Nuovo Masada

agosto 20, 2014

MASADA n° 1559 19-8-2014 LA LOTTA DEI RICCHI CONTRO I POVERI

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Blog di Viviana Vivarelli

Un Paese per ricchi abitato da poveri- Evasione fiscale e corruzione, e complicità del governo con chi ruba – Furti legalizzati sulle grandi opere – L’iperliberismo e il furto planetario – In Europa tocca il suo peggio con l’Italia di Renzi e B – Contro la crisi Renzi parla di diminuire i salari e annientare i diritti del lavoro – L’Europa è un grande paradiso fiscale – Si esportano capitali illeciti per 30.000 miliardi di dollari, quanto basterebbe a salvarci tutti- Ma la Bce comanda di tartassare i poveri – E’ il disegno iperliberista che si realizza – E gli elettori sciocchi pure lo votano – Metà del debito pubblico Italiano è nascosto in Svizzera – Dov’era il Pd quando B faceva passare lo scudo fiscale? – E come mai Renzi di fondi neri non parla mai?- Perché non vieta alle grandi società di prendere sede in un paradiso fiscale? – Perché una grande società paga lo 0,05% di tasse e un piccolo imprenditore il 70%? – Tutta l’economia mondiale è controllata da 50 multinazionali, 25 sono americane, in testa ci sono le banche che hanno gestito i derivati e creato la crisi- L’economia parallela di cui non ci dicono nulla – Pd e Pdl hanno eletto Junker, capo del paradiso fiscale del Lussemburgo – Il nostro debito pubblico può sparire in 10 anni se si combattono evasione fiscale e corruzione – Nel 2020 la quota di evasione scoperta ma non riscossa sarà di 800 miliardi- Il Finanz-capitalismo – Le banche ombra – Siamo alla Terza Guerra Mondiale- Scommettono che l’Argentina fallirà e un giudice americano tenta di dichiararla fallita – L’attacco a Di Battista, reo di aver detto la verità

Oggi, 19 agosto 2014, è l’Overshoot Day (Giorno del superamento), il giorno in cui l’umanità ha finito di consumare le risorse (cibo, legname, aria pulita ecc.) che il nostro pianeta è capace di produrre in un anno in modo rinnovabile. Da oggi l’umanità, per arrivare al 31 dicembre utilizzerà le scorte del nostro pianeta sovrasfruttandolo. In altre parole è come se una famiglia, al 19 di agosto, avesse già speso tutti i soldi che guadagna nel 2014 e per sopravvivere desse fondo ai suoi risparmi. Una cosa del genere non può andare avanti all’infinito!
E intanto il fronte delle guerre si allarga. L’Italia manda armi e truppe per aiutare i curdi. Il Papa dice che siamo già nella terza Guerra Mondiale. E, come sempre, il problema che sta distruggendo il mondo si chiama ‘Lotta dei Ricchi contro i Poveri’.
In questa lotta, in Italia, gli elettori stupidi e disinformati parteggiano per i ricchi aiutando la propria autodistruzione.

NUNZIA PENELOPE

Il blog di Nunzia Penelope (Giornalista de Il fatto Quotidiano) è
http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/npenelope/

L’Italia è in stallo, i bilanci in crisi, la produttività arretra, gli investimenti mancano
Ma cronache e istituti di ricerca ci raccontano di un’economia ogni giorno più inquinata, che affoga nell’illegalità.
La giornalista Nunzia Penelope, con un’enorme documentazione di prima mano e un grande mestiere di divulgatrice, raccoglie e classifica tutte le forme d’illegalità economica, risalendo al totale: quanto ci costano ogni anno l’evasione fiscale, il lavoro nero, gli abusi edilizi, la corruzione, la grande criminalità, il riciclaggio e gli altri reati finanziari e in che modo divorano la nostra ricchezza.
Come cambierebbe il Paese se l’illegalità tornasse anche solo ai livelli fisiologici?
Quanti tagli a sanità, istruzione, pensioni potremmo evitare?
Le cifre sono da capogiro e ci danno tutta la gravità della situazione, dicendoci che se mai riuscissimo a cambiar rotta, avremmo un’Italia più ricca e più sana, con molte più risorse a disposizione per affrontare il futuro.
“Un paese ricco, abitato da poveri: questa è l’Italia della crisi. Un paese che ha una ricchezza privata da 9.000 miliardi, quasi 5 volte il debito pubblico: ma il debito è di tutti, la ricchezza di pochi. I 10 Italiani più ricchi possiedono quanto i 3 milioni più poveri, i primi 20 manager guadagnano quanto 4.000 operai, mentre gli stipendi medi sono a un soffio dalla soglia di povertà e mettono a rischio la sopravvivenza dei fortunati che hanno ancora un lavoro”.
Incrociando i dati economici con l’osservazione di fatti e tendenze, la Penelope mette a confronto l’Italia di chi può avere tutto con quella di chi non ha più niente. Ne emerge un paese in cui la disuguaglianza ha raggiunto record impensabili, in cui convivono chi colleziona case e chi vive in camper, chi fa shopping col jet privato e chi non può fare nemmeno la spesa..
Quanto potrà durare tutto questo, prima che esclusi rivendichino la loro parte?

L’iperliberismo ha creato e protetto un colossale furto planetario, un bottino senza precedenti: 30.000 miliardi di dollari, il doppio della ricchezza prodotta ogni anno dagli USA o dall’Europa. È un capitale che sfugge a qualunque controllo e fisco, una sottrazione di risorse inarrestabile che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale. Una buona metà di questo tesoro è posseduta da meno di centomila soggetti: una élite globale potentissima che unisce i soliti noti (evasori del fisco, speculatori di ogni risma e organizzazioni criminali) a grandi multinazionali e banche d’affari, non esclusi i «campioni» della nostra industria nazionale o i promotori del capitalismo «virtuoso» della Silicon Valley.Tutti clienti ideali dei paradisi fiscali: un mondo parallelo le cui dimensioni non sono mai state calcolate adeguatamente, ma che si ritiene contenga oltre un terzo di tutta la ricchezza mondiale.
La Penelope, attingendo a fonti e documenti di solida attendibilità, ha indagato il lato oscuro del capitalismo su scala globale e, oltre a offrire una chiave di lettura inedita della gigantesca redistribuzione della ricchezza verso l’alto cui stiamo assistendo, traccia il profilo di una nuova guerra mondiale, quella del fisco, che vedrà confrontarsi l’esercito di coloro che pagano le tasse e quello di un’economia che vive al riparo da ogni regola.
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Viviana
I vari G8,anche se ogni tanto accennano al problema dell’enorme tesoro rubato ai popoli e che grava sulle spalle dei più deboli,si guardano bene dallo sferrare una guerra all’evasione, perché quelli che comandano sono tra gli stessi ladri ed evasori che dicono di voler punire. La guerra all’evasione fiscale è l’unica guerra santa e giusta.
I detrattori di Grillo e Casaleggio dicono che essi si guardano bene dal proporre rimedi fiscali per proteggere i loro stessi bottini illeciti. Cosa si aspetta per dimostrare il contrario?
Il momento migliore è ora che Renzi propone di abbassare i salari: ci può essere qualcosa di più orrendo?

Nunzia Penelope scrive: “Il PIL dell’Italia è circa 1500 miliardi di euro ma nei paradisi fiscali oggi giace, grosso modo, l’equivalente di vent’anni della nostra ricchezza nazionale. Vent’anni di lavoro e di stipendio di tutti i nostri lavoratori, di prodotto di tutte le nostre fabbriche e aziende, di tutte le attività commerciali, di tutti i beni comprati e venduti, di tutte le case costruite, di tutta la spesa pubblica per sanità, scuola…”

