Nuovo Masada

maggio 25, 2014

MASADA n° 1535 25-5-2014 ELEZIONI EUROPEE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:27 pm

http://www.lagalleriadarte.com

Grillo erede di Berlinguer- I motivi per cui Renzi dovrebbe uscire dal governo – Imposimato – Corruttore offresi: tariffe oneste – Scanzi e il panorama politico – L’Italicum è stato concepito per mettere fuori gioco il M5S – Di Battista- Il castello di Lerici – Travaglio intervista Casaleggio – Indagati nelle liste- Il Whashington Post e il M5S

Alberto
Alla fine cos’ha prodotto tutta questa intelligenza dell’uomo che ci renderebbe superiori agli animali? I selfie.
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Miguel Mosé
Presentati i simboli delle elezioni europee: milioni di disoccupati.
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Malerba
Presentati 64 simboli alle elezioni europee. Ormai te li tirano dietro.
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Giustamente il partito “Io non voto” è tra Fratelli d’Italia e Casa Pound. (è vero)
(Ma il vero partito dei non votanti è sempre il primo d’Italia)
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Emanuele

Noi siamo la storia che non si ripete.
Le ribellioni verso i poteri costituiti sono sempre sfociate nella violenza.
E hanno sempre fallito.
La violenza alla fine si può sempre reprimere.
Questa volta noi abbiamo rotto questo schema ripetitivo e fallimentare.
La ribellione è sfociata non più nella violenza, ma nel sogno e nella speranza di milioni di cittadini.
È la nostra più grande vittoria.
Comprendiamone l’importanza fino in fondo.
Noi siamo la storia che non si ripete.


Mumonkan
“Non si possono risolvere i problemi con la stessa mentalità che li ha creati” diceva Einstein. E’ un dato di fatto che sia la destra che la sinistra negli ultimi vent’anni hanno fatto un pessimo lavoro. A cosa servirebbe rinnovare il mandato all’uno o l’altro visto che governerebbero con la stessa mentalità di sempre cioè quella che ci ha portato a questo stato di cose?
Non votare per quella “mentalità” è un segno di intelligenza visto che “perseverare autem diabolicum”. Tra Alexis, Beppe o il nulla non vedo altra alternativa che possa fare giustizia all’assioma di Einstein.

Elezioni europee
63 partiti: 63 mantra
Renzi: “Io vi do 80 euro e voi vi subite l’Europa”
Salvini: “Cacciamo gli extracomunitari e l’euro!”
Berlusconi: “Cacciamo comunisti e grillini!”
Grillo: “Cacciamoli tutti!”
Come si vede anche dagli slogan: il programma 5stelle è ‘un tantino’ superiore.
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Padellaro
“…la sacralità delle elezioni si è dissolta da quel dì, da quando il cosiddetto responso delle urne è stato stravolto dai maneggi dei partiti che poi i governi se li sono fatti pret-à-porter, senza neppure scomodare l’elettorato (Monti, Letta, Renzi) e sotto l’alto patrocinio del Quirinale.”

Tukko67
Nella mia vita ho visto cadere il muro di Berlino sul quale avevo scritto il mio nome passandoci in ferie, ho visto cambiare la geografia come l’avevo imparata a scuola in modo radicale, ho visto l’America eleggere un presidente di colore, ho visto sparire il servizio militare obbligatorio dopo aver buttato un anno di vita pattugliando il recinto di una polveriera, ho sentito esponenti di ogni “colore” politico promettermi un futuro migliore in campagna elettorale per poi sentirlo farfugliare infantili scuse per non averci nemmeno provato, ho visto il mio Paese perdere pezzi per strada a causa di questo. Ora sto assistendo ad un altro evento: Il popolo, spesso chiamato “BUE”, che si sta riprendendo i propri diritti a colpi di onestà !!! Fare parte di QUEL popolo è un grande onore!
BUONA DOMENICA A TUTTI.

ARMANDO DI NAPOLI

Scalfire i residui della mortificazione
nemmeno un grammo di poesia
nelle viscere inondate di solitudine
dell’occaso immemore della bella sopravvivenza

spavalda la miseria esalta la livida passione
il viaggio più lungo si presenta altezzoso
trascinandoti nel lubrico dimenticatoio
vincete anche per me che ho sempre perso..
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Alessandra cita

ENRICO BERLINGUER è stato dimenticato negli ultimi vent’anni dalla cosiddetta sinistra italiana. BEPPE GRILLO se avesse detto: –Sono l’erede di Berlinguer.- Sarebbe stato lapidato anzitutto dai suoi elettori.” ma “Non ha detto questo, ha detto un’altra cosa, Ha detto molto chiaramente: -NOI SIAMO GLI EREDI DELLA QUESTIONE MORALE. E mi dispiace dirlo, ma qui è assolutamente inattaccabile questo aspetto, vi spiego anche il motivo. negli ultimi vent’anni del tema morale se n’è altamente fregato il centrosinistra, e se n’è altamente fregato anche il Signor Matteo Renzi. Il sottosegretario Gentile l’aveva scelto lui! Decaro l’ha scelto lui! Francantonio Genovese, non sarebbe stato mai votato l’arresto senza la presenza del M5S. Potrei fare una lista lunga così, compreso anche Schettino che è andato lì a fare la posta per far votare il candidato renziano.”
E ancora: “Enrico Berlinguer è uno che se avesse visto come suo pseudo-erede Matteo Renzi andare a braccetto al governo con ex piduisti, con il NCD, con Silvio Berlusconi, gli avrebbe sputato in faccia.”

http://video.sky.it/news/politica/tango_13/v200195.vid

Alessandro
Missioni belliche (aka “di pace”); F-35 e spesa per armamenti; TAV e Grandi Opere; Expo e Grandi Eventi; inceneritori; coop rosse tipo CMC e ManutenCoop; Procure amiche; faccendieri come Greganti e Quagliotti; banche come MPS e fondazioni bancarie come Fondazione SanPaolo; assicurazioni come UnipolSAI; imprenditori ingombranti con tessera n. 1 come De Benedetti; editoria sussidiata dal finanziamento pubblico; finanziamento pubblico (aka “rimborso”) ai partiti; regali alle banche, a Sorgenia, alla lobby delle slot machine; sudditanza all’eurocrazia e ai think tank mondialisti tipo Trilateral, Bilderberg, Aspen; adesione acritica alla dottrina neoliberista; fede irrazionale nel “ci vuole più Europa”; privatizzazioni; precarizzazione; tagli al welfare; sudditanza al criminale di guerra Obama e alla NATO; legami con la Massoneria ( http://www.infiltrato.it/inchieste/massoni-rossi-quando-la-sera-andavamo-da-licio-gelli ); ruolo nella Trattativa Stato-mafia.
Non c’è “democrazia interna” che tenga, non c’è [ciwati]®, non c’è Emiliano, non c’è Schlein (quella poi… è una che ha iniziato facendo campagna in USA per Obama, e non è mica pentita!), non c’è “si però fosse per me…”, non c’è “si ma dovrebbe essere…”, non c’è “però l’Europa che vorremmo…”, non c’è scusa che tenga.
Se voti PD accetti tutto questo. Non puoi lamentarti che il maggiore partito della sinistra tradisce le aspettative dei suoi elettori. Non puoi più, non è ammesso. Va bene, una, due volte. Già la terza è troppo, ma ormai dovresti aver capito che quel “PD che dovrebbe essere” esiste solo nelle favole e tu dovresti essere adulto.
Come ha detto stasera PAOLA TAVERNA se voti PD “SEI ANCHE TU COMPLICE”.
Se voti PD sei COLLUSO. Punto.

I motivi per cui Renzi deve uscire dal governo subito?
Daniele

Ha una condanna per danno erariale, ma nessuno ne parla! Il debito pubblico ogni mese aumenta gravosamente (aprile 2014: 2130 miliardi di euro!),
il Pil è in piena stagnazione e continua a decrescere (aprile 2014: meno 0,1%! rispetto lo scorso anno: meno 0,5%!) disoccupazione galoppante (aprile 2014: 12.7 e giovanile 42,7%!)!
Con la riforma del lavoro ha creato dei nuovi contratti di lavoro per aumentare ancora di più la precarietà dal momento che adesso le aziende potranno decidere di licenziare il lavoratore anche senza causale, è vergognoso questo!
Aveva promesso di togliere mille auto blu, quando in totale sono 50 mila, ma ne ha tolte solo 50, briciole!
Aveva promesso di dare 3,5 miliardi per le scuole, ma ne darà solo 160 mila euro, briciole!
Aveva promesso di dimezzare i costi per l’acquisto dei 90 aerei da guerra F35, che costano 12 miliardi di euro, ma non ha ridotto neanche di un centesimo!
Aveva promesso che avrebbe tagliato un miliardo di euro nelle province, ma invece si apprende che tutti i dipendenti delle province andranno a lavorare nei comuni e in più creerà un altro organo, le città metropolitane, aumentando così la spesa pubblica anziché tagliarla!
Non è credibile!
Ha promesso 80 euro in busta paga di maggio a 10 milioni di lavoratori dipendenti che hanno un reddito lordo annuo fra gli 8 mila e i 25 mila euro,
ma le coperture ancora non ci sono,
infatti negli uffici amministrativi delle aziende private le buste paga ancora non hanno il bonus,
e poi non si capisce perché non ha scelto di dare quei soldi prima a chi ne ha più bisogno, cioè ai 3,5 milioni di disoccupati, o a chi guadagna meno di 600 euro al mese, incapienti e pensionati,
ma il motivo si sa per prendere voti per le europee del 25 maggio dalla fascia media del paese!
Il voto è libero, ma prima di darlo, ognuno deve essere davvero informato e consapevole!
Buon voto!

