moniti a lasciar perdere – si ostinano a indagare sulla corruzione, privando il Paese dell’apporto di tanti “uomini del fare” dediti ad attività criminali che fanno girare l’economia e crescere il Pil. Ecco perché, come giustamente chiedono Forza Italia, Ncd & galeotti vari, è tempo di por mano a una legge che limiti, o meglio proibisca tout court le intercettazioni: si sa che, intercettando un vecchio tangentista pluricondannato come Greganti o Frigerio o Maltauro (casi Mose ed Expo) o un ex esponente dei Nar e della Banda della Magliana o un condannato per omicidio (inchiesta Roma mafiosa), è inevitabile incappare in qualche sindaco o assessore o politico di destra, di centro e di sinistra. E poi diventa dura insabbiare tutto: quando hai i morti in casa, è già troppo tardi, i cadaveri puzzano e i vicini mormorano, mica puoi far finta di niente. Bisogna agire alla fonte, evitando di scoprire queste brutte cose. Lo spiegava l’altra sera a Ballarò il generale del Ros Mario Mori, purtroppo in pensione, rivendicando orgogliosamente la trattativa Stato-mafia del ’92 con un giusto distinguo lessicale (“Non è stata una trattativa, è stato un baratto”): “Io ero la Polizia giudiziaria che stava facendo operazioni antimafia e quello era un mio compito. Io avevo il coraggio di andarci (dal mafioso Vito Ciancimino, ndr), nessun altro aveva il coraggio, erano tutti nascosti sotto alle scrivanie in quel periodo. Quella fatta con Ciancimino è una trattativa, però è una trattativa consentita dalla norma. Ciancimino era debole, sul suo capo s’addensava una serie di procedimenti che l’avrebbe portato sicuramente in galera, ci poteva dare qualche spunto e barattarlo con un trattamento migliore”. Ecco, chi oggi pensa di tener dentro il camerata Carminati & C., prenda buona nota: questo deve fare una polizia giudiziaria che si rispetti in un paese moderno. Infischiarsene della Costituzione e delle leggi, tenere all’oscuro i magistrati e i vertici dell’Arma, e trattare anzi barattare con i criminali. Poi, naturalmente, evitare accuratamente di arrestarli e affidare loro le perquisizioni dei covi. Infine diventare generali, capi dei servizi segreti e, una volta in pensione, consulenti per la sicurezza del sindaco Alemanno (già…) e controllori della trasparenza degli appalti di Expo su incarico del governatore Formigoni (ri-già…). Altrimenti si perde la guida dell’Europa.

Annamaria Zerbi
E quando hanno fatto la classifica non era ancora scoppiato il caso “cupolone” a Roma. Figuriamoci in che posizione siamo ora nella classifica!!
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“Amico mio, chissà quante volte tu hai dato il tuo voto ad un politico corrotto, ignorante e stupido, sol perché una volta insediato al posto di potere egli poteva garantire una raccomandazione, la promozione ad un concorso, l’assunzione di un tuo parente, una licenza edilizia di sgarro. Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani avete riempito i parlamenti e le assemblee regionali, provinciali e comunali degli uomini peggiori, spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla società. Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima e maggiore colpa è la tua.”
(Pippo Fava – assassinato dalla mafia)
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Baffone
Con Renzi immediatamente conquisteremo il PRIMO POSTO.
Del resto ai militanti piddini fai digerire qualsiasi porcata.
Ormai hanno lo stomaco geneticamente modificato.
A Roma fanno comunella con i fasci (Berlusconi non bastava?).
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SERGIO62
L’Italia non è un paese corrotto.
E’ semplicemente marcio.
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Barondel
Non capisco.Negli ultimi giorni avevo creduto che i problemi dell’Italia fossero una Panda Rossa e i campi Rom!

rasoio1964
Siamo campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo…della corruzione e della sfiga direi…ogni italiano onesto deve mantenere, oltre alla sua famiglia, un politico, un mafioso e un prete…almeno il paradiso è assicurato, vuoi che il Signore non ci perdoni i nostri peccati dopo una vita così caritatevole…
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frantic
Che fortuna, pensa che al prossimo film Romanzo Criminale ci saranno come protagonisti anche i compagni PDni con le feste de l’Unità☭

Per dirla con Crozza
non so se son tutti mafiosi
ma di sicuro son tutti omerdosi.
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Sempre per citare Crozza
Berlinguer a cena con gente simile non s’è mai trovato

