Nuovo Masada

agosto 16, 2014

MASADA n° 1557 16-8-2014 ROMANZO – STORIA DI UNA SENSITIVA- OVVERO: UNA SECONDA POSSIBILITA’- CAPITOLO 9

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:16 pm

Viviana Vivarelli

Il mio amico omosessuale – I segni sincronici – L’essenza di una coppia

Dicono alcuni che l’amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un’assurdità…
Si può fare una buona meditazione
su una sega o su uno Steinway da concerto?..
La verità grave, vi prego, sull’amore…
Busserà la mattina alla mia porta
o là sul bus mi pesterà un piede? …
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore
.”

Wystan Hugh Auden

Enrico è il migliore amico che ho. Lo penso spesso e sempre con un sorriso e con
dolcezza. Come tanti amici e amiche che ho avuto la fortuna di trovare, è stato in altri tempi un mio allievo, non so più in quale mio corso, ché ormai di corsi divulgativi per adulti ne ho fatti tanti e su argomenti molto diversi, ma lo conosco ormai da tanti anni e in questo arco di tempo ho assistito alla sua trasformazione.
Quando lo vidi le prime volte a lezione, mi aveva colpito e mi aveva divertito per il suo esibizionismo pignolo. Sempre in prima fila, sempre pronto a fare interventi intelligenti o provocatori, spesso ironico o addirittura sarcastico, con una grande capacità di intrattenere e divertire gli altri ma anche con una mania per l’esattezza, la precisione, la storicità, quasi maniacali che lo distinguevano fra tutti. Una mente brillante, interessi versatili, una visione dritta e perspicace, una memoria di ferro.
Enrico ha una mente molto logica, acutezza e prontezza di riflessi ma anche un cuore poetico, una sensibilità pudica e timida che dovevo scoprire poi.