“In Italia gli Agnelli, Bulgari, Delvecchio, Marzotto, Gruppo Pesenti, Gruppo Prada, Dolce e Gabbana, la famiglia Riva, la famiglia Rocca, i Montezemolo, i Della Valle, i Ferrero della Nutella e persino i Delonghi del Pinguino; l’elenco è molto lungo e tutti hanno una rete di società, di cui l’ultima sta sempre in Lussemburgo, Olanda, in paesi a fiscalità privilegiata; però se io ho la fabbrichetta di tubi in Valtellina non la posso portare da nessuna parte e quindi io mi becco la tassazione al 70%, mentre i grandi gruppi no. ”
Siamo, come al solito, alla caccia disperata di soldi, l’Italia si prepara a una manovra in autunno, la Germania sta rallentando anche se il suo PIL è positivo e non è in recessione come noi, si profilano tempi durissimi, tutti a caccia di soldi e di capitali, ma stranamente non li vanno a cercare nell’unico posto dove ci sono, cioè nei paradisi fiscali. Non occorre andare alle Cayman, basta andare molto più vicino. Ovviamente in Svizzera, ma anche in Lussemburgo, in Liechtenstein, in Austria, persino in Germania. Ci sono reti di banche particolari dove vige un segreto bancario come quello svizzero. In pratica l’Europa è un grande paradiso fiscale a cielo aperto, la stessa Europa che piange miseria e che sta alle prese con la crisi ormai da 7 anni, non si sa per quale motivo non fa nulla per recuperare le sue sostanze.
Nei paradisi fiscali c’è il più grosso bottino della storia, si parla di 30.000 miliardi di dollari, una cifra che rappresenta tutta la ricchezza prodotta in un anno in Europa e negli Stati Uniti; noi. come Italia. contribuiamo parecchio a questa ricchezza, perché secondo una ricerca della Banca d’Italia, siamo in testa alla classifica di esportazione di capitali illeciti. La maggiore parte dei nostri capitali illeciti come è noto va a finire in Svizzera, però ci sono degli interessi particolari che impediscono di riportare a casa i soldi svizzeri e diciamo che lo stock di denaro Italiano accumulato nei decenni in Svizzera ammonta a circa mille miliardi. Se teniamo conto che il nostro debito pubblico è di due mila miliardi, praticamente metà sta nascosto in Svizzera; non lo so, forse bisognerebbe fare qualche cosa per riprenderseli.
Questi enormi capitali hanno tre origini, arrivano dalle grandi multinazionali, che li portano lì grazie alle leggi favorevoli che consentono loro di farlo, dall’evasione fiscale, anche lì sfuggendo alle maglie del fisco di tutti i paesi, e poi dal crimine organizzato.
I canali che trasferiscono i capitali da un Paese all’altro sono sempre gli stessi: banche, istituzioni finanziarie, professionisti, come notai, commercialisti, etc., che trattano indistintamente questi soldi che provengono da queste tre fonti. Questo significa che la commistione tra economia pseudo pulita e sporca ormai è assolutamente totale, per cui c’è metà dell’economia mondiale che cuoce nello stesso calderone dei paradisi fiscali.
I paradisi fiscali di per sé sono legali, tanto è vero che hanno sede in un paradiso fiscale praticamente tutte le grandi società Italiane, tutte le regine della Borsa, tutte, dall’Enel all’Eni, alle principali banche Italiane, Banca intesa, Unicredit, tanto tutte sedi in qualche paese offshore.
Il problema è che sono queste società a non essere trasparenti, cioè nel momento in cui crei una società offshore poi nessuno ci può mettere il naso, quindi ci puoi fare quello che vuoi.
Quale è la differenza? Che questi, lasciando perdere quelli del crimine, sono capitali esentasse, perché la grande multinazionale che grazie agli accordi con l’Irlanda piuttosto che con il Lussemburgo, riesce a pagare un’aliquota fiscale dello 0,05% rispetto al piccolo imprenditore che paga il 70% del prelievo fiscale, poi è chiaro che si può permettere di riportare i capitali qui e di fare ulteriori investimenti. Del piccolo imprenditore ovviamente poi uno si lamenta perché in Italia non investe più nessuno, ti credo, nessuno ha più una lira.
In Italia si è cercato di fare una legge seria in modo che vengano pagate tutte le tasse arretrate sui soldi portati in Svizzera o in altri Paesi, ma soprattutto pretende che si dica come quei soldi sono stati fatti, chi ha aiutato a portarli fuori, se sono frutto di una tangente, se sono stati usati per pagare una tangente. Naturalmente vi rendete conto che in Italia fare tutte queste domande è eversivo. Tant’è vero che questa legge partorita sotto il governo Monti, è morta lì, poi è stata recuperata sotto il governo Letta che l’ha approvata con un decreto il 28 gennaio e il 14 febbraio è andato a casa, sarà una coincidenza, sicuramente. Di seguito questa legge è stata recuperata nuovamente dal governo Renzi, ha fatto un tour in Commissione Finanze, alla Camera, è andata sotto, sopra, cambiata, trasformata, etc.,e finalmente era stata approvata non molti giorni fa in Commissione Finanze e dopodiché è di nuovo scomparsa.
C’è una ricerca del Politecnico di Zurigo, una delle istituzioni di studio più serie e rigorose che ci sono in Europa, dove risulta che tutta l’economia mondiale è controllata da 50 multinazionali, in testa c’è una banca, la Barclays, seguono altre banche molto note, come Goldman Sach, JP Morgan, Deutchbank Merrill Lynch, Bank Of America. 25 di queste multinazionali sono americane, però siamo anche in questa classifica, al 43°posto, con una banca, Unicredit. Queste 50 multinazionali in buona parte sono anche le stesse che poi ritroviamo nei paradisi fiscali, e sono anche le stesse che hanno gestito tutta l’operazione mondiale sui derivati, la famosa bomba a orologeria che prima o poi esploderà travolgendo tutto il mondo.
Se l’economia mondiale è in queste mani io dubito che l’OCSE con tutta la sua buona volontà, così come dubito che qualsiasi governo riescano a combattere il sistema dei paradisi fiscali e sempre perché sono rimasta ingenua, ancora penso che se i cittadini iniziassero a far sentire la loro voce forse i governi qualche cosa riuscirebbero a fare.
Quando leggete sui giornali che è finito il segreto bancario in Svizzera non credeteci, perché ne stanno nascendo altri. Pensate che il Tibet si sta attrezzando per diventare un grande paradiso fiscale; allora se tutti i cittadini, tutti i paesi d’Europa e d’America si rendessero conto che il motivo per cui stanno alla fame e pagano tasse spropositate è esattamente questo, quello delle banche, delle multinazionali, dei paradisi fiscali che creano una economia parallela di cui godono solo loro; penso che forse i governi avrebbero la forza di fare finalmente qualche cosa. Quando, per esempio vedo che a capo della Commissione Europea eleggono Jean Claude Junker, persona degnissima, ma guarda caso per vent’anni custode di uno dei paradisi fiscali più blindati d’Europa, il Lussemburgo, qualche dubbio mi viene, d’altra parte il Financial Times è stato l’unico giornale a scrivere un gigantesco articolo contro Junker in quanto ex-capo di un paradiso fiscale.
Perché la Gran Bretagna si oppone a questa nomina? Perché lei è l’altro grandioso paradiso fiscale europeo! Poi uno dice che c’è la sindrome del complotto.
Tornando in Italia, gli Agnelli, Bulgari, Delvecchio, Marzotto, Gruppo Pesenti, Gruppo Prada, Dolce e Gabbana, la famiglia Riva, la famiglia Rocca, i Montezemolo, i Della Valle, i Ferrero della Nutella e persino i Delonghi del Pinguino; l’elenco è molto lungo e tutti hanno una rete di società, di cui l’ultima sta sempre in Lussemburgo, Olanda, in paesi a fiscalità privilegiata; però se io ho la fabbrichetta di tubi in Valtellina non la posso portare da nessuna parte e quindi io mi becco la tassazione al 70%, mentre i grandi gruppi no.
Il problema è che l’Italia non può abbassare le tasse, perché queste imprese intanto stanno fuori e le tasse non le pagano qui!
Questo è il serpente che si morde la coda e è anche il motivo per cui è così difficile uscire da questa situazione. Il momento in cui la Svizzera o il Lussemburgo smettono di fare quello che fanno sono rovinati! Il primo che si muove è morto, quindi o si fa un’ operazione tutt’ insieme o si rimane così, sempre sospesi sull’abisso, tanto prima o poi ci cadremo dentro.
Noi abbiamo la FIAT, che ha appena trasferito la residenza fiscale in Inghilterra, perché pagherà meno tasse. Si può impedirlo? Sì, cambiando le leggi, siamo sempre allo stesso punto, però, perché Obama, l’uomo più potente del mondo, non è riuscito ancora a impedire che la Apple gli rubi un milione di dollari l’ora. Potrebbe fare una legge per impedirlo? Sì, ma bisogna vedere se il Senato gliela approva, se i poteri forti che hanno finanziato la sua campagna elettorale gliela approvano, senza contare che ha in casa quattro paradisi fiscali: il Delaware, il Wyoming, il Nevada e la Florida, paradisi fiscali blindatissimi e che attirano società, capitali offshore da tutto il resto del mondo.
Chi controlla il denaro controlla il mondo, la politica di fronte a questo è totalmente impotente. Io mi auguro sempre che ci sia un primato della politica sui soldi, ma ancora non l’ho visto.”

