Nuovo Masada

settembre 10, 2014

MASADA n° 1571 11-9-2014 ITALIA IN COLLASSO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:38 pm

Deflazione – Blocco agli stipendi- Protesta dei poliziotti – Mini-job e salario minimo – Renzi contabilizza nel Pil anche droga e prostituzione – Sanzioni alla Russia e stop all’export italiano – Favole e balle – Sovranità democratica e cognitiva – Ma sapete voi cosa vuol dire veramente globalizzazione? – Crisi liberista in Francia – L’ipocrisia nella questione ucraina – Repubblica e Corriere megafoni delle sparate di Renzi

Blog di Viviana Vivarelli

«In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito.» (Fontamara – Secondo Tranquilli)
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Sara Ahmed, The Cultural Politics of Emotion
La solidarietà non presuppone che le nostre battaglie siano le stesse battaglie, o che le nostre sofferenze siano le stesse sofferenze, o che le nostre speranze siano rivolte verso lo stesso futuro. La solidarietà comporta impegno e lavoro, così come la consapevolezza che, anche se non viviamo le stesse sensazioni, o le stesse vite, o nelle stesse membra, non possiamo che vivere se non su basi comuni.”
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Alvaro di Moliere
Non si fa in tempo a commentare un articolo che già Ronzinante, il somaro del cavaliere, se ne esce con un altro annuncio. E’ di poco fa: “Subito dopo la visita a Sua Santità, riformeremo la sanità. Prima di Natale torneremo al proporzionale, ma solo perché fa rima con Natale. Per rassicurare i mercati ci occuperemo degli esodati. Riformeremo i cattolici, gli alcolici, i machiavellici, i mefistofelici, i sonnambuli, i funambolici, i salicilici, i parabolici e pure i simbolici.
Intanto, le prime sirene della croce verde annunciano l’arrivo dei barellieri sotto la residenza del pdc. Guerini, il portannunci cerca di riportarlo alla ragione:
“Presidente, i vicini devono aver chiamato le autolettighe! Vogliamo prendere qualche goccetta di Nervoben?”
“Ma quali gocce! Silenzio! Riformeremo gli ospedali, gli annali e pure Bali. Si apriranno nuove prospettive per gli statali, per i laterali e per i pedali. E poi…e poi…”
“Presidente. Ci sarebbe la caposala al telefono”.
“Riformeremo le caposala e pure le multisala…e poi…e poi…”
..ma dove va l’Italia?.. e poi…e poi

Dal 2007 al 2014 il Debito Pubblico Italiano, ha avuto il seguente andamento:
1.602.115
1.666.603
1.769.254
1.851.252
1.907.392
1.988.658
2.041.293
2.168.400
Come si può vedere facilmente, in 7 anni il debito pubblico è aumentato di 552 miliardi, pari al 35,346%. Il resto è fuffa.
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ISTAT
A luglio 2014 il tasso di disoccupazione è pari al 12,6%, in aumento di 0,3. Ovviamente Renzi, da vero incompetente, dopo aver perso 6 mesi per la riforma elettorale (con zero effetti sull’occupazione) vuole mettere le mani sulla riforma della giustizia (anche qui con zero effetti sull’occupazione).
Istat, sale la disoccupazione a luglio. “Con Renzi persi 1000 occupati al giorno”.
Il numero dei senza lavoro è pari a 3 milioni 220 mila, in aumento del 2,2% rispetto al mese precedente (+69 mila) e del 4,6% su base annua (+143 mila).
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Cobra 89
– Cgia: effetto 80 euro annullato
– Confcommercio: effetto 80 euro invisibile
– Codacons: effetto 80 euro un flop clamoroso
– ISTAT: PIL in recessione: – 0,2% nel secondo trimestre – 0,3% su base annua
– Bankitalia: debito pubblico aumentato di 100 miliardi in 6 mesi
– Confindustria: risorse stanziate insufficienti
– Moody’s: Italia concluderà l’anno col PIL in negativo
– Unimpresa: con Renzi spesa pubblica aumentata
– Analisti di Mediobanca: inevitabile manovra da almeno 10 miliardi
– ISTAT: “Italia in deflazione per la prima volta dal 1959”
– Governo: “Confermiamo il blocco salariale non ci sono i fondi”.
Renzi quella è la porta! Ma no, il popolo applaude. Il masochismo è infinito.

RENZI CONTABILIZZA NEL PIL ANCHE DROGA E PROSTITUZIONE

Come vediamo, Renzi partecipa alla Grandiosa Truffa contabilizzando nel Pil proprio i fondi neri. Invece di combatterli li sdogana
COME FOSSERO QUANTIFICABILI!!!
COME FOSSERO DENUNCIABILI !!!!!
COME SE FOSSERO TASSABILI!!!!!
Ma si può vedere una stronzaggine maggiore??????
Abbiamo lo sdoganamento dei capitali criminali!!! La loro legalizzazione finanziaria!
Ora ci manca anche che faccia l’apologia del crimine!!!
Chissà Riina come gode!!
A questo punto di bassezza non ci era arrivato mai nessuno!

I 5stelle vogliono uno Stato CIVILE!!!
…e non un Paese famoso per avere i governanti più corrotti d’Europa, tre organizzazioni criminali come mafia, camorra e ‘ndrangheta che sono tra le più potenti del mondo e hanno fatto un patto con lo Stato con un fatturato stimato a 130 miliardi, una massoneria che ha occupato tutti i gangli del Paese, una evasione fiscale da 600 miliardi e le tasse più alte di qualsiasi Paese al mondo, mentre ogni mese viene distrutto un pezzo di democrazia!!!! E un cialtrone che blatera come un venditore d’aste per spacciare l’inverosimile!
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IL MINI-LAVORO RENDE LIBERI
Andrea Strozzi

Nel corso del 2013, il numero di italiani con un patrimonio superiore al milione di dollari è passato da 176 a 203 mila, pari a una crescita del +15.3%. A livello mondiale ed europeo, tale dinamica è stata rispettivamente del +14.7% e del +12.5%.
In alcune statistiche, in effetti, “passo dopo passo” riusciamo a non farci battere da nessuno…Contestualmente, stiamo sdoganando un mercato del lavoro ormai platealmente ispirato al modello salariale dei mini-job tedeschi, che riflette in pieno le dottrine finanziarie neonaziste con cui la Ue sta soggiogando le economie periferiche dell’area. Sui cancelli del nuovo lager eurocratico, la retorica del “meglio poco che niente” (nefasta e inevitabile degenerazione locale del turboliberismo globale) sostituirà progressivamente il tristemente più famoso “Arbeit macht frei”. Proprio come i nostri cugini tedeschi, saremo cioè tutti liberi di lavorare. Senza tutele e a 400 euro al mese. La verità è che, oggi come allora, milioni di esistenze vengono comunque immolate sull’altare di una follia ideologica bieca e totalizzante: razziale allora, tecnocratica oggi. Per dubbi o delucidazioni, chiedere a un qualsiasi trentenne ingegnoso e di buona volontà, che non può oggi costruirsi una famiglia e avere dei figli.
Eppure ho sentito con le mie orecchie alcuni rappresentanti politici dichiarare di preferire che i loro figli fossero precariamente occupati a 400 euro e senza garanzie, piuttosto che disoccupati ma imbottiti di articoli 18. Sul piano teorico, potrei anche essere d’accordo: come le scelte che ho fatto in vita mia dimostrano pienamente, mi considero infatti il più accanito sostenitore di una vera e sana flessibilità professionale. Purtroppo, però, non in un Paese come l’Italia. Dove la precarietà dei lavoratori viene scientificamente brandita da molte aziende come vile strumento ricattatorio. Prima o poi lo capiremo: un farmaco contro l’artrite non necessariamente può curare anche la meningite. E in Italia i problemi non sono articolari, ma del sistema nervoso centrale.
Il nostro mercato del lavoro si trasforma spesso in un insulto alla buona volontà e alla professionalità dei singoli. E questo non perché ci sia insufficiente flessibilità, ma solo perché a regolamentarlo sono quasi sempre le peggiori dinamiche nepotistiche e clientelari, come dimostra un tasso di mobilità sociale tra i più bassi Dell’Ocse (misurato dalla correlazione retributiva intergenerazionale; cioè, in parole povere, quanto lo stipendio dei figli dipenda da quello dei rispettivi genitori).
Il vero dramma – che in parte spiega anche la polarizzazione dell’opinione pubblica intorno a soluzioni politiche che di fatto rappresentano dei veri e propri crimini intergenerazionali – è che a noi, complessivamente…va bene così. La relation-economy ci piace perché, in questo, noi italiani siamo imbattibili. Ci prestiamo volentieri alle più nocive prassi nepocratiche (di cui la meritocrazia non è che una foglia di fico), perché siamo davvero, costituzionalmente, poeti e naviganti: sappiamo raccontarcela come nessun altro e veleggiamo allegramente da un padrone a un padrino (a volte, a un papi) con estrema disinvoltura. Il vento, manco a dirlo, si chiama opportunismo.
Chi, in politica e nella società, ha tentato di opporsi a quest’ordine di cose, ha raccolto un 20-25% di consensi elettorali e un’ostilità mediatica senza precedenti. Chi ha invece preferito farsi ipnotizzare dall’illusione di una possibile continuità di rotta con il recente passato – essenzialmente basata sull’immobilismo sociale ed istituzionale – si è messo in tasca ottanta euro e una buona dose di auto-persuasione (astutamente ribattezzata come “ottimismo”). Sommessamente ricordo che, quando erano costretti a salire sui convogli diretti ai campi di sterminio, anche i deportati venivano persuasi che la finalità fosse quella di un ripopolamento della Germania dell’Est: per certi aspetti, gli 80 euro dell’epoca.
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SALARIO MINIMO

Dal gennaio del 2015 sarà introdotto in Germania un salario orario minimo di 8,50 euro. Arriva molto tardi il salario orario minimo nel più forte paese industriale europeo, più volte campione mondiale di esportazioni. La Germania è il 22° paese in Europa a introdurlo. Dopo il Lussemburgo dove il salario orario minimo è di 11,10 euro, dopo la Francia con 9,53 euro, l’Olanda 9,11 euro, il Belgio 9,10 euro, l’Irlanda 8,65 euro. Ma anche dopo la Slovenia, Malta, la Spagna, la Grecia, la Romania e la Bulgaria.
Tra i grandi paesi industrializzati ormai mancano all’appello solo l’Italia, dove l’introduzione di un salario orario minimo appare cosa ancora molto lontana, l’Austria, la Svezia e la Finlandia.