Scuro di pelle e facile all’abbronzatura, magro e scattante, ha un viso da levantino e una innata eleganza, attenta alle nuance e agli accostamenti, attentissimo alle parole. Avrei dovuto subodorare le sue tendenze da esteta già dalle cravatte insolite che sceglieva, dagli accostamenti squisiti del colore della camicia con quello della cravatta, dal taglio distinto degli abiti, dalla cura dei particolari, dall’Ipod ultimo modello alla valigetta in cuoio nero, all’orologio sobrio ma di marca. Grande musicofilo, attentissimo all’esecuzione, esperto conoscitore di orchestre e di strumenti, è difficilissimo scegliergli un cd, e una volta che ci provai per fargli un regalo, mi riempì di particolari con richieste assurde di esecuzioni perfette e introvabili, e altre esigenze impossibili che mi tolsero per sempre la voglia di esaudirlo.
In tante cose così è di un formalismo pignolo che non accetta deroghe.
La sua impeccabilità è palese già dal modo con cui scrive. Spesso con brevi frasi con punto e a capo, in un modo quasi marziale, come se scandisse un tempo militaresco o facesse continue asserzioni. Sembra non conoscere formule dubitative, accoglienze oscillanti, possibilismi precari, è come uno che trancia giudizi ed è sempre troppo sicuro di sé. Le cose sono così e così devono essere.
Ha le caratteristiche del figlio unico troppo intelligente che si è staccato nettamente dall’ambiente contadino da cui proviene, conservando una ruvidezza affettiva di base su cui ha costruito una personalità raffinata ed esigente.
Eppure tutta questa impeccabilità, questa presunta sicurezza, questa mania pignola per cose esteriori e questa incisività per valutazioni sociali, celano una insicurezza di fondo, sono come la maschera o lo scudo per nascondere una grande tenerezza affettiva. Enrico è un duro dal cuore di panna.
Enrico è l’amico più fedele che ho e non è l’amico migliore solo per me, ma per tutti coloro a cui ha dato il suo cuore. E’ generoso di sé, della sua attenzione, del suo aiuto, del suo affetto.
Mi manda spesso per e mail dei video che pesca su face book e che sono sempre storie tenerissime e strappalacrime.
Ne ricordo uno in cartoni animati dove una bambina dell’asilo voleva coinvolgere nei suoi giochi un bambino paraplegico, che non poteva né muoversi né parlare e lei gli legava ai polsi o alle caviglie delle cordicelle che legava alle proprie mani per muoverlo e fargli tirare un calcio al pallone o fargli fare dei giochi con lei. Poi il bambino muore e la bambina diventa grande ed è diventata una insegnante di bambini con problemi e porta ancora legate ai polsi come braccialetti quelle cordicelle con cui faceva muovere il bambino malato, come se fosse normale.
In un altro di questi video si vede una squadra di bellissimi e tostissimi atleti di basket impegnati allo stremo in una intensissima partita. Ma sono tutti su sedie a rotelle. E giocano accaniti mettendocela tutta per fare canestro, in un match fortissimo e esaltante dove si mostra tutto lo spirito di squadra, la partecipazione a un divertimento comune. Poi, quando la partita è finita, ecco che si alzano tutti dalle sedie a rotelle. Meno uno. L’unico con handicap reale.
Enrico è così: tenero dentro. Non manifesta il suo affetto con regali, ma se uno ha bisogno di lui, lui c’è. E io so che basta che gli dica che ho qualche problema che si attiva e si mette in quattro per aiutarmi. E’ sempre super occupato, ma per gli amici il tempo, sempre, lo trova. E non parlerà mai, nemmeno sotto tortura, male di un suo amico né lo tradirà. Enrico è un cuore eternamente fedele. A suo modo, sotto la sua scorza sarcastica e pignola, è una delle persone più idealiste e morali che conosca.
Gran selettivo, ovviamente non può apprezzare tutti, ma sa discernere e questo lo ha portato nel tempo a grandi solitudini, salvo il costante impegno con la famiglia.
Proveniente da radici molto terrene e concrete, molto solide e contadine, come si sia
sviluppata una pianta così sofisticata, intelligente, complessa come lui, lo sa solo il Cielo. Posso paragonarlo a un’orchidea che si sviluppa sul tronco abbattuto di un castagno.
Ogni tanto Enrico mi invita ogni tanto a fare qualche perlustrazione nell’alta cucina, pescando dalle referenze dei locali migliori, i ristoranti più sofisticati della regione e grazie a lui ho passato delle giornate d’incanto, non solo girando campagne e monti, ma assaggiando dei veri prodigi culinari e chiacchierano molto piacevolmente di qualsiasi cosa perché Enrico è un convitato piacevolissimo, intelligente e brillante che dà luce a chiunque tocchi. Devo dire che, da gran gourmeur, coi ristoranti non sbaglia un colpo e quando esco con lui so che avrò una esperienza indimenticabile, non solo di tavola ma anche di socializzazione col cuoco o col padrone del locale, un indottrinamento di prodotti del territorio e patrimonio gastronomico, una immersione in una cultura italiana che unisce tradizione e gusto, storia e radici, accoglienza e civiltà.
Credo che mio marito avrebbe molto apprezzato i locali in cui mi porta, ma, per un suo pudore, ha sempre preferito non venire con noi come non è mai venuto con nessuno dei miei amici o amiche.