https://it-it.facebook.com/dibattista.alessandro

Un estratto dell’intervento di Ferdinando Imposimato in piazza San Giovanni, a Roma, il 23 maggio scorso.
“E’ un grande onore partecipare a questo evento del Movimento 5 Stelle, pacifico e non violento. Al quale sono grato per le battaglie che fa con passione civile in difesa della democrazia e dell’uguaglianza. Oggi, 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, dedico questo mio modestissimo intervento al mio amico Giovanni Falcone, alla moglie e agli agenti della scorta. Un pensiero reverente anche a Paolo Borsellino e alla sua scorta, e consentitemi, anche a mio fratello Franco morto per mano mafiosa.
La crisi economica è grave. E opprime la maggioranza dei cittadini. La responsabilità primaria è delle maggioranze di destra che hanno governato l’Italia per 20 anni, e oggi questa responsabilità si estende con le larghe intese. Il presidente del Consiglio, coi suoi annunci perentori, promise che avrebbe cambiato le cose e indicò i sacrifici che bisognava sopportare. Ma non ha cambiato niente. Aveva promesso il cambiamento con la fine del finanziamento pubblico ai partiti, il taglio degli stipendi dei manager di Stato, interventi per la scuola, la lotta all’evasione fiscale. Ebbene, nessuna di queste promesse è stata mantenuta. La riforma del lavoro varata dalla maggioranza prevede maggiore flessibilità per i lavoratori. Cioè maggiore precarietà. […] Gli scandali Alta Velocità, Expo e oggi Carige, si traducono in maggiori tasse a carico del cittadino, che sopporta tutto. Vi è una parte del popolo, dall’operaio al pensionato, dal disoccupato all’insegnante, dal carabiniere al poliziotto, che sopporta tutto il peso della disastrosa situazione. Mentre la parte abbiente non accetta i sacrifici, anzi, specula per aumentare il proprio benessere. […] Noi siamo grati a Beppe Grillo e a Gianroberto Casaleggio per aver costruito, dopo anni di consociativismo, un’opposizione democratica che persegue il bene comune, fatta di giovani capaci e onesti che ci hanno riconciliato con la speranza di un avvenire migliore”.

ENZO DI BARI
Renzi non vuole far restituire i 20 miliardi rubati soprattutto dal Partito Democratico nella banca Monte dei Paschi di Siena…
Renzi non intende far restituire i 93 miliardi di euro che i lobbisti devono allo stato per le concessioni sulle Slot Machine!
Negli esponenti del partito democratico ci sono molti indagati e condannati (Greganti, Genovese, ecc) per non parlare di quelli di forza Italia (Dell’Utri, Scaiola, Frigerio etc), e insieme vogliono governare?!
E’ vergognoso!!
La corruzione ammonta a 180 miliardi ogni anno, basterebbero solo la metà di questi soldi per togliere la povertà, per garantire alla persona con il reddito più basso mille euro al mese, e per far ripartire la produttività delle piccole e medie imprese abbattendo le tasse (irap)!
Questo è cambiare davvero il paese e dare davvero equità sociale e pari opportunità!!!!
Come si può avere fiducia di una persona che aveva promesso mai andrò al governo senza essere eletto direttamente dai cittadini e con una coalizione di centro destra, e che aveva detto a Letta, “stai sereno, nessuno ti vuol fregare il posto” di capo del governo,
invece dopo pochi giorni è salito al governo tradendo Letta, del suo stesso partito, ha fatto la coalizione con il Nuovo Centro Destra e senza essere eletto dai cittadini?!!!
Dov’è in tutto questo la democrazia e l’esser una persona leale?!!!
Aveva promesso agli italiani mettendoci “la faccia” che entro febbraio avrebbe concluso la riforma del senato, delle province e la legge elettorale,
ma non ha mantenuto la promessa,
poi, nella trasmissione televisiva di “porta a porta” (del 13 marzo 2014),
prometteva nuovamente che se non si fossero fatte queste riforme entro il 25 maggio avrebbe “cambiato mestiere” e sarebbe stato un “buffone” e che, per l’ennesima volta, ci avrebbe messo “la faccia”…
ora si apprende da lui che il tutto slitterà a giugno…
QUINDI ORA RENZI, SE E’ UNA PERSONA DI PAROLA ED E’ ALMENO ONESTA VERSO LA SUA PERSONA, DEVE “CAMBIARE MESTIERE”,
DOVRA’ CHIAMARSI “BUFFONE” E SOPRATTUTTO ORA
E questi soldi che fa credere di averli regalati ai cittadini se li riprenderà subito dato che fra poco ci sarà la tassa sulla casa, sull’illuminazione e sull’immondizia decisamente aumentate!
Sta facendo il gioco delle 3 carte!
C’è bisogno di abbattere fortemente le tasse (irap) sulle micro, piccole e medie imprese con una manovra di almeno 10 miliardi per far ripartire l’economia, invece si apprende che ne destinerà solo 800 milioni, briciole!
Questo è prendere in giro gli italiani!
Ha applicato un aumento del 6% su chi ha degli investimenti in banca in obbligazioni, e magari sono piccoli risparmi di una vita fatta di sacrifici!
Riguardo all’Europa lui è favorevole al fiscal compact, lo ha dichiarato davanti alla Merkel,
cioè l’Italia dovrà dare all’Europa dal prossimo anno 55 miliardi all’anno per vent’anni, somma praticamente impossibile da restituire,
e per far questo dovrà solo che vendersi le ultime grandi aziende semistatali che ci restano e le spiagge italiane e persino i monumenti!
Non ci resterà più niente, solo lo scheletro dell’Italia!
Non può più stare al governo!
Con il 416 ter ha diminuito drasticamente la pena per i politici che fanno scambi con i mafiosi, ed è vergognoso, perché abbinando l’indulto saranno praticamente impuniti!
Questi sono accordi fatti con Berlusconi, un pluricondannato (per frode fiscale, concussione, corruzione, compravendita senatori, prostituzione minorile, relazioni con mafiosi, tesserato n 1816 della Massoneria Loggia P2, conflitto di interessi, mancanza di libertà di informazione, leggi per favorire esclusivamente interessi personali accrescendo il suo patrimonio economico ed evitando condanne), solo per allargare i consensi
Ma dov’è finita l’onestà in questo paese?!
Questa non è giustizia!

CORRUTTORE OFFRESI: TARIFFE ONESTE (Michele Serra)

Come è possibile che, ventidue anni dopo Mani Pulite, qualcuno finisca ancora in galera per tangenti sugli appalti pubblici? Possibile che in questo Paese non cambi mai niente? Se lo chiedono, increduli e molto scossi, Gian Stefano Frigerio, Luigi Grillo e Primo Greganti, anche a nome degli imprenditori coinvolti. I loro avvocati, secondo indiscrezioni, starebbero per denunciare la Procura di Milano per interruzione di pubblico servizio.
TARIFFE
Erano onestissime, perfettamente adeguate alla crisi: alle imprese per aggiudicarsi un appalto bastava pagare una mazzetta dell’1%. La navigata professionalità del trio Frigerio- Greganti-Grillo garantiva un trattamento di assoluta eccellenza: oltre alla documentazione completa per la concessione dell’appalto, in una preziosa edizione su carta pergamenata con le firme perfettamente falsificate di Obama e papa Bergoglio in aggiunta a quella del geometra comunale, ricevevano anche una prelazione per gli appalti di Expò 2020 a Dubai. Per i padiglioni dei paesi poveri, realizzati con i caratteristici mattoni di fango e paglia, la tariffa scendeva addirittura allo 0,5 %. In un solo caso, quello del padiglione delle isole Far Oer che doveva essere interamente dedicato al merluzzo, è stata pagata una tangente al governo di quel Paese perché rinunciasse a partecipare.
LE FIACCOLATE
Tornano le fiaccolate attorno a Palazzo di Giustizia, in segno di solidarietà con i giudici. Sono ancora più affollate di quelle degli anni 90 perché molti dei manifestanti, dopo tutti questi anni, sfilano accompagnati dalla badante. Nella sua monumentale opera “Storia della corruzione in Italia” (30 volumi, con fascicoli di aggiornamento mensili) lo storico inglese Trevor Potter sostiene che «il precoce fallimento di Mani Pulite poteva essere ravvisato già in quelle fiaccolate attorno a Palazzo di Giustizia. Ai partecipanti le fiaccole vennero vendute con un ricarico del 10% da destinare ai nuovi partiti che sarebbero nati dalla decapitazione di quelli vecchi».
L’EQUIVOCO
Tutto è talmente identico ad allora (i pm, gli imputati, i reati contestati e le dichiarazioni dei politici “sorpresi e amareggiati”) che molte persone, vedendo i tg, hanno pensato che fosse uno sceneggiato televisivo su Mani Pulite e hanno scritto alla Rai protestando perché nel cast non ci sono Beppe Fiorello e Giulio Scarpati. Galvanizzato da quanto sta accadendo si è rifatto vivo anche Mario Chiesa, che in una intervista-verità ha detto che l’esperienza di Tangentopoli ha lasciato un’eredità tutt’altro che disprezzabile: per es. secondo lui è ancora possibile recuperare nel fiume Lambro le banconote da centomila lire che aveva buttato nel gabinetto in una delle fasi più convulse di quell’inchiesta.
GREGANTI
I magistrati lo hanno sottoposto all’esame del Dna per verificare che si tratti proprio di lui e non del suo successore, Secondo Greganti, al quale il Pd, per dare un chiaro segnale di svolta, aveva affidato l’incarico lasciato vacante. Secondo illazioni non verificate Primo Greganti, ibernato per 20 anni nella cella frigorifera di un Ipercoop contenente frutta di stagione (la stagione è l’estate del 1993) e scongelato solo pochi mesi fa per l’errore di un addetto, sarebbe all’oscuro degli avvenimenti storici degli ultimi 20 anni, e si sarebbe tradito chiedendo tangenti in lire e promettendo l’interessamento di Nilde Iotti.
LE COOPERATIVE
Impressionante il video dei carabinieri nel quale è immortalata la trattativa tra le cooperative rosse e i tangentisti. Nel tentativo di recuperare almeno in parte l’antico spirito del movimento operaio, le Coop si sono recate all’appuntamento, davanti a un bar di Milano, con una foltissima delegazione, sul modello di Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, con tanto di madri discinte con il bambino al seno, avanzando compatti lungo il viale e bloccando il traffico.

