Nuovo Masada

dicembre 3, 2014

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:58 pm

MASADA n° 1597 3-12-2014 LA CUPOLA FASCIO-MAFIA

Scandalo a Roma: una cupola fascio-mafiosa con estremisti di dx e sx ha comprato i membri dell’amministrazione Alemanno e gestito gli appalti per anni – Roma, capitale del malaffare – La malavita di larghe intese – Primi in Europa per corruzione – Dobbiamo aumentare gli istituti di democrazia diretta – Prove mediatiche sul nuovo inquilino del Quirinale – In memoria di Giorgio Ambrosoli – La democrazia è finita – Nel 2017 aumento delle tasse per 50 miliardi – In meno di 2 anni 155 cambi di casacca in Parlamento – Le dimissioni (forse) di Napolitano- L’Italia verso il sottosviluppo – Appartenenza, fanatismo e ideale – Il no di Bersani a Rodotà – La cancellazione delle conquiste sociali

Non potranno mentire in eterno.
Dovranno pur rispondere,
prima o poi,
alla ragione con la ragione,
alle idee con le idee,
al sentimento col sentimento.
E allora taceranno:
il loro castello di ricatti,
di violenze,
di menzogne
crollerà.

Pier Paolo Pasolini
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..uno condannato per omicidio dirigeva la politica a Roma.
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Scoppia uno scandalo enorme. Un blitz del Ros porta a 37 arrestati e 100 indagati nel Comune di Roma. Gravi prove che parte del Campidoglio era collusa con la criminalità degli estremisti di destra e di sinistra e con la mafia per gestire i migranti, il vede pubblico, gli ex detenuti, la gestione degli immigrati, i campi rom, le partecipate, la politica sociale…

Un’inchiesta immensa con pochi precedenti che pesca a dx come a sx. Il re di questo giro è Carminati, ex terrorista nero, ex boss della banda della Magliana. Accuse pesanti su Gianni Alemanno, già sindaco di Roma (associazione per delinquere di stampo mafioso) e su uomini della sua giunta. Tra gli ‘amici’ anche Poletti, attuale ministro del lavoro. La legge prescrive lo scioglimento di un Comune quando emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su “collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o simile degli amministratori”. Il 5stelle Di Battista chiede lo scioglimento del Comune di Roma.
La nomina del presidente della Commissione trasparenza del Comune di Roma è stata deciso durante un pranzo da Massimo Carminati, ritenuto capo della cupola mafiosa, disarticolata dall’inchiesta dei carabinieri del Ros. La scelta è finita su Giovanni Quarzo, esponente di FI, indagato nell’inchiesta e in rapporto con l’organizzazione criminale a cui lo stesso Quarzo si era rivolto criminale per favorire la propria nomina. Vengono condizionati anche esponenti della maggioranza Pd, come l’attuale presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, che era a libro paga dell’organizzazione criminale: “Me so comprato Coratti” diceva Buzzi (l’asso delle cooperative romane) “con 10mila euro”. C’è anche un assessore finito nelle carte e indagato, Danilo Ozzimo. Nelle carte dell’inchiesta vci sono carte dedicate alle corruzioni e turbative d’asta avvenute in Ama, società del omune che si occupa della raccolta dei rifiuti, dal 2013 al 2014. Fanno riferimento al periodo nel quale Giovanni Fiscon, finito in galera, ricopriva ancora il ruolo di direttore generale dell’Ama. Sono stati comprati Mattia Stella, della segreteria del sindaco Marino e Franco Figurelli, della sua segreteria particolare, gratificato, secondo Buzzi, da una retribuzione di 1000 euro al mese. Cambiata la maggioranza, la mafia capitale continua la sua attività. Pecoraro, prefetto di Roma, diceva: “A Roma solo piccole bande, non vera mala. Roma non è Napoli”. Infatti è mafia capitale.
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…fascisti che gridano contro gli immigrati e poi ci fanno soldi.
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Espresso
“Da “Er Cecato” a “o Pazzo”. Chi dettava legge nella Capitale
Il clan fascio mafioso di Carminati e la camorra napoletana di Michele Senese detto “O Pazzo” che a Roma Nord ha investito in ristoranti e locali. E al suo servizio ha “La batteria di picchiatori di Ponte Milvio” con a capo Diabolik. Il leader degli Irriducibili della Lazio
Una cosca fatta da manager, vecchi terroristi neri, imprenditori rossi, politici e reduci della Magliana. Un ibrido criminale la cui scoperta sta rivoltando dall’interno il potere romano.
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L’inchiesta si sta allargando a tutto il Lazio:
estremismo di destra e di sinistra, membri di Fratelli d’Italia, della Coop e del pd
Le larghe intese funzionano alla grande sul crimine.
Renzi non fiata.
Poletti nemmeno.
Di Battista chiede a nome del M5S lo scioglimento del Comune di Roma.
E ora mi raccomando Pd/Fi cancellate del tutto le intercettazioni!!!
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LA MALAVITA DI LARGHE INTESE
Marco Lillo

Ci sono intercettazioni che restano nella storia criminale di un paese. Il “mondo di mezzo” evocato da Massimo Carminati entra di diritto nella top ten assieme a grandi classici come “i furbetti del quartierino”. Il mondo di mezzo, secondo il boss arrestato come capo di “Mafia Capitale”, è il luogo in cui “tutto si mischia nel mezzo perché la persona che sta nel sovramondo (politico o imprenditore, ndr) ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non può fare nessuno”.
Sarebbe consolante dire che la terra di mezzo in cui sono fioriti 37 arresti è la destra romana. Invece in quel luogo si mischiano non solo i destini di Gianni Alemanno, un sindaco che sembrava volere diventare premier, e Massimo Carminati, condannato per un furto inquietante di miliardi e segreti nel Palazzo di Giustizia e coinvolto (ma sempre assolto) nei fatti più inquietanti della storia d’Italia: dall’omicidio del giornalista Mino Pecorelli al depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna. No. Nella terra di mezzo si mischiano destra e sinistra, oltre che sovramondo e sottomondo. La “Mafia capitale” guidata da Carminati secondo i magistrati aveva a libro paga anche politici di primo piano del Pd. Nella terra di mezzo, il boss che ha ispirato il “Nero” di Romanzo criminale, il “fasciomafioso” Carminati ha come braccio destro un criminale svelto di mano, Riccardo Brugia, e come “braccio sinistro” il re delle cooperative sociali Salvatore Buzzi: già condannato per omicidio e poi riabilitato. Buzzi “il rosso” si vanta di pagare tutti e di dare 5 mila euro al mese all’ex vice capogabinetto del sindaco Veltroni, poi nominato capo della Polizia provinciale, Luca Odevaine, anche lui indagato.
La notizia non è quindi Carminati, ma Buzzi: un ex detenuto simbolo della resurrezione dal carcere che presiede un impero da 50 milioni. Con la sua cooperativa aderente alla Lega delle coop rosse, già guidata dal ministro Giuliano Poletti, fa soldi nel business dei campi nomadi e dell’assistenza ai rifugiati e poi divide col “nero”. A maggio Buzzi chiudeva così la sua relazione all’assemblea della Cooperativa 29 giugno: “Un augurio di buon lavoro al ministro Poletti, nostro ex Presidente nazionale che più volte ha partecipato alle nostre assemblee; al governo Renzi, affinché possa realizzare tutte le riforme che si è posto come obiettivo, l’unico modo per salvare il nostro Paese”.
La terra di mezzo non ha confini netti. Non è la destra, non è Roma: è l’Italia.

E’ l’Europa a dirlo all’Italia: “La nuova legge italiana contro la corruzione “lascia irrisolti” vari problemi perché “non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l’autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio“. E poi basta con le leggi ad personam e bisogna mettere mano finalmente alla legge sul conflitto d’interesse, questione annosa e costantemente rimandata in Italia.”
E’ per questo che voi piddini avete votato Renzi?
Per avere più protezione per i delinquenti, i corrotti e gli evasori?
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Massimo D’Alema disse di Alemanno che era stato «il miglior ministro del governo Berlusconi».
Nel 2008 al ballottaggio chiese ai romani un voto “secondo coscienza”. Ebbe 783.225 voti su 1.459.697, il 53,656 % del totale.
Romani, ma cosa avete nel cervello? La pajata?
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L’Italia è prima per corruzione tra i paesi dell’Ue. Lo dice l’ultima classifica della corruzione di Transparency International, che riporta le valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione di 175 paesi del mondo. Siamo al 69° posto nel mondo, ma ultimi in Europa. Abbiamo la maglia nera tra gli Stati occidentali. Anzi peggioriamo la situazione complessiva in Europa, visto che Bulgaria e Grecia hanno migliorato la loro posizione. Adesso dietro all’Italia, in Ue, non c’è più nessuno. Siamo i peggiori.
Hanno pesato i recenti scandali dell’Expo e del Mose, ma anche, e soprattutto, il ritardo nella risposta alle sollecitazioni europee su autoriciclaggio, prescrizione, falso in bilancio, sensibilizzazione dell’opinione pubblica e whistleblowing (strumento legale per informare tempestivamente di rischi: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione ecc)
Più in generale ha pesato il senso di diffusa impunità per corrotti e corruttori che si respira nel nostro Paese, che è stato perciò condannato dal GRECO, gruppo europeo di 49 Stati istituito nel 1999 contro la corruzione.
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ROMA CAPITALE DEL MALAFFARE
ROSARIO AMICO ROXAS