Thinkabout
La situazione dell’Italia è la più grave in assoluto, dato che non solo è in balìa di un si
stema corruttivo e clientelare vergognoso e inaccettabile, ma è quasi totalmente in mano alla criminalità organizzata che trae giovamento e incentiva ogni prassi dannosa per la vita civile e progredita del paese. La corruzione, l’interesse privato in atti pubblici, il conflitto d’interessi, le mafie di ogni risma, dovrebbero essere le priorità assolute di un governo che voglia essere minimamente credibile.
Sono anni che l’Italia è in cima alla lista delle nazioni a più alto indice di corruzione. Passati governi non hanno fatto niente per contrastarla, come nulla hanno fatto per evasione fiscale, sprechi e altri mali del nostro Paese. Allora mi chiedo perché personaggi come Dini, Amato, D’Alema e altri esponenti di primissimo piano di quelle amministrazioni oggi godono di pensioni da 30.000 € e passa invece di stare in un tribunale a rispondere della loro incapacità?
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Eric1936
Mi ricordo per la questione MOSE di Venezia Renzi disse: “ADESSO BASTA!….. Metto un garante con carta bianca per fare pulizia perbene..”. Dopo una settimana saltò fuori che il garante contro la corruzione era corrotto. Ma che cosa volete risolvere in Italia. Ma non potrà mai funzionare niente…………
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Override
Tranquilli, tranquilli. Siamo ancora avanti a nord Corea e Somalia ma Frottolo & friends faranno del loro meglio per farci sorpassare anche da questi paesi. Bisogna convenire che anche arrivare ultimi è un record.
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Ampolla Reed
Non è semplice “percezione” ma l’idea e l’esperienza che gli operatori economici ed istituzionali (spesso stranieri) hanno avuto rapportandosi con la pubblica amministrazione. Non è un semplice sondaggio rivolto alla gente della strada che risponde per lo più con la pancia. E comunque non abbiamo bisogno di Transparency per sapere che viviamo in un paese ad elevato tasso di corruzione, per capirlo è sufficiente avere un minimo senso d’osservazione.

Anton Ross Effebi
..e QUELLI, prendendoci per i fondelli, pensano e fanno casino con l’art. 18, jobs act e serventi, opportunistiche riforme elettorali (ma le loro porcate passano tutte senza problemi), depenalizzazioni, sconti agli evasori, indulti, condoni, massacro dei lavoratori ..basterebbe che SOLO la corruzione fosse la META’..e si avrebbero 40 miliardi l’anno! L’AGENZIA DELLE ENTRATE, ed i magistrati contabili..ognuno per la sua parte, perché invece che controllare scontrini e conti correnti e spese di CHI DICHIARA..(lavoro dipendente soprattutto ) non seguono passo passo gli stanziamenti, i pagamenti degli appalti, le fatture, i versamenti previdenziali ed il resto..verificando la e congruità fra lavori eseguiti e soldi spesi? (80 MILIARDI di euro l’anno ..non sono cifre che si possano mascherare ( ed espatriare ) facilmente.)
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Derapage
È uscito “Corruption Manager 2015”, ovviamente realizzato da un programmatore italiano 🙂

MARIAPIA CAPORUSCIO
Non so se sia colpa dell’euro il peggioramento della qualità di vita degli europei, ma non si può negare che il sogno degli Stati Uniti d’Europa è fallito.
Le battaglie sono state combattute in modo sbagliato, al posto di ridimensionare le pretese del capitalismo finanziario e ridurre i privilegi dei ricchi (lievitati in modo osceno) si sono privati i lavoratori dei più elementari diritti. Come si fa a non condannare questo vergognoso sistema? Cosa c’è di positivo nel penalizzare la classe lavoratrice, tornare al caporalato, aumentare le ore lavorative diminuendo i salari? Come si può accettare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo facendoli lavorare in nero e senza misure di sicurezza? Quanto è accettabile l’esodo biblico di intere popolazioni, costrette a scappare dai paesi nativi, ridotti alla fame più nera da questa “globalizzazione” dove pochi dannati (spaventosamente ricchi) si appropriano di ogni risorsa privando tutti gli altri dello stretto necessario?
Se è questa la direzione che l’Europa vuole continuare a percorrere, è giusto cambiare strada!
Necessita tornare a rispettare la vita degli uomini e prendersi cura anche di questa casa che ci ospita, strappandola dalle fauci di questi squali. Dobbiamo lavorare per migliorarla la vita non per distruggerla. A quest’accelerazione verso l’abisso è assai preferibile una marcia indietro, quando nessun vecchio veniva lasciato solo e la solidarietà abitava ogni casa e nessuno moriva per fame. Quando si lavorava la terra che generosamente ricambiava, fornendoci le cose (davvero necessarie) per vivere: cibo, acqua pulita e aria non inquinata. Quando la sera ad illuminare le campagne e le nostre case erano la luna e le stelle, a cui i giovani confidavano i sogni e le prime emozioni d’amore. Quando la pioggia veniva a lavare le strade, i tetti delle case e dissetare le piante. Quando alzando gli occhi al cielo non si temevano i temporali ma ci si sentiva in armonia con l’universo.