Mi chiamo Nunzia Penelope, sono una giornalista, mi occupo di economia, ho scritto dei libri per dimostrare che l’illegalità oltre che un problema etico, è un costo. Il nostro debito pubblico di 1.900.000.000 potrebbe essere azzerato in 10 anni se si cominciassero a combattere evasione fiscale e corruzione, evasione fiscale e corruzione significano 120 miliardi l’anno la prima e 60 miliardi l’anno la seconda,
Quando vado in giro, sento tutta gente che alza le spalle e dice: “Sì va beh ma come si fa a recuperare i soldi dell’evasione fiscale?” Ve lo dico io come si fa? Per esempio la contraffazione che può sembrare una cosa molto banale, quella roba per cui ci si comprano le borsette taroccate sulla spiaggia dai marocchini, la contraffazione all’economia Italiana costa 18 miliardi l’anno

Poi c’è l’evasione fiscale: in Italia i disonesti vengono scoperti, ma il fisco incassa solo un decimo. Ecco perché in Italia conviene evadere. L’Agenzia delle entrate ha scovato un tesoro da oltre 400 miliardi che rimane nelle tasche degli evasori perché il meccanismo di riscossione non funziona. Negli ultimi 12 anni la società è stata chiamata a incassare crediti per 595 miliardi, ma ne ha effettivamente recuperati solo 51. Affidandoci ad agenzie private la raccolta salirebbe”.
La cosa tragica è che il fisco conosce nome e cognome degli evasori ma non riesce comunque a farsi pagare. C’è un tesoro da oltre 400 miliardi, che per una serie di leggi e procedure resta nelle tasche di chi ha evaso, sotto la strana voce di “accertato ma non riscosso”. L’Agenzia delle Entrate, anno dopo anno, passa le pratiche a Equitalia per la riscossione. Ma in questo passaggio qualcosa si inceppa. Negli ultimi 12 anni Equitalia e i privati che l’hanno preceduta fino al 2006 sono stati chiamati a riscuotere crediti per 595 miliardi, ma ne hanno effettivamente portati in cassa solo 51, meno di un decimo. E con questo andazzo nei prossimi 6 anni la montagna del non riscosso è destinata a raddoppiare, verso il 2020 potrebbe raggiungere gli 800 miliardi: un tesoro teoricamente dello Stato ma, appunto, solo teoricamente.
Com’è possibile che una somma pari a un intero anno di spesa pubblica semplicemente scompaia? Le ragioni sono diverse. La prima sta nei tempi lunghi del fisco. Se nel 2000 mi chiedono conto delle tasse che non ho pagato nel 1995, è facile che in 5 anni quei soldi siano spariti. Spesi, nascosti all’estero, intestati a parenti o amici: comunque non più rintracciabili. Inoltre, se è vero che il grosso dei crediti è in capo ad appena 100 mila nominativi (e dunque non dovrebbe essere difficile bussare alle loro porte), è anche vero che circa 100 miliardi di non riscosso riguarda società fallite. Se fallite veramente, o fatte fallire per sottrarsi al fisco, impossibile dirlo: non è difficile aprire una società, farla vivere il tempo che occorre per trasferire risorse altrove, e poi farla sparire. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: se Equitalia mette le mani su una società onesta, che realmente non ha di che pagare il debito con lo Stato, non resta che il fallimento e il risultato sarà identico: in tasca al fisco non arriverà niente. Non sarà un caso che quasi la metà di chi riceve un avviso di accertamento nemmeno risponde: nel periodo 2006- 2010, su 1 milione 700 mila atti inviati ad altrettanti soggetti, ben 650 mila (il 38%) sono stati “ignorati dal destinatario”. Che non ha fatto nemmeno la fatica di contestare la richiesta del fisco: semplicemente l’ha cestinata. Del resto, far sparire il corpo del reato non è difficile: è sufficiente intestare i beni al figlio, al cognato, alla cugina. Fino al paradosso finale: se evadi, e col ricavato ti compri un appartamento, basta metterci la residenza, così diventa prima casa e non è pignorabile.

Le soluzioni si trovano:
per es. si potrebbe applicare il reato di sottrazione fraudolenta: in questo modo il debitore che nasconde i beni al fisco non rischierebbe solo l’accusa di evasione, ma pene assai più gravi. La controindicazione, però, è che si intaserebbero i tribunali. Oppure lo Stato potrebbe costituire una sorta di bad bank con i crediti non riscossi, e cederne le quote a società di recupero private.

Viviana
Ma i nostri governi invece cosa fanno? Depenalizzano anche il falso in bilancio. Abbassano le pene e Renzi pensa a non mettere più in carcere chi commetta reati che prevedano meno di 5 anni di pena, praticamente quasi tutto quelli finanziari. Rubi e in carcere non ci vai! Molto comodo!
E di gente come Berlusconi che ha rubato palesemente somme enormi ai cittadini per farsi giganteschi bottini personali, in galera non c’è nessuno.
Anzi, guardate che bell’esempio di punizione a un corrotto che viene presentata da Berlusconi! Gli si permette di governare e di storpiare addirittura la Costituzione! E immaginiamo con quanta abnegazione Pd-Pdl e Lega voteranno “senza se e senza ma” l’abbassamento dei salari e l’annientamento dei diritti dei lavoratori, mentre tengono bene in sicuro i loro patrimoni!!

Nella massa gigantesca di soldi rubati ai cittadini ci sono poi i soldi sprecati nelle Grandi Opere Inutili.
La corruzione Italiana fa lievitare i costi delle opere pubbliche del 40% mentre i tempi per terminarle si allungano spropositatamente e la qualità crolla a picco. La Cgia di Mestre ha calcolato un sovrappiù illecito dei costi dei prossimi lavori pubblici di 93 miliardi. Altro che abbassare i salari! E rendere più licenziabili i lavoratori! Perché il costo di un km di strada costa da noi il doppio della Germania e il triplo della Spagna?
Eppure anche qui la soluzione è semplicissima e gli USA ce l’hanno da sempre. Una bella legge facile da intendere, per cui chiunque si impegni nel contratto di un’opera, non può sgarrare nei tempi, nei costi e nella qualità promessa, o le pene saranno tali da togliergli la voglia di trasgredire per sempre. E’ l’uovo di Colombo. Qualunque paese civile lo fa. perché noi no? Perché qualunque governo venga, da Berlusconi a Renzi, si guarda bene dal punire i rei? Perché si pensa sempre e solo a tagliare i salari e lo stato sociale? Non sarà che questi costruttori ladri o mafiosi formano con i governanti di qualunque partito una cricca indistinguibile dove l’omertà e l’aiuto reciproco sono la norma? Non è forse vero che nemmeno Renzi ha applicato quelle leggi europee anticorruzione che l’Europa di chiede di applicare da 12 anni e le ha fatte nuovamente slittare? Ma chi deve essere punito oggi della crisi generale? I salariati! Cioè i più poveri e quelli che hanno meno colpe, mentre i nostri ladri di Stato continuano a rubare assieme ai loro compari, in una totale omertà e impunità.

Giuseppe
Il profitto sul lordo

Se in Italia su un costo di un opera ricevi un compenso lordo di 300 euro pagherai 70% di tasse che sono 210 di tasse e 90 di utili. In Germania 200 della stessa opera paghi il 40% di tasse sono 80 di tasse e 120 di utili. SPAGNA 100 paghi 30% di tasse 30 e 70 di utili. Se guardi il costo della vita, in Germania è più alto dell’Italia perciò 120 di utile ci può stare. Spagna il costo della vita è più basso dell’Italia e 70 di utili ci può stare.
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LO SPLENDIDO DISCORSO DI LUIGI DI MAIO
Vicepresidente Camera dei Deputati

Renzi accampa scuse sul M5S per difendere disperatamente il patto del Nazareno con B. Ma al momento quello inaffidabile è proprio il Presidente del Consiglio ed a livello internazionale se ne sono accorti in pochi mesi. Agli incontri con gli investitori esteri i nostri ministri e sottosegretari di Governo vengono ormai bistrattati a causa delle scelte folli che stanno facendo sugli investimenti (soprattutto sui tagli alle rinnovabili): è successo ultimamente al viceministro Calenda, che ha dovuto sospendere l’incontro a Londra sotto il fuoco incrociato dei principali attori economici europei. Sono bastati pochi mesi e a livello internazionale sentono già puzza di bruciato. La credibilità di Renzi e del suo Governo è compromessa. E basta poco per rendersene conto: si regge su una maggioranza che gli spara addosso alla prima occasione di voto segreto. Ha un Ministro dell’Economia così preoccupato che è stato commissariato: due giorni fa Renzi ha nominato 5 consiglieri economici per escludere Padoan (reo di non aver adottato la filosofia “sorridi alla catastrofe”). Questo è l’ennesimo Governo che, come Letta e Monti, ha escluso dalla spending review, proprio il commissario alla spending review (Cottarelli, pagato tra l’altro inutilmente 200.000 euro all’anno). Nel resto d’Europa sanno bene che il debito pubblico ha segnato un nuovo record proprio con questo esecutivo e che ad 80 euro in più in busta paga, corrispondono 5 miliardi di tasse in più per tutti gli Italiani (fonte “L’Espresso” – renziani fino al midollo). Il Documento di economia e finanze (il famoso Def) che prevedeva una crescita dello 0,8% partorito ad Aprile, è già carta straccia, ed è stato lo stesso Renzi a certificarlo ieri: “la ripresa non arriva”.
In Italia Renzi potrà anche usare le riforme costituzionali e la Mogherini come distrattori di massa per nascondere i problemi dei conti pubblici, ma in Europa e nel resto del mondo, capiscono subito se sei un venditore di tappeti.
Le previsioni per l’autunno sono pessime e Padoan e Cottarelli lo sanno. Il muro contro muro sulle riforme fa temere sempre di più che vadano a schiantarsi.
Sulle riforme ormai il clima è insostenibile. Al Senato sono saltate tutte le garanzie. I lavori di questi giorni a Palazzo Madama sono la dimostrazione lampante che “Democrazia” non significa “chi ha la maggioranza decide”, bensì discussione e inclusione. Chi può spieghi a Renzi che da ottobre sarà molto difficile spiegare ad un padre di famiglia che deve pagare la Tasi con due figli disoccupati, che con il Senato non elettivo tutto si risolverà. Renzi ci pensi bene. Noi non vogliamo fermare le riforme ma modificare questo impianto e fermare la deriva. L’incantesimo del suo Governo è finito (è durato quanto quello di Letta). Non gli conviene “sbattere le riforme in faccia all’opposizione”. Perché in autunno noi gli sbatteremo in faccia la realtà.
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Incurante di tutto, B pensa solo alla propria impunità e a tornare legittimamente al Potere. Per questo finge di abbandonare le riforme, per ricattare Renzi sulla giustizia e per non essere colpito dalla responsabilità del Paese che muore. I giudizi della Bce, come dell’Ocse sono implacabili: nessuno dei risultati previsti da Renzi e Padoan sarà raggiunto: l’Italia è in recessione. Ma Renzi parla di riformare la giustizia e cancellare lo statuto dei lavoratori.

