Nuovo Masada

novembre 10, 2014

MASADA n° 1586 10-11-2014 I REATI DEI COLLETTI BIANCHI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:03 pm

La legge anticorruzione non arriva – L’autoriciclaggio – Renzi ammorbidisce addirittura le pene per i reati e accorcia la prescrizione- La lista dei condannati del Pd aumenta di giorno in giorno – Un patto con il diavolo – In Belgio protesta contro l’austerità – Quanto ci costano le mancette di Renzi – Incontri mafiosi – Il Parlamento si perde le palline – Film: ‘La trattativa’ – Obama addio – Italiani voltagabbana: Bruno Vespa – La Lega è senza soldi. Chiude La Padania. 71 dipendenti in cassa integrazione – Provocazione di Salvini al campo rom, tafferuglio coi centri sociali. Habemus victimam- Forse a fine anno Napolitano si dimette. Aperta la corsa al Quirinale- Caso Cucchi: nessun colpevole

Viviana
Chi rifiuta la democrazia, può sempre masturbarsi col Pd.
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Bella mail di Nando Spera:
“Il ducetto fiorentino sembra voler ricalcare gli obiettivi di Mussolini. Vuole una legge elettorale, simil porcellum, truffaldina come la legge Acerbo del fascismo, vuole scardinare la Costituzione democratica per instaurare un regime presidenziale fatto su misura per lui; vuole abolire lo stato dei diritti dei lavoratori per restaurare lo schiavismo ottocentesco; vuole distruggere il sindacato per eliminare ogni difesa dei lavoratori.
Dopo aver comprato con 80 denari la fedeltà delle sue milizie votanti, ha lanciato la campagna demografica col premio alle donne che fanno figli. Quale sarà la prossima mossa? Una tassa sul celibato? La battaglia del grano? L’oro alla Patria? Intanto becchiamoci il Partito della Nazione. Anche quello di Mussolini era il Partito della nazione, appunto il Partito nazional fascista.
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LA LEGGE ANTICORRUZIONE NON ARRIVA
Viviana Vivarelli

Per due volte le direttive dell’Ue ci hanno imposto di ratificare la legge anticorruzione europea, una legge che tutti i Paesi europei hanno e che in Italia, nel Paese più corrotto d’Europa, non riesce a decollare. E’ bloccata da un anno in Parlamento, per gli ostacoli frapposti da Fi e da mezzo Pd a regolare in modo civile i reati dei colletti bianchi: autoriciclaggio, falso in bilancio, prescrizioni facili… Il M5S si è offerto di votare le nuove pene per questi reati ma Renzi sa che Fi non vorrebbe e che anche mezzo Pd sarebbe messo in pericolo dalle nuove pene.

Come disse il criminologo americano Edwin Sutherland, le organizzazioni criminali dei colletti bianchi sono molto più pericolose e deleterie delle organizzazioni della comune malavita perché i loro reati richiedono premeditazione e preparazione, collaborazione e copertura e il sostegno di una rete marcia di connivenza che non si scioglie dopo l’esecuzione del reato, ma sussiste per permettere altri reati dello stesso tipo e questa rete marcia di protezione è lo stesso Stato. Questi sistemi informali protesi alla corruzione nascono sulla base di affinità pre-giuridiche di clan, di casta, di sangue, di parentela, di partito ecc, sono tenuti nascosti e si avvalgono dei periodi di crisi economica e morale, operando fuori della legalità e con la pretesa di far rispettare i propri interessi sopra le leggi create per l’ordine e la convivenza civile, modificando le stesse leggi a proprio vantaggio o impedendo l’avvento di leggi sane fatte per il bene comune. Mentre il reato comune può essere opera del singolo individuo, i reati dei colletti bianchi presuppongono una rete di connivenza malata e patologica all’interno delle stesse istituzioni, colpiscono il cuore stesso dello Stato e ne provocano il fallimento morale, creando un sistema penale iniquo che distrugge l’idea stessa di giustizia.
Alcuni ritengono ingenuamente che la criminalità in Italia sia radicata soprattutto nella mafia e nei comportamenti degli extracomunitari, mentre il cuore delle maggiori attività criminose è lo Stato. Se la corruzione italiana copre da sola un danno di 60 miliardi l’anno e se quel danno da solo risolverebbe i due terzi dei tassi che dobbiamo pagare sul debito pubblico, troppi elettori sembrano dimenticare che sono proprio i loro eletti a proteggere i corrotti o sono corrotti essi stessi, e impediscono allo Stato di punire i comportamenti criminali, perpetuando il governo dei peggiori e lasciando scoperta la necessità di una giustizia giusta. Gli ostacoli che in Italia hanno impedito finora che il nostro Paese si dotasse di una legge anticorruzione come tutti i Paesi europei sono la prova maggiore che i partiti di governo e principalmente Fi e Pd sono marci e Renzi non fa eccezione.
Reati tipici della criminalità dei colletti bianchi sono la frode fiscale, la frode commerciale, la truffa di danni dello Stato, la sottrazione di danaro pubblico, l’autoriciclaggio, la turbativa d’asta, l’evasione fiscale, l’elusione fiscale, il falso in bilancio, la collusione mafiosa….tutti comportamenti che in Italia spesso non sono puniti affatto o cadono in veloce prescrizione (vd Penati), grazie a leggi permissive e di protezione che possono essere state anche fatte da Berlusconi ma che il Pd si è guardato bene dal modificare, avvalendosene per i propri delinquenti.
Così, mentre per avere piantato in casa una piantina di marijuana o simile, si muore massacrati di botte in un carcere o in un sede di polizia, per la corruzione, nelle prigioni italiane (grazie a questa sporca rete di complicità politica) ci sono solo UNDICI corrotti. 11 !!!!
E i colpevoli di reati orrendi contro la comunità vengono spesso messi nelle liste elettorali o passano da un incarico pubblico all’altro, con una omertà e una spregiudicatezza peggiori della stessa mafia, che almeno le proprie porcherie le nasconde, non le esibisce e le impone nei posti di potere!
Il criminologo Sutherland dice: la criminalità dei colletti bianchi è assassina perché spesso le conseguenze dei suoi reati sono devastanti. Basti pensare alle sofisticazioni alimentari o al traffico di rifiuti tossici. Oltre a ciò essa, se non è punita, uccide il senso di responsabilità e di civismo. Mentre una violenza personale riunisce i cittadini contro il delitto, la criminalità dei colletti bianchi mina la fiducia nelle leggi e nello Stato, distrugge la certezza del diritto e le motivazioni dell’agire morale. E’ assassina sia delle nostre vite sia della stessa possibilità di convivere decentemente e umanamente.
La criminalità dei colletti bianchi è propria delle alte sfere della società. Ma chi ha il potere la nasconde e la protegge. Minimizza le informazioni, imbavaglia i media. Così essa resta impunita, sotto leggi piene di buchi che la lasciano sfuggire volentieri o sotto reti di protezione che la occultano.
Quando la corruzione entra nel cuore dello Stato, è lo Stato stesso che impedisce che essa paghi il fio delle sue colpe.
Sono i pessimi governi che creano una rete di omertà, di connivenza. di protezione che circonda questo tipo di crimini, perché gli stessi poteri pubblici sono connessi con le persone che dovrebbero perseguire: si va dalle parentele famigliari a quelle derivanti da comuni affari, interessi, favori reciproci, divisioni di un bottino… La criminalità dei colletti bianchi vive grazie alla collusione con i poteri pubblici, dunque come può meravigliare che il potere pubblico nelle sue molte facce (di vigilanza e di controllo, di investigazione e di repressione) la lasci spesso impunita?