I 4 re di Roma

LA NECESSITA’ DI RIDURRE I TASSI SUL DEBITO (sunto)
berluscameno

“Se una ricetta contro la crisi esiste, per Draghi, va cercata nella lotta alla disoccupazione perché «il peggior nemico per l’Europa è la mancanza di fiducia nel futuro». Draghi dice di volerla combattere con gli investimenti «privati, ma anche pubblici». Ma poiché il nostro Governo non può stampare moneta, dovrebbe spiegare agli italiani che bisogna vincere fuori casa a Bruxelles e Francoforte prima di essere risucchiata dalle sabbie mobili.
Inutile cercare di ridurre la spesa pubblica di un miliardo o due. Dobbiamo ridurre la nostra spesa facendo sì dei tagli e riorganizzando la Pubblica Amministrazione, ma soprattutto dobbiamo ridurre gli interessi.
Oggi paghiamo un 4% di interesse. Se solo pagassimo il 2% risparmieremmo 40 miliardi l’anno. Monti direbbe che non si può fare ma sappiamo tutti dai tempi di Keynes, che i tassi di interesse non sono determinati dal mercato, essi dovrebbero tendere allo zero e possono farlo perché sono stabiliti da comitati. Secondo Keynes: “Se lasciato a sé stesso il sistema economico non riesce a creare lavoro per tutti, occorre un deus ex machina. Lo Stato deve stimolare il consumo attraverso la redistribuzione del reddito e forzando in basso il tasso di interesse”. “Il pieno impiego può essere raggiunto solo attraverso una corretta politica monetaria … ”
La moneta deve essere a buon mercato e occorre espandere la spesa per servizi sociali. ”Keynes crede con il suo modello si possa ridurre la disoccupazione e che spingere il tasso di interesse in basso -verso quasi a zero -sarebbe un formidabile moltiplicatore dell’attività economica.”
Keynes era molto più rivoluzionario di Marx. Non credeva alla lotta di classe tra lavoratori e capitalisti-imprenditori. Secondo lui la battaglia era tra i lavoratori e gli imprenditori alleati con le élite finanziarie.
I banchieri ce l’hanno fatta un’altra volta. Si sono sbarazzati sia dei politici, sia dei regolatori e sia dagli incazzati cittadini per passeggiare trionfanti sulle rovine del grande crollo. Alcuni avevano pensato che la grande crisi del 2008 avrebbe potuto cambiare le cose. Siamo stati sciocchi. I banchieri stanno ancora collezionando bonus multimilionari mentre pagano senza batter ciglio multe da miliardi di dollari. Paesi e società sono stati portati sull’ orlo del fallimento, leader politici sono caduti come burattini e milioni di lavoratori hanno perso il lavoro. Eppure a Wall Street e nella City di Londra gli affari corrono. Il mondo è diventato più sicuro con un sistema finanziario liberalizzato? No!
Siamo in una situazione paradossale. JPMorgan ha pagato multe per 20 miliardi di dollari ma il suo capo Jamie Dimon resta al suo posto e porta a casa ogni anno decine di milioni. E le multe sono addirittura deducibili fiscalmente. In Italia un banchiere, Corrado Passera, fregandosene di tutto quello che si dice, vuole fondare un suo partito!
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Nonrosso1
“Il “tafazzismo” è sempre stata una caratteristica peculiare a sx…”,
infatti, ormai per farsi male la “sx” (ammesso che il PD ancora possa definirsi tale) non ha più bisogno della dx, ci pensano i suoi leader (uno più e meglio degli altri) a fare il lavoro sporco mentre i suoi elettori plaudono felici: viene solo da chiedersi perché perdere 20 anni quando bastava lasciar fare a Silvio.
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PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA STIGLITZ: ”L’AUSTERITA’ HA FALLITO, MA LA GERMANIA INSISTE E LA UE VA A SBATTERE” (sunto)
Berluscameno