LE PAGHE DEI POLIZIOTTI
Il capo della polizia italiana Manganelli guadagnava 621.253 euro annui. Monti lo ridusse a 294.000 euro. Sempre troppo visto che il capo dell’FBI guadagna 116.000 euro e decisamente una bestemmia davanti ai 1300 euro di un semplice poliziotto.
Mentre le retribuzioni di dirigenti e manager pubblici sono aumentate a dismisura, il guadagno degli appartenenti alle Forze dell’ordine italiane è di circa la metà dei loro omologhi europei. Dall’avvento dell’euro, infatti, le buste paga degli operatori di
polizia sono aumentate di pochissimi punti percentuali; in pratica, un’inezia.
Invece tutto intorno, dagli affitti alle rette degli asili, dai mutui all’assistenza sanitaria, è stata una continua impennata al rialzo. Le buste paga dei lavoratori dipendenti hanno visto, anno dopo anno, il cristallizzarsi delle retribuzioni, mentre in una forma uguale e contraria si registra una impennata dei profitti dei manager pubblici, politici nazionali e locali. Trend che peraltro continua ad andare avanti senza soluzione di continuità.
Forze dell’ordine italiane: 1.200 € al mese! Una vergogna!
– Austria: un agente di Polizia all’inizio della sua carriera guadagna 1.723 euro al mese, ogni due anni ci sono gli scatti di anzianità con il rispettivo aumento salariale. In media un agente di polizia guadagna con le varie indennità 1.900 € al mese a inizio carriera.
– Germania: un agente inizia dal livello A7 con uno stipendio di 1.622 euro per arrivare in pochi anni a 2.174 € nello stesso livello , si può raggiungere il livello A9 con uno stipendio di 2.533. Per chi invece lavora a contatto con il pubblico percepisce una ulteriore indennità di circa 170 euro.
– Belgio: un agente di Polizia all’inizio della sua carriera guadagna 1.755 € al mese per arrivare a 2.478 € al mese, nel giro di pochi anni.
– Francia: parte da circa 1.683,69 € netti per arrivare a 2.198,60 € nel giro di pochi anni.
– Inghilterra: tenendo presente che la sterlina ha un valore maggiore rispetto all’euro, lo stipendio iniziale di un agente è di circa 1.962 sterline al mese. Per chi lavora in città grandi, come Londra, il poliziotto ha una gratifica maggiorata di circa 6.000 sterline annue. I poliziotti godono di particolari privilegi quali il trasporto gratuito su tutti i mezzi del Regno Unito, l’uso di alloggi di servizio e possibilità di acquisto di un immobile a tasso molto agevolato.
In Italia molti poliziotti fanno un doppio lavoro. I contratti sono fermi dal 2009, mentre
intorno tutto è aumentato oltre il limite dell’umana sopportazione.
Tutti i politici italiani si sono fatti paladini della specificità delle forze dell’ordine, ma le loro buone intenzioni (di facciata?) si sono perse nei meandri di Camera e Senato, mentre i privilegi dei politici vengono approvati in un giorno.
Magari riduciamo le scorte?
Figurarsi! Meglio bloccare gli stipendi dei poliziotti. L’Italia affonda. Ma dei tagli alle spese inutili o di contorno alla Casta nessuna traccia.

Salvatoreg rudy49
Perché sono di scorta ai nostri deputati, 8 poliziotti con turni in quinta, 2 x 6h ad ogni deputato? Per non parlare ai magistrati, e le ville di Berlusconi, vengono messi a sorveglianza anche nelle residenze “appartenenti” al soggetto da scortare, quindi anche alla villa al mare ed in montagna.
Ho fatto il militare nell’arma e posso dirvi con certezza che sorvegliavamo ville al mare anche quando il magistrato risiedeva in città e lì non andava.
La questione non sono i numeri ma la legge che produce certi numeri, almeno quelle che mancano.
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RENZI BLOCCA LO STIPENDIO AI POLIZIOTTI

Per gli idioti che confrontano il ‘numero’ dei poliziotti italiani con quelli tedeschi, dimenticando volutamente che noi abbiamo il privilegio di avere 3 mafie e il livello di corruzione più alto d’Europa, ricordo anche che:
ci sono 900 persone tra ex politici, giornalisti e condannati che hanno la scorta fissa da anni e ci vanno pure al mare.
Calderoli ha avuto 8 uomini di scorta per anni, 24 ore su 24,davanti alla sua villa, che ci sono costati 900 mila euro.
Negli Usa hanno diritto ad una scorta permanente solo il pres. e il vicepres. e in Germania ce l’hanno solo il capo dello Stato, il pres. del Bundestag e i ministri.
In Francia solo il Pres. dell’assemblea nazionale e quello del Senato
Invece in Italia girano con sirena e lampeggianti 584 personalità, scortate da più di 2 mila agenti. Una spesa colossale per 1 miliardo e 99 milioni l’anno.
Come si concorda questo spreco indecente con la spending review e col blocco degli stipendi?
Fini aveva 9 agenti, Schifani 20, Monti 30. Ma hanno la scorta pagata dai cittadini pure il pres. della Lazio Lotito o l’ex ministro Pomicino, Fede, Belpietro, Feltri, Vespa e poi ogni sorta di ex: Pera, Bertinotti, Casini, la Pivetti, Diliberto, Fassino, Mastella e consorte, e pure Taormina(4!) Caliendo, Lombardo girava con 18 agenti e 4 auto blu.
Perché Renzi i tagli non li fa qui?
4000 agenti impegnati in scorte a vip e politici.
La Boldrini ha 12 agenti di scorta con 4 auto di cui due blindate e ha ottenuto anche la scorta di due agenti alla figlia nei suoi viaggi e pure al suo amante.
La scorta di B è formata da almeno 40 persone con due auto blindate e costa 2 milioni e mezzo di euro l’anno, senza contare che le sue abitazioni private sono presidiate dai carabinieri come fossero sedi di ministeri. Chiediamo dunque a Renzi quali sono le
ragioni di tanto spreco, dal momento poi che B è tanto ricco da permettersi di pagarsela lui la scorta?
E’ vero che abbiamo 331.000 membri delle forze dell’ordine e abbiamo troppi corpi di polizia: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale. A cui sono da aggiungere la Polizia Provinciale e Municipale per 60 mila unità. Ricordo che si stimano in 400.000 i malavitosi a vario titolo a piede libero. Noi avremmo 5,5 poliziotti ogni 1.000 abitanti. In Germania sono 2,9 ogni mille, in Spagna poco più di 2,8, in Francia ed Inghilterra 2, in Svizzera ed Olanda 1.
Pensiamo però quanto le leggi siano diverse. Nei paesi detti, se uno sgarra anche per piccoli motivi, viene punito. Da noi Renzi lascia fuori dal carcere chiunque compia reati fino a 5 anni!! Ci si rende vagamente conto di quanto questo aggravi l’ordine pubblico?
E che ce ne facciamo poi di tanta forza dell’ordine quando il 99% di chi viene arrestato è immediatamente liberato grazie alle leggi colabrodo o dopo poco viene prescritto? E ora Renzi ha inventato anche ‘il processo a termine’! Ma fatemi il piacere!
Il lavoro di un poliziotto non solo è pagato poco ma il Governo proprio ci sputa sopra!

Un Marziano
Vi rendete conto, che tra uno scherzo e l’altro, sono 8 anni, dico 8 (e alla fine sarà un decennio) che abbiamo una legge elettorale, base del sistema democratico, di fatto illegale e incostituzionale? Che abbiamo votato 3 volte con questa legge? Unici! Nel vero senso della parola, perché non mi viene in mente nessun’altra Nazione che è riuscita a fare tanto. Almeno non nel mondo civile.
Non solo: una legge che porta il nome di un malato di mente che crede alla macumba e che noi stiamo lasciando lavorare sulla nuova? Di nuovo: unici!
Legge che non si può cambiare fino al 2018 per non correre il rischio di elezioni, elezioni che sono la base di una qualsiasi democrazia.
Per favore, non ditemi che sono il solo a considerare tutto questo una follia) Sarebbe una commedia se non fosse per il fatto che la gente continua a soffrire.
Naturalmente questo è solo uno delle migliaia d’esempi che posso portare.
Dopo l’economia creativa, la democrazia creativa 🙂
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Alessandro
La loquacità di Renzi, con battute, metafore e giochi di parole è FUNZIONALE a prendere il potere. Il potere è FUNZIONALE a modificare leggi, norme e regolamenti utili per eliminare le opposizioni e avere un solo uomo al comando. Un solo uomo al comando, che nomina pure il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale e mette tutti i suoi uomini nelle posizioni chiave, è FUNZIONALE sopratutto per poter emanare ogni e qualsiasi tipo di legge si voglia. Avuto il controllo su tutte le istituzioni ed eliminata qualsiasi voce dissonante dalla sua (compresi i sindacati), ciò gli consentirà di poter attuare i progetti dei poteri forti. Renzi non diventerebbe solo potentissimo, ma… ricchissimo. Gli oscuri obiettivi politici e di interessi di Renzi. Le PRIVATIZZAZIONI arricchiscono i poteri forti e le lobbie, ma impoveriscono i cittadini con gli aumenti progressivi delle tariffe, senza controllo, favoriti e non contrastati dalla politica che gliele ha concesse. Perché, se no, Renzi, con yeswomen e yesmen del PD, i veri “progetti” li farebbe con Berlusconi? E’ un cronoprogramma studiato da tempo. I primi passi con la legge elettorale dittatoriale sono stati già quasi realizzati. Ed è per questo che il PD non vuole il M5S al governo!

