Nuovo Masada

maggio 30, 2014

MASADA n° 1537 30-5-2014 CHI VINCE E CHI PERDE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:39 pm

Astensionismo: il 43,7% degli Italiani non ha votato. In un anno l’astensionismo è cresciuto di 17 punti – Sul totale degli elettori Renzi in realtà ha preso il 22 %. Il Governo Renzi corrisponde a solo un quarto dei cittadini italiani – 21.888.906 Italiani su 49 milioni non hanno votato per nessun partito – Le frasi sbagliate di Grillo – Stralci da La Gabbia – Paolo Barnard e le previsioni dei mercati – Chi vince e chi perde – Le fanfaluche di Renzi e i dati della realtà- E’ nato il partito di Renzi – Di Balena Bianca non c’è nulla! Sono solo dati letti al contrario! – Come si vendono lucciole per lanterne

Rudy49
Niente di nuovo sul fronte occidentale della Corea del Sud Europa: ITALIA! Mentre i politici&media italici cazzeggiano sulla barba di Grillo, a Roma aziende e negozi chiudono come le mosche, i marciapiedi vengono spazzati ogni tre mesi e nelle periferie la gente raccoglie cicoria sui marciapiedi che sembrano campi di patate! Le periferie romane sembrano quartieri della città rumena Timisoara del 1960! Mentre i media assistiti incensano il Cesare al chianti el bomba renzusconi il paese si avvia mestamente a diventare la bidonville d’Europa! Giovani, scappate salvatevi almeno voi!
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Arjuna cita:
Saluto all’alba

Guarda a questo giorno!
In esso è la vita, la vera vita della vita.
Nel suo breve corso
È riposta tutta la verità e la realtà del tuo esistere:
la felicità del crescere
la gloria dell’azione
lo splendore della bellezza;
poiché ieri non è che un sogno
e domani una visione;
ma l’oggi ben vissuto rende ogni ieri
un sogno di felicità
e ogni domani una visione di speranza.
Guarda bene, perciò, a questo giorno!
Tale è il saluto all’alba.

Kālidāsa

Il M5S ha perso due milioni e mezzo di voti. E ora, punto e a capo, continuiamo a combattere come prima, più di prima.
Antonio M
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VOTI PERDUTI

Il partito di Renzi ha conquistato ben 2 milioni e mezzo di voti rispetto alle politiche 2013 e 3 milioni e 200 mila rispetto alle europee 2009. Col 40% Renzi supera ampiamente il miglior risultato della storia del PD, il 33% di Veltroni nel 2008, nessun partito aveva mai preso da solo una percentuale così alta alle Europee (nel 1979 la DC arrivò al 36,45%).
Il M5S ha perso dal suo massimo 2,5 milioni di voti, fermandosi a 5,7 milioni. Resta sempre il secondo partito d’Italia ma la distanza col Pd adesso è enorme, anche se resta l’unica opposizione.
Forza Italia scende dai quasi 10 milioni delle ultime politiche a 4 milioni e 600 mila. E anche sommando il milione e 200 mila voti del nuovo centrodestra, formato con ex alleati del Pdl, il calo è sostanziale: oltre 4 milioni di voti persi
La LEGA NORD guadagna 300 mila elettori rispetto allo scorso anno. Ma con 1.688.000 voti è ancora ben lontana da quei 3 milioni e 100 mila delle europee di 5 anni fa.
La Lista Tsipras con 1.108 voti sale poco dalla vecchia Sel che alle politiche aveva 1.089 voti. 29 voti di differenza.
Tutte le società di sondaggi hanno clamorosamente sbagliato.

L’ASTENSIONISMO E’ CRESCIUTO DI 17 PUNTI IN UN ANNO
IVAN RETTORE segnala:

A Quinta Colonna, Jacopo Fo ha insistito a ragione sul fatto che ciò che conta sono il numero di voti presi rispetto alle percentuali.
Infatti, nel tam tam mediatico, si è dimenticato che su 49 milioni di elettori, oltre 20 milioni sono rimasti a casa, il 41,32% del totale. Considerando poi schede bianche 577.856, nulle 954.718, contestate e non assegnate 3.683, il totale di coloro che non hanno espresso nessun voto è di 21.888.906, cioè il 43,78% dell’intero corpo elettorale! Nei fatti, è questa la componente politica maggioritaria e silenziosa nel paese, peraltro in costante crescita e composta oltre che da persone indifferenti e/o schifate dalla politica, anche da parecchie persone rassegnate e nostalgiche di una Sx che ormai non c’è più e i cui presunti eredi non sanno manco cosa sia esserlo e dimostrarlo quotidianamente!
Appartengo con orgoglio a quest’ultima categoria e mi rammarica vedere che in Italia ci sono ancora troppi che si entusiasmano per la vittoria di un PD che di Sx ha poco o nulla, mentre altrove, specie fuori dall’Europa, sta crescendo una Sx innovativa, dinamica, propositiva, che comincia ad attuare modelli di società alternativi al neoliberismo (che ha fallito in ogni campo salvo nell’arricchire una piccola schiera di capitalisti senza scrupoli) e che non ha un futuro né credibile né sostenibile!
In effetti, se guardiamo i numeri di queste elezioni farsa quanto inutili, dato che secondo il Diritto Comunitario, il Parlamento europeo ha poteri molto ridotti se non quasi insignificanti rispetto alla Commissione e ai governi degli Stati membri:
– Pd: 11.172.861 votanti – 22,68% di tutto il corpo elettorale
– M5S: 5.792.865 votanti – 11,76% …
– FI: 4.605.331 votanti – 9,35% ..
– Lega Nord: 1.686.556 votanti – 3,42% ..
– Nuovo Centrodestra: 1.199.703 votanti – 2,43% ..
– L’altra Europa con Tsipras: 1.103.203 votanti – 2,23%..
Dunque i fatti mostrano una realtà politica ben diversa, le forze di governo non rappresentano nemmeno 1/4 degli elettori e tutte le forze politiche che sono riuscite a mandare parlamentari a Bruxelles, riescono a malapena a superare il 50% del totale.
Anche il 40,8 % raggiunto dal PD tanto sbandierato si riferisce unicamente al numero di votanti e ha un peso politico nettamente inferiore a quello della DC negli anni 50, quando l’astensionismo non aveva l’ampiezza attuale e stava a meno del 10%!
Quindi, conviene ancora lavorare e continuare e adoperarsi per una politica ben diversa, che non sia personalistica ed incentrata su partiti privi di reale democrazia interna! Altrimenti si insiste a parlare di cose che nulla hanno a che fare con la realtà, ma sono usate solo come fumo negli occhi per mantenere intatto l’esistente.

Il Pd ha preso 11.162.869 voti
Sul totale degli elettori, questi non fanno il 41 % come sbandiera Renzi, ma il 22,78%
Il che vuol dire che su 10 persone, solo 2 hanno votato Pd e più di 4 non hanno votato affatto.

