Nuovo Masada

luglio 11, 2014

MASADA n° 1544 11-7-2014 I GUASTI DELLA FINANZA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:09 pm

Banche e deflazione – La truffa delle società partecipate- Pubblica amministrazione e debiti – La Merkel e il signor 40% – La svolta dell’economia occidentale – Le banche ombra – E’ impossibile restare in questa Europa – Con Renzi verso la dittatura – L’educazione universale – Travaglio e l’immunità dei senatori – Come si fa a salvare democrazia e governabilità? – Renzi gattopardo – Il disastro italiano – L’iperliberismo di Renzi – Liberalizzazione dei servizi: la TISA

Gli uomini temono il pensiero più di qualsiasi cosa al mondo, più della rovina, più della morte stessa.
Il pensiero è rivoluzionario e terribile.
Il pensiero non guarda ai privilegi, alle istituzioni stabilite e alle abitudini confortevoli.
Il pensiero è senza legge, indipendente dall’autorità, noncurante dell’approvata saggezza dell’età.
Il pensiero può guardare nel fondo dell’abisso e non avere timore.
Ma se il pensiero diventa proprietà di molti e non privilegio di pochi, dobbiamo finirla con la paura
.”
(Bertrand Russell)
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Talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile piuttosto che non partire mai.”
Giorgio Faletti, Fuori da un Evidente Destino


Dedico di nuovo questo numero del mio blog a un commentatore che leggo volentieri, Berluscameno, che tratta sempre argomenti finanziari con competenza e chiarezza e che trovo come blogger nel blog di Alessandro Gilioli “Piovono rane”, così riprendo i suoi commenti e li integro con le mie osservazioni.
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BANCHE E DEFLAZIONE

Sono decine di anni che si ripete che questa non è una Europa dei popoli ma delle banche, banche dirette dalla Bce, dominata dalla Bundesbank per gli interessi principalmente tedeschi, sotto i diktat del Fondo Monetario, il quale altro non è che il curatore degli interessi di 200 famiglie di magnati che spadroneggiano sull’Occidente, curando più facilmente il business americano o tedesco che il futuro e i diritti dei popoli europei.
Il fatto gravissimo è che questo dominio delle banche europee non crea futuro in Europa ma lo uccide. Le banche, infatti, lavorano sul breve periodo per guadagni immediati, ottenuti in genere fuori dall’economia di produzione di beni e servizi, e dipendenti quasi solo dai giochi del mercato finanziario. Le banche non si interessano affatto né dell’occupazione, né dell’economia reale, né delle famiglie, né del futuro dei popoli. E gli attuali Governi europei, come la Bce, pensano solo a rifondere le loro enormi perdite e a preservare i loro profitti illeciti, senza aumentarne le regole e le finalità sociali.
Per molti decenni l’Italia ha temuto l’inflazione, l’aumento del prezzi col valore reale dei salari e delle pensioni che diminuisce. Oggi il problema è opposto: la DEFLAZIONE, il tasso dell’aumento dei prezzi che scende, bloccando l’economia. A noi sembra quasi impossibile che i prezzi scendano ma a causa della deflazione si sta preparando un disastro economico di proporzioni colossali.
Cosa può fare il Governo? Non sembra che Renzi o gli altri si curino molto di economia, rilasciandola solo a Padoan che segue il Fm; sono troppo occupati a consolidare il proprio potere politico e la propria impunità, mentre marciando verso una dittatura e una situazione di crisi economica ha sempre reso più facile l’avvento di governi autoritari.
La deflazione non è facile da percepire a livello di massa. Un pensionato si rallegra se i prezzi scendono, visto che ha un reddito fisso. Ma la deflazione paralizza l’economia. Se i prezzi scendono è perché non si vende, non c’è domanda. Ma se non c’è domanda, le imprese chiudono, e la disoccupazione aumenta, facendo scendere ancora di più la domanda, con aumento progressivo di licenziamenti, chiusure e fallimenti…
Se in un Paese girano sempre meno soldi, esso si paralizza. Per far riprendere un Paese in declino lo Stato deve investire, come fece Roosevelt col New Deal dopo la crisi del 29, mentre questi imbecilli Pd-Pdl non solo hanno messo in Costituzione (unici in Europa!) il pareggio del bilancio che ci impedisce di investire per lo sviluppo ma si sono legati mani e piedi al fiscal compact e ai diktat assurdi della Bce senza nemmeno riuscire a rimandarli come ha fatto la Spagna e Renzi, più inetto e fanfarone che mai, non ha evitato di un solo mese la multa di 50 miliardi l’anno per 20 anni che ci aspetta.
Le Banche centrali mirano a un’inflazione vicina al 2%, impegnandosi a che non scenda sotto lo zero, per cui gli indici d’inflazione tendono a sovrastimarla. In Italia, l’inflazione, a maggio, è stata pari dello 0,5% su base annua, in diminuzione di 0,1% rispetto ad aprile. Il che vuol dire che siamo già sotto lo zero.
Quello che avviene in Italia si chiama “spirale del declino”.
La deflazione porta alle imprese produttrici di beni reali meno soldi e meno profitti, dunque licenziamenti e chiusure, con aumento della disoccupazione. Questo aggrava le condizioni generali.
Il tasso d’inflazione dell’Europa a 17 è dello 0,3% (dunque già sotto zero). Se non si fa qualcosa, aumenterà la spirale recessiva.
Occorre impedire che i prezzi delle merci scendano, ma la Bce, a differenza di tutte le banche centrali degli Stati autonomi o delle Nazioni federali, non ha strumenti sui prezzi. Draghi dovrebbe aumentare la liquidità (come ha fatto il Giappone) e creare moneta ma non può farlo per le leggi stesse che la Bce si è data, costituendo uno strumento finanziario a metà, che può aiutare le banche ma non può aiutare l’economia.
Ben Bernanke, ex presidente della FED, ricorda che gli USA hanno uno strumento detto torchio con cui creano tutta la moneta che occorre a costo zero. Possono farlo perché il mondo prende ancora volentieri i dollari e non hanno una Bce limitata.
Tutte le Banche centrali hanno a disposizione questo mezzo per contrastare le deflazione ma la Bce non lo permette e di conseguenza Draghi non può usarlo.
Le banche sono pronte a stringere il credito quando l’inflazione sale, ma non ad allentarlo quando scende. Sulla deflazione questa Europa delle banche non fa nulla.

LA TRUFFA DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE
Viviana Vivarelli

Ci hanno parlato di rivisitazione della spesa, SPENDING REVUE, vista la necessità impellente di controlli e di tagli su un apparato statale traboccante di sprechi, abusi, concussioni, privilegi indegni, vessazioni, ed è stato nominato un revisore di spesa che si chiama Cottarelli, del cui operato, col Governo Renzi, si è persa ogni traccia.
Renzi pensa a premiare addirittura certi sindaci o consiglieri dando ai partiti il potere di farne dei Senatori ‘nominati’ e dotati di immunità, come se non vedesse la vergogna degli scandali giudiziari (spese folli, truffe, mazzette, collusioni mafiose) che ormai invadono ogni giorno le pagine dei giornali indiziando proprio gli amministratori locali e fregandosene delle due direttive Ue che ci comandano di abolire i doppi e tripli incarichi. Contro tutto questo, e di fronte a una richiesta degli elettori di maggiore democrazia, sarà eliminato il diritto costituzionale di eleggere i Senatori, con nuovo danno alla sovranità popolare, saranno dotate di immunità persone che non sono altro che ‘dipendenti comunali’, e avremo la nuova doppia carica di sindaco-senatore o consigliere-senatore, non si capisce per il bene di chi, diminuendo l’impegno di ogni ‘nominato’ in entrambe le cariche e costruendo un nuovo tassello di iniquità e parassitismo cortigiano.
Ma certa stampa ha puntato i riflettori anche sulla giungla delle società partecipate dagli enti locali e qui la situazione è anche più allarmante.
Cosa sono le società partecipate e controllate? Sono società in cui una quota di capitale sociale è di proprietà di un ente pubblico. Nelle società controllate lo Stato ha la maggioranza assoluta delle quote societarie.
Le società partecipate esistono dall’inizio degli anni 80. Con soldi pubblici sono state create società di capitali esterne che hanno occupato il campo dell’economia regionale: trafori e autostrade, idroelettrico, informatico, gioco d’azzardo, alberghiero, immobiliare industriale, edilizio. Ora il problema è che gli enti locali non partecipano alla gestione di questo tipo di economia pubblica. Non c’è coinvolgimento popolare nella guida, nelle responsabilità e nei benefici. Accade cos’ che un terzo dell’economia regionale è affidato a società di cui quasi nessuno sa in realtà a chi rispondono delle loro scelte.
La nomina degli amministratori, le decisioni strategiche di acquisizione, fusione, dismissione, investimento, assunzione di personale delle società partecipate non sono prese dal Consiglio regionale o in accordo con esso. Sebbene la Regione sia azionista di queste società, gli eletti non sono a conoscenza delle strategie e dei risultati delle azioni di queste società. Gli organismi di gestione delle partecipate sono il Consiglio di amministrazione o un amministratore unico indicato da chi detiene le azioni nella società.
Solo in Val d’Aosta, per es., le società partecipate direttamente o indirettamente dalla Regione sono 51.
Solo in Val d’Aosta, il bilancio delle società partecipate è di 1182 milioni di euro (si consideri che il bilancio regionale è di 1870 milioni di euro!).

