Nuovo Masada

ottobre 14, 2014

MASADA n° 1580 14-10-2014 – BUONA CATASTROFE!

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Blog di Viviana Vivarelli

Per la terza volta fango a Genova – Sprazzi di riflessione sulla manifestazione del M5S al Circo Massimo di Roma – Uscire dall’euro – L’Italia si è trasformata in un talk show permanente per distruggere informazione e pensiero – Articolo 18 – L’Angelino Severino – Ignoro, ergo riformo – Si eleggono consiglieri e presidenti delle Province. Ma non erano sparite?- Porcherie italiane: i vitalizi – Cresce la disoccupazione – TFR in busta paga

Scrive Pia
“…Questo mio paese popolato da eterni immaturi.
Un tempo in cui si può passare a una adultità pensosa e consapevole che comporterà passare a una cittadinanza civile o restare in una adultità da cretinetti.
Al momento stiamo dalla parte dei cretinetti.
Per fortuna l’onda della Vita non può andare solo verso l’alto o solo verso il basso. Che Dio ce la mandi buona!

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Zanasso

Na gavetta de granci giornalisti,
che rajeno carote a chi li paga;
‘na voja de fregasse che s’allaga;
ingiustizie e spettacoli mai visti,
deputati magnoni e pagnottisti,
fregnacce d’agguantasse co’ la draga,
ministri frammassoni e camorristi
che nun fan’altro che ngrossa la piaga.
Conocchie, preti, gente che s’addanna,
strozzini, tasse, giudici vennuti…
e in fonno er vaticano che comanna.
Er merito che mòre su la paja
e la grolia che ghigna a li cornuti:
ecco le condizioni de l’Itaja.

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Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima, è complice!
George Orwell

IL FANGO DI GENOVA
Sergio di Cori Modigliani

Nel bene e nel male Genova si deve sempre distinguere.
E’ la città di André e Don Gallo, ma anche dei peggiori amministratori d’Italia.
Si afferma in Europa come potenza economica e annuncia il varo della grande ipocrisia sulla quale viene fondato il capitalismo moderno. La Banca del Monte di Pietà oggi si chiama “Banca Carige” commissariata dal governo un anno fa, con il management direttivo denunciato per truffa, associazione a delinquere, falso in bilancio e riciclaggio.
Nel bene e nel male, la Liguria è sempre all’avanguardia.
E Genova vanta clamorosi record, in Europa imbattibili.
Genova è considerata in Europa la città con la più alta permeazione, all’interno del tessuto imprenditoriale, della ‘ndrangheta nel mondo.
L’alluvione di Genova e la morte del cinquantenne travolto dalla piena non è affatto una calamità naturale, tantomeno una sfortuna casuale, lo considero un vero e proprio omicidio annunciato. Ed è anche fuorviante –e dunque pericolosissimo- attaccare oggi le istituzioni e la magistratura sostenendo che i lavori di tenuta e salvaguardia del territorio idro-geologico non sono stati realizzati per colpa della burocrazia.
Chiunque sia stato a Genova anche per un pomeriggio e abbia parlato con i locali, sa che la città è stata costruita su un fiume sotterraneo, il Bisagno. Nel 2002, gli scienziati spiegarono che se non fossero intervenuti subito, si sarebbe corso il rischio di avere “un tragico allagamento di potenziali proporzioni catastrofiche” almeno una volta ogni 8 anni.
Il neo sindaco Doria, quindi, nel luglio del 2012, eletto a furor di popolo perché la Vincenzi era stata obbligata alle dimissioni, si mise all’opera per avviare i lavori.
E lì si manifesta l’altra faccia di Genova, quella dei grandi comitati di affari.
Il cosiddetto “ritardo per motivi burocratici nell’esecuzione dei lavori” è una storia oscura che, secondo me, questa volta non riguarda la lentezza burocratica, bensì la legalità. Infatti, dopo la precedente alluvione, si è sviluppata una reazione civile di indignazione e sdegno, e sono sorti almeno 30 diversi comitati civici (politicamente trasversali) intenzionati a monitorare l’attribuzione degli appalti.
Come italiano ed europeo, mi vergogno di avere gli angeli del fango: il genio civile avrebbe dovuto fare il loro lavoro e il governo avrebbe dovuto commissariare da anni la Regione per eccessiva presenza della criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale locale.
Provo per i genovesi una forte compassione umana, la stessa che mi muove sempre dinanzi a ogni disastro, quando si vedono persone per bene crollare nel disagio.
Ma devo anche dire che sono i votanti i primi responsabili di questo disastro.
Rimbocchiamoci le maniche e impariamo l’arte matura di prendercela con noi stessi.
Non lamentiamoci se poi gli investitori internazionali scappano via, se in Europa non vogliono trattare con noi sul pareggio di bilancio, se abbiamo perso ogni credibilità.

M5S AL CIRCO MASSIMO DI ROMA
Viviana Vivarelli

Il compito del M5S non è prendere il potere. Ma educare milioni di italiani a diventare cittadini sovrani e a governare se stessi. Finché questa rivoluzione culturale non avverrà, finché non passeremo a una reale democrazia voluta da noi stessi e resteremo nelle mani di una casta padrona, nessuno sviluppo per l’Italia sarà possibile
Non ci sono uomini della provvidenza o falsi salvatori.
Non c’è nessuno che possa dire: “O fare comandare me o non ci sarà nessuno”.
C’è solo la possibilità di educare un popolo, di aprirgli gli occhi alla verità, di farlo passare da succube a attivo, di fargli riprendere i suoi diritti e il suo futuro prima che delinquenti come Renzi glieli abbiamo distrutti del tutto.
Per questo, mentre i falsi politici creano sono calunniatori e faziosi, il M5S intende portare avanti un’opera di educazione alla libertà e solo a quel punto la funzione di promotori alla democrazia di Grillo e Casaleggio sarà terminata.
Noi non abbiamo bisogno di credere in un Grillo o in un Renzi, abbiamo bisogno di credere in noi stessi.
Nessuno ci salverà se non ci salveremo da soli!

USCIRE DALL’EURO
Viviana Vivarelli

Con le attuali regole euro l’Europa andrà sicuramente verso il tracollo.
E’ assolutamente improponibile il proseguimento della situazione attuale in cui le economie più deboli vengono sacrificata per far sopravvivere quelle più forti, nel caso specifico che si accetti ancora che Grecia, Italia e Spagna, e tra poco anche Francia servano solo da strame per i cavalli tedeschi
C’è una profonda ingiustizia nel sistema attuale che sarà anche peggio quando la Merkel sarò riuscita a affondare Draghi e a mettere al suo posto un banchiere tedesco della Bundesbank.
La situazione è insostenibile e ci sono popoli che stanno già pagando troppo il prezzo di questa struttura disumana e quando alla fine i popoli faranno sui governi le pressioni giuste la zona euro si spaccherà.
Ma non sarà un disastro come dicono gli sciocchi, sarà un bene per tanti. Ci sono precedenti storici che lo dicono e fare del terrorismo inutile è solo bieca disinformazione. Nella storia ci sono stati altri casi di unioni monetarie che si sono dissolte, ci sono stati problemi di passaggio che sono stati gestiti ma non è stata l’apocalisse (qui sembra di sentire la disinformazione che ci fu per l’Aviaria o il baco del millennio, favole metropolitane). Chiaro che ci deve essere una classe politica che si deve prendere le proprie responsabilità per gestire il passaggio e non certo come avvenne dalla lira all’euro ma senza euro non si potrà che andare avanti.