Redevet dice giustamente:
Ricorderei ai tifosi di Fonzie che nel 1984 il vecchio PCI, dopo la morte di Berlinguer, sorpassò la DC con poco più del 33% con 13 milioni e passa di voti. Gli italiani votavano in tanti, non il 50%….
L’astensionismo era del 10%
Non era il 43,78 % del totale.
Alle europee del 2009 gli astenuti furono il 33%.
Alle europee del 2014 sono arrivati al 43,7%.
(L’abitudine di dare le percentuali di voto solo sugli elettori effettivi e non sull’intero corpo elettorale fa parte anch’essa degli inganni mediatici usati dal potere)
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Contro il martellamento televisivo fascistoide, tipo ‘Istituto Luce’, continuiamo a pensare che 21.888.906 Italiani su 49 milioni non hanno votato per nessun partito, sono il 43,78% dell’intero corpo elettorale (Renzi ha preso solo il 22,78% dell’intero elettorato)
Ed è a quelli che si deve guardare perché possono essere gli elettori del futuro
mentre la destra berlusconianiana, il centro e l’estrema sx finiranno per dissolversi
Guardando le persone attorno a noi, continuate a ricordare che solo 2 su 10 hanno scelto Renzi. Gli altri no.
C’è ancora molto da fare.
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Viviana
Sono convinta che la maggior parte di quelli che hanno votato Renzi nemmeno sappiano le sue intenzioni di abolire lo stato sociale, come è scritto nei suoi 100 punti (e dunque azzerare 6 milioni di pensioni sociali e 4 milioni di pensioni di reversibilità, questo addirittura Renzi lo ha detto pubblicamente che intende abolire le pensioni alle vedove). Come non sanno che vuole privatizzare tutti i servizi pubblici (il che porterà servizi peggiori e più cari), intende svendere i beni comuni (come l’acqua, fregandosene del referendum, il che porterà ad acqua imbevibile e carissima, come ovunque dove l’acqua è stata privatizzata), intende trasformare la repubblica parlamentare in presidenziale (accentrando tutti i poteri nel premier a diretta elezione popolare, e a questo tende l’azzeramento del Senato), intende ridurre i poteri diretti elettivi del popolo (vedi Senato di ‘nominati’ e presidenti di Provincia non più eletti). Intende servire non gli interessi dei cittadini ma quelli delle banche (vedi asservimento alla Bundesbank e al sistema finanziario), intende portare l’Italia a un iperliberismo di destra superiore a quello dei neocon statunitensi.
Il voto a Renzi è in gran parte frutto di disinformazione, e in gran parte di propaganda mediatica.
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Ugo Pelizzari
Credevo che la loro corsa fosse sugli astenuti (il 43,7%) e non sui moderati, che votano DC-Pentapartito-Berlusconi-Renzi e che non ti voteranno mai, perché da 70 anni trovano già in loro quello che desiderano.
Battaglia persa fin dall’inizio, a meno che non accetti la tesi renziana (vincente), che pur di vincere sostanzialmente mi sovrappongo all’altro, snaturo l’essere un partito diverso per riproporre sostanzialmente una politica ed una prassi consolidata cara a chi non mi vota: ma loro no, volevano essere appunto diversi?…ma allora t’interessa gestire solo il potere e non il cambiamento….
Hanno il 21% nonostante tutto, no il 2,1….strano ‘sti “moderati”(cosa c’è di moderato nel jobs act, negli f35, forse di moderato ci sono solo gli 80€ a scaglioni e non per tutti??!!), l’unico dato buono delle elezioni, è che almeno una volta per tutte si è capito, che l’elettorato che vince sempre è 1/3 scarso degli aventi diritto!
Magari capire perché non riesci a convincere chi non va (che è diverso appunto da chi va), no eh?
In Italia moderato fa rima con democristianesimo pentapartico e berlusconismo… oggi è .
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LE FRASI SBAGLIATE DI GRILLO

Io di frasi sbagliate di Grillo, dette a vanvera nel tumulto dell’enfasi ne ho sentite parecchie (come ne ho sentite da tutti i politici, nessuno escluso), peccato che quelle di Grillo siano state amplificate e ripetute a dismisura dai TROLL e dai media, e ogni volta ho provato una stretta al cuore vedendo che il troppo stroppia e la troppa enfasi fa fare scivoloni pericolosi. Peccato che non ci sia stata la stessa enfasi mediatica quando Renzi diceva che voleva eliminare lo stato sociale, o voleva allargare il metodo Marchionne a tutti i lavoratori, o voleva privatizzare tutto l’esistente, o voleva dare ragione in tutto alla Merkel, o voleva togliere alle vedove la pensione di reversibilità. Peccato che le frasi di Grillo erano solo suoni sbagliati, accostamenti sbagliati, voci che non producevano effetto, mentre le frasi di Renzi sono precisi propositi che si tradurranno in leggi e distruggeranno questo paese.
Quando Grillo dice che il fisco è peggio della mafia perché la mafia almeno non uccide le sue vittime, chiaramente ha detto una frase sbagliata.
Ma quando Renzi dimezza le pene ai politici collusi con la mafia fa una legge pesantissima che assolve i rei. Io vedo collusione mafiosa in Renzi, e solo una frase stupida in Grillo e, se mi si permette, la differenza è enorme. Solo che i media e i troll si buttano a pesce contro Grillo, tacciono su Renzi. Questo è il punto.

Da La gabbia
Noi abbiamo 8 milioni e 300.000 disoccupati, ma la grande Germania che si vanta tanto ha anche lei i suoi 3 milioni di disoccupati, senza contare tutti coloro che sono a paga bassissima.
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Ci dimentichiamo che chi ci ha messo nella zona euro e dunque in questa crisi gravissima che dipende in maggior parte dalle perverse regole euro, fatte per favorire solo certi speculatori bancari e finanziari, sono stati i DS, e chi ci ha costretti allo schifo di un governo Monti che ha messo (unico in Europa) in Costituzione il pareggio del bilancio e che ora ci costringe, in base al fiscal compact, a pagare la penale di 50 miliardi l’anno perché sforiamo il 3% del Pil, stato il Pd e chi ora continua ad accettare tutte le perversioni della Bce che finiranno per distruggerci col patto Renzi-Merkel è ancora il Pd.
E il paradosso è che quegli stessi Italiani che odiano Monti come il distruttore dell’Italia, sono andati in massa a votare per Renzi che non fa che proseguire l’agenda Monti in ubbidienza al Fondo Monetario, e consegna, su ordine di Napolitano, le Finanze a Padoan che è un emissario del Fm esattamente come Monti
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Siamo sotto il dominio del sistema finanziario capitalista ed esso alla fine ci ucciderà
Fino al 2 giugno si riunisce a Copenhagen il Bilderberg,il club dei padroni della finanza,quelli che tirano i fili della finanza occidentale e dettano la morte o l’agonia di questo o quel paese solo manovrando le leve degli acquisti e delle vendite dei titoli pubblici.
Noi si sgoliamo a vantare vittorie e esecrare sconfitte quando i nostri partiti di fronte al Bilderberg non sono nulla, il Parlamento europeo non conta nulla, perché gli ordini ai Paesi europei verranno da una Commissione europea che nessuno ha mai eletto e che fa gli interessi di una cricca dell’alta finanza che controlla le banche e la borsa.
Nel direttivo del Bilderberg c’è il solito Monti (come in passato c’era Prodi), c’è Draghi, come sono stati invitati il solito Elkan o il solito Bernabei. A che titolo Monti va a parlare al Bilderberg? A titolo dei grandi interessi finanziari, non certo dell’Italia.
Ai signori dei mercati non interessa una cippa se ha vinto Renzi, se è salito Salvini o se è sceso Grillo. I cittadini europei votano ma a comandare non saranno organismi eletti democraticamente, bensì questi signori che vivono fuori da ogni democrazia.
(I media italiana ripetono come pappagalli che Renzi ha reso agli Italiani la speranza. La speranza è una cosa seria. Il 43,7% non ha nemmeno votato. Eccola la speranza degli Italiani!)
In ubbidienza ai mercati americani, ora l’Europa ha anche fatto un patto commerciale con gli Usa, il che vuol dire che saremo invasi da prodotti americani,OGM compresi. E’ questa la rinascita europea?
Nel Bilderberg ci sono quelli che nel 2011 ottennero il colpo di stato in Grecia sostituendo il democraticamente eletto Papandreou con l’imposto Papadopoulus, essi diedero l’ordine di non comprare più i titoli di stato greci, la Bundesbank vendette l’80% dei titoli greci e per la Grecia fu la fine.
Il Bilderberg ha mandato in Italia Padoan con lo stesso scopo. Dunque quello che avverrà dell’Italia dipenderà non da chi ha vinto le politiche ma dai banchieri. E a loro Renzi va benissimo perché eseguirà quello che loro comanderanno per realizzare la propria carriera diventando l’esecutore dei potenti. Già Renzi comincia a dire che la Merkel ci ama (sigh) e parla vagamente di realizzare un euro più umano quando sa benissimo che tutto quello che farà sarà ubbidire agli ordini di Bruxelles senza alcuna reazione.
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Sgarbi: Alfano è un non partito. Alfano è una merda secca.
Forza Italiana è una salma, un catafalco dove Berlusconi entra la sera con Dudù ed esce la mattina con Toti che è il fratello di Dudù.
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Eliminate i 60 miliardi l’anno che ci costa la corruzione politica e salverete l’Italia!
Ma in Europa, finché sarà la finanza a dettare legge non ci sarà salvezza per noi.
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In Emilia il Pd ha detto ai terremotati: per tre anni non pagherete le tasse. Poi gliele ha fatte pagare lo stesso.