DESTRUTTURAZIONE DELLA DEMOCRAZIA
Andrea Atzori

Il governo Renzi nasce con aspirazioni colossali, mirate non solo a rottamare l’intera classe dirigente, ma addirittura a riformare tutta l’impalcatura dell’apparato istituzionale dello Stato. Un’opera imponente di riassetto della struttura organizzativa
dell’intero settore politico, amministrativo e costituzionale dello Stato, che si sta rivelando una bufala, una riedizione delle solite, stantie rivendicazioni di una casta conservatrice e reazionaria; che affonda le proprie radici nell’autoritarismo di personaggi privi del senso alto della funzioni pubbliche istituzionali
Questo è, infatti, il vero problema della vita politica nazionale. Una classe politica che fa solo finta di affrontare enormi problemi di governabilità per nascondere la realtà della situazione, per cui essa stessa è l’unico vero grande problema.
Hanno dissolto la democrazia con manovre di palazzo, accordi tra i leader dei vari partiti e il coinvolgimento del capo dello Stato. La legge elettorale, oggi dichiarata incostituzionale, dopo 8 anni, dalla Consulta, che ben poteva intervenire prima, è stata lo strumento attraverso cui si è riusciti a scardinare la costituzione ed introdurre una nuova dittatura
L’Italicum riporta gli stessi motivi per cui il porcellum è stato dichiarato incostituzionale (premio di maggioranza e preferenze) per cui chiamare gli elettori al voto è diventato una pura formalità. Neppure nei sistemi anglosassoni, i partiti potrebbero rendersi responsabili di una tale flagrante violazione del principio fondamentale su cui si regge un sistema democratico, cioè l’opposizione tra maggioranza e minoranza. La fusione tra democratici e conservatori, sia in Italia, sia in Gran Bretagna o Stati Uniti, produrrebbe sempre lo stesso infame effetto, la formazione di un partito unico, libero e scevro da qualunque ostacolo nella strada che conduce diritta alla tirannide!
La verità che in Italia non si vuole ammettere, è il fatto che questa alleanza, premonitrice della fusione tra le forze politiche maggiori, un tempo opposte, contraddistinte come dx e sx, era già stata decisa molto prima dell’esplosione elettorale del Movimento cinque stelle e non ha niente a che fare con esso. Infatti, se il fenomeno Grillo è sorto come contraccolpo e reazione alla corruzione politica infinita ed inarrestabile, questa stessa corruzione è anche la calamita che attrae tra loro i due schieramenti bipolari ed è anche il collante che li tiene uniti.
La democrazia non finirà in Inghilterra, paese in cui essa ha radici ben più profonde e solide, ma verrà spazzata via in Italia; non per colpa di Grillo, ma della corruzione dilagante ed imperante in cui tutto il paese nuota.
Il cancro della democrazia è sempre stato la corruzione politica. Non è un caso che l’Italia sia il paese più corrotto in Europa e tra i più corrotti nel mondo intero.
Se ad un sistema elettorale già maggioritario si aggiunge anche il premio di maggioranza e il rifiuto all’espressione di preferenze, l’elettore diventa solo un fantoccio, un semplice spettatore chiamato ad assistere ed applaudire la commedia messa in scena dalla gerarchia militarizzata assurta al potere assoluto ed incontrastato. E, infatti, grazie al Porcellum, ha potuto inzeppare il parlamento persino delle sue donne di piacere. Un sovrano assoluto non avrebbe potuto fare di meglio. Partiti personali, contraddistinti dal cognome del leader fondatore o principale esponente, come F.I di Berlusconi, Scelta Civica di Mario Monti, UDC di Casini, IDV di Di Pietro, PD di Matteo Renzi mostrano come il privato abbia preso il posto del pubblico. Il signore e signorotto, lotta per assurgere ai vertici del potere, impossessarsi delle leve del comando, fare cosa propria cioè proprietà privata e personale dei servizi, delle funzioni e del patrimonio pubblico. Leader e partito sono la stessa cosa. Il partito al potere vuol dire che il suo padrone è il vero detentore del potere e le elezioni diventano una farsa. Accecati dalla bramosia e sete di danaro e dall’esigenza pressante di rendersi “legibus solutus”, per attraversare indenni, la rete con cui la magistratura va a pesca di delinquenti, la classe politica tutta concentra le proprie energie, esclusivamente, nell’elaborazione ed emanazione di leggi ad personam, cioè mirate a rendere immuni tutti i membri della casta. La governabilità a cui Renzi tiene tanto è questa!
Questo governo frutto della collusione tra tutte le forze politiche di dx anche estrema, a cui il PD si fa pregio di appartenere, che abbracciano quasi l’intero arco delle forze politiche in Parlamento, escluso il M5S e SEL, forti dei numeri di una maggioranza ormai pressoché assoluta, tentano di scardinare la costituzione, apportandovi modifiche incompatibili con i principi della democrazia. La resistenza eroica, delle ultime frange di una minoranza votata a distruzione e forse morte sicura, contro l’assalto di potenze oscurantiste, scudate dal capitale bramoso e voglioso di ingoiare con un solo boccone tutto il patrimonio pubblico, frutto del sacrificio di milioni di lavoratori e pensionati ormai ridotti sul lastrico, lascerà sul campo di battaglia, solo un deserto intriso di sangue. Per chi ha l’olfatto sensibile, l’aria già sparge l’odore acre della contrapposizione violenta tra due sistemi politici e sociali incompatibili ed inconciliabili. I maggiori costituzionalisti italiani, tra cui Alessandro Pace, Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, Gustavo Zagrebelski, hanno inviato una lettera a Napolitano, chiedendo di non stravolgere la costituzione in senso autoritario, sia riproponendo una legge elettorale copia dello stesso Porcellum a cui hanno solo cambiato il nome e che esce dall’accordo stipulato al Nazareno tra Renzi e B, sia procedendo ad una riforma del Senato in cui i suoi membri non sono eletti, ma costituiti in parte da sindaci ed in parte governatori delle regioni.
La classe dirigente italiana è frutto di un vizio di fondo, un peccato originale che dovrà essere riscattato o punito. I concorsi pubblici truccati, falsificati senza alcun pudore o rimorso di coscienza, hanno costruito e strutturato un mondo fondato sulla menzogna. La corruzione che costituisce la premessa per la distruzione del sistema democratico, delle libertà fondamentali e delle garanzie a favore della persona umana, ha già istituito in Italia un potere fascista, che collabora con quello delle altre organizzazioni criminali. Il fascismo è nella vita quotidiana del paese. Ha preso il sopravvento sulle libertà, perché ogni uomo onesto che voglia vivere onestamente, non può farlo, in quanto è costretto a vendersi al potente di turno per poter sopravvivere.

Viviana
Renzi non fa che leggi per aumentare l’impunità della casta e la liberazione di delinquenti dal carcere. C’è una tale ignominia nel suo intento di liberare dal carcere chi ha commesso reati fino a 5 anni, o di stroncare i processi senza sentenza all’ora x, per legge, liberando quindi i criminali, o insiste nelle liste bloccate per conservare la merda in parlamento. E, se si vuole vedere fino dove arriva la sua perversione, basta pensare alla turpe idea di contare nel Pil anche i redditi da droga o prostituzione, come se mafia o papponi pagassero le tasse. Vergognosa anche la legge ad personam con cui ha bloccato il proprio processo depenalizzandosi il reato, tal quale Berlusconi. Ed è solo la prima che fa a favore di se stesso. Ma di questo passo ne vedremo delle altre. Ma chi ancora lo difende si rende conto della propria complicità con un delinquente?
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Gilioli
Come la chiamiamo una società dove il 10 % possiede oltre il 50%, dove se nasci povero tale resti perché l’ascensore sociale è fuori servizio da decenni, dove i servizi pubblici vengono ridotti ogni anno, dove i beni d’accesso universale sono invece privatizzati e monetizzati, dove i parlamenti eletti sembrano svuotarsi sempre di più di sovranità rispetto a poteri e meccanismi esterni, comunque non eletti? Come lo chiamiamo questo posto dove il denaro si fa con il denaro invece che con il lavoro – e il lavoro è diventato un lusso per cui ammazzarsi, umiliarsi e sottoporsi dumping sempre peggiori? Come la chiamiamo la società dove il libero sviluppo di pochissimi è diventato la sacra condizione per la disperazione di tutti gli altri?

Ho tanto rispetto per la cosiddetta minoranza Pd – Fassina and co – che chiede di togliere il pareggio di bilancio dalla Costituzione: meglio tardi che mai, sapientis est mutare consilium etc etc. Allo stesso modo, ha forse ragione D’Alema quando mette in dubbio i risultati di questi primi sei mesi di governo Renzi, un tale casino di sparate che nessuno capisce più cos’è già legge, cos’è in discussione alle Camere, cos’è intenzione, cos’è annuncio e cosa puttanata pura per far titolo sul Tg.
Epperò: ma come Fassina? Ma come D’Alema? Intendo dire: in sei mesi di governo Renzi, il meglio che si è saputo fare a sx è resuscitare Fassina e D’Alema? Ci rendiamo conto vero che questi due signori sono privi di ogni credibilità, sì? Sappiamo che se anche dicono che piove in un giorno di pioggia, tutti pensano che ha ragione chi dice che c’è il sole?