L’AUTORICICLAGGIO

Travaglio ha detto: “Nel nostro codice manca il reato di autoriciclaggio. Aggredire i patrimoni mafiosi può essere una delle grandi risposte del governo alla crisi. Immaginate un bel sacco pieno di miliardi. E’ lì, basta allungare la mano, prenderli e metterli nelle casse dello Stato. Li hanno nascosti in Svizzera tanti criminali per non pagare le tasse su ricchezze illecite e per nascondere il bottino di delitti. La Svizzera non può più nasconderli nei caveau delle banche: ha firmato accordi internazionali sulla trasparenza per uscire dalla black list dei paradisi fiscali. Ora chiede ai correntisti delle banche di mettersi in regola con i loro stati, se no chiude i conti. E gli stati han subito fatto accordi con la Svizzera per far rientrare quei capitali.Tutta Europa ha quel reato. Tranne l’Italia
Un mese fa, dopo un anno di discussioni alla Camera, sembrava fatta. La legge era pronta. Ci aveva lavorato anche il pm Francesco Greco. Ma Ncd, FI e mezzo Pd si sono spaventati, e gli avvocati pure: per loro la parola autoriciclaggio è come l’aglio per i vampiri. Niente paura, è intervenuto Renzi: la legge non va bene, la riscriviamo da zero. E da chi l’ha fatta riscrivere? Dalla Boschi e da Ghedini (forse Verdini era impegnato nei suoi vari processi). E’ il patto del Nazareno: le riforme si scrivono con Berlusconi. E quando una riesce bene, Renzi la sgonfia. Così non c’è autoriciclaggio se i soldi li hai fatti con un reato punito sotto i 5 anni. Così restano fuori truffa, appropriazione indebita, evasione fiscale: reati tipici dei colletti bianchi. Ma così la legge è inutile.

L’autoriciclaggio è reato ovunque meno che in Italia tanto, che ci chiedono di introdurlo nel sistema penale il Fondo Monetario Internazionale, la Commissione Europea, la Bce e la Banca d’Italia.
Nel 2013 Bersani giurava che ciò sarà fatto ma il Pd ha forti resistenze a far diventare reato questo comportamento illecito che evidentemente lo riguarda.
E’ ovvio che chi ha commesso un crimine e ne ha tratto un bottino cercherà di ripulire quanto ha rubato, nascondendone l’origine illecita, per esempio investendo il bottino in una attività commerciale o edilizia. Ebbene, nel sistema penale italiano si punisce una terza persona che faccia questa ripulitura di denaro sporco, ma non l’autore stesso del reato. Ma vi sembra normale?
Pene fino a 8 anni in Francia e Germania. Da noi non esiste nemmeno il reato.
E in nessun paese al mondo esistono tre gradi di giudizio come in Italia, e a volte diventano anche cinque aggiungendoci il tribunale della libertà o interpretazioni fantasiose di ministri.
In USA c’è un solo grado di giudizio, dopo cui si è assolti o condannati e si va liberi o si finisce in carcere e in attesa di quell’unico giudizio si può stare ai domiciliari solo pagando una cauzione proporzionale al reddito e al reato.
Solo in casi eccezionalissimi in cui siano emersi fatti di tale gravità e novità da capovolgere le prove, si può fare appello, ma ciò è raro.
In Italia una casta di politicanti corrotti e insani ha aggrovigliato il sistema processuale in modo tale da dare ad alcuni tipi di rei la certezza che la condanna non arriverà mai.
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RENZI AMMORBIDISCE ADDIRITTURA LE PENE PER I REATI E ACCORCIA LA PRESCRIZIONE
Alessandro
Il governo Renzi ammorbidisce le pene per i reati. “Sospesi i reati economici e fiscali. Da sabato 17.05.2014, è possibile chiedere l’affidamento al servizio sociale per reati economici e fiscali con pene fino a 4 anni”. Lo stabilisce la legge 67/2014 approvata con i soli voti contrari del M5S, Fdi e Lega. E’ così che Renzi vuole farci credere di combattere la corruzione? Con un colpo di spugna e i servizi sociali?? (Sole 24ore 13.05.2014).
Comunque, nella schiera dei corrotti che non vogliono certo essere puniti per i loro reati né vorranno mai leggi sui colletti bianchi, mettiamoci pure il caro Salvini che fa tanto il giustizialista, e, come Lega, chiede pulizia e trasparenza però ha lasciato cadere le accuse al tesoriere Belsito che coinvolgevano anche le porcherie della famiglia Renzi e ha passato un bel colpo di spugna sui furti della Lega.

La Camera ha bocciato l’emendamento M5S contro la “Salva Previti” o ex Cirielli che diminuisce il periodo di prescrizione con 321 no e 94 sì del M5S. La CEE due giorni prima aveva suggerito di bloccare l’adozione di leggi ad personam. Renzi non solo ha fatto risorgere Berlusconi, ma ha potenziato il berlusconismo. Il M5S è l’unico movimento di vera opposizione!
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La lista dei corrotti del Pd aumenta ogni giorno.
Complimenti a chi ha eletto una tale mole di lestofanti! E a chi sostiene Renzi che cerca di difenderli tutti affinché continuino a delinquere in pace!
Per leggere i nomi vai a
https://sites.google.com/site/lapazienzaefinita/la-lista-degli-indagati-condannati-in-parlamento
Quanti ne volete ancora di questi delinquenti prima di bocciare il Pd??
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UN PATTO CON IL DIAVOLO
Rosario Amico Roxas

Il patto del nazareno scricchiola… buon segno, ma non basta farlo scricchiolare semplicemente, bisogna esorcizzarlo fin da quelle fondamenta che vedono in un pregiudicato, condannato, espulso dal Senato, privato dei diritti civili e politici, esonerato dal diritto di voto attivo e passivo, dichiarato “privo di onorabilità” da un Ente Pubblico come la banca d’Italia, dimessosi dall’onorificenza di cavaliere del lavoro, prima che ne venisse espulso per indegnità, un elemento basilare che si autodefinisce “Padre Costituente”, al quale viene affidato il compito di modificare la Costituzione, elaborata da quanto di meglio era disponibile in quell’immediato dopo-guerra che doveva ricostruire l’Italia dalla distruzione di una guerra perduta. L’analogia che viene spontanea nel considerare l’alleanza tra Renzi e B è quella descritta dal Faust e nella figura di Mefistofele.
Ma mentre nel patto con il diavolo il baratto prevedere la cessione dell’anima, nel patto del nazareno il baratto prevede la rinuncia alla propria identità per fondersi nella identità perversa di chi gestisce e dirige il baratto. Non ci è dato sapere quali condizioni segretissime tengano in piedi un simile accordo in cambio di un appoggio al governo, che non sempre funziona per gli scopi alti della politica. Il baratto diventa così la merce di scambio supportata la ricatto, oppure dalla corruzione, perché il precedente di Renzi, prescelto dallo stesso Berlusconi, con i buoni uffici di uno zio del prescelto per partecipare ad una trasmissione a premi, dove il nostro vinse 48 milioni di lire, lascia molto a pensare: una somma molto significativa per i tempi e per un giovane ancora alla ricerca della sua strada.
“Dove c’è solo uno da votare, questa è la scelta di Hobson – prendere o lasciare”
Le scelte che vengono imposte mirano ad escludere la volontà popolare, attraverso una legge elettorale che, praticamente, riduce gli eleggibili solamente a due schieramenti mortifica la Democrazia, ma esaltano il patto con il diavolo.

