Nuovo Masada

luglio 27, 2014

MASADA n° 1549 27-7-2014- MICROPOLITICA E MACROPOLITICA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:38 am

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MICROPOLITICA: Il pericolo della deflazione – La cooptazione del Pd – ‘La diaspora’ di Gilioli – Degradazione della sx italiana – L’abiezione di Renzi – Il ballista di Rignano – La disoccupazione europea sale – Fare opposizione – Evolvere – Il potere per il potere – Cavalieri del lavoro – Ladri negli enti locali – Renzi-Verdini, un’alleanza nel nome del padre – Padoan e gli eurobond
MA CHE STA SUCCEDENDO VERAMENTE NEL MONDO? L’aereo Malaysia Airlines- L’importante riunione dei BRICS e del MERCOSUR: nasce un nuovo FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE- EURASIAN ECONOMIC UNION – SOLIDARIETA’ ALL’ARGENTINA – Matrix

Blog di Viviana Vivarelli

La cosa stupefacente è che occorrono secoli di lotte popolari per conseguire uno straccio di democrazia
Poi basta che arrivi un cretino con la fregola del potere e in un amen la democrazia viene distrutta.

(Viviana)
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Pierluigi
Ciò che preoccupa è che certi “corsi e ricorsi storici”, come scriveva Vico, sono così tangibilmente veri da farci vivere la storia del passato come un deja vu..E tutto questo accade sempre nelle più gravi crisi economiche e sociali. Se si rileggono certi discorsi “patriotici ” di Benito Mussolini” si trovano cosi tante analogie con le moderne slide e le selfie di Renzi da rimanere sbalorditi. Il totalitarismo si può manifestare in chiave moderna anche esautorando il Parlamento “con improrogabili riforme, delegittimare in modo autoritario il Senato, togliendo all’opposizione ogni strumento democratico per combattere gli abusi, imbavagliando la magistratura.. Tutto oggi ricorda l’avvento di Mussolini, ieri con il beneplacito del Re, oggi di quello di un Presidente di 90 anni incapace di guidare un Paese ma egoisticamente attaccato al potere come un moribondo attaccato al suo letto di morte..Qui muoiono la Democrazia, la Libertà e i Diritti civili.
BISOGNA AVER PAURA

Vendola si beffa dell’opposizione ridicolizzandola con 2000 emendamenti
Chissà come si diverte a telefono con Renzi e Archinà!
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Quando lo capiran i Lenti, gli svegli non saran piu’ tanto Svegli.
Dormiranno…
Per sempre.
Piu’ che Ovvio che sia un Mostruoso Genocidio Soft Pianificato per un’Elite.

(grethe g)
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Rodotà ai 5stelle:
“…io non ero proprietario dei loro voti: non potevo impedirgli di indicarmi come Presidente, non sarebbe stato neanche leale nei loro confronti. Quindi in sostanza gli dissi: da questo momento, votate come vi pare. Ma non penso che avrei fatto un passo indietro più formale e definitivo se mi avessero chiamato dal Pd, specie dopo quello che era successo all’inizio di tutta la vicenda: quando si erano rifiutati di votarmi dicendo “non è dei nostri”. Ma come “non è dei nostri”? Sono stato parlamentare eletto nelle liste del Pci dal 1979 al 1991, poi primo Presidente del Pds: come potevano dire “non è dei nostri”?».

Perché la deflazione è un pericolo
Berluscameno

Il calo prolungato dei prezzi innesca un circolo vizioso che porta meno ricchezza, più disoccupazione e minori consumi.
La deflazione è il vero pericolo dell’economia europea, e italiana in particolare, visto che, insieme a quella greca, è quella più debole del continente. Il tasso d’inflazione dell’Europa a 17 è pari allo 0,7% (lo stesso livello italiano nel 2013) quando invece il livello ottimale si aggira intorno al 2%. Se la deflazione non viene combattuta rischia di innescare una spirale pericolosissima che aggraverebbe ancora di più la recessione. Un calo continuato dei prezzi innesca un circolo vizioso:
1) le imprese guadagnano meno ed hanno meno liquidità aziendale,
2) avendo meno capitali provenienti dall’attività commerciale, riducono la produzione e rinunciano a nuove assunzioni. Questo aumenta la disoccupazione con l’effetto di far circolare ancora meno denaro nel Paese. Non assumono (o, peggio, licenziano) e se non tagliano alimentano ancora di più la spirale perché si trovano costretti ad abbassare i prezzi dando ulteriore spinta alla deflazione.
Questo è il motivo per il quale bisognerebbe, almeno in questa fase, temere di più il calo dei prezzi, cioè la deflazione, più che il loro aumento, ovvero l’inflazione. E’ per questo motivo che, dopo la sciagurata decisione del 2008 della BCE di alzare i tassi d’interesse in Europa, la strada intrapresa dalla BCE è stata quella che ha portato a 0,25% il costo e denaro.
Un livello a un soffio dallo zero, così come ad un soffio dallo zero è il livello del tasso interbancario, quello che le banche si pagano a vicenda quando chiedono o prestano soldi reciprocamente. Gli effetti, però, non sono stati quelli che attesi e questo significa che la BCE, come tutte le banche centrali, non ha, in realtà, gli strumenti adeguati per indurre i prezzi a crescere (o non li possono usare per motivi politici).
Per questo la deflazione resta lo spettro che si aggira per l’Europa.