Quando l’ho conosciuto, Enrico aveva passato i 30 anni e, malgrado la sua intelligenza e la sua cultura (è laureato e lavora in una società informatica), aveva una vita sociale scarsa, senza grandi amici o con un gruppo piuttosto anomalo rispetto a lui e piuttosto deprimente di amici di vecchia data, uno più scombinato e meno realizzato dell’altro, ma la cosa più grave è che non aveva una vita sessuale, non l’aveva proprio mai avuta.
Mi chiedo se la pignoleria con cui sceglieva le cose che entravano nella sua vita e
gestiva i suoi pensieri o il modo precisino e assertivo con cui comunicava, con un misto di esibizionismo e sarcasmo, non dipendessero proprio anche dall’assenza di una vita sessuale e affettiva piena, di una ricerca che, non avendo ancora capito se stessa, si esauriva in un perfezionismo formale e logico che doveva servire anche da riempitivo per una mancanza più profonda. Un apparato di dettagli esterni che surrogava una mancanza intima, per cui l’energia, non trovando uno sbocco sessuale adeguato in uno scopo di massima, si esauriva nella formalità di particolari di contorno.
E’ strano pensare che proprio le persone che stimiamo più sicure, più forti, più incisive possano essere quelle più fragili, nascoste, meno rivelate.
Occorreva una rivelazione.
Vorrei citare un episodio relativo alla sincronicità in cui la rivelazione cominciò a farsi
evento concreto.
La sincronicità è l’incontrarsi, assolutamente non fortuito, di un evento esterno che in
qualche modo si fa simbolo di un evento interno come se lo sottolineasse. La natura fuori di noi incontra l’anima dentro di noi.
Era venuta da me una signora in forte depressione, Maria Teresa.
Ricca, intelligente, bionda e con occhi azzurri, dura di carattere, di professione insegnante. Aveva abbandonato da 12 anni la sua terra, la Puglia, il marito e il figlio maggiore e da 12 anni non li aveva visti mai più.
12 anni prima le era morto il figlio minore, di 14 anni, in un tremendo giorno di dicembre. Il giorno del compleanno di Luca, gli avevano regalato un motorino e con quello il ragazzo si era immediatamente sfracellato contro il pulmino della scuola. Maria Teresa era attaccatissima a questo figlio piccolo, mentre i rapporti col marito e l’altro figlio erano tesi e con quella morte tragica la famiglia era andata in pezzi in una separazione fatale.
Fine modulo
Per 12 anni Maria Teresa era rimasta bloccata, lei, come erano rimasti bloccati i suoi famigliari, in una situazione di dolore e di impotenza, ognuno ghiacciato nella propria posizione inflessibile per dodici anni, ognuno fisso e incapace di evoluzione.
12 anni, ma il 12 è anche la cifra di un ciclo che si chiude.
Ed ecco che siamo di nuovo a dicembre, il 12 dicembre, dodicesimo mese del dodicesimo anno dalla morte del figlio, e Maria Teresa viene da me a raccontarmi la sua storia e la sua disperata depressione. Siamo arrivati al culmine, momento finale in cui si inverte il ciclo tenebre-luce, e Maria Teresa viene a dirmi che ha fatto un sogno: nella sua cantina c’è un ghiacciolo che scende dal soffitto come stalattite e dentro cu sono tre coccinelle prigioniere. Il sogno le fa venire in mente un documentario che ha appena visto in cui d’inverno una famiglia di coccinelle resta congelata in un ghiacciolo ma, quando i tepori della primavera sciolgono il ghiacciolo, le coccinelle tornano in vita e vanno ognuna per la sua strada.
Mentre Maria Teresa racconta questo, si accorge che, alla sua sinistra sul tavolo piccolo, zampetta una coccinella vera, e ciò è sorprendente perché in inverno non si vedono coccinelle. La notte prima ha sognato anche di avere un bambino bellissimo, di otto mesi, ma con un solo occhio azzurro e verde al centro della fronte ed era molto contenta di questo nuovo figlio. Un chiaro sogno di rinascita attraverso l’intuizione, azzurro è il colore della spiritualità, verde quello del cuore.
Io la rassicuro, le dico che il periodo del suo lutto è finito. Il ciclo del grande dolore si è chiuso. 12 è un numero completo. Col dicembre del dodicesimo anno siamo arrivati a una svolta. La svolta ci sarà per tutti e tre i prigionieri, che sono rimasti congelati troppo a lungo nel loro dolore. Ognuno si riprenderà e riprenderà il suo cammino, ma ognuno andrà per una strada diversa e non torneranno ad essere una famiglia. Questa è la mia lettura del sogno.
Un po’ rinfrancata, Maria Teresa torna a casa. Ed ecco che mi telefona molto emozionata: ha trovato in un cassetto un ciondolino d’oro a forma di coccinella che aveva perduto da anni e le era stato regalato proprio dal suo figlio morto.
Di nuovo, con apparenza causale, riappare la coccinella, segno che l’inverno del cuore è finito e che la vita farà la sua svolta benefica. Il sogno, la coccinella vera e quella d’oro sono tutti segni di buona fortuna e di rinascita. Si può sperare che la situazione, miracolosamente, si sbloccherà.
Io sono molto contenta che gli eventi abbiano dato il loro segnale di risoluzione. E scrivo una e mail a Enrico per raccontargli quanto avvenuto. Non so perché sento di doverla scrivere proprio a lui e non ad altri, ma così faccio, come se la cosa dovesse riguardarlo. Enrico è in ufficio, sta lavorando, ma legge la mia lettera di straforo. E subito mi risponde perché è accaduto un altro evento sincronico straordinario.
Mi racconta, stupito, che, mentre leggeva la mia mail, una coccinella vera è arrivata sul
video del suo computer. E siamo sempre a dicembre. E non é tempo di coccinelle.
