Nuovo Masada

luglio 24, 2014

MASADA n° 1548 24-7-2014 VERSO UN SISTEMA AUTORITARIO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 2:05 pm

L’omologazione come sistema di governo – Gli inconsapevoli – Renzi, l’uomo del nulla – Cosa aveva promesso per farsi votare e cosa invece ha fatto – Riforme autoritarie – La rappresentanza sotto bondage. Ci strozzano e godiamo – Il fallimento di Renzi in Europa – La corruzione e la cosiddetta riforma della Giustizia – Furbi e astuti. Dio ci guardi dai troppo furbi! – “Faccio tutto in mille giorni”– Spacchettata dal Pd/Pdl la legge sulla concussione per assolvere Penati e Berlusconi – Un Parlamento che difende i rei – Analogie con la presa di potere di Mussolini – 12 slide fasulle – La cloaca della stampa italiana – Paginona del Corriere dove i cari amici di Dell’Utri gli dimostrano grande affetto – Napolitano: “Non si agitino spettri di macchinazioni autoritarie!” – Ma chi sono i terroristi? – Recall

Siamo in caduta libera” (Viviana)

Coloro che scelgono il male minore dimenticano rapidamente di aver scelto a favore di un male” (Hannah Arendt).
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Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più.”
(Hannah Arendt)
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Quel che prepara così bene gli uomini moderni al dominio totalitario è l’estraniazione che da esperienza limite, usualmente subìta in certe condizioni sociali marginali o in situazioni eccezionali, diventa un’esperienza quotidiana delle masse”.
(Hannah Arendt)

Il compito fondamentale dei media per addestrare l’uomo all’ubbidienza a un regime è estraniarlo progressivamente dalla realtà in cui vive. Ci sono giornali, come quelli in un negozio di parrucchiera o in un bar sportivo,il cui scopo politico è alienare il lettore e chiuderlo in una realtà virtuale che sul piano storico è insignificante, che sul piano fattuale è marginale, che sul piano coscienziale è immorale, ma che diventa per lui quasi un vacuo scopo di interesse e di vita, un mondo artificiale che sostituisce quello reale. Se l’uomo viene emarginato in una realtà insignificante, sarà egli stesso insignificante, non penserà nemmeno a criticare il mondo vero e non cercherà di agire per migliorarlo.
Giornali come ‘Chi’ o ‘Vero’ o ‘La gazzetta dello sport’ sono veri strumenti di attentato politico.
Non c’è nulla che un regime tema come la partecipazione. Non c’è nulla che un regime inculchi come l’estraneazione, il decentramento dell’attenzione su particolari irrilevanti, la polarizzazione sui dettagli per far perdere la visione d’insieme.
Fare democrazia oggi significa ‘svegliarsi’. Uscire dall’ipnosi mediatica che ci comanda l’insignificanze delle idee per produrre la nullità dell’azione.
Un uomo riempito di nulla non sarà mai un cittadino, perché l’azione politica democratica comincia solo da un atto fondamentale: risvegliarsi dall’ipnosi collettiva.
Il risveglio dall’omologazione verso il basso è il primo principio di libertà. Non saremo mai liberi se non compiamo questo atto primordiale di uscita dall’ipnosi mediatica che ci irretisce.
L’atto zen che ci può liberare è solo il paradosso di rottura con cui misuriamo l’abisso tra la realtà virtuale costruita dal potere e il mondo di infinite possibilità concrete che può dipendere da noi.
Dice un paradosso zen:
Che rumore fanno due mani che battono insieme?”
“E dimmi ora che rumore fa una mano sola?

La falsa democrazia sta nel cittadino che pensa quel che vuole il potere.
Noi dobbiamo scoprire il suono di una mano sola.
(Viviana)
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I processi storici sono creati e interrotti di continuo dall’iniziativa dell’uomo, da quell'”initium” che l’uomo è in quanto agisce. Di conseguenza, non è per nulla superstizioso, anzi è realistico cercare quel che non si può né prevedere né predire, esser pronti ad accogliere, aspettarsi dei “miracoli” in campo politico.”
(Hannah Arendt)
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Noi siamo i primi divenuti pienamente consapevoli delle conseguenze atroci che discendono dal credere che tutti i mezzi, purché siano efficaci, sono leciti e giustificati per conseguire un fine”.
“Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che chiunque è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità.

(Hannah Arendt)
Dunque finché c’è un uomo, c’è speranza.
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Noi nasciamo una prima volta in un mondo materiale o culturale che ci deforma.
Noi nasciamo una seconda e definitiva volta quando impariamo a oltrepassare i limiti della nostra fisicità e della veste culturale che ci omologa. Non c’è altra libertà e autonomia che questa seconda, faticosa, rinascita.
(Viviana)

GLI INCONSAPEVOLI
Viviana Vivarelli

Mi ha detto Domenico, uomo semplice che vota Pd, che la rovina dell’Italia sono gli estremisti. E’ un uomo buono che, come tanti, ‘non sa’. Il suo giudizio mi fa soffrire, perché non so come entrare nel piccolo mondo delle sue certezze sbagliate. La sua posizione è quella di tante persone perbene che semplicemente ‘non sanno’, ‘non capiscono’, ‘non si rendono conto’. Non si accorge, nella sua pochezza, che in Italia non ci sono più estremisti. Ormai chiunque difenda la democrazia è additato all’opinione pubblica come un estremista. Chi attacca la classe politica più corrotta e totalitaria d’Europa è messo alla gogna come un delinquente. Chi difende i principi fondamentali della Costituzione o l’equilibrio dei poteri o i diritti del cittadino e del lavoratore viene schernito e attaccato. I giudici onesti sono minacciati. La stampa prezzolata compie una manipolazione vergognosa della realtà. La televisione abbrutisce le teste. I peggiori sono al potere e conoscono solo i loro patti iniqui e i loro vantaggi personali. Siamo sotto un plagio permanente. Il problema in Germania, dopo la prima guerra mondiale, non furono gli estremisti. Estremiste erano la camice brune che predicavano menzogne e furono votate dalle brave massaie tedesche, dai bravi impiegati tedeschi, da milioni di brave persone, convinte che gli ‘estremisti’ fossero ‘altri’, fossero gli ebrei che vennero usati per creare un ‘nemico’, fossero gli Stati democratici che venivano derisi, fossero le opposizioni che dovevano essere eliminate. Fu in questo modo che i veri ‘estremisti’ presero il potere e finirono per rovinare la Germania, usando l’arma delle promesse e dei falsi obiettivi, imponendo un pensiero unico, creando una realtà virtuale che prese il posto di quella reale, plagiando milioni di brave persone. Ad essi si unirono i malvagi e gli opportunisti, la feccia della società e della politica, le iene pronte a svendere coscienza e verità per stare dalla parte del più forte, esattamente come ora.
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Andrea Scanzi
In buona sostanza, il renzismo consiste in un Maestro del Nulla da solo al comando, che attorno a sé vuole unicamente yesmen adibiti a reiterare le supercazzole buoniste. Il renzismo è cioè la variante post-contemporanea del partito leaderistico e iper-verticale, al cui confronto Berlusconi e il tandem Grillo-Casaleggio paiono quasi delle guide per nulla ingombranti: oltre a Renzi il niente, con la particolarità non trascurabile che lo stesso Renzi è il niente. Il renzismo è dunque una sorta di nulla (arrogante) al quadrato, o forse al cubo, che sta allegramente sventrando la Costituzione. Buona catastrofe.

Fanfani, una volta, teorizzò: “Se uno è bischero, è bischero anche a vent’anni”. Lo disse per smontare il mito dei giovani al potere, ma riletta oggi sembra una sintesi sublime del renzismo.
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Popolo, ricordati che se nella Repubblica la giustizia non regna con impero assoluto, la libertà non è che un vano nome!” (Robespierre)

Beppe Grillo è stato condannato a 18 mesi …per violazione di un sigillo portato via dal vento in Val di Susa.
Il nanoporcopedofiloladropregiudicato è stato ASSOLTO…
Abbiamo capito pure la MAGISTRATURA….!
Enzo
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Il Potere della Ragione si è convertito nella Ragione del PotereAllende)
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Nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l’una con l’altra e nessuno, che io sappia, ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche. Le menzogne sono sempre state considerate dei necessari e legittimi strumenti non solo del mestiere del politico o del demagogo, ma anche di quello dello statista” (Hannah Arendt)
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Il potere assoluto è anche peggio del potere ideologico, perché quello ideologico almeno ha bisogno di idee per imporsi, mentre il potere assoluto può prendere qualsiasi pensiero e fingere qualsiasi ideologia e pure propagandare ideologie opposte, non si basa, infatti, sulle idee ma su induzioni artificiali su una platea di inconsci. Per cui il suo compito non è convincere a una ideologia delle menti pensanti, ma ridurre le menti a essere non pensanti. A quel punto sarà come gestire una platea di ipnotizzati, che possono credere qualunque cosa e il contrario di ciò a cui credevano fino a poco tempo fa e penseranno che la loro identità si definisca nell’essere deformati. Resterà comunque una platea di inconsci gestibile a piacere che scambia il fanatismo o l’ubbidienza cieca per democrazia e crede a tutto ciò che il despota vuol far loro credere.
(Viviana)

COSA AVEVA PROMESSO RENZI PER FARSI VOTARE?

Nel novembre del 2011, quasi 3 anni fa, Renzi si fece scrivere da Gori, lo stesso curatore del programma di Berlusconi, un programma che toccava tanti punti di grande interesse e con quello si presentò alla Leopolda come l’antipolitico, il salvatore dell’Italia, l’uomo nuovo che avanzava con un programma nuovo.