C’è molto più delle sole infiltrazioni mafiose, per le quali parecchie amministrazioni comunali sono state sciolte; c’è una miscela esplosiva composta da mafia, camorra, ndrangheta e sacra corona, con l’eversione neo fascista, e, finalmente, con la presenza rassicurante di politici insospettabili collocati nei gangli portanti delle istituzioni. L’ambiente da sfruttare è “Roma capitale”: un pozzo senza fondo che elargisce posti di lavoro ai fedelissimi, appalti, finanziamenti.
Ritrovarmi d’accordo con il M5S, rappresenta per me un paradosso, non condividendo le proteste a vuoto prive di proposte serie; ma in questo caso specifico la protesta contro il malaffare che tiene sotto controllo la capitale d’Italia, contiene in sé la sola proposta possibile: scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, eversive e criminali e nuove elezioni, condizionate da candidature delle quali i partiti dovranno farsi garanti e responsabili.
Lo storico personale di Alemanno lo vede emergere nel mondo perduto dell’eversione nera, che si associa con la criminalità comune e con il mondo dei politici corruttibili, purché insospettabili; sfrutta la sua carica per soddisfare le esigenze economiche dei suoi “camerati” con assunzioni e concorsi su misura, delegando i contribuenti a corrispondere stipendi per centinaia di migliaia di euro.
La combinazione di queste forze perfeziona una miscela altamente esplosiva, che si barcamena tra crimini violenti, esercizio di potere e minacce insurrezionali.
I numeri ci sono tutti per sciogliere l’amministrazione comunale di Roma, per evitare che accada ancora il peggio, con rapide nuove elezioni nelle quali dovranno essere i partiti politici a farsi garanti dei candidati.
Duole dirlo, ma venti anni di malgoverno, con un presidente del consiglio condannato, dopo tre gradi di giudizio, per avere truffato lo Stato, proprio durante il mandato presidenziale, hanno rappresentato il peggior esempio che malavitosi e politici indegni, hanno imitato con la certezza di una impunità di fatto sancita dentro i gangli delle tante leggi ad personam.
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Mario 45.massini
Se tutti i partiti italiani avessero cacciato affaristi, pataccari e opportunisti che prosperavano al loro interno – oltre a quelli che si nascondevano in associazioni “segrete” o aderivano a logge varie – l’Italia sarebbe stata molto diversa.
Invece i nostri famigerati media parlano di “gogna mediatica”, “espulsioni”, Grillo come Nerone o Stalin. Però stranamente non Hitler; si vede che hanno ben presente Goebbels…
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Crozza ieri sera sulla cupola mafiosa romana
http://www.tvblog.it/post/697268/maurizio-crozza-dimartedi-2-dicembre-2014-video
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Klaus k.
Lo sanno a Bruxelles e a Berlino? Che le nostre amate istituzioni locali sono frequentate da individui equivoci e di sottobosco criminale che hanno curiosi e poco traducibili soprannomi: Er Ciecato , Er panzone, A batman, Er scagagnal, Scureggia asparagi , Er magnaceci , Er fritolasecca, Grattaculo, Er pecorone, Puzza de brocoli, Profumo de crauti, Er pisciaperstrada, Er prostata…..un bel passo avanti dalla Prima Repubblica, non c’è che dire. Auguri Italia, è il famoso made made made in italy
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ReNudo
Alemanno: “Ne uscirò a testa alta”. È l’unico modo per poter respirare in mezzo a tutta quella m****
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Maurizio Neri
Sono culturalmente ladri
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Adri ana
Indagati a Roma: ex terroristi, ex NAR, ex membri della banda della Magliana, ex fascisti.
E nemmeno un ex tracomunitario.
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MantovanAle
Alemanno indagato per associazione mafiosa.
Il centrodestra si ricompatta
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Mass
Nella vicenda romana coinvolgimenti bypartisan senza distinzione di colore politico. Tanto il marrone copre tutto.
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Pirata21
Tra gli inquisiti anche il capo dell’anticorruzione in Campidoglio. Mica ci si diventa per caso.
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La procura: “A Roma un “ramificato sistema corruttivo”. Credo si riferisca al Parlamento.
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Tra gli arrestati,Massimo Carminati, ex terrorista dei Nar ed ex membro della Banda della Magliana. Quindi anche gente per bene.

Tra reati contestati ci sono estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio. Le solite cose insomma.

La mafia aveva le mani anche sul Campidoglio. Già che c’era.
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Franceskino
Alemanno indagato per associazione mafiosa
finalmente può aspirare alla leadership del centrodestra

Alemanno indagato per associazione mafiosa
Per Berlusconi è una nota di merito
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Zip
Indagato Alemanno, pare che piazzasse dei parenti anche nella mafia.
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Donlione
Un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati”. Noooo, a Roma?! Maddai…
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Il mago di Floz
Per aggiudicarsi appalti, gli indagati spaziavano dalla corruzione all’estorsione, dall’usura e al riciclaggio. Uno s’è perfino fatto eleggere sindaco.
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Viviana
Per fortuna c’è Renzi che vuole mandare ai domiciliari tutti quelli con pena fino a 4 anni!
Chissà di quanti poliziotti avrà bisogno Roma con tutti questi domiciliari!
Ma poi li mandano tutti qualche ora dai vecchietti come Berlusconi? Qui alla fine ci sono più domiciliari che vecchietti!
E poi siamo così fortunati che Renzi ha ristretto i tempi della prescrizione, per cui tutta questa gente è già prescritta prima ancora del processo. Come a dire: processi come vuoti a perdere, costosi ma inservibili
E poi per fortuna abbiamo Renzi e Berlusconi che a penalizzare autoriciclaggio, falso in bilancio e corruzioni varie non ci pensano nemmeno sotto minaccia di castrazione!
Ah che ben vivere! Che bel godere! Il faccendiere di qualità!
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Luciano jaka 213
Il bubbone è grosso, il carro del vincitore grande e rubano da 20 anni, in tutti i piani e in tutti i palazzi del potere, come ha detto Landini: chi è onesto non può stare nel PD o nel PDL i quali non fanno pagare le tasse ai grandi evasori fiscali, quindi sono ladri. Di Pietro è andato via, lo avete rovinato con la bufala delle case, adesso coltiva la sua terra, con Ingroia non avete neanche voluto dialogare, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris lo avete attaccato su dei reati inesistenti e quindi non lo avete difeso, Prodi non l’avete votato e voluto. Rodotà e Gustavo Zagrebelsky li avete derisi, e accusati di essere professoroni inutili, il sindaco di Roma Marino con questa storia lo avete rovinato (apposta non vi piaceva…. era un ostacolo?) e avete tirato fuori la storia delle multe della panda, mentre gli altri del PD usano le auto blu, Di Matteo procuratore antimafia non lo difendete , il fratello di Paolo Borsellino Salvatore vi schifa, state con Alfano, cambiate la costituzione con il condannato Berlusconi, vi siete innamorati di Renzi (condannato anche lui in primo grado dalla corte dei conti), potrei continuare all’infinito ma penso che basti…e poi vi lamentate se Grillo vi manda affancxlo. Siete irrecuperabili.
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Annamaria
Quello dice: “Voi grillini state con Farage…”
Già: e voi con “chi” state?
Vediamo un po’:
“oltre all’ex primo cittadine dell’Urbe indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso, il presidente dell’Assemblea Capitolina, Mirko Coratti e il consigliere regionale Eugenio Patanè, entrambi del Pd, e il consigliere comunale Luca Gramazio (Forza Italia) ….l’assessore alla casa Daniele Ozzimo (Pd)…”
Ah, ecco con “chi” state: un po’ di mafiosi, una spolverata di fascisti, un pizzico-che ci sta sempre bene-di criminali terroristi della Banda Della Magliana…tutti insieme secondo l’aurea regola delle larghe intese e delle larghe porcherie.
“Fuori”, naturalmente, gli orribili 5Stelle che si rifiutano di giocare alle larghe intese e alle larghe porcherie. E per completare il discorso del “voi con chi state”…il Consiglio comunale di Roma è deserto…sono rimasti soltanto loro, gli orribili grillini, colpevoli di non voler giocare alle larghe intese e alle larghe porcherie.
S’intende che anche delle larghe intese e delle larghe porcherie di cui sopra, specchio fedele del giovane e promettente mondo renziano, i nostri piddini/berlusconiani saranno lieti di assumersi per intero la personale responsabilità.
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Viviana
Io non ce l’ho nemmeno coi criminali
Non ce l’ho nemmeno coi giornali di m**** che questi corrotti li incensano e che poi quando i processi saranno prescritti diranno che erano innocenti.
Ce l’ho con chi i processi li prescrive, con chi finora in galera per corruzione ci ha mandato solo dieci (10) corrotti contro gli 8.700 della Germania.
Ce l’ho con chi i reati li depenalizza.
Con chi le pene le riduce.
Con chi la galera la cancella.
Con chi non ci pensa nemmeno a una legge anticorruzione come tutti i paesi d’Europa.
E più di tutti ce l’ho con chi passa la giornata ad attaccare i 5stelle
che sono i più onesti di tutti e i loro ladri li cacciano
e riempie i blog con una disinformazione di massa che fa parere delinquenti gli onesti e onesti i ladri.