Intanto che la Bce intima a noi di aumentare le tasse e ci vieta di tornare alla lira, la Germania indisturbata emette moneta. Lo dice il Wall Street Journal: la Germania ha emesso 5 miliardi di bond (Schatz) al mirabile tasso dello 0%, ma emettere debito a tasso zero, equivale a “stampare moneta”! Com’è intelligente la Merkel ! A noi la “crisi recessiva ” e loro si mangiano “i crauti”! Così la Germania ridurrà il proprio debito e, di conseguenza, l’importo degli interessi passivi sullo stesso. Il che significa lasciare nelle tasche dei cittadini tedeschi una maggior quota di reddito disponibile con cui stimolare la domanda interna. Se continuerà a farlo, il suo debito si ridurrà dell’1,65% ogni anno!!
Non vi è ancora chiaro che l’Europa è solo una cricca di banche e non un’unione di stati?? E non lo vedete che i 16.000 miliardi che la Bce ha dato all’1% alle banche europee li ha presi dalle nostre tasche col solo scopo di arricchire le banche europee? E non è ancora abbastanza chiaro che quello che chiamiamo zona euro è sotto il tallone della banca tedesca? Noi Italiani siamo così stupidi che abbiamo messo uomini nostri ai vertici della Bce e dell’Ue per fare gli interessi della Germania!!
E Renzi fa un pochino il gradasso con noi ma poi si mette chinato davanti alla Merkel, che gli dice ‘bravo ragazzo’ e gli abbottona il cappottino come si fa coi bambini. Noi siamo diventati i servi della Germania. E dobbiamo pure continuare?! Ogni Paese europeo fa gli interessi suoi meno l’Italia che fa gli interessi della Germania.
Mentre la Merkel stampa debiti a interesse zero e dunque in pratica si stampa moneta, e mentre la Spagna ottiene di dilazionare la propria messa in regola, il governatore della Banca di Inghilterra ha comprato 600 miliardi di euro di titoli di stato a costo zero e praticamente ha fatto sparire il debito. Li terranno per anni nel bilancio della Bank of England e non costeranno più niente allo Stato. E’ il vantaggio di non appartenere alla zona euro.
E noi che facciamo? Aumentiamo ancora le tasse (già abbiamo cominciato con le bollette) perché ce lo ordina la Bce? Per fare gli interessi della Merkel?
In America la Fed per stimolare l’economia stampa moneta a ritmi vertiginosi, compra sul mercato titoli di stato da fondi, banche e investitori istituzionali, e così immette nell’economia americana 85 miliardi al mese (si pensi che noi invece come interesse sul debito paghiamo 90 miliardi l’anno).
Il Giappone per far riprendere l’economia e aumentare la liquidità attua una politica fiscale espansiva mirata a stimolare la crescita attraverso l’aumento della spesa pubblica. Poi una politica monetaria espansiva (quantitive easing). Infine un programma di riforme strutturali di lungo periodo che consenta un aumento degli investimenti del settore privato, maggiore concorrenza e un innalzamento del tasso di popolazione attiva. Parte dello stimolo fiscale servirà a promuovere la ricerca, lo sviluppo tecnologico e gli investimenti privati. Inoltre allarga il welfare per le famiglie e si spinge la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Infine, una parte di queste risorse verrà spesa nella creazione di nuove infrastrutture e in altre opere pubbliche.
Cosa fa Renzi invece? Non riduce gli sprechi, aumenta il debito, facilita i licenziamenti, abolisce i diritti del lavoro, ignora i guasti del territorio, è latitante in opere pubbliche e non paga i propri debiti con le imprese, e, in questa assenza di interventi utili, intontisce i cittadini con spot di basso livello.
Davvero grandissima intelligenza!!
Finché staremo sotto il giogo dell’impero delle banche europee guidate dagli interessi tedeschi, nel capestro di questa infernale zona euro, non faremo che cadere sempre più in basso, ma Renzi non sembra avere in mente altro che favorire il grande capitale, di cui è il servo sciocco, sacrificando l’Italia, di cui non gli importa un fico. Abbiamo visto chiaramente che fine hanno fatto i 300 miliardi che Junker aveva promesso per la ripresa e che fine stanno facendo i vaghissimi appelli di Draghi all’occupazione. La realtà è che sia nella politica di Renzi che nei messaggi della Bce, tutto quello che è a favore dei cittadini viene dimenticato e tutto quello che porta soldi e potere alla cricca finanziaria viene puntualmente applicato. Del resto il Fm è stato istituito proprio per questo e dei valori della democrazia proprio se ne sbatte. I parametri dei trattati europei solo a questo scopo sono stati congegnati: arricchire i più ricchi e rinforzare gli Stati più forti, ed essi non sono che la codificazione scritta di una legge della giungla in cui noi stiamo dalla parte dei perdenti. Proprio per succhiarci il sangue fino all’ultimo è stata creata la dominazione dei bankster, i banchieri gangster, che sono i vampiri del nostro tempo, un gruppo sempre più autoreferenziato e fine a se stesso che sta portando all’estremo limite di bassezza la cosiddetta civilizzazione occidentale.
Finché non usciremo alla zona euro e non riusciremo a premere, assieme ai popoli compagni di sventura, contro il predominio della Bundesbank e della finanza vampirica non avremo davanti che una progressiva riduzione in schiavitù con relativa perdita di tutti i beni e di tutti i diritti.
Non è abbastanza chiaro che l’austerity di questa zona euro ci porta solo a progressiva rovina?
Come si può pensare di far risollevare un popolo stremato quando non si fa nulla per ridurre le spese folli e o abolire il marcio in politica, quando addirittura si entra, quasi senza decisione parlamentare, nella terza guerra mondiale e quando, ‘senza se e senza ma’, si mette in Costituzione come tanti mongoli acefali quel vincolo al pareggio del bilancio che immediatamente ci impedisce di investire (e siamo gli unici stupidi che in Europa lo hanno fatto, grazie a Berlusconi e a Bersani!!) e addirittura ci vieta di intervenire in caso di cataclisma, quando si accettano supinamente e stupidamente tutti i diktat della Merkel, quando si distrugge il lavoro in ogni modo possibile, nella pratica e nei diritto, quando si fanno aumentare i disoccupati di mille al giorno, non si puniscono i ladri, si premiano gli evasori, si riconfermano al potere gli indegni, si mettono in finanziaria 45 miliardi in armi e solo 2 per la tutela del territorio, si smantella lo stato sociale, si parla solo di privatizzazioni, si distruggono progressivamente i baluardi democratici??
Eravamo la quinta potenza industriale del mondo e ora, con questa classe parassitaria e iniqua, stiamo diventando un cumulo di macerie.
Avevamo la costituzione più bella del mondo e ora la stanno scassando sotto i colpi concentrati di guastatori a servizio dell’ultradestra per un regime dispotico senza i contrappesi democratici dove il potere sia concentrato su una persona sola mentre le cariche sono date solo a ‘nominati’.
Siamo un Paese che regala 6 miliardi ai Benetton e 7 miliardi alle banche ma ‘dimentica’ i guasti del territorio e alle prime piogge viene sotterrato dall’acqua e dal fango.
Un Paese che non solo ignora la ricerca ma lascia cadere a pezzi le proprie scuole.
Un paese dove il premier lascia intoccati e intoccabili i grandi capitali ma pensa limare le pensioni al minimo e intende abolire del tutto le pensioni sociali e lo stesso stato sociale e già parla di annullare le pensioni alle vedove.
Un Paese che fa ministro dello Sviluppo Economico la Guidi che è una delle prime delocalizzatrici d’Italia. Forse che lo Sviluppo lo vogliamo delocalizzare all’estero?
Un Paese che alle Finanze ci mette per imposizione di Napolitano quel Padoan, servo del Fondo Monetario e succedaneo di Monti, per piegarci meglio ai suoi diktat ultraliberisti, già abbondantemente dimostrati fallimentari.
Un Paese che al lavoro ci mette uno come Poletti, capo delle COOP e dunque in pieno conflitto di interessi.
A Milano quelli della Troika (Fondo Monetario, Bce, Commissione europea) sono stati più vergognosi del solito e, seguendo l’usanza del Bilderberg, hanno fatto la loro riunione di corvi del malaugurio nello Stato che hanno deciso di abbattere. Dopo Atene e Madrid la scelta di Milano ci dice qual’è oggi il paese da massacrare.
Ma il peggiore è stato Draghi che prima ci distrugge predicando l’austerity, benedicendo le tasse esose e i licenziamenti a grappolo, il fiscal compact in Costituzione che ci impedisce ogni sviluppo, il fisco iniquo, la svendita di beni e diritti, poi, quando la Merkel gli fa le scarpe e gli fa capire che ormai è detronizzato e sarà sostituito da un banchiere tedesco, diventa di colpo keynesiano, nel modo più falso e ipocrita mai visto e comincia a parlare di investimenti, difesa dei lavoratori, di moderazione fiscale!? Diciamolo che ormai Draghi è bruciato. Ha rovinato l’economia della zona euro con le sue politiche solo a favore delle banche, ha depresso l’Europa e l’ha spinta alla deflazione, ha permesso la distruzione di diritti e tutele. E ora l’ipocrita se ne viene a dire che “I governi devono agire con forza per incoraggiare gli investimenti, includendo garanzie di Stato per le Piccole Medie Imprese!? Che: devono spendere soldi di Stato (col fiscal compact??), che le politiche monetarie non bastano e che ne occorrono di strutturali (e quando mai?), che la Bce non può far tutto lei (e come mai allora ha agito per anni come un potere sovrano?), che occorre che lo stato spenda per la ripresa come aveva fatto Rooswelt! (ma se l’austerity è esattamente ‘il contrario’ del new deal!!).
Ma com’è possibile continuare a difendere le regole dell’euro dopo gli enormi guasti che hanno provocato? Siamo ciechi o sordi o privi di cervello?
E come si può sopportare media che privilegiano solo le battutine abbastanza insulse di Renzi o le sue reiterate spacconate ma si guardano bene dall’informare sulla tragedia economica e civile che incombe sulle nostre teste? E come si può credere ancora alle previsioni economiche di un Padoan dopo che TUTTE le pompose e menzognere previsioni dei nostri ministri della Finanze sono state ridicolizzate dai fatti? Ma davvero qualcuno può pensare che quando Renzi avrà ubbidito come uno zombi all’ennesimo diktat della Troika e avrà svenduto altri beni pubblici, privatizzato altre funzioni di stato, distrutte altre parti di sovranità aumentato le tasse, depenalizzato reati finanziari, tagliato lo stato sociale… allora le cose per l’Italia andranno meglio??? Ma nemmeno in un manicomio si potrebbe credere balle simili!
Mi chiedo come sia possibile non vedere che questo euro che alcuni difendono ancora con la protervia dei mentecatti ci sta portando al 3° mondo. Cos’è? Una divinità? Un totem? Dove sta la razionalità della gente? Non si accorgono di come le regole dell’euro ci hanno rovinati? Hanno avuto il lavaggio del cervello? Lo capiscono quello che dicono o sono diventati degli zombi programmati che agiscono con automatismi ormai non più umani? Non lo sanno che quella Germania che a noi comanda una agonia inevitabile, prontamente votata da quei servi del Pd e del Pdl, se n’è bellamente fregata delle regole rigide che impone a noi? E che a noi è vietato sforare il 3% o ci arrivano multe di decine di miliardi, ma la Merkel quel vincolo lo ha sforato eccome, eccedendo la soglia del 6% ogni anno a partire dal 2007 e ignorando ogni raccomandazione a ridurlo per stimolare la domanda interna? La Germania ha voluto il fallimento della Grecia, della Spagna e dell’Italia per svilupparsi lei sola senza concorrenti e anzi obbligando questi Paesi a comprare i suoi prodotti (si pensi solo ai 7 miliardi di armi tedesche che la poverissima Grecia ha dovuto acquistare sotto la minaccia della Bce di non comprare più i suoi titoli di Stato).
Mors tua, vita mea. Ma la beffa è che dobbiamo vedere i nostri politici parteggiare per il piano della Germania, quella stessa che ha ordinato alla Bce di non aiutare i paesi in difficoltà e che volutamente e intenzionalmente rovinato la Grecia. Siamo arrivati al punto che quando Draghi emetterà a ottobre per le banche un’altra quantità di LTRO per 1000 miliardi di euro (al tasso di interesse dell’1%), la Germania ‘si è lamentata’ che non andranno “solo “ alle banche tedesche, ma anche alle banche private degli altri Paesi Ue!!!
E quando il piano della Merkel di mettere un banchiere tedesco al posto di Draghi sarà compiuto, sarà anche peggio! Draghi lo manderanno da noi come Presidente della Repubblica! E i nostri media demenziali applaudiranno!!!
Così le imprese italiane costrette a vendersi sotto il peso della crisi vengono comprate dalla Germania. E la nostra cricca politica acconsente, complice del grande capitalismo che la dirige come una truppa di stipendiati. Prima la Germania spinge per il credit crunch, poi sono le imprese tedesche ad avvantaggiarsene o con l’acquisto dei mercato o con l’uscita dal mercato per fallimento delle stesse imprese.
Come ha riportato il Financial Times , “sono ben 23 le Pmi italiane passate in mani tedesche nel 2013, dopo le 20 acquisizioni registrate nel 2012 “. E quasi sempre si tratta di gioiellini con conseguente perdita di posti di lavoro in Italia e l’addio definitivo a pezzi strategici della struttura industriale italiana. Con pesanti conseguenze, nel lungo termine, per il nostro Paese”. E continuiamo così! A distruggere l’Italia! A favorire le banche o la Germania! A scrivere stupidaggini sull’euro! A difenderlo come un feticcio! A non capire niente della situazione! A ignorate ogni termine minimo di economia e a strillare malgrado questo come gradassi!!