Le società partecipate degli enti locali sono 10.000, una giungla di clientele, sperperi e corruzione senza vantaggi per il cittadino contribuente. Ora Carlo Cottarelli, il capo del gruppo che dovrebbe tagliare le spese inutili o inique, ci dice che le cose stanno peggio di come le immaginavamo.
Le 10.000 inutili società pubbliche perdono 1,2 miliardi, a cui sono da aggiungere i costi nascosti da contratti di servizio gonfiati e quelli a carico dei cittadini per tariffe eccessive. Non si capisce perché Renzi continui con le sue riforme inutili e tutte a vantaggio del potere e non ripari allo scandalo degli sprechi di Stato.
Cottarelli dichiara: “Quello delle partecipazioni locali è un mondo molto differenziato. Ci sono quelle strumentali, spesso a rischio abuso perché costituite solo per creare occupazione (vedi scandalo del renziano Genovese in Sicilia per i corsi d’oro per trovare lavoro), e ci sono quelle che gestiscono i servizi pubblici locali, che rappresentano il 20% delle partecipate ma raccolgono il 60% del fatturato”.
Almeno l’80% delle 10 mila aziende pubbliche partecipate dagli enti locali, dice Cottarelli, oltre a generare ricavi irrisori, non servono a produrre alcunché, ma solo ad occupare gente. Bisognerebbe chiuderle, ma sono un bacino di voti. Renzi sapeva di Genovese ma lo ha riconfermato perché portava quasi 20.000 voti!
Il 20% delle partecipate gestisce i servizi pubblici, dall’energia al gas, dall’acqua ai rifiuti. Hanno un fatturato da 40 miliardi, ma staccano un dividendo annuo di appena 604 milioni agli enti locali, e soprattutto sono la bellezza di 1.100. Troppe anche queste, e soprattutto poco efficienti e non redditizie come dovrebbero e potrebbero essere.
Cottarelli giurò che entro luglio le avrebbe disboscate. Credete che Renzi lo permetterà? Credete che voglia razionalizzare la spesa statale?
Al momento la sta solo aumentando, proteggendo ladri e malfattori, permettendo gli abusi delle banche, aumentando le difese della Casta.

I DEBITI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Viviana Vivarelli

Un modo rapido per aumentare la liquidità del Paese saltando l’usura delle banche e aiutare immediatamente le imprese a non fallire è quello che è stato proposto dal M5S in parlamento:
sanare i debiti che la Pubblica Amministrazione ha verso le imprese che hanno fatto lavori per enti statali e non sono state ancora pagate (90 miliardi!) con i debiti che le imprese in questione hanno verso lo Stato.
Sembrerebbe un atto di comune buon senso, infatti non si vede come sia equo che una impresa che non è stata pagata dallo Stato per il suo lavoro debba essere mandata in fallimento da Equitalia, per conto dello Stato, perché non riesce a pagare le tasse.
Ovviamente i cari Pd, Lega e Pdl hanno votato contro.
Ora, in un Paese civile la legge dovrebbe essere uguale per tutti:
non solo il cittadino onorevole e il cittadino comune
non solo il cittadino e una banca
ma anche il cittadino e lo Stato.
Se una banca va in rosso dovrebbe avere lo stesso trattamento di una impresa che fallisce e pagarne il fio, non dovrebbe ricevere soldi pubblici.
Se un ente pubblico non paga i propri debiti, i responsabili devono essere puniti e non dovrebbero essere rieletti come è avvenuto col sindaco di Torino Chiamparino che dopo aver fatto fallire Torino con un debito di 8 miliardi, il più alto in Italia, non solo non è stato punito per la sua pessima amministrazione ma è stato eletto Governatore del Piemonte col 47% dei voti da elettori praticamente indegni di esercitare il diritto elettorale per minorità mentale.
Se una legge è stata messa per il bene di tutti, dovrebbe essere osservata da TUTTI.
E finché questo semplice assioma non sarà rispettato, saremo ben lungi da qualunque sistema democratico.
Ma ancora una volta dobbiamo constatare quanto siamo lontani da una pur minima democrazia. Siamo e saremo sempre di più in un regime, dove c’è chi ha il potere di fare tutto (i pochi che comandano) e chi non ha il diritto di essere rispettato in niente (la massa senza potere).
La stupidità vince e va a braccetto con la delinquenza a pari grado, la sostiene e la mantiene e serve a poco dire che ciò si basa sulla buona fede in totale ignoranza di troppi e in totale furbizia e disonestà di alcuni.