IN BELGIO PROTESTA CONTRO L’AUSTERITA’

Almeno 100mila persone sono scese in piazza a Bruxelles nella prima manifestazione di protesta contro le misure di austerità messe in campo dal nuovo governo di centro-destra di Charles Michel. Scontri sono scoppiati tra la polizia e gruppi di dimostranti che hanno rovesciato auto, appiccato il fuoco ai cassonetti, alzato barricate e tirato pietre. Le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni e l’uso di cannoni ad acqua.
I soccorritori hanno medicato almeno un ferito tra i manifestanti con il naso rotto. La manifestazione odierna è solo la prima di una serie di iniziative pianificate dai sindacati, che comprendono anche scioperi in diverse province nelle prossime settimane, prima dello sciopero generale in tutto il Paese indetto per il 15 dicembre.
(e per fortuna che il Belgio era uno di quei Paese che andavano meglio! In Italia grazie alla soperchieria dei media che imbambolano l’opinione pubblica, e grazie alla soperchieria dei sindacati la gente nemmeno lo pensa di poter manifestare contro l’euro)
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F35
Matteo Certa

“L’Olanda ha avviato un’inchiesta parlamentare a seguito di un pesante voto contrario al progetto F35.
L’Australia non li userà come piattaforma esclusiva.
La Norvegia ha minacciato di ripensare le sue scelte.
La Turchia ha rinviato l’acquisto.
Il Canada ha sospeso la gara.
Questi Paesi hanno deciso di preservare la propria sovranità nazionale. L’Italia invece vuole svenderla. Perché noi gli F35 li compreremo eccome, senza batter ciglio.
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Caterina
La settimana scorsa ero ad un convegno scientifico, e, nell’intervallo di pranzo, i commenti sull’attualità fra i partecipanti, pensosi professionisti in maggioranza di mezz’età, erano questi: paese in ostaggio di una banda di incapaci parassiti che pensano solo a rubare, nullità che se non vivessero di rapina ai nostri danni morirebbero di fame, cialtroni che sono riusciti a impossessarsi dei meccanismi dello stato al solo fine di depredarlo spolpandolo all’osso… vi assicuro che il livore, il rancore e il risentimento nei confronti delle inette e voracissime sanguisughe che dominano l’Italia sono alquanto diffusi.
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Alberto
Renzi propone l’abolizione del PIL
Io propongo l’abolizione di Renzi
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Alberto
Cruda ammissione del ministro Padoan: la luce in fondo al tunnel era quella del cimitero. (ora cosa abbia Renzi da riderci sopra è un mistero)
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Junker è stato per 18 anni presidente del Lussemburgo. Lo ha reso un paradiso fiscale attirando 600 magnati con tasse al 17%. E quei geni del Pd hanno contribuito a renderlo presidente della Commissione europea!! Ladro vota ladro!!

Paniruro
Alcatel. Lanciano uova su Renzi. Stanno bene con la pancetta.
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Rocco Gazzaneo
Renzi contestato dai lavoratori Alcatel con lancio di uova. “Basta chiacchiere! Vieni al sodo..”
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Luce so fusa
Renzi: “Con le uova mi ci faccio le crêpes .”
La prossima volta dategli una mano, così ci si fa una sega.
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LVIX
Vendola a Renzi: “Sei vecchio e di destra”.
“E tu te la scordi allora la nuova suoneria di Lady Gaga”
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Alberto.Microsatira
Alla fine cos’ha prodotto tutta questa intelligenza dell’uomo che ci renderebbe superiori agli animali? I selfie.
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Il diavolo esiste. Ti compra l’anima con 80 euro.

Renzi, D’Alema e Bersani. Il bullo, il brutto e il lassativo.

Muore dopo essere stata anestetizzata. L’Italia dal governo Renzi.

Renzi all’inaugurazione di una rubinetteria a Brescia. Di perdite se ne intende.
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Viviana
Grillo: “Aprirò il parlamento come una scatola di tonno”
Renzi “Io l’ho già fatto! Ièè!”

QUANTO CI COSTANO LE MANCETTE DI RENZI
Alessandro

Renzi sta indebitando tutti gli italiani per farsi la campagna elettorale, come ha già fatto, per consolidare il suo potere. Infatti a maggio gli 80 euro sono costati 6,9 miliardi di euro, tagliando i finanziamenti ai Comuni. A ottobre gli 80 euro per le neo mamme con un reddito fino a 90.000 euro, per comprare il passeggino al bebè da mettere nell’Audi costano 4,5 miliardi di euro tagliati alle Regioni. Gli stessi percettori dovranno restituire gli 80 euro con gli interessi Con queste imponenti somme poteva far ripartire il LAVORO, oppure costruire 70 super ospedali a maggio e 10.000 super asili a ottobre (e dando pure lavoro). Senza equivoche compravendite elettorali. E, a parte farfugliamenti, ancora non dimostra agli italiani dove davvero prende i soldi.
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Alberto
Italia in deflazione dopo 50 anni.
Renzi esulta: “E in soli 100 giorni!”
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Come diceva Ennio Flaiano “Roma è l’unica città del terzo mondo dove i bianchi sono in maggioranza”.
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E sempre come diceva Ennio Flaiano: “La stupidità oggi ha fatto progressi enormi”
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Viviana
Il peggio che può capitare a Renzi è di essere capito
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Renzi è afflitto da un tale complesso di superiorità che accanto a lui Berlusconi si sente un nano. E non vi dico Brunetta.
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Il politichese è la lingua parlata dai truffatori.
Con Renzi ha aumentato le parole inglesi e quelle dell’elettronica.
ma è solo una verniciatura di cattivo gusto sopra la parola regime

Ormai Renzi parla con gli sms e i twet
con altrettanta strafottenza e inciviltà
non è un capo di stato
è un blogger di ultima degenerazione

INCONTRI MAFIOSI
Rosario Amico Roxas

Intollerabile, antidemocratica, di stampo mafioso con omertà annessa, la segretezza degli incontri Renzi/pregiudicatoberlusconi.
Perché non fare incontri pubblici, con stampa, TV e media presenti, per farci sentire il contenuto di questi incontri, che nascondono certamente accordi segreti di stampo mafioso, per neutralizzare i ricatti del pregiudicato ?
La segretezza contrasta apertamente con il dovere della trasparenza; ovviamente i due hanno molto da nascondere; la presenza, poi, di Verdini, aggiunge alla segretezza anche la certezza di imbrogli.
L’Italia delle persone oneste esige elezioni anticipate, per liquidare Berlusconi e i suoi ricatti. Emerge l’interessi di parte, alla faccia dell’interesse comune, e questo è imputabile esclusivamente a Berlusconi che ha una paura fottuta di vedere confermato il consenso a FI al di sotto della soglia psicologica del 10%, attestandosi, come a Reggio Calabria, in una forchetta tra l’8 e il 9%; percentuali che segnerebbero la fine del berlusconismo, di Berlusconi e dei berlusconiani, del liberismo d’assalto, delle manganellate agli operai in sciopero, e della guerra allo Stato Sociale. Continua, così, l’anomalia di una opposizione politica che entra nella maggioranza numerica e pretende di decidere secondo i propri interessi. Nessun’altra nazione democratica subisce una anomalia del genere, nata dal ripescaggio di Berlusconi, condannato, pluriindagato, espulso dal senato, inibito nei diritti civili e politici, ritenuto dalla Banca d’Italia “privo di onorabilità”.
Renzi tentenna, ma ha già deciso di non staccarsi dall’attuale alleanza con un oppositore, che opera solamente con il ricatto, senza badare alla situazione disastrosa della nazione; teme un “metodo Boffo” a suo danno ?
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Cobra89
Sarebbe interessante sapere quali argomenti elettorali potrebbe usare Renzi per un eventuale voto anticipato:
– Recessione anche nel terso trimestre.
– Deflazione per la prima volta dal 1959.
– Disoccupazione aumentata al 12,6%.
– Disoccupazione giovanile aumentata al 42,9%.
– Consumi in calo dello 0,6 anche nel mese di settembre malgrado gli 80 euro.
– Debito pubblico ormai al record storico di 2.174 miliardi.
– Blocco dei salari fino al 2020.
Renzi è proprio sicuro che il voto anticipato gli converrebbe? L’unica spiegazione è che voglia andare al voto prima che aumenti anche l’IVA.
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Votazioni per il presidente del Nucleare
Scompaiono due palline dall’urna

Era novembre e due grame pallette
che giravano a vuoto nel tresette
si ritrovaron dall’urna vilipesa
a finire dentro una contesa.

Dalla tendina del confessionale
Napolitano intravvide il caso anale
Mentre i fedeli stavano a sedere
Recitando sommessi le preghiere
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Una donna che vide le pallette
Le prese e le mise nelle tette
Ad un tratto si sentì un pigolio
Pio pio, pio pio, pio pio.

Qualcuno rise a sto cantar di palle
E Grasso, seccato urlò: “Ma che balle!
Chi ha le palle mi faccia lu favore
Di lasciare la casa dell’onore!”