Moreno Giacobazzi
Siamo un paese economicamente morto, con livelli di corruzione indescrivibile, con il territorio massacrato, un patrimonio culturale enorme tenuto come una discarica, intere regioni in mano alle mafie… Renzi si presenta con un governo di incompetenti che hanno solo il merito di leccargli il culo, si inventa una balla al giorno e la spara sempre più grossa per far dimenticare quella del giorno prima… e la stampa gli regge ancora il gioco, a parte i soliti 44 gatti. Tenuto conto che il popolo italiano è composto in gran parte da analfabeti di ritorno, sostanzialmente incapaci di valutare l’interesse collettivo pur di salvare l’illusione dell’interesse privato (e se lo stanno prendendo in quel posto ampiamente anche sul lato privato, vista la situazione generale) sarebbe cosa bella, un atto di testimonianza almeno, sentire voci forti e chiare che dichiarino il gioco delle tre carte per quello che è… E’ un gioco in cui perdi sempre ed in cui vince sempre solo quello che le carte le manovra ed i suoi compari, con buona pace di un paese che va sempre più in malora.

DI BATTISTA da Mentana:

“Noi siamo qualcosa di nuovo. Quando vedi la mafia in parlamento sei costretto a reagire forte. La mafia si è trasformata, la mafia è il compromesso. La politica che è la più alta attività che si piega al compromesso. La mafia è Civati che è costretto a restare in un partito in cui ha pagato 35mila euro per stare in Parlamento. La mafia è Cuperlo che ha buone idee e cita Berlinguer, ma per stare sulla poltrona accetta le porcate perché glielo chiede il partito. La mafia è il compromesso, non è più la lupara bianca. La mafia è una organizzazione che delinque, dove anche i migliori si sono collusi col malaffare. Speranza doveva presentare un emendamento condivisibile ma l’ha cambiato perché un lobbista gli ha chiesto di curare i suoi interessi privati. Lo stesso è avvenuto per la legge salva-Ilva ecc. Il sistema cura solo interessi privati. Noi come cittadini eravamo separati dalle istituzioni, la nostra voce non arrivava. Ora noi siamo qui e portiamo la voce dei cittadini. Questo è un parlamento incostituzionale eletto con una legge incostituzionale che ha dato un premio di maggioranza enorme. Ho usato termini forti ma a volte sono necessari. Se ho citato Cuperlo e Civati parlando della “mafia del compromesso” è proprio perché ritengo che loro e pochi altri abbiano l’intelligenza e le capacità di affrancarsi, una volta per tutte, da un partito che si chiama democratico ma che fa una legge elettorale (già morta e sepolta) soltanto per danneggiare noi. Se ho citato loro due (e non i D’Alema, i Fassino o i Chiamparino) è perché penso che abbiano ancora qualche speranza per “salvarsi” dal disastro del loro partito. Basta dimettersi dal PD!. Per noi il compromesso, nello stato attuale della Repubblica italiana, è mafia. Chi non lo comprende, “anche se si ritiene assolto, è coinvolto”.

