Nuovo Masada

giugno 6, 2014

MASADA n° 1538 5-6-2014 FARAGE E l’EFD

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:30 am

Le balle di Renzi: altre manovre lacrime e sangue in arrivo. Le cose non vanno affatto bene- Intanto la corruzione corre come non mai. Ma come si fa a continuare a sostenere questa banda di ladri? – Arrestato il sindaco Pd di Venezia e altri 35 piddini – Ma i media sono attenti solo agli apparentamenti europei di Grillo – Evviva evviva c’è il governo Renzi che ci porta allegramente nel baratro, almeno moriamo contenti – Ma il solo problema oggi sembra essere l’alleanza del M5S con Farage – Il 5stelle Marco Zanni spiega i motivi della scelta – Pro e Contro – Travaglio contro – Di Maio a favore – Cori Modigliani dubbioso – Dario Fo contro – Sistema e antisistema

Questo è il migliore dei mondi possibili, come dice ogni dì Renzi e come diceva Pangloss, il precettore rimbambito di Candido (remember you Voltaire? Che fosse piddino pure
lui? Diceva il povero Candido, che non a caso si chiamava così: “Non c’è effetto senza causa, tutto è necessariamente concatenato e ha come fine il meglio. Era necessario che fossi cacciato lontano da Cunegonda, che passassi sotto le verghe, ed è necessario che elemosini il pane finché non riuscirò a guadagnarlo; tutto questo non poteva andare altrimenti. Tutto è bene, tutto va bene, tutto va per il meglio possibile.” Stiamo precipitando verso la crisi più nera, ma i piddini, infatuati da Renzi, credono di marciare verso il sol dell’Avvenir: “Oh, migliore dei mondi possibili, dove sei adesso?“

BEPPE GRILLO
“Il MoVimento 5 Stelle vuole abbattere ogni barriera tra cittadino e politico, tra eletto e elettore. Il “Non Statuto” lo spiega nell’articolo 4. “Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi”. Nel MoVimento c’è un solo e unico riferimento: il cittadino. Nessuno sopra di lui, nessuno sotto di lui”.
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Peccato che poi, nei fatti, se uno si prova a dire qualcosa contrario a Grillo, i bravi grillini gli stronchino le ossa.
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CORI MODIGLIANI

Da Bruxelles arriva la bocciatura dei conti presentati da Padoan: non esistono le coperture per gli 80 euro, sarà necessaria, a breve, un’ennesima manovra finanziaria (dunque altre tasse in arrivo e già oggi assaggiamo l’amara Tasi, altri tagli allo stato sociale e ai servizi pubblici. E tutto per la gloria dei finanzieri occidentali mentre Draghi fa l’ennesimo regalo alle banche col taglio dei tassi verso la Bce). La disoccupazione tocca il 13,6% e si avvia verso un probabile 15% entro la primavera del 2015, altro che rivoluzione! (E quella giovani è ormai al 46%!) E’ la mancanza di prospettiva, di visione strategica, di possanza morale, il grande tallone d’Achille di Matteo Renzi, la sua impossibilità caratteriale e strutturale a portare fino in fondo quella necessaria pulizia etica senza la quale l’Italia non potrà riprendersi mai. Basterebbe pensare che il primo atto “ufficiale” del suo governo è stato quello di far nominare il babbo della ministra Boschi vice-presidente del Banco Popolare dell’Etruria, con delega ai crediti aziendali: no comment.
Oggi hanno arrestato il sindaco PD di Venezia, Orsoni, per corruzione, concussione, riciclaggio. Insieme a lui, finiti in manette altre 35 persone importanti tutte di stretta marca piddina e forzista, tra cui il consigliere regionale del PD Machese, i due imprenditori veneti Morbiolo e Meneguzzo (grandi elettori del PD) e il generale in pensione Spaziante. La magistratura ha presentato richiesta formale per arrestare l’ex ministro ed ex governatore del veneto Giancarlo Galan, Forza Italia.
Oggi, più che mai, serve accelerare il processo di maturazione del M5s perché si sta avvicinando a passi molto veloci il momento del trapasso, dell’inevitabile tramonto di una classe dirigente marcia dentro, che (con geniale abilità) ha partorito Matteo Renzi come figliol prodigo, identificandolo come l’ultima spiaggia. Lo è.
Il M5s è la prima spiaggia di un mondo altro (o almeno dovrebbe esserlo, se gli Italiano obnubilati dalle promesse magnifiche e future dell’imbonitore di turno apriranno gli occhi e cacceranno finalmente questa classe politica marcia fino al midollo che fa di noi terra di bottino e di ingiustizia, e comincerannno a governarsi da soli!)
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MARCO TRAVAGLIO: VA TUTTO BENE

Evviva evviva, all’Alitalia arrivano gli emiri di Etihad! Altre 2500 persone perderanno il lavoro, in aggiunta alle 7mila già sterminate dai capitani coraggiosi, ma stiamo allegri: c’è il governo Renzi, su cantiamo tutti in coro all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, i giovani disoccupati sono saliti al 46%, mai nessuno era riuscito a fare peggio, se tutto va bene entro fine anno raggiungeranno quota 50%, ma stiamo sereni: c’è il governo Renzi, su facciamoci un bel selfie e festeggiamo il nuovo record mondiale all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, il debito pubblico ha raggiunto i 2.107 miliardi, del resto è l’èra del rigore e delle spending review, ma va tutto bene: c’è il governo Renzi, su facciamo un bel sorriso e compriamoci un’autoblu su eBay all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, l’Europa manda a dire che nei conti mancano 9-10 miliardi, una cosuccia, pari agli 80 euro per comprare i voti alle Europee, ma è tutto ok: c’è il governo Renzi, su battiamo un cinque all’insegna dell’ottimismo.
Evviva evviva, la riforma del Senato “riparte dal modello francese” che i francesi stanno abbandonando di corsa perché non serve a una mazza, ma è tutto sotto controllo: c’è il governo Renzi, su festeggiamo all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, anche l’Europa s’è accorta che non facciamo nulla contro la corruzione, in compenso facciamo moltissimo a favore, ma è tutto regolare: c’è il governo Renzi con il supercommissario con i superpoteri, il piano antitangenti, la task force, la road map, il cronoprogramma, la grande riforma della giustizia entro e non oltre il 31 luglio metà pomeriggio-ore 20 massimo, nell’attesa su corriamo a visitare il prato di erbacce più noto come Expo2015 all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, il governo proprietario della Rai le scippa 150 milioni dal canone per finanziare gli 80 euro del voto di scambio, dunque contro la legge (il canone è una tassa di scopo e non può servire ad altro che finanziare la Rai), così Mediaset se la ride e la Rai caccia altri dipendenti (oltre ai 700 sbattuti fuori dal 2013), ma guai scioperare, perché la rapina mica l’ha fatta Berlusconi, l’ha fatta Renzi e allora è per il bene della Rai, così “risparmia sui compensi dei conduttori” (certo, come no, così vanno a Mediaset o a La7 pure quelli), sulle sedi regionali (così va a casa qualche altro giovane precario) e si vende RaiWay (così se la compra per un tozzo di pane B. o chi per lui), quindi nessuno si azzardi a scioperare, l’ha detto anche il Garante che non sta bene, e poi Renzi non vuole (“è umiliante” scioperare per difendere il posto di lavoro, lo dice anche Marchionne), Cuperlo nemmeno, Anzaldi & Marcucci della Guardia Repubblicana avvertono che sarebbe “frustrante per gli italiani” che “alcuni sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Usigrai, ndr) protestino senza costrutto” anziché “rivendicare la prima grande operazione di redistribuzione ai cittadini con gli 80 euro”, infatti Giletti non ci pensa proprio, Mannoni neanche, i compagni del Tg3 mica son cannibali che azzannano il governo amico, Masi (direttore Tg2) esalta “la politica che ritrova una visione comune con la gente” quindi meglio non disturbare, Gubitosi preferisce “parlare non di tagli ma di ottimizzazione, di crescita” perché è ancora lì che cerca di farsi ricevere a Palazzo Chigi e intanto prepara tappeti rossi-lingua per l’Immortale Expo e l’Imperituro Semestre Europeo, e se Floris vuol fare domande lo sa dove se le deve ficcare, così gli altri si regolano, colpirne uno per educarli tutti, quindi è tutto perfetto: chi perde il lavoro guadagna un sacco di tempo libero, dovrebbe ringraziare e organizzare un carnevale di Rio, su facciamo un bel trenino che il governo Renzi ha un piano per la Rai, una task force, una road map, un cronoprogramma, una grande riforma per abolire la pubblicità su Rai2 e Rai3 così gli spot di Mediaset raddoppiano, ridurre il canone tanto chi lo paga più, non toccare il Biscione con antitrust o leggi sul conflitto d’interessi ci mancherebbe, entro e non oltre il 31 agosto, ore 12-12:15 massimo, prima che l’ultima truccatrice e l’ultimo usciere ritardatari diventino renziani. Un paio di contrari è meglio conservarli, per la riproduzione.

Via libera elle emissioni

GRUPPI DEL PE

Nel Parlamento europeo per fare un gruppo occorrono 25 membri che vengano da almeno 7 paesi europei.
I gruppi sono 18
Quelli a favore dell’euro sono:
-PPE:(cdx), cristianodemocratici e conservatori (il Pd sta qui) 245 membri, Pres. Joseph Daul
-S&D: (csx) Socialdemocratici e progressisti, 184 membri, Pres. Martin Schulz
-ALDE: (centro) Liberali e centristi, 84 membri, Pres Guy Verhofstadt
-ECR: (più conservatori del PPE) iperliberisti, conservatori e riformisti 55 membri, Pres. Timothy Kirkhope
-GUE/NGL: (estrema sx), Comunisti, Socialisti Democratici e Ecosocialisti, 35 membri, Pres. Lothar Bisky
Gli euroscettici sono:
-EFD: (destra) Europa della Libertà e della Democrazia, 30 membri, presid. Farage dell’Ukip (finora c’era anche la Lega)
-V-ALE: Verdi- 55 membri, Presidenti Daniel Cohn-Bendit e Rebecca Harms
-Nazionalisti e populisti (estrema destra) Le Pen, Lega, Alba dorata ecc.
28 eurodeputati risultano non iscritti.