ANDREA SCANZI
1) Pd. Renzi ripete negli ultimi giorni che sarebbe una vittoria anche solo prendere un voto in più dei 5 Stelle. Ha addirittura affermato che si riterrebbe vincitore anche solo guadagnando un voto in più di Bersani 2013. Ovviamente mente, più esattamente mette le mani avanti. Il cambio di rotta renziano rispetto a due settimane fa è palese. Meno boria, più tatticismo. A gennaio si dava per scontato un suo 34% e l’Italicum era stato cucito su misura per le sue aspettative (premio di maggioranza con il 37% o giù di lì). O i sondaggi che ha davanti sono poco invitanti o abbassa le aspettative per urlare più forte il 25 sera. Prendere come punto di riferimento Bersani (25%) è ridicolo: nel 2013 il Pd sbagliò tutto e se Renzi prende meno del 30% sa benissimo che ha perso. Come sa che ha perso se non distanzia M5S di almeno 6 punti (comunque la metà dei 12 che i piddini reputavano scontati fino a un mese fa). E’ il minimo sindacale che il Pd risultati il primo partito domenica prossima: a inizio anno si parlava persino di un possibile 40 per cento, ricordate? Obiettivo di Renzi è ammazzare politicamente i 5 Stelle: se i “grillini” cresceranno sopra il 25%, e dunque mostreranno una progressione rispetto al febbraio 2013, Renzi avrà dimostrato di non essere un deterrente credibile per la cosiddetta antipolitica. Sta attingendo molto bene dai delusi berlusconiani, ma sui grillini attecchisce poco o così pare. Personalmente credo che Renzi abbia più paura di quanta dovrebbe. Immagino un Pd sopra il 30% con M5S dietro (non di tantissimo, ma neanche di pochissimo). Se Renzi non supererà il 30% saremo di fronte a un flop fragoroso. Se Renzi pareggerà o addirittura perderà con M5S, saremo di fronte a uno dei risultati elettorali più clamorosi nella storia d’Italia.
2) M5S. Ho buona memoria e ricordo che per tutti, o quasi tutti, i 5 Stelle erano solo un fenomeno passeggero e mai nella vita avrebbero ripreso il 25%. A giugno li si dava ampiamente sotto il 20%. Pur essendo certo che non fosse minimamente passeggero, ho pensato a volte anch’io che il 25% fosse per loro irripetibile. Tenendo conto della natura conservatrice degli italiani, un 5 Stelle costantemente sopra il 20% è per me un dato a suo modo incredibile. Gli stessi tromboni che li davano morti, ancor più dopo le amministrative francamente pietose, oggi minimizzano il possibile exploit M5S: “Sono solo Europee”, “Non avranno ripercussioni sulla politica italiana”, “E’ solo voto di protesta”, “Vincerà l’astensione”. Le solite cazzate. Casaleggio dice che sopra il 25% “non sarebbe una sconfitta”, ma al tempo stesso “crede al sorpasso”. Di Battista dice che lui brinda “dal 27% in su” e che “vede possibile il 30%”. Io non credo al loro sorpasso. Il mantra del “vinciamonoi” immagino abbia per Grillo il senso di superare se stessi, cioè la soglia di febbraio 2013. Renzi e Napolitano andranno serenamente avanti con qualsiasi risultato delle Europee, fingendo di non sentire l’eventuale boom e (dunque) permettendo ai 5 Stelle di crescere ancora: più li sottovalutano e più loro si allargano E’ così sin dal primo V-Day, quando M5S neanche era nato. La miopia degli espertoni nei confronti dei 5 Stelle continua imperterrita. Le piazze paiono più piene del 2013 e ora non c’è solo Grillo. Il grande problema del Pd è che, quando si trovano davanti i Morra e i Di Maio, ne escono puntualmente triturati: capita, quando i pezzi forti si chiamano Karina Huff Boschi, Coerenza Moretti e Santanché Picierno. Se la classe politica grillina era impreparata, quella renziana è ancora all’asilo nido. La loro pochezza è infinita: un gruppo arrogante e fragilissimo di ancelle e vestali. M5S vince se supera il 25% di febbraio 2013 e stravince se si avvicina al 30% (se lo supera per loro è apoteosi) e tiene la forbice con il Pd sotto i 5 punti. A margine: si dà per scontato che M5S sia la seconda forza politica (stabile) del paese. Come se fosse normale. Non è normale per niente: è uno sconvolgimento clamoroso.
3) Forza Italia. Nessuno si è accorto che c’è anche Berlusconi. Quando va in tivù sembra il nonno mezzo rincitrullito che ti racconta che lui ha sconfitto da solo l’Armata Rossa. Pare scontato che Forza Italia starà sotto il 20%. Se accadrà, sarà torcida. Il peggior centrodestra d’Europa va definitivamente debellato, sperando che dalle sue ceneri pietose e ridicole nasca un centrodestra accettabile (una Meloni? un Crosetto? Chi volete voi, ma che sia anche solo minimamente credibile).
4) Lega Nord. Di Salvini non condivido nulla, la sua pappagorgia andrebbe vietata ai minori e le sue puttanate sui poliziotti che applaudono e sugli immigrati “che portano l’Ebola” mi fanno vomitare, ma ha fatto una campagna elettorale molto efficace e furba. Supererà la soglia del 4% e sarà verosimilmente la quarta forza politica. Ovviamente non conterà una mazza e – alle Politiche – tornerà scodinzolante da Berlusconi per entrare in Parlamento. Salvini, domenica sera, sarà però uno dei pochi a poter ridere nel centrodestra italiano.
5) Ncd. Per raggiungere il 4% si sono dovuti alleare con le frattaglie di Udc, Ppe e immagino pure con la Confraternita della Lenticchia Tibetana. Supereranno la soglia grazie al voto degli over 64 (in quella fascia Ncd è sopra il 10%: invecchiare può essere brutto). Quando Tiziana Panella gli ha chiesto se l’arresto di Romano ponesse problemi, Carisma Alfano ha risposto: “E perché mai dovrebbe crearmi problemi?”. Ha ragione: nel Nuovo Centrodestra, se non sono indagati o arrestati, non li vogliono. Hanno più avvisi di garanzia e capi di imputazione che elettori. Non ho ricordanza di una simile accozzaglia di impresentabili: Gentile, Scopelliti, Formigoni, Romano, Formigoni, Lupi, Giovanardi. Peccato solo per l’assenza del Canaro, che non avrebbe sfigurato. Il livello è così basso che, in confronto, la Lorenzin va rivalutata. Se fossi di destra, e certo non lo sono, piuttosto voterei Brunetta: almeno è intelligente. Pur di non tornare a votare, Ncd accetterebbe al governo persino Gundam. E’ un partito che non esiste ed è avvilente che questa ghenga smandruppata sia l’ago della bilancia dell’attuale esecutivo. Alfano agli Interni è come Leone di Lernia Docente di Estetica. Ncd è l’alluce valgo di Berlusconi.
6) Fratelli d’Italia. Hanno La Russa, sono nazionalisti e allegramente fascisti. Quanto di più lontano da me. Hanno pure consensi da prefisso telefonico. Però la Meloni è di gran lunga la migliore politica italiana di destra. Non credo con questo di fare un complimento alla destra italiana, ma così è. Anche se non vi pare.

Marco Palombi (IFQ)
“Matteo Renzi è ‘solo’ in campagna elettorale. La sua presunta rottamazione gli ha fatto il vuoto attorno. Così ha condotto la campagna elettorale tutta da solo (e non ci venga a raccontare che qui lui non si gioca il cubo!) Questa solitudine è assai rischiosa per il governo che dirige. La sicurezza delle prime settimane ha lasciato posto ai dubbi. Continua a ripetere a manetta che “tra Europee e governo non c’è nessun collegamento” ma sa bene di mentire e che nessuno gli crede! E’ passato dal rivendicare una vittoria schiacciante a dire che se prende anche solo un punto più di Grillo, ciò sarà un successo. Ma Cacciari ha dichiarato: “Se il Pd dovesse perdere con Grillo o anche se si arrivasse a una pareggio, è chiaro che Renzi scomparirebbe dalla scena (delle sue promesse da guascone non è rimasto nulla e se pure fa perdere voti al partito, è chiaro che per lui è la fine! Nulla di male, finirebbe nel nulla come Monti o Letta e dopo tutto sta sulla loro stessa linea di esecuzione degli interessi delle lobbie finanziarie occidentali). Continua Cacciari: “se Grillo vince o pareggia si aprirà una crisi enorme e difficilmente governabile anche da un genio della politica come Napolitano”. Oltre alla crisi del Pd, è chiaro che il crollo (già in atto) di FI trascinerà con sé anche le raffazzonate riforme costituzionali.
(E ciò vivamente noi ci auguriamo che sia!)