APOLOGIA INVERSA ALLA GLOBALIZZAZIONE
mmanuel1337

La violenza esercitata dal potere sui corpi e sulle vite degli individui viene presentata come conseguenza naturale e fisiologica di quella ristrutturazione internazionalizzata dei sistemi produttivi, commerciali e finanziari che viene pudicamente definita globalizzazione e che, nei suoi tratti essenziali, è autoritariamente governata dall’alto ad opera delle politiche neoliberiste. La riduzione generalizzata della spesa pubblica e dei servizi sociali, la coartazione economica che ottiene tramite la semplice distribuzione differenziata delle ricchezze (peraltro secondo dislivelli sempre più scandalosi) l’asservimento di individui formalmente liberi ed economicamente schiavi rispondono perfettamente alle politiche neoliberiste e, insieme, vengono sempre di nuovo imputati alle sacre leggi dell’inevitabilità sistemica: sono i segni di quella schiavitù economica che convive con la libertà formale e che è la cifra del nostro presente. È, se vogliamo, il “teorema di Marx”: nel primo libro del Capitale, Marx spiega che la differenza tra l’antico schiavo e il moderno salariato sta nel fatto che il primo era legato al suo padrone da catene, mentre il secondo è vincolato al capitale e al mercato da fila invisibili, da una violenza, appunto, che non si vede ma che, non di meno, è ben presente.
Il pensiero unico neoliberista – nuovo oppio del popolo – non cessa di celebrare, in stile panglossiano, le virtù di un mondo in cui la libertà e l’individualità sono ricavate per astrazione dalla compra-vendita liberoscambista, dall’illimitata circolazione delle merci sul piano liscio del mercato globale. E tutto questo mentre si consuma, nel silenzio generale, l’ennesima riscrittura ideologica della storia del Novecento, secondo l’ormai consueta dialettica di rimozioni e trasfigurazioni sempre orientate all’imposizione dell’oggi come destino irredimibile. Si tratta dell’oblio integrale, e tutto fuorché ideologicamente neutro, della ricca costellazione di pensatori marxisti (Karel Kosík, Ernst Bloch, György Lukács, per menzionare i più grandi) che contestarono fermamente il socialismo reale, nell’idea che occorresse riformarlo o trasformarlo in modo radicale, e, insieme, conservarono la passione durevole della critica anticapitalistica, rimanendo fedeli all’ideale del comunismo come ulteriorità nobilitante.
Se per violenza intendiamo una forza senza misura che diventa potere se – come suggerito da Elias Canetti nel suo capolavoro, Massa e potere – si stabilizza nel tempo, coincidendo con la capacità di costringere altri a fare ciò che di per sé non farebbero (o impedendo loro di fare ciò che di per sé farebbero), ebbene il mancato riconoscimento del carattere eminentemente economico della violenza e del potere nel nostro tempo rientra a pieno titolo nelle molteplici forme dell’ideologia e della sua dinamica di santificazione dell’esistente. Difficile non percepire il carattere del potere economico – nel senso della violenza stabilizzata nel tempo – che oggi pervade ogni cellula della nostra società.
L’essenza dell’odierna “condizione neoliberale” consiste nella dinamica di naturalizzazione e di assolutizzazione dell’economico, in un quadro in cui il vocabolario della razionalità economica diventa la sola sorgente in grado di conferire senso alle esistenze e alle azioni. Nel trionfo di quello che Gramsci chiamava “cretinismo economico” (Quaderni del carcere, VII, § 13), l’ordine dell’economia spoliticizzata è assolutizzato, poiché tutto dipende da esso e gli è subordinato; ed è, insieme, naturalizzato, secondo una sussunzione di ogni aspetto della vita umana sotto il paradigma che si fonda sul discorso economico e sull’ordine neoliberista pensato come naturale e, dunque, non negoziabile, né trasformabile
L’assenza di alternative è il modo in cui la coartazione che le tradizionali dittature ottenevano tramite la violenza nella sua forma esteticamente più lampante viene oggi garantita in forma impersonale e anonima, come se, appunto, fosse responsabilità univoca del sistema della produzione. Il mondo del fanatismo dell’economia non permette chance: impone l’adattamento ai suoi movimenti sottratti – con buona pace di Habermas – a ogni agire comunicativo e a ogni etica del discorso. Ciò si traduce, nell’immaginario comune, in formule che, nella loro limpidezza, valgono anche più della “vuota profondità”, come la qualificava Hegel, dei sofisticati sistemi filosofici in cui non di rado trova oggi cittadinanza (in primis nel rifiorire di vecchi e nuovi realismi): “non c’è più niente da fare”, “non esistono alternative”, “il mondo non può essere cambiato”, “ce lo chiede l’Europa”, e molte altre ancora dello stesso tenore.
Può essere utile, ancora oggi, dedicare del tempo alla lettura di uomini che, davvero, vivono del tutto nell’impegno della costruzione di una visione unitaria, capace di restituire progressivamente, anche nel lettore meno accorto, la coscienza dell’essente.
Uomini impegnati o lettore poco accorto, questo è il problema.

COLLASSO ITALIA PER DEFLAZIONE. COME SCONFIGGERLA?
berluscameno

Ma chi si deve interessare di combattere la disoccupazione dilagante in Italia ?
Il problema da combattere oggi è la deflazione e non l’inflazione. La deflazione si origina da un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali in attesa di ulteriori cali dei prezzi preferiscono attendere e risparmiare, creando una spirale negativa.
Le imprese, non riuscendo a vendere a determinati prezzi i beni e servizi prodotti, finiscono per collocarli (svenderli) a prezzi inferiori. Così facendo si riducono i ricavi delle imprese che di conseguenza sono obbligate a ridurre gli investimenti e i costi del lavoro, generando disoccupazione (in Italia la disoccupazione (disoccupati + coloro che non lavorano) si attesta al 24%, mentre la disoccupazione giovanile balza al nuovo record negativo storico del 46,5%).
Il Paese ha un avanzo primario del 2,5% del PIL e nonostante questo dato, che sembra incoraggiante, il suo debito continua ad aumentare, passando dal 120% al 136,5% del rapporto debito\Pil in due anni. Nell’area euro l’Italia è seconda solo alla Grecia in fatto di rapporto debito -Pil. Ad Atene in ottobre era pari al 169,1%. Tra gli altri debiti pubblici più grandi dell’eurozona figurano il Portogallo (131,3%) e l’Irlanda (125,7%).
Ma quale sarebbe la ricetta per contrastare la deflazione e la disoccupazione incontrollata?
Secondo Keynes, in tempi di crisi il risparmio è distruttivo perché se tutti risparmiano la domanda aggregata diminuisce e con essa diminuisce la ricchezza in quanto diminuiscono produzione e occupazione. Negli USA a marzo 2009 l’inflazione era scesa sotto lo zero; hanno risolto il problema ricorrendo a forti iniezioni di liquidità da parte della Federal Reserve (FED), attraverso i vari Quantitative Easing (QE1-QE2-QE3).
In Europa la situazione è più complessa. Non è un caso che Draghi abbia ulteriormente tagliato i tassi (ma non ha ancora fatto nessun Q.E. Infatti le Banche e la Merkel e Padoan non vogliono ricorrere a questo unico mezzo per debellare finalmente la disoccupazione): il tasso di rifinanziamento (solo per le Banche ) è stato ridotto allo 0,15% . L’obiettivo per la BCE, è quello di inondare di liquidità i mercati finanziari (che ringraziano) nella speranza vana di riattivare i consumi che si possono solo riattivare se aumentano gli occupati nel sistema industriale reale.
La BCE non può finanziare direttamente gli Stati dell’area Euro, stampando moneta, poiché è vietato dai Trattati. Essa è quindi costretta a far passare il flusso monetario (con mille miliardi al tasso dello 0,25% o TLTRO ) tra le mani delle sole banche e non dell’economia reale (le aziende piccole , medie e grandi italiane rimangono -così -sempre assetate di denaro e non possono assumere nessuno!). Il branco famelico del Bankster UE non rinuncerà mai a “TUTTO “ il denaro versato dalla BCE.
E purtroppo la BCE non è la FED. (Solo la FED ha come compito primario statutario quello di diminuire la disoccupazione in USA).
Ma la BCE “deve ” cambiare il suo statuto: al primo posto deve scrivere e dare la priorità alla lotta alla disoccupazione.
E non solo quello di “ingrassare ” di denaro pubblico le banche dei Bankster
Il problema principale è proprio questo, dovuto all’incapacità degli stimoli monetari della BCE di finire nelle mani “pulite “di famiglie e imprese. Dal 2009 la BCE, con modalità diverse, ha immesso liquidità nel sistema aumentando la base monetaria, ma questa poi non si è tradotta in M3 (offerta di moneta all’economia reale ) perché buona parte di questa moneta è stata utilizzata dalle banche dei Bankster per acquistare titoli di Stato. Infatti è stato bello e molto comodo per le banche commerciali UE (Bankster)ricevere denaro fresco al tasso dello 0,15% da utilizzare per speculare in strumenti finanziari (derivati tossici), per riacquistare le proprie obbligazioni o per ristrutturare il proprio capitale in vista dell’applicazione dei più severi requisiti dell’European Banking Authority, invece di dirottarlo nell’economia reale come dovrebbe obbligare la regolamentazione bancaria. Ma da quando “le concessione bancarie governative “sono state date –tramite gli uffici degli amici degli amici installati nei posti di comando dei governi dei Paesi UE -a degli autentici gangster che usano il denaro “pubblico “ al solo fine di aumentare a dismisura i loro loschi traffici finanziari e lo spudorato riciclaggio di denaro tramite le loro Banche Ombra situate nei paradisi Fiscali?
I governi europei sono –ormai – inermi al diktat della finanza sporca : l’economia di un paese della zona euro dipende dal cartello (Lobby) delle banche commerciali che decidono quanti titoli di stato acquistare, se acquistarli e a che tasso acquistarli (grazie alle complicità delle colluse ed altrettanto delinquenziali agenzie di rating).
In questo momento è necessario che quanto sopra espresso non resti una voce isolata fuori dal coro, bensì urge che economisti e politici abbiano il coraggio di proporre una concreta uscita dall’euro e quindi dalla austerity merkelliana oppure che si proponga una più corretta gestione della zona euro da parte degli esponenti della sola economia reale e non tramite la gestione “predatrice”(e fine a se stessa ) delle varie Banche d’affari (Loro !). Occorre anche la contemporanea riappropriazione della sovranità monetaria italiana. Spero che in Italia un partito si faccia al più presto paladino di questo obiettivo. E se ciò avvenisse lo voterebbero milioni di italiani consci del fatto che il vero cancro da debellare sia -ormai – solo la finanza prenditrice dei “santi” Bankster ! Solo facendo in modo che l’ attuale “associazione finanziaria farlocca” non abbia più potere di “arraffo” impunito sull’economia reale avremo la possibilità di uscire dalla crisi e risollevare la nostra economia.

SANZIONI ALLA RUSSIA E STOP ALL’EXPORT ITALIANO
Marcuzzo

“Renzi, pur di meritarsi la nomina della Mogherini ha dovuto appoggiare senza riserve le sanzioni irrogate dalla Ue alla Russia nel contesto della crisi ucraina, coinvolgendo il nostro Paese in una vicenda nella quale non ha alcun interesse diretto se non quello di starne il più possibile lontano.” (IFQ)

Putin ha preso debita nota dell’accondiscendenza del Premier/Gelataio: la prima misura di ritorsione adottata in risposta alle sanzioni è stata quindi di vietare l’importazione in Russia proprio di quelle merci la cui produzione è fiore all’occhiello incontestabile del nostro Paese.
E così dopo la prima bastonata sull’agroalimentare, stimata dalla Coldiretti in circa 700 milioni all’anno, un paio di giorni fa è scattato l’allarme anche per il settore moda, il cui export verso la Russia ammonta a più di 2 miliardi di Euro l’anno.
Se la matematica non è un’opinione, dunque, la vittoria finale di Renzi nella faida interna al Pd potrebbe costare all’Italia circa 3 miliardi di Euro l’anno in termini di mancato export.
E mentre l’Italia perde mercato e la disoccupazione dilaga (e fu la principale causa dell’avvento del nazismo) le due più importanti società petrolifere, americana e russa, prendono accordi per il petrolio dell’Artico, un accordo di cartello. In questa sceneggiata bellica l’Italia fa il vaso di coccio, facendosi pure del male e facendo del male: con le armi non si scherza.
Altri mille di questi 100 bellissimi giorni di merda
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Twitter
“Ah, almeno non ti avessi incontrato io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato”
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Fornitura gas russo, ministro Guidi: “Temiamo le ripercussioni di Putin”.
Ma va?
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Marcuzzo
Sembrano le guerre di Mussolini, con il fucile di legno
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JackTheLeopard
Mi sento un Buddha piccolo piccolo, quando nel mio piccolo cerco di convincere qualcuno che il progresso oggi riguarda sì la tecnologia ma non è l’ultima versione di uno smartphone bensì il modo con cui essa può essere usata per risolvere i veri problemi del mondo. Ad esempio, quel meccanismo per cui un operaio in Corea viene sfruttato quasi come uno schiavo per produrre questi smartphone. Ma a dirlo mi becco sempre dell’hippie, del no tav, del centro sociale, del gandhi, del fidèl o anche del pirla
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Cla van
Se invece di badare SOLAMENTE e sottolineo solamente alla comunicazione si guardassero anche gli atti che vengono fatti? Ad esempio si è tirato il secchio in testa per fare la pubblicità a favore della SLA ma stanziamenti a favore della ricerca? Cioè se invece di fare quella buffonata avesse fatto come il rapper napoletano (di cui ora mi sfugge il nome ma che ha partecipato a Sanremo) che invece di tirarsi la secchiata in testa ha dato un assegno di 1000 euro a favore della ricerca? Non è quest’ultima una mossa più efficace sia dal punto di vista comunicativo che da quello pratico? Purtroppo siamo talmente abituati ai buffoni (e il fatto che Monti non facesse cose ridicole tipo questo qui, a parte il cane vabbè, non vuol dire che non fosse un buffone) fa sì che per essere bravi a comunicare si debba essere per forza un pagliaccio? Fra parentesi, vi prego guardate le facce che faceva ieri Renzi in conferenza stampa quando parlava la Boschi…. ho riso per tutto il tempo e ho mandato una mail a Mr. Bean per dirgli di imparare da Renzi come si fa….

