Nuovo Masada

maggio 26, 2014

MASADA n° 1536 26-5-2014 RISULTATI E COMMENTI SUL VOTO EUROPEO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 2:30 pm

I risultati elettorali – Commenti delusi dei 5stelle – Sui debiti che furono cancellati alla Germania – La barriera del 3% – Più i Paesi mediterranei vanno male, più la Germania va bene – Una tragedia annunciata – Comitati di affari- Ecco i risultati del Governo Renzi – Fiscal Compact e MES

Siamo un popolo di teleutenti.
Abbiamo votato un teleimbonitore.
Poi ci arriverà la teleparcella.

Pd 40,84%
M5S 21,15%
FI 16,79%
Lega Nord 6,18%
NCD-UDC 4,37%
Tsipras 4,03%
FDI-AN 3,66%
Verdi 0,89%
Scelta Europea 0,71%
IDV 0,65
SVP 0,5%
Io cambio 0,17%
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Pd voti 11.139.631
5stelle 5.769.816
berlusconiani 4.582.192
leghisti 1.685.326
nuovo centro destra 1.194.475
Tsipras 1.099.801
fratelli d’Italia e alleanza nazionale 998.910
verdi 244.756
ex montiani 195.197
dipietristi 178.709
Suditoler Volkspartei 137.448

Viviana
Siamo sempre il Paese considerato dal mondo il più corrotto d’Europa e uno dei più corrotti del mondo, un Paese che continua scendere nelle classifiche della libertà, della giustizia, dell’informazione.
Ma quel partito che per 20 anni ci ha fatto scendere nella scala della civiltà 11.139.631 di Italiani lo hanno votato di nuovo e altri 4.582.192 di Italiani hanno premiato di nuovo il suo complice, uno dei più grandi malfattori politici di tutti i tempi.
Di chi è la colpa di tutto questo? Ma evidentemente di questi milioni di elettori, che rovineranno anche tutti gli altri.
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In queste elezioni europee, il M5S ha perso 3.014.683 di voti rispetto al suo massimo alle politiche di 8 689 458.

Il Pd nelle ultime politiche aveva perso 3 milioni e mezzo di voti, un terzo del suo elettorato. Con le promesse mirabolanti di Renzi ha preso 11.139.631 voti, recuperando 2.495.631 sugli 8.644.000 precedenti.
Gli rimane una perdita di 519.052 sui risultati del 2008. Non ha recuperato tutte le posizioni.

Il Pdl aveva già perso 6.297.000 voti, metà del suo elettorato. Ora ne perde altri 2.750.780 che confluiscono nel Pd.

La Lega aveva già perso 1.634.387 voti, metà del suo elettorato. Con Salvini recupera ma gli resta la perdita di 295.312 voti.

Monti era già sceso a 2.824.065 voti, un misero 8%, chiara dimostrazione che gli Italiano dicevano un fragoroso ‘NO’ alla sua Agenda, a questo tipo di euro, alla Bce e al Fm, contro le aspettative di Monti, di Bersani e di quanti nei vergognosi 16 mesi di governo montiano avevano votato tutto “senza se e senza ma” distruggendo il Paese.
Ora gli ex montiani sono quasi spariti, ridotti a 195.197.
Ma il paradosso è che 11 milioni di Italiani votano Renzi che persiste nel portare avanti il programma di Monti, poi di Letta e ora di Padoan (tutti identici e scelti del Fm) per distruggere l’Italia, metterla sotto il giogo dell’alta finanza, svendere i suoi beni pubblici, aumentare le tasse, tagliare i servizi, annullare lo stato sociale e distruggere i diritti del lavoro.
La persona cambia ma il programma di distruzione del Paese resta.
Se non è il paese dell’assurdo questo, allora quale??
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Elettori alle ultime politiche: 47.011.309
schede bianche 395.286
schede nulle 871.780
schede contestate 1.951
astenuti 13.210.177
In totale i voti persi alle precedenti politiche furono 15.579.094. E 15 milioni su 47 furono una cifra enorme per l’Italia che batteva ogni suo record di disaffezione verso i partiti.
Uno dei dati più rilevanti era stato l’arretramento elettorale dei 2 partiti principali, Pdl e Pd, rispetto al 2008. Se aggiungiamo ai voti persi gli 8.784.499 voti del M5S che contestavano la partitocrazia ci furono ben 24 milioni di Italiani su 47, un Italiano su 2, che rifiutarono la partitocrazia.

Viviana
Quando in un Paese vince chi appoggia quell’alta finanza e quel potere corrotto che lo hanno già rovinato, non vince un partito, perde il Paese.
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Non capisco questa fissazione per cercare ‘dove abbiamo sbagliato noi 5stelle.
Quando gli altri vincono con un martellamento fitto di menzogne sparate sui media, diffamazioni a raffica dalle più alte cariche dello stato, inciuci ignobili per distruggere la Costituzione, favori ai potenti e protezione ai politici, regali alle Coop rosse, posti di lavoro contro voti come con Genovese, mazzette come con Greganti, calunnie ripetute per mesi, regali alle banche e alle slot machine, promesse a vuoto agli Italiani e mancette da 80 euro ai dipendenti…
la domanda non è dove abbiano sbagliato i 5stelle,
ma dove abbiano sbagliato gli Italiani!

La servitù volontaria
“Vorrei soltanto capire come sia possibile che tanti uomini, tanti Paesi, tante città, tante nazioni, a volte soportino un solo tiranno, che non ha altra potenza se non quella che essi gli concedono, che non ha potere di nuocere, se non in quanto essi hanno la volontà di sopportarlo; che non saprebbe far loro alcun male, se essi non preferissero subirlo anziché contrastarlo. Si tratta di una cosa enorme, certo, e tuttavia talmente comune da doversene più affliggere che stupire: vedere un milione di uomini servire in modo miserabile, il collo sotto il giogo, non costretti da una forza superiore, ma in qualche modo incantati e affascinati dal solo nome d’uno, di cui non devono temere la potenza, poiché è solo, né amare le sue qualità, perché è inumano e selvaggio nei loro riguardi.”
Etienne de La Boétie – “Discorso della servitù volontaria” – anno 1576
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Viviana
Un tempo i politicanti compravano il singolo voto con 30.000 lire.
Oggi un politicante di turno compera un voto di massa con 80 euro.
La singola corruzione è stata sostituita, grazie al martellamento dei media, dalla corruzione di massa.
Vanna Marchi ha fatto scuola.
Ma la platea dei coglioni è rimasta la stessa.

Stefania
Come si può essere contenti per la vittoria delle tangenti, del voto di scambio,della corruzione, della ‘ndrangheta? Ma che Paese è questo? Onesti o no, siamo tutti fottuti.
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Ivan Solinas
Grazie lo stesso. E’ stato un sogno. Pensare che davvero ci riscoprissimo comunità, pensare che onestà, condivisione, solidarietà, prendessero forza in questo paese. Hanno vinto loro, e così noi Italiani abbiamo inchiodato questo paese ancora per anni a parlare di crescita, grandi opere, IMU, mentre continueranno i loro affari, e nel silenzio tante persone in questo paese andranno affondo. Sono bastate 80 caramelle, e una generazione di garantiti compattata dalla paura di cambiare, dalla paura di essere toccati, di dover essere solidali con chi ha perso tutto. Non so’ come andrà, oggi percepisco come miope la scelta di mio padre e della sua generazione, una scelta fatta sulla mia pelle. A tutti quelli che si sono spesi per questo sogno di solidarietà, per questa idea di comunità voglio comunque dire grazie… per un po’ ho sognato.
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Viviana
Non esistono vittorie facili (per chi non usa le scappatoie del potere)
Esistono solo guerrieri resistenti.
E la nostra battaglia comincia solo ora.
Chi crede che chi progetta futuro debba scoraggiarsi per le difficoltà del presente o è molto malvagio o non ha mai avuto un sogno in vita sua.
Provate a leggere le vite dei grandi della storia.
Hanno tutti avuto un momento di grande regresso, di apparente sconfitta, di pesante scoraggiamento. Lo hanno avuto tutti. Martin Luther King, Gandhi, Mandela….E sapete perché hanno vinto? Perché sono andati avanti.
Sapete come si distingue un uomo vero da un quaraquaqua? Il quaraquaqua appoggia solo quelli che vede vincere. L’uomo vero appoggia solo quello che ritiene vero e giusto.