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
Rosario Amico Roxas

La prima impressione che si ricava dalle proposte avanzate circa la riforma della Giustizia appare come uno stravolgimento del concetto stesso di Giustizia che, per definizione, deve essere uguale per tutti, almeno in un sistema che si proclama democratico.
I Padri Costituenti, scritto con doverosi caratteri maiuscoli, previdero due forme di protezione, al fine di neutralizzare ipotesi giustizialiste.
Per un verso inserirono nella Costituzione l’immunità parlamentare, anche se limitata ai reati di opinione, per proteggere i politici eletti dal popolo da eventuali derive punitive ipotizzabili da parte della magistratura contro i pubblici poteri;
quindi imposero l’indipendenza della Magistratura dal potere politico, per proteggere i magistrati dai politici, quando questi ultimi avessero pensato di elaborare legislazioni limitative della libertà di coscienza dei magistrati e della loro indipendenza. Un equilibrio protettivo che ha retto oltre 60 anni, anche se, dalla parte politica, si è fatto abuso della immunità costituzionale dilatandola anche a reati penalmente perseguibili, non assimilabili ai reati di opinioni. Per cui si assiste a indagini per volgari ruberie perpetrate dagli eletti dal popolo messe a segno nell’esclusivo interesse personale. Un protezionismo bilaterale che ha garantito molto di più i politici disonesti che non i magistrati che fanno il loro dovere.
Ma tutto ciò non piace ad una fetta delle Istituzioni, e, vedi caso, proprio a quella che maggiormente ritroviamo nelle cronache giudiziarie, accusata di abusi, truffe, connivenze mafiose, voti di scambio con le cosche, concussioni, corruzioni, fino ad arrivare ad accuse infamanti come lo sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Questa fetta di parlamentari, pur collocata all’opposizione dal voto democratico, per malaugurata congiuntura, si ritrova a sostenere il governo, limitatamente alle riforme, a condizione che tali riforme vengano indirizzare a stravolgere i rapporti di “protezione” sanciti dalla Costituzione. Così, per bocca del loro signore e padrone, esigono “riformare le riforme” secondo le loro personali esigenze. Tralasciamo di parlare della riforma del Senato, che prevede nominati, con tanto di garanzie di immunità. Non parliamo nemmeno della riforma della legge elettorale che dovrebbe mantenere la nomina da parte sedicente politico che comanda; nomina già censurata dalla Consulta come incostituzionale, e soffermiamoci alle proposte di riforma della Giustizia. In questo caso, secondo quanto è già stato sancito nei “patti del Nazareno”, i politici manterrebbero l’immunità che li protegge dai magistrati, vanificandone il doveroso lavoro, mentre vorrebbero circoscrivere l’indipendenza dei magistrati, che li protegge dai politici, e sancire la responsabilità individuale di ogni singolo magistrato, che si ritroverebbe, così, a dover operare sotto la spada di Damocle di sanzioni disciplinari e/o penali determinate dal potere politico; praticamente una magistratura non più indipendente, bensì controllata a vista dal potere politico, messo nella condizione di neutralizzare ogni ipotesi di perseguibilità penale. I politici, peraltro non eletti, bensì nominati, si ritroverebbero al di sopra delle leggi, contraddicendo il principio base di ogni democrazia, secondo cui “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”; basterà correggere l’art. 3 dell’attuale Costituzione in una delle seguenti formule che tanto piacciono ai pregiudicati che indossano, abusivamente, i panni dello statista:
LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, TRANNE PER I NOMINATI DAL POTERE POLITICO;
oppure: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, FORSE.
E’ il suicidio della Democrazia, perpetrato proprio dai medesimi che, per definizione, dovrebbero tutelarne l’integrità.

berluscameno

L’Europa -come l’Italia -è prigioniera di banche e banchieri. E’ il trionfo della finanza o meglio del Finanz-capitalismo come “Luciano Gallino” lo definisce:
Il finanz-capitalismo è una mega-macchina, che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni, allo scopo di massimizzare e accumulare sotto forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia del maggior numero di esseri umani sia degli eco-sistemi. Estrarre valore è la parola chiave del Finanz-capitalismo che si contrappone al produrre valore del capitalismo industriale (tramite la produzione e vendita sul mercato di beni reali), che abbiamo conosciuto nel dopoguerra.
E’ un cambiamento radicale del Sistema!
Il cuore del nuovo Sistema è il Denaro che produce Denaro e poi ancora Denaro. Un Sistema basato sull’ azzardo immorale, sull’ irresponsabilità del capitale, sul debito che genera debito. E’ la cosiddetta “Finanza creativa”, con i suoi ‘pacchetti tossici’ (sub-prime, derivati, futures, hedge-funds,…) che hanno portato a questa immensa bolla speculativa che si aggira, secondo gli esperti, sul milione di miliardi di dollari! Mentre il PIL mondiale (economia reale) si aggira sui sessantamila miliardi di dollari.
Un abisso separa quei due mondi: il reale e lo speculativo. La finanza -ormai – non corrisponde più all’ economia reale. E’ la finanziarizzazione dell’economia.
Per di più, le operazioni finanziarie sono ormai compiute da algoritmi, cioè da cervelloni elettronici che, nel giro di secondi, rispondono alle notizie dei mercati.
Nel 2009 queste operazioni, che si concludono nel giro di pochi secondi senza alcun rapporto con l’economia reale, sono aumentate del 60% del totale. L’import-export di beni e servizi nel mondo è stimato intorno ai 15.000 miliardi di dollari l’anno.
Il mercato delle valute ha superato i 4.000 miliardi al giorno: circolano più soldi in 4 giorni sui mercati finanziari che in un anno nell’ economia reale. E’ come dire che oltre il 90% degli scambi valutari è pura speculazione (dominazione finanziaria “esente da tasse “, ossia lo Shadow Banking).
A livello istituzionale occorre agire da subito:
– promuovendo commissioni etiche (tramite avvocati e legali vari) per vigilare e reprimere le operazioni bancarie dei derivati tossici OTC
– invitando tutti al dovere di pagare le tasse (non si può più concepire che le Banche creino le loro Banche Ombra (con sede nei paradisi fiscali) col solo fine di eludere o far eludere le imposte
– ritirando i propri soldi da tutte le banche commerciali dedite a fare profitto (anche in nero!) sui mercati internazionali OTC (Shadow Bancking)
– investendo i propri soldi in attività di utilità sociale (costruzione di case popolari e relativi appartamenti per affittarli a chi non può permettersi una abitazione nel mercato privato), rifiutandosi di fare soldi con i soldi (Finanza di rapina).
A livello personale ogni persona ha il dovere morale di controllare:
– in quale banca ha depositato i propri risparmi
– se la Banca partecipa al grande casinò della speculazione finanziaria dei derivati tossici OTC
– se la Banca ha filiali in qualche paradiso fiscale
– se ottiene i profitti da ‘derivati’ o altri ‘pacchetti tossici’.
Le banche, che, dopo aver distrutto la nostra economia reale, sono tornate a fare affari devono ricevere un chiaro messaggio che noi troviamo la loro condotta inaccettabile.
Rimuovere i nostri soldi dalle BANCHE tossiche può fare loro capire quel messaggio.
Questa logica della massimizzazione del profitto si mantiene attraverso mille piccole scelte, frutto di un deliberato condizionamento. Le grandi modificazioni strutturali, assolutamente necessarie non potranno mai nascere dal nulla: occorre una rivoluzione culturale capillare. Se è vero che l’annuncio “cristiano” portò all’abolizione della schiavitù, non si vede perché lo stesso annuncio non possa portare a una paragonabile modificazione di mentalità e quindi di modificazione reale delle strutture di dominio finanziario del mondo globale. Il dovere di protestare – per chi è in grado di sfuggire a una presa totale del condizionamento- è- ormai – prioritario e urgente.

berluscameno
LE ACCUSE ALLO “SHADOW BANKING”

Avete mai sentito un Banchiere dire che la colpa della crisi recessiva globale in cui siamo immersi è colpa del comportamento “non corretto” tenuto dalle banche ufficiali e dalle banche ombra? Chiediamoci per quale motivo da qualche anno lo “Shadow Banking” interessa tanto le autorità pubbliche al massimo livello. Al “sistema finanziario ombra” sono attribuite molte delle responsabilità per la crisi finanziaria che squassato il mondo e in particolare i Paesi occidentali dal 2007 ad oggi.
Operazioni come quella della cartolarizzazione dei crediti bancari hanno contribuito in modo decisivo a generare la crisi dei “mutui sub prime americani” e quindi la crisi finanziaria -debitoria dei Paesi europei che dura da oltre 7 anni.
La crisi economica globale è stata generata dal cattivo uso che il mondo della finanza internazionale ha fatto di un canale di intermediazione di capitali nato con finalità sostanzialmente positive.
E’ inaccettabile che una quantità di capitali equivalente al Pil mondiale possa continuare a transitare tranquillamente senza alcuna forma di trasparenza: all’interno di un siffatto sistema potrebbero annidarsi i germi di una ulteriore crisi finanziaria, visto che è ad oggi è ancora impossibile conoscere con esattezza i veri contenuti (soprattutto in termini di rischi ceduti e acquisiti) dei contratti negoziati Otc anche dalle nostre silenziose banche.