Grillo e Casaleggio, almeno a vedere dal modo con cui hanno magnificato Farage e screditato i Verdi, sembrano aver già deciso un apparentamento con l’EFD di Farage, indipendentemente da un voto della base.
Mi chiedo perché il M5S non possa attingere invece al gruppo dei non iscritti e formare un nuovo gruppo di euroscettici che siano anche antiliberisti e non iperliberisti come Farage?
Grillo e Casaleggio rispondono che sarebbe un gruppo difficile da gestire (e perché? visto che con 17 membri saremmo la maggioranza e ce ne occorrono solo 8? Ma dicono che basterebbe che uno se ne andasse per produrre lo scioglimento del gruppo e la perdita di qualsiasi diritto). C’è poi il fatto che più un gruppo è numeroso più ha voce in capitolo per eleggere quelli che contano. E mettersi con Farage significherebbe sommare i 17 voti ai suoi 30 (ma i Verdi, però, sono 55!).
E’ meglio salvaguardare la purezza del M5S senza inquinarlo con alleanze discutibili o fare una alleanza ‘tecnica’, nel cui interno ognuno però vota come gli pare?
Può anche darsi che il M5S sia oltre la dx e la sx, ma senza ombra di dubbio Farage è di dx e il suo programma in troppi punti è all’antitesi di quello dei 5stelle e lo rovinerebbe.
Perché non cercare allora questi 8 membri tra i 28 che non sono ancora in nessun gruppo e preservare la purezza di intenti senza fare calcoli numerici?
Se il M5S era un movimento attento al realismo politico, se voleva fare calcoli prettamente numerici, allora poteva anche allearsi con Berlusconi o con Renzi! Mi pare che i 5stelle dovrebbero essere al di sopra della mera furbizia contabile da tavolino! O questi nuovi passi lo screditerebbero per sempre.

Europarlamentare 5stelle Marco Zanni

– Il PE funziona in maniera molto diversa rispetto al Parlamento Italiano, soprattutto in tema di formazione di gruppi politici o alleanze. Non si deve dare fiducia ad alcun governo ed entrare in un gruppo dà moltissimi vantaggi in termini di operatività legislativa. Finire nel gruppo dei non iscritti equivale alla sterilità politica, relegando i MEP nell’oblio per 5 anni;
– Noi eletti stiamo partecipando e lavorando per vagliare tutte le possibilità di formazione di un gruppo all’interno del PE;
– Teniamo conto che obiettivo primo di noi Europarlamentari è portare a casa il maggior numero di punti inseriti nel nostro programma;
– Tutte le proposte concrete e serie e rispondenti ad alcuni criteri minimi saranno prese in considerazione;
– I tempi sono stretti, la prima seduta plenaria del PE sarà il 1 luglio, ma i gruppi dovranno essere pronti molto prima;
– Alla fine del processo tutte le ipotesi concrete (compresa quella di andare nei non iscritti), saranno messe a votazione sul blog e gli iscritti prenderanno una decisione.
Analizziamo nello specifico tutte le possibilità di cui si è parlato in questi giorni.
1) Entrare nel gruppo dei Verdi Europei;
2) Creare un nuovo gruppo aggregando piccoli partitini per arrivare a 25 MEP;
3) Gruppo con UKIP;
4) Nessun apparentamento con alcun Gruppo con conseguente passaggio nei Non iscritti.
La prima ipotesi: VERDI
Il gruppo G/EFA (The Greens/European Free Alliance) nasce nel 1999 dalla fusione di due gruppi: il Gruppo Verde al Parlamento Europeo, attivo dal 1989, e il Gruppo dell’Alleanza Radicale Europea, attivo dal 1994. Il gruppo raccoglie deputati da due distinti partiti politici europei: il Partito Verde Europeo (l’ex Federazione Europea dei Partiti Verdi), di matrice ambientalista ed ecologista, e l’Alleanza Libera Europea, che riunisce i movimenti autonomisti, indipendentisti e regionalisti di csx delle nazioni europee senza Stato. Quindi gruppo non troppo omogeneo. Il partito trainante è quello dei Verdi tedeschi, che non hanno alcuna intenzione di cambiare l’Europa, vogliono mantenere lo status quo (no eurobond, no revisione maastricht, no revisione MES), sono vicini alla Merkel (da voci del PE starebbero considerando di appoggiare Juncker, candidato del PPE e della Merkel, alla presidenza della commissione Europea), non hanno battuto ciglio sulla missione di guerra in Libia e soprattutto non mi pare abbiano fatto grandi proteste contro ultimi provvedimenti del governo tedesco a favore di industrie energivore e contro le rinnovabili. Su altri punti programmatici che riguardano ecologia, ambiente e diritti umani hanno invece posizioni molto vicine a quelle del M5S. Riguardo al possibile nostro ingresso nel loro gruppo, alcuni hanno detto no categorico a M5S, salvo poi essere smentiti da altri che hanno espresso apertura al M5S però a patto di essere “corteggiati” e cercati e probabilmente di sottoscrivere in toto il loro programma politico e rispettarlo (cosa inaccettabile perché su alcuni punti fondamentali, c’è molta distanza). Monica Frassoni, presidente del partito verde europeo, il 17 maggio si è espressa così: “Da Grillo non arriva una proposta per l’Europa ma un vero e proprio delirio. La nostra idea di Europa è di apertura, di felicità, libertà. L’esatto contrario della prospettiva lugubre e violenta che si può ritrovare nelle urla di Grillo”. Da queste dichiarazioni, pare che molta sintonia non ci sia. Reinhard Butikofer, presid. dell’European Green party e deputato tedesco in Ue: “Grillo vuole l’Europa come comunità? Deve smetterla di prendere in giro le persone. Io non so cosa pensano i “grillini” perché il loro leader non permette agli altri di esprimere posizioni diverse. Se non sono d’accordo con Grillo, lo sfiducino e poi potremo parlare”. Non mi sembra proprio un invito a nozze. Infine mi chiedo nella scorsa legislatura, che battaglie hanno fatto i Verdi per andare contro la burocrazia finanziaria e delle lobbie e le politiche di austerity che hanno rovinato l’Europa?
Staremo a vedere.
La seconda ipotesi: formare un nuovo gruppo dove M5S finge da partito maggiore e polo aggregante di altre piccolissime realtà. Sulla carta bellissima ma difficilissima da realizzare e anche una volta realizzata avrebbe non poche criticità. Partiamo dai partiti papabili. I più simili a noi sono: gli spagnoli di Podemos (Indignados) che hanno 5 MEP, i greci di To Potami che hanno 2 MEP e i Portoghesi del Partito della Terra che hanno 2 MEP. Più ci sono altri piccoli partiti con ½ MEP che però hanno poco in comune con M5S. Purtroppo però Podemos dovrebbe già avere un accordo con Tsipras, To Potami con i socialisti e i Portoghesi dovrebbero confluire nei liberali. Rimarrebbero altri piccoli partitini con cui si potrebbe creare un gruppo però molto eterogeneo per arrivare a 25 MEP di 7 paesi. I problemi di gestione sarebbero grandissimi. Immaginatevi il potere che avrebbe 1 singolo MEP del partitino del più piccolo Paese UE che potrebbe fare da ago della bilancia e tenerci in scacco minacciando di uscire dal gruppo e farlo sciogliere. Una strada che abbiamo vagliato ma praticamente impraticabile.
La terza ipotesi: UKIP basandosi su 4-5 punti condivisi (principalmente in relazione a stop austerity, rimodulazione Maastricht, riforma dell’UE per renderla più democratica e vicina ai cittadini e stop missioni di guerra NATO) e flessibilità sul resto, con libertà di voto disgiunto su punti non condivisi. Questa è unica proposta concreta e dettagliata che M5S ha ricevuto fino ad ora. Farage sono mesi che esprime attestati di stima a Grillo e M5S, sono mesi che ci vuole incontrare e ci ha cercato fortemente proponendoci di entrare nel 4° gruppo del PE per provare a contrastare strapotere tedesco e megainciucione PPE/S&D con una proposta allettante: come dicevo convergenza su alcuni punti e libertà di voto su idee non comuni. Questo non ci vieta quindi di votare contro provvedimenti e idee del programma UKIP con cui non siamo d’accordo (principalmente su politiche energetiche, eurobond e liberismo economico) e a favore di idee di altri gruppi con cui siamo d’accordo (Tsipras, Verdi o altri). Nell’ EFD potremmo fare in certi casi da ago della bilancia se ci fossero contrasti tra PPE e S&D, potremmo contrastare lo strapotere tedesco essendo apparentati col primo partito UK, e potremmo lottare per tentare di abbattere lo strapotere dei burocrati e delle lobbie che hanno affossato UE. Inoltre, avendo seguito UKIP anche nella scorsa legislatura, ho constatato che è stata una delle poche forze che si è opposta fermamente alle porcate del tandem Merkel/Van Rompuy con la regia del banchiere Draghi, condannando la deriva antidemocratica dell’UE, le politiche di austerity che stavano strozzando e soffocando la ripresa, il trattamento incivile e antidemocratico riservato ai cittadini greci e che ha portato avanti battaglie che ci accomunano. Come noi, al contrario dei Verdi, sono forza di rottura contro questo sistema marcio. Poi ovviamente ci sono anche punti su cui siamo molto distanti da UKIP: loro sono inglesi, e quindi nazionalisti per natura, hanno visione poco green nelle loro politiche energetiche e sono ancora ancorati al neoliberismo come forma di sviluppo economico. Però all’interno di questo accordo flessibile questo problema non sussiste, dato che noi possiamo tranquillamente votare contro se non siamo d’accordo. Non mi dilungo poi sullo sbugiardare le balle che i media (probabilmente intimoriti da tale accordo) hanno sparato su Farage e UKIP, perché in poco tempo la rete le ha già smascherate. Hanno detto che è xenofobo, omofobo e sessista (il fuffington post ha abilmente manipolato traduzione di un suo discorso, consiglio lettura e ascolto di quello in lingua originale). Si sono dimenticati però che UKIP ha gruppo LGBT al suo interno e uno scozzese eletto al PE è gay dichiarato. Si sono dimenticati che uno degli eletti è inglese di origini pakistane e che il 30% dei nuovi MEP UKIP sono donne, ex dirigenti del partito in UK. Si sono anche dimenticati che fu per forte volontà dello stesso Farage che Borghezio venne espulso da gruppo nel vecchio PE e che altri membri UK (quelli di cui i giornali hanno riportato frasi omofobe e xenofobe) sono stati cacciati proprio per queste uscite. Questi sono i fatti, poi Farage non sarà un santo (come Grillo e come tutti gli esseri umani), non sarà perfetto e avrà fatto qualche cazzata e detto qualche minkiata (come capita a tutti), ma per ora la sua proposta è l’unica concreta e forse accettabile a mio parere, che ci permetterebbe di lavorare su punti principali del nostro programma. Ricordo infine che fare un gruppo flessibile con UKIP (o con chiunque altro) non significa sposarlo o fare un governo con loro. Sarebbe cosa totalmente diversa da quello che era dare fiducia al governo del PD 1 anno fa.
La quarta ipotesi:i non entrare in nessun gruppo e andare nei non iscritti. Personalmente la ritengo ipotesi peggiore che troncherebbe qualsiasi opportunità di fare qualcosa di concreto nel MEP. Così sì davvero avremmo congelato i quasi 6 milioni di voti ricevuto, sancendo la sterilità politica di noi 17 MEP eletti per il M5S. Sapete bene tutti che i non iscritti hanno pochissimi diritti: non possono far eleggere vicepresidenti e questori PE, possono partecipare a commissioni ma solo come auditori, hanno minutaggio molto ridotto per interventi in plenaria PE, hanno a disposizione meno risorse e uffici. Praticamente fungono da soprammobili. Spero di non aver dedicato mio tempo e forze per finire nell’oblio dei non iscritti senza poter cambiare nulla di questa Europa e spero che tutta la base del M5S ne sia cosciente.
Concludo con un’ultima considerazione e promessa. Parliamo con tutti quelli che ci vogliono ascoltare, vediamo proposte concrete e fattibili che riusciamo ad ottenere e poi deciderà la rete. Noi tutti dovremo essere bravi informarci correttamente e adeguatamente (mi spiace che molti attivisti abbiano creduto alle grosse balle giornalistiche di questi ultimi giorni) in modo da scegliere la soluzione migliore per provare a cambiare l’Europa. I tempi stringono, la gente non ha lavoro, pensione e non arriva a fine mese, le imprese chiudono o falliscono, siamo allo stremo delle forze, bisogna agire. Sarebbe veramente un gran peccato di tafazziana memoria finire nel gruppo dei non iscritti. Ma sono sicuro che il M5S saprà scegliere la strada giusta da seguire.” (Marco Zanni – M5S al Parlamento Europeo)
Orgogliosamente Italiani.
L’Amore, l’Onestà, la Solidarietà, la Dignità, la Competenza, l’Efficienza, la Coerenza, la Passione e l’Onore torneranno di moda!”