Marco Grasso (le parentesi sono mie)
Parte di chi ha lavorato nell’Expo si è adeguato a un sistema criminale che ha permesso che la Città della Salute venisse costruita su terreni avvelenati e che il polo ospedaliero nascesse sulla ex area Falk. Maltauro afferma di essere stato costretto a pagare 1,2 milioni per adeguarsi al sistema. Queste cose accadono perché c’è la certezza di diventare ricchi impunemente. La prescrizione, oltre ad essere stata accorciata, continua ad operare anche una volta iniziato il processo (e anche se l’appello è richiesto dal colpevole). La Germania ha 85.000 corrotti in carcere, la Francia 6.500. L’Italia che è la nazione più corrotta d’Europa (60 miliardi di danno l’anno, quanto metà di tutta la corruzione europea) ha in carcere solo 11 responsabili di questo reato. Come se non bastasse, si parla di nuovo di provvedimenti per alleggerire le carceri e si dice che è l’Europa a chiedercelo! (intanto nemmeno Renzi ha ratificato la legge anticorruzione europea e il pd dimezza le pene ai politici collusi con la mafia!).Bacone sosteneva che “chi non applica nuovi rimedi deve essere pronto a nuovi mali, perché il tempo è il più grande degli innovatori).
(Ma è tanto difficile da capire che il sistema di appalti venduti, mazzette e politici comprati che portò 20 anni fa a tangentopoli è rimasto esattamente lo stesso o anche peggio per questi 20 anni e che tutti i partiti stanno dentro la braga immonda di questa corruzione, a cominciare dalla coop rosse??!)

ALESSANDRO DI BATTISTA
“La mafia non è più quella della lupara, la mafia è il compromesso che si fa in politica. La politica che abdica al malaffare, alla corruzione , quando abdica alla reiterazione di un sistema diventa mafia. Non è più quella della lupara. Mafia è Civati che è costretto a stare in un partito che non gli piace perché ha pagato 35mila euro in campagna elettorale, li ha dati al partito e quindi è costretto a fare compromessi; la mafia è Cuperlo che ha buone idee, che cita Berlinguer in parlamento ma per restare su quello scranno accetta delle porcate che gli presenta il partito. Non è più la mafia che ammazza ma è la mafia del compromesso. La mafia è un’organizzazione che delinque, giusto (?), oggi i partiti sono delle organizzazioni che delinquono e neanche se ne rendono conto … faccio sempre l’esempio di Vincenzo Caso … è lui che ha registrato un lobbista che è entrato in parlamento … persone che portano degli interessi privati ect ect ect …Falcone diceva: seguite i soldi e capirete”.

Laura Tonino
Per me, Mafia è vedere sparire dal sistema degli accessi del Senato, gli ingressi del “Compagno G.” a Palazzo Madama.
Per me è mafia non solo chi delinque, ma anche chi fa il palo, chi non parla e chi omertosamente minimizza.
Per me è mafia trattare con la mafia, e poi cancellare le tracce. Per me è mafia “mettersi a disposizione” del potente di turno.
Per me è mafia non fare nulla perchè la mafia, in questo paese, sparisca.. con norme anti-corruzione, anti-riciclaggio.
Si fosse alzato UNO CHE FOSSE UNO, tra Cuperlo, Civati, alzando il ditino per dire: “Per me è MAFIA volere i lavori TAV ed EXPO, in deroga al certificato Anti-Mafia”
Se questa non è Mafia.
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A Bersaglio mobile Mentana intervista Renzi, Berlusconi e Di Battista

http://www.la7.it/speciali-mentana/rivedila7/bersaglio-mobile-21-05-2014-132108

Paola cita:
– Renzi.
Debole.
Solitamente bombarolo e retorico, borbottante e sputicchiante.
Insolitamente umile e low profile.
Lo ha fatto per scelta (vuole convincere i moderati con l’ottimismo che “è il profumo della vita”) e perché evidentemente i sondaggi che ha devono essere non proprio trionfali.
Ha persino detto che il metro di paragone per valutare l’esito delle Europee è Bersani 2013: ha messo le mani avanti, per poter dire che lui ha vinto anche se ha preso un solo voto più di M5S.
Ma figuriamoci.
Fino a due mesi fa Renzi aveva 12 punti di vantaggio, ha quasi tutta l’informazione spaventosamente a favore e a gennaio sembrava il Nazareno di Rignano sull’Arno.
Non gli basta vincere il 25 maggio, quello è scontato: deve farlo con almeno 6 punti di vantaggio.
Debole anche nelle battute scritte (“La Fiorentina mi ha fatto soffrire, ma anche lei con l’Inter ha goduto po’o Direttore”). Ha ripetuto “dopodiché” 712 volte e al di là di questo mantra eterno degli 80 euro non è riuscito ad andare.
La narrazione di sempre: Io sono il bene e loro il male. Io canto l’inno di Italia e mi commuovo, gli altri sono gufi che rosicano. Che palle.
E’ stato bravo sulla politica estera, lì l’ho visto – per l’unica volta – sincero e appassionato, ancor più quando ha parlato dei traumi che lo hanno colpito durante la sua generazione (su tutti Falcone e Borsellino). Un Renzi meno supercazzolico e meno aggressivo: bene. Ma pure (ancor) più retorico e moccia-jovanottiano. E questo è un male: anzitutto per lui.
Di Battista
E’ partito a handicap, accostando pericolosamente Civati e Cuperlo al concetto di “mafia” politica.
Il senso era chiaro, ce l’aveva non con loro (“brave persone”) ma con l’idea di compromesso eterno e colpevole, ma poteva fare mille altri esempi più forti.
Se ne è reso conto e, alla fine, è tornato sull’argomento chiarendo meglio il concetto per fugare i dubbi.
Per il resto, un’intervista ritmata, schietta, appassionata.
La prova della sua efficacia era l’espressione di Mentana, che minuto dopo minuto aveva scritto in volto “Oh cazzo, questo è bravo davvero, ha già fatto il culo a tutti gli altri”.
Sostengo da tempo, e vedo che ci stanno arrivando in tanti, che milioni di italiani ormai votino più Di Maio e Di Battista, Morra e Sarti che non Grillo o Casaleggio.
Non so quante persone abbia convinto Yoko dalla Annunziata o Grillo da Vespa: non molte, forse.
Al contrario, la forza comunicativa e contenutistica di Di Battista mi è parsa evidente.
Ha dimostrato una maturità e una sincerità allergiche al politichese che hanno di colpo reso vecchissimi tanto Renzi quanto Berlusconi.
Vi devo sincerità totale, e per questo voglio ricordarvi una volta di più che Alessandro è un amico: un caro amico.
Con voi non ho segreti: ci conosciamo dal giugno 2013 e ci vediamo con una certa regolarità.
Ne ho stima e credo di poter dire serenamente che la cosa è reciproca.
Questo può inficiare la mia analisi, ma non ne sono granché convinto: spesso ci scontriamo su alcune posizioni che io reputo talebane e lui inattaccabili.
Ho visto la puntata con la mia compagna, non certo grillina, e la sensazione è stata quella di avere (finalmente?) ascoltato un giovane politico realmente nuovo, preparato e onesto. Purtroppo M5S non è solo Di Battista: ci sono anche le Fucksia, troppi/e Fucksia, e le magagne – in Parlamento e più ancora nel territorio – non mancano.
Queste magagne devono essere sempre sottolineate, criticate e condannate. Ieri, però, se fosse stata una partita di tennis, sarebbe stato Di Battista-Berlusconi 6-0 6-1 e Di Battista-Renzi 7-5 6-2.
Se i 5 Stelle cominciano a vincere anche mediaticamente, allora per Renzi e le sue ancelle senza arte né parte si fa dura.
Durissima.
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Cettina
Tirando le somme, hanno definito Grillo un assassino, un fascista, un pazzo, un nazista, un vento passeggero, ed altro ancora.
Ed è anche comprensibile che lo definiscano in tutti i modi denigratori possibili ed immaginabili, ha scoperchiato, come aveva promesso, la pentola del parlamento e promette di togliere dalle mani di tanti avidi ed inutili individui i giocattolini dei quali si sono illegalmente impossessati e che utilizzano a loro piacimento: il potere legislativo ed il denaro pubblico che è un fiume in piena.
Senza il potere legislativo ed il denaro pubblico, quegli stessi individui tornerebbero ad essere ciò che in realtà sono: il nulla assoluto.
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Chi ci osserva dall’esterno, capisce meglio di noi ciò che sta avvenendo all’interno del nostro paese ed esprime pareri più obiettivi su cose e persone.
A Beppe Grillo, il Washington Post dedica tre pagine: “E’ come i fenomeni neonazi? La risposta è no”.
Perché l’Europa traballa davanti al terremoto politico guidato da un comico? Il giornale americano dedica oggi un servizio di tre pagine web a Beppe Grillo e al suo movimento. Partendo dall’instabilità dell’euro, da un’Europa che lascia spazi in cui si inseriscono movimenti estremi – Le Pen in Francia, Stronach in Austria e Geert Wilders in Olanda – quello di Grillo può essere accostato, come già è stato fatto, a forme neonazi? La risposta che lo stesso Post fornisce è no. Per più motivi.
Citando lo stesso Grillo “mi chiamano Hitler, ma non capiscono. Il nostro movimento sta riempiendo uno spazio analogo a quello che i nazisti avevano in Germania o i nazionalisti di Le Pen hanno in Francia: noi non siamo come loro. Siamo moderati” il Post ricostruisce la storia del comico. Dagli anni delle battute su Craxi sino al “momento della svolta”, le elezioni vinte a maggio da Federico Pizzarotti a Parma, città di 413mila persone (in realtà, se si conta anche la provincia), spiega come Grillo sia più che un comico liberal alla “Michael Moore” e non il leader di un “movimento di estrema destra”. E’ un “portavoce” di un popolo, i cinque stelle, “nato dal popolo di internet e dal blog di Grillo”. Però l’Europa “ha paura”: perché è “il contrario di Monti” e delle forme politiche “attuali”, perché secondo i sondaggi “partiva dal 4%” e ora è la terza forza politica del Paese.
Secondo il Washington Post il comico, nell’Italia dei Fiorito, è dunque “cambiamento” nonostante il caso Giovanni Favia e le frizioni interne. “Lo stesso Favia dice che è l’unico con il coraggio necessario per spezzare la rete dei vecchi partiti. E’ una necessità”.