LA RELAZIONE FRA FINANZA OMBRA E BANCHE.
Rientrano anche le società di scopo create dalle stesse banche ufficiali, denominate Veicoli di investimento strutturato (SIV), Veicoli per scopi speciali (SPV), …
La funzione di tali strumenti societari è quella di portare “fuori bilancio” i crediti concessi da una banca, in modo che essa possa liberare il suo attivo da una parte degli impieghi e, a parità di patrimonio, sia in grado di concederne di nuovi. La regola generale dell’attività bancaria, infatti, è che un istituto non può concedere credito all’ infinito, ma in precisa correlazione al proprio patrimonio. Tale vincolo può essere superato trasformando i crediti in altro (derivati strutturati OTC ) per cancellarli dal bilancio: da qui nasce l’emissione di obbligazioni strutturate che incorporano crediti bancari, impacchettate da società-veicolo di stessa promanazione bancaria. Cartolarizzando (ossia trasformando in bond da cedere a terzi) i propri crediti una banca può ricominciare a erogare nuovi prestiti (e a macinare nuovi utili), incassando peraltro l’ammontare dei prestiti in precedenza concessi (e gli interessi attualizzati al netto di una commissione) e ceduti:
L’istituto di credito non ingessa più il suo capitale per anni o addirittura decenni, come tipicamente avveniva in passato con la concessione di un tradizionale (ma noioso) mutuo”.
Questo incredibile intrallazzo bancario può certamente spiegare il motivo per cui le banche private italiane – attualmente – non erogano più credito alle nostre PMI.

berluscameno
Ma è mai possibile che le banche private Italiane (compresa la Banca d’Italia, anche questa privatizzata) debbano contare in economia più dello Stato Italiano o dei Partiti politici di Governo?
Credo sia di dominio pubblico che il tasso di usura stabilito dallo Stato Italiano (su commissione delle Banche private) è oltre il 19% . Ma come è possibile che le banche comprino dalla BCE i soldi allo 0,25% e a noi cittadini e piccoli imprenditori le banche chiedano interessi sui prestiti del 15% o del 18%?
Chi ha deciso che il tasso di usura sia così esageratamente alto?
Vorrei un prestito personale al 4-5% massimo o un tasso su mutuo ventennale per acquisto di prima casa di abitazione pagando al massimo il 2% di interesse! Altro che fissare il tasso di usura sui prestiti delle banche al 19% !
Non staremmo meglio con una banca pubblica? Ecco dove sta la VERA rivoluzione ! Altro che votare a 0064 o a sx! Occorre cancellare questi privilegi bancari che ormai ci tolgono anche l’aria che respiriamo!
Ma com’è possibile che l’Italia (come Stato che emette i buoni del Tesoro) debba mettersi sul mercato, e quindi accontentarsi di tassi variabili secondo quanto decide il mercato stesso per vendere al pubblico i titoli e le banche private -invece – sanno sempre a quanto compreranno i soldi forniti in esclusiva a loro ed al tasso fisso del 0,25 % di interesse dalla BCE ?
Dovrebbe accadere il contrario ! Lo Stato che compra il denaro dalla BCE al tasso del 0,25 % e Ll Banche che vanno dallo Stato che presta a loro il denaro all’1 %.
Un sogno che dovrebbe riuscire ad essere la realtà.

Ha detto, Papa Bergoglio, che siamo nella terza Guerra mondiale.

Da Sauro:
Stiglitz (Nobel), Krugman (altro nobel) il senatore Bernie Sanders, perfino il governatore della Banca d’America Janet Yellen, Noam Chomsky, l’economista Nouriel Roubini, in questi giorni si stanno sgolando per spiegare alla gente ciò che sta accadendo. I teatri di guerra avanzano. In tutte le nazioni (un minimo decorose) la cittadinanza insorge contro i privilegi dell’oligarchia, contro lo strapotere asfissiante della finanza che ha strozzato l’economia, chiedono tutti la stessa cosa, dall’Argentina al Brasile, dagli Usa alla Gran Bretagna, dalla Spagna all’Italia, dalla Tunisia all’Oman e via dicendo: è necessario separare la finanza dall’economia ed è un imperativo categorico attuare delle politiche di redistribuzione del reddito per andare a colmare lo spaventoso scarto tra chi ha troppo e sempre di più e quelli che hanno pochissimo e sempre di meno.
Non si tratta di debiti o crediti, e non è in gioco la solvibilità dell’Argentina.
La posta in gioco è un’altra, la stessa che in Europa, in Africa, in Asia Minore, nel Medio Oriente: l’inevitabile scontro tra gli stati centrali e gli interessi della collettività da una parte e lo sciacallaggio bulimico dei grandi consorzi finanziari e bancari dall’altra.
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Dice il Ministro delle Finanze argentino: “Ciò che è accaduto è folle e assurdo, non ha alcun senso logico. Un vecchio giudice americano di una contea di New York si è rifiutato di accettare le nostre garanzie internazionali e non ha accettato il patteggiamento rifiutandosi di incassare la prima cifra interamente versata. La verità è l’opposto esatto di ciò che vanno dicendo: non vogliono essere pagati per avere una scusa e scatenare una gigantesca tempesta finanziaria sulla quale hanno scommesso circa 10.000 miliardi di dollari. E lo vogliono fare sulla pelle dei cittadini di tutto il pianeta. Noi non ci stiamo e diciamo no.
In Usa, questo pomeriggio riuniranno il gabinetto economico di emergenza del governo. Gli Americani (parlo dei cittadini normali) devono essere rimasti sconvolti quando, ieri sera, sulla NBC (il più importante canale video) durante una banale intervista durata 14 secondi a un comune impiegato che lavora a Wall Street per la Goldman Sachs, hanno ascoltato questa dichiarazione: “E’ andata benissimo oggi, abbiamo realizzato un profitto di circa 8 miliardi di dollari. Quasi 2 milioni di persone, in gran parte dall’Europa, avevano scommesso che l’Argentina sarebbe andata in default entro le ore 12 del 30 luglio 2014. Davvero un bel colpo. E’ stato fantastico!”
Sono arrivate valanghe di telefonate, tweet, e-mail di protesta di gente normale che sosteneva di non voler vivere in un mondo così.
Questo piccolo evento, che “ufficialmente” riguarda soltanto una nazione lontana che conta poco o nulla, ha colpito e svegliato molte coscienze.
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Intanto aumentano le vittime di Ebola. Il numero delle persone morte aumenta, siamo già a quota 900 morti (erano 600 soltanto pochi giorni fa) e oltre 1000 persone infettate (quindi potenziali candidati a morte). E’ saltato fuori che forse, forse, gli USA hanno un siero per guarirla, che avrebbero usato, in via sperimentale la prima volta un umano, il medico statunitense Kent Brantly, uno degli operatori americani dell’organizzazione non profit contagiati dall’Ebola. Intanto, mentre da noi tutto viene minimizzato, in Inghilterra alzano il livello di allarme, e così negli USA.