CORI MODIGLIANI

In Italia non c’è stata una campagna elettorale per le europee.
Se ci fosse stata (non ho alcun dubbio al riguardo) il M5s avrebbe stravinto.
Invece, l’intera campagna elettorale è ruotata intorno agli 80 euro governativi, alle visite di Berlusconi a Cesano Boscone, agli arresti dei banchieri italiani, al fatto se Grillo era o non era come Hitler, quanto guadagnava Casaleggio, se lo scontrino della Picierno corrispondeva o meno alla realtà esistenziale degli italiani, se bisognava difendere o attaccare la legge Fornero, se Dell’Utri era latitante o era malato, se il m5s avrebbe vinto oppure no costringendo Renzi e Napolitano alle dimissioni, con l’unica spruzzata europea affidata alla Lega di Salvini che aveva impostato la propria sopravvivenza sostenendo che uscire subito dall’euro avrebbe comportato la magica soluzione economica per tutti i problemi del paese.
La pressione quotidiana è stata talmente massiccia che molto raramente (per non dire mai) si è parlato dell’Europa, del senso di queste elezione e del programma dei contendenti. Non era possibile, e non è stato un caso. Il PD, Forza Italia, Sel, l’Udc, Fratelli d’Italia, Scelta Civica, avevano lo stesso identico programma, cioè nulla, dato che non ce l’avevano, se non quello di fare in modo di lasciare le cose esattamente come stavano, aggiungendoci soltanto la frasetta ad effetto (completamente priva di alcun significato reale) “andiamo in Europa a battere i pugni sul tavolo”. Il M5s aveva 7 punti molto fermi e solidi.
Che piacessero o non piacessero, quelli erano.
Ciò che contava, per i media, era che non se ne parlasse mai.
Oggi che non siamo più in campagna elettorale, estremo paradosso, se ne può finalmente parlare. Qualcuno potrebbe dire “ormai è inutile”. E invece no, è fondamentale.
Perché si parte da lì per cercare di comprendere se, come, quando e quanto, convenga al movimento formare un gruppo con l’Ukip di Nigel Farage.
Il vero obiettivo del movimento, in Europa, rimane quello dei propri 7 punti: abolizione del Fiscal Compact, cancellazione del pareggio di bilancio, rinegoziazione di tutti i trattati, imposizione alla BCE del varo degli eurobond, identificazione e accettazione dell’esistenza di due Europe: una settentrionale legata alla Germania, l’altra mediterranea, con la conseguente e inevitabile diversità nell’applicare le politiche comunitarie sul territorio e, infine, referendum consultivo sull’euro.
E quindi, cominciare a interrogarsi, oggi, se l’alleanza con Ukip accelera il programma europeo pentastellato e lo rispetta, oppure lo vanifica e lo elimina dal panorama: punto di partenza fondamentale.
Ciò che conta, prima di ogni altra cosa in assoluto, consiste nell’avere la sicurezza che il potenziale alleato sia d’accordo o meno per garantire a se stessi che la propria integrità è salva nel rispettare la fedeltà e la coerenza ai punti del programma.
L’enorme nebbia che, per la storia del personaggio, è stata costruita sopra, ha spostato subito i parametri della discussione, riducendo il dibattito a un referendum esistenziale sulla persona fisica di Nigel Farage.
Bisogna uscire immediatamente dalla logica del referendum personale pro o contro Farage
La scelta sulla quale gli iscritti al movimento saranno chiamati a votare non riguarda Farage.
In Europa, per poter contare bisogna costituire un gruppo.
Che cosa vuol dire: contare?
Significa avere la certezza legale e formale che si partecipa avendo la possibilità di prendere anche delle decisioni, altrimenti è inutile andarci.
Non solo. Il gruppo deve essere forte, altrimenti finirà penalizzato. Perché?
Perché la scelta funziona nel seguente modo: Il primo presidente di commissione spetta al partito più votato (in questo caso PPE); all’interno di quel partito spetta alla nazione che in percentuale ha garantito il massimo numero di eletti (in questo caso la Germania). E scelgono subito la presidenza e i primi uffici di gestione delle commissioni. Poi si passa al secondo, in questo caso il PSE, all’interno del quale l’Italia la fa da padrone. Quindi, i primi a scegliere che posti di comando e decisione andranno a occupare sono Angela Merkel e Matteo Renzi. Poi si passa al terzo gruppo, al quarto, quinto, sesto, settimo, via dicendo. Tanto più si scende tanto meno ci sono possibilità di contare. L’ultimo gruppo potrà contare sulla presidenza della “commissione tutela patrimonio numismatico”, cioè segue la vita dei francobolli e delle monete antiche storiche, un passatempo per anziani aristocratici malati di gotta.
E’ stato detto che Ukip non impone regole a chi si allea con loro e consente libertà di voto agli alleati. Tradotto significa che se domani Nigel Farage (di cui conosciamo la vocazione nuclearista) dovesse scegliere di votare a favore di un investimento europeo per il nucleare, i 17 del M5s avrebbero la garanzia formale di poter votare contro. Non solo. Se domani i verdi europei presentano una proposta ambientalista che piace al movimento, i 17 eletti la possono votare con entusiasmo sapendo che (forse) Ukip non la sosterrà e ci voterà contro.
Sostiene Ukip nel suoi programma che ha diffuso nei giorni scorsi:
Il gruppo è aperto ai deputati che credono in una Europa della Libertà e della Democrazia e che riconoscono la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti umani e la democrazia parlamentare.
Il Gruppo sottoscrive il seguente programma :
1 . Libertà e cooperazione tra le persone di Stati diversi
2 . Più democrazia diretta e partecipata e il rispetto della volontà popolare
3 . Rispetto per la storia d’Europa , delle tradizioni e dei valori culturali. Popoli e nazioni d’Europa hanno il diritto di proteggere i propri confini e rafforzare i propri valori storici, tradizionali, religiosi e culturali. Il Gruppo rifiuta la xenofobia, l’antisemitismo e qualsiasi altra forma di discriminazione
4 . Rispetto delle differenze e degli interessi nazionali:
5. Viene garantita la libertà di voto a tutti gli aderenti e a tutti gli alleati
6. UKIP è contro la guerra in ogni sua manifestazione, sempre.
Accettando di far propri questi principi nei suoi procedimenti, il Gruppo rispetta la libertà delle sue delegazioni e deputati di votare come meglio credono.
Questo sostengono, E mi sembra compatibile con la logica del movimento e soprattutto con i punti del programma per l’Europa

L’accordo tra M5s e Ukip è un’alleanza tecnica, tattica, che ha come primo obbiettivo quello di andare a costituire un gruppo che forse diventa il quarto se non addirittura il terzo in Europa, andando ad inserirsi, pertanto, nei gangli del meccanismo burocratico di Bruxelles.