http://www.huffingtonpost.it/2012/10/01/beppe-grillo-il-washingtonpost_n_1928003.html
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“L’Italicum è stato concepito per mettere fuori gioco il Movimento 5 stelle“.
Obiettivo il bipolarismo e tenere fuori dall’influenza del governo il terzo partito. Lo dice apertamente il viceministro alle Infrastrutture e ai trasporti Riccardo Nencini intervenendo ad Agora su Rai 3. Parla di una riforma della legge elettorale debole e incapace di raggiungere l’obiettivo, ma che soprattutto rischia di non sopravvivere al risultato delle prossime Europee. “L’Italicum era stato concepito per mettere fuori gioco Grillo e per ridurre a due, centrodestra contro centrosinistra, un ragionamento che fosse all’interno di una cornice europea, con una proposta di legge che però era troppo debole per raggiungere questo obiettivo. L’Italicum nasce per mettere fuorigioco il terzo partito e impostare un bipolarismo europeo. Se Grillo diventa il secondo partito alle Europee l’Italicum cade“.
A inizio aprile l’aveva detto l’ex ministro della difesa Mario Mauro: “Se alle Europee crolla Forza Italia, salta l’Italicum”. E su Rai 3 lo conferma oggi anche Clemente Mastella (Forza Italia): “Il 25 maggio segnerà lo spartiacque della politica italiana, ed è ovvio che, laddove Grillo prenderà molti voti, l’Italicum è completamente fregato, cioè bisogna cambiare i meccanismi. Tutto sommato Grillo può arrivare anche al 25-30 per cento – ha aggiunto Mastella – però rimane una minoranza sostanziosa. Certamente, non è la maggioranza del Paese”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/19/legge-elettorale-nencini-italicum-e-nato-per-mettere-fuori-gioco-m5s/990637/
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DI BATTISTA

“Dopo il risultato di febbraio soltanto riconfermare quello sarebbe un successo, però oggi io non mi accontenterei neanche del 28% . Noi siamo qualcosa di totalmente nuovo e diversi all’interno del sistema. Questo è stato percepito e la spinta ci sarà, grazie anche a Grillo che è un grandissimo italiano, l’esempio di un italiano che è messo in gioco e che ha dato davvero del suo, impegnandosi al massimo, rinunciando a qualcosa della sua vita per il bene collettivo. Ma oggi il M5S non è soltanto lui e anche questo era impensabile solo l’anno scorso quando siamo entrati, forze un po’ sprovveduti all’inizio, inesperti, temevano anche i giornalisti, le domande scomode. E’ vero, i primi due mesi siamo stati impegnati ad imparare. 150 parlamentari che entrano in quei palazzi e non sanno nulla di quei palazzi. Non avevamo mai scritto una legge, studiato un decreto. Abbiamo imparato in due mesi. E oggi io mi senti, io coi miei colleghi, in grado di governare questo Paese, ma fermamente in grado. Mi sono anche stancato di stare all’opposizione perché ho visto quello che potremmo fare come forza di governo.
Abbiamo ottenuto dei risultati come opposizione innegabili. Berlusconi è stato sfiduciato al Senato grazie alla nostra battaglia sul voto palese. Questo è oggettivo. Io sono arrivato in senato col mio motorino blu incrociando 30 poliziotti che scortavano un pregiudicato. Questo è il sistema. Certo siamo contro questo sistema a volte alzando qualche tono, a volte abbassando toni eccessivi. Perché quando vedi la mafia in parlamento e non alzi il tono, evidentemente sei tu nell’errore. La mafia si è trasformata; la mafia è compronesso; è Civati che è costretto a restare in un partito che non gli piace perché ha pagato 35.000 euro in campagna elettorale, li ha dati al partito e quindi è costretto a stare al compromesso. La mafia è Cuperlo che ha delle buone idee, che cita Berlinguer in Parlamento ma per restare su quello scranno accetta

Gabriella
A Report la Gabanelli ha spiegato che tutto l’immenso patrimonio immobiliare dell’ex-DC, pagato da noi cittadini, e poi passato prima al Partito Popolare e poi suddiviso dai vari tesorieri ai gruppi e sottogruppi politici in modo ladresco, è ora sotto sequestro. Si parla di un valore incalcolabile: 2-3 finanziarie. Mi domamdo: ma non potevano tutti questi politici – ora sotto inchiesta – vendere al migliore offerente e con il ricavato pensare per es., di aumentare le pensioni minime, o di costruire case popolari, o di rinunciare al finanziamento elettorale, o di portarlo in diminuzione del debito pubblico, ecc., ecc.?
Poi la Gabanelli è passata a parlare dei candidati al Parlamento europeo. Poi la Gabanelli ha portato l’esempio di Franco Bonanini (?), ora sotto inchiesta, il quale quando era Presidente del Parco delle 5 Terre, ha permesso la ristrutturazione di un casolare, dentro il parco, a Brunetta di FI che l’ha ricompensato mandandolo al Parlamento europeo.
Queste due sole inchieste di Report di ieri sera spiegano il successo di Grillo. La gente è incazzata nera. Da Vespa Grillo è stato geniale come sempre. Intanto ha fatto sorridere la sua battutina prima della trasmissione per la pubblicità oscena durata 20 minuti:” Ah, dobbiamo vendere un po’ di pannolini!”. Poi Beppe ha riassunto in un’ora tutto quello che ha scritto nei posts in più di 10 anni. Per chi segue Beppe da sempre, come me, ha compreso tutto. Però mi sono chiesta se chi non lo ha mai letto, e non sa delle sue civili battaglie, ha potuto cogliere non solo il senso ma la sincerità di cuore con cui esprimeva non solo la sua rabbia ma anche il rancore della gente comune.
Cmq grazie ancora una volta Beppe; hai fatto bene a non farti intervistare da chi ha rappresentato e rappresenta il marcio delle istituzioni.

Lady Dodi
Ad un certo punto tale Giachetti del PD, piuttosto che tergiversare ancora, aveva proposto la legge elettorale precedente il Porcellum.
Più di 100 Deputati PD s’erano accodati nonché i 5 Stelle.
ORDINE DALL’ALTO e tutti i Deputati PD si sono ritirati.
Sono rimasti i 5 Stelle con l’eroico Giachetti.
E poi vengono a dire A NOI che “seguiamo pedissequamente le direttive del Partito?!?
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BEPPE GRILLO
Volevo portare da Vespa un modellino del castello di Lerici.
Il castello è un simbolo, ha le sue celle, le sue segrete. Un simbolo di quello che succederà se il M5S andrà al governo. Così come non si può costruire sulle macerie, non si può edificare una nuova Italia senza sgombrare il terreno da coloro che l’hanno depredata trasformando la quinta (sesta?) potenza industriale in un deserto. Le categorie dei distruttori sono tre, i giornalisti grazie ai quali siamo 68esimi nella libertà di informazione nel mondo e che per ragioni di protezione di casta (e di pagnotta) si coprono a vicenda, gli industriali di regime sempre pronti a pagare mazzette (o a garantire pacchetti di voti) per accedere ai bandi di gara pubblici o alle concessioni di Stato e i politici, che vengono un gradino più in basso delle meretrici. Questo orrendo trio va giudicato attraverso un processo popolare, mediatico che inizierà dopo le elezioni europee. Sarà fatto in Rete dove verrà ricostruito un castello virtuale con le celle individuali, ognuna con la sua targhetta. Per Berlusconi verrà riprodotta integralmente quella di Al Capone ad Alcatraz sperando di non avere querele da parte dei discendenti di Al Capone. Ci saranno le liste, le prove e i testimoni di accusa come in processo. Per ogni persona ci sarà un cittadino che articolerà i capi di accusa. Alla fine gli iscritti certificati al M5S potranno votare per la colpevolezza o l’innocenza. Un tribunale popolare non può sostituirsi alla giustizia nell’erogazione delle pene, ma può informare i cittadini sui furti e le malversazioni di un Sistema che ha portato allo sfascio l’Italia. Ed è quello che sarà fatto. Il processo durerà il tempo necessario, almeno un anno, le liste saranno rese pubbliche quanto prima e l’ordine in cui saranno processati gli inquilini del castello sarà deciso in Rete. La prima categoria sarà quella dei giornalisti che hanno occultato la verità agli italiani nell’ultimo ventennio. I pennivendoli di Regime.