ECCESSO DI TALK SHOW
Viviana Vivarelli

L’Italia si è trasformata in un talk show permanente e più i parolai confondono il loro pubblico con parole false e passeggere, più la conoscenza degli Italiani di quello che succede scende. Questa non è informazione. E’ ossessione. Plagio mentale. Chiacchiericcio inconcludente.
Basta talk show! La televisione non sa dare altro. Nessun Paese al mondo ha un martellamento così noioso e implacabile come l’Italia. E nessuno ha politici come Gasparri o la Santanché o Renzi che passano la vita negli studi televisivi invece che sul lavoro. E’ un vero lavaggio del cervello: Coffe Break, Agorà, L’Aria che tira, La Vita in diretta, l’Arena di Massimo Giletti, In ½ ora dell’Annunziata, 8 e 1/2 della Gruber (o di Floris), Diciannoveequaranta, Di Martedì, Ballarò, La Gabbia, Servizio Pubblico, Vespa, Matrix, Virus, Tg3 Linea notte ecc
Dice il senatore 5stelle Airola:
“I talk sono tanti perché questo sistema politico e governativo si regge grazie alle insignificanti chiacchiere che oramai saturano l’etere televisivo senza mai chiarire al cittadino i veri problemi da affrontare e le soluzioni proposte. In gergo si chiama ‘rumore’: una miriade di parole e a volte schiamazzi che si sovrappongono, che non sono dibattito politico ma show, finalizzato a creare ancora più confusione sui temi e scatenare un tifo da stadio tra i ‘contendenti. “Andarci significa dargli audience, forza e collaborare alla disinformazione. Troppi talk show da mattina a sera “ingorgano” i palinsesti televisivi. Per contrastare veramente la disinformazione bisogna fare i conti con 12 ore di palinsesto per almeno 7 canali. Gli elettori che ci chiedono di andare di più in tv si rendono conto che dovremmo passare la vita lavorativa in Tv invece di provare a bloccare in Aula e in Commissione al Parlamento le porcate che producono le larghe intese. E’ per questo che ci avete eletto?”.
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Possiamo citare Orwell: “Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni. ”In ‘1984’ la popolazione è divisa tra il Partito Interno (2%) che comanda, il Partito Esterno addetto ai servizi (13%) e il prolet (85%) privo di qualsiasi potere. In Italia mille persone comandano, un milione e duecentomila politici sono clientes, e 60 milioni di persone sono prive di qualsiasi potere. Di queste il 50% ha persino smesso di votare.
La teoria politica si occupa solo del condizionamento dei membri del Partito Esterno. Essi si vestono allo stesso modo, hanno lo stesso comportamento, sono portatori dello stesso pensiero, agiscono come una sola persona, dicono le stesse frasi, usano lo stesso linguaggio. La televisione è imperante per far avanzare la massificazione. I servi sono un Moloch solo apparentemente molteplice, ma sostanzialmente unitario perché strumentale a un solo individuo, o al potere che sta dietro di lui e si serve di lui come icona mediatica (uno o due poi poca differenza fa rispetto a una democrazia).
La democrazia dal basso è la realizzazione umana più difficile e rischiosa che ci sia, mentre la spinta tendenziale delle società sembra essere verso l’accentramento del potere in mano a pochi capi-branco che annientano la volontà di tutti gli altri, per massimizzare la propria.
Orwell ci mostra che ciò che può accadere più facilmente è che poche persone concentrino il potere su di sé, in un accumulo gigantesco e iniquo, creando strumenti che impediscono di fatto ogni ulteriore rivoluzione dal basso, bloccando l’evoluzione di ogni politica, impedendo persino la formazione di un pensiero e contrastando in ogni modo l’esistenza di una democrazia.
La prima via per combattere l’assolutismo è la libertà di pensiero. Poiché la libertà umana passa attraverso i contenuti mentali, e questi si costruiscono attraverso le parole, le frasi e gli slogan, il primo strumento di un potere assolutistico sarà l’annientamento dalla libertà di pensiero, attraverso il condizionamento mentale di ognuno, così da destrutturare ogni idea autonoma e rendere impossibile ogni critica e dunque ogni opposizione.
Il potere, dunque, comincerà il suo lavoro di annichilimento della volontà partendo dalla destrutturazione delle parole. I segni semantici vengono staccati dal loro significato finché non arrivano a indicare cose opposte. “Se vuoi la pace fai la guerra” “Per difendere il lavoro occorre smantellare i diritti del lavoro”. “Precarizziamo e licenziamo senza giusta causa per aumentare i lavoratori”. Più l’imperativo è assurdo e paradossale, più i cervelli addormentati ne saranno plagiati. Il caos dei significati si tramuterà istantaneamente in caos morale, caos di coscienza. Il Partito totalitario, dunque, deve inventare e imporre un pensiero omologato fatto di parole omologate e di coppie paradossali, una neolingua, che fissi una ideologia uguale per tutti, per un controllo assoluto di mente e volontà e una destrutturazione del linguaggio e dunque del pensiero ideale e materiale.
Il Potere non disancora il suddito solo dalle ragioni e dai valori del passato, lo isola anche dalla possibile prospettiva di un futuro in base a cui possa criticare il Potere
Nel perfetto stato totalitario il Potere è la Persona, rappresentato da un protagonista apparente e vistoso,grezzo e semplicistico, vicino al livello minimo di ognuno e nello stesso tempo virtuale, costruito a tavolino,ripetuto sui manifesti,martellato dalla tv, un attore pervasivo e esaustivo, il grande venditore. Il Potere ricrea la sua storia, reinventa la sua personalità, impone la sua presenza. I media partecipano alla grande ipnosi. Tutto ciò che accade di buono è riferito a lui. Tutto ciò che è giudicato male è contro di lui.Qualunque verità e qualunque bene partono da lui. E’ l’Uomo della Provvidenza.Il factotum universale. Lui farà tutto. Lui promette tutto. Spaccia una promessa al giorno.Crea una realtà virtuale dove l’uomo comune si perde, confondendo promesse e verità,lo cala in una realtà affettiva, illusoria, fabulistica.
E’ un archetipo e dunque non è suscettibile di valutazione e controllo, perché agisce ai primordi della psiche, nell’irrazionalità totale. È la forma che il Potere ha scelto per mostrarsi al mondo. Nella realtà è un attore che dà veste visibile al Potere, un venditore abile, un propagandistica,spacciatore di illusioni, un elemento rappresentativo virtuale che recita una parte, costruita dal Potere invisibile, che ognuno crede di sapere cosa sia mentre il Partito invisibile nessuno sa più cos’è, perché ognuno è fagocitato dalla sua immagine esterna: quella del Grande Capo. Questa immagine personale e personalizzata serve a sostanziare come una calamita emozionale ogni relazione e ogni istinto, è una immagine mitica, onnipotente, infallibile, viscerale, che attrae ogni sentimento e annulla ogni pensiero critico,come se esistesse lui solo e non l’organizzazione che gli sta dietro e come se dopo di lui non potesse esserci nulla
La realtà e la verità sono ciò che l’uomo del Potere dice, e le sue parole vengono continuamente riadattate per aggiornare i fatti, in modo che nessuno confronti mai ciò che viene detto oggi a ciò che è stato detto ieri, nell’annullamento totale della storia o della realtà tangibile.
“ …Tutto svanisce in una nebbia. Il passato era cancellato, la cancellatura era stata dimenticata, e la menzogna era diventata verità». In quella costruzione virtuale l’uomo comune sparisce. Il sogno divora il dormiente che rischia di non svegliarsi mai più.”

Anthony
La politica ormai è preda del superficiale o del virtuale, intrappolata com’è tra selfie, tweet e dichiarazioni preconfezionate e studiate a tavolino; teniamo conto che questi giovani rottamatori si sono formati alla scuola berlusconiana e di conseguenza non si fanno scrupoli nel mettere in scena l’ennesimo Truman Show in salsa tricolore ai danni dei cittadini, il che è davvero paradossale!
Dico questo, perché nonostante il paese sia andato incontro negli ultimi decenni ad una crisi di proporzioni immani (di tipo istituzionale, morale, civile, economico e così via) a causa dell’operato malsano di una classe dirigente tra le più corrotte ed inefficienti del mondo e benché tutto questo sia stato possibile tra le altre cose anche grazie ad un uso criminale che i partiti hanno fatto dei media, questi giovani di belle speranze e pieni di energie che ora stanno al governo, anziché scardinare il sistema e rimettere le cose al loro posto si sono adeguati perfettamente alla situazione del momento ed anzi, hanno dimostrato di saper e voler usare come e più dei loro predecessori l’arma del potere per manipolare le menti dei cittadini.
.
Claudio manda:
Dichiarazione dei redditi:
Alla domanda: “Avete persone a vostro carico?” un cittadino ha riposto:
2,1 milioni di immigrati illegali
4,4 milioni di disoccupati
90.000 criminali in 90 prigioni
650 cretini in parlamento
più quelli della Comunità europea.
Gli è stata restituita la dichiarazione dicendo che era inaccettabile
Il cittadino ha chiesto: “Perché? Ho dimenticato qualcuno?”
..
Forse si è dimenticato di aggiungere i 3,5 milioni di dipendenti pubblici, e i fancazzisti, in parlamento sono un migliaio e non sono cretini (i cretini sono gli elettori che li votano), poi i disoccupati andrebbero scorporati, gli unici che pesano sono quelli protetti dai sindacati, i precari non li caga nessuno.