METEORE
Ma la spending review di Cottarelli è sparita?
Un altro a servizio del Fondo Monetario, nominato da Letta Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica col compito di tagliare le spese delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, nonché della società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche che non emettono strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati, e pagato per questo 258.000 euro l’anno, vale a dire 11.000 euro netti al mese. Ha dichiarato anche di ricevere già (a 60 anni) la pensione dall’FMI. Dei famosi tagli che voleva fare non abbiamo visto nulla. Ma lo stipendio lo percepisce lo stesso? Eppure su di lui poco tempo fa i giornali sparavano di tutto. Sembrava il signor Forbici dell’austerità italiana. Sparito anche lui assieme a Letta? O ricomparirà anche lui assieme a Letta in qualche carica europea non eletto da nessuno ma ‘nominato’ da Renzi?
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Nelle Marche chiudono 200 fabbriche al mese e nelle stesse Marche quel Pd che ha appoggiato volontariamente i gestori della crisi prende più del 50%. E se non è follia questo…!
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L’ex sindaco di Bari Emiliano dice: “La Puglia è una delle regioni più efficienti d’Italia. La Puglia ha solo 4 milioni e mezzo di abitanti, quanto una grande città. Ebbene lo Stato in Puglia di burocrazia riesce a spendere 30 miliardi l’anno. E’ possibile che si riesca a spendere 30 miliardi per soli 4 milioni e mezzo di Italiani? (sono 6.666 euro a testa, sembra la cifra di Satana).
Hanno fatto tutti giri propagandistici che hanno voluto sull’Ici e a forza di cambiarla sono arrivati a farci spendere con l’IMU più dell’Ici dandoci a intendere che ci facevano dei regali. E tutti i sindaci lo avevano denunciato, inascoltati. E ora avremo la Tasi che sarà anche peggio. E’ stata una balla politica per fregarci meglio.
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Befera esce per demerito da Equitalia e un secondo dopo entra con titolo direttivo nell’organismo di vigilanza di controllo di Eni. Ma ha senso? Non potevano mandarlo a casa? Ma sembra che nel sistema che hanno congegnato nessun pezzo grosso della Pubblica Amministrazione possa essere semplicemente mandato a casa. Quando ne vogliono togliere uno lo devono mettere in un alto posto altrove. E così la giostra continua e l’uno continuerà a sorreggere l’altro e a comandare resteranno sempre gli stessi.

PAOLO BARNARD (sempre da La gabbia)

Bruxelles se ne fotte dei 150 euroscettici arrivati nel parlamento europeo per il semplice fatto che il parlamento europeo non conta una cippa.
Il proprietario del tuo capannone, del tuo reddito, del futuro di tuo figlio non sei tu, non è il governo di Roma, non è Renzi, sono i mercati.
Il mercato possiede la moneta. Il mercato possiede il tuo futuro.
Alla vigilia elettorale, dice Barnard, ho scandagliato il decalogo dei 3 signori del mercato (J.B.Morgan, Goldman Sachs, Open Europe…) e ciò che dicevano su come comportarsi dopo il voto Le loro conclusioni erano agghiaccianti:
1) I mercati, hanno detto, stiano tranquilli, perché il cdx dei Popolari rimarrà il partito di maggioranza
2) I partiti antieuro avranno buoni risultati ma questo non preoccupa. Francia e Inghilterra avranno un spostamento verso gli euroscettici ma entro un limite che ci aspettiamo. Dunque non siamo in pensiero. Né Le Pen né Farage costituiscono un pericolo
3) In Italia, dicono i mercati, siamo rassicurati dall’asse Merkel-Renzi. Il successo del Pd in Italia garantisce la stabilità dell’euro. Renzi collaborerà con la Merkel sull’eurozona (dunque i milioni di Italiani che hanno votato Pd si sono sparati sui piedi. Votare Pd vuol dire votare per il proseguimento della distruzione della nostra economia e la continuazione di una austerità che ci uccide. Le tasse aumenteranno e lo stato sociale sarà massacrato. E le conseguenze le subiranno quegli stessi Italiani che poi quando chiudono il negozio o non possono più mandare i figli a studiare verranno a piagnucolare in televisione. E’ agghiacciante la sicurezza di chi dice: “Renzi collaborerà con la Merkel alla rovina dell’Italia”, quando tutta la carriera politica della Merkel ha lo scopo di distruggere la piccole media impresa italiana)
4) Sappiamo benissimo che tutto il blocco dei 150 antieuro è incoerente, impreparato, senza esperienza di governo e di economia, quindi l’establishment continuerà a dominare incontrastato
Allora, si chiede Barnard: come sbarazzarci dei capi del mercato che ci tengono in mano, comprando o vendendo i nostri titoli di stato così da far scendere o salire il nostro spread e rovinandoci quando lo vogliono?
Se il mercato decide di comprare i nostri titoli, il nostro spread scende.
Se decide di non comprarli, lo spread sale e noi falliamo.
Come ci si libera da questa tagliola? in un modo semplicissimo: smettendo di emettere titoli.
Per fare denaro di accreditano sulla Banca d’Italia i conti correnti di cittadini e imprese.
Così facendo, si disintegra il potere dei mercati di tenere in pugno l’Italia.
Questo è il primo passo per l’uscita dall’euro, e questa è l’unica cosa che fa paura ai nostri padroni. (Ecco perché Grillo è tanto attaccato)