Stralcio dai 100 punti con cui Renzi diceva di salvare l’Italia le belle promesse:

1) lotta all’evasione fiscale
2) reintrodurre il reato del falso in bilancio
3) legge sul conflitto di interessi
4) tassa patrimoniale sui grandi patrimoni parassitari
5) legge anticorruzione
6) regolamentazione restrittiva del gioco d’azzardo.
7) manovre per promuovere lo sviluppo.
8) rottamare i boiardi di Stato
9) curare il grave degrado degli edifici scolastici
10) semplificare e snellire la Pubblica Amministrazione
11) abolire del Porcellum (e non rimetterlo col nome cambiato)
12) abolire i vitalizi
13) portare le spese delle Regioni a costi standard
14) addensare i piccoli Comuni
15) abolire il finanziamento pubblico ai partiti e ai giornali
16) dimezzare i consiglieri
17) eliminare dalla politica dei corrotti
18) razionalizzare le missioni militari
19) fuori i partiti dalla Rai
20) tassare il reddito personale e di impresa e tassare di più immobili e rendite finanziarie
21) abolire l’Irap
22) far uscire le imprese dal sommerso riducendo l’IRES
23) ridurre le leggi
24) creare sviluppo al Sud
25) dare ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese
26) creare un fondo nazionale per la ricerca
27) task force di giudici per smaltire l’arretrato giudiziario e tribunali informatizzati, con
semplificazione e accorciamento dei tempi processuali
28) ridurre l’inquinamento urbano, annullare gli incentivi alle energie
inquinanti e incentivi alle energie verdi
29) ammodernare la rete elettrica e semplificare delle bollette
30) raccolta differenziata e riciclo, tutela dell’agroalimentare
31) auto verdi per la PA
32) banda larga e digitalizzare i servizi pubblici
33) investire più dell’1% in cultura, difesa del patrimonio artistico, defiscalizzare i contributi alla cultura, ogni museo sia un’unità economica autonoma, coordinare il marketing turistico, rivedere le competenze delle sovrintendenze aumentando i poteri dei Comuni, fondere gli istituti culturali italiani, puntare su poche grandi opere certe
34) dare affitti di emancipazione ai giovani che escono di casa, garantire con un fondo bancario i prestiti agli studenti, bonus da 2000 euro ai più meritevoli per la formazione, contratti di lavoro per studenti, incentivare le imprese di giovani, diritto di voto a 16 anni, competizione tra università, abolizione del valore legale del titolo di studio, retribuire gli insegnanti in base al merito, selezionare i corsi di formazione, dare ebook a tutti, 5 ore di inglese la settimana dalle elementari
35) detrazione fiscale delle spese anziani e dell’educazione ai figli
36) riconoscere e regolare le unioni civili, promuovere la natalità e le adozioni internazionali, creare più nidi e asili d’infanzia
37) immigrazione intelligente, permesso di soggiorno veloce
38) sequestro più facile dei beni mafiosi…
.. e infine rottamare i vecchi politici ormai fatiscenti che avevano rovinato l’Italia.

Alcuni di questi punti sono così giusti che non sfigurerebbero nel programma del M5S e lo troverebbero certamente consenziente.
Cosa è rimasto di tutto questo? Promesse al vento e una forzatura indecente solo su quello che poteva avvantaggiare la Casta e accentrare il potere nelle mani di uno solo, trasformando di fatto il Parlamento in una Monocamera ossequiente a una diarchia illecita.
Rimossi i cento punti, tutto lo sforzo si è appuntato sulla riproposizione peggiorata del porcellum già incostituzionale, il Senato ridotto a una baldraccata di nominati attinti dagli enti locali a discrezione partitica, con l’omaggio dell’immunità parlamentare con cui Pd e FI sistemeranno parecchi di loro accusati di reati penali, 6 miliardi di tasse in più e lauti vantaggi per le banche.

Contro quanto promesso, Renzi si è dato da fare per
-rinforzare il patto con B
-cambiare assieme a lui la Costituzione in senso dittatoriale
-eliminare le pene per reati sotto i 5 anni di carcere
-ridurre all’impotenza e alla dipendenza il Senato
-aumentare i poteri del Capo del Governo
-estendere l’immunità parlamentare a senatori che sono di fatto dipendenti di enti locali
-riproporre una legge elettorale a liste bloccate con un gigantesco premio di maggioranza, -rendere più difficile l’esistenza di una opposizione sia con una soglia alta che obbliga alle coalizioni, che con l’aggravamento delle condizioni per presentare referendum o leggi popolari
-peggiorare le condizioni del lavoro con ulteriore precarizzazione
-mettere le mani del Capo del Governo sulla Corte Costituzionale, sul CSM e sul Presidente della Repubblica.
Come queste riforme vantaggiose solo alla Casta potranno far calare la disoccupazione, portare crescita, ottenere flessibilità nei vincoli europei o essere in qualche modo utili all’Italia resta un mistero. Mentre il Paese muore, la Casta si rafforza, i politici aumentano una dipendenza passiva dal Capo assoluto, la sovranità popolare viene scempiata e si profila all’orizzonte un presidenzialismo forte senza contrappesi che è la negazione stessa della democrazia.

VERSO UN SISTEMA AUTORITARIO
Viviana Vivarelli

E’ chiaro che Renzi e la sua banda se ne fregano bellamente delle condizioni critiche del Paese, della disoccupazione giovanile, dei fallimenti a catena, della corruzione e della mafia. A loro interessa solo modificare la Costituzione in modo da dare massimi poteri al premier e, in secondo luogo, al Presidente della Repubblica, che perde la sua funzione di garante per diventare il puntello ‘morale’ del premier e esondare dalle sue competenze. Le ferite inferte alla democrazia e lo sbilanciamento prodotto nell’equilibrio dei poteri sono un fatto gravissimo che non ha precedenti, altro che nel sistema fascista e nel progetto di golpe antidemocratico di Licio Gelli.
Di fronte a tanta spudoratezza, i media fingono di non vedere e applaudono ogni riforma che affonda giustizia e decenza, mentre i poveri elettori, frastornati dal battage mediatico e dalla manipolazione costante di verità e informazione, restano vittime della loro ignoranza e coglionaggine ai margini di una lotta per il potere che li esclude o, addirittura, sostengono incautamente chi li porterà a rapidi passi verso un autoritarismo che né l’Europa ci ha chiesto né ci salverà dalla rovina, avvicinandoci a un Paese del Sudamerica.
Il Senato finora era composto da 315 membri eletti su base regionale, più alcuni Senatori a vita scelti dal Capo dello Stato, con Renzi scenderà a 95 membri eletti dai Consigli Regionali, più 5 nominati dal Capo dello Stato, in carica per 7 anni. Potrà decidere come la Camera sulle riforme costituzionali, ma non sulle leggi ordinarie per cui potrà chiedere modifiche ma in modo non vincolante, salvo leggi sul rapporto tra Stato e Regioni, dove la Camera potrà opporsi solo a maggioranza assoluta. I 95 Senatori saranno ripartiti tra le 20 regioni e saranno eletti dai Consigli Regionali con metodo proporzionale (uno sarà un sindaco). I Senatori parteciperanno all’elezione del Presidente della Repubblica. Occorreranno i 2/3 sino alla terza votazione (come oggi), i 3/5 nelle successive e la maggioranza assoluta dalla nona. Per cui basterà non votare alle prime 8 e il gioco è fatto.
Invece di allargare la democrazia, la si decurta. Per chiedere i referendum popolari invece di 400.000 firme se ne chiederanno 800.000, che poi di fatto dovranno essere un milione per surrogare le eliminazioni, forse in attesa di eliminare del tutto questo maledetto strumento di democrazia diretta che dovrebbe avere valore di legge, mentre è stato abusato e calpestato, ma la legge è scritta male per cui non è chiaro cosa significhi che la richiesta debba avere “un valore normativo autonomo”. Per le proposte di legge di iniziativa popolare le firme necessarie salgono da 50.000 a 250.000, ma i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame. E infatti attualmente le tre leggi a iniziativa popolare chieste dal M5S sono state rimosse senza una parola.
E’ palese il regresso della democrazia. Prima ci hanno tolto il diritto di eleggere i Presidenti di Provincia che sono diventati dei nominati dal Governo, poi ci toglieranno anche il diritto di eleggere i Senatori, che non sono più i nostri diretti rappresentanti ma diventano dei cocchini nominati dai capipartito, per di più pescando in quel bacino di corruzione che sono gli enti locali, dove abbiamo già un 50% di inquisiti. Questi clienti rappresenteranno le segreterie e non più gli elettori e dare a queste maschere l’impunità senza il potere legislativo è il massimo della beffa per l’alta funzione di rappresentanza e di formazione della legge che la Costituzione Repubblicana aveva loro conferito. Si lasciano gli onori togliendo gli oneri, in pratica si crea una corte di raccomandati, come a Versailles.
Le decisioni del popolo si vanificano sempre più. Gli elettori contano sempre meno. I partiti, che già si erano arrogati ogni potere con l’Italicum che è più incostituzionale e antidemocratico del porcellum, aumentano sfrenatamente il loro potere assoluto.
Prima avevamo un Senato eletto democraticamente e con gli stessi poteri della Camera che poteva migliorare le leggi con la discussione, emendandole dai loro difetti. Ora abbiamo un organo parassitario, nominato dai partiti usato per proteggere i loro amiconi con l’immunità e una presenza saltuaria, un ente inutile che si riunirà una volta al mese, per cui se va bene una quarantina di giorni l’anno, duplicando le cariche di sindaco e consigliere, contro le direttive europee che chiedevano lo sfoltimento delle cariche, un Senato inutile che la Camera ignorerà sistematicamente, marciando spedita alla massima velocità per fare leggi precipitose e poco ponderate volute dal solo premier e dai suoi compari per i loro interessi, chiaramente antipopolari, leggi votate da una maggioranza fasulla creata solo dal gigantesco premio di maggioranza e non rispettosa delle scelte popolari. I poteri dei cittadini diminuiscono vertiginosamente. I poteri dei partiti aumentano in assoluto e, vista la soglia di sbarramento e il metodo delle nomine, avremo un partito del Presidente sempre più assolutistico che vedrà ai posti di comando tutti i cortigiani ossequienti e consegnerà il potere di fare le leggi o di cambiare la Costituzione a pochi nominati, chini alla totale obbedienza pena il licenziamento immediato come Renzi ha fatto con 4 del Pd.
Così siamo passati dal partito-azienda di Berlusconi all’azienda del Presidente di Renzi, con totale disprezzo della democrazia, dell’equilibrio dei poteri e delle scelte popolari. Contrappesi a questa bieca centralizzazione: zero.
Il Senato dei nominati sarà dello stesso colore della Camera, non potrà emendare le leggi ma, guarda caso, potrà cambiare la Costituzione, mentre sono rese più difficili le iniziative e le scelte degli elettori, impotenti a veder passare qualunque empietà al premier convenga. All’opposizione si tagliano le ali, sia rendendo più difficili i referendum e le leggi di iniziativa popolare, sia obbligando i partiti piccoli ad entrare in coalizioni, sia impedendo l’ostruzionismo.
I 5 Senatori nominati dal Capo dello Stato sui 95 peseranno di più. E si interviene pesantemente anche sulla sua elezione che prima era fatto da 1008 parlamentari, ora solo da 725 con una maggioranza che scende a 363, ma siccome con l’Italicum chi vince si prende col premio di maggioranza 354 seggi alla Camera, la coalizione che vince sceglierà praticamente anche il Capo dello Stato.
Dunque con l’Italicum una minoranza vince con liste bloccate decise da uno solo, prende un gigantesco premio di maggioranza, sceglie il Capo dello Stato, può fare leggi velocissime e poco ponderate, nomina i Senatori, può allegramente alterare la Costituzione e può fare tutte le leggi incostituzionali che vuole perché dominerà 10 giudici costituzionali su 15. Se mai dovessero sorgere dissapori tra premier e Capo dello Stato, il premier potrà metterlo facilmente in stato di accusa, per cui farà bene ad essere sempre d’accordo con lui.
Staremo anche eliminando un bicameralismo perfetto, ma siamo passato a una diarchia imperfetta, potere assoluto di sole due persone, di cui una, Renzi, vale di più dell’altra, Napolitano, un Renzi per di più che ha una maggioranza governativa enorme anche raccogliendo numeri bassi nel Paese, in spregio ad ogni criterio di rappresentanza democratica.
Questo pastrocchio è anche peggio della Repubblica presidenziale americana, dove almeno il Presidente può essere contrastato da un Congresso eletto democraticamente mentre qua il capo del Governo avrà un potere assoluto.
La situazione è così sballata che non esiste in Occidente nessun Paese che abbia un sistema fatto così male. A questo sballo da drogati milioni di Italiani avrebbero detto di sì. Disgrazia a un popolo che non capisce quello che fa e si impicca da solo!