Stefano dd
E così ha vinto l’Italia delle banche, delle slot machine, degli 80 Euro ai dipendenti (soprattutto pubblici), del….sono cazzi tuoi se non ce la fai a tirare avanti e suicidati pure tanto sei solo un numero per la statistica!
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HA VINTO UN VOTO DI SISTEMA
Viviana

Il Troll o il fedelissimo? Che si può fare più che compatirlo?
E’ un non libero e ha in sé il settarismo inconsulto dello schiavo
Ma dobbiamo riconoscerlo:
il livello generale degli Italiani è basso:
livello di onestà, di competenza, livello di progetto, di conoscenza,
livello di razionalità, di libertà, di formazione, di creatività
livello soprattutto di democraticità
E dove il livello è basso,
chi vola alto non viene nemmeno visto
o dà solo noia, come dà sempre noia
chi si emargina dalla massa,
bruta e cogliona,
che ha sempre odiato i promotori di futuro
da Pietro a Galilei, da Giordano Bruno ai 300 di Sapri, da Mazzini a Spinelli, da Cattaneo a Fermi
Qui vince la cricca da migliaia di anni
e la massa si accoda
per ignoranza, per furbizia,
per coglionaggine, per insipienza, per opportunismo, per mal riposta speranza, per sprovvedutezza
ma soprattutto perché chi si accrocchia al potente dimostra di avere una enorme sfiducia in se stesso
E senza quella fiducia sarà dura pensare di rifondare una democrazia.
Siamo un paese dove ognuno cerca di appartenere a qualcuno o a qualcosa o di trovare una dipendenza da altri perché non immagina nemmeno che può appartenere a se stesso o capire le cose da sé.
Questo non è il Paese dove si premia il merito o il coraggio, l’innovazione o l’amore sociale.
Si premia l’omologazione e il servilismo.
Sin dal tempo degli antichi Romani, siamo sempre stati un paese di ‘clienti’.
Un paese di eterni bamboccioni.
Solo nella democrazia si cresce, ma se non si cresce abbastanza da pensare con la propria testa non si potrà nemmeno pensare a provare una democrazia. Rimarremmo dipendenti a vita. Nel pensiero, nelle convinzioni, nelle conoscenze, nel lavoro, nelle credenze, nelle conservazioni, nell’eterno appoggiarsi agli altri..
per dubbio sulla propria testa
Lontani da ogni innovazione. Fuori da quella emancipazione indispensabile a creare il progresso di uomini liberi.
Io posso solo sperare che non sarà sempre così. Ma sarà dura.

Marco Canepa
Mentecatti arroganti e buffoni: su 100 italiani 42 non hanno votato, 24 han votato Pd, 12 M5S, 8 Forza Italia e allora chi ha vinto? Ha vinto l’astensionismo ed il rifiuto di questa politica di arrampicatori e ladri. E la stessa cosa è successa in Europa. Il dato certo è che la Finanza cointinuerà a farla da padrona, l’unico dato incerto è cosa succederà in Francia dove logica vorrebbe nuove elezioni con l’incognita del risultato che potrebbe aprire, questo sì, una prima grossa falla in quest’Europa di cartapesta e questo lo dico io, europeista della prima ora ma non di questa Europa di cui speravo acquisire cittadinanza per averne una, una volta tanto, di cui essere orgoglioso.
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Viviana
Qualcuno crede che il Pd abbia vinto.
Invece abbiamo perso tutti.
Qualcuno crede che abbia vinto il sistema democristiano.
Ha vinto chi controlla i media e comanda la propaganda di regime.
Ma chiunque abbia vinto
non ha vinto la democrazia
che non significa solo libertà
ma anche informazione e conoscenza.
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Michelangelo Marzano
Come avete visto, in molti paesi europei hanno vinto non solo le cosiddette “forze euroscettiche”, ma una serie di partiti “estremisti” e “xenofobi”, che non hanno comunque niente a che fare con il NOSTRO MoVimento.
Ed invece in Italia vince il pd, un partito che coadiuvato dall’azione del presidente della Repubblica peggiore della storia Italiana ha cambiato il presidente del consiglio per la terza volta senza passare da elezioni, un partito che è oramai la peggiore espressione del Berlusconismo grazie alla sua nuova(e minore) reicarnazione:
Renzi, quel Renzi che fa promesse scandite da date che non mantiene,
quel Renzi che parla di “abolizione delle provincie”, ma non le abolisce(anzi aumenta i consiglieri regionali, facendo aumentare i costi),
quel Renzi che distrugge definitivamente il lavoro in Italia facendo aumentare il precariato,
..ma questa marionetta di De Benedetti non è il vero “colpevole” di questa sconvolgente verità che abbiamo ottenuto da queste elezioni, ancor più colpevole è l’informazione?
L’informazione “che non c’è” in Italia, un informazione che satura e lobotomizza il cervello di milioni di italiani attraverso mendaci informazioni, attraverso attacchi spudorati al nostro movimento(ricordiamo ad esempio il caso Imu-Bankitalia)

Max Stirner
PER TUTTI E PER NESSUNO-
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SMETTETELA DI TROVARE GIUSTIFICAZIONI AL POPOLO ITALIANO!
SMETTETELA DI TROVARE SPIEGAZIONI NELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI GRILLO, PENSANDO SIA STATA ERRATA!
Gli Italiani sono quelli che nel 1915 erano alleati della Triplice Allenaza, con l’impero austriaco e l’impero germanico, per poi iniziare la guerra e concluderla con la Triplice Intesa, con Francia Inghilterra e Russia.
Gli Italiani sono quelli che nella seconda guerra mondiale erano alleati con la Germania nazista e terminarono la guerra alleati con francia Inghilterra e Stati Uniti.
Gli Italiani sono quelli che osannavano Mussolini con adunate oceaniche, per poi impiccarlo per i piedi, dopo che un inglese lo aveva ammazzato, perché neppure quel gesto seppero fare.
Gli Italiani sono quelli che stipularono un patto con Gheddafi e pochi mesi dopo bombardarono la Libia.
Per quanto mi riguarda, tutto il mio affetto va a Grillo e Casaleggio e alla meravigliosa creatura che si chiama M5S, ma io ho deciso di lasciare l’Italia e gli italiani al loro destino.
Già da qualche mese mi stavo preparando ad andarmene dall’Italia se le cose si fossero messe male e nei miei post del passato molti hanno letto la mia disistima per il mio popolo.
Io ho deciso di andarmene e intendo osservare l’Italia affondare nella merda e nella guerra civile.
Se l’Italia non ha saputo cogliere l’occasione del M5S per cambiare, agli italiani resta solo la guerra civile.
Io la penso così.
fanculo!

Luca M. Rho
Siamo in democrazia:
la maggioranza decide di votare per gli aerei da guerra
sceglie di abolire l’articolo 18
sceglie di far chiudere le aziende
sceglie di votare gente che in parlamento guadagna tantissimo e non per cho restituisce i soldi
sceglie di votare per chi chi porta al suicidio le persone
sceglie di votare per chi riduce le pene ai mafiosi
ecc ecc
vince la democrazia sempre.
la rispetto
ma sto male
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Terry
Stamattina mentre mi recavo a votare, ho visto solo tantissimi anziani, con bastoni, con sedie a rotelle e nessun giovane.
Siamo un popolo di vecchi, di anziani che purtroppo si informano solo attraverso gli strumenti del potere attuale.
Dobbiamo aspettare con pazienza.
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Enzo C
La delusione è forte, fortissima, è la delusione per un paese che non vuole cambiare, composto da una gran massa di ignoranti che non si preoccupa minimamente di informarsi sul serio, e si fa abbindolare da un burattino messo lì per salvare il sistema. Nemmeno un movimento che si è dimostrato per la prima volta veramente coerente con le promesse fatte e fautore di onestà vera in un paese dove la questione centrale è proprio la disonestà è riuscito a far breccia nel sentire generale. Che vergogna quest’Italia…. Non ci sono parole per esprimere la bassezza di questo popolo e la disillusione che continua a generare questa massa di miseria umana…
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Salvo E
Quelli del MoVimento 5 Stelle, prendano atto, che per diventare un grande partito, in Italia devi essere colluso, inciucista e prendere le mazzette, devi entrare nelle banche, trattare con i lobbisti, e non parlare mai di togliere soldi e privilegi alla casta. E consiglio ai vari Di Battista, Di Maio, Taverna, Ruocco ecc… tenete tutti i soldi del vostro stipendio, gonfiate i rimborsi, votate l’aumento del vostro vitalizio, usate l’auto blu’..fate questo, gli ITALIANI se non li fotti… NON GODONO!!
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Paolo Cordoni
Il M5S rappresenta una filosofia nuova non compresa da molti Italiani troppo abituati a navigare attraverso intrecci clientelari e poco preparati al ragionamento logico. Hanno scelto a mio avviso una strada comoda che va nella palude con il limite degli 80, forse non è un limite ma un obiettivo!
L’informazione dei media è un disastro, non si leggono libri che vengono sostituiti dalla gazzetta dello sport, ci si aggrega in posti come gli stadi ove non si comunica e siamo abituati ai luoghi comuni della serie “questo sistema non si può smontare perché onnipresente”!
Internet in molte parti del territorio è praticamente inusabile per la bassa velocità di connessione, molti anziani non sanno nemmeno adoperare il pc. Forse dalla rete ci siamo aspettati troppo.
I 5* hanno fatto un’ottima opposizione alla quale è stata data poca visibilità ma il lavoro fatto resta ed è stato magnifico.
Personalmente non mi interessa vincere una battaglia anche se ci credevo, ritengo che presto si prospetteranno situazioni pratiche che metteranno seriamente in difficoltà l’Italia e l’Europa, l’opposizione istituzionale del movimento 5* sarà un elemento fondamentale anche per mantenere informati coloro a cui preme la verità!
Il mio ideale di libertà e giustizia continuerà a manifestarsi attraverso il movimento perché solo lì mi sento rappresentato, auguro comunque a tutti di non dover soffrire oltremisura restando dell’opinione che Renzi è solo un bravo venditore di illusioni!