DARIO FO NEGATIVO
“Io mi fido della capacità di analisi di Grillo e Casaleggio. Però ricordo che Farage ha valori diversi, viene dalla destra profonda. Chi si avvicina al movimento è attratto dalla sincerità, dall’onestà, da atteggiamenti e scelte positive, non vale lo stesso per l’Ukip”
“Non basta parlare con una persona, non basta un pranzo. Sapessi quante volte io sono stato ingannato. Devi essere prudente prima di allearti con Farage”.
“Credo che per dare un’opinione seria e onesta occorra essere informati. E pochi di noi sanno davvero chi è Nigel Farage. Leggendo i giornali ho notato un’acredine violenta nei suoi confronti”.
“Credo che per dare un’opinione seria e onesta occorra essere informati. E pochi di noi sanno davvero chi è Nigel Farage. Leggendo i giornali ho notato un’acredine violenta nei suoi confronti”

PARERE NEGATIVO
Viviana Vivarelli

Che Grillo lo dica o no, Farage è xenofobo, attacca rumeni e bulgari come mafiosi e figuriamoci gli Italiani! E intende rimpatriare gli stranieri! Gli Italiani in UK sono almeno 200.000. Con Farage, il M5S perderebbe immediatamente i loro voti con pessimo effetto su 4 milioni di Italiani all’estero, permettendo ai nemici di equiparare il M5S alla Lega (e in effetti nell’EFD il M5S prenderebbe il posto ancora caldo dalla Lega, che ora sta ancora più a dx con la Le Pen, e non sarà una bella immagine per chi finora si è sdegnosamente presentato come né di dx né di sx apparentarsi con un gruppo fortemente di dx e iperliberista che attaccherà pure la Merkel e la Bce ma per motivi molto diversi e rivolti a un nazionalismo spinto ed egocentrato.
Più vado avanti più mi convinco che legarsi a uno come Farage distruggerebbe il M5S. I giudizi dei media su di lui sono pessimi, ma sappiamo bene che lo sono, a torto, anche contro Beppe Grillo, che, a sentire i media, è anch’egli fascista, razzista e terrorista.
I Verdi sono un gruppo composito, in cui si distinguono due parti di parere opposto: i Verdi francesi di Bovet, euroscettici e molto simili al M5S, e i Verdi tedeschi che hanno votato posizioni inaccettabili per il M5S, come tutte le ultime guerre in Medio Oriente e in Libia e anche la prossima in Siria, in più appoggiano la Merkel, le regole dell’euro e della Bce. C’è poi il fatto che i Verdi tedeschi abbiano fatto sempre delle dichiarazioni di feroce ostilità al M5S, al contrario di Bovet che chiede un incontro in diretta streaming con Grillo (cosa di cui il suo blog tace).
Deve essere chiaro che non esiste in Europa nessun Movimento che somigli molto al M5S, per cui cercare una identità è impossibile. Comunque il M5S dovrebbe accettare delle differenze. ma, a parer mio, i dubbi su Farage sono troppo forti e le cose che Grillo ha scritto a suo favore non tranquillizzano affatto e appaiono delle forzature, specie a chi, vivendo in Inghilterra, ha di Farage una impressione orrenda, avendo sentito le sue dichiarazioni alla BBC. E’ perfettamente vero che, ergendosi Farage contro la corruzione dei politici inglesi e contro l’Europa, viene attaccato malignamente come lo è Grillo in Italia, ma prima di tutto la stampa inglese è migliore di quella italiana e non sta come noi al 70° posto, in 2° luogo Farage stesso è stato accusato di aver rubato sui rimborsi e non ci pensa nemmeno a diminuire il potere della partitocrazia così come se ne frega della democrazia diretta, in 3° luogo vuole aumentare l’isolazionismo britannico distruggendo l’Europa, e questo lo può anche fare una Inghilterra che comunque è sempre attaccata al potente alleato USA ma non può farlo l’Italia. La distruzione integrale dell’Ue non è la nostra posizione, anche perché in un mondo globale, conservare l’Ue sembra una necessità, e la nostra lotta è piuttosto nel senso di rendere l’Ue ai popoli sottraendola al giogo del sistema finanziario e delle banche
Se ora il M5S ci tiene a non avere una posizione ideologica schierata a dx e a sx, stare con Farage lo connoterà immediatamente come una forza iperliberista di dx, e sarà inutile dichiarare il contrario, certo non di estrema dx come il gruppo della Lega e della marina Le Pen ma comunque di dx. E questo non sarà un bene e confermerà le accuse peggiori dei nemici di Grillo che gli hanno sempre dato dal fascista.
Finora il M5S ha sempre lottato per una purezza ideale senza cadere in alcuna ideologia partitica e questo distruggerebbe tutto.

Alle elezioni europee Farage è assurto come primo partito britannico, sorpassando i conservatori di Camerun e spazzando via i liberaldemocratici.
Certo Farage è odiato perché attacca la city, il sistema bancario, i poteri forti della finanza europea e gli abusi dei parlamentari inglesi che rubano sui loro rimborsi (anche se lo ha fatto anche lui), ma non credo che questo basti a renderlo gradevole, resta un iperliberista, un nazionalista esasperato e uno xenofobo, mentre il M5S è assolutamente contro il liberismo estremo (sennò tanto valeva votare Renzi e il suo programma di sudditanza al Fondo Monetario e al potere delle banche!).
Grillo dice che nello statuto di Farage il razzismo è condannato, ma che vuol dire? Questo è obbligatorio in Inghilterra, dove, a differenza dell’Italia, chi fa sfoggio di razzismo commette un reato penale, per cui è ‘obbligatorio’ per legge che ogni partito nel suo statuto si dichiari non razzista altrimenti rischia una condanna penale. Si difende Farage dicendo che ha candidato eurodeputati islamici o di colore, ma questi ci sono persino nella Lega! Certo è vero che gentaglia come Borghezio è stata cacciata dal partito, ma restano le richieste di Farage di limitare le immigrazioni a chi è laureato e di respingere i trattati internazionali che impongono accoglienza a chi fugge da paesi in guerra o dove vigono torture e lager. Il suo programma del 2012 prevedeva l’abrogazione dello Human Rights Act (la Convenzione Europea per i diritti umani) e già questo è altamente inquietante.
Troppe idee di Farage sono proprio all’opposto di quelle del M5S.
I 5stellle sono pacifisti e chiedono una riduzione delle spese militari e delle missioni belliche. Farage vuole addirittura un aumento delle spese militari del 40%, rifiuta in blocco l’Europa e nutre un nazionalismo spinto che non appartiene al M5S.
In materia di difesa dell’ambiente i due gruppi sono agli antipodi: l’Ukip rifiuta massicciamente ogni investimento nelle rinnovabili, ha chiesto il divieto di installare in UK le “disgustose” pale eoliche, nega il cambiamento climatico, tentò di vietare nelle scuole il film ambientalista di Al Gore, sostiene il carbone e il nucleare, che, negli obiettivi di Farage, dovrebbe fornire il 50% dell’energia totale. Questo per il M5S dovrebbe essere follia!
Il M5S difende lo stato sociale che Renzi intende massacrare. Farage vuole ridurre le spese per la sanità pubblica che in Inghilterra è partita tardi ed è una misera cosa.
A Farage ovviamente non interessa uscire dall’euro, tanto ha la sterlina mentre noi che nell’euro ci siamo stati messi a forza da Prodi, truccando i conti e senza che avessimo la forza di sostenerne il giogo, e abbiamo un forte bisogno anche di una battaglia per cambiare le regole dell’euro o uscirne. Ma come la faremo questa battaglia all’interno di un gruppo che la pensa diversamente?
Il M5S ha depenalizzato il reato di immigrazione clandestina. L’Ukip non si riconosce né nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati né nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Se il M5S propone il reddito di cittadinanza, l’Ukip vuole ridurre le tasse ai più ricchi, al 31% dagli 11mila euro in su e vuole tagliare anche lo stato sociale, frammentando il sistema sanitario.
Capisco che non ci sarà mai una forza politica europee identica al M5S ma certo qui le differenze sono veramente troppe e disastrose e ucciderebbero il Movimento di Grillo.
Che il M5S trovi un gemello europeo è del tutto impossibile, ma ritengo che scegliere di stare con Farage è efferato e schianterebbe il M5S togliendogli ogni credibilità.
Questo movimento di milioni di Italiani è partito difendendo una nostra purezza ideale e ora dovrebbe rinnegare la propria parte migliore per un meschino calcolo a tavolino?! Dovrebbe privilegiare un calcolo utilitaristico? E’ vergogna solo a pensarlo. Ma allora, se il M5S voleva fare un calcolo utilitaristico, tanto valeva mettersi con Bersani come hanno fatto Sel o Alfano, o potevano appoggiare Renzi, come fanno oggi tanti dentro il Pd o abbandonando Berlusconi!
Ma davvero si può pensare che la meta che il M5S si propone è un calcolo utilitaristico? Un basso conteggio di voti??
Ci sogna un mondo migliore, persegue un ideale, non fa calcoli di utilità pratica.
L’ideale non si vende e non si compra.
L’ideale è un’altra cosa.
Ed è tutto ciò che può distinguerci dalla massa di furbastri politici, pronti a vendersi e a rinnegare le proprie idee per meri calcoli di potere o per ubbidienza cieca a un capo.