LA MERKEL E IL SIGNOR 40%
Berluscameno

Italia in stagnazione e senza lavoro. E Bruxelles (ossia la Merkel) chiede il conto a Renzi.
Il +0,8% previsto dal Governo per il 2014 sfuma definitivamente. Ecco i veri numeri:
secondo l’Istat la “crescita” sarà dello 0%, mentre il tasso di disoccupazione sale al 12,6%, 0,5 punti in più rispetto a un anno fa (e magari fosse così: Istat ovvero le percentuali farlocche !)
E scende l’inflazione (sarebbe più corretto dire che aumenta la “deflazione”) segno che i consumi diminuiscono clamorosamente nonostante il bonus di 80 euro. Dalla Ue, invece delle sbandierate “aperture” sulla flessibilità, arriva la richiesta di assicurare già quest’anno il progresso verso il pareggio di bilancio. E quindi evitare una manovra correttiva appare sempre più difficile.
“E’ chiaro che se il Pil è più debole del previsto (l’aumento del PIL con la deflazione liberamente in corso è solo una chimera!) ci sono implicazioni per i conti pubblici”.
Occorre ed è urgente che la BCE acquisti Bond sovrani dagli stati UE e renda disponibili gli importi realizzati per immetterli nel mercato dell’economia reale UE ma relativamente ai Paesi del sud Europa con deficit strutturali di bilancio che ne facciano espressa richiesta (Eurobond)”.
Dopo le fosche previsioni di Confindustria e dell’Istat, il Ministro dell’Economia Padoan, intervistato da Il Sole 24 Ore, è stato costretto a prenderne atto.
Impossibile ostentare ancora fiducia in un numero diventato irraggiungibile: quel +0,8% di crescita che il Governo ha inserito nel Documento di economia e finanza, e su cui ha basato tutti i suoi calcoli, è definitivamente sfumato. Quanto all’ effetto propulsivo sui consumi del bonus di 80 euro, per ora non ce n’è traccia.
L’Italia sta molto peggio di quanto Renzi e i suoi ministri hanno pronosticato solo tre mesi fa. In pratica, lo scenario più roseo che possiamo aspettarci è una stagnazione, “deflazione” più recessione.
Cioè l’industria di produzione di beni reali e servizi della UE anziché far ripartire la crescita procede rispettando “la deflazione “. Con il risultato che riassorbire i 3,2 milioni di disoccupati (oltre i 3,5 milioni di persone che il lavoro non lo cercano più da un pezzo !) diventerà una missione impossibile se non cambia la politica economica dell’ Austerity! Il tutto mentre la flessibilità chiesta a gran voce da Renzi all’Europa resta nei fatti una chimera. E da Bruxelles, al posto delle sbandierate “aperture”, arriva la richiesta di assicurare già quest’anno il progresso verso il pareggio di bilancio.
Ecco come sta davvero l’Italia. La nota mensile di giugno dell’Istat (che strazio!) ha rivisto al ribasso le già deboli stime sull’ andamento del prodotto interno nei mesi tra aprile e giugno: nella migliore delle ipotesi il Pil salirà dello 0,3%, nella peggiore scenderà allo zero “meno”.
“Ma c’è un margine di variabilità. E anche considerando lo scenario centrale tra i due estremi si ottiene che nel 2014 la crescita si attesterebbe allo 0% (zero %!). Morale: a quest’ora avremmo dovuto vedere una ripresa, invece andiamo verso la stagnazione con deflazione feroce !”
L’ Esa 2010, l’attesa revisione del sistema di contabilità pubblica entrerà in vigore in autunno. Ma “avrà di sicuro un effetto sui livelli assoluti del Pil, ma non sul tasso di variazione percentuale .
La dinamica congiunturale resta quella”. Il tasso di disoccupazione non smette di salire. A maggio ha toccato il 12,6%, (e ci sono 3.500.000 cittadini, ossia il 12,7 %, di giovani e meno giovani che non domandano neppure più di ottenere un LAVORO QUALSIASI ,IN QUANTO HANNO PERSO QUALSIASI speranza IN MERITO.
Nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni sono 700 mila i ragazzi che inviano curriculum e rispondono ad annunci ma non riescono a entrare nel mercato del lavoro. Per loro il tasso è del 43%, un po’ meno che ad aprile ma il 4,2% in più rispetto allo stesso mese del 2013. Peggio ancora, calano anche gli occupati. Quelli che, producendo e pagando i contributi, dovrebbero assicurare la tenuta del sistema. Gli occupati oggi sono 22,3 milioni, ossia 61 mila in meno rispetto al maggio dell’anno scorso. L’impianto degli ammortizzatori sociali scricchiola. Solo per rifinanziare la cassa integrazione in deroga, ha fatto sapere il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, manca 1 miliardo di euro. Se non si trova, 50 mila lavoratori di piccole imprese in crisi potrebbero rimanere senza sostegno al reddito. (Ma alla Merkel non gliene importa un fico secco!).
Non basta ancora: nel bollettino di guerra c’è un altro punto, solo in apparenza meno rilevante. Si tratta dell’andamento dell’inflazione, che continua a scendere .
(Ma allora si chiama”deflazione”, diminuzione incontrollata dei prezzi dei beni reali).
A giugno la “crescita” (?) annua dei prezzi si è fermata allo 0,3% (o forse meno), come ha calcolato l’Istat (disposta a dire qualsiasi cifra purché sia redditizia per lei!).
Il meccanismo è sempre lo stesso: se il consumatore pensa che domani un bene costerà di meno, rimanda l’acquisto. Le aziende, di conseguenza, mettono in stand-by produzione e investimenti. Non solo: più bassa è l’inflazione, più alto è il valore reale del nostro già mostruoso debito pubblico. Un circolo vizioso alimentato dall’ austerity, ossia dal rigore più becero mai inventato dagli economisti iperliberisti, in epoca di profonda recessione.
Ma quale crescita può esistere senza investimenti pubblici o privati ? “Le politiche economiche europee sono state finora profondamente sbagliate. E per ora non si intravede un miglioramento. Si fa parla di riforme strutturali, ma l’ordine delle priorità andrebbe invertito. Prima di mettere mano a interventi che avranno effetti tra tre o quattro anni bisogna occuparsi del breve periodo, ossia cercare disperatamente di cambiare la congiuntura recessiva e di pura stagnazione e deflazione! A livello europeo servono investimenti, una politica keynesiana che sostenga la domanda e dia fiato all’ economia espansiva”.
“Altro che flessibilità ! Bruxelles è sempre più severa sul pareggio di bilancio. Renzi ha chiesto più flessibilità nell’applicazione del Patto di stabilità, ma ha ottenuto, in termini concreti, poco o nulla.
L’UE respinge la richiesta di Roma di rinviare il pareggio strutturale di bilancio al 2016, invitando al contrario a “rafforzare in modo significativo la strategia di bilancio per garantire le esigenze di riduzione del debito e raggiungere l’obiettivo di medio termine”, cioè il pareggio. Padoan, ora presidente di turno dell’ Ecofin (il Consiglio che riunisce i ministri responsabili dell’Economia e delle Finanze degli Stati membri) farà di tutto (?) per ribaltare la decisione durante la riunione dell’8 luglio. In caso di insuccesso, sono altri 3 miliardi che si aggiungono al conto dei capitoli per i quali trovare copertura in autunno.
Padoan e Renzi hanno un bel dire che la Legge di stabilità per il 2015 non conterrà una manovra correttiva. A settembre il Governo dovrà “aggiornare le stime sull’ anno” contenute nel DEF, prendendo atto che con l’economia così debole i rapporti deficit/Pil e debito/Pil vanno peggio di quanto immaginato. Un altro circolo vizioso. Con due soli sbocchi possibili: più tagli o più tasse”.
Ma Padoan ha mai letto cosa dice il Professor Guarino in merito ai Trattati Europei in vigore? Per quanto riguarda i parametri di Maastricht ed il Trattato di Lisbona in vigore dal 2009, ll Prof. Guarino ci dice: il Fiscal Compact non è valido ed andrebbe cestinato. Inoltre è nullo ed il Governo lo deve certificare. Ed Il Pareggio di Bilancio è illegale !
(cosa aspetta la Consulta a dichiarare che questa infamità votata all’unanimità da Pd/Pdl senza se e senza mai per seguire come caproni l’incredibile Governo Monti, mai votato dagli Italiani e voluto solo da Napolitano e dal FM, è incostituzionale??)
Ma se siamo stati truffati dalla Germania dobbiamo sempre stare sempre
zitti?

LA SVOLTA DELL’ECONOMIA OCCIDENTALE
Berluscameno

Nei terribili mesi successivi al fallimento della Banca Lehman Brothers, quasi tutti i governi affermavano che l’improvviso tracollo della spesa privata andava compensato e convertito in una politica fiscale e monetaria ESPANSIONISTICA. Bisognava spendere di più, tassare di meno e ampliare fortemente la base monetaria .
Così facendo applicavano le lezioni dolorosamente apprese dalla Grande Depressione .
Ma nel 2010 accade una cosa strana: l’élite politica mondiale, composta dai Banchieri e dai responsabili della finanza pubblica decide e dichiara che bisogna cambiare.
Diviene di moda allora invocare tagli alle spese, incrementare le imposte e rialzare i tassi di interesse, anche se con queste misure di politica economica si sarebbe aumentata a dismisura la disoccupazione.
Questo dominio dei paladini dell’austerità immediata si è consolidato nella primavera del 2010 quando l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ) pubblica il suo ultimo rapporto sulle prospettive dell’economia.
Secondo l’OCSE (roccaforte del pensiero iperliberista) nel 2010 quando l’inflazione era bassa, la disoccupazione molto alta, i costi del finanziamento del Governo USA molto bassi, la FED USA avrebbe dovuto alzare i tassi di interesse e ridurre così immediatamente il deficit di bilancio.
E naturalmente dove si è formato culturalmente il nostro attuale Ministro dell’economia Padoan? Proprio all’ OCSE. Certamente è molto ben visto dalla BCE (e dalla Merkel) e infatti nel 2011 in Europa la BCE ha iniziato ad alzare i tassi di interesse anche se non vi era pericolo di inflazione.
Ma l’economia dell’Eurozona versava, però, in una profonda depressione.
Negli USA nel 2011 autorevoli esponenti del partito repubblicano hanno sfruttato le varie argomentazioni a favore dell’austerità per giustificare la propria linea economica di tagli alla spesa pubblica e restrizioni alla politica monetaria.
Tutto questo detto per esporre solo una pensiero : ma cosa ci possiamo aspettare dal nostro attuale Governo (certamente non conservatore e non reazionario) se a fare il Ministro dell’economia è stato scelto da Napolitano proprio un fautore dell’austerità?
a il nostro Governo attuale è di sx progressista o di dx reazionaria e conservatrice?
Vuole rilanciare l’occupazione in Italia o vuole “conservare” la errata teoria economica dell’austerità in un periodo di forte recessione e depressione, con drastica diminuzione della domanda di merci e servizi per impossibilità del popolo italiano di far fronte (con il reddito percepito) alle sempre più assillanti ed ingiuste (in periodo di forte recessione economica) imposizioni fiscali ?
Ma vi sembra credibile che il Ministro attuale dell’economia di un Governo che si definisce “progressista” non sappia che per rilanciare (veramente) la crescita e lo sviluppo dell’economia italiana occorre proporre agli Italiani lo sviluppo (ora arrestato con il fallimento totale delle aziende PMI colpite dalla inumana restrizione del credito bancario) della progettazione ed edificazione di case di civile abitazione o ancora meglio predisporre i piani urbanistici per la progettazione e costruzione di intere nuove città di 100 /200 mila abitanti e collegate con la rete autostradale già esistente ?
L’affossamento della nostra “economia reale” -tramite la non crescita ed il non sviluppo – sarebbe la vittoria definitiva della Finanza.