Marco Fornovo
Cari ragazzi del M5S e caro Beppe,
sono un vostro simpatizzante da tempo, vivo in Messico dal 1992 e sono genovese. Ho visto i risultati, finora sembra che non ci sarà la vittoria per il momento, ma non c’è secondo me da disperarsi. Infatti rimaniamo la seconda forza del paese, e questo mi sta bene. Poi ho anche visto qualche commento intelligente che dice che ogni 2 deputati pd si sarà uno del Movimento a controllare che non si facciano gli stessi paciughi. Ricordiamoci che siamo un paese dove non avvengono mai rivoluzioni, al massimo qualche insurrezione. Ce lo siamo fatti mettere nel culo da visigoti, ostrogoti, francesi, spagnoli e austriaci per secoli finchè poi sono arrivati due genovesi illustri, parlo di Mazzini e Garibaldi che han voluto l’unità d’Italia. Uno era la mente l’altro il braccio. Garibaldi si è fatto un mazzo così a liberare tutto il sud e poi alla fine ha dovuto dire: ubbidisco, e han fatto i cazzi che han voluto mettendo la monarchia. Quella stessa monarchia che abbiamo poi cacciato ma per il rotto della cuffia. Non che la repubblica abbia fatto meglio dopo, anzi. Ricordiamoci che siamo il paese (o quello che era all’epoca) che non ha voluto dare i soldi a Colombo per finanziare la sua spedizione: altro treno perso. Abbiamo avuto il padre della scienza moderna, Galilei e l’abbiamo messo in carcere. Ricordiamoci i morti per l’inquisizione, tutta gente morta per aver detto la verità. Ricordiamoci che siamo megalomani. Mussolini, ma che cazzo c’aveva nella testa, che voleva governare il mondo assieme a Hitler? Ricordiamoci che siamo in fondo un po’ leccaculi e ipocriti, parliamo male, ci lamentiamo e poi andiamo a fare la spia al padrone. Ma c’abbiamo anche lo stellone che fino adesso non ci ha abbandonato. Abbiamo avuto un gruppo di veneziani che han creato una città meravigliosa che ci invidiano tutti. Un gruppo notevole di artisti a Firenze e anche qualcuno non fiorentino, tutti geni assoluti più o meno nati nella stessa epoca. Allora i nostri artisti che hano fatto il Rinascimento, tutti geni e nati nella stessa epoca. Se non è culo questo, ditemi cos’è??
E poi quando tutto sembra finito, pum ti nasce un Bernini che continua con le sue opere la grande tradizione artistica italiana, praticamente dal nulla. Non c’è che dire, abbiamo culo. Come quando andiamo ai mondiali di calcio e sembra che faremo l’ennesima figura di merda, e invece no. Andiamo in finale e spesso vinciamo. Che dire? Adesso forse ci saranno i contratti firmati da Letta in Messico per lo sfruttamento di uno dei più grandi giacimenti di petrolio che è appena stato scoperto. Io so cosa bolle in pentola, perchè vivo in Messico, e credetemi saranno miliardi di dollari. Ci starebbe di non esser degli ingrati e cambiare la canzone di Jannacci: non più Messico e nuvole… ma Messico e favole??
Vabbé. Comunque è lì che ci sarà il M5S a controllare che non si mangino quei soldi che ci pioveranno dal cielo come la manna. Forse dovremo sorbirci gli F35, perché è stato Obama a presentare Letta al presidente del Messico. Pazienza.
Beppe non mollate, mi raccomando!!! Siete gli unici garanti di un’Italia pulita e onesta. Pazienza se adesso ci prenderanno un po’ per il culo col vinciamo poi. Ce ne sbattiamo il belino e sarà una profezia per il futuro. Vai avanti Beppe coi tuoi colpi di timone alla Govi, e mantienici sulla giusta rotta.

PN
Oggi abbiamo dimostrato di essere i soliti vecchi italiani di sempre.
A noi (soliti vecchi italiani di sempre) piace essere illusi, piace credere al sogno-facile.
“Dormite amici miei, chiudete gli occhi e sognate morbidamente”.
Per noi è così, no? Piace pensare che questo sogno ci sia regalato senza fatica, come un dono di compleanno, come una manna dal cielo.
“Ecco, tenete! Italiani cari, queste sono per voi: un pigiama, una cuffia e un orsacchiotto coccoloso. No, no, non abbiate timore ad appoggiare la testa sul cuscino… da bravi, e adesso chiudete gli occhi stanchi, mi raccomando…”
… perché al resto penserà lui.
Lui che cambierà l’Italia mentre noi saremo addormentati. E quando ci sveglieremo chissà quante cose belle e nuove troveremo!
Ci penserà lui a sistemare ogni cosa, in silenzio, senza fare rumore e senza disturbare nessuno. Shhhh! Suvvia, ora lasciatelo stare.
“Dormite… dormite sereni. Dormite, da bravi”.
Perchè dormire fa bene, non è così? E allora perché non dovremmo ascoltare questa nenia?
Dormire ci farà sognare e, in fondo, si sa, sognare non costa nulla…
…O forse sì.
“Buonanotte cari italiani, buonanotte”.

Pino Frontera
Berlusconi chiude il suo ciclo in politica, ma con lui non si spengono gli interessi che da Berlusconi si sentivano rappresentati. Questi interessi oggi scelgono, mediante i transfughi di Forza Italia, di essere rappresentati da Renzi. Non è solo un partito che di sinistra non ha più niente, ma una cultura politica di un Berlusconismo più raffinato e più pericoloso del primo che su Renzi gioca oggi le sue carte.
Per certi aspetti il Movimento 5 Stelle perde oggi la partita, pur restando una presenza significativa, che dovrà fare le sue valutazioni ed affinare l’arte delle mosse giuste contro questa scelta dell’elettorato italiano, che io giudico funesta.
A chi aveva pensato che la DC non sarebbe mai rinata, Renzi ha tolto questa illusione. Nel passato, sembrava che nessuno volesse votare per la DC, ma poi tutti la votavano. Oggi, Renzi stesso temeva di perdere, secondo ogni previsione, ma ha stravinto. L’Italiota era e rimane sempre democristiano il più delle volte contro il suo stesso interesse.. Con questo elettore bisogna fare i conti per cambiarne la cultura ottusa, collusa e servile.
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Jonico
L’affluenza è sotto il 60%. Boh? Chi non è andato a votare, cosa ha risolto? E’ come dire, “tu mi hai rubato la merendina, ed io per dispetto non mangio più, tiè!”

Albin Planinc
Il PD rappresenta il centro-palude, la “pancia” del paese, come li rappresentava la DC. E’ esatta quella analisi che ha descritto il PD come l’unico partito di sinistra in Europa (di sinistra in origine!) che si è lasciato colonizzare da una pattuglia minoritaria di ex-democristiani. E’ stato quindi abbastanza facile per ex-elettori di Berlusconi trasformarsi in elettori di Renzi, vista la contiguità palese tra i due partiti (certificata anche dalle larghe intese e dalla finta opposizione al governo Renzi da parte di Forza Italia).
Quella parte di elettorato che si ritiene di sinistra e che ha votato PD/Renzi è stata risucchiata in questa enorme palude centrista.
Gramsci avrebbe scritto, a proposito delle larghe intese ( PD e Forza Italia) di un nuovo blocco sociale in formazione. A questo punto Berlusconi può anche farsi da parte, il suo compito è terminato, il testimone lo passi pure a Renzi.
Buonanotte Italia.

LALLA CITA
Nel 1953, il 24 agosto, fu firmato un accordo sui debiti tedeschi decisamente magnanino per la Germania. Dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1990 alla ricca Germania furono cancellati, altrettanto magnanimamente, ulteriori debiti (anche da parte degli stati sovrani di Grecia e Italia, e da nazioni povere del continente) per consentire alla Germania di gestire la riunificazione nazionale senza rischiare il default. Sappiamo bene come la Germania ha restituito il favore.
La storia racconta che la Germania, che adesso fa tanto la moralizzatrice con gli altri Paesi europei in difficoltà, è andata in default due volte in un secolo e le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per consentirle di riprendersi. Dopo la Grande Guerra, il conto salato per i danni materiali chiesto dai Paesi vincitori agli sconfitti, tra cui l’Italia, avrebbe reso impossibile alla Germania di avviare la rinascita. Nel 1923 arrivò il grande default tedesco, con l’inflazione che distrusse la repubblica tedesca. Adolf Hitler si rifiutò di onorare i debiti, i marchi risparmiati furono investiti per la rinascita economica e il riarmo, concluso, come si sa, con una seconda guerra, ben peggiore. Per la seconda volta, dopo aver portato il mondo sull’orlo di una distruzione totale, Berlino ha richiesto “Aiuto” ai paesi vincitori. L’ammontare complessivo aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari dell’epoca.
Questa volta nulla avrebbe potuto salvare la nazione che ha il peso di avere scatenato due guerre mondiali e provocato ingenti danni. Eppure, per la seconda volta, I paesi creditori, furono magnanimi. Con il trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che era già dietro l’angolo. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione

http://www.augustaonline.it/elezioni_europee_220514.html

SUL DEBITO DEL 3%
Di Cori Modigliani

“La barriera del 3%, come obbligo e imposizione, è uno sbarramento che uccide l’economia nazionale, impedisce il rilancio dell’occupazione, e privilegia la concorrenza extra-italiana.”
Esatto: la barriera del 3% deficit/PIL era scelta insensata già all’origine quando la crescita delle economie europee era cosa ben diversa da oggi (come ricorda sempre Beppe fu scelta da un travèt che in un documento scelse il numero 3 perché è “più di due e meno di quattro”; e gli euroburocrati confermarono il numero della Santa Trinità). A maggior ragione ora NON HA ALCUN SENSO mantenerla.
IL DEFICIT NON È PECCATO, è benzina nel motore dell’economia nazionale. Ovviamente va programmato con criterio rispetto alla congiuntura economica, ma nei momenti di crisi per innescare meccanismi virtuosi serve più “deficit spending” e meno rigore, altrimenti non se ne uscirà mai ma si aggrava vieppiù la situazione, avvitandola in una spirale perversa come sta avvenendo ora.
Non è possibile farlo restando nell’Euro? Ok, sarà uno dei principali argomenti che porremo nel pubblico dibattito propedeutico al REFERENDUM PER L’USCITA DALL’EURO.
Non ho dubbi che gli italiani, se debitamente informati e non solo spaventati con campagne di terrorismo psicologico sceglieranno la via della SOVRANITÀ MONETARIA.
*****
“Investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo”
Buona e ragionevole norma transitoria (in attesa della sovranità monetaria) ma attenzione a come verrà interpretata se (come è probabile) verrà concessa: anche il PD infatti chiede una “Golden Rule” simile, ma l’intenzione è assai poco commendevole: il loro obiettivo è considerare “investimenti produttivi” fuori dal 3% le Grandi Opere tipo TAV Torino-Lione e Terzo Valico e Grandi Eventi tipo Expo 2015 (la cui “produttività” è comprovata solo dai loro calcoli ottimistici quanto fallaci) e preservare il business di lobby affaristiche e coop rosse tipo CMC e ManutenCoop.

PIU’ I PAESI MEDITERRANEI VANNO MALE, PIU’ LA GERMANIA VA BENE
Berluscameno

Però … come sono furbetti questi capoccioni tedeschi!
Si sono inventati anche la Lobby Tedesca per controllare l’America.
Le esportazioni da Berlino a Washington sono a livello record. Merito anche dell’attività di “convincimento” a suon di milioni di dollari.
Più il sud d’Europa arranca e più l’export tedesco «tira».
Da almeno tre anni Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia e negli ultimi mesi anche la Francia, corrono dietro al miraggio del consolidamento fiscale dettato dai due guardiani dell’austerità in Europa: la cancelliera tedesca Angela Merkel e il suo fido ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble.
La formula economica “errata dell’Austerity e del rigore” (in tempi di crisi recessiva) sembra funzionare solo per la Repubblica federale(che non è-infatti- in recessione!) perché stringere la cinghia in tempi di crisi non ha giovato a nessuno a sud di Bruxelles. Anzi, la crisi sociale si è solo acuita con l’aumento della disoccupazione ed i fallimenti a catena delle “imprese reali “.
In Germania, invece, si continua a registrare un surplus commerciale così alto (198,9 miliardi nel 2013) da essere fuori dai parametri imposti dall’Europa: in linea teorica (cioè leggendo i Trattati UE) l’eccesso delle esportazioni tedesche è tanto illegale quanto il debito pubblico italiano o il deficit greco. Viene dunque da chiedersi cosa ci sia dietro a tanta salute delle imprese teutoniche dedite all’export tanto in Cina quanto egli Stati Uniti.
Alcuni dati sono noti: oltre al quello che viene considerato «dumping commerciale» ai danni dei partner europei, le imprese tedesche sono ben organizzate, utilizzano infrastrutture di qualità e godono di un accesso al credito neanche immaginabile nel resto d’Europa.
Quello che forse non si sa è che la forza delle aziende da Amburgo a Monaco di Baviera sta anche in un notevole investimento in attività di lobbying sul governo degli Stati Uniti da parte delle istituzioni tedesche a ogni livello.
Così se Berlino controlla l’Europa imponendo i propri criteri macroeconomici (errati, come lo è la politica economica UE dell’Austerity e del rigore senza limiti) a Bruxelles, riesce a garantirsi anche importanti quote del mercato americano mettendo mano al portafogli. Senza nulla togliere ai prodotti tedeschi, forti sul mercato in virtù della loro qualità, vale la pena di dare uno sguardo ai numeri. Secondo la “Sunlight Foundation”, che ha elaborato i dati forniti dal Dipartimento americano della giustizia, i tedeschi non badano a spese quando si tratta di tutelare i propri interessi a Washington e sono secondi soli agli sceicchi degli Emirati Arabi Uniti.
Jenn Topper, portavoce della fondazione, spiega che «gli analisti hanno calcolato lo sforzo finanziario del sistema Germania nel 2013 in oltre 12 milioni di dollari, preceduti dagli Emirati con 14,2 milioni».
La lista è lunga e prosegue con il Canada (11,2 milioni), l’Arabia Saudita (11,1) e il Messico (6,1). L’Italia rimane sotto la polvere con un investimento di appena 81mila dollari attribuito genericamente «al governo italiano o a sue parti».
(Vorrei chiedere al Governo italiano : “… ma non sarà che i nostri Lobbisti USA considerino una dazione ai rappresentanti del Parlamento USA una attività non realizzante utile alcuno od un inutile spreco di denaro pubblico ? Ed in questo ultimo caso sarà possibile che si permettano di ritenere molto più opportuno riversare questi fondi forniti dallo Stato italiano in un conto bancario intestato al nome personale del Lobbysta italiano di turno , ed a questo fine utilizzando una banca con sede negli innumerevoli paradisi fiscali ?)
Contributi italiani allo sviluppo delle nostre aziende esportatrici in USA che sono niente rispetto agli 1,4 milioni spesi dal ministero bavarese per lo Sviluppo o ai 147 mila dollari messi in campo a difesa dei propri interessi commerciali da parte della Renania -Palatinato.
Questo per restare a livello pubblico regionale. Perché a Deutsche Telekom l’indice elaborato dalla Sunlight Foundation attribuisce spese per oltre 11 milioni di dollari, contro gli 1,1 milioni investiti in attività di rappresentanza negli Usa da parte dell’associazione delle Camere di commercio tedesche.
Il vertice di inizio maggio alla Casa Bianca fra Barack Obama e Angela Merkel si è concluso con una conferenza stampa nel Giardino delle Rose incentrata in gran parte sulla crisi in Ucraina.
In quell’occasione il presidente Usa ha investito la cancelliera del ruolo di mediatrice ufficiale con la Russia di Vladimir Putin. Lei, più concreta , ha dichiarato a Obama che continuerà a tutelare gli interessi commerciali tedeschi negli Usa facendo aprire molto di più il portafogli al Governo tedesco.

Bruno b
QUANDO NON SEI CREDIBILE

Abbiamo un Presidente della Repubblica e un Presidente del Consiglio che rappresentano un terzo degli Italiani, forse.
Entrambi parlano di Europa e di riforme necessarie per portare l’Italia ad un livello economico e sociale necessario per far parte della Comunità Europea.
Ma di cosa parlano?
Di quale riforme stiamo parlando e a scapito di chi?
In passato ci sono state le guerre e milioni di morti che le nazioni commemorano come eroi per aver salvato la libertà e la vita di altri uomini.
Balle, sono morti solo gli eroi.
Oggi la situazione è peggiore di quegli anni oscuri perchè ci nascondiamo dietro l’ipocrisia della democrazia.
In questi anni bui di crisi economica c’è una parte della nazione che non è stata neanche sfiorata.
La cupola sotto l’ala del PDR e del governo dei “larghi” consensi non ha sofferto la disoccupazione, non ha perso la casa, non ha dovuto rinunciare a nulla, anzi si è data un bel da fare mentre le famiglie si impoverivano.
Stipendi, pensioni, vitalizi, sprechi, privilegi, nulla è stato tolto a questo fortunato cerchio magico che promette prosperità e crescita richiedendo sacrifici agli altri.
Non sono un catastrofista ma neanche un allocco.
L’economia Italiana continua a peggiorare e la disoccupazione è diventata insostenibile.
Facendo 2 conti in tasca, le tasse verso le imprese e i debiti delle famiglie sono aumentati ed anche se i tributi hanno cambiato nome o si sono moltiplicati anche quest’anno sono aumentati.
Dare 80 euro in più in busta paga a chi ne spenderà almeno il triplo per gli aumenti di bollette e per il varo di nuovi tributi è davvero una truffa e un’offesa ai poveracci.
Renzi in questi 100 giorni non ha fatto nessuna riforma ed insieme al PDR sta solo arginando la frana.
Non puoi fare una guerra e mandare gli altri a combattere, non sei credibile.
Le persone crederanno nell’Italia e nell’Europa solo se ne trarranno vantaggio, il resto è demagogia da 4 soldi.