“Non solo sono terroristi quelli che mettono le bombe. Sono terroristi anche quelli che destabilizzano l’economia di un paese “, ha denunciato la presidente dell’Argentina, de Kirchner alla 69° Assemblea Generale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Non si capisce come mai Padoan non denunci che è in atto un Attentato Terroristico contro il Popolo Italiano.
Stiglitz ci dice: “Se i fatti non si conformano alla tua teoria, cambia la teoria”.
Ma molto spesso è più facile tenersi la teoria e cambiare i fatti – o così sembra pensare la Merkel insieme ai leader pro-austerità. Nonostante continuino a sbattere il muso contro la realtà, continuano a negarla. L’austerità ha fallito. E’ stata un completo disastro, le economie dell’UE si trovano ancora in stagnazione, se non in una tripla recessione, con una disoccupazione ai massimi. Perfino nelle economie che vanno meglio, come in Germania, la crescita a partire dalla crisi del 2008 è stata così debole che, in altre circostanze, sarebbe considerata deludente. I paesi più colpiti sono in depressione. Non si può usare un’altra parola per descrivere economie come quella spagnola o greca, dove circa una persona su 4 – e più della metà dei giovani – non può trovare lavoro. Dire che il rimedio sta funzionando perché il tasso di disoccupazione è diminuito di un paio di punti percentuali, o perché si intravvede un pelino di debole crescita, è fare come un medico medioevale che dice che il salasso sta funzionando solo perché il paziente non è morto.
La produzione nell’euro zona oggi è più del 15% inferiore a quanto sarebbe stata se la crisi del 2008 non si fosse manifestata, il che implica una perdita di 1600 miliardi di dollari solo per quest’anno, e una perdita cumulata di più di 6500 miliardi. La lunga recessione sta compromettendo il potenziale di crescita europeo. I giovani sono i più colpiti. Nel frattempo, la Germania sta obbligando le altre Nazioni a perseguire politiche che ne indeboliscono le economie – e le democrazie.
Se si aumentano insieme tasse e investimenti, migliora l’economia. E se le tasse colpiscono i ricchi e le spese beneficiano i poveri, il moltiplicatore può essere alto. Ma il governo francese sta abbassando le tasse alle imprese e tagliando le spese, la Germania è contenta ma l’economia cede. Non sono le tasse più basse a incoraggiare le imprese, quel che scoraggia gli investimenti è la mancanza di domanda. L’Italia viene incoraggiata ad accelerare le privatizzazioni, ma svendere gli asset nazionali a prezzo scontato ha poco senso. La privatizzazione delle pensioni, per es., si è rivelata dannosa in quei paesi che hanno provato a farla. Il settore sanitario americano è quasi esclusivamente privato, ed è il meno efficiente che esista al mondo.
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berluscameno