Da “La diaspora” di Gilioli

“Sopravvissuto agli scandali sessuali, alla scissione di Fini, alle vicende giudiziarie, alle sentenze della Consulta sulle leggi ad personam, alle sconfitte nelle amministrative e nei referendum, il Governo B IV viene abbattuto alla fine del 2011 dalla crisi economica, dall’esplosione dello spread, dalle pressioni internazionali, dallo spettro di un commissariamento dell’economia e quindi dallo smottamento ulteriore della sua già fragile maggioranza: che l’8 novembre, alla Camera, si ferma a 308 voti. Il giorno dopo Napolitano nomina Monti Senatore a vita. La sera del 12 B sale al Quirinale per dare le dimissioni. Tutto attorno, una folla festante…Il mattino dopo, domenica 13, il Presidente Giorgio Napolitano dà l’incarico a Monti, sostenendo tra l’altro che «tutti dovrebbero concordare sull’esigenza di evitare un precipitoso ricorso al voto».
«Si giocò tutto in poche ore e adesso, con il senno del poi, è facile giudicare. Quindi quello che dico non va inteso come un attacco alle decisioni prese in quei momenti, con lo spread sopra i 500 punti, l’emergenza economica, il rischio default dietro l’angolo. Però, certo: dopo la caduta del Governo B avremmo potuto e dovuto fare scelte diverse. E, in ogni caso, Monti avremmo dovuto farlo cadere noi parecchio prima, nella primavera del 2012, per andare a elezioni quell’autunno». Stefano Fassina in quel periodo era nella segreteria del Pd, come responsabile del lavoro: uno degli uomini più vicini a Bersani. Oggi, guardando indietro, ammette che accettare il Governo dei tecnici è stato un grave errore. A cascata, tutti gli errori successivi.
1°, il voto favorevole alla riforma delle pensioni. «Anche qui, è chiaro che abbiamo sbagliato», dice Fassina. «Però la legge Fornero era contenuta nel decreto di stabilità approvato in fretta e furia appena Monti era diventato premier e in quel momento non c’erano le condizioni per fare diversamente. Eravamo consegnati nelle mani del Professore, che era considerato da tutti il salvatore della patria. Quella cosa fu approvata in 5 giorni: ci sentivamo in emergenza completa. E poi avevamo appena votato la fiducia al Governo Monti: sull’atto più importante, la legge di stabilità, quello su cui era nato lo stesso Governo, non potevamo fare altro».
Errore successivo, aver sostenuto l’esecutivo anche quando B lo aveva già mollato: «Dopo le elezioni amministrative del maggio 2012 B era ancora formalmente nella maggioranza, ma si comportava come se fosse all’opposizione», ricorda Fassina: «Insomma noi siamo rimasti lì con il cerino in mano a sostenere da soli le politiche di austerity. Io allora ebbi l’ardire di dire che dovevamo anticipare la nuova legge di stabilità e andare a votare a ottobre, ma fui massacrato in modo pesantissimo nel mio stesso partito, con tanto di richiesta di dimissioni. Penso che invece avremmo dovuto fare proprio così. Cioè dire: “questa è stata l’emergenza ma non può essere il nostro programma, noi abbiamo un altro progetto e adesso che la fase più grave è passata si va alle urne”. Ripeto: fui bastonato pesantemente, solo per averlo proposto».
Ulteriori errori: il fiscal compact e il pareggio di bilancio: «Averli appoggiati fa parte di quella subalternità che ha viziato il Pd fin dall’inizio. Se avessimo avuto una qualche autonomia culturale, noi di sx, avremmo potuto pressare Monti per ottenere almeno delle clausole migliori. Lo sbaglio stava nell’accettazione da parte del Pd del paradigma liberista adottato fin dal discorso di Veltroni al Lingotto».
Ancora più duro sul Governo Monti è Landini: «La sx non aveva alcuna proposta alternativa a quello che ci avevano detto di fare Trichet e Draghi nella loro lettera dell’estate 2011. Così, quando cadde il Governo B, si scelse di non andare a votare e di appoggiare il Governo dei tecnici. Fu un errore tragico: per un anno ci siamo bevuti la ricetta imposta dalla Troika, dalla riforma delle pensioni al pareggio di bilancio. L’appiattimento del Pd a quelle politiche, durante quel periodo, è stato decisivo nell’aprire le praterie al risultato di Grillo nel 2013».
Vincenzo Vita, ex Senatore Pd, offre un racconto di quei giorni ancora caldo di emozione e a tratti agghiacciante: «Il partito non aveva capito l’importanza di quello che stava facendo. Quando cercavo di spiegare ai colleghi del mio gruppo che stavamo votando una cosa demenziale, tutti mi rispondevano: “ma Vincenzo, qui cade il Governo”. Non ci fu nemmeno l’agio di un confronto né nel partito né tra i parlamentari: neppure sul pareggio di bilancio che pure ebbe un percorso lungo, in quanto modifica della Costituzione. Niente: era una cosa calata dall’alto e noi dovevamo adeguarci per non far cadere Monti. Io ci provai fino all’ultimo: ancora nel giorno del voto finale, nell’aula di Palazzo Madama, passai tra i banchi dei miei compagni per cercare di parlare con loro a uno a uno, ma senza alcun successo. Mi dicevano: “lascia stare, dai, lascia stare”. Perfino Ignazio Marino mi rispose: “Vincenzo, non ho studiato bene il dossier”. Ma quale dossier? Ma cosa c’era da studiare? Era evidente che non aveva alcun senso quella roba, proprio a livello di logica elementare. Ci stavamo mettendo in una gabbia di ferro da soli, senza motivo, e lo stavamo facendo perché “altrimenti cadeva il Governo”. Rimasi quasi solo. E non mi riferisco soltanto al mio partito, ma anche al mondo della sx italiana, che con pochissime eccezioni non comprese assolutamente la rilevanza di quel passaggio».
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Video della costituzionalista Lorenza Carlassare per le Festa della Repubblica

“Faccio gli auguri a questa Repubblica e a questa Costituzione che ne hanno molto bisogno. Da decine di anni ripeto le stesse cose constatando come i problemi sono sempre gli stessi, e, anche se cambiano le facce e le parole d’ordine, si ripropongono le stesse riforme. Da sempre il percorso riformatore ha la stessa direzione autoritaria, i nostri governanti si riempiono la bocca con la parola democrazia ma cercano di eliminare la voce del popolo fin che sia possibile.
Con la riforma del Senato e della legge elettorale vediamo lo stesso intento: un Senato non elettivo, mentre sarebbe opportuno far eleggere il Senato dei popoli delle Regioni e non un Denato del Governo delle Regioni, ma così senza elezioni al popolo si taglia la lingua, poi si fa una legge elettorale che dà un premio di maggioranza esagerato, perché sia sicura, ma quando si parla di maggioranza è il 51% e non chi ha il 35 o il 37% il che vuol dire che il 65 o il 63% è fuori dalla maggioranza che governa, ed è una enormità. Alzare poi la soglia, all’8% per chi non è coalizzato vuol dire chiudere di nuovo la bocca ai cittadini ed evitare le voci dissenzienti dentro il Parlamento. Si parla poi, e lo dico con orrore, di ‘Partito Nazionale’, e spero proprio che non ci sia un partito di tutta la Nazione, spero che dentro la Nazione continuino a resistere molti partiti. Sono 2 i rischi: la democrazia, e il tentativo di togliere il costituzionalismo, che nasce per porre limiti e regole al Potere che naturalmente il Potere non gradisce assolutamente. Così si cerca di eliminare il costituzionalismo per eliminare le funzioni di garanzia.
Per avere le mani libere, il Potere attacca la democrazia costituzionale, che è basata sul pluralismo e non è un monopartitismo, per cui si progetta riforme costituzionali e legislative volte a realizzare la concentrazione del potere, neutralizzando le funzioni di garanzia ed eliminando il pluralismo, le opinioni non conformate, e lo fa da tempo con leggi elettorale per eliminare dalle istituzioni le voci contrarie al blocco egemone. Si è formato un blocco egemone, ma dietro la rappresentanza ci sono i desideri e gi interessi di persone che sono rimaste senza tutela. Di fronte a troppe domande sociali che non possono essere soddisfatte si eliminano i canali attraverso queste domande arriverebbero al potere, lasciando troppi senza tutela. Il blocco di potere è formato ormai da decenni, in Parlamento certi interessi della gente da tempo non ci sono più e si tenta di riprodurre il sistema elettorale illegittimo da poco annullato dalla Corte Costituzionale.”

Viviana Vivarelli

Un partito di “sx” senza un minimo programma, senza un minimo straccio di ideologia che fornisca quantomeno un metro di giudizio per poter dire “questo è giusto, questo è sbagliato”, è mai possibile?” (Sebastiano)
Eppure è questo che è avvenuto: un partito come il Pd, che discende da quella che fu la terza forza di sx europea, distrutto progressivamente dopo la morte di Berlinguer da persone vili e incapaci, guidate da tipi come D’Alema che già nella sua bieca bicamerale mostrava il compromesso con B,un intero sistema democratico ridotto a fare da stampella a quel neoliberismo spietato, radicale, cinico, che la sx era nata per combattere, un sistema capitalista cieco ed efferato che, dato ormai come imploso su stesso perché distruttore di futuro, è sopravvissuto grazie all’inerzia gravissima di una sx che ha rinnegato se stessa, che ha tradito il suo mandato storico, che ha ingannato e venduto i suoi elettori, con un popolo bolso e cretino che ha eletto da solo il proprio boia, che ha accettato di tutto: l’alleanza stretta con B, la distruzione sistematica della democrazia, il peggior sistema di sfruttamento mondiale e i suoi ordini ubbiditi ciecamente, un iperliberismo finanziario barbaro e antiumano negatore di ogni valore, con l’Italia venduta alla finanza, e i nostri beni sociali, i nostri servizi, i nostri diritti regalati a una cricca di banchieri gangster e di speculatori finanziari. E per che cosa?
Per permettere a una banda di politici corrotti di stare attaccati alle loro poltrone e impuniti per i loro reati!
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Mario Miguel Moretta
E’ a dir poco singolare la rilettura storica degli uomini del Pd su quelli che dovrebbero essere stati gli errori madornali compiuti dal Pd, dopo la caduta del Governo B. Ed è a dir poco colpevole la non ammissione di ben 15 anni di totale assenza di progettualità politica da parte di un partito che si adagiato alle ritualità e alla sostanza del peggior doroteismo possibile. Cosa hanno prodotto in termini di proposta politica alternativa il Pd di D’Alema, quello Veltroni, quello di Franceschini, quello di Bersani e quello di Epifani ? Quale reale, cogente e intransigente opposizione possono vantare questi ipocriti alfieri della Casta nei confronti del cdx delle leggi ad personam, nei confronti del conflitto di interessi, del Porcellum, del falso in bilancio, delle vergognose leggi Cirami, Gasparri, Cirielli e compagnia cantante?
(ed è nelle mani di questi vili incapaci, di questi traditori della Patria, che noi mettiamo oggi la distruzione della Costituzione e la rovina del nostro Paese?)