Dunque se Maria Teresa deve svegliarsi dal suo lutto dalla sua assenza di vita, anche il mio amico Enrico è prossimo a un risveglio, deve riprendere la sua vita da un’altra prospettiva e questo sarà per lui un mutamento totale. Avrà una seconda possibilità. E infatti accade che Enrico scopre (o forse sarebbe meglio dire “accetta”), anche se lo fa davvero tardi, di essere gay.
E la sua vita si trasforma. Quella parte di sé che non si è mai realizzata, che si è sfinita nella perfezione dei dettagli, nella scelta dei colori, nell’esecuzione dei brani musicali, nella perfezione delle parole, nella nitidezza dei giudizi, ecco che ha trovato un’altra finalità esistenziale, un altro scopo: in una sessualità finalmente riconosciuta.
Io assisto a qualcosa che sembra un miracolo: la gioia di una persona che scopre se
stessa e rinasce a vita nuova, che ha una nuova primavera.
Enrico ne è galvanizzato. Il cambiamento nella sua esistenza è colossale, è come
un bambino che scopre il gelato, un cagnolino che trova i prati, un prigioniero che
torna in libertà. La sua smania di conoscere e di sperimentare non ha limiti e vorrebbe parteciparmi tutti i particolari delle sue scoperte, del suo nuovissimo e inesplorato piacere. Io ne sono imbarazzata, capisco la sua necessità di raccontare a qualcuno le sue rivelazioni, di allargare il piacere col resoconto, il rivissuto, l’assaporare della memoria dei suoi nuovi incontri casuali, ma io sono troppo severa e morigerata e questa rivelazione dell’intimità altrui non fa al caso mio. Non sono adatta. Non ascolto volentieri nessun dettaglio di sesso né omosessuale né eterosessuale. Mi imbarazza. Non sarei l’ascoltatrice giusta. Oltre a ciò sono seriamente preoccupata perché la sessualità tra omosessuali è una storia completamente diversa da quelle tra un uomo e una donna, per le complessità e le remore culturali che una donna ha di suo, per le complicazioni di costume che mette nel rapporto, per le implicazioni di natura affettiva, per i preliminari che richiede,
per i rovesci sentimentali, per tutta una serie di doveri e diritti che insorgono. Nel mondo omosessuale è tutto diverso, genuino, immediato e dritto allo scopo.
Ci sono luoghi dove i gay si incontrano e il rapporto è immediato, viene prima della
conoscenza. Ma questi luoghi possono anche avere, secondo me, una loro pericolosità sociale o sanitaria e cerco di mettere in guardia Enrico che è partito allo sbaraglio come un esploratore galvanizzato dalla scoperta di un pianeta sconosciuto.
Ma il destino lo aiuta e, dopo una serie di approcci puramente sessuali con partner appena conosciuti, si innamora.
E’ l’innamoramento tra due persone dello stesso sesso identico, incantevole e
appassionante come l’innamoramento tra due persone di sesso diverso.
E’ lo stesso identico prodigio della natura.
Ora sono 16 anni che Enrico e il suo compagno si amano e il loro amore sta vincendo quello di tante coppie eterosessuali che sono arrivate al capolinea molto prima. Hanno tra loro lo stesso trasporto, la stessa tenerezza, le stesse coccole di quando di sono conosciuti.
Lino è una persona tenera e dolce, è molto buono e gentile. E’ più piccolo di lui e ha un grande garbo e una fine leggerezza. Sembra un bambino o un folletto. Di una intelligenza diversa dalla sua, più pacata e conciliante, è molto tranquillo, un po’ timido con gli estranei. Ha la pelle rosea e liscia di un bambino e un’aria molto giovanile. Enrico e Lino abitano in due case separate, nessuno dei due ha parlato in famiglia della sua sessualità, nel loro lavoro i loro colleghi non sanno nulla della loro situazione. Secondo la legge italiana non possono sposarsi. Secondo la morale diffusa non possono baciarsi in pubblico e nemmeno tenersi la mano.
Quando Enrico mi invita, c’è sempre anche Lino e io non sono il terzo incomodo, sono il loro angelo tutore, sono sempre sinceramente felice di vederli e constato come l’uno cambia l’altro e quanto siano insieme felici.
I padroni dei ristoranti dove andiamo pensano che io sia la mamma di uno
dei due di entrambi, o la zia o qualche altra parente stretta. Io guardo felice il loro amore tenero, mi fa piacere stare con loro, come fa piacere a tutti stare con persone che emanano amore. Sono felice della loro gioia.
Spesso nelle nostre escursioni ci sono altri amici gay, ho imparato a conoscerli ed amarli. Non so se dipenda dalle persone che i miei amici scelgono ma sono sempre persone gentili, interessanti, spesso colte, con una sensibilità più ricca, con più sfumature, spesso gusto estetico.
Dicono che un gay è il migliore amico di una donna, ma certo quelli che ho conosciuto sono tutti persone piacevolissime, di grande sensibilità.
Enrico è cambiato. Non è più l’elegante e perfezionista dandy di un tempo. E’ più libero e sciolto. Indossa anche certe cose che Lino gli regala e che non credo che lui avrebbe comprato mai. Non so se la sua casa sia ancora rigorosamente solo azzurra. Anche il suo modo di scrivere è cambiato. Non è più così pignolo e assertivo. Non va più a capo ad ogni punto. Ha preso come una sfumatura più ricca e complessa. Da Lino ha acquisto una maggiore rilassatezza, un accettazione più fiduciosa della vita. Io vedo come fiorisce il loro amore e vedo con piacere quanto faccia bene a ognuno dei due.
Perché non possono essere una famiglia?
.
STORIA DI UNA SENSITIVA (ovvero UNA SECONDA POSSIBILITA’)