La Bce concede prestiti ingenti a tutte le banche europee. Ma ha il tassativo divieto di concedere prestiti direttamente agli Stati. Sono gli stessi trattati a volerlo. Ma noi abbiamo bisogno di una Banca nostra, e di un Nuovo Piano Marshall.
Dovremmo copiare la procedura della Germania che ha creato la sua Banca Pubblica KFW (Istituto di Credito per la Ricostruzione Tedesca), quella creata dagli alleati per gestire il Piano Marshall, che poi è diventata il motore della rinascita tedesca.
Senza questa banca la Germania non sarebbe la quarta potenza economica mondiale. Senza gli aiuti americani e senza il condono dei debiti di guerra tedeschi deciso alla conferenza di Londra del 1952 la Germania Ovest non sarebbe risorta. Prima, gestore della ricostruzione, poi pilastro a “sostegno delle piccole e medie imprese”, anima del sistema Germania come e più che in Italia. Poi grande finanziatore delle infrastrutture, poi ancora garante della svolta “verde” e non nucleare della politica energetica tedesca, e ora grande creditore delle eccellenze tecnologiche, per garantire alla Germania uno dei primi posti nel mondo.
Il suo rating è ottimo, pari a quello dei Bund tedeschi, per cui alla KfW non è difficile approvvigionarsi quasi esclusivamente sui mercati mondiali dove negli ultimi anni ha realizzato emissioni per circa 80 miliardi di euro annui in media. A tassi bassissimi, grazie tante: la KfW appartiene per l’80% al potere federale e per il restante 20% ai 16 Bundeslaender, gli Stati della federazione. Ecco il boccone appetitoso, che mette l’acquolina in bocca al potere politico di Berlino.
Per cui il governo federale vuole appunto imporre che gli utili della KfW, come quelli della Bundesbank, siano versati alle casse pubbliche. I politici tedeschi che governano e governeranno la prima potenza europea e quarta mondiale, di qualsiasi colore siano, hanno bisogno di una KfW funzionante alla grande. Per la corsa alle eccellenze, per la solidità del sistema industriale e delle piccole e medie imprese, per la pace sociale. Insomma per il sistema. Senza la KfW, salvataggi come quelli della banca Ikb e poi gli aiuti pubblici alla Commerzbank non sarebbero stati possibili.
Saprei io dove mettergli gli Iphone e anche certi gettoni…
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Giovanna
Citazione: “E’ negli interessi della Germania gestire l’eventuale uscita di un paese membro nel modo più lineare, regolare e tranquillo possibile. Nel caso di un deprezzamento fuori controllo della Lira, ad esempio, il più grande sconfitto sarebbe Berlino: le banche ed assicurazioni tedesche che hanno enormi investimenti in Italia sarebbero a rischio fallimento; ed inoltre, le industrie tedesche non potrebbero più competere con quelle italiane sui mercati globali. Sarebbe interesse primordiale della Bundesbank acquisire sui mercati valutari internazionali le lire, i franchi, pesos o dracme per impedirne un crollo. Si tratta di un punto molto importante da comprendere: nel caso in cui uno dei paesi meridionali dovesse decidere di lasciare il sistema in modo isolato, è nell’interesse dei paesi economici del nord Europa, in primis la Germania, impedire che la sua valuta sia fuori controllo e garantire una transizione lineare. Tutte le storie di terrore su eventuali disastri che leggiamo non hanno alcuna base economica.”
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5960
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La maggioranza dei partiti europei e con essi il nostro caro Renzi hanno eletto capo della Commissione europea Junker, che per 18 anni ha retto il Lussemburgo, paradiso fiscale che ha accolto con tasse bassissime i più grande evasori internazionali che, col modico pretesto di mettere la loro sede in Lussemburgo hanno evaso le tasse molto più alte dei loro Paesi. Un’inchiesta di 80 giornalisti svela 28 mila pagine di documenti riservati la politica fiscale del piccolo paese europeo. Circa 340 società, tra cui Pepsi, IKEA, Aig, FedEx e Deutsche Bank hanno sottoscritto accordi segreti in Lussemburgo per “evadere le tasse”. Il gruppo investigativo ha pubblicato la sua inchiesta di 28 mila pagine di documenti confidenziali. Le aziende hanno dirottato centinaia di miliardi di dollari su conti lussemburghesi risparmiando milioni di dollari di tasse. La grande mole di dati, analizzata da 80 giornalisti di 26 paesi squarcia la coltre di riservatezza che ha sempre protetto il “paradiso fiscale” lussemburghese, e mette in difficoltà Jean Claude Juncker, per molti anni Premier del più piccolo – meno di 550mila abitanti – ma molto ricco, paese. E questo accade proprio nel momento in cui il leader lussemburghese ha assunto la carica di “Presidente della Commissione Europea”. Per mesi l’Ue si è scontrata con la riluttanza del Lussemburgo a fornire informazioni, nell’ambito della lotta serrata svolta negli ultimi anni da Bruxelles nei confronti dei cosiddetti ‘paradisi fiscali’. In alcuni casi avrebbero pagato le tasse su meno dell’1% dei soldi fatti transitare attraverso le società con sede in Lussemburgo. Infatti in Lussemburgo “le mazzette “ sono rigorosamente esentasse!