LA DEGRADAZIONE DELLA SX ITALIANA
Viviana Vivarelli

La sx italiana è gravemente colpevole di aver rinnegato tutta la propria storia, le proprie finalità di lotta al capitalismo, di difesa dei deboli, di sostegno del lavoro, di tutela della giustizia sociale. La sx italiana, dopo Berlinguer, si è degradata sempre più fino ad arrivare a quel Pd italiano che oggi è la pecora Dolly del capitalismo peggiore, è colpevole di essersi contaminato coi peggiori vizi del liberismo, di aver tradito il Paese e i propri elettori, di averli ingannati con una propaganda disinformante e patologica, sostenendo come un corpo morto prima Monti, esecutore del Fondo Monetario, poi l’imbelle e debole Bersani, poi Letta che era uomo del Bilderberg e dell’Aspen buono solo a favorire gli interessi delle banche, infine questo Renzi che è emerso mostrando già nei suoi 100 punti all’alta finanza di essere il servo giusto della Bce e della Merkel, il loro uomo di fiducia, quello che avrebbe governato alla luce del sole assieme a Berlusconi, portando avanti tutto quel peggio che nemmeno a B era riuscito, nel peggiore inciucio della storia italiana, in un gigantesco plagio di gente incapace di intendere e volere, beffando i propri elettori, tradendo i loro principi, rafforzando e rendendo ancora più impunita quella casta che prometteva di rottamare, mentre svendeva i beni materiali e morali di noi tutti, mentre distruggeva cinicamente quei valori e diritti per cui migliaia di Italiani erano morti combattendo per una democrazia che noi, oggi, dimostriamo di non saper nemmeno rispettare. E non è un suicidio politico, questo, cos’è?

L’ABIEZIONE DI RENZI
Viviana Vivarelli

Renzi si sta dimostrando il miglior servo della Troika, della destra iperliberista e anche del nostro pregiudicato nostrano nei suoi particolarissimi e micidiali interessi, mentre collabora attivamente per portare avanti, nella massima fretta e marciando sulla peggiore manipolazione mediatica mai vista, verso la distruzione totale dei nostri diritti democratici e la svendita vergognosa del nostro Paese.
In questo piano diabolico il caro Renzi è disposto a tutto, coi voti succubi e vili del Pd, pur di far carriera e diventare Capo di uno stato presidenziale assoluto e B lo appoggia sperando col suo aiuto di cancellare le proprie colpe e condanne, iniquo, astuto e profittatore fino all’ultimo. Uno sciagurato che mai sarebbe andato al potere se i Ds non gli avessero aperto la porta. La viltà del Pd è così schifosa da far tremare le vene nei polsi. Nemmeno il Governo Petain che tradì la Francia consegnandola ai nazisti raggiunge l’onta di questo partito ormai privo di qualunque referenza che non sia la resa e il tradimento. Tutto in fondo era già scritto nei rapporti continui che in questi anni ci sono stati tra Renzi e Verdini,nei lauti fondi che B ha passato a Renzi, nei frequenti incontri in cui un ceffo da galera come Verdini ha ‘allevato’ il pivello rampante, nel suo programma alla Leopolda stilato da Gori che era lo stesso che fece il programma di B, nell’appoggio cospicuo datogli dalla Compagnia delle Opere e dall’Opus dei che sono il peggio della dx cattolica italiana Con questi appoggi (corrotti con in testa B corruttore massimo, destra cattolica, banche e poteri finanziari e iperliberismo) un individuo di basso livello e spessore come Renzi, un venditore di pentole, ha riportato l’Italia al fascismo.

Mi pare chiaro che Renzi è stato messo su solo perché è un servo totale della Troika e difenderà fino all’ultimo gli sporchi corrotti del Potere, facendo solo gli interessi del capitale e rimandando in eterno quello di cui il popolo italiano ha veramente bisogno, con l’alibi che prima “si devono fare le riforme che gli Italiani chiedono e che l’Europa vuole”. La bugia è talmente grossa e talmente sbugiardata dai fatti che vedere lo zelo salivante con cui i media la ripetono fa solo vomitare.
Mi fanno ridere quei troll di poco cervello (con un certo Renzo in testa che faceva da influencer) che tentavano e tentano tutt’ora di attaccare Grillo come fascista, Duce, seguace della Aspen, capitalista a servizio del capitalismo, quando sotto gli occhi di chiunque li abbia aperti è totalmente evidente che è proprio il Pd, manovrato da un Renzi osceno e cinico, sta distruggendo la nostra democrazia, ci sta gettando in un baratro orrendo, si lega indissolubilmente agli interessi della grande finanza. Ma fanno compassione e sdegno quanti, in buona fede o in mala fede, difendono le mostruosità in atto, o perché non ne capiscono l’importanza, o perché sono geneticamente portati a difendere il male. In quanto ai piddini in Parlamento, il loro squallore è talmente grande che solo la storia potrà dare loro la giusta condanna.

IL BALLISTA DI RIGNANO
Viviana Vivarelli

Pensate a quanto sono immonde le balle dei media! Quegli stessi che due settimane fa inneggiavano a un Renzi decisionista che avrebbe rallentato la morsa della Troika sull’Italia, che non ci avrebbe esposti alla multa di 50 miliardi l’anno per non aver saputo tenere a freno la spesa pubblica (ma questo i media non lo accennano nemmeno!), che non ci avrebbe condannato alla svendita dei beni pubblici e dei beni comuni o alla liberalizzazione dei servizi, ma ci avrebbe dato progresso e sviluppo, rimettendo in moto la macchina economica.
Balle, solo balle! Balle le promesse di Renzi, e balle le informazioni dei media che esaltano in esse peggio che il nulla: la frode!
E la verità invece qual’era? Che la Merkel non ha ceduto su nulla. Che l’adesione aberrante al fiscal compact ci condanna peggiore di prima. Draghi è stato chiaro: non ci sarà nessuna flessibilità. Si continua coi tagli. Riformiamo invece le democrazia, ovvero: facciamole sparire! Al grande capitale la democrazia non interessa, anzi è stata sempre la sua mortale nemica.
E Juncker, un altro infame fautore dell’austerità, rivotato all’unanimità da quel Ppe a cui pure appartiene Renzi: “Serve la crescita, non finanziata da debiti che sono solo un fuoco di paglia. Abbiamo bisogno di investimenti, di un pacchetto di investimenti e un programma con un obiettivo: mettere le persone al centro della società”.
Balle, solo balle! Ma quale persona umana al centro delle scelte politiche??!! Ma quando mai il grande capitale si è interessati dal valore della persona umana!!??
E quali investimenti per la crescita??? Gli stessi che non abbiamo mai visto in tutti questi anni??? I tagli ai diritti e ai salari?
Contro le balle propagandistiche che ci hanno propinato sinora il Fiscal compact non si tocca. Di investimenti reali per la crescita non c’è neanche l’ombra. Della ripresa europea la Bundesbank se ne frega. Keynes è morto. Draghi non è Roosevelt. Avanza invece con la massima velocità il piano diabolico contro la democrazia. Contro la libertà. Contro i diritti dei popoli.
Lo ha dettato anche la Goldman Sachs, la principale banca di investimento USA: “Nella Costituzione italiana c’è ‘troppa democrazia!”. L’osceno votato in parlamento a questo tende: a tagliarla via!
Ma per quanto tempo potrà andare avanti questa mostruosità? Non si riesce nemmeno a capire come dei partiti possano ubbidire all’assurdità europea che la Merkel ha preteso, che la Bce ha imposto, che il Pd ha votato e che Renzi, con un cinismo feroce e arrogante, sta portando avanti, la gigantesca assurdità di credere che ci si possa salvare facendo lievitare il debito nazionale con un doppio interesse bancario(la Bce che presta all’1% alle banche e la banche che prestano a tassi usurai agli Stati), senza una vera Banca centrale che presti direttamente agli Stati, stroncando il debito, senza una reale politica di crescita, investimento, sviluppo e lavoro (come fece Roosevelt col New Deal dopo il 29) ma creando un sistema di usura fallimentare, di disoccupazione crescente, di fallimenti a catena, di banche che non concedono più credito, di stati morosi persino nei loro debiti al privato, e per di più con Banche che ricevono la bellezza di 1000 miliardi a condizione di favore e che li investono solo in Bot, titoli tossici e speculazioni finanziarie? Come si può pensare che con questa macro-mafia, con questo sistema di usura legalizzato, con questo strozzinaggio perpetrato sui popoli, con questi tagli progressivi alla democrazia, ci si possa salvare? Il debito pubblico italiano cresce al ritmo di 20 miliardi l’anno. E non sarà certo la ridicola vendita delle auto blu di Renzi a farlo diminuire. Né la finta abolizione del Senato. Né le liste bloccate. Né la finta abolizione delle Province. Né i tagli alla sanità e alla scuola. Né l’abolizione che Renzi ha promesso delle pensioni sociali e di reversibilità. Ma quanto ci vuole perché anche i più lenti capiscano che stiamo andando verso l’autodistruzione?