Alessandro Gilioli

La rassegna stampa racconta che a Palazzo Madama va tutto benissimo: tolti di mezzo i corpi estranei – quelli che continuano a chiedersi senza ottenere risposta perché un ramo del Parlamento non debba essere elettivo – si procede a vele spiegate verso una maggioranza bulgara che consentirà al nuovo Senato nominato dai partiti di non essere sottoposto a referendum confermativo.
Poi magari un giorno parliamo, ad es., di questa cosa curiosa che un Parlamento formatosi con una legge anticostituzionale cambi la Costituzione facendo in modo che i cittadini poi non possano esprimersi sul cambiamento in questione. Tutto regolare in termini procedurali, s’intende: ma in termini politici, siamo al bondage dell’autorappresentanza, siamo a nuovi record dell’esclusione delle persone fuori dalle decisioni che vengono prese dentro.
Avremo un Senato scelto da chi è dentro: i vertici dei partiti, a livello nazionale e/o regionale. E una Camera che vorrebbero disegnare allo stesso modo, grazie al meccanismo delle liste bloccate. In sostanza, un arrocco del Palazzo in se stesso, un cugino di primo grado del Porcellum – con l’aggravante che in questa new edition una parte è resa inabrogabile dalla costituzionalizzazione.
Prima o poi ce ne si accorgerà, è ovvio. Dico: ce ne si accorgerà che avremo ancora un Parlamento di nominati, lontano dai cittadini.
Ma ci vorrà tempo.
Per capire quanto faceva schifo il Porcellum, sono stati impiegati 4 o 5 anni. Qui, dipende da quanto dura l’ipnotica aspettativa dei risultati dell’attuale Governo e della sua maggioranza. Finché resta in modalità con questa messianica attesa che “qualcosa migliori” nel Paese grazie al dinamismo dell’esecutivo, dell’impianto di rappresentanza democratica importa a pochi: anche perché il dibattito sui suoi contenuti e sulla sua qualità è stato sapientemente annebbiato dalla dialettica degli ‘innovatori’ contro i ‘gufi’. Ma quando il tempo dell’attesa lascerà il posto a quello dei rendiconti, ci si renderà conto che la rappresenta non funziona, che non c’è un rapporto virtuoso tra dentro e fuori.
Allora la pentola a pressione inizierà a fischiare molto forte: e speriamo solo che non sia troppo tardi.

ANALOGIE CON LA PRESA DI POTERE DI MUSSOLINI

Grillo nota che sembra di essere tornati al 1924, quando venne assassinato Matteotti, oppositore di Mussolini, e si firmò la fine della democrazia sostituendola con una cricca di potenti, testa a conservare e aumentare il proprio potere. Le analogie sono impressionanti: fine della democrazia, blocco di poteri corrotti che vogliono tenere il popolo lontano dalla scelte per il Paese: “criminalità organizzata, piduisti, istituzioni deviate, partiti corrotti”. Almeno Mussolini non nascose il suo golpe sotto l’ipocrita parola ‘riforme’, diventata ormai un mantra vuoto e privo di significato, nel cui suono ipnotico passa di tutto. E sicuramente le leggi fasciste rappresentava gli elettori meglio dell’italicum.
Rotto l’equilibrio dei poteri e sottomesso tutto l’esistente alla volontà di un uomo solo, è facile capire perché uno dei migliori magistrati italiani, Di Matteo, mette in guardia contro la trasformazione dei magistrati in funzionari agli ordini del capo del Governo, con un CSM schiacciato sotto i suoi ordini.
Così la classe politica più corrotta d’Europa, non solo scansa qualsiasi responsabilità e si tutela da qualunque pena, ma ci porta di corsa ad una Repubblica presidenziale senza contrappesi, in cui il premier decide tutto e il popolo conta nulla. La stampa, succube e vile, applaude. Per questo disgraziato Paese il massimo reato sarà fare opposizione, come sotto il fascismo, ma media e troll hanno già fatto la loro induzione di merda, inculcando nelle povere teste di tanti Italiani slogan e menzogne contro il M5S, che bastano da soli a creare un ‘confino’ mentale dove parole vuote come ‘riforme’ hanno un effetto ipnotico, la democrazia non esiste e la figura del ‘nemico’ viene sventolata riempiendo di nonsenso le teste dei succubi.
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Questo enorme consenso Renzi se lo è attribuito per quel voto del 40,8% al Pd per le Europee, giuntogli insperato e sorprendente nella stessa Europa, tanto che prima aveva ripetuto più volte che quei risultati nulla avevano a che fare col peso interno dei partiti, temendo la disfatta, mentre ora si fa forte di quel risultato elettorale imprevisto e i suoi cloni sbraitano in televisione, giurando che quel 40,8% se lo è guadagnato col suo programma alle primarie (ma quando mai alle primarie si è parlato di questo!?) e che gli elettori lo hanno votato perché totalmente d’accordo con tutte le sue riforme (ma dove!?), riforme promesse e future, patto con Berlusconi e tutela a oltranza della Casta compresi. Quanto le menzogne marciano veloci dovrebbe essere chiaro a tutti, mentre gli Italiani sembrano appiattiti in uno istupidimento difficile da capire, specie nei più colti, e sanno solo ingiuriare Grillo ripetendo slogan triti e meschini, sordi e ciechi alla tragedia imminente della democrazia che muore e della corruzione al potere.
Come dice Desmond: “Il consenso espresso dal 20% degli elettori nel voto per Strasburgo viene usato per qualsiasi tema, come carta bianca, gonfiando quel 20% come fosse la maggioranza assoluta del Paese, come fosse l’unanimità. Anche per questo il regime dittatoriale deve evitare il referendum confermativo che metterebbe in evidenza l’inconsistenza della pretesa delega assoluta ottenuta dagli elettori.
E’ la stessa cosa che fece il fascismo con le elezioni del 1929 e del 1934, in cui, tra l’altro, la legge elettorale era addirittura formalmente meno ostativa verso la partecipazione di liste alternative di quanto sia l’Italicum: la legge permetteva di usare il voto di oltre il 50% di una minoranza di adulti al primo turno di ballottaggio, favorevole alla lista presentata dal Governo, non solo per evitare il secondo turno a cui avrebbe potuto partecipare qualsiasi lista alternativa con solo 5000 firme di sostegno, ma anche come se fosse stato il voto della totalità degli italiani.”
“Una dittatura è fondata sul principio della delega totale: si usa un voto, anche minoritario, ottenuto su una specifica questione attribuendogli valore assoluto, sia in termini numerici che di delega. E’ quello che ha fatto la Boschi. E’ l’ennesima conferma della natura dittatoriale del regime che si è instaurato.”
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Lalla segnala:
Andrea Scanzi
“Renzi ha vinto sulla Merkel”. (Ma quando mai??). E’ la sintesi, inutilmente trionfalistica, usata da larga parte del giornalismo italiano per incensare una volta di più Renzi. Perché Renzi avrebbe vinto in Europa? Su quali basi, alla luce di quali interpretazioni? Il fiscal compact rimane. Il pareggio di bilancio rimane. L’austerità rimane. Renzi ha fatto con la Merkel esattamente quello che avevano già fatto Monti e Letta, ovvero eseguire gli ordini, solo che al ritorno ha detto: “Uè, raga, ho vinto io”. Un po’ come quel pugile che, dopo una sconfitta plateale, raccontò ai suoi: “Ne ho prese tante, sì, ma non sapete quante gliene ho dette”. Continuano a raccontarci favole. E in tanti sono ben lieti di crederci.
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Ma ci siamo rimbischeriti?
E lo scandalo sarebbe Grillo??

Beppe Grillo
Pochissimi media hanno scritto che la proposta di Padoan alla Commissione di rinviare il pareggio di bilancio di un anno è stata respinta al mittente e addirittura i capi di Governo, incluso il nostro, hanno approvato un documento ufficiale che raccomanda all’Italia il pareggio già nel 2015. Sarà un autunno di tagli, lacrime e sangue per mantenere gli impegni presi. E’ la prima gravissima sconfitta di Renzi. Ai suoi elettori avevano detto che sarebbe stato scelto a guidare la Commissione europea Shultz e che ci sarebbe stato un contenimento dell’austerità e invece abbiamo Juncker, per 18 anni primo Ministro di un paradiso fiscale, il Lussemburgo, l’uomo scelto dalla Merkel nel PPE come suo fidato colonnello, nonché uno dei responsabili principali delle politiche criminali scelte nella gestione della crisi della zona euro come Presidente dell’Eurogruppo (fino al gennaio 2013). Insomma il Pd ha votato una delle peggiori politiche neo-liberiste, votata insieme da popolari e socialisti che ancora una volta si sono diretti a chi seguirà l’iperliberismo quando dovrà decidere sul livello di disoccupazione, i diritti sociali da negare e le privatizzazioni selvagge da imporre a milioni di greci, spagnoli, portoghesi, Italiani…
Juncker, alla guida del Lussemburgo per 18 anni, fu costretto alle dimissioni nel 2013 per il rapporto di una commissione parlamentare in cui fu presentato il quadro di una “struttura di polizia segreta”, che aveva compiuto migliaia di intercettazioni illegali, organizzato missioni fuori dal suo mandato, spiato politici, acquistato automobili per uso privato con denaro pubblico e accettato soldi in cambio di favori. ma il Pd di Renzi lo ha votato!? Allo Spiegel, in un’intervista del 1999 disse: “Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno”. E da Presidente dell’Eurogruppo il 20 aprile 2011 disse: “Le politiche economiche della zona euro dovrebbero essere prese nelle buie e segrete stanze per evitare turbamenti nei mercati finanziari. Sono pronto ad essere insultato per essere insufficientemente democratico, ma voglio essere serio. Sono per dibattiti segreti, al buio”. E così che l’Europa agisce e continuerà ad imporre le decisioni ai suoi valvassori alla Renzi.
Nel 2007, infine, Juncker ha ottenuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito da parte di Napolitano. Bisogna aggiungere altro?”
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Ci chiedevamo cosa avrebbero fatto i poteri forti (finanza, chiesa, mafia, P2, corrotti) con l’incalzare delle senescenza di B, ormai parecchio rincitrullito per l’età, gli stravizi, la badante Pascale, Dudù, le ansie processuali, i traditori interni, la strage giudiziaria sugli accoliti, l’ecatombe di voti, il crollo delle azioni in Borsa… Ci chiedevamo come avrebbe fatto a portare avanti quel piano di distruzione sistematica della democrazia e di mantenimento del suo potere finanziario che il Pd ha appoggiato indisturbato per 20 anni. Ci facevamo un domanda.
Renzi è la risposta.