Gli onorevoli sorpresi a tal parole
Lenti e perplessi alzarono le suole,
ma Napo non lasciò il confessionale
e: “Fermi – disse – mi sono espresso male!

Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi serra le palle deve uscire!”
a testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte usciron pian piano.

Ma mentre andavan fuori “Cosa avete?
Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi n’è stato preda”

Ubbidienti in quello stesso istante
le veline s’alzaro tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa dell’onore

“Per tutti i santi – gridò sempre Napo
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l’equivoco e la serie degli errori:

esca solo chi è così villano
da stare ognor con le sue palle in mano.
Ben celata in un angolo appartato
Una renziana col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male

e con il volto di un pallore smorto
disse: “Che ti dicevo? Se n’è accorto!”

(Viviana)
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Un ‘onorevole’ ha fatto sparire due palline
Come sarebbe bello se un cittadino
facesse sparire gli ‘onorevoli’ !
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Cobra89
Ieri Renzi sia è incontrato ancora a porte chiuse col pregiudicato Berlusconi e col pluri rinviato a giudizio Verdini.
Poi il PD ha salvato Alfano per la terza volta.
Oggi si apprende che lo speculatore finanziario Serra con società alla Cayman (quello che vuole abolire il diritto allo sciopero) intende iscriversi al PD…
Ma come si fa a votare ancora questo partito?
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Con Fassino il Pd: “Abbiamo una banca!!”
Con Renzi e Serra: “Abbiamo una banca alle Cayman!!”
Evoluzione e progresso.
Come aveva detto Renzi sulle delocalizzazioni? “E’ l’Italia che va nel mondo!”
Anche i lavoratori italiani per quello
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Indecenza oltre ogni sprezzo del ridicolo.
Se non son ladri non li vogliamo.
E lo zoccolo duro di chi sostiene questa discarica è formato proprio dai pensionati
Il 20% della popolazione italiana è formato da pensionati, metà di questi è sotto i mille euro e un milione di pensionati sono sotto la soglia di sopravvivenza.
E Renzi va a dare 80 euro a chi un lavoro ce l’ha??? E promette pure il bonus bebè! Come il premio di natalità di Mussolini?
Mancette su mancette date alla casso di cane. E poi i piddini tuonano contro il reddito minimo di cittadinanza??!! Ma il cervello dove se lo sono messo? Sotto le scarpe???
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Pino
Adesso sui treni, ai poveri pendolari sfatti come meloni andati a male già alle 6 del mattino, la solita voce automatica ben educata annuncia ogni 30 secondi che i possessori di abbonamento devono esibire ai controllori oltre l’abbonamento stesso anche un documento di identità e la ricevuta che comprova l’avvenuto pagamento. Questo per viaggiare uno sull’altro in vagoni vecchi e puzzolenti senza la certezza di quando si parte né quando e, se, si arriva.
Invece per diventare direttore nazionale della sicurezza nucleare basta qualche paginetta di curriculum scritta dallo stesso candidato senza che nessuno si degni di andare a controllare chi è e cosa ha fatto (e non è che ci vogliono i servizi segreti tipo Kgb, basta digitare qualche nome sulla tastiera di un pc o fare un paio di telefonate!!!!) e, se non ci fosse un giornale come il Fatto ci troveremmo a capo di un’istituzione di quella importanza uno che ha tutte le carte in regola per andare in galera.
E questo è il Super Governo dei Giovani Scattanti, Veloci e Decisionisti Che Non Guardano In Faccia A Nessuno!

LA TRATTATIVA- FILM- SABINA GUZZANTI
Aldo Antonelli

Un gruppo di lavoratori dello spettacolo, capitanatati da Sabina Guzzanti, decide di mettere in scena le vicende controverse relative alla cosiddetta “trattativa”, quella che sarebbe intercorsa tra Stato e mafia all’indomani della tragica stagione delle bombe (Roma, Milano, Firenze). In un teatro di posa, dunque, un gruppo di attori ricostruisce, nei modi di una “fiction giornalistica”, i passaggi fondamentali di una vicenda complessa e piena di omissis che inizia dall’uccisione di Falcone e Borsellino fino ad arrivare al processo che vede sul banco degli imputati, fianco a fianco, politici e mafiosi. Vent’anni di storia italiana: l’uccisione di Salvo Lima, il maxi processo, la strage di Capaci, l’uccisione di Borsellino, le bombe a Roma, Firenze, Milano, la fallita strage allo Stadio Olimpico… con i suoi discussi protagonisti: Riina, Provenzano, Ciancimino padre e figlio, Caselli, i capi del Ros Mori e Subrani, Napolitano, Mancino, Scalfaro, i pentiti, Gaspare Spatuzza, Mutolo, Dell’Utri, Mangano… e Berlusconi, ovviamente, quello vero e quello fatto dalla Guzzanti.
La trattativa, presentato Fuori Concorso alla Mostra di Venezia 2014, è un progetto al quale Sabina Guzzanti ha lavorato per molto tempo e che le ha richiesto, immaginiamo, una grandissima mole di lavoro. Oltre alle ricerche e alla raccolta dei tantissimi materiali e fonti, la parte più complicata ha coinciso con la “forma” della messa in scena, ovvero quale dispositivo utilizzare per raccontare questa vicenda. Molte potevano essere le alternative, e ognuna portatrice di conseguenze. La Guzzanti sceglie di dichiarare il meccanismo, si auto-denuncia, dice sin da subito che quella che si sta per vedere è una rappresentazione realizzata da dei lavoratori dello spettacolo, quindi svela gli “autori” (non giornalisti, non documentaristi, non magistrati, non storici) e il linguaggio utilizzato. Quel che si vedrà, tra materiali di repertorio, interviste realizzate ad hoc, docu-fiction, pannelli grafici e quant’altro, è il frutto di una ricostruzione siffatta, accurata ma anche “inventata”, eppure assunta come vera.
L’aspetto più problematico di un’operazione come questa riguarda proprio la forma della messa in scena, in riferimento alla materia trattata, perché lì risiede la sua ambiguità. È finzione (spettacolo?), eppure si dice come sono andate le cose. In questo mischiare repertori e ricostruzioni, intercettazioni e deposizioni, interviste e cabaret, è difficile sapere chi dice cosa, se un dialogo è inventato o il resoconto di un fatto realmente avvenuto, se un passaggio è frutto di una deduzione giornalistica o probatoria, se il tic di un personaggio è una caricatura oppure una imitazione. E questo “dubbio”, in alcuni casi facilmente risolvibile in altri meno, sposta il film verso lidi remoti, para-televisivi, da cabaret di denuncia, facendo saltare l’impianto documentale e documentario a favore dello spettacolo della dietrologia in un girotondo che fa girare la testa.
Questa confusione richiede l’accettazione aprioristica della “bontà” degli autori, da una parte, e anche la comprensione profonda della parzialità della ricostruzione. Sembrerebbe ovvio, ma non è proprio così, per quel tanto di intenzione didattica e didascalica espressa sin dalle prime battute del film, subito dopo la boutade di Gaspare Mutolo alla prova d’esami di teologia, conversione carceraria e mai tardiva. All’inizio la Guzzanti con sguardo aperto e chiaro, rivolgendosi allo spettatore, ci dice in che cosa è consistita la trattativa. Non ha dubbi sul fatto che sia esistita o meno, altrimenti non avrebbe fatto il film, e porta una serie consistente di deduzioni, ma la verità è nelle sue mani e non si fa problemi a mischiare questo e quello, finzione e realtà, sudore e cerone, imitazione e ritratto, testimoni e attori, libretti rossi con libretti rossi…
Alla fine, ci chiediamo, che cosa è questo film? È un film di denuncia? Un film a tesi? Una docu-fiction? Un articolo di Travaglio? Uno spettacolo teatrale? Una puntata estesa di Santoro? Una serata speciale di Fazio curata dalla Dandini? È cinema? È televisione? Oppure una web-serie a puntate? Troppe domande, poche risposte. Allora eccone alcune. È utile? Dipende. È bello? Non proprio. È appassionante? A tratti. Se ne esce arricchiti o frastornati? Più la seconda. Si ride? C’è poco da ridere. Vuol far ridere? Un po’ sì. È ammiccante? Certo. Parla al suo uditorio? Senza dubbio. Convincerà chi la pensa diversamente? Non tanto. Fa domande o dà risposte? È un prontuario di risposte. Avrà successo in sala? C’è da sperarlo. Perché? Perché è meglio parlare di queste cose che non. È ritmato? Si. Annoia? No. Indigna? Solo chi non s’è fatto un’idea prima. Tira colpi bassi? Domanda inutile. C’entra qualcosa con Belluscone – Una storia siciliana, il film di Maresco? Niente: quello di Maresco è cinema e parla degli italiani, questo della Guzzanti è una docu-tv-fiction e parla agli italiani. Quello di Maresco è un urlo di dolore, quello della Guzzanti è semmai un urlo di terrore, bloccato in un ghigno.