LA DISOCCUPAZIONE EUROPEA NON SCENDE
Berluscameno

L’ex Presidente della Fed, a su tempo, aveva posto come obiettivo prioritario della politica della banca centrale Usa la discesa della disoccupazione al di sotto del 6,5%, obiettivo confermato dall’attuale Presidente Janet Yellen. E i dati diffusi venerdì dicono che in USA la disoccupazione è scesa in aprile al 6,3%.
Poco più della metà della media europea, che è all’11,8%, e meno della metà del tasso italiano, al 12,7%. Una differenza abissale.
Potremmo chiedere spiegazioni in merito ed il motivo a quegli economisti comunemente definiti “liberisti”, o magari al tetragono commissario europeo Olli Rehn. Loro probabilmente comincerebbero a decantare le virtù del mercato del lavoro americano, completamente deregolamentato, dove si può assumere o licenziare senza alcun problema o limite. E’ questa la stella polare dei tecnocrati e della maggior parte dei politici europei, insieme al consolidamento dei conti pubblici, cioè alla riduzione di deficit e debiti. Ma i fatti dicono che è il primo obiettivo (sopra indicato) ad essere considerato più importante, e, se gli Stati europei perseguono quello, gli arcigni custodi dei decimali (austerici) sono disposti a chiudere un occhio – e anche tutti e due – sul resto. Vedi l’atteggiamento verso la Spagna, dove il Governo Rajoy ha fatto una durissima riforma del lavoro, cosa che gli è valsa una tolleranza clamorosa sull’aggiustamento dei conti pubblici, che continuano a presentare un deficit alle stelle.
Ma è davvero quello il motivo della macroscopica differenza Usa – Europa? Prima della crisi del 2007 il mercato del lavoro Usa era deregolamentato come ora, quelli di vari paesi europei molto meno di adesso, ma la disoccupazione non era così distante. Negli Usa era al 4,6%, vicina al minimo storico (sarebbe più che raddoppiata l’anno dopo, balzando al 9,6%); nella UE al 7,2: una differenza di 2,6 punti, giustificata dal fatto che negli anni precedenti la crescita era stata molto più vivace oltre Atlantico (Pil Usa: 2004 +3,1%, 2005 +4,4%, 2006 +3,2%, contro una crescita nell’Ue di 2,4%, 1,7% e 3,1%). Dopo lo scoppio della crisi del 2007 la percentuale dei senza lavoro americani è arrivata a superare quella europea, ma poi dal 2010 ha cominciato a scendere, mentre ne frattempo in Europa si impennava.
Tutto merito di Bernanke? Anche, ma il Presidente della Fed non è stato lasciato solo.
Vediamo come sono andati i conti pubblici americani. Vediamo l’andamento del deficit pubblico in rapporto al Pil. (Defict/PIL). Nel 2009, l’anno più terribile della crisi, ha toccato il 10%, e negli anni seguenti è sceso solo di poco alla volta, nonostante le battaglie parlamentari dei Repubblicani e soprattutto della loro componente più fanatica, il Tea-party.
Nel 2013 era ancora a circa il 4,5%, quest’anno scenderà intorno al 4% e le previsioni per gli anni successivi ci dicono che arriverà al 2% solo nel 2018, mentre per il 2019 si prevede addirittura una leggera risalita. Nel frattempo il debito pubblico si è impennato, superando il 100% del Pil e quasi toccando il record della seconda guerra mondiale.
Ma, come si è visto, Obama non se n’è preoccupato più di tanto, continuando a far approvare bilanci in deficit. Vediamo perché è quella la strada giusta: il rapporto deficit/Pil ha cominciato a scendere, perché la crescita non è stata ammazzata dalla “stupida austerità”: è il Pil più alto, non i tagli al bilancio, che sta facendo scendere il rapporto deficit/Pil.
Nel frattempo in Europa, dove comanda l’ossessione del pareggio di bilancio e della riduzione del debito, non si è solo impennata la disoccupazione, ma anche il rapporto deficit/Pil: negli anni della crisi il debito medio dell’ eurozona è passato dal 65 al 95% del Pil, anche perché quest’ultimo non solo non è cresciuto, ma è ancora del 3% inferiore all’inizio della crisi.
Chiunque fosse in buona fede non potrebbe fare a meno di ammettere che le politiche restrittive sono fallimentari. Noi invece dobbiamo stare a discutere con la Commissione UE che ci chiede altri tagli per inseguire la chimera di un “pareggio strutturale” calcolato per giunta con metodi che – più che sbagliati – appaiono surreali(!). Chiunque sia in buona fede dovrebbe ammettere che la disoccupazione non si combatte con un aumento della precarietà del lavoro e una ulteriore diminuzione delle retribuzioni. Noi invece siamo costretti a discutere su emendamenti peggiorativi al decreto sul lavoro a tempo determinato, già sbagliato di suo, perché la destra italiana non ha nulla da invidiare al Tea-party quanto a ottusità reazionaria.
La Spagna quest’anno crescerà a un ritmo doppio del nostro, dell’1,5% secondo quanto sostiene il Governo di Madrid. E’ perché ha fatto una dura riforma del lavoro? Oppure perché l’anno scorso ha avuto un deficit del 7,2% del PIL e quest’anno dovrebbe averlo al 5 % del PIL (e molti pensano che alla fine sarà di più)? Rispetto al nostro Pil il 7,2% del PIL fa più di 110 miliardi: come sarebbe la nostra crescita se l’anno scorso avessimo iniettato 110 miliardi nell’economia?
La conclusione, purtroppo, è sempre la stessa. Ai “poteri forti” in Europa e in Italia importa poco della disoccupazione, della crescita, della condizione dei cittadini: quello che importa è usare la crisi per imporre un modello di società che cancelli il più possibile delle conquiste del secolo scorso, dai diritti dei lavoratori allo Stato sociale. E se poi quel modello porterà altre crisi, anche questo non è importante: la crisi non è per tutti.
Ma ormai vi è chi (studioso di economia) è in grado di smascherare le falsità teoriche dell’economia teutonica e degli inossidabili austerici!