CORRUZIONE E RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
Viviana Vivarelli

I giornalisti più seri (troppo pochi) si chiedono perché quegli stessi Italiani che ieri si sdegnavano per certe proposte di B, ora che le stesse proposte ci sono rifilate da Renzi, esultano.
Come non bastassero gli attuali scempi dalla democrazia, sta incombendo la riforma della Giustizia, che, fatta per compiacere un pregiudicato, possiamo già immaginare come sarà. Già Renzi ha avanzato una legge per cui sotto una pena di 5 anni non si andrà in carcere, e servirà a salvare il 90% dei corrotti di Stato assieme a una congerie mostruosa di delinquenti di ogni sorta di reato. Vedremo ora avanzare le manette ai giudici, l’impunità ai politici, un sistema processuale e penale, già sconquassato per 20 anni dagli inciuci vergognosi del csx con B per l’impunità della Casta, dove è quasi impossibile l’applicazione della giustizia ai potenti; il peggio oggi è che è sparita la reazione violenta della sx di un tempo, sostituita da cloni del premier che sembrano tutti drogati e acquiescenti, per cui gli antichi oppositori si sono trasformati in complici. Chi doveva essere rottamato è rimasto in un posto di potere e a essere rottamata è stata la coscienza di tutti.
Mi chiedo come si possa votare per vuote parole? Se si cambia la confezione, un prodotto avvelenato diventa di colpo commestibile e desiderabile? B tentò in ogni modo di liberarsi dalle intercettazioni, difendendo ovviamente, assieme a se stesso, mafia, camorra, ‘ndrangheta, imprenditoria corrotta e ogni sorta di politico ammanicato in mazzette, illeciti e quant’altro. Gomorra!! Eppure oggi, grazie a Renzi e al servizievole Ministro Orlando (se i ministri non sono servizievoli, Renzi li licenzia) sta passando, nel silenzio dei media, proprio il divieto a pubblicare le intercettazioni che inguaiano i potenti. Altro regalo consistente alla Casta e ai suoi incubi e succubi, che contrasta con qualsiasi esigenza di verità e giustizia. E quando si è discusso del Senato non elettivo, Renzi ha ‘democraticamente’ detto : “O dite sì, o andate a casa!” E tutti zitti e plaudenti! Così quello stesso Pd che ieri tuonava dall’opposizione contro la democrazia messa in pericolo dalla dx oggi concorda sulle riforme coi berlusconiani in una gran marmellata dolciastra. Cos’è cambiato? Renzi è un ipnotizzatore più bravo di Berlusconi? O gli Italiani sono vittima di una grave epidemia cerebrale?
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Il costo della corruzione di 27 Paese europei è stato stimato in 120 miliardi di euro
Il costo della corruzione della sola Italia, grazie alla nostra Casta di politici corrotti, è stato stimato in 60 miliardi di euro, metà dell’intera corruzione europea.
La Germania, che è il Paese più ligio alle leggi in Europa, ha nelle sue carceri 8.700 corrotti.
Sapete quante persone sono nelle carceri Italiani per il reato di corruzione?
10. DIECI!!!
Se la corruzione venisse punita come si deve, certamente dovremmo aprire nuove carceri, ma certamente avremmo decine di miliardi da mettere nella crescita e nello sviluppo e leggi finalmente più serie.
Basterebbe risanare la politica per avere immediatamente un vantaggio enorme per la collettività. E basterebbe creare un fisco trasparente per svelare il traffico di denaro sporco. Aggiungiamoci che siamo il Paese delle tre maggiori organizzazioni criminali dell’Occidente: mafia, camorra e ‘ndrangheta, e che gran parte dei passaggi di soldi sporchi uscirebbe allo scoperto con un fisco trasparente e viene al momento svelata solo grazie alle intercettazioni.
E cosa fa il caro e incensato Renzi? Abolisce le intercettazioni !!!
Ma ci vogliono altre prove per capire con che razza di lestofante abbiamo a che fare?

DIFENDERE I LADRI DALLE GUARDIE
Lea2013

Cerco di documentarmi sulle peculiarità della giustizia italiana a confronto con quella di altri paesi a cominciare dall’introduzione in Italia del processo accusatorio del quale si sono prese solo le istanze garantiste, lasciando il resto in una incertezza il cui denominatore comune è la sostanziale infinita possibilità per i criminali dotati di buoni avvocati, di farla franca. Non posso nemmeno lontanamente credere che tutto il farraginoso meccanismo della giustizia italiana sia frutto di un caso o dell’insipienza del legislatore. E’ al contrario un’opera certosina, scientifica e voluta che passo dopo passo è andato nella direzione di difendere i ladri dalle guardie. Perché ciò sia successo è da ricercare nell’intima natura del potere in Italia che da sempre è andato a braccetto con l’illegalità fino a divenirne il braccio operativo occulto. Pensare che di colpo, qualcuno modifichi sostanzialmente tale realtà è pura fantasia. Il nostro è un Paese destinato a vedere allargare sempre più la differenza tra chi vive una vita normale fatta di lavoro, doveri e sacrifici e chi vive al di sopra delle regole, il tutto “normalizzato” dall’ipocrisia degli eterni annunci amplificati da media complici di un sistema inamovibile. La logica spietata di “gomorra” è più accettabile e genuina del falso e ipocrita perbenismo dello Stato.

FURBI E ASTUTI. DIO CI GUARDI DAI TROPPO FURBI!
Sunto da Sergio Di Cori Modigliani

L’Italia è il Paese dei furbi e degli ipocriti doppiogiochisti.
Furbi e astuti appartengono a due categorie completamente diverse. Storia e Cultura ci insegnano che tra i due i furbi finiscono per perdere. La furbizia ha le gambe cortissime. Mentre l’astuzia, coniugata all’audacia e all’intelligenza, è imbattibile. Avere un premier che fa il furbo non fa bene al Paese perché non lo farà vincere. Achille faceva il furbo ma l’astuto era Ulisse.
Come è possibile che questo popolo si faccia sempre infinocchiare dai furbi rinunciando a pretendere, invece, una rappresentanza astuta e audace?
Se non la piantiamo di fare i furbi,non ci rialzeremo mai. Oggi occorrono gli Ulisse con l’intelligenza tattica del cavallo di Troia, non le smargiassate di chi si crede Achille. Ci vorrebbe una la de-programmazione mentale di un popolo che ha scelto di essere vittima di un sortilegio che ha davvero del macabro.
Oggi, in Italia, combattere i furbi è una necessità eroica. Dobbiamo educarci a diventare eroi, creare un nuovo modello di cittadino italiano per l’appunto eroico, smascherando i furbi, per combattere la piaga dell’amnesia sociale.
Angela Merkel è astuta, Renzi è solo furbo.
Pensate per un attimo a vivere in un Paese in cui non esistono più i furbi, gli ipocriti, i traditori. Ci sono i buoni e i cattivi, i deficienti e i cervelloni, i simpatici e quelli odiosi, ecc., ma è stata ripristinata la regola del fattore oggettivo e della coerenza, per cui si è socialmente obbligati al rispetto dei patti, della parola data, alla fedeltà di appartenenza e quindi il giudizio sociale presuppone che esista una equivalenza tra ciò che uno dice e ciò che uno fa ed esiste una correlazione tra parole e azioni.
Questa pretesa si chiama “pulizia etica”.
Si comincia da lì, a cambiare il Paese.
Gli ultimi personaggi della vita pubblica che non hanno mai voluto fare i furbi sono stati i giudici Borsellino e Falcone, l’imprenditore Gardini, Peppino Impastato, il sociologo Mauro Rostagno, la giornalista televisiva Ilaria Alpi, l’inviato de Il Mattino, Giancarlo Siani, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il democristiano Aldo Moro, il comunista Berlinguer insieme a qualche altra decina di migliaia di Italiani che sono stati emarginati, buttati fuori dal mercato, impossibilitati a manifestare la loro presenza attiva come professionisti. Sono gli esuli in patria. Eroi anonimi. I veri militi ignoti della patria.
Nella categoria delle intelligenze non piegate alla furbizia c’è Erri De Luca. Come ha scelto l’onestà intellettuale, ha perso tutti gli amici. Ora nessuno ne parla più. E’ stato punito per non aver voluto fare il furbo. Ha fatto sua la protesta in Val di Susa e appoggiando con vigore il fronte No-Tav. E’ stato denunciato per attività terroristiche, è finito nei guai. Ed è piombata la cappa della censura di stato, retta e sorretta dai furbi mediatici. Nessuno ne parla. E la cosa funziona perché la furbizia è figlia bastarda della paura.
Ma funziona soltanto se si va appresso alla furbizia e non si è astuti.
Essere furbi, oggi, vuol dire, non parlare affatto di Erri De Luca, mai, e non ricordare alla cittadinanza perché è sparito dalla circolazione. E’ stato oscurato.
Come dice Altan “Il Paese ha bisogno di riforme, ma anche le riforme avrebbero bisogno di un Paese”.
Che cosa me ne faccio delle riforme se non c’è più il Paese?
E’ questo che va rifondato.
E si comincia dal di dentro.
Il giorno in cui la parola “furbo” sarà diventata socialmente un insulto passibile di querela, allora possiamo anche cominciare a parlare di riforme.

FACCIO TUTTO IN MILLE GIORNI
Marcello Adriano Mazzola (IFQ)