( http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/06/19/news/wikileaks-ecco-l-accordo-segreto-per-il-liberismo-selvaggio-1.170088 )

Ecco un altro esempio di non corretta ecologia dei comportamenti o di civiltà nei rapporti sociali.

LE ACCUSE ALLO “SHADOW BANKING”- LE BANCHE OMBRA
Berluscameno

Avete mai sentito un Banchiere dire che la colpa della crisi recessiva globale in cui siamo immersi è colpa del comportamento non corretto tenuto dalle loro istituzioni ufficiali bancarie e dalle loro banche ombra?
Allora dobbiamo chiederci per quale motivo da qualche anno lo “Shadow Banking” interessa tanto le autorità pubbliche al massimo livello? Semplice,” al “sistema finanziario ombra” sono attribuite molte delle responsabilità per la crisi finanziaria che ha squassato il mo
ndo (e in particolare i Paesi occidentali) dal 2007 ad oggi.
Operazioni come quella della “cartolarizzazione dei crediti bancari”, che anche a prima vista appaiono “innaturali”, hanno contribuito in modo decisivo a generare la crisi dei “mutui sub prime americani” e quindi la crisi finanziaria -debitoria dei Paesi europei che dura da oltre cinque anni.
La crisi economica globale è stata generata, tanto per cambiare, dal cattivo uso che il mondo della finanza internazionale ha fatto di un canale di intermediazione di capitali nato con finalità sostanzialmente positive. É facile constatare che l’aggettivo “shadow”, che evoca tenebrosi risvolti, non è poi così immeritato, in particolare per il ruolo ricoperto (spesso con dolo)- nell’ esplosione della crisi sub prime- dalle istituzioni finanziarie ufficiali (banche e agenzie di rating).
In ogni caso va sottolineato come sia inaccettabile che una quantità di capitali equivalente al Pil mondiale (stima per difetto) possa continuare a transitare tranquillamente senza alcuna forma di trasparenza: all’ interno di un siffatto sistema potrebbero annidarsi i germi di una ulteriore crisi finanziaria, visto che è ad oggi è ancora impossibile conoscere con esattezza i veri contenuti (soprattutto in termini di rischi ceduti e acquisiti) dei contratti negoziati Otc anche dalle nostre “silenziose” banche.
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Si chiama sistema bancario ombra (o SBS, dall’inglese shadow banking system) una rete creditizia collaterale, non bancaria, in grado di fornire servizi simili a quelli proposti dagli istituti di credito commerciali tradizionali, l’aggregazione di un eterogeneo insieme che comprende fondi speculativi, fondi monetari, veicoli di investimento strutturato e altro ancora. Il suo funzionamento è ancora oggi avvolto in parziale mistero, visto e considerato che molte operazioni non vengono regolarmente indicate nei bilanci convenzionali, contribuendo ad accrescere il pericolo di valutazioni piuttosto aleatorie sul loro merito e la loro solvibilità.

RELAZIONE FRA FINANZA OMBRA E BANCHE

Consideriamo anche le società di scopo create dalle stesse banche ufficiali , denominate Veicoli di investimento strutturato (Siv), Veicoli per scopi speciali (Spv), …
La funzione di tali strumenti societari è quella di portare fuori bilancio i crediti concessi da una banca, in modo che essa possa liberare il suo attivo da una parte degli impieghi e, a parità di patrimonio, sia in grado di concederne di nuovi. La regola generale dell’attività bancaria, infatti, è che un istituto non può concedere credito all’ infinito, ma in precisa correlazione al proprio patrimonio. Tale vincolo dato dalla regolamentazione bancaria può essere superato trasformando i crediti in altro per cancellarli dal bilancio: da qui nasce l’emissione di obbligazioni strutturate che incorporano crediti bancari, impacchettate da società-veicolo di stessa promanazione bancaria.
Cartolarizzando (trasformando in bond da cedere a terzi) i propri crediti una banca può ricominciare a erogare nuovi prestiti (e a macinare nuovi utili), incassando peraltro l’ammontare dei prestiti in precedenza concessi (e gli interessi attualizzati al netto di una commissione) ceduti: l’istituto di credito non ingessa più il suo capitale per anni o addirittura decenni, come tipicamente avveniva in passato con la concessione di un tradizionale (ma noioso) mutuo”.
Questo incredibile intrallazzo bancario può anche spiegare il motivo per cui le banche private italiane -attualmente – non erogano più credito alle nostre PMI?
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E’ IMPOSSIBILE RESTARE IN QUESTA EUROPA
Berluscameno

L’impossibilità reale di rimanere in questa Europa è talmente grande da surclassare qualsiasi nostra revisione costituzionale o di legge elettiva.
D’altronde la Merkel o Schaeuble, quando parlano di “riforme necessarie”, pensano solo a rendere più facile il licenziamento di operai italiani o la svendita di imprese italiane ai tedeschi per quattro soldi dopo che sono state strozzate dal credito impossibile e non pensano certo alla nostra legge di riforma elettorale o alla modifica costituzionale del Senato.
Per quale motivo nessun nostro politico si batte apertamente per la creazione di una “vera” Costituzione degli Stati uniti d’Europa? Per quante modifiche strutturali facciamo alla nostra Costituzione, alla UE -così come è ora strutturata- non gliene potrebbe importare di meno! La Merkel e & C. vogliono “regnare “sull’Ue indisturbati. Loro “ci dicono che non sono d’accordo con Draghi per permettere alla BCE di effettuare ‘acquisti di bond sovrani o che la BCE possa emettere gli Euro bond a favore di ciascuno dei vari Paesi del sud Europa: “Noi tedeschi contiamo più degli altri Paesi UE”. Eccolo, il contrattacco della Deutsche Bundesbank è arrivato. Con precisione e durezza di linguaggio, il presidente della Bundesbank Weidmann, ha ribadito la sua linea dura sul tema del salvataggio dei Paesi dell’eurozona proprio alla vigilia dell’attesa riunione del board della Bce dalla quale molti governi e i mercati attendono di veder arrivare le misure straordinarie per salvare l’euro e l’euro zona proposte da Draghi, ma anche dalla stessa Merkel, da Renzi e da Hollande. Ha avvertito (bontà sua) che la Bundesbank è la principale banca centrale dell’Eurozona, insomma la Buba si arroga un ruolo egemone.
La Bce, ha detto Weidmann, non deve oltrepassare il suo mandato. Cioè deve pensarci due volte prima di riprendere gli acquisti dei titoli sovrani dei paesi altamente indebitati e più a rischio per l’euro zona.“Siamo la maggiore e la più importante banca centrale dell’euro sistema, e abbiamo una voce più importante rispetto ad altre banche centrali dell’euro sistema. La Bundesbank dovrà continuare a usare tutte le sue risorse a tutti i livelli per affermare le posizioni in cui crede e assicurare che l’unione monetaria rimanga un’unione monetaria della stabilità”. Secondo lui, è difficile immaginare che si arrivi all’unione politica europea nel breve periodo. La presa di posizione è durissima non solo contro la linea francese, italiana e della Commissione europea, e del FMI di Lagarde , ma costituisce un pesantissimo attacco alla stessa Merkel, che era aperta a un importante intervento della Bce per sostenere l’euro, l’Euro zona e i suoi membri più deboli. I falchi della Bundesbank sono decisi a non cedere. Il falco e potente Ministro delle finanze tedesco Schaeuble, è ormai sempre più irremovibile nella decisione di non poter modificare in nulla nel Patto di Stabilità Europeo.