Marco Travaglio intervista Gian Roberto Casaleggio

-Per chi votava Casaleggio prima che nascesse il M5S.
-“Per me, già nella Prima Repubblica, i partiti avevano lo stesso peccato originale di oggi: destra e sx erano superate, non mi riconoscevo in nessun simbolo. Però mi piacevano alcuni personaggi politici di quel periodo, come Ugo La Malfa ed Enrico Berlinguer.”

-“E nella Seconda Repubblica?”
-“Ho avuto un rapporto di stima e di collaborazione con Di Pietro. Prima che nascesse il M5S non c’era alternativa: non perché Di Pietro fosse di destra o di sx, ma perché propugnava la legalità in politica. Guardi lo scandalo di Expo: dov’è la destra e dov’è la sx? Uno ruba con la mano destra, l’altro con quella sx. Sono tutti ambidestri e ambisinistri.”

-Cosa risponde sulle voci di una sua candidatura con una “lista vicina a Forza -Italia?
-“Vero che non mi candido, falso che l’abbia fatto con un berlusconiano. Lo feci a Settimo Vittone, il paese dove vivo vicino a Ivrea, in una lista civica fondata da una persona che conoscevo e di cui mi fidavo, Vito Groccia, un signore di origini calabresi: mi chiese di entrare in lista per dargli una mano. Non feci campagna elettorale, non avevo tempo, lavoravo a Milano: infatti presi 6 voti.” Mai sentito dire che fosse un berlusconiano. Quando è uscita questa balla, lui era già morto, allora ho parlato con i suoi due figli, che hanno smentito qualunque sua vicinanza, simpatia o iscrizione a Forza Italia. È uno dei tanti presunti scoop che i giornali hanno inventato su di me, senza verificare la veridicità della notizia. Esistono gruppi pagati dai partiti per diffondere messaggi virali contro me e Grillo. È la stessa accusa che molti rivolgono a voi. Ma noi non abbiamo bisogno di farlo, perché i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli. Quelli degli altri, palesemente falsi, hanno bisogno di un supporto di truppe àscare, pagate magari 5 euro al giorno.”

-Come e quando Beppe Grillo e Casaleggio si sono conosciuti?
-“Dieci anni fa Beppe lesse un mio libro, Web ergosum, dedicato allo sviluppo della Rete nella società. Mi chiamò e chiese di incontrarmi. Io l’avevo visto una sera al teatro Smeraldo: entrava sul palco vestito da Savonarola e spaccava i computer. E mi ero domandato: ma con tutta la roba che c’è da spaccare, proprio i computer? Quando lo incontrai, gli proposi di aprire un blog, che all’epoca era ancora una cosa per iniziati. Lui accettò e il blog partì nel gennaio 2005.”

-Dal lancio del blog si passò in seguito alla politica, su richiesta dei cittadini:
-“Ce l’hanno imposto la Rete e l’opinione pubblica. Il primo V-Day, l’ 8 settembre 2007, scatenò un’ondata di email, lettere, messaggi che ci spingevano a entrare in politica. Grillo però sperava ancora di cambiare il csx: consegnò a Prodi una serie di proposte programmatiche raccolte sul Web; e tentò di partecipare alle primarie del Pd. Sì, Prodi fu molto gentile, ricevette Grillo a Palazzo Chigi, gli disse che avrebbe distribuito la cartellina con le nostre proposte ai vari ministri e sottosegretari, poi però la cosa finì lì e non lo sentimmo più. Era un tentativo di vedere le loro carte: se il csx faceva proprie le nostre idee, a noi andava bene così, non ci interessava chi le portava avanti. Ma la risposta fu il muro: quando Beppe s’iscrisse al Pd ad Arzachena, gli fu negato l’accesso alle primarie con la motivazione che era ‘ ostile’. Fassino gli disse che il Pd non era un taxi e che Grillo, volendo, poteva provare a fare un partito. L’abbiamo accontentato. Al primo V-Day raccogliemmo 350 mila firme per tre proposte di legge di iniziativa popolare (fuori i condannati definitivi dal Parlamento, limite massimo di due mandati, ripristino delle preferenze nella legge elettorale): se Prodi e Veltroni le avessero accolte avrebbero dato la svolta al Pd e al sistema politico. Ma dopo il V-Day i giornali, soprattutto di sx, ci trattarono come una via di mezzo fra dei mangiatori di bambini e una setta satanica.”

-“Quanti post del blog sono suoi e quanti di Grillo?”
-“Sono tutti nostri. Ci sentiamo sei-sette volte al giorno per concordarli, poi io o un mio collaboratore li scriviamo, lui li rilegge, e vanno in Rete.”

-“In questi dieci anni avete litigato spesso?”
-“Quasi mai. Quindi qualche volta sì. È impossibile pensarla allo stesso modo in dieci anni.”

-Il termine “peste rossa”è stato suggerito da Casaleggio prendendo ispirazione dai discorsi di Hitler, come vorrebbe far credere Berlusconi?
-“Hitler non c’entra. Da appassionato di storia, stavo leggendo un libro sulla ‘ morte nera’, il flagello che colpì l’Europa nel ‘ 300 portato dai mercanti genovesi provenienti dalla Crimea e sbarcati a Messina: di lì, attraverso le pulci parassite dei ratti, la ‘ peste nera ’ o ‘ morte nera ’ dilagò in Italia e nel continente e cambiò l’economia europea. Io l’ho raccontata a Beppe, anche perché vedevo analogie con l’economia attuale, e lui l’ha tirata fuori in Toscana in versione ‘ rossa ’, credo pensando a disastri tipo il Montepaschi.”

-“Le capita mai di trovarsi in imbarazzo per le sparate di Grillo?”
-“Abbiamo provenienze, stili e linguaggi diversi. Lui è un artista, io un manager. Ma in imbarazzo no, non mi sono mai trovato: il suo linguaggio non può essere regolamentato, altrimenti non potrebbe proprio parlare in pubblico. Ma ormai Grillo è un leader politico e deve accettare di essere preso sul serio quando parla: troppo comodo l’alibi del linguaggio comico. Indipendentemente dal ruolo che ha, ognuno è responsabile delle cose che dice. Ma, se usa dei toni forti per esprimere un’opinione, bisogna concentrarsi sull’opinione, non sul tono. Beh, quando dice “io sono oltre Hitler”… È una difesa verbale da chi gli dice che è come Hitler. Abbiamo postato il discorso all’umanità di Charlie Chaplin: anche lui era oltre Hitler.”

-Lei dice che si preparano dossier contro di lei: sicuro che non siano paparazzi a caccia di gossip?
-Non confondiamo. A parte il fatto che fotografare il campanello di casa mia o scrivere dove mio figlio va a scuola non è gossip, è intimidazione, e dovrebbe essere proibito, i dossier sono altro. Io, per esempio, ero nella lista Tavaroli (il capo della Security di Telecom ai tempi di Tronchetti, poi condannato a Milano, ndr): credo risalisse alla mia vecchia esperienza in Telecom, era un ‘ attenzionaggio ’ per vedere se c’era qualcosa su di me. Ma né io né Grillo abbiamo paura dei dossier. Stiamo rompendo le palle al sistema da quasi dieci anni: se avessimo anche un solo scheletro nell’armadio, sarebbe già venuto fuori e noi saremmo da qualche altra parte, o in esilio o in galera. Spesso vengono create, raccolte e diffuse informazioni false ad arte per screditarci, e questa non è opera di ragazzini: ma di grandi gruppi editoriali.

-Lei quanto guadagnava prima che nascesse il M5S? E oggi guadagna di più o di meno?
-Per me, come manager, la nascita del Movimento è stata una sconfitta, perché un manager lavora per fare profitti. Da quando dedico gran parte del mio tempo al M5S, faccio meno profitti di prima. Il M5S è nato nel 2009, e fino ad allora, pur essendo nata solo nel 2004, la Casaleggio Associati viaggiava sul milione di euro di utili all’anno. Risultato mai più raggiunto dopo, anzi superato alla rovescia due anni fa, nel senso che abbiamo perso soldi. Così, pur essendo entrambi contrari, per evitare di chiudere la società, con Beppe decidemmo obtorto collo di accogliere sul blog la pubblicità. Che tra l’altro è veicolata da Google e da altri soggetti: noi cerchiamo di filtrarla, evitando per esempio la pubblicità delle banche…

-Però ne avete pubblicate alcune del gioco d’azzardo.
-Può darsi ne sia sfuggita qualcuna, contro la nostra volontà. La Casaleggio Associati nel 2012 registrò un utile di 69. 500 euro. Ora con la pubblicità siete risaliti: la pubblicità viene stimata dal Sole 24 Ore in 5 euro a clic, e da Repubblica in 0, 64.

-Secondo il Sole in un anno avreste incassato 5-10 milioni, secondo Repubblica 570 mila euro. Chi ha ragione?
-L’ordine di grandezza è quello di Repubblica. Il Sole non sa di che sta parlando: qualunque operatore sa che quei dati milionari sono assurdi. Lei ha anticipato che quest’anno, nel bilancio che uscirà a luglio, i conti sono molto migliori del 2013.