Il problema dell’Italia ormai non sono le riforme, ma i riformatori.
(Viviana)
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EURO BOND
berluscameno

Che forza Padoan ! E’ proprio un genio. Vuole vedere la crescita e la predice come prossima : ma nulla dice su chi dovrà fare gli investimenti per crearla. Basterebbe andare in giro per le Regioni italiane visitando le imprese, specie quelle medio e piccole che rappresentano il 90% del tessuto produttivo, per capire che la ripresa non c’è e non c’è mai stata.
Personalmente credo che il nostro Paese-ormai – non ce la può più fare.
Il punto di non ritorno è stato decisamente oltrepassato.
Quest’anno il PIl calerà di nuovo (ordinativi non ce ne sono e quei pochi che lavorano con l’estero stanno rallentando) e questo a fronte di un previsionale del DAF governativo di una maggiorazione del PIL di quest’anno del +0,8 (ed a questo punto dell’anno? Ma è solo un sogno di Padoan ?).
E questo fatto obbligherà il Governo ad una manovra correttiva.
Dal “fate presto” a fare la manovra della BCE (con relativa emissioni di Euro-Bond) -se non ricordo male -sono passati almeno 2 anni , ma si è udito solo un silenzio assordante da parte dell’Europa.
Recentemente intervistato dal «Corriere della Sera», Delrio (vice di Renzi ) ha rilanciato una soluzione drastica per far tornare a dimensioni più umane i debiti pubblici dei paesi dell’UE in drammatica difficoltà.
La «strada nuova, non improvvisata né avventurosa» da percorrere è quella dell’emissione da parte della BCE degli «euro – bond». Ovvero la creazione di un fondo federale europeo al quale ogni Stato conferisca un pezzo del proprio patrimonio immobiliare e non, come le aziende pubbliche. Sulla base di questi asset che sono «garanzie reali», che possono essere utilizzate «in parte per investimenti strutturali ed in parte – spiega Delrio – per alleggerire il debito pubblico sovrano. A quel punto il Governo non faticherebbe più a trovare 3 miliardi di euro l’anno dalle privatizzazioni, ma taglierebbe subito il debito pubblico del 25- 30%». La proposta Delrio viene da lontano, e come ricorda lo stesso sottosegretario una delle versioni è stata ideata da Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio. Una proposta tutt’altro che irragionevole, che ovviamente per l’Italia e i paesi ad alto debito sarebbe una mano santa: oltre a scendere di botto a un rapporto debito/Pil del 100%, diluiremmo il nostro «rosso» con gli ottimi asset dei nostri vicini ricchi e «nordici». Accollando di fatto parte dei sacrifici anche a loro. E questa è proprio la ragione principale per cui la Germania ha sempre visto come fumo negli occhi la mutualizzazione del debito, che per i tedeschi equivarrebbe peraltro alla fine dell’austerità e delle riforme vere nei Bilanci dei «PIIGS». Insomma, lanciare questa proposta ora significa agitare un drappo rosso davanti agli occhi della Merkel e del suo ministro delle Finanze Schauble.
Quando era capo-economista dell’OCSE, il ministro dell’Economia italiano Padoan si era detto in diverse occasioni molto favorevole alla emissione di euro–bond da parte della BCE. Da ministro dell’economia non dovrebbe aver cambiato idea sul piano teorico; ma certo Padoan non sembra condividere (ora) l’opportunità e la praticabilità della proposta Delrio. E così ai cronisti che chiedevano lumi in merito, il ministro dell’Economia si è chiuso a riccio con un secchissimo «no comment» che pare tutt’ altro che un endorsement per Delrio.
Tanto più che a Via Venti Settembre ricordano che pochi giorni fa Padoan ha firmato insieme proprio a Schauble un editoriale sul WSJ per dire che «Berlino e Roma sono d’accordo su come dovrebbe essere l’agenda economica dell’Europa prefigurata con il Piano di Stabilità ed il Fiscal Compact ». E anche sulla riduzione dei debiti pubblici per i due ministri non c’è spazio per «innovazioni»: «tutti i Paesi dell’Eurozona – avevano scritto – dovrebbero prendere le giuste misure per mettere il debito pubblico di ciascun Paese UE su un percorso declinante – ovviamente per farlo diminuire tramite la normativa prevista dal Patto di stabilità e dal Fiscal Compact».

FARE OPPOSIZIONE
Viviana Vivarelli

Qualcuno riesce ad accorgersi che in 20 anni da parte del Pd un vero ostruzionismo alle leggi di Berlusconi non è stato fatto mai? Qualcuno ha visto mai, in questi 20 anni, qualche sforzo congiunto della cosiddetta sx che assomigliasse anche vagamente alla lotta disperata dei 5stelle contro un golpe autoritario allo Stato italiano?
Anzi, quando c’erano da votare iniquità di grossa taglia come lo scudo fiscale o le leggi ad personam, c’erano diessini come D’Alema che si assentavano apposta dall’aula, affinché, anche con le scarse presenze dei berlusconiani, le schifezze potessero passare, e c’erano persone che si dicevano di sx come Bertinotti che erano ben liete di tutte le opportunità della loro carica e arrivavano a difendere la casta dimenticando qualunque cosa fosse mai stata di sx.
E’ in questo modo che con meno di 20 voti Berlusconi è riuscito a far passare,in questo ventennio,7.500 tra leggi e decreti, ignominiosi. E nessuna di queste schifezze è mai stata cambiata o corretta dai successivi governi di csx, in nome di una mafia del potere che ormai è senza colore e senza onore.
Compari e debosciati, apparentemente avversari, ma intimamente uniti in una colla comune, oggi come sempre.
Certo che per salvare la Costituzione i piddini non solo non sarebbero saliti sui tetti, ma nemmeno sulle sedie!
E ora che un gruppo di resistenti fa in Parlamento quell’opposizione dura che in 20 anni la cosiddetta sx non ha saputo fare mai, uno come Zanda ha la faccia di dire che le loro parole sono ‘luride’! E lo dice quando lui stesso appoggia il piano losco di distruzione della democrazia di un pidduista mafioso, quando lui stesso ha tentato di portare alla Camera un progetto per cacciare a forza di legge l’opposizione da Parlamento, quando lui stesso si è piegato al gioco sporco di asservimento del nostro Paese alla finanza internazionale, calpestando qualunque valore di indipendenza, di libertà, di democrazia di futuro degli Italiani.
Davvero è questa gente ‘lurida’ e senza luce!
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EVOLVERE
Viviana Vivarelli

Sapete quali sono i veri movimenti evolutivi della storia?
Quelli che, nel marasma comune e nei tempi di maggiore crisi, raccolgono in un unicum le spinte di pensiero nuovo che si determinano qua e là, come reazione della collettività ai guai e ai vizi che la fanno soffrire.
E i veri precursori sono coloro che questa rinascita comune la incarnano e la rappresentano visibilmente. Essi sono gli antesignani e gli apripista. Quelli che aprono la strada nella selva buia a tutti gli uomini di buona volontà.
Essi sono le figure su cui si appuntano i desideri di molti e che possono portare al meglio il futuro di tutti.
E’ fisiologico, è sempre successo nella storia, che non saranno capiti da chi ancora è attaccato al vecchio, da chi stenta ad aprirsi a idee nuove, dai parassiti mentali, dagli opportunisti.
Ed è ovvio che saranno attaccati dalle forze conservative o regressive della comunità che vedono nel mutamento in avanti solo la propria distruzione.
E’ storicamente provato che le forze peggiori del Paese si raccoglieranno in massa compatta per cercare di bloccare il progresso che avanza e che nasce come desiderio universale.
E’ anche possibile che i precursori, nella loro vita, debbano soffrire, oltre agli attacchi e agli insulti, la delusione e vedere temporaneamente frustrate le loro speranze. E’ quasi certo che dovranno conoscere la sconfitta e che conosceranno il sapore amaro dell’abbandono.
E’ successo a tutti, a Gandhi come a Mandela.
Ma, se i capostipiti rappresentano il futuro, se sono la voce che parla per conto del mutamento e delle aspirazioni di tanti, ci sarà evoluzione infine e anche le parti meno evolute della collettività godranno dei benefici che il cambiamento in meglio porterà a tutti
E quel cambiamento si chiama autonomia, si chiama indipendenza, si chiama libertà, si chiama democrazia.
E non è poi così impossibile che, prima o poi, lo vedano tutti.