Renzi il riformista giura che farà tutto in 100 giorni, anzi no: mille! (Mille suona bene e mille sembra uno slogan facile e veloce. Ma mille sono tre anni. Siamo passati dalle promesse a un mese a quelle a tre anni!).
Renzi annuncia ad uno esterrefatto – e probabilmente “a sua insaputa” – Ministro Orlando il pacchetto Giustizia entro fine giugno. Ma arrivati a fine giugno.. niente! A fine luglio ancora niente! Siamo passati dal “pacchetto Giustizia” al “pacco Giustizia”! 4 mesi sono passati senza che il riformista abbia riformato alcunché. In compenso ha ricevuto un superconsenso elettorale. Segno che in questo Paese è sufficiente continuare a sorridere in posa plastica, dispensando buon umore e illusioni per raccogliere voti.
La giustizia è una delle riforme prioritarie di questo Paese, perché è fondamentale per ridare un senso ai diritti inviolabili delle persone, alla legalità, alla credibilità dello Stato Italia all’estero. Senza di ciò continueremo a rimanere un Paese cialtrone, dove regnano incertezza, corruzione, evasione, anarchia, prepotenza. Continueremmo a rimanere eternamente inaffidabili.
Di malagiustizia si muore ogni giorno. Muore chi non ottiene giustizia pur avendo ragione. Muore chi ottiene giustizia dopo 5/10 anni. Muore chi riesce a recuperare un credito dopo 10 anni e intanto è fallito a causa dei debitori inadempienti (tra cui lo Stato si distingue per arrogante posizione di supremazia secondo l’insegnamento “ti pago quando decido io”). Muore chi ottiene un indennizzo pari ad un tozzo di pane secco per irragionevole durata del processo. Muore chi perde un processo per una mancata notifica. Muore chi non riesce ad avere giustizia perché il legislatore ogni 6 mesi cambia le regole processuali. Muore chi non riesce ad accedere alla giustizia perché il legislatore in crisi di astinenza da risorse finanziarie continua ad aumentare i costi della giustizia. Muore chi subisce una prescrizione per formalità. Muore chi non riesce a contestare al giudice la sua colpa grave o il suo dolo.
Solo in questi giorni il Governo/legislatore ha: a) aumentato nuovamente i costi per accedere alla giustizia, continuando a penalizzare i soggetti meno abbienti; b) introdotto una serie di “eccezioni” e modifiche al Processo Civile Telematico che sarebbe dovuto entrare definitivamente in vigore senza se e senza ma il 30 giugno. Misure che aggravano la malagiustizia, non certo tese a ridurla.
Eppure il pacchetto giustizia vorrebbe poche cose: 1) semplificare i riti processuali e sopprimere le formalità inutili 2) abbandonare il cartaceo e avvio e passare al telematico con miglioramenti, semplificazioni, allargandolo al processo dei Giudici di Pace, amministrativo, tributario e penale; 3) riformare la responsabilità civile dei magistrati passando dalla responsabilità virtuale a quella reale; 4) introdurre l’obbligo di pagare le spese processuali in caso di piena soccombenza (mentre ora c’è la beffa che la parte vincitrice ha l’obbligo di pagare importi anche considerevoli!); 5) abbandonare gabelle ingiustificate incomprensibili (diritti di copia, spese forfettarie, marche e marchette etc.).
Il Ministro Orlando dovrebbe battere un colpo. Ma c’è?
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Piero Testori
La riforma della Giustizia è (forse) il nodo principale della crisi in cui versa il Paese.
Dalla soluzione di questo problema dipendono direttamente molte cose: la crisi degli investimenti e quindi del lavoro, la crisi delle istituzioni e della corruzione che le permea e di conseguenza la mancata corretta gestione dello Stato.
Ed è anche la questione di più difficile soluzione poiché lo stato attuale dell’organizzazione giudiziaria e della legislazione è frutto di un’infinita sequenza di interventi raffazzonati quando non dolosamente interessati.
Un compito immane del quale solo un venditore di fumo azzeccagarbugli può prospettarne la soluzione nel giro di poche settimane.
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UN PARLAMENTO CHE DIFENDE I REI
Alessandro Di Battista, Portavoce M5S Camera

“Negli ultimi 17 anni, prima dell’arrivo del M5S in Parlamento, la Camera si è espressa 21 volte per la richiesta di arresto per un suo componente. Sei volte nella XIII legislatura durante la quale vennero “graziati” un tal Cesare Previti (poi condannato in via definitiva nel 2006 per corruzione in atti giudiziari nel processo IMI-SIR e nel 2007 nel processo Lodo Mondadori e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici) e un certo Marcello Dell’Utri, ormai pregiudicato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il 12 luglio 2006 (XV legislatura, Governo di csx) venne salvato un tal Raffaele Fitto, uno dei nomi più gettonati alla successione del “mariuolo brianzolo” in FI, mister preferenze in Puglia nonché condannato in I grado a 4 anni per corruzione, abuso d’ufficio e finanziamento illecito ai partiti. Nella scorsa legislatura la Camera respinse la richiesta d’arresto per Cosentino (graziato ben 2 volte) e per un certo Milanese, ex-deputato del PDL recentemente arrestato nell’ambito dell’inchiesta MOSE. La Camera ha votato 21 volte e per 20 volte ha respinto la richiesta di arresto avanzata dalla magistratura. Solo nel caso di Alfonso Papa votarono a favore della custodia cautelare, 1 su 21, lui sì che dovrebbe parlare di “fumus persecutionis”.
Poi sono entrati i cittadini nelle Istituzioni. Avremo i nostri difetti, avremo sbagliato qualche parola, ma nessuno ci comanda, nessun inciuco piduista ci influenza, nessun potentato ci ricatta. Combattiamo affinché il sacro principio del “Tutti sono eguali di fronte alla legge” trovi soprattutto nel Parlamento italiano lo spazio che merita. Abbiamo combattuto per costringere la Camera a votare prima delle elezioni l’arresto del deputato PD Genovese. Abbiamo fatto pressione perché non si votasse con il voto segreto. Lo stesso è accaduto oggi. FI le ha tentate tutte per far slittare il voto su Galan. Questa mattina è stata convocata una capi-gruppo urgente con l’obiettivo di salvare il deputato in questione accusato di essersi intascato 1 milione di euro di tangenti all’anno. Il nostro esserci, il nostro uso dei social, il nostro chiedere a gran voce regole uguali per tutti e giustizia ha “costretto” l’attuale maggioranza a votare favorevolmente all’arresto sia per Genovese che per Galan. Una volta su 21 in 17 anni. Due volte su due con il MoVimento in Parlamento. Sia chiaro, noi non esultiamo se un deputato viene arrestato, nessun applauso è partito in aula ne dopo il voto su Genovese ne oggi. Noi pretendiamo giustizia, soltanto giustizia. Perché se un magistrato chiede l’arresto di un cittadino, il cittadino va in galera, mentre se il cittadino è anche deputato deve essere sempre salvato? E’ una cosa accettabile nel Paese più corrotto d’Europa? Io rispetto la magistratura, non ho commentato la recente assoluzione per B. anche perché non servono ulteriori fatti per dimostrare che B. sia un pericolo per la società. Io rispetto l’indipendenza dei giudici. Oggi i giudici indipendenti sanno che in Parlamento c’è una forza politica che rispetta il loro lavoro e che vota dopo aver studiato le carte, non dopo aver contato banconote o aver pensato alle opportunità degli inciuci”.
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Sarebbe meglio notare che alle primarie del Pd non c’era traccia nel programma di Renzi né del Senato non elettivo fatto da dipendenti comunali nominati dai partiti ma ugualmente impunibili né delle altre riforme. Scrive Desmond: “Anzi c’era anche un diretto rifiuto del porcellum che stava per essere dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Invece, 15 giorni dopo la pubblicazione delle motivazioni di quella pronuncia, e in aperto spregio di quella e di tutto il programma dichiarato nelle primarie usciva l’Italicum che riproduceva in peggio tutti i profili di illegittimità del porcellum. Ma non basta, nel programma delle primarie Renzi parlava di tornare subito al voto. Altro che nuova Costituzione!!!””

BACI ALLA FRANCESE (Marco Travaglio) ovvero con la lingua in bocca
12 lide fasulle

Che cos’abbia spinto un ragazzo sveglio come Renzi a inscenare l’imbarazzante conferenza stampa sulle “linee guida” della giustizia, cioè sul nulla mischiato con niente, in mezzo alle statue di cera del duo Orlando & Alfano, è noto: anche sulla giustizia, come su tutto, il premier non ha alcunché di pronto, di scritto, di pensato e soprattutto di concordato con il partner privilegiato B (che ieri la Cassazione ha definito complice del “socialmente pericoloso Dell’Utri” nel “patto con la mafia”). Siccome però Matteo Supercazzola aveva promesso e ripromesso la riforma della giustizia entro e non oltre giugno (luglio è già impegnato dal fisco, come no), presentarsi a mani vuote pareva brutto. Avrebbe dato ragione ai “gufi” e “professoroni” che ancora si permettono di dubitare di lui.
Dunque ha messo giù, col consueto trust di cervelli, una lista di slogan e frasi fatte, tipo pensierini da scuola elementare, spostando avanti di due mesi la scadenza del ddl: intanto “si apre un grande dibattito fino a settembre”, anche “in rete”, pure “con i direttori di giornale”, all’insegna della “democrazia partecipata”. Tanto aveva l’assoluta certezza che i giornalisti in sala, anziché sommergerlo di risate e pernacchie, avrebbero preso buona nota tutti compunti e trasformato quello spettacolino avvilente in un momento solenne sui loro giornali e tg. Poi, siccome si crede molto spiritoso, ha condito il tutto con sapidi calembour, e tutti giù a ridere, batti un cinque, fatti un selfie.
Il punto di partenza è già una balla: “per 20 anni la giustizia è stata tabù” per quello che lui definisce “il derby berlusconismo-antiberlusconismo” (cioè l’attacco ventennale dei politici alla legalità). Forse gli sfugge che dal ‘94 a oggi non c’è stata materia più “riformata” della giustizia, con ben 120 leggi che l’han ridotta all’agognata paralisi: altro che tabù. Ed ecco le 12 slide, simili ai cartigli dei Baci Perugina, subito tramutate dalla stampa in “grande riforma” o “rivoluzione in 12 punti”.
1) “Giustizia civile: riduzione dei tempi. Un anno in primo grado”. È l’uovo di Colombo, eppure nessuno ci aveva pensato prima: ora arriva lui, fa una legge di un solo articolo che dica “sbrigarsi”, “fare presto”, “un anno non un giorno di più”, e oplà, è fatta. Ma che dico “un anno”? Un mese, signori, in un mese!
2) “Giustizia civile: dimezzamento dell’arretrato”. Un gioco da ragazzi: basta una norma che dica “dimezzare l’arretrato” e la metà eccedente delle cause, come per incanto, evapora.
3) “Corsia prefeRenziale per imprese e famiglie”. Giusto: prima le donne, i vecchi e i bambini. E mi raccomando: non parlare al conducente e non calpestare le aiuole.
4) “Csm: più carriera per merito e non grazie all’‘appartenenza’”. Fantastico.
5) “Csm: chi giudica non nomina, chi nomina non giudica”. Perbacco. Poteva aggiungere “chi entra non esce e chi esce non entra”, “chi bagna non asciuga e chi asciuga non bagna”, per dire.
6) “Responsabilità civile modello europeo”: giusto, i fautori del modello africano o neozelandese sono sistemati. E così via, a colpi di “riforma del disciplinare”, “falso in bilancio e autoriciclaggio”, “accelerare il processo penale” (se no resta indietro sul civile), “riforma della prescrizione”, “intercettazioni: diritto all’informazione e tutela della privacy”, “informatizzazione integrale”.
Siamo al punto 11, che però non è cifra tonda. Ci vuole pure il 12, che fa tanto Mosè sul Sinai. Che ci mettiamo? Ritinteggiatura aule? Lucidatura pavimenti? Sostituzione serramenti? Nuovo design per le toghe? Ma no, dai: “Riqualificazione del personale amministrativo”, fa più fico. Non è dato sapere se il “modello europeo” cui si ispira il Renzi comprenda il sistema francese: quello che ieri ha portato al fermo (“garde a vue”) dell’ex Presidente della Repubblica Sarkozy, finito in guardina nel bel mezzo di un interrogatorio, dopo mesi di intercettazioni sui telefoni suoi e dei suoi avvocati e compari per uno scandalo di finanziamenti illeciti. Ma pare proprio di no: in Italia gli ex presidenti diventano ipso facto Senatori, sia nel vecchio sia nel nuovo Senato, che proprio ieri si è regalato un’altra volta l’impunità. Europei sì, fessi no.