ALDO GIANNULI
Certamente nessuno degli obiettivi del M5S è stato raggiunto (affiancamento o superamento del Pd, conquista di almeno una regione) e non solo non c’è stata alcuna avanzata del M5S oltre il 25%, ma si sono persi circa un milione di voti, scendendo al 21%. E questa è la parte “reale” della sconfitta. Poi c’è un “effetto ottico” che la ingigantisce: l’inaspettata e fortissima avanzata del Pd. Non c’è dubbio che questo sia una “vittoria del sistema” che si è compattato intorno ad un partito, ma è una vittoria che va relativizzata.
Quel 40% (di elettori attivi, che diventa il 22,78 su quelli potenziali) vede un aumento dell’astensionismo in un anno di 17 punti, ma è presumibile che, come in passato, la gran parte degli astenuti poi torneranno a votare nelle politiche ed i conti occorrerà rifarli. E mi sembra molto difficile che il Pd mantenga la sua posizione.
Renzi ha potuto giovarsi di una straordinaria rendita di posizione: la dx frazionatissima e in forte calo (è passata dai 10 milioni di voti della coalizione dello scorso anno, ai poco più di 8 milioni e mezzo di oggi), il centro montiano e la lista Giannino (che sommavano quasi il 12%) si è polverizzato, l’estrema sx è in difficoltà (e infatti, ha ceduto un buon 1,3% della somma di 5,45% di Sel e Rc). Il Pd, di fatto, aveva un unico avversario nel M5s che ha contro tutti i partiti. E Renzi ha vinto perché ha limitato al minimo le sue perdite verso l’astensione e gli altri partiti ed ha ingoiato sano sano il centro montiano, aggiungendo qualcosa da FI e dal M5S. Si è ripetuto quanto accadde nel 1976, quando il Pci sembrava dover sorpassare una Dc in crisi: la cosa terrorizzò i moderati che fecero quadrato intorno alla Dc che si riprese e tenne a bada il Pci.
In Italia questo genere di sfide premiano sempre i moderati e conservatori al potere. Quindi, più che vittoria del Pd dovremmo parlare di confluenza del centro montiano nelle sue fila.
Circa il M5S, è un movimento giovane che conferma un notevole grado di radicamento elettorale mantenendo i 4/5 della sua originaria percentuale. Ha subito la perdita dei 3/8 dei suoi elettori ma questi in maggior parte non si sono indirizzati verso altri partiti (direi circa 5-600.000 al Pd e 150-200.00 alla Lega), ma verso l’astensione. Mettiamoci anche che tanti non votano mai alle europee, per le quali serve poco votare. Il Movimento mantiene un forte peso nell’elettorato più giovane, e questo è un elemento di vantaggio. Per cui il trionfo odierno di Renzi non è affatto definitivo ed irreversibile e la “rendita di posizione” che oggi ha premiato lui, in prospettiva premia il M5s, restato unica opposizione consistente. Il centro (dei Monti, Giannino o Casini) è dissolto; la dx è in calo e disunita; la Lista Tsipras non ha dimensioni serie, e in caso di elezioni con l’Italicum, dovrebbe scegliere se entrare in coalizione con il Pd o il M5s o sparire (la soglia è dell’8%) portata).
Di fatto il M5s resta l’unica opposizione al Pd. Dunque si può parlare di una battaglia persa, non di una guerra persa. La guerra continua e il M5s resta l’unica forza capace di aprire la strada ad un cambiamento del sistema politico. Che poi ci riesca o no dipenderà dalla sua capacità politica, ma oggi è l’unico ad avere le carte sufficienti per provarci.
Il M5S ha sottovalutato le resistenze ambientali e la reazione del sistema. Insomma: non penserete che le classi dominanti stiano ferme ad aspettare di essere rovesciate? Chiedetevi perché Ferrara festeggia a cocaina o il “Giornale” dedichi il titolo di apertura ai grillini asfaltati, mentre non avrebbero nulla di cui gioire per i propri risultati elettorali. E’ evidente che battere il M5s era l’obbiettivo di tutti, prima ancora che superarsi fra di loro. Il potere non permette di essere sfidato senza reagire.
Il che significa che battere il sistema non è una gita fuori porta: è una guerra di lunga durata, nella quale bisogna mettere in conto anche le sconfitte parziali, alle quali occorre reagire serrando le fila e rivedendo tattica e strategia. E qui si vede di che pasta è fatto un movimento e la gente che lo compone.
In queste condizioni, Grillo non si deve dimettere. Se lo facesse, il m5S si distruggerebbe, sarebbe il riconoscimento di una sconfitta definitiva. Trasformerebbe una battaglia persa in una guerra persa.
Le strade che si aprirebbero sarebbero solo due: o la ripresa della dx come alternativa al Pd o (se la dx non si riprendesse) oppure l’assenza di qualunque alternativa al Pd che correrebbe da solo verso una “democrazia popolare” tipo est Europa di cui nessuno (spero) senta la nostalgia. Oggi come oggi, nell’ondata eurocritica attuale, il M5s è l’unico che si collochi a sx del blocco europeista, anche se ha rapporti con l’Ukip (che, peraltro, non è un gruppo fascistoide come il Fn, Obbik, ecc.). E sinora è proprio il M5s ad aver evitato che la protesta si canalizzasse a dx in Italia. Quanti auspicano la scomparsa del M5s, sono in grado di garantire che questo non finisca per alimentare cose assai meno accettabili?
Dunque, è bene che il M5s resti e riprenda la sua lotta, pur se con aggiustamenti e rettifiche necessari. E se vogliamo che il M5s resti, occorre che Grillo e Casaleggio restino dove sono e continuino ad avere il loro ruolo. E che Grillo continui ad essere il “frontman” del movimento con le sue caratteristiche espressive. Grillo e Casaleggio restino dove sono, ma facciano spazio anche ad altri, che il movimento abbia una immagine più ricca e collegiale, dimostri di non essere più solo i suoi due fondatori. E che i grillini mettano da parte gli ottimismi eccessivi: il sistema c’è, è forte e si difende, non ci si facciano illusioni e non si pensi di vivere solo di rendita degli errori degli avversari.
Il M5s deve rafforzare la sua immagine di forza politica propositiva capace di tradurre la sua spinta antisistema in obiettivi parziali, concreti e perseguibili. La strada è ancora lunga e il M5s ha preso una battuta d’arresto, ma non una sconfitta definitiva.”

CHI VINCE E CHI PERDE
Viviana Vivarelli

La Lista Tispras ha provato che certe idee di una sx radicale non sono più sentite come attuali, e che non ci si può presentare al voto con un leader straniero che ha fatto il suo lavoro altrove, mentre i leader nostrani non solo sono tutti vecchi ma dicono di volersi ritirare se eletti, per cui il risultato del voto non meraviglia, dovrebbe solo portare i più nostalgici a capire che il loro tempo è passato.
La Lega si riduce come era nelle previsioni e riattaccarsi al vecchio di Arcore non le gioverà.
Sicuramente la perdita maggiore è stata del M5S, che perde tutti le pecorelle che tornano al Pd come alla vecchia mangiatoia, mentre Renzi ingloba i destri in fuga.
Ma chi ha detto che chi perde abbia tutte le colpe?
E chi ha detto che chi vince abbia tutte le ragioni?
In Germania vinse il nazismo e in Italia vinse Mussolini. Ciò avvenne forse perché avevano ragione?
Nei nostri tempi vince chi manipola l’opinione pubblica.
Nello sport spesso vince chi trucca le partite.
E’ ora di sciogliere dalla nostra testa il concetto perverso che la ragione sia dei vincitori e chi perde debba cercare delle colpe in se stesso. E’ tutta la storia a dirci che le cose non stanno così e che le cause dei giusti durano parecchia fatica prima di affermarsi e passano parecchie batoste prima di vedersi confermare la ragione, a meno che non siano proprio uscite dal senso della storia.
Gran parte del problema, per la sx radicale come per il M5S è la condizione politica del popolo italiano. Credo che per dargli un senso di quiete, le idee della sx radicale siano troppo vecchie, e quelle del M5S troppo nuove. In entrambi i casi il risultato è la rinuncia. Nemmeno la sx arcobaleno aveva un senso, perché univa sponde opposte identificando lo stesso nemico ma queste divergevano poi sulla soluzione, che per la sx conservava la vecchia partitocrazia, la vecchia forza dello Stato parlamentare, i finanziamenti a partiti e giornali e tutte le altre anticaglie, mentre per il M5S prevedeva il sovvertimento della piramide gerarchica, con la democrazia diretta, sulla base di quanto fatto in Svizzera e Norvegia, con una forte riduzione sia del potere dei partiti che delle istituzioni alte. Nemmeno i metodi di lotta erano gli stessi, essendo i 5stelle pacifisti e tendendo la sx radicale all’insurrezionalismo di piazza. Ma questo concetto innovativo di democrazia non è passato né negli elettori né nella sx. Anzi ovunque si è cercato di oscurarlo come fosse un tabù innominabile o irrealizzabile.
Se spiego l’algebra a un bambino di terza elementare, è possibile che non la capisca, ma non perché l’agebra sia sbagliata o perché io gliela dico male, ma proprio perché non è preparato a capirla, gli mancano i passi preliminari.
E io credo che capire la democrazia diretta o i danni dell’iperliberismo europeo sia molto più difficile che capire l’algebra, soprattutto se la scuola televisiva continua a sfornare cittadini ignari e disinformati, che voteranno gli 80 euro che capiscono e non voteranno quello che non sono pronti a capire. Ma preparare un popolo ad essere maturo e informato non è cosa che dipende dalle modalità più o meno urlate di un messaggio, richiede una lunga elaborazione interiore.
Gli impressionisti oggi sembrano fin troppo facili da capire, eppure ai loro tempi furono fischiati e destarono scandalo. I precursori non sono mai capiti. I 5stelle volevano una rivoluzione culturale ma ogni rivoluzione trova contro una massa di conservatori, che vuole solo distruggere ogni rivoluzione semplicemente perché non la capisce, perché ogni uomo si sente minacciato dalle idee nuove in quanto identifica se stesso con quelle vecchie. I media sono stati bene attenti a non parlare mai di democrazia diretta e di iperliberismo o dei danni di un sistema europeo tutt’altro che democratico e che ubbidisce agli ordini e agli interessi di cricche ristrette che nessuno ha mai eletto. Ma la sx radicale ha anch’essa taciuto su quanto di buono ci potesse essere in una democrazia diretta, perché ciò nuoceva alla sua causa. Per questo i 5stelle possono solo continuare ad insistere nel propagare l’idea di democrazia diretta e di autonomia nazionale. Battere su queste, finché non sarà entrata a far parte delle idee comuni, anche se non sarà una cosa facile.