Berluscameno
UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

Crisi Europea, Stiglitz: “E’ un disastro creato dall’euro”.
Per il Premio Nobel dell’Economia Stiglitz , i problemi dell’Europa sono stati provocati dalla moneta unica. “Ha creato disparità” tra i paesi dell’Unione .
Adesso serve solidarietà e mutualizzazione dei debiti pubblici dei Paesi UE (tramite la BCE) altrimenti occorre una rapida ristrutturazione istituzionale dell’ UE.
Per George Soros l’Europa è diventata un caos istituzionale politicamente inaccettabile.
“La crisi dell’euro è colpa della moneta unica e di una Banca Centrale Europea(BCE) non sufficientemente solidale con tutti i Paesi UE. Per il professore della Columbia University, Joseph Stiglitz, i problemi economici dell’Europa sono tutti racchiusi lì: nella moneta unica.
L’agonia economica che alcuni Paesi continentali più di altri stanno vivendo è “un disastro economico provocato dall’uomo e soprattutto dall’euro”, ha denunciato il premio Nobel.
Ma forse con l’esplosione della recessione nei Paesi UE “abbiamo abbastanza solidarietà nella BCE per cercare di dare vita davvero al progetto dell’euro.”
La soluzione che suggerisce è quella di riformare il “quadro istituzionale europeo” e farlo diventare più solidaristico ad imitazione degli USA .
Una tesi basata sulla realtà dei fatti.
L’analisi di Stiglitz parte infatti riconoscendo lo stato di recessione in cui si trovano oggi molti paesi europei a causa dell’attuale politica economica errata dell’ Austerity (Trattati e decisioni UE esclusivamente germanico centriche ) applicata ciecamente e senza alcuna giustificazione teorica ai Paesi UE in piena recessione,deflazione e con alta disoccupazione.
Stiglitz definisce questa situazione una grave depressione( esclusa la Germania), che sta comportando -per i Paesi UE -una perdita enorme di capitale umano e di pace sociale.
Mentre in questi anni è stato cavalcata (con dolo) la politica dell’ Austerity come “falsa strategia di crescita”, adesso sarebbe più opportuno valutare una completa ristrutturazione istituzionale dell’Unione europea, piuttosto che degli Stati che la compongono.
Una tesi condivisa dal guru di Wall Street, George Soros, convinto che “l’euro germanico “abbia fatto nascere una situazione viziata fin dall’inizio”.
Per l’esperto di investimenti è palese che la moneta unica abbia fatto emergere divisioni fra i Paesi europei che sono diventati -col passare del tempo -sempre più evidenti a causa di Paesi UE in surplus e altri in costante deficit.
Una situazione a suo avviso politicamente ed economicamente inaccettabile”.

PIPPO
Il PD essendo un partito di ipocriti e pusillanimi, ha subito santificato quel modestissimo “cane morto” di Monti facendolo assurgere a salvatore della patria. Eppure Monti con i suoi 15 mesi ha prodotto la distruzione della classe media.
Con l’applicazione dell’IMU, aumentando indistintamente le rendite catastali del 60%, senza guardare chi in certe cittá giá le aveva più che alte, ed all’interno delle stesse chi le ha tuttora bassissime rispetto al valore della casa.
Per fare un esempio il fariseo Delrio ha dichiarato di aver pagato nel 2012 €. 350, avendo una villa con 9 figli. Il sottoscritto, avendo un semplice appartamento A2 in periferia ha pagato quasi €. 1.500,00. A Roma una casetta minuscola di 35 mq. fuori raccordo, costruita 3 anni fa all’interno di un palazzone lungo ed alto, ha rendite da 400-500 €. Come mai?
Non dimentichiamo poi il blocco della perequazione delle pensioni considerate da questi imbecilli alte, cioè quelle che superano di 5 volte il minimo, blocco di cui nessuno parla più, anzi qualcuno (leggi Renzie-Cottarelli) vorrebbe tagliarle.
Poi ancora la possibilità data a regioni e comuni di alzare ancora le addizionali.
La ciliegina è stata l’invenzione degli esodati, per cui sia Monti, che la maledetta Fornero, che tutti i parlamentari che l’hanno approvata devono morire.
E ora chissà quali altre bellurie si preparano a sfornare questi miserabili semmai l’ebetino dovesse raccogliere molti consensi.

COMITATI DI AFFARI
Desmond

Più che all’idea dei complotti, consolante, ma poco precisa, mi affido alla realtà visibile e ai fatti conclamati. Nel luglio 2011, subito dopo le vittorie referendarie, Bersani normalizzò l’Unità espellendo chi ne aveva fatto una voce dei movimenti per i referendum, ruppe tutti i legami con i comitati che li avevano organizzati e isolò, con l’aiuto del Quirinale, l’IDV. Isolando l’IDV spinse SEL ad un patto di scambio l’estate successiva: appoggio incondizionato e coalizione elettorale in cambio di poltrone.
Sullo sfondo c’era il sistema di appalti e poltrone in cui era sempre più apertamente coinvolto il PD. Quindi se, come era ormai pubblicamente constatabile, il PD non era altro che un comitato d’affari di vertice che gestiva flussi di risorse più o meno consistenti verso i diversi gruppi, non poteva andare ad elezioni prima della fine della legislatura, perché se il Parlamento fosse stato sciolto prima del marzo 2012, il PD avrebbe dovuto andare al voto sulla base della foto di Vasto e con il determinante condizionamento dei movimenti e dei comitati che avevano guidato le vittorie dei mesi precedenti. Ma questo avrebbe implicato l’adozione della loro agenda politica e quindi ad es. l’abbandono di progetti di spartizione di appalti come l’Expo, che era già noto all’epoca come pozzo per il riciclaggio di capitali di origine criminale (una delle ultime e più drammatiche inchieste di Current TV prima della sua chiusura), della TAV, degli F-35, e infiniti altri esempi di saccheggio, e l’adozione di un programma di lotta alla corruzione incompatibile con gli interessi del vertice del PD.
Questo non esclude l’esistenza di pressioni esterne dalla finanza internazionale e dalla Troika, ma sono pressioni fisiologiche che ci sono sempre e non sono determinanti per le scelte di politica interna ed economica di uno stato democratico. Erano pressioni che potevano benissimo essere respinte e nel caso negoziate. Il fatto che invece sia stata cambiata la Costituzione e sia stata imposta una politica economica e sociale disastrosa, e, dopo il febbraio 2013, anche autoritaria ed eversiva, si deve interamente all’evoluzione berlusconista e oligarchica del PD. E’ a causa di quella evoluzione pubblica, e dopo il febbraio 2013 anche ufficiale, che la maggioranza di governo nata alla fine del 2011 ha trovato non solo accettabile, ma persino utile, fare proprie le soluzioni che dall’esterno venivano proposte, come l’introduzione dell’obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione, che costituisce un formidabile sostegno all’impunità della corruzione e all’aumento dei flussi di risorse verso gruppi interessati al saccheggio evitando qualsiasi controllo pubblico. Infatti con la nuova formulazione dell’art. 81, di fatto il controllo sui costi avviene a posteriori e non più a priori dibattendo pubblicamente le fonti di copertura dei diversi provvedimenti, così le stime possono essere sommarie, mentre il governo può intervenire sempre con procedura d’urgenza e a posteriori con la scusa dello sforamento e l’intervento, essendo d’urgenza, è sempre a copertura e nasconde sempre le cause.

Non c’è bisogno di immaginare complotti e suadenti azioni di irretimento da parte di Berlusconi, quando i fatti sono pubblici e persino apertamente ammessi dagli interessati: il vertice del PD è un comitato d’affari che è al centro di una rete di corruzione, appalti e poltrone complementare e simile a quella berlusconista. Quindi non c’è mai stato nessuno comprato da Berlusconi e nessuno scemo che sbaglia tutto (nessuno sbaglia tutto per 15 anni filati) e ci sono stati sempre semplicemente degli oligarchi che hanno perseguito al meglio i loro interessi. Per molto tempo li abbiamo scambiati per stupidi, dal 2011 è cominciato ad essere palese, anche attraverso aperte ammissioni dei protagonisti, che stavano perseguendo i loro interessi. Dal febbraio 2013 sono caduti ogni velo ed ogni finzione e la comunanza di interessi e progetti, anche costituzionali, con il berlusconismo, l’eversione piduista e le mafie è divenuta dichiarata e azione legislativa aperta ed esplicita.

Giuseppe Zupo, responsabile giustizia del PCI durante la segreteria di Enrico Berlinguer:
“Lo so, farò inorridire i miei compagni di una volta. Sono comunista, semel semper berlingueriano e dopo il Pci non mi sono iscritto a nessun partito perché nessuno ha portato più avanti quei valori. Ora vedo nel M5S l’unico possibile erede.”

Si può discutere della questione, ma Zupo non è l’ultimo arrivato; non è un ignorante influenzabile da vuoti slogan populistici, ma una persona colta e con un passato politico di altissimo livello, come altissimi sono il suo senso dell’etica civile e politica e il senso del dovere che ne deriva (non è uno di quei disgraziati che secondo Renzi votano M5S) . E anche in quel caso non si tratta di orientamenti casuali o superficiali, ma di scelte consapevoli. Zupo è davvero un berlingueriano e un antifascista a tutto tondo, non un cialtrone che falsifica il pensiero di Berlinguer per farne una figurina comodo e innocqua, come ha fatto un Veltroni
Conviene riflettervi.