Ma quando i 5stelle hanno chiesto l’estromissione di Junker, il caro Pd di Renzi ha votato a suo favore.
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Luca Ciarrocca

Per quanti sforzi l’Italia stia facendo per ripartire, la strategia politica degli ultimi tre governi non-eletti democraticamente dal popolo (Monti, Letta, Renzi) è di fatto limitata all’esecuzione testuale dei diktat stabiliti nella lettera inviata il 5 agosto 2011 a B ai banksters della Bce (Trichet presidente in carica e Draghi presidente eletto). Dopo tre anni e mezzo, se si tolgono di mezzo la fuffa mediatica e le finte lotte tutte interne alle caste politiche ed economiche, la politica italiana è ferma allo stesso punto: il governo è tutt’ora retto – in modo assolutamente anti-democratico – da una banca centrale. Peggio ancora, i diktat non funzionano e anzi hanno provocato una catastrofe: l’Italia è in recessione da 36 mesi consecutivi e il pil ha perso nel frattempo -10%.
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German
Per una classe politica come la nostra la fedina penale non è un indicatore sufficiente, bisognerebbe introdurre i concetto di fedina morale e casellario etico. Allora potremmo dire che benché Andreotti sia morto incensurato però la sua fedina morale era sporcata del sudiciume peggiore che si possa immaginare.
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Annamaria
E vai con le cene esclusive, isolate, blindate, transennate, nascoste agli occhi indiscreti del popolo-bue: le cene da mille euro a botta, da mille euro all’ora, da mille euro al minuto, da mille euro al secondo; le cene dove quelli che ‘possono’, quelli che ‘hanno ragione’, senza troppo clamore e senza troppa pubblicità si accordano sui privilegi di sempre, sugli scambi di sempre, sugli sporchi affari di sempre, sulle ‘finanziarie’ di sempre.
Perché nulla, nulla, nulla, cambi. MAI.
Il vecchio, decrepito consueto balletto: ricco, squallido, miserabile.
“Dentro” i giornalisti-schiena-dritta, impegnati a raccontare i loro incomprensibili estremismi ombelicali.
“Fuori” gli altri, da tener buoni con 80 euro e un po’ di manganello.
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DIA
La DIA, dipartimento investigativo antimafia fu il grande sogno di Falcone
ma dobbiamo ricordare che negli ultimi due anni è stato progressivamente smantellato e ora versa in uno stato agonico. In realtà la Dia come la immaginava Falcone non è nemmeno mai nata, eppure tra il 2009 e il primo semestre del 2011 sequestrò beni per 5,7 miliardi di euro e ne ha confiscati altri per 1,2 miliardi di euro. Cifre che rappresentano l’introito maggiore per il Fondo unico Giustizia. L’operazione “Breakfast”, per es., coinvolse elementi di spicco della Lega Nord. Nella “Doma”, finirono colletti bianchi e politici nazionali, “vicini” al clan dei Casalesi. Poco dopo la richiesta d’arresto nei confronti dell’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. O le principali inchieste di Palermo, dove i magistrati stanno indagano sulla trattativa Stato-mafia. Da questo si capisce come questo organismo sia scomodo e perché lo hanno fatto morire. Stipendi tagliati, organico ridotto, bilancio segato dalle finanziarie. Falcone voleva alla DIA 3000 uomini. Oggi sono 1400. E per quanto la DIA abbia una sua commissione appalti, i politici le hanno sottratto questo compito. Comprendiamo benissimo il perché.