IL POTERE PER IL POTERE
Viviana Vivarelli

Ormai sono sparite le ideologie, i valori, i principi, la sopravveste delicata con cui gli ambiziosi mascherano la loro ingordigia per mostrarsi meglio di come sono. Resta solo la lotta del potere per il potere. E di questa lotta Renzi e Berlusconi sono gli esempi più spregevoli e accaniti. Uno è giovane e bellicoso, l’altro talmente vecchio e mummificato che dovrebbe solo andarsene e resta in piedi solo grazie al puntello del potere, offertogli da Renzi e dal Pd, perché non c’è elisir di lunga vita migliore del potere.
Il potere intossica chi lo usa come una droga e oggi siano arrivati a quantità di overdose da paura.
Il Presidente Leone, che è stato uno dei peggiori presidenti della Repubblica italiana, ovviamente dopo Napolitano, diceva: “Cummannà è meglio che fottere”.
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Il lupo trovò l’agnello alla sua mensa.
E subito lo accusò di volerlo mangiare.
Così Napolitano accusa il Movimento di autoritarismo.
Così fanno i malvagi che proiettano sugli altri come intenzione quello che loro fanno come occupazione.
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Viviana
Io vorrei una sola dittatura:
quella del bene comune, della partecipazione democratica, del controllo dal basso del potere, della punizione dei delinquenti, del premio ai meritevoli.
Travaglio lucidamente ridicolizza la frasetta di Renzi sulla pretesa ‘dittatura della minoranza’, tirata fuori come il coniglio dal cappello dal maghetto di turno che tenta di spacciare spifferi per lalleri per mascherare la propria corsa al potere. Frasetta estremamente incongrua dal momento che serve a stroncare il dibattito sullo scempio della Costituzione di chi vorrebbe discuterla in tempi ragionevoli e non sbrigarla in una settimana alla svelta, in modo raffazzonato, come fosse un articoletto del codice della strada.
Dittatura della maggioranza.. dittatura della minoranza… ma cosa si dovrebbe dire della dittatura di un uomo solo che si porta un intero Stato a rimorchio?
I tempi cambiano. Le fesserie restano.
E purtroppo la parte più bolsa delle masse capisce solo le frasette arroganti del potere. E si ferma lì.

Cobra89
– Che fine hanno i fatto i 60 miliardi di debiti della PA che dovevano essere ripagati entro metà marzo?
– Che fine ha fatto la legge sul conflitto di interessi da fare entro i primi 100 giorni di Governo?
– Che fine ha fatto il Job Act che doveva essere pronto per quell’incontro con la Merkel di ormai 4 mesi fa?
– Che fine hanno fatto quei 3,5 miliardi per l’edilizia scolastica entro aprile?
– Che fine ha fatto quel miliardo e mezzo per i giovani dal 1° gennaio?
– Che fine ha fatto quell’altro miliardo per la tutela ambientale entro la stessa data?
– Che fine hanno fatto le 15 mila nuove assunzioni nella PA?
– Che fine ha fatto quell’aumento del PIL dello 0,8%?
– Che fine hanno fatto gli sconti sulle bollette per le imprese dal 1° maggio?
Renzi parli delle vere riforme! E già che c’è cominci a dire da dove pensa di prendere i 25 miliardi per confermare il bonus degli 80 euro!
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CAVALIERI DEL LAVORO

Ormai vista l’alta considerazione goduta da Berlusconi, tanto varrebbe rinnovargli il titolo di Cavaliere del Lavoro (:-D)!
Berlusconi non è più Cavaliere dal 19 marzo di quest’anno.
Ha scaricato da solo il titolo, mentre chi di dovere si palleggiava l'”atroce” responsabilità.
Si è autosospeso con una lettera alla Federazione dei Cavalieri del lavoro che stava per esaminare, con eccessiva lentezza, la sua posizione dopo la condanna definitiva in Cassazione.
Berlusconi si pregiava del titolo di Cavaliere sin dal 1977, quando lo ricevette da Leone (!) per i suoi meriti nell’industria edile e nella televisione italiana. Dopo la condanna definitiva per frode fiscale e la conferma dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni, in molti avevano chiesto la revoca dell’onorificenza per
indegnità in quanto venivano meno i requisiti richiesti dal codice etico della Federazione.
Tanto per dirne una, un altro a cui il titolo fu revocato fu Calisto Tanzi, su iniziativa di Napolitano. Ma, ovviamente, con Berlusconi il caro Napolitano si è ben guardato dal chiedere la stessa revoca. Del resto quando si parla di un… “Padre della Patria”, un’alta eccellenza a cui sarà rimesso il potere di cambiare la nostra Costituzione….
Mi domando quale sia questa ‘patria’ comune per Berlusconi e Napolitano??

LADRI DEGLI ENTI LOCALI
M5S del Senato

Hanno rubato soldi pubblici quando erano in Regione, ora ruberanno in Senato. Tra i tanti primati negativi che l’Italia vanta a livello europeo, ce n’è uno in particolare che i cittadini devono conoscere: siamo il Paese con il maggior numero di consiglieri regionali sotto inchiesta. L’accusa più diffusa è quella di peculato: politici che si mettono in tasca soldi pubblici, per intenderci, e che si fanno rimborsare mutande griffate e casse di champagne con i nostri soldi. Solo negli ultimi tre anni l’accusa di peculato riguarda 280 politici su 1.356 tra presidenti, assessori e consiglieri regionali. I Consigli regionali sotto inchiesta sono 17 su 20. E su 1.100 consiglieri regionali, 521 sono stati indagati, per 300 è stato chiesto il giudizio.
Numeri che farebbero tremare i polsi a chiunque, ma non a Renzi e al Ministro Boschi. Cosa prevede infatti la loro (contro)riforma costituzionale? Che i futuri Senatori invece che eletti direttamente dal popolo, siano nominati dai partiti, scelti – oltre che tra i sindaci – all’interno di quei Consigli regionali che negli ultimi anni sono stati travolti da scandali e inchieste, insomma lì dove la politica ha mangiato a mani basse alla faccia dei cittadini onesti. Come dire: portiamoci i ladri in casa!
Non c’è un solo motivo valido per cui il Senato non debba più essere eletto a suffragio universale diretto! E non c’è logica, ma solo bieca miopia, nel voler trasformare il Senato nella ‘Camera degli indagati’: i cittadini chiedono onestà e invece con questa riforma si va nella direzione opposta. Se i politici hanno rubato quando erano in Regione, perché non dovrebbero farlo quando sbarcheranno in Senato, dove potranno godere anche dell’immunità?”.
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Lalla riporta
RENZI-VERDINI, UN’ALLEANZA NEL NOME DEL PADRE

Denis Verdini è un personaggio riservato, non vanta le sue amicizie. E non ha mai rivelato un’antica consuetudine da editore con un distributore di giornali di Rignano sull’Arno: Tiziano Renzi, il padre del premier. È questa la vera storia – raccontata da “l’Espresso” – dell’inizio del rapporto tra Matteo Renzi e il potente Senatore di FI, nato non da oggi e tutto fuori dalla politica. Intrecciato anni fa quando non si parlava di leggi elettorali, ma di carta stampata: da editare, pubblicare e poi distribuire.
C’era una volta un editore, proprietario di fogli regionali e locali: Il Giornale della Toscana, Il Cittadino di Siena, Metropoli in Valdarno, nel Chianti e nella Piana fiorentina. E c’era un distributore, che consegnava i giornali alle edicole. La carta stampata diventa preziosa quando il figlio del distributore è diventato grande, ha lasciato le colline per muovere alla conquista della Nazione.
Verdini attraversa tutta la biografia di Renzi come un’ombra. Basta ricordare un’altra pagina finora inedita: il 30 marzo 2005 fu proprio lui a presentare Renzi a B. B era a Firenze per una grande manifestazione al Pala Mandela di Firenze organizzata dal capo della Croce Rossa Maurizio Scelli. Dovrebbe essere una kermesse di giovani per Silvio ma è un flop colossale, i pullman non arrivano, gli spalti sono deserti. B resta 5 ore in attesa, infuriato con gli organizzatori, lo fanno accomodare in prefettura, la stessa sede della Provincia, c’è un solo lampo di luce in quella giornata da cancellare, quando arriva Verdini con un giovane spavaldo: «Silvio, c’è una persona che devi assolutamente conoscere…».
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Giordano
Renzi e Berlusconi si vedono a Palazzo Chigi e confermano l’alleanza tra i rispettivi partiti siglata al Nazareno. L’ex Cavaliere mette un paletto anti-Grillo e prova a rassicurare i Fo. Alti esponenti dei principali partiti, ma anche molti giornalisti dicono: “Fino al terzo grado di giudizio una persona non si può considerarla colpevole”. GIUSTISSIMO!! Però mi sembra ancor più giusta anche una considerazione fatta diverse volte da Travaglio e cioè : ” Il tuo vicino di casa è stato condannato in primo grado per pedofilia, gli lasceresti tuo figlio minore in custodia mentre vai al supermercato a fare la spesa?