Danila cita:
Dal Film Quinto Potere(Sidney Lumet 1976)
Il direttore di rete Arthur Jensen al mezzobusto televisivo Howard Beale
Lei è un vecchio che pensa in termini di nazioni e di popoli. Non vi sono nazioni, non vi sono popoli, non vi sono russi, non vi sono arabi, non vi sono terzi mondi, non c’è nessun Ovest! Esiste soltanto un unico, un solo sistema di sistemi: uno, vasto, immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale, dominio dei dollari, petro-dollari, elettrodollari, multidollari, sterline, rubli, franchi: è il sistema internazionale valutario, che determina la totalità della vita su questo pianeta. Questo è l’ordine naturale delle cose, oggi, questa è l’atomica! […] Lei si mette sul suo piccolo schermo da 21 pollici e sbraita parlando d’America e di democrazia… Non esiste l’America, non esiste la democrazia! Esistono solo IBM, ITT, TNT, Dupont, Texo. Sono queste le nazioni del mondo, oggi. Di cosa crede che parlino i russi ai loro consigli di Stato? Di Carlo Marx? Tirano fuori diagrammi di programmazione lineare, le teorie di decisione statistica, le probabili soluzioni, e computano i probabili prezzi e costi delle loro transazioni e dei loro investimenti: proprio come noi. Non viviamo più in un mondo di nazioni e di ideologie, signor Beale: il mondo è un insieme di corporazioni, inesorabilmente regolato dalle immutabili spietate leggi del business. Il mondo è un business, signor Beale: lo è stato fin da quando l’uomo è uscito dal magma. ”
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Giorgio Ambrosoli alla moglie:
Con l’incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato – ne ho la piena coscienza – solo nell’interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici […]Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto… Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che ho io, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell’altro…
Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quel che costi..
“.
(da una lettera dell’avvocato Giorgio Ambrosoli alla moglie un anno dopo aver assunto il lavoro di liquidatore unico della Banca privata italiana e prima di essere ucciso da un sicario di Sindona.
Ai figli: “ Sono tante le cose che potrei raccontarvi, ma su tutto vorrei farvi capire come per me questa storia, quella di mio papà, sia semplicemente la più bella fra le storie. Perché mostra quale esperienza eccezionale sia essere uomini, cittadini, genitori, e costruire con la propria vita la società in cui si desidera vivere».
Come precisa il figlio nel libro:
“…ai funerali di mio padre non presenziò alcuna autorità di governo. Mezza DC aveva contatti con Sindona… non è un caso se Sindona donò al governo due miliardi per finanziare il referundum sul divorzio. Papà non ha mai avuto la solidarietà del governo, né della collettività. E non credo che l’avrebbe nemmeno oggi. Di Sindona in giro ce ne sono tanti.”

A chi obietta che l’Islanda si è fatta una Costituzione on line ma ha solo 250.000 abitanti

A chi dice che la democrazia diretta ha senso solo in uno stato piccolo. Beh, per quello la Svizzera di abitanti ne ha 8 milioni e malgrado ciò è divisa in 26 cantoni, ognuno dei quali vota per suo conto, e lo stesso può fare l’Italia migliorando la sua divisione in regioni.
Quello che non si capisce è che la democrazia perfetta è come l’utopia che resta un sogno verso cui possiamo o no andare e che non si può rifiutare con l’alibi che non si può realizzarla in pieno (perché questo varrebbe per ogni cosa, la giustizia, la verità, la salute…), conta perseguirlo quanto più possibile.
Il compito dei 5stelle è di realizzare questo cammino, ripristinando o aggiungendo quanto più istituti di democrazia diretta è possibile, facendo cioè un cammino inverso a Renzi,che ha tolto potere ai referendum (innalzando le firme da 500.000 a 800.000), ai sindacati (tentando di imporre un contratto unico e sindacati come fossero le camere del lavoro fasciste, tanto che nemmeno ci parla), ci ha tolto il diritto di eleggere i senatori,facendone dei nominati dagli enti locali, e il diritto di eleggere i presidenti delle province (che non sono affatto scomparse).
Ricordo che tutti i paesi occidentali hanno più istituti di democrazia diretta di noi (molti hanno anche il recall) e noi ne abbiamo solo 2: i sindacati e il referendum. Inutile ricordare come i referendum siano stati calpestati, dal No al finanziamento ai partiti alla privatizzazione dell’acqua (Bersani il giorno dopo il referendum col 96% dei sì, propose di nuovo una legge per dare ai privati la gestione dell’acqua, e Renzi oggi parla tranquillamente di privatizzarla, come vuol fare con tutto).
E’ da ciechi non vedere che il Pd marcia verso un regime autoritario. Zanda ha proposto addirittura una legge per escludere il M5S in parlamento ma eliminare l’opposizione decapita ogni democrazia.
Possibile che ci sia chi non vede che in questi 9 mesi abbiamo visto solo la distruzione di diritti del lavoro o civili?

Voi del Pd, di Fi, della Lega, continuate a servire partiti padronali e avete accusato anche il M5S di esserlo per non voler vedere la bellissima innovazione che portava: la democrazia diretta, la sovranità restituita al popolo, come esiste in Svizzera da 30 anni e come si inaugura in Islanda dove on line si sono rifatti persino la Costituzione. Calpestate ormai con metodo i cittadini, le famiglie, gli elettori, in preda a una furia distruttiva che farà fuori ogni diritto alla sopravvivenza, ogni difesa comune, ogni bene collettivo, ogni stato sociale. Siete arrivati a dire che la democrazia diretta è un ‘obbrobrio’, contro ogni senso comune, preferendole il califfato di B o il sistema autoritario antidemocratico di Renzi, chiudendo gli occhi sul fatto che tutti i sistemi democratici dell’Occidente hanno più istituti di democrazia diretta di noi, persino il recall e che noi ci presentiamo come il Paese più corrotto e peggio governato d’Europa, fingendo di non vedere che Renzi sta distruggendo anche i pochi capisaldi di democrazia che abbiamo per un partito unico che puzza di dittatura, chiudendo gli occhi sul fatto che abbiamo avuto tre governi che non escono dalla volontà popolare, che si fanno leggi con un inciucio vergognoso che nessun elettore ha votato, che si patteggia con lobby e mafia, per non parlare della P2 e dei servizi americani ,che si è tentato con un comitato di famigerati saggi di stuprare la Costituzione, che si svende il Paese a una cricca di finanzieri che nessuno ha scelto e si obbedisce ai diktat di organismi finanziari come la Bce o il Fm dove non c’è traccia di democrazia e che giocano solo al massacro, e si marcia ormai solo per distruggere i diritti del cittadino e del lavoro che sono sanciti dalla Costituzione, mentre si fa a pezzi la separazione dei poteri e si tagliano i diritti elettorali. Ma chi vi dà il diritto di fare questo abominio?

Hanno tentato di fare apparire il M5S un partito padronale ma la democrazia diretta è una grande idea che viene molto prima di Grillo, che altri hanno avuto senza Grillo e che resterà oltre e nonostante Grillo. Grillo lo potete abbattere, ma questa idea non la abbatterete facilmente. Intanto si staglia all’orizzonte il partito autoritario di Renzi. Ed è molto peggio, persino del partito azienda di Berlusconi. Potete scoutizzare chi si vende per lucro come i 155 voltagabbana del Parlamento. Non potrete comprare un ideale. E Pd e Fi ideali non ne hanno.

PROVE MEDIATICHE SUL NUOVO INQUILINO DEL QUIRINALE

Paginate intere sella stampa se ne vanno su previsioni sul nuovo Presidente della repubblica.
Non c’è mai stato nel Pd la volontà di scegliere Prodi.
Dopotutto era stato l’unico a battere Berlusconi e Berlusconi significa molte cose, non è solo un nome sulla carta, è un preciso cumulo di poteri che si appuntano sulla P2, sulla mafia, sulla camorra, sul regno dei palazzinari e dei signori del cemento, su Putin e su molte altre cose.
Ma i patti del Pd con questo cumulo di interessi erano andati troppo avanti perché potessero permettere a Prodi di disfarlo.
E Renzi è stato chiaro sin dal suo primo programma della Leopolda (rileggetelo). C’era dentro molto di quello che avrebbe fatto, contro la sovranità popolare, contro lo stato sociale, contro la nazionalizzazione dei beni comuni, contro le difese del cittadino, contro la separazione dei poteri, contro la democrazia.
E il Pd, che era ormai su questa strada, gli è andato dietro scodinzolando.
Peccato che questa coalizione di estrema destra abbia scavalcato a destra persino Berlusconi e continui a denominarsi erroneamente ‘centrosinistra’! Ma mettersi anche a elogiare quello che accade mi sembra da delirio.