OBAMA ADDIO
Paolo De Gregorio

Ora che per Obama la carriera politica è finita e lo aspettano solo due anni di umiliazioni che gli infliggeranno Camera e Senato a maggioranza repubblicana, sarebbe bene ricordare tutte le illusioni a base di “yes we can”, ossessivamente ripetuto nella campagna presidenziale, che rivelava una profonda e ingenua ignoranza di come funziona il potere in America, che può tranquillamente tollerare un presidente nero, donna, un attore o un gay, colti o ignoranti, tanto le decisioni vere si prendono altrove.
Ma la cosa più ridicola e insultante per i sudditi è che queste campagne elettorali, che durano mesi e per cui si spendono cifre notevoli, sembra che debbano servire a chi sa che cosa, che sono modello di democrazia, mentre dovrebbe essere chiaro a chiunque usa il cervello che il gigantesco e granitico apparato, che comprende banche, multinazionali, Pentagono, complesso militare industriale (con 900 basi militari nel mondo), servizi segreti, lobby ebraica, evangelici, ecc., sono il vero potere, e chiunque si azzardi a toccarli viene eliminato, qualche volta anche fisicamente.

Se volete farvi qualche grassa risata, andate a leggere gli articoli di Furio Colombo su “il Fatto Quotidiano” appena dopo la prima elezione di Obama, gabbata per un evento rivoluzionario capace di cambiare il mondo, una stupefacente lezione di democrazia e di integrazione razziale, da prendere a modello anche in Europa, e questo intelligentissimo signore passa per un progressista.
Obama non ha realizzato nulla del suo programma elettorale, anche se si dice che sia l’uomo più potente del mondo, talmente potente che non è riuscito nemmeno a dare l’assistenza sanitaria promessa a tutti i cittadini indigenti.
Ogni volta che si parla dell’America bisognerebbe ricordare chi prende veramente le decisioni e ricordare che l’aggressione all’Irak fu decisa su false “prove” fornite dalla CIA al presidente Bush, e non farebbe male riflettere se quella guerra fu decisa dai servizi segreti e dal Pentagono o da quell’ubriacone, ignorante di Bush.
Purtroppo la maggioranza delle persone è convinta che gli americani vivano in un paese democratico, anche se la sua politica estera è basata sulla potenza militare, sulla guerra, sull’appoggio a rivoluzioni fasulle, denominando “terroristi” tutti quelli che si oppongono a questa politica.
Come si sa, tutti gli imperi finiscono, ma per prima cosa bisogna riconoscerli per quello che sono e non spacciarli per democrazia.

ITALIANI VOLTAGABBANA. BRUNO VESPA
Rosario Amico Roxas

Emerge una riserva mentale nell’ultimo libro/panettone di Bruno Vespa, come di consueto pubblicato da Mondadori. Una riserva mentale che si legge tra le righe di un excursus pseudo-storico, dove si analizza la tendenza tutta italiana di saltare sul carro del vincitore, di soccorrere il più forte, di esaltare il vincitore, chiarisce le motivazioni recondite di un tale (eccessivo) sforzo pseudo-storico-letterario.
C’è qualcosa che a Bruno Vespa è andato di traverso e che rappresenta la negazione del tema generale che lo ha ispirato. Certamente non piace al maggiordomo di Porta a Porta che il suo editore Berlusconi, osannato da vincitore, sia ridotto a contare la percentuale dei consensi al suo partito sulle dita di due mani, come accaduto a Reggio Calabria con un punitivo 8,4%, scendendo sotto la soglia psicologica del 10%-, malgrado l’impegno delle varie cosche della ndrangheta.
Allora, per un ultimo atto di ossequio al suo mentore-editore, eccolo trasformarsi in storico del tradimento, ripescando tra le pagine di una storia che nessuno ha voluto mai scrivere, la tendenza italica a rinnegare se stessi e contraddire il proprio passato per garantirsi un futuro migliore accanto al nuovo, o ai nuovi, esponenti dell’establishment giunti all’esercizio del potere.
Combattuto tra Berlusconi, ex vincitore, oggi in disgrazia elettorale, e Renzi, oggi vincitore, segretario del PD e Presidente del Consiglio, con un esercizio di potere che non ebbe nemmeno De Gasperi, tenta una via d’uscita che possa conciliare la realtà che tutto travolge, per restituire una ipotesi di complementarietà in grado di unire, definitivamente, i due.
Gli italiani sono voltagabbana, avverte il neo-storico, presumibilmente rivolto a Renzi, invitandolo a riflettere sul futuro e non contare troppo sulla fedeltà italica. L’esempio di Berlusconi brucia a Vespa, perché lo mette nella condizione di collocarsi proprio nella medesima categoria di voltagabbana, che critica aspramente. Ma la fantasia non manca al Bruno nazionale, perché, sempre tra le righe del suo non-dire, fa emergere una soluzione che salverebbe la capra di Berlusconi e i cavoli di Renzi, mentre lui si riserva di fare il barcaiolo che trasporta prima l’uno e poi l’altro, evitando che la capra mangi i cavoli, una volta che dovesse ritrovarsi ad avere i cavoli a portata di bocca. Porge, così, i suoi buoni uffici, tutti racchiusi in quest’ultimo libro/panettone, nel quale mantiene la sue riverenza per Berlusconi, mentre mostra una eccessiva simpatia per Renzi, tanto per non smentire la sua vocazione al servizio del potere.
L’invito non scritto, ma facilmente leggibile, è quello di proporre un prosieguo “sine die” dell’attuale anomala alleanza tra uno sconfitto e un vincitore, dove è lo sconfitto, che dovrebbe ringraziare umilmente di essere ricevuto a Palazo Chigi, pur con il cappello in mano, finge di entrare con umiltà “per il bene della nazione” e non appena seduto al tavolo delle trattative, impone le sue scelte, le sue decisioni e i suoi interessi, utilizzando il ricatto come metodo di dialogo.
Renzi, da giovane inesperiente è caduto nella trappola e si è lasciato bloccare nell’attuazione dei suoi programmi e delle riforme necessarie, non comprendendo che Berlusconi ha un solo interesse, quello di bloccare ogni attività, per avere il tempo di risolvere i suoi più urgenti problemi che agitano il suo partito, per dedicarsi alla tutela degli interessi delle sue aziende e alla tutela personale nei suoi tanti procedimenti penali ancora pendenti in molte procure.
In questo feuilleton Vespa trascura che solo i cretini non cambiano idea, e gli italiani cretini non sono, ed hanno cambiato idea nei confronti di Berlusconi, dopo avere subito 20 anni di un malgoverno che ha favorito le classi opulente in danno della stragrande maggioranza della nazione.
Una modificazione così penalizzante, come si sta dimostrando, non permette di sperare in un estemporaneo ripensamento, per questo Vespa chiama “voltagabbana” quanti hanno riveduto la loro scelta di dare fiducia a Berlusconi, colpevoli di averci visto, finalmente, chiaro.
La storia politica e imprenditoriale di Berlusconi è finita, e anche malamente, con tendenza al peggioramento; questo Vespa lo ha capito perfettamente, per questo lascia aperta uno spiraglio auspicando l’anomala alleanza attuale; se non dovesse verificarsi, non gli rimarrebbe altro che trasferire a Renzi tutti i sensi di riverenza riservati, fin ora, a Berlusconi, affermando di “averci provato”.