Le cose belle della vita non sono le nostre certezze.
Le cose belle della vita sono i nostri cambiamenti.
Possiamo sempre fare una scelta: continuare ad essere come siamo sempre stati e appoggiare lo stato del mondo esattamente come è stato finora con tutte le sue storture e la sua tendenza al peggio.
O possiamo decidere di essere in modo diverso e di combattere per un mondo migliore.
Ci sono due forze sempre presenti in natura. na porta alla conservazione dell’esistente, una al cambiamento. Non esiste evoluzione senza cambiamento.
Può darsi che l’abitudine, la paura o l’ignoranza ci trattengano nella conservazione anche di quello che andrebbe buttato nella nostra vita o nella nostra nazione. a poi non potremo lamentarci se le cose vanno sempre peggio e se i nostri diritti o la nostra sfera di possibilità si riduce sempre più.
Purtroppo passare dalla sfera del noto a quella dell’ignoto richiede grande determinazione. E la maggior parte degli uomini non ce l’ha.
Preferisce attaccarsi al male conosciuto che affrontare lidi nuovi e spaziare in mare aperto.
Come diceva don Abbondio, il coraggio uno, se non ce l’ha, non se lo può dare. Il coraggio richiede conoscenza, fiducia e speranza.
Restare attaccati alle vecchie certezze è sempre la via più facile. E non possiamo biasimare chi lo fa, perché segue una semplice via di natura. E non è facile nemmeno far capire alla gente che le vecchie vie porteranno a stare sempre peggio. Non lo capiscono nemmeno se nel peggio ci sono già, perché è un peggio conosciuto conosciuto e sono dominati da forze di conservazione. Anzi, proprio per questo, attaccheranno con forza maggiore ogni cambiamento, perché le condizioni di vita peggiorate aumenteranno le loro paure.
E’ stato così sempre, con la rivoluzione francese o quella russa, con la rivoluzione liberale inglese o americana, col risorgimento o i partigiani. I 300 di Sapri non li sterminarono i Borboni, ma i contadini inferociti. Gandhi non lo uccisero gli Inglesi ma gli Indiani.
Cambiare è possibile ma è difficile.
Votare Pd è stato un voto contro il cambiamento. Per conservare questa partitocrazia laida, per sostenere questa Europa delle banche, per continuare le linea iperliberista di Monti, attraverso Letta e ora Padoan, tutti mandanti dal Fm. Nulla che serva al futuro dell’Italia.

Il M5S è innanzitutto un sogno. Non succederà mai niente, se prima non lo sogniamo
Che cos’è l’impossibile? L’impossibile è solo il possibile che non è ancora avvenuto
La storia ci mostra come l’evoluzione umana sia avanzata sulle gambe di uomini che sognarono l’impossibile e lo realizzarono.
Anche noi stiamo sognando l’impossibile: un Paese giusto, un Paese retto sulla democrazia diretta, un Paese che ha il suo posto in Europa e nel mondo e che non è svenduto dai suoi governi corrotti a una cricca di finanzieri che vogliono solo rovinarlo e saccheggiarlo, un Paese dove ogni uomo sia un Uomo e non solo un contribuente o un consumatore. Noi sogniamo un sogno enorme, così grande che è fisiologico, normale, naturale che non sia capito. Che c’è di strano in questo? E’ ciò che succede sempre nella storia, quando un grande ideale appare a un’umanità ignara, impaurita e confusa reagisce come sempre reagisce l’uomo comune davanti al diverso: attaccandolo in quanto diverso.
Il Potere ha le sue motivazioni per farlo, in quanto difende il suo dominio costituito. La gente comune ha anch’essa le sue motivazioni per farlo, per un istinto primordiale di conservazione che la porta ad attaccare ogni diversità.
Solo la conoscenza può scalfire questo scudo impenetrabile che si oppone, per ragioni diverse, al cambiamento.
E’ sempre successo: l’ideale, l’innovazione, la scoperta, la creazione.. che prima erano viste come diverse e dunque nemiche, cominciano a diffondersi, fanno presa anche nell’uomo comune, diventano alla fine non più ostiche o ostili, ma note e comprese, e alla fine fanno parte del pensiero della gente, delle aspirazioni dei più e conducono anche i più retrivi al mutamento.
E’ sempre successo. Succederà anche per noi, con la democrazia diretta, col mondo condiviso, con l’idea di partecipazione di tutti, con l’affermarsi di una rivoluzione culturale. Ci vorrà solo molta pazienza e un martellamento costante di ciò in cui crediamo, dei capisaldi della democrazia, affinchè piano piano diventino aspirazione di tutti.
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Noi stiamo vivendo una grande avventura umana
Una grande avventura umana è quella in cui la nostra vita non è solo la nostra vita o la preparazione di tutele per i nostri figli e nipoti,ma qualcosa di più grande,che riguarda una società più vasta di noi e dei nostri consanguinei
Una grande avventura non si situa solo nel nostro destino umano,si situa nella storia
E richiede iniziativa,intraprendenza,coraggio
Ma richiede soprattutto un grande sogno,che possa essere sognato da tutti
Come diceva Kant,occorre ‘un regno dei fini’,un progetto in cui ciò che conta non è la regola di giustizia contingente,che può anche evolvere o adattarsi alle condizioni momentanee,ma un insieme di valori e ideali che trascendono le regole stesse del momento e faranno da guida ad ogni evoluzione futura
Che importa se qualcuno dorme e non riesce a vederlo!Ciò è scontato. Chi intraprende un’avventura della storia ha il dovere di sognare anche per lui
Ci alziamo ogni mattina e facciamo del nostro meglio. Anche chi ci è contrario si alza ogni mattina e fa del suo meglio. Non ci sono amici o nemici. La vita è una lotta ed è difficile per tutti,per chi vota bianco come per chi vota nero
In questa lotta per la vita siamo tutti compagni Ci sono solo 2 classi sociali:chi ha il potere e chi non ce l’ha. Noi siamo quelli senza potere
Chi ha il potere odia il cambiamento e induce la lotta contro ogni cambiamento anche in chi non ha nessun potere. Gli è facile farlo,perché ha tutti i mezzi della politica e dell’informazione.
Può disinformare, confondere, plagiare, illudere, comprare.
Chi non ha il potere può solo convincere.
Ma se vuoi convincere qualcuno, non puoi colpevolizzarlo, demonizzarlo, esecrarlo, attaccarlo.
Puoi solo usare il convincimento e avere un atteggiamento pedagogico. Puoi solo mostrare te stesso come esempio. Ma per fare questo, il lavoro maggiore lo devi fare su te stesso. E poi sulle valutazione del tuo rapporto con l’altro.
Devi considerare questo rapporto non uno status ma un fieri, work in progress.
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La maggior parte degli uomini odia i cambiamenti.
Ha come massimo terrore la paura di cambiare.
Non si accorge che sono già in atto cambiamenti terribili che la faranno stare sempre peggio, e così, per la paura di cambiare, appoggia proprio coloro che la portano al peggio. E’ sempre successo. Dopo l’esito funesto della monarchia italiana e del fascismo,mezza Italia votava ancora monarchia e fascismo,solo perché era l’unica cosa che conosceva, esattamente come le repubbliche sovietiche votano ancora Putin e la dittatura, perché si appoggiano a ciò che conoscono e lo temono meno dell’ignoto.
Noi 5stelle per molti Italiani siamo l’ignoto e per questo essi sono pronti a credere ad ogni fandonia sul nostro conto pur di non aprirsi al nuovo. Le fandonie servono ad avvalorare la loro paura dell’ignoto, del diverso, dell’innovativo, e a dare a questa paura una conferma dall’alto.
E’ la stessa paura che gli uomini ebbero verso le auto, la radio, gli aerei, gli antibiotici…i cristiani, i liberali, gli illuministi, gli impressionisti, i partigiani, i democratici… La paura di quello che non conosci. Delle idee che non capisci.
La paura del futuro.
Ma tutto quello che sappiamo del futuro è che sarà diverso.
E tutto quello che possiamo fare per il futuro è operare per renderlo migliore
e non lo faremo continuando a sostenere quelli che già per 20 anni ci hanno rovinati.
Ma la maggior parte degli uomini di sente impotente ed usa l’unico modo che conosce per farlo: il voto, dato ogni tot anni e sempre subito rinnegato e rimangiato dal potere per i giochi autoreferenziali del potere.
L’uomo che ha paura vota per chi conosce.
La massa ha sempre sostenuto i vecchi padroni:i signori feudali, i re, la chiesa tradizionale, i regimi antidemocratici…
La maggior parte della gente ha il terrore del futuro e teme che sia talmente peggiore del presente che vota per la conservazione del potere attuale, finendo per contribuire inconsciamente alla realizzazione della propria distruzione.
Sono pochi quelli che sognano un futuro migliore e si danno da fare per realizzarlo, la maggior parte tenta di conservare le briciole di quel che resta del presente e ha il terrore di perdere anche quelle.
Ma per i pochi che vogliono migliorare il futuro, la grande paura, invece, è che tutto resti uguale, perché in natura ciò che resta uguale e non si rinnova è destinato a corrompersi. Per loro il cambiamento è importante perché sanno che alla fine andrà tutto bene. E se non è ancora andato bene, è perché non siamo ancora arrivati alla fine.
C’è un mondo molto interessante nel nostro futuro. Dobbiamo solo andare fuori e prendercelo! Il voto al pd o al pdl o alla lega rappresentano ancora questo peggio.
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Renzi: Tutte le volte che ho parlato con Merkel ho trovato affetto profondo verso il nostro paese” (figuriamoci se ci odiava!)
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Deluso anch’io per le elezioni. Ti allego questo pezzo