FAVOLE
berluscameno

Come diceva Nietzsche: “Non appartengo a nessun partito. Nessun partito me lo perdona”.
A mio parere “essere di sx “ significa vivere ed operare nella attuale società cercando di migliorarla. (Senza rischiare di andare in galera, però: eventualmente appioppata “quale riconoscenza per il lavoro svolto!”). Infatti molti non sanno che “i migliori cervelli dell’attuale congrega e governance mondiale operano con il fine preciso di impedire di fatto lo sviluppo in meglio dell’attuale società: sono infatti affascinati dalla schiavitù sociale operante al tempo dei Faraoni dell’antico Egitto!”
Ma torniamo ai nostri tempi “perigliosi”, specie per coloro che un lavoro “vero “non l’hanno ancora trovato!
Passano le settimane, passano i mesi, le riforme non vedono la luce. L’economia italiana non si riprende, le tasse aumentano, e un giorno o l’altro tutti daranno addosso a Matteo Renzi, con l’entusiasmo di chi sa di appartenere ad una massa e di non correre rischi. Non ci si potrà stupire. Le grandi simpatie della folla sono volatili, e dall’ Osanna al Crucifige la strada non è molto lunga. Se poi c’è di mezzo la delusione, il mutamento di stato d’animo è particolarmente comprensibile.
È cosa molto gradevole prendere sonno con un’interminabile ninna nanna di promesse: ma al risveglio i messaggi di un portafogli vuoto contano più delle battute – indubbiamente brillanti – del più scoppiettante Presidente del Consiglio che abbiamo mai avuto. Quel giorno bisognerà difendere l’innocente giovanotto fiorentino: chi crede a promesse assurde non è meno colpevole di chi le fa. Se arriva un Principe Azzurro e ci dice che farà una riforma epocale al mese – non in un vago futuro, ma nei prossimi 120 giorni – chi lo prende sul serio è una vittima predestinata della Catena di S. Antonio, dei venditori di terreni sulla Luna e, se non è più in galera, di Wanna Marchi. Fra l’altro l’intraprendente ammaliatore sa, o almeno dovrebbe sapere, che si muove in un contesto da film horror. Avanzando cade nel baratro del default finanziario; indietreggiando è divorato dal coccodrillo della recessione; aggrappandosi al ramo del fisco lo vedrebbe spezzarsi perché già sopporta un carico eccessivo. Forse potrebbe salvarlo la corda della spending review, ma purtroppo, se ne accorgerà, ogni volta che tenderà la mano per afferrarla, essa si ritirerà di scatto, magicamente. L’unica alternativa che gli è concessa (come del resto a tutti i suoi predecessori) è in che modo fallire: se provandoci o rimanendo fermo, ed essendo accusato – come gli altri – di non aver fatto nulla.
Finché l’Italia non cambia sul serio (e non si vede come) questa difesa del Primo Ministro va conservata accuratamente, perché potrebbe servire parecchie volte, per chiunque commetta l’imprudenza di formare un governo in Italia. L’attuale situazione economica si pone rispetto al nostro governo, e in fondo rispetto a tutta l’Europa, come il Pacifico in tempesta rispetto ad un peschereccio. O non c’è nulla da fare, di fronte alla forza della Natura, o nessuno ha capito ciò che potrebbe fare. Da anni un economista come Paul Krugman (Premio Nobel in economia) raccomanda una ricetta opposta a quella sin qui adottata dai Paesi UE, ma se gli Stati Europei che più contano non gli hanno dato ascolto, si può far torto ai nostri ministri di non averla adottata da noi? È vero che Renzi, diversamente dal mite Enrico Letta, ha avuto la tracotanza di parlare dell’Italia come di un Paese che sfida l’Europa, che la guiderà e la tirerà fuori dalla recessione. Ma via, era una battuta tanto per ridere, fra le tante altre. Diversamente bisognerebbe prendere Münchhausen per un personaggio storico.
Il nostro futuro non è incoraggiante. Gettando una moneta, l’alternativa realistica è una sola. O testa, e continueremo a peggiorare lentamente, come abbiamo fatto fino ad ora, o croce, e il peggioramento sarà brusco, magari non solo per noi ma per tutta l’Europa. Ma esiste anche l’alternativa irrealistica: nessuno ignora che, cadendo, una moneta può rimanere in piedi sul suo bordo. E se questo accadesse, l’Italia improvvisamente ripartirebbe a razzo, Renzi farebbe tutte le riforme promesse, i magistrati e i sindacati non si metterebbero di traverso, la Pubblica Amministrazione diventerebbe snella e veloce come una mezzofondista e soprattutto – miracolo degno della resurrezione di Lazzaro – il fisco si dimezzerebbe.
Sarebbe un finale favoloso. Del resto, chi può negare che le favole a volte si avverano sul serio?

SOVRANITA’ DEMOCRATICA E COGNITIVA
Sergionero

Il “capitalismo di relazione”! Equitalia e simili facezie non possono negare la diagnosi (infausta) di liberismo che sta nel macro quadro . .
Il liberismo è l’indebitamento dello Stato presso i privati, la rinuncia al conio.
In secondo luogo la presenza di banche private.
In un unico concetto, il liberismo è la degenerazione della finanza da servizio pubblico a mercato privato.
Ha in premessa il concetto che l’investimento pubblico non si ripaga, nega quindi le straordinarie performance economiche di Germania e Giappone del dopoguerra, e anche il galleggiamento attuale dell’ultimo il cui funerale viene previsto dal Sole 24 a cadenza mensile fin dagli anni 90, ma sono gli altri che crepano.
Purtroppo la parola magica per uscire da questa crisi non è di quelle che al sx ama, si chiama Sovranità, sovranità anche democratica e cognitiva, bisognerebbe epurare i centri studi e tecnici pubblici da soggetti formati dagli interessi privati come gli studenti della Bocconi, o intrallazzati con banche come i Monti e Draghi .
Lo stesso Adam Smith scriveva che il monarca non può dar ascolto al mercante, ma per i banditi liberali al comando anche lui era statalista.
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MA SAPETE VOI COSA VUOL DIRE VERAMENTE GLOBALIZZAZIONE?
Berluscameno

Vuol significare quello che hanno studiato a tavolino, organizzato e cercato di applicare nella realtà ( a partire da un secolo fa e sino ai nostro giorni ) i vari soci del Gruppo Bilderberg o di altra nuova organizzazione ancora più segreta ed esclusiva .
Un governo mondiale con una struttura amministrativa copiata pari – pari da quella esistente nel sistema di Governo Comunista Cinese : “ tutti zitti ed in riga , altrimenti vi mandiamo nei campi di rieducazione”.
Una sola religione mondiale : probabilmente quella cattolica -cristiana . Infatti quella Indù o Mussulmana sono troppo esigenti con i loro credenti.
Forse una eccezione potrebbe essere accordata alla religione Ebraica, anche per la considerazione che la religione cristiana –cattolica ha origine e deriva da quella ebraica o giudaica più antica.
(O forse l’eccezione viene fatta per riguardo alla famiglia Rothschild: famiglia europea di origine tedesca –giudaica che istituì il sistema bancario e finanziario a partire dal XVIII secolo). La governance mondiale sarà strutturata con le modalità simili a quelle già opportunamente concordate e realizzate con la nascita dell’Unione Europea tra 27 Paesi .
(Anche se in realtà l’UE è un “non Stato” realizzato tramite la firma di Trattati bilaterali tra l’ UE e ciascun Paese UE! )
Una Assemblea pletorica (senza alcun potere effettivo ) eletta con il voto dei Popoli dei Paesi del Mondo , e poi tutti gli altri componenti degli organi esecutivi scelti direttamente (senza alcuna elezione ) da poche ed importanti personalità Politiche ed economiche di valore mondiale!
Questa sarà -in sintesi- la prossima “democrazia globalizzata” da propinare ai popoli dei Paesi del mondo.
Ho però come un presentimento che prima che si arrivi a questa svolta decisiva di “democrazia globale ed epocale” circa la metà della popolazione mondiale toglierà il disturbo(ossia verrà opportunamente eliminata )tramite qualche “trovata bellica “ad Hoc , oppure tramite qualche “Ebola “ improvvisamente impazzita!