GUERRA IN SENATO
Rosario Amico Roxas

Lo spettacolo offerto al popolo Italiano dai Senatori della Repubblica non è facilmente definibile, perché non si tratta più di un incontro fra le parti che discutono, sia pure animatamente, sostenendo ciascuno la propria posizione, bensì di uno scontro bellicoso non più fra avversari politici ma fra nemici.
Lo studio della Storia mi ha insegnato che le guerre si combattono fra nemici aventi interessi contrapposti, ma qui ci ritroviamo nel Senato della Repubblica Italiana, fra gente chiamata a sostenere un unico interesse rappresentato dal “bene comune” della Nazione, peraltro ben pagata proprio per tutelare gli interessi collettivi.
Invece NO ! Si scatena una battaglia che non promette nulla di buono; una battaglia che la gente non capisce e della quale si disinteressa perché non coinvolge i reali interessi del Paese.
Ci aspettavamo riforme etiche come il ripristino del “falso in bilancio”, abrogazione voluta dai governi B, grazie alla quale lo stesso B ha potuto evitare condanne penali, proprio per effetto “della mutazione delle leggi”.
Ci aspettavamo riforme indirizzate alla lotta alla corruzione che si sta divorando quel poco che rimane dell’Italia.
Ci aspettavamo una severa riforma fiscale con rigorosa lotta alla evasione.
Ci aspettavamo riforme decenti, a evidentemente, tali riforme non fanno parte dei patti del Nazareno, al contrario sono accordi segreti tra i due estemporanei alleati che adesso conducono la guerra aperta in Senato, contro il resto della Nazione che non tollera simili alleanze contro natura indirizzate agli interessi personali del solito buontempone della politica, che adesso gioca a fare il moderato per potere meglio turlupinare gli elettori e ingannare i magistrati che dovranno ancora giudicarlo per reati penali, mostrando la seconda faccia della medaglia, quella che serve per dare credito alle menzogne.
Dopo le speranze suscitate da Renzi, concretizzate nel grande successo delle elezioni europee, adesso è il momento della grande delusione; nulla di quanto anticipato in campagna elettorale è stato preso in esame, per mantenere fedeltà agli impegni assunti con il pregiudicato B che non permetterà mai a Renzi di legiferare nell’interesse della nazione, dello sviluppo, della crescita, della promozione di posti di lavoro, di abbassamento del carico fiscale, perché potrebbe avvantaggiarsene nelle prossime elezioni politiche.
Così la nazione langue mentre i Senatori della Repubblica studiano grandi manovre in una guerra non dichiarata, nella quale, comunque vada a finire, la vittima sarà una sola: il popolo Italiano, colpevole di essersi fidato di questo manipolo di azzeccagarbugli.

RENZI, ADDIO
Paolo De Gregorio

Credo che presto Renzi sarà chiamato a rispondere di errori gravi che determineranno la fine della sua avventura politica a cui si somma la roboante inconcludenza dei suoi proclami.
Il primo errore, il più grave in chiave di etica politica, è stato quello di legittimare un pregiudicato espulso dal Senato della Repubblica, a rango di padre costituente per stravolgere in senso autoritario la nostra Costituzione, il famoso patto del “Nazareno”, documento che viene mafiosamente occultato alla conoscenza dei cittadini a cui si sottrae un elemento decisivo per giudicare l’operato di un Presidente del Consiglio.
Il primo atto di un Presidente del Consiglio dei ministri DOVEVA essere quello di ripristinare la legalità del nostro paese riformando la legge elettorale nel senso indicato dalla Corte Costituzionale, che ritiene questo Parlamento illegale e non rappresentativo a causa del famoso “porcellum”: Solo e soltanto nuove elezioni con una nuova legge elettorale, costituzionalmente corretta, potrebbero ripristinare la legalità e solo allora, con i nuovi eletti, si potrebbe incominciare a discutere se è così urgente toccare la Costituzione o è meglio occuparsi dei nostri conti disastrosi e dei disoccupati.
E qui il M5S ha aperto non uno spiraglio di dialogo, ma una autostrada a scorrimento veloce che Renzi finge di non vedere.
Un altro enorme errore sarà dover pagare: la furbizia degli 80 euro in busta paga che comicamente dovevano rilanciare l’economia e sono serviti solo a fargli vincere le elezioni europee. Tutti gli economisti seri hanno detto che è una misura inutile, tanto più che quelli in condizioni disperate sono gli inoccupati senza cassa integrazione o altre provvidenze, non coloro che hanno già un lavoro.
Solo Grecia e Italia in Europa non offrono un “reddito minimo” ai disoccupati, in altri paesi funziona così:
-Belgio. Persone sole: 613 euro al mese. Coppie con o senza figli: 817 euro mese
-Francia. Persone sole: 425. Coppie con un figlio: 765 euro al mese
-Danimarca. Persone sole:1632. Coppie con un figlio: 3172
-Irlanda. Persone sole: 648. Coppie con un figlio: 1146
-Germania. Persone sole: 348. Coppie con un figlio: 828
-Inghilterra. Persone sole: 669. Coppie con un figlio: 1265
Come è che nessuno strilla che l’Europa ci chiede di adeguarci ai suoi diritti di cittadinanza e che è da questi elementari diritti che si giudica se un paese è civile o barbaro? Com’è che il fervente europeista Renzi non imita paesi civili?
Durante la campagna elettorale Renzi asseriva che per battere il M5S bastava realizzare qualche pezzo del loro programma. Il reddito di cittadinanza è sempre stato SCRITTO al 1° posto del programma elettorale M5S e anche su questo tema se volesse sfonderebbe una porta aperta.
Non ha alibi Renzi, fa cose sbagliate con le persone sbagliate, è arrogante, furbastro, autoritario, inconcludente. Non è la persona che potrà aiutare gli Italiani a uscire dalla crisi e a diventare un paese più civile. Aiutiamolo a scendere da cavallo e soprattutto impediamogli di toccare la Costituzione insieme ai pregiudicati.
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DI BATTISTA HA FATTO UNA BREVE SINTESI DI CIO’ CHE E’ SUCCESSO IN MEDIO ORIENTE E DEGLI ATTACCHI AMERICANI AL MONDO

Ha detto che di fronte ai massacri che sono stati sferrati dagli Occidentali, non è rimasto ai poveri altra via che quella del terrorismo. E che si dovrebbe passare dagli attentati e dalle stragi al ‘dialogo’.
E’ stato fatto a pezzi da tutti i giornali, come se avesse difeso il terrorismo.
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Viviana Vivarelli
Sobbalzo ogni volta che leggo qualche accanito blogger che attacca con puro odio fanatico e integrale un ‘grillino’. Oggi sono sobbalzata ancora di più nel leggere l’aggettivo ‘liberale’ riferito a un brutto ceffo liberista come Panebianco.
Forse qualcuno non lo rammenta, ma tra tutti i lacché degli USA Panebianco è sempre stato tra i peggiori, arrivando al punto, al tempo delle torture di Abu Ghraib, di scrivere un fervido elogio della tortura, una vera apologia che considerava giusta e legittima la tortura applicata dagli Americani ai prigionieri iracheni spesso rastrellati nelle strade senza alcun motivo, civili, donne e bambini, chiusi a Guantanamo o torturati nelle prigioni rette dagli Americani. Forse nessuno ricorda che noi Italiani eravamo acquartierati proprio sopra una di queste prigioni delle torture me abbiamo sempre dichiarato di non saperne niente, come non sapevamo niente di Abu Ghraib e dello sterminio di Falluja.
Oggi tutti i media attaccano come degli invasati Di Battista, reo di aver detto cose vere e di aver denunciato senza peli sulla lingua le atrocità dei nostri cari alleati nel Terzo Mondo e il Medio Oriente.
Il nostro fasullo servitorame non solo ha omologato dx e sx ma ormai è allineato sulle slinguazzate agli stivali del più forte.

Copio da Naomi Kampbell (era il 2005): “I militari americani hanno gestito la famosa School of the Americas dal 1946 al 1984,una sinistra istituzione di tortura. Le radici dei recenti scandali su questa pratica infame vanno ricercate proprio qui, a Panama e nella nuova sede della scuola in Georgia. Gli allievi -ufficiali dell’esercito e della polizia di tutte le Americhe–apprendevano molte tecniche coercitive d’interrogatorio applicate in seguito a Guantanamo e ad Abu Ghraib. Nel 1996, il Consiglio di supervisione dei servizi segreti, nominato da Clinton, ammise che i manuali di addestramento americani giustificavano l’esecuzione dei guerriglieri, l’estorsione di confessioni, i maltrattamenti fisici, la coercizione e l’imprigionamento su false accuse. Alcuni allievi tornarono nei loro paesi per commettere i più grandi crimini di guerra degli ultimi 50 anni nell’emisfero americano: l’assassinio dell’arcivescovo Romero e di 6 gesuiti in Salvador; il massacro di 900 civili a El Mozote nel Salvador e tutta una serie di golpe militari troppo numerosi da elencare.”

Pannella ha difeso Di Battista dicendo che hanno estrapolato artamente dal suo discorso. Per questo difesa Pannella è stato chiamato’ liberale’.
I radicali dovrebbero essere liberali?? Ma se la Bonino era sempre invitata alle riunioni del Bilderberg, i cui i magnati si accordavano per mandare in crisi i popoli e derubarli dei loro beni e diritti? Ma di cosa stiamo parlando?

Dice la Campbelli: “Sempre nel 2005, il Senato americano votò un emendamento alla legge budget della Difesa, presentato dal Senatore McCain dell’Arizona, che vietava ogni forma di maltrattamento o abuso contro prigionieri sotto custodia USA in ogni parte del mondo, segno evidente che niente, fino a quel momento, impediva esplicitamente il ricorso a tutte quelle forme di tortura e di sospensione dei diritti umani massicciamente utilizzate sia a Guantanamo che in Iraq. Questo emendamento è mai stato applicato?”