DEMOCRAZIA, SMETTIAMOLA CON I GIOCHI DI PAROLE!
Paolo De Gregorio

Titola Massimo Fini su “il Fatto Quotidiano” a pag. 18 del 29 novembre scorso: “non è disaffezione la democrazia è finita”, a proposito delle ultime elezioni in Emilia Romagna e Calabria dove hanno votato rispettivamente il 37% e il 44% degli elettori aventi diritto.
Desidero rispondere in modo secco, senza fronzoli, senza dotte citazioni né del presente, né del passato: la democrazia nel suo significato originario (potere del popolo), non è mai esistita, figuriamoci oggi che la globalizzazione ha espropriato gli stati nazionali dal controllo sulle proprie economie, che dipendono da banche, multinazionali che oggi possono delocalizzare tranquillamente dove pagano meno la manodopera, dove pagano meno tasse, e sono decine di migliaia gli imprenditori che hanno licenziato e chiuso attività in Italia per riaprire dove gli conveniva.
In Italia, come negli USA, dove già da tempo la percentuale dei votanti è sotto il 50%, i cittadini si rendono conto proprio di questo fatto fondamentale, che non è la politica che comanda, ma l’economia, che tra l’altro ha la capacità di comprare e far eleggere i propri compari (li chiamano educatamente “lobbysti”), che non sono né democratici, né repubblicani, ma sono li per lasciare le cose come sono, ossia che la politica estera la decidano il Pentagono, la CIA, e il complesso militare industriale, guerre comprese, e se da Presidente prendi decisioni diverse, la pacifica e democratica America ricorre al vecchio buon piombo.
Qui in Italia è stranamente nato l’unico progetto politico che io conosca, per ora ancora immaturo e imperfetto, di far decidere ai cittadini i nomi dei candidati in modo che possa venir eletto chi è conosciuto sul territorio per la sua onestà, per le sue iniziative politiche, per le sue capacità di organizzatore e di comunicatore.
Solo in questo caso non si hanno i nominati dalle segreterie dei partiti e si incomincia a diventare una democrazia e, per non farlo diventare una professione a vita, basta la regola della ineleggibilità dopo due legislature.
Spero che la “stanchezza” di Grillo sia in realtà una presa d’atto e di coscienza che tutte le decisioni politiche devono essere prese dagli eletti in Parlamento e che sia lui che Casaleggio hanno funzioni solo organizzative e di garanzia.
Solo il lavoro di base sul territorio, protratto nel tempo, potrà dare i frutti di una democrazia compiuta e segnare una diversità, anzi un abisso, con tutti i vecchi partiti, sempre che non ci si dimentichi che l’ultima parola spetta sempre agli iscritti che devono votare su ogni tema importante.

NEL 2017 AUMENTO DELLE TASSE PER 50 MILIARDI
Berluscameno (sunto)

Gli attuali economisti di governo (sotto quel Padoan che già distrusse l’Argentina per ordine del Fondo monetario) hanno previsto per il Piano di stabilità 2017 un aumento di tasse di 50 miliardi.
In un periodo di recessione, deflazione, alto debito pubblico, enorme disoccupazione (il doppio di quella falsa indicata dall’ISTAT) gli economisti attuali al governo si comportano come fossero in un periodo di crescita sfrenata (-0,5% del PIL) e quindi aumentano le tasse. Ma col prossimo governo (speriamo elettivo) ci auguriamo un economista che spieghi a questi attuali citrulli che quando si è in un periodo economico recessivo (col PIL negativo), per uscire dalla melma e far crescere il nostro Paese bisogna creare e aumentare gli investimenti in attività produttive, pubbliche e private. (Ma la legge di stabilità non prevede investimenti e quelli promessi da Renzi come il recupero delle scuole o del territorio sono già spariti).
Non resta che sperare in una nuova Europa Federale con una vera costituzione per i cittadini europei.
Ora la sovranità degli Stati membri dipende dai mercati, ovvero dalla speculazione selvaggia di Banchieri e Finanzieri.
Ma di una Europa veramente federale non si parla mentre solo una vera Costituzione Federale europea potrebbe disciplinare le attività della Bce e usarla per prestare direttamente agli Stati e non alle banche private (tagliando l’usura attuale).
L’Ue può salvarsi solo se diventa uno Stato di diritto, eliminando le disuguaglianze attuali.
La globalizzazione ha prodotto una crisi e la crisi ha creato uno ”stato di eccezione” per cui la sovranità viene ceduta a poteri apparentemente non politici (i mercati finanziari globali).
Occorre riformare la Bce e non lasciare che sia al servizio delle banche private prive di controllo democratico. Occorre combattere il dominio globale dei Banchieri e Finanzieri
L’Ue ha bisogno di uno stato di diritto per i popoli,non di un regime per le banche. Oggi l’Ue è una costruzione finanziaria. Deve diventare una società umanistica.

Viviana Vivarelli

Io non sono una influencer grillina, sono solo una cittadina italiana che esprime il suo parere con o contro Grillo o con o contro altri, secondo il tema trattato.
Sono una no global, cioè ho idee che provengono da un pensiero diffuso universalmente nel mondo che viene almeno 20 anni prima di Grillo e ho fatto parte di Lilliput, il movimento di 800 associazioni di volontariato italiane che operano nel nostro Paese in aiuto ai più deboli e per denuncia del grande capitalismo che sta distruggendo il mondo. In questo alveo, a partire dai grandi forum internazionali, l’idea di democrazia diretta è stata immediata e l’abbiamo applicata dove abbiamo potuto (Port Alegre).
In Italia questo pensiero sociale ed economico non ha trovato sponde politiche per molti anni e ho sperato inutilmente nella sx arcobaleno di Mussi che è nata morta perché quelli dell’estrema sx l’hanno boicottata sin dall’inizio. Poiché credo che avere un’idea che si crede buona per tanti debba avere un referente politico, ho visto di buon occhio il M5S che finalmente portava tante idee nostre in parlamento. Da sempre approvo il Movimento quando porta avanti qualcosa che corrisponde a questo progetto universale e lo critico quando ciò non avviene. Farage, secondo me, fu un errore, anche se Grillo affermava che era solo un espediente tecnico, perché se non entravamo in un gruppo, non contavamo niente. L’atto costitutivo dell’EFD diceva chiaramente che ognuno avrebbe votato secondo i propri principi ed era indipendente dall’altro, il che poi è stato vero, perché hanno subito votato in modo opposto sui migranti (il che dice anche che i 5stelle sono indipendenti da Grillo sul fenomeno migrazione). Io ho detto chiaramente la mia opposizione al blog a questa Unione che, se anche era tecnica, avrebbe rovinato la nostra immagine, e sono stata attaccata duramente da tutti. Poi sappiamo come è andata a finire. Un membro è uscito dall’EFD e quello oggi non esiste più. In ogni caso l’unione con Farage è meno deleteria di quella che Bossi fece con Berlusconi (e con lui con mafia e P2) o che Renzi fa oggi con Verdini, Berlusconi, Ledeer e altri buffi ceffi, o di quella che Napolitano fa col Fm o la grande finanza occidentale e le banche americane.

IN DUE ANNI 155 CAMBI DI CASACCA IN PARLAMENTO

Dovrebbe essere chiaro che il 5stelle Artini è stato ‘scoutizzato’ dal Pd.
Peggio della XVII legislatura solo la precedente, quella dei responsabili Razzi e Scilipoti, che segnò 160 spostamenti. Ma durò 5 anni. A guadagnare di più il Pd che segna un saldo positivo di 18 parlamentari. Mentre Forza Italia lascia per strada 58 persone. Il record personale invece a Luigi Compagna, con 4 cambi di gruppo. Forza Italia, invece, è il partito con il saldo negativo maggiore, ha perso 58 parlamentari, a causa della fuoriuscita della compagine alfaniana che fra Montecitorio e Palazzo Madama annovera conta 60 parlamentari. Il M5S che da inizio legislatura ha perso ben 22 parlamentari.
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Andrea771
Basterebbe una semplice regola.
Hai cambiato idea,vuoi cambiare partito?
OK vai a casa e lasci il posto al primo dei non eletti.
Alle prossime elezioni ti presenti con chi vuoi!!!
Basta poco!!!!!