Desmond
In un regime dittatoriale come quello Renziano non sono più rilevanti le grandi decisioni o il loro processo di formazione, sia perché le prime sono date ad arbitrio del capo, sia perché il 2° è per definizione riservato e sostanzialmente segreto.
In una dittatura sono i sospiri dei gerarchi ad essere analizzati, le loro malattie finte o reali, i loro appuntamenti mancati. Non si tratta di analisi del proprio ombelico, ma di lettura e interpretazione degli unici indizi che il palazzo offre di quel che vi accade all’interno.
Un es. sono i cremlinologi che fino all’era Gorbaciov, leggevano e analizzavano tutti i più minuti indizi che venivano dall’apparato dei vertici dell’URSS: il fatto che un certo personaggio fosse su un palco a fianco di Breznev o un metro più in là serviva a ipotizzare grandi rivolgimenti nel Comitato Centrale del PCUS. Una visita dal dentista di un esponente del KGB implicava un contrasto interno al Comitato Centrale sulle politiche mediorientali.
Le stesse analisi venivano fatte sulla giunta argentina, come sulla Cina di Deng, e vengono fatte ora su quella di Hu Jintao o Xi Jinping.
Insomma “l’estremismo dell’ombelico” è una patologia inspiegabile per una democrazia, ma è una prassi normale per i regimi di Stato d’Eccezione, come è quello italiano oggi.
Proprio il fatto che questa pratica sia ormai così comune è una prova in più di uno stato di fatto che non si vuole ammettere a dispetto dell’evidenza: siamo già in una dittatura, la costituzione del 1948 è già sospesa e sostituita dal potere assoluto e arbitrario dell’esecutivo.
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SCHIFO
Viviana Vivarelli
Su quanto faccia schifo la politica in Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta, dalla grottesca votazione che certificò la nipote di Mubarak al ‘diritto’ che ha assolto Scajola, Penati, Berlusca o altri marrani, dalle leggi ad personam alla mancata legge sul conflitto d’interesse tutta piddina fino a quello scudo fiscale che continua a difendere chi ha portato fondi neri in Svizzera, dalla distruzione dello stato sociale al voto a Junker per la Commissione europea. Dallo schifo del protezionismo bancario ai 6 miliardi appena regalati ai due gestori delle autostrade e alla protezione ai Riva. Dall’ingresso nella terza guerra mondiale a ferragosto senza nemmeno il voto del Parlamento al tentativo di violentare la Costituzione coi famigerati saggi di Napolitano. Dal pareggio di bilancio messo in Costituzione al taglio di fondi ai malati di SLA. Dalla truffa delle Province talmente abolite che hanno 31.000 dipendenti in più e ora anche 17 nuovi dirigenti a 150.000 euro cadauno e i politici se le sono appena spartite abolendo il voto popolare, al Senato che non c’è più ma c’è ancora, anzi moltiplica le cariche. Ora ci mancava giusto l’assassinio dell’art. 18 e la tracotanza di Renzi contro chi lavora! Legge sul lavoro devastante quando il patto stato-mafia, perché priva di effetti sull’occupazione ma tanto amata dal grande capitale e in linea con un leader che visita fabbriche senza lavoratori e cena con ricchissimi calpestando i poveri, mostrando come italiani modello speculatori finanziari, schiavisti e delocalizzatori. Non si riesce nemmeno a capire come mai milioni di persone vadano ancora a votare, perché in Italia ormai la democrazia è morta, ammazzata da due despoti pappa e ciccia, mentre il M5S che raccolse tanti voti quanti il Pd è messo alla gogna e si tenta di fare leggi per estrometterlo dal Parlamento, ma ammazzata ancor più della stupidità della gente.
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RAPPORTO CENSIS 2014
Politica bocciata
L’abuso da parte dei 3 governo del voto alla fiducia (Renzi 28 volte!) ha creato un senso di incertezza ed emergenza. Così le imprese non investono e le famiglie non spendono. Si pensa ormai che la povertà può colpire tutti. La politica gira a vuoto. Senza ottenere risultati in grado di incidere in modo positivo sull’economia del Paese e sulla società.
I governi sono responsabili di una politica che resta confinata al gioco della stessa politica”. Progressivo fallimento di molte riforme, spesso distaccate da un quadro coerente e inadatte a formare una visione unitaria di ciò che potrà o dovrà essere il Paese nei prossimi decenni. Le riforme del mercato del lavoro hanno aumentato la precarietà. Si avvicina il rischio banlieue. I problemi di alcune zone urbane sono ormai cancrena. Troppi decreti legge (ben 86 in 3 governi) approvati spesso con voto di fiducia. Norme su norme che non hanno portato a un solo posto di lavoro. Il ddl dovrebbe essere usato solo in casi straordinari di necessità e urgenza ma è diventato sistematico e continuato. Pochi investimenti da famiglie e imprese. Nelle famiglie la gestione dei soldi è fatta sul brevissimo periodo. I depositi bancari sono aumentati del 4,9%, per paura di imprevisti, come la perdita del lavoro o la malattia, per sentirsi le spalle coperte, e vengono sottratti agli investimenti. Siamo una società dove anche le imprese non rischiano più: dal 2008 si è registrata una flessione degli investimenti di circa un quarto. E ancora: “L’incidenza degli investimenti fissi lordi sul Pil si è ridotta al 17,8%, il minimo dal dopoguerra”. 8 milioni di persone non lavorano. Ai 3 milioni di disoccupati si sommano quasi 1,8 milioni di inattivi perché scoraggiati. E 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare. È un capitale umano non utilizzato. Più penalizzati sono i giovani, che sono il 50,9% dei disoccupati totali. Il patrimonio artistico è sottoutilizzato. In Italia il numero di lavoratori nel settore della cultura è di 304.000, l’1,3% degli occupati totali: meno della metà di quello di Inghilterra e Germania, molto meno di Francia e Spagna (409.000). Nel 2013 si sono prodotti qui 15,5 miliardi contro i 35 della Germania e i 27 della Francia.
La politica parla solo su twitter, con un appiattimento delle differenze politiche. La politica non riesce poi a porre rimedio alle inefficienze della pubblica amministrazione. Sprechi e inettitudine. E’ stato speso solo il 20% dei fondi europei. Non si riesce più a fare opere pubbliche, vedi Genova o L’Aquila. I fondi europei sono usati solo per un 20%.
Sanità pubblica e welfare sempre meno accessibili. La spesa privata per le cure, inoltre, è cresciuta dai 29 miliardi e mezzo del 2007 ai 31 miliardi e mezzo del 2013. Dei circa 4,7 milioni di giovani che vivono per conto proprio, oltre un milione non riesce ad arrivare a fine mese e si stimano in 2,4 milioni coloro che ricevono regolarmente o di tanto in tanto un aiuto economico dai propri genitori. Siamo ancora forti in turismo, design e cibo. L’Italia è la quinta destinazione turistica al mondo, con 186 milioni di presenze turistiche straniere nel 2013 e 20,7 miliardi di euro spesi (+6,8% rispetto al 2012). Siamo ancora forti nell’export delle 4 A del made in Italy (alimentari, abbigliamento, arredo-casa e automazione), che è aumentato del 30,1% in termini nominali tra il 2009 e il 2013. L’Italian style non perde il suo fascino. L’agroalimentare è una delle componenti più dinamiche dell’export: 27,4 miliardi di euro nel 2013, con un aumento del 26,9% rispetto al 2007. L’Italia è il Paese con il più alto numero di alimenti a denominazione o indicazione di origine (266), seguito a distanza da Francia (219) e Spagna (179).
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L’ITALIA CAMBIA VERSO
Giorgio N.