-Non sarebbe giusto pubblicare quelli del blog separati da quelli di Casaleggio Associati?
-Parlare del blog è riduttivo, perché noi ci occupiamo di tutta la comunicazione in Rete del Movimento: i social media, il sito del M5S (che non contiene pubblicità), e poi tutte le applicazioni sviluppate e gestite da noi (la più nota è quella delle ‘ presidenziali ’ per far scegliere agli iscritti il nostro candidato al Quirinale). Ecco, tutta questa attività è in perdita: dai 500 ai 650 mila euro. Ma non abbiamo mai chiesto un euro né al M5S né ai finanziamenti pubblici.

-Lei è mai stato massone?
-No.

-Perché a un tratto avete cambiato rapporto con la tv? Prima era morta, ora lei va dalla Annunziata e Grillo da Vespa. Avevate preso una cantonata?
-Nessuna cantonata. Penso che tv e giornali abbiano poco da vivere. Le prime 7 emittenti italiane nel 2012 hanno perso 500 milioni di euro, quest’anno è possibile che scendano a 7-800 milioni: durano finché qualcuno le finanzia. La pubblicità sta emigrando altrove, prevalentemente in Rete. Nel medio e lungo termine la tv è condannata. Comunque la nostra repulsione non era verso la tv in quanto tale: quel che abbiamo cercato di evitare erano i talk show dove non è chiaro di che si parla e vince chi strilla di più. Infatti chiediamo di poter parlare di un tema preciso, con persone mediamente competenti, altrimenti decliniamo.

-Ma Vespa è l’apoteosi del vecchio talk: perché non interpellare la Rete per questa svolta radicale? Uno vale uno, o c’è uno che vale più di uno?
-Non possiamo fare un referendum al giorno su ogni cosa che facciamo. Sulle cose importanti è giusto interpellare la Rete: come abbiamo appena fatto, con l’aiuto del professor Aldo Giannuli, votando la nostra legge elettorale che presenteremo a breve, prima delle Europee. L’hanno discussa e votata 100 mila persone. L ’ Italicum se lo son scritto Renzi e Berlusconi al Nazareno, di nascosto.

-La vostra è una proposta di forte impronta proporzionale: se non prendete il 51 %, sarete costretti ad allearvi con altri.
-Noi non rifiutiamo le alleanze in quanto tali, ma solo se ci obbligano a sposarci per corrispondenza con uno che non conosciamo: io voglio vedere se la convivenza è possibile. Prima voglio conoscere l’altro, poi se mi piace me lo sposo. Se il mio programma è antitetico a quello dei partiti, che faccio: pur di allearmi prendo in giro i miei elettori? Ma così gli altri partiti continueranno a mettersi insieme e a tenervi fuori, anche se arrivate primi. Finché spariranno. Non è che possono bloccare il cambiamento per sempre, facendo massa critica. Al momento è facile prevedere che, se vinceremo le Europee con un buon margine, torneranno le larghe intese, anzi larghissime. Le intese extra-large. Contro di noi c’è un muro di Berlino che, anziché a Berlino, viene eretto fra Montecitorio e il Quirinale. Per questo, se vinciamo, chiediamo che se ne vadano sia Renzi sia Napolitano. Molti le chiedono una certificazione indipendente per le votazioni online tra i vostri iscritti. È un’operazione molto complessa, che va seriamente normata, e non ha precedenti per cui è impossibile copiarla. Stiamo cercando di attivarla, spero sarà pronta entro la fine del 2014.

-Le pare bello che lo Statuto dei 5 Stelle sia un atto notarile firmato da Grillo e dal nipote avvocato? Quando ne avrete uno meno “proprietario”?
-Il nostro vero statuto è il ‘ non statuto’. Lo statuto ci fu imposto dalle leggi, noi ne avremmo fatto volentieri a meno. Comunque sì, tutto è migliorabile, anche questo statuto burocratico.

-Quando verrà il momento in cui lei e Grillo farete qualche passo indietro e lascerete in prima fila i vostri parlamentari?
-Io e Grillo resteremo finché saremo necessari, fino a quando il Movimento non sarà più organizzato, con persone e strutture in grado di camminare con le proprie gambe. Non abbiamo mai cercato posti, altrimenti saremmo in Parlamento, avremmo fatto accordi con Bersani & C.

-Lei ha incontrato Giorgio Napolitano una sola volta. Com’è andata?
-Ci ha ricevuti per un’ora e mezza, con un’accoglienza molto gentile e cortese. Mi è parso una persona che, per capacità e razionalità, dimostra meno anni di quelli che ha. Più un settantenne che un novantenne. Non ha cercato di intortarci, voleva capire chi siamo: ha le sue idee e le porterà avanti fino alla fine, comunque sia.

-Dopo le elezioni 2013, durante i tentativi di Bersani, poi nelle presidenziali, qualche politico l’ha mai contattata direttamente o indirettamente?
-Mai parlato con Bersani, né con suoi emissari, né ricevuto telefonate, sms, tweet da politici.

-E da Prodi e dal suo entourage?
-No. Del resto il nostro candidato al Quirinale scelto dagli iscritti era Rodotà, dopo la rinuncia di Gabanelli e Strada. C’era anche Prodi, ma in fondo. Io espressi il parere personale che chi ha avuto incarichi politici non deve andare al Quirinale.

-Lei per chi votò alle Quirinarie?
-Per Gino Strada. Fu il più votato, ma rinunciò.

-A quali condizioni avreste partecipato a un governo di scopo con il Pd?
-A condizione che ci fossero molti punti di contatto fra il programma del Pd e quello nostro. Cosa che non era. Ma la verità è che il Pd e Berlusconi avevano già deciso prima delle elezioni di febbraio – ben sapendo che avremmo avuto quel risultato – di mettersi insieme con le larghe intese. Visto che il risultato fu la rielezione di Napolitano e il governo Letta-Berlusconi, potevate appoggiare Prodi e far saltare quel disegno restauratore. La nostra base espresse un nome, Rodotà, che era più che un accordo politico: era l’ex presidente del Pds! Se non l’hanno votato loro, che dovevamo fare di più? Ciò che io non mi aspettavo era la rielezione di Napolitano: lui stesso aveva sempre negato che la cosa potesse accadere.

-La storia di quei giorni è stata tutta scritta?
-Chissà… c’è quell’invito all’ambasciata inglese a Roma. Era il 10 aprile 2013, una settimana prima delle presidenziali. Eravamo Grillo, io e due nostri collaboratori. L’ambasciatore ci chiese di incontrare Enrico Letta, allora vicesegretario Pd, che aspettava in un’altra stanza. Rifiutammo. Allora ci fecero salire al piano di sopra da una scala di servizio per pranzare con alcuni addetti dell’ambasciata, mentre l’ambasciatore pranzava al piano di sotto con Letta. A un certo punto l’ambasciatore o il suo braccio destro ci domandò: voi che ne pensate della rielezione di Napolitano? Poi, quando due settimane dopo ci trovammo Napolitano rieletto e Letta presidente del Consiglio, ci dicemmo che forse qualcosa non quadrava… È una prova della forte influenza che i governi stranieri hanno sulle scelte politiche italiane. Non certo solo la Germania. È una delle tante facce della nostra perdita totale di sovranità: quella territoriale la perdemmo nel ‘ 45, quella monetaria con l’ingresso nell’euro, quella fiscale con il fiscal compact, quella politica negli ultimi anni. Per andare al governo dovremo vincere le Politiche in almeno tre paesi del mondo…

-Anche voi, se mai andrete al governo, dovrete fare i conti con tutti questi poteri esteri.
-È un problema nostro, ma è anche loro.

-Lei rivendica tutte le espulsioni dal Movimento? Pure quella di Federica Salsi perché voleva andare ai talk show, ora che ci andate anche voi?
-Non personalizzerei le espulsioni. Il M5S ha poche regole: chi entra sa che deve rispettarle. E poi noi non siamo mai andati da Floris.

-Era proprio necessario parafrasare Primo Levi col fotomontaggio del cancello di Auschwitz?
-Ho letto ‘Se questo è un uomo’ e capisco bene la tragedia, di Primo Levi e della Shoah. Ma quella rivisitazione della sua poesia non era spregiativa nei confronti suoi né della Shoah: bensì dell’attuale sistema partitico. Chi ha polemizzato non ha neppure letto il post. O non l’ha capito. Via, qualche post l’avrete pure sbagliato: l’attacco alla Gabanelli e a Rodotà, il vaffa alla Carlassare…

-Quando prendete di mira qualcuno sul blog, tipo un giornalista che magari ha scritto cazzate, e poi quel qualcuno viene subissato di insulti e di minacce, anche di morte, non vi sentite in colpa?
-Nessun senso di colpa. Di solito si tratta di persone che ci hanno diffamati.

-E allora non è meglio querelarle?
-Infatti molte le abbiamo anche querelate.

-Perché il programma M5S non parla di Cultura?
-Il programma è ancora incompleto. Via via cercheremo di coprire, coinvolgendo tutto il Movimento, tutti i settori ancora scoperti.

-A Lucia Annunziata lei ha detto che la prima cosa che farete al governo sarà un pacchetto di norme per le piccole e medie imprese. Un po’ vago.
-C’era poco tempo. L’accontento subito: attribuzione del made in Italy solo alle aziende che producono in Italia; pagamento dei debiti dello Stato entro 60 giorni; accorpamento e semplificazione degli adempimenti fiscali; diminuzione graduale della tassazione sul reddito d’impresa con adeguamento alla media europea; defiscalizzazione degl’investimenti; chiusura di Equitalia; sconti contributivi per assunzioni dei giovani under 35; diminuzione dell’Irap; defiscalizzazione dei redditi nei primi due anni di vita dell’impresa; collaborazione fra istituti, università e imprese con stage ad hoc nel corso degli studi; pagamento dell’Iva solo a fattura incassata. Proposte che costano parecchio.