Truffato
Non c’è dubbio che la new economy ci sta portando verso un mondo fatto di schiavi senza diritti e di oligarchi con poteri illimitati. Purtroppo fino a quando avremo leader e politici eletti solo dalle multinazionali e dalle banche centrali, saremo totalmente indifesi civilmente e giuridicamente. Non è un caso che le prime riforme poste in essere da questo governo di miserabili sono tutte tese e coese alla smaterializzazione dello stato di diritto, dopodiché sarà un gioco da ragazzi per questi pidocchi fare e disfare tutte le riforme che vogliono.

INNOVAZIONE E REAZIONE
Desmond

Innovazione non è ritorno al passato. Quella si chiama reazione. E reazione è la dittatura renzista, perché è appunto una dittatura, cioè l’accentramento dei poteri dello stato nelle mani dell’esecutivo con la subordinazione del parlamento e della magistratura all’esecutivo e la volontà del capo come fonte primaria del diritto. Il regime renziano riproduce in tutto i modelli antiparlamentari e autoritari degli anni ‘20 e ‘30, il linguaggio renziano riproduce il linguaggio irridente del fascismo verso lo stesso tipo di oppositori, il modello sociale del renzismo, come quelli del berlusconismo, ripropongono il paradigma preliberale e fascista del privilegio in opposizione al paradigma democratico e liberale dei diritti. Si tratta di reazione, spietata e brutale. Questo è il termine che definisce correttamente il renzismo. Sabina Guzzanti denunciò la perdita di significato delle parole, anzi l’orwelliano ribaltamento del loro significato. Il termine “innovazione” usato dai renzisti è appunto un esempio di ribaltamento orwelliano: “Guerra è Pace”, “Bene è male” e “Reazione è innovazione”. Per difendere la verità prima di tutto occorre difendere il significato delle parole: il renzismo, espressione più violenta del berlusconismo, è Reazione, il contrario dell’Innovazione.
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Ivo Serenthà
Tutte le conquiste sociali e sindacali se ne stanno andando via via a ramengo, è questo il disegno che hanno in mente, strappate nei decenni suon di vertenze e di scioperi, non è nient’altro che la vendetta del capitalismo tramite la globalizzazione, si sta andando sempre di più verso il lavoro per un tozzo di pane, con pochi ricchi e una forbice sociale insostenibile.
E si lamentano pure che i consumi vanno al ribasso, oltre la globalizzazione evidentemente è subentrata anche una vasta idiozia.

L’ANGELINO SEVERINO
MARCO TRAVAGLIO

Il 1° agosto 2013 Silvio B. viene condannato in Cassazione a 4 anni di reclusione per frode fiscale, dunque deve decadere immediatamente da senatore in base alla legge Severino da lui stesso votata. Angelino Alfano, vicepremier e ministro dell’Interno del governo Letta nonché segretario Pdl commenta: “Tutto il Pdl è forte e unito attorno al suo leader Silvio Berlusconi. È interesse della democrazia che una parte importante del popolo italiano non venga privata della sua leadership, visto che Berlusconi è il leader più votato di questi ultimi venti anni”. Il 20 agosto Alfano si reca in pellegrinaggio ad Arcore a prendere ordini dal pregiudicato. Il 21 incontra il premier Letta e gli chiede di “farsi carico dell’agibilità politica di Berlusconi”. Poi vola al Meeting di Rimini: “Noi chiediamo che il Pd rifletta, astraendosi dalla storica inimicizia di questi vent’anni, sulla opportunità di votare no alla decadenza di Berlusconi” perché “l’esempio di Cristo testimonia l’esigenza di un giusto processo e la pericolosità di certe giurie popolari”. Il 24 si tiene ad Arcore il Gran Consiglio del Pdl. Alla fine B. ordina ad Alfano di leggere la seguente nota, e lui esegue: “La decadenza di Berlusconi da senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile. Ci appelliamo alle massime istituzioni della Repubblica sulla questione democratica che dev’essere affrontata per garantire il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale dei milioni di elettori che hanno scelto Berlusconi. In base a precisi riferimenti giuridici chiediamo al Pd una parola chiara sul principio della non retroattività della legge Severino”. Il 24 settembre Alfano incontra Napolitano e gli chiede di graziare B. Il 27, Consiglio dei ministri sull’aumento dell’Iva: tutto bloccato da una rissa tra Franceschini (“Volete solo salvare Berlusconi”) e Alfano (“Siete voi col vostro anti-berlusconismo a cacciare il governo nei guai”). Il 28 settembre B. ordina le dimissioni dei suoi cinque ministri, che obbediscono all’istante, compreso Alfano. Il 29 Alfano, con Quagliariello, Lorenzin e Lupi, si dissocia da se stesso: “Basta estremismi, difendiamo il governo. Siamo diversamente berlusconiani”. Il 30 ottobre, a tre mesi dalla condanna, B. è ancora senatore. Ma il Senato decide che voterà sulla decadenza a scrutinio palese. Per Alfano è “un sopruso”. Il 15 novembre Alfano lascia il Pdl e fonda l’Ncd, ma avverte: “Continueremo a difendere Berlusconi dal governo”. E chiede di rinviare il voto sulla decadenza di B. a gennaio. Il 27 novembre il Senato approva la decadenza di B. Tutto l’Ncd vota contro. Alfano comunica: “Oggi è una brutta giornata per il Parlamento e l’Italia. Rivendichiamo con forza la storia di questi 20 anni. Ho sentito Berlusconi per dirgli che avremmo dato battaglia contro un cosa profondamente ingiusta”.
Ieri Alfano, ministro dell’Interno del governo Renzi, ha annunciato alla Camera che il prefetto di Napoli, suo sottoposto, avrebbe sospeso subitissimo, prima che Napolitano arrivi in città, il sindaco Luigi De Magistris, condannato in primo grado (non in Cassazione) a 15 mesi con pena sospesa (non a 4 anni senza condizionale) per abuso d’ufficio sui tabulati non autorizzati di 8 parlamentari (non per una monumentale frode fiscale). Alfano avrebbe potuto attingere al suo repertorio e dire, in coerenza con se stesso, che De Magistris è il sindaco di Napoli più votato degli ultimi vent’anni, dunque gli va garantita l’agibilità politica; e poi la legge Severino non può essere applicata retroattivamente a fatti commessi nel 2007, cioè prima che venisse approvata nel 2012; e comunque la condanna è solo in primo grado e c’è la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva; e basta con l’uso politico della giustizia di chi vuole liquidare un avversario per via giudiziaria. Invece ha detto – a sua insaputa, s’intende – l’unica cosa giusta della sua inutile carriera: De Magistris va sospeso in base alla legge Severino, e subito. Non dopo 4 mesi: dopo 7 giorni. E alla fine non è neppure arrossito. La sua vergogna è emigrata un anno e mezzo fa in Kazakistan insieme al suo cervello, senza più dare notizie di sé.

ARTICOLO 18

L’articolo 18 che Renzi vuole abolire impedisce, al momento, il licenziamento senza giusta causa.
“La scarsa produttività come giusta causa è sempre stata considerata causa largamente sufficiente per un licenziamento e ovviamente è consentita dall’art. 18. Non si conoscono applicazioni dell’art. 18 che in quel caso abbiano impedito il licenziamento.”
Sui circa 3.300.000 lavoratori con contratti diversi da quello a tempo indeterminato (comprese le finte partite IVA – dati al 1.1.2011 Elaborazione Ufficio Studi CGIAA su dati Istat), più di un milione, oltre il 34 % dei “non garantiti”, lavorano, paradossalmente, nel settore pubblico..
Quando si parla di licenziamenti è difficile fare confronti con la Germania.
Intanto in Germania i sindacati vanno d’accordo e non ci sono come qua due sindacati filogovernativi come Cisl e Uil. Poi in Germania licenziare è difficile e, nonostante ciò, la disoccupazione è ai minimi termini (al 5 %) ed è persino diminuita durante la crisi. Però si deve anche dire che ci sono 7.5 milioni di tedeschi con stipendi da 400 euro. E nemmeno questo basta, perché ci sono tutele pubbliche, reddito minimo garantito, abitazione, bollette ecc. che in Italia non sappiamo nemmeno cosa siano.
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Il Pd dice di aver preso il 40,8%.
Non specifica che è il 23% degli elettori.
I disoccupati giovani sono il 44,4%.
A tutti gli effetti: il primo partito d’Italia e il doppio dei renziani.