Viviana

Non esiste in Europa alcun partito che somigli al M5S.
In questo senso esso è una forza politica unica e totalmente innovativa, diversa da ogni partito esistente, e in certi punti talmente innovativo e creativo da non poter essere paragonato a nessun sistema politico esistente, a cominciare dalla richiesta della democrazia diretta che dovrebbe sostituire il sistema parlamentare (ma la Svizzera e la Norvegia con chi si apparentano? Ma, del resto, come potrebbe la Svizzera opporsi allo strapotere del sistema bancario?)
il problema è trovare qualcuno che non sia troppo diverso dal M5S, ma le differenze ci saranno sempre, è inutile richiedere l’impossibile. D’altro canto, il M5S qualche apparentamento deve trovarlo, o sarà nell’impossibilità, secondo le leggi europee, di partecipare ai lavori delle commissioni e di eleggere le massime cariche.
Solo che con Farage di differenze ce ne sono troppe.
Io spero che o che il m5S si metta coi Verdi francesci, o che si ponga come gruppo autonomo attraendo quei 28 eurodeputati che sono privi di gruppo.
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GRILLOTALPA
Marco Travaglio

Chi sono Farage e l’Ukip
Ha un bel dire Beppe che “Nigel è simpatico”: pare che sia pure vero, è un battutista impenitente, veste da dandy e la sua foto giovanile in versione punk fa sbellicare. Ma allora? De Gasperi ed Einaudi,i più grandi statisti dell’Italia repubblicana,non sprizzavano certo simpatia. In compenso B il peggiore premier della storia repubblicana e anche monarchica, è a suo modo e in piccole dosi simpatico. Ma un conto sono i tratti umani, un altro le idee e i programmi politici: non erano stati proprio i 5Stelle a dire che in Europa si sarebbero seduti accanto alle forze più vicine o meno lontane al loro programma? Quello pentastellato è semplice e scarno, 7 punti appena: nemmeno una virgola in comune con quello dell’Ukip, che vuole cacciare dal Regno Unito tutti i cittadini nati altrove (Italia compresa). In compenso moltissimi punti in comune con i Verdi, sia per le politiche ambientali ed energetiche, sia per un’Europa intesa come comunità dei cittadini e non come casta delle lobby finanziarie. Se proprio Grillo voleva levarsi lo sfizio di farsi un bicchierino con Farage, cosa fatta capo ha (anche se quel pranzo ha sconcertato i suoi elettori che, proprio perché non sono “né di dx né di sx”, non hanno nulla a che fare con xenofobia e nazionalismo; in compenso ha fatto felici gli avversari che non vedevano l’ora di dipingerlo come il nuovo Hitler). Ora però segua le regole del suo movimento e ascolti gli eletti ed elettori, che vedono la sola ipotesi Farage come il fumo negli occhi (anche se l’Ukip fosse solo un taxi). Non occorre neppure consultare la Rete per capire che la proposta indecente verrebbe bocciata, con numeri ben più schiaccianti di quelli che smentirono G&C sul reato di clandestinità e sull’incontro con Renzi. Un buon punto di ripartenza è il documento dello staff Comunicazione che, accanto a bizzarrie pittoresche (il trench scuro e i boccoli di Casaleggio che fan perdere voti), contiene analisi serie e impietose della sconfitta.
Diamo pure per veri alcuni argomenti grilleschi sul dilemma Farage sì-Farage no. Vero che la stampa italiana, quando l’Ukip ha vinto le elezioni europee in Gran Bretagna, ha dipinto il suo leader come un simpatico cazzaro da pub col vizietto delle battute xenofobe, omofobe e sessiste, poi è bastato che pranzasse con Grillo per diventare la reincarnazione di Hitler. Vero che tutti i razzisti sono xenofobi, ma non tutti gli xenofobi sono razzisti: Farage è xenofobo (come abbiamo scritto e come tutti confermano, lui compreso), ma non razzista. Infatti fa campagne contro tutti gli immigrati, anche comunitari, senza mai sottilizzare sul colore della pelle: per ragioni nazionalistiche e sociali, non etniche ;e non ha nulla a che fare con i fascisti, che anzi non possono metter piede nell’Ukip. Vero che al Parlamento europeo la formazione dei gruppi è un mercato delle vacche, dove tutti vanno con tutti alla rinfusa e contano molto i numeri e poco i programmi (altrimenti B. e Alfano non si ritroverebbero nello stesso condominio, e per giunta con la Merkel all’ingresso; e i renziani non convivrebbero con i socialisti, compresi quelli marxisti). Vero che Farage è di bocca molto più buona dei Verdi europei: per lui il gruppo Efd è solo un taxi dove può salire chiunque praticamente gratis, senza obblighi di omogeneità, mentre altri gruppi, come i Verdi,sono più esigenti, più “puzza sotto il naso”. Vera la malafede dei doppiopesisti che guardano solo i compagni di strada imbarazzanti di Grillo e non quelli di Renzi (B, Alfano, Cicchitto, Schifani, Formigoni, Scopelliti & C.?)
Tutto vero. Eppure scartare a priori la possibilità dei Verdi ed entrare a marce forzate nell’Edf con Farage rimane per i 5Stelle un errore grossolano, per molti versi irreparabile.
Da 2 giorni Grillo tenta forsennatamente di convincere gli iscritti che presto saranno chiamati a scegliere fra 2 alternative fittizie (c’è spazio solo per Farage) ma con argomenti molto deboli o controproducenti.
Grillo dice:
1- “Con Farage sarà solo un matrimonio d’interesse e i 5Stelle avranno la massima libertà di voto”. La libertà di voto è garantita non dal generoso Farage, ma dalle regole dell’Europarlamento, che escludono il vincolo di mandato esattamente come la nostra Costituzione. Ed è paradossale che chi osteggia il vincolo di mandato in Italia lo rivendichi in Europa
2- “Andiamo in Europa per contare,quindi passiamo sopra le differenze e scegliamo l’EFD che con M5S potrebbe diventare il 4°gruppo, mentre i Verdi contano meno”. A parte il fatto che i Verdi contano già 52 elementi ed EFD solo 38, sorge spontanea una domanda: ma se, per “contare in Europa”, ci si allea o almeno si dialoga con un tipo come Farage, perché mai, per contare in Italia, non si dialoga con nessuno? Vero che Bersani non voleva un’alleanza di governo, voleva solo una manciata di voti gratis per il suo governicchio monocolore di minoranza. Ma a gennaio Renzi offriva a M5S di fare insieme la legge elettorale e le riforme istituzionali. Forse era un bluff, ma perché non andare a vedere le sue carte per smascherarlo e levargli l’alibi per l’inciucio con B? E, se non era un bluff, perché non far pesare i propri numeri per imporre riforme un po’ migliori di quelle uscite dal patto del Nazareno? Cioè per “contare in Italia”?
3- Anche i Verdi hanno poco a che spartire con i 5Stelle, perché hanno avallato le guerre e il rigore finanziario e attaccato il M5S”.Vero che anche i Verdi hanno i loro scheletrucci nell’armadio (ospitano alcuni nazionalisti ben poco rassicuranti). Vero che il copresidente Cohn-Bendit s’è schierato per le guerre in Kosovo, in Afghanistan e in Libia, ma molti altri Verdi no, e l’ex leader sessantottino ormai trombonizzato è fuori dal Parlamento europeo (peraltro impotente in materia di difesa, infatti i conflitti sono sempre decisi dalla Nato e dai governi nazionali).
Vero che alcuni Verdi han criticato i 5Stelle in campagna elettorale, ma solo perché in Italia, contrariamente all’Ukip, presentavano la loro lista in concorrenza con M5S: l’Ukip invece no.
Le distanze Verdi-M5S finiscono sostanzialmente qui. E sono infinitamente meno incolmabili di quelle che separano M5S dall’Ukip. Fino al 2012 Farage chiedeva l’abrogazione della Convenzione europea per i diritti umani, Verdi e M5S ovviamente no. L’Ukip è ultramilitarista,Verdi e M5S tendenzialmente pacifisti e per tagli drastici alle spese militari. L’Ukip è per il nucleare, il petrolio, il carbone, le trivellazioni, Verdi e M5S no. E non osiamo immaginare il Farage-pensiero sul Tav Torino-Lione e sulle varie Ilva, visto che nega il cambiamento climatico e qualche anno fa tentò di vietare nelle scuole il film ambientalista di Al Gore “Una scomoda verità”.
La battaglia dei 5Stelle per cambiare le regole dell’euro o uscirne non interessa nulla a Farage, che si tiene ben stretta la sterlina (Londra ha la sua moneta, noi non più). Anche in materia fiscale, dove l’Europa può molto, l’Ukip è lontana le mille miglia dai 5Stelle: Farage vuole ridurre lo stato sociale e le tasse sui redditi più alti (compreso il suo: infatti gestiva un fondo fiduciario all’isola di Man, paradiso offshore, per eludere il fisco), Grillo vuole tagliare le pensioni d’oro e dare il reddito di cittadinanza a chi non ha nulla.
Insomma, in quasi tutte le battaglie degli ultimi anni, i 5Stelle stavano da una parte e Farage da quella opposta. Poi c’è la xenofobia dell’Ukip che, per quanti sforzi si facciano, non può essere negata: “L’Inghilterra agli inglesi” è lo slogan che ha fatto vincere le elezioni a Farage. Sappiamo bene che uno dei dirigenti dell’Ukip è un nero di origini africane. Alla domanda “Come può un ex immigrato come lei voler cacciare gli immigrati?”, ha risposto serafico: serafico: “Sì, ma io sono arrivato prima”.
Non potendo negare l’evidenza, i persuasori del blog di Grillo hanno astutamente osservato che anche i socialisti australiani e spagnoli sono anti-immigrati: e con questo? Qualcuno ha detto che i socialisti hanno sempre ragione o proposto ai 5Stelle di entrare nel Pse, complice del Ppe per questo schifo d’Europa? Qui si sta parlando dei Verdi. Fra l’altro il gruppo ambientalista-indipendentista (Eg-Efa) è attualmente dominato dai 12 eletti in Germania (11 verdi più un “pirata” su 52 aderenti). Cioè: i 5Stelle, con i loro 17 europarlamentari, sarebbero la pattuglia più popolosa del gruppo ambientalista (perciò i Verdi tedeschi li temono), mentre nell’Edf sarebbero secondi dietro i 24 dell’Ukip. Anche per “contare in Europa”, i Verdi sono più convenienti (anche lì c’è libertà di voto, che è garantita a tutti dalle regole e non è un gentile omaggio di Farage).
Finora Grillo ha sempre mostrato un fiuto da rabdomante per gli umori dei suoi elettori. Non per nulla cita spesso Berlinguer e Pertini, e poco più di un anno fa gridava in piazza “Rodotà Rodotà”. Davvero pensa che chi voleva Rodotà o Gino Strada al Quirinale, inneggiava a Berlinguer in piazza San Giovanni e, nella votazione sul blog per il miglior presidente della Repubblica, eleggeva al primo posto Pertini e all’ultimo Napolitano, ora muoia dalla voglia di vedere lui e i suoi eurodeputati a braccetto con Farage? Grillo sa benissimo che la risposta è no. Grillotalpa, chissà.