-E le coperture finanziarie?
-La proposta, molto articolata, contiene tutte le coperture. Ma il Parlamento l’ha bocciata. Anche il reddito di cittadinanza costa molto. Sì, 13-17 miliardi. Lo presenteremo in Parlamento con le coperture. A partire dalla vera abolizione delle province, che farà risparmiare miliardi. E da altri tagli agli sprechi. Dovreste movimentare decine di miliardi, ma siete molto timidi sull’evasione fiscale, che ne vale 150-180 all’anno. Non siamo affatto timidi. Noi l’evasione vogliamo combatterla severamente. Chi evade deruba chi paga le tasse. Ma bisogna partire dai grandi capitali, non perseguitare l’alpeggio o il kebabbaro che non fa uno scontrino, mentre si scudano 100 miliardi ai grandi evasori. Lei ha mai subìto verifiche fiscali? Sì, tre in cinque anni. La prima volta hanno scoperto che dovevo al fisco 54 euro, la seconda che ne dovevo 18, la terza invece che ero a credito di 100: quindi alla fine han dovuto pagare me.

-Sull’uscita dall’euro siete molto più prudenti.
-L’euro è solo una risultante. Noi non siamo contro l’euro, ma contro l’applicazione attuale delle politiche economiche e finanziarie comunitarie. Per le Europee abbiamo un programma in sette punti: sarà scarno, ma siamo gli unici ad averne uno. I punti fondamentali sono gli eurobond e la revisione del fiscalcompact, che ci costringerebbe a tagliare 40 miliardi di spesa pubblica all’anno per 20 anni. Inattuabile. Ciò detto, dobbiamo ridurre gli sprechi di spesa pubblica e attingere ai grandi giacimenti dell’evasione e della corruzione.

-Con la Rai che volete fare?
-Un’istituzione totalmente separata dai partiti, con regole e organismi non collegati alla politica, perché sia autonoma ma riprenda anche a svilupparsi e a fare innovazione. La Rai non è né cattiva né buona: è la longa manus dei partiti. I quali, oltre a farsi campagna elettorale con i rimborsi elettorali, usano la Rai per farsi propaganda gratis. Non è che poi vincete e cacciate dalla Rai quelli che vi hanno criticati in questi anni? Mai. Non siamo i nuovi Silla.

-Appoggerete la candidatura di Alexis Tsipras a presidente della Commissione europea?
-Tsipras è molto lontano da noi, perché ideologicamente connotato. Noi voteremo tutte le proposte, di destra o di sx, simili alle nostre. Se Napolitano riuscirete a cacciarlo o si dimetterà, per voi il candidato sarà ancora Rodotà? Lo chiederemo ancora alla Rete.

-Lei ha promesso la squadra di governo di M5S prima delle elezioni politiche, scelta con le primarie online: quindi esclude la possibilità che entri qualche ministro esterno al Movimento?
-Non lo escludo, dipende dalle figure della società civile che si proporranno.

-Il vostro premier ideale è Luigi Di Maio?
-Lo voteranno gli iscritti. Sarà una persona onesta, competente e trasparente. Di Maio ha le stesse possibilità di altri, avendo dimostrato ottime capacità in Parlamento.

-Lei il ministro lo farebbe?
-Dipende dal Movimento, ma perché no? Dovendo scegliere, opterei per l’Innovazione.

-E Grillo?
-Bisogna chiedere a lui, io lo vedrei bene ministro. Grillo dice che, se perdete le Europee, si ritira. Non ci credo, non è il tipo. Lo dice ogni tanto, per stanchezza. Ma anche lui persegue l’obiettivo di portare i 5 Stelle al governo. Poi magari si ritira un minuto dopo. Anche se lo fanno ministro…

-Qual è l’asticella per parlare di vittoria del Movimento 5 Stelle?
-Un voto in più del Pd.

-Quindi la sconfitta è un voto in meno del Pd?
-Dipenderà da quanti avranno votato e dalla percentuale che avremo. Già oggi tutti gli ultimi sondaggi ci danno attorno alla percentuale delle politiche 2013, cioè al 25 %. Anche con quella percentuale non potremmo certo dire di aver perso, altrimenti Berlusconi che dovrebbe dire? Confermare il dato di un anno fa sarebbe un consolidamento importante. È solo propaganda psicologica, o lei crede veramente che arriverete davanti al Pd? Ci credo veramente.
.
Lalla cita
Andrea Scanzi

Renzi: “Lo spread sale? E’ colpa di Grillo”. Detto da uno che fa il Presidente del Consiglio e si rivolge a chi non è parlamentare e neanche ha mai avuto incarichi di governo, mi sembra un ragionamento inattaccabile. Un po’ come dire che la guerra è colpa di Gino Strada, e magari a dirlo è Bush. O che l’errore dal dischetto di Baggio a Pasadena è colpa della traversa, che magari si è abbassata troppo e non ha lasciato abbastanza spazio al pallone. Mannaggia se è nervoso, il buon Matteo: dai, su, stai sereno (cit).

Simone
INDAGATI NELLE LISTE

FORZA ITALIA
Raffaele Fitto
In primo grado è stato condannato a quattro anni di reclusione per corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio.
Clemente Mastella
Rinviato a giudizio insieme alla moglie Sandra Lonardo per tre capi d’imputazione, truffa e appropriazione indebita.
Fabrizio Bertot
Ex sindaco del Comune sciolto per mafia Rivarolo Canavese (Piemonte). Secondo la Dia, avrebbe beneficiato del voto di scambio mafioso organizzato dai vertici nella ‘ndrangheta di Torino e da alcuni imprenditori calabresi.
Aldo Patriciello
Condannato in via definitiva a quattro mesi per una storia dell’inizio degli anni Novanta per un finanziamento illecito.
Gianpiero Samorì
È accusato di associazione a delinquere insieme ad altri imprenditori per la vicenda della bancarotta della banca Tercas.
Innocenzo Leontini
Ex capogruppo all’Ars del Pdl, ritenuto campione di spese sospette dalla Guardia di Finanza, che ha condotto l’inchiesta sulle spese pazze in Regione Sicilia.
NUOVO CENTRO DESTRA
Lorenzo Cesa
Arrestato nel 1990. È stato condannato in primo grado a tre anni e tre mesi per corruzione aggravata nello scandalo Anas, e poi salvato da un cavillo e dalla prescrizione.
Giuseppe Scopelliti
Condannato in primo grado a sei anni di reclusione per abuso d’ufficio.
Paolo Romano
Presidente del consiglio regionale della Campania. Indagato per peculato e rimborsi elettorali non documentati.
Guido Podestà
Presidente della Provincia di Milano. Sotto processo per le firme false presentate alle regionali del 2010 in Lombardia.
Maurizio Lupi
Sotto processo per abuso d’ufficio a Tempio Pausania, per via della nomina del presidente dell’Autorità portuale di Olbia.
PARTITO DEMOCRATICO
Andrea Cozzolino
Avviso di garanzia per truffa aggravata ai danni della Regione Campania, corruzione e falso per la costruzione di una centrale per biomasse a Pignataro Maggiore.
Giosi Ferrandino
Avviso di garanzia per falso ideologico, abuso d’ufficio e danno erariale come sindaco di Ischia.
Nicola Caputo
Indagato per l’ipotesi di reato di truffa e peculato, fatture scoperte per spese per la comunicazione istituzionale. Caputo avrebbe utilizzato i fondi per l’addetto stampa per acquistare svariate migliaia di euro di bibite.
Anna Petrone
Indagata per peculato.
FRATELLI D’ITALIA
Agostino Chiglia
Condannato a nove mesi nel 1986 per un’aggressione fascista a Torino.
Gianni Alemanno
Indagato per finanziamento illecito nell’ambito dell’indagine riguardante la fornitura di quarantacinque autobus alla società Roma Metropolitane.
Antonio Iannone
Presidente della Provincia di Salerno. Indagato per la gestione di Asl e Cosaler.

MOVIMENTO 5STELLE NESSUNO
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Se ci fosse stato uno scarto di uno o due punti me ne sarei fatto una ragione, avrei detto “questa è la democrazia” e avrei valutato gli errori. Ma venti punti di distacco è una cosa inaspettata, imprevista e mostruosa. Significa che milioni di italiani, fregandosene degli scandali, della corruzione, del tradimento, di tutte le evidenze negative, si son presi i finti 80 euro e hanno bevuto le parole: “il meglio deve ancora venire”. Non parlo per quelli che ci credono e che hanno fatto bene a votare per chi credono, parlo del restante 20%, parlo della la massa popolare che è fatta così, si lancia su chi butta le caramelle. Un popolo democristiano, corrotto, egoista, un popolo bambino. E adesso verrà il meglio. Avremo le riforme, che se chiedi in giro nessuno conosce ma non fa nulla, vedremo affermarsi sempre di più lo scenario disegnato dalla P2, la democrazia autoritaria, la perdita dei diritti… Ma che importa, “de Franza o de Spagna, purchè se magna!”

    Commento di Stefano — maggio 26, 2014 @ 12:04 pm | Rispondi


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