LA CLOACA DELLA STAMPA ITALIANA
Viviana Vivarelli

Col passare del tempo, continuo a notare la crescente futilità e dannosità della stampa italiana che si allontana sempre più da qualunque scopo di informazione e verità.
Penso solo a tutti i sondaggi farlocchi con cui si è riempita prima delle europee, vanificati come non mai dai risultati elettorali e che nonostante ciò continuano a imperversare assieme ai cosiddetti sondaggi di opinione che dovrebbero mostrare ai governanti cosa pensa la gente e di cui i governanti non potrebbero infischiarsi di più (si pensi solo al 91% di NO all’immunità Senatoriale!).
Si pensi al modo con cui vengono ripetute falsificazioni della realtà come quel 40,8% sbandierato costantemente senza che mai nessuno dica che corrisponde a solo 2 elettori su 10. E gli altri 8? Non contano nulla?
Si pensi alle inversioni ad U di Renzi, che prima delle europee insisteva a separare i risultati del voto temuto dalla sua persona, ma, ora che il Pd ne ha acciuffati 11 milioni, se ne è incoronato come proprio successo personale malgrado gli incostituzionale 80 € non c’entrasse nulla col programma europeo!
Si pensi ai dati che nessuno dice e nessuno dà. Per es. non viene dato mai il totale tra astenuti e schede bianche o nulle. La vittoria si calcola sempre sui votanti, mai sul totale.
Travaglio ricordava che in solo un anno il 45% dell’elettorato ha cambiato voto. Non è un dato allarmante? Perché nessuno ne parla? Ed è la prima volta in 20 anni che abbiamo un gap così clamoroso tra la prima forza politica, il Pd, e la seconda, il M5S.
Non basterebbe questo a testimoniare uno stato di grande disagio e confusione nell’elettore?
Non è un fenomeno allarmante e particolare vedere come tutti gli imprenditori, le autorità che contano, il mondo della cultura, il cerchio dei media si sia steso in elettroencefalogramma piatto di fronte a un Renzi che sta facendo a pezzi i capisaldi su cui si basa uno Stato moderno: libertà, uguaglianza, democrazia?
Non è questo sintomo di un’epidemia inquietante che è la strada prima verso una dittatura?
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Metà dei sindaci e consiglieri tra cui i partiti ‘nomineranno’ i nuovi Senatori sono già sotto processo per gravissimi reati.
L’impunità è l’ennesimo regalo che un Casta di ladri fa ai propri ladri, cioè a se stessa.
Molti non si rendono nemmeno conto che questa magnifico scudo penale non è nemmeno stato fatto a personaggi eletti dal popolo e che rappresentano il popolo rappresentando la funzione legislativa, ma a dei dipendenti comunali scelti dai partiti che non avranno nemmeno la potestà legislativa né potranno sfiduciare il Governo, solo per proteggere dai malviventi!!
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Sulla paginona del Corriere dove gli amici di Dell’Utri gli dimostrano grande affetto
Sergio Di Cori Modigliani

Sono contento che Ugo La Malfa e Pietro Nenni siano morti.
Sono contento anche che siano morti Enrico Berlinguer e Aldo Moro.
Sono contento che non ci siano più Leonardo Sciascia, nè Italo Calvino, nè Indro Montanelli.
E la lista sarebbe davvero lunga, lunghissima.
Sono contento per loro, non per noi.
Non oso pensare a ciò che avrebbero detto, scritto, urlato, con la bava alla bocca schiumante di indignazione civica rabbiosa, nell’aprire il Corriere della Sera -il più importante quotidiano nazionale- e trovare una intera pagina a pagamento dove intellettuali, portaborse, professionisti, imprenditori, manager di stato e privati, amici degli amici, manifestano il loro affetto e deferente, nonché devota, solidarietà nei confronti dell’eroe del giorno: Marcello Dell’Utri.
Costui è stato condannato in Assise per concorso esterno in associazione mafiosa: una valanga di prove a carico. ” FI, Lega Nord, Fratelli d’Italia, NCD, AN negavano ogni addebito e alla fine di quel processo dichiaravano sornionamente convinti: “La magistratura in Italia ha ancora un valore, in appello verrà rovesciata la sentenza e sarà fatta giustizia”.
Marcello Dell’Utri è stato condannato anche in appello.
FI, Lega Nord, Fratelli d’Italia, NCD, AN lievemente più preoccupati promuovevano il garantismo sostenendo “è necessario attendere che si pronunci definitivamente la Cassazione, fintantoché una sentenza non è passata in giudicato in maniera definitiva, non si può giudicare l’imputato”.
Marcello Dell’Utri è stato condannato anche in Cassazione.
La sentenza è definitiva.
Adesso sta in galera.
Perché è un amico dei mafiosi.
Perché ha appoggiato i mafiosi.
Ha promosso, sostenuto, veicolato e introdotto l’ingresso della mafia siciliana dal portone principale dentro il sistema mediatico italiano.
Che cosa fa il Corriere? (ricordiamo che è proprietà della Fiat, la grande industria italiana). Ospita una pagina a pagamento richiesta dalla consorte di Dell’Utri nella quale gli amici di Dell’Utri manifestano il loro affetto, presentandolo come un intellettuale sofferente vittima di un sistema malvagio.
In un Paese normale gli osservatori sarebbero divisi tra chi lo ritiene una follia totale e chi lo ritiene un atto di ignominia civica.
Ma questo non è un Paese normale.
Questo è un Paese dove la criminalità organizzata detta, promuove, stabilisce, concorda la presenza, la posizione e l’affermazione dei media sul mercato e dentro l’imprenditoria, quindi chiama a raccolta intellettuali, manager, servi di svariata natura a metterci la faccia e la firma.
Fanno la conta per vedere il livello del loro potere.
Il Corriere della Sera si inchina.
Ve lo immaginate la reazione del Corriere se la consorte di un normale ergastolano assassino chiedesse una pagina a pagamento per coccolare il maritino autore di omicidi diabolici?
Avere appoggiato e sostenuto la mafia siciliana negli anni’90 -e ciò che più conta essere stati in grado di provarlo al di là di ogni ragionevole dubbio nei tre gradi di giudizio- vuol dire essersi schierati dalla parte di animali assassini, quelli che hanno rubato la vita al giudice Falcone, al giudice Borsellino, agli uomini della loro scorta a tutte le vittime innocenti assassinate dai criminali mafiosi. Vuol dire aver promosso delinquenti e mascalzoni dentro la vita politica, mediatica, imprenditoriale, della nazione.
E’ per questo che è stato condannato.
Ma il Corriere (cioè Marchionne e la Rizzoli) si rendono conto di ciò che hanno fatto?
Non c’è nessuno che protesta?

Le firme raccolte da Il fatto Quotidiano contro le riforme di Renzi sono arrivate a 160.000 ma a Renzi non faranno un baffo.

MARCO TRAVAGLIO

Monito di Napolitano alla stampa parlamentare: “Non si agitino spettri di insidie e macchinazioni autoritarie». E quando mai? Battiam, battiam le mani al nostra dittatore! … “L’accusa di autoritarismo mi fa ridere”. (E Napolitano rinforza la dose predicando moniti contro chi queste accuse le fa, disturbando la marcia della dittatura).

“Se questa campagna fosse soltanto del “compagno Travaglio” (a proposito: come diceva Gaber, “compagno un cazz!”), Renzi potrebbe tranquillamente liquidarla con battutine sprezzanti e alzatine di spalle. Ma, purtroppo per lui, nasce dall’allarme di alcuni fra i migliori giuristi e costituzionalisti, che il bulletto e le renzine alla Boschi & Picierno hanno snobbato come roba da gufi, rosiconi, passatisti. Ma l’opinione pubblica più informata e attenta le ha prese terribilmente sul serio, grattando le slide per vedere quel che c’è dietro. E scoprendo un disegno allarmante che, in un Paese già semilibero di suo, sottrae ai cittadini altri spazi di democrazia. Non a noi, ma a queste persone che si stanno precipitando a firmare il nostro appello, e che almeno in parte han votato Pd ancora alle Europee tributandogli quel trionfale 40,8%, il bulletto deve delle spiegazioni: a chi aveva creduto nella rottamazione, nel rinnovamento, nel cambiare verso, deve giustificare la conversione alla conservazione del peggiore status quo. Già, perché il mantra delle “riforme” e del “cambiamento” nasconde una nuova legge elettorale per la Camera che riproduce le due vergogne incostituzionali del Porcellum (liste bloccate e premio di maggioranza abnorme) e ne aggiunge una terza (soglie di sbarramento-monstre). E per il Senato abolisce direttamente le elezioni, consegnando alla Casta dei consiglieri regionali – la più malfamata e inquisita di tutti i tempi – il potere di nominarsi i Senatori part-time con immunità full-time.
Per 4 anni Renzi ha costruito la sua fortuna ripetendo che “i cittadini devono poter scegliere e guardare in faccia i propri rappresentanti”, “dimezzerò il numero e l’indennità dei parlamentari”, “abolirò i privilegi”. Perciò fu votato alle primarie. Perciò gl’italiani gli perdonarono l’ascesa al Governo all’insaputa degli elettori. Ora tutte quelle promesse sono tradite. E Renzi – eletto finora solo per fare il Presidente della Provincia e il sindaco di Firenze e mai per fare il parlamentare o il premier, né tantomeno per riformare la Costituzione – non ha mai chiesto il voto per abrogare le elezioni del Senato e perpetuare la Camera di nominati. Ora però, passate la sbornia delle Europee, il polverone si deposita a terra. E gli Italiani cominciano a domandarsi: che ha fatto per noi Renzi? Anche se riuscisse a portare a casa la svolta autoritaria a suon di battutine e ghigliottine, strozzando il dibattito parlamentare in tempi da assemblea condominiale e piegando il dissenso nei partiti che la sostengono, il piatto continuerebbe a piangere: i soliti 80 euro in più per alcuni (sperando che la prossima stangata non se li porti via con gli interessi) e un bel po’ di democrazia in meno per tutti. Diceva Lincoln: “Puoi ingannare qualcuno per sempre, o tutti per un po’: però non puoi ingannare tutti per sempre”. Ma Lincoln, si sa, era un gufo.
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Maurizio Burattini
All’uomo solo al comando basterà controllare un pugno di procuratori e di presidi per assoggettare tribunali e scuole. Se si aggiunge il controllo dell’informazione, il progetto della P2 può dirsi completamente realizzato. Come contrastare questa deriva reazionaria? Sarebbe da irresponsabili che le opposizioni procedessero divise e in ordine sparso, ciascuna pensando a coltivare il proprio orticello, mirando demenzialmente al 4,01%.
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SANDRA BONSANTI, Presidente di Libertà e Giustizia