LA TRUFFA EUROPEA
Berluscameno

C’è una ragione profonda per l’interesse tedesco alle nostre Riforme.
Una Organizzazione Economica (formata da più Paesi UE) con l’intento espresso di costituire uno stato sovranazionale federale e solidale, ma senza la preordinata esistenza di una Costituzione Democratica regolarmente votata dai popoli, decide di emanare norme contrattuali con valore di Leggi superCostituzionali (in quanto i Trattati UE sono recepiti in toto dalle Costituzioni democratiche dei vari Pesi UE).
Questa operazione contrattuale avvenuta tra Stati è palesemente illegittima. Infatti pur essendo attualmente considerata perfettamente legale è solo una incredibile “TRUFFA“
Questa truffa è stata organizzata dalla Germania (e dai suoi sodali) per porre in atto condizioni commerciali troppo onerose per la controparte. Infatti, nei Trattati UE (ad es. il Fiscal compact) vengono imposte solo ad una parte contraente condizioni “impossibili da adempiere”.
Ne risulta che questa l’Ue è una vera Associazione a delinquere.
Il suo principale scopo è quello di porre in schiavitù perenne i popoli dei Paesi che hanno aderito ai vari Trattati sottoscritti dai Governi responsabili del momento.
Sono tutti trattati iniqui e truffaldini. Infatti attualmente il surplus commerciale annuale della Germania rappresenta la somma dei deficit dei bilanci commerciali annuali degli altri Paesi UE. Con la disonesta attività commerciale della Germania, essa realizza un attivo annuale nel suo bilancio che le permette di acquistare tutti i beni e le proprietà industriali degli altri Paesi UE che risultano indebitati per grandi somme con le più importanti Banche tedesche.
Certamente vi sono importanti complicità politiche tra i governanti dei Paesi UE in deficit perenne e i governanti tedeschi con la Germania in perenne attivo commerciale.
Ma il “redde rationem “ non tarderà ad arrivare. Molti processi civili e penali saranno intentati nei confronti di coloro che “ essendo in mala fede “ tramite il controllo esclusivo del potere statale – a loro “libera “disposizione – hanno condotto i popoli del sud Europa ad una disperata lotta per la loro personale sopravvivenza fisica.

Loucyfer

“La ripresa c’è ma non si vede… dal vangelo secondo Draghi/Renzie!

1 – TASI (fatto dal Governo Renzi = superiore ad IMU 2012)
2 – Aumento tassa su rendite finanziarie dal 20 al 26% = distruzione risparmi; (fatto)
3 – Proroga rimborsi Irpef in busta paga>4000 euro = mettere in ginocchio lavoratori e pensionati per spese sostenute per mutui/ristrutturazioni/assegni ex coniuge,ecc(fatto)
4 – Revisione degli estimi catastali fino al 100%; (in corso)
5 – Tassa di successione; (in discussione)
6 – Patrimoniale; (in discussione)
7 – Aumento tasse passaporto; (fatto)
8 – Aumento tassa fondi pensione; (fatto)
9 – Facoltà di aumentare la tassa di possesso autoveicoli fino al 12%; (fatto)
10 – Tassa su pc e smartphone (fatto)
1200 il numero medio dei fallimenti mensili registrato nei primi 5 mesi dell’anno.. olé! Debito pubblico primi 4 mesi dell’anno: +78 mld….olè! Il tutto si racchiude in una parolina magica: bancarotta! Questi dovevano essere i “salvatori”…come Monti….!!!
IL 41% DI ITALIOTI HANNO VOTATO RENZIE…SPERO CHE CREPIATE DI TASSE..!

Desmond
Gelli, Mussolini e Renzi rappresentano la prevalenza del potere esecutivo sul potere legislativo, mentre la democrazia rappresentativa è la prevalenza del potere legislativo su quello esecutivo.
Questo si può contestare solo a patto di dimostrare che:
1 – l’attuale riforma della Costituzione non è scritta dal potere esecutivo, presieduto da Renzi;
2 – il potere esecutivo non è intervenuto nell’assegnazione degli incarichi dei Senatori nella commissione che si occupa di tali riforme (caso Mineo);
3 – Mineo sia ancora membro di tale commissione e che il Governo sia stato ammonito dalla presidenza del Senato per aver osato un intervento di natura eversiva;
4 – il Parlamento stia dando ordini al Governo e il Governo vi si sottoponga senza fiatare.

Attenzione! Nell’80% dei casi le dittature non nascono attraverso un golpe, ma proprio svuotando la democrazia dall’interno attraverso l’uso strumentale di procedure formalmente legittime.
Persino il fascismo e il nazismo non realizzarono alcuna rottura formale con le norme costituzionali previste, ma costruirono la dittatura proprio applicandole in modo formalmente ineccepibile.
Renzi, sul piano formale, ha già persino commesso molte più violazioni e molto più profonde di quelle commesse da Mussolini. Basta pensare al caso Mineo: neanche Mussolini era mai arrivato a tanto. Il fatto che a molti non sia chiara l’immensa portata e la dimensione eversiva dell’attacco contro il potere legislativo rappresentato dal caso Mineo non cambia il fatto che siamo di fronte alla violazione aperta di tutte le norme scritte e prassi vincolanti esistenti in materia di rapporti tra esecutivo e legislativo.
Ma formalmente persino questo non è ancora un golpe tradizionale, e si inserisce ancora nel solco della genesi della maggioranza delle dittature.

Alcuni tra coloro che oggi seguono Renzi in buonafede, dopo essersi opposti per anni a B, evidentemente sono privi di una nozione a priori di cosa sia la democrazia rappresentativa e la identificano solo col successo del loro capo. Ieri non era B, quindi gli si opponevano, oggi è Renzi quindi lo sostengono, in modo del tutto indipendente da quali siano le azioni, scelte e propositi del capo, quindi non importa che Renzi faccia alla Costituzione e alla democrazia persino peggio di quanto tentò di fare Berlusconi: per il solo fatto che a farlo sia Renzi oggi per loro è buono quello contro cui si battevano ieri.
Questo non esclude gli affetti da dissonanza cognitiva come non esclude coloro che capiscono benissimo quel fa Renzi e lo sostengono proprio per questo in piena coscienza, e malafede.
Tutti insieme questi soggetti danno conto del successo del Renzismo.
Il punto si può riassumere nel passaggio dalla democrazia rappresentativa ad un regime autoritario.
1 – La prima è un modello istituzionale in cui la società è rappresentata in tutte le sue articolazioni in un Parlamento, che a sua volta legifera e controlla il potere esecutivo sulla base degli equilibri di compromesso che si creano al suo interno. Tali norme e tale controllo seguono regole certe e prevedibili e limitano o addirittura impediscono soluzioni e normative non pianificate ed eccezionali.
2 – il secondo è un modello istituzionale dove è il potere esecutivo, che è espressione di una ristretta oligarchia, che usa un Parlamento di nominati a proprio giudizio per imporre le proprie leggi, arbitrariamente, rapidamente e senza alcun compromesso, contro tutto il resto della società. In questo modello istituzionale non esistono regole stabili, ma solo eccezioni e soluzioni emergenziali contingenti che il potere esecutivo, non avendo vincoli che lo obbligano a negoziare soluzioni di compromesso, può liberamente cambiare o ribaltare in qualsiasi momento se lo ritiene utile. Una dittatura appunto.