Desmond
Quando c’è un sistema di potere fondato sul saccheggio, o questo viene rovesciato da chi ne è danneggiato allargando la sua base sociale e riducendo i margini di indipendenza del potere esecutivo, o chi ne conquista i vertici lo perpetua a proprio vantaggio aumentando i poteri dell’esecutivo e riducendo la rappresentanza della società, escludendo in particolare i settori meno ricchi di essa .
E’ esattamente il copione del renzismo. i “giovani” renzisti, sostituitisi ai vecchi berlusconisti, ne perpetuano le stesse politiche di corruzione a proprio vantaggio riducendo il pluralismo e accentrando ancora di più il potere nelle mani del governo

IGNORO ERGO RIFORMO
MARCO TRAVAGLIO

Alla fine di una giornata di fortissime tensioni Matteo Renzi incassa uno scontato sì alla sua relazione. A spaccarsi è la minoranza del partito. La Direzione del Pd ha infatti approvato la relazione del segretario Matteo Renzi con 130 sì, 20 no e 11 astensioni.
Un voto, quello arrivato poco dopo le 22, al termine di una giornata tesa, contraddistinta dai durissimi attacchi al premier da parte di Massimo D’Alema prima e Pier Luigi Bersani poi.
Quest’ultimo, in particolare, ha di fatto accusato Renzi di utilizzare il “metodo Boffo” contro la minoranza.
Fino all’ultimo si è lavorato a una mediazione per ottenere un voto condiviso. Missione fallita poco dopo le 21:30. Quando Renzi è tornato a parlare per concludere la giornata ha potuto solo prendere atto della divisione e nel rivolgersi al partito ha chiesto di votare uniti in Parlamento.
Lo scontro si è consumato come da previsione sull’articolo 18. A poco è servito il tentativo di Renzi di avere sul tema un approccio più morbido. Il premier si è detto disponibile a trattare con i sindacati, salvo poi ricordare nel discorso conclusivo le “responsabilità drammatiche” degli stessi sindacati colpevoli di aver rappresentato, in questi anni, “una sola parte dei lavoratori”.
“Non possiamo non dire che la riforma del mercato del lavoro non può essere rappresentata in modo macchiettistico”, ha aggiunto Renzi concludendo la direzione Pd. “E’ imbarazzante parlare con chi vuole investire in Italia e non dire: ti do la certezza di quanto spendi. L’imprenditore deve essere messo nella condizione di provarci, tentare, ma nel momento in cui non ce la fa, non possiamo dirgli ‘non puoi farlo’”. “Il punto centrale non è solo cambiare l’art.18 ma avere un’idea vincente di futuro”.
Quanto a Bersani che aveva parlato di “metodo Boffo”, Renzi ha scelto di rispondere con una battuta: “Posso aver usato un metodo buffo, ma Boffo proprio no”.

Desmond
E’ da molto tempo che si ingrossa la platea dei delusi in cerca di rappresentanza. Occorre ricordare che persino lo strombazzato trionfo renziano delle elezioni europee non è stato in realtà altro che un’ulteriore diminuzione dei voti del PD: un partito che quando era nato rappresentava ancora quasi 1/3 degli elettori con il “trionfo” delle europee è sceso in realtà a meno di 1/4.
Paradossalmente è proprio la riduzione della platea elettorale che costituisce la forza di Renzi: un regime dittatoriale vive del consenso di una minoranza attiva che costituisce la maggioranza relativa, mentre la maggioranza assoluta della società diventa ininfluente perché priva di canali di rappresentanza politica.
Infatti Renzi opera per impedire l’emergere di soggetti politici alternativi e isolare in un limbo quelli già esistenti come il M5S. Ma, finché quest’ultimo non si aprirà al contributo degli intellettuali, cioè dei portatori di alte competenze e di cultura, non riuscirà a proporsi come alternativa concreta a quel 50% di elettorato che oggi è orfano di rappresentanza.
PD, FI e i loro piccoli alleati tutti insieme, anche se ripetessero il risultato delle europee, mettono insieme il consenso di meno di 1/3 degli elettori, e come testimoniano le primarie emiliane anche tra quelli ormai il rifiuto di sostenere la dittatura, sta crescendo, ma per farla cadere manca ancora la saldatura tra politica (cioè il M5S visto che un altro soggetto alternativo ancora deve nascere) e mondo della cultura e delle competenze.

ELEZIONI PER LE PROVINCE
Tiboste Otello

Tra il 28 e il 12 ottobre si sono eletti consiglieri e presidenti di 64 province e 8 città metropolitane: per la prima volta votano solo gli amministratori locali, le riforma di Renzi ha escluso i cittadini (e ha aggiunto 31.000 dipendenti). Da nord a sud i partiti hanno fatto le loro trattative per spartirsi i posti in consiglio (dai 10 ai 16 seggi) tra larghe intese e ritorno di politici “impresentabili”.
Ergo le province ci sono ancora.
Tu dici non possono toglierle dall’oggi al domani…ok allora spieghi alla gente tempi e modi…non dici “le abbiamo abolite” e poi rinnovi i consigli ma li metti in mano ai soli politici. Questa è una lesione alla democrazia, come si è fatto col Senato.
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PRESENTATI E BOCCIATI PER 15 VOLTE BRUNO E VIOLANTE COME GIUDICI COSTITUZIONALI- INTANTO LA DISOCCUPAZIONE GALOPPA

Poi si scopre che Violante non ha nemmeno i requisiti per ricoprire quella carica!
Siamo proprio il paese dei balocchi.
Che applichino a quei due il nuovo articolo 18, una manciata di euro e a casa!
Solo negli ultimi mesi sono stati licenziati migliaia di lavoratori, nel Sud quelli che hanno perso il lavoro sono stati 90.000. La disoccupazione giovanile è al 44,4%.
In Luglio i disoccupati erano 3 milioni 222 mila, con un aumento dello 0,8% rispetto al mese precedente e si tenga conto che quelli che vengono contati come disoccupati sono solo quelli iscritti nelle liste di collocamento
Secondo l’Eurostat il numero più alto di inattivi dell’Eurozona si trova proprio in Italia, tre milioni e 91 mila persone che non hanno occupazione ma nemmeno si mettono a cercarla seriamente. In Spagna, invece, sono 1,1 milioni i disoccupati inattivi. In particolare, nell’Eurozona i disoccupati inattivi sono 6,4 milioni e questo significa che quasi la metà si trova in Italia, in tutta la Ue sono invece 9,3 milioni, quindi circa un terzo italiano. Ma l’unica preoccupazione di Renzi è facilitare i licenziamenti anche senza giusta causa.

Prima Berlusconi e Renzi hanno aumentato il numero dei politici dentro la Corte Costituzionale, poi hanno tentato di imporre insistentemente e con protervia i loro uomini peggiori come giudici. Ora ci manca che si arroghino anche il diritto di sancire la costituzionalità di ogni legge di bassa porcheria che fanno, dopo che hanno riproposto il porcellum peggiorato, con gli stessi vizi di incostituzionalità e la stessa arroganza. Alla fine questa Consulta la aboliranno proprio.
Quanto poco abbiano rispetto per questo Paese e per il diritto tutti possono vederlo! Chi è capace di intendere, intendo.