L’abolizione del Senato col patto con B non stava affatto nella materia programmatica offerta agli Italiani alle primarie del Pd o alle politiche. Mortificando un ramo del Parlamento non si esalta l’altro ramo, ma tutto si conclude con una mortificazione generale di quelli che dovrebbero essere i rappresentanti dei cittadini. E si mortificano insieme gli elettori che perdono la loro sovranità. Il progetto del Governo nasce nel clima torbido di richieste della Finanza internazionale e di accordi misteriosi siglati tra Renzi e B, sui quali regna un segreto che può essere giudicato soltanto incostituzionale ed eversivo.
La Costituzione di Renzi è prendere o lasciare, mangiare la minestra o saltare la finestra. O così o si scioglie il Parlamento. Oggi si è creata una situazione che rende possibile quello che ieri non si poteva: manomettere la Carta fondamentale dei doveri e dei diritti, la Carta dello Stato italiano. L’occasione è stata generata dalla grande crisi, (voluta espressamente per questo, per permettere al grande fascismo finanziario di abbattere la democrazia. E’ la democrazia diversamente ‘altra’, che gli USA hanno portato al Medio Oriente con le bombe e che il grande capitale ha portato all’Ue con la finanza). E’ grazie alla crisi che i popoli accettano cose che in altre condizioni mai avrebbero accettato. La chiusura del Parlamento passa perché gli Italiani sono distratti dalle difficoltà della sopravvivenza.(Ma queste difficoltà sono state create apposta per distruggere la democrazia).
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Quei tonti degli Italiani hanno venduto la sovranità per un piatto di lenticchie da 80 euro.
Ora, mentre la distruzione della democrazia marcia rapidissima e tenta il colpaccio di ferragosto, si prepara la stangata di autunno.
Falliti i tentativi renziani di far slittare i vincoli dell’austerità e rinnovati dall’inflessibile Junker, ben sorretto dallo stesso Pd, i diktat della Merkel, ci aspetta una nuova Finanziaria da 23 miliardi, più i 10 miliardi per il rinnovo, se ci sarà, degli 80 euro, più il bonus Irpef a partite Iva, incapienti e pensionati, più, non mancherà certo, una manovra aggiuntiva. Ci aspetta la deflazione, che troppi continuano a non capire, e che non consiste in una riduzione di prezzi ma in un aumento di fallimenti fabbriche chiuse, licenziamenti, disoccupazione e taglio dei salari.
In luogo della comprensione chiesta da Renzi, Padoan, degno emissario del FM come Monti, ha confermato il rispetto di tutti gli impegni presi in sede europea, compreso il pareggio del bilancio strutturale nel 2016 (unico Paese europeo ad averlo messo in Costituzione!). La crescita non ci sarà, anzi andremo peggio di tutti gli Stati d’Europa. Ci piacerebbe capire come l’abolizione del Senato influirà sulla crescita del Paese! Il Jobs Act, come avevamo previsto, non ha aumentato occupazione o sviluppo. E magari il Ministro delle Coop, Poletti, ci dovrebbe spiegare dove intendono andare le famose riforme, visto che non hanno creato un solo posto di lavoro ma hanno solo abbassato tutele e diritti. L’Europa di chiede un taglio delle tasse. Ma costoro vanno nel senso opposto. E nelle nomine delle alte cariche europee, l’Italia è tragicamente assente. Tanto basta Draghi a portare in alto il nome dell’Italia! O a spingerlo sempre più in basso?
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Non si sa se ridere o piangere. L’aggettivo per definire questa Italia è grottesco.
I piccoli continuano a litigarsi per ideologie morte e sepolte.
Intanto la Costituzione viene cambiata a colpi di decreto da Renzi assieme a un pregiudicato. De Benedetti se la intende col padrone di Arcore. La Santanchè forse compera l’Unità. I politici attaccano quei giornalisti che avevano accusato Berlusconi di delitti ormai innegabili e chiedono le loro scuse. Si tenta di far passare leggi libera tutti che penalizzano giudici che lavorano ormai come sulle barricate. Si chiede le manette ai magistrati mentre si mantengono liberi i delinquenti.
La degradazione continua.
Il Pd non conosce tappa che non sia più imbarazzante e degradante di quella precedente.
Ma i piccoli continuano a inveire contro Grillo definito fascista. E una ipotetica e ormai avvilente ‘sinistra’ continua a frammentarsi e a super dividersi sventolando vessilli ormai consunti e attaccando chi chiede maggiore democrazia come se la tragedia stesse in chi cerca di informare i cittadini e non in coloro che li abbrutiscono nelle menzogne o fosse circoscritta a chi chiede la cacciata dei rei e la pulizia dello Stato.

GIANNI FERRARA, prof. emerito di Diritto Costituzionale

“Renzi sta assumendo poteri abnormi, fermiamo l’eversione autoritaria”
“L’obiettivo di queste riforme è l’eliminazione di qualunque contrappeso al potere del Governo e del capo del Governo. L’Italicum, che è un Porcellum travestito, offre un potere assoluto al capo del Governo. Si vuole mutilare la democrazia. Un Parlamento illegittimo continua a resistere e si arroga il diritto di modificare la Costituzione. Lo Stato moderno è Stato rappresentativo. Per la prima volta nella storia degli Stati, un giudice ha statuito che la legge fondamentale, la legge sulla rappresentanza dei cittadini, era incostituzionale. Questo Parlamento avrebbe dovuto essere immediatamente sciolto. Non è accaduto e così si è aggiunto un altro primato negativo. Quello di non avere rispetto per la legalità.
L’obiettivo di Renzi è eliminare qualunque contrappeso al potere del Governo e del capo del Governo. Neutralizzando il Senato si elimina, sul piano della rappresentanza, l’organo che potrebbe frenare una legislazione volta al rafforzamento dell’esecutivo. Dietro il rispondere per slogan alle numerose obiezioni, dietro l’apparente mancanza di argomenti di chi parla di ‘gufi’ e ‘rosiconi’ c’è un progetto preciso. Assistiamo a un processo che intende trasformare la democrazia italiana in un regime autoritario fondato sull’elezione, ogni 5 anni, del capo. Il Governo del primo ministro. Questa formula è esattamente quella con cui la dottrina italiana aveva definito lo Stato fascista. Siamo di fronte a un progetto di eversione autoritaria. Con questa legge elettorale, il potere del capo del Governo diventa enorme, abnorme. Battersi adesso contro queste riforme significa battersi per la nostra democrazia, per mantenere l’identità democratica della Repubblica.
Una legge elettorale maggioritaria come l’Italicum, che è un Porcellum travestito, offre un potere assoluto al capo del Governo che riesce a determinare addirittura la composizione dell’organo che deve vigilare sulla Costituzione, la Consulta, la composizione del Consiglio superiore della magistratura e l’elezione del Presidente della Repubblica. Anche dietro l’aumento delle firme per presentare leggi popolari o referendum c’è sempre lo spirito autoritario. Ciò vuol dire che i cittadini non devono dare fastidio a chi governa. Questo esecutivo non vuole intralci, si vuole assumere ed esercitare tutto il potere possibile”.
Nel 2006 il popolo italiano bocciò nettamente la riforma costituzionale voluta dal Governo Berlusconi. Quel referendum dimostrò che i cittadini avevano la stessa idea di Stato e di democrazia dei costituenti. È stata una conferma della Costituzione. Un fatto importantissimo, volutamente rimosso: nessuno se ne ricorda più, nessuno lo cita più. I cittadini si sono già espressi su questo modello. Aggiungo: i maggiori giornali, le tv, le agenzie sono tutti schierati a favore di questo progetto. Tranne pochi, come il Fatto.
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SCHIFO DI STATO
Viviana Vivarelli

Berlusconi assolto dalle accuse di prostituzione minorile e concussione grazie al Pd che si è prestato ad aiutarlo con la Severino, che ha spacchettato la legge che gli avrebbe dato 7 anni e ha praticamente dissolto il reato. Vedete come sono tutti allineati a proteggere la Casta e il più delinquente di tutti i delinquenti, tutti compari: Monti, il Pdl, il Pd, il Governo delle losche intese, che da Monti a Bersani a Letta a Renzi prosegue indisturbato per il potere e l’immunità della Casta più corrotta d’Europa! Quando un potente è accusato di un reato, guardate come accorrono tutti, i cari delinquenti, in sua difesa! Basta cambiare le regole in corso di gioco e il peggiore di aggiudica la partita! Io salvo Penati a te e tu salvi Berlusconi a me. Una legge sola, cento delinquenti riverginati. E al resto penseranno quei pecoroni dei piddini, buoni solo ad applaudire le partite truccate, i bari di Stato, i menzogneri da burletta, tutti insieme, cittadini disinformati e coglioni e troll biechi come squadristi del nuovo fascio. Cambiata la legge, salvato il Caimano! E i ladri del Pd insieme! Alleluia! E tutti giù a inveire contro Grillo! Il capro espiatorio comodissimo per questi ladri di verità e di giustizia, il tiro al bersaglio preferito dai truccatori di regime, dai rettili di Stato, dai camaleonti dell’opportunismo e della cassa da salvare. Tutti ugualmente impudenti e arroganti, come una banda mafiosa. Se il Pd ha il delinquente Penati e il Pdl ha il deliquentissimo Berlusconi, che problema c’è? Si cambia la legge e torna la verginità anche al padrone del bordello. Una mano lava l’altra! Sono 20 anni che i due compari si alleano e si aiutano. Poi qualcuno ha anche la faccia come il culo di incolpare Grillo che non ha regalato i suoi voti a Bersani. Che siano grulli in parecchi passi, ma che si pretenda che siano grulli tutti gli Italiani, mi sembra che sia troppo!
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Non c’erano solo cene ‘eleganti’. Abbiamo visto anche una sentenza ‘elegante’.
E se non è prostituzione politica questa…. !
Di questo passo, il ministero europeo per il bordello di stato non ce lo leva nessuno.

RUBY, CAMBIARE LA LEGGE CON IL PD E FARSI ASSOLVERE. IL DELITTO PERFETTO DI BERLUSCONI
Gomez

B strappa un’assoluzione in 2° grado per il caso Ruby grazie alla legge Severino: il sedicente articolato anti-corruzione approvato nel 2012 da Pd e Pdl che, dopo aver permesso alle Coop di uscire prescritte dall’inchiesta sulla Tangentopoli di Sesto San Giovanni e a Filippo Penati di veder eliminate parte delle sue accuse, svolge ora egregiamente la sua funzione anche nei confronti dell’ex Cavaliere e neo Padre della Patria.
Spacchettare, mentre il processo Ruby era già in corso, il reato di concussione in due, stabilendo pene e fattispecie diverse per la concussione per costrizione e quella per induzione, ha significato spalancare la strada che ha portato il leader di Forza Italia al verdetto di 2° grado.
Niente di sorprendente, a dire il vero. Nel 2012, durante la discussione della legge, votata in nome delle larghe intese, più osservatori avevano fatto notare gli effetti deleteri delle nuove norme. E l’anno successivo, dopo aver visto finire nel caos decine di processi, anche l’ex procuratore antimafia e attuale Presidente del Senato, Piero Grasso, aveva lanciato l’allarme. La nuova legge, secondo lui, andava subito modificata.
Stavano saltando dibattimenti su dibattimenti e, per Grasso, anche il processo Ruby sarebbe finito in niente. “Mi pare”, aveva detto Grasso, “ che con questo nuovo reato non sia più punibile l’induzione in errore o per frode (la telefonata in questura in cui Berlusconi sosteneva che Ruby fosse la nipote di Mubarak ndr). Il comportamento prevaricatore potrebbe essere punito come truffa, ma nel caso di Berlusconi non c’è nessun aspetto patrimoniale”. Dunque…
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MA CHI SONO I TERRORISTI?
Paolo De Gregorio

Tra le espressioni che più alimentano la sfiducia negli uomini vi sono senza dubbio l’ipocrisia, la doppiezza, la menzogna professionale, che poi sono le qualità necessarie, indispensabili, per chi vuole emergere nella politica o nella informazione.
Tutto il mondo contemporaneo si regge sulla falsificazione scientifica dei fatti, sulla omissione delle notizie importanti, cercando di creare una opinione pubblica popolare che si occupi di cronaca spicciola, di sport, di pettegolezzi riguardanti personaggi noti.