Mariapia Caporuscio
Un tempo la politica si occupava del bene comune oggi si occupa esclusivamente di se stessa, per garantirsi privilegi e immunità dai tanti, troppi reati che commette.
In ogni “finta legge” che riguarda la comunità si nascondono contro-leggi o leggi-vergogna che favoriscono queste che si possono tranquillamente definire cosche, del resto cosa sono le cosche se non una ghenga dedita a rubare per arricchirsi?
Quello che è accaduto con la cosiddetta legge “svuota carceri” (legge 67/2014) approvata dalla Camera con i soli voti contrari del M5S, Fdl e Lega, per tamponare l’emergenza del sovraffollamento, nasconde (tra le righe) l’ennesimo regalo alle mafie dai colletti bianchi, meglio conosciute come: personaggi istituzionali.
Alle spalle dei cittadini e nel silenzio tombale dei media, si spara contro le coscienze. Questa vergogna consente la sospensione del procedimento per una serie di reati economici e fiscali della casta, spianando una bella autostrada per continuare la predazione delle risorse pubbliche, alla categoria più lurida che mente umana possa concepire: le più alte cariche dello Stato!
Questi loschi personaggi privi di coscienza e senza scrupoli, tradiscono la fiducia di chi li ha posti alla guida del proprio paese e calpestano la Costituzione sulla quale hanno (sper)giurato.

Berluscameno
Forse non è molto importante il fatto che la Merkel voglia (di fatto)rendere schiavo il Popolo Italiano.
Ci siamo liberati di Hitler (con l’aiuto degli USA) ed ora chi ci aiuterà?
La Grande Germania nel tempo della Merkel.
LA GRANDE TRAPPOLA DELL’EURO (germano centrico).
E LA GERMANIA STRINGE LA PRESA SUL COLLO DELL’ITALIA.
Ma è proprio vero che non vi sono vie d’uscita possibili?
“Le “anime candide” e “sognatrici” -in chiave rigorosamente “euro”- ci ripetono pateticamente ogni giorno che “tutto” il velleitario armamentario del “federalismo fiscale solidaristico UEM” possa essere materia di trattativa in sede UEM, ma continuano a ignorare le norme dei trattati europei, e del diritto internazionale, utilizzandole –però -come una clava soltanto per poter auto flagellare l’Italia.
La Germania ha gravemente e irrevocabilmente violato i trattati, configurando un “sistema” articolato di alterazione della concorrenza intra UEM, onde favorire le proprie esportazioni.
Ciò ha fatto coordinando una strategia efficace e spregiudicata che non tollera controlli e verifiche di rispetto della normativa dei trattati.
Quella che salta agli occhi è l’arroganza illimitata dell’atteggiamento tedesco.
Poniamo il caso che fosse ipotizzabile (ed accettato dal Governo UE) un indiretto finanziamento allo Stato, ma molto indiretto (anche tramite i possibili Euro Bond di tremontiana memoria )o nel caso di cessione di debiti delle imprese (con garanzia di rimborso statale del debito) verso le Banche con la pendenza dell’obbligazione solidale delle imprese sull’ asset sottostante, lo sarebbe solo in una visione meno forzata e certamente più rispettosa dello spirito dei trattati di quella in base alla quale i tedeschi hanno effettuato ( con la defiscalizzazione del lavoro delle riforme Hartz e con il massiccio credito alle esportazioni) gli aiuti di Stato in favore dei propri specifici
(e attentamente programmati) settori industriali esportatori.
In questa attuale situazione, in cui la scarsa cooperazione che ha portato alla preventiva e gravissima violazione dei trattati da parte tedesca, si aggiunge anche la violazione del divieto di dare istruzioni alla BCE e la capziosa interpretazione dei trattati per CONSOLIDARE IL VANTAGGIO COMPETITIVO TEDESCO RAGGIUNTO in modalità illecita, dovrebbe stare al nostro governo attivarsi e reagire.
Questo è un banco di prova fondamentale per dimostrare che, nonostante i proclami e le anime “candide e sognatrici”, non possa esistere alcuno spazio di trattativa possibile coi tedeschi.
E non solo, di fronte al loro massiccio e decisivo inadempimento dei trattati, anche per far valere il principio, del diritto dei trattati, “jus cogens” inderogabile (art.60 Convenzione di Vienna), che “inadempimenti non est adempimenti”:
è la Germania (ossia la Merkel)non può fare la voce grossa, per di più su questioni per le quali è vietata dal trattato ai governi, ogni presa di posizione che non sia rispettosa delle regole che invocano i tedeschi ed esclusivamente a loro favore.
Ma non attendetevi cooperazione, ravvedimento o dignità di azione dal governo tedesco e neppure da quello italiano( e questo altro fatto ha addirittura dell’incredibile!).
Fino a quando rimarremo in un trattato europeo ad applicazione “diseguale”, in cui è impedita ogni parità di condizioni ( anche se imposta dall’ art.11 Costituzione Italiana) , e di ogni altra considerazione della dovuta importanza che, per la stessa ripresa economica europea, ha l’economia di un grande paese industriale come l’Italia?
L’Italia ha il solo torto di dare fastidio con la sua (residua) vitalità industriale alle mire imperialistiche della Germania e della Merkel.
Per quanto ancora dovremo farci trattare come un paese sottomesso ed imbelle o di serie C, lasciandoci calpestare (e distruggere economicamente) tramite il non rispetto tedesco della normativa prevista?
In occasione della visita di Angela Merkel alla Casa Bianca, nei primi giorni di maggio 2014, a dare il via a stizzite polemiche sui giornali USA è stato John McCain, ex candidato repubblicano alla Presidenza:
«La leadership tedesca è imbarazzante. Fa quello che gli industriali del suo Paese le ordinano».
Al contrario di ciò che pensa il Governo italiano, di dubbi su chi comanda a livello europeo, gli americani non ne hanno mai avuti: «Per Washington l’Unione Europea non esiste più, c’è solo la Germania», ha detto qualche tempo fa John Kornblum, ex ambasciatore Usa a Berlino. Il problema è che, secondo Obama e i suoi collaboratori economici , gli egemoni tedeschi non sono stati all’altezza del compito.
Nel 2008, nel pieno della crisi Usa e poi mondiale, l’allora segretario al Tesoro Usa Henry Paulson aveva convocato a Washington i vertici dei primi nove istituti finanziari americani. Dettando le sue condizioni li aveva rifinanziati evitando l’infarto del sistema creditizio. Allo stesso tempo la Federal Reserve (FED) aveva pompato dollari come se piovesse nel sistema economico. E la doppia manovra alla fine aveva funzionato.
Alla Merkel il presidente Usa ha da subito consigliato la stessa strada per le economie dei Paesi europei (UE)in chiara ed evidente recessione, bassa inflazione (ed ora in piena deflazione), alta ed inarrestabile disoccupazione.
Per dirla in lingua originale: «American-style bailout and fiscal stimulus», stimoli fiscali e aiuti all’americana, questo ha consigliato Obama alla potente cancelliera tedesca.
Infatti nel 2011 e 2012 il salvataggio dell’euro (Paesi UE) e dell’economia globale era diventato una priorità assoluta anche per Obama, impegnato nella campagna per la rielezione. Dato che anche il premio nobel dell’economia Stiglitz aveva definito “una madornale sciocchezza”il pensiero economico della Merkel (condiviso teoricamente anche dal nostro esimio ministro dell’economia Padoan) facendo riferimento ad un fantomatico (e teoricamente errato) concetto di “Economia dell’ Austerity Espansiva”,
occorre spiegare – infatti – che CRESCITA E SVILUPPO sono concetti che non si adattano per nulla a scelte economiche di alta tassazione, forte disoccupazione e chiusura o delocalizzazione (facilitata dallo Stato ) degli stabilimenti industriali manifatturieri e blocco totale ( per sempre! )dell’industria edilizia.
In un caso precedente (al fine di evitare che la Grecia fosse abbandonata al suo facilmente prevedibile tragico destino) l’intelligente Obama (molto lontano
dall ’intelligenza operativa e teorica messa attualmente in campo dal nostro ministro Padoan) era dovuto intervenire personalmente con una telefonata in extremis alla Cancelliera Merkel, molto scocciata -per questo palese disturbo alla sua quiete intellettuale – a cui il Presidente USA era ricorso.
Mi sembrerebbe logico -tra l’altro -che anche in Italia dovesse essere presa in seria considerazione una modifica del nostro codice penale per cui si debba prevedere un nuovo articolo riguardante il “Reato di Tradimento della Nazione “ per tutti quei funzionari pubblici economici che intenzionalmente e caparbiamente abbiano contribuito attivamente a condurre( tramite l’applicazione di politiche economiche errare teoricamente e di fatto ) il popolo italiano alla disperazione economica ,con relativo aumento della” fame” tra i cittadini e dell’ aumento sconsiderato della “perdita dei posti di lavoro”.
Il tutto condito da perturbamento dell’ordine e tranquillità sociale con diffuse proteste sociali di piazza (“vogliamo le case di abitazioni pubbliche!” ) e di sollevamento violento contro lo Stato di intere categorie di cittadini (i Forconi!) disgustati dalle ingiustificate ristrettezze economiche accompagnate da un aumento indiscriminato della “miseria “tra il popolo!
.
Lorenzo
Solo nell’ultimo mese:
– Arrestato Dell’Utri (FI)
– Arrestato Scajola (FI)
– Arrestato Matacena (FI)
– Arrestato Genovese (PD)
– Arrestato Greganti (PD)
– Arrestato D’Amelio (PD)
– Arrestato Scopelliti (NCD)
– Arrestato Romano (NCD)
E ora questi partiti si aggrappano a un incidente stradale di 34 anni fa per attaccare Grillo. Fanno più ribrezzo o più compassione?
.
Addison
Vorrei far notare questi fatti (mica chiacchiere) tralasciando tutto l’altro marciume:
– nella legge che abolisce il reato di clandestinità, sbucano i benefici per i reati tributari e fiscali;
– Italicum concepito per far fuori i 5S;
– aziende artigiane: 63% di tasse (le più alte a Bologna, Firenze e Roma col 74%).
Questi sono semplicemente dei MASCALZONI.