GRILLO SI FACCIA DA PARTE E LIBERI I DEPUTATI
Paolo De Gregorio

In Italia è stranamente nato l’unico progetto politico che io conosca, per ora ancora immaturo e imperfetto, di far decidere ai cittadini i nomi dei candidati in modo che possa venir eletto chi è conosciuto sul territorio per la sua onestà, per le sue capacità politiche, per le sue capacità di organizzatore e comunicatore. Solo in questo caso non si hanno i nominati dalle segreterie dei partiti e una professione a vita, basta la regola dell’ineleggibilità dopo due legislature. Spero che la “stanchezza” di Grillo sia in realtà una presa d’atto e di coscienza che tutte le decisioni politiche devono essere prese dagli eletti in parlamento e che sia lui che Casaleggio hanno funzioni solo organizzative e di garanzia. Solo il lavoro di base sul territorio, protrarre nel tempo, potrà dare i frutti di una democrazia compiuta e segnare una diversità, anzi un abisso, con tutti i vecchi partiti, sempre che non ci si dimentichi che l’ultima parola spetta sempre agli iscritti che devono votare su ogni tema importante.

Napolitano dice e non dice circa le sue dimissioni il 31 dicembre. Lotteria sui nomi del successore

Alfonso
Le ambiguità di Napolitano mostrano il quadro della situazione (deprimente) in cui al momento attuale si trova il potere pubblico a cui noi siamo sottoposti.
Una legge elettorale cucita addosso a chi la promulga, un delinquente (si chiama così chi ha commesso un delitto, penale o civile per cui è stato condannato, giusto?) un delinquente, dicevo, che detta le regole del comportamento del governo.
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Andrea Chiari
Napolitano è un politico così immedesimato nella sua storia e nella sua parte che non mette nemmeno in dubbio la prerogativa, ma direi caratteristica della politica (e della diplomazia, sua cugina) di parlare per ellissi, litote, allusioni, dire una cosa sottintendendole dieci. Fa parte non dico del mestiere, che sarebbe riduttivo, ma del ruolo. Non è ipocrisia o menzogna, è POLITICA tout court. Del resto parlare chiaro (parlo come mangio, io sono uno che le cose non le manda a dire ecc ecc) anche nella vita comune non sempre è un pregio anche se viene sempre ipocritamente rivendicato. Non siamo bambini. Il linguaggio (cito Roman Jacobson) è fatto per mentire, non per vizio di sincerità ma perché la mediazione linguistica è sempre interpretazione della realtà, scelta, traduzione in lettere di un pensiero, tradimento strutturale insomma. Aggiungo comunque che Napolitano, e mi riferisco ai discorsi di capodanno, parla in modo antico, complesso, con subordinate a bizzeffe, insomma non sempre si fa capire, e in chi non capisce può suscitare una qualche forma di rispetto subordinato dell’incolto verso il saccente, come doveva fare Azzeccagarbugli. Ma siamo sicuri che il parlar chiaro sia meglio? Con nostra moglie e con i nostri amici (amiche) facciamo così o siamo politichesi anche noi?

Lo spot commerciale è l’esatto contrario del pensiero politico. Il primo è induzione, il secondo riflessione.
Il linguaggio totalitario come quello orwelliano sono caratterizzati da slogan (Vedi Mussolini)
Frasette brevi, memorizzabili, fortemente riduttive, facilmente impresse
Queste diventano l’inizio e la fine di qualsiasi analisi ideologica.
Lo spot, lo slogan, il motto, la battuta, lo sfottò sono comprensibili in certi contesti, ma quando sono usati in politica diventano un mezzo per licenziare il dissenso o per giustificare una logica fallace. Ciò li rende pensiero-terminale.
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Anthony
Dei bizantinismi che arrivano dal Quirinale mi interessa poco (l’idea stessa che si debbano decifrare i messaggi di un uomo che rappresenta tutti i cittadini è allucinante e dimostra quanto egli appartenga ad un mondo e a un modo di fare politica che andrebbero superati o molto semplicemente distrutti), auspico soltanto che colui che è stato il regista occulto di molte delle vicende politiche italiane di questi ultimi anni si levi di torno il prima possibile.
Certo, visto lo spessore dell’attuale classe dirigente le possibilità che venga scelto un successore privo dei requisiti necessari per ricoprire degnamente quel ruolo sono tantissime, per cui il rischio di deteriorare ulteriormente il quadro politico è molto alto, ma resta il fatto che l’attuale presidente non è persona degna di stare al Quirinale e che quindi (a prescindere dal fattore età) se ne dovrebbe andare.
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Viviana
Mi sembra demenziale che qualcuno riprenda il nome di Prodi per il Quirinale
Ormai le scelte sono fatte e non è il Quirinale la posta in gioco ma quello che Renzi e Berlusconi contrattano tra loro
O verrà imposto Draghi (e i giornali si spanceranno per elencarne i pregi e la competenza), perché la Merkel vuole mettere al suo posto un banchiere tedesco e si dovrà in qualche modo remunerarlo
O si prenderà Pietro Grasso, perché ha sempre tenuto i piedi in due staffe, non ha mai danneggiato gli interessi forti, ha abilmente nascosto tutte le mostruosità dei vari contraenti, si è fatto abilmente “li ca**i sua”, per dirla alla Razzi.
Pietro Grasso non è un personaggio univoco e presenta molte ambiguità. Sotto la sua direzione come Procuratore antimafia, si sono arenate tutte le inchieste sugli anni delle stragi 92-93 che vedevano coinvolti B e Dell’Utri come collusi con la mafia o addirittura mandanti delle stragi e c’è sempre stato un legame di interessi tra B e Grasso, al punto che nel 2005 quando doveva essere nominato procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, B fece 3 leggi apposta per escludere Vigna e sostituirlo con Grasso (e B non è tipo da fare un regalo simile senza un preciso interesse). Pietro Grasso ha diviso la mafia in due tronconi, uno militare che ha combattuto e uno politico che ha finto di ignorare. Indubbiamente la lotta contro certa mafia c’è stata anche se poi ci hanno pensato le prescrizioni o le facili assoluzioni in Cassazione a mandare liberi i mafiosi a centinaia sempre grazie a provvidenziali nomine di B in Cassazione. Ma la figura di Pietro Grasso resta ambigua. E la coltre di silenzio che certi personaggi hanno steso sopra le collusioni tra mafia e B con Grasso si è fatta più fitta.
Ho sempre pensato che le mafia siano tante e che si siano da sempre combattute tra loro con la connivenza di pezzi dello Stato che hanno favorito ora l’una o l’altra. Non si spiegherebbero altrimenti i 43 anni di latitanza di Provenzano che non si era mai allontanato da casa sua. O la casa di Riina totalmente ripulita e imbiancata prim’ancora che la polizia la perquisisse. O i troppi sospetti su capitano Ultimo con la mancata perquisizione nella casa di Totò Riina o la mancata cattura del boss Nitto Santapaola vicino al boss Messina. E anche il fatto che il csx abbia sempre accolto e coperto gente come Andreotti mi ha sempre puzzato di sospetto. Ma per conto di chi è stata fatta la prescrizione ad Andreotti nel 2004 che di colpo è stato graziato dalla Cassazione da qualunque ipotesi di reato prima del 1980 e assolto per il resto? Questa Repubblica è piena di buchi neri e purtroppo sono in tutti i partiti i quali hanno tra loro e col crimine rapporti che ci resteranno sempre ignoti e il Pd non fa eccezione. Ci sono livelli di potere in cui le nostre categorie etiche o politiche sono semplicemente fuori luogo.
In entrambi i casi continuerà questa perversa linea ultraliberista e per noi andrà solo peggio.
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Scrive Travaglio:
“Grasso da Caselli ereditò una squadra straordinaria e non solo sul fronte antimafia ma purtroppo si attivò per smantellarla, non solo estromettendo dalla Dda Ingroia e altri pm ‘scaduti’ dopo 8 anni di indagini sulla mafia, ma estendendo questa regola demenziale degli 8 anni anche agli aggiunti per togliere di mezzo pure Lo Forte e Scarpinato”.