L’Italia ha il 44,4 % di disoccupazione giovanile (in Germania 7,9%). Siamo il record europeo negativo d’Europa. In Inghilterra la disoccupazione generale è sotto il 7%. Negli Stati uniti sotto il 6%. Tutti i Paesi europei si stanno riprendendo, l’Italia no, va peggio. In Italia la disoccupazione sale al 12,3%. E bravo Renzi! Non ha fatto che peggiorare il trend negativo di Monti-Bersani-Letta. Sempre più giù: oggi più di ieri e oggi meno di domani. E bravo Pd! Partito dei dementi. O peggio. Complimenti vivissimi per la cocciutaggine nel voler proseguire una linea già dimostrata suicida! Abbiamo 2 punti di disoccupazione più della media europea. Per cui le battutine di Renzi sono vergognose come i post dei laidi che lo difendono, attaccando Grillo o la Napoleoni o Stigllitz o chiunque denunci il crollo del Paese, cioè la realtà che ci sta davanti agli occhi. Ma deridere le sofferenze della gente e risolverle in battutine da bar o attaccando Grillo o i dati reali è da mentecatti.
Renzi ha risposto che il mondo è pieno di italiani che sono andati all’estero e lo hanno fatto “per cambiarlo in meglio”. Ci auguriamo che quelli come lui se ne vadano anch’essi a bonificare il mondo, ma dubitiamo che all’estero uno che Renzi, senza alle spalle i Berlusconi, i Verdini, le Compagnie delle Opere, i massoni e i rincitrulliti o venduti piddini avrebbe molto successo. Infatti a competenze sta a zero! E l’unico lavoro che ha fatto è stato nell’azienda di famiglia per scopi truffaldini per 11 giorni.
Siamo alla terza recessione in pochi anni e con le ‘false Riforme’ di Renzi precipiteremo verso il -0,3 di Pil o peggio, del resto i suoi famosi ‘economisti’ pro Troika tipo Padoan ‘sbagliano’ apposta con accanimento una previsione dopo l’altra esattamente come il governo ‘sbaglia’ in modo demoniaco una riforma dopo l’altra. Si noti che in 4 anni Il PIL al netto dell’inflazione è rimasto a zero mentre quello americano è cresciuto del 25%
Il paese è in deflazione, a settembre i prezzi al consumo sono scesi ancora dello 0,2 % e non si vede come uscire da questo tunnel. Peccato che i media si guardino bene dallo spiegare cos’è una deflazione, troppo intenti come sono a elogiare Renzi, peggio ancora di come fecero con Monti e la Fornero e si è visto cosa ci hanno fatto, ma gli scopi sono gli stessi
Il rapporto tra il debito pubblico ed il Pil è salito al 135 % e sicuramente Renzi sforerà il limite del 3 % del deficit di bilancio. Ma, Renzi ha detto che lo sforerà anche Hollande, per cui perché preoccuparsi? Se la sua meta è imitare il peggio, può persino superarlo, con gaudio trionfante dei suoi peggioristi. Il suicidio è il peggior delitto che una persona possa compere, ma il suicidio assistito di una nazione per favorire gli interessi di una cricca di finanzieri dovrebbe essere punito almeno col rigetto di chi si è prestato a compierlo.
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Bella di Giorno
Dati Istat dicono che in Italia ci sono 2 milioni di analfabeti totali, 13 milioni di analfabeti parziali (gente che sa solo firmare), 13 milioni di analfabeti di ritorno, cioè gente che ha dimenticato ciò che ha imparato a scuola se mai l’ha imparato e che quindi è incapace di capire la realtà e un discorso logico. In tutto sono 28 milioni su una popolazione di 60…
Non solo. Aggiungiamoci perdigiorno, allocchi, opportunisti, squadristi, malvagi di nascita, mafiosi, massoni…. una bella truppa!

VITALIZI

Vitalizi: tra imprenditori, giornalisti e vecchie glorie della politica, con nomi noti di tizi che percepiscono la pensione da ex onorevoli, come Massimo D’Alema e Walter Veltroni, con cifre intorno ai 5mila euro, e imprenditori come Cecchi Gori, Benetton e Versace. In tutto un esborso per lo stato di 236 milioni l’anno
Sarà anche molto arrabbiato l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema con il premier in carica Matteo Renzi. E deluso per la mancata designazione a commissario europeo. Ma certamente ha di che gioire guardando la cifra del suo vitalizio parlamentare: 5.674 euro al mese dopo 7 legislature trascorse a Montecitorio.
Neanche Walter Veltroni, ex segretario del Partito Democratico ed ex vicepresidente del Consiglio, ha di che lamentarsi. Abbandonata (almeno per il momento) la politica e reduce dai fasti cinematografici con il film su Enrico Berlinguer, l’ex sindaco di Roma riscuote pure lui una pensione di tutto riguardo: ben 5.668 euro mese, naturalmente al netto. Davvero niente male. E non solo a sinistra. Ricchi trattamenti pensionistici riscuotono anche ex parlamentari del centrodestra, a cominciare da Gianfranco Fini. L’ex leader di An, cofondatore del Pdl ed ex presidente della Camera, non rieletto alle ultime elezioni del febbraio 2013 per il flop di Futuro e libertà, incassa infatti 6.029 euro, oltre mille in più di due personaggi di spicco del berlusconismo che hanno conosciuto e conoscono l’onta delle patrie galere: l’ex ministro Claudio Scajola, attestato a 4.927 euro, e Marcello Dell’Utri, ex fondatore di Publitalia e braccio destro di Silvio Berlusconi, titolare di un vitalizio di 4.985 euro.
Una lunga lista di fortunati che al momento non comprende il nome del defenestrato Silvio Berlusconi la cui pratica pensionistica non è stata ancora completata e che abbraccia nomi noti della più varia caratura ed estrazione. Ci sono le vecchie glorie della politica per cominciare: si va da Pietro Ingrao (6.061 euro) e Armando Cossutta (6.939), a Arnaldo Forlani (6.062) e Fausto Bertinotti (4.987); da Oliviero Diliberto (4.992) e Claudio Martelli (4.992) a Romano Prodi (3.022) e Stefano Rodotà (4.992). Ma ci sono pure Francesco Rutelli, non rieletto dopo il naufragio della sua Alleanza per l’Italia (Api), che incassa 6.408 euro netti mensili; l’ex ministro degli Interni Enzo Bianco, attuale sindaco di Catania (5.601); l’ex leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro (3.992); per non parlare di Luciano Violante (6.015), ex presidente della Camera e aspirante a una poltrona alla Corte costituzionale, e Nicola Mancino, ex presidente del Senato ed ex vicepresidente del Csm, che dopo varie legislature collezionate nel centrosinistra riscuote 6.939 euro al mese.
Sfogliando le liste dei parlamentari in pensione si scopre anche come la società civile e le categorie professionali siano tutte degnamente rappresentate. Dagli avvocati come Gaetano Pecorella (4.372 euro) e Carlo Taormina (2.150); ai sindacalisti come Pierre Carniti (2.381), Sergio D’Antoni (3.958) e Giorgio Benvenuto (4.581); dai giornalisti come Rossana Rossanda (2.124), Eugenio Scalfari (2.270) e Demetrio Volcic (2.934); ai magistrati come Giuseppe Ayala (5.692), i registi alla Franco Zeffirelli (3.408), i critici d’arte come Vittorio Sgarbi (5.007) e i capitani d’industria della più svariata levatura: tra gli altri, Vittorio Cecchi Gori (3.408), Luciano Benetton (2,.381) e Santo Versace (1.589).
A fronte di queste cifre una cosa va precisata. A partire dal gennaio 2012, Camera e Senato hanno riformato lo scandaloso sistema dei vitalizi. Fino a quella data l’importo della pensione degli eletti veniva calcolato in base al numero degli anni di permanenza in Parlamento. In tal modo, con più di 35 anni di militanza si arrivava a riscuotere fino all’85,5 per cento dell’indennità lorda (adesso pari a 10.435 euro a Montecitorio). Le proteste dei cittadini e le richieste di abolizione dei vitalizi avanzate da più parti hanno favorito l’introduzione di un sistema contributivo del tipo di quello in vigore per i dipendenti della pubblica amministrazione. Secondo questo sistema, versando poco meno del 10 per cento dell’indennità, a 65 anni di età e con cinque anni di mandato il parlamentare riscuoterà circa 1.500 euro di pensione lorda, mentre con il vecchio sistema, sempre per 5 anni di mandato, avrebbe potuto continuare a incassare fino a quasi 2.500 euro

Giova
Ci continuano a dire che “L’EUROPA LO CHIEDE perché in EUROPA tutti lo fanno”
NOI CHIEDIAMO:
– di arrestare tutti i politici corrotti , di allontanare dai pubblici uffici tutti quelli condannati in via definitiva perché in EUROPA tutti lo fanno.
– di dimezzare il numero di parlamentari perché in EUROPA nessun paese ha così tanti politici !!
– di diminuire in modo drastico gli stipendi e i privilegi a parlamentari e senatori, perché in EUROPA nessuno guadagna come loro.
– di poter esercitare il “mestiere” di politico al massimo per 2 legislature come in EUROPA tutti fanno !!
– di mettere un tetto massimo all´importo delle pensioni erogate dallo stato (anche retroattive), max. 5.000euro al mese di chiunque, politici e non, poiche´ in EUROPA nessuno percepisce 15/20 .000 euro o 37.000 euro al mese di pensione come avviene in ITALIA.
QUESTO CHIEDIAMO