CRISI DI GOVERNO IN FRANCIA SEMPRE NEL SENSO DEI BANKSTER
berluscameno

Il premier francese Manuel Valls ha auspicato “un patto” per l’Europa con la Germania, ribadendo le ragioni delle politiche di austerità. Isolata la posizione di Matteo Renzi, che pensava che la Francia si sarebbe schierata con l’Italia contro la politica di austerity, di cui la cancelliera Merkel è la madrina e sponsor.
Non poteva andare peggio per il premier Matteo Renzi, che nel giro di 48 ore ha assistito a una crisi di governo in Francia e alla sua ricomposizione, il cui significato è stato chiaro sin dall’ inizio. Il rimpasto voluto dal presidente François Hollande è servito per estromettere dalle cariche i ministri riottosi e contrari alle politiche di austerità, in particolare, l’ex ministro dell’Economia, Arnaud Montebourg, il quale aveva proposto al premier Manuel Valls e al presidente stesso, tramite esternazioni pubbliche, un’intesa con l’Italia di Renzi contro l’”assurda” austerità imposta dalla Germania. Non solo Montebourg è stato fatto fuori senza tanti complimenti, ma al suo posto è arrivato il giovane Emmanuel Macron, 36 anni, ex banchiere d’affari alla Rotschild e considerato favorevole alle politiche di austerità (figurarsi se un ex Bankester sarà mai contro le politiche di austerità merkelliane) fingendo- però – di interessarsi alle riforme strutturali. (Infatti un ex banchiere si chiederà sempre: ”ma io cosa ci guadagno con le riforme strutturali?”). Schiaffo alla gauche, che con Hollande pensava di difendere il modello sociale francese, ma è un pugno anche contro il governo italiano, che pensava di avere trovato un interlocutore convinto in Europa per risolvere questioni di bottega, come i problemi dei propri conti pubblici ballerini.
La Francia sta messa male anch’ essa. Per quest’anno, il deficit potrebbe attestarsi sopra il 4% del PIL, allontanando la prospettiva di una sua discesa sotto il tetto massimo del 3% e quella del pareggio di bilancio. Ma il premier riconfermato Valls ha precisato ieri che serve un “patto forte, duraturo e produttivo” tra Francia e Germania per il rilancio dell’Europa. Dunque, se vi fosse ancora dubbio, Parigi ha riaffermato l’alleanza strategica con Berlino, approvandone le politiche di austerità, limitandosi a chiedere che il ritmo di discesa del deficit sia compatibile con la situazione economia straordinaria. E sempre Valls ha confermato la sua fiducia nella BCE, che “saprà utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per giungere al target d’inflazione al 2%”. Adesso è più forte l’asse franco-tedesco.
E la crisi politica francese si è così risolta allontanando le ombre di un possibile scontro con la Germania della cancelliera Angela Merkel e ribadendo le ragioni dell’alleanza franco-tedesca. Il nuovo governo transalpino si limiterà a chiedere che il suo deficit scenda meno velocemente di quanto finora previsto e su questo punto ha già trovato un’apertura forte della cancelliera, che ieri in un incontro con i reporter a Berlino ha dichiarato che non si tratta di vedere se il deficit sia al 3, al 2 o all’1% o se si raggiunge il pareggio di bilancio, ma è necessario che la Francia faccia le riforme. Renzi rimane isolato in Europa.
In sintesi, la “cacciata” dei ministri anti-tedeschi in Francia è servita a riacquistare la fiducia della Germania, che ha immediatamente ricompensato gli alleati con un’apertura, forse anche clamorosa, sul deficit. Renzi, che aveva puntato tutto su un’intesa con Parigi, è stato messo nell’ angolo. Non solo si è visto sfilare un prezioso alleato nella sua crociata anti-tedesca, ma dovrà fare i conti con il “nein” dei tedeschi a un indebolimento del Patto di stabilità, nonostante le parole pronunciate nel weekend dal governatore della BCE, Mario Draghi.
Ci ha pensato lo stesso ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, a puntualizzare che il discorso di Draghi sarebbe stato travisato e interpretato troppo in un’unica direzione. Il ministro ha ribadito la necessità che la Germania e l’Europa facciano le riforme strutturali(ossia aumentare le tasse nazionali e diminuire le spese statali!) per crescere (verso il basso!) e diventare più competitive al fine di poter comprare più prodotti germanici. Come dire: Draghi avrà detto quel che ha detto, ma nessuno osi mettere in discussione l’austerità “demenziale” merkelliana non adatta -particolarmente – in Paesi UE con forte recessione e dilagante disoccupazione! D’altronde, la stessa Merkel, intervenendo proprio sul caso francese, ha confermato la linea di Berlino: “non si cresce con l’aumento della spesa pubblica”.
Un’altra “fesseria “ economica (per un Paese in recessione come l’Italia)detta dal Capo della Grande Germania alleata (per affari ed intrallazzi vari) della Grande Russia di Putin !

L’IPOCRISIA NELLA QUESTIONE UCRAINA
berluscameno

Ucraina e Russia. L’Europa sta a guardare, ancora incredula.
Leslie Gelb dice «Russi, americani, europei e ucraini stanno battendo il record mondiale di venalità, menzogne, ipocrisia e autolesionismo». E quando Leslie Gelb parla di «menzogne e ipocrisie» occorre ascoltare. Già dirigente del Pentagono, poi al «New York Times» e presidente del Council on Foreign Relations, Gelb è l’autore dei celebri «Pentagon Papers», i dossier che spiegavano alla Casa Bianca come gli Stati Uniti stessero perdendo la guerra in Vietnam, giusto mentre il presidente Johnson assicurava che la stavano vincendo. Ipocrisia al potere.
Ora Gelb, dal sito «Daily Beast» scrive che l’intera classe politica di Kiev, pro Russia o pro Ue che sia, è corrotta al midollo e rivende ogni accordo diplomatico al miglior offerente. L’Europa della cancelliera Merkel, secondo Gelb, «ha sbagliato tutto» perché offrendo un patto economico all’ ex presidente Yanukovich, fantoccio di Putin, ha spaventato il Cremlino, obbligandolo a offrire 15 miliardi di dollari come «carota» per comprare l’Ucraina, trasformati poi in «bastone» dell’occupazione in Crimea quando Kiev si ribella. Per Gelb l’America è altrettanto ipocrita e impotente, perché Bush figlio non mosse un dito mentre Putin sperimentava la tattica ora usata in Crimea ed Ucraina, attaccando la Georgia nel 2008, e creando i due staterelli pirata di Abkhazia e Sud Ossezia fingendo di avere subito provocazioni dai “derelitti” georgiani. La Casa Bianca ha approvato la separazione del Kosovo dalla Serbia e non si vede perché Putin non debba ripetere la stessa operazione con l’Ucraina.
Obama. Il Presidente agisce con lentezza, sa di non avere un’opzione militare, ma sa che se Putin, sfrenato, occupasse anche Kiev, scatterebbe un’ora tragica, come per Kennedy nella crisi dei missili nucleari sovietici a Cuba 1962.
La Casa Bianca dunque non provocherà Putin, ma il Memorandum di Budapest firmato anche dai russi, garantisce a Kiev, in cambio dell’arsenale atomico sovietico ceduto dall’ Ucraina, integrità del territorio nazionale .
Washington calcola che, senza i voti dei russi in Crimea, con la paura dei carri armati russi sul suolo Ucraino , quel che resta dell’Ucraina sarà sempre più filo europeo, sperando così che l’aggressività di Zar Putin avvicini altri Paesi agli Usa.
La situazione resta apertissima e pericolosa. Svezia e Polonia – il ministro degli Esteri polacco Sikorski è il leader europeo che con maggiore forza denuncia l’invasione della Ucraina chiedendo ulteriori sanzioni – tornano ad armarsi.
Ma Usa e Ue giocano ogni mossa in reazione a Putin, senza una vera strategia di lungo periodo.
Da lontano guarda tutto questo la Cina, il Paese che teme la deriva post-sovietica del disordine più di tutto, che ha come antagonisti gli Usa nel Pacifico, ma che non può all’ infinito tollerare le instabilità seminate, dall’ Est Europa all’ Asia Centrale, dalla Russia, storico nemico dell’etnia Han.
Tante chiavi della II Guerra Fredda passano da Pechino, solo in apparenza lontana da Sebastopoli.
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I RAZZISTI SONO ALTRI E NON GRILLO
Paolo De Gregorio

Titolo in prima pagina sul Fatto Quotidiano: “Grillo di nuovo contro gli immigrati, portano la TBC. Ridurre un problema complesso alla solita battutaccia da bar serve solo a rubare qualche voto alla Lega”.
Spero che anche voi che mi leggete abbiate imparato, come me, a diffidare da chi usa il termine “complesso”, aggettivo generico che non significa niente e serve solo a denigrare chi cerca di evidenziare un problema che è semplice, chiaro, e indica responsabilità precise al fine di evitare ulteriori tragedie.
Dovremmo tutti, a cominciare dal sindacato di polizia, essere grati a Grillo che ha dato visibilità al fatto che ben 40 agenti di polizia, impegnati nel fronteggiare l’immigrazione massiccia degli ultime mesi, siano risultati positivi al test TBC, che richiederà anni di cura per queste persone che sono state impiegate nel loro lavoro senza adeguati strumenti protettivi, tipo tuta e maschera speciale, né informate dei pericoli che corrono, con la piena responsabilità dei loro dirigenti e quindi del ministro degli Interni Alfano. Cercare queste responsabilità e buttare fuori i responsabili non è “complesso”. E’ necessario e facile solo se c’è la volontà di farlo e la “class action” invocata dal sindacato di polizia mi sembra una iniziativa valida da appoggiare e seguire in tutti i modi.
Un’altra cosa elementare, che capiscono anche i bambini, è quella che non abbiamo strutture adeguate al flusso di clandestini per poterli mettere in quarantena (come si faceva in America con gli emigrati italiani) ed evitare così il diffondersi di malattie gravi, compresa l’ebola, che ha 21 giorni di incubazione prima di manifestarsi e richiede strutture e impegno eccezionali se si vogliono evitare contagi di massa.
La cosa da urlare ai quattro venti, invece di cianciare di “complessità”, è affermare che un paese in recessione, pieno di debiti, non può spendere cifre enormi per difendersi da un fenomeno non voluto né provocato e ciò non c’entra niente con il “razzismo”. Non desiderare nelle nostre strade migliaia di disperati, senza tetto, magari anche malati, che non hanno nessuna possibilità di lavoro se non schiavizzati dai caporali per la raccolta stagionale di pomodori e frutta, non è razzismo.
La strategia possibile è quella di non farli più partire con accordi politici con i paesi da cui avvengono le partenze, con servizi di “intelligence” italiani che segnalino alle autorità i concentramenti di persone in attesa di imbarco, Sarebbero risparmiate molte vite e molti soldi, evitati problemi sanitari e, non ultimi, i profitti mafiosi dei trafficanti di uomini. Ma la mia è solo una pia illusione nel pretendere razionalità e capacità di governo dai nostri politici che noi sudditi ormai non eleggiamo più, e che vengono nominati dalle vecchie cricche di potere di PD e Forza Italia, in desolante continuità con il passato. Purtroppo i cittadini non si sono ancora resi conto che oggi una vera alternativa c’è, ed è rappresentata da un movimento che fa scegliere i suoi rappresentanti nelle istituzioni dai cittadini e dal territorio.

TRAVAGLIO. IL BALLO DEL BLABLA
Ma non chiamiamola austerity.