L’ITALIA VERSO IL SOTTOSVILUPPO
Rosario Amico Roxas

La tendenza delle nazioni del 3°mondo è quella di transitare dallo stato di sottosviluppo a quella di nazione in via di sviluppo, avente come miraggio finale la condizione di nazione sviluppata.
Per l’Italia si sta perfezionando l’itinerario opposto: da nazione industrializzata degli anni 60, quelli del miracolo economico, anni ’70 e ’80, siamo passati a nazione in difficoltà e poi in questi ultimi 10 anni a nazione in via di sottosviluppo, con una retromarcia che ha penalizzato sia le classi del lavoro che quelle intermedie, favorendo una minima parte di popolazione, non superiore al 10%, che possiede ben il 50’% dell’intera ricchezza nazionale, con politiche di sostegno che hanno incrementato la ricchezza in mano ai già ricchi.
Venuto a mancare il capitale da investimento, che ha preferito le speculazioni finanziarie alle incombenze dell’imprenditoria, del rischio, della ricerca, sono venute meno il lavoro, gli investimenti, il potere di acquisto e, di conseguenza, i consumi.
Senza consumi non c’è produzione, senza produzione non c’è lavoro, senza lavoro non c’è alcuna possibilità di risollevarsi da una condizione penalizzante, che, però colpisce sempre più le classi più deboli.
La meta che è stata raggiunta non si può che definire “il sottosviluppo”, per cui l’ipotesi di una ripresa non potrà partire molto in basso, perché saremo costretti a ricostruire ciò che una politica sventurata ha distrutto.
Questi ultimi 20 sciagurati anni ci hanno riportato al dopoguerra, anche se in assenza di distruzioni da bombe, perché la distruzione ha colpito il capitale che favorì la rinascita dell’Italia: il lavoro.
Hanno tentato di fare apparire il M5S un partito padronale ma la democrazia diretta è una grande idea che viene prima di Grillo, che altri hanno avuto senza Grillo e che resterà oltre e nonostante Grillo. Grillo lo potete abbattere, ma questa idea non la abbatterete facilmente
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APPARTENENZA, FANATISMO E IDEALE
Viviana Vivarelli

Penso che l’appartenenza possa essere una buona cosa per una persona quanto un grosso impedimento. Abbiamo tutti bisogno di una partecipazione che ci faccia sentire più in alto di noi ma allo stesso tempo che salvi la nostra individualità, la nostra personalità, quel tanto di originale e creativo che ognuno di noi può dare al mondo. Per questo ho sempre guardato con diffidenza le appartenenze partitiche che richiedono abnegazione sì ma anche una rinuncia a se stessi, al proprio spirito critico, alla unicità del proprio sé, alla propria individualità, e che pretendono spesso una subordinazione che spesso diventa rinuncia ad essere se stessi, a valutare, a scegliere, nell’incensamento e nella gloria di qualcun altro, nella cui figura ci si appiattisce e scompare. Non credo che un genere simile di sacrificio porti alla democrazia, lo vedo piuttosto come la distruzione di un individuo, una negazione del suo essere proprio, una strumentalizzazione che in nome dell’appartenenza ti ruba l’anima. Non credo che ciò sia utile a una causa, penso che tenda a far diventare succubi solo di altri senza realizzare appieno ciò che siamo. Non porta alla libertà, rende schiavi. E’ molto difficile il confine tra servire una causa e servire un potere. E’ tanto difficile che alcuni non capiscono mai la differenza. La causa supera il vincere o il perdere individuali o di gruppo. Non è questione di successo. E’ questione di giustizia. Non è questione di vittoria. E’ questione di verità. E’ la differenza tra servire e partecipare, tra essere liberi o faziosi, tra scegliere e subire. Tra fare o essere fatti. In una giusta causa universale l’io cresce. Nel servire un potere personale l’io viene annientato.
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Lucio Dalla

E’ chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E’ muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perché lo protegge il mare
Com’è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

E’ evidente che il desiderio di molti troll, nonché di tutti i partiti o quasi tutti i giornalisti è di abolire l’unica opposizione esistente nel Parlamento italiano e costituita dai 5stelle. Il senatore piddino Zanda ha anche tentato di proporre una legge che escludesse radicalmente il M5S dal parlamento, mentre la Boldrini si è già data da fare con bavagli e ghigliottine varie, Napolitano ha esordito con moniti a soggetto e Renzi in 9 mesi ha usato 28 volte il voto alla fiducia. Se questo tentativo scellerato riuscisse, resterebbe il partito unico Pd/Fi/NCD che Renzi ha già denominato Partito della Nazione, nome che echeggia il nazionalsocialismo di famigerata memoria, e cesseremo di essere una democrazia per entrare nel novero dei regimi autoritari. Questo, se accontenterebbe la violenza stolida dello squadrismo di ritorno, eliminerebbe l’unica forma istituzionale di protesta del cittadino italiano che non intende sciogliersi nel veleno del renzismo, categorie politica che ha fatto fuori destra, sinistra e centro e assiste con disperazione alla crisi italiana e a quella del proprio futuro.
A quel punto resterebbero solo due soluzioni: l’allargamento assolutamente inutile dell’astensionismo, o il ritorno della lotta armata. Io sono contro entrambe le soluzioni, ma, in effetti, non capisco a cosa tanti vogliano arrivare.
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IL NO DI BERSANI A RODOTA’
Desmond

Un anno e mezzo fa Bersani sbatté la porta in faccia al M5S rifiutando di votare per il Quirinale il nome di Rodotà, cioè il nome migliore in assoluto, e senza nessuna possibile o anche solo immaginabile alternativa che potesse anche lontanamente avvicinarsi a lui per integrità, competenza e fedeltà ai principi della costituzione legittima, quella del 1948.
Quello che valeva allora vale oggi moltiplicato per 100: se Rodotà era incomparabilmente il miglior candidato ieri oggi lo è 100 volte di più proprio perché ieri la democrazia era minacciata, mentre oggi è già scardinata, e se ieri Rodotà era l’unico in grado di tutelarla con energia, opponendosi alla corruzione, all’eversione e al loro intreccio soffocante, oggi è l’unico ad avere le capacità e la volontà di fermare gli eversori e i corrotti.
Ma il motivo per cui Bersani, e con lui tutto il vertice PD Renzi compreso, impedirono l’elezione di Rodotà stava proprio nel fatto che era davvero un insuperabile custode della democrazia. E se questo era il motivo per cui gli erano ostili ieri, e lo era dichiaratamente, tale motivo è oggi, a dittatura corrotta ormai insediata, 100 volte più forte di allora.
Si aggiunga la debolezza del M5S, soffocato da due capi capaci di sostenerne l’ascesa, ma inetti a permetterne il consolidamento.
Se Napolitano fu eletto per essere garante di patti ignobili il suo successore sarà infinitamente peggiore di lui, perché il suo nome sarà concordato tra chi ha già instaurato una dittatura, cioè Renzi, e chi del suo regime corrotto è primo beneficiario, cioè il sistema di corruzione di cui Berlusconi è sempre parte, ma non più garante, essendo tale ruolo ormai incarnato dallo stesso Renzi.

LA CANCELLAZIONE DELLE CONQUISTE SOCIALI
Berluscameno

E’ facile discutere di tante cose, ma quando un Popolo non ha più niente da dire in merito al suo prossimo annientamento economico, fisico e culturale ,allora la situazione può essere definita veramente tragica.
La democrazia –che nella prospettiva liberale classica sfociava nel parlamentarismo è di fatto disintegrata.
E questo avviene non solo per l’elevato grado di auto referenzialità del sistema politico e per i meccanismi della “società dello Spettacolo “, ma anche per la cointeressenza tra politico ed economico entro il sistema dei Banchieri e della finanza d’affari.
Oggi il liberalismo politico tende ad identificarsi con il liberismo economico (politiche economiche di Reagan e della Thatcher). Pertanto non rappresenta più un’ideologia progressiva, all’ altezza dei processi storici.
Le Istituzioni “liberali “non potevano, sin dall’inizio, che favorire gli esiti attuali, per la loro spiccata compatibilità con i principi dell’economia occidentale ormai assimilata.
Si può parlare di “neo-liberismo”, come forma compiuta del liberalismo politico classico.
Ha un ruolo egemone, come ideologia indirizzata alla legittimazione dello “status quo”, comprensivo del sistema del dominio dei Banchieri e degli Affari finanziari.
La Scuola austriaca, la scuola di Friburgo, la scuola di Chicago (Milton Friedman) si sono adoperate per dimostrare la necessità di sconfiggere lo sviluppo dello stato sociale, l’eccessivo potere dei sindacati, e l’aumento abnorme dell’interventismo statuale.
La dirigenza del governo della UE attuale ha sposato in pieno questa ideologia.
Il neoliberalismo è lo strumento tecnocratico utilizzato per” cancellare” le conquiste sociali delle classi lavoratrici dipendenti (ora questo intervento nella UE è diretto, anche, a permettere anche la totale e definitiva distruzione della classe media nei Paesi UE).
Molteplici associazioni ed istituzioni (Bilderberg Conferences dal 1952, la Trilateral Commission dal 1973) hanno prodotto rapporti e memoranda ,creato innumerevoli relazioni politiche ed economiche , tali da influire su gran parte delle classi dirigenti internazionali.
In effetti il mondo politico neo – liberale ha conquistato il consenso delle classi dirigenti internazionali. Si è in sostanza realizzato il “concetto di egemonia culturale“ nell’ambito del sistema dei Banchieri e dei finanzieri d’affari. L’ideologia del neo – liberalismo diffida del ruolo dello Stato imprenditore: il mercato deve rimanere libero dalle sue eventuali interferenze statuali nocive.
Il pensiero recondito del neo – liberalismo si fonda su alcuni assiomi:
a)-Crescita costante del PIL , tramite la continua crescita della produzione di merci e servizi ;
b)-Sicura capacità auto regolativa dei mercati;
d)-Intelligenza dei Banchieri che sanno sempre dove debbono indirizzarsi gli sforzi finanziari per creare lo sviluppo;
e)-l’economia finanziaria produce gli studi per verificare in concreto i rischi economici.
Il neo –liberalismo è una ideologia che pretende di stabilire l’occupazione dei lavoratori tramite l’effetto dello stesso mercato lasciato completamente libero !
E’ Lui – il mercato – che è votato intrinsecamente per creare il benessere tra i lavoratori ( anche se sono ormai disoccupati cronici !).
Per questa ideologia economica è “fondamentale” presupporre- come base teorica , che la disoccupazione è esclusivamente volontaria!
Il neo –liberalismo pretende –dunque -che ciascuno sia una sorta di “imprenditore di se stesso”.
Sotto il profilo dell’”aumento della disoccupazione” in epoca di recessione, viene deresponsabilizzato lo Stato e la società nel suo complesso.
Per il neo – liberalismo la “cultura “ si dovrebbe ridurre ad un ammaestramento tecnico per l’esclusiva finalità di lavoro.
Le maggiori facoltà di economia propongono insegnamenti accademici ispirati unicamente al neo –liberalismo. Ed infatti i ministri economici attuali -in un periodo economico dominato dalla recessione, deflazione, alto debito pubblico e forte disoccupazione propongono ai governi solo politiche economiche improntate al rigore di Bilancio Pubblico e di totale AUSTERITA’ : ed in ciò rivelando di essere teorie completamente e fatalmente errate! Per realizzare la prospettiva economica del neo – liberalismo occorre realizzare in Italia una forte diminuzione del ruolo dei sindacati ( non per niente “Renzi “considera i sindacati italiani come delle super fetazioni funeste!).
Lo Stato deve arretrare rispetto alle dinamiche del sistema dei Banchieri e dei Finanzieri d’Affari –dismettendo -ove occorra- talune sue tradizionali e specifiche funzioni sociali.
Lo Stato deve assumere logiche di conduzione aziendali e private.
L’apparato informativo mass mediale globalizzato descrive e legittima siffatto status quo , in modo da far apparire naturale e legittima un ideologia nettamente orientata sul piano politico e , quindi, faziosa e parziale.