ITALIANI CHE LAVORANO ALL’ESTERO

Per il ministero del welfare britannico, nel 2013 44.000 italiani hanno richiesto il permesso per poter lavorare nel Regno Unito: un aumento del 66% rispetto all’anno precedente, e soprattutto marcato tra i giovani. Questi sono solo gli ultimi dati sulla famigerata “Fuga dei cervelli”.
Che il numero di italiani all’estero stia crescendo esponenzialmente e che siano soprattutto i nostri migliori cervelli a “scappare”, pare ormai abbastanza consolidato.
Ci aggiungiamo che in pochi (salvo la manovalanza non qualificata degli extracomunitari) scelgono l’Italia come meta. Questo rende il nostro paese un esportatore netto di talenti, che ha enormi problemi ad attrarre ricercatori e altre persone qualificate. “Esportando talenti, l’Italia perde risorse. L’economia italiana spende dei soldi per istruire i “cervelli”, ma perde il ritorno su questi investimenti in capitale umano e le cosiddette “esternalità positive” che derivano dalla presenza di un cervello in patria, in primo luogo in termini di produttività e tasse. L’OCSE ha stimato la spesa annuale per studente universitario in Italia nel 2009 in circa 6.500 euro. Moltiplicando questa cifra per 6.552, il numero di laureati italiani che nel 2008 hanno trasferito la propria residenza all’estero, risulta che nel 2008 l’Italia ha pagato un costo diretto del brain drain di circa 170 milioni di euro (il costo di ogni laureato per quattro anni di istruzione universitaria). A questa cifra dobbiamo poi aggiungere le mancate tasse. Nel 2012 gli italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE risultavano 4.341.156, di questi circa il 30% sono giovani tra i 20 e i 40 anni. Sono 7 anni che il saldo netto di laureati entranti e uscenti dall’Italia è negativo. Non solo, ma persino gli extracomunitari laureati disdegnano l’Italia, per cui viene cui la percentuale più bassa di stranieri con una istruzione (12,2% contro una media del 23,2%). I diplomati universitari italiani residenti all’estero sono 400.000 (7,8%) .
Perché se ne vanno? Per un mix di fattori economici e sociali: mafia, corruzione, mancata crescita del PIL italiano, fallimenti a catena delle aziende, aumento della precarizzazione, aumento del sottoinquadramento, scarsi investimenti in ricerca (1,26% del PIL contro una media UE del 2%), disuguaglianze sociali e di investimento tra nord e sud, mancanza di meritocrazia, bassissima mobilità sociale, invadenza del nepotismo e delle raccomandazioni, difficoltà burocratiche a mettersi in proprio, mancanza di lavori pubblici, calo di interesse per l’università che non solo non apre al mondo del lavoro ma è lottizzata in modo feudale, come gli ospedali, le istituzioni pubbliche, gli enti della PA ecc.
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berab
Renzi è la prova vivente del motivo della fuga dei cervelli. Sono andato via dall’Italia in primo luogo per gli italiani stessi, popolo che negli anni ha continuato a votare per una classe politica che non ha fatto altro che distruggere i valori positivi di una società civile, come l’onestà, il merito , la solidarietà. L’Italia è ormai da anni la nazione dei berluschini, di sinistra o di destra fa poca importanza. Condividono gli stessi principi: ruba al prossimo, ignora il merito, dalla e verrai premiata.
La società degli annunci e delle chiacchiere.
Italiani cercate un colpevole ? Guardatevi allo specchio, Renzi non è nient’altro che l’incarnazione delle vostre aspirazione: il nulla.

TFR IN BUSTA PAGA

Cosa succede nella realtà se il datore di lavoro riconsegna parte del TFR mensilmente? Succede che il direttore, il giorno dopo l’approvazione di una norma del genere, convoca i suoi dipendenti e dice: ” Volete parte del TFR mensilmente in busta paga?” Se la risposta è “SI” allora dirà :” Bene, da domani ognuno di voi riceverà il TFR comodamente da casa perché l’azienda…la chiudiamo”.
Perché accade questo? Perché sarà pure scorretto, sarà pure da rivedere, ma oggi il TFR è rimasta una delle sole forme di finanziamento lecito da parte delle aziende. Perché purtroppo le banche ti ridono in faccia se chiedi un prestito.

Carlo Sibilia -Portavoce M5S Camera
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RIDIAMARO :- )

SPINOZA

Gli Jiadihisti:
“Conquisteremo Roma, spezzeremo le vostre croci e prenderemo le vostre donne”. Manca solo che si accollino i nostri mutui.
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I migliori cervelli italiani incontrano Renzi. Ma non se lo sanno spiegare.
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Renzi presenta il Jobs Act. Scontato lo slogan: “Stay hungry”.
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Squinzi: “Il sistema del welfare va rivisto”. A me basterebbe vederlo per la prima volta.
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Marchionne a Renzi: “Vai avanti così”. Tanto a lui cazzo gliene frega.
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Jntruder
Giustizia: La Russa al CSM e Violante alla Consulta.
..e da piccolo mi scandalizzavo per Cicciolina in Parlamento…
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Elmorisco
Luciano Violante pubblica un nuovo libro: Politica e menzogna. Pochi i dubbi su quale delle due conosca molto bene.
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Giga
Luciano Violante pubblica il libro “Politica e menzogna”. È un ricettario.
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Zio cane
Luciano Violante difende Berlusconi.
Viola dove soffia il viento.
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laservaserve
”Cose del genere avvengono solo in Italia e in alcuni Paesi del Centro e Sudamerica”, afferma Violante ricordando la sua dichiarazione in Parlamento del 2003.
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Crapule
Violante interviene in difesa di Berlusconi
(a noi basterebbe una volante per difenderci da entrambi).
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Donlione
Per Violante il PD non ha difeso i diritti di Berlusconi. E ai nostri rovesci chi ci pensa?
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Dopo la giustizia violata, la giustizia violante.
Dopo la giustizia violata, la giustizia violante.
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Viviana
Renzi e Berlusconi hanno così pochi corrotti di cui fidarsi totalmente che riescono a riproporli anche 15 volte.
Nelle democrazia europee quando su qualcuno c’è un’ombra di sospetto lo spingono a dimettersi, in Italia lo propongono come giudice costituzionale o capo del CSM.
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Io non ce l’ho con Violante e con i corrotti che lo sostengono
Ce l’ho con i 5stelle che aspettare la quindicesima votazione per accorgersi che questo brutto ceffo non ha nemmeno le condizioni di legge per essere presentato.

MILU
L’uso dell’inglese è per far capire meglio il programma?
La prossima volta perché non provano con il sanscrito?
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Dispiace vedere come anche persone di grande levatura intellettuale ancora non abbiano compreso l’ imprescindibilita’ di sensibilizzare il popolo italiano alla necessita’ di riscrivere la Costituzione e, soprattutto, di riscriverla IN SENSO DEMOCRATICO E NON DEMAGOGICO. In assenza di uno sforzo per aiutare gli italici in tale presa di consapevolezza, sbandierare le catastrofi e’ prendere le persone per il c..o, soprattutto quelle che per le catastrofi hanno piu’ sofferto.

    Posso accettare un simile comportamento da Beppe Grillo, grandissimo comico (per cui demagogo), ma non certo grande politico. Ho invece una quasi impossibilita’ di accettare cio’ da parte di un’ acuta opinionista.

    Ma Viviana Vivarelli non deve preoccuparsi troppo al riguardo: persino quello, che e’ probabilmente il miglior uomo d’ Italia, cioe’ Luigi De Magistris, ancora non ha capito pressoche’ nulla in materia; le conseguenze sono in quanto continua a accadergli.

    Continuate a dormire a occhi aperti, soprattutto Voi, che avreste l’ acume necessario, per aiutare gli altri: evidentemente e’ quanto ci spetta.

    Enzo LUZI.

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 15, 2014 @ 2:08 pm | Rispondi

  2. Caro Enzo
    ovviamente il modello di democrazia diretta del M5S prescrive una riscrittura della Costituzione combattendo l’attuale sistema parlamentare e partitico. Mi meraviglia che una persona che si crede acuta come te non l’abbia capito
    saliti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 15, 2014 @ 2:10 pm | Rispondi


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