Commenti a informazioni mandate da Sauro

CHE STA SUCCEDENDO VERAMENTE NEL MONDO?

(Mentre ci distraggono come bambini scemi con inezie demenziali come il Concordia, il tormentone di Yara o con riforme surreali o surrettizie come la finta abolizione del Senato, stanno accadendo fatti enormi che cambieranno tutto il nostro futuro, su cui i media tacciono in un silenzio oscuro e criminale. Siamo come formiche che si accapigliano nell’erba mentre i pachidermi combattono tra loro e le schiacciano)

L’aereo Malaysia Airlines
Se l’obiettivo fosse stato l’incidente che infiamma il conflitto,avrebbero dovuto esserci reazioni violente, ritiri di ambasciatori, movimenti di truppe. E invece nulla! Tutti sono cautissimi e sottotono. Sembra che chi conta maneggi esplosivo. Anche l’ipotesi che siano i separatisti di Donetsk a voler allargare il conflitto, è vaga, è una mossa troppo azzardata che potrebbe costare l’appoggio russo o, quantomeno, la liquidazione del gruppo dirigente separatista attuale da parte degli stessi russi. Anche Kiev è discutibile che possa avere interesse, oggi, ad un allargamento del conflitto che sfuggirebbe del tutto dalle sue mani.
Resta l’ipotesi del “terzo incomodo” che si nasconde dietro la crisi ucraina. E’ vero che la compagnia aerea malese ha subito un altro incidente pochissimi mesi fa (un suo aereo è scomparso e non se ne è più saputo nulla). Ma va presa in considerazione un’altra ipotesi: che qualcuno abbia interesse a sviare l’attenzione da un teatro di crisi in atto. E qui non c’è che la scelta fra l’eterna crisi siriana, la scomparsa del Califfato e la prospettiva di intervento iraniano, l’aggressione israeliana a Gaza, i problemi creati in Afghanistan dal ritiro americano, il drastico peggioramento dei rapporti Cina-Usa.
Aspetteremo l’esame delle scatole nere ma dubitiamo di una risposta. Troppi gli attori, i conflitti nascosti, le mosse dei servizi segreti, l’indecifrabilità degli eventi che crea una sorta di permanente “nebbia di guerra”. Una situazione decisamente pericolosa, molto più di quanto non fosse ai tempi dei due blocchi.

L’importante riunione dei BRICS e del MERCOSUR- NASCE UN NUOVO FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

In Brasile è nato un nuovo e micidiale fronte internazionale di Stati che va all’attacco del Fondo Monetario Internazionale e delle sue politiche da strozzini. Lo guida Vladimir Putin.
Mentre facciamo delle chiacchiere, la fine dell’euro è vicina.
Troppi Stati hanno preso atto che il Fondo Monetario Internazionale è una consorteria truffaldina e quindi hanno deciso una concorrenza sfacciata. Non si tratta di proclami, ricatti, o impudenza da nuovi ricchi. Sono talmente pragmatici, veloci, efficienti ed efficaci, che hanno preso una decisione, ieri pomeriggio, e l’hanno comunicata al mondo e varata questa mattina. E’ già operativa. La Cina, la Russia, il Brasile, l’India, il Sudafrica,con l’appoggio esterno di Argentina, Uruguay, Cile, Ecuador, Venezuela, Paraguay, Perù,ai quali si è aggiunta anche l’Indonesia e sembra il Pakistan, hanno costituito una banca centrale che funge da creditore e garante in ultima istanza per tutti i membri. In pratica, un doppione del Fondo Monetario Internazionale, senza la preponderante presenza di statunitensi, tedeschi, giapponesi, inglesi, francesi e italiani, la cui strapotente finanza è in grado di colonizzare il resto del mondo con due telefonate al cellulare, mentre guarda alla tivvù l’ultimo episodio di Peppa Pig.
Sede centrale e quartier generale del nuovo Fondo: Shanghai. La Cina accetta la responsabilità del proprio ruolo di leader e quindi ha già annunciato che mette a disposizione una quota maggiore (600 miliardi di euro) per aiutare le altre nazioni a fare investimenti nei propri paesi e produrre lavoro e occupazione. Come sono buoni, i Cinesi! In cambio, hanno chiesto -e ottenuto- soltanto una cosetta: mandare in pensione il dollaro, l’euro e la sterlina inglese, in una botta sola. Poiché i prestiti partono tutti da Shanghai, i bonifici verranno effettuati in yuan. Poi, se uno vuole se li cambia e ci paga sopra le commissioni. Altrimenti li usa con gli altri paesi membri che li accettano.
Tutto ciò per spiegare che una parte del mondo si è stufata e ha dichiarato guerra agli imperi di una volta, i quali rispondono secondo le modalità consuete: la guerra tradizionale, vedi Ucraina, Iraq, Syria,Lybia, Israele, Gaza, Nigeria. Il resto è fuffa.

NASCE L’EURASIAN ECONOMIC UNION
Là dove nulla riesce a muoversi per forza di popoli, stanno accadendo mutamenti colossali ad opera dei colossi del potere e in questi mutamenti giganteschi questa Europa fallimentare che continuiamo a tenere in piedi a forza di inganni è destinata a cadere senza lasciare traccia.
Putin ha annunciato il varo della EEU (Eurasian Economic Union, che per il momento coinvolge Russia, Bielorussia, Kazakhistan e Azerbaijian) la quale ha deciso di legarsi al Mercosur (mercato economico di tutte le nazioni del continente sudamericano) fondendosi in una specie di joint venture. Putin è andato a occupare lo spaventoso vuoto di potere politico globale lasciato dall’Europa boccheggiante e ha chiuso un accordo d’oro addirittura con un intero continente. Tradotto vuol dire che se domani la BMW, la Renault o la Fiat vogliono vendere due auto in più ai ricchi brasiliani, argentini, uruguaiani, cileni (complessivamente un mercato di potenziali acquirenti intorno alle 20 milioni di unità all’anno) dovranno andare da Putin a elemosinare una raccomandazione, un appoggio, un aiutino.

(L’alta finanza USA e il sistema bancario occidentale, capitanati da meno di 200 famiglie di magnati,hanno sferrato una guerra finanziaria ai Paesi europei per portare alla crisi e alla fame i loro popoli e metterli in ginocchio con l’alibi di un debito ingigantito artamente con l’usura bancaria di tassi insostenibili e l’arma del fiscal compact che quei criminali del Pd italiano hanno addirittura messo in Costituzione, sancendo nella massima Carta la nostra sudditanza ai poteri forti.
Contro questo sopruso gigantesco, nell’ignavia e nell’ignoranza dei cittadini europei, che hanno dato di nuovo la maggioranza ai loro oppressori, nuovi macro-poteri sorgono all’orizzonte, spaccando il quadro mondiale e minacciando cambiamenti epocali. Gli stupidi arroganti che gestiscono l’Ue, Draghi come Junker, credono di tenere a bada Putin con due chiacchiere mentre ignorano le esigenze delle proprie popolazioni, ma hanno di che temere).

SOLIDARIETA’ ALL’ARGENTINA
Tutte le nazioni del Nuovo Fondo Monetario Internazionale capitanato dalla Cina e promosso da Putin intendono essere solidali con l’Argentina per quanto riguarda il suo debito, dato che (così si sono espressi in un comunicato congiunto firmato anche da cinesi e russi, due nazioni che all’Onu davvero contano) “sembra chiaro che questo fondo avvoltoio d’investimento abbia solo la volontà di usare un dispositivo legale per mandare tecnicamente in default l’Argentina, rifiutandosi di accettare il pagamento, per usarla come arma politica di destabilizzazione dell’intera zona”. Lo ha annunciato Putin in Brasile .
E’ il primo passo per la governance planetaria, che vedrà uno contro l’altro due enormi blocchi di potere economico e che potrebbe mandare in pezzi l’attuale Fondo Monetario gestito dagli USA che sta opprimendo l’occidente, spargendo intenzionalmente miseria e crisi, con il diktat di distruggere le Costituzioni democratiche.
Addio Unione europea!
Ma temo che, in questa guerra di colossi finanziari, per i disgraziati popoli non ci sarà né pace né futuro.