Il M5S INCOLPA DELLA DISFATTA LA SUA PESSIMA COMUNICAZIONE
Viviana

In quanto a migliorare la comunicazione, mi chiedo chi se non Casaleggio ha dato ordini sulla pessima comunicazione fatta finora, chi se non lui ha nominato il pessimo gruppo di comunicazione 5stelle che non solo ne ha sbagliate tante, ma si è fatto hara kiri da solo con un documento di critica suicida filtrato subito alla stampa e per di più privo di qualsiasi proposta migliorativa.
Mi chiedo anche se non dipenda da lui che su Farage sono stati pubblicati due post fortemente elogiativi, e sui Verdi uno solo fortemente screditante, il che ha dato la precisa impressione che si manipolassero i giudizi a priori, come se i giochi fossero già stati fatti e della libera opinione degli elettori non importasse nulla a nessuno? Non è pessima comunicazione anche questa?
A me i toni urlati di Grillo non danno noia. Monti, Letta e Padoan avranno anche toni educati e dimessi, ma ci hanno rovinati. E il tono da banditore d’aste di Renzi non è certo meglio.
La passione unita a un carattere ardente difficilmente può prendere toni moderati. I toni di Grillo sono gli stessi che hanno fatto diventare il M5S il 1°partito in Italia e senza quei toni, se Grillo bisbigliasse critiche sommesse, nessuno parlerebbe di lui e le piazze non sarebbero piene. Ma chi parla troppo qualche volta stroppia e quando Grillo se ne esce con qualche battuta infelice, come quella delle sue dimissioni o degli insulti alla Montalcini, o della mafia che non ha mai ucciso nessuno, dovrebbe rimediarla o sarà ripetuta per sempre.

VIVIANA
Ci sono delle situazioni in cui si deve essere pratici.
Con qualcuno il M5S si deve mettere o non conterà nulla e non potrà entrare nelle commissioni parlamentari né fare nomine.
Con i Verdi ha in comune solo l’ambientalismo e teniamo contro che i Verdi tedeschi e la copresidente italiana ci hanno sempre odiato.
Con l’Ukip il M5S ha in comune la lotta alla burocrazia europea, allo strapotere della Troika, la minaccia al sistema bancario cinico e usuraio, la difesa dei diritti nazionali.
Ai fini di utilità pratica, Farage è più conveniente e probabilmente diventerà primo ministro inglese, per cui modererà molte delle sua sparate e sarà un alleato più forte dei confusi e caotici Verdi, molti dei quali sono a favore dell’euro e altri andranno a situarsi nell’ala estrema e perdente della sx.
Ma la convivenza con Farage potrebbe essere un errore fatale.
Purtroppo creare un gruppo di 27 che ci somigli è quasi impossibile. Dobbiamo scegliere quali tra le cose comuni sono più importanti al momento. E non credo che la cosa più importante oggi sia l’ambientalismo, credo sia la crisi prodotta da questo tipo di euro dalla Troika che ci sta ammazzando tutti. A questo fine, anche per motivi diversi, Farage è più utile dei Verdi, in cui la pattuglia di Verdi tedeschi appoggia addirittura le presenti regole dell’euro e la Merkel.
Del resto Berlusconi stava nel PPi ma non credo che quelli del Ppi avessero in comune con lui l’alleanza con la mafia o il mandante della P2.
Speriamo bene.

LUIGI DI MAIO

Ragazzi, l’UKIP di Farage ha un deputato gay, uno islamico, hanno gente di qualsiasi tipo. Non sono sessisti (hanno 7 parlamentari donne in UE), non sono violenti, non sono di estrema destra (per statuto espellono chi ha militato in estrema destra dal loro partito). Vi prego di informarvi Questo è il comunicato con cui l’UKIP si difende dagli attacchi di odio della stampa, falsi e criminali. Vi prego, i Verdi pensano la stessa cosa di noi, che siamo nazisti e razzisti per colpa della stampa:

http://www.breitbart.com/Breitbart-London/2014/05/29/UKIPs-rainbow-coalition-of-MEPs-shows-reality-of-party

PRO E CONTRO
Viviana

Ho cercato di elencare tutti i pro e i contro della proposta intesa Farage-Grillo, ma sono sempre più perplessa.
Se guardiamo il programma 5stelle per l’Europa in 7 punti e i valori comuni della base M5S, francamente non riusciamo a vedere affinità con l’UKIP.
I 7 punti di Grillo per l’Europa sono:
1 Referendum per la permanenza nell’euro
2 Abolizione del fiscal compact
3 Adozione degli Eurobond
4 Investimenti atti ad innovare le nuove attività produttive escluse dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio
5 Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune
6 Finanziamenti per le attività agricole e di allevamento per i consumi nazionali interni
7 Abolizione del pareggio di bilancio
Grillo e Farage sono d’accordo solo sulla critica all’Europa dei tecnocrati e dei banchieri, responsabile dell’Austerity e della gestione pilotata della crisi in Grecia ed in Italia (punto 1) ma sono in disaccordo su tutto il resto. Farage non accetta gli Eurobond, rifiuta i punti 4, 5 e 6. Il pareggio di bilancio in Costituzione l’Inghilterra non ce l’ha e nemmeno l’obbligo del 3%. Su troppe cose sono opposti. Farange non solo è a favore dei rimborsi ai politici ma è accusato di aver truffato sui rimborsi europei e di non aver rendicontato spese per centinaia di migliaia di sterline. E’ scettico sulla democrazia diretta. E’ ferocemente nazionalista e guerrafondaio. Difende il carbone e il nucleare. Vuole tagli alla sanità pubblica (e quella inglese è a dir poco pietosa), ha un programma economico di estrema destra, che favorisce i ricchi e taglia ai poveri.
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SISTEMA E ANTISISTEMA

Ha ragione L’Annunziata: dx e sx sono morte e sepolte, parole vuote, etichette di copertura, abitudini di menti pigre e assuefatte.
La vera lotta sta avvenendo tra SISTEMA e ANTISISTEMA.
Renzi è il miglior difensore del sistema Europa, euro, Bce, Troika, Bundesbank, interessi del club Bilderberg, banche, cricca capitalista ovvero ‘mercati’, nella guerra di soggezione dell’Occidente (che poi i mercati sono una ventina di grandi banche con in testa la Bce sotto gli ordini del Fondo Monetario e della Banca Mondiale, organi finanziari del grande capitale, e la cricca capitalista europea è formata da circa 200 famiglie di azionisti che hanno inventato la crisi e manovrano i titoli di stato europei e lo spread così da torchiare i popoli e fare i loro brutali interessi).
Le forze antisistema oggi sono il vero elemento deflagrante e rivoluzionario e si accentrano in persone come Grillo, Farage, Snowden..
L’Annunziata:“ Col M5S noi ci troviamo davanti a una forza politica molto forte che rappresenta l’idea di antisistema, e l’antisistema è anche quello che oggi circola nelle vene di tutte le democrazie del mondo occidentale, certo non le democrazia finte del 3°mondo ma Le Pen in Francia, Ukip in Gran Bretagna.. Ormai non si parla più delle cose che sono di dx o di sx in senso politico. Sulla rete, e non penso a Casaleggio, si è diffusa un’idea della radicalizzazione, della trasparenza.. pensiamo a Snowden, è uno che vuole dare conoscenza dei dati anche contro il suo Paese. Questo è un ragionamento in cui tu non ti muovi più nel circuito dx-sx, ti muovi tra sistema e antisistema. In Italia, comunque vada, il M5S ha dentro di sé tutto questo fermento. E’ stato cordonato, lo hanno messo fuori gioco, e adesso il problema è: ora che dal 25,6% è caduto al 21,15 % (perdendo 2.882.096 elettori), continuiamo il cordone o una politica illuminata decide di scegliere dal Movimento le suggestioni migliori? Come sarà l’interazione col 40,8% di Renzi, che comunque è un leader diverso esso stesso fuori dal movimento dx-sx? Il M5S sarà molto importante per capire l’evoluzione stessa”.