COS’E’ IL FISCAL COMPACT
Paola Taverna

“Lei sa cosa è il Fiscal Compact? Lei sa cosa è il MES? E cosa vuol dire pareggio di bilancio?Nessuno o quasi nessuno sa di cosa stiamo parlando. Eppure il Mes, il Fiscal compact e il pareggio di bilancio fanno parte delle nostre vite molto più di quanto pensiamo. Il Fiscal Compact costa all’Italia 50 miliardi ogni anno. Per il MES abbiamo già pagato 15 miliardi di euro e ci siamo indebitati per altri 125!!! I nostri governi, gli attuali partiti, (tutti gli attuali partiti senza differenze) hanno fatto questi compromessi (chiamiamoli così). Questi patti assurdi che noi cittadini paghiamo sulla nostra pelle ogni giorno nel nome dell’Unione Europea! Nei primi 9 mesi del 2013 hanno chiuso 32.500 stalle e aziende italiane con 36 mila nuovi disoccupati a causa dell’importazione mal regolamentata dall’Unione Europea di prodotti di ogni genere. L’Italia importa il 59% di “pomodoro fresco”; il 50% di grano per il pane; il 40% di grano per la pasta; il 40% di latte e carne. In poche parole 1 piatto di pasta su 2 di quelli che mangiamo ci viene venduto dall’estero! In sostanza, in nome dell’Unione europea, i prodotti nazionali sono svantaggiati fiscalmente rispetto agli stessi provenienti da altri paesi. Il riso della Romania costa meno, le arance del Portogallo prendono il posto di quelle siciliane e così via. L’Italia è diventato un paese non sostenibile: le campagne si spopolano, le merci viaggiano su mezzi inquinanti o che devastano il territorio, il cemento sta divorando il paese. Perché tutto questo? Perché l’Europa è un’unione basata sulle lobby e sulla finanza che non cura affatto gli interessi dei cittadini! I nostri governi e i nostri premier sono servi di poteri finanziari! Renzi è andato dalla Merkel e anziché difendere l’Italia ha calato le brache. Ha baciato la mano dei poteri forti. Renzi e questo governo sono figli della Troika!
Il M5S vuole un’Europa solidale o nessuna Europa! Il M5S vuole il ritorno ai principi di solidarietà e di comunità in cui siano rispettate le culture millenarie dei popoli che compongono il vecchio continente! Per questo il voto europeo è anche un voto nazionale. Il 25 maggio è un bivio: o noi o loro!”
.
Lorenzo
Ecco i risultati del governo Renzi:

– NESSUNA delle 4 riforme promesse entro maggio (legge eletotrale, Job Act, fisco e PA è stata fatta.
– I debiti della P.A. che per Renzi adesso saranno pagati entro settembre, per il DEF entro ottobre, per Delrio (ultima versione) entro fine 2014 (quindi anche novembre o dicembre).
– Gli 1,5 miliardi promessi dal primo aprile per la tutela del territorio non si sono visti.
– I 3,5 miliardi promessi il 14 marzo per la sicurezza nelle scuole sono diventati 244 milioni.
– Il taglio promesso dal 1° maggio dei costi dell’energia del 10% per le Piccole e medio imprese attraverso una rimodulazione del paniere della bolletta energetica non si è visto.
– Gli 1,7 miliardi dal 1° maggio per garantire ai giovani (18/29 anni) entro 4 mesi dal titolo di studio il lavoro o il proseguimento degli studi ci sono solo in 5 regioni su 20.
– Poi la riforma delle Provincie ha aggiunto 26 mila consiglieri regionali e 5 mila assessori comunali in più rispetto a prima.
RENZI IL NULLA!