CAPITOLO 1 : https://masadaweb.org/2014/07/13/masada-n-1545-13-7-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-1/
Regressioni a vite precedenti – La guarigione a distanza – Le visualizzazioni- I numeri simbolici

CAPITOLO 2 : https://masadaweb.org/2014/07/17/masada-n-1546-17-7-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-2/
Le malattie psicosomatiche – Induzione e ipnosi come forma di terapia – Le verruche

CAPITOLO 3 : https://masadaweb.org/2014/07/22/masada-n-1547-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-3/
Tutto comincia dalla testa – Talismani: la croce di Ankh – Rievocare altre vite o momenti traumatici del passato – Incubi ricorrenti – Leggere negli altri una storia fatta di tante storie

CAPITOLO 4 : https://masadaweb.org/2014/07/28/masada-n-1550-28-7-2014-una-seconda-possibilita-romanzo-capitolo-4/
Isobare psichiche – Rane – La lezione del dolore – La lezione del piacere – La sessualità sacra – La verginità eterna – Ma cos’è l’orgasmo? – Eiaculazione precoce, vaginismo e omosessualità

CAPITOLO 5 : https://masadaweb.org/2014/07/29/masada-n-1551-29-7-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-5/
Pene d’amore – Il tradimento – La trasgressione – Amare l’impossibile

CAPITOLO 6 : https://masadaweb.org/2014/08/06/masada-n-1552-6-8-2014-una-seconda-possibilita-romanzo-capitolo-6/
La casa infestata – Sogni premonitori – Messaggi dall’al di là – Le vite precedenti

CAPITOLO 7 : https://masadaweb.org/2014/08/13/masada-n-1554-13-8-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-7/
Storia di Deneb – Testimonianze sulla premonizione – Sentirsi estranei a questo mondo – Rispettare la propria unicità – La diversità è un dono – I prescelti

CAPITOLO 8 : https://masadaweb.org/2014/08/13/masada-n-1555-13-8-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-8/
Le discriminazioni – La cultura è il frutto del potere – Rifiuto sociale delle diversità – Chiaroveggenza – Il motivo per cui siamo venuti a nascere – Un compito che si realizza in più esistenze successive – Profezia – Il terzo occhio – L’archivio globale

CAPITOLO 9 : https://masadaweb.org/2014/08/16/masada-n-1557-16-8-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-9/
Il mio amico omosessuale – I segni sincronici – L’essenza di una coppia

CAPITOLO 10 : https://masadaweb.org/2014/08/21/masada-n-1560-21-8-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-10/

CAPITOLO 11: https://masadaweb.org/2014/08/23/masada-n-1562-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-11/
Vedere i fantasmi – Bachi vampirici, boli, ragnatele, girandole di luce – I punti nodali – Figure non terrestri – Una guarigione miracolosa- Uscire dal corpo – La psiche, l’anima, lo spirito – il Tunnel – L’Osservatore- L’Aldilà

CAPITOLO 12: 12 http://www.grognards2011.it/2014/08/masada-1563-capitolo-12-masada-n-1563-25-8-2014-romanzo-una-seconda-possibilita-cap-12/
Una antologia di fatti paranormali – Il sogno premonitore – Un profumo dall’al di là – Il cane nero – La Bologna delle acque – Santa Caterina de Vigris – Bene e Male camminano vicini

CAPITOLO 13: https://masadaweb.org/2014/08/30/masada-n-1565-romanzo-una-seconda-possibilita-capitolo-13/
Un ignoto chiamato l’angelo – La potenza energetica di un gruppo – Messaggi da lontano – L’animale totemico – La voce diretta – La scrittura automatica – Storia di Lori

CAPITOLO 14: https://masadaweb.org/2014/12/27/masada-n-1606-27-12-2014-una-seconda-possibilita-ultimo-capitolo/
Il sogno della nuova casa- Il sogno della nave dei morti -Il rito sciamanico del Santo Daime- Conclusioni
..
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