PIANTO MANNO
Andrea Chiari

Mi piacerebbe chiedere ai piddini un paio di cosette. Dov’era la sinistra che amate tanto quando la DC e il PSI hanno sfasciato i conti pubblici lasciando alla generazione dei miei figli (ma anche a me) il più grande debito pubblico del mondo? Il PCI si è forse opposto a tanta dissipazione oppure ha leccato le briciole di quel lassismo economico per sfamare varie greppie di elettori, conventicole amiche e finanziatori diversi? Si opponeva forse la vostra (nostra, ahimè) sinistra “con le palle” (mica Renzi!) al pensionamento degli statali a 19 anni (o 15 per le donne, 26 o 21 per gli enti locali) facendoci pagare il salatissimo conto adesso? Non esistevano nella sinistra demografi od economisti con un minimo di cannocchiale? Si è opposto forse il sindacato che tanto sbraita all’avanzare del precariato? O se lo ha fatto: con quali risultati? Probabilmente – e lo scusiamo – ha tutelato legittimamente i suoi iscritti tenuto conto che giovani, precari e generazioni future mica pagano le quote sindacali. Il sindacato non ha vocazioni universalistiche (questo compete alla politica), ci mancherebbe, protegge chi si iscrive, i non iscritti si arrangiassero. Andando alla sostanza, vedremo se il modello della flexsecurety di Renzi-Ichino oltre che in Danimarca funziona anche a Scampia. Ho dei forti dubbi su questa e su tante iniziative del governo dove vedo più volontarismo che ponderatezza ma non amo il manicheismo e lo sbandieramento del concetto di sinistra come fosse un machete antropologico o una patacca da mettere sulla giacca (pardon, felpa). Finché esiste la sinistra dei buoni, dei puri, delle schiene dritte e dei petti in fuori, della FIOM a prescindere, del megafono-in-piazza-chiunque-lo-suoni, la sinistra perde. A voi va bene così, potrete raccontare “chi siete stati” ai nipotini o farne vanto al bar davanti al Campari piluccando bruscolini. A me no. Approfitto: vendo annate di Rinascita rilegate, tutti i libri di Fortebraccio, una raccolta di immagini di Mao, il libro del filosofo Massimo Bonfantini “l’esistenza della realtà”, Bombiani (Bompiani!!), 1976, che ci spiega come la dicotomia secolare tra idealismo e materialismo è stata risolta definitivamente dalla Rivoluzione Culturale, un prezioso numero della rivista dell’associazione Italia-Urss che ci spiega che le stragi di Katyn le hanno fatte i tedeschi, un eskimo in buono stato. Mi ricordo anche di un discorso di Napolitano nella mia città che descriveva negli anni settanta la crisi irreversibile del capitalismo, ma questo non posso venderlo, è un pensiero che mi soccorre quando sono triste e ho bisogno di fare una risata. E non posso neppure vendere le biografie dei dirigenti del PCI che hanno fatto carriera nella cooperazione guadagnando milioni di euro e piazzando i parenti. Devo dire in verità che questi oggi non sono più neppure bersaniani, sono oltre. Quelli erano i “bei tempi”, quella era la sinistra vera. Che belle bandiere al vento, che certezze, che nostalgia!
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Grillo si dichiara ‘stanchino’ e nomina 5 deputati , Di Battista, Di Maio, Fico, Ruocco e Sibilia, come organi di garanzia che lo affiancheranno.
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ANNUNZIATO
Seguo il M5S sin dalla nascita come molti di voi e quindi ritengo di essere titolato a dire quanto segue. La catastrofe elettorale in Emilia e in Calabria l’avevo denunciata in questo blog prima che si verificasse e quindi mi sarebbe facile dire oggi che l’avevo previsto. Ciò che non avevo detto però era che le ragioni del collasso in Calabria sono di gran lunga diverse da quelle emiliane. La Calabria, che conosco benissimo, è una regione quasi irrecuperabile sotto molti punti di vista. La politica da tutti, cittadini compresi, viene considerata come lo strumento per realizzare i propri porci comodi. La ‘ndrangheta, tranne poche eccezioni, ha pervaso il tessuto sociale ed economico a qualunque livello. La classe dirigente, quando non è direttamente espressa dalla ‘ndrangheta comunque è ad essa assoggettata. In quella regione se un cittadino deve esercitare un diritto non lo reclama, non lo pretende, va subito in cerca dell’amico che può spianargli la strada. Questo vale per una visita in ospedale, per un certificato, o per una pratica in comune. Tali comportamenti denotano essi stessi una mentalità tipicamente mafiosa. L’appartenenza. Tu vali se appartieni a qualcuno non perché sei un cittadino o un essere umano. La politica e la massoneria la fanno da padroni. Li vi è una professione svolta da centinaia di persone “cacciatori di voto”. Tu voti chi ti dico io, ed io sono a tua disposizione per qualunque evenienza. Il cacciatore di voti quindi propende a fare la campagna elettorale prevalentemente al probabile vincitore al quale poi si rivolgerà per risolvere i favori che gli vengono chiesti. Ovviamente tutto questo favorisce la corruzione che è diffusissima.
In Calabria bisognerebbe sospendere le garanzie costituzionali e commissariarla per almeno dieci anni, mettendo a capo di ogni struttura amministrativa gente del nord Italia.
Caro Grillo bene quello che stai facendo rimane il fatto che noi della base non abbiamo alcuna possibilità di collaborare.

Annamaria
Salvini non fa paura. Salvini è un magnifico oppositore di regime, perfettamente inserito e integrato nel sistema che dice di voler combattere.
Finge di venire da Marte, ma è il segretario di un partito che per 20 anni ha condiviso con tutti gli altri potere, denaro, corruzione.
Per questo il sistema lo ‘riconosce’ e lo coccola, lo vezzeggia, lo blandisce.
Salvini è l’oppositore ‘giusto’, l’astro nascente che si può tranquillamente esibire perché in realtà non minaccia nessuno.
Lo sa bene Berlusconi che già lo corteggia; lo sanno bene i “giornalisti” con le virgolette, che lapidano l’unico, vero movimento di opposizione e fanno le fusa con l’oppositore di regime.
E in Europa? In Europa si ripete lo stesso rito. E così in Europa l’INTERO sistema, da destra a sinistra, getta la maschera e con una sola voce e una sola volontà, senza distinzione alcuna, si stringe in difesa del regime e del suo interprete Juncker contro i 5Stelle: gli unici, veri antagonisti.
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Nicholas Farrell, The Spectator