LA LEGA E’ SENZA SOLDI- CHIUDE IL GIORNALE LA PADANIA- 71 DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE

Rolling Stones
Che bella la Lega, ha pure il coraggio di proclamarsi anti-sistema nonostante:
-> esprima dei consiglieri nei cda di alcune banche del nord (fra cui unicredit, la più grande banca italiana)
-> sia dentro mani e piedi in alcune fondazioni bancarie
-> abbia incassato un bel po’ di mazzette con finmeccanica (l’inchiesta è stata archiviata per mancanza di prove nonostante i pm abbiano ravvisato la certezza che siano stati comessi degli illeciti)
-> abbia governato per oltre 10 anni
-> abbia ottenuto un consenso tale da poter fare quello che voleva per contrastare l’immigrazione clandestina salvo poi scoprire che i decreti, pacchetti sicurezza, reati di clandestinità non servivano ad una mazza se non per fare propaganda
-> abbia avallato le leggi di stabilità col timbro di bruxelles per fare tagli lineari alla scuola e alla sanità
-> abbia votato a favore del trattato di Lisbona
-> non abbia fatto vigilanza sui prezzi nonostante fosse al governo
Poverina, dobbiamo capirla. Non avuto né tempo né di fare ciò che prometteva: troppo impegnata a depenalizzare i reati per i quali era imputato il loro socio in affari, il Banana.
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Lamec77
C’è qualcosa che non torna Matteo ha rinunciato a presentarsi come parte lesa nel processo contro Belsito, deve erano in gioco 881 ml di euro emessi a chi non si sa e 441 ml di euro prelievi non giustificati. Della serie noi capi ci siamo riempiti le tasche e camperemo di rendita e voi ex dipendenti fatevi venire delle ricche idee per poter campare con pochi soldi. Quando si dice la casta ….. sono loro!
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Di Noia Davide
Una distrazione di Dio regalare tanto paradiso al Veneto. Monti fra i più belli al mondo, 200 km di coste, pianure a non finire. Città famose sul pianeta, un tessuto industriale e artigianale da prima della classe. Storia e romanzi non mancano, sapori e paesaggi bellissimi. Ora l’industria non riesce più a dialogare con il settore agricolo, si costruisce solo per costruire, entrambi i settori sono tormentati e vittime di banche divoratrici. Tutto questo ha portato ad un aumento dei costi della vita insostenibili, compresi tutti i servizi. Eppure una classe politica, la Lega Nord, da 30 anni, gestisce questo territorio e spreca il suo tempo a inseguire fantasmi e obiettivi fantasiosi e a rendere xenofobi i suoi cittadini. Tutto questo in una regione italiana che conosce bene cosa vuol dire emigrare.

KAIO
Hanno preso per anni finanziamenti pubblici a gogo, si sono magnati di tutto e di più, non hanno fatto una cosa che è riuscita (fallimenti banca di Lodi, Eurocredinord, Telepadania, villaggio turistico in Croazia, parlamento del nord ecc. ecc.) adesso gli togli un po’ di finanziamenti e questi sono nella m .. totale con il cappello in mano e vorrebbero ancora governare?! Salvini, il nuovo statista, deve ha vissuto in questi anni? Mi dispiace per chi lavorava e non ha più un lavoro, ma per me la Lega può chiudere bottega anche domani.
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Marco
Salvini fa quello che LePen (padre prima e figlia finto-ripulita oggi) fanno da molto tempo: istigare e cavalcare la guerra fra poveri.
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Paniruro
L’auto di Salvini assalita al campo rom. Safari rovinato.
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Che le casse del Carroccio fossero in difficoltà era noto da tempo, tanto che lo stesso tesoriere Stefano Stefani, nominato nel 2012 per sostituire Francesco Belsito, il 18 settembre scorso ha lasciato l’incarico motivandolo in maniera chiara: “Non ci sono più soldi”.
Un po’ di domande sorgono spontanee: dove sono finiti i circa 120 milioni di Euro di rimborsi elettorali incassati in tutti questi anni? Dove sono finiti i famosi lingotti d’oro e i diamanti investiti da Belsito? Dove sono finiti i fondi offshore sventolati da Maroni all’assemblea generale solo pochi anni fa? Salvini, che fine hanno fatto tutti i soldi? Montagne di soldi dei cittadini volati al vento e finiti nelle tasche di chissà chi.

Così risponde alle domande negli interrogatori ai pm della Procura milanese il tesoriere della Lega Francesco Belsito:
“Le casse della Lega Nord erano una mangiatoia da cui tutti attingevano. Non solo Umberto Bossi, ma anche Matteo Salvini, Calderoli, Cota….Ricordo che Bonomi, in quota Lega alla Sea, diede in contanti 20 mila euro a Salvini. Salvini, per sanare i suoi obblighi verso la Lega, intendeva girare al partito questa somma, cosa che non mi risulta sia avvenuta… Facevamo tutto in nero. Ho pagato in contanti la bambinaia di Calderoli… Il pagamento di un milione di euro alla Lega Nord del Veneto da parte di Siram, multinazionale francese specializzata in appalti ospedalieri? Tutti sapevano… Ogni parlamentare era specializzato in un determinato settore per la raccolta fondi. Maroni si occupava di tlc, e infatti ecco un finanziamento di Telecom da 100mila euro, delle banche si occupavano Calderoli e Maroni. Tra i donatori figurano Caltagirone, Nerogiardini, e appunto la Siram”.
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Viviana
Sarà che la Lega è in rimonta!
La banca padana è fallita
La famiglia Bossi ha chiuso con disonore
I fondi neri della Lega sono finiti in tribunale
I sindaci si sono dimostrati dei ladri
Maroni è stato il peggior ministro degli Interni mai visto
Il sodalizio con Berlusconi forse resiste ancora
Due giorni fa ha chiuso il giornale La Padania
Radio Padania sopravvive solo grazie a una legge voluta dai leghisti che dava fondi speciali a lei e a Radio Maria
Il culto di Odino è in recessione
I carri armati fatti nelle stalle fanno ridere le mucche
il patto con la Marina Le Pen non ha prodotto nessun gruppo europeo
Haider e Milosevich sono morti, Haider era pure omosessuale come Calderoli.
E Salvini cerca visibilità con atti da squadrista per provocare altri squadristi di colore diverso e far scrivere i giornali
Gli sono rimasti rom e migranti, dopo di che il partito più grottesco d’Italia resterà nella baita di Lorenzago

ALESSANDRO GILIOLI
Penso che Salvini abbia preso in mano una ditta moribonda a causa della fine tragicomica della sua vecchia ragione sociale, cioè il federalismo o l’indipendenza della “Padania”. Dal 1992 al 2013 la Lega ha creato consenso attorno a un obiettivo autonomistico che non solo non ha minimamente realizzato pur avendo passato al governo 11 anni, ma che ha utilizzato in buona parte proprio per quella spartizione di sottopotere, quelle ruberie e quel bel vivere romano (a spese dei contribuenti) contro cui tanto tempo prima era nata. Fallito l’obiettivo politico, perduta ogni reputazione e annusata l’aria, Salvini ha capito che quella ragione sociale lì non aveva più alcuna utilità. Sicché lui (che pure prima girava con le felpe “Padania is not Italy” e cantava “Napoletani colerosi”) ha rottamato tanto la secessione quanto il federalismo per buttarsi nella formula che tanto successo ha avuto e sta avendo in Francia e in altri Paesi europei, quella dell’avversione agli immigrati e agli zingari. Infatti, com’è noto, quasi tutta l’Europa è in recessione e l’Italia di più. In recessione i poveri sono di più e stanno peggio, anche perché hanno meno servizi (case, asili, scuole, code negli ospedali etc) e c’è molto meno lavoro. Salvini ha pensato che il modo migliore per conquistare consensi fosse rivolgersi ai pesci di un certo tipo, che sono tanti, dicendo che bisogna discriminare quelli dell’altro tipo, che sono di meno e di arrivo più recente. Salvini è furbo. I suoi obiettivi sono garantire se stesso, la sua carriera e il suo futuro, risollevando un partito che stava chiudendo le serrande (per tradimento, per fallimento e per furto) attraverso un consapevole calcolo basato sull’alimentazione del conflitto tra le componenti più basse della piramide sociale, giocando quindi per interesse proprio sull’odio tra le persone meno avvertite e, di solito, più rabbiose e meno felici. Tutti sanno, anche Salvini, che se nessun migrante dovesse più arrivare in Italia e tutti gli zingari dovessero trasferirsi improvvisamente all’estero, il Salvini resterebbe disoccupato. Ciò che egli a parole avversa – “l’invasione”, il degrado, gli scippi nelle stazioni etc – è in realtà ciò che più fortemente desidera, perché gli garantisce sopravvivenza politica e anzi ascesa, visibilità, popolarità. Senza, sarebbe zero. Credo, dunque, che Salvini sia decisamente tra le persone più dannose per questo Paese: perché con grande e consapevole cinismo, foraggia l’odio orizzontale tra le persone più deboli per aumentare i profitti dell’azienda di cui è a capo.