Viviamo in una gigantesca MATRIX
Le piattaforme che sono state inventate per applicare i loro algoritmi sono quelle note: facebook, tweet… che riescono a gestire addirittura “l’umore pilotato delle masse” attraverso nuovi sistemi di voracità pubblicitaria -gran parte della quale è subliminale- che spingono le persone dove vuole il Matrix. A queste vanno assommate le miriadi di siti, quotidiani on-line apparentemente di contro-informazione e una spruzzata di professionisti tecnici che su diverse pagine facebook spingono l’opinione pubblica verso la sezione più gradita ai colossi finanziari che possiedono i grandi provider elettronici, senza i quali non saremmo in grado di usare la rete. La coniugazione dei quattro elementi base del Matrix determina un risultato garantito. Si fa o non si fa una guerra; si vara un Governo o lo si fa cadere; si promuove un’icona o la si abbatte; si lancia un grande artista o lo si elimina, ecc.
Coloro che scelgono di sottrarsi al Matrix usano le stesse armi della classe dirigente che occupa posti di comando: si ritorna alla metà del secolo XIX. Secondo alcuni studiosi, addirittura al XVIII. Nessuna persona che conta sul serio ed è davvero potente usa uno strumento elettronico. Non usano la rete, non usano il cellulare, non usano la posta elettronica. Avrete notato come, ogni volta che si vara un Governo in Italia, i nuovi si precipitano a incontrare di persona i vari capi di stato europei, Obama, Putin, ecc.? Non è perché abbiano voglia di viaggiare, quanto piuttosto per il fatto che i sistemi di comunicazione “sicuri” sono ritornati ad essere quelli del 1836, cioè vedersi di persona, possibilmente passeggiando in luogo aperto. Non ci si scrive neppure più. Si mandano messaggi scritti con la penna,consegnati da personale fedelissimo a mano, come avveniva nel 1700 prima che venisse inventato il servizio postale pubblico. E’ una delle conseguenze del Matrix.

USURA DELLE NOTIZIE

Mahmoud Al Asali: è il nome di un intellettuale martire. Ma di lui, in Italia, non si può parlare. Si tratta del primo autentico martire del libero pensiero.
Era un intellettuale mussulmano, di origine palestinese.
Poiché stiamo precipitando, nell’indifferenza miope generale (a questo serve l’ignoranza), in un ritrovato medioevo, è bene usare un linguaggio atto.
Le parole servono a comunicare ma anche a denotare e definire.
Dirla in termini post-moderni, modello tweet o striscetta facebook è avvilente oltre che scandalosamente ipocrita: condanna il martire all’usura web. Se ne parla qualche minuto, poi la notizia viene superata dall’ultimo acquisto della Juve, dalle informazioni relative al ciclo mestruale di Shakira, e dall’ultima leccornia della nouvelle cuisine italiana, modello Eataly.
Quindi è inutile.

Cosa succede in Medio Oriente. Oltre all’eterno conflitto tra Israele ed i palestinesi. Ma attenzione. Anche qui nulla è più uguale a prima. Ha ragione Lucio Caracciolo, che ha sottotitolato così un suo pezzo sulla crisi palestinese nell’edizione on line di “Limes”: “La storia non si ripete mai: lo scontro odierno tra Israele e Hamas è diverso da quelli precedenti, anche perché è cambiato il quadro regionale: il Medio Oriente si sta disintegrando.” In apparenza, quello che sta accadendo è l’ennesima replica dello spettacolo che vediamo almeno dal 2005: Hamas attacca con i razzi ed Israele replica con brutalità, invadendo Gaza, massacrando la gente con bombardamenti indiscriminati ecc. Questa volta la variante è stata l’innesco: l’assassinio dei tre ragazzi israeliani, disinvoltamente attribuito ad Hamas (quando si sa bene che i colpevoli più probabili sono elementi della tribù dei Qawasameh, che da tempo compie attentati per screditare di Hamas e scalzarla), cui ha fatto seguito l’altrettanto orribile linciaggio del ragazzino palestinese, ucciso per “rappresaglia”. Siamo alla bestialità pura, ma stigmatizzare serve a poco, occorre capire.
E la prima cosa da capire è che questa volta è molto più diversa e pericolosa delle precedenti. Soprattutto per Israele che è quello che ha più da perdere.
Israele è ormai prigioniero della sua stessa storia e subisce una sorta di coazione a ripetere l’errore. Sin dalla sua fondazione, ha dovuto misurarsi sul piano militare per difendere la sua esistenza e, a questo fine, ha messo a punto una delle più micidiali macchine da guerra del Mondo che ha vinto quattro guerre di fila fra il 1948 ed il 1973, contro le coalizioni arabe che lo accerchiavano. Ma dal 1973 quella stessa macchina da guerra è diventata del tutto controproducente.
.
Adolfo Treggiari
La globalizzazione è il regalo avvelenato delle amministrazioni Bush. Per un calcolo errato doveva servire a rafforzare la supremazia statunitense. Di fatto ha favorito la Cina e ha inguaiato l’Europa.
Il capitalismo sociale europeo, una conquista costata decenni di lotte, è stato messo in crisi al confronto con il capitalismo selvaggio americano e il capitalismo autoritario cinese.
Finora l’Europa ha subito gli effetti della globalizzazione arretrando in tutte le conquiste sociali, riducendo i diritti dei lavoratori, abbassando le tutele e i salari.
Ma non è bastato né può bastare per competere con economie disumane e antiecologiche.
L’Europa deve reagire per difendere la sua economia sociale, il suo modello di società, non arretrando ma attaccando.
Gli strumenti sono già disponibili, dai dazi ai controlli di qualità, ai divieti di importazione di merci prodotte in dispregio dei diritti umani e delle tutele ambientali.
E’ per questo che il governo italiano deve battersi in Europa mentre finora ha marciato nella direzione opposta, tagliando diritti, protezioni sociali e salari. Con questa politica dalla crisi non si viene fuori, si abbassa solo il livello di civiltà e di giustizia sociale.
.
E per rifarsi un po’, eccovi un video commovente segnalato da Sauro
Viene dall’estremo oriente
.. e pensare che è una pubblicità commerciale!

RIDIAMARO :- )

Luigi
Tempo fa, un sindaco toscano passeggiando nei boschi, parlava con gli amici…
– Se mai un giorno diventassi premier, la prima cosa che farei è…
– Fermare la corruzione?
– No
– Fermare la disoccupazione?
– No
– Fermare il debito pubblico?
– No
– Ma allora… cosa?
– Fermarmi e rimanerci… Lo chiameremo Italicum…
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Psicopanico
Riforma del Senato, Boschi (PD) ai M5S: le vostre sono allucinazioni.
Meno male, per un attimo mi era sembrato che il PD proponesse un Senato di immuni non eletti insieme a un delinquente piduista.
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Haroldsmith
Al Senato andranno tutti i 108 sindaci dei comuni capoluogo. Finalmente un Senatore potrà essere commissariato per mafia.
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Progettosbagliato
Il Senato dopo la riforma «non vota il bilancio, non dà la fiducia, ma elegge il Presidente della Repubblica». Come un conclave.

Dpascotto
Il nuovo Senato sarà formato dai 108 sindaci dei capoluoghi di provincia e dai 21 presidenti di regione. Devono avere contato due volte il Molise.

Antonio Carano
Riforma del Senato, il Colle nega correzioni nel testo. Il prossimo passo sarà l’incarnazione del figlio unigenito.

Rocco Gazzaneo
Renzi presenta solennemente la sua riforma del Senato:” Nuntio vobis gladium magnum”..
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http://masadaweb.org

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