Ma ve lo ricordate quando gli Americani elogiavano Saddham, dicendo che era uno dei migliori capi politici esistenti e facevano su di lui dei documentari (ho fatto a tempo a vederli su sky) in cui era portato in palmo di mano ed era esaltato come un grande portatore di democrazia, amico del popolo americano e così giusto e buono che addirittura la città Detroit (Michigan) fece per lui una cerimonia in cui gli furono date le chiavi della città e la cittadinanza onoraria?
Bastò Saddham che dicesse all’Europa che accettava le valute europee per il petrolio al posto dei dollari per diventare il peggiore nemico dell’America!!
Guardare il mondo stando tutti da una parte, non permette di vedere la verità ma solo di perpetuare l’errore.
Pannella liberale??? Ma se è sempre stato contro i diritti del lavoro? Ma se da sempre avrebbe eliminato sindacati e articolo 18? Ma se non ha mai detto una parola contro gli USA o il Fondo Monetario internazionale o la Banca Mondiale o i massacri che da sempre gli USA commettono in tutto il mondo?
E l’unico contro cui scagliarsi oggi dovrebbe essere Di Battista?? Ma questo è molto peggio che pazzia. Questo è un crimine mentale!
Non mi risulta che nella Costituzione americana, così sollecita nell’enunciare il diritto alla “vita, alla libertà e alla ricerca della felicità”, ma invece soprattutto preoccupata di garantire il diritto alla proprietà e l’integrità del patrimonio dei cittadini U.S.A., ci sia niente di analogo all’art. 13 della nostra Costituzione Repubblicana: “E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. La Costituzione parla bene, ma poi il reato di tortura non è stato introdotto nemmeno nel diritto penale Italiano.
E sarebbero questi i presunti liberali??

ALDO GIANNULI

Non è vero che Di Battista parteggi per i terroristi! Dice chiaramente che non lo “giustifica“ e manifesta apertamente la propria preferenza per le forme di lotta non violente. Si limita a dire che si può “capire” chi, avendo visto il suo villaggio e la sua famiglia sterminate dai droni americani, poi reagisce facendosi saltare in una metropolitana e facendo così una strage. Quel “capire” non sta per “approvare”, ma è un modo per dire che certe reazioni sono il risultato di una logica di guerra come quella condotta dagli Usa. Si può discutere questo punto di vista, ma in sintesi ha detto:
a – occorre riconsiderare le ragioni della tempesta che investe il Medio Oriente a cominciare dal modo in cui venne spartito l’Impero Ottomano
b – la strategia antiterrorista americana è fallita
c – bisogna arrivare ad una conferenza di pace che metta al tavolo delle trattative Usa, Urss, Alba, Lega Islamica ed i principali paesi dell’area.
d – occorre aprire un confronto con “i terroristi” (l’Isis) capendone la logica politica ed aprendo un confronto con essi.
Che c’è di sbagliato in queste affermazioni?
L’Iraq fu una invenzione di Churchill. Il disegno dei nuovi stati venne fatto usando la matita, secondo l’esperienza dello stato-nazione europeo ecc. E questo ha prodotto buona parte dei risultati dannosi attuali, a cui si aggiungono gli errori delle leadership dei paesi arabi.
Dopo 11 anni di guerra con cataste di morti e un diluvio di dollari spesi, gli americani si trovano con un paese in preda al caos, con un regime fantoccio che, per di più, sembra sull’orlo del colpo di stato e con un esercito che si è squagliato come un ghiacciolo, lasciando le proprie armi ai “terroristi”. Ma, soprattutto, dopo 13 anni di “crociata” contro Al Qaeda, dopo l’uccisione di Bin Laden e di molti altri leader, si ritrovano con una Al Qaeda più forte di prima che è sul punto di ingoiarsi l’intero Iraq. Bel risultato!
E’ ovvio che una conferenza di pace che risistemi tutta l’area è un punto di passaggio obbligato, perché le varie crisi dell’area (dal conflitto israelo-palestinese al problema curdo, dalla guerra civile siriana alla dittatura militare in Egitto, dal conflitto fra sunniti e sciiti alla situazione iraquena ed alla rivalità fra sauditi ed iraniani ecc.) sono tutte maledettamente collegate fra loro, per cui la soluzione di ogni conflitto presuppone quella dell’altro. Dunque una sistemazione complessiva dell’area è la strada maestra per una pacificazione non precaria di ciascun punto di crisi. Il che, però, non vuol dire che questo sia un risultato facile da perseguire: occorre precisare molto bene quali debbano essere i soggetti da invitare al tavolo delle trattative, come vincere le eventuali resistenze, quale debba essere lo spazio delle grandi potenze esterne all’area (come Usa e Russia) ecc. Ma mi pare che sia una proposta che meriti attenzione ed alla quale l’Italia potrebbe dare un suo contributo.
Avrei dei dubbi su negoziati politici con “i terroristi”. Non sono affatto convinto che l’Isis sia minimamente interessato ad accettare una qualsiasi forma di dialogo. L’Isis vuole costruire una “grande potenza” di ispirazione islamica ed, a questo scopo, punta alla leadership dell’intero mondo islamico sunnita o, quantomeno, della più vasta area possibile nel mondo arabo. Sedersi ad un qualsivoglia tavolo di confronto non fa parte della sua strategia politica, almeno per ora, ma, al contrario è funzionale ad essa il conflitto più radicale con l’Occidente e chiunque sia assimilabile ad esso (come i cristiani caldei). I massacri di curdi, sciiti e cristiani sono tutt’altro che rassicuranti. Con chi fa genocidi non si discute. Bisogna almeno far cessare i massacri. Un intervento militare americano (dopo quello che è accaduto) servirebbe solo a peggiorare le cose. Un intervento Onu? Ci si può pensare, a condizione che non diventi un intervento americano mascherato. Un intervento iraniano? Possibile ma bisognerebbe vedere le reazioni saudite e turche. Armare i curdi: certo una soluzione che comporta dei rischi, come quelli di rappresaglie dei curdi sui civili sunniti, ma è anche vero che non possiamo assistere inerti ad un massacro reale ed in atto, per evitarne uno possibile futuro. Di Battista sottolinea come l’Iraq sia uno stato inventato che mette insieme tre diverse popolazioni ed auspica che ciascuna, sunniti, curdi e sciiti, abbia un proprio stato. Ma perché questo sia possibile occorre che i curdi ci arrivino vivi e le loro terre non siano occupate.
Ma qui nessuno entra nel merito e tutti si lasciano andare al solito linciaggio del grillino per una frase estrapolata.
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Fernando Bruno
Si inorridisce per le teste mozzate, per gli sgozzamenti e le esecuzioni sommarie frutto di una violenza già vista e mai sazia di se stessa, mai plausibile e mai giustificabile a mio giudizio, ma l’orrore è presente in tante forme e chi non sa tenere gli occhi chiusi ha motivo di nausearsene in rete. Quanto orrore c’è a Guantanamo, nella striscia lager di Gaza, nei ghetti delle città statunitensi, nelle stragi di stato e di massa con sperimentazioni di armi chimiche nei paesi più poveri, nelle stragi senza colpevoli da decenni in Italia, in quelle silenziose di chi si toglie la vita perché non ha più speranza di avere dignità di una vita con un lavoro qui, a casa nostra. Non si giustifica nulla, ancor meno la violenza e le cosiddette logiche di guerra che avrebbero voluto strategicamente missili a testate nucleari nella mia Sicilia (Comiso) nei primi anni 80, non si giustifica la logica delle lobby delle banche e del petrolio che muovono i fili dei burattini che a loro volta decidono chi vive e chi muore, non si giustifica la logica delle potenti industrie delle armi che armano entrambi i contendenti per fare sempre più profitto, non si giustificano le invasioni a scopo preventivo e nemmeno quelle a scopo punitivo o vendicativo, non si giustifica l’indifferenza di tutti noi a tutto ciò! Indifferenza…arma terribile e deleteria. Riflettiamo se possiamo fare qualcosa, se esiste una logica diversa, che non mette gli uni contro gli altri, che apre al dialogo e che dà speranza.
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I giornali si dividono essenzialmente in due gruppi: quelli di partito e quelli di parte.
(Dino Basili)
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Viviana
In Italia non esiste la libera stampa.
Non esiste nemmeno la libera informazione.
L’unica libertà che ci hanno dato è quella di essere fatti fessi dal giornalaio di turno.
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EDGAR LEE MASTERS

La rotativa del “Clarion” di Spoon River fu distrutta,
e io impeciato e impiumato,
perché il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago pubblicai questo:
“Ho visto una donna bellissima con gli occhi bendati
sui gradini di un tempio di marmo.
Una grande folla le passava dinanzi,
i volti imploranti alzati verso di lei.
Nella sinistra impugnava una spada.
Brandendo quella spada,
colpiva ora un bimbo, ora un operaio,
ora una donna in fuga, ora un pazzo.
Nella destra teneva una bilancia:
nella bilancia venivano gettate monete d’oro
da chi scampava ai colpi della spada.
Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
“Non guarda in faccia nessuno”.
Poi un giovane con berretto rosso
le fu accanto con un balzo e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano state corrose
dal marcio delle palpebre;
le pupille bruciate da un muco lattiginoso;
la follia di un’anima morente
era scritta su quel volto-
allora la folla capì perché portasse la benda”.