La sx radicale, se non è morta, è ormai a fine della sua corsa in Europa, perché non riesce a capire in che senso si sta muovendo il mondo e ha dimenticato il linguaggio giusto come la lotta di classe ancora presente nel terzo mondo, così che nega le forze nuove che attaccano il capitalismo finanziario in una gelosia paralizzante.
Gli elettori nella maggior parte non hanno capito che le etichette possono essere le stesse ma sotto i contenuti si sono rovesciati e continuano a difendere il sistema per forza di abitudine e per manipolazione mediatica, ma il sistema è esattamente quello che ci sta uccidendo e tutto si sta avviando verso un veloce e inconsapevole suicidio.
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I SOMARI D’EUROPA
Bruno P
Soltanto la Grecia oltre l’Italia ha accettato un governo imposto dall’Europa ma gli Italiani ancora non si rendono conto che il loro voto vale meno di uno sputo.
In questo ultimo decennio l’Italia ha subito una involuzione democratica che l’ha riportata nel passato di almeno 50 anni ma si fa ancora fatica ad accettarlo.
Io mi chiedo ancora come è stato possibile sovvertire la sovranità popolare ed imporre tre governi consecutivi senza legittimarli con il voto.
Cosa è successo in un determinato periodo storico? L’Italia di colpo è diventata una monarchia parlamentare con re giorgio che si è comportato come un vero e proprio sovrano ma gli Italiani non hanno una monarchia costituzionale.
E non è finita.
Tutti i partiti hanno fatto fronte comune per abbattere l’opposizione e i media sono stati utilizzati come megafono di propaganda per fare disinformazione.
Tale atteggiamento è tipico solo di quei paesi che
hanno un regime dittatoriale.
La ciliegina sulla torta l’abbiamo avuta con le elezioni europee.
Una farsa tutta Italiana in completa controtendenza con tutti i paesi del continente ma noi ci siamo superati.
L’Europa vuole ancora sangue dagli Italiani e lo fa per mezzo di un governo che ha legittimato un pugno di banchieri.
Paradossalmente pretende delle riforme COSTITUZIONALI da un governo illegittimo ed in questo modo l’Europa interviene direttamente nelle modifiche della nostra costituzione.
Lo ha fatto costringendo l’Italia a fare la guerra alla Libia,ad inserire il fiscal compact in costituzione,a ricomprare il suo debito pubblico per mezzo delle sue stesse banche.
Italiani ma non vi sentite delle nullità?
Non vi schifate quando vi guardate allo specchio?
E sopratutto non sentite le voci dei vostri nonni che hanno lottato per anni per darvi la libertà che state buttando nel cesso?
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ALESSANDRO GILIOLI
All’ultimo giro europeo, come noto, l’Efd di Farage aveva dentro la gente più strampalata, da Magdi Allam a Matteo Salvini, dai nazionalisti ortodossi greci al Mpf francese (che a Parigi stava con Sarkozy), fino ai Veri Finlandesi, noti per le loro battaglie contro le unioni civili tra omosessuali, contro la fecondazione in vitro, contro i ricongiungimenti familiari degli immigrati e contro lo studio della lingua svedese in Finlandia.
Un pateracchio, certo, ma con una forte impronta identitaria, nazionalista e liberista.
Insomma, l’Efd, pur con tutte le sue contraddizioni, è un gruppo di destra. E lo è non per le battute più o meno xenofobe o omofobe del suo leader. Lo è invece, prima di tutto, per le sue posizioni economiche: no alla Tobin tax, no a strumenti di regolazione del mercato, no alla progressività del sistema fiscale, no alla tassa di successione etc. E lo è per il nazionalismo identitario che contraddistingue tanto l’Ukip quanto gli altri partiti dell’Efd.
Ora, questa cultura nazionalista, identitaria e liberista a me pare poco coerente con i riferimenti a Occupy Wall Street e agli Indignados, di cui è pieno il libro-manifesto di Grillo e Casaleggio “Siamo in guerra”: laddove invece è forte l’idea di una comunità transnazionale di cittadini che si riprende in mano la politica rubata dagli establishment economici e finanziari.
..
Stefano
Io cerco di essere realista.
Ci sono delle situazioni in cui si deve essere pratici.
Chiamasi triplo carpiato con avvitamento (o scappellamento) a destra. Dopo un anno e mezzo quasi in cui ci avete insegnato che conta il principio e non la realpolitik, ecco che il Guru abbraccia quest’ultima e allora diventate tutti dei piccoli Machiavelli.
Sto vomitando.
Anni fa gli eurodeputati radicali, pochi di numero e in difficoltà perché non riuscivano a far parte di nessun gruppo, decisero di unirsi – e di fare gruppo comune – al partito di Le Pen.
Ovviamente NON si trattava di Le Pen figlia, MA di Le Pen padre.
Non mi risulta che, a seguito di una tale scelta ‘tecnica’, analoga a quella che dovrebbero fare i 5Stelle, ad Emma Bonino e a Marco Pannella, seduti in Parlamento europeo accanto a Le Pen, sia stato riservato il trattamento che oggi subisce i M5S, che viene come sempre lapidato, e per lapidarlo torna buona anche la pietra Farange.
Al contrario: mi risulta che Pannella potrebbe diventare a breve senatore a vita, mentre la Bonino, dopo aver collezionato un’infinità di poltrone prestigiose, potrebbe diventare Capo dello Stato!
Allora? Pesi e misure molto diversi verso chi è contro il sistema e per questo fa paura e chi, invece, dentro il sistema è sempre stato immerso fino al collo e non può essere temuto da un regime di cui è parte integrante.
Insomma, un’alleanza tecnica con un partito notoriamente fascista, come quello di Jean-Marie Le Pen, + la Lega, + PINO RAUTI, se la fanno i pannellidi ( mica tanto minoritari eh, avevano preso l’8,5% ed erano allora sulla cresta dell’onda, con la Bonino FINO AL GIORNO PRIMA commissaria europea) è moralmente accettabile, talché i giornali fanno bene a glissare e a ignorarla, mentre se un altro Movimento fa la stessa alleanza tecnica con un leader politico certo molto diverso e discutibile, ma ALMENO apertamente ostile ai Le Pen e ai fascisti, ecco che “la stessa” alleanza diventa un orrore, un obbrobrio, un comportamento nazistafascistarazzistasquadrista, in definitiva un crimine contro l’umanità, e perciò è giusto linciare e uccidere ( perché DI QUESTO si tratta, “uccidere”, non ci giriamo attorno) i nuovi mostri?
Pensa un po’, io invece avevo capito che se un comportamento politico è condannabile, è SEMPRE condannabile, chiunque ne sia protagonista.
E INVECE scopro che ‘di là’ ci sono mostri da sterminare, ‘di qua’ nobili Padri della Patria da onorare e venerare (per una si ipotizza la Presidenza della Repubblica, per l’altro da tempo è in corso un processo di beatificazione ante mortem).
.
Luigi
Oltre a mescolare nel torbido con residuati fascisti e razzisti, Farage ha mostrato una capacità camaleontica mascherando l’ultraliberismo conservatore con compassione verso i perdenti, purché di pura razza inglese, e scaricando la frustrazione della crisi verso gli immigrati, e la burocrazia di Bruxelles.
La Gran Bretagna non ha l’euro e lì le politiche dell’austerity sono decise dal governo conservatore a Londra. Ma queste politiche non vengono criticate da Farage perché lui è ancora più a destra, farebbe anche di peggio in termini di tagli allo stato sociale, ma evita accuratamente l’argomento con una retorica confusionaria e populista.
La destra di Farage è antieuropeista, non è anti-austerity, sono due concetti diversissimi, che purtroppo anche in Italia vengono confusi, e questo permette ad alcuni di pescare nel torbido e ingannare il popolo.