FORSE NAPOLITANO SI DIMETTE-SI APRE LA CORSA AL QUIRINALE
Orrenda la lista dei candidati su IFQ
Viviana Vivarelli

Forse a fine anno Napolitano ci fa il gran favore di scollarsi dalla poltrona e cominciano i grandi giochi per la successione ma i nomi proposti fanno rabbrividire.
In questa carica ci vuole un costituzionalista che difenda la Costituzione, mentre Napolitano ha cercato di violentarla e distruggerla per obbedire a cricche di magnati (Goldman Sachs in testa), che vogliono uccidere la democrazia italiana che è come un orzaiolo nell’occhio del diavolo per l’alta finanza e il capitale internazionale. Un Napolitano seguito a ruota da un Pd ormai vergognosamente voltato a dx e succube inerte di un cinico Renzi, buona pedina del capitalismo internazionale che vuole solo rottamare il nostro Paese e specula sul nostro fallimento.
Mi spiace per Rodotà che non è un costituzionalista, anche se tutti lo credono, ma i costituzionalisti italiani sono più di 80 e nell’orribile lista di IFQ non ce n’è nemmeno uno. La gentaglia indicata farebbe bene a nascondersi e dovrebbe essere processata per iniquità e danno al Paese.

La Boldrini?!Trasecolo!
E dove sono i suoi meriti costituzionali?
Come si può anche solo ipotizzare che sia sopra le parti una che ha imposto il bavaglio alla Camera?
Una che è la più grande assenteista della Camera? (presente solo una volta su 4, mentre Grasso una volta su 5!).
Una che impone 12 uomini di scorta al giorno per 24 ore, più la scorta al compagno e alla figlia!
Una che usa per i suoi spostamenti 2 auto blindate con una terza in avanscoperta per i sopralluoghi di sicurezza e che ha messo a spese nostre le telecamere di sicurezza e gli impianti di allarme nelle sue case!
E che ha ordinata sempre a spese nostre una siepe per la villa di suo fratello per non essere vista quando va a trovarlo! E per fortuna che ha un fratello solo,e sennò? Oscurava mezza Italia?
Una che nel decreto sul femminicidio ha messo di tutto, anche il ripristino delle Province e il taglio degli aiuti all’Africa!

La Finocchiaro????
Quella che ordinò di far fuori la Forleo???
Quella che ha scritto la riforma del senato che ci ha scippato il diritto elettorale?
Quella che a capo dei suoi consulenti ha messo un Salvo Andò, accusato del reato di voto di scambio e di tangenti?
Quella che in Sicilia ha fatto alleare il Pd con l’MPA e il PD per favorire la ditta del marito e gli ha fatto assegnare l’appalto senza gara tanto che ora c’è un processo per abuso di ufficio e truffa?

Prodi è risultato il più votato. E’ pazzesco! Scrive un blogger: “il tizio che ci ha faccio entrare nell’unione monetaria il più votato…?? Uno che facendoci entrare nella macchina infernale di spostamento del potere d’acquisto, depotenziamento ed esautorazione dei parlamenti nazionali con conseguente cessione di sovranità POPOLARE ad enti sovranazionali ANCHE NON ELETTI chiamata EURO, affossa le democrazie e contribuisce al NUOVO FASCISMO di STAMPO FINANZIARIO?? SE VOLETE UNO COSI’,VUOL DIRE CHE AMATE VERAMENTE POCO LA DEMOCRAZIA,LA LIBERTA’ E IL DIRITTO DI OGNI UOMO E POPOLO AD AUTODETERMINARSI.
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Persino Prodi si rende conto di aver fatto dei gravi errori con l’ingresso nell’euro, ma Prodi volle fortissimamente questo ingresso.
Der Spiegel ha scritto recentemente che Prodi fece dei trucchi contabili (cosmetici) per far credere che l’Italia fosse pronta a entrare nell’euro (non che der Spiegel sia un gran giornale,ma questa è la verità). E uno che trucca le carte pur di infilarci a forza in un insieme di regole che ci distruggeranno, lo considerate così corretto da candidarlo anche al Quirinale?? Non ha senso. Qui si continua a non capire una cippa di macroeconomica e di turbofinanza. Come minimo Prodi è un truffatore, come massimo è il principale colpevole di una situazione che non poteva che distruggerci.

leuciscus
No per favore…Prodi no! Ha distrutto tutto quel che ha toccato. Una specie di re Mida al contrario. La liquidazione dell’IRI, con tanto di svendita delle acciaierie ai tedeschi, il regalo Alfa Romeo alla Fiat, i trattati capestro europei e la rinuncia alla sovranità monetaria con il disastro dell’euro….Ma non vi ricordate niente?
E poi il resto della lista fa davvero piangere. Nessuno di questi per carità di Patria!
La Bonino?? Quella che odia i sindacati? Quella che dice: aboliamo sindacati e contratti di lavoro! mettiamo il lavoratore al tavolo col padrone e che decidano da soli le condizioni del lavoro!! Quella che viene invitata come ospite d’onore alle riunioni del Bilderberg? Quella che onora la casta e bastona i poveracci? Quella che odia i lavoratore e non vede l’ora di annullargli le ultime tutele!
Amato Presidente della Repubblica?? Quello in testa alla grande cricca internazionale??
il maggior consulente in Italia per la Deutsche Bank? Già consigliere economico e politico di Craxi (il nome è una garanzia). Quello che nel 1992 fece un decreto legge da 30.000 miliardi di lire in cui tra l’altro decise il prelievo forzoso e retroattivo del 6 per mille dai conti correnti bancari e varò una manovra finanziaria “lacrime e sangue” da 93.000 miliardi di lire (con tagli di spesa e aumento di tasse) per frenare l’ascesa del deficit pubblico, e la prima riforma delle pensioni. Quello che ordina a tutti i prefetti e sindaci italiani di non trascrivere i matrimoni gay celebrati all’estero, perché considerati contrari all’ordine pubblico. E che fu vicepresidente della Convenzione europea, chiamata a disegnare la nuova architettura istituzionale dell’UE così come oggi ci sta distruggendo. Quello che ci fece spendere 150 milioni per l’anniversario dell’unità d’Italia, e che ha una pensione mensile di 31.411€ lordi ed è stato implicato nelle inchieste giudiziarie relative a una tangente di 270 milioni di lire per la costruzione della pretura di Viareggio!
E’ stato proposto perfino Veltroni!!! Da non credere!! La nullità più annientata e annientante della partitocrazia italiana, il grande parolaio del far niente. Credevo proprio che non se ne sarebbe parlato mai più, anche per una forma di pudore.
Veltroni, il re del ‘manchismo”, Mistero Zelig, quello che avrebbe potuto dire: “Saremo comunisti ma anche fascisti, laici ma anche cattolici, buoni ma anche
cattivi, belli ma anche brutti, poveri ma anche ricchi.”
Uolter, l’unico essere al mondo capace di farci rimpiangere l’anarchia neolitica.
Vai che ci è andata bene che nella lista non c’era anche D’Alema!!
Se la scelta deve essere questa, sono anch’io del parere che è meglio sospendere Capo dello Stato e Governo e stare 532 giorni senza come il Belgio che in questo modo ha pure diminuito le spese pubbliche e rialzato il PIL.
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Piove sulla Liguria situazione di allarme