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Il giornalista infame è come l’insegnante pedofilo.
La vita gli affida una cosa bella.
E lui la violenta.

(Viviana)

SERGIO DI CORI MODIGLIANI
NON E’ VERO CHE L’ARGENTINA E’ IN DEFAULT PER INSOLVENZA

Alex Kilicioff. Ministro dell’economia della Repubblica Argentina: “Anche coloro che non sono al corrente delle questioni internazionali, non seguono le vicende della politica e dell’economia e non si occupano di finanza, hanno appreso la notizia che i media Italiani hanno diffuso, da ieri: “L’Argentina è andata in default”. Tradotto: “L’Argentina è fallita finanziariamente non trovandosi nelle condizioni di poter saldare i propri debiti”. La notizia è clamorosamente falsa.
“L’Argentina è tecnicamente in default” è un’espressione vera ma insieme falsificata e pericolosa. Il Paese che al mondo dovrebbe temere di più questa sentenza è l’Italia. Se il Fm accetta e certifica la dizione “default tecnico sulla base di una sentenza applicata nel luogo in cui ha sede il quartier generale del creditore” mette la nostra nazione nelle condizioni di poter essere definita “tecnicamente in default” domattina. A nulla serviranno le assicurazioni di Draghi, della Merkel e tantomeno quelle di Renzi.
Esistono tre importanti fondi di investimento internazionale (tra cui Black Rock) che hanno in pancia 85 miliardi di euro di bpt Italiani, garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, dal Ministero del Tesoro e dalla BCE. Domattina, se vogliono, questi signori possono alzare il telefono, chiamare il Governo Italiano e dire: “Volevamo chiedervi il pagamento immediato cash -non virtuale- di questi titoli in vostro possesso”. Risposta: “Noi i soldi non li abbiamo, ma voi state tranquilli perché sono garantiti”. E il fondo: “Ci dispiace, ma le vostre garanzie non hanno più valore legale”. Governo Italiano: “Ah sì? Allora rivolgetevi alla magistratura Italiana o -se lo preferite- al Tribunale Internazionale dell’Aja che ha l’autorità per dirimere controversie tra Stati”. Risponde il Fondo: “No, grazie. La denuncia noi la depositiamo al pomeriggio presso il Tribunale dello Stato del Delaware, Usa, dove ha sede il quartier generale della nostra società. Il diritto, sancito dalla Bm e dal Fm ci consente di appellarci al giudice Mr. Pincus Pallinus, della contea di Oxnard: sarà lui a decidere”. Questo è ciò che è accaduto.
A spiegare con eccezionale chiarezza questo tragico meccanismo che potrebbe innescare la più grande tempesta finanziaria della Storia, è stato ieri a New York il Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz:” Con questa decisione, gli Usa si sono assunti la responsabilità di aver gettato una bomba atomica sul sistema economico e finanziario mondiale. Non si tratta solo dell’Argentina. Se non si blocca il giudice Griesa di Manhattan, se non si annulla subito la sentenza e si accetta l’idea che a gestire la controversia sia il tribunale dell’Aja, tutto ciò provocherà una immediata reazione a catena che diventerà in pochissimi giorni una valanga che non sarà più possibile fermare. Nei nostri tempi attuali, i processi economico-finanziari sono lenti, ma….perché c’è un ma….quando scatta una variabile impazzita, allora tutto diventa veloce, velocissimo, in tempo reale, talmente veloce che quando si decide di andarci a mettere una toppa, la tempesta è già finita e non ci è rimasto nulla.
Così, la Naciòn (il più importante quotidiano argentino, di area moderata liberale) titola oggi: Para Stiglitz, EE.UU. “le tiró una bomba” al sistema económico
El premio Nobel criticó a Griesa y a los fondos buitre; repercusiones en medios internacionales.”
Stiglitz, Krugman (altro nobel) il senatore Bernie Sanders, perfino il governatore della Banca d’America Janet Yellen, Noam Chomsky, l’economista Nouriel Roubini, in questi giorni si stanno sgolando per spiegare alla gente ciò che sta accadendo.
Lo capisce anche un bambino che i teatri di guerra avanzano, che in tutte le nazioni la cittadinanza insorge contro i privilegi dell’oligarchia, contro lo strapotere asfissiante della finanza che ha strozzato l’economia, e chiedono tutti la stessa cosa, dall’Argentina al Brasile, dagli Usa alla Gran Bretagna, dalla Spagna all’Italia, dalla Tunisia all’Oman e via dicendo: è necessario separare la finanza dall’economia ed è un imperativo categorico attuare delle politiche di redistribuzione del reddito per andare a colmare lo spaventoso scarto tra chi ha troppo e sempre di più e quelli che hanno pochissimo e sempre di meno. Non si tratta di debiti o crediti, e non è in gioco la solvibilità dell’Argentina. La posta in gioco è un’altra, la stessa che in Europa, in Africa, in Asia Minore, nel Medio Oriente: l’inevitabile scontro tra gli stati centrali e gli interessi della collettività da una parte e lo sciacallaggio bulimico dei grandi consorzi finanziari e bancari dall’altra.
La presidente Kirchner ha dichiarato questa mattina: “Non ci arrenderemo, cedendo la nostra sovranità nazionale all’ignobile ricatto dei fondi sciacalli e agli ordini fascisti del Fm. Abbiamo faticato tanto a conquistarci la libertà e ce la teniamo ben stretta”.
Il Ministro della Cultura ha dichiarato: “Meglio colare a picco da liberi che vivere da schiavi alienati come fanno gli europei”.
Il Ministro dell’economia argentino Alex Kilicioff ha dichiarato ieri in conferenza stampa: “Non esiste nessun default e l’Argentina non è insolvibile. Ciò che è accaduto è folle e assurdo, non ha alcun senso logico. Un vecchio giudice americano di una contea di New York si è rifiutato di accettare le nostre garanzie internazionali e non ha accettato il patteggiamento rifiutandosi di incassare la prima cifra interamente versata. La verità è l’opposto esatto di ciò che vanno dicendo: non vogliono essere pagati per avere una scusa e scatenare una gigantesca tempesta finanziaria sulla quale hanno scommesso circa 10.000 miliardi di dollari. E lo vogliono fare sulla pelle dei cittadini di tutto il pianeta. Noi non ci stiamo e diciamo no.”
In Usa, questo pomeriggio riuniranno il gabinetto economico di emergenza del governo. Gli Americani devono essere rimasti sconvolti quando, ieri sera, sulla NBC durante una banale intervista durata 14 secondi a un comune impiegato che lavora a Wall Street per la Goldman Sachs, hanno ascoltato questa dichiarazione: è andata benissimo oggi, abbiamo realizzato un profitto di circa 8 miliardi di dollari. Quasi 2 milioni di persone, in gran parte dall’Europa, avevano scommesso che l’Argentina sarebbe andata in default entro le ore 12 del 30 luglio 2014. Davvero un bel colpo. E’ stato fantastico. Sono arrivate valanghe di telefonate, tweet, e-mail di protesta di gente normale che sosteneva di non voler vivere in un mondo così. E la tempesta finanziaria si è abbattuta subito in Germania.
Perché questa spirale innescata dal fondo avvoltoio, come il gioco del domino, va ad intaccare diversi fondi finanziari tedeschi che sostengono l’export tedesco in Sud America (l’Argentina rende ai tedeschi circa 10 miliardi di euro l’anno); sempre il ministro dell’economia Kilicioff, infatti, ha candidamente affermato che: “Se ci vogliono eliminare dal mercato internazionale per punire il nostro secco rifiuto ad accettare le manovre dell’austerity che fanno soltanto gli interessi della finanza, ebbene, vorrà dire che non vi parteciperemo più; per nostra fortuna abbiamo sufficiente petrolio, gas, energia elettrica, tanta acqua potabile e la migliore carne al mondo. Per non parlare della squisita frutta e verdura di produzione nazionale che finalmente potremo mangiare al posto di quelle schifezze congelate che ci mandano dall’Europa: non siamo la pattumiera del mondo. Vorrà dire che non acquisteremo più le loro merci, a cominciare dalla BMW, dalle Mercedes, e non useremo più le banche europee.” La borsa di Francoforte è andata giù a picco.
Questo è ciò che sta accadendo nel mondo.
Da noi ieri si discuteva sui “social” se era vero o non era vero che qualcuno del movimento 5 stelle aveva slogato il braccio di una senatrice. Vi sembra un paese normale? Giustamente, il senatore Maurizio Buccarella (gruppo al senato di M5s) ha protestato, minacciando querela. Questa penosa specifica che qui ho aggiunto, è per denunciare lo squallore della vita politica Italiana, il degrado totale della comunicazione, e la deriva di un Paese al quale viene offerto lo spettacolo della politica come si stesse al circo Barnum.
Intanto, il mondo va verso la guerra.
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http://masadaweb.org

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