Allora vediamo in cosa consiste il far “cambiare verso all’Italia”
-Italicum: legge elettorale in fieri scritta con un pregiudicato (ma vabbè, dettagli), votata da un parlamento di “nominati” con il porcellum, che, vale la pena di ricordare, è stato giudicato anticostituzionale con l’unico scopo di eliminare il terzo incomodo (oggi il M5S, domani un nuovo soggetto a sx) e riportare alla cara vecchia logica dell’eterno inciucio tra PD e PDL (o quelle che sono ora le sue diverse anime).
-Job Act: ulteriore precarizzazione del lavoro con la scusa che bisogna equiparare coloro che ora godono di diritti a coloro che invece ne sono privi e non il contrario (molto di sx, eh!). Non c’è qui lo spazio per eviscerare punto per punto l’immonda legge delega (che, sono pronto a scommettere, la maggior parte dei Renzientusiastici non sa neppure cosa sia!)
-Riforma del Senato: un manipolo di nominati dalle giunte regionali e dal PDR, con l’unico scopo di non frapporre bastoni tra le ruote all’azione di governo. In questo senso è utile ricordare, sempre ai suddetti Renzientusiastici, che il governo NON E’ il comandante del Paese, bensì solo il MAGGIORDOMO. La funzione origina di “governante” (colf) è stata nel tempo scientemente sostituita con quella di “padrone” (grazie al martellamento mediatico di mamma RAI e della figliastra Mediaset) anche in funzione della becera ignoranza e della totale mancanza di senso civico dell’italico popolo.
Per finire una domandina sempre ai soliti “Lassamolo lavorà ’sto Renzino chè sta facendo er nostro bbene!”…Se nel 2011, con il deficit poco oltre i 2000 miliardi, un PIL al +0,2%, il rapporto debito/PIL al 130% e una disoccupazione al 10% lo spread stava oltre i 500 punti, perché ora che il deficit è a 2200 miliardi, il PIL negativo da svariati mesi, il rapporto deficit/PIL al 137% e la disoccupazione oltre il 12%, lo spread sta a 150 punti?
Sapete qual è la risposta? Perché ai mercati finanziari dell’economia reale italiana non importa una beatissima fava! A loro importa che ci sia un decisore che fa ciò che gli viene detto e tanto basta.
La dannazione della memoria sarà inevitabile per coloro che oggi sostengono il più turpe dei progetti di distruzione della coesione sociale di uno Stato! Complimenti davvero!
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http://masadaweb.org

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