Legge di stabilità
Flavio Almerighi

Di fronte al quadro generale l’ipoteca è il voto
non l’avete preso per dispensare sogni,
chiusi i vostri giochetti
in poche settimane di campagna elettorale,
pensate sempre di sfangarla cinque anni
rimanendo immobili, eterni?
Passerete, passerete anche voi banda d’inetti
capaci soltanto al saggio d’interesse,
noi siamo feriti non fatti prigionieri.

ELOGIO DI BEPPE GRILLO
VV
Quando ho sentito anche a Lasette Beppe che commentava con bonarietà e humor la sconfitta, ho pensato che voglio proprio bene a questo uomo straordinario, che mi ha insegnato molte cose e mi ha dato la dignità e il senso civile di essere cittadino, come la cosa migliore della mia vita.
La sua vicinanza, i suoi insegnamenti, le sue ricerche, sono stati una guida utile per capire tante cose che non sapevo e per guardare con serenità (rabbia a volte, ma una giusta e sana rabbia da indignazione civile) fatti e persone di questa mia Italia e per diventare sempre più consapevole del futuro che ci attende e di quello che possiamo fare per esso.
Soprattutto Beppe mi ha insegnato che non è tanto importante vincere o perdere, quanto è importante capire, conoscere e lottare, affinché i nostri giorni, i giorni di tutti siano migliori.
La protesta può essere fine a se stessa. L’appartenenza può nascondere gli errori di una fazione. Ma un’attenzione costruttiva va molto al di là della mera protesta per diventare movimento di popolo, creazione di futuro.
Spero di aver calato anche nella mia vita di tutti i giorni questa pulsione sociale, sentirmi parte di un tutto, che non è un partito o una corporazione o una consorteria di interessi, ma è un Paese, essere fiera di appartenere al mio Paese e lavorare per esso. E credo che nessuno prima di ora mi abbia dato una simile consapevolezza e un simile compito. E questo non viene meno per dei voti perduti che potremo ritrovare. E’ sentire che il compito di ognuno si intreccia con quello di tutti e che in questo compito nessuno è solo, nessuno è emarginato, nessuno lontano. Ognuno è uno, ma insieme tutti siamo tutti e siamo una grande cosa. Non per i voti in più o in meno, ma per quello che siamo cresciuti dentro tutti insieme, e tutti sulla strada di Beppe.
Mi sembra assurdo e iniquo che giornalisti o blogger e 5stelle persino si affannino a cercare colpe in Grillo e che si mettano sotto accusa toni, parole, attacchi o altre bischerate; sono gli stessi toni, accenti e attacchi che hanno portato al voto 9 milioni di persone, se andavano bene prima dovrebbero andare bene poi.
Prendiamo piuttosto atto che dare un voto locale, nazionale o europeo comporta risposte diverse negli elettori.
E’ chiaro che a livello locale dominano le conoscenze, i piccoli interessi, le consorterie, i piccoli affari e vince chi è più radicato nel territorio e fa parte di quella rete di ‘do ut des’ in cui l’Italia è regina, rete che gli ultimi arrivati non hanno.
A livello nazionale vincono le vecchie appartenenze politiche simili alle tifoserie di calcio, dove la memoria, l’illusione e il fanatismo la fanno da padrone
Ma a livello europeo, il fatto che l’Italia abbia dato la maggiore adesione alle attuali leggi dell’euro e ad una Europa dove la democrazia non esiste e il parlamento eletto democraticamente non ha nessun valore mentre il potere è nelle mani di una Bce, una Commissione europea e un Fondo monetario internazionale che decidono unanimemente il nostro destino senza essere stati mai eletti da nessuno, prova solo una cosa: che in questo voto ha predominato l’ignoranza e lo si è usato come un voto nazionale, con o pro Renzi. Il che dice il livello infimo di troppi che non hanno nemmeno capito cosa era in gioco.

LE FANFALUCHE DI RENZI E I DATI DELLA REALTA’
zag(c)

Famiglie senza nessuno che lavori, dove le donne devono lasciare il lavoro dopo il parto, con pochi laureati e tanti anziani. Tra disoccupati e persone che vorrebbero lavorare in Italia si contano 6,3 milioni di senza posto. Nel 2013 ai 3 milioni 113mila di disoccupati si aggiungono 3 milioni 205mila forze lavoro potenziali, ovvero gli inattivi più vicini al mercato del lavoro. Si arriva così a oltre 6 milioni di individui «potenzialmente impiegabili». aumentano gli scoraggiati (1 milione 427 mila). Guardando ai giovani, nel 2013 tra i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che né lavorano né studiano, i cosiddetti Neet, sono 2 milioni 435 mila, in aumento di 576mila rispetto al 2008. Alzando l’asticella agli under 35, nei 5 anni di crisi gli occupati in questa fascia d’età siano scesi di 1 milione 803 mila. Le donne «sono ancora troppo spesso costrette a uscire dal mercato del lavoro in occasione della nascita dei figli». La quota di madri che non lavora più a due anni di distanza dalla nascita dei figli è passata al 22,3% nel 2012 dal 18,4% del 2005. «crescono gli occupati di 50 anni e più», soprattutto per effetto dell’inasprimento dei requisiti di pensionabilità, tuttavia «crescono anche coloro che vorrebbero lavorare e non trovano lavoro». Se si considera l’insieme di disoccupati e forze lavoro potenziali, sono oltre un milione le persone di 50 e più che vorrebbero lavorare ma non trovano una collocazione». la crisi frena gli immigrati (nel 2012 gli ingressi sono stati 321mila, -27,7% rispetto al 2007), aumenta invece il numero di stranieri che se ne vanno (+17,9%) ed è un vero e proprio boom di italiani che cercano fortuna all’estero. Nel 2012 gli emigrati erano 68mila, il 36% in più del 2011, «il numero più alto in 10 anni». dall’inizio della crisi il rapporto debito/pil è salito di 29 punti e il debito continua a salire Chi dice che i soldi non ci sono? 2114643497951 debito pubblico italiano € 102.784.420 soldi spesi in interessi sul debito pubblico oggi € 34.291 debito pro capite € 121.427.172.040 soldi evasi al fisco quest’anno 1.019.312 famiglie italiane con un capitale superiore ad 1 milione di euro 24.467.106 lavoratori a tempo indeterminato 2.822.631 disoccupati in Italia 253 morti per infortuni sul lavoro quest’anno € 39,63 quadagno medio di un impiegato oggi (importo netto) € 169,25 guadagno medio di un dirigente oggi € 7.560,7 guadagno di un top manager oggi € 25.046 guadagno del calciatore Ibrahimovic oggi.
Un quadro disegnato da qualche bolscevico, da qualche terrorista o dai comunisti o pessimisti che si vogliono piangere addosso ? Si è vero i comunisti e gli economisti fuori dal coro e dal carro sono anni che disegnano questo possibile quadro e ancor di più quello fosco degli anni a divenire se non si cambiano non gli uomini ( come chiedono i grillini veri supporter di questo sistema e di questa politica e presentati come gli unici oppositori al regime) , ma politica non solo italiana , ma europea e non con qualche aggiustamento , ma nel profondo e strutturalmente, ma è il quadro presentato dall’ISTAT (http://www.asca.it/news-conti_Pubbl…) ricordo istituto statistico nazionale lo stesso che per far alzare il PIL con trucchetti statistici e nel rispetto delle regole che l’Europa si è dato ha inserito nel calcolo anche il flusso economico delle prostitute, droghe e delle mafie, corruzione e mazzette e pizzi vari)
Ma se è vero che questa è la fotografia fatta dall’istituto di statistica come si sposa questo con quello disegnato da Renzi e dalle varie ragazze pon pon del suo entourage? Continuano ad affermare come dice Padoan”La finanza pubblica italiana continua a migliorare, mentre continuiamo ad avere una crescita del debito che prendera’ a scendere nel prossimo anno’’ E lo stesso istitutio se da un lato non può smentire i dati empirici pubblicati dall’altro si lascia andare a ondate di ottimismo fuor da ogni logica “per il 2014 è previsto un aumento del pil “pari allo 0,6% in termini reali”. Una prospettiva che apre uno spiraglio di luce per i prossimi due anni, periodo in cui, “la crescita dell’economia italiana si attesterebbe all’1% nel 2015 e all’1,4% nel 2016”.
Naturalmente sempre il prossimo anno o negli a divenire. . Son almeno sette anni che ci dicono che il prossimo anno sarà migliore del precedente e che sarà l’anno in cui usciremo dal tunnel! Dobbiamo dare credito ai dati della realtà o alle affabulazione dei nostri governanti e alle ragazze pon pon?. Intanto la maggioranza degli italiani ha negato la fiducia a questo sistema partitico e istituzionale e al governo delle chiacchiere se è vero che solo il 21% degli italiani ha votato per Renzi.