L’EDUCAZIONE UNIVERSALE
Viviana Vivarelli

Kant scriveva: “Cerca di fare in modo che quello che fai sia finalizzato a un Regno dei fini, un mondo in cui la legge a cui pensi sia universale, cioè sia un bene per tutti“.
Il razzismo, la xenofobia, l’egoismo nazionalista, l’apartheid, l’egemonia imperialista, l’assenza di una democrazia partecipata sono merda.
Con moltissimi altri nel mondo, lotto per una utopia che si chiama ‘democrazia diretta’ e in Italia spero, attraverso il M5S, con o senza Grillo, che si diffonda un’educazione civile universale, proseguendo l’opera che i no global hanno iniziato 30 anni fa.
Noi persone di buona volontà stiamo lottando per qualcosa che non si esaurisce con Grillo e che non porta con sé i suoi difetti umani di visione o strategia.
Nessun sogno si realizza mai grazie ad un solo uomo e non esiste sogno più grande di quello che si avvale di una intelligenza collettiva
Chi si piega all’asservimento mentale a un capo, chi rinnega il proprio senso critico,chi cede al qualunquismo del ‘sono tutti uguali’, per cosa lotta? Per lasciare attuare progressivamente una dittatura, fregandosene di tutto? Crediamo forse che i nichilisti o i cloni abbiano qualche utilità sul piano dell’evoluzione sociale? Uno conterà uno se avrà la dignità della propria intelligenza, la solitudine del proprio criticismo, il rispetto della propria umanità. Nessuna democrazia diretta sarà mai fondata perpetuando il servilismo dei succubi o l’inerzia degli indifferenti.
“L’uomo vero prende posizione nel mondo. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.” (Antonio Gramsci. L’egoismo non è vita. Ma anche l’adeguarsi alla massa o a un capo non è vita e non potrà mai essere il carattere del cittadino futuro.
Siamo sotto un oligarchia che, sparendo B, diventerà una monocrazia.
L’opposizione è fondamentale e va migliorata. Senza una valida opposizione non esiste la democrazia. E i tentativi che sono stai messi in atto anche dentro il Pd per annientare l’opposizione del M5S sono la prova più chiara che in questo partito una democrazia ha da tempo cessato di esistere.
Ma il M5S o ha una visione universale o sarà nulla.
.
Consento con la bellissima frase di Cla Van
“Ho trovato un ottimo sistema per dimagrire. Guardo la politica e mi viene da vomitare”.
Ma ormai mi fanno vomitare anche quelli che fingendo di equiparare tutti in politica, avversano anche l’opposizione per partito preso, ed eliminano anche il sogno di un miglioramento. E senza un sogno, l’uomo cos’è? Uno schiavo rassegnato.
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Viviana Vivarelli

Ovviamente i tre milioni di voti persi alle europee sono stati una brutta botta convincendo Grillo a cambiare atteggiamento e trovo saggio che non si sia presentato e abbia lasciato voce a Toninelli, De Maio. La sua presenza ha valore su piano propagandistico sul blog, i teatri o le piazze, ma in Parlamento la sua persona è anomala, inopportuna, e il testimone deve passare agli eletti come veri rappresentanti degli elettori.
Ma se passa l’immondo Italicum, tutto si baserà sulle alleanze, dal momento che anche Renzi sa benissimo che il suo 40,8 % è precario e, come lo ha preso, così può perderlo e non può replicare il giochetto degli 80 euro per sempre (già mancano i fondi per l’anno futuro). E senza alleanze, il M5S è fuori. Per questo era urgente e obbligatorio che il Movimento tentasse un incontro, anche se il furbo Renzi ne ha fatto la cosa inutile dell’ultima ora, quando tutti i giochi con Berlusconi erano fatti (e a chi chiede quanti 5stelle avrebbero rivotato Grillo sapendo di Farage, bisognerebbe chiedere quanti piddini avrebbero votato Pd sapendo del patto di ferro con Berlusconi).
Che Berlusconi sia ormai il partner irrinunciabile e prediletto è stato detto in tutte le salse (dalla Boschi buon’ultima) e solo pochi ostinati senza cervello continuano a dire che la colpa è del M5s per non essersi messo con Bersani. Che il Pd non volesse il M5S in nessuna salsa, arrivando a rifiutare qualunque cosa questi proponesse (pure Rodotà), dovrebbe essere la verità più chiara e lampante e solo chi difende l’indifendibile sta arroccato sull’ipotesi opposta a dimostrare come la propaganda possa radicare l’assurdo nei cervelli.

TRAVAGLIO E L’IMMUNITA’ DEI SENATORI

Scrive Travaglio che ora abbiamo gli scudi umani dell’art. 68 della Costituzione: quello che, dopo la riforma del 1993 che abolì l’autorizzazione a procedere delle Camere per le indagini sui parlamentari, la prevede ancora per gli arresti, le intercettazioni e le perquisizioni. La cosiddetta immunità parlamentare fu prevista per le Camere elettive, titolari entrambe del potere legislativo: dunque non ha più alcun senso per un Senato non elettivo, composto da consiglieri regionali e sindaci, cioè da figure pubbliche sprovviste di qualsiasi scudo, e per giunta espropriate del potere legislativo (non saranno più chiamate a legiferare, salvo in materia costituzionale, ma solo a esprimere pareri non vincolanti sulle leggi uscite dalla Camera).
L’idea di un sindaco o di un consigliere regionale nominato Senatore che, a fine settimana, emigra a Roma per fare atto di presenza gratuito a Palazzo Madama e, durante il tragitto, viene irradiato dall’immunità è roba da cinepanettone. Infatti, a parole, tutti tranne Ncd si son detti fieramente avversi all’impunità Senatoriale. Ma la grande balla è durata un paio di giorni. La bella addormentata nei Boschi, che domenica aveva giurato a Repubblica “io ero contraria”, è stata sbugiardata prima dalla relatrice Finocchiaro e ora dalle due email inviate dal suo ministero per approvare gli emendamenti immunitari. Infatti l’Unità, non trova di meglio che prendersela con i 5Stelle: “Anche i grillini erano per reintrodurre le tutele ai nuovi Senatori”. Sta’ a vedere che il Governo con la maggioranza più plebiscitaria dai tempi della Bulgaria comunista si fa dettare la linea dall’unica forza di opposizione.
Naturalmente è una balla: i 5Stelle hanno chiesto un Senato elettivo, che dunque manterrebbe le guarentigie costituzionali. Sono i partiti che vogliono il Senato non più elettivo, ma nominato, e hanno imposto l’impunità. E il Governo Renzi l’ha avallata. Poi, presi con il sorcio in bocca, hanno fatto gli gnorri. Ma si sono ben guardati dal cancellarla anzi si sono inventati una supercazzola: l’autorizzazione a procedere la voterà la Corte Costituzionale in quanto “organo terzo”. Da un simile riformatorio di analfabeti c’è da attendersi di tutto, ma questo forse è troppo anche per loro: la Consulta giudica la legittimità delle leggi e i conflitti fra poteri dello Stato. Non può trasformarsi in un 4° grado di giudizio per i parlamentari, anche perché 2/3 dei suoi membri sono nominati dal Parlamento e Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento: in palese conflitto d’interessi. E poi, finché ad accertare (anzi inventare) il fumus persecutionis di un’indagine è una Camera con un verdetto politico, i magistrati se ne infischiano e tirano diritto. Figurarsi che accadrebbe se a bollarli di persecutori politici fosse il “giudice delle leggi”: sarebbero talmente delegittimati da dover chiudere l’inchiesta e poi dimettersi dalla magistratura. Una follia assoluta, oltreché una bestemmia giuridica. Abbiate, per una volta, il coraggio delle vostre azioni. Se volete l’impunità, prendetevela senza tante storie. Altrimenti abolitela. Ma piantatela di fare i paraculi, tanto ormai vi abbiamo sgamati.