NICOLETTA LANDI DA LONDRA
No global, pacifista, ecologista, operatrice nel campo ambientale

Ho provato a riascoltare alcuni programma che intervistavano Farage un anno fa, quindi diciamo in periodi non sospetti.
Mi ha stupito che in un programma ha detto che si dovrebbe eliminare le tasse dagli stipendi più poveri per rialzare la domanda del consumo. Bene un buon punto.
A parte questo, questi mi paiono i suoi punti principali che ripete in ogni occasione; li riporto nella maniera più neutrale che posso:
La sua uscita dall’Europa è basata sull’idea che l’Europa forza l’Inghilterra in tutta una serie di regolamenti sulle imprese inglesi che sono strozzanti, come ad es la pazzia degli accordi sul climate change firmati a Bruxelles (question time april 2013) ed eccessivi regolamenti per i diritti del lavoro (question time aprile 2013 https://www.youtube.com/watch?v=attT2D8fduA)
Secondo lui, L’Inghilterra non può fare accordi di libero mercato da sola, ma deve stare sotto l’ombrello dell’EU (question time april 2013).
Ancora dice: “L’Inghilterra fa un errore madornale ad aprire le porte all’immigrazione dalla Bulgaria e Romania. Questi paesi sono poverissimi, in mano alla mafia. Tanta simpatia per la gente che vive lì, però l”Inghilterra non ha le risorse per accoglierli, quando abbiamo disoccupazione giovanile. Per questo dobbiamo usc
No global, paxcifsire dall’EU perché non possiamo decidere politiche di immigrazione come parte dell’Europa. Risorse come polizia, ospedali, servizi sono allo stremo per sostenere questo flusso di immigrati. (Question time January 2013 https://www.youtube.com/watch?v=cbAE6P9la-s)
La Norvegia è il paese a cui guardare: sono fuori dall’Unione europea, fanno quel che gli pare, governano il loro paese in maniera indipendente e la politica sulla pesca è un esempio di come facendo per conto loro hanno una risorsa ittica molto produttiva
https://www.youtube.com/watch?v=cbAE6P9la-s (avendo le risorse marine più grandi
d’Europa, questo è uno dei maggiori scogli per la Norvegia all’entrata in Europa).
In question time nov 2013 https://www.youtube.com/watch?v=RdhDFEs5EPg Nigel dice: “in Inghilterra stanno chiudendo tutti i centri di costruzione navi e se un giorno ci attaccano di nuovo le Falkland, come le andremo a difendere? Facendo costruire le nostre navi in korea? Il ministro della difesa in sala si difende dicendo che questa è un’emerita bugia perché le due più grosse navi mai costruite sono costruite interamente in Inghilterra. Al che Farage la continua ad interrompere chiedendo se ricevono dei pezzi dalla Korea ma lei continua a negare, al che Nigel comincia ad attaccarla dicendo che le navi ci sono ma non ci sono sopra gli aerei e lei di nuovo comincia a dire che gli aerei saranno costruiti in tempo ecc.
Io non so chi ha ragione di entrambi, ma certamente Farage non esprime un punto di vista pacifista. E’ un eccellente oratore ma molte delle cose che dice vengono indicate dagli altri candidati come false e quando gli altri cercando di spiegare dove sta dicendo le cose sbagliate, li ridicolizza.

Il suo cavallo preferito è che l’immigrazione alta in Inghilterra è il risultato diretto della nostra partecipazione all’Unione europea.
Quando gli dicono che l’immigrazione porta benefici economici, lui risponde: cosa ne facciamo di tutti gli inglesi disoccupati? Lo stesso ministro della difesa, una donna conservatrice, gli risponde bene dicendo: sì, i tempi sono duri e quando i tempo sono duri, la storia ci insegna, ci si gira verso lo straniero e lo si incolpa. Ci sono report che dicono che immigranti hanno pagato in tasse molto di più di quello che hanno ricevuto in benefits, https://www.youtube.com/watch?v=RdhDFEs5EPg ma Farage non nomina mai questo, appellandosi alla paura della gente e al senso tribale che come sai è così facile da accendere.
Per es. Farage continua a insistere che aprendo le porte a Romania e Bulgaria 29 milioni di persone arriveranno Inghilterra a farsi dare istruzione e assistenza sanitaria gratis. Peròpoi gli fanno notare, che proprio perché siamo in Europa, altri paesi in realtà hanno o stanno aprendo le porte e così saràfacile che questi flussi immigratori si fermeranno in Germania e in Austria dalla Bulgaria, o in Francia e Italia dalla Romania, a causa della lingua. Ma su questo lui non risponde.
Gli fanno notare che ci sono 2 milioni di inglesi che vivono all’estero in Europa e se cominciamo a metter controlli…

Sempre in questa puntata (luglio 2013) si mette a parlare un poeta e autore di film sull’immigrazione, di razza giamaicana. E’ molto commovente, e parla di come vi sono stati numerosi report nazionali indicando che diversi fatti dichiarati da Nigel sono falsi, a partire dai dati sui crimini che sono scesi quando lui dice che sarebbero saliti, o il classico punto di contadini razzisti che hanno fatto in tutti i modi per impiegare inglesi ma nessuno voleva venire a lavorare la terra, neanche quelli della famiglia stessa dei contadini e hanno dovuto aprire ad immigrati. Poi rispondendo al punto degli ospedali presi di assalto dagli immigrati, cita Boston dove pare ci siano molti delle’est europeo e, se non fosse stato per gli immigrati, avrebbero chiuso il reparto maternità e i locali sarebbero dovuti andare ancora più lontano.

Penso che il problema economico abbia radici profonde (ahimè è mondiale), ma posso solo dire che i maggiori cavalli di battaglia di Farage sono molto populisti e non innalzano il paese a dei valori e degli ideali ma lo abbassano al mercato delle vacche del tipo leghista: “Chiudiamo i confini, governiamoci da soli, risparmiamo in guerre, ognuno per sé, noi da soli, mi dispiace per i poveri, ma dobbiamo sopravvivere, lasciamo gli altri ai loro problemi”
Per sostenere questi punti, Farage porta dati sul crimine in aumento a causa degli immigrati, delle strutture sociali prese di assalto ecc. ma sono dati falsi.
Questa ottica di salvare la propria tribù è la base di dittature, guerre, ingiustizie.
Il problema che io temo per il nostro futuro non è che finisca il petrolio o l’acqua potabile o che si sciolgano i ghiacciai nel polo nord o che il metano salga dal fondo degli oceani uccidendo la fauna marina. Il problema che io temo è che molto prima che questi disastri arrivino (ed arriveranno), uno ad uno i paesi si chiudano nel loro bordo, incrementando le loro difese, accusandosi gli uni con gli altri, ed arrivando ben presto in uno stato di guerra permanente.
La creazione di istituzioni come l’ONU, l’Unione europea ecc. ebbe proprio lo scopo di scongiurare la violenza che viene generata quando singoli Stati sono liberi di padroneggiare, ma nella speranza che il compromesso del cercare il bene comune potesse arginare derive genocide.
Non ha funzionato, ma il ritornare al popolino che si stacca, la Padania che si stacca, la Scozia che si stacca, la Corsica che si stacca, Farage che si vuole staccare, mi sa di miraggio, che non risolve i grossi problemi mentre spiana il campo per il dittatore di turno.
Il problema sociale che ci attende è molto più imminente che il problema ecologico e una politica di paura ed il disprezzo per il diverso (diversa etnia, diversa religione, diversa cultura, diversa ricchezza) è la base tradizionale usata per ridurre i diritti, ridurre i controlli e pian piano salire in sopraffazione e abuso.
Con tante dittature, dal centro Europa al sud America all’Africa, che hanno insanguinato il pianeta, si sperava che il genere umano avesse imparato il pericolo derivante dalla chiusura e dalla bigotteria ma ahimè penso che dovremmo sterminarci per capirlo fino in fondo.
Io non so se Grillo e Farage hanno in mente un tipo di politica estera che possa condurre allo stato fortunato della Norvegia, un paese tra l’altro estremamente ricco grazie al petrolio o della Svizzera, o se invece rischia di condurre a qualcosa di molto più fragile.
Mi chiedo se la Svizzera potesse vivere in pace neutrale se non ci fosse attorno una NATO che la protegge, o se potesse essere così ricca se non fosse circondata un sistema bancario molto più rigido e così attraendo con i suoi segreti e benefici grandi investimenti.
A volte in un mercato “controllato”, quelli che se vanno da soli sono quelli che stanno meglio. Ma se il mercato non fosse controllato, io temo che tutti starebbero peggio.
Infine, credo che la canzone che si canti durante il percorso sia importante tanto e quanto l’obiettivo finale. Se costruisci la tua strada con dei compagni di viaggio che inneggiano al disprezzo non ti aspettare rispetto alla fine del tragitto.
Mi ricordo sempre le parole di Francuccio (Gesualdi), quando ospitava una ragazza nigeriana: “Perché noi che siamo nati in Italia ci sentiamo in diritto di avere una vita più privilegiata rispetto ad uno nato in una zona in difficoltà? E’ un gioco a dadi? Chi ti da’ il diritto di usufruire di pace, ospedali, scuole ecc.? L’indirizzo di casa? O c’è qualcosa di più? Se accettiamo che siamo tutti uguali, i genitori con le stesse speranze per i propri figli, di sopravvivere, e di sperare, e i giovani con gli stessi sogni, di fare un famiglia, di avere una casa, perché poi troviamo naturale che questi diritti siano legati a dove siamo nati e negati a tutti gli altri?”
L’immigrazione è uno dei temi politici più scottanti ovunque vai e lo diventerà sempre di più in un pianeta dove le risorse sono sempre più scarse.
Ma le parole di Francuccio, il suo modo di vivere l’immigrazione facendo affidamento famigliare a minorenni di ogni razza, la sua accoglienza e la sua coerenza sono le parole della canzone che vorrei insegnare ai miei figli.
Spero che la paura di perdere il nostro benessere e i nostri diritti innaturali non prendano mai il sopravvento dentro di me e che il suo modello non si spenga mai
.
Un grosso abbraccio
nico

Video su Farage delle BBC

https://mail.google.com/mail/u/0/?shva=1#inbox/1466e06a66fc6215?projector=1

http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Completamente ignorate le mie richieste di delucidazioni sui perché non si è scelto di firmare un gruppo autonomo in Europa con tutti quei parlamentari provenienti da 8 nazioni con programmi affini a quelli del movimento avrebbe potuto essere un gruppo di 31 parlamentari
    Leggo anche lei dissente sulle scelte pilotate dal vertice
    Le assicuro che il malcontento tra gli attivisti si sta propagando non per le scelta in se ma sopratutto per il metodo.

    Commento di Rosa Anna Oioli — giugno 19, 2014 @ 5:22 pm | Rispondi


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