Ma Renzi non non doveva dare 2 miliardi?
No, poi erano stati ridotti a 12 milioni
Però si sono persi pure quelli
Pensare che basterebbero 400 miliardi per mettere in sicurezza l’intera Liguria!
Ma si è perso tempo a dare 6 miliardi ai due gestori ricchissimi delle autostrade
7 miliardi senza condizioni alle banche
83 miliardi alle partecipate
5 miliardi spariti dalle casse dello Stato per sperperi e cattiva amministrazione
200 miliardi sono spariti in 80 opere pubbliche iniziate e mai finite
91 miliardi in evasione fiscale mai riscossa
180 miliardi di fondi neri italiani in Svizzera mai tassati
250 miliardi di fondi neri italiani in Lussemburgo
E Renzi cosa fa? Aumenta le tasse e taglia i diritti ai lavoratori???? Piove, governo ladro.

Alberto
Molta gente non supera mai la prova mal costume.

ALBERTO
Guardate queste foto di Mister Bean e Renzi

Uno dei due parla bene inglese ed è ingegnere elettronico laureato a Oxford.
Purtroppo per noi è quello a sinistra.
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I soliti tagli alla scuola
Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate con l’ignoranza!
Renzi testimonial del nuovo corso:
“Se non riesci ad andare avanti, vai indietro! Qualcuno di certo se ne gioverà. Anche la cacca hai i suoi estimatori: le mosche”
Lo zuzzerellone di turno sta rottamando l’Italia al suon di lazzi e scherzi!
Ma ci sarà un inferno speciale anche per i dissennati???
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L’Italia è una repubblica parlamentare, ma il Parlamento italiano è esautorato, non serve più a nulla. Decide solo il governo con decreti legge imposti con la “fiducia”. Ieri è stata la 25esima sul decreto SfasciaItalia. 12 volte alla Camera e 13 al Senato, con una media di 3 fiducie al mese. Nessuno è riuscito, in così poco tempo, a fare di meglio: 27 voti di fiducia con il governo Prodi (dal 2006 al 2008 una media di 1,1 fiducie al mese), 53 con il governo Berlusconi (dal 2008 al 2011 con una media di 1,2 al mese), 51 con il Governo Monti (dal 2011 al 2013 con una media di 3 al mese), 10 con il Governo Letta (2013 – 2014 con una media di 0,9 al mese). Ieri ci sono state le prove generali di dittatura.

“Lo Sblocca Italia è un decreto omnibus (incostituzionale) sul quale è stata posta la 25esima fiducia (abuso che viola la Costituzione). Ci siamo opposti con i nostri interventi entrando nel merito dello scempio che faranno con lo “Sfascia Italia”, cementificazione del territorio, trivellazioni, inceneritori. Acqua Privatizzata, Trivellazioni, False Bonifiche, Malagestione del Territorio, Fonti Fossili, Grandi Opere Inutili e Azzardate
È vero ci siamo opposti con le mani sporche di petrolio ed alzandole in alto.
Li ho visti sfilare uno ad uno votando “si” a quel maledetto decreto, con gli occhi bassi e lo sguardo dimesso.
Solo qualcuno ha alzato gli occhi e mi ha rivolto parole del tipo:
“tu hai le mani sporche, io no!”
“fascista!”
“non sai cos’ è la democrazia”.
Alla fine il “prestanome” di Grasso, tale Calderoli, sì sempre lui, quello del Porcellum (incostituzionale), ha richiamato prima l’art. 289 del Codice penale con il quale si rischia una condanna fino a 10 anni e dopo ha deferito 9 di noi per i provvedimenti all’ufficio di presidenza!
Questi mezzi uomini e mezze donne presto dovranno spiegare a tutti i cittadini, ma anche ai loro parenti il loro “si”.
L’amarezza è tanta, ma vi assicuro che non molleremo di un millimetro.”

Vincenzo Santangelo, portavoce M5S al Senato
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CASO CUCCHI: NESSUN COLPEVOLE?
Da Amnesty:
Nonostante i numerosi impegni internazionali presi, in Italia manca ancora oggi il reato di tortura. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984, ratificata dal nostro paese nel 1988, prevede che ogni stato si adoperi per perseguire penalmente quegli atti di tortura delineati all’art. 1 della Convenzione stessa. Sono passati oltre 25 anni, ma in Italia il reato di tortura continua a essere un miraggio. A 13 anni dal G8 di Genova del 2001, molti dei responsabili di gravi violazioni dei diritti umani sono sfuggiti alla giustizia e in Italia mancano strumenti idonei per prevenire e punire efficacemente le violazioni. Nel frattempo, molti altri casi che chiamano in causa la responsabilità delle forze di polizia sono emersi e, purtroppo, continuano a emergere, senza che vi sia stata una risposta adeguata da parte delle istituzioni. Per fermare queste violazioni e a beneficio del ruolo centrale della polizia nella sua funzione di protezione dei cittadini, è urgente colmare le lacune esistenti al più presto. Dopo il fallito tentativo della XVI legislatura, è stata positiva la presentazione di nuovi disegni di legge, poi confluiti in un testo unificato, sul reato di tortura. La discussione al Senato, iniziata il 22 luglio 2013 in seno alla commissione Giustizia, si è conclusa con l’approvazione del testo unificato lo scorso 5 marzo, con voto quasi unanime.
Il testo, positivamente, introduce un reato specifico di tortura e non richiama (come in precedenza) il requisito della necessaria reiterazione degli atti di violenza o minaccia perché si possa parlare di tortura. Quanto invece alle criticità, il reato viene qualificato come comune e quindi imputabile a qualunque cittadino, anche se si prevede l’aggravante se commesso da pubblico ufficiale. Un’altra criticità consiste nella non perseguibilità delle condotte omissive. Inoltre, rispetto alla prima versione del disegno di legge, è stata purtroppo eliminata la parte dell’art. 5 che prevedeva l’istituzione di un fondo nazionale per le vittime della tortura.
È essenziale che il reato di tortura venga introdotto nel codice penale italiano quanto prima e nel massimo rispetto degli standard internazionali, garantendo in questo modo la copertura nazionale della violazione e contribuendo alla prevenzione della tortura e dei maltrattamenti.
Pertanto occorre approvare tempestivamente la legge che introduce il reato di tortura in Italia e che questa soddisfi tutti gli standard internazionali che il nostro paese si è più volte impegnato a osservare.

Federico Aldrovandi ucciso a botte da 4 poliziotti mentre tornava a casa
Riccardo Rasman, il giovane con problemi psichici immobilizzato, colpito e asfissiato da tre agenti, a casa sua
Paolo Scaroni , il tifoso che nel 2005 finì in coma per le manganellate della polizia allo stadio
Aldo Bianzino falegname che aveva in casa una piantina di mariuana, trovato morto in cella di isolamento con lesioni traumatiche: 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate.
Michele Ferrulli , il 51enne morto d’infarto mentre veniva arrestato
Luciano Isidro Diaz , fermato la notte del 5 aprile del 2009 mentre guidava troppo forte e reso vittima di lesioni così gravi da causargli la perforazione di un timpano e il distacco della retina
Franco Mastrogiovanni il maestro morto in un reparto psichiatrico dopo esser rimasto per ore legato a un letto senza cure né acqua
I loro corpi massacrati senza nessun colpevole punito mostrano cosa potrebbe succedere a ognuno di noi .
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Un video molto carino da far vedere ai bambini sulla potenza dell’immaginazione (spiegandoglielo magari)
I VERI AMICI

http://masadaweb.org

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