COME SI FA A SALVARE DEMOCRAZIA E GOVERNABILITA’?
Viviana Vivarelli

Di modi ce ne sono tanti ma tutti prevedono una riduzione dei poteri di partiti e dunque i partiti non li voteranno mai.
Cominciano con l’azzerare i finanziamenti pubblici ai partiti e all’editoria.
Poi equipariamo emolumenti, benefit, vitalizi e stipendi degli onorevoli Italiani alla media europea. E sospendiamo gli emolumenti agli onorevoli dopo la prima sentenza di condanna (il 90% degli Italiani lo vuole, ma la partitocrazia non lo vuole).
Facciamo leggi durissime che sospendano dal potere chiunque abbia anche una condanna in primo grado per reati gravi, cacciamo con un veto assoluto chi arrivi a una condanna alla Cassazione, escludendolo da ogni vitalizio, e accorciamo i procedimenti giudiziari a soli due gradi di giudizio per sveltire i processi.
Accorciamo i tempi a sole due legislature.
Eliminiamo tutte le prescrizioni.
Aumentano le pene per reati penali a chiunque abbia alte cariche.
Rendiamo al popolo la sua sovranità e rendiamogli le preferenze.
Vietiamo ogni sorta di alleanza prima durante o dopo.
E sospendiamo dal Parlamento chiunque cambi il partito durante la legislatura.
.
RENZI GATTOPARDO. DOPO GLI INDIZI, LE PROVE
Pierfranco Pellizzetti (MICROMEGA)

Agata Christie diceva che 3 indizi fanno una prova. Dal che è ampiamente dimostrato che Renzi non è altro che un mentitore cronico in sfrenata fregola di potere. Difatti: 1) “Enrico stai sereno” (immediatamente dopo sgarrettato), 2) “mai farò il premier senza essere eletto” (difatti!), 3) “realizzeremo una riforma al mese” (mai vista ad oggi neanche una…).
Eppure moltitudini folgorate sulla via di Rignano chiedevano la “la prova provata”,“la pistola fumante”. Ora ce l’hanno: l’immunità ai Senatori prossimi futuri. Non si capisce infatti il significato di questo ragazzotto superbioso che si arrampica sugli specchi, antipatico a tutti ma a cui tutti vogliono accodarsi, se non si comprende il patto tacito che motiva e giustifica la sua ascesa: essere l’ultima spiaggia per un ceto politico sotto minaccia di liquidazione. Altrimenti risulterebbe incomprensibile questa pagliacciata del Senato spacchettato e poi riconfezionato con il personale degli enti territoriali, proprio dove si condensa il massimo del malaffare; dalle truffe miserevoli sui rimborsi spese, all’Expo milanese, la Cassa di Risparmio genovese, i lavori idraulici veneziani fino alla prossima sentina fetida scoperchiata. La mossa dell’one-man-show rassicura i nuovi corrotti/concussi: ancora una volta saranno bloccate le indagini rendendo intoccabili i sindaci e i consiglieri regionali “amici”. Il tutto presentato sotto le spoglie dell’efficientamento risparmioso.
Il rampante Renzi ha sempre dimostrato di sapere perfettamente dove sta il potere. E di tenerne adeguatamente conto. Per questo oggi tutti i potentati e gli aspiranti tali corrono a perdifiato a raccogliersi sotto il suo stendardo.

IL DISASTRO ITALIANO

Perry Anderson, insigne storico inglese di impronta marxista, scrive un saggio “Il disastro italiano”, in cui chiama Renzi il cavallo di Troia dell’iperliberismo economico.
Se l’Italia ha avuto qualche remora ad agganciarsi al liberismo della Bce, Renzi è servito a toglierla, completando la fascistizzazione di questo Paese.
Esamina la storia italiana recente, dalla fine di Tangentopoli sino al crollo di B, fortemente voluto da Bruxelles attraverso la presidenza di Napolitano, e all’abbraccio di Renzi come ultima spiaggia di fronte alla disorientante eterodossia del fenomeno Grillo. Anderson parla di una deriva degenerativa della democrazia in Europa e di una corruzione pervasiva della sua classe politica. In Italia questa deriva è stata rappresentata per molto tempo da B mentre la corruzione vede Pd e Pdl immersi vicendevolmente fino al collo prima e dopo tangentopoli, e oggi le mani degli appaltatori, di dx o di sx, non sono certo più pulite di prima. Quanto alla democrazia, le performance del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale offrono ulteriori lampanti illustrazioni del degrado dello Stato di diritto in questi anni, aggravato ora dal Neo-porcellum imposto al Parlamento a tutti i costi. Renzi dice di ammirare Blair, ma è evidente che non lo conosce, che non sa quanto in Gran Bretagna sia tanto screditato da osare a malapena mostrarsi in pubblico, proprio come il Craxi della fine all’hotel Raphael. Blair non era un innovatore: ereditava il sistema della Thatcher, spingendosi un po’ oltre. Figura mediocre, la cui corruzione personale adesso disgusta anche i suoi ex ammiratori del “Financial Times”, la sua unica iniziativa di rilievo fu affiancarsi a Bush nella guerra in Iraq. Renzi punta assai più in alto, a una trasformazione dell’Italia che si avvicini a quanto ottenuto in Gran Bretagna da Thatcher».

L’IPERLIBERISMO DI RENZI- LA TISA

Nei 100 punti di Renzi c’era già la massima adesione all’iperliberismo che vuole depredare l’Europa: massima liberalizzazione di beni e servizi, riduzione dei diritti democratici, stravolgimento della Costituzione. A questo tende il suo tentativo di distruggere la repubblica parlamentare e i contrappesi istituzionali per concentrare nelle sue mani ogni potere e venderci al potere finanziario globale.

Renzi è già un fervente adoratore della Tisa.
Si chiama Tisa (Trade in Services Agreement) il documento rivelato dall’organizzazione di Assange. Un trattato internazionale di lobby e governi per liberalizzare i servizi: dai dati personali alla sanità passando per le assicurazioni. Sarebbe la vittoria definitiva della finanza sulla politica, con enormi conseguenze per lavoratori e cittadini Italiani e miliardi di persone nel mondo, privatizzando ancora di più servizi fondamentali,c ome banche, sanità, trasporti, istruzione, su pressione di grandi lobby e multinazionali. Un accordo negoziato nel segreto assoluto e che non può essere rivelato per 5 anni.
Il tratto è stato svelato da WikiLeaks, l’organizzazione di Assange.
L’accordo di scambio sui servizi riguarda il cuore dell’economia dei paesi sviluppati, come l’Italia,che è uno dei paesi europei che lo sta negoziando attraverso la Commissione Europea. Gli interessi in gioco sono enormi: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70 % del prodotto interno lordo globale. Solo negli USA è il 75% dell’economia e genera l’80% dei posti di lavoro del settore privato. L’ultimo trattato analogo è stato il Gats del 1995.
La più aggressiva è la “Coalition of Services Industries”, lobby USA di privatizzazione dei servizi, per cui Stati e governi sono visti come un intralcio al business.
Nonostante la crisi senza precedenti che ha travolto l’intera economia mondiale, distruggendo imprese e cancellando milioni di posti di lavoro, le nuove regole finanziarie mondiali sono decise in totale segreto. Tisa è l’eredità del Doha Round, serie di negoziati iniziati a Doha, Qatar, nel 2001, all’interno dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per la globalizzazione e la liberalizzazione dell’economia.
Il Doha Round ha scatenato proteste massicce in tutto il mondo ed è fallito nel 2011, dopo 10 anni di trattative che hanno visto contrapposti il mondo sviluppato e quello in via di sviluppo. Ora ci riprovano col Tisa, in segreto per difendersi dalla reazione no global.
Questo accordo condizionerà le vite di miliardi di persone. Il più grande pericolo è che fermerà i tentativi dei governi di rafforzare le regole nel settore finanziario. Esso è promosso dagli stessi governi che hanno creato nel Wto il modello finanziario di deregulation che ha fallito e che è stato accusato di avere aiutato ad alimentare la crisi economica globale» I governi che aderiranno al Tisa rimarranno vincolati ed amplieranno i loro attuali livelli di deregolamentazione della finanza e delle liberalizzazioni, perderanno il diritto di conservare i dati finanziari sul loro territorio, si troveranno sotto pressione affinché approvino prodotti finanziari potenzialmente tossici e si troveranno ad affrontare azioni legali se prenderanno misure precauzionali per prevenire un’altra crisi».
La Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni’ del Parlamento Europeo (Libe) – sta disinvoltamente trattando con gli Stati Uniti la cessione della sovranità sui nostri dati finanziari per ragioni di business. Ma in che mani siamo?