Il più colossale e sanguinario “pacco” che fu confezionato dall’intreccio tra politica e “informazione”, tra autentici delinquenti, fu quello che fece iniziare la 2° guerra del Golfo, con l’aggressione all’Iraq, inventandosi le “prove inoppugnabili” sugli arsenali chimici di distruzione di massa, che poi non furono mai usati né trovati.
Bush jr, Blair, i media, i servizi segreti, in combutta tra loro hanno la piena responsabilità per le centinaia di migliaia di morti, di cui quattromila americani, e nessuno li ha accusati di terrorismo, visto che hanno usato il terrore che provocano i bombardamenti e le torture, per sostituire un capo di Stato di un Paese sovrano che non obbediva più agli ordini USA, ma che soprattutto poteva decidere di vendere il proprio petrolio a chi gli pareva e magari non in dollari.
Come funzionano veramente i rapporti tra Stati non ce l’hanno mai svelato i “giornalisti”, ma personaggi come Assange o il soldato americano Snowden che, a rischio della vita, hanno messo in Rete documenti “top secret”, che poi sono semplicemente il modo fraudolento di privare i cittadini di informazioni che riguardano il funzionamento delle cose, trasformandoli in sudditi.
La politica e la disinformazione omissiva dei media odiano la verità e se potessero uccidere gente come Assange o il soldato Snowden lo farebbero con gioia.
Propongo una elementare riflessione sul “terrorismo”, termine che viene quasi sempre usato a sproposito, appiccicato a minoranze che in genere combattono, con i pochi mezzi che hanno, invasori stranieri che occupano la loro terra.
I conquistadores spagnoli che si impadronirono con la violenza più bestiale dell’America Latina, imponendo a forza lingua e religione, rubando tutto ciò che c’era da rubare, perché non sono definiti dagli storici terroristi, ma quasi con il titolo onorifico di conquistatori?
E quanto al Nord America dove la peggiore feccia dell’Europa sterminò 10 milioni di indiani nativi per mettersi al loro posto, con la complicità della religione che si voleva espandere nel mondo, chi erano i terroristi?
E che dire dell’orrendo colonialismo in Africa e dello schiavismo?
E l’esercito regolare nazista che occupava l’Italia non fucilava i patrioti, che volevano cacciarli dalla loro terra, chiamandoli “Banditen”?
E oggi in Palestina, chi semina più terrore e morti con mezzi bellici spropositati, dopo aver occupato una terra che non gli appartiene?
Il termine terrorista va riservato a tutti coloro che fuori dalla propria nazione, attraverso la forza militare, massacrano i nativi con lo scopo di procurarsi una utilità, che in genere sono materie prime, manodopera a basso costo, siti strategici, colture pregiate.
L’unica nazione che possiede 900 basi militari sparse in tutto il mondo e che è stata protagonista di tutte le ultime guerre, dal Vietnam fino all’Afghanistan, comicamente ci spiega che la sua potenza militare ha lo scopo di difendere il mondo libero dal terrorismo, e politici e giornalisti confermano la panzana.
L’Europa non ha futuro se non recide i legami con gli USA, con la Nato, perché è nel nostro interesse economico una politica di PACE, senza spese pazze per gli armamenti (vedi F35), con integrazione economica con la Russia e tutto il mondo arabo.
Possiamo vivere senza la protezione di nessuno e costruire un mondo multipolare, che indebolisca per sempre l’idea e la pratica di una egemonia globale.
E’ di questi giorni l’ottima notizia che i cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) hanno stipulato un accordo che prevede una banca ed un fondo internazionale in concorrenza con la monopolistica Banca Mondiale e il FMI dominati dagli USA.
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RECALL
Viviana Vivarelli

Vi ricordate il recall, diritto di licenziare gli eletti quando fossero imputabili di reato o avessero tradito il mandato coi loro elettori? Vi ricordate che era richiesto dal M5S e scatenò insulti a valanga, perché cambiava l’assenza di mandato voluto dalla Costituzione, quando i tempi erano ben diversi e non si ammucchiavano in Parlamento decine di delinquenti protetti dall’immunità o da leggi cambiate appositamente da Ministri compiacenti? Bene! E quelli che difendevano con tanta foga il diritto degli ‘Onorevoli’ di non sottostare a limitazione alcuna né sul rispetto del programma con cui erano stati eletti né circa la loro condotta penale, cosa dicono oggi su una Monocamera di ‘nominati’ dal capo del Governo, che impone loro una ubbidienza cadaverica pena il licenziamento, come Renzi ha fatto con 4 dei suoi che chiedevano liberamente l’elezione dei Senatori? Cosa dicono questi fautori della libertà di scelta davanti a questa platea orrenda di ‘vincolati’ ad un uomo solo che fanno voto di ubbidienza cieca e assoluta, rinnegando ogni indipendenza di voto e giudizio?
E come sbraitavano spergiurando che una cosa simile non si era mai vista,mentre è la norma in 6 cantoni svizzeri, nella provincia canadese della Columbia Britannica, in Venezuela e, soprattutto, in numerosi stati USA.
O forse il loro concetto di democrazia è quale piuma al vento e cangia a seconda che debbano difendere Renzi o insultare Grillo.

Il recall è la possibilità da parte degli elettori di revocare qualcuno per indegnità dalla carica a cui è stato eletto. Anche il costituzionalista Ainis lo difende e il M5S lo chiede, come possibilità per i cittadini di revocare una carica a un eletto nel caso in cui ritengano che il mandato non sia stato svolto correttamente. In Europa è diffusa l’idea che l’operato degli eletti debba essere giudicato dagli elettori solo alla scadenza del mandato, con il voto: chi ha operato male, non sarà rieletto. Concetto condivisibile, ma che non mette la cittadinanza al riparo da ruberie, scandali e dissesti economici dell’immediato. In Italia poi, anche di fronte ad accuse circostanziate, chi ricopre una carica pubblica spesso non si assume le proprie responsabilità, nemmeno di fronte all’evidenza della colpa. Inoltre vige il principio che si vada ritenuti “innocenti fino a sentenza definitiva”. Poi se proprio il reo insiste, si può sempre liberarlo dall’impiccio della condanna cambiando la legge, come ha opportunamente fatto il Pd assieme a FI per liberare insieme Penati e Berlusconi.
Il caso più eclatante di rimozione a seguito di “recall” fu quello del governatore della California Gray Davis, cacciato nel 2003 perché giudicato responsabile del dissesto finanziario del più ricco stato d’America. Pochi mesi fa, invece, in Wisconsin, il Repubblicano Scott Walker è stato il primo governatore a sopravvivere a una procedura di “recall” avviata dai sindacati come risposta a una serie di provvedimenti antisindacali voluti da Walker. Per dare un’idea dell’ampiezza del fenomeno, va inoltre ricordato come nel 2011 in tutti gli Stati Uniti siano state più di 150 le procedure iniziate e circa la metà di esse hanno raccolto un numero sufficiente di firme per permettere l’organizzazione delle procedure di voto. Oltre al “recall” esiste anche l’impeachment, cioè il potere del Congresso federale e dei parlamenti statali di mettere in stato d’accusa ed eventualmente rimuovere tutti i pubblici ufficiali, inclusi i ministri, i governatori, i giudici federali e lo stesso Presidente degli Stati Uniti. Per coloro che ricoprono cariche elettive c’è quindi in alcuni casi un doppio sistema di controllo che prescinde dalle scadenze elettorali: uno scrutinio formato dai “pari” e uno dal “popolo”, entrambi in grado di revocare l’elezione.

RIDIEBASTA :- D

Barzelletta di Saverio

Una vecchia signora si presenta un giorno alla Banca del Canada portando con sé una borsa piena di denaro e dicendo di voler parlare con il Presidente della banca per aprire un conto. Gli impiegati la portano nell’ufficio del Presidente (il cliente ha sempre ragione!) e questi le chiede quanto vuole versare. E lei, buttando sulla scrivania la borsa dice: “165.000 dollari”. Il Presidente, curioso di sapere come aveva fatto ad ottenere tutto quel contante, glielo chiede. La vecchia signora risponde: “Ho fatto delle scommesse”. Il Presidente le chiede allora: “Scommesse? Che tipo di scommesse?”. La vecchia signora risponde: “Per esempio, scommetto 25.000 dollari che le sue palle sono quadrate”. “Ha! ha!” ride il Presidente “E’ una scommessa stupida. Lei non potrà mai vincere una scommessa di questo genere!”. La vecchia signora allora lo sfida: “Allora, accetta la mia scommessa?”. “Certo” dice il Presidente “Scommetto 25.000 dollari che le mie palle non sono quadrate!”. Allora la vecchia signora dice: “Dato che si tratta di un mucchio di denaro, posso portare con me il mio avvocato domattina alle 10 come testimone?”. “Certo!” dice fiducioso il Presidente. Quella notte il Presidente è veramente nervoso a causa della scommessa e passa un sacco di tempo davanti allo specchio a controllare le sue palle, girandosi a destra e a sinistra continuamente. Le controlla con attenzione finché non è sicuro di vincere la scommessa. Il mattino dopo alle 10 precise, la vecchia signora compare con il suo avvocato nell’ufficio del Presidente. Presenta l’avvocato al Presidente e ripete la scommessa: “25.000 dollari che le palle del Presidente sono quadrate!”. Il Presidente accetta di nuovo la scommessa e la vecchia signora gli chiede di abbassare i pantaloni, così tutti avrebbero potuto vedere. Il Presidente accetta.
La vecchia signora scruta attentamente le palle e poi gli chiede se può toccarle. “Va bene, in fondo 25.000 dollari sono un sacco di soldi, quindi credo che Lei debba essere assolutamente sicura”. In quel momento egli nota che l’avvocato sta silenziosamente sbattendo la testa contro il muro. Il Presidente chiede alla signora: “Che diavolo ha il suo avvocato?” E lei: “Niente, a parte il fatto che ho scommesso con lui 100.000 dollari che alle 10 di stamattina avrei tenuto per le palle il Presidente della Banca del Canada”.
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http://masadaweb.org

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