Sguazzare nel magico mondo di Matteo Renzi è impresa faticosa e noiosa, ma istruttiva. Catalogare annunci, promesse, impegni, imperativi, scadenze, ultimatum, slogan, parole d’ordine, slide, tweet, hashtag, post, persino sms è un modo come un altro per studiare l’Italia e gli italiani del 2014. Dopo le mille balle blu berlusconiane, siamo tutti in una comunità di recupero per disintossicarci con terapia omeopatica e graduale: drogati da quattro lustri di patacche e bufale, rischiamo la crisi se ce le tolgono di colpo. Renzi è il metadone: l’oppioide che surroga sostanze psicotrope più forti e previene l’astinenza. Non bastasse l’annuncite che lui stesso ha confessato (negandola) l’altro giorno, quando ha annunciato “basta annunci” annunciandone di nuovi, ad aggravarla provvede la cosiddetta informazione.
Che, come già con Monti & Letta, puntella il terzo governo estraneo agli elettori con un surplus di promesse, di solito su progetti segretissimi, anche per chi dovrebbe averli partoriti. Quando Renzi dice “i giornali sono pieni di progetti segreti del governo, talmente segreti che non li conosce nemmeno il governo”, ha le sue buone ragioni. Ma ha il torto di accorgersene tardi: quando aveva il vento in poppa e tutti i poteri forti ai suoi piedi con stampa e tv al seguito, sull’annuncite marciava felice. Intanto generava illusioni che neppure un incrocio fra Cavour, Roosevelt e De Gaulle avrebbe mai potuto soddisfare, dunque destinate a trasformarsi in delusioni. Ora che l’elastico torna indietro, lui tenta la fuga verso la normalità. Mille giorni al posto di cento (“una riforma al mese”). “Passodopopasso ” anziché “tuttoquisubito”. Ma doveva pensarci prima. Sei mesi di populismo e futurismo alla fiorentina, pancia in dentro petto in fuori, yeyé e brumbrum, ha inoculato nel Paese un’ansia da prestazione che ora gli si ritorce contro. Nessuno, a parte B., aveva tanto personalizzato la politica in una sola faccia, un solo corpo, una sola bocca perennemente aperta. E dire che all’inizio Renzi pareva saperlo che a metter troppa carne al fuoco si produce tanto fumo da oscurare le poche cose davvero fatte:
“Basta spot, tanti fatti e pochi annunci. Concretezza da sindaci. I miei ministri devono lavorare e tacere” “Voglio uscire dal Truman Show, siamo qui per parlare il linguaggio della franchezza, al limite della brutalità” Ma erano annunci, pure quelli. Poi, come scrisse Panorama, partì il Ballo del Blabla.
(si citano i titoli di Repubblica e Corriere su proclami di Renzi, tutti sistematicamente elusi)

LE BALLE DI RENZI CON REPUBBLICA E CORRIERE COME MEGAFONI

Articolo 18. “Non parlo dell’articolo 18” (Giuliano Poletti, Pd, ministro del Lavoro). “Abolire l’articolo 18 entro fine agosto” (Angelino Alfano, Ncd, ministro dell’Interno). “L’articolo 18 è un totem ideologico, inutile discuterne: bisogna riscrivere tutto lo Statuto dei lavoratori” (Renzi). “Taglio di 3 anni per i nuovi assunti. Primo passo per cambiare l’articolo 18” . “Via l’articolo 18” (Enrico Zanetti, Sc, sottosegretario Economia). “Poletti: non serve abolire l’articolo 18. Basta il contratto di inserimento” “Il problema non è l’articolo 18, riguarda 3 mila persone” (Renzi).
Nel ddl delega “Jobs Act” c’è solo un accenno al “contratto a tutele crescenti”.

Auto blu. “Le auto blu andranno all’asta come abbiamo fatto a Firenze. Dal 26 marzo diremo ‘venghino signori venghino’” (Renzi). “Vendesi auto quasi nuova colore blu. 100 auto blu all’asta online dal 26 marzo” (slide di Renzi). “Le autoblu su eBay dovrebbero fruttare 370 mila euro” “L’auto blu piace usata e su internet scatta la corsa all’acquisto”. “Pazzi per le auto blu: boom di offerte e prezzi più alti della media” “Sono state vendute tutte le 52 auto blu messe all’asta su eBay” (Palazzo Chigi).
In realtà ne sono state vendute solo 7 e hanno fruttato appena 50 mila euro.

Burocrazia. “Decreto ‘licenzierà’ i consiglieri di Stato” “Ora una violenta lotta alla burocrazia” “Il piano anti-burocrazia. Renzi: ‘Entro mille giorni tutti i certificati online o inviati a casa entro 48 ore’” “Certificati online per dire addio alle code”
Tutto fermo.

CARCERI. “Non è possibile un nuovo indulto-amnistia dopo 7 anni dall’ultimo. Non serio, non educativo e non responsabile. Sarebbe un autogol e un vulnus al principio di legalità che la gente non capirebbe” “Approvato in Senato il decreto carceri: risarcimenti e sconti di pena ai detenuti in celle sovraffollate, stretta sulla custodia cautelare, niente carcere se la pena non supererà i 3 anni. Lega e M5S: ‘Indulto mascherato’” “La polizia ad Alfano:
Con lo svuotacarceri dimezzati gli arresti degli spacciatori.

CASA. “Piano casa da 1 miliardo e mezzo” “Arriva il piano casa con affitto e riscatto” “Riforma del catasto a breve” “Altolà di Padoan alle spese: il pacchetto casa a rischio” “Sconto fiscale per chi affitta alloggi nuovi” .
Bloccato quasi tutto per mancanza di fondi.

CONFLITTO DI INTERESSI. “Occorre una legge sul conflitto di interessi” “Caro Roberto… un’altra emergenza, strettamente connessa a quelle delle mafie, pure da affrontare – come ci ha di recente ricordato l’Ue – è la corruzione il cui costo ammonta a 60 miliardi ogni anno, pari al 4% del Pil italiano, circa metà dei danni provocati in tutta Europa” “Senato, il ddl anticorruzione slitta al 10 giugno” “Daspo a vita contro i corrotti. Stretta nel codice etico dei Dem”
Il 16 giugno il ddl Grasso anticorruzione, discusso in commissione per un anno ed emendato da partiti e governo, è pronto per l’approvazione alla Camera. Ma il governo, previo colloquio di Renzi con B. e Verdini, lo blocca annunciandone uno nuovo. Che per ora non c’è né è all’ordine del giorno.

COSTI DELLA CASTA. “Dimezzare subito il numero e le indennità dei parlamentari. E vogliamo sceglierli noi con i voti, non farli scegliere a Roma con gli inchini al potente di turno” Con l’Italicum e il Senato delle Autonomie, i parlamentari non si dimezzano, ma scendono da 950 a 730, e le indennità dei 630 deputati restano intatte. “Io da sindaco di Firenze guadagno 50 mila euro netti l’anno. Perché un parlamentare o un consigliere regionale deve guadagnare molto più di me?” Ma con le sue riforme i deputati continueranno a guadagnare molto più dei sindaci. “Ridurre gli stipendi e dimezzare il numero dei parlamentari e abolire tutti i tipi di privilegi che fanno credere alla gente che i politici siano tutti uguali” Ora anche i sindaci e i consiglieri regionali nominati senatori avranno un privilegio in più: l’immunità parlamentare.

CRESCITA DEL PIL. “La domanda interna si rianima, il calo dei prezzi aiuta i redditi più bassi” (Draghi). “Con misure serie, irreversibili, legate non solo alla revisione della spesa, nel primo semestre 2014 avremo già i primi risultati” (Renzi). “‘Il taglio dell’Irpef può aumentare la crescita dello 0,4%’: per gli economisti tra 5 e 6 miliardi in più l’effetto sui consumi” “Alimentari, trasporti e abiti: le famiglie spenderanno così 9 miliardi del bonus Irpef” “Il governo accelera sul Def. Sale la stima sul Pil: potrebbe salire all’1,1%” “La crescita del Pil quest’anno potrebbe arrivare fino all’1%” (Visco). “Abbiamo abbassato le previsioni di crescita del Pil rispetto al governo Letta. Sono prudenti, ma saranno smentite. Lo prometto” (Renzi). “Arriva il rimbalzino del Pil: secondo trimestre positivo. Attesa una crescita compresa tra lo 0,1 e lo 0,4%” “Che la crescita sia 0,4 o 0,8 o 1,5% non cambia niente per la vita quotidiana delle persone” (Renzi). “Renzi: ‘Difficile confermare il Pil a +0,8% del Def’” “Il Pil non me lo aspettavo così giù. La ripresa non arriva: avevamo previsto lo 0,8, invece sarà inferiore” “L’Italia non fallirà”
A fine anno si prevede una crescita negativa. Consumi ancora giù. Consumatori sempre più pessimisti.

DEBITI DELLA PA. “Sblocco totale e non parziale dei debiti delle PA per dare uno choc”. Ma 22,5 miliardi il Tesoro li ha già pagati; altri 25 li ha già stanziati e coperti Letta; gli altri 47 sono fuori bilancio, mai certificati. “Entro 15 giorni il decreto per sbloccare 60 miliardi alle imprese” Poi si scopre che non è un decreto, ma un disegno di legge. “Entro luglio pagheremo tutti i debiti della PA: oltre ai 22 miliardi già pagati, 68 miliardi totali” “Subito 60 miliardi per pagare le imprese. Ma Padoan non è convinto” “Così il governo restituirà grazie a Cdp 60 miliardi alle aziende creditrici” “Renzi si accorda con le banche per dare 60 miliardi alle imprese” . “Crediti alle imprese, lo Stato paga tutto” “Caro Vespa, scommettiamo che rimborseremo alle aziende tutti i debiti della PA entro il 21 settembre, il mio onomastico? Se perde lei va in pellegrinaggio a piedi al santuario di Monte Senario, ma se perdo io sa dove mi mandano gli italiani?”
“Il grosso dei pagamenti avverrà nel 2015” (Delrio). “Padoan: debiti PA a 6 miliardi: ‘Entro l’estate paghiamo’. Per Bankitalia sono 91 miliardi, Confindustria li stima in 100, il governo ne certifica molti meno” . “Entro il 21 settembre dovremmo riuscire a pagare tutti i debiti della PA” (Renzi)
Al 21-7, sul sito del Tesoro, risultano pagati 26,1 miliardi, più 30,1 di risorse rese disponibili agli enti debitori ma non ancora pagate (totale: il 63% degli stanziamenti 2013). Il governo Renzi ha stanziato 13 miliardi. E adesso ha passato la palla a Cassa Depositi e Prestiti e alle banche.