MARCO TRAVAGLIO
LASCIATEMI LAVORARE

Rodotà, Zagrebelsky e altri intellettuali hanno firmato un appello di Libertà e Giustizia contro la “svolta autoritaria” delle riforme costituzionali targate Renzusconi. Stampa e tv ne hanno parlato solo ieri, e solo perché Grillo e Casaleggio (molto opportunamente) hanno aderito all’appello. In ogni caso Renzi, che è pure laureato in Legge, dovrebbe sapere che la Costituzione su cui ha giurato non prevede la dittatura del premier: cioè il modello mostruoso che esce dal combinato disposto dell’Italicum, della controriforma del Senato e del premierato forte chiesto a gran voce dal suo partner ricostituente privilegiato (Forza Italia).
All’autorevole parere dei “professoroni o presunti tali”, Renzi oppone “il Paese” che “ha voglia di cambiare”, dunque è con lui. Quindi, per favore, lasciamolo lavorare. Grasso dissente dalla riforma del Senato? “Si ricordi che è stato eletto dal Pd”, rammenta la Serracchiani con un messaggio mafiosetto che presuppone un inesistente vincolo di mandato. Ma perché? Secondo lei Grasso non ha il diritto di commentare la riforma del Senato? E aggiunge: “Se Pera o Schifani avessero fatto così, avremmo i girotondi della sx contro il ruolo non più imparziale del presidente del Senato”. Ora, i girotondi nacquero per difendere la Costituzione dagli assalti berlusconiani: dunque è più probabile che oggi sarebbero in piazza se B. facesse da solo quel che fa Renzi con lui. Ma, visto che c’è di mezzo il Pd, anche i giornali de sx tacciono e acconsentono. E gli elettori restano ignari di tutto. Quanto poi al “Paese”: Renzi dimentica che nessuno l’ha mai eletto (se non a presidente di provincia e a sindaco) e il suo Governo si regge su un Parlamento delegittimato dalla sentenza della Consulta e su una maggioranza finta, drogata dal premio incostituzionale del Porcellum. Altrimenti non avrebbe la fiducia né alla Camera né al Senato. Eppure pretende di arrivare a fine legislatura e financo di cambiare la Costituzione: ma con quale mandato popolare, visto che nel 2013 nessun partito della maggioranza aveva nel programma elettorale queste “riforme”?
E’ vero che la gente vuole cambiare. Ma cosa? E per fare cosa? Davvero Renzi incontra per strada milioni di persone ansiose di trasformare il Senato nell’ennesimo ente inutile, un dopolavoro per consiglieri regionali e sindaci (perlopiù inquisiti)? Davvero la “gente” gli chiede a gran voce di sostituire il Porcellum con l’Italicum, che consentirà ai partiti di continuare a nominarsi i parlamentari come prima? Se la “gente” sapesse cosa c’è nelle “riforme”, le passerebbe la voglia di cambiare. Prendiamo l’Italicum, approvato a Montecitorio e già rinnegato dai partiti che l’hanno votato (peraltro solo per la Camera). Pare scritto da uno squilibrato. A parte le liste bloccate, le variopinte soglie di accesso (4,5, 8 e 12%), e i candidati presentabili in 8 collegi, c’è il delirio del premio di maggioranza: chi vince al primo turno col 37% dei voti prende 340 deputati; chi vince al ballottaggio col 51% o più, ne prende solo 327 e governa con uno scarto di 6 voti. Cioè non governa. Ma levàtegli il vino.
Prendiamo il nuovo “Senato delle autonomie”. Sarà composto da 148 membri non elettivi e non pagati: i presidenti di regione, i sindaci dei capoluoghi di regione, due consiglieri regionali e due sindaci per regione (senza distinzioni fra Val d’Aosta e Lombardia, Molise ed Emilia Romagna, regioni ordinarie e a statuto speciale), più 21 personaggi nominati dal Quirinale.
Con quali poteri? Niente più fiducia ai governi né seconda lettura sulle leggi: il Senato però voterà ancora sulle leggi costituzionali, sul capo dello Stato, sui membri del Csm e della Consulta (ma con quale legittimità democratica, visto che non sarà eletto?), ed esprimerà un parere non vincolante su ogni legge ordinaria votata dalla Camera. Ma come faranno i governatori, i sindaci e i consiglieri a fare il proprio lavoro nelle regioni e nelle città e contemporaneamente a esaminare a Roma ogni legge della Camera? Renzi racconta che la riforma farà risparmiare tempo e denaro. Mah. Sul tempo: le peggiori porcate, come il lodo Alfano, sono passate in meno di un mese. E chi l’ha detto che all’Italia servono più leggi? Ne abbiamo almeno 350 mila, spesso pessime o in contraddizione fra loro. Andrebbero ridotte e accorpate, non aumentate. Quanto al denaro, lo strombazzato risparmio di 1 miliardo all’anno in realtà non arriva a 100 milioni: la struttura resterà in piedi, spariranno solo i 315 stipendi (ma bisognerà rimborsare le trasferte dei nuovi membri). Perché non dimezzare il numero e le indennità dei parlamentari, conservando due Camere elettive con compiti diversi (tipo Usa) e con 315 deputati e 117 Senatori pagati la metà, risparmiando più di 1 miliardo (vero)? Da qualunque parte la si prenda, anche questa “riforma” non ha senso, se non quello di raccontare che “le cose cambiano”. Cavalcando il discredito delle istituzioni, Renzi ne approfitta per distruggerle definitivamente. Forse era meglio giurare su Zagrebelsky e Rodotà, anziché su Berlusconi e Verdini.
PS. Napolitano fa sapere di essere “da tempo contrario al biCameralismo paritario”. E quando, di grazia? Quando presiedeva la Camera? Quando fu nominato da Ciampi Senatore a vita? Quando fu eletto e rieletto al Colle da Camera e Senato? O quando nominò 5 Senatori a vita? Ci dica, ci dica.

Antonello Usai
Penso che la “cifra” di questa riforma del Senato la dia il fatto che la marchia sin dall’origine: nel Senato riformato verranno mantenuti gli attuali Senatori a vita (cioè personaggi pagati profumatamente con auto blu e autisti a vita) con assenze dai lavori sfioranti il 100%. Siamo l’ unico (ripeto: l’ UNICO)Paese al mondo che ha Senatori a vita (nel Cile, che faceva compagnia all’ Italia, vennero aboliti per poter perseguire il gen.Pinochet). Inoltre ci saranno 7 Senatori di nomina presidenziale che, qualcuno mi dica la ratio,
– saranno in carica per 7 anni (cosa c’entrano con le autonomie?). Nell’Italia dei commissari tecnici della nazionale, purtroppo abbiamo anche legioni di economisti che azzeccano cose ormai passate e schiere di costituzionalisti/pasticceri, e spiace veramente che il M5S si appoggi ai pareri del prof. Giannulli anziché chiedere semplicemente che: il Senato o lo si abolisce oppure sia esattamente come il Bundesrat tedesco (numero dei componenti eletti in base alla popolazione dei Laender, senza immunità, che deliberano nei conflitti tra governi regionali e centrale) e soprattutto senza insigni e ricchi signori pagati come Senatori a vita per fare gli affari propri).

Michele
Il problema dell’immunità, va anche visto da un altro lato, a mio parere, molto importante. La Costituzione espressamente vieta che chi ricopra il ruolo di parlamentare, possa nel contempo ricoprire ruoli sia amministrativi, sia giudiziari, sia nelle forze armate o di polizia. Questo perché nessun parlamentare deve ricoprire ruoli in altri poteri, al fine di garantire la sua indipendenza e la sua imparzialità. Sempre in questo ambito, ai parlamentari viene garantita l’immunità, che serve appunto per proteggerli da ingerenze degli altri poteri dello stato nella loro attività. Ora, come si può quindi giustificare un ramo del Parlamento dove siedono persone con poteri sia amministrativi che legislativi? Lo stravolgimento della Costituzione andrebbe poi ad influire su altri aspetti, a questo punto ci potrebbero essere anche ulteriori interventi che escludano anche per la Camera “esclusività” del ruolo di parlamentare, dato che sarebbe incostituzionale escludere per i deputati un “diritto” riconosciuto ai Senatori che hanno funzioni simili. In pratica, quindi potremmo avere Camera e Senato pieni di consiglieri comunali, regionali, sindaci, presidenti di regione, generali, magistrati, ecc. ecc. con tutti gli intrecci e conflitti d’interesse che ne scaturirebbero.
.
http://masadaweb.org

 

1 commento »

  1. Come sempre hai scritto una riflessione realistica .felice fine settimana cara.Viola

    Commento di viola — luglio 11, 2014 @ 5:45 pm | Rispondi


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