“Le recenti ondate di panico sui mercati azionari globali hanno ricordato al mondo intero la vulnerabilità dell’euro, e questa settimana i commentatori della stampa britannica hanno discusso molto sul possibile fallimento della Francia. Quasi nessuno si affligge più per l’Italia, sebbene la settimana scorsa la sua borsa abbia subito il tonfo più importante dopo quello della Grecia: l’irreversibile declino dell’Italia è ormai una certezza, vista la situazione disperata del paese.
L’esperienza italiana dell’unione monetaria europea è stata particolarmente dolorosa: gli italiani sono entrati nell’euro come sonnambuli, senza un serio dibattito, ed erano talmente favorevoli a firmare che hanno accettato un tasso di scambio con la lira talmente elevato che alla fine li ha strozzati. Il prezzo dei prodotti di prima necessità, quali sigarette, caffè e vino è raddoppiato improvvisamente, mentre i salari sono rimasti statici, sebbene allora fosse relativamente facile trovare lavoro e ricevere prestiti. Ma dopo il crac, l’Italia, prigioniera di un’unione monetaria senza unione politica, non poteva più fare niente, neanche ricorrere alla tradizionale medicina della svalutazione della moneta.
L’unica possibilità di ripresa ammessa da Bruxelles e Berlino — quella dell’austerity — si è rivelata controproducente, perché è stata solo superficiale. Se l’austerity deve stimolare la crescita, deve farlo fino in fondo, il che comporta inevitabilmente terribili sofferenze e il rischio di agitazioni popolari, e nessun politico italiano riesce a digerire questa circostanza.
Tuttavia l’Italia non può attribuire tutti i suoi problemi all’unione monetaria: l‘euro non ha causato la catastrofe, ma ha privato il Paese dei mezzi per combatterla, esponendolo alle sue fatali debolezze strutturali.
Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 43 percento, il più alto mai registrato. Tale cifra non tiene conto del mercato del sommerso, che ha raggiunto proporzioni tali che il governo italiano sta pensando di includerne alcune parti, quali prostituzione, traffico di stupefacenti e contrabbando di vario genere, nei dati ufficiali del PIL: si ritiene che il loro contributo abbia dimensioni tali da portare il paese fuori dalla sua terza recessione entro sei anni.
Occorre ricordare che le aziende italiane ricevono denaro dallo Stato per pagare i dipendenti per non lavorare, evitando di doverli licenziare: attualmente circa mezzo milione di lavoratori è in cassa integrazione. Il reale tasso di disoccupazione in Italia deve pertanto essere pari ad almeno il 15 percento, e tale cifra non include tutti coloro che hanno ormai rinunciato a cercare un lavoro. Solo il 58 percento degli italiani in età da lavoro ha un impiego, rispetto alla media del 65 percento del mondo sviluppato.
Ma anche includendo cocaina e bunga-bunga, non si risolve la straordinaria stagnazione dell’economia italiana, che perdura dal 2000: negli ultimi cinque anni si è addirittura verificata un’ulteriore contrazione del 9,1 percento. Ancora peggio, il mese scorso il Paese è entrato in deflazione, fenomeno temutissimo da tutti, ancora più dell’iperinflazione, e che ha causato una stagnazione dell’economia giapponese per 20 anni.
Dalla defenestrazione di Silvio Berlusconi, avvenuta nel novembre 2011 in conseguenza dello scandalo bunga-bunga e del mostruoso spread tra bond italiani e tedeschi, l’Italia ha avuto tre primi ministri non eletti.
L’ultimo di essi, Matteo Renzi, di sx, è considerato il Tony Blair italiano perché è riuscito a costringere il suo partito, il Partito Democratico post-comunista, a dimenticare il passato e affrontare il futuro. Inizialmente, ha promesso che avrebbe realizzato tutte le necessarie riforme strutturali entro 100 giorni, ma ovviamente non l’ha fatto, e oggi afferma di avere bisogno di 1.000 giorni.
Il “rottamatore”, come viene definito Renzi, ha appena imposto una legge di riforma che ha suscitato un grande clamore e addirittura risse in Senato. La leggi di Renzi intende abolire il leggendario articolo 18, che rende virtualmente impossibili i licenziamenti in aziende con un numero di dipendenti superiore a 15, tuttavia, trattandosi dell’Italia, se la legge entrerà in vigore sarà sicuramente tanto annacquata da perdere il proprio significato. I sindacati hanno promesso un “autunno caldo” per proteggere i loro più preziosi e indiscutibili principi.
È la solita storia: indipendentemente da chi è al potere in Italia, è quasi sempre di tutto fumo e niente arrosto, il che è dovuto in parte al sistema elettorale, che costringe a governi di coalizione, e in parte al fatto che la Costituzione, per paura dei regimi dittatoriali, concede al primo ministro uno scarso potere esecutivo.
La televisione italiana trasmette ogni genere di talkshow politico (la maggior parte dei quali di orientamento sinistrorso, anche sulle reti di Berlusconi) ma anche questo tipo di programma è in crisi: gli italiani, fatalmente disillusi, non si preoccupano più di guardare la televisione.
Nel frattempo, il debito sovrano italiano continua a crescere in maniera esponenziale, arrivando a toccare 2.2 trilioni di euro, che equivalgono al 135 percento del PIL: è il terzo debito sovrano a livello mondiale, dopo quello di Giappone e Grecia. E maggiore è la deflazione italiana, maggiori sono il debito e i suoi costi in termini reali.
In Italia, come in Francia, dopo la Seconda Guerra Mondiale la filosofia predominante è stata quella dirigista: il governo è gestito come un racket delle protezioni, e il denaro si insinua in ogni angolo dell’economia. Tutti i giornali ricevono sovvenzioni pubbliche, e questo spiega anche il loro numero così elevato.
Chiunque lavori nel settore privato, in quelle attività a conduzione famigliare che hanno reso il paese celebre in tutto il mondo, si trova in una condizione di svantaggio. Secondo il Sole 24 Ore, l’Italia ha il più elevato onere fiscale totale di tutto il mondo sulle proprie aziende, pari al 68 percento, seguita dalla Francia, con il 66 percento, contro il 36 percento della Gran Bretagna. Avviare un’attività in Italia significa entrare in un incubo burocratico kafkiano, che può addirittura peggiorare; significa anche dover corrispondere allo Stato almeno 50 centesimi per ogni euro pagato ai propri dipendenti. Se a ciò si aggiunge un sistema giudiziario bizantino, politicizzato e dotato di poteri terrificanti, si comincia a comprendere perché nessuna azienda estera voglia stabilire la propria sede in Italia.
Per circa un decennio, fino a un anno fa, ho lavorato per un giornale locale, La Voce di Romagna, come rubricista, ma ho rinunciato dopo che il mio datore di lavoro, pur ricevendo cospicue sovvenzioni di denaro pubblico, non mi ha pagato per tre mesi. Non avevo titolo per richiedere il sussidio di disoccupazione perché ero un libero professionista; i dipendenti con contratto possono ricevere il sussidio, ma solo per un anno, all’incirca. Molti dei miei colleghi non hanno ricevuto il loro stipendio addirittura per un intero anno. Adesso, La Voce sta per dichiarare fallimento e chiudere, e non scommetterei neanche un euro sul fatto che i miei ex colleghi riescano a ricevere il denaro che spetta loro.
Sì, c’è un’altra Italia, quella finanziata dallo Stato, dove tutto sommato la vita, sebbene non tutta rose e fiori, è ancora vivibile, anche se i licenziamenti del Teatro dell’Opera di Roma hanno causato qualche ansia. I parlamentari italiani sono i più pagati del mondo civilizzato, il loro stipendio è pari a quasi il doppio di quello dei loro colleghi britannici. I barbieri che lavorano all’interno del Parlamento possono arrivare a guadagnare €136.120 lordi l’anno. Tutti i dipendenti statali ricevono una favolosa pensione pari quasi al loro salario a fine carriera: non è pertanto difficile comprendere la rabbia del lavoratore italiano medio del settore privato, il cui reddito lordo annuo è pari a circa €18,000.
La parola “inimmaginabile” rispecchia alla perfezione il dorato mondo del dipendente statale italiano, specialmente nel Mezzogiorno, il disperato sud del paese. La Sicilia, ad esempio, ha un esercito di 28.000 guardie forestali, più grande di quello del Canada, e 950 autisti di ambulanza, che non hanno alcuna ambulanza da guidare.
Un governo italiano serio opererebbe urgenti e drastici tagli non solo al tronfio, parassitario e corrotto settore statale, ma anche a tasse, costo del lavoro e burocrazia. Tuttavia, a oggi, solo Beppe Grillo e la Lega Nord chiedono che l’Italia esca dall’euro. Ma gli italiani ancora non capiscono: l’euro è il problema, non la soluzione, a meno che non accettino una vera austerità, di proporzioni ben maggiori, e non l’accetteranno a meno che non vengano minacciati con le armi.
L’Italia, più della Francia, è il grande malato dell’Europa, ed è anche il malato morente. Le donne italiane erano quelle che avevano più figli in tutta Europa: era frequente incontrare uomini anziani di nome Decimo. Tuttavia da decenni il tasso delle nascite in Italia è il più basso di tutta Europa, e se non ci fosse l’immigrazione, la popolazione sarebbe in calo. Che le donne italiane rifiutino di avere figli, è un chiaro segno di una società malate terminale.”
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