DEBITO PUBBLICO. “Nessuna preoccupazione sui conti pubblici” (Renzi).
“Debito pubblico record: 2168 miliardi. In 6 mesi 100 miliardi in più”

EUROPA. “Non sforeremo il 3%” . “L’intesa tra Obama e Renzi: ‘Giusto cambiare l’Europa’”. “Renzi a Obama: ‘Convincere la Merkel a cambiare verso’ “L’Europa ci darà più tempo per rispettare il Fiscal compact sul debito” “Asse tra Renzi e Cameron per rivedere i trattati Ue” “L’Europa deve cambiare. Ora contiamo come Berlino” “Prima sfida Renzi-Merkel” “Stimo la Merkel, non è un nemico. Ma basta austerità” “Non temo le pagelle Ue, ma vanno cambiate le regole. Basta con gli eurotecnocrati” “Merkel frena la sfida con Renzi” (Stampa, 5-7). “Non prendo ordini dall’Ue” “Le riforme in Italia le decido io, non Troika, Bce e Commissione” (Renzi, 10-8). “Sulle riforme condivido dalla A alla Z le parole di Draghi”. “Riforme, Renzi rassicura Draghi. Due ore di incontro informale” “Sforiamo il 3%” (Enrico Zanetti, sottosegretario Economia). “Zanetti parla a titolo personale” (Padoan). “Renzi prepara la battaglia: ‘La crisi colpisce tutti, non siamo noi il problema dell’Ue, la Merkel si ammorbidirà’”
Nei fatti, il governo non contesta alcun trattato: rispetta il 3% e vuole rinviare il pareggio di bilancio strutturale al 2016.

EVASIONE FISCALE. “Avanti con la lotta all’evasione: non con i blitz a Cortina o Ponte Vecchio, ma con la tecnologia” “Fisco, anche le bollette per la caccia agli evasori. Nel piano l’incrocio delle banche dati, dai conti correnti alle utenze” “L’evasione non si combatte con nuove norme. Serve la volontà politica. Più controlli? È una logica parziale, rafforza l’idea che l’Agenzia delle Entrate è il nemico. Invece dev’essere un partner, un amico”
Nessun cambiamento fissato o previsto in materia.

FAMIGLIE. “Ora aiuti alle famiglie” “Arriva lo sconto fiscale per le mamme lavoratrici: ecco gli aiuti alle famiglie”
“Sul bonus alle famiglie stop del Tesoro”
“Rinvio sul bonus alle famiglie numerose” Nulla, non c’è un euro.

FISCO. “Maggio, riforma del fisco” “Ora nuovo fisco” “Scontrini detraibili, il 730 sarà precompilato” “Nuovo catasto e 730 precompilato, parte la riforma delle tasse” “Tasse e fatture digitali. Fisco più semplice”
Tutto fermo in attesa dei decreti alla delega fiscale.

FLESSIBILITÀ. “Ue: più riforme più flessibilità. Renzi: vertice tosto ma è un successo. Accordo molto buono” “La flessibilità ottenuta da Renzi in Europa non è poco. Di allenta il Patto di Stabilità. Parliamo di circa 7 miliardi di euro” (Delrio). “Renzi non ha mai chiesto maggiore flessibilità” (Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco)
“La crescita di Renzi spacca la Ue”
“Renzi, scontro con i tedeschi sulla flessibilità” “Matteo snobba i falchi: ‘Il patto è con la Merkel, flessibilità o Juncker salta’” “La Bundesbank non si intrometta, non ci fa paura: decide la Merkel e la sua linea è un’altra” “La flessibilità serve a tutti, non solo a noi” Padoan crede nella vittoria sui falchi: ‘Eviteremo manovra e infrazione’” “Sconto all’Italia, apertura Ue. Spiraglio da Bruxelles: sul tavolo in autunno”
“La Commissione Ue frena: la trattativa sulla flessibilità? Solo una congettura” .
Nessun accordo raggiunto, nessun negoziato formale, solo il rinvio unilaterale del pareggio di bilancio al 2016 da parte dell’Italia.

F35.
“Sì ai supercaccia F35, ma sui numeri il governo glisserà” “L’Italia taglierà le spese militari’” “Tagli anche sugli F35’. Ma Pinotti rassicura i militari: ‘Sono necessari alla sicurezza’” ‘Le spese militari non vanno ridotte” “Gli Usa confermano: ‘Dall’Italia nessun taglio alla fornitura di F35’ ” “Via metà degli aerei. Il governo ha deciso: ne acquisterà solo 45” “Dopo i guasti la Pinotti frena: ‘Non compreremo niente che non sia sicuro e non funzioni perfettamente’”
Nessuna riduzione degli acquisti di F35.

GIUSTIZIA. “Entro giugno faremo un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente” “Caro Roberto… quello che va aggredito, hai ragione, è la ‘Mafia SpA’, presente in ogni comparto economico e finanziario del Paese… Gli appartenenti alle organizzazioni criminali sanno di non rischiare molto sul piano penale, anche perché manca il reato di autoriciclaggio. Il paradosso di un estorsore o uno spacciatore di droga che non viene punito se da solo ricicla o reimpiega il provento dei suoi delitti sarà superato con assoluta urgenza attraverso l’introduzione del delitto di autoriciclaggio. Aggredire i patrimoni mafiosi può essere una delle grandi risposte che il governo è in grado di dare, dal punto di vista economico, per fronteggiare la crisi” “La riforma della giustizia si fa entro giugno” “Giustizia, riforma a tappe. Pronto il testo che introduce l’autoriciclaggio” “La riforma della giustizia sarà al Consiglio dei ministri del 30 giugno”
Il 30 giugno vengono presentate 12 righe di generiche “linee guida”. “Nessuna stretta sulle intercettazioni” “Ho incontrato Renzi e mi ha assicurato che i 12 punti della giustizia li scriveremo insieme” (Silvio Berlusconi). “Riforma della giustizia entro il 20 agosto” (Orlando). “Processo civile, boom dell’online e tempi giù del 62%” “Orlando da Napolitano, che raccomanda: ‘Massima attenzione ai temi divisivi’: intercettazioni, prescrizione e falso in bilancio” “Giustizia, si parte subito da civile e dalla responsabilità delle toghe” “Giustizia, primo via libera. Ma serve più tempo per Csm e intercettazioni” “Limiti ai pm e mini-bavaglio ai giornali. Stretta in arrivo sulle intercettazioni” “Prescrizione congelata e meno ricorsi in appello” “Giustizia, il governo stringe sulla responsabilità dei giudici” “Sì alla stretta sugli ascolti dei non indagati” (Repubblica, 28-8). “FI attacca su intercettazioni e prescrizioni”
“Processo civile, subito un decreto. Sul penale il governo prende tempo”
“Pensiamo a un tribunale con competenze più ampie per le imprese” (Renzi. Ma il Tribunale delle Imprese l’aveva già istituito il governo Monti). “Renzi: giudici, chi sbaglia paga”
Per il governo è urgente solo il processo civile (decreto); non invece prescrizione, falso in bilancio e autoriciclaggio (ddl solo annunciati, senza una maggioranza in Parlamento che li voti).

IMMIGRATI.“Cie, Alfano studia il taglio dei tempi di permanenza e pensa di abbassare il limite di 18 a 4-6 mesi” “Profughi nelle caserme di tutte le Regioni: ecco il piano Alfano” “Al via operazione Spiagge Sicure. Gli italiani stanchi di essere insolentiti da orde di vu’ cumprà, dobbiamo radere al suolo la contraffazione” “Alfano: pronti a fermare Mare Nostrum”
Approvata una legge delega sui Cie. Per il resto zero.

ITALICUM. “Occorre una legge elettorale per scegliere direttamente gli eletti e un tetto di tre mandati parlamentari, senza eccezioni” (Renzi). Ma, con le sue “riforme”, i partiti continueranno a nominarsi i deputati e per il Senato si aboliscono addirittura le elezioni. “Il Porcellum è la peggior legge elettorale possibile, in cui i parlamentari sono nominati” (Renzi). Infatti sostituisce la peggior legge elettorale possibile con la peggior legge elettorale possibile, in cui i parlamentari sono più nominati di prima. “Vogliamo una legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere il presidente del Consiglio e i parlamentari in modo libero, come succede nei Comuni. I partiti devono consentire alla gente di scegliersi le persone, perché un cittadino possa guardare in faccia i propri rappresentanti. Poi se fanno bene li conferma, se fanno male li manda a casa e magari i politici proveranno l’ebbrezza di tornare a lavorare” (Renzi)
Ma con le sue “riforme” i partiti seguiteranno a impedire alla gente di scegliere e guardare in faccia i propri rappresentanti. “Il Porcellum non è il male assoluto, peggio c’è solo il proporzionale puro. Ma è molto meglio il Mattarellum: almeno vedi in faccia i parlamentari, perché con queste liste elettorali possono mettere dentro di tutto” (Renzi). Ora, con le liste dell’Italicum, Renzi potrà mettere dentro di tutto.
“Il Mattarellum è senz’altro migliore del Porcellum: se, per garantire la governabilità, si aggiungesse un premio di maggioranza del 25%, sarebbe perfetto. Ma la soluzione migliore sarebbe la legge elettorale per l’elezione dei sindaci” (Renzi). Sia il Mattarellum sia la legge dei sindaci consentono ai cittadini di scegliere: Renzi preferisce l’Italicum, che non lo consente.
“Nonostante i gufi, la legge elettorale è passata alla Camera ed entro settembre sarà approvata: non ci saranno mai più larghe intese e chi vince governa 5 anni. È una rivoluzione impressionante” “Italicum entro l’anno”
L’Italicum slitta per insanabili dissensi fra tutti i partiti.

LAVORO. “Il 17 marzo, all’incontro con la Merkel, avrò pronto il piano sul lavoro” . “Renzi: ora un Jobs Act da 100 miliardi” “Sussidio disoccupazione anche per i precari: 1.000 euro al mese per chi perde il posto. Il piano costerà 8,8 miliardi” “Il Jobs Act va bene così: tra 10 mesi vedrete i risultati” “Slitta a settembre il Jobs Act”
Il Jobs Act è spiaggiato in Parlamento. Ora il governo promette di approvarlo entro il 2014. Per i decreti attuativi passerebbe un altro anno.
etc etc
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Per te Viviana È PURO AMORE…
    non è “tanto trasporto” ma è forte connessione con tutto quello che tu scrivi….GRAZIE
    Tutto quello che scrivi è MANNA per la mia anima…perché ho vissuto e vivo l’esperienza dell’anima….
    Un infinito abbraccio klara da firenze

    Commento di MasadaAdmin — settembre 11, 2014 @ 4:30 pm | Rispondi


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