E’ NATO IL PARTITO DI RENZI
di : zag(c)

Intanto cominciamo col dire che non è un plebiscito e che la maggioranza degli italiani non ha dato fiducia né a Renzi né al Governo. Con il 21% degli aventi diritto ha raggiunto la quota più bassa, il record negativo di tutti i tempi dei consensi degli italiani. Certo è il partito che ha perso di meno fra tutti gli altri ed è quello che ha racimolato voti a destra (vedi la scomparsa di Scelta Civica) Ma più che il partito è un voto a Renzi che ha trascinato il PD. Il successo quindi è un successo di spartizione di seggiole al loro interno e non di consenso fra gli italiani. Basta leggere i dati dell’astensionismo storico è ci si rende conto di questa semplice verità. Poiché si è voluto dare un significato politico a queste elezioni ( che di politica nazionale non ci azzecca proprio nulla) i dati sono dati rispetto alle politiche , salvo gli ultimi anni che raffrontano i dati amministrative e europee. Il trend è il medesimo salvo la percentuale un po’ più basse per le politiche.
Anno elezioni Votanti (%) Astens % 1976 Pol 93,40 6,60 1979 Pol 90,60 9,40 1983 Pol 88,01 11,99 1987 Pol 88,83 11,17 1992 Pol 87,35 12,65 1994 Pol 86,31 13,69 1996 Pol 82,91 17,09 2001 Pol 81,38 18,62 2006 Pol 81,20 18,80 2008 Pol 78,10 21,90 2009 Eu 66,5 33,5 2012 Amm 66,88 33,12 2013 Pol 72,25 27,75 2014 Eu/amm 57,22 42.78
Mi si dirà che è un dato strutturale per le democrazie occidentali. Ma questa non è una giustificazione, al massimo un dato preoccupante del grado di partecipazione alla vita democratica occidentale. In Italia poi è sempre stata una eccezione , rispetto alle democrazie degli altri paesi. La partecipazione al voto ha avuto sempre un dato quasi all’unanimità Si pensi al 93,40% ai tempi di Berlinguer fino al 57,22% di queste ultime consultazioni che è comunque il più alto rispetto a quelli degli altri paesi, come ha tenuto a precisare Renzi, ben conscio che i mass media l’hanno sparata grossa rispetto al plebiscito unanime che gli è stato attribuito. Come a cercare una scusante , “si è vero in termini assoluti questo plebiscito non c’è stato, ma è pur sempre il più alto rispetto a i dati di partecipazione degli altri paesi europei. Che rispetto alla bufala rifilateci dai mass media mainstream e non, c’entra come il cavolo a merenda! Ma fa parte della sua retorica prendere l’oggetto di un argomento e parlare di altro! Ma questo è un altro film. Quindi stabilito che il PD renziano è quello che ha avuto il minimo storico in termini di voti complessivi, vediamo come mai ha rastrellato di più? In altro post ho preso a prestito una metafora. Gli italiani ( quelli che sono andati a votare) si son trovati di fronte ad una scelta 1. 80 euro di Renzi 2. Le dentiere di Berlusconi 3. I vaffanculo di Renzi Il 40% ha scelto la prima che ho detto. 80 euro ( 52 mediamente) in tempi di crisi fanno comodo anche se li pagheranno con gli interessi questi 80 euro di fronte agli aumenti delle varie tasi, tarsi, IUC e bla bla. E anche se sono 80 euro una tantum ( stando ai dati del DEF e non alle promesse di Renzi) Ma domani è un altro giorno,, e quindi meglio un uovo oggi che la gallina domani. Di quel 58% circa degli italiani , leggendo i flussi elettorali, si evince chiaramente che ha pescato alla destra, la scomparsa di Scelta Civica , partito evanescente ma con elettori filo governativi, di destra, professionisti che rispetto ad un salto nel buoi preferiscono investire sul meno peggio. Ha pescato in parte da FI ex PDL , moderati e schifati delle lotte intestine in Fi e della caduta degli dei ( del dio). Dal PDL e dal Nord ha pescato abbondantemente la Lega che ha poco più del 6% come media nazionale ma presi esclusivamente al Nord. Renzi ha pescato soprattutto negli elettori del Nord da Torino a Venezia piuttosto che a Genova Firenze e Bologna. Meno al Sud ma sempre significativo l’apporto di Pescara, Catania, Palermo. Inoltre il PD ha il suo punto forte nello zoccolo duro del rifiuto all’estensionismo degli elettori del PD, retaggio, in parte, della vecchia cultura comunista e socialista. Ora cosa resterà del renzismo galoppante? Si scontrerà con il fatto che il voto non ha in termini pratici e tecnicamente non cambierà nulla rispetto al parlamento italiano. Le sue promesse in termini di riforme dovranno scontrarsi con il volere di FI , da un lato, e dall’altro sicuramente cercherà di forzare la mano nel Parlamento , giocando duro e sapendo che ha dalla sua la volontà di capitalizzare in termini di voti anche nel Parlamento italiano .
Una cosa insegna comunque , un dato incontrovertibile. Non si potrà più parlare del PD , ne di centro sinistra ma solo di Renzi e di renzismo..
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DI BALENA BIANCA NON C’E’ NULLA. SONO DATI LETTI AL CONTRARIO
di : zag(c)