Sergio di Cori Modigliani

Alcune parole scritte da uno che se ne intende: il Prof. Paolo Becchi. “Per salvare un mostro, una moneta nata male e proseguita peggio, stiamo facendo a pezzi le nostre Costituzioni”.
In questi giorni, in modo sorprendente e tragicomico se ci pensate, a criticare il cosiddetto Fiscal compact – che prevede per il nostro paese l’obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio per Costituzione, il non superamento della soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% del Pil e una significativa riduzione del debito pubblico al ritmo di un ventesimo (5%) all’anno, fino al rapporto del 60% sul PIL nell’arco di un ventennio – sono anche quei partiti che l’hanno ratificato in Parlamento nel luglio del 2012 dietro le direttive dell’allora premier Mario Monti.
Il dibattito si sta concentrando molto sul Fiscal Compact anche se come leggiamo nel Documento di Economia e Finanza 2013 stilato dall ’allora governo Monti “la prima valutazione della Commissione e del Consiglio Europeo sulla conformità alla regola del debito avverrà per l’Italia nel 2015, ossia al termine del periodo di transizione di tre anni successivo alla chiusura della procedura per deficit eccessivo”, o ancora come leggiamo nella trascrizione di Banca d’Italia nell’ audizione parlamentare del 23 aprile 2013 “il rispetto della regola sul debito per l’Italia avverrà per la prima volta nel 2016″.
In poche parole, il Fiscal Compact non ha ancora prodotto alcun effetto sulla drammatica crisi sociale in corso nel nostro paese.
Esiste però un altro trattato internazionale che, al contrario, ha già manifestato le sue enormi potenzialità e di cui in pochi, forse proprio per questo, parlano: il Meccanismo europeo di stabilità (MES). Il MES, in modo complementare al Fiscal Compact, ha di fatto creato una nuova governance europea per la gestione della crisi, parallela e diversa a quella stabilita nei Trattati comunitari e ha già prodotto risultati pratici tangibili e enormi.
L’Italia, considerando anche il vecchio Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) di cui il Mes è stato l’erede, ha già versato 46 miliardi di euro dei 125 miliardi previsti fino al 2017. Soldi che chiaramente potevano essere utilizzati per rilanciare la nostra economia attraverso quei progetti eternamente sospesi per la mancanza di coperture.
Ma perché si è deciso di costituire il MES? La risposta si può trovare solo nella crisi della zona euro che nel 2012 aveva di fatto determinato il collasso della moneta unica.
Si è deciso dunque di ricorrere ad un accordo di diritto internazionale, con regole proprie che fuoriescono dal sistema normativo comunitario, e creare un ente finanziario che ha come obiettivo quello di correggere gli squilibri finanziari maturati nell’ambito della zona euro.
La finalità del MES non consiste quindi nel “salvataggio” degli Stati, ma, come ha indicato molto bene Lidia Undiemi recentemente, nella creazione di un organismo permanente il cui scopo, in una ottica politica più ampia, è stato la creazione di una governance politica intergovernativa attraverso la quale potere intervenire tutte le volte che l’instabilità – a monte generata da una crisi della “bilancia dei pagamenti” – mette in discussione la sopravvivenza della moneta unica.
L’esperienza dei Paesi dove ha operato effettivamente il MES dimostrano le drammatiche implicazioni nel governo del territorio di questo trattato internazionale.
I casi di Grecia, Spagna, Portogallo e Cipro ci forniscono già quattro indizi che fanno più di una prova: quando uno Stato dovesse richiedere quei soldi che ha versato nel Fondo comune, attraverso il MES, i creditori internazionali – la famigerata Troika – si sostituiscono di fatto nella gestione della “politica economica” del paese debitore.
Lo Stato che chiede un prestito deve, infatti, sottostare ad una “rigorosa condizionalità” nell’ambito di un programma di aggiustamento macroeconomico e di progressivo rientro del suo debito pubblico.
Il Fiscal Compact inizierà poi a produrre i suoi effetti e lo farà in un modo che il nostro paese non potrà sostenere: come ha calcolato Alberto Bagnai, l’Italia dovrà pagare nel 2015 – ed è una cifra ottimistica – 38.4 miliardi di euro.
Se a questo si aggiungono le rate da versare al MES si percepisce come intere finanziarie serviranno a rispettare i diktat di questi organismi sovranazionali che continueranno a imporre tagli in salari, pensioni, sanità e la rinegoziazione dei diritti sociali acquisiti negli anni dalla popolazione.
Inoltre, aspetto fondamentale e di cui non parla nessuno, il MES è per suo trattato istitutivo perenne, al contrario del vecchio FESF, e ricapitalizzabile all’infinito per decisione del Consiglio dei Governatori, che potrà, bypassando tutti i Parlamenti nazionali tranne quello tedesco per l’importante e isolata presa di posizione della Corte di Karlshrue, imporre cifre infinite agli Stati in ogni momento in cui la crisi lo dovesse richiedere.
Crisi che come hanno dimostrato ampiamente gli economisti e come ammette ormai la stessa Bce è di debito privato e non di debito pubblico.
A fallire erano le banche e non gli Stati, tanto che nei paesi dove è intervenuto il MES solamente una percentuale minima è finita nelle casse governative, il resto, stimato in circa il 70%, ha permesso il recupero dei crediti da parte degli istituti finanziari nazionali e soprattutto di quelli del Nord Europa.
In molti hanno iniziato a sottolineare come il MES abbia prodotto un sostanziale mutamento della governance economica europea ormai affidata ad una tecnocrazia che ha depotenziato sia la sovranità degli Stati, sia le istituzioni democratiche europee.
Per salvare una moneta si sono indeboliti i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo. Per salvare un mostro, una moneta nata male e proseguita peggio, stiamo facendo a pezzi le nostre Costituzioni e ora perfino quei diritti che l’Unione Europea con la Carta dei diritti di Nizza intendeva tutelare.
Non si può per questo criticare alchimie giuridico -finanziarie – come il MES e il Fiscal Compact – create per salvare ciò che non è salvabile, la moneta unica, e non prendere una posizione definitiva sull’origine di quegli strumenti, l’euro appunto”.
Corruzione, Transparency International: “Anche le istituzioni europee a rischio”.
Ma quali italiani si preoccupano delle condizioni “pietose“ delle istituzioni europee? Eppure sono proprie quelle istituzioni UE che pretendono che l’Italia continui ad adottare le politiche economiche di austerità e rigore che ci stanno portando alla pura e semplice desertificazione industriale.
Ho visto alla TV che una bambina di 10 anni ha consegnato alla Lady Obama una petizione con lo scopo di ottenere un lavoro qualsiasi per il suo Papà che da tre anni era disoccupato! Eppure negli USA la disoccupazione è stata ultimamente fortemente ridotta. In Italia abbiamo tremilioni e trecentomila disoccupati ed altrettanti sono ormai certi di non poter trovare più un lavoro! Eppure tanti giovani intellettuali (disoccupati) credono ancora che il lavoro venga loro assegnato se saranno capaci di attirare l’attenzione con i loro scritti (magari polemici )di qualche ricco “politico “.
Quale triste disillusione li attende!
Speriamo che il nostro Ministro dell’economia telefoni presto ad Obama (USA) per “farsi spiegare” come sia possibile applicare al mercato italiano dei capitali i necessari Quantitative Easing (QE) -di aumento di moneta circolante -che solo possono condurre -una economia ingessata come la nostra italiana –dalla recessione e deflazione presente in una sfolgorante crescita e sviluppo economico accelerato con conseguente diminuzione drastica del numero dei disoccupati e dei senza lavoro.
I risultati del rapporto “The Eu integrity System report” costituiscono il primo studio mai realizzato sul tema della corruzione in Europa ed in Italia in particolare.
“I cittadini non sono informati su come gli interessi in gioco influenzano la legislazione dell’Ue e chi è al potere – denuncia l’ONG – Una carenza grave, perché l’Unione europea gestisce ogni anno circa 140 miliardi di euro di bilancio e ha competenza su delicate materie come le riforme dei sistemi bancari”.
Conflitti di interesse, opacità del processo legislativo, lobbisti fuori controllo. Secondo Transparency International anche le istituzioni europee (oltre a quelle italiane)sono esposte al rischio corruzione e a dimostrarlo arrivano i risultati del suo ultimo rapporto, “The Eu integrity System report”, il primo mai realizzato su questo tema.
“I cittadini non sono informati su come gli interessi in gioco influenzano la legislazione dell’Ue e chi è al potere” denuncia l’ONG, capofila contro la corruzione nel mondo.
Una carenza grave, perché l’Unione europea gestisce ogni anno circa 140 miliardi di euro di bilancio e ha competenza su delicate materie come le riforme dei sistemi bancari. Un’opacità che accresce il consenso per i partiti euro scettici.
“Le elezioni europee di maggio sono l’occasione per riflettere su come le istituzioni dell’ UE possano servire meglio i cittadini.
Se la nuova leadership vuole seriamente fermare il declino della fiducia, i rischi di corruzione devono essere affrontati prima che diventino scandali”, ha detto Carl Dolan, direttore dell’ufficio di Bruxelles di Transparency International.
Secondo il rapporto il problema dell’Unione Europea non sono le norme, che risultano nel complesso buone e articolate (sic!), ma un sistema compromesso da “cattive pratiche, dalla mancanza di volontà politica o dalla scarsità di risorse e personale”.
La scarsa applicazione delle norme è evidente, ad esempio, nella reticenza della Commissione europea a ricorrere ai suoi poteri per impedire alle imprese corrotte di partecipare agli appalti pubblici nell’ UE: “a fine 2013, solo una società è stata esclusa dal presentare offerte per i contratti UE sulla base dei poteri della Commissione” denuncia il rapporto.
Troppi i passaggi decisionali nascosti al pubblico, come succede con i cosiddetti “triloghi”, ossia le riunioni durante le quali le leggi dell’ UE vengono discusse e negoziate a porte chiuse tra il Consiglio, Presidente del Parlamento e Presidente della Commissione. “Una pratica divenuta più frequente nell’ ultima legislatura che però viola qualunque trasparenza e rende i negoziati sempre più segreti”, spiega Carl Dolan.
Altrettanto grave, secondo l’organizzazione, è l’assenza di regole e vincoli per i lobbisti, che cercano di influenzare le decisioni europee a favore delle aziende o organizzazioni da cui sono stipendiati.
Nonostante la presenza di circa 15.000 lobbisti a Bruxelles, infatti, non esiste alcuna regola che obbliga i legislatori europei a registrare e/o divulgare gli incontri con loro durante l’elaborazione delle leggi, né le eventuali indicazioni che vengono loro suggerite su leggi ed emendamenti in corso di approvazione (la cosiddetta ‘legislative foot print”).
“La mancanza di un registro obbligatorio dei lobbisti attivi a livello dell’Unione mina ulteriormente la garanzia che il processo decisionale dell’ UE sia adeguatamente protetto dall’ influenza di interessi o da abusi”, è scritto nel rapporto.
L’attuale registro si applica solo alla Commissione e non al Consiglio o alle rappresentanze permanenti degli Stati membri, “nonostante il loro ruolo centrale nel processo legislativo comunitario e il fatto che sono un bersaglio per lobbisti”.
In Europa si predica bene, ma si razzola male, denuncia Transparency.
Nonostante i richiami della Commissione europea sono infatti i membri del Parlamento europei, per primi, a non essere sottoposti a verifiche complete e sistematiche sulle dichiarazioni patrimoniali né sulla presenza di eventuali conflitti di interesse.
Anche se nella relazione sulla corruzione del 2014, proprio la Commissione ha segnalato i rischi che derivano dalla mancata gestione di questi dati.
Mancano poi le regole per evitare conflitti d’interesse ai vertici delle istituzioni:
nessuno controlla i periodi di ‘cooling off’, cioè quel tempo che sarebbe opportuno aspettare tra un incarico pubblico e uno privato.
Ci sono evidenti incongruenze, per esempio, per quanto riguarda la durata e la portata degli obblighi per gli ex membri e funzionari delle istituzioni che hanno lasciato l’ufficio, “i periodi di raffreddamento vanno da 18 mesi per gli ex commissari, a 3 anni per gli ex membri della Corte dei conti europea, mentre i deputati sono privi di significativi obblighi post- termine” si legge.
A dimostrazione di una situazione tutt’ altro che rosea sono riportati nel rapporto anche alcuni clamorosi scandali, come quello noto con il nome “cash for amendments”, che nel 2011 ha coinvolto alcuni parlamentari europei fotografati mentre si mostravano pronti ad accettare tangenti in cambio di emendamenti ad hoc.
Oppure il “Dalligate”, lo scandalo che nel 2012 ha coinvolto il commissario europeo, di origine maltese, John Dalli, coinvolto in maneggi con le industrie del tabacco.
Entrambi i casi, già gravi di loro, sono anche lo specchio dei cattivi rapporti che intercorrono tra il Parlamento europeo e l’OLAF, l’ufficio antifrode preposto ai controlli sulle istituzioni europee, e che si occupa ad esempio dei casi di uso improprio delle indennità parlamentari e i rimborsi falsi.
Nel primo caso – si legge nel rapporto – il Parlamento ha cercato di bloccare le indagini dell’ OLAF, sui quattro deputati.
Nel secondo l’ OLAF è stata accusata dal Parlamento di non agire in modo del tutto trasparente e, più in generale, di coltivare rapporti troppo intimi con gli amministratori presso la Commissione europea.
Transparency mette entrambi, controllati e controllori, sul banco degli imputati.
E nel rapporto scrive che l’indipendenza operativa “a tenuta stagna” dell’ OLAF, con “meccanismi ben funzionanti che assicurino che è ancora responsabile delle sue azioni, è un passaggio fondamentale perché siano svolte effettive indagini e sanzionate le attività dei corrotti all’ interno delle istituzioni”.
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http://masadaweb.org

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