Su quasi tutti i mass media si parla del ritorno della Balena Bianca, del PD come la DC, del trionfo di consensi di Renzi ecc ecc. Che Renzi e il PD abbia raggiunta la maggioranza relativa rispetto ai votanti non ci sono dubbi. I numeri percentuali sono li a dimostrazione. Ma la bufala che si vuol far passare e che questo si traduce automaticamente in un plebiscito in termini di numeri assoluti, rispetto ai consensi della totalità degli italiani è una mistificazione fatta o con malizia, o per ignoranza o per malafede o un mix dei tre. ( vedi http://vecchia-talpa.blogspot.it/20…) E il bello che in questo trabocchetto ci cascano anche quelli che consideriamo i commentatori o fonti di informazioni fuori dal coro. In realtà i consensi del PD sono in continuo calo al pari con l’aumento del voto astensionistico. Meno rispetto alle altre compagini, vero, ma in costante calo. Che voti solo la metà degli italiani, più o meno, non preoccupa nessuno e nessuno vuol fare i conti perché altrimenti tutte le loro certezze cadrebbero in frantumi. Ma prima o poi sbatteranno la faccia contro il muro! Ma veniamo a quel che è oggettivamente vero. Renzi ha preso la maggioranza relativa dei consensi in una versione elettiva in cui nominalmente si parlava di rinnovo del parlamento europeo, ma che in realtà era in gioco la politica e il teatrino italiano. L’elettore italiano è diventato conservatore per cultura, per tradizione, per indole, per “spirito del tempo” si potrebbe parafrasare. La crisi , poi, non ha fatto altro che accrescere queste paure del nuovo, del cambiamento. Ma al contempo l’incalzare della povertà alle soglie ( per i ceti medi e medio bassi) spinge al cambiamento , ma con moderazione e con speranza del cambiamento. Mediamente naturalmente. Infatti tutto quel che di “nuovo” e di “cambiamento” ci viene venduto ad ogni piè sospinto in realtà è solo il vecchio con il vestito nuovo della domenica che di volta in volta gli imbonitori di turno indossano. Prima era stato Berlusconi, oggi Renzi. Infatti tutti gli altri, i Casini, i Monti, i Veltroni, ecc ecc che si sono succeduti non parlavano del nuovo, ma apparivano e appaiono solo come continuatori, come “moderati” . Renzi si presenta come il “rottamatore” come il “nuovo” , ma pone una condizione al cambiamento. Le riforme sono solo le sue , quello che lui intende per cambiare, e chiunque che anche vuole il cambiamento ma non come lui lo intende allora è uno che non vuol cambiare, un conservazione. Vi è un altrro elemento del successo di Renzi. Il suo “populismo” Il suo parlare direttamente con il “popolo” , senza intermediari senza istituzioni intermedie di mediazione. Lui e il popolo. Anche qua il parallelo con il berlusconismo è evidente. Niente sindacati che non seguono pedisseguamente quel che lui persegue, niente istituzioni elettive intermedie, Senato,Province, piccoli comuni, o piccole regioni , ma solo l’indispensabile, macro regioni, e aree metropolitane. E un sistema di collegamento diretto fra il Capo e il Popolo. Il Parlamento elettivo ridotto ad una sola camera e i deputati non sono eletti dal popolo ( se no sarebbero intermediari scomodi) , ma nominati direttamente dal Capo. Anche qui il parallelismo con il berlusconismo e la sua riduzione del Parlamento alle solo Commissioni è evidente. Come si vede di “nuovo” nelle sue riforme istituzionali e Costituzionali non ha assolutamente nulla. Ma è solo il vecchio con il vestito della domenica e ricorda molto da vicino il Programma Democratico di massonica memoria . Ma nell’immaginario collettivo questo cattura molto, è fatto di antipolitica , tanto di moda, ma vestito di ideologismo e di gestione del potere che è l’essenza della politica più becera. E che dire della mossa mediatica degli 80 euro, meglio questo che nulla, e della precarietà diventata regola , meglio un uovo oggi che la gallina domani? Un classico della demagogia da antico mestierante della politica più becera. ( ricordate Berlusconi con il suo toglieremo l’ICI?) Insomma fuochi artificiali di rimbambimento mediatico che portano nel breve a risultati eclatanti( ma solo mistificando la realtà) Se poi si indaga sulle “riforme” in campo economico sociale e del mondo del lavoro si apre un capito a parte. Ma questo è un altro film !
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COME SI VENDONO LUCCIOLE PER LANTERNE
di : zag(c)

Prima di poter fare una analisi sistematica del voto, secondo il mio pensiero, occorre una riflessione più profonda e con dati più puntuali. Che adesso non dispongo ancora. Ma qui ora voglio solo fare delle riflessioni sulle ca—te che come al solito si son sentite e si legge sui mass media. Il coro unanime è stato il trionfo di Renzi , la caduta di Grillo, il tonfo di FI , e il risicato risultato di Tsipras. Ma fu vera gloria?
Intanto cominciamo col dire con una metafora che gli italiani si son trovati a scegliere tra gli 80 euro di Renzi, la dentiera di Fora Italia e il vaffanculo di Grillo ( non è farina del mio sacco) Che mi sembra una metafora ben azzeccata. Vi ricordate l’eliminazione dell’ICI di Berlusconi? Beh gli 80 euro di Renzi proviene dalla farina di quel mulino. E i risultati, in Italia con quella farina , arrivano sempre! Naturalmente nessuno dice che l’astensionismo è arrivata al 47% circa. Cioè quasi metà degli italiani ha rifiutato questo sistema e queste istituzioni. Ma naturalmente nessuno ne parla perché se lo facessero e ne tenessero conto tutti i ragionamenti trionfalistici che si fanno andrebbero a puttane. Dico fesserie? Bene ragioniamo con i numeri. E’ stato anche detto che il risultato renziano è un risultato storico Il PCI nel 1976 raggiunse il 34,37% , ma i votanti furono il 97,2% degli aventi diritto. Fatti due conti ebbe l’approvazione del 33% degli italiani. Un terzo degli italiani aventi diritto si identificavano con quella politica con quel partito con una affezione a quel sistema della quasi totalità degli aventi diritto. Altra storia, altri numeri, altra valori di consensi. Non c’è, ne vi può essere paragone. Solo uno sciocco potrebbe paragonare simili numeri. Ma il PD che chiaramente non ha nessun paragone con quella tradizione e quella storia ( anche se rappresenta la naturale evoluzione di un percorso iniziato fin dalla via Italiana al Socialismo poi con il Compromesso storico, sbocciato poi nel renzismo) e Renzi ha aumentato il suo consenso negli italiani? Nelle elezioni del 2008 ha avuto il 37,52% con una affluenza del 78% cioè il 29% degli italiani ha votato quel partito. In quelle del 2013 il 29,55% con il 75% di votanti per un totale di consensi pari al 22% Alle ultime elezioni il plebiscito dichiarato dagli italiani per Renzi hanno questi numeri. Il quasi 41% con una affluenza del 53,4% per un totale del 21% Ricapitolo: ANNO 1976 2008 2013 2014 %Voti 34,37 37,52 29,55 41 %Votanti 97,2 78 75 53,4 % di consensi 33 29 22 21
Di quale plebiscito stiamo parlando? I numeri se proprio vogliamo paragonare anni, sistemi elettorali e soprattutto area di influenza che copre quel diciamo partito dicono esattamente il contrario. Assistiamo ad un declino di affezione degli elettori e un calo costante di consensi a quella politica e a questo sistema! Dicevo di questo partito perché è improponibile paragonare il partito di Berlinguer e di Togliatti con il PD , ma visto che i mass media lo fanno occorre che lo si faccia seriamente e non alla carlona.
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  1. proprio perchè le sparate di Grillo vengono a dir poco enfatizzate si dovrebbe stare + attenti,gli altri partiti non sono in grado di fare alcun tipo di autocritica ma noi DOBBIAMO esserlo!!!!!

    Commento di antonio fazzari — maggio 31, 2014 @ 4:16 pm | Rispondi

  2. Gradirei ricevere le newsletter della signora Vivarelli. l’ho conosciuta parecchi anni fa a Bologna e mi ha fatto molto piacere averla ritrovata con la sua inesauribile conoscenza e superiore intelligenza.
    Grazie Edda Ciani

    Commento di MasadaAdmin — giugno 2, 2014 @ 6:40 am | Rispondi

    • Cara Edda
      purtroppo non posso risponderti né iscriverti perché l’indirizzo non risulta corretto né attivo
      mi spiace
      viviana

      Commento di MasadaAdmin — giugno 2, 2014 @ 6:50 am | Rispondi


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